Il ritorno dell’emergenza Covid spinge il fai da te casalingo
Maria Giovanna Labruna • 25 settembre 2020
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Il ritorno dell’emergenza Covid spinge il fai da te casalingo con i consumatori pugliesi che quest’anno, con l’arrivo dell’autunno, riscoprono i consigli della nonna e si mettono al lavoro tra matterelli, pentole e vasetti nella preparazione di conserve, per riempire la dispensa e non farsi cogliere impreparati da un eventuale peggioramento della situazione.
Il fenomeno sarà analizzato e mostrato nel primo weekend d’autunno domani sabato 26 settembre 2020 nel mercato di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi (programma su www.campagnamica.it), insieme al nutrizionista ed a esperti, oltre ai cuochi contadini, sveleranno ai pugliesi i segreti del fai da te, a partire da sottoli e paté fatti con il ‘re di Puglia’, il carciofo brindisino IGP, con dimostrazioni pratiche per non sbagliare nelle preparazioni anche di confetture e altre conserve.
Per l’occasione sarà presentata l’indagine Coldiretti/Ixe’ sul “Il ritorno delle conserve fai da te al tempo del Covid” con numeri e tendenze della svolta in cucina dei pugliesi favorita anche dallo smart working.

Ci sono percorsi che non nascono da una scelta improvvisa, ma affondano le proprie radici nella terra, nella famiglia e nei valori con cui si cresce. Quello di Nello Di Sevo è uno di questi. Originario del cuore del Parco Nazionale del Cilento, Nello nasce nel maggio del 1993 in una terra dove il cibo rappresenta cultura, identità e rispetto della natura. Tra campi di grano, uliveti, masserie di bufale e la cucina della nonna, sviluppa fin da bambino una profonda sensibilità verso le materie prime e il loro valore.

La cucina è cultura, identità e territorio. Attraverso la Rubrica dello Chef Rocco Gerundino, vogliamo raccontare le eccellenze agroalimentari italiane, dando voce ai prodotti che nascono dalla terra e dal mare e che, grazie alla sapienza dei nostri chef, diventano piatti capaci di emozionare. Ogni ricetta è un viaggio tra tradizione e innovazione, con uno sguardo rivolto alla qualità delle materie prime, alla loro stagionalità e al rispetto delle produzioni locali. Perché valorizzare un territorio significa prima di tutto valorizzare chi lo coltiva, lo pesca e lo trasforma con passione.






