Levante PROF: la FIPPA protagonista tra tradizione e innovazione
Cinzia Tattini • 9 marzo 2026
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Bari – La FIPPA – Federazione Italiana Panificatori e Affini ha avuto un ruolo centrale alla decima edizione di Levante PROF, portando in fiera eccellenza, formazione e tradizione della panificazione italiana.

La federazione ha organizzato dimostrazioni pratiche, approfondimenti e momenti di confronto con i professionisti del settore, con particolare attenzione alla produzione di focacce, crostate e altre specialità da forno.
All’interno dello spazio espositivo FIPPA, i visitatori hanno potuto osservare il Museo delle Sculture di Pane, un angolo dedicato all’arte del pane come simbolo di cultura e creatività. Un altro spazio era riservato a interviste e colloqui con i panificatori, favorendo lo scambio di esperienze e competenze tra operatori. I prodotti esposti provenivano da tutta Italia, oltre che dalla Puglia e Basilicata.
La referente eventi della federazione, Emma Prunella, si è detta soddisfatta dell’affluenza e della partecipazione, sottolineando come Levante PROF rappresenti un’occasione unica per valorizzare il lavoro artigianale dei panificatori italiani. Anche il vice presidente Leonardo Spadoni, proveniente da Roma, ha espresso grande apprezzamento per la manifestazione, confermando l’impegno della FIPPA nel promuovere qualità, innovazione e formazione. La missione della federazione, “Riportare tutti a casa”, come afferma Prunella, è finalizzata a rafforzare il legame tra produzione locale e comunità.
Con la partecipazione a Levante PROF, la FIPPA conferma il suo ruolo di riferimento nel settore, promuovendo la professionalità degli operatori, la tutela delle tradizioni e l’innovazione delle tecniche di panificazione. L’evento ha offerto agli espositori l’opportunità di far conoscere le proprie eccellenze, creare network e aggiornarsi sulle tendenze più attuali del settore Ho.Re.Ca.

Quando un prodotto nasce dalla cura, rispetta il tempo e porta con sé l’identità di una terra, ogni fetta diventa un racconto. Settembre sa di tradizione. Sa di tavole imbandite, di sapori autentici e di quei prodotti capaci di riportare alla memoria gesti antichi, custoditi e tramandati nel tempo. Tra le eccellenze selezionate da La Gazzetta del Food c’è il Prosciutto Crudo Lucanica della Soc. Coop. Agricola AGROCARNE SUD , un prodotto che racchiude nella sua essenza la cultura gastronomica lucana e una filosofia produttiva fondata sulla qualità, sulla cura e sul rispetto dei tempi naturali della stagionatura. post

Dalla Redazione Ci sono ricette che nascono dalla voglia di sperimentare e altre che raccontano una vera e propria filosofia in cucina. Il Salmone Vegetale della chef Giovanna Cuomo appartiene a entrambe le categorie: un’idea originale, colorata e sorprendente che trasforma un semplice panetto di tofu in un piatto dall’aspetto raffinato e dal gusto che richiama il mare. La barbabietola regala al tofu le sue caratteristiche sfumature rosate, mentre l’alga nori aggiunge quella nota marina che rende il risultato ancora più interessante. Piccoli accorgimenti nella lavorazione permettono inoltre di ricreare le striature e persino l’effetto della pelle del salmone. Una preparazione semplice, ma capace di stupire a tavola. E, come spesso accade nelle ricette della chef Giovanna Cuomo , è proprio la creatività a trasformare pochi ingredienti in qualcosa di speciale.

La mia interpretazione di settembre: tecnica, freschezza ed emozione racchiuse in un piatto Di Chef Giovanni Palmiero Settembre è un mese particolare. È il momento in cui l’estate lentamente lascia spazio a una nuova stagione, ma sulla tavola conserva ancora i suoi profumi, i suoi colori e la sua voglia di leggerezza.

La lampuga secondo la tradizione trapanese: pomodorini, capperi, pinoli, uvetta e una panatura leggera per un piatto che racconta la Sicilia attraverso la sua cucina più autentica. A cura della redazione de La Gazzetta del Food Ricetta della chef Hajer Aissi L’ultimo giorno di agosto è il momento perfetto per portare in tavola un piatto che abbia il sapore dell’estate e, allo stesso tempo, la profondità della memoria. Per chiudere questo mese, la redazione de La Gazzetta del Food sceglie una ricetta che nasce dal mare e dalla cultura gastronomica siciliana: il capone alla matalotta , conosciuto anche come lampuga alla matalotta . È una preparazione legata alla tradizione dei pescatori trapanesi, espressione di quella cucina marinara capace di trasformare il pescato del giorno in un piatto ricco di gusto attraverso ingredienti semplici e facilmente reperibili. Pomodoro, aglio, capperi, pinoli, uvetta, olive, erbe aromatiche e vino bianco costruiscono un condimento mediterraneo, intenso ma equilibrato, pensato per accompagnare e non sovrastare la delicatezza della lampuga. Una ricetta che nasce povera e arriva a tavola con una sorprendente eleganza. La lampuga, il pesce dell’estate mediterranea Il capone , nome con cui la lampuga è tradizionalmente conosciuta in Sicilia, è un pesce dalla carne bianca, compatta e delicata. È proprio la sua delicatezza a determinare il ritmo della preparazione. La lampuga non necessita di lunghe cotture: per conservarne morbidezza e succosità è fondamentale lavorare con temperature e tempi controllati. La chef Hajer Aissi sceglie una tecnica che unisce diverse consistenze. Prima una brevissima marinatura nell’aceto di mele, poi un velo di olio extravergine d’oliva e una panatura sottile. Il pesce viene quindi passato rapidamente sulla griglia, quel tanto che basta per rendere dorata e croccante la superficie. La cottura viene completata nel condimento, dove la lampuga assorbe lentamente i profumi del pomodoro e degli altri ingredienti. Il risultato è un piatto in cui il dolce dell’uvetta e dei pinoli dialoga con la sapidità dei capperi e delle olive, mentre la nota aromatica del basilico e quella del vino bianco regalano freschezza e profondità.

La Redazione La scelta dello Spaghettone Valdoro inserisce la ricetta nel solco della valorizzazione delle eccellenze gastronomiche italiane. Una pasta pugliese protagonista di una preparazione firmata da Gregori Nalon, chef attento alla valorizzazione della materia prima e all’equilibrio tra tecnica e immediatezza del gusto. Un’interpretazione che conferma come una grande pasta possa diventare il punto di partenza per una cucina contemporanea capace di dialogare con il territorio, con il mare e con la cultura gastronomica italiana.



