Coldiretti Puglia: “In zona arancione restrizioni per 4 milioni di pugliesi. A rischio 69 miliardi di PIL”

la redazione • 7 novembre 2020

In Puglia si produce un PIL del valore di 69 miliardi di euroia

Le misure più restrittive colpiscono 4 milioni di pugliesi che risiedono nella zona arancione, caratterizzata da ‘uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto’ per il numero di contagi registrati, con pesanti effetti sulle attività produttive che trainano l’economia regionale E’ quanto emerge dalla prima analisi di Coldiretti Puglia sull’impatto economico e sociale delle misure decise dal nuovo DPCM nelle regioni arancioni, dove sono stati disposti restrizioni stringenti che colpiscono in Puglia 4,1 milioni di persone con effetti pesanti sul PIL regionale.

In Puglia si produce un PIL del valore di 69 miliardi di euro – aggiunge Coldiretti Puglia – con importanti segmenti economici che fanno da volano ad occupazione ed investimenti, dall’industria al commercio fino all’agricoltura che in queste aree rappresenta una realtà strategica del sistema produttivo. La spesa media mensile in Puglia è di 1.996 euro a famiglia – continua Coldiretti Puglia – mentre per la spesa alimentare i pugliesi spendono 453 euro a nucleo familiare per la tavola.

“La spesa alimentare è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 nonostante che in termini percentuali si sia verificato un aumento rispetto alle altre spese. I consumi alimentari dei pugliesi fanno segnare un calo del 10% nel 2020 per effetto del crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica, mentre si sono ingenerate le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità, che vanno fermate per difendere la capacità degli pugliesi di rifornire le dispense di casa con cibo e bevande e garantire un giusto compenso agli agricoltori”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

In zona arancione sono sospese tutte le attività di ristorazione e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte degli agriturismi. E’ consentita - precisa la Coldiretti - solo la consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali.

In complesso – sottolinea Coldiretti Puglia - quasi 20000 ristoranti, bar, mense e pizzerie e gli 875 agriturismi operanti in Puglia sviluppano un fatturato annuale di oltre 5 miliardi di euro che ora è praticamente azzerato, con i pesanti effetti che si trasferiscono direttamente – conclude Coldiretti Puglia - lungo tutta la filiera a causa del taglio delle forniture di alimenti e bevande colpendo le aziende agricole ed alimentari per le quali è necessario prevedere adeguati ristori.

Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – conclude Prandini – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Per effetto della chiusura della ristorazione è a rischio – denuncia Coldiretti Puglia - un sistema agroalimentare che in Puglia è assicurato dal lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione che nel 2020 a causa dell’emergenza Covid è sostenuta dalle consegne a domicilio e dall’asporto.

“Alle limitazioni alle attività di impresa devono corrispondere in tempi stretti i sostegni economici agli agriturismi e a tutte le imprese lungo la filiera per dare liquidità ad aziende che devono sopravvivere all’emergenza Covid, oltre al deciso taglio del costo del lavoro con l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali in agricoltura protratto alla fine dell’anno e ad interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti”, conclude il presidente Muraglia.

IL LOCKDOWN DELL’ECONOMIA IN PUGLIA - ZONA ARANCIONE

 

POPOLAZIONE (milioni)                                   

4,1

PIL (miliardi di euro)

69

SPESA MENSILE/FAMIGLIA (euro)                 

                         1.996  

SPESA CIBO MESE FAMIGLIA (euro)              

453

LOCALI RISTORAZIONE                                  

19.688

AGRITURISMI

876


Fonte: elaborazione dati Coldiretti Puglia

 
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
RIMINI – Trionfo trapanese ai Campionati Italiani di Cucina 2026. Gli chef dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Trapanesi tornano a casa con un bottino di 19 medaglie, conquistate durante la prestigiosa competizione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, svoltasi nell’ambito del Beer & Food Attraction presso la Fiera di Rimini. Oltre 600 chef provenienti da tutta Italia si sono sfidati in prove ad alto tasso tecnico e creativo, trasformando la cucina in un vero palcoscenico di talento, disciplina e visione contemporanea. Tra loro, i professionisti e gli allievi trapanesi hanno saputo distinguersi in diverse categorie, confermando la solidità di un movimento gastronomico in costante crescita. Street Food d’autore: tradizione che si rinnova Nella categoria “Street Food d’autore”, il Team Trapani composto dagli chef Rocco Roberto Di Marzo, Giuseppe Peraino e Rocco Pace ha conquistato la medaglia di bronzo con una rivisitazione sorprendente della tradizionale graffa trapanese, trasformata da dolce iconico a proposta salata contemporanea, capace di coniugare memoria e innovazione. Cucina calda K1: esperienza e nuove promesse Importanti risultati anche nella categoria K1, cucina calda. Per i senior, medaglia di bronzo ad Antonino Grammatico, Sebastiano Schifano e Nicolò Pizzitola; medaglia d’argento invece per Dario Ardito e Giovanni Giammanco. Tra gli junior, argento per Manuel Manno e Vittorio Caruso; bronzo per Antonio Di Giorgi, Giuseppe Bonacasa e Constantino Baldo Gucciardo. Spicca il risultato dell’allievo Dennis Sarzana dell’I.I.S. “Ignazio & Vincenzo Florio” di Erice, capace di conquistare un bronzo nella K1 e un argento nella categoria “Miglior Allievo”, confermando talento e maturità tecnica. Pasticceria e “Ragazzi Speciali”: l’orgoglio dell’inclusione Nella categoria K2, pasticceria da ristorazione junior, medaglia di bronzo per la giovanissima Mariangela Noto. Straordinario il risultato nella categoria “Ragazzi Speciali”, dove sono arrivate due medaglie d’oro: una per l’allievo Francesco Polizzi, affiancato dalla tutor Mariangela Noto dell’I.I.S. “I & V Florio” di Erice, terzi nella graduatoria nazionale; l’altra per l’I.P.S.E.O.A. “Virgilio Titone” di Castelvetrano con gli allievi Giuseppe Ferranti e il tutor Pietro Drago. K3 vegetariana: Trapani sul tetto d’Italia Il medagliere si chiude con l’oro nella categoria K3, cucina vegetariana, conquistato da Achab Alami, sedicenne allievo del Florio di Erice, nominato Campione d’Italia cucina junior. Un risultato che premia non solo il talento individuale, ma l’intero percorso formativo. Determinante il supporto degli istituti scolastici e dei docenti, che accompagnano gli studenti in un cammino fatto di sacrificio, disciplina e passione. Un lavoro di squadra che trova nella competizione non solo un banco di prova, ma un’occasione di crescita personale e professionale. “Sono molto fiero di tutti gli chef che hanno partecipato ai Campionati – ha dichiarato il presidente dell’Associazione, Rocco Roberto Di Marzo –. Dai giovani allievi agli chef affermati, hanno dato lustro alla nostra terra e regalato emozioni straordinarie”. E aggiunge: “Al di là delle medaglie, la vera conquista è aver creato un gruppo affiatato. Anche nelle competizioni individuali, abbiamo costruito un team fondato su confronto e condivisione. Questa è la nostra grande vittoria”. I Campionati della Cucina Italiana si confermano così un appuntamento centrale nel panorama gastronomico nazionale ed europeo. E per Trapani, il 2026 segna una pagina di orgoglio collettivo, con uno sguardo già rivolto alle prossime sfide.
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
La seconda puntata della trasmissione A Casa Mariù, in onda su Tele Capri e condotta con eleganza e simpatia da Mariù Adamo, ha visto la presenza fissa della chef Giovanna Cuomo, che ha continuato a conquistare il pubblico con le sue creazioni vegane. Dopo aver presentato nella prima puntata la genovese vegana, questa volta la chef ha stupito tutti con una selezione di secondi piatti vegani, tra innovazione e gusto: hamburger, salsiccia e tonno vegani, realizzati con ingredienti freschi e tecniche gourmet. La conduzione di Mariù Adamo ha reso la trasmissione ancora più piacevole: la sua capacità di coinvolgere ospiti e pubblico, il tono cordiale ma professionale e l’attenzione ai dettagli hanno trasformato ogni segmento in un momento armonioso e avvincente. Mariù è riuscita a valorizzare le storie e le competenze di ciascun ospite, creando un perfetto equilibrio tra cucina, cultura e intrattenimento. Gli ospiti della puntata hanno aggiunto un tocco di approfondimento culturale e sociale: dalla presentazione del progetto Impara a vivere da solo con la dottoressa Valentina Vellone e il tutor Giuseppe D’Andrea, alla rubrica sulla medicina estetica con la dottoressa Antonia Sirio, fino alla scrittrice Marianna Pepe, che ha raccontato il suo testo autobiografico Rubati al tempo, insieme alla giornalista Elena Barbato. La cucina di Giovanna Cuomo ha trasformato ingredienti semplici in vere star della tavola. L’hamburger vegano, croccante fuori e morbido dentro, è stato arricchito da spezie aromatiche e un condimento speciale a base di erbe mediterranee. La salsiccia vegana, realizzata con legumi e farine proteiche, ha sorpreso per la consistenza e il sapore ricco, perfetta da grigliare o saltare in padella. Infine, il “tonno vegano”, una reinterpretazione del classico pesce, ha stupito per la delicatezza e la capacità di evocare il sapore autentico del mare senza l’uso di prodotti animali. A rendere la puntata ancora più divertente e memorabile è stato il siparietto con Pulcinella e Arlecchino, del Circo Lab, che hanno assaggiato la salsiccia vegana con espressioni comiche e divertite, dimostrando che la cucina vegana può piacere a tutti, grandi e piccoli. Intervista esclusiva a Chef Giovanna Cuomo Abbiamo incontrato Giovanna Cuomo per parlare della sua cucina e dell’esperienza a A Casa Mariù. Chef Cuomo, cosa rappresenta per lei portare la cucina vegana in televisione? Giovanna Cuomo: «Per me è una grande soddisfazione. Voglio dimostrare che il vegano non è solo “insipido” o “limitato”. Con gli ingredienti giusti e un po’ di creatività, possiamo preparare piatti gustosi, nutrienti e belli da vedere». Parliamo dei secondi che ha presentato: hamburger, salsiccia e tonno vegani. Qual è la filosofia dietro queste preparazioni? Giovanna Cuomo: «Si tratta di reinterpretare i classici senza sacrificare il gusto. L’hamburger è saporito ma leggero, la salsiccia ha la consistenza e il carattere di quella tradizionale, mentre il tonno vegano vuole sorprendere: chi lo assaggia per la prima volta spesso non crede che sia totalmente vegetale». Il siparietto con Pulcinella e Arlecchino è stato molto divertente. Come ha vissuto quel momento? Giovanna Cuomo: «È stato fantastico! Mi piace quando il cibo diventa occasione di gioco e di sorriso. Vedere due personaggi così iconici assaggiare la mia salsiccia vegana e divertirsi mi ha davvero emozionato. La cucina deve anche regalare gioia, non solo nutrimento». Cosa possiamo aspettarci nelle prossime puntate? Giovanna Cuomo: «Ancora tanto gusto e creatività. Continuerò a proporre piatti vegani innovativi, con attenzione alla stagionalità e alla sostenibilità. Voglio far scoprire che la cucina vegetale può essere spettacolare in ogni senso». Chef Giovanna Cuomo a Sanremo 2026: gusto d’autore in scena Non solo Tele Capri: la chef Giovanna Cuomo sarà protagonista anche alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dal 23 al 28 febbraio, con Alba Marte e la sua brigata, portando l’alta cucina al centro della scena nella prestigiosa cornice del Victory Morgana Bay. Non solo note, luci e riflettori: tra gli eventi collaterali più attesi della settimana sanremese, il progetto firmato Alba Marte Eventi mira a raccontare il festival anche attraverso il linguaggio del gusto, con piatti creativi e raffinati. Durante la serata è prevista anche la premiazione di Arisa, alla presenza di Carlo Conti, volto simbolo e storico del Festival, tra imprenditori, artisti, cantanti e personaggi di spicco del mondo della TV e dello spettacolo. Con la sua professionalità, il talento e la creatività, Giovanna Cuomo conferma il ruolo di ambasciatrice della cucina vegana e d’autore, dimostrando che il cibo può essere spettacolo, cultura e intrattenimento allo stesso tempo.
Autore: Gemma Caruso 18 febbraio 2026
È il momento in cui l’identità di un popolo smette di nascondersi dietro la quotidianità per rivelarsi attraverso il costume e, soprattutto, attraverso il piatto. Dalle Alpi allo Stretto, ogni maschera della tradizione porta con sé un sapore, un rito e un’eredità gastronomica che ne incarna lo spirito. ​ L’Italia in Maschera: Un Banchetto di Caratteri ​Se percorriamo lo Stivale, incontriamo i volti della Commedia dell'Arte, ognuno ambasciatore di un territorio e delle sue tentazioni: • ​Arlecchino e il Veneto: Il servitore bergamasco dai mille colori incarna la fame atavica e l'ingegno. A lui e alla sua Venezia si legano le Fritole e i Galani, dolci che celebrano l'arte di trasformare ingredienti poveri in gioielli dorati e croccanti. • ​Dottor Balanzone e la "Grassa" Bologna: La maschera della sapienza e del parolone è la perfetta testimonial di un’Emilia che non teme l'abbondanza. Qui il Carnevale profuma di strutto e sfoglie tirate al mattarello, dove ogni morso è un inno alla prosperità. • ​Rugantino e la Romanità: Il bullo trasteverino, verace e fiero, si accompagna alla schiettezza delle Frappe e delle Castagnole, fritti con quel vigore che solo la tradizione capitolina sa infondere. ​La Campania: Pulcinella e l'Apoteosi della Lasagna ​Ma è all'ombra del Vesuvio che il connubio tra maschera e cibo raggiunge il suo apice barocco. Pulcinella, con il suo camicione bianco e la maschera nera, è l'icona universale della fame che finalmente trova sollievo nel Carnevale. ​Il suo trono è la Lasagna Napoletana: un monumento stratificato che sfida le leggi della fisica. Non è un semplice primo piatto, è un’architettura del gusto: sfoglie di pasta che accolgono un ragù ristretto per ore, arricchito da polpettine fritte, ricotta vaccina, provola, uova sode e salame. È la risposta di Pulcinella alla penuria del resto dell'anno, un’opulenza che prepara lo spirito al rigore della Quaresima. ​Il Dolce Sipario: Tra Sole e Cioccolato ​La festa non sarebbe completa senza il gran finale zuccherino che profuma di casa e di memoria: • ​Il Migliaccio: Una poesia di semolino e ricotta, eredità contadina che brilla come il sole in teglia. Con la sua consistenza setosa e l'aroma di agrumi, è il dolce che scalda il cuore. • ​Chiacchiere e Sanguinaccio: Il binomio indissolubile. Sfoglie bollose, sottili come ali di farfalla, nate per essere tuffate nella voluttuosità del sanguinaccio, una crema densa e speziata che chiude il cerchio di una festa nata per eccedere. ​L’Identità nel Piatto ​Cucinare a Carnevale significa mantenere vivo un linguaggio antico. Non si tratta solo di nutrirsi, ma di celebrare un’eredità che definisce chi siamo. Tra un coriandolo e una maschera di seta, la nostra cultura dimostra ancora una volta di essere, prima di tutto, una splendida storia d'amore che si mangia.
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
Ogni domenica, il programma accompagna il pubblico in un viaggio tra territori, paesaggi e storie locali, alla scoperta di aziende e comunità che hanno fatto della sostenibilità un vero e proprio stile di vita. Dall’agricoltura all’artigianato, dalle energie rinnovabili alla valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico, “Green Tour” racconta un’Italia dove innovazione e tradizione convivono nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Voce autorevole del panorama gastronomico italiano, Edoardo Raspelli porta l’esperienza del giornalista e critico gastronomico nelle eccellenze del gusto. Accanto a lui, Sofia Bruscoli – attrice e conduttrice con un’attenzione particolare ai temi culturali e ambientali – guida il pubblico con curiosità ed entusiasmo, trasformando ogni tappa in un’esperienza coinvolgente e unica. La prima puntata esplora la provincia di Ancona: dal capoluogo, sorprendente città della costa adriatica, a Senigallia, rinomata per la sua storia e la tradizione turistica, fino a Jesi, città d’arte natale di Giovanni Battista Pergolesi e di Federico II di Svevia, nonché patria del celebre vino Verdicchio, simbolo della regione. “Green Tour” è prodotto da TVCOM per La7 e sarà disponibile in streaming su www.la7.it
Autore: Maria Giovanna Labruna 18 febbraio 2026
Tra questi, un’attenzione speciale sarà dedicata al mondo gastronomico grazie a “Il salotto delle celebrità”, l’area VIP dove chef e professionisti del gusto daranno vita a show cooking live. A rappresentare la Puglia ci sarà Vito Morra, chef cerignolano e titolare di Morra's Group Catering Eventi, pronto a far assaporare la sua terra anche attraverso piatti rivisitati in chiave moderna. Abbiamo incontrato Morra per farci raccontare il suo approccio alla cucina e le emozioni di questa esperienza unica. Chef Morra, come nasce l’idea di portare la Puglia sul palco di Sanremo? "Per me è un grande onore. La Puglia ha una tradizione culinaria straordinaria e poterla raccontare in un contesto così prestigioso è un’occasione unica per far conoscere le eccellenze della nostra regione, non solo attraverso i piatti, ma anche tramite i partner con cui collaboro." Quali piatti presenterà durante gli show cooking? "Prediligo la cucina che racconta la mia famiglia e le radici cerignolane. Porterò ricette tipiche come le orecchiette con le cime di rapa, ma rivisitate in chiave moderna per stupire e al tempo stesso far sentire il sapore autentico della Puglia." Cosa significa per lei partecipare a un evento di portata nazionale come il Festival di Sanremo ? "È un’emozione incredibile. Sanremo non è solo musica: è un momento in cui cultura, spettacolo e arte si incontrano. Per uno chef è un palco importante, dove il cibo diventa linguaggio universale e strumento di promozione del territorio." Come vede l’evoluzione della cucina pugliese negli ultimi anni? "La tradizione rimane il cuore, ma c’è sempre più attenzione alla creatività e alla qualità dei prodotti. Il nostro compito è saper combinare innovazione e rispetto per le ricette storiche, così da valorizzare la Puglia e raccontarla a chi ancora non la conosce." Con cinque giorni di show cooking live, Vito Morra sarà uno dei protagonisti del salotto gourmet di Sanremo, portando sul tavolo della VIP Lounge il gusto autentico della sua terra, tra storia, innovazione e passione per la cucina.
Autore: Chef Salvatore Bocchetti 18 febbraio 2026
Amo creare illusioni visive che sorprendano, senza mai dimenticare il gusto. Il mio “Finto Fungo Gourmet” nasce da questo principio: un gioco tra terra, mare e umami, dove ogni elemento racconta una storia e stimola tutti i sensi . Immaginate un fungo perfetto sul vostro piatto: lo stelo è dorato e leggermente croccante, la cappella nasconde un cuore di mare e latticino, il prato è verde e vellutato, e il terriccio profuma di tartufo nero. Un piccolo capolavoro di tecnica e poesia gastronomica. Ingredienti (4 porzioni) Stelo di patata 2 patate a pasta gialla grandi Burro chiarificato q.b. Sale fino Cappella di gambero 4 gamberi imperiali crudi, abbattuti 120 g di mozzarella di bufala ben scolata Salsa di soia per lucidare Prato di asparagi 1 mazzetto di asparagi verdi Olio extravergine di oliva Sale Terriccio al tartufo Tartufo nero fresco grattugiato Procedimento 1. Stelo di patata Pelate le patate e ricavate dei cilindri regolari, simili a gambi di fungo. Lessatele in acqua salata partendo da freddo fino a cottura al dente. Raffreddatele, asciugatele bene e passatele in burro chiarificato caldo (160–170°C) fino a doratura uniforme. Concludete con una leggera flambatura al cannello per ottenere un effetto corteccia leggermente caramellizzato. 2. Cappella di gambero Pulite i gamberi mantenendo la polpa integra. Apriteli delicatamente a libro e batteteli tra due fogli di carta forno fino a ottenere una forma tondeggiante. Inserite al centro una quenelle di mozzarella di bufala lavorata al coltello, richiudete i gamberi e date loro una forma bombata. Lucidate la superficie con un velo di salsa di soia per profondità aromatica e brillantezza. 3. Prato di asparagi Sbollentate gli asparagi in acqua salata e raffreddateli in acqua e ghiaccio per preservare il colore. Frullateli con poco olio extravergine di oliva e un pizzico di sale fino a ottenere una crema liscia e intensa. Setacciate per una texture vellutata e uniforme. 4. Terriccio al tartufo Grattugiate il tartufo nero fresco per simulare il terriccio. Potete anche essiccare leggermente parte del tartufo per ottenere una texture più asciutta e croccante, che regala un contrasto interessante al palato. Impiattamento e presentazione Stendete la crema di asparagi a specchio o in un disegno irregolare a imitazione del prato. Posizionate lo stelo di patata, quindi adagiate sopra la cappella di gambero, creando il finto fungo. Completate con il tartufo grattugiato alla base per ricreare il terriccio e aggiungere eleganza olfattiva. Note del Chef e Consigli Professionali Per una cottura perfetta dello stelo, assicuratevi che le patate siano cotte ma ancora compatte, così manterranno la forma durante la doratura. La lucidatura con salsa di soia non solo dona brillantezza, ma esalta il gusto umami del gambero senza coprirne la delicatezza. La crema di asparagi può essere preparata in anticipo e conservata in frigorifero per qualche ora, mantenendo freschezza e colore. Il tartufo nero fresco è l’elemento finale che trasforma il piatto in un’esperienza gourmet: grattugiatelo solo al momento di servire per conservare profumo e intensità. Con questo piatto, il mio obiettivo è sorprendere e deliziare: ogni forchettata racconta la terra, il mare e il cielo della cucina, in un piccolo gesto artistico che unisce tecnica, equilibrio e creatività.
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