Valentina Sarti entra nella redazione de La Gazzetta del Food Live

La Redazione • 15 settembre 2026

TRADUCI NELLA TUA LINGUA

Nuove firme e nuove storie per raccontare il mondo della gastronomia

Dalla passione per la tradizione campana alla cucina di mare, fino ai lievitati e alla pasticceria: il percorso di una Food Lover che fa della cucina una forma di cura

NAPOLI – Nuovo ingresso nella redazione de La Gazzetta del Food Live. A entrare nella nostra squadra è Valentina Sarti, Food Lover e appassionata di cucina mediterranea, con una particolare attenzione alla tradizione campana, alla cucina di mare e al mondo dei lievitati.

Un ingresso che nasce da un percorso personale e professionale costruito nel tempo, tra esperienza sul campo, studio, sperimentazione e una passione per la cucina diventata negli ultimi anni sempre più strutturata.

Nata a Praia a Mare nel 1976 e residente a Napoli, Valentina lavora dal 2001 nel settore dell'assistenza alla persona. Dopo le prime esperienze nell'assistenza ad anziani e persone con disabilità, il suo percorso professionale si è sviluppato prevalentemente in ambito scolastico. Oggi opera nell'assistenza scolastica presso una sezione Primavera/Scuola dell'Infanzia del Comune di Napoli.

È proprio il concetto di cura a rappresentare il punto d'incontro tra la sua professione e la cucina. Attenzione, ascolto, dedizione e sensibilità sono infatti valori che Valentina porta nel lavoro quotidiano così come nella preparazione dei suoi piatti.

Una passione costruita attraverso l'esperienza

Il suo percorso gastronomico nasce principalmente da autodidatta, attraverso studio, pratica e continua sperimentazione. Negli ultimi tre anni questa passione ha trovato una dimensione più concreta anche grazie a esperienze pratiche e collaborazioni occasionali maturate in ristorazione, strutture balneari ed eventi.

Un'esperienza che le ha permesso di sviluppare autonomia nell'organizzazione della cucina, nella preparazione della linea e nella gestione delle diverse fasi di lavorazione e del servizio, confrontandosi anche con contesti caratterizzati da un'elevata affluenza.

Una formazione sul campo, dunque, nella quale tecnica e organizzazione si sono affiancate alla curiosità e alla voglia di crescere.

Tradizione campana e cucina di mare

La sua cucina guarda principalmente alla tradizione campana e mediterranea, con una particolare predilezione per i primi piatti e per la cucina di mare.

Il rispetto dell'identità delle ricette e dei sapori del territorio rappresenta il punto di partenza, senza però escludere la sperimentazione e una personale interpretazione.

Un equilibrio tra memoria e creatività che permette a Valentina di avvicinarsi alla tradizione con rispetto, ma anche con la libertà di reinterpretarla attraverso la propria sensibilità.

Dai lievitati alla pasticceria

Un ruolo centrale nel suo percorso è occupato dai lievitati. Pane, pizza, focacce e brioche sono seguiti in ogni fase della lavorazione: dalla preparazione dell'impasto alla lievitazione e maturazione, fino a stagliatura, formatura, farcitura e cottura.

Un ambito che richiede precisione, pazienza e conoscenza dei tempi, ma che per Valentina rappresenta soprattutto uno spazio di sperimentazione e crescita.

Alla passione per i lievitati si aggiunge quella per la pasticceria e il cake design, con la preparazione e decorazione di torte, muffin e altri prodotti dolci.

Nel novembre 2023 ha conseguito un attestato di frequenza al Corso di Pasticceria di Progetto PerFormare, un percorso formativo di 18 ore dedicato alle principali preparazioni di base e ai lievitati.

Una nuova voce per raccontare la gastronomia

L'ingresso nella divulgazione gastronomica rappresenta per Valentina l'evoluzione naturale di una passione cresciuta attraverso l'esperienza.

Il suo racconto non si concentrerà soltanto sulle ricette, ma anche sugli ingredienti, sulle tecniche, sulle tradizioni, sui territori e sulle persone che rendono il patrimonio gastronomico italiano un universo in continua evoluzione.

Una prospettiva concreta e autentica, nata dalla cucina vissuta in prima persona e dalla convinzione che ogni piatto possa custodire una storia.

Con Valentina Sarti, La Gazzetta del Food Live aggiunge così una nuova voce al proprio racconto del mondo del food: una voce legata al territorio, curiosa, appassionata e attenta alla dimensione umana della cucina.

Benvenuta Valentina.

Perché raccontare il cibo significa anche raccontare emozioni, persone e ricordi: e quando un piatto riesce ad arrivare al cuore, la cucina diventa qualcosa che resta.



Autore: La Redazione 15 settembre 2026
GASTRONOMIA | TRADIZIONE | ARTIGIANALITÀ Dalla sfoglia all’uovo alle orecchiette, dai ravioli alle tagliatelle: la pasta fresca continua a essere uno dei simboli della cucina italiana. Un prodotto antico che oggi ritrova nuova centralità grazie alla ricerca sulle materie prime, alla cura della lavorazione e al legame con il territorio. C’è un momento, nella preparazione della pasta fresca, in cui farina, acqua e uova smettono di essere semplici ingredienti e diventano qualcosa di diverso. L’impasto prende forma, acquista elasticità, cambia consistenza sotto le mani. È qui che comincia la storia di un prodotto che da secoli accompagna la cucina italiana. La pasta fresca artigianale nasce da gesti apparentemente semplici, ma tutt’altro che banali. Impastare, tirare una sfoglia, tagliarla, modellarla o racchiudere un ripieno sono operazioni che richiedono esperienza. La differenza, spesso, sta proprio nei dettagli. 
Autore: Coldiretti Puglia 15 settembre 2026
Cinghiali che devastano i campi, provocano incidenti stradali e costano alla Regione 2,4 milioni di euro di risarcimenti in un solo anno, mentre i Piani di contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia restano al palo. È la denuncia di Coldiretti Puglia, dopo quanto emerso nella IV Commissione regionale, dove è stato fatto il punto sulla sovrappopolazione dei cinghiali e sull’attuazione dei Piani di gestione e contenimento nei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia. La situazione è particolarmente critica perché, mentre la Regione Puglia ha già adottato il proprio Piano di contenimento, nei due Parchi nazionali il percorso non è ancora arrivato alla piena operatività - insiste Coldiretti Puglia - nonostante i Piani, secondo quanto riferito in Commissione, avrebbero dovuto essere attuati già ad aprile 2026. Per Coldiretti Puglia non è più il momento di procedere con monitoraggi, rinvii e passaggi burocratici senza una tempistica certa. Gli agricoltori continuano a subire danni alle colture, mentre la presenza dei cinghiali rappresenta un problema crescente anche per la sicurezza stradale. Dal primo ottobre al 31 gennaio sarà inoltre attiva la stagione di caccia al cinghiale, fuori dalle aree protette, con l’introduzione anche della caccia collettiva con l’ausilio dei cani, nell’obiettivo di aumentare l’incisività degli interventi e ridurre ulteriormente la popolazione. Per Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, non è più possibile “accettare una gestione frammentata dell’emergenza. La Regione ha dimostrato che il contenimento può essere organizzato e realizzato, mentre nei Parchi nazionali i tempi continuano ad allungarsi. Il problema - sottolinea Piccioni - è ambientale e riguarda direttamente la tenuta economica delle aziende agricole, la sicurezza dei cittadini e l’utilizzo di risorse pubbliche per risarcire danni che potrebbero essere prevenuti”. Sempre nell’Alta Murgia è già presente un Centro di lavorazione della selvaggina, dove la macellazione dei capi era iniziata a gennaio 2026. Dopo circa venti capi, tuttavia, l’attività si è fermata per la mancata possibilità di commercializzazione delle carni. Il prodotto in uscita dal centro è certificato dal Dipartimento di Veterinaria di Bari ed è stato elaborato un progetto di filiera che potrebbe diventare un progetto pilota, con una capacità stimata di circa 800 capi l’anno. Coldiretti Puglia ritiene positiva la prospettiva di costruire una filiera corta della carne di cinghiale pugliese e di arrivare, in prospettiva, a un marchio Cinghiale di Puglia, ma considera questa possibilità complementare e non sostitutiva rispetto all’obiettivo prioritario del contenimento. La valorizzazione della carne può infatti rappresentare una parte della soluzione, garantendo tracciabilità, controlli veterinari, sicurezza alimentare e un percorso trasparente dalla gestione dei capi alla trasformazione e al consumo. Ma prima di tutto occorre intervenire sulla popolazione dei cinghiali, riportandola entro livelli compatibili con l’agricoltura, la sicurezza delle persone e l’equilibrio del territorio. Coldiretti Puglia chiede quindi alla Regione di assumere un ruolo di coordinamento forte e di promuovere un Piano straordinario regionale per il contenimento dei cinghiali, mettendo in rete Regione, Parchi nazionali e tutti gli enti competenti, con obiettivi quantitativi, tempi certi e verifiche periodiche sui risultati. Gli agricoltori non possono continuare a pagare il prezzo dei ritardi. Serve una strategia unica per tutta la Puglia, perché i cinghiali non conoscono i confini amministrativi e il problema – conclude Coldiretti Puglia - non si ferma all’ingresso di un Parco. La gestione della fauna selvatica deve tornare a essere una priorità concreta, con interventi tempestivi e misurabili e con la responsabilità condivisa di tutti gli enti chiamati a governare il territorio.
Autore: La Redazione 10 settembre 2026
La Redazione Per il mese di settembre, la nostra redazione ha scelto di accompagnare i lettori verso la fine dell’estate con una preparazione fresca, elegante e ricca di identità. A firmarla è Chef Salvatore Bocchetti , che interpreta uno dei grandi simboli della cucina mediterranea: la Caprese. Un piatto che nasce dalla semplicità di pochi ingredienti — mozzarella di bufala, pomodoro e basilico — e che, attraverso una tecnica contemporanea, si trasforma in una creazione raffinata, senza perdere il legame con la tradizione. Una Caprese che cambia forma, ma non anima.
Autore: La Redazione 9 settembre 2026
Una tavolata per 110 persone sull’Acquedotto Madonna della Stella riaccende il dibattito sull’utilizzo del patrimonio pubblico. La cena, organizzata nell’ambito del format americano “Outstanding in the Field”, è costata 390 dollari a persona. Il sindaco Fedele Lagreca difende l’iniziativa: «Tutto ciò che è bello di Gravina va mostrato e fatto conoscere».
Autore: La Redazione 8 settembre 2026
Tradizione napoletana, pomodoro San Marzano e baccalà si incontrano in un piatto inedito ideato dallo Chef Antonio Peluso della Locanda del Baccalà in occasione del POMO Fest 2026, in programma a Nocera Inferiore dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre 2026.
Autore: Chef Mirco Antonio Vigna 8 settembre 2026
Per il mese di settembre, lo chef Mirco Antonio Vigna porta in tavola un piatto che parla di territorio, memoria e sapori autentici: il Cubotto di Melanzane. Una proposta che nasce dal desiderio di raccontare il Meridione attraverso una cucina capace di valorizzare ingredienti semplici e profondamente legati alla tradizione, reinterpretandoli con equilibrio e sensibilità contemporanea.
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