SIGEP World 2026, Giorilli e Giaccoli: quando pane e pizza parlano di futuro
Maria Giovanna Labruna • 18 gennaio 2026
Al SIGEP World 2026, due eccellenze del food italiano hanno catalizzato l’attenzione del pubblico: Piergiorgio Giorilli, maestro della panificazione, e Antonio Giaccoli, presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC.

Giorilli ha presentato il suo nuovo libro, il più personale della sua carriera, in cui intreccia la vita professionale e le passioni personali, dal ciclismo ai viaggi, fino all’innovazione continua nel mondo del pane. Dopo anni di testi dedicati a ricette e tecniche, il maestro condivide un racconto intimo e riflessivo, svelando che il vero segreto del successo risiede nella capacità di formarsi senza mai fermarsi.
Accanto a lui, Antonio Giaccoli ha sottolineato il valore della formazione come pilastro della crescita professionale e della qualità nel settore della pizza. Il presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC ha illustrato il ruolo dell’Accademia Pizza DOC nella valorizzazione dei talenti e nella diffusione della cultura artigianale, confermando come studio, aggiornamento e pratica siano fondamentali per eccellere in un mercato in continua evoluzione.
L’incontro ha messo in luce un filo comune tra pane e pizza: passione, innovazione e formazione costante come chiavi del successo nel food contemporaneo. Un dialogo che ha celebrato l’arte del fare bene, l’importanza di continuare a imparare e il futuro di due mondi simbolo dell’eccellenza italiana..

Si è tenuto recentemente presso il Ristorante La Cucina di Michele il corso base “La Cucina dei 5 Elementi” , promosso dall’ Associazione Cuochi Serenissima in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi . L’iniziativa ha riunito chef professionisti e appassionati seriamente motivati a esplorare la filosofia dei cinque elementi applicata alla cucina italiana, guidati dall’esperienza pluridecennale dello chef Gregori Nalon, da oltre trent’anni portavoce di questo approccio innovativo e riconosciuto. “La cucina non è solo tecnica: è equilibrio, armonia e attenzione agli ingredienti”, ha spiegato lo chef Nalon, mostrando ai partecipanti come il fuoco, l’acqua, la terra, il legno e il metallo possano trasformare ogni piatto in un’esperienza sensoriale completa. Passione, Competenza e Innovazione L’evento ha confermato il ruolo dell’Associazione Cuochi Serenissima nel valorizzare la formazione e la crescita dei professionisti locali. Non solo lezioni pratiche, ma anche momenti di confronto e sperimentazione: ogni partecipante ha avuto l’opportunità di mettere alla prova le proprie abilità e confrontarsi con tecniche innovative, consolidando la propria professionalità. Tra i partecipanti, molti volti noti del panorama culinario locale: Gabriele Cavallo, Joanna Lyson, Domenico Palazzo, Francesco Levada, Giulia Raccanelli, Stefano Bison, Massimo Bacchin, Denis Celeghin, Samuele Biasin, Stefano De Gironimo, Massimo Lovreglio, Veronika Bugar, Marco Zanatta, Paolo Rusalem, Eleonora Brichese, Tiziano Brichese, Emanuela Marcon, Stefano Pepe, Marco Minotto e Marco Crepaz. Laboratorio di Creatività Il corso ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento formativo: è stato un vero e proprio laboratorio di creatività e innovazione. I partecipanti hanno sperimentato abbinamenti, tecniche di cottura e presentazioni che rispondono alla filosofia dei cinque elementi, con l’obiettivo di elevare la cucina italiana tradizionale a un livello di equilibrio e armonia completo. “Ogni ingrediente ha la sua energia”, ha sottolineato Nalon. “Sapere come combinarli significa rispettare la materia prima e valorizzarla al massimo: questo è il cuore della cucina dei cinque elementi”. Un Futuro di Eccellenza Grazie a iniziative come questa, la cucina italiana continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Passione, competenza e curiosità restano gli ingredienti fondamentali per chi vuole distinguersi in un settore sempre più competitivo e creativo. L’Associazione Cuochi Serenissima, con corsi come questo, conferma il proprio ruolo di riferimento per la formazione e la valorizzazione dei professionisti del territorio.

Giacomo Vinai e Luca Zucchini, responsabili tecnici di Molini Bongiovanni, guidano il corso “Dalla Pala al Dessert” organizzato dall’Associazione Eccellenza Nella Pizza, per trasformare il dolce in pizzeria in un’esperienza gourmet e sostenibile. Vicenza, 30 Marzo 2026 – La pizza si chiude in dolcezza Non solo pizza: il dessert conquista la scena. L’Associazione Eccellenza Nella Pizza di Vicenza apre le porte del suo laboratorio di Via Monte Grappa 7 a pizzaioli e appassionati con il corso “Dalla Pala al Dessert”. Un percorso sensoriale pensato per unire le tecniche di pasticceria ai lievitati, valorizzando ingredienti di qualità e creatività sostenibile. A guidare la masterclass saranno Giacomo Vinai e Luca Zucchini, tecnici di Molini Bongiovanni, che illustreranno come impasti innovativi e farine pregiate possano trasformare un semplice dessert in pizzeria in un’esperienza gourmet. I partecipanti potranno sperimentare impasti da pala e padellino, abbinamenti originali e tecniche di recupero degli ingredienti, concludendo la giornata con la degustazione dei prodotti realizzati. “Il cliente moderno non cerca solo la pizza, ma un’esperienza completa – spiegano gli organizzatori – Il dessert deve valorizzare la professionalità del pizzaiolo e la qualità delle materie prime”. L’Associazione Eccellenza Nella Pizza, fondata nel 2019 da Raffaele e Francesco Savarise, continua così la sua missione di formazione e promozione della cultura della pizza italiana, tra workshop tecnici e eventi di grande richiamo come Pizza in Piazza, punto d’incontro tra tradizione, innovazione e territorio.

Una giornata intensa, scandita da prove tecniche, valutazioni sensoriali e momenti di confronto professionale, che ha visto alternarsi sul palco bartender emergenti e capi barman affermati. Sono stati 50 i partecipanti, tra barmen e barlady, a contendersi l’accesso al podio, confermando l’elevato livello competitivo e la crescente partecipazione al concorso. A decretare i vincitori una giuria qualificata, chiamata a valutare non solo la qualità organolettica dei cocktail presentati, ma anche tecnica di preparazione, equilibrio degli ingredienti, storytelling e capacità comunicativa. A conquistare il titolo di campione regionale 2026 è stato Raffaele Pinto, vincitore della sfida finale tra i tre migliori concorrenti della giornata. Una prova impeccabile la sua, caratterizzata da precisione tecnica e personalità nel bicchiere. Per Pinto si apre ora la fase più delicata: la preparazione alla finale nazionale del Barman Campione d’Italia 2026, dove oltre alla competenza professionale sarà determinante anche la padronanza della lingua inglese, elemento ormai imprescindibile per interagire con una platea sempre più internazionale. Nella categoria Sparkling Bartender Junior Under 30 a imporsi è stato Angelo Perillo, giovane promessa che ha saputo distinguersi per creatività, freschezza e padronanza delle tecniche di miscelazione contemporanea. Un riconoscimento che conferma il valore delle nuove generazioni e l’evoluzione costante del settore. Successo anche per Pietro Santoro, vincitore nella categoria White Jacket, dedicata ai professionisti in giacca bianca, simbolo di eleganza e tradizione. Santoro ha convinto la giuria con una performance sobria ma incisiva, espressione di esperienza e rigore professionale. L’evento si conferma non solo competizione, ma vero e proprio momento di crescita per l’intero comparto. Manifestazioni come questa rappresentano un volano per la promozione della cultura del bere consapevole, della qualità delle materie prime e della formazione continua, elementi fondamentali in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto un’importante evoluzione sia in termini di immagine sia di professionalizzazione. La selezione regionale del Barman Campione d’Italia 2026 si inserisce infatti in un percorso più ampio di valorizzazione del talento e delle competenze, offrendo ai partecipanti visibilità, opportunità di networking e confronto con colleghi e aziende del settore. Tre nomi, tre storie diverse, un unico traguardo: rappresentare con orgoglio la propria regione e puntare al titolo nazionale. La corsa verso la finale è ufficialmente iniziata.

A ospitare la manifestazione sarà il Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto di Maglie, per due giornate dedicate a degustazioni guidate, show cooking, incontri culturali ed esperienze sensoriali. L’evento, ideato e organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia Lecce, con il sostegno della Camera di Commercio di Lecce e la cura dell’associazione nazionale Compagnia del Cioccolato, si conferma un punto di riferimento nel panorama nazionale per la promozione della cultura del cacao e del cioccolato d’eccellenza. Un weekend tra degustazioni e cultura del cacao All’interno degli spazi del Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto (MAITO), il pubblico potrà intraprendere un vero viaggio “dalla piantagione alla tavoletta”, grazie a un programma ricco e articolato che coinvolgerà appassionati, famiglie e professionisti del settore. Cuore dell’evento saranno le degustazioni guidate, curate dai chocolate taster della Compagnia del Cioccolato, che accompagneranno i visitatori alla scoperta di varietà pregiate come il Criollo venezuelano, con approfondimenti sui profili sensoriali e sulle opportunità produttive. Non mancheranno focus su monorigini, produzioni artigianali e anteprime di nuove linee firmate da maestri cioccolatieri italiani e internazionali. Il Grande Spettacolo del Cioccolato Tra i momenti più attesi, “Il Grande Spettacolo del Cioccolato”, con show cooking che animeranno la Sala Centrale: dalla pralina oro ripiena di ganache al rhum e zucchero di canna alla torta Sacher all’arancia, fino a creazioni come “Estasi Suprema – Sapori di Trieste” e “Fondente Noir”. Un’occasione per osservare dal vivo tecniche, segreti e creatività dei professionisti del settore. Spazio anche agli abbinamenti con caffè, passiti, gin, liquori, amari e grappe nella Sala Abbinamenti, oltre ai laboratori “Sporchiamoci le mani” e agli incontri “Dietro le quinte del cioccolato”, dedicati alla lavorazione del cacao e prenotabili dal pubblico. Libri, musica e Premio Tavoletta d’Oro Il programma si arricchisce di presentazioni editoriali e momenti musicali immersivi nella Lounge Casamata, dove il cioccolato dialogherà con la letteratura e i suoni in esperienze multisensoriali. Sabato pomeriggio riflettori puntati sulla consegna dei Premi Tavoletta d’Oro 2026, riconoscimento tra i più autorevoli nel settore, assegnato dalla Compagnia del Cioccolato alle eccellenze italiane. Un progetto che fa rete La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Maglie e dei GAL del territorio – Valle della Cupa, Terra d’Arneo e Capo di Leuca – e della collaborazione delle principali associazioni di categoria provinciali. Un lavoro di squadra che valorizza il territorio salentino attraverso un evento capace di coniugare cultura, impresa e turismo enogastronomico. Fondata nel 1995 a Perugia, la Compagnia del Cioccolato è oggi presieduta da Gilberto Mora e rappresenta una delle realtà più autorevoli in Italia nella tutela e promozione del cioccolato di qualità. “I Cioccolati del Mediterraneo” si conferma così non solo come appuntamento per i chocolovers, ma come laboratorio culturale e professionale dove il cacao diventa racconto, identità e strumento di crescita per il territorio.

Quando penso a un piatto contemporaneo, penso alla sintesi. Voglio concentrare gusto, tecnica ed emozione in una forma essenziale. Questa sfera nasce proprio così: dal desiderio di racchiudere il mare, la freschezza degli agrumi e una nota fruttata vibrante in un equilibrio netto, pulito, diretto. Non è solo un esercizio estetico. È una costruzione millimetrica di consistenze e contrasti. Ingredienti (per 4 sfere) Per il polpo 1 polpo da circa 1 kg Acqua q.b. Per il riso 200 g riso giapponese Koshihikari 220 ml acqua 1 cucchiaio salsa di soia 1 cucchiaio salsa teriyaki Per il gel di lamponi 150 g lamponi freschi 2 g agar agar Per le finiture Pomata all’arancia Pomata al limone Maionese alla barbabietola La mia tecnica, il mio equilibrio Il polpo: rispetto della materia prima Per me il polpo deve rimanere morbido, succoso, mai stressato. Porto l’acqua a ebollizione e lo immergo per 2–3 volte, così i tentacoli si arricciano naturalmente. Poi abbasso la fiamma e lo lascio cuocere dolcemente per circa 40–50 minuti. Lo faccio sempre raffreddare nella sua acqua: è un passaggio fondamentale per mantenere struttura e umidità. Una volta freddo, allineo i tentacoli su pellicola alimentare creando una base compatta. È il guscio marino della mia sfera. Il riso Koshihikari: precisione e setosità Scelgo il riso Koshihikari perché ha una consistenza unica: compatta ma elegante, setosa al morso. Lo lavo con cura finché l’acqua non diventa limpida. Lo cuocio con 220 ml di acqua per circa 12 minuti e lo lascio riposare coperto per 10 minuti. Lo condisco ancora caldo con salsa di soia e teriyaki. Voglio che assorba profumo e umami in profondità. Questo riso è il cuore della sfera: tiene la forma ma rimane delicato. Il gel di lamponi: la tensione acida Frullo e filtro i lamponi, aggiungo l’agar agar e porto a bollore per un minuto. Una volta raffreddato, frullo di nuovo per ottenere un gel liscio e brillante. Mi serve come contrasto. L’acidità deve essere precisa, mai invasiva. È la lama che attraversa la sapidità marina e la dolcezza naturale del polpo. La costruzione Distribuisco il riso sopra i tentacoli già stesi. Con la pellicola chiudo dai quattro lati e compatto delicatamente fino a ottenere una sfera perfetta. Non bisogna forzare: la pressione deve essere controllata, quasi accompagnata. Lascio riposare in frigorifero 15 minuti per stabilizzare la struttura. L’impiattamento: pulizia e identità Sul piatto creo pochi segni, ma decisi: 2 punti di pomata all’arancia 1 punto di pomata al limone 1 quenelle di maionese alla barbabietola tocchi di gel di lamponi Adagio la sfera al centro. Voglio che sia lei a parlare. Cosa voglio trasmettere La profondità del mare. La morbidezza elegante del riso. La freschezza agrumata. L’acidità brillante. Un umami persistente e avvolgente. Con questo piatto racconto la mia cucina: essenziale nella forma, intensa nel gusto. Un solo boccone può dire tutto, se costruito con rispetto, tecnica e sensibilità. .

L’inverno non è una stagione di letargo, ma una pressione biologica che mette alla prova le nostre barriere. Quando le temperature crollano, il corpo aumenta la richiesta di protezione cellulare: è qui che entra in gioco l’acido ascorbico .La natura, con precisione millimetrica, ci offre frutti carichi di questa sostanza proprio perché il freddo accelera l'ossidazione dei tessuti e indebolisce le membrane. La Scienza del Benessere: Lo Scudo Invisibile Scientificamente, la Vitamina C è un cofattore essenziale per la prolina idrossilasi, l'enzima che stabilizza il collagene. Senza di essa, pelle e mucose perdono elasticità e resistenza contro il gelo. Agendo come "donatore di elettroni", neutralizza i radicali liberi e potenzia l'assorbimento del ferro, trasformando la stanchezza invernale in energia biodisponibile. È una strategia di sopravvivenza: mangiamo la luce per ricalibrare la nostra chimica interna. Sinergie nel Piatto: Tre Scelte Semplici e Quotidiane Per tradurre la teoria in benessere reale, ecco tre abbinamenti immediati e facili da replicare in cucina con ingredienti accessibili: • L’Energia del Mare: Insalata di Spinaci Novelli, Kiwi e Sgombro. Lo sgombro apporta Omega-3 e proteine, mentre il kiwi garantisce la Vitamina C necessaria a triplicare l'assorbimento del ferro degli spinaci. Un mix rapido per la luminosità del viso. • Il Classico Rivisitato: Tagliata di Pollo al Limone con Finocchi e Arance. Il pollo è una fonte proteica leggera. L'abbinamento con il succo di limone a crudo e le arance funge da catalizzatore anti-age, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo. • Il Benessere in un Panino: Pane Integrale con Hummus di Ceci, Peperoni Crudi e Prezzemolo. I ceci offrono proteine vegetali. Il peperone e il prezzemolo tritato fresco stimolano la produzione di collagene, rendendo questo spuntino un vero elisir di bellezza strutturale. La Chiusura: Il Rituale del Sé Il vero benessere invernale non risiede in un integratore, ma nel rituale della freschezza. Scegliere un agrume colto al mattino o un ortaggio crudo significa nutrire non solo il corpo, ma anche la propria autostima. La bellezza autentica nasce da questa consapevolezza: siamo ciò che proteggiamo. Prendetevi cura della vostra "architettura" interna e il freddo diventerà solo uno splendido scenario. Il Punto di Gemma: Scegliere la stagionalità è un’alleanza strategica. La Vitamina C è il sole in dispensa per accendere i mesi più bui e nutrire la nostra bellezza dall'interno.


