GIORNATA PASTA: COLDIRETTI PUGLIA, CONTINUA SUCCESSO PASTA PUGLIESE NEL MONDO (+9%); MA PREZZO GRANO METTE A RISCHIO SOPRAVVIVENZA 38MILA AZIENDE AGRICOLE

Teresa De Petro • 26 ottobre 2024

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E’ corsa alla pasta Made in Italy fatta in Puglia con gli acquisti all’estero cresciuti in valore del 9% nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainati dalla tendenza dei consumatori mondiali a cercare prodotti fatti in Italia, mentre il prezzo del grano pugliese è crollato del 25% in 1 anno, mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa di 38mila aziende agricole in Puglia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, sui dati ISTAT Coeweb diffusa in occasione Giornata Mondiale della Pasta (World Pasta Day) che si celebra il 25 ottobre in tutto il mondo.

 L’Italia ha il più alto consumo di pasta pro-capite del mondo, pari a 23 kg all’anno, con una tendenza dei consumatori a ricercare pasta fatta con 100% grano italiano – sottolinea la Coldiretti – aumentati in modo vorticoso con il risultato che oggi 4 pacchi di pasta su 10 (40%) venduti in Italia utilizzano esclusivamente grano duro coltivato sul territorio nazionale. Un record storico a distanza di poco più di 11 anni dell’arrivo sugli scaffali della prima pasta tutta italiana, per valorizzare il territorio, il grano e il lavoro degli italiani, realizzata per iniziativa di Coldiretti, Legacoop Agroalimentare e Coop Italia che, accolta inizialmente con diffidenza dagli operatori, ha poi cambiato per sempre il mercato del prodotto-simbolo della cucina nazionale.

 Una vera e propria svolta patriottica favorita dall’obbligo dell’etichettatura di origine del grano impiegato fortemente voluta dalla Coldiretti che ha spinto tutte le principali industrie agroalimentari a promuovere delle linee produttive con l’utilizzo di cereale interamente prodotto sul territorio nazionale, anche se molto resta da fare.

 Ma al contempo a frenare la crescita della coltivazione di grano per fare la pasta sono i bassi compensi riconosciuti agli agricoltori, con le importazioni di grano straniero in aumento dell’8% nei primi 6 mesi del 2024 rispetto allo scorso anno, con l’invasione di prodotto straniero che colpisce duramente i produttori pugliesi, facendo crollare i prezzi in un’annata in cui la produzione è risultata dimezzata a causa del clima e della siccità. Si tratta peraltro di cereali coltivati usando spesso sostanze vietate nel nostro Paese e nella Ue, come nella produzione del grano duro turco, su cui viene utilizzato – denuncia Coldiretti - ad esempio il Carbendazim, un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, mentre il Glifosato, essiccante vietato in Italia in pre raccolta, si trova sul grano canadese e su quello russo.

Una situazione intollerabile dinanzi alla quale occorre affermare – rileva Coldiretti - il principio di reciprocità delle regole, vietando l’ingresso in Europa ai prodotti coltivati con sostanze vietate ma anche ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori. E serve anche garantire una etichettatura trasparente su tutti gli alimenti in commercio, a partire da pane, biscotti, cracker e altri derivati dai cereali, che oggi continuano ad essere “anonimi”.

 La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 10milioni di quintali prodotti in media all’anno, ma la domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e di concorrenza sleale delle importazioni dall’estero, soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore in Puglia ed in Italia, che nell’ultimo decennio – denuncia Coldiretti Puglia - hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati, con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente.

Occorre ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito nell’ambito del Pnrr per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali, conclude Coldiretti nel sottolineare che serve anche investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento di risposta ai cambiamenti climatici.


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