Alessandro Della Monica: la formazione come ingrediente chiave per innovare il mestiere di pizzaiolo
Maria Giovanna Labruna • 26 marzo 2026
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A 29 anni, Alessandro Della Monica rappresenta una delle espressioni più contemporanee dell’arte bianca italiana.

Originario di Cava de’ Tirreni, vanta oltre sedici anni di esperienza nel mondo della pizza: un percorso iniziato precocemente e costruito con dedizione, studio e una costante attenzione all’evoluzione tecnica degli impasti.
Oggi è alla guida di due realtà ben distinte ma complementari: Kekudos Contemporary Pizza, laboratorio creativo dedicato alla pizza contemporanea, e Ke Pala Rosticceria, dove tradizione e innovazione si incontrano attraverso la pizza in pala e una proposta gastronomica dinamica. La sua specializzazione negli impasti croccanti gli è valsa il soprannome di Crunch Specialist, una firma identitaria che sintetizza il suo approccio tecnico e sensoriale.
Accanto all’attività imprenditoriale, Della Monica ricopre anche il ruolo di istruttore presso l’Accademia Pizza DOC, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di pizzaioli. Ed è proprio il tema della formazione a emergere come filo conduttore del suo percorso professionale.
Nel panorama attuale della ristorazione, sempre più competitivo e orientato alla qualità, la formazione non rappresenta più un’opzione, ma una necessità. La figura del pizzaiolo si è evoluta: da mestiere tradizionale a professione altamente specializzata, che richiede competenze tecniche, conoscenze scientifiche e sensibilità imprenditoriale. La storia professionale di Della Monica evidenzia come il talento debba essere supportato da un percorso strutturato di apprendimento continuo. L’approfondimento delle tecniche di impasto, lo studio delle materie prime e la capacità di innovare sono oggi elementi imprescindibili per distinguersi in un mercato in costante evoluzione.
A tu per tu con Alessandro Della Monica
D. Quali motivazioni ti hanno spinto a scegliere l’Accademia Nazionale Pizza DOC?
R. Ho scelto l’Accademia Nazionale Pizza DOC per dare una svolta concreta al mio percorso professionale. Nei primi anni della mia carriera, ho visto il mondo della pizza evolversi a ritmo serrato e ho capito che era il momento di aggiornarmi per non restare indietro. Volevo imparare le tecniche più moderne, approfondire la gestione delle materie prime e scoprire come ridurre gli sprechi in pizzeria, migliorando al tempo stesso il food cost. L’obiettivo era chiaro: trasformare passione e esperienza in competenze concrete e allineate agli standard più innovativi del settore.
D. Come sei venuto a conoscenza di questa realtà e in che modo hai avviato il primo contatto?
R. Scorrendo i social, mi sono imbattuto in una masterclass nella mia città. Ho contattato la segreteria e così è iniziato il mio primo vero percorso di formazione. Da quel momento, non mi sono più fermato: corso dopo corso, ho avuto l’opportunità di imparare dai più grandi maestri del settore, esplorando tecniche diverse, approcci innovativi e modi alternativi di pensare e gestire la pizzeria. Ogni esperienza mi ha permesso di arricchire il mio bagaglio e affinare il mio stile, trasformando la curiosità in competenza concreta.
D. Quale percorso, sia professionale che personale, ti ha condotto a intraprendere questa formazione?
R. L’esperienza all’Accademia Nazionale Pizza DOC ha completamente trasformato la mia visione del mestiere di pizzaiolo. Ho capito che oggi fare il pizzaiolo non è solo un lavoro: è un vero onore. Se un tempo questa professione veniva vista come un ripiego per chi non studiava, oggi so che per eccellere è fondamentale studiare, sperimentare e formarsi senza sosta. Grazie all’Accademia, ho scoperto quanto sia profondo il mondo della panificazione: dalla gestione del lavoro alla scelta delle farine, fino alla conoscenza delle fermentazioni e degli impasti. Ogni dettaglio conta, e sono proprio questi aspetti a fare la differenza nella qualità del prodotto finale. È stato un viaggio che ha trasformato la mia passione in competenza concreta e mi ha insegnato che un vero pizzaiolo non smette mai di imparare.
D. Che ruolo ha oggi l’Accademia nella tua carriera e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro nel mondo della pizza?
R. Oggi l’Accademia per me rappresenta una vera famiglia e un punto di riferimento, sia dal punto di vista umano che professionale. È un’azienda che ha creduto in me fin dall’inizio e che continua a farlo ogni giorno. Questo mi ha dato grande motivazione e senso di responsabilità. Dopo un percorso molto lungo e una gavetta importante, oggi mi sento un punto di riferimento per l’Accademia e per i nuovi istruttori, e di questo ne vado molto fiero. Sono felice del cammino che ho fatto, ma con la consapevolezza che in questo mestiere c’è sempre da imparare e da migliorare. Attualmente svolgo molte masterclass e consulenze, viaggio spesso e ho la responsabilità di trasmettere tutto il mio impegno, la mia esperienza e le mie conoscenze ai corsisti e all’Accademia che ha creduto in me. Per il futuro mi immagino continuare a crescere nel settore, formare sempre più professionisti e contribuire allo sviluppo e alla diffusione della cultura della pizza.
Con Alessandro Della Monica, la pizza non è solo un mestiere, ma un laboratorio di creatività, tecnica e formazione continua. La sua storia dimostra che passione e talento trovano valore solo se accompagnati da studio, disciplina e voglia di innovare. E mentre continua a viaggiare, insegnare e sperimentare, resta chiaro un messaggio: il futuro della pizza italiana si costruisce oggi, un impasto alla volta, grazie a chi sa trasformare tradizione e innovazione in arte concreta.
www.accademianazionalepizzadoc.it
www.campionatopizzadoc.it

La Redazione Agosto ha il sapore del mare, della convivialità e di quei piatti che riescono a raccontare un territorio attraverso eleganza, ricerca e memoria. Nella rubrica di questo mese, lo chef Giovanni Palmiero propone una creazione che unisce tradizione mediterranea e cucina contemporanea: una ricetta dove il polpo diventa protagonista assoluto, interpretato con diverse consistenze e accompagnato da elementi che richiamano la brezza marina e i colori dell'estate. Una preparazione raffinata, pensata per sorprendere il palato senza perdere il legame con la materia prima, dimostrando come tecnica e semplicità possano convivere nello stesso piatto.

La Gazzetta del Food accoglie con entusiasmo una nuova protagonista del racconto gastronomico italiano: Hajer Aissi, chef e anima della storica Cantina Siciliana di Trapani, entra a far parte della nostra squadra con una rubrica dedicata al territorio, alle sue eccellenze e alle storie che rendono unica la cultura del cibo.

Si chiude con un bilancio ampiamente positivo la 32ª Sagra dei Sapori Lucani , appuntamento che ha richiamato migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero, confermandosi tra gli eventi più rappresentativi della Basilicata per la promozione delle eccellenze enogastronomiche, della cultura e delle tradizioni locali.

Un equilibrio raffinato tra profumi mediterranei, materie prime d’eccellenza e creatività contemporanea: nasce così il Tagliolino con gamberi bianchi dello Jonio, arancia e tartufo scorzone firmato Chef Rocco Gerundino . Un piatto che racchiude l’anima dell’estate attraverso un dialogo armonioso tra il sapore autentico del mare, la freschezza degli agrumi e le note profonde del tartufo estivo. Una proposta che esprime una filosofia culinaria precisa: valorizzare la materia prima senza alterarne l’identità, lasciando che ogni ingrediente racconti la propria storia. Nel percorso gastronomico dello chef, questa preparazione è diventata negli anni un simbolo della stagione estiva, apprezzata per la capacità di unire leggerezza e intensità, semplicità e ricercatezza. Una cucina elegante e contemporanea, fortemente legata al territorio e alla memoria, dove tecnica e sensibilità si incontrano per trasformare il piatto in un’esperienza da ricordare.




