Da Avvocato a Pizzaiolo DOC nel Mondo: la traiettoria internazionale di Mauricio Dulanto
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A 32 anni, Mauricio Dulanto rappresenta una delle storie più significative di trasformazione professionale nel panorama della ristorazione contemporanea. Nato in Perù, ha intrapreso inizialmente una carriera come avvocato, esercitata per un decennio. Un percorso solido, ma distante dalla sua vera vocazione: la cucina italiana e, in particolare, l’arte della pizza.

La svolta arriva con una scelta radicale: lasciare tutto per ricominciare. Un passaggio che lo ha portato ad attraversare continenti, studiare con dedizione e lavorare in contesti ad alta intensità tra Perù, Spagna e Polonia. Oggi è responsabile tecnologico di un’azienda di importazione di prodotti alimentari italiani in Polonia e, parallelamente, opera come pizzaiolo, executive e consulente strategico per progetti di ristorazione.
La sua formazione è fortemente legata all’Accademia Nazionale Pizza DOC, istituzione che rappresenta per lui una vera alma mater. All’interno di questo contesto ha affinato tecniche di panificazione, gestione degli impasti, sviluppo dei menu e strutturazione dei costi. Un percorso reso possibile anche grazie alla fiducia del presidente Antonio Giaccoli, che ha creduto nel suo talento e nella sua visione.
Nel 2023, il suo impegno ha trovato riconoscimento internazionale con il titolo di Pizzaiolo DOC nel Mondo al Campionato Mondiale Pizza DOC, consacrandolo tra i professionisti di riferimento del settore. Oggi, oltre all’attività operativa, Mauricio Dulanto è anche docente, portando la sua esperienza in aula con un approccio diretto, tecnico e umano. Ha formato studenti provenienti da diversi Paesi, adattando il proprio metodo a contesti culturali e linguistici differenti, sempre con un obiettivo chiaro: trasmettere conoscenze reali, senza filtri.
Intervista
Quanto è stata determinante la formazione nel tuo percorso?
Per essere all’altezza di tanti professionisti che hanno più anni di me in cucina, la formazione è stata la mia arma più importante. Senza basi solide non esiste una crescita reale. Studiare, confrontarsi e aggiornarsi continuamente è ciò che trasforma una passione in una professione sostenibile. Non smetterò mai di studiare.
Cosa rappresenta per te l’Accademia Nazionale Pizza DOC?
Rappresenta le persone che mi hanno abbracciato quando ho lasciato una vita alle spalle per diventare pizzaiolo, quando ero rimasto completamente solo. È il luogo in cui ho costruito le fondamenta del mio lavoro e dove continuo a crescere. È sempre stata offerta una formazione di altissima qualità, ma più di questo… è un concetto creato ovviamente grazie al nostro presidente, al quale vogliamo tanto bene, ma anche grazie a ognuno degli istruttori. Ognuno di noi ha lasciato qui un pezzo di sé stesso.
Qual è il valore della formazione per i nuovi pizzaioli oggi?
È indispensabile per chi vuole volare. Il mercato è competitivo e in continua evoluzione. Ma ciò che è ancora più importante è che formarsi ti permette di dare di più agli altri, di aggiungere valore a qualsiasi progetto e, soprattutto, di creare condizioni confortevoli per chi ami.
Come descriveresti il tuo approccio come docente?
Onesto e concreto. Non vendo illusioni. Offro strumenti reali, esperienza diretta e una guida chiara. L’obiettivo è rendere ogni corsista autonomo e consapevole.
Qual è il consiglio principale che dai a chi vuole entrare in questo mondo?
Non devi mai cadere nel gioco furbo di molti. Devi essere vero, devi essere te stesso e sempre concentrato sul dare. Devi dare, devi volere il bene degli altri. Tante volte resterai deluso, ma non importa: i risultati arriveranno.
“La pizza mi ha dato l’opportunità di cambiare vite, iniziando dalla mia.”
Ed è proprio in questa frase che si racchiude il senso più profondo del suo percorso: non solo una carriera costruita con disciplina e sacrificio, ma una trasformazione autentica e umana. La storia di Mauricio Dulanto dimostra che il coraggio di ricominciare può diventare un ponte verso qualcosa di più grande, capace di unire culture, creare opportunità e lasciare un segno concreto nelle persone.
Perché, in fondo, non si tratta solo di impasti, tecnica o risultati, ma di ciò che si sceglie di costruire ogni giorno, con le proprie mani e con il proprio cuore.








