Formazione, identità e appartenenza: il 2026 dell’Accademia Nazionale Pizza DOC tra corsi professionali e tradizioni simboliche
Maria Giovanna Labruna • 10 marzo 2026
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Da marzo a giugno 2026 l’Accademia Nazionale Pizza DOC rinnova il proprio impegno nella formazione professionale con un calendario strutturato di corsi dedicati all’arte bianca.

L’offerta formativa del primo semestre si sviluppa attraverso percorsi disponibili sia in presenza sia online, confermando una visione moderna e accessibile della didattica per il settore della pizza.
L’obiettivo è chiaro:
accompagnare professionisti e appassionati in un percorso di crescita tecnica e imprenditoriale, capace di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più competitivo e internazionale. Dai pizzaioli già avviati agli artigiani del gusto, fino a chi desidera trasformare la propria passione in una professione o semplicemente coltivarla a casa, i cosiddetti #pizzalovers.
Il programma 2026 propone un modello didattico strutturato che unisce teoria, pratica e visione strategica.
Cuore del progetto formativo è il Metodo Certified Quality DOC,
lo standard didattico sviluppato dall’Accademia per garantire uniformità qualitativa, rigore tecnico e aggiornamento continuo. Ogni corso è guidato da maestri pizzaioli certificati e affronta in modo approfondito le principali aree della professione: dallo studio degli impasti alla conoscenza delle materie prime, dalle tecniche di panificazione tradizionali alle metodologie contemporanee, fino agli aspetti organizzativi e gestionali del lavoro in pizzeria.
Accanto alla dimensione formativa, negli anni l’Accademia ha sviluppato anche una forte identità comunitaria. Uno dei simboli più rappresentativi di questo legame è il tatuaggio Pizza DOC,
che raffigura il logo dell’Accademia e viene spesso realizzato sulla caviglia. Oggi più di 80 persone, tra istruttori, pizzaioli e partecipanti ai corsi provenienti anche dall’estero, lo portano sulla pelle come testimonianza del percorso vissuto all’interno dell’Accademia.
La tradizione è nata quasi spontaneamente: il primo a tatuarsi il logo è stato l’istruttore e pizzaiolo Nello Di Sevo,
che ha scelto di imprimere sulla propria caviglia il simbolo dell’esperienza formativa che lo aveva profondamente segnato. Da quel momento il gesto è diventato, per molti, un rito simbolico, una dichiarazione di appartenenza alla cosiddetta “famiglia DOC”.
Durante il 10° e l’11° Campionato Mondiale Pizza DOC, questa tradizione si è trasformata in una vera iniziativa collettiva: all’interno dell’evento è stato allestito uno spazio dedicato dove i partecipanti hanno potuto tatuarsi gratuitamente il logo, rafforzando ulteriormente il senso di comunità.
Per approfondire la visione che guida il progetto formativo dell’Accademia, abbiamo intervistato il fondatore e direttore.
Intervista al Presidente Antonio Giaccoli
Qual è la visione che ha guidato la costruzione del calendario formativo 2026?
«La nostra idea è costruire un calendario sempre più orientato a formare il pizzaiolo professionista non solo sugli impasti, ma anche sulla gestione complessiva dell’attività: dalla scelta delle materie prime alla gestione degli scarti, dal food cost al marketing. L’obiettivo è creare un modello di formazione a 360 gradi, facilmente replicabile nelle diverse sedi dell’Accademia sparse nel mondo e durante le nostre missioni o consulenze all’estero.
Quest’anno, infatti, il calendario si arricchisce di tappe internazionali tra Turchia, Spagna, Polonia, Germania, Ungheria, Portogallo, Svizzera, Brasile e altri Paesi del Sud America.»
Quanto conta oggi, per un pizzaiolo professionista, investire nella formazione continua?
«Bisogna partire da un concetto molto chiaro: il lavoro del pizzaiolo è una professione a tutti gli effetti. Così come un commercialista o un avvocato si aggiornano continuamente per restare al passo con i cambiamenti, anche chi lavora nel mondo della pizza deve farlo.
Il mercato è in continua evoluzione e oggi le pizzerie stanno diventando sempre più vere e proprie esperienze gastronomiche. Le persone scelgono la pizzeria anche per vivere un percorso culinario strutturato che dialoga con la cucina. Senza basi formative solide è difficile stare al passo.
Questo, per me, è il vero significato di evoluzione della tradizione: è il concetto stesso di pizza contemporanea.»
La modalità online può garantire lo stesso livello qualitativo della formazione in presenza?
«Può sembrare sorprendente, ma oggi abbiamo quasi più corsisti online e on demand che in presenza. Questo accade sia per una questione di mobilità sia perché il formato digitale offre una grande flessibilità.
Chi segue i corsi può farlo quando vuole, rivedere le lezioni più volte e, nel caso delle sessioni live, interagire direttamente con i docenti. È un modello che permette di ampliare molto la platea dei partecipanti senza rinunciare alla qualità dei contenuti.»
Come si sta evolvendo il mercato della pizza e quali competenze saranno determinanti nei prossimi anni?
«Oggi chi sceglie questo mestiere deve essere consapevole di essere un professionista. Non basta saper fare un buon impasto: servono competenze di cucina, conoscenze di gestione, capacità di analizzare i costi e organizzare il lavoro.
Questo vale sia per il pizzaiolo imprenditore sia per chi lavora come professionista all’interno di una struttura.»
Che tipo di profilo trova maggiore beneficio nei vostri corsi: il professionista esperto o l’amatore che vuole iniziare?
«I nostri corsi sono pensati per tutti: dal principiante che vuole diventare pizzaiolo, a chi lavora già nel settore e desidera aggiornarsi, fino a chi fa la pizza a casa per passione, i cosiddetti #pizzalovers.»
Qual è il messaggio che desidera lanciare a chi è indeciso se intraprendere un percorso di formazione nel 2026?
«Il nostro claim è “Formarsi per non fermarsi”.
Il consiglio che diamo è semplice: puntare sempre sulla formazione, che sia con noi o con altre realtà. La formazione è il motore di tutto, in ogni campo professionale.»
In un settore dove qualità, tecnica e identità professionale fanno la differenza, la formazione continua rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le sfide di un mercato sempre più dinamico e internazionale.
Attraverso il calendario formativo 2026 e iniziative che rafforzano il senso di appartenenza della comunità dei pizzaioli, l’Accademia Nazionale Pizza DOC conferma il proprio ruolo come punto di riferimento per chi vuole trasformare la passione per la pizza in una professione consapevole, moderna e sempre in evoluzione.
Link per info:
www.campionatopizzadoc.it
www.accademianazionalepizzadoc.it








