PRUNELLA EMMA, DIRETTORE EVENTI FIPPA, PARLA DELLA MISSIONE 2026 E DEL CONVEGNO “IL PANE DEL FUTURO”
Maria Giovanna Labruna • 18 gennaio 2026
Prunella Emma, direttore eventi della FIPPA (Federazione Italiana Panificatori e Produttori Alimentari), ha illustrato l’importanza strategica della Federazione nel panorama agroalimentare nazionale e internazionale, sottolineando i progetti e le iniziative previsti per il 2026.

“Il nostro impegno – ha spiegato Emma – è quello di rappresentare e valorizzare l’intero settore della panificazione, promuovendo innovazione, sostenibilità e qualità. La missione della FIPPA per il 2026 si concentra sull’educazione, sulla ricerca tecnologica e sulla valorizzazione delle eccellenze italiane, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle nostre aziende nel contesto globale”.
Particolare attenzione è stata dedicata al convegno “Il Pane del Futuro”, evento di punta del calendario FIPPA. “Questo incontro non sarà solo un momento di confronto tra esperti, ma una piattaforma di innovazione e divulgazione – ha proseguito Emma. – Parleremo delle nuove tecniche produttive, delle tendenze di consumo, dell’importanza della filiera corta e della sostenibilità ambientale, senza dimenticare la tradizione che rende unico il nostro pane”.
Emma ha inoltre evidenziato il ruolo della Federazione come punto di riferimento per i professionisti del settore: “La FIPPA non è solo un’associazione di categoria, ma un vero e proprio motore culturale e formativo. Attraverso corsi, workshop e convegni, accompagniamo i panificatori italiani verso una crescita costante, garantendo standard elevati di qualità e innovazione”.
Concludendo l’intervista, il direttore eventi ha ribadito come la Federazione si impegni a consolidare la reputazione internazionale del pane italiano, unendo tradizione, innovazione e sostenibilità per costruire il futuro del settore.

Giorilli ha presentato il suo nuovo libro, il più personale della sua carriera, in cui intreccia la vita professionale e le passioni personali, dal ciclismo ai viaggi, fino all’innovazione continua nel mondo del pane. Dopo anni di testi dedicati a ricette e tecniche, il maestro condivide un racconto intimo e riflessivo, svelando che il vero segreto del successo risiede nella capacità di formarsi senza mai fermarsi. Accanto a lui, Antonio Giaccoli ha sottolineato il valore della formazione come pilastro della crescita professionale e della qualità nel settore della pizza. Il presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC ha illustrato il ruolo dell’Accademia Pizza DOC nella valorizzazione dei talenti e nella diffusione della cultura artigianale, confermando come studio, aggiornamento e pratica siano fondamentali per eccellere in un mercato in continua evoluzione. L’incontro ha messo in luce un filo comune tra pane e pizza: passione, innovazione e formazione costante come chiavi del successo nel food contemporaneo. Un dialogo che ha celebrato l’arte del fare bene, l’importanza di continuare a imparare e il futuro di due mondi simbolo dell’eccellenza italiana..

Oggi si celebra in tutto il mondo il World Pizza Day, una giornata dedicata a uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana. La data non è casuale: coincide con la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei fornai e dei pizzaioli, figura da sempre legata al fuoco, elemento centrale nell’arte bianca. Questa ricorrenza è l’occasione per rendere omaggio all’arte del pizzaiolo napoletano, una tradizione tramandata di generazione in generazione che nel 2017 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un traguardo che ha sancito il valore culturale, sociale e identitario di un mestiere che unisce tecnica, passione e creatività. La pizza non è soltanto un alimento, ma un linguaggio universale capace di raccontare storie di territorio, convivialità e condivisione. Dal gesto dell’impasto alla cottura nel forno a legna, ogni fase rappresenta un sapere antico che continua a evolversi, mantenendo salde le proprie radici. Il World Pizza Day diventa così un momento di celebrazione collettiva, un invito a riconoscere e valorizzare una tradizione che ha conquistato il mondo, restando profondamente legata alla sua origine: Napoli, culla di un’arte che è oggi patrimonio di tutti.e
Un evento che ha unito tecnica, tradizione e racconto del territorio, ponendo al centro l’arte della pizza napoletana e la qualità delle farine come elementi fondanti dell’eccellenza italiana. La dimostrazione, realizzata in collaborazione con Matteo del Vescovo e l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) , ha offerto al pubblico un momento di approfondimento sulla maestria dei pizzaioli e sull’importanza delle materie prime, ribadendo come il risultato finale sia frutto di conoscenza, esperienza e rispetto delle regole della tradizione. Tra i protagonisti della giornata, Leonardo Spadoni, figlio del presidente di Libero Spadoni e rappresentante della terza generazione della famiglia, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel coniugare innovazione e rispetto della tradizione, confermando la centralità della ricerca e della qualità nel mercato delle farine speciali. A suggellare l’incontro, il Dott. Roberto Zalambani, Presidente dell’Unione Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca ed Energie (ARGA – UNARGA), insieme al giornalista Stefano Buganelli, ha consegnato la copertina originale de “ Il Molino del 1907”. Un gesto dal forte valore simbolico, che richiama oltre un secolo di storia, passione e cultura molitoria, rappresentando il legame profondo tra memoria, impresa e identità agroalimentare italiana. L’evento ha rappresentato un autentico momento di fusione tra cultura agroalimentare e tradizione culinaria, confermando il ruolo del Sigep come spazio di dialogo tra filiere, saperi e generazioni. Ancora una volta, l’Italia si racconta attraverso le sue eccellenze: farine di qualità, pizza napoletana e una storia che continua a rinnovarsi nel segno della tradizione.

Sigep World 2026 inaugura la sua nuova edizione con un segnale chiaro di forza e maturità, confermandosi come appuntamento centrale per il foodservice italiano e internazionale. La manifestazione si presenta sempre più come una piattaforma evoluta, capace di coniugare tradizione artigianale, innovazione tecnologica e nuove dinamiche di mercato, attirando operatori, istituzioni e professionisti da tutto il mondo. Presente all’inaugurazione, La Gazzetta del Food ha raccolto le voci dei protagonisti che hanno segnato l’avvio dell’evento. Al centro del dibattito, il ruolo strategico di Sigep World nel raccontare l’eccellenza italiana in chiave contemporanea, valorizzando il cibo non solo come prodotto economico, ma come espressione culturale e identitaria del made in Italy. In questo contesto si inserisce l’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale , che ha sottolineato come Sigep rappresenti oggi molto più di una fiera di settore. L’evento diventa infatti promotore attivo della cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO, rafforzando il legame tra tradizione gastronomica, filiere produttive e futuro sostenibile del comparto. Un riconoscimento che amplia la portata culturale della manifestazione e ne consolida il valore a livello internazionale. L’edizione 2026 segna così un’evoluzione chiara: Sigep World non è solo esposizione e innovazione tecnologica, ma luogo di confronto, visione e valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano, capace di dialogare con i mercati globali senza perdere la propria identità. A rafforzare ulteriormente il profilo culturale e professionale della manifestazione è la presenza di Iginio Massari , simbolo della pasticceria italiana nel mondo. Ai microfoni de La Gazzetta del Food, il Maestro ha rivolto un invito diretto a professionisti e appassionati a vivere il SIGEP come spazio di ispirazione e crescita. All’interno di uno spazio esclusivo, Massari presenterà “Le macchine che ho sempre sognato”: strumenti pensati per unire il rigore della tradizione artigianale con l’innovazione tecnologica, anticipando le tendenze future del settore. La partecipazione di Massari incarna perfettamente lo spirito di Sigep World 2026: un dialogo continuo tra sapere artigiano, ricerca, tecnologia e visione internazionale. L’apertura della manifestazione conferma così il passaggio definitivo da fiera a hub di idee, competenze e relazioni, capace di interpretare le trasformazioni del foodservice e di proiettare le filiere italiane in una dimensione sempre più globale.

Oltre il Mito: La Biologia del Tempo. L’umanità ha sempre inseguito il sogno dell'eterna giovinezza, dai racconti sulla Fonte della Giovinezza alle moderne bio-tecnologie. Tuttavia, nel 2026, la scienza ha cambiato paradigma: non cerchiamo più un elisir magico, ma la comprensione dei meccanismi cellulari. Invecchiare è un processo biologico di ossidazione e infiammazione che possiamo influenzare attivamente attraverso le nostre scelte quotidiane. Il Paradosso del Piatto: Nutrizione in un Mondo Inquinato. Oggi il dilemma non è solo cosa mangiare, ma come districarsi in un ambiente contaminato. Ricercatori di fama come il Prof. Valter Longo e il Prof. Franco Berrino hanno dimostrato che il cibo invia segnali precisi al nostro DNA, ma la purezza totale è un miraggio. Il Dilemma del Pesce: Sebbene ricco di Omega-3, il pesce oggi porta con sé il peso delle microplastiche. La strategia scientifica suggerisce di puntare sul pesce azzurro di piccola taglia (alici, sarde), che avendo un ciclo di vita breve accumula meno tossine rispetto ai grandi predatori. La Questione Carne: Oltre ai residui di allevamento, la carne rossa stimola l'ormone mTOR, noto per accelerare l'invecchiamento. La scienza moderna ne consiglia un uso estremamente sporadico. La Soluzione nelle Piante: I legumi e i cereali integrali emergono come le fonti proteiche più "pulite" e protettive, pilastri fondamentali delle popolazioni più longeve della terra. Le Lezioni delle Zone Blu: Stress e Comunità. Le Zone Blu, dalla Sardegna a Okinawa, ci insegnano che la longevità non abita solo nel piatto. La vera giovinezza risiede nella capacità di gestire lo stress. La scienza della PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) conferma che il cortisolo alto accorcia i telomeri, le estremità dei nostri cromosomi. I centenari combattono questo processo non con i farmaci, ma con il senso di comunità, il movimento naturale e uno scopo di vita definito (Ikigai). Decalogo Pratico per una Giovinezza Sostenibile: 1. Scegli il "Piccolo"; 2. Proteine Vegetali; 3. Ritmo 12/12; 4. Supporto Epatico; 5. Movimento Organico; 6. Igiene Mentale; 7. Grassi Protettivi; 8. Taglia gli Zuccheri; 9. Idratazione Profonda; 10. Vivi con Scopo. L'eterna giovinezza nel 2026 è un concetto di resilienza biologica. In un pianeta complesso e spesso inquinato, restare giovani significa dare al corpo il tempo di ripararsi e la qualità nutritiva necessaria per non infiammarsi. La longevità è un'arte che si coltiva ogni giorno, bilanciando scienza, tavola e serenità .



