Stile gentile: quando l’eleganza diventa un modo di vivere
Sabrina Altamura • 27 aprile 2026
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Rubrica di Sabrina Altamura per La Gazzetta del Food
C’è un’idea di stile che va oltre l’abito, oltre le tendenze, oltre perfino l’estetica. È lo stile gentile, una forma di eleganza silenziosa che non si misura in ciò che si indossa, ma nel modo in cui si vive e si interagisce con il mondo.
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’esposizione costante, la gentilezza diventa una scelta controcorrente. Non è mai ostentata, non cerca applausi: si riconosce nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare davvero, nel rispetto per chi ci sta accanto e per ciò che ci circonda.
Lo stile gentile si traduce in attenzione consapevole. Significa compiere scelte responsabili, dal rispetto per l’ambiente alla cura della propria salute, fino alla valorizzazione delle relazioni umane. Anche a tavola questo approccio si riflette in modo evidente: scegliere alimenti di stagione, ad esempio, è un gesto semplice ma profondamente rispettoso dei ritmi della natura.
Aprile, in particolare, porta con sé una tavolozza preziosa di sapori primaverili: asparagi, carciofi, piselli freschi, fave, spinaci teneri e le prime fragole. Ingredienti che raccontano la rinascita della terra e invitano a una cucina più leggera, essenziale e consapevole. Portarli in tavola significa abbracciare un’idea di alimentazione che non forza i tempi, ma li segue con armonia.
Anche lo stile gentile trova la sua espressione più autentica nel cibo e nella buona cucina, dove la scelta degli ingredienti diventa un gesto culturale prima ancora che gastronomico. In tavola si riflette un’idea di equilibrio, misura e rispetto che parla la stessa lingua della gentilezza.
La cucina di qualità non è mai eccesso, ma armonia. È attenzione alla materia prima, stagionalità, semplicità che non rinuncia alla raffinatezza. In questo senso, lo stile si manifesta nei piatti: nell’eleganza della composizione, nella pulizia dei sapori, nella capacità di valorizzare ogni ingrediente senza sovraccaricarlo.
Anche la presentazione del piatto diventa parte di questo linguaggio. Una disposizione curata, essenziale, mai artificiosa, racconta rispetto per il cibo e per chi lo riceve. È uno stile che non ha bisogno di eccessi scenografici per farsi notare, ma si afferma attraverso la sobrietà e l’armonia visiva.
Anche il linguaggio, oggi più che mai, diventa specchio di questo approccio. Soprattutto sui social, dove la comunicazione è immediata e spesso impulsiva, la gentilezza dovrebbe essere una regola non scritta. Eppure, troppo spesso viene messa da parte in favore di toni aggressivi e polarizzati.
Lo stile gentile, invece, invita a rallentare il giudizio, a scegliere parole che costruiscono invece di distruggere, a mantenere un’eleganza che non è solo esteriore ma profondamente interiore.
In un tempo in cui tutto sembra accelerare, lo stile gentile rappresenta una forma di resistenza discreta ma necessaria. Non impone, non forza, non divide: costruisce. È un invito a riportare equilibrio tra ciò che siamo e ciò che mostriamo, tra ciò che comunichiamo e ciò che realmente sentiamo.
Riscoprire la gentilezza come stile di vita significa anche restituire profondità alle relazioni e autenticità ai gesti quotidiani. È
Lo stile gentile non è una maschera da indossare, ma una scelta quotidiana di coerenza e consapevolezza. È la forma più sottile, e forse più potente, di rivoluzione contemporanea: quella che non alza la voce, ma cambia la qualità del nostro modo di vivere insieme.

Dalla redazione Siamo lieti di annunciare l’arrivo del Pastry Chef Ciro Cascone , che da oggi avrà una sua rubrica dedicata al meraviglioso mondo dell’arte pasticciera. Un nuovo spazio in cui talento, passione e creatività si incontreranno per raccontare il percorso di un professionista che ha fatto della pasticceria una vera e propria forma d’arte. Originario di Napoli e residente a Torre del Greco, Ciro Cascone ha coltivato sin da giovanissimo la passione per i dolci, seguendo le orme del nonno e del padre. Nel corso degli anni ha arricchito la propria formazione attraverso corsi di specializzazione e attestati in diverse discipline, dallo zucchero artistico al cioccolato, dalle torte moderne ai grandi lievitati.

I ravioli fatti a m ano di Cristina Pavlyuk: un impasto senza uova, un ripieno genuino e i colori naturali degli ingredienti per raccontare una cucina fatta di pazienza, creatività e attenzione. La redazione Per il mese di ottobre, la rubrica In cucina ci porta alla scoperta di una preparazione che racchiude il valore della cucina fatta in casa: i ravioli colorati di Cristina Pavlyuk. Una ricetta che nasce da ingredienti semplici e si trasforma, attraverso il lavoro manuale e la cura dei dettagli, in un piatto capace di coniugare gusto, bellezza e attenzione alle diverse esigenze alimentari. L’impasto senza uova, il ripieno a base di carne e verdure e le sfumature naturali di giallo, verde e viola sono gli elementi distintivi di questa proposta. Ma dietro ogni raviolo c'è anche una filosofia: dedicare tempo alla preparazione, rispettare gli ingredienti e riscoprire il piacere di cucinare per gli altri. ew post

A Sant’Anastasia, la chef de La Gazzetta del Food protagonista di una giornata dedicata alla gastronomia, alla solidarietà e all’inclusione. Consegnati nel corso della manifestazione anche altri attestati di partecipazione. Dalle difficoltà legate agli scioperi alla gioia di vedere sorridere i bambini con disabilità: «Queste cose le faccio davvero con il cuore». La solidarietà supera gli imprevisti e trova nel sorriso dei bambini la sua ricompensa più autentica. È il messaggio che arriva da Incontri di Gusto – Il valore di esserci, la manifestazione svoltasi il 20 ottobre presso I Giardini di Villa Giulia, a Sant’Anastasia, alla quale ha partecipato anche Giovanna Cuomo, chef de La Gazzetta del Food.

Dalle specialità regionali alla lotta all'Italian sounding, l'undicesima Settimana della cucina italiana nel mondo punta a valorizzare le filiere d'eccellenza e il legame tra gastronomia, territori e identità culturale. Intanto, la Lombardia porta i suoi prodotti ad Atene. La cucina italiana si prepara a presentarsi al mondo con una nuova credenziale: il riconoscimento Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Dal 16 al 22 novembre torna la Settimana della cucina italiana nel mondo, giunta all'undicesima edizione e promossa dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Un appuntamento che quest'anno assume un significato particolare, con un programma di iniziative destinato a coinvolgere ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura in oltre cento Paesi.

Dai formaggi freschi a quelli stagionati, cambiano tempi di conservazione, temperature e modalità di consumo. La confezione, le indicazioni in etichetta e la gestione dopo l'apertura sono determinanti per preservare qualità e sicurezza alimentare. Ecco le regole da seguire per evitare sprechi e ridurre i rischi. Non tutti i formaggi hanno gli stessi tempi di conservazione. Mozzarella e ricotta, caratterizzate da un'elevata umidità, sono generalmente più delicate e richiedono maggiore attenzione rispetto a pecorino stagionato e Parmigiano Reggiano. Per conservarli correttamente non basta riporli in frigorifero: contano la temperatura, le condizioni della confezione, il tempo trascorso dall'apertura e le indicazioni del produttore.

Al Centro Commerciale La Birreria, dall’15 al 25 ottobre, undici giornate dedicate alle eccellenze dolciarie del territorio. La Gazzetta del Food racconta una manifestazione che mette al centro formazione, cultura gastronomica e impegno sociale. La pasticceria campana si prende la scena a Napoli con Napoli Dolcissima, la manifestazione che dal 15 al 25 ottobre anima il Centro Commerciale La Birreria con degustazioni, incontri e attività formative. Un appuntamento che celebra il patrimonio dolciario regionale e lo trasforma in un’occasione di confronto tra maestri pasticcieri, professionisti, istituzioni e nuove generazioni. L’avvio della manifestazione ha registrato una partecipazione entusiasta, confermando l’interesse per un progetto che unisce promozione delle eccellenze locali e attenzione al tessuto sociale. Ideata da Raffaele Diana , CEO di PROEMOTION GRANDI EVENTI, e coordinata da Rosa Praticò , l’iniziativa si svolge negli spazi del centro commerciale diretto da Caterina Esposito . Alla giornata inaugurale hanno partecipato la madrina Denny Mendez e Sonia Re , presente con un videomessaggio di saluto. I maestri e le eccellenze del territorio Il cuore di Napoli Dolcissima è la valorizzazione della tradizione artigianale, attraverso il contributo di professionisti che rappresentano alcune delle realtà più riconoscibili della pasticceria napoletana. Tra i protagonisti della giornata inaugurale figurano il maestro Sabatino Sirica , Antonio Ferrieri , fondatore di Cuori di Sfogliatella, e Ciro Scognamiglio , della Pasticceria Poppella. Accanto alla pasticceria trovano spazio la ristorazione e il comparto vitivinicolo, con il coinvolgimento di chef, pastry chef e produttori. Un percorso che restituisce la ricchezza della cultura enogastronomica campana e sottolinea il valore del saper fare artigianale come elemento identitario e risorsa economica per il territorio. Formazione e lavoro: protagonisti i giovani Tra gli obiettivi della manifestazione emerge con forza il rapporto tra formazione professionale e occupazione. Sono coinvolti gli studenti di cinque istituti alberghieri: Vittorio Veneto, Esposito Ferraioli, Giustino Fortunato, Duca di Buonvicino e De Gennaro di Vico Equense. Per i ragazzi, il confronto con i professionisti rappresenta un’opportunità per approfondire tecniche, conoscere le dinamiche del settore e avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro. Un investimento sulle competenze che trova riscontro anche negli interventi istituzionali della giornata inaugurale, durante la quale è stata ribadita l’importanza di valorizzare i talenti e le professionalità locali. La manifestazione coinvolge inoltre famiglie e bambini attraverso iniziative dedicate alla scoperta della pasticceria, con attività della Nonna Social del Blog di Nonna Anna e masterclass curate da Patrizia Palumbo , di DreamTeam – Donne in Rete. Il gusto incontra la solidarietà A rendere ancora più significativo il programma è il contest benefico «Riccia vs Frolla» , dedicato al sostegno di UNICEF nella lotta alla malnutrizione infantile. Un’iniziativa che affianca alla promozione della tradizione dolciaria un messaggio di responsabilità sociale, dimostrando come il mondo del food possa contribuire a sensibilizzare il pubblico su temi di rilevanza internazionale. Tra gli appuntamenti in calendario figurano l’incontro del 20 ottobre con UNICEF Campania e Napoli, alla presenza di Emilia Narciso e Tommaso Montini , e quello del 22 ottobre con il maestro Sal De Riso . La chiusura, prevista per il 25 ottobre, sarà accompagnata dalla firma del «Manifesto della Pasticceria» , momento conclusivo del percorso dedicato ai valori e alle prospettive del settore. Napoli Dolcissima, una vetrina per il food campano Sostenuta da una rete di aziende partner del comparto dolciario, della ristorazione e dell’enogastronomia, Napoli Dolcissima si propone come una vetrina per le imprese e le professionalità che contribuiscono a definire l’identità gastronomica regionale. La manifestazione va oltre la dimensione della degustazione: mette in relazione tradizione e innovazione, formazione e impresa, cultura del cibo e solidarietà. Un modello di promozione territoriale nel quale la pasticceria diventa il punto di partenza per raccontare una Campania ricca di competenze, creatività e capacità di fare rete. Per La Gazzetta del Food , Napoli Dolcissima rappresenta un esempio di come il patrimonio gastronomico possa trasformarsi in un motore di sviluppo, capace di coinvolgere le comunità e creare nuove opportunità per le generazioni future.


