Gelato World Cup 2026: Singapore incanta Rimini. La Gazzetta del Food racconta dal vivo la nuova geografia del gelato artigianale
Nicoletta Montesano • 21 gennaio 2026
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Rimini – Sigep World. Tra profumi di vaniglia, agrumi, spezie e cioccolato, il gelato artigianale si è confermato linguaggio universale capace di unire tecnica, creatività e cultura.

La Gelato World Cup 2026 ha incoronato Singapore Campione del Mondo, davanti a Francia e Argentina, al termine di quattro giorni di competizioni ad altissimo livello che hanno trasformato i padiglioni di Sigep World in un vero teatro del gusto.
La Gazzetta del Food era presente a Rimini per seguire da vicino ogni fase della manifestazione, osservando non solo le prove in gara, ma anche l’energia, la tensione e l’orgoglio dei team provenienti da ogni parte del mondo. Dodici squadre internazionali, nove sfide tecniche e narrative, un solo grande obiettivo: dimostrare che il gelato artigianale oggi è molto più di un dessert, è un’esperienza culturale completa.
Singapore, il trionfo dello stupore
A conquistare la giuria è stato il Team Singapore, che ha costruito il proprio successo attorno al tema “Circus”, un omaggio all’equilibrio, alla precisione e alla meraviglia. Guidata da Jason Tan insieme a Dexter Lee, Loh Cheng Kit e Chew Wei Lung, la squadra asiatica ha saputo tradurre il concept in ogni prova, creando una narrazione coerente fatta di tecnica impeccabile, design emozionale e sapori audaci.
Il loro percorso è stato un crescendo: dalle monoporzione ai dessert da ristorazione, fino al Final Grand Buffet, dove ogni creazione era parte di uno stesso racconto. Una vittoria che segna simbolicamente l’ascesa di Singapore come nuovo punto di riferimento nella scena mondiale del gelato artigianale.
Francia e Argentina: arte, poesia e identità
Secondo posto per la Francia, che con “The Dance of Animals” ha proposto una visione elegante e dinamica, ispirata al movimento e all’armonia della natura. Il team guidato da Hervé Dartois ha unito l’eredità della pasticceria francese a un’estetica moderna, conquistando il pubblico con una tecnica cristallina e una forte identità visiva.
Terzo gradino del podio per l’Argentina, che con “The Garden of Butterflies” ha portato in gara una narrazione poetica, ricca di colori e simboli legati alla trasformazione e alla biodiversità. Sotto la guida di Eduardo Zacaria, la squadra ha espresso grande equilibrio gustativo e una sensibilità artistica capace di emozionare.
Un laboratorio globale del futuro
Nel corso della competizione, i team si sono confrontati con prove che hanno spaziato dal gelato gastronomico ai dessert da ristorazione, dalle torte gelato ai gelati su stecco, fino alla temuta mystery box a base di frutta. Ogni prova ha messo in luce approcci culturali diversi, raccontando un mondo in cui il gelato diventa strumento di ricerca, racconto e identità.
Per chi, come La Gazzetta del Food, ha seguito l’evento sul campo, la Gelato World Cup 2026 ha rappresentato molto più di una gara: è stata una finestra sul futuro del settore, dove artigianalità, sostenibilità, storytelling e innovazione si fondono in un’unica visione globale.
Il gelato non è mai stato così contemporaneo. E Rimini, ancora una volta, ne è stata la capitale.








