La campagna olivicola 2025 segna una netta ripartenza dopo la siccità. Coldiretti e Unaprol: “Serve una svolta strutturale per affrontare la crisi climatica e tutelare la qualità del Made in Italy”
La Redazione • 6 ottobre 2025
TRADUCI NELLA TUA LINGUA
ROMA – L’Italia dell’olio extravergine torna a crescere. Dopo un 2024 complicato dalla siccità e dal cambiamento climatico, la nuova campagna olivicola si apre con segnali incoraggianti: secondo le stime congiunte di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, la produzione nazionale di olio extravergine d’oliva dovrebbe raggiungere le 300mila tonnellate, registrando un aumento del 30% rispetto allo scorso anno.
A trainare il rilancio è soprattutto il Mezzogiorno, dove le piogge estive hanno salvato in extremis la fioritura primaverile. In particolare, Puglia e Calabria – che da sole rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale – si attestano su un incremento tra il 30% e il 40%.
Situazione molto più difficile nel Nord Italia, dove le precipitazioni violente e fuori stagione hanno compromesso la produzione, con un calo stimato intorno al 40%. Il Centro Italia presenta un quadro disomogeneo, con perdite medie comprese tra il 10% e il 15%, variabili da zona a zona.
Ma la campagna 2025 non è solo sinonimo di quantità: arriva anche una svolta epocale sul fronte della tracciabilità. Un nuovo decreto, fortemente sostenuto da Coldiretti e Unaprol, impone l’obbligo di registrare entro sei ore l’acquisto delle olive, eliminando ogni possibilità di interruzione nella catena di controllo.
“Con questa norma si chiude definitivamente l’epoca delle olive senza nome e senza provenienza”, ha affermato David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. “È un passo fondamentale verso la trasparenza, la responsabilità e la valorizzazione del prodotto italiano”.
Nonostante la crescita attesa, le organizzazioni di settore mettono in guardia dal rischio di accontentarsi dei numeri. “La sfida vera resta il cambiamento climatico, che impone una strategia nazionale di lungo periodo”, prosegue Granieri. “Servono investimenti in ricerca, innovazione e infrastrutture per garantire resilienza alla filiera e tutelare il lavoro degli olivicoltori italiani”.
Il messaggio è chiaro: l’olio extravergine italiano, simbolo di qualità e tradizione, ha bisogno di un sistema moderno e competitivo per consolidare la propria leadership anche sui mercati internazionali.

Una grande pasta non è solo un ingrediente, ma il punto di partenza di un'emozione gastronomica. La Calamarata Pasta Valdoro nasce per valorizzare le grandi ricette della cucina italiana: una pasta dalla struttura importante, capace di mantenere una cottura perfetta e di accogliere con eleganza i sapori più intensi.

PORTICI – Si è spento Raffaele Ferriere, conosciuto nel mondo dell'enogastronomia come Fofò Ferriere , protagonista indiscusso della valorizzazione delle eccellenze alimentari campane e volto autorevole della cultura gastronomica italiana. Con la sua attività e la sua passione ha contribuito a raccontare il valore del territorio attraverso il pomodoro, prodotto al quale ha dedicato ricerca, divulgazione e un impegno costante per la tutela della qualità. Fondatore del progetto Tallioo , Ferriere è stato un punto di riferimento per professionisti della ristorazione, produttori e appassionati, grazie alla capacità di unire tradizione, innovazione e conoscenza delle materie prime. La sua scomparsa lascia un vuoto nel panorama enogastronomico regionale e nazionale, dove era apprezzato per il suo lavoro di promozione della cultura del cibo e delle identità locali. I funerali saranno celebrati mercoledì alle ore 10.00 nella chiesa di piazza San Ciro, a Portici , dove familiari, amici e rappresentanti del mondo gastronomico potranno rendergli l'ultimo saluto. Con Fofò Ferriere se ne va una figura che ha saputo trasformare un ingrediente semplice e profondamente legato alla Campania in un racconto di territorio, memoria e passione.

ROMA – C'è anche il pane tra i protagonisti del percorso che conduce ai XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. La Federazione Italiana Panificatori, Panificatori Pasticceri ed Affini (FIPPA) entra ufficialmente nel programma della manifestazione con un'iniziativa che punta a valorizzare uno dei simboli della Dieta Mediterranea, trasformandolo in ambasciatore di benessere, cultura e identità. Il progetto sarà presentato mercoledì 15 luglio, dalle ore 19 alle 20, nella Stanza Centrale e nel Chiostro di Palazzo d'Aquino, a Taranto, in un incontro promosso con il patrocinio del Comune e organizzato insieme all'Associazione Panificatori di Taranto e Provincia. Momento centrale della serata sarà la presentazione del "Pane dei Giochi del Mediterraneo 2026", una pagnotta salutistica ideata per rappresentare il connubio tra tradizione artigianale, qualità delle materie prime e corretta alimentazione. L'obiettivo è quello di creare un simbolo capace di accompagnare l'evento sportivo e, allo stesso tempo, sensibilizzare cittadini, giovani e atleti sull'importanza di una dieta equilibrata. L'iniziativa va oltre la semplice presentazione di un nuovo prodotto. Il progetto intende infatti riportare al centro il valore culturale e nutrizionale del pane, riconoscendone il ruolo all'interno della Dieta Mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, e promuovendo uno stile alimentare fondato sulla qualità e sulla sostenibilità. Il convegno riunirà istituzioni, rappresentanti del mondo dello sport, esperti della nutrizione, professionisti del settore alimentare e maestri panificatori, chiamati a confrontarsi sul ruolo del pane nella moderna alimentazione e sulle prospettive della panificazione artigianale italiana. A sostenere l'iniziativa sarà anche Molino Merano, partner del progetto, che fornirà le farine destinate alla realizzazione del "Pane dei Giochi del Mediterraneo". Una collaborazione nata dalla condivisione di principi come ricerca, innovazione, attenzione alle materie prime e valorizzazione dell'eccellenza italiana. Per la FIPPA l'adesione al programma dei Giochi rappresenta un'opportunità per riaffermare il valore sociale del pane e il ruolo dei panificatori come custodi di un patrimonio che appartiene alla storia e all'identità del Paese. Attraverso questo progetto, il pane diventa così molto più di un alimento: si trasforma in un simbolo di condivisione, inclusione e dialogo tra i popoli del Mediterraneo, gli stessi valori che ispirano la manifestazione sportiva. Con il "Pane dei Giochi del Mediterraneo", Taranto si prepara ad accogliere un'iniziativa che unisce tradizione, innovazione e cultura alimentare, confermando come il cibo possa diventare uno straordinario strumento di promozione del territorio e di educazione a sani stili di vita.

La Redazione Per la sua rubrica dedicata alla Pizza del Mese, Jessica Sorrentino firma la proposta di luglio con una creazione che racconta il territorio attraverso gusto, memoria e ricerca. Si chiama Vulcanica ed è una pizza che celebra la Campania, trasformando ingredienti simbolo della tradizione in un'esperienza contemporanea, autentica e ricca di personalità.




