Chef Gregori Nalon e l’Associazione Cuochi Serenissima: La Cucina dei 5 Elementi Incanta i Professionisti
Maria Giovanna Labruna • 4 marzo 2026
TRADUCI NELLA TUA LINGUA
Un Corso che trasforma la filosofia in cucina.

Si è tenuto recentemente presso il Ristorante La Cucina di Michele
il corso base “La Cucina dei 5 Elementi”, promosso dall’Associazione Cuochi Serenissima in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi. L’iniziativa ha riunito chef professionisti e appassionati seriamente motivati a esplorare la filosofia dei cinque elementi applicata alla cucina italiana, guidati dall’esperienza pluridecennale dello chef Gregori Nalon, da oltre trent’anni portavoce di questo approccio innovativo e riconosciuto.
“La cucina non è solo tecnica: è equilibrio, armonia e attenzione agli ingredienti”, ha spiegato lo chef Nalon, mostrando ai partecipanti come il fuoco, l’acqua, la terra, il legno e il metallo possano trasformare ogni piatto in un’esperienza sensoriale completa.
Passione, Competenza e Innovazione
L’evento ha confermato il ruolo dell’Associazione Cuochi Serenissima nel valorizzare la formazione e la crescita dei professionisti locali. Non solo lezioni pratiche, ma anche momenti di confronto e sperimentazione: ogni partecipante ha avuto l’opportunità di mettere alla prova le proprie abilità e confrontarsi con tecniche innovative, consolidando la propria professionalità.
Tra i partecipanti, molti volti noti del panorama culinario locale: Gabriele Cavallo, Joanna Lyson, Domenico Palazzo, Francesco Levada, Giulia Raccanelli, Stefano Bison, Massimo Bacchin, Denis Celeghin, Samuele Biasin, Stefano De Gironimo, Massimo Lovreglio, Veronika Bugar, Marco Zanatta, Paolo Rusalem, Eleonora Brichese, Tiziano Brichese, Emanuela Marcon, Stefano Pepe, Marco Minotto e Marco Crepaz.
Laboratorio di Creatività
Il corso ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento formativo: è stato un vero e proprio laboratorio di creatività e innovazione. I partecipanti hanno sperimentato abbinamenti, tecniche di cottura e presentazioni che rispondono alla filosofia dei cinque elementi, con l’obiettivo di elevare la cucina italiana tradizionale a un livello di equilibrio e armonia completo.
“Ogni ingrediente ha la sua energia”, ha sottolineato Nalon. “Sapere come combinarli significa rispettare la materia prima e valorizzarla al massimo: questo è il cuore della cucina dei cinque elementi”.
Un Futuro di Eccellenza
Grazie a iniziative come questa, la cucina italiana continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Passione, competenza e curiosità restano gli ingredienti fondamentali per chi vuole distinguersi in un settore sempre più competitivo e creativo. L’Associazione Cuochi Serenissima, con corsi come questo, conferma il proprio ruolo di riferimento per la formazione e la valorizzazione dei professionisti del territorio.

La lampuga secondo la tradizione trapanese: pomodorini, capperi, pinoli, uvetta e una panatura leggera per un piatto che racconta la Sicilia attraverso la sua cucina più autentica. A cura della redazione de La Gazzetta del Food Ricetta della chef Hajer Aissi L’ultimo giorno di agosto è il momento perfetto per portare in tavola un piatto che abbia il sapore dell’estate e, allo stesso tempo, la profondità della memoria. Per chiudere questo mese, la redazione de La Gazzetta del Food sceglie una ricetta che nasce dal mare e dalla cultura gastronomica siciliana: il capone alla matalotta , conosciuto anche come lampuga alla matalotta . È una preparazione legata alla tradizione dei pescatori trapanesi, espressione di quella cucina marinara capace di trasformare il pescato del giorno in un piatto ricco di gusto attraverso ingredienti semplici e facilmente reperibili. Pomodoro, aglio, capperi, pinoli, uvetta, olive, erbe aromatiche e vino bianco costruiscono un condimento mediterraneo, intenso ma equilibrato, pensato per accompagnare e non sovrastare la delicatezza della lampuga. Una ricetta che nasce povera e arriva a tavola con una sorprendente eleganza. La lampuga, il pesce dell’estate mediterranea Il capone , nome con cui la lampuga è tradizionalmente conosciuta in Sicilia, è un pesce dalla carne bianca, compatta e delicata. È proprio la sua delicatezza a determinare il ritmo della preparazione. La lampuga non necessita di lunghe cotture: per conservarne morbidezza e succosità è fondamentale lavorare con temperature e tempi controllati. La chef Hajer Aissi sceglie una tecnica che unisce diverse consistenze. Prima una brevissima marinatura nell’aceto di mele, poi un velo di olio extravergine d’oliva e una panatura sottile. Il pesce viene quindi passato rapidamente sulla griglia, quel tanto che basta per rendere dorata e croccante la superficie. La cottura viene completata nel condimento, dove la lampuga assorbe lentamente i profumi del pomodoro e degli altri ingredienti. Il risultato è un piatto in cui il dolce dell’uvetta e dei pinoli dialoga con la sapidità dei capperi e delle olive, mentre la nota aromatica del basilico e quella del vino bianco regalano freschezza e profondità.

La Redazione La scelta dello Spaghettone Valdoro inserisce la ricetta nel solco della valorizzazione delle eccellenze gastronomiche italiane. Una pasta pugliese protagonista di una preparazione firmata da Gregori Nalon, chef attento alla valorizzazione della materia prima e all’equilibrio tra tecnica e immediatezza del gusto. Un’interpretazione che conferma come una grande pasta possa diventare il punto di partenza per una cucina contemporanea capace di dialogare con il territorio, con il mare e con la cultura gastronomica italiana.

La ricetta del mese dello Chef Domenico Ruggeri Ogni mese la nostra redazione incontra la cucina attraverso lo sguardo e la sensibilità di uno chef, raccontando non soltanto una ricetta, ma la filosofia che si nasconde dietro ogni piatto. Per questo appuntamento abbiamo scelto Chef Domenico Ruggeri , che ci propone una preparazione elegante e mediterranea, capace di trasformare ingredienti semplici e profondamente legati alla nostra tradizione in un piatto contemporaneo, armonioso e ricco di contrasti. La sua Insalata di polpo croccante con patate, maionese di polpo, pomodorini confit e vellutata allo zafferano e arancia nasce dall'incontro tra mare e terra. Il polpo, protagonista assoluto, viene prima cotto lentamente per preservarne morbidezza e sapore e poi rosolato ad alta temperatura, così da ottenere una superficie croccante e intensamente dorata. Le patate regalano consistenza e comfort, i pomodorini confit aggiungono una piacevole nota dolce e concentrata, mentre la maionese di polpo e la vellutata allo zafferano e arancia completano il piatto con cremosità, profumi e una raffinata componente agrumata.

La ricetta di agosto dello Chef Rocco Gerundino per La Gazzetta del Food Per il mese di agosto, la rubrica dello Chef Rocco Gerundino , dalla Calabria, ci porta alla scoperta di un piatto che interpreta con eleganza i valori di una cucina semplice, autentica e consapevole. La Tagliatella di seppia agli agrumi su vellutata di peperone è una proposta nella quale il mare e la terra calabrese dialogano attraverso pochi ingredienti, scelti con attenzione: la delicatezza della seppia, la freschezza del Limone IGP di Rocca Imperiale , le note dell’ arancia bionda tardiva , i peperoni rossi e la Patata della Sila IGP . Un piatto essenziale, ma non banale, nel quale ogni ingrediente conserva la propria identità. La seppia viene trasformata in una sorta di tagliatella, tagliata sottilmente e arricciata nell’acqua e ghiaccio; alla base, una vellutata morbida e avvolgente di peperoni arrostiti e patata. A completare la preparazione, l’aroma fresco delle scorze degli agrumi e un filo di olio extravergine di oliva. Una ricetta che può essere proposta come antipasto o secondo piatto , e che racchiude una precisa filosofia gastronomica: valorizzare la materia prima senza appesantirla, rispettandone gusto, stagionalità e provenienza.

Un viaggio nel cuore delle Dolomiti, dove la bellezza della montagna incontra i sapori autentici, le tradizioni locali e il piacere di rallentare. Un’esperienza che va oltre la semplice vacanza e diventa un’occasione per immergersi nella natura, scoprire la cultura del territorio e ritrovare il piacere delle cose semplici. A cura della Dottoressa Cinzia Tattini



