A Italian Taste Summit 35 cantine incontrano buyer esteri

La redazione • 22 ottobre 2020

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Wine Global Aspect, nei calici importatori cercano tipicità

A Roma, presso il Grand Hotel de la Minerve, la seconda edizione di Italian Taste Summit, l’evento, riservato agli addetti ai lavori, nato per facilitare la conoscenza e il business tra aziende vitivinicole del Bel Paese, di alto livello, e importanti buyer internazionali.
Per l’occasione, ben 30 importatori provenienti da 4 continenti (Europa, Asia e Americhe) e circa 12 Paesi differenti (tra i quali Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Danimarca e Polonia), strategici per il mercato del vino, hanno incontrato oltre 35 selezionati produttori italiani, rappresentanti di 14 diverse regioni. Organizzatore e presidente di Italian Taste Summit è Joanna Miro, titolare di Wine Global Aspect, realtà specializzata nella vendita export dei vini italiani attraverso un attento studio del mercato in grado di garantire una gestione e un posizionamento adeguato del prodotto, grazie soprattutto a una fitta rete di collaboratori disseminati in tutto il globo. “Il made in Italy – evidenzia Miro – è sicuramente uno dei brand più rinomati e importanti al mondo, che non dovrebbe incontrare alcuna difficoltà a imporsi su tutti i mercati. Con questa convinzione, e con lo scopo di sviluppare a pieno il potenziale immenso delle aziende italiane, è nato il progetto Italian Taste Summit. Se solitamente sono i vignaioli a recarsi all’estero per far conoscere i propri prodotti, noi facciamo l’inverso, portando sul suolo italiano i player che riteniamo fondamentali. Riusciamo tra l’altro in questo modo a far percepire meglio il vero valore del vino italiano, che risiede indiscutibilmente nel legame con i diversi territori che compongono la Penisola”.
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