Tre talenti volano alla finale nazionale: ecco i campioni regionali 2026

Giuseppe De Girolamo • 3 marzo 2026

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Si è chiusa tra applausi, tecnica e grande spettacolo l’edizione regionale del Barman Campione d’Italia 2026, appuntamento che ogni anno seleziona le eccellenze della miscelazione italiana destinate a rappresentare il territorio nella finalissima nazionale, la cui sede è ancora in fase di definizione (probabile l’assegnazione tra Abruzzo e Sicilia).

Una giornata intensa, scandita da prove tecniche, valutazioni sensoriali e momenti di confronto professionale, che ha visto alternarsi sul palco bartender emergenti e capi barman affermati. Sono stati 50 i partecipanti, tra barmen e barlady, a contendersi l’accesso al podio, confermando l’elevato livello competitivo e la crescente partecipazione al concorso. A decretare i vincitori una giuria qualificata, chiamata a valutare non solo la qualità organolettica dei cocktail presentati, ma anche tecnica di preparazione, equilibrio degli ingredienti, storytelling e capacità comunicativa.
A conquistare il titolo di campione regionale 2026 è stato Raffaele Pinto, vincitore della sfida finale tra i tre migliori concorrenti della giornata. Una prova impeccabile la sua, caratterizzata da precisione tecnica e personalità nel bicchiere. Per Pinto si apre ora la fase più delicata: la preparazione alla finale nazionale del Barman Campione d’Italia 2026, dove oltre alla competenza professionale sarà determinante anche la padronanza della lingua inglese, elemento ormai imprescindibile per interagire con una platea sempre più internazionale.
Nella categoria Sparkling Bartender Junior Under 30 a imporsi è stato Angelo Perillo, giovane promessa che ha saputo distinguersi per creatività, freschezza e padronanza delle tecniche di miscelazione contemporanea. Un riconoscimento che conferma il valore delle nuove generazioni e l’evoluzione costante del settore.
Successo anche per Pietro Santoro, vincitore nella categoria White Jacket, dedicata ai professionisti in giacca bianca, simbolo di eleganza e tradizione. Santoro ha convinto la giuria con una performance sobria ma incisiva, espressione di esperienza e rigore professionale.
L’evento si conferma non solo competizione, ma vero e proprio momento di crescita per l’intero comparto. Manifestazioni come questa rappresentano un volano per la promozione della cultura del bere consapevole, della qualità delle materie prime e della formazione continua, elementi fondamentali in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto un’importante evoluzione sia in termini di immagine sia di professionalizzazione.
La selezione regionale del Barman Campione d’Italia 2026 si inserisce infatti in un percorso più ampio di valorizzazione del talento e delle competenze, offrendo ai partecipanti visibilità, opportunità di networking e confronto con colleghi e aziende del settore.
Tre nomi, tre storie diverse, un unico traguardo: rappresentare con orgoglio la propria regione e puntare al titolo nazionale. La corsa verso la finale è ufficialmente iniziata.

Autore: La Redazioe 16 luglio 2026
Vent'anni di passione, tradizione e cultura della carne "dal naso alla coda". Vent'anni in cui Solociccia è diventato molto più di un ristorante: un luogo simbolo dove il rispetto per l'animale, il valore del lavoro artigianale e l'ospitalità toscana si incontrano ogni giorno.
Autore: La Redazione 13 luglio 2026
PORTICI – Si è spento Raffaele Ferriere, conosciuto nel mondo dell'enogastronomia come Fofò Ferriere , protagonista indiscusso della valorizzazione delle eccellenze alimentari campane e volto autorevole della cultura gastronomica italiana. Con la sua attività e la sua passione ha contribuito a raccontare il valore del territorio attraverso il pomodoro, prodotto al quale ha dedicato ricerca, divulgazione e un impegno costante per la tutela della qualità. Fondatore del progetto Tallioo , Ferriere è stato un punto di riferimento per professionisti della ristorazione, produttori e appassionati, grazie alla capacità di unire tradizione, innovazione e conoscenza delle materie prime. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama enogastronomico regionale e nazionale, dove era apprezzato per il suo lavoro di promozione della cultura del cibo e delle identità locali. I funerali saranno celebrati mercoledì alle ore 10.00 nella chiesa di piazza San Ciro, a Portici , dove familiari, amici e rappresentanti del mondo gastronomico potranno rendergli l'ultimo saluto. Con Fofò Ferriere se ne va una figura che ha saputo trasformare un ingrediente semplice e profondamente legato alla Campania in un racconto di territorio, memoria e passione.
Autore: Cinzia Tattini 13 luglio 2026
ROMA – C'è anche il pane tra i protagonisti del percorso che conduce ai XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. La Federazione Italiana Panificatori, Panificatori Pasticceri ed Affini (FIPPA) entra ufficialmente nel programma della manifestazione con un'iniziativa che punta a valorizzare uno dei simboli della Dieta Mediterranea, trasformandolo in ambasciatore di benessere, cultura e identità. Il progetto sarà presentato mercoledì 15 luglio, dalle ore 19 alle 20, nella Stanza Centrale e nel Chiostro di Palazzo d'Aquino, a Taranto, in un incontro promosso con il patrocinio del Comune e organizzato insieme all'Associazione Panificatori di Taranto e Provincia. Momento centrale della serata sarà la presentazione del "Pane dei Giochi del Mediterraneo 2026", una pagnotta salutistica ideata per rappresentare il connubio tra tradizione artigianale, qualità delle materie prime e corretta alimentazione. L'obiettivo è quello di creare un simbolo capace di accompagnare l'evento sportivo e, allo stesso tempo, sensibilizzare cittadini, giovani e atleti sull'importanza di una dieta equilibrata. L'iniziativa va oltre la semplice presentazione di un nuovo prodotto. Il progetto intende infatti riportare al centro il valore culturale e nutrizionale del pane, riconoscendone il ruolo all'interno della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, e promuovendo uno stile alimentare fondato sulla qualità e sulla sostenibilità. Il convegno riunirà istituzioni, rappresentanti del mondo dello sport, esperti della nutrizione, professionisti del settore alimentare e maestri panificatori, chiamati a confrontarsi sul ruolo del pane nella moderna alimentazione e sulle prospettive della panificazione artigianale italiana. A sostenere l'iniziativa sarà anche Molino Merano, partner del progetto, che fornirà le farine destinate alla realizzazione del "Pane dei Giochi del Mediterraneo". Una collaborazione nata dalla condivisione di principi come ricerca, innovazione, attenzione alle materie prime e valorizzazione dell'eccellenza italiana. Per la FIPPA l'adesione al programma dei Giochi rappresenta un'opportunità per riaffermare il valore sociale del pane e il ruolo dei panificatori come custodi di un patrimonio che appartiene alla storia e all'identità del Paese. Attraverso questo progetto, il pane diventa così molto più di un alimento: si trasforma in un simbolo di condivisione, inclusione e dialogo tra i popoli del Mediterraneo, gli stessi valori che ispirano la manifestazione sportiva. Con il "Pane dei Giochi del Mediterraneo", Taranto si prepara ad accogliere un'iniziativa che unisce tradizione, innovazione e cultura alimentare, confermando come il cibo possa diventare uno straordinario strumento di promozione del territorio e di educazione a sani stili di vita.
Autore: Jessica Sorrentino 13 luglio 2026
La Redazione Per la sua rubrica dedicata alla Pizza del Mese, Jessica Sorrentino firma la proposta di luglio con una creazione che racconta il territorio attraverso gusto, memoria e ricerca. Si chiama Vulcanica ed è una pizza che celebra la Campania, trasformando ingredienti simbolo della tradizione in un'esperienza contemporanea, autentica e ricca di personalità.
Autore: Gemma Caruso 13 luglio 2026
La notte dell'inclusione e della solidarietà a Villa Tony, dove l'alta cucina ha incontrato la beneficenza.
Autore: Maria Giovanna Labruna 10 luglio 2026
NAPOLI – C'è chi sceglie la Trattoria da Nennella per assistere allo spettacolo dei camerieri, tra canzoni napoletane, sorrisi, battute e quell'allegria contagiosa che ha fatto il giro del mondo. Ma chi si ferma a tavola scopre presto che il vero motivo per cui questo locale continua a essere un punto di riferimento, dal 1949, è un altro: la cucina.
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