Città di Castello celebra il tartufo bianco: in arrivo il Festival dedicato al prezioso fungo ipogeo
Redazione • 8 ottobre 2024
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In Italia, un terzo della produzione di tartufi arriva dall’Umbria, e Città di Castello, nel cuore dell’Alta Valle del Tevere, è pronta a festeggiare uno dei suoi prodotti più pregiati con il Festival del Tartufo Bianco. Questo evento rappresenta un appuntamento irrinunciabile per appassionati di gastronomia, chef e visitatori desiderosi di scoprire e gustare il miglior tartufo bianco, che in questa zona abbonda e si distingue per la sua qualità eccellente.
L’Alta Valle del Tevere, grazie al suo terreno ricco e al clima favorevole, è considerata una delle aree più vocate in Italia per la proliferazione del tartufo bianco, un fungo ipogeo dal sapore e dall’aroma inconfondibili. La raccolta di questo prodotto è un vero e proprio rito, tramandato di generazione in generazione, che ha reso questa regione un punto di riferimento per chi cerca il meglio della produzione nazionale.
Il festival, che si terrà nelle prossime settimane, sarà una celebrazione della cultura enogastronomica locale e del tartufo, con un ricco programma di eventi che includerà mercati di prodotti tipici, degustazioni, show cooking e incontri con chef stellati, che interpreteranno il tartufo bianco nelle loro creazioni culinarie. Inoltre, ci saranno escursioni guidate nei boschi dell’Umbria per scoprire il fascino della ricerca del tartufo, un'attività che combina tradizione, conoscenza del territorio e passione per la natura.
Tra gli espositori del festival ci saranno anche aziende locali che proporranno specialità a base di tartufo, oltre a vini e oli di qualità, che fanno da perfetto accompagnamento a questo prezioso ingrediente. Non mancheranno momenti dedicati alla valorizzazione del territorio, con conferenze e workshop che illustreranno le proprietà del tartufo e le tecniche sostenibili per la sua raccolta e conservazione.
Per Città di Castello, il Festival del Tartufo Bianco è un’occasione per mettere in luce l’importanza di questo prodotto, che rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche un simbolo di identità culturale e gastronomica. Il tartufo bianco, infatti, è molto più di un ingrediente: è un tesoro della terra, che sa raccontare la storia, le tradizioni e le eccellenze di un territorio straordinario come quello dell’Umbria.
Questo evento attira ogni anno migliaia di visitatori, appassionati di tartufi e gourmet da tutta Italia e oltre, trasformando Città di Castello in una vera e propria capitale del tartufo per l’intera durata del festival.
FOTO: WEB

Dalle radici del mito alla tavola contemporanea, viaggio alla scoperta dell’ingrediente più enigmatico della Terra. Quando i primi freddi d’autunno sfiorano le cime degli alberi e l’umidità profuma la terra, il bosco regala il suo bene più prezioso e misterioso: il fungo. Organismo affascinante, sospeso tra regno vegetale e animale, il fungo attraversa i secoli portando con sé un’aura di magia e sacralità. Nell’antica Roma veniva celebrato come "cibo degli dei", mentre nelle credenze popolari contadine la sua comparsa improvvisa nei cerchi d'erba scatenava la fantasia, richiamando leggende su danze notturne di streghe e folletti.

L'introduzione della redazione Per il mese di ottobre, la nostra rubrica gastronomica ospita una nuova proposta firmata dalla chef Hajer Aissi: il parfait alle mandorle caramellate. Un dessert dalla consistenza cremosa e vellutata, arricchito dal gusto intenso delle mandorle caramellate, protagoniste di una preparazione che unisce semplicità e raffinatezza. Il risultato è un dolce freddo, ideale da servire a fine pasto, capace di conquistare per il suo equilibrio tra delicatezza e carattere. La chef ci presenta la sua ricetta, accompagnandoci nelle diverse fasi della preparazione e condividendo una proposta da portare in tavola per valorizzare il momento del dessert.

Le caramelle verdi senza glutine ripiene di Polenta di Storo, speck e uvetta sultanina, con burro nocciola, amaretto, salvia e Graukäse. La ricetta del mese di ottobre – Chef Angelo Berardi Introduzione della redazione Per la ricetta del mese di ottobre abbiamo scelto di accompagnarvi in un viaggio gastronomico tra tradizione, territorio e creatività, attraverso la sensibilità e la tecnica dello chef Angelo Berardi. La sua proposta nasce dall'incontro tra due identità gastronomiche di montagna: quella bergamasca, con il suo storico patrimonio di pasta fresca e sapori autentici, e quella alpina del Sudtirol, caratterizzata da ingredienti intensi e fortemente legati al territorio. Ispirandosi ai tradizionali casoncelli lombardi, lo chef ne reinterpreta forma, consistenza e ripieno, dando vita a eleganti caramelle di pasta fresca verde, naturalmente caratterizzate dagli spinaci e realizzate senza glutine. Il cuore della preparazione racchiude la Polenta di Storo, lo speck Alto Adige IGP e la dolcezza dell'uvetta sultanina. Il tutto viene valorizzato da un condimento ricco e aromatico a base di burro nocciola, salvia, granella di amaretto e Graukäse. Un piatto che racconta una cucina contemporanea capace di custodire la memoria, rispettare le tradizioni e aprirsi all'innovazione, senza rinunciare al gusto e all'inclusività. Lasciamo ora la parola allo chef Angelo Berardi, che ci accompagna nella realizzazione della sua ricetta.

La redazione Con l’arrivo di ottobre, la cucina si veste dei colori caldi dell’autunno e porta in tavola ingredienti che raccontano la stagione, con i loro profumi avvolgenti e i sapori capaci di regalare comfort e convivialità. Per l’appuntamento di questo mese con la nostra rubrica dedicata agli appassionati di cucina, Luigi Commesso ci propone un piatto che interpreta perfettamente questo periodo dell’anno: il risotto alla zucca con speck croccante, Taleggio DOP e una nota di peperoncino . Una ricetta che nasce dall’incontro tra ingredienti diversi ma armoniosi: la dolcezza vellutata della zucca, il gusto deciso e affumicato dello speck, la cremosità del Taleggio e una leggera sfumatura piccante che dona carattere al piatto. Il risultato è un risotto ricco, avvolgente e profumato, ideale per un menù autunnale di terra. La scelta di Luigi ci conquista proprio per questo equilibrio: una preparazione legata alla tradizione del risotto, arricchita da accostamenti capaci di esaltare ogni ingrediente senza coprirne l’identità. Ma lasciamo ora la parola a Luigi, che ci accompagna passo dopo passo nella realizzazione della sua ricetta.




