GIORNATA PATATE: COLDIRETTI PUGLIA, SOTTO ATTACCO DI TAROCCHI ESTERI E CLIMA; IN PUGLIA SE NE PRODUCONO 600MILA Q.LI
Redazione • 2 giugno 2024
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Le patate pugliesi, con primati come la ‘patata rossa’ tipica della provincia di Lecce, quella di Calimera, la Sieglinde, le patate di Zapponeta e la patata di Galatina DOP, sono sotto attacco del clima pazzo e dell’invasione di prodotto estero, con le importazioni che nel 2024 sono cresciute del 18% e quelle dall’Egitto che sono addirittura triplicate nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat, in occasione della prima giornata internazionale della patata, indetta dalla FAO il 30 maggio con lo scopo di mettere in evidenza il ruolo chiave di questo prodotto nell’alimentazione globale, con una produzione mondiale che si aggira intorno ai 3,75 miliardi di quintali. Un evento celebrato al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma, con un incontro alla presenza dell’assistente direttore generale e capo scienziato a.i. dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura, Beth Crawford. Per l’occasione è stata allestita un’esposizione sulla biodiversità del prodotto italiano con i cuochi contadini protagonisti di uno show cooking con la preparazione del piatto più tradizionale della cucina Made in Italy a base di patate: gli gnocchi.
Ma il tubero più usato in cucina, che in Puglia vanta una produzione di 600mila quintali, subisce anche gli attacchi della tropicalizzazione del clima, tra siccità e grandinate, come quella – aggiunge Coldiretti Puglia - che ha colpito nelle scorse ore i campi a Nardo e Copertino, azzerando in pochi minuti la produzione di patate in pieno campo.
L’aumento delle importazioni quest’anno segue un 2023 durante il quale hanno attraversato le frontiere nazionali 791 milioni di chili di patate straniere, in crescita del 39% rispetto a dodici mesi prima, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. A questi ne vanno aggiunti altri 288 milioni di chili congelate e 74 milioni di chili cotte e congelate, oltre a 10 milioni di chili di patatine già pronte tipo quelle fritte dei sacchetti. Prodotto che spesso finisce per essere venduto come italiano grazie al principio dell’ultima trasformazione permesso dal codice doganale sull'origine dei cibi. Ma sono state scoperte anche delle truffe con patate francesi vendute come nazionali.
I risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione – conclude Coldiretti Puglia - con la riforma dei reati in materia agroalimentare perché l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie.
Piatto povero per eccellenza, le patate – sottolinea la Coldiretti Puglia – sono tra gli alimenti più presenti sulle tavole in case e nei ristoranti, consumate tal quali o come ingrediente in mille modi diversi, fritte, bollite, croccanti al forno o in padella, a purea ma anche in ricette dolci o salate. Originarie del continente americano, nello specifico delle Ande, raggiunsero le coste europee solo nel XVI secolo per poi conquistare le cucine del mondo per la loro versatilità, contenuti nutrizionali e il basso costo.
Circa l’80% dei consumatori mangia patate almeno una volta a settimana e tra i principali criteri di acquisto spicca il rapporto qualità/prezzo – conclude Coldiretti - fattore decisivo per il 53% dei consumatori coinvolti che si posiziona poco più in basso la provenienza nazionale, importante per il 45% degli intervistati, secondo l’indagine promossa da Unapa, l’Unione nazionale di settore.

Alici, sarde e sgombri restano protagonisti della tavola italiana: pesci semplici, versatili e natu ralmente ricchi di omega-3. Sono tra i pesci più familiari della tradizione mediterranea e, proprio per questo, rischiano talvolta di essere considerati alimenti ordinari. Eppure alici, sarde e sgombri continuano a rappresentare una delle espressioni più interessanti del patrimonio ittico italiano, grazie a un profilo nutrizionale importante e a una straordinaria versatilità in cucina. Il cosiddetto pesce azzurro comprende diverse specie caratterizzate, tra l'altro, dalla presenza di grassi insaturi. Tra questi figurano gli acidi grassi omega-3 , nutrienti ai quali la ricerca scientifica ha dedicato particolare attenzione per il loro ruolo nell'organismo. A fare la differenza è anche la semplicità. Alici, sarde e sgombri sono ingredienti che appartengono alla cucina quotidiana e alla memoria gastronomica di molte regioni costiere italiane. Dalla pasta con le sarde alle alici marinate, fino allo sgombro cotto al forno o alla griglia, il pesce azzurro si presta a preparazioni molto diverse, dalle più tradizionali a quelle contemporanee. Un patrimonio della cucina mediterranea La forza di questi pesci non risiede soltanto nelle caratteristiche nutrizionali. Il loro valore è anche culturale e gastronomico. Sono infatti protagonisti di una cucina costruita per secoli sulla disponibilità stagionale del pescato, sulla valorizzazione di ingredienti semplici e sulla necessità di trasformare materie prime accessibili in piatti ricchi di sapore. Le sarde , per esempio, occupano un posto centrale nella gastronomia siciliana, mentre le alici sono presenti in numerose preparazioni lungo le coste italiane. Lo sgombro, dal gusto più deciso, è invece apprezzato sia nelle ricette tradizionali sia nelle proposte contemporanee. Omega-3 e qualità della dieta Sul piano nutrizionale, il pesce azzurro è particolarmente interessante per il contenuto di EPA e DHA , due acidi grassi omega-3 a lunga catena. Il loro apporto è uno degli elementi che rendono il consumo di pesce parte di un'alimentazione equilibrata. Naturalmente, nessun singolo alimento può essere considerato una soluzione completa per la salute. A contare è l'insieme della dieta, oltre alla frequenza e alle modalità di consumo. Anche la preparazione ha il suo peso: cotture semplici possono valorizzare il prodotto senza coprirne il gusto con condimenti eccessivi. Dalla tradizione a una nuova idea di consumo Riscoprire il pesce azzurro significa dunque guardare alla tradizione con occhi contemporanei. Alici, sarde e sgombri possono entrare con facilità nei menu di tutti i giorni, offrendo gusto e possibilità gastronomiche senza la necessità di ricorrere sempre a specie più costose o considerate più pregiate. In un momento in cui la cucina guarda sempre più alla stagionalità, alla valorizzazione delle risorse locali e alla riduzione degli sprechi, il pesce azzurro torna così al centro della scena. Un prodotto del mare profondamente italiano, capace di unire memoria gastronomica, versatilità e interesse nutrizionale.

Dalla Redazione Alcune ricette sono dei racconti di una terra, della sua gente e delle sue tradizioni. Ricette capaci di custodire profumi, gesti e sapori che si tramandano di generazione in generazione. Oggi abbiamo il piacere di accompagnarvi alla scoperta di una preparazione firmata dal nostro Chef Michele Picciallo, un professionista che sa interpretare la cucina con passione, rispetto per la materia prima e grande attenzione alla tradizione. La sua cucina nasce dal desiderio di valorizzare ingredienti semplici, trasformandoli in piatti capaci di regalare emozioni. E proprio in questa ricetta ritroviamo tutta l'essenza della Puglia: il profumo del mare, la genuinità della terra e quella cucina di casa che, ancora oggi, riesce a conquistare il cuore. Ed ora lasciamo la parola allo Chef Michele Picciallo, che ci accompagnerà personalmente nella preparazione di uno dei grandi simboli della tradizione gastronomica pugliese.

Dalla redazione Per la ricetta del mese di settembre , la nostra redazione incontra lo Chef Angelo Berardi, protagonista di una cucina attenta alla materia prima, all’equilibrio dei sapori e alla ricerca di accostamenti capaci di sorprendere senza perdere autenticità. Per questa occasione lo Chef ci propone “Tra Terra e Bosco”, una tartare di manzo accompagnata da mela Granny Smith in osmosi al gin, noci pecan tostate e fiori eduli. Un piatto che racconta l’incontro tra intensità e freschezza , tra morbidezza e croccantezza, tra tecnica e semplicità. Un equilibrio costruito attraverso pochi elementi, scelti e valorizzati con precisione. Ma lasciamo che sia direttamente lo Chef Angelo Berardi a raccontarci la sua creazione. w post

Quando la tradizione romana incontra la tecnica del risotto Dalla redazione Settembre porta con sé il desiderio di tornare ai sapori autentici, alle ricette capaci di raccontare la cucina italiana attraverso pochi ingredienti, scelti con cura e valorizzati dalla tecnica. È in questo spirito che Luigi Commesso propone per la ricetta di settembre il suo Risotto alla Carbonara: un primo piatto che unisce la cremosità del Carnaroli ai profumi e ai sapori inconfondibili della tradizione romana. Guanciale croccante, pecorino romano, tuorli d’uovo e pepe nero diventano protagonisti di una preparazione che richiede attenzione soprattutto nella mantecatura, momento decisivo per ottenere quella consistenza cremosa e avvolgente che caratterizza il piatto. Una rilettura contemporanea, dunque, che non tradisce l’identità della Carbonara, ma la trasferisce nel mondo del risotto con equilibrio e personalità.

GASTRONOMIA | TRADIZIONE | ARTIGIANALITÀ Dalla sfoglia all’uovo alle orecchiette, dai ravioli alle tagliatelle: la pasta fresca continua a essere uno dei simboli della cucina italiana. Un prodotto antico che oggi ritrova nuova centralità grazie alla ricerca sulle materie prime, alla cura della lavorazione e al legame con il territorio. C’è un momento, nella preparazione della pasta fresca, in cui farina, acqua e uova smettono di essere semplici ingredienti e diventano qualcosa di diverso. L’impasto prende forma, acquista elasticità, cambia consistenza sotto le mani. È qui che comincia la storia di un prodotto che da secoli accompagna la cucina italiana. La pasta fresca artigianale nasce da gesti apparentemente semplici, ma tutt’altro che banali. Impastare, tirare una sfoglia, tagliarla, modellarla o racchiudere un ripieno sono operazioni che richiedono esperienza. La differenza, spesso, sta proprio nei dettagli.



