Tra sapori d'autore e gesti d'amore: oltre 3.000 persone alla XVIII edizione di "Cenando sotto un Cielo Diverso"

Gemma Caruso • 13 luglio 2026

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La notte dell'inclusione e della solidarietà a Villa Tony, dove l'alta cucina ha incontrato la beneficenza.

ERCOLANO. Una serata di emozioni, sapori e solidarietà. La XVIII edizione di "Cenando sotto un Cielo Diverso" ha trasformato Villa Tony, al Complesso Zeno, in un palcoscenico di eccellenza gastronomica e impegno sociale. Lo scorso 7 luglio, oltre 3.000 persone hanno preso parte a un evento che ha unito chef, artisti, professionisti del settore food e sostenitori della beneficenza in un unico grande abbraccio all'insegna dell'inclusione.

Tra il giardino della villa e la suggestiva terrazza affacciata sul cielo, gli ospiti hanno vissuto un percorso emozionale in cui il gusto è diventato strumento di solidarietà. Il tema di questa edizione, "I Colori della Diversità", ha trovato piena espressione nei sorrisi dei partecipanti, nella collaborazione tra realtà differenti e nella forza di una comunità capace di trasformare la convivialità in aiuto concreto.

I fondi raccolti saranno destinati a importanti progetti solidali: dal sostegno alle case famiglia del territorio, con l'acquisto di materiali didattici, agli interventi nei reparti pediatrici degli ospedali napoletani, fino alle iniziative umanitarie in Kenya, a Malindi e nei villaggi limitrofi, dove saranno garantiti beni di prima necessità, supporto alimentare e opportunità scolastiche per scuole e orfanotrofi.

"Questa edizione nasce da un'esperienza che ho vissuto profondamente in Africa, dove ho compreso che la fragilità può diventare una straordinaria forza di luce", ha raccontato Alfonsina Longobardi, ideatrice e anima del progetto. "Vedere oltre 3.000 persone unite dimostra che la diversità è un patrimonio comune e che ogni contributo può trasformarsi in un gesto concreto d'amore".

L'eccellenza gastronomica protagonista della serata

A guidare il viaggio del gusto sono stati oltre 270 protagonisti tra chef, pizzaioli, pasticcieri e produttori, capaci di offrire agli ospiti un percorso gastronomico ricco di contaminazioni e ricerca.

Grande attenzione è stata riservata alle postazioni dedicate alle braci, con proposte di mare, terra e cucina vegetariana, ma uno dei momenti più spettacolari della serata è stato lo show di pizza acrobatica firmato dal maestro pizzaiolo Antonio Fiorillo insieme al collaboratore Paolo Valles. Le evoluzioni dei due artisti hanno trasformato l'impasto in una vera performance, celebrando l'arte bianca attraverso tecnica e spettacolarità.

Il percorso culinario è proseguito tra antipasti, primi e secondi piatti accompagnati da selezioni enologiche e cocktail d'autore. Particolarmente apprezzata la presenza della Whale Academy, con i presidenti Emanuele e Gennaro Murone, protagonisti di un raffinato percorso dedicato alla cultura dell'acqua e alla figura dell'idrosommelier.

A chiudere il viaggio tra i sapori, l'area dedicata ai dolci, dove la Pasticceria Mennella ha conquistato gli ospiti con il suo gelato artigianale, recentemente valorizzato anche dal riconoscimento internazionale di Taste Atlas. A rappresentare l'alta cucina, la sensibilità e la creatività degli chef testimonial stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo.

Musica, spettacolo e il valore dell'inclusione

Condotta con energia da Ida Piccolo, la serata ha alternato momenti di spettacolo e intrattenimento con le esibizioni di Jhosef Zampella, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Anna Capasso, Mario Forte, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, Sex and the Sud, Marica Gambardella, Giusy Freccia e Peppe Laurato.

Numerosi anche i volti noti presenti all'evento, tra cui Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro, Flavio Pagni, Walter Garibaldi e Rosario Verde, tutti uniti per sostenere il messaggio di solidarietà della manifestazione.

Il momento più significativo della serata è arrivato dal valore umano dell'incontro: gli studenti dell'Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia hanno affiancato con professionalità gli esperti del settore, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano hanno portato sul campo entusiasmo, partecipazione e autenticità.

La XVIII edizione di "Cenando sotto un Cielo Diverso" ha confermato così la propria identità: un evento in cui la cucina supera il confine del semplice piacere gastronomico e diventa linguaggio universale di cura, accoglienza e solidarietà. Una notte in cui, sotto lo stesso cielo, la diversità si è trasformata nella più bella forma di condivisione.



Autore: La Redazione • 11 ottobre 2026
Il Saltimbocca alla romana è una ricetta simbolo della tradizione laziale, capace di racchiudere in pochi ingredienti una storia di gusto, identità e memoria. Ma cosa succede quando un piatto della tradizione incontra lo sguardo contemporaneo di uno chef che ha attraversato luoghi, esperienze e confini senza mai dimenticare le proprie radici? Nasce così “Il viaggio del mio saltimbocca”, la creazione con cui lo chef Giovanni Palmiero interpreta il Lazio contemporaneo attraverso la propria storia personale. Campano di nascita, arrivato a Roma all'inizio degli anni Duemila e oggi residente e professionista in Germania, Giovanni trasforma un ricordo importante del suo percorso in una proposta gastronomica che unisce tradizione e innovazione. Il suo non è un semplice esercizio di tecnica, né il desiderio di stupire attraverso consistenze insolite e presentazioni scenografiche. È, piuttosto, un dialogo tra ciò che rimane e ciò che cambia: il vitello conserva il ruolo di protagonista, il prosciutto diventa croccante, la salvia si trasforma in un velo delicato, il fondo di carne si veste di nuove consistenze e il Pecorino Romano si esprime attraverso una morbida spuma. Ogni elemento ha una funzione precisa, ma anche un significato simbolico. Le sfere custodiscono la sorpresa, l'aria racconta il viaggio, il velo richiama la delicatezza dei ricordi e il fumo di salvia accompagna il momento della scoperta. Al centro rimane la tradizione romana, rispettata nella sua identità e reinterpretata con sensibilità contemporanea. In questa proposta, la cucina diventa così un linguaggio universale, capace di unire la Campania, Roma e la Germania in un unico racconto. Perché le radici non sono necessariamente il luogo in cui si resta, ma anche ciò che si porta con sé, ovunque la vita conduca. Lasciamo ora la parola allo chef Giovanni Palmiero, che ci accompagna nella preparazione del suo piatto e ci racconta, attraverso ogni ingrediente e ogni gesto, il significato più profondo del suo viaggio. 
Autore: • 8 ottobre 2026
La redazione Ci sono piatti che raccontano un territorio e altri che, prima ancora, raccontano una famiglia. U’ Callaridd appartiene a entrambe le categorie. A Gravina in Puglia, nel cuore della Murgia, questa preparazione affonda le sue radici nella cucina contadina, nella transumanza e nell’antica consuetudine di cuocere lentamente, nel tegame di terracotta e nel forno a legna, ciò che la terra e gli allevamenti offrivano. Ma per lo chef Michele Picciallo U’ Callaridd è soprattutto memoria. È il ricordo della madre Rosaria, del profumo che usciva dalla cucina e arrivava nelle strade del paese, annunciando che in quella casa si stava preparando qualcosa di speciale. Non è dunque soltanto una ricetta della tradizione pugliese. È un piatto identitario, capace di custodire il paesaggio della Murgia, i suoi profumi e una memoria familiare che il tempo non ha cancellato.
Autore: La Redazione • 7 ottobre 2026
Tradizione e creatività si incontrano nel piatto firmato dallo chef Rocco Gerundino, che reinterpreta la lasagna attraverso una sfoglia fritta, un ragù di salsiccia calabrese, la fonduta di Caciocavallo Silano e il tuorlo d’uovo. Dalla redazione La cucina italiana è anche capacità di guardare alla tradizione con occhi nuovi, senza perdere il legame con le materie prime e con i sapori della memoria. È questo il percorso scelto dallo chef Rocco Gerundino , che propone una rilettura della lasagna in una versione scomposta e contemporanea. Al centro del piatto c’è una sfoglia fresca realizzata con semola e uova, prima sbollentata e poi fritta, trasformata in una componente croccante che dialoga con la morbidezza del ragù di salsiccia e della fonduta di Caciocavallo Silano. A completare la preparazione, il tuorlo d’uovo, elemento cremoso e intenso, che lega le diverse consistenze e accompagna il piatto verso un equilibrio tra croccantezza, sapidità e cremosità. Una ricetta che valorizza ingredienti fortemente legati alla cucina del Sud e li porta in una presentazione moderna, senza tradire la loro identità.
Autore: Chef Gregori Nalon Cooking Strategist • 7 ottobre 2026
Benvenuto autunno: il gusto delle castagne nella mia cucina di Gregori Nalon – Cooking Strategist L’autunno, per me, è una stagione che porta in cucina qualcosa di speciale. È il momento in cui la natura cambia volto, le temperature si fanno più miti e i profumi diventano più intensi, avvolgenti, quasi familiari. È anche la stagione delle castagne , un ingrediente che amo particolarmente per la sua capacità di raccontare il territorio e la tradizione attraverso un gusto autentico, delicatamente dolce e riconoscibile. Quando penso all’autunno penso proprio a quei profumi che escono dal forno e riempiono la cucina: la castagna, il cioccolato, la vaniglia, gli aromi agrumati. Sapori semplici, ma capaci di creare emozioni. Per questo ho scelto di proporre una torta soffice con farina di castagne e gocce di cioccolato . Una preparazione pensata per la colazione, per una merenda in famiglia o semplicemente per concedersi una pausa dolce durante una giornata autunnale.
Autore: Teresa De Petro • 7 ottobre 2026
La siccità presenta il conto anche nei castagneti pugliesi e quest’anno, nelle aree vocate del Gargano, la raccolta delle castagne è praticamente azzerata, con un crollo superiore al 90% rispetto alle annate ordinarie, quando a pesare è soprattutto la prolungata carenza idrica, che ha compromesso lo sviluppo vegetativo delle piante e la formazione dei ricci, ai quali si aggiungono gli effetti ormai strutturali del cinipide galligeno del castagno. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia, che fotografa una delle peggiori annate mai registrate per il comparto. Nei castagneti pugliesi quest’anno il problema è evidente già guardando gli alberi, con i ricci che sono rimasti piccoli e incapaci di portare a maturazione il frutto, a causa delle alte temperature e la scarsità di acqua che hanno sottoposto le piante a uno stress forte e prolungato, aggravando la situazione di castagneti già indeboliti dalle fitopatie. Il risultato è che, dove negli anni scorsi si potevano raccogliere quantitativi significativi, oggi si contano appena pochi chili, quando va bene. A completare il quadro c’è il cinipide galligeno, il Dryocosmus kuriphilus, insetto originario della Cina che attacca il castagno provocando la formazione di galle sui germogli e compromettendo lo sviluppo della pianta – spiega Coldiretti Puglia - alla pressione dell’insetto si sommano altre patologie che possono determinare il disseccamento delle foglie e la caduta precoce dei ricci, aggravando ulteriormente una situazione già resa critica dall’emergenza climatica. È una situazione che colpisce soprattutto le aree storicamente vocate alla castanicoltura, dal Gargano alla Murgia e fino ad alcune zone del Salento, dove il castagno rappresenta non solo una coltura agricola ma anche un elemento caratterizzante del paesaggio, della biodiversità e dell’economia delle aree interne - aggiunge Coldiretti Puglia - nei territori di Vico del Gargano, Carpino, Ischitella e Cagnano, così come nelle altre aree castanicole pugliesi, la produzione è oggi ridotta ai minimi termini. La combinazione tra siccità e fitopatie dimostra quanto sia diventato fragile un patrimonio agricolo che per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità rurali. Il castagno, il cosiddetto “albero del pane”, è infatti una delle colture che più raccontano la storia delle aree interne italiane, ma il progressivo abbandono dei castagneti, lo spopolamento dei territori montani e oggi gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la continuità produttiva. E’ necessario rafforzare il monitoraggio fitosanitario e gli interventi di prevenzione e sostegno nelle aree maggiormente colpite, perché una perdita produttiva di questa portata – dice Coldiretti Puglia - non riguarda soltanto il raccolto di una stagione, ma la possibilità stessa di mantenere in vita una filiera agricola legata a territori marginali e a un patrimonio boschivo di grande valore. Il crollo della produzione pugliese rischia inoltre di aumentare la dipendenza dalle importazioni proprio nel momento in cui cresce la domanda di castagne sulle tavole italiane – insiste Coldiretti Puglia – con il rischio che l’assenza di prodotto nazionale lasci spazio a castagne provenienti dall’estero, rendendo ancora più importante garantire controlli efficaci sull’origine e sulla tracciabilità, per evitare che prodotti stranieri vengano presentati come italiani e che a pagare il conto siano ancora una volta gli agricoltori. Per Coldiretti Puglia è quindi necessario tutelare la produzione nazionale e valorizzare il prodotto locale, sostenendo le imprese nelle aree vocate e rafforzando gli strumenti per affrontare fitopatie ed eventi climatici estremi. La castanicoltura pugliese ha bisogno di interventi che guardino oltre l’emergenza della singola annata, perché senza una strategia di adattamento climatico e di tutela fitosanitaria il rischio è di perdere progressivamente un patrimonio agricolo e ambientale che appartiene alla storia dei territori.
Autore: La Redazione • 7 ottobre 2026
SKOPJE – La pizza italiana torna a essere protagonista oltre i confini nazionali e lo fa nel cuore dei Balcani. Si è concluso a Skopje , in Macedonia del Nord, il Pizza Championship Macedonia 2026 , appuntamento internazionale che il 3 e 4 ottobre ha portato nella capitale macedone professionisti, maestri pizzaioli, giudici e appassionati provenienti da oltre 20 Paesi.
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