Pizza Championship Macedonia 2026, Skopje capitale internazionale della pizza: in giuria anche lo chef pizzaiolo Luigi Commesso de La Gazzetta del Food

La Redazione • 7 ottobre 2026

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SKOPJE – La pizza italiana torna a essere protagonista oltre i confini nazionali e lo fa nel cuore dei Balcani. Si è concluso a Skopje, in Macedonia del Nord, il Pizza Championship Macedonia 2026, appuntamento internazionale che il 3 e 4 ottobre ha portato nella capitale macedone professionisti, maestri pizzaioli, giudici e appassionati provenienti da oltre 20 Paesi.

Tra i protagonisti chiamati a valutare le performance dei concorrenti anche Luigi Commesso, chef pizzaiolo e componente della squadra de La Gazzetta del Food, presenza italiana all'interno di una giuria internazionale chiamata a giudicare tecnica, qualità, equilibrio, cottura e presentazione delle pizze in gara.

Una partecipazione che assume un significato particolare perché testimonia ancora una volta quanto la professionalità dei maestri pizzaioli italiani sia considerata un riferimento nei grandi appuntamenti internazionali dedicati all'arte della pizza.

Due giorni dedicati all'arte della pizza

La manifestazione si è svolta presso lo Skopje City Mall, trasformato per due giornate in una vera e propria arena internazionale della pizza.

Le fonti locali parlano di oltre 120 concorrenti provenienti da più di 20 Paesi; una comunicazione precedente all'evento aveva indicato una partecipazione prevista di circa 150 pizzaioli. Il dato definitivo riportato dalle cronache successive alla competizione arriva a 126 concorrenti.

Numeri che fotografano la crescita di una manifestazione nata con l'obiettivo di costruire un ponte tra la tradizione italiana della pizza e le nuove realtà professionali che si stanno sviluppando nei Balcani e nel resto del mondo.

A confrontarsi sono state diverse scuole e interpretazioni della pizza, con competizioni nelle categorie Napoletana, Classica, Romana e Mystery Box. I concorrenti sono stati sottoposti alla valutazione di una giuria internazionale e di giudici tecnici, chiamati a considerare non soltanto il risultato finale nel piatto, ma anche tecnica, igiene, professionalità, cottura, aspetto e qualità organolettica.

Luigi Commesso, dall'esperienza italiana alla giuria internazionale

In questo contesto si inserisce la presenza di Luigi Commesso, chef pizzaiolo e professionista della ristorazione, che ha portato a Skopje il proprio bagaglio di esperienza maturato nel mondo della pizza e della gastronomia.

Commesso è stato recentemente protagonista anche di importanti iniziative gastronomiche in Italia. In occasione della quinta edizione di Cuore Buono di Chef, a Torre del Greco, La Gazzetta del Food lo ha indicato tra i professionisti impegnati nella manifestazione, dove ha presentato, insieme allo chef Gennaro Galeotafiore e allo staff di Sapori di Napoli, una proposta di fritti d'autore ispirata alla tradizione partenopea.

Il suo percorso comprende inoltre la partecipazione a manifestazioni dedicate alla valorizzazione della pizza e dei prodotti del territorio. Nel 2025 il suo nome figurava, tra gli altri maestri pizzaioli, nel programma del Pizza Art Festival di Ogliastro Marina.

La chiamata a far parte della giuria del Pizza Championship Macedonia 2026 rappresenta dunque un ulteriore riconoscimento di un percorso professionale legato alla pizza, alla cucina e alla valorizzazione della cultura gastronomica italiana.

L'Italia al centro della manifestazione

La presenza italiana non si è limitata alla giuria. Il campionato è stato costruito attraverso una rete di collaborazioni con realtà professionali italiane del settore, tra cui Accademia Pizzaioli Italia, guidata da Enrico Famà, oltre a Pizza Senza Frontiere e Ristorazione Italiana Magazine.

Particolarmente significativo è stato anche il programma dedicato alla formazione. Durante la manifestazione si sono svolti Master Class sulla Pizza Napoletana, con dimostrazioni affidate a maestri italiani, offrendo a professionisti e pubblico l'opportunità di osservare da vicino tecniche, impasti e metodologie della tradizione napoletana.

Accanto alla competizione, spazio anche allo spettacolo con la Pizza Acrobatica, alle attività dedicate ai bambini attraverso il progetto Little Pizza Chefs e a una mostra dedicata alla storia della pizza e alla sua trasformazione da alimento popolare a fenomeno gastronomico globale.

L'apertura con l'Ambasciatore d'Italia

Un altro elemento di rilievo è stato il carattere istituzionale dell'inaugurazione.

L'apertura ufficiale dell'evento si è svolta alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia in Macedonia del Nord, Paolo Palminteri, insieme a Enrico Famà, presidente di Accademia Pizzaioli Italia. La presenza dell'Ambasciatore ha sottolineato il valore della manifestazione non soltanto come competizione gastronomica, ma anche come occasione di promozione della cultura italiana e delle relazioni tra Italia e Macedonia del Nord.

La pizza, in questo senso, diventa un autentico strumento di diplomazia culturale: un prodotto nato dalla tradizione italiana che oggi parla un linguaggio internazionale e riesce a mettere allo stesso tavolo professionisti provenienti da culture gastronomiche differenti.

La sfida internazionale e il successo di Vasile Hotca

Tra i risultati già emersi dalle cronache post-evento c'è quello del rumeno Vasile Hotca, protagonista nella categoria Pizza Classica.

Il pizzaiolo di Baia Mare ha conquistato il primo posto con una pizza denominata Gold de Maramureș, realizzata valorizzando prodotti della sua terra. La sua vittoria ha assunto anche un forte valore identitario: portare in una competizione internazionale i sapori e le materie prime del Maramureș attraverso uno dei simboli più conosciuti della gastronomia italiana.

Il risultato conferma la natura sempre più internazionale del campionato, dove tecniche italiane, prodotti locali e differenti culture gastronomiche si incontrano all'interno dello stesso impasto.

Skopje guarda sempre più alla gastronomia internazionale

Il Pizza Championship Macedonia 2026 si inserisce in un percorso di crescita della cultura della pizza in Macedonia del Nord.

La manifestazione organizzata da Accademia Pizzaioli Macedonia, con la collaborazione delle realtà internazionali coinvolte e di Skopje City Mall, punta infatti a trasformare la competizione in un momento di confronto professionale, formazione e networking.

Non solo gara, dunque, ma anche educazione al prodotto, scambio di conoscenze e valorizzazione del mestiere del pizzaiolo.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell'appuntamento di Skopje: la pizza viene presentata non semplicemente come alimento popolare, ma come una vera disciplina professionale nella quale entrano in gioco tecnica, cultura, ricerca sulle materie prime, gestione dell'impasto, cottura e capacità creativa.

Un ponte tra Napoli, Italia e Balcani

La presenza di professionisti italiani come Luigi Commesso all'interno della giuria assume quindi un valore che va oltre il semplice ruolo di giudice.

La giuria internazionale rappresenta infatti uno dei punti di contatto tra le diverse scuole della pizza. Da una parte la grande tradizione italiana, dall'altra una nuova generazione di pizzaioli provenienti da Paesi nei quali la pizza sta conquistando un ruolo sempre più importante nella ristorazione.

Skopje, per due giorni, è diventata così un punto d'incontro tra Italia, Balcani e mondo, dimostrando come la gastronomia possa diventare uno strumento efficace di dialogo e valorizzazione culturale.

Una manifestazione destinata a crescere

Il successo dell'edizione 2026 indica una direzione precisa: il Pizza Championship Macedonia vuole diventare un appuntamento stabile nel calendario internazionale della pizza.

La partecipazione di concorrenti provenienti da oltre 20 Paesi, la presenza di giudici internazionali, le master class, gli spettacoli e il coinvolgimento del pubblico hanno trasformato il campionato in un evento che va oltre la semplice competizione.

E in questa prospettiva, la presenza di Luigi Commesso, chef pizzaiolo e rappresentante de La Gazzetta del Food, all'interno della giuria costituisce un tassello importante per la valorizzazione della professionalità italiana.

Da Skopje arriva dunque un messaggio chiaro: la pizza continua a parlare italiano, ma la sua lingua è ormai universale.

La sfida per il futuro sarà continuare a difendere l'identità, la tecnica e la qualità del prodotto italiano, aprendosi allo stesso tempo al confronto con le nuove scuole internazionali.

Ed è proprio in questo equilibrio tra tradizione e innovazione che il Pizza Championship Macedonia può trovare la propria dimensione nel panorama mondiale della pizza.



Autore: La Redazione • 7 ottobre 2026
Tradizione e creatività si incontrano nel piatto firmato dallo chef Rocco Gerundino, che reinterpreta la lasagna attraverso una sfoglia fritta, un ragù di salsiccia calabrese, la fonduta di Caciocavallo Silano e il tuorlo d’uovo. Dalla redazione La cucina italiana è anche capacità di guardare alla tradizione con occhi nuovi, senza perdere il legame con le materie prime e con i sapori della memoria. È questo il percorso scelto dallo chef Rocco Gerundino , che propone una rilettura della lasagna in una versione scomposta e contemporanea. Al centro del piatto c’è una sfoglia fresca realizzata con semola e uova, prima sbollentata e poi fritta, trasformata in una componente croccante che dialoga con la morbidezza del ragù di salsiccia e della fonduta di Caciocavallo Silano. A completare la preparazione, il tuorlo d’uovo, elemento cremoso e intenso, che lega le diverse consistenze e accompagna il piatto verso un equilibrio tra croccantezza, sapidità e cremosità. Una ricetta che valorizza ingredienti fortemente legati alla cucina del Sud e li porta in una presentazione moderna, senza tradire la loro identità.
Autore: Chef Gregori Nalon Cooking Strategist • 7 ottobre 2026
Benvenuto autunno: il gusto delle castagne nella mia cucina di Gregori Nalon – Cooking Strategist L’autunno, per me, è una stagione che porta in cucina qualcosa di speciale. È il momento in cui la natura cambia volto, le temperature si fanno più miti e i profumi diventano più intensi, avvolgenti, quasi familiari. È anche la stagione delle castagne , un ingrediente che amo particolarmente per la sua capacità di raccontare il territorio e la tradizione attraverso un gusto autentico, delicatamente dolce e riconoscibile. Quando penso all’autunno penso proprio a quei profumi che escono dal forno e riempiono la cucina: la castagna, il cioccolato, la vaniglia, gli aromi agrumati. Sapori semplici, ma capaci di creare emozioni. Per questo ho scelto di proporre una torta soffice con farina di castagne e gocce di cioccolato . Una preparazione pensata per la colazione, per una merenda in famiglia o semplicemente per concedersi una pausa dolce durante una giornata autunnale.
Autore: Teresa De Petro • 7 ottobre 2026
La siccità presenta il conto anche nei castagneti pugliesi e quest’anno, nelle aree vocate del Gargano, la raccolta delle castagne è praticamente azzerata, con un crollo superiore al 90% rispetto alle annate ordinarie, quando a pesare è soprattutto la prolungata carenza idrica, che ha compromesso lo sviluppo vegetativo delle piante e la formazione dei ricci, ai quali si aggiungono gli effetti ormai strutturali del cinipide galligeno del castagno. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Puglia, che fotografa una delle peggiori annate mai registrate per il comparto. Nei castagneti pugliesi quest’anno il problema è evidente già guardando gli alberi, con i ricci che sono rimasti piccoli e incapaci di portare a maturazione il frutto, a causa delle alte temperature e la scarsità di acqua che hanno sottoposto le piante a uno stress forte e prolungato, aggravando la situazione di castagneti già indeboliti dalle fitopatie. Il risultato è che, dove negli anni scorsi si potevano raccogliere quantitativi significativi, oggi si contano appena pochi chili, quando va bene. A completare il quadro c’è il cinipide galligeno, il Dryocosmus kuriphilus, insetto originario della Cina che attacca il castagno provocando la formazione di galle sui germogli e compromettendo lo sviluppo della pianta – spiega Coldiretti Puglia - alla pressione dell’insetto si sommano altre patologie che possono determinare il disseccamento delle foglie e la caduta precoce dei ricci, aggravando ulteriormente una situazione già resa critica dall’emergenza climatica. È una situazione che colpisce soprattutto le aree storicamente vocate alla castanicoltura, dal Gargano alla Murgia e fino ad alcune zone del Salento, dove il castagno rappresenta non solo una coltura agricola ma anche un elemento caratterizzante del paesaggio, della biodiversità e dell’economia delle aree interne - aggiunge Coldiretti Puglia - nei territori di Vico del Gargano, Carpino, Ischitella e Cagnano, così come nelle altre aree castanicole pugliesi, la produzione è oggi ridotta ai minimi termini. La combinazione tra siccità e fitopatie dimostra quanto sia diventato fragile un patrimonio agricolo che per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale per le comunità rurali. Il castagno, il cosiddetto “albero del pane”, è infatti una delle colture che più raccontano la storia delle aree interne italiane, ma il progressivo abbandono dei castagneti, lo spopolamento dei territori montani e oggi gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio la continuità produttiva. E’ necessario rafforzare il monitoraggio fitosanitario e gli interventi di prevenzione e sostegno nelle aree maggiormente colpite, perché una perdita produttiva di questa portata – dice Coldiretti Puglia - non riguarda soltanto il raccolto di una stagione, ma la possibilità stessa di mantenere in vita una filiera agricola legata a territori marginali e a un patrimonio boschivo di grande valore. Il crollo della produzione pugliese rischia inoltre di aumentare la dipendenza dalle importazioni proprio nel momento in cui cresce la domanda di castagne sulle tavole italiane – insiste Coldiretti Puglia – con il rischio che l’assenza di prodotto nazionale lasci spazio a castagne provenienti dall’estero, rendendo ancora più importante garantire controlli efficaci sull’origine e sulla tracciabilità, per evitare che prodotti stranieri vengano presentati come italiani e che a pagare il conto siano ancora una volta gli agricoltori. Per Coldiretti Puglia è quindi necessario tutelare la produzione nazionale e valorizzare il prodotto locale, sostenendo le imprese nelle aree vocate e rafforzando gli strumenti per affrontare fitopatie ed eventi climatici estremi. La castanicoltura pugliese ha bisogno di interventi che guardino oltre l’emergenza della singola annata, perché senza una strategia di adattamento climatico e di tutela fitosanitaria il rischio è di perdere progressivamente un patrimonio agricolo e ambientale che appartiene alla storia dei territori.
Autore: La Redazione • 5 ottobre 2026
Per il mese di ottobre Valentina Sarti porta in tavola un primo piatto che racconta territorio, memoria e tradizione: le caserecce alla Norcina, una ricetta ricca e avvolgente che profuma d’Umbria. Dalla redazione L’Umbria entra in cucina attraverso i suoi sapori più autentici e riconoscibili. È da questo legame con il territorio che nasce la proposta di ottobre di Valentina Sarti , che sceglie di raccontare una regione a lei cara attraverso un piatto simbolo della sua tradizione gastronomica. La protagonista è la pasta alla Norcina, qui proposta con le caserecce e impreziosita da salsiccia di Norcia, ricotta di pecora, pecorino e tartufo nero. Un piatto ricco e avvolgente, costruito sull’incontro tra ingredienti dal carattere deciso e una componente cremosa capace di armonizzarne i sapori.
Autore: La Redazione • 5 ottobre 2026
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Autore: Maria Giovanna Labruna • 28 settembre 2026
Il giornalista enogastronomico , premiato al Teatro Politeama nell’ambito della XXI edizione del Premio Masaniello, racconta il valore culturale della tavola napoletana: « Non parliamo soltanto di piatti, ma di storia, socialità e tradizioni che si tramandano»
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