Tagliatelle verdi fatte a mano: il gusto autentico che nasce dalla terra

La Redazione • 25 giugno 2026

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Dietro un grande piatto non ci sono soltanto tecnica e ingredienti di qualità, ma una storia fatta di passione, dedizione e rispetto per la natura. È proprio questo il messaggio che emerge dalle tagliatelle verdi fatte a mano realizzate dalla chef Cristina Pavlyuk, una preparazione che racchiude il valore delle tradizioni gastronomiche e il legame profondo con la terra.

La particolarità di questo piatto nasce già dalla sua materia prima. Gli spinaci utilizzati per donare alla sfoglia il caratteristico colore verde intenso non provengono da una semplice fornitura, ma sono coltivati personalmente dalla chef. Seguiti con attenzione durante tutto il loro ciclo di crescita, vengono raccolti nel momento ideale e trasformati in un ingrediente capace di conferire alla pasta freschezza, sapore e identità.

La lavorazione della sfoglia avviene nel pieno rispetto della tradizione italiana. Tirata rigorosamente a mano con il mattarello, la pasta conserva quella consistenza autentica che solo l'artigianalità sa garantire. Un gesto antico che richiede tempo, esperienza e sensibilità, valori sempre più preziosi nella cucina contemporanea.

A completare la preparazione troviamo il Parmigiano Reggiano, selezionato con particolare attenzione e ottenuto da una forma integra, espressione di eccellenza e qualità. Il suo gusto equilibrato valorizza la delicatezza della pasta senza sovrastarne i sapori, contribuendo a creare un'armonia perfetta nel piatto.

L'elemento finale è rappresentato dai petali rossi di melograno, anch'essi provenienti dalla coltivazione domestica della chef. Oltre ad arricchire la presentazione con eleganza e vivacità cromatica, testimoniano una filosofia culinaria che privilegia il contatto diretto con gli ingredienti e il rispetto della loro stagionalità.

Questa preparazione racconta una cucina che va oltre il semplice risultato estetico o gastronomico. È una celebrazione del tempo dedicato alla coltivazione, della pazienza necessaria per attendere i ritmi della natura e della cura che accompagna ogni fase del lavoro. Un piatto che dimostra come l'eccellenza possa nascere da gesti semplici, quando sono guidati da competenza, amore e autenticità.

La voce della Chef Cristina Pavlyuk

Queste tagliatelle verdi rappresentano molto più di una preparazione culinaria: raccontano il mio modo di vivere la cucina e il rapporto speciale che ho con la terra.

Gli spinaci che donano alla sfoglia il suo colore naturale sono coltivati personalmente nel mio orto. Li seguo giorno dopo giorno, dalla semina alla raccolta, rispettando i tempi della natura e scegliendo solo le foglie migliori per realizzare una pasta fresca autentica. La sfoglia viene poi lavorata secondo la tradizione, tirata a mano con il mattarello, perché credo che certi gesti custodiscano ancora oggi un valore insostituibile.

Per completare il piatto utilizzo Parmigiano Reggiano selezionato con cura, ricavato da una forma integra, simbolo di qualità e genuinità. A impreziosire il tutto sono i petali di melograno raccolti dalle mie piante, che aggiungono colore, delicatezza ed eleganza alla composizione.

Ogni ingrediente porta con sé una storia, ogni passaggio richiede attenzione e rispetto. Questa è la cucina che amo: una cucina che nasce dalla terra, cresce con pazienza e arriva in tavola con tutta la sua autenticità.

"Quando coltivi ciò che cucini e cucini ciò che coltivi, ogni piatto smette di essere una semplice ricetta e diventa il racconto più sincero della tua passione."


Autore: Coldiretti Puglia • 4 novembre 2026
Il crisantemo si conferma il protagonista indiscusso degli acquisti in occasione della commemorazione dei defunti, seguito da anthurium, rose e gigli, ma tra i fiori recisi si registra quest'anno anche il ritorno del gladiolo, che sta riconquistando progressivamente spazio sul mercato dopo alcuni anni di minore diffusione e coltivazione, complice una domanda che si era sensibilmente ridotta. È quanto emerge dalle rilevazioni nei vivai e nei mercati contadini di Campagna Amica in Puglia, dove resta forte la tradizione di acquistare fiori e piante da portare nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari. La Puglia gioca un ruolo di rilievo nella produzione nazionale di fiori recisi, perché rappresenta il 10% della produzione di crisantemi, il 34% dei garofani, il 23% delle rose, il 13% delle gerbere e il 16% delle fresie, sottolinea Coldiretti Puglia. Sul fronte delle piante, tra le varietà più richieste si confermano crisantemi e ciclamini, mentre il mercato dei fiori recisi continua a premiare soprattutto le produzioni tradizionalmente legate alla ricorrenza. I prezzi di vendita risultano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, ma le imprese florovivaistiche devono fare i conti con una nuova crescita dei costi di produzione e gestione – denuncia Coldiretti Puglia – dove a pesare sono soprattutto il rincaro delle materie prime e il gasolio, che incide sui trasporti, sulle consegne e sulla distribuzione dei prodotti, comprimendo i margini delle aziende. Il ricordo dei defunti – evidenzia Coldiretti – rappresenta uno degli appuntamenti più importanti per il comparto florovivaistico, che realizza circa un quinto del proprio fatturato annuale in questo periodo. Una ricorrenza che sostiene il lavoro dei produttori e valorizza una filiera agricola radicata nei territori, ma che deve fare i conti anche con il rischio di illegalità e abusivismo commerciale. Per questo motivo è consigliabile privilegiare i venditori autorizzati e, quando possibile, rivolgersi direttamente ai produttori, ricordando che acquistare fiori italiani significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio. Continua a crescere la pressione delle importazioni di fiori e piante dall’estero sul mercato italiano, con un valore che nel 2025 ha raggiunto 908 milioni di euro , confermando la forte espansione degli arrivi di prodotti florovivaistici stranieri e alimentando una concorrenza che penalizza i produttori nazionali, chiamati a rispettare standard sempre più rigorosi in materia di tutela ambientale, sicurezza fitosanitaria e diritti dei lavoratori. Da qui la necessità di applicare il principio di reciprocità, garantendo che anche i prodotti importati rispettino le stesse regole imposte alle imprese italiane – insiste Coldiretti Puglia – con le importazioni a basso costo che spesso non rispettano gli stessi standard richiesti agli agricoltori europei in materia di uso dei fitosanitari, tutela dei lavoratori e salvaguardia ambientale. Il 72% delle merci destinate all'Unione europea passa dall'Olanda, con il porto di Rotterdam che rappresenta un punto critico per i controlli, poiché molte partite vengono triangolate acquisendo un'origine comunitaria. Tra i Paesi extra-Ue, Cina, Thailandia ed Ecuador sono i principali fornitori, soprattutto di fiori. Si tratta di una concorrenza sleale che colpisce le imprese Made in Italy, impegnate nella produzione di piante e fiori di alta qualità su circa 30.000 ettari, spesso con pratiche sempre più sostenibili, che generano benefici importanti per ambiente e salute. Coldiretti sottolinea l'urgenza di garantire che le piante e i fiori venduti in Italia e in Europa rispettino regole uniformi su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. In un momento di difficoltà economica, scegliere fiori Made in Italy, acquistandoli direttamente dai produttori o in punti vendita che ne garantiscano l'origine, significa sostenere le imprese locali, l'occupazione e il territorio.
Autore: La Redazione • 4 novembre 2026
Il p iatto del mese di novembre della chef Loredana Cornacchione per La Gazzetta del Food L'introduzione della redazione Eleganza, creatività e un raffinato equilibrio tra terra e mare caratterizzano la proposta gastronomica di novembre della chef Loredana Cornacchione , protagonista della sua rubrica mensile su La Gazzetta del Food. Il suo “Risotto Rubino – Dolcezza di barbabietola e freschezza di mare” è un piatto che conquista prima lo sguardo e poi il palato. Il colore intenso della barbabietola incontra la delicatezza dei gamberi rossi, mentre la cremosità della stracciatella e le note agrumate del limone caramellato completano una preparazione ricercata, capace di valorizzare ingredienti semplici attraverso tecnica e sensibilità culinaria. Una ricetta che racconta la filosofia della chef: trasformare ogni ingrediente in un'esperienza di gusto, senza rinunciare all'armonia dei sapori.
Autore: Gemma Caruso • 2 novembre 2026
Dalle radici del mito alla tavola contemporanea, viaggio alla scoperta dell’ingrediente più enigmatico della Terra. ​Quando i primi freddi d’autunno sfiorano le cime degli alberi e l’umidità profuma la terra, il bosco regala il suo bene più prezioso e misterioso: il fungo. Organismo affascinante, sospeso tra regno vegetale e animale, il fungo attraversa i secoli portando con sé un’aura di magia e sacralità. Nell’antica Roma veniva celebrato come "cibo degli dei", mentre nelle credenze popolari contadine la sua comparsa improvvisa nei cerchi d'erba scatenava la fantasia, richiamando leggende su danze notturne di streghe e folletti.
Autore: La Redazione • 31 ottobre 2026
L'introduzione della redazione Per il mese di ottobre, la nostra rubrica gastronomica ospita una nuova proposta firmata dalla chef Hajer Aissi: il parfait alle mandorle caramellate. Un dessert dalla consistenza cremosa e vellutata, arricchito dal gusto intenso delle mandorle caramellate, protagoniste di una preparazione che unisce semplicità e raffinatezza. Il risultato è un dolce freddo, ideale da servire a fine pasto, capace di conquistare per il suo equilibrio tra delicatezza e carattere. La chef ci presenta la sua ricetta, accompagnandoci nelle diverse fasi della preparazione e condividendo una proposta da portare in tavola per valorizzare il momento del dessert.
Autore: Chef Angelo Berardi • 31 ottobre 2026
Le caramelle verdi senza glutine ripiene di Polenta di Storo, speck e uvetta sultanina, con burro nocciola, amaretto, salvia e Graukäse. La ricetta del mese di ottobre – Chef Angelo Berardi Introduzione della redazione Per la ricetta del mese di ottobre abbiamo scelto di accompagnarvi in un viaggio gastronomico tra tradizione, territorio e creatività, attraverso la sensibilità e la tecnica dello chef Angelo Berardi. La sua proposta nasce dall'incontro tra due identità gastronomiche di montagna: quella bergamasca, con il suo storico patrimonio di pasta fresca e sapori autentici, e quella alpina del Sudtirol, caratterizzata da ingredienti intensi e fortemente legati al territorio. Ispirandosi ai tradizionali casoncelli lombardi, lo chef ne reinterpreta forma, consistenza e ripieno, dando vita a eleganti caramelle di pasta fresca verde, naturalmente caratterizzate dagli spinaci e realizzate senza glutine. Il cuore della preparazione racchiude la Polenta di Storo, lo speck Alto Adige IGP e la dolcezza dell'uvetta sultanina. Il tutto viene valorizzato da un condimento ricco e aromatico a base di burro nocciola, salvia, granella di amaretto e Graukäse. Un piatto che racconta una cucina contemporanea capace di custodire la memoria, rispettare le tradizioni e aprirsi all'innovazione, senza rinunciare al gusto e all'inclusività. Lasciamo ora la parola allo chef Angelo Berardi, che ci accompagna nella realizzazione della sua ricetta.
Autore: La Redazione • 28 ottobre 2026
Al Corporate Meeting della Federazione Italiana Cuochi, Lorenzo Alessio, Matteo Terranova ed Edoardo Magni hanno firmato un finger food dedicato a tre eccellenze lucane. Prosegue la preparazione in vista della finale mondiale di Lione, in programma a gennaio 2027. 
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