La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci

La Redazione • 1 ottobre 2020

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50 Top Pizza 2020: vincono I Masanielli di Francesco Martucci 

La migliore pizza del mondo? Si trova a pochi passi dalla Reggia di Caserta, in una pizzeria il cui nome è già un programma: I Masanielli. 
E' Francesco Martucci, a pochi passi dall'apertura di due nuove avventure tra cui la Pizza Farm in Puglia, ad aggiudicarsi il primo posto della Guida 50 Top Pizza 2020. Guida che, arrivata quest'anno alla quarta edizione si veste di abiti totalmente Covid free e ,messe da parte per un anno le assi del palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli si è spostata online con la conduzione di Federico Quaranta. 
50 Top Pizza 2020: vincono I Masanielli di Francesco Martucci 
Una classifica ripensata per questo anno particolare ma con l'acceleratore ben pigiato sulle novità, che evidenziano un lavoro ben pensato e calibrato - quello dei curatori Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro - e un consapevole investimento sul digitale. 
Oltre alla presentazione di 50 Top Europa, che ha visto trionfare per il secondo anno consecutivo Ciro Salvo con la sua 50 Kalò London. 
Su 50 pizzerie considerate eccellenti, solo 14 sono in Campania. 
La classifica 50 Top Pizza 2020 
1 Pizzeria I Masanielli di Francesco Martucci - Caserta (CE) - Pastificio Di Martino Award Pizza dell'anno per Futuro di marinara 
2 Pepe in grani - Caiazzo (CE) 
La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci
3 I Tigli - San Bonifacio (VR) - Latteria Sorrentina Award Pizzaiolo dell'anno 
La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci
4 50 Kalò - Napoli - Prosecco Award Miglior carta dei vini 
5 La Notizia 94 - Napoli - Solania Award Margherita dell'anno 
6 Fratelli Salvo - Napoli - Latteria Sorrentina Award Miglior servizio di sala 
7 Seu Pizza Illuminati - Roma - D'Amico Award Pizza dolce dell'anno per Pizza Colada 
8 Dry Milano - Milano - Olitalia Award Miglior Pasticceria 
9 'O Scugnizzo - Arezzo - San Pellegrino e Acqua Panna Award Giovane pizzaiolo dell'anno a Gennaro Police
10 Le grotticelle - Caggiano (Sa) - Solania Award Innovazione e sostenibilità ambientale 
11 Apogeo - Pietrasanta (LU) - Birrificio Fratelli Perrella Award Migliore carta delle birre 
12 La gatta mangiona - Roma 
13 Patrick Ricci Terra Grandi ed Esplorazione - San Mauro Torinese (TO) 
14 Sbanco - Roma 
15 Le follie di Romualdo - Firenze  
16 Fandango - Potenza 
17 Crosta - Milano - Latteria Sorrentina Award Best Format dell'anno
18 I Quintili - Roma - Solania Award Novità dell'anno
19 Grigoris - Mestre (Ve)
20 10 Diego Vitagliano - Napoli 
21 Pizzeria Da Lioniello - Succivo (CE)
22 Sirani - Bagnolo Mella (BS)
23 Carlo Sammarco 2.0 - Frattamaggiore (NA) - Pastificio Di Martino Award Miglior frittatina di pasta 
24 Enosteria Lipen - Triuggio (MB) 
25 Pizzeria da Ezio - Alano di Piave 
26 Giangi pizza e ricerca - Arielli (CH) - Birrificio Fratelli Perrella Award Miglior carta degli oli extravergine di oliva
27 Cocciuto - Milano
28 Pupillo pura pizza - Priverno (LT)
29 Ristorante pizzeria Ciarly - Napoli - D'Amico Award Performance dell'anno 
30 Framento - Cagliari 
31 Frumento - Acireale (CT) - Olitalia Award Miglior proposta di fritti
32 Officine del cibo - Sarzana (SP)
33 I Masanielli di Sasà Martucci - Caserta
34 La braciere - Palermo
35 Antica Friggitoria La Masardona - Napoli
36 Le Parule - Ercolano
37 Pizzeria Panetteria Bosco - Tempio Pausania (SS)
38 400 Gradi - Lecce
39 Piccola Piedigrotta - Reggio Emilia
40 Casa Vitiello - Tuoro (CE)
41 La ventola - Rosignano Marittima (LI)
42 Giotto Pizzeria Bistrot - Firenze
43 Gusto divino - Saluzzo (CN)
44 Pizzeria 450° Pizza e Fritti di Gianfranco Iervolino - Pomigliano d’Arco
45 L’osteria di birra del borgo - Roma
46 Pizzeria Gigi Pipa - Este (PD)
47 Pizzeria Mamma Rosa - Ortezzano
48 La cascina dei sapori - Rezzato (BS)
49 Battil’oro - Querceta (LU)
50 Concettina ai Tre Santi - Napoli

 
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C’è un cuore verde che batte nella terra vulcanica di Acerra, un simbolo gastronomico che racchiude storia, identità e tradizione: è la Mammarella, il carciofo che da secoli rappresenta l’orgoglio agricolo del territorio acerrano. La leggenda affonda le radici nella mitologia greca. Si narra che Zeus, ferito dal rifiuto della ninfa Cynara, la trasformò in una pianta spinosa dal cuore tenero e dolce: il carciofo. Ma se il mito appartiene agli dèi, la sua consacrazione terrena avviene nella fertile Campania Felix, dove il terreno vulcanico ha dato vita a una varietà unica per consistenza, sapore e delicatezza. Ad Acerra, infatti, nasce la Mammarella, definita da molti “l’oro verde” della città. Coltivata nella Valle del Lagno grazie ai sedimenti minerali lasciati nei secoli dal Vesuvio, questa eccellenza agricola si distingue per la polpa morbida, il gusto dolce e l’assenza quasi totale di spine. Già nel Settecento, i cronisti celebravano i celebri “Carciofi di Castello”, apprezzati per la loro imponenza e destinati alle tavole nobiliari. Dietro ogni Mammarella c’è il lavoro silenzioso delle famiglie contadine acerrane, custodi di una tradizione tramandata di generazione in generazione. La coltivazione segue ancora rituali antichi: dalla selezione manuale dei carducci fino al trapianto dei polloni della pianta madre, ogni gesto conserva intatto il patrimonio genetico e culturale di questo straordinario prodotto della terra. Ma è nel mese di maggio che la Mammarella diventa protagonista assoluta della vita cittadina. Tradizionalmente preparata sulla fornacella, farcita con aglio, prezzemolo e pepe e cotta lentamente sulla brace, oggi vive una nuova stagione di gloria grazie alla crescente fama di Acerra come capitale della Pizza d’Autore. Per tutto il mese, infatti, le pizzerie cittadine dedicano alla Mammarella creazioni esclusive che reinterpretano il carciofo in chiave contemporanea. Dalle vellutate utilizzate come base alle brattee croccanti fritte, fino ai cuori stufati serviti come elemento centrale della pizza, nasce così “La Pizza alla Mammarella”, diventata ormai un vero rito gastronomico collettivo. Il connubio con la provola di bufala e l’olio extravergine locale esalta le caratteristiche di questo prodotto unico, trasformando ogni assaggio in un’esperienza che racconta il territorio attraverso i sapori. Passeggiare per Acerra nel mese di maggio significa lasciarsi guidare dal profumo delle braci accese e delle pizze appena sfornate, scoprendo una tradizione che continua a rinnovarsi senza perdere autenticità. La Mammarella non è soltanto un prodotto agricolo: è memoria, cultura e identità di una comunità che, attraverso il cibo, custodisce il proprio passato guardando al futuro.
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