L’Albero dei Frutti di Mare: tra bosco e mare il racconto gastronomico di Domenico Ruggeri

Chef Domenico Ruggeri • 22 giugno 2026

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Per l’appuntamento di giugno della sua rubrica su La Gazzetta del Food, lo chef Domenico Ruggeri presenta una creazione che va oltre il concetto di piatto, trasformandosi in una vera esperienza gastronomica e scenografica. Si chiama “L’Albero dei Frutti di Mare”, un’opera culinaria che racchiude tecnica, creatività e una visione contemporanea della cucina, capace di unire in perfetta armonia i sapori del mare con le suggestioni del bosco.

Realizzato come una composizione a forma di albero, il piatto rappresenta simbolicamente il legame tra natura, territorio e tradizione. Ogni elemento trova il proprio spazio in una costruzione elegante e sorprendente, dove forme, colori e consistenze accompagnano il commensale in un viaggio sensoriale che lo chef ha voluto intitolare “Tra Bosco e Mare: viaggio nei sapori della tradizione contemporanea”.

La parola allo chef Domenico Ruggeri

Ho voluto chiamare questa creazione “L’Albero dei Frutti di Mare” perché rappresenta la mia idea di cucina: una cucina che cresce dalle radici della tradizione e si sviluppa verso nuove interpretazioni del gusto.

L’albero è il simbolo della vita, della forza della natura e dell’equilibrio tra elementi diversi. In questa composizione ho immaginato i suoi rami come un percorso che collega il mare ai profumi del bosco, dando vita a un racconto gastronomico fatto di emozioni, tecnica e memoria.

Tra le sue “fronde” trova spazio il Cannolo di Pacchero Soffiato, croccante e delicato, farcito con mousse di ricotta fresca e tartufo, adagiato su una fonduta di caciocavallo e completato da una gelatina di porcini. Un incontro tra cremosità e intensità aromatica che richiama immediatamente i profumi della terra.

La Pescatrice Porchettata rappresenta invece il cuore del mare. Le sue carni morbide vengono esaltate da una crosta aromatica ispirata alla tradizione della porchetta, mentre le verdure di campo aggiungono freschezza e carattere, creando un ponte ideale tra la cucina marinara e quella contadina.

A completare il percorso c’è il Roscè di Scampi, una preparazione che gioca sulle consistenze e sulle temperature. La croccantezza delle nocciole, la freschezza del gelato all’arancia realizzato con azoto liquido e la morbidezza della crema di castagne si fondono in un finale elegante e sorprendente.

Con questo piatto ho voluto raccontare la ricchezza del nostro patrimonio gastronomico attraverso un linguaggio contemporaneo, lasciando che ogni ingrediente esprimesse la propria identità senza mai perdere il dialogo con gli altri.

“L’Albero dei Frutti di Mare non è soltanto una creazione culinaria: è un viaggio tra emozioni, territorio e memoria, dove ogni ramo racconta una storia e ogni sapore diventa un ricordo.”



Autore: Coldiretti Puglia • 4 novembre 2026
Il crisantemo si conferma il protagonista indiscusso degli acquisti in occasione della commemorazione dei defunti, seguito da anthurium, rose e gigli, ma tra i fiori recisi si registra quest'anno anche il ritorno del gladiolo, che sta riconquistando progressivamente spazio sul mercato dopo alcuni anni di minore diffusione e coltivazione, complice una domanda che si era sensibilmente ridotta. È quanto emerge dalle rilevazioni nei vivai e nei mercati contadini di Campagna Amica in Puglia, dove resta forte la tradizione di acquistare fiori e piante da portare nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari. La Puglia gioca un ruolo di rilievo nella produzione nazionale di fiori recisi, perché rappresenta il 10% della produzione di crisantemi, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie, sottolinea Coldiretti Puglia. Sul fronte delle piante, tra le varietà più richieste si confermano crisantemi e ciclamini, mentre il mercato dei fiori recisi continua a premiare soprattutto le produzioni tradizionalmente legate alla ricorrenza. I prezzi di vendita risultano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, ma le imprese florovivaistiche devono fare i conti con una nuova crescita dei costi di produzione e gestione – denuncia Coldiretti Puglia – dove a pesare sono soprattutto il rincaro delle materie prime e il gasolio, che incide sui trasporti, sulle consegne e sulla distribuzione dei prodotti, comprimendo i margini delle aziende. Il ricordo dei defunti – evidenzia Coldiretti – rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per il comparto florovivaistico, che realizza circa un quinto del proprio fatturato annuale in questo periodo. Una ricorrenza che sostiene il lavoro dei produttori e valorizza una filiera agricola radicata nei territori, ma che deve fare i conti anche con il rischio di illegalità e abusivismo commerciale. Per questo motivo è consigliabile privilegiare i venditori autorizzati e, quando possibile, rivolgersi direttamente ai produttori, ricordando che acquistare fiori italiani significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio. Continua a crescere la pressione delle importazioni di fiori e piante dall’estero sul mercato italiano, con un valore che nel 2025 ha raggiunto 908 milioni di euro , confermando la forte espansione degli arrivi di prodotti florovivaistici stranieri e alimentando una concorrenza che penalizza i produttori nazionali, chiamati a rispettare standard sempre più rigorosi in materia di tutela ambientale, sicurezza fitosanitaria e diritti dei lavoratori. Da qui la necessità di applicare il principio di reciprocità, garantendo che anche i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte alle imprese italiane – insiste Coldiretti Puglia – con le importazioni a basso costo che spesso non rispettano gli stessi standard richiesti agli agricoltori europei in materia di uso dei fitosanitari, tutela dei lavoratori e salvaguardia ambientale. Il 72% delle merci destinate all'Unione europea passa dall'Olanda, con il porto di Rotterdam che rappresenta un punto critico per i controlli, poiché molte partite vengono triangolate acquisendo un'origine comunitaria. Tra i Paesi extra-Ue, Cina, Thailandia ed Ecuador sono i principali fornitori, soprattutto di fiori. Si tratta di una concorrenza sleale che colpisce le imprese Made in Italy, impegnate nella produzione di piante e fiori di alta qualità su circa 30.000 ettari, spesso con pratiche sempre più sostenibili, che generano benefici importanti per ambiente e salute. Coldiretti sottolinea l'urgenza di garantire che le piante e i fiori venduti in Italia e in Europa rispettino regole uniformi su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. In un momento di difficoltà economica, scegliere fiori Made in Italy, acquistandoli direttamente dai produttori o in punti vendita che ne garantiscano l'origine, significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio.
Autore: La Redazione • 4 novembre 2026
Il p iatto del mese di novembre della chef Loredana Cornacchione per La Gazzetta del Food L'introduzione della redazione Eleganza, creatività e un raffinato equilibrio tra terra e mare caratterizzano la proposta gastronomica di novembre della chef Loredana Cornacchione , protagonista della sua rubrica mensile su La Gazzetta del Food. Il suo “Risotto Rubino – Dolcezza di barbabietola e freschezza di mare” è un piatto che conquista prima lo sguardo e poi il palato. Il colore intenso della barbabietola incontra la delicatezza dei gamberi rossi, mentre la cremosità della stracciatella e le note agrumate del limone caramellato completano una preparazione ricercata, capace di valorizzare ingredienti semplici attraverso tecnica e sensibilità culinaria. Una ricetta che racconta la filosofia della chef: trasformare ogni ingrediente in un'esperienza di gusto, senza rinunciare all'armonia dei sapori.
Autore: Gemma Caruso • 2 novembre 2026
Dalle radici del mito alla tavola contemporanea, viaggio alla scoperta dell’ingrediente più enigmatico della Terra. ​Quando i primi freddi d’autunno sfiorano le cime degli alberi e l’umidità profuma la terra, il bosco regala il suo bene più prezioso e misterioso: il fungo. Organismo affascinante, sospeso tra regno vegetale e animale, il fungo attraversa i secoli portando con sé un’aura di magia e sacralità. Nell’antica Roma veniva celebrato come "cibo degli dei", mentre nelle credenze popolari contadine la sua comparsa improvvisa nei cerchi d'erba scatenava la fantasia, richiamando leggende su danze notturne di streghe e folletti.
Autore: La Redazione • 31 ottobre 2026
L'introduzione della redazione Per il mese di ottobre, la nostra rubrica gastronomica ospita una nuova proposta firmata dalla chef Hajer Aissi: il parfait alle mandorle caramellate. Un dessert dalla consistenza cremosa e vellutata, arricchito dal gusto intenso delle mandorle caramellate, protagoniste di una preparazione che unisce semplicità e raffinatezza. Il risultato è un dolce freddo, ideale da servire a fine pasto, capace di conquistare per il suo equilibrio tra delicatezza e carattere. La chef ci presenta la sua ricetta, accompagnandoci nelle diverse fasi della preparazione e condividendo una proposta da portare in tavola per valorizzare il momento del dessert.
Autore: Chef Angelo Berardi • 31 ottobre 2026
Le caramelle verdi senza glutine ripiene di Polenta di Storo, speck e uvetta sultanina, con burro nocciola, amaretto, salvia e Graukäse. La ricetta del mese di ottobre – Chef Angelo Berardi Introduzione della redazione Per la ricetta del mese di ottobre abbiamo scelto di accompagnarvi in un viaggio gastronomico tra tradizione, territorio e creatività, attraverso la sensibilità e la tecnica dello chef Angelo Berardi. La sua proposta nasce dall'incontro tra due identità gastronomiche di montagna: quella bergamasca, con il suo storico patrimonio di pasta fresca e sapori autentici, e quella alpina del Sudtirol, caratterizzata da ingredienti intensi e fortemente legati al territorio. Ispirandosi ai tradizionali casoncelli lombardi, lo chef ne reinterpreta forma, consistenza e ripieno, dando vita a eleganti caramelle di pasta fresca verde, naturalmente caratterizzate dagli spinaci e realizzate senza glutine. Il cuore della preparazione racchiude la Polenta di Storo, lo speck Alto Adige IGP e la dolcezza dell'uvetta sultanina. Il tutto viene valorizzato da un condimento ricco e aromatico a base di burro nocciola, salvia, granella di amaretto e Graukäse. Un piatto che racconta una cucina contemporanea capace di custodire la memoria, rispettare le tradizioni e aprirsi all'innovazione, senza rinunciare al gusto e all'inclusività. Lasciamo ora la parola allo chef Angelo Berardi, che ci accompagna nella realizzazione della sua ricetta.
Autore: La Redazione • 28 ottobre 2026
Al Corporate Meeting della Federazione Italiana Cuochi, Lorenzo Alessio, Matteo Terranova ed Edoardo Magni hanno firmato un finger food dedicato a tre eccellenze lucane. Prosegue la preparazione in vista della finale mondiale di Lione, in programma a gennaio 2027. 
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