Assunta Pacifico, dalla zuppa di cozze alla solidarietà: a Ischia il piatto simbolo incontra la ricerca

Annacarla Tredici • 22 settembre 2026

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Ad Ischia Safari la ristoratrice napoletana ha portato la sua ‘a zuppa e cozzeche. Una ricetta che racconta una storia familiare iniziata con il brodo di polpo e che oggi si lega al suo impegno per la solidarietà e al sostegno alla ricerca

ISCHIA – Una zuppa di cozze, un piatto di tradizione napoletana e una storia che parte da molto lontano. Ad Ischia Safari, tra chef, pizzaioli e protagonisti della gastronomia italiana, Assunta Pacifico, titolare di ‘A Figlia d’’o Marenaro, ha portato uno dei simboli della sua cucina. Ma dietro quella ricetta c’è una vicenda familiare che oggi si intreccia con un tema particolarmente caro alla ristoratrice: la solidarietà. La storia comincia con il brodo di polpo. Negli anni Quaranta era il papà di Assunta, Raffaele, a venderlo per le strade di Napoli. Un cibo semplice, legato alla tradizione popolare e alla cucina di strada, da cui sarebbe partita la storia della famiglia Pacifico nella ristorazione.


Il brodo di polpo è ancora oggi una delle basi della celebre zuppa di cozze di ‘A Figlia d’’o Marenaro. Ma il valore di questa preparazione, per Assunta, non è soltanto gastronomico.


“La zuppa di cozze è un piatto semplice. Si mette al centro della tavola e si mangia insieme. Per questo per me rappresenta soprattutto la condivisione" racconta.

È proprio la parola condivisione a fare da ponte tra la cucina e la solidarietà. Un tema che Assunta porta avanti da anni attraverso il sostegno a iniziative benefiche e che quest’anno, anche per ragioni personali, ha assunto un peso diverso.


“Ho vissuto da vicino la malattia di alcune persone a me care. Ho amici che purtroppo si sono ammalati e questo ti fa guardare alla ricerca in maniera diversa. Ti rendi conto ancora di più di quanto sia importante sostenerla”. Il tema era particolarmente presente anche ad Ischia Safari, dove la solidarietà è stata affiancata alla grande festa della gastronomia. La Charity Dinner dell’edizione di quest’anno ha previsto infatti un sostegno alla ricerca sulla SLA e sulle malattie del motoneurone del Centro SLA Federico II.


Per Assunta, la partecipazione non è stata quindi soltanto un appuntamento gastronomico. La sua presenza ha riportato al centro una convinzione che accompagna da tempo il suo percorso: chi ha la possibilità di fare qualcosa per gli altri dovrebbe farlo. “Non penso che servano necessariamente grandi gesti. Ognuno può contribuire secondo le proprie possibilità. Ma credo che sostenere la ricerca sia importante per tutti, perché la malattia può entrare nella vita di chiunque”.


Il legame tra la zuppa di cozze e la ricerca non va cercato nelle proprietà del piatto, ma nel significato che il cibo ha sempre avuto nella cultura popolare: nutrire e prendersi cura. Il brodo di polpo nasce da una cucina povera, capace di trasformare ingredienti semplici in nutrimento. La ricerca scientifica parte invece dalla conoscenza e dal lavoro dei ricercatori per cercare nuove risposte alle malattie. Sono due piani diversi, ma si incontrano in un'idea comune: quella di non lasciare sola una persona nel momento del bisogno. È anche questo il motivo per cui Assunta continua a legare il proprio lavoro a iniziative di solidarietà.


“La cucina mi ha dato tanto e penso che, quando si ha la possibilità, sia giusto restituire qualcosa. La solidarietà non deve essere legata soltanto a un evento: deve diventare un'abitudine”. Ad Ischia, dunque, è arrivata una zuppa di cozze. Ma insieme al piatto è arrivata anche una parte della storia di una famiglia napoletana: quella del nonno che vendeva brodo di polpo per strada, della tradizione trasformata in impresa e di una ristoratrice che oggi usa quella stessa cucina per parlare anche di solidarietà.


Dal brodo di polpo alla ricerca, passando per una zuppa da condividere: una storia che continua a partire dalla tavola, ma che prova ad andare oltre.


Autore: Maria Giovanna Labruna 22 settembre 2026
Dalla Sicilia a Londra, fino a Fontanafredda, in provincia di Pordenone. È un percorso fatto di esperienze, confronto, sacrifici e soprattutto formazione quello di Gianluca Abbate, professionista della pizza con circa quindici anni di esperienza e oggi istruttore dell ’Accademia Nazionale Pizza DOC . Originario di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, Abbate ha iniziato il proprio percorso professionale a Londra, dove ha vissuto per dieci anni. Un’esperienza importante, durante la quale ha avuto modo di lavorare al fianco di pizzaioli napoletani e professionisti provenienti da diverse regioni italiane, costruendo nel tempo un bagaglio tecnico e umano fatto di confronto e contaminazione. Cinque anni fa il ritorno in Italia e l’apertura della sua pizzeria, Lo Sgarro Gianluca Abbate, a Fontanafredda . È proprio l’esperienza da imprenditore a fargli comprendere quanto la pratica, da sola, non sia sufficiente per affrontare con consapevolezza tutte le sfide di questo mestiere. Da qui la scelta di investire nella formazione e di approfondire gli aspetti tecnici e professionali del mondo della pizza. L’incontro con l’Accademia Nazionale Pizza DOC rappresenta una tappa fondamentale del suo percorso e, nel tempo, lo porta a diventare istruttore. Nel 2024 arriva anche un importante riconoscimento sul piano agonistico: il titolo di vicecampione del mondo al Campionato Mondiale Pizza DOC nella categoria Pizza in Teglia. Oggi Abbate divide il suo tempo tra l’attività di pizzaiolo e imprenditore e quella di formatore. Una doppia esperienza che gli permette di trasferire agli allievi non soltanto nozioni tecniche, ma anche ciò che ha imparato direttamente sul campo. Per lui, infatti, la pizza non è soltanto manualità. È conoscenza, metodo, organizzazione e capacità di continuare a imparare.
Autore: Valentina Sarti 21 settembre 2026
Il nuovo appuntamento con Valentina Sarti, Food Lover e appassionata di cucina La redazione de La Gazzetta del Food è lieta di inaugurare una nuova collaborazione con Valentina Sarti, Food Lover e appassionata di cucina, che ogni mese ci accompagnerà alla scoperta di ricette legate alla tradizione, alla memoria e alle sue esperienze personali. Per il suo primo appuntamento con i nostri lettori, Valentina sceglie un piatto che racconta le sue radici e, allo stesso tempo, il luogo in cui vive oggi: i fusilli al ferretto della nonna calabrese, incontrano il profumo del mare della cucina napoletana . Una ricetta fatta di gesti antichi, ricordi di famiglia e sapori autentici.
Autore: Nicoletta Montesano 21 settembre 2026
Salute, sostenibilità e qualità stanno assumendo un peso sempre maggiore nelle decisioni di acquisto degli italiani. Il consumatore è oggi più attento alla composizione dei prodotti, alla provenienza delle materie prime e all’impatto delle proprie scelte sul pianeta. Una sensibilità che si riflette anche sulla disponibilità a riconoscere un prezzo più elevato quando il prodotto viene percepito come più sano, sostenibile e di qualità. Il cambiamento interessa in particolare il comparto alimentare, dove trasparenza, tracciabilità e attenzione all’origine diventano elementi sempre più rilevanti. Non si tratta soltanto di una questione di prezzo: per una parte crescente dei consumatori, il valore di un prodotto comprende anche i benefici per la salute e l’impatto ambientale lungo la filiera. Un’evoluzione che rappresenta una sfida per le imprese, chiamate a coniugare competitività, innovazione e sostenibilità, ma anche un’opportunità per valorizzare qualità, territorio e filiere responsabili.
Autore: La Redazione 18 settembre 2026
Alici, sarde e sgombri restano protagonisti della tavola italiana: pesci semplici, versatili e natu ralmente ricchi di omega-3. Sono tra i pesci più familiari della tradizione mediterranea e, proprio per questo, rischiano talvolta di essere considerati alimenti ordinari. Eppure alici, sarde e sgombri continuano a rappresentare una delle espressioni più interessanti del patrimonio ittico italiano, grazie a un profilo nutrizionale importante e a una straordinaria versatilità in cucina. Il cosiddetto pesce azzurro comprende diverse specie caratterizzate, tra l'altro, dalla presenza di grassi insaturi. Tra questi figurano gli acidi grassi omega-3 , nutrienti ai quali la ricerca scientifica ha dedicato particolare attenzione per il loro ruolo nell'organismo. A fare la differenza è anche la semplicità. Alici, sarde e sgombri sono ingredienti che appartengono alla cucina quotidiana e alla memoria gastronomica di molte regioni costiere italiane. Dalla pasta con le sarde alle alici marinate, fino allo sgombro cotto al forno o alla griglia, il pesce azzurro si presta a preparazioni molto diverse, dalle più tradizionali a quelle contemporanee. Un patrimonio della cucina mediterranea La forza di questi pesci non risiede soltanto nelle caratteristiche nutrizionali. Il loro valore è anche culturale e gastronomico. Sono infatti protagonisti di una cucina costruita per secoli sulla disponibilità stagionale del pescato, sulla valorizzazione di ingredienti semplici e sulla necessità di trasformare materie prime accessibili in piatti ricchi di sapore. Le sarde , per esempio, occupano un posto centrale nella gastronomia siciliana, mentre le alici sono presenti in numerose preparazioni lungo le coste italiane. Lo sgombro, dal gusto più deciso, è invece apprezzato sia nelle ricette tradizionali sia nelle proposte contemporanee. Omega-3 e qualità della dieta Sul piano nutrizionale, il pesce azzurro è particolarmente interessante per il contenuto di EPA e DHA , due acidi grassi omega-3 a lunga catena. Il loro apporto è uno degli elementi che rendono il consumo di pesce parte di un'alimentazione equilibrata. Naturalmente, nessun singolo alimento può essere considerato una soluzione completa per la salute. A contare è l'insieme della dieta, oltre alla frequenza e alle modalità di consumo. Anche la preparazione ha il suo peso: cotture semplici possono valorizzare il prodotto senza coprirne il gusto con condimenti eccessivi. Dalla tradizione a una nuova idea di consumo Riscoprire il pesce azzurro significa dunque guardare alla tradizione con occhi contemporanei. Alici, sarde e sgombri possono entrare con facilità nei menu di tutti i giorni, offrendo gusto e possibilità gastronomiche senza la necessità di ricorrere sempre a specie più costose o considerate più pregiate. In un momento in cui la cucina guarda sempre più alla stagionalità, alla valorizzazione delle risorse locali e alla riduzione degli sprechi, il pesce azzurro torna così al centro della scena. Un prodotto del mare profondamente italiano, capace di unire memoria gastronomica, versatilità e interesse nutrizionale.
Autore: La redazione 17 settembre 2026
Dalla Redazione Alcune ricette sono dei racconti di una terra, della sua gente e delle sue tradizioni. Ricette capaci di custodire profumi, gesti e sapori che si tramandano di generazione in generazione. Oggi abbiamo il piacere di accompagnarvi alla scoperta di una preparazione firmata dal nostro Chef Michele Picciallo, un professionista che sa interpretare la cucina con passione, rispetto per la materia prima e grande attenzione alla tradizione. La sua cucina nasce dal desiderio di valorizzare ingredienti semplici, trasformandoli in piatti capaci di regalare emozioni. E proprio in questa ricetta ritroviamo tutta l'essenza della Puglia: il profumo del mare, la genuinità della terra e quella cucina di casa che, ancora oggi, riesce a conquistare il cuore. Ed ora lasciamo la parola allo Chef Michele Picciallo, che ci accompagnerà personalmente nella preparazione di uno dei grandi simboli della tradizione gastronomica pugliese.
Autore: La Redazione 16 settembre 2026
Dalla redazione Per la ricetta del mese di settembre , la nostra redazione incontra lo Chef Angelo Berardi, protagonista di una cucina attenta alla materia prima, all’equilibrio dei sapori e alla ricerca di accostamenti capaci di sorprendere senza perdere autenticità. Per questa occasione lo Chef ci propone “Tra Terra e Bosco”, una tartare di manzo accompagnata da mela Granny Smith in osmosi al gin, noci pecan tostate e fiori eduli. Un piatto che racconta l’incontro tra intensità e freschezza , tra morbidezza e croccantezza, tra tecnica e semplicità. Un equilibrio costruito attraverso pochi elementi, scelti e valorizzati con precisione. Ma lasciamo che sia direttamente lo Chef Angelo Berardi a raccontarci la sua creazione. w post
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