Giuseppe Scicchitano tra i protagonisti dei 60 anni di Da Vittorio: la cucina di mare napoletana conquista Brusaporto

Maria Giovanna Labruna • 25 luglio 2026

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

L'imprenditore e ristoratore napoletano invitato dalla famiglia Cerea alla decima edizione de "Gli Artisti dello Street Food". Per l'occasione presenta una Cheesecake di gamberi che racconta l'identità e i sapori del Golfo di Napoli.

C'è anche Giuseppe Scicchitano tra i protagonisti delle celebrazioni per i sessant'anni di Da Vittorio, una delle realtà più autorevoli dell'alta ristorazione italiana. L'imprenditore napoletano è stato invitato dalla famiglia Cerea a partecipare alla decima edizione de "Gli Artisti dello Street Food", l'evento che ha riunito alcuni dei più importanti interpreti della gastronomia nazionale in una serata dedicata all'eccellenza culinaria.

Chef stellati, pizzaioli, artigiani, produttori e imprenditori hanno animato gli spazi della Cantalupa, a Brusaporto, trasformati per l'occasione in un percorso gastronomico capace di raccontare il meglio del Made in Italy. Tra loro anche il patron di Scicchitano Napoli, il format inaugurato il 4 febbraio 2026 e già apprezzato per una cucina di mare che coniuga tradizione partenopea, ricerca e contemporaneità.

«Da Vittorio è una di quelle realtà che ogni professionista della ristorazione guarda con rispetto. Essere qui per portare i sapori della mia Napoli, in occasione di un traguardo così importante, è un onore. Ho avuto l'opportunità di confrontarmi con colleghi e amici che ogni giorno contribuiscono a far crescere la cucina italiana: è questo il valore più bello di giornate come questa», racconta Giuseppe Scicchitano.

Un piatto che racconta Napoli

Per l'evento, Scicchitano ha scelto di presentare una Cheesecake di gamberi, una proposta che racchiude la sua idea di cucina: pochi ingredienti, grande qualità e massimo rispetto della materia prima.

Il piatto combina fresella, ricotta di fuscella, gambero rosso di Mazara battuto al coltello, zest di limone e basilico, dando vita a un equilibrio di sapori che richiama il mare e i profumi della tradizione napoletana. Una preparazione essenziale, dove tecnica e semplicità si incontrano per lasciare spazio al gusto autentico degli ingredienti.

È la filosofia che accompagna ogni proposta di Scicchitano Napoli: valorizzare il pescato, rispettarne la stagionalità e reinterpretare la cucina partenopea con uno stile moderno, senza perdere il legame con le proprie radici.

Tre generazioni di ristoratori

Classe 1990, Giuseppe Scicchitano rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha scritto pagine importanti della ristorazione napoletana. Nipote della storica 'A Figlia d'o Marenaro, fondata nel 1943, è cresciuto tra le cucine di famiglia, respirando fin da bambino i valori dell'accoglienza e della cucina di mare.

Dal nonno ha ereditato l'autenticità della ristorazione popolare, dal padre Nunzio la tecnica nella lavorazione di ostriche e frutti di mare, dalla madre Assunta Pacifico la passione per la tradizione gastronomica partenopea. Un patrimonio che oggi prende forma in Scicchitano Napoli, progetto che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia.

Alla carriera imprenditoriale affianca una forte presenza sui social network, dove oltre due milioni e mezzo di follower seguono ogni giorno i suoi contenuti, trasformandolo in uno dei volti più riconoscibili della nuova comunicazione gastronomica italiana.

La partecipazione ai sessant'anni di Da Vittorio rappresenta un ulteriore riconoscimento per un percorso costruito su passione, identità e visione. In un contesto che ha riunito alcune delle più importanti firme della cucina italiana, Giuseppe Scicchitano ha portato il mare di Napoli, dimostrando che le tradizioni più autentiche, quando sanno evolversi senza perdere la propria anima, sono destinate a lasciare il segno. Perché il futuro della cucina italiana continua a nascere proprio dall'incontro tra memoria, talento e coraggio.



Autore: La Redazione • 23 ottobre 2026
Dalla redazione Siamo lieti di annunciare l’arrivo del Pastry Chef Ciro Cascone , che da oggi avrà una sua rubrica dedicata al meraviglioso mondo dell’arte pasticciera. Un nuovo spazio in cui talento, passione e creatività si incontreranno per raccontare il percorso di un professionista che ha fatto della pasticceria una vera e propria forma d’arte. Originario di Napoli e residente a Torre del Greco, Ciro Cascone ha coltivato sin da giovanissimo la passione per i dolci, seguendo le orme del nonno e del padre. Nel corso degli anni ha arricchito la propria formazione attraverso corsi di specializzazione e attestati in diverse discipline, dallo zucchero artistico al cioccolato, dalle torte moderne ai grandi lievitati.
Autore: La Redazione • 23 ottobre 2026
I ravioli fatti a m ano di Cristina Pavlyuk: un impasto senza uova, un ripieno genuino e i colori naturali degli ingredienti per raccontare una cucina fatta di pazienza, creatività e attenzione. La redazione Per il mese di ottobre, la rubrica In cucina ci porta alla scoperta di una preparazione che racchiude il valore della cucina fatta in casa: i ravioli colorati di Cristina Pavlyuk. Una ricetta che nasce da ingredienti semplici e si trasforma, attraverso il lavoro manuale e la cura dei dettagli, in un piatto capace di coniugare gusto, bellezza e attenzione alle diverse esigenze alimentari. L’impasto senza uova, il ripieno a base di carne e verdure e le sfumature naturali di giallo, verde e viola sono gli elementi distintivi di questa proposta. Ma dietro ogni raviolo c'è anche una filosofia: dedicare tempo alla preparazione, rispettare gli ingredienti e riscoprire il piacere di cucinare per gli altri. ew post
Autore: La Redazione • 21 ottobre 2026
A Sant’Anastasia, la chef de La Gazzetta del Food protagonista di una giornata dedicata alla gastronomia, alla solidarietà e all’inclusione. Consegnati nel corso della manifestazione anche altri attestati di partecipazione. Dalle difficoltà legate agli scioperi alla gioia di vedere sorridere i bambini con disabilità: «Queste cose le faccio davvero con il cuore». La solidarietà supera gli imprevisti e trova nel sorriso dei bambini la sua ricompensa più autentica. È il messaggio che arriva da Incontri di Gusto – Il valore di esserci, la manifestazione svoltasi il 20 ottobre presso I Giardini di Villa Giulia, a Sant’Anastasia, alla quale ha partecipato anche Giovanna Cuomo, chef de La Gazzetta del Food.
Autore: La Redazione • 20 ottobre 2026
Dalle specialità regionali alla lotta all'Italian sounding, l'undicesima Settimana della cucina italiana nel mondo punta a valorizzare le filiere d'eccellenza e il legame tra gastronomia, territori e identità culturale. Intanto, la Lombardia porta i suoi prodotti ad Atene. La cucina italiana si prepara a presentarsi al mondo con una nuova credenziale: il riconoscimento Unesco come Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. Dal 16 al 22 novembre torna la Settimana della cucina italiana nel mondo, giunta all'undicesima edizione e promossa dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Un appuntamento che quest'anno assume un significato particolare, con un programma di iniziative destinato a coinvolgere ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura in oltre cento Paesi.
Autore: La Redazione • 20 ottobre 2026
Dai formaggi freschi a quelli stagionati, cambiano tempi di conservazione, temperature e modalità di consumo. La confezione, le indicazioni in etichetta e la gestione dopo l'apertura sono determinanti per preservare qualità e sicurezza alimentare. Ecco le regole da seguire per evitare sprechi e ridurre i rischi. Non tutti i formaggi hanno gli stessi tempi di conservazione. Mozzarella e ricotta, caratterizzate da un'elevata umidità, sono generalmente più delicate e richiedono maggiore attenzione rispetto a pecorino stagionato e Parmigiano Reggiano. Per conservarli correttamente non basta riporli in frigorifero: contano la temperatura, le condizioni della confezione, il tempo trascorso dall'apertura e le indicazioni del produttore.
Autore: La Redazione • 16 ottobre 2026
Al Centro Commerciale La Birreria, dall’15 al 25 ottobre, undici giornate dedicate alle eccellenze dolciarie del territorio. La Gazzetta del Food racconta una manifestazione che mette al centro formazione, cultura gastronomica e impegno sociale. La pasticceria campana si prende la scena a Napoli con Napoli Dolcissima, la manifestazione che dal 15 al 25 ottobre anima il Centro Commerciale La Birreria con degustazioni, incontri e attività formative. Un appuntamento che celebra il patrimonio dolciario regionale e lo trasforma in un’occasione di confronto tra maestri pasticcieri, professionisti, istituzioni e nuove generazioni. L’avvio della manifestazione ha registrato una partecipazione entusiasta, confermando l’interesse per un progetto che unisce promozione delle eccellenze locali e attenzione al tessuto sociale. Ideata da Raffaele Diana , CEO di PROEMOTION GRANDI EVENTI, e coordinata da Rosa Praticò , l’iniziativa si svolge negli spazi del centro commerciale diretto da Caterina Esposito . Alla giornata inaugurale hanno partecipato la madrina Denny Mendez e Sonia Re , presente con un videomessaggio di saluto. I maestri e le eccellenze del territorio Il cuore di Napoli Dolcissima è la valorizzazione della tradizione artigianale, attraverso il contributo di professionisti che rappresentano alcune delle realtà più riconoscibili della pasticceria napoletana. Tra i protagonisti della giornata inaugurale figurano il maestro Sabatino Sirica , Antonio Ferrieri , fondatore di Cuori di Sfogliatella, e Ciro Scognamiglio , della Pasticceria Poppella. Accanto alla pasticceria trovano spazio la ristorazione e il comparto vitivinicolo, con il coinvolgimento di chef, pastry chef e produttori. Un percorso che restituisce la ricchezza della cultura enogastronomica campana e sottolinea il valore del saper fare artigianale come elemento identitario e risorsa economica per il territorio. Formazione e lavoro: protagonisti i giovani Tra gli obiettivi della manifestazione emerge con forza il rapporto tra formazione professionale e occupazione. Sono coinvolti gli studenti di cinque istituti alberghieri: Vittorio Veneto, Esposito Ferraioli, Giustino Fortunato, Duca di Buonvicino e De Gennaro di Vico Equense. Per i ragazzi, il confronto con i professionisti rappresenta un’opportunità per approfondire tecniche, conoscere le dinamiche del settore e avvicinarsi concretamente al mondo del lavoro. Un investimento sulle competenze che trova riscontro anche negli interventi istituzionali della giornata inaugurale, durante la quale è stata ribadita l’importanza di valorizzare i talenti e le professionalità locali. La manifestazione coinvolge inoltre famiglie e bambini attraverso iniziative dedicate alla scoperta della pasticceria, con attività della Nonna Social del Blog di Nonna Anna e masterclass curate da Patrizia Palumbo , di DreamTeam – Donne in Rete. Il gusto incontra la solidarietà A rendere ancora più significativo il programma è il contest benefico «Riccia vs Frolla» , dedicato al sostegno di UNICEF nella lotta alla malnutrizione infantile. Un’iniziativa che affianca alla promozione della tradizione dolciaria un messaggio di responsabilità sociale, dimostrando come il mondo del food possa contribuire a sensibilizzare il pubblico su temi di rilevanza internazionale. Tra gli appuntamenti in calendario figurano l’incontro del 20 ottobre con UNICEF Campania e Napoli, alla presenza di Emilia Narciso e Tommaso Montini , e quello del 22 ottobre con il maestro Sal De Riso . La chiusura, prevista per il 25 ottobre, sarà accompagnata dalla firma del «Manifesto della Pasticceria» , momento conclusivo del percorso dedicato ai valori e alle prospettive del settore. Napoli Dolcissima, una vetrina per il food campano Sostenuta da una rete di aziende partner del comparto dolciario, della ristorazione e dell’enogastronomia, Napoli Dolcissima si propone come una vetrina per le imprese e le professionalità che contribuiscono a definire l’identità gastronomica regionale. La manifestazione va oltre la dimensione della degustazione: mette in relazione tradizione e innovazione, formazione e impresa, cultura del cibo e solidarietà. Un modello di promozione territoriale nel quale la pasticceria diventa il punto di partenza per raccontare una Campania ricca di competenze, creatività e capacità di fare rete. Per La Gazzetta del Food , Napoli Dolcissima rappresenta un esempio di come il patrimonio gastronomico possa trasformarsi in un motore di sviluppo, capace di coinvolgere le comunità e creare nuove opportunità per le generazioni future.
Altri post