Il peperoncino calabrese
Maria Giovanna Labruna • 21 luglio 2020
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Il peperoncino calabrese

Spagnolicchio, diavolicchio, pipu, pipe o pipi bruscenti, ruggianti... innumerevoli sono i nomi che indicano sempre lui, il protagonista indiscusso della tavola calabrese.
Se si parla di piccante in Italia subito entra in gioco il peperoncino calabrese, un prodotto dal sapore piccante e al tempo stesso aromatico in grado di dare sapore senza bruciare le papille gustative. Per via delle sue eccellenti caratteristiche, è particolarmente adatto per la preparazione di numerose ricette e prodotti tipici caratterizzando in maniera inequivocabile la cucina tipica regionale.
Complici di questo successo sono sicuramente le particolari condizioni meteoclimatiche della Calabria e il terreno di tipo sabbioso e argilloso di questa regione che rappresentano il luogo ideale per la crescita di un ottimo peperoncino, esportato in tutto il mondo. In genere il peperoncino calabrese viene piantato a metà inverno, fra gennaio e febbraio, in terreni ben esposti al sole che possano essere adeguatamente innaffiati e dove le temperature non scendano mai sotto i 5° C. La raccolta avviene poi in estate, tra agosto e settembre perché i frutti maturano relativamente tardi e, quando non consumato fresco, il peperoncino viene posto a seccare al sole e poi conservato.
Il primo riferimento scritto riguardante il peperoncino calabrese risale al 1635, quando il teologo domenicano Tommaso Campanella descrisse le proprietà benefiche del Piper rubrum indicum nella sua opera Medicinalium Iuxta Propria Principia.
La diffusione del peperoncino fu notevole sin dall’inizio, tanto da divenire un importante prodotto alimentare e di scambio per le fasce meno abbienti della popolazione e da essere soprannominato “il lardo della povera gente”. Era,infatti, considerato un alimento molto importante non solo da consumare fresco, ma anche da utilizzare come condimento economico per la conservazione dei cibi (sia carne che pesce) e per la produzione di formaggi tipici.
Il peperoncino calabrese può avere diverse denominazioni a seconda della forma della bacca (allungata, a cornetto, tondeggiante) e del suo colore (rosso, violetto, verde, bicolore), ma la caratteristica presente trasversalmente alle varie tipologie è la sua notevole ma gradevole piccantezza. Ecco una panoramica dei peperoncini calabresi, tutti apparteneti al genere Capsicuum e alla specie C.annum.
Fonte ed approfondimenti : http://www.deliziedicalabria.it/il-peperoncino-calabrese-2

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