LATTE: COLDIRETTI PUGLIA, SOTTOSCRITTO PATTO ETICO DI FILIERA TRA ALLEVATORI E TRASFORMATORI PRIMO PASSO PER SALVARE STALLE PUGLIESI

Comunicato • 7 ottobre 2021

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Dovranno seguire contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori siano concordati compensi equi

Sottoscritto il “patto etico di filiera” tra allevatori e trasformatori per riconoscere una adeguata remunerazione del latte alla stalla e privilegiare sugli scaffali il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio come sostenuto dalla campagna Coldiretti #mangiaitaliano. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della firma del protocollo d’intesa per la stabilità, la sostenibilità e la valorizzazione della filiera lattiero – casearia pugliese, intesa etica di filiera fortemente voluta da Coldiretti e promossa e sostenuta dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.

L’intesa siglata a livello regionale fa il paio con l’accoglimento della proposta di Coldiretti a livello nazionale per un adeguato aumento del prezzo minimo del latte alla stalla in Italia senza che vi sia un impatto sui consumatori, con la disponibilità espressa da Conad, Coop, Granarolo, Federdistribuzione e Assolatte, al tavolo convocato dal Ministro Stefano Patuanelli sulla crisi del latte su sollecitazione della Coldiretti.

“E’ un primo passo importante rispetto al principio sancito che i prezzi del latte devono partire dai costi lievitati di produzione, a cui dovranno seguire contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori in cui siano concordati compensi equi perché a fronte dei rincari delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali è fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, sottraendoli al rischio di chiusura a causa di prezzi sotto i costi di produzione”, dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.

A pesare nelle stalle – sottolinea la Coldiretti Puglia - sono gli effetti di fenomeni estremi come la siccità e l’afa con il forte aumento dei costi di produzione a partire da quelli energetici e per l’alimentazione degli animali nelle stalle con il mais che registra +50%, la soia +80% e le farine di soia +35% rispetto allo scorso anno. Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e 17 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – aggiunge Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.

Occorre intervenire urgentemente per salvare la “Fattoria Puglia”, dove sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – appena 1.400 stalle per la produzione di latte, decisivo presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali a causa principalmente del prezzo del latte spesso non remunerativo, dovuto non solo alla crisi, ma anche e soprattutto alle evidenti anomalie di mercato con i prezzi alla stalla che subiscono inaccettabili ‘fluttuazioni’ e agli alti costi di gestione degli allevamenti.

 
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