UN CATERING SLOVENO PER LE OLIMPIADI MILANO/CORTINA E BUONI ULTIMI PER “LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UMANITA”

Edoardo Raspelli • 28 gennaio 2026

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

“Addio sogni di gloria, addio castelli in aria”: le parole del capolavoro cantato, tra i decenni, da Carlo Buti, Claudio Villa, Luciano Pavarotti… ben si addicono alle riflessioni di Edoardo Raspelli su due momenti della attuale storia italiana, su due “trionfi” che, in quattro e quattro otto, si sono ridimensionati, se non scomparsi.
Al centro dell’attenzione
1- il presunto primato, quel “per la prima volta” che il riconoscimento assegnato dall’ Unesco, il PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’, va ad un Paese, in questo senso l’Italia e
2-la grande occasione per i prodotti, le ricette, i piatti della cucina italiana, di trionfare tra 200 mila visitatori delle Olimpiadi Milano-Cortina, disseminati in 12 siti, tra l’inizio milanese a San Siro e la fine all’ Arena di Verona.

Cominciamo dalle Olimpiadi. Alla Fiera Fuori Milano, a Rho, il 10 aprile dell’anno scorso, era stato annunciato che gli ospiti che si fossero iscritti alla On Location avrebbero avuto a disposizione almeno 175.000 pasti d’eccellenza curati da un famoso chef e ristoratore piemontese, Carlo Zarri, del San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo, la patria della nocciola.

La Valtellina avrebbe visto la presenza, tra l’altro, di montagne di Bresaola, di Bitto e Casera, il Trentino Alto Adige lo speck, il meraviglioso formaggio Puzzone di Moena, lo yogurt artigianale, le mele… per non parlare poi, di Prosecco e di Grana Padano…ovviamente il tutto accostato anche ai ravioli del plin di Cuneese ed Astigiano. Decine di persone erano presenti, tra cui Edoardo Raspelli, Joe Bastianich, il celebre blogher (e prossimo conduttore di Sanremo Giovani) Gianluca Gazzoli ed atleti del calibro della nuotatrice Federica Pellegrini e della pattinatrice di velocità sul ghiaccio Francesca Lollobrigida ( pronipote di Gina Lollobrigida e cugina di Francesco Lollobrigida).
Ma il 4 dicembre su Facebook lo chef e patron del San Carlo annunciava che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro per quei 175.000 pasti all’insegna del Made in Italy… Da allora silenzio assoluto.
Edoardo Raspelli, da” cronista della gastronomia” si è incuriosito. Carlo Zarri lo ha rimandato all’ufficio stampa di On Location, l’ufficio stampa ha detto di rivolgersi al responsabile dell’organizzazione, l’esperto italiano ma di provenienza francese Tommaso Cavallari. Il conduttore de “L’Italia che mi piace…In viaggio con Raspelli” ha mandato email a destra ed a sinistra, ha telefonato e messaggiato per giorni… senza alcun risultato…

Poi ha cercato altrove le informazioni. Il sommo chef altoatesino Norbert Niederkofler (del ristorante omonimo di Brunico) non ne sapeva niente. Idem Michil Costa della Perla di Corvara in Badia. Il celeberrimo Tivoli di Cortina e l’Huberlain di Anterselva (all’interno dell’area del biatlon) si occupano solo del Casa Italia… Ma allora i pranzi e le cene dei 175.000/200.000 sportivi ma golosi annunciati l’anno scorso ?!

Poi, chiedendo all’intelligenza artificiale, in particolare a ChatGPT, sono saltati fuori nomi importanti, tutti sloveni, quelli della Jezeršek Catering, Vita Catering e Vivo Catering…
“Nella mia vita non ho mai avuto né mai avrò preclusioni di nessun tipo, né sessuale né razziale; per me non ci sono colori o tratti somatici diversi e problematici… -dice Edoardo Raspelli- però, io sono italiano, amo l’Italia… Mio nonno (che si chiamava come me ) era Tenente dei Carabinieri Reali, mio padre (prima di diventare segretario nazionale degli Ospedalieri per la CISL lo era del Sindacato Unico Fascista, anche se in casa sua nascondeva gratis una vecchina ebrea salvandola dai campi di sterminio nazi fascista… Io ho imparato a memoria sin da bambino quel celebre passo del libro Cuore di Edmondo De Amicis: “ Perché amo l’Italia ?! Perchè mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perché è italiana la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e che mio padre venera, perché la città dove sono nato, la lingua che parlo….è italiano”…

Conclude Edoardo Raspelli “Vedremo un catering straniero, di qualunque Nazione sia (se la notizia viene confermata) che ruolo, che peso darà ai prodotti ed alle ricette del nostro Paese”.

“LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UMANITA’” ?!
MA NON ESAGERIAMO: ARRIVIAMO ULTIMI O QUASI

Altro trionfo annunciato quello dell’assegnazione all’Italia, PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO del riconoscimento da parte dell’Unesco della CUCINA ITALIANA PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’. Anche qui, più che ricerche negli archivi od in biblioteca, Edoardo Raspelli ha avuto il pronto soccorso, di nuovo, dell’intelligenza artificiale, di nuovo la ChatGPT, che in un attimo ha fatto un copioso elenco di alcuni recenti analoghi riconoscimenti. “Che la CUCINA ITALIANA riceva una medaglia mi sta anche bene (anche se i ristoratori ed i cuochi di oggi la stanno massacrando), ma prima, qualcuno ci ha preceduto”:

Altre iscrizioni culinarie recenti (esempi dal 2020 al 2024)

Caffè arabo come simbolo di generosità Paesi Arabi
Cultura della colazione in Malesia Malesia
Mulgi puder (purè tradizionale) Estonia
Pane di manioca (conoscenze e pratiche) Cuba
Formaggio Minas artigianale Brasile
Al-Manâ ouchâ (pratica culinaria) Libano
Harees (cucina tradizionale) Arabia Saudita & Emirati Arabi
Ceviche (preparazione e consumo) Perù
Cultura della cucina del borscht Ucraina
Pratiche sociali legate a Sljivovica Serbia
Tecniche di lavorazione del tè Cina
Ceebu Jën (arte culinaria) Senegal
Zuppa Joumou Haiti
Couscous (produzione/consumo) Algeria, Mauritania, Marocco, Tunisia

LE ULTIME GHIOTTONERIE ASSAGGIATE DA RASPELLI
NEGLI ULTIMI MESI

Quindi, ecco le ghiottonerie (anche non esclusivamente di piccolissime produzioni) che mi hanno particolarmente colpito e che mi sono piaciute negli ultimi tempi: vale la pena di assaporarle degustarle farle conoscere ancora di più:

-ACQUA MINERALE Calizzano Fonti Bauda (Calizzano, Savona); Cerelia (Cerelio di Vergato, Bologna)

-LINGUE DI SUOCERA e PAN D’ARIA Mario Fongo (Asti)

-OLI
Jugale Carvelli (Mesoraca, Crotone);
Garda Trentino ( valorizzato dallo chef Peter Brunel, Arco, Trento)
Molino del Torrone (Gaglietole di Collazzone, Perugia); Gina Durante (Stellanello, Savona, selezione Piero Sattanino); La Porrona (Montalcino, Siena, selezione ristorante Pescatore Santini, Canneto sull’Oglio, Mantova)

-PASTA: Martelli (Lari, Pisa ); Latini (Osimo, Ancona ), La Campagna di Francesca (Torre del Lago Puccini dí Viareggio Lucca); Berruto (Carmagnola, Torino)

-TORTELLINI (valorizzati dal ristorante Boni, Bologna)

-CAPPELLETTI DI CARPI DE.CO. Pasta&Pasta (Carpi, Modena)

-ZUPPE E VELLUTATE Zerbinati, Borgo San Martino (Alessandria)

-FORMAGGI ARTIGIANALI STAGIONATI Guffanti (Arona, Novara)

-BURRO E FORMAGGI Latteria Sociale Antigoriana (Crodo, VB Verbano Cusio Ossola); Diego Ceresa (Borgomanero, Novara)

-PARMIGIANO REGGIANO: Sua Maestà il Nero del Caseificio Pieve Roffeno (Rocca di Roffeno Castel d’Aiano, Bologna, valorizzato dal ristorante Boni di Bologna) ed Auricchio (valorizzato dal ristorante Pescatore Santini, di Canneto sull’Oglio, Mantova).

-ABTM Aceto Balsamico Tradizionale di Modena La Vecchia Dispensa (valorizzato dal ristorante Boni di Bologna)

-ACETO BALSAMICO ED OLIO EXTRA VERGINE OLIVE VARIETÀ MINUCCIOLA Relais Villa Zagara (Sorrento, Napoli)

-PROSCIUTTO CRUDO E SALAMI Fattoria Ca Dante di Stefano Pelloni (Fanano, Modena)

-SALAME SARDO SALSICCIA AFFUMICATA salumificio Rovajo (Dèsulo, Nùoro)

-MORTADELLA DI FEGATO SALAME DI TESTA e COTECHINO di Ugo Facciola, ristorante Edelweiss, Viceno di Crodo, VB Verbano Cusio Ossola)

-COTECHINO CRUDO DI CARPI DE.CO. salumeria Beltrami(Carpi, Modena)

-BRESAOLA E BITTO La Fiorida (Mantello, Sondrio)

-MOSTARDA FINA DI CARPI ristorante L’Incontro (Carpi, Modena)
—————————————————————----------------------------------------------------------------------------------------------
-BERGAMOTTO puro succo e BERGAMIEL Azienda Agricola Patea (Brancaleone, Reggio Calabria)

-MARMELLATA DI CHINOTTO(Augusto Vincenzo Besio, Legino di Savona, valorizzato dal ristorante La Reserve Piero Sattanino, Bordighera, Imperia).

-PANETTONE Antica Corona Reale (Cervere, Cuneo); Loison (Costabissara,Vicenza).

-BISCOTTINI Loison (Costabissara, Vicenza)

-NOCCIOLATO E CREMA con nocciole solo piemontesi Novi (Novi Ligure, Alessandria ).

-CIOCCOLATINI Domori Illy, None (Torino)

-RUBATÀ’ grissini di Mario Fongo al cioccolato Bodrato

-TORRONE Torronificio Gennargentu (Desulo, Nùoro)

-AMARO Moreno Cedroni(Senigallia, Ancona)

-KINA Barbieri (Maierato, Vibo Valentia)

-GRAPPE Distilla (Magreta di Formigine, Modena).

-LIMONCELLO ristorante Quattro Passi (Nerano, Napoli)

-CAFFÈ Kimbo (Melito di Napoli)

———————————————---------------------------------—
VINI:

-GAJA, (Barbaresco, Cuneo)

-CA’DEL BOSCO (Erbusco, Brescia).

-FERRARI , Lunelli (Ravina di Trento)

-VELENOSI, Ascoli Piceno

-MARISA CUOMO, Costa d’Amalfi DOC(Furore ,Salerno)

-VERMENTINO DI GALLURA Tenuta Paltusa (Calangianus, Sassari)


Autore: Chef Gregori Nalon 14 giugno 2026
La pasticceria domestica raggiunge la sua massima espressione quando tecnica e semplicità si incontrano in perfetto equilibrio.
Autore: Maria Giovanna Labruna 12 giugno 2026
Quando la solidarietà diventa casa: il ricordo di Antonio Giaccoli vive ogni giorno attraverso La Stanza di Tobia e le famiglie che accoglie.
Autore: Maria Giovanna Labruna 11 giugno 2026
BARI – Da Napoli a Bari, passando per Milano, Roma, Padova e Torino. Il viaggio del fenomeno gastronomico firmato da Donato De Caprio continua senza sosta. Il salumiere diventato celebre sui social con la sua ormai iconica frase "Con mollica o senza?" ha scelto ancora una volta di puntare sulla Puglia e sui baresi, che lui stesso ha più volte definito "portafortuna".
Autore: Nicoletta Montesano 11 giugno 2026
Si svolge oggi, giovedì 11 giugno 2026, alle ore 9.30 presso la Camera di Commercio di Foggia, la conferenza “Italian Food and Feed CIIE 2026 Promotion – Eccellenze Agri-food Puglia”, appuntamento dedicato alle opportunità offerte dal mercato cinese alle imprese agroalimentari pugliesi. L’iniziativa, promossa in collaborazione con Coldiretti Puglia, punta a rafforzare i processi di internazionalizzazione del comparto agroalimentare regionale e a consolidare la presenza del Made in Puglia sui mercati globali, con particolare attenzione alla Cina, considerata uno degli sbocchi più strategici per l’export. Al centro dei lavori il confronto tra istituzioni, sistema bancario, organizzazioni agricole e imprese, con l’obiettivo di approfondire strumenti operativi, requisiti e prospettive di accesso al mercato cinese. Tra i partecipanti figurano rappresentanti istituzionali e diplomatici italiani e cinesi, tra cui Zhang Lubiao, Ambasciatore della Rappresentanza Permanente per Cibo e Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite e il Ministero dell’Agricoltura cinese, e Xu Yu Hong, Primo Consigliere dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata cinese a Roma. Presente anche il sistema bancario internazionale con Bank of China e ICBC Bank, insieme a rappresentanti di Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comune di Foggia e Camera di Commercio di Foggia. Nel corso della conferenza interverranno i vertici di Coldiretti Puglia e Coldiretti Foggia, insieme a imprese protagoniste dell’export agroalimentare verso la Cina. Il confronto sarà dedicato anche alle procedure sanitarie, alle certificazioni e alle opportunità legate ai grandi eventi fieristici internazionali. L’iniziativa rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita dell’agroalimentare pugliese sui mercati esteri, con l’obiettivo di valorizzare qualità, filiera e identità territoriale nel panorama globale.
Autore: La Redazione 11 giugno 2026
Croccanti all'esterno, morbide e succose all'interno: le polpette rappresentano uno dei simboli più amati della cucina italiana. Un piatto semplice, nato dall'ingegno delle famiglie che sapevano trasformare gli avanzi in autentiche prelibatezze, e che ancora oggi occupa un posto speciale sulle tavole di grandi e piccoli. Da nord a sud, ogni regione custodisce la propria versione. C'è chi le prepara con carne macinata, chi preferisce pesce, verdure o legumi, e chi le arricchisce con formaggi, erbe aromatiche e spezie. La loro forza risiede proprio nella versatilità: pochi ingredienti genuini sono sufficienti per creare un piatto capace di mettere tutti d'accordo. Le polpette sono il perfetto esempio di cucina del recupero. Pane raffermo, carne avanzata, formaggi e ortaggi trovano nuova vita in una preparazione che unisce gusto, tradizione e sostenibilità. Oggi, accanto alle ricette tramandate dalle nonne, trovano spazio interpretazioni moderne e gourmet che conquistano anche i palati più esigenti. Fritte, al forno o cotte nel sugo, le polpette sono ideali per ogni occasione: dal pranzo in famiglia all'aperitivo tra amici, fino ai buffet delle feste. Il segreto per ottenere un risultato perfetto è trovare il giusto equilibrio tra gli ingredienti, in modo da ottenere una consistenza morbida e compatta, senza rinunciare alla croccantezza esterna. I segreti per polpette perfette Per realizzare polpette davvero irresistibili è importante seguire alcune semplici regole: Utilizzare carne di buona qualità, preferibilmente un mix di manzo e maiale. Ammorbidire il pane nel latte per garantire morbidezza all'impasto. Aggiungere parmigiano grattugiato per esaltare il sapore. Non lavorare troppo il composto per evitare che diventi duro. Lasciare riposare l'impasto per almeno 20 minuti prima della cottura. Cuocere a temperatura adeguata per ottenere una doratura uniforme. Le varianti più amate Le polpette si prestano a infinite interpretazioni. Tra le più apprezzate troviamo: Polpette al sugo, protagoniste della cucina tradizionale. Polpette di pollo leggere e delicate. Polpette di melanzane, tipiche della cucina mediterranea. Polpette di pesce, ideali per un secondo piatto raffinato. Polpette vegetariane a base di legumi e verdure. Polpette ripiene di formaggio dal cuore filante. Qualunque sia la versione scelta, il risultato è sempre lo stesso: un concentrato di gusto che profuma di casa e convivialità. Scheda Ricetta: Polpette della Tradizione Tempo di preparazione 20 minuti Tempo di cottura 20 minuti Dosi per 4 persone Ingredienti 500 g di carne macinata mista (manzo e maiale) 100 g di pane raffermo 100 ml di latte 50 g di parmigiano grattugiato 1 uovo Prezzemolo tritato q.b. Sale q.b. Pepe q.b. Pangrattato q.b. Olio extravergine d'oliva o olio per friggere Preparazione Spezzettare il pane raffermo e metterlo in ammollo nel latte per alcuni minuti. Strizzare il pane e trasferirlo in una ciotola con la carne macinata. Aggiungere l'uovo, il parmigiano, il prezzemolo tritato, sale e pepe. Mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. Formare delle polpette della dimensione desiderata. Passarle leggermente nel pangrattato. Cuocerle in padella con olio caldo fino a doratura oppure in forno ventilato a 180°C per circa 20 minuti. Servire ben calde, accompagnate da una fresca insalata o da una salsa di pomodoro. Per polpette ancora più morbide, aggiungere all'impasto un cucchiaio di ricotta fresca. Se amate i sapori intensi, inserite al centro un cubetto di scamorza o mozzarella per ottenere un irresistibile cuore filante.
Autore: Antonio Salvo Lieto 11 giugno 2026
Giugno porta con sé la luce intensa dell'estate, i profumi degli orti mediterranei e il desiderio di sapori freschi, autentici e ricchi di identità.
Altri post