Assunta Pacifico, “’A Figlia d’o Marenaro”: il cuore autentico della cucina di mare napoletana

Maria Giovanna Labruna • 4 maggio 2026

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

Un racconto che nasce dalla voce diretta di Assunta Pacifico, simbolo di una tradizione che non si limita a essere custodita, ma viene vissuta ogni giorno tra sacrificio, memoria e amore per il proprio lavoro.

C’è chi la definisce la regina del mare. Cosa risponde a chi la vede così?

Assunta Pacifico sorride con semplicità:

Io non penso questo. Io penso a lavorare, ai sacrifici che ho fatto da bambina. Sentire queste parole è una grande emozione, ma per me conta restare fedele a quello che sono. La tradizione della zuppa di cozze è una tradizione della mia famiglia, è come se mi appartenesse. Per me è famiglia.

Quanto hanno contato i sacrifici dell’infanzia nella donna e nella professionista che sei oggi?

Hanno contato tutto. È da lì che nasce la forza, la determinazione. Quando cresci con certi valori, non li perdi più. Ti accompagnano ogni giorno, in cucina e nella vita.

Cosa rappresenta oggi il tuo ristorante per te, dopo tanti anni di lavoro?

È la mia casa. Non è solo un ristorante, è una famiglia allargata. Ogni persona che lavora con me fa parte di qualcosa di importante. E io sento la responsabilità di custodire tutto questo.

Pochi nomi riescono a evocare identità, tradizione e verità come quello di Assunta Pacifico, conosciuta da tutti come “’A Figlia d’o Marenaro”. La sua non è soltanto una storia di ristorazione, ma il racconto profondo di una vita intrecciata al mare, al lavoro e a una cultura che resiste al tempo senza perdere la propria anima.

Un ristorante storico nato dalla tradizione

Il ristorante “’A Figlia d’o Marenaro” rappresenta oggi una delle realtà più autentiche della ristorazione napoletana. Le sue radici affondano nella cultura popolare del pesce fresco, nella cucina essenziale ma intensa, quella che non ha bisogno di artifici perché parla con il sapore.

Qui la tradizione non è un concetto da esibire, ma un gesto quotidiano: scegliere il miglior pescato, rispettare i tempi della cucina, tramandare ricette che raccontano storie di famiglia. È una filosofia che mette al centro la sostanza, dove ogni piatto diventa memoria.

Assunta Pacifico è cresciuta tra sacrifici e insegnamenti autentici. Fin da bambina ha imparato che il lavoro non è solo fatica, ma dignità. In una famiglia profondamente legata al mare e alla ristorazione popolare, ha assorbito valori che oggi guidano ogni sua scelta.

Quella formazione si riflette in ogni dettaglio del suo ristorante: nella gestione attenta, nel rapporto diretto con i clienti, nella cura quasi materna verso il locale. Non è solo un luogo di lavoro, ma uno spazio vivo, da custodire ogni giorno con rispetto e dedizione.

Uno degli aspetti più distintivi della realtà costruita da Assunta è il clima umano che si respira al suo interno. “’A Figlia d’o Marenaro” non è semplicemente un ristorante, ma una comunità.

Lo staff lavora come una famiglia allargata, dove il senso di appartenenza è forte e condiviso. Ogni persona ha un ruolo preciso, ogni gesto contribuisce a un equilibrio fatto di rispetto, disciplina e armonia. È questa dimensione umana che rende l’esperienza ancora più autentica.

Negli anni, il ristorante è diventato un punto di riferimento per napoletani e turisti, attratti da una cucina di mare che conserva tutta la sua verità. Tra i piatti simbolo, la celebre zuppa di cozze è ormai un’icona, legata indissolubilmente alla storia della famiglia Pacifico.

Eppure, il successo non ha mai cambiato l’anima del locale. Al contrario, ha rafforzato il legame con le radici popolari e con un’idea di cucina generosa, diretta, profondamente territoriale.

Alla base di tutto c’è una visione semplice ma potente: il ristorante non è solo un’attività, ma una missione. Un’eredità da proteggere, da adattare ai tempi senza mai tradirla.

Per Assunta Pacifico, la tradizione non è nostalgia, ma responsabilità. Significa portare avanti ciò che si è ricevuto, dando valore al passato e costruendo ogni giorno il futuro.

La storia di Assunta Pacifico è, in fondo, la storia di Napoli: fatta di sacrifici, di mare, di famiglia e di orgoglio.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo: non aver mai cercato di diventare qualcosa di diverso, ma aver scelto ogni giorno di restare profondamente se stessa. Perché le radici vere non fanno rumore, ma sono quelle che tengono in piedi tutto.

Autore: La Redazione • 31 ottobre 2026
L'introduzione della redazione Per il mese di ottobre, la nostra rubrica gastronomica ospita una nuova proposta firmata dalla chef Hajer Aissi: il parfait alle mandorle caramellate. Un dessert dalla consistenza cremosa e vellutata, arricchito dal gusto intenso delle mandorle caramellate, protagoniste di una preparazione che unisce semplicità e raffinatezza. Il risultato è un dolce freddo, ideale da servire a fine pasto, capace di conquistare per il suo equilibrio tra delicatezza e carattere. La chef ci presenta la sua ricetta, accompagnandoci nelle diverse fasi della preparazione e condividendo una proposta da portare in tavola per valorizzare il momento del dessert.
Autore: Chef Angelo Berardi • 31 ottobre 2026
Le caramelle verdi senza glutine ripiene di Polenta di Storo, speck e uvetta sultanina, con burro nocciola, amaretto, salvia e Graukäse. La ricetta del mese di ottobre – Chef Angelo Berardi Introduzione della redazione Per la ricetta del mese di ottobre abbiamo scelto di accompagnarvi in un viaggio gastronomico tra tradizione, territorio e creatività, attraverso la sensibilità e la tecnica dello chef Angelo Berardi. La sua proposta nasce dall'incontro tra due identità gastronomiche di montagna: quella bergamasca, con il suo storico patrimonio di pasta fresca e sapori autentici, e quella alpina del Sudtirol, caratterizzata da ingredienti intensi e fortemente legati al territorio. Ispirandosi ai tradizionali casoncelli lombardi, lo chef ne reinterpreta forma, consistenza e ripieno, dando vita a eleganti caramelle di pasta fresca verde, naturalmente caratterizzate dagli spinaci e realizzate senza glutine. Il cuore della preparazione racchiude la Polenta di Storo, lo speck Alto Adige IGP e la dolcezza dell'uvetta sultanina. Il tutto viene valorizzato da un condimento ricco e aromatico a base di burro nocciola, salvia, granella di amaretto e Graukäse. Un piatto che racconta una cucina contemporanea capace di custodire la memoria, rispettare le tradizioni e aprirsi all'innovazione, senza rinunciare al gusto e all'inclusività. Lasciamo ora la parola allo chef Angelo Berardi, che ci accompagna nella realizzazione della sua ricetta.
Autore: La Redazione • 28 ottobre 2026
Al Corporate Meeting della Federazione Italiana Cuochi, Lorenzo Alessio, Matteo Terranova ed Edoardo Magni hanno firmato un finger food dedicato a tre eccellenze lucane. Prosegue la preparazione in vista della finale mondiale di Lione, in programma a gennaio 2027. 
Autore: La Redazione • 28 ottobre 2026
La redazione Con l’arrivo di ottobre, la cucina si veste dei colori caldi dell’autunno e porta in tavola ingredienti che raccontano la stagione, con i loro profumi avvolgenti e i sapori capaci di regalare comfort e convivialità. Per l’appuntamento di questo mese con la nostra rubrica dedicata agli appassionati di cucina, Luigi Commesso ci propone un piatto che interpreta perfettamente questo periodo dell’anno: il risotto alla zucca con speck croccante, Taleggio DOP e una nota di peperoncino . Una ricetta che nasce dall’incontro tra ingredienti diversi ma armoniosi: la dolcezza vellutata della zucca, il gusto deciso e affumicato dello speck, la cremosità del Taleggio e una leggera sfumatura piccante che dona carattere al piatto. Il risultato è un risotto ricco, avvolgente e profumato, ideale per un menù autunnale di terra. La scelta di Luigi ci conquista proprio per questo equilibrio: una preparazione legata alla tradizione del risotto, arricchita da accostamenti capaci di esaltare ogni ingrediente senza coprirne l’identità. Ma lasciamo ora la parola a Luigi, che ci accompagna passo dopo passo nella realizzazione della sua ricetta.
Autore: La Redazione • 27 ottobre 2026
La FIPPA, con la responsabile eventi Emma Prunella, al fianco dei panificatori campani.  Quattro giornate dedicate alle eccellenze enogastronomiche, alla cultura e alle identità territoriali.
Autore: La Redazione • 25 ottobre 2026
La pesca gialla incontra l’Aglianico, le spezie e il cioccolato bianco in un dessert moderno che valorizza contrasti aromatici, consistenze e precisione tecnica. La Redazione de La Gazzetta del Food Per l’appuntamento di ottobre con la nostra rubrica dedicata all’arte pasticciera, il pastry chef Ciro Cascone ci accompagna nella realizzazione di una creazione che unisce ricerca estetica e tecnica contemporanea: La percoca in rosso. Protagonista è la pesca gialla, interpretata attraverso una namelaka morbida e vellutata, un inserto di frutta macerata nell’Aglianico aromatizzato alle spezie e una gelée al vino rosso. Il dessert prende forma in uno stampo a mela e viene completato da una glassa rosa al cioccolato bianco, con dettagli in cioccolato fondente e fiori eduli. Una preparazione articolata, nella quale il risultato finale dipende non soltanto dalla qualità degli ingredienti, ma anche dal rispetto delle temperature, dai tempi di riposo e dalla corretta gestione delle diverse consistenze. Lasciamo ora la parola a Ciro Cascone, che ci illustra la ricetta e i passaggi fondamentali per realizzarla.
Altri post