MADE IN ITALY: COLDIRETTI PUGLIA, ALLA FIERA LA FOCACCIA DA GUINNESS DI 2 METRI DI DIAMETRO E 40KG DI PESO

Redazione • 6 ottobre 2024

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Primati che vanno però difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano

Presentata a Bari la focaccia barese da Guinness dei primati, un gigante dal peso di 40Kg e 2 metri di diametro, la versione oversize di uno dei 365 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero dell’Agricoltura, ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. E’ stata presentata da Coldiretti Puglia alla Fiera del Levante, al mercato regionale dei contadini di Campagna Amica per chiudere in bellezza con i cittadini – consumatori la kermesse della Campionaria.

Il gigante del Made in Italy del territorio pugliese, è stato fatto con 25 chili di farina, 5 litri di olio extravergine di oliva e 20 chili di pomodori, ingredienti rigorosamente prodotti in Puglia, un elogio alla Dieta Mediterranea per una maxi degustazione di bontà dedicata ai cittadini presenti nel quartiere fieristico, dove il cibo ha dominato la scena durante la 87^ Fiera del Levante con i testimonial della Dieta Mediterranea portati nel mercato di Campagna Amica dagli agricoltori custodi della biodiversità.

Primati che vanno però difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, quello che tecnicamente si chiama codice doganale. In questo modo cosce di prosciutto estero dopo essere state salate e stagionate vengono vendute per italiane e lo stesso capita col latte straniero che diventa mozzarella italiana. Una frode contro la quale è partita dal Brennero una grande mobilitazione di Coldiretti con obiettivo la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola.

Il Made in Italy dal campo alla tavola targato Puglia è rappresentato da un totale di 60 Cibi e Vini certificati DOP IGP, la regione numero 8 in Italia per prodotti DOP IGP STG, a cui si aggiungono le 4 STG nazionali e le 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 Indicazioni Geografiche. La Puglia può contare su 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione – aggiunge Coldiretti Puglia - 365 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero dell’Agricoltura, 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle), 9 IGP per l’olio di Puglia, la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la Cipolla Bianca di Margherita, l’Uva di Puglia, il Carciofo Brindisino, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto e 29 vini DOC e 6 IGP. Ma anche la superficie agricola destinata a biologico raggiunge i 321mila ettari in Puglia dove il settore torna a crescere, con un aumento del 12% in 1 anno, confermando la Puglia al top della classifica nazionale per l’agricoltura biologica e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.

Va tutelato quotidianamente il Made in Italy agroalimentare contro l’import di prodotti agricoli e agroalimentari da Paesi stranieri che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale e di rispetto dei diritti dei lavoratori e che spesso vengono spacciati per tricolori sfruttando il codice doganale che consente di “italianizzarli” grazie a minime lavorazioni La campagna può essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.

 
Autore: La Redazione 18 settembre 2026
Alici, sarde e sgombri restano protagonisti della tavola italiana: pesci semplici, versatili e natu ralmente ricchi di omega-3. Sono tra i pesci più familiari della tradizione mediterranea e, proprio per questo, rischiano talvolta di essere considerati alimenti ordinari. Eppure alici, sarde e sgombri continuano a rappresentare una delle espressioni più interessanti del patrimonio ittico italiano, grazie a un profilo nutrizionale importante e a una straordinaria versatilità in cucina. Il cosiddetto pesce azzurro comprende diverse specie caratterizzate, tra l'altro, dalla presenza di grassi insaturi. Tra questi figurano gli acidi grassi omega-3 , nutrienti ai quali la ricerca scientifica ha dedicato particolare attenzione per il loro ruolo nell'organismo. A fare la differenza è anche la semplicità. Alici, sarde e sgombri sono ingredienti che appartengono alla cucina quotidiana e alla memoria gastronomica di molte regioni costiere italiane. Dalla pasta con le sarde alle alici marinate, fino allo sgombro cotto al forno o alla griglia, il pesce azzurro si presta a preparazioni molto diverse, dalle più tradizionali a quelle contemporanee. Un patrimonio della cucina mediterranea La forza di questi pesci non risiede soltanto nelle caratteristiche nutrizionali. Il loro valore è anche culturale e gastronomico. Sono infatti protagonisti di una cucina costruita per secoli sulla disponibilità stagionale del pescato, sulla valorizzazione di ingredienti semplici e sulla necessità di trasformare materie prime accessibili in piatti ricchi di sapore. Le sarde , per esempio, occupano un posto centrale nella gastronomia siciliana, mentre le alici sono presenti in numerose preparazioni lungo le coste italiane. Lo sgombro, dal gusto più deciso, è invece apprezzato sia nelle ricette tradizionali sia nelle proposte contemporanee. Omega-3 e qualità della dieta Sul piano nutrizionale, il pesce azzurro è particolarmente interessante per il contenuto di EPA e DHA , due acidi grassi omega-3 a lunga catena. Il loro apporto è uno degli elementi che rendono il consumo di pesce parte di un'alimentazione equilibrata. Naturalmente, nessun singolo alimento può essere considerato una soluzione completa per la salute. A contare è l'insieme della dieta, oltre alla frequenza e alle modalità di consumo. Anche la preparazione ha il suo peso: cotture semplici possono valorizzare il prodotto senza coprirne il gusto con condimenti eccessivi. Dalla tradizione a una nuova idea di consumo Riscoprire il pesce azzurro significa dunque guardare alla tradizione con occhi contemporanei. Alici, sarde e sgombri possono entrare con facilità nei menu di tutti i giorni, offrendo gusto e possibilità gastronomiche senza la necessità di ricorrere sempre a specie più costose o considerate più pregiate. In un momento in cui la cucina guarda sempre più alla stagionalità, alla valorizzazione delle risorse locali e alla riduzione degli sprechi, il pesce azzurro torna così al centro della scena. Un prodotto del mare profondamente italiano, capace di unire memoria gastronomica, versatilità e interesse nutrizionale.
Autore: La redazione 17 settembre 2026
Dalla Redazione Alcune ricette sono dei racconti di una terra, della sua gente e delle sue tradizioni. Ricette capaci di custodire profumi, gesti e sapori che si tramandano di generazione in generazione. Oggi abbiamo il piacere di accompagnarvi alla scoperta di una preparazione firmata dal nostro Chef Michele Picciallo, un professionista che sa interpretare la cucina con passione, rispetto per la materia prima e grande attenzione alla tradizione. La sua cucina nasce dal desiderio di valorizzare ingredienti semplici, trasformandoli in piatti capaci di regalare emozioni. E proprio in questa ricetta ritroviamo tutta l'essenza della Puglia: il profumo del mare, la genuinità della terra e quella cucina di casa che, ancora oggi, riesce a conquistare il cuore. Ed ora lasciamo la parola allo Chef Michele Picciallo, che ci accompagnerà personalmente nella preparazione di uno dei grandi simboli della tradizione gastronomica pugliese.
Autore: La Redazione 16 settembre 2026
Dalla redazione Per la ricetta del mese di settembre , la nostra redazione incontra lo Chef Angelo Berardi, protagonista di una cucina attenta alla materia prima, all’equilibrio dei sapori e alla ricerca di accostamenti capaci di sorprendere senza perdere autenticità. Per questa occasione lo Chef ci propone “Tra Terra e Bosco”, una tartare di manzo accompagnata da mela Granny Smith in osmosi al gin, noci pecan tostate e fiori eduli. Un piatto che racconta l’incontro tra intensità e freschezza , tra morbidezza e croccantezza, tra tecnica e semplicità. Un equilibrio costruito attraverso pochi elementi, scelti e valorizzati con precisione. Ma lasciamo che sia direttamente lo Chef Angelo Berardi a raccontarci la sua creazione. w post
Autore: Luigi Commesso 15 settembre 2026
Quando la tradizione romana incontra la tecnica del risotto Dalla redazione Settembre porta con sé il desiderio di tornare ai sapori autentici, alle ricette capaci di raccontare la cucina italiana attraverso pochi ingredienti, scelti con cura e valorizzati dalla tecnica. È in questo spirito che Luigi Commesso propone per la ricetta di settembre il suo Risotto alla Carbonara: un primo piatto che unisce la cremosità del Carnaroli ai profumi e ai sapori inconfondibili della tradizione romana. Guanciale croccante, pecorino romano, tuorli d’uovo e pepe nero diventano protagonisti di una preparazione che richiede attenzione soprattutto nella mantecatura, momento decisivo per ottenere quella consistenza cremosa e avvolgente che caratterizza il piatto. Una rilettura contemporanea, dunque, che non tradisce l’identità della Carbonara, ma la trasferisce nel mondo del risotto con equilibrio e personalità.
Autore: La Redazione 15 settembre 2026
Nuove firme e nuove storie per raccontare il mondo della gastronomia Dalla passione per la tradizione campana alla cucina di mare, fino ai lievitati e alla pasticceria: il percorso di una Food Lover che fa della cucina una forma di cura
Autore: La Redazione 15 settembre 2026
GASTRONOMIA | TRADIZIONE | ARTIGIANALITÀ Dalla sfoglia all’uovo alle orecchiette, dai ravioli alle tagliatelle: la pasta fresca continua a essere uno dei simboli della cucina italiana. Un prodotto antico che oggi ritrova nuova centralità grazie alla ricerca sulle materie prime, alla cura della lavorazione e al legame con il territorio. C’è un momento, nella preparazione della pasta fresca, in cui farina, acqua e uova smettono di essere semplici ingredienti e diventano qualcosa di diverso. L’impasto prende forma, acquista elasticità, cambia consistenza sotto le mani. È qui che comincia la storia di un prodotto che da secoli accompagna la cucina italiana. La pasta fresca artigianale nasce da gesti apparentemente semplici, ma tutt’altro che banali. Impastare, tirare una sfoglia, tagliarla, modellarla o racchiudere un ripieno sono operazioni che richiedono esperienza. La differenza, spesso, sta proprio nei dettagli. 
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