L'eterna giovinezza e il nuovo codice della longevità tra scienza e mitologia
Gemma Caruso • 13 gennaio 2026
Oltre il Mito: La Biologia del Tempo. L’umanità ha sempre inseguito il sogno dell'eterna giovinezza, dai racconti sulla Fonte della Giovinezza alle moderne bio-tecnologie. Tuttavia, nel 2026, la scienza ha cambiato paradigma: non cerchiamo più un elisir magico, ma la comprensione dei meccanismi cellulari. Invecchiare è un processo biologico di ossidazione e infiammazione che possiamo influenzare attivamente attraverso le nostre scelte quotidiane.
Il Paradosso del Piatto: Nutrizione in un Mondo Inquinato.
Oggi il dilemma non è solo cosa mangiare, ma come districarsi in un ambiente contaminato. Ricercatori di fama come il Prof. Valter Longo e il Prof. Franco Berrino hanno dimostrato che il cibo invia segnali precisi al nostro DNA, ma la purezza totale è un miraggio. Il Dilemma del Pesce: Sebbene ricco di Omega-3, il pesce oggi porta con sé il peso delle microplastiche. La strategia scientifica suggerisce di puntare sul pesce azzurro di piccola taglia (alici, sarde), che avendo un ciclo di vita breve accumula meno tossine rispetto ai grandi predatori. La Questione Carne: Oltre ai residui di allevamento, la carne rossa stimola l'ormone mTOR, noto per accelerare l'invecchiamento. La scienza moderna ne consiglia un uso estremamente sporadico. La Soluzione nelle Piante: I legumi e i cereali integrali emergono come le fonti proteiche più "pulite" e protettive, pilastri fondamentali delle popolazioni più longeve della terra. Le Lezioni delle Zone Blu: Stress e Comunità. Le Zone Blu, dalla Sardegna a Okinawa, ci insegnano che la longevità non abita solo nel piatto. La vera giovinezza risiede nella capacità di gestire lo stress. La scienza della PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) conferma che il cortisolo alto accorcia i telomeri, le estremità dei nostri cromosomi. I centenari combattono questo processo non con i farmaci, ma con il senso di comunità, il movimento naturale e uno scopo di vita definito (Ikigai).
Decalogo Pratico per una Giovinezza Sostenibile: 1. Scegli il "Piccolo"; 2. Proteine Vegetali; 3. Ritmo 12/12; 4. Supporto Epatico; 5. Movimento Organico; 6. Igiene Mentale; 7. Grassi Protettivi; 8. Taglia gli Zuccheri; 9. Idratazione Profonda; 10. Vivi con Scopo.
L'eterna giovinezza nel 2026 è un concetto di resilienza biologica. In un pianeta complesso e spesso inquinato, restare giovani significa dare al corpo il tempo di ripararsi e la qualità nutritiva necessaria per non infiammarsi. La longevità è un'arte che si coltiva ogni giorno, bilanciando scienza, tavola e serenità .
Un evento che ha unito tecnica, tradizione e racconto del territorio, ponendo al centro l’arte della pizza napoletana e la qualità delle farine come elementi fondanti dell’eccellenza italiana. La dimostrazione, realizzata in collaborazione con Matteo del Vescovo e l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) , ha offerto al pubblico un momento di approfondimento sulla maestria dei pizzaioli e sull’importanza delle materie prime, ribadendo come il risultato finale sia frutto di conoscenza, esperienza e rispetto delle regole della tradizione. Tra i protagonisti della giornata, Leonardo Spadoni, figlio del presidente di Libero Spadoni e rappresentante della terza generazione della famiglia, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel coniugare innovazione e rispetto della tradizione, confermando la centralità della ricerca e della qualità nel mercato delle farine speciali. A suggellare l’incontro, il Dott. Roberto Zalambani, Presidente dell’Unione Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca ed Energie (ARGA – UNARGA), insieme al giornalista Stefano Buganelli, ha consegnato la copertina originale de “ Il Molino del 1907”. Un gesto dal forte valore simbolico, che richiama oltre un secolo di storia, passione e cultura molitoria, rappresentando il legame profondo tra memoria, impresa e identità agroalimentare italiana. L’evento ha rappresentato un autentico momento di fusione tra cultura agroalimentare e tradizione culinaria, confermando il ruolo del Sigep come spazio di dialogo tra filiere, saperi e generazioni. Ancora una volta, l’Italia si racconta attraverso le sue eccellenze: farine di qualità, pizza napoletana e una storia che continua a rinnovarsi nel segno della tradizione.

Sigep World 2026 inaugura la sua nuova edizione con un segnale chiaro di forza e maturità, confermandosi come appuntamento centrale per il foodservice italiano e internazionale. La manifestazione si presenta sempre più come una piattaforma evoluta, capace di coniugare tradizione artigianale, innovazione tecnologica e nuove dinamiche di mercato, attirando operatori, istituzioni e professionisti da tutto il mondo. Presente all’inaugurazione, La Gazzetta del Food ha raccolto le voci dei protagonisti che hanno segnato l’avvio dell’evento. Al centro del dibattito, il ruolo strategico di Sigep World nel raccontare l’eccellenza italiana in chiave contemporanea, valorizzando il cibo non solo come prodotto economico, ma come espressione culturale e identitaria del made in Italy. In questo contesto si inserisce l’intervento del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale , che ha sottolineato come Sigep rappresenti oggi molto più di una fiera di settore. L’evento diventa infatti promotore attivo della cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO, rafforzando il legame tra tradizione gastronomica, filiere produttive e futuro sostenibile del comparto. Un riconoscimento che amplia la portata culturale della manifestazione e ne consolida il valore a livello internazionale. L’edizione 2026 segna così un’evoluzione chiara: Sigep World non è solo esposizione e innovazione tecnologica, ma luogo di confronto, visione e valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano, capace di dialogare con i mercati globali senza perdere la propria identità. A rafforzare ulteriormente il profilo culturale e professionale della manifestazione è la presenza di Iginio Massari , simbolo della pasticceria italiana nel mondo. Ai microfoni de La Gazzetta del Food, il Maestro ha rivolto un invito diretto a professionisti e appassionati a vivere il SIGEP come spazio di ispirazione e crescita. All’interno di uno spazio esclusivo, Massari presenterà “Le macchine che ho sempre sognato”: strumenti pensati per unire il rigore della tradizione artigianale con l’innovazione tecnologica, anticipando le tendenze future del settore. La partecipazione di Massari incarna perfettamente lo spirito di Sigep World 2026: un dialogo continuo tra sapere artigiano, ricerca, tecnologia e visione internazionale. L’apertura della manifestazione conferma così il passaggio definitivo da fiera a hub di idee, competenze e relazioni, capace di interpretare le trasformazioni del foodservice e di proiettare le filiere italiane in una dimensione sempre più globale.

Mi presento: sono Rosalba Marte, executive chef del ristorante Plistia di Pescasseroli e anima creativa di Alba Marte Eventi. Una chef del mondo, per vocazione e per scelta, che ha fatto della cucina la propria vita. Questa rubrica nasce dal desiderio di condividere molto più di semplici ricette. È uno spazio dedicato alla cucina come emozione, memoria e condivisione, dove ogni piatto racconta una storia, ogni profumo riporta a casa e ogni sapore diventa un gesto d’amore. Un viaggio tra tradizione e creatività, tra ricette di famiglia, eventi, esperienze vissute e momenti che uniscono le persone attorno a una tavola. Con la conclusione delle festività natalizie, abbiamo salutato questo periodo speciale con la Befana, celebrando insieme a tanti bambini un momento di gioia, sorrisi e profumi avvolgenti. Protagonista assoluta della giornata è stata una delle mie creazioni più amate: la crostata di mele alla cannella, un dolce che racconta semplicità, tradizione e calore familiare. La cucina, per me, non è solo tecnica o creatività: è vita vissuta, è ricordo, è condivisione sincera. Ogni ricetta nasce dal desiderio di regalare un’esperienza, e questa crostata ne è l’esempio perfetto. Un dolce che profuma di casa, capace di unire grandi e piccoli intorno a un morso autentico. Seguitemi in questo percorso: attraverso questa rubrica condividerò nuove ricette, progetti ed eventi, continuando un viaggio fatto di sapori veri, emozioni e passione. Ricetta – Crostata di mele alla cannella di Alba Marte Ingredienti Per la frolla 250 g di burro a pomata 300 g di zucchero 3 uova intere 700 g di farina 1 bustina di lievito per dolci Per la farcia 500 g di crema pasticcera 5 mele tagliate a pezzetti 200 g di zucchero Succo di 1 limone 1 cucchiaino di cannella Procedimento Preparare la frolla lavorando il burro a pomata con lo zucchero. Unire le uova e successivamente la farina setacciata con il lievito, fino a ottenere un impasto omogeneo. Stendere la maggior parte dell’impasto in una teglia da 28 cm, tenendo da parte una porzione di frolla. Per la farcia, cuocere le mele in padella con lo zucchero, il succo di limone e la cannella per circa 15 minuti. Lasciare raffreddare, quindi unirle delicatamente alla crema pasticcera. Versare il composto di mele e crema sulla base di frolla, sbriciolare sopra l’impasto restante e infornare in forno statico a 170°C per circa 45 minuti. Lasciare raffreddare prima di servire. Perché la cucina è vita, è passione, è condivisione. E ogni dolce racconta una storia.

Dopo le feste siamo tutti alla ricerca di qualcosa di miracoloso che ci aiuti a ripartire. E no, non parlo solo di forma fisica, ma soprattutto di ritrovare entusiasmo, energia e gioia. Gennaio porta con sé freddo, giornate grigie e poca luce: elementi che spesso spengono anche il nostro umore. Per molti la soluzione sembra essere una corsa agli integratori “a go go”. Ma non è sempre la risposta giusta. Certo, se il nostro corpo lo richiede, a causa di stanchezza persistente, carenze evidenziate da esami o situazioni specifiche, è corretto affidarsi al consiglio di un medico. Diversamente, assumere integratori senza una reale necessità non è la strada migliore. Esistono metodi più gentili e naturali per ritrovare equilibrio e benessere. Prima di tutto una buona alimentazione, fatta di cibi veri e sani. Poi il riposo, spesso sottovalutato, e un movimento adeguato, anche semplice come una camminata quotidiana. A questo si aggiungono pratiche come la meditazione, il concedersi pause di piacere come un caffè, una tisana, una chiacchierata, una passeggiata o un pomeriggio di shopping con le amiche. E poi c’è il potere dei colori. Indossare tonalità “vitaminiche” può influenzare positivamente il nostro stato d’animo. Il giallo, simbolo di ottimismo e gioia; l’arancione, che stimola creatività ed entusiasmo; il verde, colore della natura e della rinascita; il rosso, energia pura e passione. Integrare nella vita quotidiana gentilezza, consapevolezza, cura di sé e colore è un atto semplice ma potente. Perché, in fondo, siamo anche i colori che scegliamo di indossare ogni giorno.

Il 2026 segna un cambiamento epocale nelle abitudini legate alla festa della Befana. Sempre più famiglie italiane optano per preparare in casa dolci e leccornie da donare: tortini al cioccolato, cupcake, croccanti artigianali, frolle ricoperte di cioccolato e frutta secca caramellata. Un vero tripudio di creatività e gusto, pronto a riempire le calze dei più piccoli e non solo. Dietro questa tendenza ci sono diversi fattori determinanti: il caro vita, che porta a preferire prodotti fatti in casa rispetto a confezioni sempre più costose e spesso ingannevoli; il desiderio di gustare prodotti genuini e caserecci; un cambiamento nello stile di vita alimentare; e il recente riconoscimento dell’Italia da parte dell’UNESCO, che ha sensibilizzato alla riscoperta delle specialità locali. Inoltre, il fatto che il 6 gennaio cada di martedì favorisce le preparazioni domestiche, offrendo tempo per dedicarsi alla famiglia prima del ritorno al lavoro. Questi elementi favoriscono non solo la creatività culinaria, ma anche il momento di unione familiare e la consapevolezza che il vero valore del cibo sta nell’amore e nella cura con cui viene preparato. Anche se il risultato finale non sarà sempre perfetto, i dolci fatti in casa hanno la capacità unica di scaldare il cuore, rendendo più dolci anche le prime fredde giornate di gennaio. Chef Gregori Nalon – Cooking Strategist

Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, in tutta Italia le famiglie si riuniscono intorno alla tavola per celebrare la Befana. Dal Nord al Sud, ogni regione custodisce piatti e dolci che raccontano storie antiche e sapori unici. Scopriamo insieme come si festeggia a tavola, regione per regione. Il Pranzo della Befana in Italia: un percorso tra tradizione e gusto L’Epifania segna la chiusura delle feste natalizie, ma porta con sé una tradizione culinaria che cambia da regione a regione. Dalla minestra ricca del Nord ai dolci fragranti del Sud, ogni tavola riflette la storia e i prodotti locali. Nord Italia Piemonte e Lombardia: Qui la tradizione è legata ai piatti della montagna e alla cucina contadina. Non mancano bolliti, cotechini e zampone, accompagnati da lenticchie, simbolo di prosperità per il nuovo anno. Veneto e Friuli-Venezia Giulia: Sul tavolo non può mancare il pane speziato e i dolci tipici come le galani (chiacchiere) o il pinza, un dolce rustico a base di frutta secca e fichi. Trentino-Alto Adige: La Befana porta piatti sostanziosi come i canederli e zuppe di verdure invernali, spesso accompagnati da vin brulé e miele. Centro Italia Toscana: Il pranzo della Befana è semplice ma ricco di gusto: zuppe di legumi, cavolo nero e la famosa crostata di marmellata per i più piccoli. Lazio: Tra piatti rustici e dolci natalizi, spiccano le frittelle di riso e i dolcetti di mandorle, accompagnati da un bicchiere di vino locale. Umbria e Marche: La tradizione vuole zuppe calde a base di legumi e carne, con dolci tipici come il panpepato, un dolce speziato che richiama i sapori del Natale. Sud Italia e Isole Campania: La Befana porta dolci come le struffoli, palline di pasta fritta immerse nel miele e decorate con confettini colorati, insieme a piatti di carne e verdure di stagione. Puglia: Le famiglie preparano focacce dolci e salate, accompagnate da calzoni ripieni e dolcetti alle mandorle. Sicilia: Tra i dolci più celebri ci sono le cannole e le cartellate, mentre sulle tavole non mancano zuppe di legumi e piatti a base di carne. Sardegna: La tradizione è legata ai dolci: seadas ripiene di formaggio e miele, e altre specialità locali come il pane frattau. Dolci e simboli della Befana In tutte le regioni italiane, i dolci sono protagonisti. Caramelle, cioccolato e le immancabili calze della Befana rappresentano il momento più atteso dai bambini. Ma non solo: molti piatti del pranzo hanno un significato simbolico, come le lenticchie per la prosperità e i dolci speziati per scacciare l’inverno. Il pranzo della Befana in Italia non è solo cibo, ma un vero e proprio viaggio tra cultura, storia e tradizione. Da Nord a Sud, ogni piatto racconta una storia e regala un momento di convivialità che unisce generazioni. Così, tra zuppe calde, dolci profumati e sorrisi, la Befana continua a portare gioia sulle tavole italiane.


