Chef Giovanna Cuomo incanta Tele Capri con i suoi secondi vegani su A Casa Mariù
Maria Giovanna Labruna • 18 febbraio 2026
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La seconda puntata della trasmissione A Casa Mariù, in onda su Tele Capri e condotta con eleganza e simpatia da Mariù Adamo, ha visto la presenza fissa della chef Giovanna Cuomo, che ha continuato a conquistare il pubblico con le sue creazioni vegane. Dopo aver presentato nella prima puntata la genovese vegana, questa volta la chef ha stupito tutti con una selezione di secondi piatti vegani, tra innovazione e gusto: hamburger, salsiccia e tonno vegani, realizzati con ingredienti freschi e tecniche gourmet.
La conduzione di Mariù Adamo ha reso la trasmissione ancora più piacevole: la sua capacità di coinvolgere ospiti e pubblico, il tono cordiale ma professionale e l’attenzione ai dettagli hanno trasformato ogni segmento in un momento armonioso e avvincente. Mariù è riuscita a valorizzare le storie e le competenze di ciascun ospite, creando un perfetto equilibrio tra cucina, cultura e intrattenimento.
Gli ospiti della puntata hanno aggiunto un tocco di approfondimento culturale e sociale: dalla presentazione del progetto Impara a vivere da solo con la dottoressa Valentina Vellone e il tutor Giuseppe D’Andrea, alla rubrica sulla medicina estetica con la dottoressa Antonia Sirio, fino alla scrittrice Marianna Pepe, che ha raccontato il suo testo autobiografico Rubati al tempo, insieme alla giornalista Elena Barbato.
La cucina di Giovanna Cuomo ha trasformato ingredienti semplici in vere star della tavola. L’hamburger vegano, croccante fuori e morbido dentro, è stato arricchito da spezie aromatiche e un condimento speciale a base di erbe mediterranee. La salsiccia vegana, realizzata con legumi e farine proteiche, ha sorpreso per la consistenza e il sapore ricco, perfetta da grigliare o saltare in padella. Infine, il “tonno vegano”, una reinterpretazione del classico pesce, ha stupito per la delicatezza e la capacità di evocare il sapore autentico del mare senza l’uso di prodotti animali.
A rendere la puntata ancora più divertente e memorabile è stato il siparietto con Pulcinella e Arlecchino, del Circo Lab, che hanno assaggiato la salsiccia vegana con espressioni comiche e divertite, dimostrando che la cucina vegana può piacere a tutti, grandi e piccoli.
Intervista esclusiva a Chef Giovanna Cuomo
Abbiamo incontrato Giovanna Cuomo per parlare della sua cucina e dell’esperienza a A Casa Mariù.
Chef Cuomo, cosa rappresenta per lei portare la cucina vegana in televisione?
Giovanna Cuomo: «Per me è una grande soddisfazione. Voglio dimostrare che il vegano non è solo “insipido” o “limitato”. Con gli ingredienti giusti e un po’ di creatività, possiamo preparare piatti gustosi, nutrienti e belli da vedere».
Parliamo dei secondi che ha presentato: hamburger, salsiccia e tonno vegani. Qual è la filosofia dietro queste preparazioni?
Giovanna Cuomo: «Si tratta di reinterpretare i classici senza sacrificare il gusto. L’hamburger è saporito ma leggero, la salsiccia ha la consistenza e il carattere di quella tradizionale, mentre il tonno vegano vuole sorprendere: chi lo assaggia per la prima volta spesso non crede che sia totalmente vegetale».
Il siparietto con Pulcinella e Arlecchino è stato molto divertente. Come ha vissuto quel momento?
Giovanna Cuomo: «È stato fantastico! Mi piace quando il cibo diventa occasione di gioco e di sorriso. Vedere due personaggi così iconici assaggiare la mia salsiccia vegana e divertirsi mi ha davvero emozionato. La cucina deve anche regalare gioia, non solo nutrimento».
Cosa possiamo aspettarci nelle prossime puntate?
Giovanna Cuomo: «Ancora tanto gusto e creatività. Continuerò a proporre piatti vegani innovativi, con attenzione alla stagionalità e alla sostenibilità. Voglio far scoprire che la cucina vegetale può essere spettacolare in ogni senso».
Chef Giovanna Cuomo a Sanremo 2026: gusto d’autore in scena
Non solo Tele Capri: la chef Giovanna Cuomo sarà protagonista anche alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dal 23 al 28 febbraio, con Alba Marte e la sua brigata, portando l’alta cucina al centro della scena nella prestigiosa cornice del Victory Morgana Bay.
Non solo note, luci e riflettori: tra gli eventi collaterali più attesi della settimana sanremese, il progetto firmato Alba Marte Eventi mira a raccontare il festival anche attraverso il linguaggio del gusto, con piatti creativi e raffinati. Durante la serata è prevista anche la premiazione di Arisa, alla presenza di Carlo Conti, volto simbolo e storico del Festival, tra imprenditori, artisti, cantanti e personaggi di spicco del mondo della TV e dello spettacolo.
Con la sua professionalità, il talento e la creatività, Giovanna Cuomo conferma il ruolo di ambasciatrice della cucina vegana e d’autore, dimostrando che il cibo può essere spettacolo, cultura e intrattenimento allo stesso tempo.

Ci sono piatti che nascono dal desiderio di raccontare un territorio attraverso pochi ingredienti essenziali. Con questa ricetta ho voluto racchiudere nel piatto il carattere autentico del Molise: l’orto, il mare e il bosco. Una cucina fatta di memoria, semplicità e rispetto della materia prima, ma anche di ricerca dell’equilibrio e dell’armonia dei sapori.

Si è celebrata sabato 17 maggio 2025, per la prima volta con il riconoscimento ufficiale dello Stato, la Giornata Nazionale della Ristorazione, il nuovo appuntamento dedicato a uno dei simboli più autentici del Made in Italy. Una data storica per il settore della ristorazione italiana che, da quest’anno, avrà una ricorrenza fissa ogni terzo sabato di maggio, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo culturale, sociale ed economico di ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e locali italiani. Un riconoscimento storico per il settore La nascita della Giornata Nazionale rappresenta un importante segnale di attenzione verso un comparto che da sempre racconta l’identità italiana attraverso la cucina, l’ospitalità e le tradizioni territoriali. La ristorazione non è soltanto economia e occupazione, ma anche cultura, socialità e promozione del territorio. Dietro ogni tavola apparecchiata si nascondono professionalità, sacrifici e passione, elementi che rendono la cucina italiana un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Il riconoscimento ufficiale arriva dopo anni complessi per il settore, segnati da crisi economiche, pandemia e profonde trasformazioni nei consumi, ma conferma la centralità della ristorazione nel sistema Italia. Eventi e iniziative in tutta Italia La giornata del 17 maggio è stata celebrata lungo tutta la Penisola con eventi, degustazioni, menu dedicati, incontri culturali e iniziative promosse da associazioni di categoria, istituzioni e operatori del settore. Molti ristoratori hanno aderito all’iniziativa trasformando i propri locali in luoghi di festa e condivisione, mettendo al centro i valori della convivialità e della cucina italiana. Coinvolte anche scuole alberghiere, produttori locali e professionisti dell’enogastronomia, in un grande evento diffuso pensato per rafforzare il legame tra ristorazione, turismo e territorio. La cucina italiana ambasciatrice del Made in Italy La Giornata Nazionale della Ristorazione nasce anche con l’obiettivo di difendere e promuovere uno dei patrimoni più preziosi del Paese. Dalle grandi città ai piccoli borghi, i ristoranti italiani rappresentano infatti ambasciatori del Made in Italy, custodi di ricette storiche, prodotti tipici e tradizioni tramandate nel tempo. Un patrimonio che contribuisce ogni giorno alla crescita economica, all’attrattività turistica e all’immagine internazionale dell’Italia. Una nuova tradizione italiana Con la celebrazione del 17 maggio 2025, la ristorazione italiana entra ufficialmente nella storia delle ricorrenze nazionali riconosciute dallo Stato. Un appuntamento destinato a diventare simbolo dell’eccellenza italiana e un’occasione per rendere omaggio a migliaia di professionisti che, ogni giorno, con impegno e passione, portano l’Italia sulle tavole del mondo.

I padiglioni di Rho Fiera Milano tornano ad accendersi con l’energia di Tuttofood 2026, uno degli appuntamenti più strategici per il comparto agroalimentare internazionale. L’edizione di quest’anno conferma la centralità della manifestazione nel panorama del food & beverage, riunendo aziende, buyer, professionisti e operatori provenienti da tutto il mondo in un contesto sempre più orientato all’innovazione e alle nuove dinamiche del mercato globale.

C’è un cuore verde che batte nella terra vulcanica di Acerra, un simbolo gastronomico che racchiude storia, identità e tradizione: è la Mammarella, il carciofo che da secoli rappresenta l’orgoglio agricolo del territorio acerrano. La leggenda affonda le radici nella mitologia greca. Si narra che Zeus, ferito dal rifiuto della ninfa Cynara, la trasformò in una pianta spinosa dal cuore tenero e dolce: il carciofo. Ma se il mito appartiene agli dèi, la sua consacrazione terrena avviene nella fertile Campania Felix, dove il terreno vulcanico ha dato vita a una varietà unica per consistenza, sapore e delicatezza. Ad Acerra, infatti, nasce la Mammarella, definita da molti “l’oro verde” della città. Coltivata nella Valle del Lagno grazie ai sedimenti minerali lasciati nei secoli dal Vesuvio, questa eccellenza agricola si distingue per la polpa morbida, il gusto dolce e l’assenza quasi totale di spine. Già nel Settecento, i cronisti celebravano i celebri “Carciofi di Castello”, apprezzati per la loro imponenza e destinati alle tavole nobiliari. Dietro ogni Mammarella c’è il lavoro silenzioso delle famiglie contadine acerrane, custodi di una tradizione tramandata di generazione in generazione. La coltivazione segue ancora rituali antichi: dalla selezione manuale dei carducci fino al trapianto dei polloni della pianta madre, ogni gesto conserva intatto il patrimonio genetico e culturale di questo straordinario prodotto della terra. Ma è nel mese di maggio che la Mammarella diventa protagonista assoluta della vita cittadina. Tradizionalmente preparata sulla fornacella, farcita con aglio, prezzemolo e pepe e cotta lentamente sulla brace, oggi vive una nuova stagione di gloria grazie alla crescente fama di Acerra come capitale della Pizza d’Autore. Per tutto il mese, infatti, le pizzerie cittadine dedicano alla Mammarella creazioni esclusive che reinterpretano il carciofo in chiave contemporanea. Dalle vellutate utilizzate come base alle brattee croccanti fritte, fino ai cuori stufati serviti come elemento centrale della pizza, nasce così “La Pizza alla Mammarella”, diventata ormai un vero rito gastronomico collettivo. Il connubio con la provola di bufala e l’olio extravergine locale esalta le caratteristiche di questo prodotto unico, trasformando ogni assaggio in un’esperienza che racconta il territorio attraverso i sapori. Passeggiare per Acerra nel mese di maggio significa lasciarsi guidare dal profumo delle braci accese e delle pizze appena sfornate, scoprendo una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere autenticità. La Mammarella non è soltanto un prodotto agricolo: è memoria, cultura e identità di una comunità che, attraverso il cibo, custodisce il proprio passato guardando al futuro.




