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    <title>News</title>
    <link>https://www.lagazzettadelfood.it</link>
    <description>Notizie sempre aggiornate sullo straordinario mondo del food, delle eccellenze agroalimentari, sugli eventi e sulla formazione professionale</description>
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      <title>News</title>
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    <item>
      <title>Delizia al Limone Vegana 2.0: purezza, freschezza e stile d’autore</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mese di aprile, per la mia rubrica su La Gazzetta del Food, ho scelto di tornare a Sorrento per confrontarmi con uno dei simboli più identitari della pasticceria della Costiera: la delizia al limone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un dolce che non è soltanto una preparazione, ma un vero e proprio racconto territoriale. La sua iconica forma a cupola racchiude un pan di Spagna soffice, una crema al limone intensa e profumata, e una glassatura che richiama la luminosità del Mediterraneo. Tradizionalmente realizzata con limoni IGP della zona e arricchita da limoncello, rappresenta un equilibrio perfetto tra acidità, dolcezza e memoria gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa reinterpretazione ho voluto spostare il baricentro del classico verso una visione più contemporanea e consapevole, mantenendo però intatta l’anima del dolce. Nasce così la Delizia al Limone Vegana 2.0: una versione “senza” che diventa “di più” in termini di leggerezza, pulizia gustativa e sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La struttura si trasforma: dalla cupola alla mattonella su tela, un formato più essenziale e moderno che valorizza il taglio e la stratificazione. Il pan di Spagna è realizzato senza uova né latticini, sostituendo il latte vaccino con bevanda vegetale e i grassi animali con olio di riso, che garantisce delicatezza e stabilità aromatica senza coprire la freschezza degli agrumi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dolcezza viene modulata attraverso lo sciroppo d’agave, più rotondo e meno invasivo rispetto allo zucchero raffinato, mentre la struttura è affidata a un equilibrio tra farina di farro e amido di mais, che restituiscono una consistenza soffice ma tenace al taglio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La farcitura resta il cuore del progetto: una crema al limoncello vegetale, ottenuta con panna vegetale e infusione di limone, pensata per mantenere la stessa identità aromatica della versione classica ma con una texture più eterea e contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La decorazione chiude il racconto con un gesto quasi botanico: polvere di buccia di limone e foglie fresche, a richiamare il frutto nella sua interezza, dalla pianta al piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa reinterpretazione non è una sottrazione, ma un lavoro di sottrazione consapevole: eliminare il superfluo per far emergere con più chiarezza l’essenza del gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Delizia al Limone Vegana 2.0 diventa così un esercizio di equilibrio tra tradizione e innovazione, tra memoria e visione, in cui la cucina vegetale non rinuncia alla golosità ma la reinterpreta attraverso una nuova grammatica del gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          —
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Chef Giovanna Cuomo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Linea culinaria “Senza”: senza uova, latte e grassi animali, tutta vegetale.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 09:45:58 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giulia Gasparini: studio, identità e visione. Il percorso di una pizzaiola contemporanea</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giulia-gasparini-studio-identita-e-visione-il-percorso-di-una-pizzaiola-contemporanea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Classe 1992, nata a Modena da padre emiliano e madre originaria di Somma Vesuviana, Giulia Gasparini rappresenta un equilibrio raro tra due culture gastronomiche forti, che nel suo percorso non si contrappongono ma si fondono. Precisione e istinto, metodo e sensibilità: una doppia matrice che diventa chiave di lettura del suo lavoro.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001304560.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il suo è un percorso costruito nel tempo, fatto di formazione continua, ricerca e consapevolezza. Oggi è istruttrice presso
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l’Accademia Nazionale Pizza DOC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e parte attiva del panorama del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Campionato Mondiale Pizza DOC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            oltre a lavorare nella pizzeria di famiglia, dove tradizione e innovazione dialogano quotidianamente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Giulia, quanto hanno inciso le tue origini – modenesi e campane – nel tuo percorso?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Tantissimo, direi in maniera determinante. Crescere con due identità così forti mi ha dato una visione più ampia del lavoro e della vita. Da una parte c’è l’approccio emiliano, molto concreto: organizzazione, attenzione ai dettagli, rispetto dei tempi e dei processi. Dall’altra c’è l’anima campana, più istintiva e passionale, profondamente legata alla tradizione e al valore culturale della pizza. Questo mix mi ha insegnato a non scegliere tra testa e cuore, ma a farli lavorare insieme. Nel mio modo di fare pizza e di insegnare c’è sempre questo equilibrio: tecnica e sensibilità, rigore e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           n un settore in continua evoluzione, la formazione non è un passaggio accessorio ma una condizione necessaria.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Perché hai scelto di investire così tanto nella formazione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Perché la formazione è ciò che fa davvero la differenza nel lungo periodo. All’inizio si può anche andare avanti con l’esperienza pratica, ma senza uno studio continuo si rischia di fermarsi, di ripetere sempre gli stessi schemi. Il mondo della pizza oggi è in continua evoluzione: cambiano le farine, le tecniche, le esigenze dei clienti, persino la comunicazione. Investire nella formazione significa restare aggiornati, ma anche sviluppare un pensiero critico, capire il “perché” dietro ogni scelta. È un investimento su se stessi, sulla qualità del proprio lavoro e anche sulla credibilità professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un percorso che ha trovato riscontro anche in riconoscimenti come l’ingresso nella 50 Top Pizza 2025, segnale di una crescita costante e strutturata.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Cosa cerchi di trasmettere ai tuoi studenti all’Accademia Nazionale Pizza DOC?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Cerco di andare oltre la semplice trasmissione di una ricetta. La prima cosa è il metodo: dare una struttura, un modo di ragionare che permetta agli studenti di essere autonomi. Poi lavoro molto sulla consapevolezza: capire gli ingredienti, le reazioni degli impasti, le variabili che influenzano il risultato finale. Voglio che sappiano adattarsi, non solo replicare. E infine cerco di trasmettere rispetto: per il prodotto, per il cliente e per il mestiere. Fare il pizzaiolo oggi significa essere artigiani, ma anche professionisti preparati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Che ruolo ha il confronto, ad esempio nel Campionato Mondiale Pizza DOC?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Il confronto è essenziale, forse una delle esperienze più formative in assoluto. Partecipare a una competizione significa uscire dalla propria zona di comfort, mettersi in discussione e misurarsi con altri professionisti, spesso di altissimo livello. È lì che capisci davvero a che punto sei e dove puoi migliorare. Non è solo una gara, ma un momento di crescita: osservi gli altri, ti confronti, impari nuove tecniche e punti di vista. Anche quando non si vince, si torna sempre a casa con qualcosa in più.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Si vedono ancora prevalentemente pizzaioli uomini: com’è essere donna in una professione storicamente maschile?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. È una realtà oggettiva: per anni questo è stato un mestiere a forte prevalenza maschile, soprattutto nei laboratori e nelle pizzerie strutturate. Ma oggi la fotografia sta cambiando, anche se non sempre in modo abbastanza rapido. Entrare in questo contesto da donna significa spesso dover dimostrare qualcosa in più, soprattutto sul piano della percezione, più che della reale competenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel mio caso non l’ho mai vissuta come una barriera, ma come uno stimolo a essere più precisa, preparata e coerente. Il punto non dovrebbe essere il genere, ma la professionalità. La pizza non distingue tra uomo e donna: valuta il lavoro, il risultato, la costanza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi sempre più donne stanno entrando in questo settore con percorsi solidi e strutturati, non come eccezione ma come normalità. Questo contribuisce ad alzare il livello complessivo, introducendo sensibilità e approcci differenti, spesso molto attenti alla gestione del dettaglio e del processo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per me è importante affermare un concetto semplice: non si tratta di emergere come donna, ma come professionista. E se questo percorso può contribuire ad aprire ulteriori spazi e mentalità, allora ha ancora più valore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il lavoro di Giulia si sviluppa anche all’interno della pizzeria di famiglia, un contesto dove competenze e ruoli si intrecciano in modo organico.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rosa Gatti, madre di Giulia, è la custode dell’impasto e della tradizione del locale. Claudio Gasparini, padre, segue la parte amministrativa. Daniele Righi, marito di Giulia e sommelier, cura la proposta beverage, costruendo abbinamenti coerenti con la proposta gastronomica. Giulia rappresenta il punto di sintesi tra ricerca, evoluzione e valorizzazione del lavoro familiare.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Qual è la tua prossima sfida
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. La sfida è continuare a evolvermi senza perdere l’identità. Voglio crescere sempre di più nel campo della formazione, sviluppare progetti innovativi che possano aiutare i nuovi professionisti a entrare nel settore con una preparazione solida. Mi piacerebbe contribuire a valorizzare ulteriormente il mestiere del pizzaiolo, che oggi è molto più complesso e completo rispetto al passato. Non si tratta solo di fare una buona pizza, ma di costruire un percorso, una cultura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo una storia di talento o di tradizione, ma di consapevolezza costruita nel tempo. Giulia Gasparini appartiene a quella nuova generazione di professionisti che ha compreso come il futuro della pizza passi inevitabilmente da studio, metodo e capacità di evolversi senza rigidità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un settore spesso legato alla ripetizione, il suo percorso mostra che la differenza si gioca sulla visione e sulla volontà di mettersi continuamente in discussione. La pizza, nel suo lavoro, non è mai un punto d’arrivo ma un processo in trasformazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E se oggi rappresenta una certezza, è perché continua ad affrontare il proprio mestiere come se fosse sempre l’inizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.accademianazionalepizzadoc,it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.campionatomondialeoizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:12:44 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Linguine all’astice con crema di acciughe al limone</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/linguine-allastice-con-crema-di-acciughe-al-limone</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Il mio modo di raccontare il mare attraverso la pasta
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando costruisco un piatto come questo, so che tutto parte da un elemento che non può essere mediocre: la pasta. Per me le
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            linguine pasta Valdoro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          rappresentano esattamente questo principio. Non sono un semplice supporto, ma la struttura portante del piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parliamo di un’eccellenza pugliese di Gravina in Puglia, una pasta che riconosci subito al palato: tenace, ruvida al punto giusto, capace di trattenere il condimento senza mai cedere o spezzarsi. È una pasta che lavora con il sugo, non sotto il sugo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (per 4 persone)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          320 g di linguine pasta Valdoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 astice da circa 700–900 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6–8 filetti di acciuga sott’olio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 limone non trattato (succo e scorza)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe nero q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mia idea di equilibrio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo piatto l’astice porta dolcezza e finezza, l’acciuga aggiunge profondità e sapidità, il limone apre e pulisce il palato. Ma è la pasta Valdoro a tenere insieme tutto, senza mai perdere identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelgo perché mi permette di lavorare in modo preciso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tenuta in cottura impeccabile: non si spezza, non si sfalda
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ruvidità naturale: cattura la crema di acciughe e la distribuisce in modo uniforme
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Struttura decisa: regge ingredienti importanti come l’astice senza mai soccombere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Identità territoriale forte: una pasta che racconta la Puglia autentica di Gravina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È questo che fa la differenza tra un piatto buono e un piatto costruito con senso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            In questa ricetta non uso la pasta come base, ma come protagonista silenziosa.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Le linguine Valdoro non accompagnano il condimento: lo guidano, lo trattengono e lo valorizzano fino all’ultimo boccone.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001252687.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:05:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/linguine-allastice-con-crema-di-acciughe-al-limone</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Merenda perfetta: nutrire bene, crescere meglio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/merenda-perfetta-nutrire-bene-crescere-meglio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Non giriamoci intorno: la merenda dei bambini, nella quotidianità, è spesso guidata dalla fretta. Tra scuola, impegni e attività pomeridiane, la scelta ricade facilmente su prodotti confezionati e snack industriali. Comodi, sì, ma non sempre adeguati dal punto di vista nutrizionale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eppure, la merenda ideale può essere semplice, veloce e anche divertente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa mangiano davvero (per pigrizia)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le abitudini più diffuse restano:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Merendine confezionate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Snack dolci industriali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Succhi zuccherati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Snack salati ultra-processati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ripetizione di queste scelte riduce la qualità complessiva dell’alimentazione quotidiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una merenda equilibrata dovrebbe includere:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Carboidrati complessi per energia stabile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proteine per sazietà e crescita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grassi buoni per lo sviluppo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Frutta per vitamine e fibre
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Proprietà e benefici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una merenda ben costruita:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostiene la concentrazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Evita cali energetici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Supporta la crescita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Educa al gusto e alla varietà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta veloce: pancake orsetto con banana, mirtilli e cioccolato homemade
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Latte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Banana matura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mirtilli freschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cioccolato fondente fatto in casa (o sciolto con poco cacao)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero a velo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prepara una pastella semplice per pancake e cuoci piccole porzioni in padella. Usa due cerchi più piccoli per le orecchie e uno più grande per il viso, formando un pancake a forma di orsetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guarnisci con fettine di banana per il musetto, mirtilli per occhi e dettagli, e fili di cioccolato fondente fatto in casa. Completa con una leggera spolverata di zucchero a velo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il risultato è una merenda sana, creativa e irresistibile per i bambini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La merenda non è solo nutrizione: è anche educazione, gioco e scoperta. Rendere sano qualcosa di divertente è la chiave per costruire abitudini durature.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Una buona merenda non deve scegliere tra gusto e salute: deve unirli.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E quando un orsetto di pancake porta in tavola equilibrio e sorriso, allora la merenda ha davvero fatto il suo lavoro.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:56:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fave fresche: il sapore autentico della primavera italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fave-fresche-il-sapore-autentico-della-primavera-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le fave non sono solo un simbolo della primavera italiana: sono un piccolo manifesto di freschezza, tradizione e cultura gastronomica. Ma attenzione—non aspettarti un ingrediente neutro o “facile”: le fave hanno carattere, stagionalità breve e una personalità che va capita e rispettata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le fave fresche: identità e stagione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia, le fave fresche compaiono tra aprile e giugno e raccontano territori e tradizioni, soprattutto nel Centro-Sud. Sono protagoniste di riti conviviali semplici e autentici, spesso abbinate a formaggi e pane casereccio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Proprietà nutritive
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le fave sono un concentrato di benessere:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricche di proteine vegetali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ottima fonte di fibre, utili per l’intestino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Contengono vitamina C e vitamine del gruppo B
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Apporto significativo di ferro e potassio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In più, hanno un basso contenuto di grassi e un buon potere saziante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dove trovare le migliori fave in Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La qualità delle fave dipende molto dal territorio e dalla freschezza. Le più apprezzate arrivano da:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puglia – regina indiscussa, soprattutto nel barese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lazio – celebri quelle dell’Agro Pontino e dei Castelli Romani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sicilia – varietà intense e aromatiche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Campania – tradizione contadina radicata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il segreto? Baccelli sodi, verdi brillanti e fave dolci, mai farinose.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Benefici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consumare fave fresche aiuta a:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostenere il sistema immunitario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Favorire la digestione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Contrastare la stanchezza grazie al ferro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mantenere stabile il livello di energia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Utilizzo in cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le fave sono versatili ma vanno trattate con cura:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Crude, con pecorino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In purea (come il celebre macco siciliano)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saltate con cipolla e guanciale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In insalate fresche primaverili
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come base per creme e vellutate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Allergia e favismo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qui serve chiarezza: le fave possono essere pericolose per chi soffre di favismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa condizione genetica può causare reazioni anche gravi dopo il consumo o l’inalazione del polline delle fave.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ➡️ In questi casi, le fave vanno evitate completamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ➡️ È sempre necessario consultare un medico per una gestione sicura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta: Fave fresche, pecorino e menta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un classico intramontabile, essenziale e raffinato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fave fresche sgusciate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pecorino stagionato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Menta fresca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pepe nero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sguscia le fave e, se necessario, elimina la pellicina esterna. Disponile in una ciotola, aggiungi scaglie di pecorino, foglie di menta spezzettate, un filo d’olio e una macinata di pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mescola delicatamente e servi subito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Il segreto: equilibrio tra dolcezza della fava e sapidità del formaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dolce con le fave: mousse delicata di fave e miele
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sì, può sembrare insolito, ma funziona.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fave cotte e frullate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miele millefiori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricotta fresca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scorza di limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frulla le fave fino a ottenere una crema liscia. Unisci ricotta e miele, profuma con scorza di limone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lascia riposare in frigo e servi con granella di mandorle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato è sorprendente: una crema morbida, leggermente dolce, con un retrogusto vegetale elegante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “Le fave sono verità. Non ammettono maschere né artifici: o sono freschissime, o non sono. In cucina insegnano il rispetto del tempo e della semplicità. E forse è proprio lì, nella loro imperfezione, che si nasconde la loro più grande eleganza.”
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:48:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/fave-fresche-il-sapore-autentico-della-primavera-italiana</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Stile gentile: quando l’eleganza diventa un modo di vivere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/stile-gentile-quando-leleganza-diventa-un-modo-di-vivere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rubrica di Sabrina Altamura per La Gazzetta del Food
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è un’idea di stile che va oltre l’abito, oltre le tendenze, oltre perfino l’estetica. È lo stile gentile, una forma di eleganza silenziosa che non si misura in ciò che si indossa, ma nel modo in cui si vive e si interagisce con il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un’epoca dominata dalla velocità e dall’esposizione costante, la gentilezza diventa una scelta controcorrente. Non è mai ostentata, non cerca applausi: si riconosce nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare davvero, nel rispetto per chi ci sta accanto e per ciò che ci circonda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo stile gentile si traduce in attenzione consapevole. Significa compiere scelte responsabili, dal rispetto per l’ambiente alla cura della propria salute, fino alla valorizzazione delle relazioni umane. Anche a tavola questo approccio si riflette in modo evidente: scegliere alimenti di stagione, ad esempio, è un gesto semplice ma profondamente rispettoso dei ritmi della natura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aprile, in particolare, porta con sé una tavolozza preziosa di sapori primaverili: asparagi, carciofi, piselli freschi, fave, spinaci teneri e le prime fragole. Ingredienti che raccontano la rinascita della terra e invitano a una cucina più leggera, essenziale e consapevole. Portarli in tavola significa abbracciare un’idea di alimentazione che non forza i tempi, ma li segue con armonia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche lo stile gentile trova la sua espressione più autentica nel cibo e nella buona cucina, dove la scelta degli ingredienti diventa un gesto culturale prima ancora che gastronomico. In tavola si riflette un’idea di equilibrio, misura e rispetto che parla la stessa lingua della gentilezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina di qualità non è mai eccesso, ma armonia. È attenzione alla materia prima, stagionalità, semplicità che non rinuncia alla raffinatezza. In questo senso, lo stile si manifesta nei piatti: nell’eleganza della composizione, nella pulizia dei sapori, nella capacità di valorizzare ogni ingrediente senza sovraccaricarlo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche la presentazione del piatto diventa parte di questo linguaggio. Una disposizione curata, essenziale, mai artificiosa, racconta rispetto per il cibo e per chi lo riceve. È uno stile che non ha bisogno di eccessi scenografici per farsi notare, ma si afferma attraverso la sobrietà e l’armonia visiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il linguaggio, oggi più che mai, diventa specchio di questo approccio. Soprattutto sui social, dove la comunicazione è immediata e spesso impulsiva, la gentilezza dovrebbe essere una regola non scritta. Eppure, troppo spesso viene messa da parte in favore di toni aggressivi e polarizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo stile gentile, invece, invita a rallentare il giudizio, a scegliere parole che costruiscono invece di distruggere, a mantenere un’eleganza che non è solo esteriore ma profondamente interiore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un tempo in cui tutto sembra accelerare, lo stile gentile rappresenta una forma di resistenza discreta ma necessaria. Non impone, non forza, non divide: costruisce. È un invito a riportare equilibrio tra ciò che siamo e ciò che mostriamo, tra ciò che comunichiamo e ciò che realmente sentiamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Riscoprire la gentilezza come stile di vita significa anche restituire profondità alle relazioni e autenticità ai gesti quotidiani. È 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Lo stile gentile non è una maschera da indossare, ma una scelta quotidiana di coerenza e consapevolezza. È la forma più sottile, e forse più potente, di rivoluzione contemporanea: quella che non alza la voce, ma cambia la qualità del nostro modo di vivere insieme.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:35:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dallo scaffale all’app: la spesa resta fisica, ma gli sconti diventano digitali</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli italiani continuano a preferire il supermercato per la spesa quotidiana, ma la gestione delle promozioni si sposta sempre più su smartphone, app e sistemi di fidelizzazione digitali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il punto vendita rimane centrale, ma cambia l’esperienza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comportamento di acquisto degli italiani conferma una dinamica ormai consolidata: la spesa si fa ancora prevalentemente in negozio, soprattutto nel settore alimentare. Il supermercato continua a rappresentare il principale punto di contatto tra consumatore e marca, sia per ragioni di abitudine sia per la possibilità di valutare direttamente prodotti e prezzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, la fase di preparazione dell’acquisto si è profondamente trasformata. Oggi una parte rilevante delle decisioni viene presa prima di entrare nel punto vendita, attraverso strumenti digitali che orientano scelte e convenienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fine del coupon cartaceo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tradizionale buono sconto stampato è progressivamente scomparso, sostituito da sistemi digitali integrati nelle app della grande distribuzione o nelle piattaforme di fidelizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le principali modalità oggi diffuse includono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           coupon attivabili da app prima o durante la spesa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           offerte personalizzate basate sulle abitudini d’acquisto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           raccolte punti completamente digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           cashback e promozioni istantanee in cassa.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo cambiamento ha reso le promozioni più dinamiche e soprattutto più profilate sul singolo consumatore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ruolo strategico del digitale nella GDO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la grande distribuzione organizzata, il digitale non è più un canale accessorio ma uno strumento centrale di relazione con il cliente. Le app proprietarie diventano veri e propri hub che combinano promozioni, storico acquisti e sistemi di fidelizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare la frequenza di visita nel punto vendita, dall’altro migliorare la marginalità attraverso offerte sempre più mirate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cliente italiano è oggi più attento e consapevole rispetto al passato. Confronta prezzi, attiva sconti in anticipo e utilizza strumenti digitali per ottimizzare la spesa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta solo di risparmio, ma di una gestione più strategica del budget familiare, in cui ogni acquisto viene pianificato con maggiore precisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il settore si sta orientando verso un modello sempre più ibrido, in cui fisico e digitale convivono in modo integrato. Il negozio resta il luogo dell’esperienza e dell’acquisto, mentre il digitale diventa lo strumento di pianificazione e ottimizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La direzione è chiara: non una sostituzione, ma una sovrapposizione funzionale tra canali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La spesa degli italiani non è diventata digitale, ma si è digitalizzata la gestione del risparmio. Il supermercato resta il centro dell’esperienza d’acquisto, mentre il valore si sposta sempre più sulle piattaforme digitali che guidano scelte, sconti e fedeltà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 13:05:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cucina veneta protagonista a Vinitaly: identità, eccellenza e visione verso l’UNESCO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-veneta-protagonista-a-vinitaly-identita-eccellenza-e-visione-verso-lunesco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel prestigioso contesto di Vinitaly, presso lo stand della Regione Veneto rappresentata dal Presidente Alberto Stefani, si è svolto il focus dal titolo “La cucina veneta, passato e presente nel contesto di Patrimonio dell’Umanità”. Un momento di confronto e valorizzazione che ha acceso i riflettori sull’identità gastronomica veneta e sul suo ruolo nel panorama internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’incontro ha preso parte una qualificata delegazione della Federazione Italiana Cuochi, guidata dal Presidente Nazionale Rocco Pozzulo, affiancato da Graziano Manzatto, Andrea De Poli, Mida Muzzolon e Stefano Zanatta, insieme a numerosi soci della federazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli ospiti di rilievo, anche il General Manager Gianluca Tomasi, membro dell’Associazione Cuochi Vicenza, che nel suo intervento ha evidenziato il ruolo della Nazionale Italiana Cuochi quale ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Il suo contributo si è inserito nel più ampio progetto “Taste Italy – gusto italiano”, iniziativa volta alla promozione del Made in Italy e al percorso di riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tomasi ha inoltre illustrato il lavoro, la visione e l’impegno della squadra NIC, sottolineando come l’identità, lo stile e il gusto rappresentino i pilastri dell’eccellenza italiana portata sulle scene internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolarmente significativo il richiamo ai successi ottenuti nel 2022 ad Abu Dhabi durante il Global Chefs Challenge 2022:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la conquista del titolo di Campione del Mondo da parte di Marco Tommasi (Associazione Cuochi Vicenza)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          il secondo posto di Giorgia Ceccato (Associazione Cuochi Padova)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Risultati che testimoniano il talento e la qualità della scuola culinaria veneta nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro si è concluso con un sentito ringraziamento alla Regione Veneto per l’ospitalità e per l’impegno nella promozione del patrimonio enogastronomico regionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lancio breve
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La cucina veneta brilla a Vinitaly tra tradizione e futuro: protagonisti i grandi chef e la Nazionale Italiana Cuochi, ambasciatrice del gusto italiano nel mondo e motore del percorso verso il riconoscimento UNESCO.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:44:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-veneta-protagonista-a-vinitaly-identita-eccellenza-e-visione-verso-lunesco</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Marco Iovane, l’imprenditore che unisce tradizione e visione: la storia di Gustami</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/marco-iovane-limprenditore-che-unisce-tradizione-e-visione-la-storia-di-gustami</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore della Campania, a Scisciano, prende forma una storia imprenditoriale fatta di passione, sacrificio e continua evoluzione. Il protagonista è Marco Iovane, 39 anni, fondatore di Gustami, un progetto che negli anni è diventato un punto di riferimento per chi cerca qualità, identità e innovazione nel mondo della ristorazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001290174.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gustami non è solo una pizzeria: è un laboratorio di idee, un luogo dove la tradizione incontra la contemporaneità. Dalla pizza nel ruoto alla pizza a metro, passando per le creazioni artigianali con ingredienti selezionati, fino alla pizza contemporanea e a una proposta di fritti che spazia tra classico e moderno, ogni prodotto racconta una ricerca costante della qualità. Un percorso che si amplia ulteriormente grazie alle attività collegate, come il coffee bar e il girarrosto a legna, che completano un’offerta gastronomica dinamica e ben strutturata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma ciò che distingue davvero Marco Iovane è la sua mentalità: quella di chi non si accontenta mai. Nonostante un percorso imprenditoriale già solido, è prossimo alla laurea in Gastronomia, Scienze e Territori, dimostrando quanto la formazione sia un pilastro fondamentale anche per chi è già affermato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un settore competitivo come quello della ristorazione, aggiornarsi non è un’opzione, ma una necessità. Ed è proprio qui che realtà come l’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Accademia Nazionale della Pizza DOC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          assumono un ruolo centrale: non solo come luogo di apprendimento tecnico, ma come ambiente di crescita personale e professionale. Investire nella formazione significa acquisire nuove competenze, ampliare la propria visione e aprirsi a opportunità concrete, dal networking con altri professionisti fino al riconoscimento nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marco rappresenta perfettamente questa filosofia: un imprenditore che continua a mettersi in gioco, che crede nel valore dello studio e che dimostra, con il suo percorso, come passione e formazione possano fare la differenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A Tu per Tu  con Marco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. La tua realtà, Gustami, è cresciuta nel tempo mantenendo una forte identità: quanto è importante oggi innovare senza perdere le radici della tradizione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È fondamentale. La tradizione è la nostra base, il nostro DNA. Senza quella, perdiamo autenticità. Ma l’innovazione è ciò che ci permette di restare vivi e competitivi. Io credo in un equilibrio: rispettare le tecniche e i sapori di sempre, ma reinterpretarli con consapevolezza e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Stai completando un percorso accademico in Gastronomia: in che modo la formazione teorica sta influenzando il tuo lavoro quotidiano in pizzeria?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mi sta dando tantissimo. La teoria ti aiuta a capire il “perché” delle cose: dagli impasti alla scelta delle materie prime, fino alla gestione. Ogni decisione oggi è più consapevole. La formazione accademica completa l’esperienza pratica e ti fa fare un salto di qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. L’Accademia Nazionale della Pizza DOC rappresenta un punto di riferimento per molti professionisti: cosa pensi del valore della formazione strutturata nel mondo della pizza?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Credo sia indispensabile. Oggi non basta più saper fare una buona pizza: serve metodo, conoscenza, confronto. L’Accademia offre tutto questo. È un ambiente dove si cresce davvero, sia tecnicamente che mentalmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Quali benefici concreti pensi possa ottenere un pizzaiolo o imprenditore partecipando a corsi specializzati come quelli dell’Accademia?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I benefici sono immediati: migliori le tecniche, aggiorni le conoscenze, entri in contatto con professionisti del settore e ampli la tua rete. Ma soprattutto acquisisci sicurezza e visione. Questo poi si traduce in qualità del prodotto e crescita del business.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Guardando al futuro, quanto credi sia importante continuare a formarsi per cogliere nuove opportunità e restare competitivi in un mercato in continua evoluzione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È tutto. Chi si ferma è fuori. Il mercato cambia, i clienti evolvono e noi dobbiamo essere pronti. La formazione continua è l’unico modo per anticipare i trend e trasformarli in opportunità concrete.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il percorso di Marco Iovane è la dimostrazione concreta che il talento, da solo, non basta: serve studio, confronto e aggiornamento continuo. Per chi lavora nel settore, iscriversi a percorsi formativi qualificati come quelli dell’Accademia Nazionale della Pizza DOC non è solo un investimento sulle competenze, ma una scelta strategica per crescere, distinguersi e costruire un futuro solido.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Perché oggi più che mai, la differenza la fa chi sceglie di evolversi.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            www.accademianazionalepizzadoc.it
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            www.campionatomondialepizzadoc,it
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:37:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/marco-iovane-limprenditore-che-unisce-tradizione-e-visione-la-storia-di-gustami</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001288761.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001288761.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rubrica dello Chef – Aprile Con l’arrivo di aprile, la cucina si alleggerisce e si colora di profumi freschi e contrasti delicatii</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rubrica-dello-chef-aprile-con-larrivo-di-aprile-la-cucina-si-alleggerisce-e-si-colora-di-profumi-freschi-e-contrasti-delicatii</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            È
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           il mese perfetto per portare in tavola piatti che raccontano il mare con eleganza, senza rinunciare alla semplicità degli ingredienti. In questa edizione della rubrica, vi proponiamo una ricetta che unisce tradizione e creatività, giocando con consistenze e sapori armoniosi.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Protagonista di questo appuntamento è la chef Loredana Cornacchione, amante della cucina autentica ma sempre pronta a reinterpretarla con un tocco personale. Le sue creazioni nascono dal rispetto della materia prima e da un’estetica raffinata, capace di trasformare ogni piatto in una piccola esperienza sensoriale.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Cheesecake salata di baccalà mantecato, su biscotto salato al finocchietto e tocco di pomodoro confit
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "L’eleganza del mare in un morso"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta per 4 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la base:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          160 g di taralli al finocchio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          80 g di burro fuso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la crema al baccalà:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          360 g di baccalà già dissalato e ammollato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          120 g di mascarpone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio di semi q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alloro, sale e pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prezzemolo fresco tritato (opzionale)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la guarnizione (pomodorini confit):
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g di pomodorini rossi e gialli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero di canna q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Origano, sale, olio EVO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foglie di basilico fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inizio preparando la base della mia cheesecake salata: sbriciolo finemente i taralli al finocchio e li unisco al burro fuso. Con l’aiuto di un coppapasta formo quattro dischi compatti che lascio riposare in frigorifero per almeno un’ora.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel frattempo mi dedico al baccalà. Lo lesso nel latte insieme a una foglia di alloro, poi lo pulisco accuratamente eliminando pelle e lische. Lo trasferisco in planetaria (o utilizzo delle fruste elettriche) e lo lavoro incorporando l’olio di semi a filo e una macinata di pepe. Per ottenere una consistenza soffice e spumosa, aggiungo poco alla volta anche un po’ del latte di cottura. Infine incorporo il mascarpone e, se gradito, un tocco di prezzemolo fresco tritato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passo quindi ai pomodorini: li lavo, li taglio a metà e li dispongo su una teglia. Li condisco con un filo di olio extravergine d’oliva, zucchero di canna, sale e, se piace, un pizzico di origano. Li faccio cuocere in forno a 140°C fino a quando risultano dolcemente caramellati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trascorso il tempo di riposo, riprendo le basi dal frigorifero e, utilizzando lo stesso coppapasta, aggiungo la crema di baccalà livellandola con cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta pronti, raffreddo rapidamente i pomodorini e li dispongo sulla superficie della cheesecake in senso orario, alternando i colori per un effetto visivo elegante. Completo con qualche fogliolina di basilico fresco e un filo di olio EVO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il piatto è pronto: delicato, equilibrato e sorprendente.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Amo pensare che ogni piatto racconti una storia: in questo caso è quella del mare, della semplicità e della cura nei dettagli. La cucina è emozione, e anche un solo boccone può lasciare un ricordo indelebile.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “La vera eleganza in cucina nasce quando semplicità e passione si incontrano nello stesso piatto.” – Chef Loredana Cornacchione
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001282502.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 18 Apr 2026 06:57:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/rubrica-dello-chef-aprile-con-larrivo-di-aprile-la-cucina-si-alleggerisce-e-si-colora-di-profumi-freschi-e-contrasti-delicatii</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001286070.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001286070.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Selvaggina e frutti rossi: il mio cappelletto gluten free tra tecnica ed emozione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/selvaggina-e-frutti-rossi-il-mio-cappelletto-gluten-free-tra-tecnica-ed-emozione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ci sono piatti che nascono in cucina. E poi ci sono quelli che nascono da un’emozione forte, da una sfida vera. Questo è uno di quelli.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001281110.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Portare questi cappelletti alle selezioni regionali del Campionato della Pasta fatta a Mano non è stato solo un esercizio tecnico: è stato un momento di confronto, di tensione, di orgoglio. Quando lavori ore su un impasto senza glutine — che non perdona errori — e su una carne importante come il cervo, sai che ogni dettaglio può fare la differenza. E quando presenti il piatto, ti metti completamente in gioco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricordo perfettamente quel momento: il silenzio prima del giudizio, lo sguardo sui piatti, la consapevolezza di aver dato tutto. Il secondo posto non è stato solo un risultato, ma una conferma. La dimostrazione che anche una cucina “diversa”, inclusiva, può competere ad alto livello senza perdere identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto è la sintesi di quell’esperienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho voluto reinterpretare un simbolo della tradizione, il cappelletto, portandolo verso un equilibrio più contemporaneo. La sfida era doppia: tecnica ed espressiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cervo è il cuore del piatto. Lo tratto con rispetto: 24 ore di marinatura con vino rosso, spezie calde e agrumi, poi una cottura lenta di 12 ore che lo rende morbido, profondo, elegante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A questa intensità ho affiancato i mirtilli, lavorati velocemente con zucchero di canna e aceto di mele: servono a dare freschezza, a creare contrasto, a “pulire” il palato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta è completamente gluten free. È qui che si gioca la tecnica: impasto, riposo, stesura sottilissima. Ogni passaggio è calibrato per ottenere una sfoglia che sia sottile ma resistente, capace di valorizzare il ripieno senza sovrastarlo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ristretto di cervo è la struttura. Parte dalle ossa, da una tostatura profonda, da ore di cottura lenta. È una salsa che non deve coprire, ma accompagnare, avvolgere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E poi il dettaglio finale: i lamponi essiccati. Un elemento piccolo, ma decisivo. Portano acidità, croccantezza e una vibrazione che cambia completamente il ritmo del piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La ricetta 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (per 6 persone)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pasta fresca gluten free
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g farina senza glutine
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          350 g uova intere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          50 g acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ripieno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g coscia di cervo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g mirtilli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          30 g zucchero di canna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          20 g aceto di mele
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ristretto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ossa di cervo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sedano, carota, cipolla
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Concentrato di pomodoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Finitura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lamponi essiccati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Cervo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marinare 24 ore con vino rosso, cannella, arancia, ginepro e anice stellato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere a bassa temperatura 12 ore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tritare finemente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Ripieno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saltare i mirtilli con zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sfumare con aceto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire al cervo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Pasta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Impastare tutto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riposo in frigo 1 ora
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendere sottile (0,5–1 mm)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formare cappelletti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Ristretto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tostare ossa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere verdure e concentrato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coprire d’acqua, cuocere 5 ore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Filtrare e ridurre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Lamponi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Essiccare a 50–55°C per 24 ore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           6. Finitura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere cappelletti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saltare nel ristretto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto, oggi, per me non è solo una ricetta. È il ricordo di una tensione positiva, di mani che lavorano veloci, di un assaggio fatto con il cuore in gola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È la dimostrazione che tecnica ed emozione non sono mondi separati: quando si incontrano, succede qualcosa di autentico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “Un piatto non si giudica solo al palato: si sente in tutto quello che lo chef ha avuto il coraggio di metterci dentro.”
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:27:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/selvaggina-e-frutti-rossi-il-mio-cappelletto-gluten-free-tra-tecnica-ed-emozione</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giornata del Made in Italy: la cucina italiana oltre gli stereotipi, un sistema gastronomico complesso e identitario</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-del-made-in-italy-la-cucina-italiana-oltre-gli-stereotipi-un-sistema-gastronomico-complesso-e-identitario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel pieno della riflessione nazionale sul Made in Italy, il comparto agroalimentare si conferma un ecosistema articolato che va ben oltre pizza e pasta. Dal vino ai formaggi, dall’olio extravergine alle conserve, l’Italia del food si racconta come modello di biodiversità e cultura materiale.st
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001280110.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VERONA – La Giornata del Made in Italy arriva in un momento in cui il settore agroalimentare italiano è sotto i riflettori internazionali, anche grazie al Vinitaly, attualmente in corso. Un contesto che rafforza un messaggio chiaro: la cucina italiana non è riducibile a pochi simboli globali come pizza e pasta, ma rappresenta un sistema gastronomico vasto, stratificato e profondamente territoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un patrimonio che nasce dai territori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’identità del Made in Italy alimentare si costruisce su una rete diffusa di produzioni locali, microfiliere e saperi artigianali. Ogni regione contribuisce con un patrimonio specifico di materie prime e trasformazioni: oli extravergini, vini, formaggi, salumi, cereali antichi, legumi, ortaggi autoctoni e conserve tradizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È proprio questa frammentazione produttiva, spesso percepita come limite, a rappresentare in realtà il principale punto di forza del sistema italiano: la biodiversità come struttura portante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre pizza e pasta: la complessità della tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se pizza e pasta restano icone globali, la cucina italiana si esprime attraverso centinaia di preparazioni regionali e locali. Dalle zuppe contadine ai piatti di mare, dalle ricette legate alle festività religiose fino alle produzioni casearie e norcine, emerge un patrimonio gastronomico che non ha un unico centro, ma molteplici identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina italiana è quindi meno un modello uniforme e più una costellazione di tradizioni autonome, unite da tecniche condivise e dal rispetto della materia prima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ruolo del vino e delle filiere d’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel dibattito contemporaneo sul Made in Italy, il vino occupa una posizione centrale, anche grazie alla visibilità internazionale del Vinitaly. Il comparto vitivinicolo rappresenta uno degli esempi più avanzati di integrazione tra territorio, cultura e mercato globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al vino, anche altri settori – dall’olio extravergine d’oliva ai prodotti DOP e IGP – contribuiscono a definire l’immagine internazionale dell’Italia come Paese della qualità alimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Politica, impresa e gastronomia a confronto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza congiunta di rappresentanti istituzionali, produttori e protagonisti della ristorazione evidenzia la natura strategica del settore. Il Made in Italy non è soltanto un patrimonio culturale, ma anche una leva economica e diplomatica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i temi al centro del confronto: tutela delle denominazioni, contrasto all’Italian sounding, promozione sui mercati esteri e sostenibilità delle filiere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Innovazione e nuove prospettive
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro del comparto passa sempre più attraverso innovazione e sostenibilità. Digitalizzazione delle produzioni, agricoltura rigenerativa, riduzione degli sprechi e valorizzazione delle filiere corte stanno ridisegnando il modello produttivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In parallelo, una nuova generazione di produttori e chef sta contribuendo a rinnovare il linguaggio della cucina italiana, mantenendo saldo il legame con la tradizione ma reinterpretandola in chiave contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel pieno del dibattito che attraversa il Vinitaly e la Giornata del Made in Italy, emerge una sintesi chiara: l
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            a cucina italiana non è un insieme di piatti iconici, ma un sistema culturale ed economico complesso, fondato su territori, identità e continua evoluzione.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:56:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-del-made-in-italy-la-cucina-italiana-oltre-gli-stereotipi-un-sistema-gastronomico-complesso-e-identitario</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Molì: il trionfo del Molise nel piatto di Domenico Ruggeri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/moli-il-trionfo-del-molise-nel-piatto-di-domenico-ruggeri</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Molì: il Molise che porto in cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è un momento, nella cucina italiana contemporanea, in cui tradizione e tecnica smettono di rincorrersi e iniziano finalmente a dialogare. È in quel punto di equilibrio che nasce Molì, il piatto con cui ho avuto l’onore di salire sul gradino più alto del podio nella categoria “piatto caldo Senior”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo un risultato di gara. È un racconto personale, un modo per dare voce al Molise attraverso una cucina che non rinnega le radici, ma le traduce in linguaggio contemporaneo. Questa è la mia interpretazione per la rubrica della Gazzetta del Food: un viaggio dentro un territorio che parla piano, ma ha molto da dire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un piatto identitario, stratificato e contemporaneo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molì è costruito come una composizione a più livelli, dove ogni elemento ha una funzione precisa e una propria identità. Non c’è decorazione, non c’è ridondanza: ogni passaggio nasce per raccontare un frammento di territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il filetto di maialino alla Tintilia è il cuore del piatto. Lo lavoro con rispetto quasi sartoriale: lo immergo in una salamoia aromatica con alloro, salvia, pepe in grani e una piccola percentuale di salnitro, e lo lascio riposare per 24 ore. Poi lo porto a cottura a vapore controllata a 120°C fino a 51°C al cuore. È una cottura che richiede precisione assoluta, perché la carne deve rimanere succosa, elegante, essenziale. La finitura nella granella di pistacchio aggiunge croccantezza e profondità aromatica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al filetto inserisco la polpetta di “pizza e minestra”, che per me è memoria pura. La cicoria, prima lessata e poi ripassata con aglio, olio e peperoncino, si unisce a una base di farina di mais cotta al forno. Ne nasce un impasto rustico che ammorbidisco con brodo vegetale, poi modello in sfere, impano e friggo. È il mio modo di trasformare un piatto povero in un gesto di cucina contemporanea, senza tradirne l’anima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il savarin di ciambotta molisana rappresenta la parte vegetale del piatto. Lavoro melanzane, zucchine e peperoni in brunoise, li sbianchisco e li stabilizzo con agar agar. Non è una forzatura tecnica: è un modo per dare forma a un gusto domestico, mantenendo intatta la sua identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare il piatto c’è una riduzione di Tintilia, il vino che considero simbolo della mia terra, ridotto fino a diventare una salsa densa e avvolgente. A questo aggiungo zucca e broccoli, trattati con cotture brevi per preservare colore e consistenza, e chiudo con germogli freschi che portano verticalità e freschezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta tecnica di Molì
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Filetto di maialino alla Tintilia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marino il filetto per 24 ore in salamoia con acqua, sale, alloro, salvia, pepe in grani e salnitro. Lo scolo, lo asciugo e lo cuocio a vapore a 120°C fino a 51°C al cuore. Lo rifinisco con una breve rigenerazione e lo passo nella granella di pistacchio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Savarin di ciambotta molisana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Taglio le verdure a brunoise, le sbianchisco per circa 7 minuti e le raffreddo rapidamente. Le scaldo leggermente, aggiungo agar agar e porto a ebollizione. Collo il composto negli stampi e lo lascio stabilizzare in frigorifero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Polpetta “pizza e minestra”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lessiamo la cicoria, la ripassiamo in padella con aglio, olio e peperoncino. Preparo una base di farina di mais con acqua calda, sale e olio e la cuocio in forno a 200°C per circa 30 minuti. La sbriciolo, la unisco alla cicoria e aggiungo brodo vegetale fino a ottenere un composto modellabile. Formo sfere, passo in farina, uovo e pangrattato e friggo a 170–175°C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Verdure di accompagnamento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formo piccole sfere di zucca e rosette di broccoli. Le cuocio separatamente in acqua salata per circa 8 minuti e le raffreddo subito per mantenerne struttura e colore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Salsa di Tintilia
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riduciamo il vino Tintilia a fuoco dolce fino a consistenza sciropposa e lo filtriamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Molì è la mia idea di cucina: un equilibrio tra memoria e tecnica, tra territorio e visione. Non cerco di reinventare il Molise, cerco di ascoltarlo e tradurlo nel modo più onesto possibile.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “La tradizione non è un punto di arrivo, ma un linguaggio vivo che cambia forma ogni volta che trovi qualcuno disposto ad ascoltarlo.”
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Apr 2026 17:20:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/moli-il-trionfo-del-molise-nel-piatto-di-domenico-ruggeri</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Speciale: Guida alla Spesa Intelligente</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/speciale-guida-alla-spesa-intelligente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Fare la spesa oggi è un esercizio di attenzione e cultura alimentare. Non basta più scegliere “a colpo d’occhio”: tra etichette complesse, strategie di marketing e una crescente offerta di prodotti, il consumatore è chiamato a diventare sempre più informato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pianificazione resta il punto di partenza. Una lista costruita sulla base dei pasti settimanali consente di evitare sprechi e di mantenere il controllo sul budget. È una pratica semplice ma ancora poco diffusa, soprattutto in un contesto in cui il supermercato è progettato per stimolare acquisti impulsivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggere le etichette: cosa conta davvero
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cuore della scelta è l’etichetta. La lista degli ingredienti, in particolare, è lo strumento più affidabile: più è breve e comprensibile, maggiore è la probabilità di trovarsi davanti a un prodotto meno processato. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità: un dettaglio fondamentale per individuare subito la presenza dominante di zuccheri, grassi o additivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La tabella nutrizionale va letta con attenzione, soprattutto per quanto riguarda le porzioni. Molti prodotti riportano valori riferiti a quantità inferiori rispetto a quelle realmente consumate, creando una percezione distorta dell’apporto calorico e nutrizionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Offerte e prezzo reale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le promozioni sono uno strumento potente, ma non sempre vantaggioso. Il vero parametro da considerare è il prezzo al chilo o al litro: è questo dato che permette un confronto oggettivo tra prodotti simili. Le offerte risultano utili soprattutto per alimenti a lunga conservazione; nel caso dei freschi, il rischio di spreco è elevato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Origine e stagionalità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Privilegiare prodotti locali e di stagione è una scelta che unisce qualità e sostenibilità. Frutta e verdura raccolte nel giusto periodo non solo hanno un profilo nutrizionale migliore, ma spesso presentano anche un prezzo più competitivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Curiosità (che pochi conoscono)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Senza zuccheri aggiunti” non significa senza zuccheri: il prodotto può contenere naturalmente zuccheri già presenti negli ingredienti (come nella frutta o nel latte).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il termine “light” non è sempre sinonimo di salutare: può indicare una riduzione di un singolo componente (ad esempio i grassi), ma non esclude la presenza elevata di zuccheri o additivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli additivi non sono sempre negativi: molti sono sicuri e regolamentati, ma una lista lunga può indicare un prodotto altamente trasformato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il colore della confezione influenza la percezione: tonalità verdi o naturali inducono a pensare a un prodotto più sano, anche quando non lo è realmente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I prodotti a marchio del supermercato spesso provengono dagli stessi stabilimenti dei brand più noti, ma a prezzo inferiore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dubbi frequenti (e risposte chiare)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Meglio biologico o convenzionale?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il biologico garantisce determinati standard produttivi, ma non è automaticamente più nutriente. La scelta dipende da priorità personali, budget e fiducia nella filiera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli ingredienti “con nomi complicati” sono pericolosi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non necessariamente. Alcuni nomi chimici indicano sostanze comuni (come l’acido ascorbico, che è vitamina C). Il punto è distinguere tra informazione e allarmismo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conviene comprare in grandi quantità?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo per prodotti a lunga durata. Per freschi e deperibili, il rischio di spreco supera spesso il risparmio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I prodotti integrali sono sempre migliori?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solo se realmente integrali. È importante verificare che la farina integrale sia tra i primi ingredienti, evitando prodotti “raffinati” con aggiunta di crusca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare la spesa oggi richiede lo stesso approccio critico che si riserva a un buon ristorante: attenzione agli ingredienti, conoscenza delle materie prime e capacità di leggere oltre l’apparenza. Un gesto quotidiano che, se fatto con consapevolezza, diventa una scelta culturale oltre che alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ascolta l'articolo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:34:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Gazzetta del Food accoglie la Chef Concetta Ragusa: ambasciatrice del Made in Italy in Germania</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gazzetta-del-food-accoglie-la-chef-concetta-ragusa-ambasciatrice-del-made-in-italy-in-germania</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La Gazzetta del Food continua il suo percorso di crescita editoriale arricchendosi di voci autorevoli, capaci di raccontare la cucina italiana con competenza, visione e identità. È con grande piacere che diamo il benvenuto alla Chef Concetta Ragusa, professionista di spessore internazionale e instancabile promotrice del Made in Italy in Germania.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/7bfd6b09-7a45-4b4b-b975-c68bbdf49b94.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chef, sommelier AIS vino e sommelier dell’olio extravergine d’oliva, Concetta Ragusa rappresenta un esempio concreto di come la cultura gastronomica italiana possa essere valorizzata e trasmessa anche oltre i confini nazionali. Siciliana di origine, con un importante percorso vissuto tra il Lago di Garda e la Germania, ha costruito una carriera solida, fondata su studio, passione e divulgazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel suo lavoro quotidiano, la Chef Ragusa non si limita alla cucina: è protagonista attiva nella promozione delle tradizioni regionali italiane attraverso seminari, degustazioni e attività formative che contribuiscono a diffondere una conoscenza autentica e consapevole del patrimonio enogastronomico italiano all’estero. Un impegno riconosciuto anche a livello istituzionale, come testimonia il prestigioso conferimento, nel 2025, del certificato della cucina italiana patrimonio UNESCO ricevuto dal Ministro Francesco Lollobrigida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Figura di riferimento nel panorama della ristorazione italiana in Germania, è inoltre responsabile del compartimento Lady Chef Germania e vicepresidente dell’Associazione Italiana Cuochi – delegazione Germania (FIC). Il suo impegno si estende anche alla valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, ambito in cui opera con competenza tecnica e sensibilità, come dimostrato anche durante la sua partecipazione a Casa Sanremo, dove ha curato degustazioni dedicate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il suo ingresso, La Gazzetta del Food si arricchisce ulteriormente di professionisti di alto profilo, sia in Italia che all’estero, capaci di raccontare il cibo non solo come espressione culinaria, ma come cultura, identità e strumento di connessione tra territori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rubrica della Chef Concetta Ragusa sarà uno spazio di approfondimento autentico e qualificato, in cui tradizione e divulgazione si incontrano, offrendo ai lettori uno sguardo privilegiato sulla cucina italiana vissuta e raccontata oltre confine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un contributo prezioso, che rafforza il ponte tra l’Italia e il mondo, nel segno della qualità, della conoscenza e dell’amore per le nostre radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Benvenuta Chef.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:17:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ea16066b-2109-4a05-97d6-6074adc3c84d.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bignè salati con baccalà mantecato e paprika dolce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/bigne-salati-con-baccala-mantecato-e-paprika-dolce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La firma elegante de
         &#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          llo Chef 
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          Scellato Antonio Peluso per la rubrica su La Gazzetta del Food
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/e3020fbe-e13f-4b06-b3b2-ec936830c531.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tecnica, precisione ed equilibrio definiscono questi bignè salati con baccalà mantecato e paprika dolce, una proposta dello Chef Scellato Antonio Peluso che interpreta in chiave contemporanea un grande classico della cucina. La leggerezza della pasta choux incontra una farcitura cremosa e strutturata, in cui il baccalà viene lavorato con rigore fino a ottenere una consistenza stabile e avvolgente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un antipasto raffinato, pensato per stupire senza eccessi, dove ogni elemento è calibrato: dalla struttura asciutta del guscio alla mantecatura precisa del pesce. Una ricetta di media difficoltà, ma estremamente formativa, ideale per chi desidera affinare tecnica e sensibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dosi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Circa 15 pezzi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tempo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparazione: 15 minuti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cottura: 30 minuti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Costo indicativo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          €8
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pasta choux
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          50 g burro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g farina 00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 uova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farcitura al baccalà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g baccalà dissalato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g latte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio di prezzemolo tritato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pepe bianco q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Finitura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Paprika dolce q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Cottura del baccalà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tagliare il baccalà a pezzi e cuocerlo dolcemente nel latte insieme allo spicchio d’aglio e al prezzemolo. La cottura deve essere delicata, per preservare la struttura del pesce e favorire una successiva mantecatura stabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Mantecatura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trasferire il baccalà in planetaria con foglia e lavorarlo aggiungendo l’olio extravergine a filo, come una maionese. Se necessario, incorporare piccole quantità di latte di cottura per ottenere una consistenza cremosa, montata e sostenuta. Regolare di sale e pepe bianco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Preparazione della pasta choux
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Portare a ebollizione acqua, burro e un pizzico di sale. Togliere dal fuoco e aggiungere la farina setacciata in un solo colpo, mescolando energicamente. Rimettere sul fuoco e lavorare fino a ottenere un impasto compatto che si stacca dalle pareti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Inserimento delle uova
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lasciare intiepidire l’impasto, quindi incorporare le uova una alla volta, attendendo che ciascuna sia completamente assorbita prima di aggiungere la successiva. Il risultato dovrà essere liscio, omogeneo e leggermente lucido.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Formatura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trasferire il composto in sac à poche e dressare piccoli bignè da 2–3 cm su una teglia rivestita di carta forno, mantenendo una distanza regolare tra uno e l’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           6. Cottura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere in forno statico a 180°C per circa 30 minuti. A fine cottura, spegnere il forno, aprire leggermente lo sportello e lasciare asciugare per 10 minuti: passaggio fondamentale per evitare collassi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7. Farcitura e finitura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta freddi, praticare un piccolo foro alla base e farcire con il baccalà mantecato. Completare con una leggera spolverata di paprika dolce, dosata con attenzione per non coprire il gusto del pesce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Note tecniche dello Chef
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà deve risultare montato ma asciutto, mai liquido
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta choux va asciugata correttamente in pentola prima delle uova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uniformità nella pezzatura = cottura omogenea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La paprika è un accento: deve accompagnare, non dominare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il consiglio professionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto funziona al meglio come amuse-bouche o antipasto in un menu di mare contemporaneo. L’equilibrio tra struttura e cremosità è il vero protagonista: ogni passaggio tecnico contribuisce a un risultato finale elegante, pulito e profondamente italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            A chiudere il piatto è un soffio di paprika dolce, discreto ma essenziale, che accompagna senza coprire, lasciando al baccalà tutta la sua profondità. Un equilibrio che racconta la cucina dello chef: tecnica solida, materia prima rispettata e gusto nitido.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “La semplicità non è togliere, ma capire cosa deve restare.” — Chef Antonio Peluso
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:15:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/bigne-salati-con-baccala-mantecato-e-paprika-dolce</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mortadella Bologna IGP, il classico che accelera: più export, più praticità, più mercato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mortadella-bologna-igp-il-classico-che-accelera-piu-export-piu-praticita-piu-mercato</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 2025 premia uno dei simboli della salumeria italiana: cresce la produzione, avanzano le vendite e l’estero diventa sempre più strategico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel panorama dei salumi italiani, la Mortadella Bologna IGP continua a dimostrare una vitalità tutt’altro che scontata. Il 2025 segna infatti un ulteriore passo avanti per uno dei prodotti più identitari del Made in Italy, capace di tenere insieme tradizione e capacità di adattamento ai nuovi modelli di consumo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crescita non si limita a un solo indicatore: produzione, vendite e presenza sui mercati internazionali si muovono tutte nella stessa direzione, segno di una filiera solida e di un prodotto che mantiene forte il suo appeal, anche in una fase economica complessa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il formato cambia, il prodotto resta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno dei segnali più interessanti arriva dall’evoluzione dei consumi. Se la mortadella resta un classico intramontabile, cambia il modo in cui viene acquistata e consumata. A guadagnare terreno è soprattutto il prodotto già affettato, che intercetta esigenze contemporanee: velocità, praticità e riduzione degli sprechi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta di una tendenza passeggera, ma di una trasformazione strutturale che negli ultimi anni ha ridisegnato gli scaffali e le abitudini dei consumatori, rendendo la mortadella sempre più presente nella quotidianità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Distribuzione: equilibrio tra moderno e tradizionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La grande distribuzione continua a giocare un ruolo centrale, ma non è l’unica protagonista. Accanto ai supermercati, resistono e si difendono bene i canali più tradizionali, mentre il discount consolida la sua crescita intercettando una fascia di pubblico attenta al prezzo ma non disposta a rinunciare alla qualità certificata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato è un ecosistema distributivo articolato, dove convivono modelli diversi ma complementari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estero spinge il comparto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se il mercato interno garantisce stabilità, è oltreconfine che si gioca la partita più dinamica. La Mortadella Bologna IGP sta infatti rafforzando la propria presenza internazionale, trovando spazio sia nei mercati europei più maturi sia in aree emergenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’interesse cresce in modo trasversale: dai Paesi storicamente legati ai prodotti italiani fino a mercati più recenti, dove il prodotto viene scoperto e reinterpretato. In alcuni casi, la crescita è trainata dalla ristorazione italiana all’estero; in altri, da una curiosità crescente verso le eccellenze gastronomiche certificate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Identità e comfort food
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un contesto segnato da incertezza economica e cambiamenti nei consumi, la mortadella mantiene un valore che va oltre il dato commerciale. È un prodotto riconoscibile, rassicurante, legato alla memoria e al piacere immediato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come sottolinea Guido Veroni del Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna, il suo successo risiede proprio in questo equilibrio: qualità certificata e capacità di parlare a un pubblico ampio, mantenendo intatto il proprio carattere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno sguardo avanti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il percorso della Mortadella Bologna IGP racconta molto più di un semplice andamento positivo. Parla di un prodotto che evolve senza snaturarsi, che trova nuove occasioni di consumo e nuovi mercati, restando fedele alla propria identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un settore dove innovare senza perdere autenticità è la vera sfida, la mortadella sembra aver trovato la sua formula.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 09:04:09 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il peperoncino è piccolo, colorato, spesso sottovalutato. Eppure, è uno degli ingredienti più versatili e identitari della cucina globale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-peperoncino-e-piccolo-colorato-spesso-sottovalutato-eppure-e-uno-degli-ingredienti-piu-versatili-e-identitari-della-cucina-globale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Originario dell’America Latina, ha attraversato secoli e continenti, radicandosi in tradizioni gastronomiche profondamente diverse: dalla Calabria al Messico, fino alle cucine asiatiche. Un viaggio che lo ha trasformato in simbolo di carattere, cultura e, per molti, autentica passione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un universo di varietà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rispondere alla domanda “quanti tipi di peperoncino esistono?” non è semplice. Le varietà conosciute superano le 4.000, ma si riconducono principalmente a cinque grandi specie del genere Capsicum: annuum, chinense, frutescens, baccatum e pubescens. È all’interno di queste famiglie botaniche che si collocano i peperoncini più diffusi e utilizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Capsicum annuum è senza dubbio il più comune: comprende varietà come cayenna e jalapeño, generalmente caratterizzate da una piccantezza moderata e da un uso estremamente versatile. Più intensi e aromaticamente complessi sono i Capsicum chinense, la famiglia degli habanero e del celebre Carolina Reaper, tra i più piccanti al mondo. I frutescens, tipici dell’Asia, includono il tabasco, mentre i baccatum, originari del Sud America, si distinguono per profili aromatici più fragranti che aggressivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La scala Scoville: misurare il fuoco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La piccantezza del peperoncino si misura in unità Scoville (SHU), una scala che valuta la concentrazione di capsaicina, il composto responsabile della sensazione di bruciore. Si parte da valori minimi per le varietà dolci fino a superare i 2 milioni di SHU nei casi più estremi. Ma ridurre il peperoncino a una semplice questione di intensità sarebbe limitante: ogni varietà possiede un proprio profilo aromatico, che può spaziare dal fruttato al vegetale, fino a note affumicate o agrumate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Italia, terra di peperoncino
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Introdotto nel XVI secolo dopo la scoperta delle Americhe, il peperoncino ha trovato in Italia – e in particolare nel Sud – un terreno fertile non solo dal punto di vista agricolo, ma anche culturale. Oggi rappresenta uno degli elementi più distintivi della tradizione gastronomica italiana, con una biodiversità che conta oltre venti cultivar certificate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Calabria è il cuore pulsante di questa cultura: qui il peperoncino è molto più di un ingrediente, è un simbolo identitario. Ma anche Basilicata, Campania e Sicilia contribuiscono in modo significativo a un patrimonio varietale ricco e articolato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le principali varietà italiane
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le varietà più rappresentative spicca il peperoncino calabrese, appartenente alla specie Capsicum annuum. Diffuso in numerose varianti – lungo, tondo, sottile, a mazzetti – presenta una piccantezza compresa tra 25.000 e 70.000 SHU ed è protagonista di molte ricette tradizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora più incisivo è il diavolicchio calabrese, tipico dell’area tirrenica cosentina, in particolare di Diamante. Con una media di circa 40.000 SHU, può raggiungere punte tra 100.000 e 150.000 SHU, collocandosi tra i più piccanti della produzione nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di tutt’altro registro il peperoncino di Senise, coltivato in Basilicata. Dolce e delicato (1.000 – 5.000 SHU), è noto soprattutto nella sua versione essiccata, il celebre peperone crusco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Campania troviamo il friariello piccante, da non confondere con l’omonima verdura: una varietà moderata (5.000 – 15.000 SHU), apprezzata per il suo equilibrio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più diffusi e trasversali sono il peperoncino italiano generico e il ciliegia piccante, entrambi con una piccantezza tra 15.000 e 30.000 SHU, spesso utilizzati per conserve, oli aromatizzati e preparazioni classiche come l’arrabbiata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il peperoncino lungo italiano, molto usato essiccato o macinato, raggiunge i 50.000 SHU, mentre il peperoncino dell’Etna, coltivato su terreni vulcanici siciliani, unisce valore ornamentale e culinario con una piccantezza simile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiude il quadro il suggestivo peperoncino a mazzetti calabrese, tradizionalmente essiccato in grappoli: una varietà dalla piccantezza variabile, che può arrivare fino a 100.000 SHU.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una scala tutta italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le varietà italiane coprono un ampio spettro di intensità:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Leggera: Senise (1.000 – 5.000 SHU)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Media: Friariello piccante (5.000 – 15.000 SHU)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Medio-alta: Ciliegia e varietà comuni (15.000 – 30.000 SHU)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alta: Calabrese e lungo italiano (20.000 – 70.000 SHU)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molto alta: Diavolicchio (fino a 150.000 SHU)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre il piccante, una questione di identità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            n cucina, il peperoncino è una firma. Non copre, ma esalta. Non domina, ma definisce. Che sia fresco, essiccato, macinato o trasformato in salsa, resta un ingrediente capace di raccontare territori, tradizioni e gesti antichi.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            In Italia, più che altrove, il peperoncino è diventato linguaggio gastronomico: una sfumatura di gusto che attraversa le generazioni, accende i piatti e continua, ostinatamente, a sedurre.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Apr 2026 08:58:10 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Colomba artigianale ai tre cioccolati: l’eccellenza firmata dallo chef Vito Morra</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/colomba-artigianale-ai-tre-cioccolati-leccellenza-firmata-dallo-chef-vito-morra</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nella mia rubrica per la Gazzetta del Food voglio raccontarvi una delle creazioni a cui tengo di più: la mia colomba ai tre cioccolati.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001254128.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            È un dolce che rappresenta pienamente il mio modo di intendere la pasticceria artigianale, dove tradizione e visione contemporanea convivono in equilibrio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per me non è mai solo un prodotto pasquale. È il risultato di attenzione quotidiana, studio e rispetto profondo per le materie prime. Ogni colomba nasce da un processo lento, fatto di tempi naturali che scelgo di rispettare senza scorciatoie. Il lievito madre, che curo ogni giorno, è il cuore di tutto: è ciò che regala leggerezza, profumo e una struttura soffice, viva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguo personalmente ogni fase della lavorazione, dall’impasto alla cottura. Credo in un’artigianalità vera, fatta di gesti precisi e produzione limitata, lontana dalle logiche industriali. È così che riesco a mantenere qualità e identità in ogni singolo prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il protagonista assoluto è il cioccolato, che ho voluto declinare in tre espressioni diverse. All’interno dell’impasto dona profondità e morbidezza, mentre la glassa esterna completa il dolce con una nota elegante e avvolgente. Cerco sempre equilibrio, senza mai coprire, ma esaltando ogni sfumatura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta degli ingredienti è fondamentale: seleziono solo materie prime di alta qualità, perché sono convinto che il gusto autentico nasca da lì, prima ancora che dalla tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa colomba, per me, è molto più di una ricetta. È una dichiarazione di identità: il racconto del mio lavoro, del mio territorio e della passione che metto ogni giorno in quello che faccio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:49:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/colomba-artigianale-ai-tre-cioccolati-leccellenza-firmata-dallo-chef-vito-morra</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un 1° Aprile tutto da ridere e gustare: al Don Guanella festa di inclusione tra clown e dolci</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/un-1-aprile-tutto-da-ridere-e-gustare-al-don-guanella-festa-di-inclusione-tra-clown-e-dolci</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          NAPOLI – Risate, colori e dolcezza hanno trasformato il 1° aprile 2026 in una giornata speciale al Centro Diurno Don Guanella di Napoli. L’evento, organizzato da Nida Campania, ha visto protagonisti i ragazzi del centro insieme ai clown Julius &amp;amp; Pipos, e si è svolto in occasione dell’avvio delle vacanze pasquali e a pochi giorni dalla Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 aprile.
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001254376.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il teatro dell’oratorio si è animato con uno spettacolo interattivo, dove il divertimento ha preso vita non solo sul palco, ma anche tra i ragazzi che hanno partecipato attivamente, diventando parte integrante della performance. Tra costumi colorati, musica, giochi e comicità travolgente, ogni partecipante ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente, sentendosi accolto e valorizzato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno dei ruoli centrali nella giornata è stato svolto dalla c
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           hef Giovanna Cuomo, invitata da Giulio Carfora
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che ha portato la sua filosofia di cucina inclusiva parlando di cibo uno strumento di condivisione, emozione e partecipazione. Vestita nei panni di Ratatouille, simbolo della creatività e della fantasia che unisce bambini e adulti, la chef ha spiegato come la cucina possa diventare linguaggio universale capace di avvicinare e far sorridere, abbattendo ogni barriera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            «L’esperienza è stata bellissima ed emozionante – racconta Giovanna Cuomo – perché ho visto i ragazzi sul palco, ridere, partecipare e sentirsi protagonisti. La cucina, come la comicità dei clown, ha creato un momento di condivisione autentica, dove ognuno si è sentito accolto e speciale».
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l’evento, una
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           storica Pasticceria napoletana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha offerto ai partecipanti il celebre
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fiocco di Neve,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dolce simbolo della tradizione napoletana, regalando un momento conviviale che ha unito gusto, memoria e comunità. Il gran finale è stato coronato dalla generosità concreta dell’
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Opera Don Bonifacio - Azione Verde
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che ha donato
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           140 uova di cioccolato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , consegnate ai ragazzi come piccolo gesto di gioia pasquale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento ha potuto realizzarsi grazie alla collaborazione di numerosi protagonisti del territorio: oltre a
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Giulio Carfora e alla Pasticceria Poppella, hanno contribuito Giuseppe Giorgio, i volontari di Nida Campania e l’accoglienza del Centro guidato da Don Pino Guida.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il sacerdote ha sottolineato il significato profondo di momenti come questo:
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            «Queste giornate rappresentano molto più di un semplice evento. Sono occasioni in cui i ragazzi possono esprimersi liberamente, sentirsi accolti e vivere la bellezza della condivisione. La gioia che nasce da queste esperienze è parte integrante del percorso di crescita e di cura».
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi nella Giornata Mondiale dedicata all’autismo, la manifestazione assume un valore ancora più significativo. Promuovere consapevolezza significa anche costruire spazi concreti di inclusione, dove ogni persona possa sentirsi riconosciuta e valorizzata. Tra sorrisi condivisi, gesti semplici e momenti di generosità, si costruisce una comunità più umana, capace di accogliere e dare valore a ogni unicità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ’iniziativa al Don Guanella non è stata solo una festa: è stato un incontro di cuori e talenti, dove il cibo, la risata e la creatività hanno dimostrato il potere trasformativo dell’inclusione e dell’attenzione all’altro. Giovanna Cuomo, con la sua cucina e il suo entusiasmo, ha confermato che la gastronomia può diventare uno strumento di empatia e di gioia condivisa, capace di lasciare un’impronta indelebile nei ragazzi e nella comunità tutta.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 11:05:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Pesce d’Aprile”: la pizza del mese firmata Jessica Sorrentino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pesce-daprile-la-pizza-del-mese-firmata-jessica-sorrentino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Aprile è il mese in cui tutto può essere preso un po’ meno sul serio — ma non la pizza. O meglio, non del tutto. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001253401.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È proprio da questo equilibrio sottile che nasce Pesce d’Aprile, la mia pizza del mese: un progetto in cui tecnica e ironia convivono senza pestarsi i piedi (o almeno ci provano).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parto sempre dall’impasto, che per me è una cosa tremendamente seria. Lunghe lievitazioni, studio dell’idratazione, ricerca della struttura perfetta: tutto deve funzionare prima ancora di pensare al condimento. Il risultato è una base leggera, ariosa, che accompagna il morso senza mai appesantirlo — perché sorprendere sì, ma mettere in difficoltà no.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poi arriva il divertimento. Il tema è il mare, ma non aspettatevi qualcosa di prevedibile. Pesce d’Aprile gioca proprio su questo: sull’idea di portare in tavola qualcosa che sembra una cosa… e invece racconta altro. Amo lavorare sui contrasti, far dialogare freschezza e sapidità con note più morbide e avvolgenti, costruendo un equilibrio che cambia a ogni boccone. Un piccolo scherzo, ma studiato al millimetro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta degli ingredienti segue la mia solita filosofia: pochi, buoni e con un senso preciso. Stagionalità e qualità sono la base, ma quello che mi interessa davvero è come ogni elemento entra nella narrazione complessiva. Nulla è lì per caso, anche quando sembra voler ingannare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Questa pizza rappresenta bene il mio modo di intendere la cucina: tecnica solida, identità chiara e la libertà di non prendersi troppo sul serio. Perché sì, possiamo essere rigorosi, ma anche divertirci — e magari far divertire chi mangia.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            In fondo, Pesce d’Aprile è proprio questo: un invito a lasciarsi sorprendere, a non fermarsi alla prima impressione e a concedersi il lusso di cambiare idea al secondo morso.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            E tranquilli: l’unico scherzo qui… è quanto velocemente finisce nel piatto. 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 19:37:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pesce-daprile-la-pizza-del-mese-firmata-jessica-sorrentino</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001253435.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Marcianò trionfa a Bari, Berardi e Preite completano il podio del Campionato della Pasta Fatta a Mano 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/marciano-trionfa-a-bari-berardi-e-preite-completano-il-podio-del-campionato-della-pasta-fatta-a-mano-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Bari, 31 marzo 2026 – Non solo una vittoria, ma un racconto corale di talento e identità gastronomica.  
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001253126.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           B
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ari, 31 marzo 2026
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           –
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un podio che racconta tre modi diversi – e ugualmente potenti – di interpretare la pasta fatta a mano. Francesco Marcianò conquista il primo posto alla tappa barese del Campionato della Pasta Fatta a Mano 2026, ma accanto a lui emergono con forza le prove di Angelo Berardi e Antonio Preite, capaci di lasciare un segno autentico e duraturo.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il successo di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Marcianò
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          nasce da un’idea chiara e profondamente personale. Il suo “Coniglio in piramide” è un piatto che parte dalla memoria familiare e si trasforma in una costruzione gastronomica contemporanea. La forma, studiata e riconoscibile, racchiude un ripieno che parla di casa, di gesti tramandati, ma anche di tecnica consapevole. Il coniglio alla cacciatora diventa così essenza, concentrato di gusto, sostenuto da un fondo capace di amplificare ogni sfumatura. È una cucina che non rincorre l’effetto, ma lo genera attraverso coerenza e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ma se il primo posto convince, è il secondo gradino del podio a sorprendere per profondità e visione. Angelo Berardi porta in gara molto più di un piatto: porta un percorso. Il suo lavoro è il punto d’incontro tra Sud e Nord, tra radici pugliesi e maturazione professionale in Alto Adige.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          I cappelletti senza glutine con cervo e mirtilli rappresentano una sfida doppia, tecnica e culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da un lato, la scelta del senza glutine, affrontata con rigore e precisione, senza mai far percepire una mancanza, anzi trasformandola in valore. Dall’altro, l’equilibrio dei sapori: la forza del cervo, intensa e selvatica, viene domata e accompagnata dalla nota gentile e leggermente acida del mirtillo. Nulla è lasciato al caso. Ogni elemento dialoga, ogni boccone evolve. È una cucina pensata, stratificata, che non cerca scorciatoie ma costruisce un’esperienza completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Berardi dimostra una maturità rara: la capacità di contaminare senza confondere, di innovare senza rompere il legame con la tradizione. Il suo secondo posto ha il sapore di una dichiarazione forte, quasi un anticipo di ciò che potrebbe accadere in finale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E poi c’è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Antonio Preite, terzo classificato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           che conquista con una forza completamente diversa, più istintiva ma altrettanto incisiva. Il suo “Gallo nel cortile” è un piatto che non ha bisogno di spiegazioni complesse: arriva diretto, sincero, evocativo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          È il racconto di una terra, il Salento, e di una cucina che vive ancora nei cortili, nei tempi lenti, nei sapori pieni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il raviolo racchiude un ripieno che parla di tradizione contadina, dove il gallo diventa protagonista assoluto, affiancato dalla morbidezza della ricotta di capra. Il risultato è un equilibrio rustico ma raffinato, dove ogni elemento è riconoscibile e necessario. Preite lavora sull’emozione pura, sulla memoria gustativa, riuscendo a trasformare un piatto apparentemente semplice in un’esperienza intensa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua è una cucina identitaria, che non cerca di stupire con effetti scenici, ma conquista con autenticità e coerenza. E proprio questa scelta, coraggiosa nella sua essenzialità, lo rende uno dei protagonisti più interessanti della competizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            l podio di Bari, dunque, diventa qualcosa di più di una classifica: è il ritratto di una cucina italiana viva, in movimento, capace di tenere insieme tradizione, ricerca e sensibilità personale.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Marcianò, Berardi e Preite non rappresentano solo tre posizioni, ma tre visioni. E tutte, a loro modo, parlano la stessa lingua: quella della pasta fatta a mano come espressione culturale, prima ancora che gastronomica.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ora la sfida si sposta a Napoli. Ma dopo Bari, una certezza c’è: il livello è altissimo, e il finale sarà tutt’altro che scontato.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 17:46:05 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001253125.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Mele” di mantecato di baccalà con cuore di peperoni e doppia glassa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mele-di-mantecato-di-baccala-con-cuore-di-peperoni-e-doppia-glassa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rubrica dello chef Salvatore Bocchetti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Nel lessico della cucina contemporanea, forma e sostanza procedono ormai sullo stesso piano. L’impiattamento diventa linguaggio, la tecnica strumento narrativo. 
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001252993.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            È da questa visione che prende forma una rilettura del baccalà mantecato, qui proposto in una veste inedita: una “mela” che coniuga rigore esecutivo, riconoscibilità visiva e stratificazione del gusto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piatto si inserisce nel filone della cucina identitaria evoluta, dove la memoria gastronomica viene reinterpretata attraverso tecniche moderne. Il baccalà, lavorato secondo una mantecatura classica, mantiene centralità e profondità aromatica, mentre l’inserto di peperoni introduce una componente vegetale che riequilibra la sapidità con una nota dolce e tostata. La doppia glassa, infine, non è mero esercizio estetico, ma contribuisce a definire struttura e percezione al palato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta (per circa 6 pezzi)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          400 g baccalà dissalato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 ml latte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          120 ml olio extravergine di oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 peperone rosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 peperone giallo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 g nero di seppia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6 g gelatina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acqua q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mantecato di baccalà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà viene cotto in una miscela di latte e acqua con uno spicchio d’aglio, mantenendo una temperatura dolce per preservarne la struttura. Una volta scolato, si lavora ancora caldo, condizione essenziale per ottenere un’emulsione stabile. L’olio extravergine viene incorporato a filo fino a raggiungere una consistenza liscia e vellutata. Si regola infine di sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Inserto di peperoni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I peperoni vengono arrostiti, pelati e frullati separatamente. Il passaggio successivo prevede una breve riduzione sul fuoco, utile a concentrare aromi e ottenere una texture più compatta. Il composto viene quindi colato in piccoli stampi e portato a congelamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’interno di stampi in silicone a forma di mela si dispone uno strato di mantecato di baccalà, si inserisce il cuore congelato di peperone e si completa con ulteriore crema. Il prodotto viene quindi abbattuto per stabilizzarne la struttura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Glassa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si realizza una base con acqua e gelatina, successivamente divisa in due parti. Nella prima si emulsiona olio extravergine per ottenere una glassa lucida e neutra; nella seconda si incorpora il nero di seppia, ottenendo una finitura più intensa e cromaticamente contrastata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Finitura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le preparazioni, ancora congelate, vengono sformate e glassate alternando le due componenti per ottenere un effetto visivo pulito e contemporaneo. Lo scongelamento avviene lentamente in frigorifero, così da preservare consistenze ed equilibrio gustativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           n un momento storico in cui la cucina è chiamata a parlare linguaggi sempre più chiari e riconoscibili, questo piatto si impone come sintesi efficace tra tecnica e identità. Non è solo un esercizio di stile, ma una dichiarazione precisa: la tradizione può evolversi senza perdere autorevolezza, purché sostenuta da rigore e visione.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La “mela” di baccalà mantecato diventa così un segno distintivo, un piccolo manifesto di cucina contemporanea dove l’impatto visivo apre la strada a un assaggio coerente, misurato, centrato. Un boccone che racconta un’idea precisa di ristorazione: essenziale, elegante, immediata, ma mai banale.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E in un panorama gastronomico sempre più affollato, sono proprio piatti come questo a fare la differenza: capaci di farsi ricordare, prima con gli occhi, poi con la memoria del gusto.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:55:27 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001252992.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La colomba non è semplicemente un dolce legato alla Pasqua: nelle mani di Iginio Massari diventa un simbolo di eccellenza, un punto d’incontro tra tradizione artigianale e rigore assoluto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-colomba-non-e-semplicemente-un-dolce-legato-alla-pasqua-nelle-mani-di-iginio-massari-diventa-un-simbolo-di-eccellenza-un-punto-dincontro-tra-tradizione-artigianale-e-rigore-assoluto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sua interpretazione della colomba pasquale rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti: fare pasticceria significa custodire il passato, ma anche elevarlo attraverso tecnica, studio e precisione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un maestro, una visione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Considerato uno dei più grandi maestri pasticceri contemporanei, Iginio Massari ha costruito la sua carriera su un principio chiaro: la qualità non è negoziabile. Ogni sua creazione nasce da un equilibrio perfetto tra conoscenza delle materie prime, controllo dei processi e sensibilità estetica. La colomba, in questo contesto, diventa una prova tecnica tra le più complesse, capace di mettere in luce ogni minimo dettaglio della lavorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tradizione come punto di partenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La colomba affonda le sue radici nella tradizione italiana del dopoguerra, ma per Massari non è mai un semplice esercizio nostalgico. Gli ingredienti restano quelli canonici — farina, burro, zucchero, uova, lievito naturale, scorze di agrumi — ma è il modo in cui vengono trattati a fare la differenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rispetto della ricetta tradizionale si accompagna a una selezione maniacale delle materie prime: burro di altissima qualità, canditi lavorati artigianalmente, vaniglia naturale. Ogni elemento è scelto per contribuire a un risultato finale armonico, dove nessun sapore sovrasta l’altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rigore della tecnica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò che distingue realmente la colomba di Massari è il controllo assoluto del processo produttivo. Il lievito madre, cuore pulsante del dolce, viene gestito con precisione scientifica: tempi di fermentazione, temperature e idratazione sono calibrati al millimetro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impasto viene lavorato in più fasi, rispettando pause e riposi fondamentali per sviluppare struttura e aromi. Il risultato è una consistenza soffice ma elastica, con una alveolatura fine e regolare — segno distintivo di una lievitazione perfetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche la glassatura non è lasciata al caso: croccante, profumata, mai invadente. Le mandorle e lo zucchero in granella completano il dolce senza appesantirlo, contribuendo a un equilibrio complessivo che è tanto gustativo quanto visivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cultura dell’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parlare della colomba di Massari significa parlare di una vera e propria cultura del lavoro. Ogni fase, dalla preparazione alla cottura, è guidata da disciplina, esperienza e continua ricerca. Non esiste improvvisazione, ma nemmeno staticità: la tradizione viene rispettata, ma costantemente affinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa filosofia si riflette anche nella formazione delle nuove generazioni di pasticceri. Massari ha sempre sostenuto l’importanza dello studio e della pratica rigorosa, contribuendo a diffondere un’idea di pasticceria come arte precisa, dove talento e metodo devono convivere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un manifesto di alta pasticceria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La colomba firmata Iginio Massari non è soltanto un prodotto d’eccellenza: è un manifesto. Racconta cosa significa fare pasticceria ad altissimo livello oggi, in Italia e nel mondo. È la dimostrazione che anche un dolce apparentemente “semplice” può diventare straordinario, se affrontato con rispetto, competenza e passione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            In un mercato spesso dominato dalla velocità e dalla standardizzazione, questa colomba rappresenta un invito a rallentare, ad assaporare e a riconoscere il valore autentico del lavoro artigianale. Perché l’eccellenza, come insegna Massari, non è mai un caso: è sempre una scelta.e
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 16:48:34 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001252994.jpg">
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001252994.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La vera lasagna fatta in casa: il ritorno dell’autenticità Italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-vera-lasagna-fatta-in-casa-il-ritorno-dellautenticita-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Strati perfetti, ragù lento e besciamella vellutata: la tradizione torna protagonista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è un momento, nella cucina italiana, in cui il tempo rallenta. È quello in cui il ragù sobbolle piano, la besciamella prende corpo e la sfoglia si prepara ad accogliere strati di memoria. La lasagna non è soltanto un piatto: è un rito domestico, un patrimonio gastronomico che racconta famiglia, territorio e tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un’epoca di scorciatoie e versioni industriali, torna il desiderio di autenticità. La vera lasagna fatta in casa, quella che profuma di domenica e pazienza, riconquista il centro della tavola. E per realizzarla non bastano buoni ingredienti: serve rispetto per i tempi e per i gesti codificati dalla tradizione emiliana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Ricetta Originale della Lasagna alla Bolognese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (per 6 persone)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il ragù:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di macinato misto (manzo e maiale)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di pancetta tesa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 carota
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 costa di sedano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cipolla dorata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          700 g di passata di pomodoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 bicchiere di vino rosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 bicchiere di latte intero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la besciamella:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 litro di latte intero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g di burro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g di farina 00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Noce moscata q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la lasagna:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g di sfoglia all’uovo (preferibilmente fresca)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Il ragù: cuore della lasagna
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tritare finemente pancetta, carota, sedano e cipolla. In una casseruola, rosolare la pancetta con un filo d’olio, quindi aggiungere il soffritto e lasciare appassire dolcemente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire la carne macinata e farla rosolare a fuoco medio fino a completa evaporazione dei liquidi. Sfumare con il vino rosso e, una volta evaporato, aggiungere la passata di pomodoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere a fuoco bassissimo per almeno 2 ore, mescolando di tanto in tanto. A metà cottura, versare il latte per smorzare l’acidità del pomodoro. Regolare di sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il segreto: il ragù non deve mai bollire forte. Deve “pippiare”, come si dice a Bologna.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. La besciamella: equilibrio e morbidezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sciogliere il burro in un pentolino, aggiungere la farina e mescolare fino a ottenere un roux dorato. Versare il latte caldo a filo, mescolando continuamente con una frusta per evitare grumi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere fino a ottenere una consistenza vellutata. Aggiungere sale e una grattata di noce moscata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. La sfoglia: struttura e identità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se si utilizza sfoglia fresca, sbollentarla per pochi secondi in acqua salata e raffreddarla subito in acqua fredda. Asciugarla su un canovaccio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. L’assemblaggio: l’arte degli strati
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una teglia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Velare il fondo con besciamella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Disporre uno strato di sfoglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere ragù
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coprire con besciamella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spolverare Parmigiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ripetere per almeno 4-5 strati, terminando con besciamella e Parmigiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. La cottura: il momento della verità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere in forno statico a 180°C per circa 35-40 minuti, fino a ottenere una superficie dorata e leggermente croccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lasciare riposare almeno 10 minuti prima di servire: la lasagna deve assestarsi, non avere fretta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Valore della Tradizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La lasagna autentica non è un piatto veloce, né adattabile a compromessi estremi. È un esercizio di tecnica e memoria, dove ogni passaggio ha un senso preciso. Dalla lunga cottura del ragù alla delicatezza della besciamella, tutto contribuisce a creare un equilibrio che va oltre il gusto.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Oggi, riscoprire questa ricetta significa anche recuperare un modo di cucinare più consapevole, fatto di attenzione e rispetto. Perché la vera lasagna non è solo buona: è giusta.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:33:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-vera-lasagna-fatta-in-casa-il-ritorno-dellautenticita-italiana</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La colomba pasquale: storia, tradizione e ricetta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-colomba-pasquale-storia-tradizione-e-ricetta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Con l’arrivo della Pasqua, le tavole italiane si riempiono di profumi e simboli della tradizione. Tra questi, uno dei dolci più iconici è senza dubbio la colomba pasquale, soffice, profumata e ricoperta da una croccante glassa alle mandorle. Oggi, nella Domenica delle Palme, questo dolce assume un significato ancora più speciale, segnando l’inizio della Settimana Santa.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La colomba pasquale è un dolce relativamente moderno rispetto ad altri simboli della tradizione italiana, ma affonda le sue radici in antiche leggende. La forma richiama la colomba, simbolo universale di pace e rinascita, perfettamente in linea con il messaggio pasquale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diffusa su larga scala nel Novecento, la colomba si ispira al panettone natalizio, ma si distingue per ingredienti e lavorazione: meno ricca di burro, più agrumata e con una tipica copertura croccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti della ricetta tradizionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparare la colomba in casa richiede tempo e pazienza, ma il risultato ripaga ogni sforzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti (per 1 colomba da circa 1 kg)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per l’impasto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di farina forte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g di burro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 uova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di scorze di arancia candita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 ml di latte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          25 g di lievito di birra fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 pizzico di sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Semi di vaniglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la glassa:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g di mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 albumi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Granella di zucchero q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparare il lievitino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sciogliere il lievito nel latte tiepido e aggiungere un po’ di farina. Lasciare riposare fino al raddoppio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Impasto principale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire farina, zucchero, uova e burro morbido. Aggiungere il lievitino e lavorare fino a ottenere un impasto elastico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lievitazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coprire e lasciare lievitare per circa 4-6 ore, fino al raddoppio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiunta dei canditi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Incorporare le scorze di arancia e lavorare delicatamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Forma e seconda lievitazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Disporre l’impasto nello stampo a forma di colomba e lasciare lievitare ancora 2-3 ore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Glassa e cottura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricoprire con glassa di albumi, zucchero e mandorle. Cuocere a 180°C per circa 40-45 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un dolce che racconta la festa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La colomba non è solo un dessert: è un rito, un’attesa, un profumo che riempie la casa nei giorni che precedono la Pasqua. Prepararla significa riscoprire gesti antichi e condividere un momento autentico con chi si ama.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Che sia fatta in casa o acquistata, poco importa. Ciò che conta è il significato che porta con sé: un invito a rallentare, a stare 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:10:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-colomba-pasquale-storia-tradizione-e-ricetta</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Matera accende i fuochi del Mediterraneo: nove Paesi a tavola tra cibosofo e tradizione lucana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/matera-accende-i-fuochi-del-mediterraneo-nove-paesi-a-tavola-tra-cibosofo-e-tradizione-lucana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         A Matera il Mediterraneo si racconta attraverso i sapori, i gesti e le storie. Ha preso il via il 27 marzo il ciclo delle “Cene del Mediterraneo”, uno dei progetti simbolo di “Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026”, un percorso che trasforma la tavola in uno spazio concreto di incontro tra popoli.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001248334.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           MEDin, hub che pone il Mezzogiorno al centro delle dinamiche culturali del bacino mediterraneo, il progetto trova il suo motore nella visione dello chef Federico Valicenti, da anni promotore della “cibosofo”: una filosofia che interpreta il cibo come linguaggio universale di relazione, memoria e pace.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nove cene, un solo racconto: il Mediterraneo come ponte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calendario – da marzo a novembre 2026 – attraversa nove Paesi: Marocco, Malta, Albania, Libano, Turchia, Egitto, Tunisia, Grecia e Spagna. Ogni appuntamento costruisce un dialogo tra la cucina del Paese ospite e una specialità lucana, intrecciando degustazioni, musica, racconti e momenti di confronto culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta di semplici cene tematiche, ma di vere esperienze immersive: ogni piatto diventa narrazione, ogni ingrediente un frammento di identità condivisa. Il Mediterraneo emerge così non solo come spazio geografico, ma come laboratorio vivo di contaminazioni e cooperazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’esordio tra Marocco e Basilicata: tradizione e memoria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata inaugurale, dedicata al Marocco, ha dato subito il tono del progetto. Accanto ai piatti simbolo della tradizione marocchina – harira, mloui, tajine e sellou – ha trovato spazio la profondità della cucina lucana, rappresentata con intensità dalla chef Silvana Felicetta Colucci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Volto noto anche per la sua attività editoriale su La Gazzetta del Food, dove firma una rubrica dedicata alla cucina identitaria, la chef ha portato in scena uno dei piatti più autentici della tradizione regionale: le manatelle con i ceci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un gesto antico, tramandato dalla madre Rosa, quasi centenaria e originaria di Castelmezzano, che vive ancora oggi nella manualità della pasta fatta a mano. Durante la serata, Colucci ha eseguito una dimostrazione dal vivo, restituendo al pubblico il valore culturale di un sapere domestico che rischia di scomparire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per questo impegno nella tutela della tradizione, le è stato conferito il riconoscimento di “Custode delle Lagane”, simbolo di una cucina che resiste e continua a raccontare il territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto a lei, la chef Salma Ennamli, insignita del titolo di Custode del Tajine, ha contribuito a costruire un dialogo gastronomico autentico, fatto di equilibrio e rispetto reciproco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calendario: dalla Malta all’Albania, tra contaminazioni e territorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il viaggio prosegue il 17 aprile con la cena maltese, dove piatti come Ajjotta, Qarnit e Patata il-forn si affiancheranno alla specialità lucana “U Pastizz Rutunnar” di Rotondella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 22 maggio sarà invece la volta dell’Albania, con un menu che spazia da Petullat a Tavë kosi, accompagnati dal “Tumact me tulez” di Barile. Non mancheranno costumi e musiche tradizionali arbëreshë, a testimoniare quanto la cultura mediterranea sia fatta anche di migrazioni e radici condivise.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni appuntamento sarà inoltre arricchito dalla presenza di cantine del territorio e momenti di approfondimento, come il dialogo con l’Accademia Italiana della Cucina sul valore della cucina italiana come patrimonio culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tavola come spazio politico (e umano)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla base del progetto c’è una parola semplice della tradizione lucana: “favorite”. Un invito che va oltre l’ospitalità e diventa gesto culturale: c’è posto anche per te.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le “Cene del Mediterraneo” traducono questo spirito in un format contemporaneo, dove il cibo diventa strumento di diplomazia culturale. In un tempo segnato da divisioni, Matera propone un modello opposto: sedersi insieme, condividere, ascoltare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E forse è proprio qui la forza del progetto: riportare la cucina alla sua funzione originaria. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 31 Mar 2026 06:48:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/matera-accende-i-fuochi-del-mediterraneo-nove-paesi-a-tavola-tra-cibosofo-e-tradizione-lucana</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il ministero celebra il vino italiano: economia, cultura e territorio al centro della strategia nazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-ministero-celebra-il-vino-italiano-economia-cultura-e-territorio-al-centro-della-strategia-nazionale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ieri il ministro Francesco Lollobrigida ha incontrato Federvini, l’associazione dei produttori italiani di vini e distillati, per ribadire il valore strategico del settore vinicolo italiano.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001240808.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il vino, ha sottolineato il ministro, rappresenta non solo un pilastro economico, ma anche un simbolo di identità, cultura e paesaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli ultimi anni, il ministero ha intensificato il sostegno al comparto con iniziative senza precedenti: sono state stanziate maggiori risorse per la promozione sui mercati internazionali, con oltre 1 miliardo di euro investiti nelle filiere, e sono stati avviati programmi dedicati all’innovazione e all’efficienza energetica per rafforzare la competitività delle imprese italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il vino non è solo economia e occupazione – ha dichiarato il ministro Lollobrigida – è identità, cultura, paesaggio. Sono le nostre vigne che scolpiscono territori unici e attraggono milioni di visitatori da tutto il mondo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro con Federvini ha voluto anche respingere ogni approccio ideologico che tenta di criminalizzare un modello fondato su qualità, responsabilità e convivialità. Il messaggio è chiaro: difendere il vino significa difendere l’Italia, le sue eccellenze e il lavoro di migliaia di imprese che rappresentano il cuore pulsante della filiera vitivinicola nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo i dati più recenti, l’export di vino italiano ha raggiunto livelli record, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente, trainato dalla domanda in mercati strategici come Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Il settore impiega direttamente circa 150.000 persone e coinvolge migliaia di cantine, cooperative e piccole imprese agricole, diventando così un volano fondamentale per l’economia rurale e turistica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ministro Lollobrigida conferma così l’impegno costante del ministero a favore del comparto, convinto che sostenere il vino italiano significhi valorizzare un patrimonio culturale unico e consolidare la posizione dell’Italia sui mercati internazionali. Un settore che continua a rappresentare una vera e propria eccellenza nazionale, simbolo di storia, territorio e capacità imprenditoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;ul&gt;&#xD;
      &lt;li&gt;&#xD;
        
            Foto: Social Ministro
           &#xD;
      &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:39:41 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Alessandro Della Monica: la formazione come ingrediente chiave per innovare il mestiere di pizzaiolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alessandro-della-monica-pizza-doc-maria-giovanna-labruna-utente-corrente-alessandro-della-monica-la-formazione-come-ingrediente-chiave-per-innovare-il-mestiere-di-pizzaiolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         A 29 anni, Alessandro Della Monica rappresenta una delle espressioni più contemporanee dell’arte bianca italiana.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001240630.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Originario di Cava de’ Tirreni, vanta oltre sedici anni di esperienza nel mondo della pizza: un percorso iniziato precocemente e costruito con dedizione, studio e una costante attenzione all’evoluzione tecnica degli impasti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi è alla guida di due realtà ben distinte ma complementari:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Kekudos Contemporary Pizza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , laboratorio creativo dedicato alla pizza contemporanea, e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ke Pala Rosticceria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , dove tradizione e innovazione si incontrano attraverso la pizza in pala e una proposta gastronomica dinamica. La sua specializzazione negli impasti croccanti gli è valsa il soprannome di Crunch Specialist, una firma identitaria che sintetizza il suo approccio tecnico e sensoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto all’attività imprenditoriale, Della Monica ricopre anche il ruolo di istruttore presso l’Accademia Pizza DOC, contribuendo alla formazione di nuove generazioni di pizzaioli. Ed è proprio il tema della formazione a emergere come filo conduttore del suo percorso professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel panorama attuale della ristorazione, sempre più competitivo e orientato alla qualità, la formazione non rappresenta più un’opzione, ma una necessità. La figura del pizzaiolo si è evoluta: da mestiere tradizionale a professione altamente specializzata, che richiede competenze tecniche, conoscenze scientifiche e sensibilità imprenditoriale. La storia professionale di Della Monica evidenzia come il talento debba essere supportato da un percorso strutturato di apprendimento continuo. L’approfondimento delle tecniche di impasto, lo studio delle materie prime e la capacità di innovare sono oggi elementi imprescindibili per distinguersi in un mercato in costante evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A tu per tu con Alessandro Della Monica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Quali motivazioni ti hanno spinto a scegliere l’Accademia Nazionale Pizza DOC?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Ho scelto l’Accademia Nazionale Pizza DOC per dare una svolta concreta al mio percorso professionale. Nei primi anni della mia carriera, ho visto il mondo della pizza evolversi a ritmo serrato e ho capito che era il momento di aggiornarmi per non restare indietro. Volevo imparare le tecniche più moderne, approfondire la gestione delle materie prime e scoprire come ridurre gli sprechi in pizzeria, migliorando al tempo stesso il food cost. L’obiettivo era chiaro: trasformare passione e esperienza in competenze concrete e allineate agli standard più innovativi del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Come sei venuto a conoscenza di questa realtà e in che modo hai avviato il primo contatto?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Scorrendo i social, mi sono imbattuto in una masterclass nella mia città. Ho contattato la segreteria e così è iniziato il mio primo vero percorso di formazione. Da quel momento, non mi sono più fermato: corso dopo corso, ho avuto l’opportunità di imparare dai più grandi maestri del settore, esplorando tecniche diverse, approcci innovativi e modi alternativi di pensare e gestire la pizzeria. Ogni esperienza mi ha permesso di arricchire il mio bagaglio e affinare il mio stile, trasformando la curiosità in competenza concreta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Quale percorso, sia professionale che personale, ti ha condotto a intraprendere questa formazione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. L’esperienza all’Accademia Nazionale Pizza DOC ha completamente trasformato la mia visione del mestiere di pizzaiolo. Ho capito che oggi fare il pizzaiolo non è solo un lavoro: è un vero onore. Se un tempo questa professione veniva vista come un ripiego per chi non studiava, oggi so che per eccellere è fondamentale studiare, sperimentare e formarsi senza sosta. Grazie all’Accademia, ho scoperto quanto sia profondo il mondo della panificazione: dalla gestione del lavoro alla scelta delle farine, fino alla conoscenza delle fermentazioni e degli impasti. Ogni dettaglio conta, e sono proprio questi aspetti a fare la differenza nella qualità del prodotto finale. È stato un viaggio che ha trasformato la mia passione in competenza concreta e mi ha insegnato che un vero pizzaiolo non smette mai di imparare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Che ruolo ha oggi l’Accademia nella tua carriera e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro nel mondo della pizza?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Oggi l’Accademia per me rappresenta una vera famiglia e un punto di riferimento, sia dal punto di vista umano che professionale. È un’azienda che ha creduto in me fin dall’inizio e che continua a farlo ogni giorno. Questo mi ha dato grande motivazione e senso di responsabilità. Dopo un percorso molto lungo e una gavetta importante, oggi mi sento un punto di riferimento per l’Accademia e per i nuovi istruttori, e di questo ne vado molto fiero. Sono felice del cammino che ho fatto, ma con la consapevolezza che in questo mestiere c’è sempre da imparare e da migliorare. Attualmente svolgo molte masterclass e consulenze, viaggio spesso e ho la responsabilità di trasmettere tutto il mio impegno, la mia esperienza e le mie conoscenze ai corsisti e all’Accademia che ha creduto in me. Per il futuro mi immagino continuare a crescere nel settore, formare sempre più professionisti e contribuire allo sviluppo e alla diffusione della cultura della pizza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Con Alessandro Della Monica, la pizza non è solo un mestiere, ma un laboratorio di creatività, tecnica e formazione continua. La sua storia dimostra che passione e talento trovano valore solo se accompagnati da studio, disciplina e voglia di innovare. E mentre continua a viaggiare, insegnare e sperimentare, resta chiaro un messaggio: il futuro della pizza italiana si costruisce oggi, un impasto alla volta, grazie a chi sa trasformare tradizione e innovazione in arte concreta.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.accademianazionalepizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.campionatopizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 11:55:58 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cervello e alimentazione: una relazione più forte di quanto pensi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cervello-e-alimentazione-una-relazione-piu-forte-di-quanto-pensi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La connessione tra ciò che mangiamo e il funzionamento della nostra mente non è più un’ipotesi emergente, ma una solida evidenza scientifica che sta trasformando il modo in cui medici, nutrizionisti e neuroscienziati guardano alla salute mentale. Secondo le ultime ricerche, dietetica e funzioni cognitive sono così intrecciate che una scorretta alimentazione può compromettere memoria, concentrazione e umore tanto quanto una cattiva gestione dello stress o una vita sedentaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Malnutrizione “invisibile”: quando il corpo ha calorie ma manca di nutrienti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli ultimi anni è emerso un fenomeno spesso trascurato: la cosiddetta malnutrizione nascosta. Si tratta di diete che forniscono molte calorie ma pochi nutrienti utili al cervello. Cibi ultra processati, bevande zuccherate e snack industriali dominano le scelte alimentari di ampie fasce della popolazione, soprattutto nelle aree urbane. E il risultato non si vede solo sulla bilancia: si riflette soprattutto sulle performance cognitive e sull’equilibrio emotivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo gli esperti, una dieta povera di micronutrienti può favorire: 
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           difficoltà di concentrazione; 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           calo della motivazione;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           alterazioni del tono dell’umore; 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           peggioramento della qualità del sonno.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I costruttori del pensiero: nutrienti essenziali per il cervello
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per funzionare al massimo delle potenzialità, il cervello necessita di una “materia prima” di qualità. In particolare:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Omega‑3: grassi essenziali fondamentali per le membrane neuronali e per la plasticità sinaptica. Alimenti ricchi: pesce azzurro (sarde, sgombro), noci e semi di lino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vitamine del gruppo B: coinvolte nella produzione di neurotrasmettitori e nella gestione dell’energia cerebrale. Principali fonti: legumi, cereali integrali, verdure a foglia verde.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vitamina D: oltre al ruolo immunitario e osseo, è correlata alla regolazione dell’umore e alla risposta allo stress. La si trova nei pesci grassi, nei latticini fortificati e, in parte, attraverso l’esposizione solare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Antiossidanti: flavonoidi e carotenoidi contrastano lo stress ossidativo, un processo che accelera l’invecchiamento cellulare. Frutta e verdura dai colori intensi ne sono ricche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più di una semplice dieta: l’intestino e il cervello
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un capitolo sempre più centrale nelle ricerche riguarda l’asse intestino‑cervello. Il microbiota intestinale — l’insieme dei batteri che popolano il nostro intestino — comunica costantemente con il sistema nervoso centrale attraverso segnali biochimici. Una flora microbica bilanciata favorisce una migliore risposta allo stress, riduce l’infiammazione e può avere effetti positivi sul tono dell’umore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una dieta ricca di fibre, alimenti fermentati e vegetali favorisce la crescita di batteri benefici e contrasta l’alterazione della barriera intestinale, un fenomeno spesso associato a stati d’ansia e infiammazione cronica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cibo e stile di vita: un approccio integrato al benessere mentale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante ricordare che l’alimentazione non è l’unico fattore che determina la salute mentale. Relazioni sociali, attività fisica, qualità del sonno e stimoli cognitivi giocano un ruolo altrettanto importante. Tuttavia, migliorare la qualità della propria dieta rappresenta uno degli strumenti più concreti e immediati per sostenere la funzione cerebrale nel lungo periodo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crescente letteratura scientifica conferma che non esiste un cervello sano in un corpo malnutrito. Riscoprire alimenti freschi, aumentare la varietà nutrizionale e ridurre drasticamente i cibi ultra processati non sono solo raccomandazioni generiche, ma passi fondamentali per proteggere e potenziare la funzione cognitiva nell’arco di tutta la vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 26 Mar 2026 07:16:03 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Baccalà con peperoni cruschi e cipolla stufata: il sapore delle mie radici</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/baccala-con-peperoni-cruschi-e-cipolla-stufata-il-sapore-delle-mie-radici</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          Ci sono piatti che non nascono in cucina. 
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          Nascono molto prima.
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Nascono tra le strade di un paese, tra il profumo del pane secco bagnato con l’acqua e condito con l’olio buono, tra le mani di chi ha sempre cucinato con quello che c’era… senza mai lamentarsi. 
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo piatto viene da lì.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Da Rivello, dalla mia terra,
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    
          rra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001237814.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi lo preparo nel mio ristorante a Genzano di Roma, ma ogni volta che lo impiatto, in realtà, sto tornando indietro. Sto tornando a casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Presentazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà con peperoni cruschi è uno dei piatti più identitari della Basilicata. Una cucina fatta di contrasti: il sapido del baccalà, la dolcezza lenta della cipolla, il carattere deciso e croccante del peperone crusco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella mia versione ho voluto fare una cosa semplice, ma per me fondamentale: rispettare la tradizione, senza copiarla.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho lavorato sulla cipolla, rendendola protagonista, quasi una crema che accoglie il baccalà. Ho inserito una cottura più delicata, sottovuoto, per mantenere il pesce morbido, pulito, essenziale. E poi ho lasciato parlare loro… i peperoni cruschi, che non hanno bisogno di spiegazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E accanto, una frisella di Rivello. 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché certi legami non si spezzano mai.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 4 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          800 g di baccalà dissalato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          800 g di cipolla bianca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 spicchi d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio di peperone crusco macinato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 peperoni cruschi interi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 friselle (preferibilmente di Rivello)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine di oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Affettare finemente la cipolla, quasi a renderla leggera, come deve essere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una casseruola, far rosolare dolcemente l’aglio tritato in olio extravergine di oliva. Aggiungere la cipolla e lasciarla appassire lentamente, senza fretta. Quando inizia a cedere, unire due bicchieri di acqua calda, coprire e lasciare cuocere a fuoco basso per almeno 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel frattempo, in un pentolino, scaldare dell’olio extravergine e aggiungere il peperone crusco macinato. È un passaggio veloce, quasi un attimo: il tempo necessario perché il peperone rilasci il suo profumo intenso, senza bruciarsi. Versare subito questo olio aromatizzato sulla cipolla stufata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per completare il legame dei sapori, prendere qualche mestolo di cipolla e riportarlo nel pentolino, mescolando per raccogliere tutto ciò che il peperone ha lasciato. Poi unire nuovamente il tutto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Friggere i peperoni cruschi interi per pochi secondi in olio caldo: devono diventare croccanti, leggeri, quasi fragili. Tenerli da parte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà viene preparato sottovuoto e cotto direttamente in acqua bollente per circa 10 minuti. Una cottura pulita, che lo lascia morbido, rispettando la sua natura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per l’impiattamento,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          adagiare il baccalà al centro di un piatto fondo. Coprirlo con abbondante cipolla stufata al peperone crusco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto, posizionare la frisella leggermente ammorbidita con acqua calda e completarla con un filo di olio extravergine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spezzettare sopra i peperoni cruschi fritti, lasciandoli cadere senza ordine, come succedeva una volta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Questo piatto è il mio modo di non dimenticare.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È la prova che anche partendo da lontano, da una terra dura e silenziosa, puoi costruire qualcosa che parli al mondo… senza mai perdere te stesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché alla fine, tutto quello che faccio nasce da lì.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da dove ho imparato che anche con poco… si può creare qualcosa di grande.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto a questo piatto ho voluto affiancare uno dei miei dipinti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è una scelta casuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In quella tela ci sono gli stessi contrasti che ritrovo in cucina: il bianco che accoglie, i colori che si scontrano e poi si equilibrano, le linee che sembrano dividersi ma in realtà si incontrano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È il mio modo di raccontare la stessa storia con un altro linguaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché, in fondo, che io cucini o dipinga… sto facendo sempre la stessa cosa:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sto cercando di dare forma a quello che porto dentro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Le mie radici non le ho mai lasciate. Le ho solo portate con me, in ogni piatto… e in ogni colore.”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Mar 2026 15:52:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/baccala-con-peperoni-cruschi-e-cipolla-stufata-il-sapore-delle-mie-radici</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001237813.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Nino Palmieri, nuova penna de La Gazzetta del Food: rigore in cucina, anima d’artista</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-nino-palmieri-nuova-penna-de-la-gazzetta-del-food-rigore-in-cucina-anima-dartista</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nato e cresciuto nel cuore della Basilicata, Nino Palmieri porta con sé un’impronta culturale e umana profondamente legata a una terra complessa, essenziale, formativa. Un contesto che non concede scorciatoie, ma che educa all’ascolto, alla pazienza e al valore concreto delle cose. È proprio in questo scenario che si sviluppa la sua sensibilità, oggi riconoscibile tanto nella cucina quanto nelle altre forme espressive che attraversano il suo percorso.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001232019.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da oltre trent’anni vive a Genzano di Roma, dove ha costruito un progetto ristorativo solido e coerente, fondato su tecnica, disciplina e profondo rispetto per la materia prima. La sua è una cucina di grande professionalità, maturata nel tempo e affinata attraverso esperienza e ricerca: precisa, identitaria, mai concessiva alle mode. Grano, olio extravergine, erbe spontanee e prodotti essenziali diventano protagonisti di un linguaggio culinario rigoroso, capace di esprimere autenticità senza artifici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ristorante di Palmieri non è solo un luogo dove si mangia bene: è uno spazio dove la competenza incontra la visione. Ogni piatto è costruito con metodo, ma anche con intenzione narrativa, trasformando l’esperienza gastronomica in qualcosa di più profondo e duraturo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un passaggio cruciale nella sua traiettoria personale e professionale arriva a 47 anni, con la diagnosi di dislessia. Una scoperta che segna una svolta, aprendo nuove possibilità espressive. Da quel momento, accanto allo chef emerge con forza l’artista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scrittura e pittura diventano linguaggi paralleli, strumenti attraverso cui Palmieri amplia il proprio racconto. Nei suoi testi esplora temi legati all’identità, alla fragilità e al riscatto, mentre nella pittura libera emozioni che sfuggono alle parole. Non un semplice cuoco, dunque, ma un autore completo: un artista capace di muoversi tra forme diverse mantenendo una coerenza espressiva rara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi Nino Palmieri è una figura poliedrica: chef di grande esperienza e rigore, ma anche creativo autentico, capace di trasformare ogni gesto — in cucina come sulla tela o sulla pagina — in espressione personale. Una dualità che rappresenta il cuore della sua forza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il suo ingresso tra le firme de La Gazzetta del Food conferma questa identità complessa e contemporanea. Qui porta una voce che unisce competenza gastronomica e sensibilità artistica, offrendo ai lettori non solo contenuti, ma esperienze da leggere e sentire.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Perché seguire la sua storia significa ricordare che la professionalità, la passione e l’arte non sono separati: sono strumenti per raccontare chi siamo, per emozionare e per lasciare un segno che resta. Benvenuto, Chef Nino, tra le pagine della nostra redazione.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:55:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-nino-palmieri-nuova-penna-de-la-gazzetta-del-food-rigore-in-cucina-anima-dartista</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001231187.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001231187.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FOCACCIA PASQUALE VENEZIANA CON GLASSA AL COCCO, LIME E GRANELLA DI FAVE DI CACAO TOSTATE E SALATE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/focaccia-pasquale-veneziana-con-glassa-al-cocco-lime-e-granella-di-fave-di-cacao-tostate-e-salate</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Alla prima lettura può sembrare un prodotto salato molto conosciuto; in realtà parlo di un dolce profumato, saporito e tipico di Venezia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/new-project.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sua forma da panettone nasconde similitudini con la colomba classica ed è per questo che per me rappresenta un grande lievitato pasquale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un aspetto che trovo particolarmente interessante è che la focaccia veneziana, detta anche “fugassa”, nasce nei panifici più che nelle pasticcerie, anche se oggi queste ultime la stanno riscoprendo e valorizzando sempre di più. Nel tempo ho notato quanto sia difficile attribuirle un’identità storica univoca: esistono moltissime varianti diffuse nelle diverse città venete.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È proprio questa mancanza di codifica che, a mio avviso, l’ha mantenuta autentica e profondamente legata al territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qui condivido il mio metodo, con trucchi, ingredienti e accorgimenti per ottenere una fugassa personale, equilibrata e contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           PRIMO GIORNO – PRIMO IMPASTO (ore 9.00)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per la biga
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g acqua, 100 g farina forte (tipo Manitoba), 5 g lievito compresso, 2 g malto secco o miele.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sciolgo il lievito con il malto e l’acqua, unisco la farina e impasto. Lascio maturare a 20°C per 12 ore, coprendo bene l’impasto e mantenendolo compatto per sviluppare forza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           PRIMO GIORNO – SECONDO IMPASTO (ore 21.00)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g biga, 550 g farina 00, 10 g lievito compresso, 275 g latte intero freddo, 210 g zucchero grezzo, 100 g uova intere, 70 g tuorli, 200 g burro fresco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emulsiono lo zucchero con il latte e il lievito e verso in impastatrice. Aggiungo la farina e mescolo brevemente, poi lascio riposare 30 minuti (idrolisi).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Successivamente inserisco la biga a pezzetti e inizio a impastare. Aggiungo a filo uova e tuorli battuti, quindi incorporo il burro morbido fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trasferisco l’impasto in un contenitore pulito, copro e lascio maturare a 16°C per 12 ore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           BASE AROMATICA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          70 g miele, 30 g scorza d’arancia, 30 g scorza di limone, 1 stecca di cannella, semi di vaniglia, 16 g sale, 30 g Marsala, 30 g grappa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparazione:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparo la base aromatica e la lascio macerare per almeno 12 ore: è qui che costruisco l’identità del prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           SECONDO GIORNO – TERZO IMPASTO (ore 9.00)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Impasto maturato, 340 g farina 00, 5 g lievito, 50 g tuorli, 70 g uova intere, 130 g zucchero grezzo frullato, 130 g burro morbido, 30 g panna fresca, base aromatica, 100 g gocce di cioccolato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rimetto l’impasto in planetaria, aggiungo la farina e lavoro per dare struttura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unisco a filo la miscela di uova, tuorli, zucchero e lievito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inserisco la base aromatica e la panna, poi il burro poco alla volta. Completo con Marsala, grappa e gocce di cioccolato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impasto è pronto quando torna perfettamente incordato. Controllo sempre che la temperatura finale resti tra 24 e 25°C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lascio puntare per circa 1 ora e mezza, poi spezzo (consiglio 750 g), copro e faccio rilassare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pirlare per me è un passaggio fondamentale: creo tensione, lascio riposare e poi ripeto la formatura prima di inserire nei pirottini bassi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Faccio lievitare a 27°C fino a circa 1 cm dal bordo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           PRIMA GLASSA (PER LA COTTURA)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farina di mandorle, zucchero a velo, zucchero semolato, farina di riso, albume, olio di arachide, lievito istantaneo, succo di limone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frullo tutto e distribuisco una quantità leggera sulla superficie prima della cottura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           COTTURA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocio a 155–165°C per 45–50 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Verifico sempre che il cuore raggiunga i 92–94°C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Appena sfornate, capovolgo le fugasse e le lascio raffreddare completamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           GLASSA AL COCCO E LIME
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cioccolato bianco, cocco rapè, panna fresca, zucchero, scorza di lime, liquore al cocco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sciolgo il cioccolato, porto panna e zucchero a temperatura, unisco il tutto e aggiungo cocco e lime. Lascio stabilizzare a circa 30°C prima di glassare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           FINITURA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fave di cacao, sale grosso, acqua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mescolo e asciugo in forno fino a ottenere una granella croccante e sapida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Completo la fugassa fredda con la glassa e la finitura alle fave di cacao.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Questa è la mia interpretazione della fugassa: un equilibrio tra memoria e ricerca, dove la tecnica incontra il gusto contemporaneo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Sono convinto che ogni lievitato racconti qualcosa di chi lo realizza: per me è un modo per prendermi cura degli altri, attraverso il tempo, la precisione e il rispetto delle materie prime.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            — Chef Gregori Nalon
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:39:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/focaccia-pasquale-veneziana-con-glassa-al-cocco-lime-e-granella-di-fave-di-cacao-tostate-e-salate</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Su La7 torna “Green Tour” con un nuovo viaggio alla scoperta delle eccellenze del territorio italiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/su-la7-torna-green-tour-con-un-nuovo-viaggio-alla-scoperta-delle-eccellenze-del-territorio-italiano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’appuntamento è per domenica 22 marzo alle ore 11, con la quarta puntata del format condotto da Edoardo Raspelli e Sofia Bruscoli.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001230791.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il programma, prodotto da TVCOM, prosegue il suo racconto dell’Italia attraverso un punto di vista originale, che intreccia paesaggio, cultura e tradizioni locali. Questa settimana i riflettori si accendono sui Castelli Romani, un territorio ricco di storia e fascino situato a pochi chilometri dalla Capitale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le colline dei Castelli Romani rappresentano da secoli una meta privilegiata per la villeggiatura. Già in epoca antica, nobili e imperatori sceglievano questi luoghi per sfuggire alla calura di Roma, dando vita a un vero e proprio “distretto del riposo” ante litteram. Un’identità che si è consolidata nel tempo, lasciando in eredità un patrimonio unico fatto di ville storiche, giardini e panorami suggestivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il viaggio raccontato da “Green Tour” attraversa alcuni dei luoghi simbolo della zona, dal sistema delle ville tuscolane fino alla splendida Villa Mondragone, una delle dimore più rappresentative del territorio. Un itinerario che unisce arte, architettura e natura, restituendo il senso di un tempo scandito ancora oggi dal piacere dell’otium.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come da tradizione del programma, grande spazio è dedicato alle persone: artigiani, botteghe e piccoli imprenditori che custodiscono saperi antichi e contribuiscono a mantenere viva l’identità locale. Storie autentiche che dimostrano come il patrimonio culturale e produttivo italiano continui a essere una risorsa concreta anche per il futuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le puntate di “Green Tour” sono disponibili anche online sul sito ufficiale di La7.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Mar 2026 16:25:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/su-la7-torna-green-tour-con-un-nuovo-viaggio-alla-scoperta-delle-eccellenze-del-territorio-italiano</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Agnello cacio e uova: il grande classico della Pasqua abruzzes</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/agnello-cacio-e-uova-il-grande-classico-della-pasqua-abruzzes</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rientrata dalla settimana sanremese, si riparte da Pescasseroli, nella splendida cornice del ristorante Plistia, con le preparazioni dedicate alla Santa Pasqua.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001229674.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un percorso tra tradizione e rivisitazione, in cui ogni piatto racconta la storia della nostra cultura culinaria: dall’agnello ai carciofi, dai fiadoncini di formaggio, dolci e salati, fino a un vero trionfo di sapori autentici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Presentazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’agnello cacio e ova è un tipico piatto pasquale abruzzese, profondamente legato alla tradizione e ai suoi simboli. L’agnello e le uova, elementi centrali della festività, si incontrano in una preparazione dal gusto deciso ma equilibrato, arricchita da una cremina di pecorino che rende il piatto avvolgente e ricco di carattere. Una ricetta che si tramanda da generazioni e che ancora oggi rappresenta l’essenza della cucina di territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 4 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 kg di polpa di agnello
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7 uova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di pecorino grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cipolla dorata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 ml di vino bianco secco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 rametto di rosmarino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 rametto di timo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 foglia di alloro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 bacche di ginepro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine di oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Affettare finemente la cipolla e tagliare l’agnello a cubetti. In una casseruola scaldare l’olio extravergine di oliva, unire la cipolla e le bacche di ginepro e lasciare stufare dolcemente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere l’agnello e le erbe aromatiche, rosolare a fuoco vivace, quindi salare e pepare. Sfumare con il vino bianco e lasciare evaporare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire acqua fino a coprire la carne, coprire con coperchio e cuocere a fuoco medio per circa 35 minuti. Eliminare gli aromi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A parte sbattere le uova con il pecorino, quindi versare il composto sull’agnello a fuoco molto basso, mescolando delicatamente fino a ottenere una cremina morbida e avvolgente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Servire ben caldo, completando con un filo di olio extravergine a crudo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un piatto simbolo della Pasqua abruzzese che racconta, attraverso sapori autentici, il legame profondo tra cucina, tradizione e territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “La tradizione non si copia: si ascolta, si rispetta e poi si racconta con la propria anima.” 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Rosalba Marte
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Mar 2026 16:26:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/agnello-cacio-e-uova-il-grande-classico-della-pasqua-abruzzes</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pisticci celebra lo chef Ricchiuti: dal sindaco il riconoscimento per ambasciatore del gusto lucano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pisticci-celebra-lo-chef-ricchiuti-dal-sindaco-il-riconoscimento-per-ambasciatore-del-gusto-lucano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dallo Ionio a Casa Sanremo: lo chef Emanuele Ricchiuti conquista palati e porta Pisticci sotto i riflettori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001225730.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è chi porta la musica sul palco e chi, dietro le quinte, riesce a raccontare un territorio attraverso i sapori. È il caso di Emanuele Ricchiuti, chef originario di Pisticci, recentemente protagonista di un’esperienza d’eccellenza a Festival di Sanremo, dove ha guidato la cucina di Casa Sanremo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un incarico tutt’altro che secondario: Ricchiuti ha firmato un percorso gastronomico capace di coniugare identità territoriale e gusto contemporaneo, portando in tavola il meglio del pescato jonico. Piatti che non solo hanno conquistato gli artisti presenti alla kermesse, ma anche il conduttore Carlo Conti, tra i primi estimatori della sua cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla guida del ristorante Emantò, lo chef continua a costruire una narrazione gastronomica coerente e riconoscibile, dove la Basilicata si esprime attraverso materie prime selezionate, tecnica e sensibilità contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un percorso che non è passato inosservato neppure nella sua terra d’origine. L’amministrazione comunale di Pisticci ha infatti voluto rendere omaggio a Ricchiuti e alla moglie Antonella con una pergamena ufficiale, riconoscendone il valore come ambasciatore del gusto lucano. Un gesto simbolico che sottolinea quanto la cucina possa diventare strumento di racconto identitario e promozione territoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il titolo di “ambasciatore del gusto” non è solo una formula celebrativa: è il riflesso di un lavoro costruito con rigore, studio e una visione precisa. Quella di trasformare ogni piatto in un racconto, capace di attraversare confini geografici e culturali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E se Casa Sanremo rappresenta una vetrina prestigiosa, è nei dettagli quotidiani – tra fornelli, ricerca e memoria – che si costruisce davvero il valore di una cucina destinata a lasciare il segno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 19 Mar 2026 16:11:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>“Fiori di Sanremo”: pasta fresca al nero di seppia, ricotta e gamberi con bisque e caviale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fiori-di-sanremo-pasta-fresca-al-nero-di-seppia-ricotta-e-gamberi-con-bisque-e-caviale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sanremo è luce riflessa sul mare, profumo di fiori e una materia prima che parla da sola. È da questa suggestione che nasce “Fiori di Sanremo”, un piatto pensato come racconto gastronomico di un territorio iconico, capace di unire eleganza e identità in un’unica composizione.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001224737.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il fulcro del piatto è una pasta fresca al nero di seppia, lavorata interamente a mano e tirata al mattarello, dove tecnica e sensibilità manuale si incontrano in un equilibrio preciso. Il formato, creato artigianalmente, richiama la delicatezza di un fiore: ogni pezzo è diverso, vivo, con una tridimensionalità che non è solo estetica ma funzionale alla tenuta della farcia e alla distribuzione del condimento. La sfoglia, sottile ma resistente, avvolge senza sovrastare, lasciando spazio al ripieno di esprimersi con chiarezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’interno, la combinazione tra ricotta e gamberoni di Sanremo costruisce un equilibrio giocato sulla dolcezza e sulla morbidezza. La ricotta, setosa e lattica, fa da base neutra ma avvolgente, mentre il gambero introduce una nota marina elegante, mai invasiva. A dare ritmo al boccone interviene la limetta, che non copre ma illumina, inserendo una freschezza calibrata capace di alleggerire e rendere dinamico l’insieme.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare la struttura del piatto è la bisque di crostacei, concentrata e vellutata, che lega tutti gli elementi con profondità e continuità gustativa. Il caviale, inserito con misura, aggiunge una sapidità fine e una componente testurale che rompe la linearità, offrendo piccoli picchi di intensità. Le scaglie di pomodoro introducono una nota più diretta e leggermente acida, mentre i fiori secchi di fior d’aliso chiudono il piatto con una componente aromatica e visiva che richiama esplicitamente il territorio ligure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni elemento è pensato per dialogare: non c’è sovrapposizione, ma stratificazione. Il risultato è un piatto che si sviluppa in progressione, dove il primo impatto è visivo ed evocativo, seguito da una lettura gustativa che alterna morbidezza, sapidità e freschezza. È una costruzione contemporanea che punta sull’equilibrio più che sull’effetto, mantenendo una coerenza narrativa forte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se da un lato la cucina contemporanea tende spesso a valorizzare ingredienti umili, qui la scelta è diversa e dichiarata: lavorare su materie prime di pregio per restituire un omaggio diretto al contesto del Festival di Sanremo. Non è un esercizio di stile fine a sé stesso, ma un modo per interpretare il territorio attraverso una lente più raffinata, senza perdere identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Ci sono piatti che non si limitano a essere mangiati, ma chiedono di essere osservati, quasi ascoltati. “Fiori di Sanremo” è uno di questi: un piatto che racconta cura, intenzione e rispetto per ogni dettaglio. È il tipo di cucina che non cerca di stupire a tutti i costi, ma di lasciare qualcosa — un ricordo preciso, un’immagine, una sensazione che resta. Perché quando tecnica ed emozione trovano un punto d’incontro così nitido, il risultato va oltre il gusto: diventa esperienza.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 19:18:12 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Zeppole di San Giuseppe: il rito fritto napoletano tra storia, devozione e alta pasticceria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/zeppole-di-san-giuseppe-il-rito-fritto-napoletano-tra-storia-devozione-e-alta-pasticceria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 19 marzo, a Napoli, non è una semplice ricorrenza religiosa ma un fenomeno culturale che attraversa vicoli, pasticcerie e case private. La festa di San Giuseppe si traduce in un rituale collettivo fatto di profumi intensi, gesti codificati e una protagonista indiscussa: la zeppola. Fritta o al forno, resta uno dei simboli più identitari della tradizione dolciaria partenopea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi la zeppola è terreno di confronto tra tradizione e precisione tecnica. La base resta la pasta choux, che richiede equilibrio tra struttura e leggerezza. La frittura – preferibilmente in olio di arachidi – deve garantire sviluppo e asciuttezza, evitando eccessi di unto. La crema pasticcera gioca un ruolo centrale: vellutata, profumata alla vaniglia e con una nota agrumata, deve sostenere senza coprire. L’amarena finale non è solo decorazione, ma elemento funzionale: introduce una componente acida che bilancia la dolcezza complessiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel panorama attuale cresce anche l’attenzione per gli abbinamenti. Tra le proposte più coerenti, il Lacryma Christi del Vesuvio bianco passito accompagna la struttura della zeppola con note mielate e minerali, creando un dialogo equilibrato tra dolcezza e freschezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le origini della zeppola si muovono tra racconto popolare e letteratura gastronomica. Secondo la tradizione, San Giuseppe durante la fuga in Egitto si improvvisò friggitore, legando così il dolce alla cultura dello street food. A Napoli, fino al Novecento, era comune trovare frittellari intenti a prepararle sul momento. La svolta arriva nel 1837, quando Ippolito Cavalcanti inserisce la prima ricetta ufficiale nel suo trattato, segnando il passaggio dalla dimensione popolare a quella codificata della cucina d’autore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nome Giuseppe deriva dall’ebraico Yosef (“Egli aggiungerà”), un riferimento che sembra riflettersi perfettamente nell’opulenza di questo dolce, dove ogni elemento – crema, amarena, zucchero – contribuisce a costruire un equilibrio ricco ma riconoscibile. Non è un caso che la festa del 19 marzo sia storicamente legata anche alla figura paterna: la zeppola diventa così espressione di memoria familiare e continuità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un’epoca in cui la tradizione viene spesso reinterpretata, la zeppola di San Giuseppe resta un punto fermo: un dolce che continua a evolversi senza perdere la sua identità. È il gesto tramandato, il profumo che ritorna ogni anno, il sapore che tiene insieme passato e presente.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E forse è proprio in questa semplicità solo apparente che si nasconde il suo valore più autentico: quello di ricordarci, attraverso un morso, da dove veniamo e cosa vale la pena custodire.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 19:01:54 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dalla Calabria all’Accademia Nazionale Pizza DOC: Vincenzo Fotia e l’identità moderna dell’artigiano della pizza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-calabria-allaccademia-nazionale-pizza-doc-vincenzo-fotia-e-lidentita-moderna-dellartigiano-della-pizza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel panorama sempre più competitivo della pizza contemporanea, dove tradizione e innovazione si rincorrono senza sosta, emergono figure capaci di costruire un’identità solida, riconoscibile e coerente.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001224681.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il caso di Vincenzo Fotia, pizzaiolo calabrese originario di Siderno, che ha fatto della sua visione artigianale un tratto distintivo, sintetizzato nel claim
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “L’artigiano della pizza”.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo percorso professionale segue una traiettoria classica ma tutt’altro che scontata: la gavetta, gli errori iniziali, la formazione sul campo e, soprattutto, la scelta consapevole di trasformare una passione in mestiere. Un’evoluzione che si traduce in un approccio concreto, fatto di studio continuo e attenzione maniacale alla materia prima, elementi ormai imprescindibili per chi ambisce a ritagliarsi uno spazio autorevole nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La svolta arriva con l’ingresso nell’Accademia Nazionale Pizza DOC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , realtà che negli ultimi anni si è affermata come punto di riferimento nella formazione professionale dei pizzaioli. Qui Fotia cresce fino a ricoprire il ruolo di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Responsabile per la Regione Calabria e Maestro Istruttore,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          contribuendo attivamente alla diffusione di una cultura della pizza basata su tecnica, qualità e identità territoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo lavoro si muove lungo un crinale ben definito: da un lato il rispetto della tradizione, dall’altro una spinta verso la contemporaneità che si esprime soprattutto nella ricerca sui topping e negli abbinamenti. Le sue pizze mantengono una matrice riconoscibile, ma si aprono a contaminazioni e interpretazioni che dialogano con il gusto attuale, senza mai risultare forzate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolarmente significativa è la sua attenzione al segmento del senza glutine, ambito in cui negli ultimi anni si gioca una partita importante in termini di inclusività e qualità. Fotia affronta il tema con rigore tecnico, lavorando su impasti e processi che non sacrificano né struttura né sapore. Un impegno premiato con il titolo di Vicecampione del Mondo nella categoria “pizza senza glutine” alla XVII edizione del Premio Caputo, considerato tra i più autorevoli palcoscenici internazionali per i professionisti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo percorso racconta una tendenza sempre più evidente: quella di un’artigianalità evoluta, che non si limita alla manualità ma incorpora competenze trasversali, dalla formazione alla comunicazione. In questo contesto, l’esperienza di Vincenzo Fotia si inserisce come esempio di crescita costruita nel tempo, capace di coniugare radici territoriali e visione contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E proprio da qui parte il racconto più ampio: quello dei pizzaioli dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, una nuova generazione di professionisti che sta contribuendo a ridefinire i confini della pizza italiana, tra rigore tecnico, identità e apertura al cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Origini e percorso: Vincenzo, partendo dalla tua Siderno natale fino a diventare Responsabile per la Calabria dell’Accademia Nazionale Pizza DOC, qual è stato il momento chiave che ha segnato la tua crescita come pizzaiolo?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Partire da Siderno è stato fondamentale: è lì che ho costruito le basi della mia identità. Crescere in un contesto fortemente legato alle tradizioni mi ha trasmesso il rispetto per le materie prime e per i tempi della lavorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La svolta è arrivata quando ho compreso che la pizza non era soltanto un mestiere, ma una vera forma di espressione. Da quel momento ho intrapreso un percorso di studio, mettendomi costantemente in discussione e confrontandomi anche oltre i confini della mia terra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un cammino che, passo dopo passo, mi ha portato a ricoprire il ruolo di Responsabile per la Calabria dell’Accademia Nazionale Pizza DOC: non un traguardo, ma una responsabilità concreta nei confronti del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Filosofia e stile: Il tuo claim è “L’artigiano della pizza”. Come definiresti il tuo approccio tra tradizione e innovazione, e come si traduce concretamente nella scelta degli impasti e dei topping?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Definirmi “artigiano della pizza” significa mettere al centro il lavoro manuale, la cura del dettaglio e una costante ricerca di miglioramento. Il mio approccio nasce dall’equilibrio tra tradizione e innovazione: la tradizione rappresenta una base solida, fatta di tecniche consolidate e sapori autentici; l’innovazione, invece, è ciò che consente di evolversi senza mai perdere l’identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli impasti questo si traduce in uno studio approfondito delle farine, nei processi di lievitazione e nella ricerca di un’elevata digeribilità. Nei topping, invece, seleziono con attenzione materie prime di qualità, privilegiando prodotti locali e abbinamenti contemporanei. Nulla è lasciato al caso: ogni scelta è pensata per valorizzare al massimo l’esperienza finale, sia per i miei corsisti sia per i miei clienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Gluten free: Sei stato vicecampione del mondo nella categoria “pizza senza glutine”. Quali sfide comporta lavorare senza glutine e come riesci a mantenere sapore, struttura e identità della pizza?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lavorare senza glutine rappresenta una delle sfide più complesse per un pizzaiolo, poiché viene meno la struttura naturale conferita dal glutine. Questo richiede una conoscenza approfondita delle farine alternative e delle tecniche di lavorazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il segreto sta nel saper bilanciare gli ingredienti e nel curare con precisione ogni fase del processo, dall’idratazione fino alla cottura. Il mio obiettivo è sempre stato quello di creare una pizza che non venga percepita come una semplice “alternativa”, ma come un prodotto completo, capace di esprimere gusto, struttura e una propria identità ben definita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I riconoscimenti ottenuti nel tempo sono stati importanti, ma soprattutto hanno rappresentato una conferma: è possibile raggiungere livelli di alta qualità anche nel senza glutine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Formazione: In qualità di Maestro Istruttore, quale consiglio dai ai giovani pizzaioli che vogliono affermarsi nel settore senza perdere il legame con la tradizione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Ai giovani pizzaioli dico sempre di coltivare pazienza, costanza e una profonda fame di conoscenza. Questo è un mestiere che richiede sacrificio, studio e tanta pratica. È fondamentale conoscere e rispettare la tradizione, perché solo partendo da solide basi è possibile costruire qualcosa di autenticamente personale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allo stesso tempo, è importante mantenere viva la curiosità, sperimentare e non avere paura di commettere errori: sono proprio questi passaggi a favorire la crescita professionale. Ma, soprattutto, consiglio di rispettare sempre il prodotto e il cliente. Sono questi i valori che, nel tempo, fanno davvero la differenza nel percorso di ciascuno di noi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           D. Visione futura: Guardando al futuro, quali sono i progetti o le innovazioni che desideri portare avanti per il tuo brand e per l’Accademia, sia a livello regionale che nazionale?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          R. Guardando al futuro, il mio obiettivo è continuare a sviluppare il mio brand, mantenendo sempre alta la qualità e preservando l’identità artigianale. Sto lavorando su nuovi impasti, sulla valorizzazione delle eccellenze calabresi e su progetti dedicati alla formazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’Accademia, invece, il traguardo è crescere ulteriormente sul territorio, creando opportunità per i giovani e promuovendo una cultura della pizza sempre più consapevole e professionale. A livello nazionale, credo sia fondamentale fare rete, portando avanti un’idea di pizza italiana riconoscibile, evoluta e profondamente legata alle proprie radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            L’esperienza di Vincenzo Fotia dimostra che la vera maestria nella pizza nasce dall’unione di passione, tecnica e radici profonde: un percorso che trasforma ogni impasto in identità, ogni gesto in qualità e ogni pizza in un’esperienza che racconta storia, territorio e futuro.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           www.campionatopizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           www.accademianazionalepizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Mar 2026 18:28:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-calabria-allaccademia-nazionale-pizza-doc-vincenzo-fotia-e-lidentita-moderna-dellartigiano-della-pizza</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Storico podio europeo: il Team Italia brilla al Bocuse d'Or Europe con un terzo posto senza precedenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/storico-podio-europeo-il-team-italia-brilla-al-bocuse-d-or-europe-con-un-terzo-posto-senza-precedenti</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il Team Italia scrive una pagina storica della cucina internazionale conquistando il terzo posto alla selezione europea del Bocuse d'Or Europe, svoltasi a Marsiglia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001222770.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un risultato mai raggiunto prima, che segna un momento di svolta per la gastronomia italiana nel panorama competitivo continentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo mesi di preparazione intensa, sacrifici e allenamenti meticolosi, la squadra azzurra ha dimostrato talento, tecnica e una visione culinaria distintiva, riuscendo a competere ai massimi livelli contro le migliori brigate europee. Sul podio, insieme all’Italia, la Norvegia al secondo posto e la Danimarca, vincitrice della competizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al prestigioso terzo posto, il Team Italia ha ottenuto importanti riconoscimenti collaterali: miglior estetica del vassoio, miglior punteggio della giuria di cucina e secondo miglior risultato nel tema “On Stage”. Premi che testimoniano non solo l’eccellenza tecnica, ma anche la capacità creativa e narrativa della squadra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonisti in gara il candidato Matteo Terranova e il commis Edoardo Magni, affiancati da una squadra altamente qualificata guidata da grandi nomi della cucina italiana. Fondamentale il supporto della Federazione Italiana Cuochi, della Bocuse d’Or Italy Academy e dei numerosi partner istituzionali e tecnici che hanno contribuito al percorso di crescita del team.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto gastronomico presentato ha valorizzato i sapori mediterranei attraverso piatti complessi e armonici, in cui ingredienti simbolo del territorio italiano — come il bergamotto calabrese, l’aglione toscano e l’olio extravergine — sono stati interpretati con tecnica contemporanea e grande sensibilità estetica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolarmente apprezzata la realizzazione del “Giardino all’Italiana”, un vassoio scenografico ispirato all’architettura rinascimentale, capace di trasformare l’impiattamento in un racconto visivo di forte impatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo risultato rappresenta non solo un traguardo, ma anche un punto di partenza: lo sguardo è ora rivolto alla finale mondiale di Lione nel 2027, dove l’Italia ambisce a confermare e superare questo storico successo..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 21:29:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il “Mezzo Uovo” Caporaso e il valore della condivisione nella filiera dolciaria campana</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         “Mezzo Uovo Night” è il titolo dell’evento in programma domenica 22 marzo alle ore 18.00 presso Villa Minieri, a Nola. L’incontro, condotto dalla giornalista Jolanda De Rienzo, si propone come occasione di confronto sulle trasformazioni del comparto dolciario tra identità territoriale, innovazione e nuove dinamiche di mercato.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001221068.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama dell’artigianato dolciario italiano, il rapporto tra prodotto e significato si sta facendo sempre più centrale. Non si tratta soltanto di qualità delle materie prime o di capacità tecnica, ma di come un alimento riesca a inserirsi in un contesto culturale e sociale più ampio. È in questa direzione che si colloca il caso del Gruppo Caporaso, recentemente riconosciuto da Confesercenti Campania come realtà d’eccellenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un riconoscimento che riflette una tendenza diffusa nel settore: l’attenzione crescente verso filiere corte, controllo produttivo e identità territoriale. Elementi che, negli ultimi anni, stanno ridefinendo il posizionamento delle aziende dolciarie artigianali, sempre più orientate a dialogare direttamente con il consumatore finale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un prodotto simbolico nato in un momento di cris
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il “Mezzo Uovo” nasce durante la fase pandemica, periodo che ha imposto una revisione sia dei modelli produttivi sia delle modalità di consumo. In questo contesto, il prodotto si inserisce come risposta a una domanda più domestica e condivisa del cibo: porzioni pensate per essere consumate insieme, con una struttura che richiama il gesto della divisione e della convivialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal punto di vista tecnico, si tratta di una lavorazione che combina il guscio di cioccolato con inserti di dragees, declinati in diverse varianti. Una tipologia che riflette l’evoluzione del gusto contemporaneo, sempre più orientato alla varietà e alla personalizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo del cibo nei contesti sociali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un elemento interessante riguarda l’utilizzo del prodotto anche in ambito sociale, come nel caso della Mensa del Carmine, situata a Piazza Mercato. Iniziative di questo tipo si inseriscono in un fenomeno più ampio che vede il settore food coinvolto in pratiche di redistribuzione e sostegno, soprattutto in occasione delle festività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questi contesti, il cibo assume un valore che supera quello nutrizionale, diventando occasione di inclusione e partecipazione. Un aspetto che negli ultimi anni ha trovato crescente attenzione anche da parte delle imprese del comparto agroalimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Continuità produttiva e radicamento territoriale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fondata nel 1960 a Casamarciano, l’azienda rappresenta un esempio di continuità familiare all’interno del tessuto produttivo campano. Il legame con il territorio si riflette nell’utilizzo di materie prime locali, come la nocciola “mortarella”, e nella scelta di mantenere internamente diverse fasi della produzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa impostazione consente un controllo diretto sulla qualità, ma risponde anche a una richiesta di trasparenza sempre più forte da parte del mercato. In parallelo, molte realtà del settore stanno ampliando la propria presenza oltre i confini nazionali, confrontandosi con nuove dinamiche di distribuzione e consumo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra tradizione e nuove dinamiche di mercato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il caso Caporaso si inserisce dunque in una trasformazione più ampia del comparto dolciario artigianale, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio. Se da un lato resta centrale il patrimonio di competenze legate al territorio, dall’altro emerge la necessità di intercettare nuovi linguaggi e occasioni di consumo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario, prodotti come il “Mezzo Uovo” rappresentano un esempio di come l’artigianalità possa adattarsi ai cambiamenti, mantenendo un’identità riconoscibile e al tempo stesso rispondendo a esigenze contemporanee.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ent source.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 06:26:21 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Loredana Cornacchione: la voce del Molise tra memoria e futuro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/loredana-cornacchione-la-voce-del-molise-tra-memoria-e-futuro</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un tempo in cui molti cuochi inseguono le grandi piazze gastronomiche, Loredana Cornacchione ha scelto la strada opposta: restare. Nata e residente in Molise e professionalmente attiva tra Termoli e il suo territorio, la chef ha deciso di costruire qui il proprio percorso, trasformando quella che per molti sarebbe stata una rinuncia in una dichiarazione d’identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua cucina nasce infatti da un legame profondo con la terra e con i prodotti che la rappresentano. Non è solo una questione di ingredienti, ma di memoria. I sapori della tradizione familiare, i profumi delle cucine di casa, il rispetto per la stagionalità e per la materia prima sono il punto di partenza di un racconto gastronomico che affonda le radici nella cultura contadina del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la cucina di Cornacchione non si limita alla conservazione del passato. La sua visione parte da una convinzione precisa: la tradizione è spesso il risultato di innovazioni che hanno saputo resistere al tempo. Da qui nasce un lavoro di rilettura che alleggerisce i piatti, ne definisce meglio i sapori e introduce tecniche contemporanee senza snaturarne l’identità. Il risultato è una cucina che resta riconoscibile, ma capace di parlare un linguaggio attuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il territorio resta il vero protagonista. Ogni ingrediente diventa una scelta consapevole, un modo per raccontare la biodiversità di una regione ancora autentica e poco omologata. Nei suoi piatti convivono emozione, cultura gastronomica e attenzione al benessere: per la chef cucinare significa prendersi cura delle persone, perché il cibo è prima di tutto amore e condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa visione, Loredana Cornacchione diventa oggi una nuova firma della La Gazzetta del Food, dove inaugurerà una rubrica dedicata al racconto gastronomico del Molise. Un nuovo spazio editoriale che porterà alla luce storie, prodotti e tradizioni di un territorio spesso lontano dai riflettori, ma ricchissimo di identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Più che custodire la memoria, Cornacchione la accompagna nel tempo: un gesto che trasforma ogni piatto in un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo ancora diventare. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 16 Mar 2026 18:55:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Benvenuto a una nuova voce della Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/benvenuto-a-una-nuova-voce-della-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama della panificazione artigianale italiana, le storie più autentiche nascono spesso da un ritorno alle origini. È il caso di Angelo Amicucci, Master Baker e Pinsa Maker, che ha trasformato il Panificio Amicucci in un laboratorio di ricerca sul pane contemporaneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua avventura professionale inizia nel 2014, quando rileva il forno fondato nel 1980 dai genitori Giuseppe e Fiorina a Furci, nell’entroterra chietino. Prima di tornare a casa, Amicucci aveva intrapreso una strada diversa: laurea in Architettura e arredamento d’interni e diverse esperienze professionali. Ma il richiamo del pane, del profumo di farina e dei gesti appresi nell’infanzia, si è rivelato irresistibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo aver assimilato le tecniche tradizionali, Angelo ha avviato un percorso di sperimentazione personale. L’attenzione a farine, idratazioni e lievitazioni naturali ha portato alla nascita del suo lievito madre, cuore della produzione, e a pani fragranti, complessi e digeribili. L’incontro formativo con Gabriele Bonci sui pani agricoli ha ampliato ulteriormente la sua visione: lievitazioni lente, impasti ad alta idratazione e profili aromatici ricercati diventano marchio di fabbrica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal 2018 Amicucci firma anche il panettone artigianale, frutto di una costante sperimentazione tra gusto, consistenza e aromi. Non solo pane: la scoperta della pinsa romana lo porta a creare due nuove realtà nel 2018, PaneePinsa a San Salvo Marina e Amicucci Pinsa e Arrosticini a Vasto, espressione della sua capacità di unire tradizione e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi il Panificio Amicucci è un piccolo laboratorio dove qualità, passione e radici profonde convivono con ricerca e creatività. Ed è da qui che inizia il viaggio di Angelo nella Gazzetta del Food, pronto a raccontare il pane non solo come alimento, ma come cultura, tecnica e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:57:31 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I Vini del Re e l’Arte del Flambè: al Gambrinus di Napoli una serata tra tradizione e cultura del vino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/i-vini-del-re-e-larte-del-flambe-al-gambrinus-di-napoli-una-serata-tra-tradizione-e-cultura-del-vino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Evento dell’AMIRA nella storica Sala degli Specchi tra degustazioni, storia dei vitigni campani e spettacolo di cucina alla lampada
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001212448.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella suggestiva Sala degli Specchi del celebre Gran Caffè Gambrinus si è svolto un importante appuntamento dedicato alla cultura enogastronomica campana promosso dall’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi (A.M.I.R.A.) sezione di Napoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata, dal titolo “I Vini del Re e l’Arte del Flambè”, ha rappresentato un momento di incontro tra professionisti della ristorazione, produttori e appassionati di vino, con l’obiettivo di valorizzare vitigni autoctoni campani e riscoprire tradizioni storiche del servizio di sala.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare l’organizzazione e la presentazione dell’evento è stato il giornalista e sommelier Pasquale Brillante, maestro dei vini della sezione napoletana dell’associazione. Grazie al suo lavoro di coordinamento, il pubblico ha potuto conoscere e degustare alcune eccellenze della viticoltura regionale, raccontate direttamente dalle produttrici protagoniste della serata: Manuela Piancastelli, fondatrice dell’azienda Terre del Principe; Teresa Mincione; e Maria Pina Fontana di Tenuta Fontana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tre imprenditrici hanno presentato vini legati a vitigni storici del territorio campano, come il Pallagrello bianco e rosso e l’Asprinio. Questi vitigni, coltivati soprattutto nell’area dell’alto Casertano, sono legati alla storia borbonica: furono infatti tra i preferiti di Ferdinando IV di Borbone, che li fece coltivare nella celebre “Vigna del Ventaglio” presso la Reggia di Caserta. Da questa tradizione nasce il titolo della serata, richiamando l’antica denominazione di “Vini del Re” attribuita proprio al Pallagrello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla degustazione, la serata ha celebrato anche il valore della professionalità in sala, con la consegna di riconoscimenti ad alcuni membri dell’associazione. Il fiduciario della sezione A.M.I.R.A., Dario Duro, ha premiato il maître della struttura Ciro Cucciniello, Massimiliano Rosati insieme alla famiglia Sergio, proprietari del Gran Caffè Gambrinus, e le tre produttrici di vino protagoniste della degustazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Gran Caffè Gambrinus, oltre ad essere uno dei locali storici più noti d’Italia, vanta anche l’inserimento nell’albo dei Locali del Cravattino d’Oro dell’AMIRA, un riconoscimento che sottolinea la sua tradizione, eleganza e legame con la cultura del servizio di sala.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La seconda parte dell’incontro è stata affidata alla penna eccelsa della gastronomia italiana, il giornalista Giuseppe De Girolamo, che ha presentato con maestria l’Arte del Flambè. Dopo la presentazione dei vini e la degustazione, De Girolamo ha raccontato il significato storico della lampada e della tecnica del flambè, illustrando con passione i momenti operativi dei maîtres mentre preparavano le crepes dedicate al locale. Le crepes, frutto della dimostrazione, saranno ora inserite nel menù come “Gambrinus 26”, abbinate all’Asprinio “Olmo” di Tenuta Fontana, simbolo di tradizione e spettacolo in sala.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante alcuni momenti di vivacità tra il pubblico, la serata ha confermato il valore culturale dell’iniziativa e l’interesse per il patrimonio enogastronomico del territorio. Tra storia, degustazioni e spettacolo di sala, l’incontro promosso dall’AMIRA ha offerto un’occasione di confronto e valorizzazione delle eccellenze campane, in una delle location più iconiche della città.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Articolo a cura di Maria Giovanna Labruna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 14:48:40 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Lollobrigida celebra lo “Scudetto della Cucina Italiana”: Borghese lo indossa con orgoglio sulla sua casacca</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lollobrigida-celebra-lo-scudetto-della-cucina-italiana-borghese-lo-indossa-con-orgoglio-sulla-sua-casacca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Uno scudetto ricamato sulla giacca da chef che racchiude storia, tradizione e senso di appartenenza. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001211379.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            È lo “Scudetto ufficiale della Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità”, simbolo che Alessandro Borghese ha scelto di indossare con orgoglio sulla propria casacca, come segno distintivo per chi ogni giorno rappresenta l’eccellenza gastronomica italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Lo scudetto della cucina italiana, ricamato sulla mia casacca. Un simbolo che per me significa appartenenza, tradizione e orgoglio”, ha dichiarato lo chef, sottolineando il valore culturale e identitario della tradizione culinaria del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il distintivo vuole rappresentare tutti i professionisti della ristorazione – cuochi, ristoratori e personale di sala – che quotidianamente contribuiscono a portare nel mondo una storia fatta di memoria, tecnica e passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Per tutti noi che ogni giorno, nelle cucine e nelle sale, portiamo avanti una storia straordinaria fatta di memoria, tecnica e passione”, ha aggiunto Borghese, ricordando il lavoro e la dedizione che stanno dietro ogni piatto della tradizione italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa è stata rilanciata anche dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, che lo ha scritto sui suoi canali social, evidenziando il valore simbolico dello scudetto come segno di riconoscimento per chi rappresenta e promuove la cucina italiana nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un piccolo simbolo cucito su una divisa, ma dal significato profondo: celebrare e difendere la cucina italiana come patrimonio culturale, fatto di tradizioni regionali, prodotti d’eccellenza e saperi tramandati di generazione in generazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte: post pubblicato sui social dal ministro Francesco Lollobrigida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 07:26:33 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Levante PROF celebra i maestri del gelato: a Taila Semerano il Trofeo PuntoIT 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-celebra-i-maestri-del-gelato-a-taila-semerano-il-trofeo-puntoit-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Alla decima edizione del Trofeo PuntoIT, il concorso dedicato al gelato artigianale che si svolge all’interno di Levante PROF, trionfa Taila Semerano, giovane gelatiera della storica gelateria e pasticceria Da Ciccio. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001211206.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La competizione, ospitata negli spazi della Fiera del Levante, ha riunito alcuni tra i più interessanti interpreti del gelato italiano contemporaneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul podio, accanto alla vincitrice, salgono Marco Bettini, della gelateria La Veneta, al secondo posto, e Maria Antonietta Salamida, della Cremeria Gelateria Un Posto Felice, che conquista la terza posizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sfida: il gelato all’olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tema tecnico dell’edizione 2026 è stato uno degli ingredienti simbolo della dieta mediterranea: l’olio extravergine d’oliva. I partecipanti si sono confrontati nella creazione di un gelato capace di valorizzare questa materia prima complessa, puntando su equilibrio aromatico, struttura e pulizia gustativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una prova non scontata, che richiede grande sensibilità nella bilanciatura delle ricette. L’olio extravergine, infatti, se ben dosato, dona rotondità e note vegetali eleganti, contribuendo a una texture particolarmente cremosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un palcoscenico nazionale per la gelateria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il concorso rappresenta uno dei momenti più attesi della manifestazione, punto di riferimento nel Sud Italia per i professionisti dei settori food &amp;amp; beverage. Levante PROF riunisce infatti operatori della panificazione, pasticceria, gelateria, pizzeria, ristorazione e hotellerie, trasformando Bari in un hub di confronto tecnico e creativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I primi dieci classificati del Trofeo PuntoIT entreranno inoltre nella classifica ufficiale valida per la Coppa Italia di Gelateria 2026, rafforzando il valore della competizione come tappa significativa nel panorama della gelateria professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Innovazione e identità territoriale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A valutare le creazioni una giuria di esperti del settore, tra cui Claudio Pica, vicepresidente vicario Fiepet Confesercenti, e Claudio Bove, presidente Associazione Italiana Gelatieri Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il messaggio emerso dalla competizione è chiaro: la gelateria artigianale italiana continua a evolversi senza perdere il legame con le materie prime identitarie dei territori. L’olio extravergine d’oliva, protagonista della prova, si conferma così un ingrediente capace di dialogare con il linguaggio contemporaneo del gelato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un segnale di vitalità per un comparto che, tra tecnica e creatività, resta uno dei simboli più riconoscibili del made in Italy gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 00:00:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-celebra-i-maestri-del-gelato-a-taila-semerano-il-trofeo-puntoit-2026</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Domenico Ruggeri entra nella squadra de La Gazzetta del Food: la cucina molisana raccontata da uno chef ambasciatore del territorio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/domenico-ruggeri-entra-nella-squadra-de-la-gazzetta-del-food-la-cucina-molisana-raccontata-da-uno-chef-ambasciatore-del-territorio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La redazione de La Gazzetta del Food accoglie un nuovo protagonista della cucina italiana: lo chef Domenico Ruggeri, cuoco molisano che da anni lavora per valorizzare la tradizione gastronomica della sua terra con uno sguardo contemporaneo. Da oggi Ruggeri firmerà una rubrica dedicata alla cucina, alle tecniche professionali e ai prodotti del territorio, portando ai lettori un racconto autentico del patrimonio culinario italiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Originario di Campobasso e oggi attivo a Termoli, Ruggeri rappresenta una delle figure più dinamiche della nuova generazione di cuochi impegnati nella promozione della cucina regionale. La sua carriera inizia molto presto: a soli 14 anni frequenta l’Istituto Alberghiero di Roccaraso, affiancando agli studi le prime esperienze professionali in hotel e ristoranti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli anni la formazione si arricchisce con percorsi di alto livello: dall’Accademia Italiana di Cucina Molecolare di Milano all’Università dei Sapori di Perugia, fino al master professionale del Gambero Rosso a Roma. Tra le esperienze formative più significative anche gli aggiornamenti presso la scuola dello chef Niko Romito, uno dei protagonisti dell’alta cucina italiana contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi Ruggeri è chef e proprietario del ristorante Mari e Monti, locale che negli anni è diventato un punto di riferimento gastronomico sulla costa molisana, grazie a una proposta che coniuga identità territoriale e ricerca tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo percorso professionale è segnato anche da importanti risultati nelle competizioni culinarie. Nel 2024 ha conquistato il primo posto ai Campionati Italiani della Cucina, competizione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, nella categoria “piatto caldo senior”, presentando una creazione ispirata alla tradizione molisana reinterpretata in chiave moderna. L’anno successivo ha contribuito alla vittoria dell’Italia alle Olimpiadi della cucina insieme alla Associazione Italiana Cuochi, portando ancora una volta i sapori del Molise sulla scena internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua attività non si limita alla cucina del ristorante. Ruggeri è infatti impegnato nella promozione della gastronomia italiana attraverso eventi, consulenze e collaborazioni internazionali che lo hanno portato a lavorare e presentare la cucina molisana in diversi Paesi europei e africani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parallelamente ha partecipato a numerosi programmi televisivi dedicati alla cucina, tra cui Cuochi d’Italia condotto da Alessandro Borghese, La prova del cuoco con Antonella Clerici e Cuochi e dintorni di Francesca Barberini. Più recentemente ha preso parte anche al format televisivo Il Miglior Chef Italia su Julius Plus.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi Ruggeri ricopre inoltre il ruolo di presidente nazionale della World Team Cuochi Italia, nuova associazione nata con l’obiettivo di valorizzare il talento dei professionisti della cucina italiana e promuovere la cultura gastronomica nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la sua nuova rubrica su La Gazzetta del Food, lo chef porterà ai lettori ricette, tecniche professionali, storie di territorio e approfondimenti sui prodotti italiani, offrendo uno sguardo diretto sulla cucina contemporanea che nasce dall’incontro tra tradizione e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un viaggio gastronomico che parte dal Molise ma guarda lontano, con l’ambizione di raccontare — piatto dopo piatto — l’identità autentica della cucina italiana..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:54:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Firenze torna Ciokoflò: quattro giorni di cioccolato, arte e gusto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-firenze-torna-ciokoflo-quattro-giorni-di-cioccolato-arte-e-gusto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Firenze si prepara ad accogliere nuovamente gli appassionati del cioccolato con Ciokoflò, il festival dedicato agli amanti della dolcezza più raffinata. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001209257.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 12 al 15 marzo 2026, il cuore della città si trasformerà in un vero e proprio paradiso per chi vuole scoprire le ultime tendenze del cioccolato artigianale e gustare prelibatezze uniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, giunto alla sua nuova edizione, propone un percorso sensoriale tra degustazioni guidate, laboratori per adulti e bambini e incontri con maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia. Non mancheranno momenti di approfondimento sulle tecniche di lavorazione, sulle materie prime di qualità e sulle innovazioni che stanno ridefinendo il mondo del cioccolato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al piacere del gusto, Ciokoflò offre uno sguardo sull’arte e la creatività legata al cioccolato: sculture commestibili, installazioni artistiche e performance dal vivo trasformeranno il festival in un’esperienza immersiva per tutta la famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per gli appassionati della cucina, il festival rappresenta anche un’occasione unica per scoprire nuovi prodotti gourmet e incontrare produttori locali, valorizzando la filiera corta e le eccellenze italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso è libero, con alcune attività a numero chiuso e prenotazione consigliata, e sarà possibile acquistare direttamente le creazioni dei maestri cioccolatieri, portando a casa un pezzo di dolcezza fiorentina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con Ciokoflò, Firenze conferma il suo ruolo di capitale non solo dell’arte e della cultura, ma anche del gusto, celebrando il cioccolato in tutte le sue forme: dal classico fondente alle sperimentazioni più audaci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 12:08:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-firenze-torna-ciokoflo-quattro-giorni-di-cioccolato-arte-e-gusto</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Oro Verde di Napoli: Scarola e Fagioli tra Vicoli e Tradizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/loro-verde-di-napoli-scarola-e-fagioli-tra-vicoli-e-tradizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è una semplice zuppa: è l’anima di Napoli servita in un piatto. La scarola con i fagioli nasce dalla cucina di necessità campana, dove la terra offriva il minimo indispensabile ma il gusto non conosceva confini. Nei vicoli e nelle campagne, contadini e venditori ambulanti trasformavano pochi centesimi in un pasto completo, caldo e rinvigorente. Un simbolo di come l’umiltà possa diventare eccellenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il segreto della pignata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La magia avviene nella pignata, il vaso di terracotta che distribuisce il calore dolcemente e fonde sapori e profumi. Ma il vero tocco personale lo dà l’autrice: alla fine della cottura, un mix di formaggi stagionati e un pizzico di peperoncino fresco esalta i legumi e la scarola, restituendo profondità e carattere al piatto, un richiamo ai banchetti di un tempo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nutrizione e bontà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non lasciatevi ingannare dalla semplicità: la scarola è una miniera di vitamine K e A e di potassio, i fagioli offrono proteine e fibre, e l’olio extra vergine lega tutto in un filo d’oro. Ingredienti freschi e di qualità sono la vera ricchezza di questa ricetta povera ma nobile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scarpetta, rito napoletano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non c’è conclusione senza scarpetta. Pane croccante, olio extravergine e quella crema densa sul fondo del piatto diventano un gesto identitario, un piccolo atto di resistenza culturale che trasforma un pasto in storia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piatto unico e avvolgente, perfetto per le domeniche invernali, la scarola con i fagioli è più di una ricetta: è un pezzo di Napoli da assaporare, un ponte tra passato e presente, tra necessità e piacere. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:56:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/loro-verde-di-napoli-scarola-e-fagioli-tra-vicoli-e-tradizione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Linea dei Gusti – Radici e Altitudine</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-linea-dei-gusti-radici-e-altitudine</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ci sono dolci che nascono dalla tecnica, altri dalla creatività, e alcuni che raccontano una storia. La Linea dei Gusti – Radici e Altitudine appartiene a quest’ultima categoria. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo dessert è un viaggio: dalle radici pugliesi alla vetta dei sogni professionali, dalle curve della vita agli ostacoli superati, tutto racchiuso in una forma cilindrica sinuosa, realizzata su misura da un artigiano. Ogni curva dello stampo è una metafora del percorso che ognuno di noi affronta per raggiungere i propri obiettivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La struttura del dolce gioca su contrasti di consistenze e sapori: il biscuit all’olio d’oliva e mandorle profuma di Mediterraneo, la mousse al cioccolato bianco e vaniglia avvolge un cuore di pralinato alle mandorle, mentre il sorbetto alle more dona freschezza e acidità, bilanciando la dolcezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Biscuit all’olio d’oliva e mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          450 g olio d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          320 g zucchero semolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 uova medie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          600 g farina di riso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g farina di mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5 g sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raschiatura di 1 limone biologico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In planetaria, lavorare olio, sale e zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere le uova una alla volta, continuando a emulsionare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Incorporare delicatamente farine e scorza di limone con una spatola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versare in teglia con carta forno e cuocere a 160°C per 20 minuti circa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Consiglio dello chef:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Per un profumo più intenso, utilizzare olio extravergine fruttato leggero e mandorle appena tostate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Mousse al cioccolato bianco e vaniglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          270 g cioccolato bianco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g panna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 bacca di vaniglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12 g gelatina in fogli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          170 g albumi pastorizzati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          110 g zucchero semolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          550 g panna montata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Portare la panna e la vaniglia a 80°C, versarla sul cioccolato bianco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere la gelatina reidratata e mescolare fino a ottenere una crema liscia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Montare albumi e zucchero a meringa morbida, incorporare alla crema.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire delicatamente la panna montata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nota tecnica: La temperatura della panna è cruciale per non cristallizzare il cioccolato e ottenere una mousse setosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Pralinato di mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g zucchero semolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          60 g acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g mandorle tostate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere zucchero e acqua fino a 121°C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere le mandorle, mescolare fino a caramellizzazione completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Far raffreddare e frullare fino a ottenere una pasta liscia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Suggerimento: Frullare con attenzione per evitare che il calore residuo renda la pasta troppo liquida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sorbetto alle more
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g zucchero semolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          50 g glucosio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 g stabilizzante neutro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          400 g more
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparare sciroppo con acqua, zucchero, glucosio e stabilizzante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere le more frullate e pacossare con Pacojet all’occorrenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Idea dello chef: Servire il sorbetto come quenelle accanto al dolce per un contrasto cromatico e di temperatura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Assemblaggio finale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello stampo scelto, porre uno strato di biscuit all’olio d’oliva e mandorle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Colare mousse al cioccolato bianco e vaniglia, inserire il pralinato di mandorle al centro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiudere con altra mousse, congelare a -18°C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sformare, vellutare con spray al cioccolato bianco e servire con sorbetto alle more.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni fetta è un racconto di radici, crescita e sogni: un dessert che unisce tecnica e poesia, tradizione mediterranea e pasticceria contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001209082.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:27:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-linea-dei-gusti-radici-e-altitudine</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001171665.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Formazione, identità e appartenenza: il 2026 dell’Accademia Nazionale Pizza DOC tra corsi professionali e tradizioni simboliche</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/formazione-identita-e-appartenenza-il-2026-dellaccademia-nazionale-pizza-doc-tra-corsi-professionali-e-tradizioni-simboliche</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Da marzo a giugno 2026 l’Accademia Nazionale Pizza DOC rinnova il proprio impegno nella formazione professionale con un calendario strutturato di corsi dedicati all’arte bianca.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001207055.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’offerta formativa del primo semestre si sviluppa attraverso percorsi disponibili sia in presenza sia online, confermando una visione moderna e accessibile della didattica per il settore della pizza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’obiettivo è chiaro:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          accompagnare professionisti e appassionati in un percorso di crescita tecnica e imprenditoriale, capace di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più competitivo e internazionale. Dai pizzaioli già avviati agli artigiani del gusto, fino a chi desidera trasformare la propria passione in una professione o semplicemente coltivarla a casa, i cosiddetti #pizzalovers.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il programma 2026 propone un modello didattico strutturato che unisce teoria, pratica e visione strategica.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuore del progetto formativo è il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Metodo Certified Quality DOC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          lo standard didattico sviluppato dall’Accademia per garantire uniformità qualitativa, rigore tecnico e aggiornamento continuo. Ogni corso è guidato da maestri pizzaioli certificati e affronta in modo approfondito le principali aree della professione: dallo studio degli impasti alla conoscenza delle materie prime, dalle tecniche di panificazione tradizionali alle metodologie contemporanee, fino agli aspetti organizzativi e gestionali del lavoro in pizzeria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla dimensione formativa, negli anni l’Accademia ha sviluppato anche una forte identità comunitaria. Uno dei simboli più rappresentativi di questo legame è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il tatuaggio Pizza DOC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che raffigura il logo dell’Accademia e viene spesso realizzato sulla caviglia. Oggi più di 80 persone, tra istruttori, pizzaioli e partecipanti ai corsi provenienti anche dall’estero, lo portano sulla pelle come testimonianza del percorso vissuto all’interno dell’Accademia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tradizione è nata quasi spontaneamente: il primo a tatuarsi il logo è stato l’istruttore e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           pizzaiolo Nello Di Sevo,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che ha scelto di imprimere sulla propria caviglia il simbolo dell’esperienza formativa che lo aveva profondamente segnato. Da quel momento il gesto è diventato, per molti, un rito simbolico, una dichiarazione di appartenenza alla cosiddetta “famiglia DOC”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante il 10° e l’11° Campionato Mondiale Pizza DOC, questa tradizione si è trasformata in una vera iniziativa collettiva: all’interno dell’evento è stato allestito uno spazio dedicato dove i partecipanti hanno potuto tatuarsi gratuitamente il logo, rafforzando ulteriormente il senso di comunità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per approfondire la visione che guida il progetto formativo dell’Accademia, abbiamo intervistato il fondatore e direttore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intervista al Presidente Antonio Giaccoli 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Qual è la visione che ha guidato la costruzione del calendario formativo 2026?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La nostra idea è costruire un calendario sempre più orientato a formare il pizzaiolo professionista non solo sugli impasti, ma anche sulla gestione complessiva dell’attività: dalla scelta delle materie prime alla gestione degli scarti, dal food cost al marketing. L’obiettivo è creare un modello di formazione a 360 gradi, facilmente replicabile nelle diverse sedi dell’Accademia sparse nel mondo e durante le nostre missioni o consulenze all’estero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest’anno, infatti, il calendario si arricchisce di tappe internazionali tra
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Turchia, Spagna, Polonia, Germania, Ungheria, Portogallo, Svizzera, Brasile e altri Paesi del Sud America.»
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Quanto conta oggi, per un pizzaiolo professionista, investire nella formazione continua?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Bisogna partire da un concetto molto chiaro: il lavoro del pizzaiolo è una professione a tutti gli effetti. Così come un commercialista o un avvocato si aggiornano continuamente per restare al passo con i cambiamenti, anche chi lavora nel mondo della pizza deve farlo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il mercato è in continua evoluzione e oggi le pizzerie stanno diventando sempre più vere e proprie esperienze gastronomiche. Le persone scelgono la pizzeria anche per vivere un percorso culinario strutturato che dialoga con la cucina. Senza basi formative solide è difficile stare al passo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo, per me, è il vero significato di evoluzione della tradizione: è il concetto stesso di pizza contemporanea.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La modalità online può garantire lo stesso livello qualitativo della formazione in presenza?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Può sembrare sorprendente, ma oggi abbiamo quasi più corsisti online e on demand che in presenza. Questo accade sia per una questione di mobilità sia perché il formato digitale offre una grande flessibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi segue i corsi può farlo quando vuole, rivedere le lezioni più volte e, nel caso delle sessioni live, interagire direttamente con i docenti. È un modello che permette di ampliare molto la platea dei partecipanti senza rinunciare alla qualità dei contenuti.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come si sta evolvendo il mercato della pizza e quali competenze saranno determinanti nei prossimi anni?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Oggi chi sceglie questo mestiere deve essere consapevole di essere un professionista. Non basta saper fare un buon impasto: servono competenze di cucina, conoscenze di gestione, capacità di analizzare i costi e organizzare il lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo vale sia per il pizzaiolo imprenditore sia per chi lavora come professionista all’interno di una struttura.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che tipo di profilo trova maggiore beneficio nei vostri corsi: il professionista esperto o l’amatore che vuole iniziare?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «I nostri corsi sono pensati per tutti: dal principiante che vuole diventare pizzaiolo, a chi lavora già nel settore e desidera aggiornarsi, fino a chi fa la pizza a casa per passione, i cosiddetti #pizzalovers.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Qual è il messaggio che desidera lanciare a chi è indeciso se intraprendere un percorso di formazione nel 2026?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            «Il nostro claim è “Formarsi per non fermarsi”.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il consiglio che diamo è semplice: puntare sempre sulla formazione, che sia con noi o con altre realtà.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La formazione è il motore di tutto, in ogni campo professionale.»
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           In un settore dove qualità, tecnica e identità professionale fanno la differenza, la formazione continua rappresenta uno strumento fondamentale per affrontare le sfide di un mercato sempre più dinamico e internazionale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Attraverso il calendario formativo 2026 e iniziative che rafforzano il senso di appartenenza della comunità dei pizzaioli, l’Accademia Nazionale Pizza DOC conferma il proprio ruolo come punto di riferimento per chi vuole trasformare la passione per la pizza in una professione consapevole, moderna e sempre in evoluzione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Link per info: 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.campionatopizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.accademianazionalepizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 08:32:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/formazione-identita-e-appartenenza-il-2026-dellaccademia-nazionale-pizza-doc-tra-corsi-professionali-e-tradizioni-simboliche</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Levante PROF: la FIPPA protagonista tra tradizione e innovazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-la-fippa-protagonista-tra-tradizione-e-innovazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Bari – La FIPPA – Federazione Italiana Panificatori e Affini ha avuto un ruolo centrale alla decima edizione di Levante PROF, portando in fiera eccellenza, formazione e tradizione della panificazione italiana. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001206371.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La federazione ha organizzato dimostrazioni pratiche, approfondimenti e momenti di confronto con i professionisti del settore, con particolare attenzione alla produzione di focacce, crostate e altre specialità da forno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’interno dello spazio espositivo FIPPA, i visitatori hanno potuto osservare il Museo delle Sculture di Pane, un angolo dedicato all’arte del pane come simbolo di cultura e creatività. Un altro spazio era riservato a interviste e colloqui con i panificatori, favorendo lo scambio di esperienze e competenze tra operatori. I prodotti esposti provenivano da tutta Italia, oltre che dalla Puglia e Basilicata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La referente eventi della federazione, Emma Prunella, si è detta soddisfatta dell’affluenza e della partecipazione, sottolineando come Levante PROF rappresenti un’occasione unica per valorizzare il lavoro artigianale dei panificatori italiani. Anche il vice presidente Leonardo Spadoni, proveniente da Roma, ha espresso grande apprezzamento per la manifestazione, confermando l’impegno della FIPPA nel promuovere qualità, innovazione e formazione. La missione della federazione, “Riportare tutti a casa”, come afferma Prunella, è finalizzata a rafforzare il legame tra produzione locale e comunità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la partecipazione a Levante PROF, la FIPPA conferma il suo ruolo di riferimento nel settore, promuovendo la professionalità degli operatori, la tutela delle tradizioni e l’innovazione delle tecniche di panificazione. L’evento ha offerto agli espositori l’opportunità di far conoscere le proprie eccellenze, creare network e aggiornarsi sulle tendenze più attuali del settore Ho.Re.Ca.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 19:44:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-la-fippa-protagonista-tra-tradizione-e-innovazione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giuseppe Scicchitano: il talento della cucina di mare conquista il Lungomare di Napoli e debutta su La Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giuseppe-scicchitano-il-talento-della-cucina-di-mare-conquista-il-lungomare-di-napoli-e-debutta-su-la-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Giuseppe Scicchitano, terza generazione di ristoratori, rappresenta oggi una delle espressioni più vivaci e innovative della ristorazione partenopea.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001205347.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Figlio di Nunzio Scicchitano e di Assunta Pacifico, è cresciuto tra cucina e sala, respirando sin da bambino la cultura della tradizione gastronomica napoletana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal padre ha ereditato l’arte elegante e precisa di aprire ostriche e frutti di mare, gesto tecnico che nel tempo è diventato una vera firma scenica. Dalla madre ha appreso invece la passione per la cucina partenopea più autentica, fatta di rispetto per le materie prime, memoria e sapori intensi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Su queste solide basi nasce la sua visione imprenditoriale, che unisce tradizione e creatività. Dopo il grande successo della casa madre Scicchitano, diventata un punto di riferimento per la cucina di mare a Napoli, il ristoratore realizza oggi uno dei suoi sogni più importanti: l’apertura della seconda sede sul Lungomare di Napoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un luogo simbolico, dove il mare diventa parte integrante dell’esperienza gastronomica. Qui la tradizione marinara napoletana incontra tecniche contemporanee, presentazioni ricercate e una continua ricerca dell’eccellenza. Ogni piatto nasce dalla selezione delle migliori materie prime e da una cura meticolosa per il dettaglio, elementi che caratterizzano l’identità culinaria firmata Scicchitano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente è la personalità dello stesso Giuseppe: esuberante, creativo e con una presenza quasi teatrale in sala, capace di trasformare ogni servizio in un vero racconto gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma le novità non finiscono qui. Parallelamente al nuovo progetto sul lungomare, Giuseppe Scicchitano inaugura anche una rubrica dedicata su La Gazzetta del Food, dove racconterà la sua visione della cucina di mare, condividendo storie, tecniche, curiosità e segreti del mestiere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo capitolo che conferma il suo ruolo di imprenditore e innovatore della cucina di pesce, capace di trasformare la tradizione familiare in un progetto contemporaneo che continua a raccontare, con passione e creatività, l’anima gastronomica di Napoli.rce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 11:49:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giuseppe-scicchitano-il-talento-della-cucina-di-mare-conquista-il-lungomare-di-napoli-e-debutta-su-la-gazzetta-del-food</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Incontro con Giovanna Voria: Ambasciatrice della Dieta Mediterranea e Custode della Cucina Contadina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/incontro-con-giovanna-voria-ambasciatrice-della-dieta-mediterranea-e-custode-della-cucina-contadina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La mia storia in cucina nasce molto prima di me, radicata in un’attività di famiglia ultracentenaria, che ha raccontato l’evoluzione della gastronomia popolare campana.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001205297.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dalla cantina di ritrovo alla trattoria e infine al ristorante casereccio, ho respirato da sempre i profumi della tradizione: stoccafisso, baccalà, soffritto partenopeo, piatti di cacciagione e cotture allo spiedo, tutti accompagnati da calici di vino contadino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Crescendo, ho sentito l’esigenza di proseguire il mio percorso personale attraverso lo studio e la sperimentazione: cucina molecolare, sifone, impiattamento e nuove espressioni gastronomiche. Questo percorso mi ha portata naturalmente verso la cucina vegetale, una cucina che rispetta la materia prima e la natura, reinterpretando la tradizione con sensibilità contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È in questo contesto che ho incontrato Giovanna Voria, figura che da tempo rappresentava per me un punto di riferimento. Figlia di contadini di Cicerale, paese dei ceci nel cuore del Cilento, Voria cresce tra i campi e le cucine delle nonne, imparando a rispettare stagioni, terra e prodotti spontanei. Circa vent’anni fa fonda l’azienda agricola e agrituristica Corbella, dove sviluppa una cucina semplice, territoriale e autentica, fondata su legumi, erbe spontanee e prodotti locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo lavoro le ha portato riconoscimenti internazionali: dai grandi eventi italiani come la Mostra del Cinema di Venezia e i Mondiali di scherma di Catania, fino a città come New York, Venezuela e Brasile. Nel 2010, con la Dieta Mediterranea dichiarata Patrimonio Immateriale dell’Umanità, anche il cece di Cicerale ottiene il Presidio Slow Food grazie al recupero iniziato da Voria. Oggi è ambasciatrice del Cilento, della Dieta Mediterranea e del carciofo bianco di Auletta, portando avanti un instancabile lavoro di educazione alimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nostro incontro è nato quasi per caso, da un piatto che avevo replicato, affascinata dalla purezza della sua filosofia culinaria. Da quel primo confronto è nata una forte sintonia. Trascorrere una giornata nel suo agriturismo, tra preparazioni, erbe spontanee e racconti, è stata un’esperienza intensa. Due percorsi diversi, uniti dal profondo rispetto per la terra e ciò che essa offre, e da questa connessione nascerà presto un progetto comune, ancora segreto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina diventa così non solo ricetta, ma incontro, visione, scambio. Ed è da figure come Giovanna Voria, ambasciatrice della Dieta Mediterranea, che nascono storie di bellezza autentica e condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 11:25:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/incontro-con-giovanna-voria-ambasciatrice-della-dieta-mediterranea-e-custode-della-cucina-contadina</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Oro del Sud: memoria, mimosa e libertà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/loro-del-sud-memoria-mimosa-e-liberta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’8 marzo non nasce come un gesto galante né come un fragile omaggio floreale. La Giornata internazionale della donna affonda le sue radici nelle lotte sociali e politiche del primo Novecento, tra scioperi operai, rivendicazioni salariali e la richiesta, allora radicale, di diritti civili e partecipazione pubblica. Dalle proteste delle lavoratrici tessili di New York nel 1908 fino alle manifestazioni delle donne russe del 1917, questa data si è progressivamente affermata come simbolo di una mobilitazione globale: la richiesta di esistere pienamente nella società, oltre i confini della sfera domestica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia, il simbolo di questa ricorrenza assume un volto preciso nel 1946, quando l’Unione Donne Italiane sceglie la mimosa come fiore rappresentativo della giornata. La proposta fu della giovane partigiana Teresa Mattei, che individuò in quel fiore spontaneo e resistente un segno accessibile a tutte. Diversamente dalle violette, diffuse in Francia ma costose e difficili da reperire nel dopoguerra, la mimosa cresceva libera, fioriva proprio nei giorni di marzo e poteva essere raccolta facilmente. Era, in altre parole, un simbolo popolare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei vicoli e nelle piazze del Mezzogiorno, quei piccoli grappoli dorati hanno assunto nel tempo un significato che supera il semplice gesto celebrativo. La mimosa è diventata memoria condivisa, eco di una stagione in cui la partecipazione femminile alla vita civile e politica stava ridefinendo gli equilibri della società italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi l’8 marzo continua a trasformarsi, trovando nuove forme di espressione nella cultura e nella quotidianità. Anche il linguaggio della cucina, soprattutto nelle tradizioni mediterranee, diventa un territorio di racconto e identità. Il convivio smette di essere soltanto un gesto di cura domestica per assumere un valore simbolico più ampio: uno spazio di relazione, creatività e condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto la gastronomia può diventare metafora culturale. Si pensi alla reinterpretazione di un piatto di pasta fresca al profumo di limoni di Sicilia, completato da un tuorlo d’uovo sbriciolato che richiama i grappoli della mimosa. Un’immagine culinaria che restituisce il colore, la luce e l’energia associati a questa giornata, trasformando la tavola in un piccolo manifesto di memoria e contemporaneità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Celebrare l’8 marzo, oggi, significa proprio questo: riconoscere la storia delle conquiste femminili e continuare a raccontarla attraverso i linguaggi della cultura, della socialità e della tradizione. Non più soltanto la donna che prepara il banchetto, ma colei che ne definisce il significato sociale e simbolico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ricordava Teresa Mattei:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La mimosa era il fiore che i partigiani regalavano alle staffette. Mi ricordava la lotta in montagna e sapevo che poteva essere alla portata di tutte.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 16:34:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/loro-del-sud-memoria-mimosa-e-liberta</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Penne Rigate Mimosa: il mio piatto per la Festa della Donna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/penne-rigate-mimosa-il-mio-piatto-per-la-festa-della-donna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rubrica dello chef Gregori Nalon in collaborazione con Pasta Valdoro
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001201505.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In occasione della Festa della Donna, nella mia rubrica gastronomica realizzata in collaborazione con Pasta Valdoro, ho voluto proporre un piatto che unisce eleganza, stagionalità e simbolismo. Nascono così le Penne Rigate Mimosa, una ricetta di pasta di grano duro che richiama nei colori e nei sapori il fiore simbolo dell’8 marzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il giallo brillante del tuorlo d’uovo cotto e tritato ricorda i piccoli fiori della mimosa, mentre il verde degli asparagi e dei carciofi evoca la primavera che arriva. A completare il piatto ho scelto una delicata acqua di pomodoro, leggera e profumata, che dona freschezza e armonia senza coprire la delicatezza delle verdure.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta delle penne rigate di grano duro Pasta Valdoro valorizza il condimento grazie alla loro superficie rigata, capace di trattenere i sapori e creare un equilibrio perfetto tra pasta e ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Penne Rigate Mimosa con asparagi, carciofi, acqua di pomodoro e tuorlo tritato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti (per 4 persone)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          320 g di penne rigate di grano duro Pasta Valdoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 tuorli d’uovo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6 asparagi verdi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 carciofi freschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 pomodori maturi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          olio extravergine d’oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pepe nero q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          succo di limone q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          prezzemolo fresco tritato (facoltativo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Preparazione dell’acqua di pomodoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavo e taglio i pomodori a pezzi. Li frullo con un pizzico di sale e poi filtro il composto con un colino fine o una garza. Lascio scolare naturalmente: ottengo così un liquido limpido e profumato, l’acqua di pomodoro, che utilizzerò per mantecare il piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Cottura dei tuorli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocio le uova in acqua bollente per circa 9 minuti fino a ottenere uova sode. Le raffreddo, separo i tuorli e li trito finemente con un coltello oppure li passo al setaccio per ottenere una consistenza soffice che ricordi la mimosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Preparazione delle verdure
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pulisco i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e li taglio a spicchi sottili, immergendoli in acqua e limone per evitare l’ossidazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pulisco gli asparagi eliminando la parte più fibrosa del gambo e li taglio a rondelle, lasciando intere le punte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Cottura del condimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una padella capiente scaldo un filo di olio extravergine d’oliva con uno spicchio d’aglio. Aggiungo i carciofi e li faccio cuocere per qualche minuto. Unisco gli asparagi e proseguo la cottura mantenendo le verdure croccanti. Regolo di sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. Cottura della pasta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocio le penne rigate Pasta Valdoro in abbondante acqua salata seguendo il tempo indicato sulla confezione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6. Mantecatura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scolo la pasta al dente e la trasferisco nella padella con le verdure. Aggiungo qualche cucchiaio di acqua di pomodoro e manteco delicatamente per amalgamare i sapori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Impiattamento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dispongo la pasta nei piatti fondi, completo con una spolverata di tuorlo tritato — che ricorda visivamente i fiori di mimosa — e un filo di olio extravergine d’oliva a crudo. Se gradito, aggiungo una leggera nota di prezzemolo fresco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto rappresenta per me l’incontro tra tradizione italiana e sensibilità contemporanea, dove ingredienti semplici e stagionali diventano un omaggio gastronomico alla Festa della Donna. Con la qualità della pasta di grano duro Pasta Valdoro e la mia creatività, la tavola si colora di primavera e di significato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questo piatto è dedicato a tutte le donne: alla loro forza, alla loro sensibilità e alla capacità di rendere il mondo ogni giorno più ricco di bellezza, proprio come i colori della primavera nel piatto.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 10:42:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/penne-rigate-mimosa-il-mio-piatto-per-la-festa-della-donna</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MasterChef Italia 15, trionfa Teo: una finale al cardiopalma incorona il nuovo talento della cucina italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/masterchef-italia-15-trionfa-teo-una-finale-al-cardiopalma-incorona-il-nuovo-talento-della-cucina-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La quindicesima edizione di MasterChef Italia si chiude con un finale carico di tensione ed emozioni: a conquistare il titolo è Teo, che al termine di un duello serrato ha avuto la meglio su Carlotta. La proclamazione è arrivata davanti ai tre giudici storici del programma — Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli — che hanno annunciato il vincitore tra gli applausi dello studio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una finale seguita da milioni di spettatori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ultimo appuntamento della stagione ha registrato 1,1 milioni di spettatori e il 5,7% di share, con oltre 2,2 milioni di contatti nei sette giorni, segnando il miglior risultato degli ultimi cinque anni per il cooking show di Sky Italia prodotto da Endemol Shine Italy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il successo si è confermato anche sui social, dove la finale è stata il programma televisivo più commentato della giornata, con interazioni cresciute del 67% e l’hashtag ufficiale rimasto ai vertici dei trending topic per tutta la serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I quattro finalisti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A contendersi il titolo di quindicesimo MasterChef d’Italia erano Carlotta, Dounia, Matteo Rinaldi e Teo, protagonisti di un percorso intenso all’interno della cucina più famosa della televisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La finale ha visto anche la partecipazione di un ospite d’eccezione: lo chef tristellato Norbert Niederkofler, protagonista della prima prova decisiva della serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Mystery Box firmata Niederkofler
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La puntata conclusiva si è aperta con una Mystery Box ispirata alla filosofia “Cook the Mountain” dello chef altoatesino. I concorrenti hanno dovuto replicare un piatto complesso a base di pesce gatto, con una preparazione che prevedeva salamoia, glassa con miele, prugne, aceto e soia, yogurt colato con kefir e olio di porri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una prova tecnica e delicata che ha subito fatto emergere differenze importanti tra i concorrenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dounia è apparsa in difficoltà, confessando di essere andata in confusione durante la preparazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Matteo Rinaldi ha convinto solo parzialmente i giudici, con un kefir ritenuto troppo invasivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Carlotta ha presentato un piatto equilibrato ma con un olio di porri giudicato troppo leggero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Teo, invece, ha conquistato tutti con una cottura del pesce definita “eccellente”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proprio grazie a questa performance, Teo ha ottenuto la prima casacca da finalista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il duello finale: Carlotta contro Teo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tensione è salita fino all’ultimo momento quando in cucina sono rimasti solo Carlotta e Teo, protagonisti di un duello che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. Dopo gli ultimi assaggi e il verdetto dei giudici, è arrivata la proclamazione: Teo è il vincitore di MasterChef Italia 15.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il premio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la vittoria, Teo si aggiudica:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100mila euro in gettoni d’oro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la pubblicazione del suo primo libro di ricette con Baldini+Castoldi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          l’accesso a un corso di alta formazione presso ALMA - La Scuola Internazionale di Cucina Italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un traguardo importante che segna l’inizio di una nuova carriera nel mondo dell’alta cucina per il giovane concorrente brianzolo.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 10:30:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LEVANTE PROF: La Fiera B2B di Riferimento del Sud Italia per il Settore HO.RE.CA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-la-fiera-b2b-di-riferimento-del-sud-italia-per-il-settore-ho-re-ca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Si prepara a inaugurare la X edizione della LEVANTE PROF, l’evento fieristico B2B più atteso del Sud Italia dedicato ai professionisti del settore HO.RE.CA. Dal 8 all’11 marzo 2026, la Fiera del Levante di Bari ospiterà operatori, aziende e stakeholder del mondo food, proponendo una piattaforma unica per networking, aggiornamento e innovazione.t
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001201066.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           LEVANTE PROF si conferma un punto di riferimento per la valorizzazione del Made in Italy, non solo nel comparto enoagroalimentare, ma anche nelle tecnologie dedicate alla ristorazione, all’ospitalità e alla distribuzione alimentare. L’evento si pone come crocevia tra tradizione e innovazione, offrendo agli espositori e ai visitatori la possibilità di confrontarsi con le ultime tendenze, i prodotti di eccellenza e le soluzioni tecnologiche più avanzate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2026 promette di essere particolarmente significativa: la fiera punta a rafforzare il legame tra le aziende italiane e i professionisti del settore, incentivando nuove opportunità di business e collaborazioni strategiche. Tra le aree espositive, grande spazio sarà dedicato a prodotti gastronomici tipici, vini e bevande, attrezzature e servizi per ristorazione e hospitality, oltre a momenti di formazione e workshop tematici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo gli organizzatori, LEVANTE PROF rappresenta non solo una vetrina commerciale, ma anche un osservatorio privilegiato sulle dinamiche del mercato nazionale e internazionale del food e della ristorazione. La fiera intende supportare le imprese italiane nel consolidamento della loro presenza sul mercato e nella promozione dell’eccellenza enogastronomica italiana a livello globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per tutti gli operatori del settore, partecipare a LEVANTE PROF significa entrare in contatto diretto con le innovazioni più rilevanti, scoprire le nuove tendenze del mercato e rafforzare la propria rete di contatti professionali, confermando Bari come polo strategico per il business e l’innovazione nel Sud Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dettagli principali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando: 08 – 11 Marzo 2026
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dove: Fiera del Levante, Bari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Evento: X Edizione Mostra internazionale enoagroalimentare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          LEVANTE PROF si conferma così una finestra privilegiata sul futuro del settore HO.RE.CA., in grado di unire tradizione, innovazione e business in un unico grande evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 13:43:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/levante-prof-la-fiera-b2b-di-riferimento-del-sud-italia-per-il-settore-ho-re-ca</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fiorire a colori: la primavera che inizia dalla tavola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fiorire-a-colori-la-primavera-che-inizia-dalla-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La primavera non arriva solo nei giardini e nei paesaggi: entra anche nelle nostre abitudini quotidiane, a partire dalla tavola. Dopo i mesi invernali, più ricchi e spesso più sedentari, il cambio di stagione invita naturalmente a scegliere alimenti più freschi, leggeri e colorati. È proprio dal cibo che può cominciare quel processo di rinnovamento che accompagna molte donne verso una nuova energia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frutta e verdura di stagione diventano le vere protagoniste del piatto. Fragole, asparagi, piselli, carciofi e insalate novelle portano colore, vitamine e leggerezza, aiutando l’organismo a depurarsi e a ritrovare vitalità. Mangiare “a colori” non è soltanto una scelta estetica, ma un modo concreto per prendersi cura di sé: ogni colore della natura racchiude proprietà preziose per il benessere del corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rosso delle fragole, ad esempio, è ricco di antiossidanti; il verde delle verdure primaverili favorisce depurazione ed equilibrio; il giallo degli agrumi e dei primi frutti di stagione richiama energia e vitalità. Portare varietà cromatica nel piatto significa quindi nutrire non solo il corpo, ma anche l’umore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo ritorno alla leggerezza si riflette presto anche nello stile di vita. Le giornate più lunghe e luminose invogliano a muoversi di più, a passeggiare all’aria aperta, a riscoprire il piacere dello sport o semplicemente del contatto con la natura. Il benessere diventa così un equilibrio tra alimentazione, movimento e attenzione verso se stesse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la primavera cambia anche il modo di esprimersi. I colori tornano protagonisti nell’abbigliamento, negli accessori e nei piccoli gesti quotidiani. Un abito più luminoso, un rossetto vivace, un foulard floreale diventano simboli di un’energia ritrovata. Sono dettagli che raccontano una trasformazione interiore prima ancora che estetica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rifiorire, infatti, significa soprattutto ascoltarsi. Concedersi tempo, coltivare relazioni positive, dedicarsi a ciò che genera serenità. Può essere una passeggiata tra i profumi dei parchi, la lettura di un libro al sole o semplicemente il piacere di condividere un momento con le persone care.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La primavera diventa così una metafora della rinascita personale. Una stagione che ricorda come ogni fase più lenta e silenziosa prepari sempre una nuova fioritura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rifiorire a colori non è solo una tendenza: è uno stile di vita. E spesso tutto comincia da un gesto semplice, quotidiano e naturale — portare più colore nel piatto, per ritrovarlo anche dentro di sé.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 12:18:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/fiorire-a-colori-la-primavera-che-inizia-dalla-tavola</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Don Antonio Starita, custode della vera pizza napoletana: un secolo di tradizione nel cuore di Materdei</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/don-antonio-starita-custode-della-vera-pizza-napoletana-un-secolo-di-tradizione-nel-cuore-di-materdei</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel cuore autentico di Napoli, tra i vicoli popolari del rione Materdei, vive una storia che attraversa più di un secolo di cultura gastronomica italiana. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001199777.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È la storia della famiglia Starita e, soprattutto, quella di Antonio Starita, per tutti semplicemente Don Antonio, figura simbolo della pizza napoletana nel mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendergli omaggio è La Gazzetta del Food, che celebra una carriera straordinaria fatta di passione, rigore e profondo rispetto per una tradizione che rappresenta una delle identità più forti della cucina italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una storia che nasce nel 1901
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le radici di questa storia affondano nel 1901, quando Alfonso Starita aprì a Materdei una cantina vinicola con cucina popolare dove i napoletani potevano degustare piatti tipici. Con il passare degli anni quel piccolo locale si trasformò prima in friggitoria e poi in pizzeria, diventando una tappa imprescindibile per chi voleva assaporare la vera pizza napoletana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È in questo solco che si inserisce la figura di Don Antonio Starita, erede di una tradizione familiare che ha saputo custodire e al tempo stesso far evolvere. Con dedizione e grande senso di responsabilità verso il mestiere del pizzaiuolo, Don Antonio ha guidato la storica pizzeria di Materdei rendendola un punto di riferimento internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora oggi è una presenza attiva dietro le quinte del locale, testimone vivente di un sapere artigianale tramandato di generazione in generazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pizza napoletana tra cinema e storia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La notorietà della pizzeria Starita non nasce solo dalla qualità delle sue pizze, ma anche da episodi che fanno ormai parte della memoria collettiva della città.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 1954 il locale fu coinvolto nelle riprese del celebre film L’oro di Napoli, capolavoro diretto da Vittorio De Sica e interpretato, tra gli altri, dalla giovane Sophia Loren. La pizzeria fornì supporto logistico e manodopera per alcune scene del film, diventando parte integrante di quella Napoli cinematografica che avrebbe fatto il giro del mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ricordo che la famiglia Starita custodisce ancora oggi con orgoglio e affetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ambasciatore della tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso degli anni Don Antonio è diventato uno dei protagonisti della diffusione della cultura della pizza napoletana a livello internazionale. Il suo impegno non si è limitato al lavoro quotidiano in pizzeria: è stato infatti tra i promotori delle Associazione Pizzaiuoli Napoletani e tra i fondatori dell’associazione delle Pizzerie Centenarie, realtà nata per tutelare e valorizzare i locali storici della città.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo contributo è stato determinante anche nel percorso che ha portato la pizza napoletana a essere riconosciuta come specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, un traguardo che ha sancito ufficialmente il valore culturale e gastronomico di questo patrimonio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il metodo Starita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla base del successo della pizzeria c’è una filosofia semplice ma rigorosa: rispetto della tradizione e qualità assoluta degli ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farina di grano tenero, lievitazione naturale, impasto lavorato a mano e cottura rigorosamente nel forno a legna. Un metodo che per la famiglia Starita non è soltanto una tecnica, ma una vera e propria cultura del fare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa attenzione alla tradizione non ha impedito alla pizzeria di diventare un punto di riferimento per la critica gastronomica internazionale. Nel tempo sono arrivati riconoscimenti e citazioni da parte di importanti testate e guide come La Repubblica, The Guardian, Gambero Rosso e la Guida Michelin.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una famiglia, una tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto a Don Antonio oggi ci sono la moglie Rosaria e i figli Peppe e Mena, protagonisti della nuova generazione che continua a portare avanti l’eredità familiare con lo stesso spirito di dedizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è soltanto una pizzeria, ma un luogo dove la memoria di Napoli continua a vivere attraverso i sapori. Qui la pizza non è semplicemente un piatto: è racconto, identità e cultura popolare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’omaggio a un custode della tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questo riconoscimento, La Gazzetta del Food celebra molto più di un grande pizzaiolo. Celebra uno dei custodi più autorevoli della tradizione gastronomica napoletana, un uomo che ha saputo trasformare un mestiere antico in una missione culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Don Antonio Starita rappresenta infatti quel legame profondo tra passato e futuro che rende la cucina italiana un patrimonio vivo. Un simbolo di Napoli e del Made in Italy nel mondo, capace di raccontare, attraverso un semplice impasto, oltre centoventi anni di storia, passione e orgoglio partenopeo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 19:27:45 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Team Italia Bocuse d’Or: prova generale a Verona prima della sfida europea di Marsiglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/team-italia-bocuse-dor-prova-generale-a-verona-prima-della-sfida-europea-di-marsiglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         A pochi giorni dalla selezione europea del prestigioso concorso gastronomico internazionale Bocuse d’Or, il Team Italia entra nella fase decisiva della preparazione. Nella giornata del 3 marzo, a Verona, la squadra ha infatti sostenuto la prima prova ufficiale di gara a tempo aperta al pubblico, un passaggio fondamentale in vista dell’appuntamento che si terrà dal 15 marzo a Marsiglia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001198981.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La simulazione si è svolta presso la Bottega dello Chef di Zorzi, quartier generale del team ormai da diversi mesi, dove il candidato italiano Matteo Terranova, affiancato dal commis Edoardo Magni, ha replicato gesti, preparazioni e tempistiche della competizione internazionale. A coordinare il lavoro della brigata sono stati il coach Alessandro Bergamo e lo junior coach Noel Moglia, sotto la supervisione del presidente della Bocuse d’Or Italy Academy, lo chef Enrico Crippa, e del direttore Lorenzo Alessio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una prova a tempo davanti a una giuria d’eccezione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la prima volta dall’inizio degli allenamenti, la simulazione è stata aperta a una platea qualificata composta da chef stellati e protagonisti della ristorazione italiana. Tra i presenti: Stefano Ciotti, Simone Cantafio, Giancarlo Perbellini, Paolo Teverini, Antonio Santini e Paolo Artelio, insieme ai rappresentanti di FIPE Confcommercio, Mauro Cobelli e Anna Nicolò di Veronafiere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’esito della prova è stato particolarmente positivo, soprattutto sul fronte delle tempistiche, uno degli aspetti più delicati della competizione. Un risultato che ha rafforzato la fiducia del team alla vigilia della partenza per la Francia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione ufficiale del team
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel pomeriggio, la famiglia Giuliano Zorzi ed Elisa Zorzi, CEO dell’azienda ospitante, ha organizzato la presentazione ufficiale della squadra diretta a Marsiglia, trasformando la Bottega dello Chef in un momento di incontro tra istituzioni, partner e operatori del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, moderato dal giornalista Antonio Iacona, coordinatore editoriale della rivista Il Cuoco, ha visto salire sul palco, oltre allo chef Crippa e all’intero team, anche l’assessore al Commercio del Comune di Verona Alessia Rotta, il presidente della Federazione Italiana Cuochi Rocco Pozzulo, il presidente di FIC Promotion Carlo Bresciani, la presidente dei Cuochi Veronesi Mida Muzzolon, il general manager della Nazionale Italiana Cuochi Gianluca Tomasi e il vicepresidente nazionale di FIPE Paolo Artelio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il supporto dei partner e del territorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata ha messo in luce anche il forte sostegno di partner istituzionali e aziende che accompagnano il progetto italiano verso il concorso internazionale. Tra questi: Regione Basilicata, Lurisia Premium Beverages, Casa Bugatti, Bragard Italia, Silikomart Professional, Metro Italia, Carlini 1920, Orobica Pesca e Rosenthal Sambonet Paderno, tra gli altri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Siamo lieti di essere stati ancora una volta il punto di riferimento e il quartier generale del Team Italia», hanno dichiarato Giuliano ed Elisa Zorzi, ricordando anche il 2026 speciale per l’azienda, che celebra i 50 anni dalla fondazione e i 30 anni dall’avvio dei servizi di noleggio per la ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fiducia e spirito di squadra
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La squadra ha lavorato molto bene ed è stata nei tempi giusti. Anche questa prima prova ufficiale a porte aperte è stata tra gli allenamenti più efficaci», ha sottolineato lo chef Enrico Crippa, evidenziando la concentrazione e la consapevolezza con cui candidato e brigata stanno affrontando la preparazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla stessa linea il presidente FIC Rocco Pozzulo, che ha ribadito il valore del lavoro di squadra: «Il nostro team ha svolto tutte le prove con la massima concentrazione e con lo spirito giusto, seguendo il percorso intrapreso insieme dalla Federazione e dalla Bocuse d’Or Italy Academy».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A chiudere la giornata è stato un aperitivo conviviale offerto agli ospiti, preparato con il supporto di alcuni chef della Nazionale Italiana Cuochi, coordinati dal responsabile eventi Vito Amato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora l’attenzione è tutta rivolta alla selezione europea del Bocuse d’Or a Marsiglia, primo grande banco di prova internazionale per il Team Italia, che punta a conquistare un posto nella finale mondiale del concorso gastronomico più prestigioso al mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 19:07:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/team-italia-bocuse-dor-prova-generale-a-verona-prima-della-sfida-europea-di-marsiglia</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Jessica Sorrentino: Pizza Mimosella, il mio omaggio alle donne tra eleganza e carattere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/jessica-sorrentino-pizza-mimosella-il-mio-omaggio-alle-donne-tra-eleganza-e-carattere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La rubrica di Jessica Sorrentino per Gazzetta del Food
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rubrica di Jessica Sorrentino per Gazzetta del Food
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001197681.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono pizze che nascono semplicemente per essere gustate e altre che nascono per raccontare una storia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Mimosella
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           appartiene alla seconda categoria. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Nella mia rubrica per
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Gazzetta del Food
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            ho voluto presentare una creazione che fosse prima di tutto un tributo al mondo femminile: complesso, elegante e sorprendente.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proprio come le donne, questa pizza racchiude carattere, dolcezza e forza in un equilibrio di sapori che si svela poco alla volta. La base nasce dall’incontro armonioso di quattro formaggi – asiago, parmigiano, fontal e taleggio – che insieme creano una crema ricca e avvolgente. Ognuno porta con sé una sfumatura precisa: la delicatezza dell’asiago, l’intensità del parmigiano, la morbidezza del fontal e il carattere deciso del taleggio. Un equilibrio che richiama le tante sfaccettature dell’universo femminile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A dare luce alla superficie della pizza arrivano poi piccole gocce di vellutata di datterino giallo. Leggere e luminose, ricordano i fiori di mimosa, simbolo della festa della donna. Il loro tocco dolce e solare illumina la cremosità dei formaggi e crea un contrasto delicato ma ben definito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vero cuore della Mimosella, tuttavia, si scopre solo al momento del taglio. Al centro della pizza ho voluto inserire una burratina al gorgonzola, un elemento che rimane nascosto fino all’ultimo. Quando la lama attraversa la pizza, la burratina si apre e libera una cremosità intensa che trasforma il piatto in un’esperienza di gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Mimosella non è soltanto una ricetta. È un simbolo. Racconta tutte quelle donne che ogni giorno lavorano, costruiscono, creano e si reinventano, riuscendo a essere forti e delicate allo stesso tempo. Donne che portano avanti famiglia, passioni e professione con determinazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Oggi più che mai il mondo femminile rappresenta un esempio di resilienza e modernità. Imprenditrici, artigiane, professioniste, madri, sognatrici e leader: identità diverse che convivono e si completano.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Con questa pizza ho voluto raccontare proprio questo: la bellezza della diversità, la forza dell’identità e l’armonia che nasce quando tradizione e innovazione si incontrano. Perché, proprio come la Mimosella, anche le donne sono un equilibrio perfetto tra carattere, dolcezza e mistero.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 11:44:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/jessica-sorrentino-pizza-mimosella-il-mio-omaggio-alle-donne-tra-eleganza-e-carattere</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001197738.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001197738.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>‘A Figlia d’ ‘o Marenaro’ entra nella redazione de La Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-figlia-d-o-marenaro-entra-nella-redazione-de-la-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una nuova rubrica dedicata alla cucina del mare e al pesce fresco
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una firma che profuma di salsedine e tradizione approda nella redazione de La Gazzetta del Food. Assunta Pacifico, anima e cuore del ristorante ‘A Figlia d’ ‘o Marenaro, inaugura una rubrica interamente dedicata alla cucina del mare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ingresso che non è solo una collaborazione editoriale, ma un vero e proprio racconto identitario: quello di una donna che ha trasformato la cultura gastronomica marinara napoletana in un simbolo riconosciuto in tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nuova rubrica: il mare raccontato dal mercato alla tavola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni mese i lettori troveranno uno spazio dedicato al pesce fresco, alla sua scelta, alla sua lavorazione e alla sua valorizzazione in cucina. Non semplici ricette, ma approfondimenti su:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come riconoscere la freschezza di pesci, molluschi e crostacei
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La stagionalità del pescato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tecniche di pulizia e conservazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I segreti per esaltare il sapore naturale del mare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tradizione partenopea reinterpretata in chiave contemporanea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rubrica avrà un taglio pratico e divulgativo, con uno stile diretto e coinvolgente, capace di parlare sia agli appassionati che ai professionisti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nome simbolo della gastronomia napoletana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il suo ristorante di via Foria, Assunta Pacifico ha contribuito a rendere popolare la cucina di mare di qualità, portando in tavola crostacei, frutti di mare e grandi classici partenopei con una visione imprenditoriale moderna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua esperienza, maturata tra mercati ittici, fornitori storici e una brigata consolidata, diventa ora patrimonio condiviso attraverso le pagine de La Gazzetta del Food.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo? Educare al consumo consapevole del pesce, valorizzare la filiera e raccontare il mare come cultura, sacrificio e passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pesce fresco protagonista
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al centro della nuova rubrica ci sarà sempre lui: il pescato del giorno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio quindi a:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zuppe di mare della tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Primi piatti con frutti di mare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparazioni crude e cotture leggere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Approfondimenti su astici, aragoste, scampi, cozze e vongole
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consigli su abbinamenti e presentazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un percorso editoriale che unisce tecnica, memoria e visione contemporanea, con l’intento di portare “il mare in redazione” e nelle case dei lettori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Con questa nuova collaborazione, La Gazzetta del Food si arricchisce di una voce autentica della gastronomia italiana.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E il mare, da oggi, non sarà solo un ingrediente: sarà un racconto continuo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001197355.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 08:07:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-figlia-d-o-marenaro-entra-nella-redazione-de-la-gazzetta-del-food</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001197064.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Gregori Nalon e l’Associazione Cuochi Serenissima: La Cucina dei 5 Elementi Incanta i Professionisti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-e-lassociazione-cuochi-serenissima-la-cucina-dei-5-elementi-incanta-i-professionisti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un Corso che trasforma la filosofia in cucina.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001194956.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è tenuto recentemente presso il
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ristorante La Cucina di Michele
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           il corso base
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “La Cucina dei 5 Elementi”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , promosso dall’
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Associazione Cuochi Serenissima in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . L’iniziativa ha riunito chef professionisti e appassionati seriamente motivati a esplorare la filosofia dei cinque elementi applicata alla cucina italiana, guidati dall’esperienza pluridecennale dello chef Gregori Nalon, da oltre trent’anni portavoce di questo approccio innovativo e riconosciuto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La cucina non è solo tecnica: è equilibrio, armonia e attenzione agli ingredienti”, ha spiegato lo chef Nalon, mostrando ai partecipanti come il fuoco, l’acqua, la terra, il legno e il metallo possano trasformare ogni piatto in un’esperienza sensoriale completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Passione, Competenza e Innovazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento ha confermato il ruolo dell’Associazione Cuochi Serenissima nel valorizzare la formazione e la crescita dei professionisti locali. Non solo lezioni pratiche, ma anche momenti di confronto e sperimentazione: ogni partecipante ha avuto l’opportunità di mettere alla prova le proprie abilità e confrontarsi con tecniche innovative, consolidando la propria professionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i partecipanti, molti volti noti del panorama culinario locale: Gabriele Cavallo, Joanna Lyson, Domenico Palazzo, Francesco Levada, Giulia Raccanelli, Stefano Bison, Massimo Bacchin, Denis Celeghin, Samuele Biasin, Stefano De Gironimo, Massimo Lovreglio, Veronika Bugar, Marco Zanatta, Paolo Rusalem, Eleonora Brichese, Tiziano Brichese, Emanuela Marcon, Stefano Pepe, Marco Minotto e Marco Crepaz.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Laboratorio di Creatività
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il corso ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento formativo: è stato un vero e proprio laboratorio di creatività e innovazione. I partecipanti hanno sperimentato abbinamenti, tecniche di cottura e presentazioni che rispondono alla filosofia dei cinque elementi, con l’obiettivo di elevare la cucina italiana tradizionale a un livello di equilibrio e armonia completo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Ogni ingrediente ha la sua energia”, ha sottolineato Nalon. “Sapere come combinarli significa rispettare la materia prima e valorizzarla al massimo: questo è il cuore della cucina dei cinque elementi”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Futuro di Eccellenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie a iniziative come questa, la cucina italiana continua a rinnovarsi senza perdere le proprie radici. Passione, competenza e curiosità restano gli ingredienti fondamentali per chi vuole distinguersi in un settore sempre più competitivo e creativo.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            L’Associazione Cuochi Serenissima, con corsi come questo, conferma il proprio ruolo di riferimento per la formazione e la valorizzazione dei professionisti del territorio.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:08:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-e-lassociazione-cuochi-serenissima-la-cucina-dei-5-elementi-incanta-i-professionisti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001192524.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001192524.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>30 Marzo 2026 a Vicenza: il dessert diventa protagonista in pizzeria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/30-marzo-2026-a-vicenza-il-dessert-diventa-protagonista-in-pizzeria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Giacomo Vinai e Luca Zucchini,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          responsabili tecnici di Molini Bongiovanni, guidano il corso “Dalla Pala al Dessert” organizzato dall’Associazione Eccellenza Nella Pizza, per trasformare il dolce in pizzeria in un’esperienza gourmet e sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vicenza, 30 Marzo 2026 – La pizza si chiude in dolcezza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo pizza: il dessert conquista la scena. L’Associazione Eccellenza Nella Pizza di Vicenza apre le porte del suo laboratorio di Via Monte Grappa 7 a pizzaioli e appassionati con il corso “Dalla Pala al Dessert”. Un percorso sensoriale pensato per unire le tecniche di pasticceria ai lievitati, valorizzando ingredienti di qualità e creatività sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare la masterclass saranno Giacomo Vinai e Luca Zucchini, tecnici di Molini Bongiovanni, che illustreranno come impasti innovativi e farine pregiate possano trasformare un semplice dessert in pizzeria in un’esperienza gourmet. I partecipanti potranno sperimentare impasti da pala e padellino, abbinamenti originali e tecniche di recupero degli ingredienti, concludendo la giornata con la degustazione dei prodotti realizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il cliente moderno non cerca solo la pizza, ma un’esperienza completa – spiegano gli organizzatori – Il dessert deve valorizzare la professionalità del pizzaiolo e la qualità delle materie prime”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            L’Associazione Eccellenza Nella Pizza, fondata nel 2019 da Raffaele e Francesco Savarise, continua così la sua missione di formazione e promozione della cultura della pizza italiana, tra workshop tecnici e eventi di grande richiamo come Pizza in Piazza, punto d’incontro tra tradizione, innovazione e territorio.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 15:39:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/30-marzo-2026-a-vicenza-il-dessert-diventa-protagonista-in-pizzeria</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tre talenti volano alla finale nazionale: ecco i campioni regionali 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tre-talenti-volano-alla-finale-nazionale-ecco-i-campioni-regionali-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Si è chiusa tra applausi, tecnica e grande spettacolo l’edizione regionale del Barman Campione d’Italia 2026, appuntamento che ogni anno seleziona le eccellenze della miscelazione italiana destinate a rappresentare il territorio nella finalissima nazionale, la cui sede è ancora in fase di definizione (probabile l’assegnazione tra Abruzzo e Sicilia).
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001194220.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una giornata intensa, scandita da prove tecniche, valutazioni sensoriali e momenti di confronto professionale, che ha visto alternarsi sul palco bartender emergenti e capi barman affermati. Sono stati 50 i partecipanti, tra barmen e barlady, a contendersi l’accesso al podio, confermando l’elevato livello competitivo e la crescente partecipazione al concorso. A decretare i vincitori una giuria qualificata, chiamata a valutare non solo la qualità organolettica dei cocktail presentati, ma anche tecnica di preparazione, equilibrio degli ingredienti, storytelling e capacità comunicativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A conquistare il titolo di campione regionale 2026 è stato Raffaele Pinto, vincitore della sfida finale tra i tre migliori concorrenti della giornata. Una prova impeccabile la sua, caratterizzata da precisione tecnica e personalità nel bicchiere. Per Pinto si apre ora la fase più delicata: la preparazione alla finale nazionale del Barman Campione d’Italia 2026, dove oltre alla competenza professionale sarà determinante anche la padronanza della lingua inglese, elemento ormai imprescindibile per interagire con una platea sempre più internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella categoria Sparkling Bartender Junior Under 30 a imporsi è stato Angelo Perillo, giovane promessa che ha saputo distinguersi per creatività, freschezza e padronanza delle tecniche di miscelazione contemporanea. Un riconoscimento che conferma il valore delle nuove generazioni e l’evoluzione costante del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Successo anche per Pietro Santoro, vincitore nella categoria White Jacket, dedicata ai professionisti in giacca bianca, simbolo di eleganza e tradizione. Santoro ha convinto la giuria con una performance sobria ma incisiva, espressione di esperienza e rigore professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si conferma non solo competizione, ma vero e proprio momento di crescita per l’intero comparto. Manifestazioni come questa rappresentano un volano per la promozione della cultura del bere consapevole, della qualità delle materie prime e della formazione continua, elementi fondamentali in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto un’importante evoluzione sia in termini di immagine sia di professionalizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La selezione regionale del Barman Campione d’Italia 2026 si inserisce infatti in un percorso più ampio di valorizzazione del talento e delle competenze, offrendo ai partecipanti visibilità, opportunità di networking e confronto con colleghi e aziende del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tre nomi, tre storie diverse, un unico traguardo: rappresentare con orgoglio la propria regione e puntare al titolo nazionale. La corsa verso la finale è ufficialmente iniziata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Mar 2026 14:37:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/tre-talenti-volano-alla-finale-nazionale-ecco-i-campioni-regionali-2026</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Maglie torna “I Cioccolati del Mediterraneo”: il grande viaggio nel cacao d’eccellenza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-maglie-torna-i-cioccolati-del-mediterraneo-il-grande-viaggio-nel-cacao-deccellenza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il 7 e 8 marzo 2026 il Salento diventa capitale del cioccolato di qualità con la IV edizione de “I Cioccolati del Mediterraneo”. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001188803.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A ospitare la manifestazione sarà il Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto di Maglie, per due giornate dedicate a degustazioni guidate, show cooking, incontri culturali ed esperienze sensoriali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, ideato e organizzato da Confcommercio Imprese per l’Italia Lecce, con il sostegno della Camera di Commercio di Lecce e la cura dell’associazione nazionale Compagnia del Cioccolato, si conferma un punto di riferimento nel panorama nazionale per la promozione della cultura del cacao e del cioccolato d’eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un weekend tra degustazioni e cultura del cacao
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’interno degli spazi del Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto (MAITO), il pubblico potrà intraprendere un vero viaggio “dalla piantagione alla tavoletta”, grazie a un programma ricco e articolato che coinvolgerà appassionati, famiglie e professionisti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuore dell’evento saranno le degustazioni guidate, curate dai chocolate taster della Compagnia del Cioccolato, che accompagneranno i visitatori alla scoperta di varietà pregiate come il Criollo venezuelano, con approfondimenti sui profili sensoriali e sulle opportunità produttive. Non mancheranno focus su monorigini, produzioni artigianali e anteprime di nuove linee firmate da maestri cioccolatieri italiani e internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Grande Spettacolo del Cioccolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i momenti più attesi, “Il Grande Spettacolo del Cioccolato”, con show cooking che animeranno la Sala Centrale: dalla pralina oro ripiena di ganache al rhum e zucchero di canna alla torta Sacher all’arancia, fino a creazioni come “Estasi Suprema – Sapori di Trieste” e “Fondente Noir”. Un’occasione per osservare dal vivo tecniche, segreti e creatività dei professionisti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio anche agli abbinamenti con caffè, passiti, gin, liquori, amari e grappe nella Sala Abbinamenti, oltre ai laboratori “Sporchiamoci le mani” e agli incontri “Dietro le quinte del cioccolato”, dedicati alla lavorazione del cacao e prenotabili dal pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Libri, musica e Premio Tavoletta d’Oro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma si arricchisce di presentazioni editoriali e momenti musicali immersivi nella Lounge Casamata, dove il cioccolato dialogherà con la letteratura e i suoni in esperienze multisensoriali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sabato pomeriggio riflettori puntati sulla consegna dei Premi Tavoletta d’Oro 2026, riconoscimento tra i più autorevoli nel settore, assegnato dalla Compagnia del Cioccolato alle eccellenze italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un progetto che fa rete
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione gode del patrocinio del Comune di Maglie e dei GAL del territorio – Valle della Cupa, Terra d’Arneo e Capo di Leuca – e della collaborazione delle principali associazioni di categoria provinciali. Un lavoro di squadra che valorizza il territorio salentino attraverso un evento capace di coniugare cultura, impresa e turismo enogastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fondata nel 1995 a Perugia, la Compagnia del Cioccolato è oggi presieduta da Gilberto Mora e rappresenta una delle realtà più autorevoli in Italia nella tutela e promozione del cioccolato di qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I Cioccolati del Mediterraneo” si conferma così non solo come appuntamento per i chocolovers, ma come laboratorio culturale e professionale dove il cacao diventa racconto, identità e strumento di crescita per il territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 15:47:49 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esplosione Marina: la mia Sfera di Polpo, Koshihikari e Agrumi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/esplosione-marina-la-mia-sfera-di-polpo-koshihikari-e-agrumi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando penso a un piatto contemporaneo, penso alla sintesi. Voglio concentrare gusto, tecnica ed emozione in una forma essenziale. Questa sfera nasce proprio così: dal desiderio di racchiudere il mare, la freschezza degli agrumi e una nota fruttata vibrante in un equilibrio netto, pulito, diretto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo un esercizio estetico. È una costruzione millimetrica di consistenze e contrasti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (per 4 sfere)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il polpo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 polpo da circa 1 kg
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acqua q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il riso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g riso giapponese Koshihikari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          220 ml acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio salsa di soia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio salsa teriyaki
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il gel di lamponi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g lamponi freschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 g agar agar
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le finiture
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomata all’arancia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomata al limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Maionese alla barbabietola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mia tecnica, il mio equilibrio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il polpo: rispetto della materia prima
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per me il polpo deve rimanere morbido, succoso, mai stressato. Porto l’acqua a ebollizione e lo immergo per 2–3 volte, così i tentacoli si arricciano naturalmente. Poi abbasso la fiamma e lo lascio cuocere dolcemente per circa 40–50 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo faccio sempre raffreddare nella sua acqua: è un passaggio fondamentale per mantenere struttura e umidità. Una volta freddo, allineo i tentacoli su pellicola alimentare creando una base compatta. È il guscio marino della mia sfera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il riso Koshihikari: precisione e setosità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scelgo il riso Koshihikari perché ha una consistenza unica: compatta ma elegante, setosa al morso. Lo lavo con cura finché l’acqua non diventa limpida. Lo cuocio con 220 ml di acqua per circa 12 minuti e lo lascio riposare coperto per 10 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo condisco ancora caldo con salsa di soia e teriyaki. Voglio che assorba profumo e umami in profondità. Questo riso è il cuore della sfera: tiene la forma ma rimane delicato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il gel di lamponi: la tensione acida
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frullo e filtro i lamponi, aggiungo l’agar agar e porto a bollore per un minuto. Una volta raffreddato, frullo di nuovo per ottenere un gel liscio e brillante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mi serve come contrasto. L’acidità deve essere precisa, mai invasiva. È la lama che attraversa la sapidità marina e la dolcezza naturale del polpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La costruzione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Distribuisco il riso sopra i tentacoli già stesi. Con la pellicola chiudo dai quattro lati e compatto delicatamente fino a ottenere una sfera perfetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non bisogna forzare: la pressione deve essere controllata, quasi accompagnata. Lascio riposare in frigorifero 15 minuti per stabilizzare la struttura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’impiattamento: pulizia e identità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul piatto creo pochi segni, ma decisi:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 punti di pomata all’arancia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 punto di pomata al limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 quenelle di maionese alla barbabietola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tocchi di gel di lamponi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Adagio la sfera al centro. Voglio che sia lei a parlare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa voglio trasmettere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La profondità del mare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La morbidezza elegante del riso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La freschezza agrumata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’acidità brillante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un umami persistente e avvolgente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Con questo piatto racconto la mia cucina: essenziale nella forma, intensa nel gusto. Un solo boccone può dire tutto, se costruito con rispetto, tecnica e sensibilità.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 14:23:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/esplosione-marina-la-mia-sfera-di-polpo-koshihikari-e-agrumi</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​L'Inverno,  tra Scienza, Bellezza e  Vitamina C</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-inverno-tra-scienza-bellezza-e-vitamina-c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’inverno non è una stagione di letargo, ma una pressione biologica che mette alla prova le nostre barriere. Quando le temperature crollano, il corpo aumenta la richiesta di protezione cellulare: è qui che entra in gioco l’acido ascorbico .La natura, con precisione millimetrica, ci offre frutti carichi di questa sostanza proprio perché il freddo accelera l'ossidazione dei tessuti e indebolisce le membrane.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Scienza del Benessere: Lo Scudo Invisibile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Scientificamente, la Vitamina C è un cofattore essenziale per la prolina idrossilasi, l'enzima che stabilizza il collagene. Senza di essa, pelle e mucose perdono elasticità e resistenza contro il gelo. Agendo come "donatore di elettroni", neutralizza i radicali liberi e potenzia l'assorbimento del ferro, trasformando la stanchezza invernale in energia biodisponibile. È una strategia di sopravvivenza: mangiamo la luce per ricalibrare la nostra chimica interna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Sinergie nel Piatto: Tre Scelte Semplici e Quotidiane
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per tradurre la teoria in benessere reale, ecco tre abbinamenti immediati e facili da replicare in cucina con ingredienti accessibili:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​L’Energia del Mare: Insalata di Spinaci Novelli, Kiwi e Sgombro. Lo sgombro apporta Omega-3 e proteine, mentre il kiwi garantisce la Vitamina C necessaria a triplicare l'assorbimento del ferro degli spinaci. Un mix rapido per la luminosità del viso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Il Classico Rivisitato: Tagliata di Pollo al Limone con Finocchi e Arance. Il pollo è una fonte proteica leggera. L'abbinamento con il succo di limone a crudo e le arance funge da catalizzatore anti-age, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Il Benessere in un Panino: Pane Integrale con Hummus di Ceci, Peperoni Crudi e Prezzemolo. I ceci offrono proteine vegetali. Il peperone e il prezzemolo tritato fresco stimolano la produzione di collagene, rendendo questo spuntino un vero elisir di bellezza strutturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Chiusura: Il Rituale del Sé
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il vero benessere invernale non risiede in un integratore, ma nel rituale della freschezza. Scegliere un agrume colto al mattino o un ortaggio crudo significa nutrire non solo il corpo, ma anche la propria autostima. La bellezza autentica nasce da questa consapevolezza: siamo ciò che proteggiamo. Prendetevi cura della vostra "architettura" interna e il freddo diventerà solo uno splendido scenario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Punto di Gemma: Scegliere la stagionalità è un’alleanza strategica. La Vitamina C è il sole in dispensa per accendere i mesi più bui e nutrire la nostra bellezza dall'interno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:43:06 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001188221.jpg">
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mogol, Sanremo e l’orgoglio italiano: quando musica e cucina diventano cultura universale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mogol-sanremo-e-lorgoglio-italiano-quando-musica-e-cucina-diventano-cultura-universale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel cuore della 76ª edizione del Festival di Sanremo, il tributo al Maestro Mogol ha assunto un significato che va oltre il riconoscimento artistico.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001188216.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il premio alla carriera consegnato al più celebre autore della canzone italiana – accompagnato simbolicamente da una casacca da cuoco con lo scudetto della Cucina italiana Patrimonio UNESCO – è diventato il punto d’incontro tra due pilastri dell’identità nazionale: la musica e la gastronomia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A sottolinearlo, in una nota ufficiale, è stato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha celebrato il Maestro come autore di “testi intramontabili che hanno fatto emozionare generazioni di italiani”. Parole che fotografano una verità condivisa: le liriche di Mogol non sono soltanto canzoni, ma frammenti di memoria collettiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La musica come racconto dell’anima italiana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da decenni Mogol firma versi che hanno attraversato epoche e stili, accompagnando l’evoluzione culturale del Paese. La sua scrittura ha saputo raccontare sentimenti universali con una lingua semplice e profonda, trasformando la canzone popolare in patrimonio emotivo nazionale. È la dimostrazione che la musica italiana, quando incontra l’eccellenza autoriale, diventa ambasciatrice nel mondo di sensibilità, poesia e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è un caso che proprio Mogol abbia scritto “Vai Italia”, brano simbolicamente legato al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità. Un inno che unisce arte e sapori, interpretato da Al Bano insieme al Coro dell'Antoniano e ai ragazzi di Caivano. Un’esecuzione dal forte valore sociale e culturale, che ha messo in scena l’Italia delle tradizioni, della solidarietà e del talento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cucina italiana: identità, tradizione e innovazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina italiana rappresenta molto più di un insieme di ricette. È un sistema culturale fatto di territori, stagionalità, convivialità e saperi tramandati di generazione in generazione. Dal Nord al Sud, ogni piatto racconta una storia: quella delle comunità, delle famiglie, dei prodotti locali che diventano eccellenze riconosciute in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il riconoscimento UNESCO – evocato simbolicamente durante la kermesse sanremese – suggella un percorso di valorizzazione che vede nella dieta mediterranea, nella qualità delle materie prime e nella cultura del cibo un modello globale di sostenibilità e benessere. La cucina italiana è diplomazia culturale, è economia, è turismo, ma soprattutto è identità condivisa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cultura italiana, un patrimonio che unisce
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’omaggio a Mogol durante Sanremo non è stato soltanto un momento celebrativo. È stato il segno di un’Italia che sa riconoscere i propri maestri e che comprende come musica e cucina siano linguaggi universali, capaci di parlare a tutti senza bisogno di traduzioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La canzone e il cibo, in fondo, hanno molto in comune: nascono dalla tradizione, si rinnovano con creatività, creano comunità. Sono esperienze collettive che uniscono generazioni e superano confini geografici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel volto emozionato del Maestro premiato sul palco dell’Ariston si è riflessa un’Italia orgogliosa della propria cultura. Un Paese che continua a produrre bellezza, a trasformare le parole in emozioni e gli ingredienti in arte. E che, quando celebra i suoi protagonisti, celebra anche sé stesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Credit: FotoPress
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:23:12 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pizza DOC: la visione imprenditoriale di Antonio Giaccoli che trasforma la tradizione in sistema globale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-doc-la-visione-imprenditoriale-di-antonio-giaccoli-che-trasforma-la-tradizione-in-sistema-globale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dalle pubbliche relazioni alla consulenza aziendale – attività che svolge anche come commercialista – fino alla costruzione di un ecosistema strutturato dedicato al mondo pizza: il percorso imprenditoriale di Antonio Giaccoli rappresenta un caso di studio di evoluzione manageriale applicata a uno dei comparti simbolo del Made in Italy gastronomico.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001182971.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’intuizione nasce quasi per caso, con l’organizzazione della Festa della Pizza a Nocera Superiore, in provincia di Salerno. Quello che inizialmente era un evento locale si trasforma rapidamente in un laboratorio strategico: analisi del settore, studio delle dinamiche produttive, approfondimento dei modelli organizzativi e della filiera. Da semplice manifestazione territoriale prende forma una visione più ampia, fondata su identità, metodo e posizionamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Accademia: formazione integrata e cultura d’impresa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuore del progetto è l’Accademia Nazionale Pizza DOC, fondata con l’obiettivo di ridefinire la figura del pizzaiolo contemporaneo. Non più soltanto artigiano, ma professionista completo: tecnico dell’impasto, imprenditore, comunicatore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Volevo creare qualcosa di diverso, che rispecchiasse le mie esperienze e competenze. DOC significa unico, identitario, non migliore degli altri ma riconoscibile», spiega Giaccoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Accademia oggi offre corsi altamente specializzati che integrano studio degli impasti, innovazione tecnologica, marketing, gestione economico-finanziaria e strategia aziendale. La formazione è pensata come un percorso manageriale oltre che tecnico, capace di fornire strumenti concreti per affrontare un mercato sempre più competitivo e globalizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi l’Accademia opera in modalità ibrida, tra attività in presenza e piattaforme digitali, con un progetto di internazionalizzazione – #pizzadocintheworld – orientato all’apertura di sedi all’estero e alla diffusione di un modello replicabile, adattabile ai diversi mercati pur mantenendo standard qualitativi elevati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Campionato: da evento nazionale a Mondiale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla formazione si sviluppa il secondo pilastro del sistema: il Campionato Pizza DOC. Nel 2014 la prima edizione contava 12 partecipanti. È qui che emerge un passaggio decisivo: Giaccoli intuisce il potenziale di trasformare la competizione in un evento di respiro globale, facendolo diventare Campionato Mondiale Pizza DOC.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una scelta strategica che cambia dimensione e prospettiva: concorrenti e visitatori iniziano ad arrivare da tutto il mondo, trasformando l’evento in un hub internazionale e in una vera e propria fiera di settore, con aree espositive, momenti di networking, talk e approfondimenti tematici, dove la pizza è protagonista a 360 gradi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2026 si celebrerà la dodicesima edizione, a conferma di un percorso di crescita costante e consolidamento globale. Ma per Giaccoli la competizione non è mai fine a sé stessa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «L’emozione più grande non è il traguardo, ma il viaggio fatto per arrivare fino a qua.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Campionato diventa così luogo di confronto culturale, scambio tecnico e aggiornamento professionale. Ogni edizione è accompagnata da regolamenti rivisitati, criteri di valutazione sempre più rigorosi e un costante processo di miglioramento. Una filosofia sintetizzata nel motto personale dell’ideatore: «Una cosa fatta bene può essere fatta meglio».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Critica costruttiva, analisi degli errori e tensione evolutiva rappresentano i cardini di un approccio che interpreta la competizione come strumento di crescita collettiva e qualificazione dell’intero comparto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli Awards: riconoscere il merito
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l’ecosistema
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pizza DOC sono i Pizza DOC Awards
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , momento di celebrazione delle eccellenze del settore. Non solo prove tecniche, ma riconoscimenti dedicati ai professionisti che contribuiscono ad elevare standard qualitativi, creatività e cultura imprenditoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli Awards rafforzano la dimensione comunitaria del progetto: l’obiettivo non è stilare graduatorie, ma valorizzare percorsi, competenze e innovazioni che incidono concretamente sul mercato, premiando visione, capacità gestionale e impatto culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Uno sguardo strategico al futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il settore pizza vive una fase di espansione globale, con una domanda crescente di autenticità, qualità delle materie prime ed esperienza gastronomica completa. In questo scenario, il progetto Pizza DOC si posiziona come piattaforma integrata che unisce formazione, competizione e networking professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecnici, docenti e maestri pizzaioli di alto profilo affiancano l’Accademia per garantire una didattica capace di intercettare le nuove esigenze del mercato: sostenibilità, controllo dei costi, innovazione digitale, branding internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla base resta una dichiarazione che sintetizza l’intera visione imprenditoriale di Giaccoli:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Accademia Pizza DOC, un’azienda di Valori, non di Valore.»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una formula che racconta un’identità precisa: costruire un sistema prima ancora che un marchio. Un progetto che continua a crescere nel segno dell’eccellenza organizzativa, della responsabilità professionale e della valorizzazione culturale del mondo pizza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Utente corrente​
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.campionatopizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.accademianazionalepizzadoc.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:50:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-doc-la-visione-imprenditoriale-di-antonio-giaccoli-che-trasforma-la-tradizione-in-sistema-globale</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001182929.jpg">
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001182929.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Puttanesca… sì, ma di Baccalà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/puttanesca-si-ma-di-baccala</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         C’è qualcosa nella cucina italiana che sa parlare al cuore: sapori decisi, combinazioni semplici e profumi che ti avvolgono appena entri in cucina. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001179756+%281%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mia Puttanesca di Baccalà nasce proprio da questa idea: un piatto che racconta il mare senza esitazioni, ma che resta fedele alla tradizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Immaginate gli spaghettini che cuociono rapidamente in acqua bollente salata, mentre in padella l’olio extravergine d’oliva si scalda insieme all’aglio e al prezzemolo. A questo aroma si uniscono i pomodorini tagliati a metà, le olive taggiasche e i capperi: una sinfonia di colori e profumi che si trasforma in condimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà, morbido e saporito, viene tagliato a cubetti e aggiunto al sugo, dove si insaporisce lentamente. La cottura è breve, perché voglio che il pesce resti delicato, ma al contempo pieno di carattere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ecco come prepararla, passo dopo passo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 4 persone:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          400 g spaghettini (o spaghetti o linguine)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g baccalà dissalato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g olive taggiasche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          30 g capperi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g pomodorini datterini o ciliegini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 ciuffo di prezzemolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparazione:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una padella capiente preparate un soffritto con olio extravergine d’oliva, aglio e qualche rametto di prezzemolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungete i pomodorini tagliati a metà, le olive e i capperi. Fate cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti, poi eliminate aglio e rametti di prezzemolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eliminate la pelle del baccalà e tagliatelo a cubetti. Unitelo al sugo e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocete gli spaghettini in acqua bollente salata per 4–5 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scolateli direttamente in padella con il condimento, aggiungendo un po’ di acqua di cottura e amalgamando bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A fuoco spento aggiungete prezzemolo tritato e un filo d’olio extravergine, mantecando delicatamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Impiattate formando i vostri spaghettini e adagiate sopra il condimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Servire questa Puttanesca di Baccalà significa portare in tavola il mare in tutta la sua essenza: sapidità, freschezza e personalità. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           È un piatto che parla di identità, territorio e passione per il cibo, esattamente come piace a me, in perfetto stile Chef Scellato.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Cucinare non è solo nutrire: è raccontare una storia, far viaggiare i sensi e regalare emozioni a chi si siede davanti al nostro piatto. Questa Puttanesca di Baccalà è la mia storia di mare, di semplicità e di gusto deciso.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Antonio Peluso – Chef Scellato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 16:14:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/puttanesca-si-ma-di-baccala</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dal Podio alla Tavola: le Olimpiadi dei record… in mensa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dal-podio-alla-tavola-le-olimpiadi-dei-record-in-mensa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Numeri da record nei villaggi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei villaggi olimpici di Milano, Cortina d’Ampezzo e Predazzo, la mensa ha lavorato senza sosta per tutta la durata dei Giochi. I dati parlano chiaro:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10.000 uova al giorno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          365 chilogrammi di pasta quotidiani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          60 chilogrammi di Grana Padano grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12.000 fette di pizza servite ogni giorno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          8.000 tazzine di caffè espresso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un vero e proprio record parallelo a quello sportivo, con cucine operative 24 ore su 24 per garantire energia agli atleti impegnati tra gare, allenamenti e recupero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta regina, pizza superstar
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la dieta degli atleti deve rispondere a criteri nutrizionali rigorosi, la cucina italiana ha saputo unire performance e gusto. La pasta, nelle sue varianti più semplici o con sughi della tradizione, è stata il piatto più richiesto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pizza, invece, è diventata un fenomeno social: fotografata, recensita e votata dagli atleti sui propri profili, si è trasformata in uno dei simboli non ufficiali dei Giochi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E poi i dolci: il tortino al cioccolato dal cuore morbido e il tiramisù sono andati letteralmente a ruba, spesso esauriti prima della fine del servizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Energia, socialità e gusto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo nutrizione sportiva: la mensa è stata anche luogo di incontro tra delegazioni, uno spazio informale dove condividere un piatto di pasta prima di una finale o un caffè dopo la gara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se le medaglie raccontano la storia sportiva delle Olimpiadi, i numeri della mensa raccontano un altro successo: quello del cibo italiano, capace di conquistare atleti provenienti da 93 Paesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché in fondo, tra una discesa e un salto, anche una forchettata può fare la differenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:15:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dal-podio-alla-tavola-le-olimpiadi-dei-record-in-mensa</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001178844.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Emma Prunella referente FIPPA al tavolo di presentazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/emma-prunella-referente-fippa-al-tavolo-di-presentazione-dei-giochi-del-mediterraneo-di-taranto-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         n qualità di referente della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri ed Affini (FIPPA), Emma Prunella è stata invitata al tavolo di presentazione dell’iniziativa “Pane e sport uniscono il Mediterraneo”, nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001178809.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sua partecipazione rappresenta ufficialmente la Federazione, la più rappresentativa organizzazione della panificazione italiana, chiamata a contribuire al dialogo tra sport, cultura e tradizione alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel contesto dei Giochi, il pane – simbolo universale di condivisione e pilastro della dieta mediterranea – diventa strumento di unione tra i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, in linea con i valori di amicizia, rispetto, unità e cooperazione che caratterizzano la ventesima edizione dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza di Emma Prunella come referente FIPPA rafforza dunque il legame tra identità territoriale, patrimonio gastronomico e grande evento internazionale, proiettando da Taranto un messaggio di coesione e sviluppo condiviso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:58:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/emma-prunella-referente-fippa-al-tavolo-di-presentazione-dei-giochi-del-mediterraneo-di-taranto-2026</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001178814.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lorenzo Alessio verso il Bocuse d'Or Europe di Marsiglia: un incarico che celebra l’eccellenza italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lorenzo-alessio-verso-il-bocuse-d-or-europe-di-marsiglia-un-incarico-che-celebra-leccellenza-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sarà la finale europea del Bocuse d'Or, in programma a Marsiglia e organizzata da GL events in collaborazione con Sirha Méditerranée, a segnare un nuovo passaggio nel percorso professionale di Lorenzo Alessio, chiamato a far parte della giuria internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un incarico che va oltre il prestigio formale e che rappresenta il riconoscimento di una carriera costruita su disciplina, visione e rigore tecnico. Fondato nel 1987 da Paul Bocuse, il Bocuse d’Or è considerato la massima competizione gastronomica internazionale: una vera Olimpiade della cucina, in cui tecnica, creatività e gestione dello stress vengono valutate da una giuria composta dai più autorevoli interpreti dell’alta ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La selezione europea costituisce uno dei momenti più complessi del percorso che conduce alla finale di Lione. In questo contesto di assoluta eccellenza, la presenza di Alessio in giuria rappresenterà il volto di un’Italia gastronomica solida e strutturata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo contributo al Team Italia non si limiterà alla valutazione tecnica dei piatti in gara. Sarà un atto di responsabilità verso un intero sistema fatto di formazione, cultura del lavoro e trasmissione del sapere. In competizioni di questo livello ogni dettaglio conta: cotture, consistenze, equilibrio dei sapori, presentazione e valorizzazione delle materie prime vengono analizzati con rigore assoluto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’esperienza maturata tra brigate strutturate e contesti internazionali consentirà ad Alessio di leggere ogni piatto nella sua complessità, cogliendone tecnica, identità e coerenza progettuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione a Marsiglia significherà rappresentare il talento italiano nel cuore dell’alta cucina europea, sostenere il merito e credere nelle nuove generazioni. È lo stesso spirito che anima la Federazione Italiana Cuochi, impegnata nel valorizzare i professionisti italiani nelle competizioni internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il percorso del team italiano si inserisce in una narrazione più ampia che vede protagoniste realtà simbolo come il ristorante Piazza Duomo e figure di riferimento quali Carlo Cracco e Simone Cantafio: espressioni diverse di un’identità gastronomica capace di coniugare tradizione e contemporaneità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel silenzio delle cucine di gara, tra cronometri serrati e platee internazionali, si misurerà ancora una volta il valore dell’eccellenza. E la presenza di Lorenzo Alessio in giuria al Bocuse d’Or Europe si prepara a raccontare proprio questo: l’eccellenza non è un traguardo, ma un percorso fatto di studio, sacrificio e visione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 20:15:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/lorenzo-alessio-verso-il-bocuse-d-or-europe-di-marsiglia-un-incarico-che-celebra-leccellenza-italiana</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001172469.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001172469.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanremo 76: Alba Marte e la sua squadra al Victory Morgana Bay per un’esperienza gastronomica esclusiva</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-76-alba-marte-e-la-sua-squadra-al-victory-morgana-bay-per-unesperienza-gastronomica-esclusiva</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          SANREMO – Non solo musica e riflettori: alla
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           76ª edizione del Festival di Sanremo,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          la città dei fiori diventa palcoscenico anche dell’alta cucina italiana. Dal 23 al 28 febbraio, il Victory Morgana Bay ospita un progetto gastronomico d’autore firmato Alba Marte Eventi, realtà che negli ultimi anni si è distinta per format esclusivi e regie culinarie di alto profilo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonista assoluta è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alba Marte, executive chef e imprenditrice vastese
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che guida una brigata strutturata e altamente qualificata, selezionata per affrontare un contesto mediaticamente complesso e internazionale come quello sanremese. Una squadra costruita su competenze complementari, esperienza nella ristorazione d’élite e capacità organizzativa da grande evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una brigata d’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto ad Alba Marte, un team che rappresenta una sintesi di tecnica, visione e specializzazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Santa Mileno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , 
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Angelo Amicucci
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , maestro panificatore e riferimento nelle lievitazioni artigianali, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cristina Pavlyuk
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , Pasta Artisan e interprete della cucina internazionale con presentazioni gourmet;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           chef Zerina Bogućanin
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , 
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           chef 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Franco Papa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , chef 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Loredana Cornacchione e 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           chef Giovanna Cuomo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un lavoro corale che unisce disciplina, creatività e gestione strategica del servizio. Ogni dettaglio – dalla selezione delle materie prime alla presentazione finale – è studiato per trasformare l’esperienza gastronomica in racconto identitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Sanremo non è solo musica, è identità, cultura e visibilità internazionale. Portare la nostra cucina in questo contesto significa raccontare l’Italia attraverso il gusto», sottolinea Alba Marte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner d’eccellenza: la filiera della qualità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Determinante il contributo degli sponsor e delle aziende partner, selezionate secondo un criterio preciso e coerente con la visione del progetto: la valorizzazione delle eccellenze territoriali italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta delle realtà coinvolte non è casuale, ma frutto di un’attenta analisi qualitativa e identitaria. Ogni sponsor è stato individuato perché rappresenta un presidio di qualità nel proprio territorio, espressione autentica di tradizione produttiva, innovazione sostenibile e filiera certificata. L’obiettivo è costruire un racconto gastronomico che parta dalla materia prima e arrivi al piatto come sintesi culturale del territorio di origine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le realtà coinvolte:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pasticceria Pierrò, sinonimo di alta pasticceria e cura estetica;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Oleificio Marinucci Palermo, eccellenza nella produzione di olio extravergine;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Caseificio I Casari del Taburno, custode della tradizione casearia campana;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           LineWorkGroup, partner tecnico per l’abbigliamento professionale della brigata;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Plistia - Ristorante e Hotel-, realtà attiva nell’ospitalità e nella ristorazione;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Principe delle Baccanti, interprete di vini identitari e territoriali;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Guarino Natural Garden, specializzata in agricoltura biologica;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tenute Cocconi, produttrice di vini, miele e olio da coltivazioni sostenibili;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Serra del Parco, cantina votata alla valorizzazione del territorio;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tartufi Minchilli, eccellenza nella selezione e lavorazione del tartufo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una rete di imprese che rappresenta il meglio dell’agroalimentare italiano e che contribuisce a costruire un’offerta gastronomica coerente con il prestigio della manifestazione. La selezione degli sponsor si fonda sulla riconoscibilità delle loro eccellenze territoriali, rafforzando un modello che mette al centro qualità, identità produttiva e responsabilità etica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alta cucina e grande spettacolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto firmato Alba Marte Eventi si sviluppa attraverso percorsi degustativi su misura, cene istituzionali e appuntamenti esclusivi destinati a un pubblico selezionato. Momento centrale sarà la cena della Sala Stampa, che unirà gastronomia e spettacolo con la premiazione di Arisa alla presenza del direttore artistico Carlo Conti e di personalità del mondo della musica, dello spettacolo e dell’imprenditoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un contesto dove ogni dettaglio è amplificato dalla visibilità mediatica internazionale, la cucina diventa linguaggio, rappresentazione culturale e strumento di diplomazia gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sanremo 76 si conferma così non solo capitale della musica italiana, ma crocevia di eccellenze. E al Victory Morgana Bay, tra luci, telecamere e sapori, l’Italia si racconta anche attraverso la visione, la leadership e la squadra di Alba Marte, con un progetto che fa delle eccellenze territoriali il suo fondamento identitario e strategico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 15:37:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-76-alba-marte-e-la-sua-squadra-al-victory-morgana-bay-per-unesperienza-gastronomica-esclusiva</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dalla Puglia alle Dolomiti, il Re del Gluten Free conquista la Gazzetta del Food: lo Chef Angelo Berardi avrà una rubrica tutta sua</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-puglia-alle-dolomiti-il-re-del-gluten-free-conquista-la-gazzetta-del-food-lo-chef-angelo-berardi-avra-una-rubrica-tutta-sua</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food apre le sue pagine a un protagonista assoluto dell’alta cucina italiana contemporanea: lo Chef Angelo Berardi. Professionista di straordinaria esperienza, innovatore nel mondo del senza glutine e ambasciatore di una cucina inclusiva, Berardi avrà una rubrica interamente dedicata alla sua visione gastronomica, alla tecnica e alla cultura del Gluten Free d’eccellenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Originario di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, Angelo Berardi affonda le sue radici nella tradizione autentica del Sud Italia. È lì che, quasi quarant’anni fa, muove i primi passi nel laboratorio di pasticceria di famiglia. Un percorso iniziato tra farina, zucchero e cioccolato che lo porta a diventare Pasticcere professionista, specializzandosi in cioccolateria fine. La sua formazione non è solo tecnica, ma profondamente artigianale: precisione, rigore, sensibilità estetica e rispetto assoluto per la materia prima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel tempo, la sua evoluzione professionale lo conduce a unire l’arte bianca e la cucina salata, creando un connubio completo tra pasticceria e gastronomia. Questa doppia anima rappresenta ancora oggi uno dei suoi tratti distintivi: ogni piatto porta con sé equilibrio, armonia, studio delle consistenze e una cura quasi sartoriale dei dettagli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da 14 anni, Chef Berardi è Executive Chef dell’Hotel Ristorante Villa Madonna di Siusi allo Sciliar, in provincia di Bolzano, nel cuore dell’Alto Adige – Südtirol. Una terra che lo ha “adottato” e che lui ha saputo onorare fondendo la sua identità pugliese con la cultura alpina, creando una cucina che parla due lingue ma un solo linguaggio: quello dell’eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È proprio qui che la sua carriera compie una svolta decisiva. Con l’aumento esponenziale delle richieste di pietanze senza glutine, Berardi intraprende un percorso di formazione e specializzazione nel mondo Gluten Free e nelle principali intolleranze alimentari. Non si limita ad adattare ricette esistenti: le reinventa, le studia, le perfeziona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi è in grado di offrire alla clientela menù identici con e senza glutine, eliminando ogni forma di discriminazione a tavola. Tutto viene realizzato internamente: pane fragrante, taralli croccanti, pasta fresca, grandi lievitati e dessert d’autore. Ogni prodotto Gluten Free nasce da ricerca tecnica, controllo delle contaminazioni, conoscenza approfondita delle farine alternative e grande sensibilità gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo motto racchiude la filosofia che guida ogni sua creazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “A tavola nessuno deve sentirsi diverso.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un principio che è diventato missione professionale e che lo ha portato a ottenere importanti riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Tra i più prestigiosi:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo posto al Campionato Mondiale del Panettone – Categoria Gluten Free (Federazione Italiana Pasticceri)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Titolo di Star Chef Lion Golden – Accademia Leone d’Oro di Venezia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tre Pennelli d’Oro Arcimboldo come Artista Moderno della Cucina Gluten Free
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presenza nel Salotto delle Celebrità a Sanremo 2025 per la sua proposta gastronomica senza glutine
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi traguardi testimoniano non solo il talento, ma la capacità di innovare un settore complesso, spesso penalizzato da compromessi qualitativi. Chef Berardi ha dimostrato che il senza glutine può raggiungere gli stessi livelli – e talvolta superarli – della cucina tradizionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nuova rubrica su Gazzetta del Food sarà uno spazio di approfondimento tecnico e culturale, dove racconterà ingredienti, metodi di lavorazione, ricerca sulle farine alternative, gestione professionale delle contaminazioni e creazioni gastronomiche d’eccellenza. Sarà una guida per professionisti del settore, ristoratori, pastry chef e appassionati che vogliono avvicinarsi seriamente al mondo Gluten Free.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Angelo Berardi non è solo uno chef: è un artigiano contemporaneo, un formatore, un innovatore e un punto di riferimento nel panorama della cucina inclusiva italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla Puglia alle Dolomiti, il suo percorso è la dimostrazione che talento, studio e determinazione possono trasformare una necessità alimentare in un’arte gastronomica di altissimo livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E oggi, con la sua firma sulla Gazzetta del Food, la sua visione è pronta a ispirare un pubblico ancora più ampio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Feb 2026 13:35:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Campionati Italiani di Cucina 2026, pioggia di medaglie per Trapani: 19 successi e un Campione d’Italia junior</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/campionati-italiani-di-cucina-2026-pioggia-di-medaglie-per-trapani-19-successi-e-un-campione-ditalia-junior</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RIMINI – Trionfo trapanese ai Campionati Italiani di Cucina 2026. Gli chef dell’Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Trapanesi tornano a casa con un bottino di 19 medaglie, conquistate durante la prestigiosa competizione organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, svoltasi nell’ambito del Beer &amp;amp; Food Attraction presso la Fiera di Rimini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre 600 chef provenienti da tutta Italia si sono sfidati in prove ad alto tasso tecnico e creativo, trasformando la cucina in un vero palcoscenico di talento, disciplina e visione contemporanea. Tra loro, i professionisti e gli allievi trapanesi hanno saputo distinguersi in diverse categorie, confermando la solidità di un movimento gastronomico in costante crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Street Food d’autore: tradizione che si rinnova
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella categoria “Street Food d’autore”, il Team Trapani composto dagli chef Rocco Roberto Di Marzo, Giuseppe Peraino e Rocco Pace ha conquistato la medaglia di bronzo con una rivisitazione sorprendente della tradizionale graffa trapanese, trasformata da dolce iconico a proposta salata contemporanea, capace di coniugare memoria e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cucina calda K1: esperienza e nuove promesse
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Importanti risultati anche nella categoria K1, cucina calda. Per i senior, medaglia di bronzo ad Antonino Grammatico, Sebastiano Schifano e Nicolò Pizzitola; medaglia d’argento invece per Dario Ardito e Giovanni Giammanco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli junior, argento per Manuel Manno e Vittorio Caruso; bronzo per Antonio Di Giorgi, Giuseppe Bonacasa e Constantino Baldo Gucciardo. Spicca il risultato dell’allievo Dennis Sarzana dell’I.I.S. “Ignazio &amp;amp; Vincenzo Florio” di Erice, capace di conquistare un bronzo nella K1 e un argento nella categoria “Miglior Allievo”, confermando talento e maturità tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pasticceria e “Ragazzi Speciali”: l’orgoglio dell’inclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella categoria K2, pasticceria da ristorazione junior, medaglia di bronzo per la giovanissima Mariangela Noto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Straordinario il risultato nella categoria “Ragazzi Speciali”, dove sono arrivate due medaglie d’oro: una per l’allievo Francesco Polizzi, affiancato dalla tutor Mariangela Noto dell’I.I.S. “I &amp;amp; V Florio” di Erice, terzi nella graduatoria nazionale; l’altra per l’I.P.S.E.O.A. “Virgilio Titone” di Castelvetrano con gli allievi Giuseppe Ferranti e il tutor Pietro Drago.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          K3 vegetariana: Trapani sul tetto d’Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il medagliere si chiude con l’oro nella categoria K3, cucina vegetariana, conquistato da Achab Alami, sedicenne allievo del Florio di Erice, nominato Campione d’Italia cucina junior. Un risultato che premia non solo il talento individuale, ma l’intero percorso formativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Determinante il supporto degli istituti scolastici e dei docenti, che accompagnano gli studenti in un cammino fatto di sacrificio, disciplina e passione. Un lavoro di squadra che trova nella competizione non solo un banco di prova, ma un’occasione di crescita personale e professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Sono molto fiero di tutti gli chef che hanno partecipato ai Campionati – ha dichiarato il presidente dell’Associazione, Rocco Roberto Di Marzo –. Dai giovani allievi agli chef affermati, hanno dato lustro alla nostra terra e regalato emozioni straordinarie”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E aggiunge: “Al di là delle medaglie, la vera conquista è aver creato un gruppo affiatato. Anche nelle competizioni individuali, abbiamo costruito un team fondato su confronto e condivisione. Questa è la nostra grande vittoria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Campionati della Cucina Italiana si confermano così un appuntamento centrale nel panorama gastronomico nazionale ed europeo. E per Trapani, il 2026 segna una pagina di orgoglio collettivo, con uno sguardo già rivolto alle prossime sfide.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:18:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/campionati-italiani-di-cucina-2026-pioggia-di-medaglie-per-trapani-19-successi-e-un-campione-ditalia-junior</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Chef Giovanna Cuomo incanta Tele Capri con i suoi secondi vegani su A Casa Mariù</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-giovanna-cuomo-incanta-tele-capri-con-i-suoi-secondi-vegani-su-a-casa-mariu</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda puntata della trasmissione A Casa Mariù, in onda su Tele Capri e condotta con eleganza e simpatia da Mariù Adamo, ha visto la presenza fissa della chef Giovanna Cuomo, che ha continuato a conquistare il pubblico con le sue creazioni vegane. Dopo aver presentato nella prima puntata la genovese vegana, questa volta la chef ha stupito tutti con una selezione di secondi piatti vegani, tra innovazione e gusto: hamburger, salsiccia e tonno vegani, realizzati con ingredienti freschi e tecniche gourmet.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La conduzione di Mariù Adamo ha reso la trasmissione ancora più piacevole: la sua capacità di coinvolgere ospiti e pubblico, il tono cordiale ma professionale e l’attenzione ai dettagli hanno trasformato ogni segmento in un momento armonioso e avvincente. Mariù è riuscita a valorizzare le storie e le competenze di ciascun ospite, creando un perfetto equilibrio tra cucina, cultura e intrattenimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli ospiti della puntata hanno aggiunto un tocco di approfondimento culturale e sociale: dalla presentazione del progetto Impara a vivere da solo con la dottoressa Valentina Vellone e il tutor Giuseppe D’Andrea, alla rubrica sulla medicina estetica con la dottoressa Antonia Sirio, fino alla scrittrice Marianna Pepe, che ha raccontato il suo testo autobiografico Rubati al tempo, insieme alla giornalista Elena Barbato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La cucina di Giovanna Cuomo ha trasformato ingredienti semplici in vere star della tavola. L’hamburger vegano, croccante fuori e morbido dentro, è stato arricchito da spezie aromatiche e un condimento speciale a base di erbe mediterranee. La salsiccia vegana, realizzata con legumi e farine proteiche, ha sorpreso per la consistenza e il sapore ricco, perfetta da grigliare o saltare in padella. Infine, il “tonno vegano”, una reinterpretazione del classico pesce, ha stupito per la delicatezza e la capacità di evocare il sapore autentico del mare senza l’uso di prodotti animali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere la puntata ancora più divertente e memorabile è stato il siparietto con Pulcinella e Arlecchino, del Circo Lab, che hanno assaggiato la salsiccia vegana con espressioni comiche e divertite, dimostrando che la cucina vegana può piacere a tutti, grandi e piccoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Intervista esclusiva a Chef Giovanna Cuomo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Abbiamo incontrato Giovanna Cuomo per parlare della sua cucina e dell’esperienza a A Casa Mariù.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Cuomo, cosa rappresenta per lei portare la cucina vegana in televisione?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovanna Cuomo: «Per me è una grande soddisfazione. Voglio dimostrare che il vegano non è solo “insipido” o “limitato”. Con gli ingredienti giusti e un po’ di creatività, possiamo preparare piatti gustosi, nutrienti e belli da vedere».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Parliamo dei secondi che ha presentato: hamburger, salsiccia e tonno vegani. Qual è la filosofia dietro queste preparazioni?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovanna Cuomo: «Si tratta di reinterpretare i classici senza sacrificare il gusto. L’hamburger è saporito ma leggero, la salsiccia ha la consistenza e il carattere di quella tradizionale, mentre il tonno vegano vuole sorprendere: chi lo assaggia per la prima volta spesso non crede che sia totalmente vegetale».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il siparietto con Pulcinella e Arlecchino è stato molto divertente. Come ha vissuto quel momento?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovanna Cuomo: «È stato fantastico! Mi piace quando il cibo diventa occasione di gioco e di sorriso. Vedere due personaggi così iconici assaggiare la mia salsiccia vegana e divertirsi mi ha davvero emozionato. La cucina deve anche regalare gioia, non solo nutrimento».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa possiamo aspettarci nelle prossime puntate?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovanna Cuomo: «Ancora tanto gusto e creatività. Continuerò a proporre piatti vegani innovativi, con attenzione alla stagionalità e alla sostenibilità. Voglio far scoprire che la cucina vegetale può essere spettacolare in ogni senso».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Giovanna Cuomo a Sanremo 2026: gusto d’autore in scena
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo Tele Capri: la chef Giovanna Cuomo sarà protagonista anche alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dal 23 al 28 febbraio, con Alba Marte e la sua brigata, portando l’alta cucina al centro della scena nella prestigiosa cornice del Victory Morgana Bay.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo note, luci e riflettori: tra gli eventi collaterali più attesi della settimana sanremese, il progetto firmato Alba Marte Eventi mira a raccontare il festival anche attraverso il linguaggio del gusto, con piatti creativi e raffinati. Durante la serata è prevista anche la premiazione di Arisa, alla presenza di Carlo Conti, volto simbolo e storico del Festival, tra imprenditori, artisti, cantanti e personaggi di spicco del mondo della TV e dello spettacolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la sua professionalità, il talento e la creatività, Giovanna Cuomo conferma il ruolo di ambasciatrice della cucina vegana e d’autore, dimostrando che il cibo può essere spettacolo, cultura e intrattenimento allo stesso tempo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 21:35:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-giovanna-cuomo-incanta-tele-capri-con-i-suoi-secondi-vegani-su-a-casa-mariu</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Carnevale: Il Gran Galà del Gusto tra Maschere Storiche e Trionfi della Tavola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/carnevale-il-gran-gala-del-gusto-tra-maschere-storiche-e-trionfi-della-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         ​Il Carnevale in Italia non è una semplice parentesi di svago, ma un vero e proprio manifesto antropologico che si consuma tra le piazze e le cucine.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/a17e1a26-1c34-4184-b193-39507143967f.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È il momento in cui l’identità di un popolo smette di nascondersi dietro la quotidianità per rivelarsi attraverso il costume e, soprattutto, attraverso il piatto. Dalle Alpi allo Stretto, ogni maschera della tradizione porta con sé un sapore, un rito e un’eredità gastronomica che ne incarna lo spirito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Italia in Maschera: Un Banchetto di Caratteri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Se percorriamo lo Stivale, incontriamo i volti della Commedia dell'Arte, ognuno ambasciatore di un territorio e delle sue tentazioni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • ​Arlecchino e il Veneto:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il servitore bergamasco dai mille colori incarna la fame atavica e l'ingegno. A lui e alla sua Venezia si legano le Fritole e i Galani, dolci che celebrano l'arte di trasformare ingredienti poveri in gioielli dorati e croccanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • ​Dottor Balanzone e la "Grassa" Bologna:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La maschera della sapienza e del parolone è la perfetta testimonial di un’Emilia che non teme l'abbondanza. Qui il Carnevale profuma di strutto e sfoglie tirate al mattarello, dove ogni morso è un inno alla prosperità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • ​Rugantino e la Romanità:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il bullo trasteverino, verace e fiero, si accompagna alla schiettezza delle Frappe e delle Castagnole, fritti con quel vigore che solo la tradizione capitolina sa infondere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ​La Campania: Pulcinella e l'Apoteosi della Lasagna
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Ma è all'ombra del Vesuvio che il connubio tra maschera e cibo raggiunge il suo apice barocco. Pulcinella, con il suo camicione bianco e la maschera nera, è l'icona universale della fame che finalmente trova sollievo nel Carnevale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il suo trono è la Lasagna Napoletana: un monumento stratificato che sfida le leggi della fisica. Non è un semplice primo piatto, è un’architettura del gusto: sfoglie di pasta che accolgono un ragù ristretto per ore, arricchito da polpettine fritte, ricotta vaccina, provola, uova sode e salame. È la risposta di Pulcinella alla penuria del resto dell'anno, un’opulenza che prepara lo spirito al rigore della Quaresima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ​Il Dolce Sipario: Tra Sole e Cioccolato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La festa non sarebbe completa senza il gran finale zuccherino che profuma di casa e di memoria:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Il Migliaccio: Una poesia di semolino e ricotta, eredità contadina che brilla come il sole in teglia. Con la sua consistenza setosa e l'aroma di agrumi, è il dolce che scalda il cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Chiacchiere e Sanguinaccio: Il binomio indissolubile. Sfoglie bollose, sottili come ali di farfalla, nate per essere tuffate nella voluttuosità del sanguinaccio, una crema densa e speziata che chiude il cerchio di una festa nata per eccedere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ​L’Identità nel Piatto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Cucinare a Carnevale significa mantenere vivo un linguaggio antico. Non si tratta solo di nutrirsi, ma di celebrare un’eredità che definisce chi siamo. Tra un coriandolo e una maschera di seta, la nostra cultura dimostra ancora una volta di essere, prima di tutto, una splendida storia d'amore che si mangia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 21:08:45 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Debutta su La7 “Green Tour” con Edoardo Raspelli e Sofia Bruscoli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/debutta-su-la7-green-tour-con-edoardo-raspelli-e-sofia-bruscoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla scoperta di Anco
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           na e delle eccellenze sostenibili italiane
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Domenica 1° marzo alle 11 su La7 prende il via “Green Tour”, il nuovo programma dedicato all’Italia autentica, condotto da Edoardo Raspelli e Sofia Bruscoli, in collaborazione con la CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/b1c5fa22-7fb0-4d15-96e8-be71e94a726d.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni domenica, il programma accompagna il pubblico in un viaggio tra territori, paesaggi e storie locali, alla scoperta di aziende e comunità che hanno fatto della sostenibilità un vero e proprio stile di vita. Dall’agricoltura all’artigianato, dalle energie rinnovabili alla valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico, “Green Tour” racconta un’Italia dove innovazione e tradizione convivono nel rispetto dell’ambiente e delle persone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Voce autorevole del panorama gastronomico italiano, Edoardo Raspelli porta l’esperienza del giornalista e critico gastronomico nelle eccellenze del gusto. Accanto a lui, Sofia Bruscoli – attrice e conduttrice con un’attenzione particolare ai temi culturali e ambientali – guida il pubblico con curiosità ed entusiasmo, trasformando ogni tappa in un’esperienza coinvolgente e unica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima puntata esplora la provincia di Ancona: dal capoluogo, sorprendente città della costa adriatica, a Senigallia, rinomata per la sua storia e la tradizione turistica, fino a Jesi, città d’arte natale di Giovanni Battista Pergolesi e di Federico II di Svevia, nonché patria del celebre vino Verdicchio, simbolo della regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Green Tour” è prodotto da TVCOM per La7 e sarà disponibile in streaming su www.la7.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 20:58:10 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanremo 2026: Vito Morra porta la Puglia in cucina al Festival</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-2026-vito-morra-porta-la-puglia-in-cucina-al-festival</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sanremo – Dal 24 al 28 febbraio 2026, il 76esimo Festival di Sanremo tornerà a illuminare il palco del Teatro Ariston, con cinque giorni di musica, spettacolo e appuntamenti collaterali che animano la città dei fiori.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/07a7361f-5f8f-4100-af49-99ad45afe035.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra questi, un’attenzione speciale sarà dedicata al mondo gastronomico grazie a
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Il salotto delle celebrità”,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           l’area VIP dove chef e professionisti del gusto daranno vita a show cooking live.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rappresentare la Puglia ci sarà Vito Morra, chef cerignolano e titolare di Morra's Group Catering Eventi, pronto a far assaporare la sua terra anche attraverso piatti rivisitati in chiave moderna. Abbiamo incontrato Morra per farci raccontare il suo approccio alla cucina e le emozioni di questa esperienza unica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Morra, come nasce l’idea di portare la Puglia sul palco di Sanremo?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Per me è un grande onore. La Puglia ha una tradizione culinaria straordinaria e poterla raccontare in un contesto così prestigioso è un’occasione unica per far conoscere le eccellenze della nostra regione, non solo attraverso i piatti, ma anche tramite i partner con cui collaboro."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Quali piatti presenterà durante gli show cooking?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Prediligo la cucina che racconta la mia famiglia e le radici cerignolane. Porterò ricette tipiche come le orecchiette con le cime di rapa, ma rivisitate in chiave moderna per stupire e al tempo stesso far sentire il sapore autentico della Puglia."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa significa per lei partecipare a un evento di portata nazionale come il Festival di Sanremo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "È un’emozione incredibile. Sanremo non è solo musica: è un momento in cui cultura, spettacolo e arte si incontrano. Per uno chef è un palco importante, dove il cibo diventa linguaggio universale e strumento di promozione del territorio."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come vede l’evoluzione della cucina pugliese negli ultimi anni?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "La tradizione rimane il cuore, ma c’è sempre più attenzione alla creatività e alla qualità dei prodotti. Il nostro compito è saper combinare innovazione e rispetto per le ricette storiche, così da valorizzare la Puglia e raccontarla a chi ancora non la conosce."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con cinque giorni di show cooking live, Vito Morra sarà uno dei protagonisti del salotto gourmet di Sanremo, portando sul tavolo della VIP Lounge il gusto autentico della sua terra, tra storia, innovazione e passione per la cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 20:46:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-2026-vito-morra-porta-la-puglia-in-cucina-al-festival</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/a853834a-e968-4d45-972d-388a33b58e5c.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Finto Fungo Gourmet: Terra, Mare e Umami</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/finto-fungo-gourmet-terra-mare-e-umami</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         In cucina, ogni piatto può essere una piccola magia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ff240572-16a7-4657-837c-c9d96564c240.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Amo creare illusioni visive che sorprendano, senza mai dimenticare il gusto. Il mio “Finto Fungo Gourmet” nasce da questo principio: un gioco tra terra, mare e umami, dove ogni elemento racconta una storia e stimola tutti i sensi
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Immaginate un fungo perfetto sul vostro piatto: lo stelo è dorato e leggermente croccante, la cappella nasconde un cuore di mare e latticino, il prato è verde e vellutato, e il terriccio profuma di tartufo nero. Un piccolo capolavoro di tecnica e poesia gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (4 porzioni)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stelo di patata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 patate a pasta gialla grandi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Burro chiarificato q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale fino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cappella di gambero
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4 gamberi imperiali crudi, abbattuti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          120 g di mozzarella di bufala ben scolata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salsa di soia per lucidare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prato di asparagi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 mazzetto di asparagi verdi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine di oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Terriccio al tartufo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tartufo nero fresco grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Stelo di patata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pelate le patate e ricavate dei cilindri regolari, simili a gambi di fungo. Lessatele in acqua salata partendo da freddo fino a cottura al dente. Raffreddatele, asciugatele bene e passatele in burro chiarificato caldo (160–170°C) fino a doratura uniforme. Concludete con una leggera flambatura al cannello per ottenere un effetto corteccia leggermente caramellizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Cappella di gambero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pulite i gamberi mantenendo la polpa integra. Apriteli delicatamente a libro e batteteli tra due fogli di carta forno fino a ottenere una forma tondeggiante. Inserite al centro una quenelle di mozzarella di bufala lavorata al coltello, richiudete i gamberi e date loro una forma bombata. Lucidate la superficie con un velo di salsa di soia per profondità aromatica e brillantezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Prato di asparagi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sbollentate gli asparagi in acqua salata e raffreddateli in acqua e ghiaccio per preservare il colore. Frullateli con poco olio extravergine di oliva e un pizzico di sale fino a ottenere una crema liscia e intensa. Setacciate per una texture vellutata e uniforme.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Terriccio al tartufo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grattugiate il tartufo nero fresco per simulare il terriccio. Potete anche essiccare leggermente parte del tartufo per ottenere una texture più asciutta e croccante, che regala un contrasto interessante al palato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Impiattamento e presentazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendete la crema di asparagi a specchio o in un disegno irregolare a imitazione del prato. Posizionate lo stelo di patata, quindi adagiate sopra la cappella di gambero, creando il finto fungo. Completate con il tartufo grattugiato alla base per ricreare il terriccio e aggiungere eleganza olfattiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Note del Chef e Consigli Professionali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per una cottura perfetta dello stelo, assicuratevi che le patate siano cotte ma ancora compatte, così manterranno la forma durante la doratura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La lucidatura con salsa di soia non solo dona brillantezza, ma esalta il gusto umami del gambero senza coprirne la delicatezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crema di asparagi può essere preparata in anticipo e conservata in frigorifero per qualche ora, mantenendo freschezza e colore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tartufo nero fresco è l’elemento finale che trasforma il piatto in un’esperienza gourmet: grattugiatelo solo al momento di servire per conservare profumo e intensità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Con questo piatto, il mio obiettivo è sorprendere e deliziare: ogni forchettata racconta la terra, il mare e il cielo della cucina, in un piccolo gesto artistico che unisce tecnica, equilibrio e creatività.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 20:19:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/finto-fungo-gourmet-terra-mare-e-umami</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Silvana Felicetta Colucci: la cucina che abbraccia tutti… senza lattosi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/silvana-felicetta-colucci-la-cucina-che-abbraccia-tutti-senza-lattosi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel cuore dei laghi vulcanici di Monticchio Laghi, in Basilicata, la ristorazione diventa un gesto d’amore quotidiano grazie a Silvana Felicetta Colucci.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001165231.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al Ristorante Lago Grande, la chef non solo cucina: ascolta, comprende e accoglie ogni ospite, trasformando le esigenze alimentari in opportunità creative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto ai suoi figli, Vito e Giovanni, Silvana guida una realtà familiare che ha scelto di non lasciare indietro nessuno. La cucina del Lago Grande è inclusiva e versatile: senza glutine, senza lattosio, senza nichel, senza istamina, vegetariana, vegana, chetogenica. Qui le etichette non sono limiti: sono storie, persone, tavoli da rendere felici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’arte di cucinare senza lattosio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vero cuore della cucina inclusiva di Silvana è la capacità di trasformare ogni restrizione in un’opportunità creativa. Il menù ne è la prova: pasta fresca artigianale, pane fragrante e dolci sorprendenti sono preparati senza lattosio, senza sacrificare gusto o consistenza. Le ricette studiate permettono di mantenere sapori autentici, equilibrio nutrizionale e armonia visiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La sfida non è eliminare il lattosio,” spiega Silvana, “ma far sentire ogni ospite accolto e sereno, senza rinunciare al piacere del cibo.” Ogni ingrediente è selezionato con attenzione, le tecniche sono studiate per rispettare le proprietà organolettiche, e ogni piatto è pensato per raccontare una storia di inclusione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cucina per tutti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al Lago Grande non si parla di cucina “alternativa”. Si parla di cucina per tutti, elegante e tecnica ma soprattutto profondamente umana. L’assenza di lattosio diventa un simbolo di attenzione e rispetto, non un limite al piacere gastronomico. La vera rivoluzione di Silvana Felicetta Colucci è dimostrare che l’inclusione non è una moda, ma un valore: una scelta di vita che profuma di famiglia, studio e coraggio, e che ha un sapore preciso: quello dell’accoglienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:23:55 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giuseppe De Girolamo, firma storica del giornalismo italiano entra ne La Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giuseppe-de-girolamo-firma-storica-del-giornalismo-italiano-entra-ne-la-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una nuova firma autorevole rafforza la linea editoriale della testata, puntando su qualità, competenza e valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001163625.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Una penna autorevole, uno sguardo critico sempre lucido e una carriera costruita sul rigore dell’informazione: Giuseppe De Girolamo entra ufficialmente a far parte della redazione de La Gazzetta del Food, portando con sé esperienza, credibilità e una profonda conoscenza del panorama culturale ed enogastronomico italiano.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giornalista storico, per anni firma di riferimento del quotidiano Roma, De Girolamo si è distinto per uno stile diretto ma elegante, capace di coniugare approfondimento, analisi e capacità narrativa. La sua attività professionale si è sempre caratterizzata per l’attenzione ai territori, alle eccellenze produttive e alle dinamiche sociali legate al mondo della cultura e della gastronomia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo ingresso ne La Gazzetta del Food rappresenta un passaggio significativo per la testata, che rafforza così la propria linea editoriale orientata alla qualità, all’autorevolezza delle fonti e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. Con De Girolamo, il racconto del food system italiano si arricchisce di una voce competente, capace di leggere il settore non solo come fenomeno culinario, ma come motore economico, identitario e culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli anni, il giornalista ha seguito eventi di rilievo nazionale, competizioni di settore e iniziative istituzionali, contribuendo a costruire una narrazione seria e professionale del comparto enogastronomico. La sua presenza in redazione segna dunque una nuova fase di crescita per La Gazzetta del Food, che punta a consolidarsi come punto di riferimento nel panorama dell’informazione specializzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un ingresso che non è solo una nuova collaborazione, ma una scelta strategica: quella di investire su competenza, memoria storica e visione contemporanea del giornalismo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:14:04 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Campionati della Cucina Italiana: eccellenza, tecnica e identità nel segno della critica gastronomica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/campionati-della-cucina-italiana-eccellenza-tecnica-e-identita-nel-segno-della-critica-gastronomica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         A Rimini Fiera la decima edizione.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001163188.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I Campionati della Cucina Italiana
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           si confermano tra le competizioni più autorevoli e prestigiose del panorama gastronomico nazionale, autentica celebrazione dell’eccellenza, della tecnica e dell’identità culinaria del Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La categoria Cucina Calda a Squadra
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha rappresentato il momento culminante della manifestazione: è da questa sfida che emergono i Campioni d’Italia, brigate capaci di distinguersi per organizzazione, sinergia operativa, rigore tecnico, armonia dei sapori e valorizzazione consapevole delle materie prime territoriali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario di altissimo livello si è svolto il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tavolo Premio Critica Gastronomica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , appuntamento di rilevante spessore culturale e professionale. In giuria, firme autorevoli del giornalismo enogastronomico italiano:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il giornalista dello storico quotidiano Roma, Giuseppe De Girolamo; il giornalista Antonio Iacona, profondo conoscitore delle eccellenze territoriali e la giornalista ed editrice Maria Giovanna Labruna, direttrice de La Gazzetta del Food; ; insieme ad altri qualificati esperti del settore che hanno arricchito il confronto con competenza tecnica e visione contemporanea.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella terza giornata, la giuria ha valutato team di straordinario valore:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Team Molise, Team Junior Liguria, Culinary Team Palermo, Reggio Calabria Culinary Team e Team Basilicata. Ogni brigata ha raccontato il proprio territorio attraverso piatti costruiti con equilibrio tra tradizione e innovazione, esprimendo identità, disciplina e passione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Altissimo il livello della competizione: precisione nelle cotture, organizzazione impeccabile, rispetto delle tempistiche, presentazioni eleganti e coerenza progettuale hanno confermato come la cucina italiana continui a evolversi mantenendo salde le proprie radici.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso delle tre intense giornate di gara, la presenza di ulteriori esponenti della carta stampata ha contribuito ad elevare il profilo istituzionale dell’evento. La stampa specializzata ha seguito con attenzione ogni fase della competizione, offrendo una narrazione puntuale capace di cogliere non solo l’esecuzione tecnica dei piatti, ma anche il valore identitario e culturale espresso dalle brigate in gara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il dialogo tra competizione e informazione si è rivelato uno degli elementi più qualificanti della manifestazione: la critica gastronomica, esercitata con rigore e responsabilità, si conferma strumento di crescita, stimolo al miglioramento e garanzia di qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Campionati non sono soltanto una gara, ma un laboratorio di eccellenza e confronto, luogo di crescita professionale dove giovani talenti e chef affermati condividono studio, valori e cultura del lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Far parte della giuria del Premio Critica Gastronomica ha rappresentato un onore e una responsabilità, a testimonianza del ruolo fondamentale della stampa qualificata nel valorizzare il merito e promuovere l’eccellenza.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un plauso a tutti i team partecipanti, agli esperti, ai giornalisti e agli organizzatori: manifestazioni come questa rafforzano il prestigio della cucina italiana e ribadiscono che dietro ogni grande piatto vi sono competenza, sacrificio e una profonda cultura gastronomica che rende l’Italia punto di riferimento nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 14:43:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/campionati-della-cucina-italiana-eccellenza-tecnica-e-identita-nel-segno-della-critica-gastronomica</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001163186.jpg">
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Francesco Lollobrigida ospite d’onore alla Beer&amp;Food Attraction di Rimin</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/francesco-lollobrigida-ospite-donore-alla-beer-food-attraction-di-rimin</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         È stato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a partecipare come ospite d’onore alla Beer&amp;amp;Food Attraction in corso alla Fiera di Rimini. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001162420.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra gli stand e le aree dedicate ai professionisti del settore, il ministro ha sottolineato il valore della cucina italiana come elemento identitario e culturale, ma anche come leva strategica per l’agroalimentare e il turismo. Nel suo intervento ha evidenziato l’importanza di sostenere i talenti culinari e le eccellenze italiane, sottolineando il ruolo delle istituzioni nel promuovere e tutelare il comparto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Campionati della Cucina Italiana: talento e creatività in gara
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Subito dopo l’incontro con Lollobrigida, la scena è passata alla decima edizione dei Campionati della Cucina Italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi. Oltre 500 concorrenti provenienti da tutta Italia si sono sfidati in prove che spaziano dalla cucina calda a squadre alla pasticceria da ristorazione, dalla cucina vegana ai contest dedicati ai giovani chef e alle categorie speciali, come miglior professionista lady chef e miglior allievo degli istituti alberghieri. Le sfide richiedono creatività, tecnica e capacità di reinterpretare gli ingredienti obbligatori, trasformando ogni gara in una celebrazione dell’arte culinaria nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Innovazione e networking al centro della manifestazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Beer&amp;amp;Food Attraction si conferma anche come piattaforma per l’horeca e il mondo out of home, offrendo momenti di formazione, premi per l’innovazione e opportunità di networking tra espositori, buyer e operatori internazionali. La manifestazione valorizza così non solo i cuochi, ma l’intera filiera agroalimentare italiana, integrando competizione, innovazione e dialogo istituzionale in un contesto professionale e internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 10:53:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/francesco-lollobrigida-ospite-donore-alla-beer-food-attraction-di-rimin</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il ministro Alessandra Locatelli inaugura i Campionati della Cucina Italiana a Beer&amp;Food Attraction</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-ministro-alessandra-locatelli-inaugura-i-campionati-della-cucina-italiana-a-beer-food-attraction</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimini, 15 febbraio 2026 – Inclusione, sostenibilità e rilancio della filiera birraria. Sono questi i temi al centro della giornata inaugurale di Beer&amp;amp;Food Attraction, in corso alla Fiera di Rimini fino al 17 febbraio, che oggi ha acceso i riflettori sulla decima edizione dei Campionati della Cucina Italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A tagliare il nastro è stata il ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha sottolineato il valore sociale della competizione, in particolare del contest “Ragazzi Speciali”, esempio concreto di partecipazione e valorizzazione dei talenti. Oltre 500 concorrenti si sfidano nelle diverse categorie in gara, in un’edizione che registra un significativo aumento di iscrizioni tra giovani e donne. Un segnale incoraggiante per il presidente FIC Rocco Pozzulo, che ha ribadito l’urgenza di favorire il ricambio generazionale in un comparto alle prese con la cronica carenza di personale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostenibilità, leva strategica per il Food&amp;amp;Beverage
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La transizione ecologica è stata al centro anche del convegno “Food &amp;amp; Beverage e transizione ecologica: siamo davvero pronti?”, organizzato da Italian Exhibition Group. Dall’indagine Fourgreen-Italgrob emerge che per il 75% delle imprese della distribuzione horeca la priorità resta la qualità di prodotti e servizi, mentre la sostenibilità pesa oggi per il 10%, ma con un trend in costante crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il percorso green coinvolge l’intera filiera: dalla logistica al packaging, dalla gestione dei resi alla refrigerazione, fino alle flotte di consegna e ai sistemi di misurazione delle emissioni. Nel 2025 la rete Fourgreen ha movimentato oltre 47.500 tonnellate di merce a emissioni controllate o carbon neutral, per un valore di 433 milioni di euro e più di 35.000 punti vendita serviti, confermando che efficienza ambientale e risparmio economico possono procedere insieme.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Filiera birra: tra accise e turismo brassicolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio anche al confronto istituzionale sulla filiera brassicola nel talk “Filiera birra: materie prime, tecnologia, qualità e accise”. Tra i relatori, Serena Savoca (Carlsberg Italia e vicepresidente Assobirra), Vittorio Ferraris (Unionbirrai) e Teo Musso (Consorzio Birra Italia), che hanno ribadito l’importanza della semplificazione normativa, soprattutto per i microbirrifici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul tema accise è stato evidenziato come l’attuale riduzione progressiva fino al 50% per i piccoli produttori rappresenti il massimo risultato ottenuto nell’attuale quadro normativo. Ma la richiesta condivisa è una revisione complessiva delle regole sulla produzione e commercializzazione della birra, oltre a strumenti di promozione del turismo brassicolo e bandi regionali a sostegno del comparto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Beer&amp;amp;Food Attraction si conferma così piattaforma strategica per l’innovazione dell’out of home, capace di coniugare business, sostenibilità e inclusione in una visione integrata dello sviluppo del foodservice italiano.e.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:00:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-ministro-alessandra-locatelli-inaugura-i-campionati-della-cucina-italiana-a-beer-food-attraction</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​Il Trionfo del Croccante: Le Chiacchiere Napoletane</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-trionfo-del-croccante-le-chiacchiere-napoletane</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Esiste un suono che a Napoli annuncia la festa meglio di qualsiasi campana: il fragore cristallino di una chiacchiera che si spezza tra i denti.t
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001156571.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo dolce, sintesi perfetta di povertà rurale e raffinata aristocrazia, trasforma pochi ingredienti in un’architettura di bolle dorate. Oggi, passeggiando per le vie di Napoli, le pasticcerie espongono montagne di queste sfoglie leggere, confermando come la tradizione artigianale resti il cuore pulsante della città, capace di attirare estimatori da ogni dove per quel morso inimitabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Un’Eredità tra Mito e Corte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Le radici affondano nei frictilia dell’Antica Roma, ma è all'ombra del Vesuvio che la ricetta si è fatta arte. La leggenda narra di una Regina Margherita desiderosa di un dolce che accompagnasse le sue conversazioni a corte; nacquero così le "chiacchiere", un nome che evoca la convivialità. Storicamente, questo dolce non viaggia mai solo: il suo compagno d'elezione è il sanguinaccio, una crema fondente e speziata che un tempo celebrava il legame viscerale con la terra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L’Arte della Sfoglia: La Ricetta Tradizionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per un risultato che sia una carezza croccante, il segreto risiede nella pazienza e nella temperatura dell'olio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Ingredienti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​500g di Farina 00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​3 Uova fresche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​60g di Zucchero semolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​60g di Burro morbido
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Un pizzico di sale e scorza di limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​30ml di Liquore (Strega o Marsala)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Olio di semi di arachidi per la frittura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Lavorazione: Impasta gli ingredienti fino a ottenere un panetto elastico e lascialo riposare per 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Stesura: Tira la sfoglia finché non diventa trasparente come velo. È questo il segreto per le grandi bolle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Cottura: Friggi in olio a 175°C per pochi secondi. Lo shock termico gonfierà l'impasto istantaneamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Finitura: Spolvera con zucchero a velo solo una volta raffreddate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L’Evoluzione Gourmet: Oltre lo Zucchero a Velo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Oggi le pasticcerie napoletane hanno trasformato la chiacchiera in una vera tela d'artista. Non più solo la versione classica, ma vere esplosioni di gusto che sfidano la stagionalità e possono essere gustate tutto l'anno:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Glamour del Pistacchio: Sfoglie immerse per metà in cioccolato bianco e granella di pistacchio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Vesuvio di Cioccolato: Una cascata di fondente extra amaro che richiama l'intensità del sanguinaccio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Profumo di Costiera: Versioni glassate al limoncello, perfette come dessert estivo leggero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​I 3 Segreti per Bolle Leggendarie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per chi vuole cimentarsi a casa e competere con i grandi maestri:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Lo Shock Termico: L'olio deve essere a 175°C. Se è troppo freddo la chiacchiera si unge; se è troppo caldo brucia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Riposo: Il glutine deve rilassarsi per 30 minuti, o la sfoglia non diventerà mai sottile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L'Alcol: Il liquore evapora in frittura creando il vapore che "alza" le bolle giganti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Le chiacchiere sono l'anima di Napoli: un impasto che sa di casa e di festa. Conservale in una scatola di latta per mantenerle friabili per oltre una settimana e trasforma ogni caffè in un piccolo momento di gioia partenopea..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 22:55:57 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dall’errore al successo: la rivoluzione in cucina di Chef Gregori Nalon incontra l’innovazione sostenibile di Lamb Weston</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dallerrore-al-successo-la-rivoluzione-in-cucina-di-chef-gregori-nalon-incontra-linnovazione-sostenibile-di-lamb-weston</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Innovare partendo dalla semplicità, sperimentare senza paura dell’errore e costruire il futuro su basi sostenibili. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001156168.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È questa la visione che unisce l’esperienza di Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist, e l’impegno internazionale di Lamb Weston, leader mondiale nei prodotti surgelati a base di patata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina come laboratorio di idee
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questa esperienza è nata per essere condivisa con chiunque ami cucinare, che sia cuoco, chef, massaia o semplice appassionato.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con queste parole Chef Gregori Nalon racconta una filosofia che supera le barriere professionali e restituisce alla cucina la sua dimensione più autentica: quella della scoperta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Troppo spesso, spiega, si pensa che ogni ingrediente abbia un solo destino, una strada già tracciata dalla tradizione o dall’abitudine. Ma è proprio quando qualcosa non va come previsto che nascono intuizioni capaci di trasformarsi in piatti iconici. Errori, tentativi, prove: elementi che diventano strumenti di crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il lavoro di Nalon si configura così come una raccolta di tecniche, sperimentazioni e scoperte messe a disposizione della comunità gastronomica. Un invito ad aprire occhi, mente e cuore a nuove opportunità, spesso semplici ma rivoluzionarie nell’approccio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dietro ogni patata, una storia lunga 90 anni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se l’innovazione è il motore della creatività culinaria, la qualità della materia prima resta il punto di partenza imprescindibile. Ed è qui che entra in gioco Lamb Weston.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con oltre 90 anni di esperienza, l’azienda è oggi tra i protagonisti mondiali del settore dei surgelati a base di patata. Ogni giorno, solo nell’area EMEA, vengono servite 17 milioni di porzioni di patate firmate Lamb Weston: un dato che racconta non solo una diffusione capillare, ma soprattutto un rapporto di fiducia consolidato con i professionisti della ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La patata, ingrediente semplice e universale, diventa così simbolo di una filiera che unisce innovazione tecnologica, ricerca e rispetto della tradizione agricola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Innovazione e sostenibilità: i pilastri del futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per Lamb Weston il futuro non è un concetto astratto, ma un percorso misurabile. Due sono i pilastri su cui si fonda la strategia aziendale: innovazione e sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con sei siti produttivi in Europa e la collaborazione quotidiana di oltre 600 coltivatori di fiducia, l’azienda lavora per raggiungere gli Obiettivi Globali di Sostenibilità 2030. Tra le priorità:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Miglioramento della salute del suolo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riduzione del consumo idrico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Abbattimento delle emissioni di anidride carbonica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta di dichiarazioni di principio, ma di azioni concrete che coinvolgono l’intera filiera produttiva. Dalla selezione delle varietà alla trasformazione industriale, ogni fase viene ripensata per coniugare efficienza, qualità e rispetto ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tradizione e visione: una sintesi possibile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro tra la filosofia di Chef Gregori Nalon e la strategia di Lamb Weston evidenzia un punto centrale per il mondo della ristorazione contemporanea: innovare non significa rompere con il passato, ma valorizzarlo attraverso nuove prospettive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La patata, alimento popolare per eccellenza, diventa terreno fertile per la sperimentazione tecnica e creativa. Allo stesso tempo, la sostenibilità non è più un valore aggiunto, ma una condizione necessaria per restare competitivi in un mercato sempre più attento all’impatto ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un’epoca in cui il settore food è chiamato a rispondere a sfide globali — climatiche, economiche e culturali — l’equilibrio tra ricerca, responsabilità e condivisione rappresenta la chiave per costruire modelli solidi e duraturi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Perché, come ricorda Nalon, ogni errore può trasformarsi in intuizione. E ogni intuizione, se sostenuta da qualità e visione, può diventare futuro..
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 14 Feb 2026 22:26:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dallerrore-al-successo-la-rivoluzione-in-cucina-di-chef-gregori-nalon-incontra-linnovazione-sostenibile-di-lamb-weston</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Beer&amp;Food Attraction 2026: l’hub B2B che anticipa i trend del mondo beverage e Horeca</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/beer-food-attraction-2026-lhub-b2b-che-anticipa-i-trend-del-mondo-beverage-e-horeca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A due giorni dall’apertura dei cancelli, cresce l’attesa per uno degli appuntamenti più strategici per il mondo beverage e per l’intera filiera dell’eating out.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dal 15 al 17 febbraio 2026, la Fiera di Rimini ospiterà una nuova edizione di Beer&amp;amp;Food Attraction, il salone firmato Italian Exhibition Group che negli anni si è affermato come osservatorio privilegiato sui nuovi modelli di consumo food &amp;amp; beverage e sulle connessioni sempre più strette tra Horeca e GDO.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un hub B2B che anticipa i trend
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giunta all’undicesima edizione, la manifestazione si conferma punto di riferimento B2B per operatori dell’Horeca, buyer, category manager e professionisti della distribuzione moderna, chiamati oggi a interpretare un mercato in rapida evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I numeri dell’ultima edizione parlano chiaro: 600 espositori, oltre 1.200 marchi rappresentati e 130 buyer internazionali provenienti da 40 Paesi. Un ecosistema che rende Beer&amp;amp;Food Attraction una piattaforma europea di business, networking e scouting, capace di intercettare in anticipo trend emergenti, innovazioni di prodotto e nuovi format destinati a riflettersi sugli scaffali della GDO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta più soltanto di una fiera di settore, ma di un laboratorio in cui si osservano le trasformazioni dei consumi fuori casa e il loro impatto diretto sul retail organizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Birra: specializzazione e valore aggiunto
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuore pulsante della manifestazione resta il comparto brassicolo. Il settore Beer offrirà una panoramica completa che spazia dalle eccellenze italiane e internazionali alle proposte più creative, speciali e mainstream.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolare attenzione sarà riservata ai microbirrifici, con oltre 100 espositori pronti a confrontarsi con il mercato e a presentare novità, edizioni limitate e collaborazioni. Un’occasione preziosa anche per la GDO, che guarda con crescente interesse alle nicchie ad alto valore aggiunto, alle referenze stagionali e ai prodotti capaci di raccontare territorio e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La birra, oggi, non è più solo una categoria: è un linguaggio di consumo che attraversa occasioni diverse, dall’aperitivo alla ristorazione veloce, fino alle proposte premium per il consumo domestico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il debutto di Mixology Attraction
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La grande novità del 2026 è Mixology Attraction, nuovo format che amplia ulteriormente il perimetro della manifestazione rafforzandone il ruolo di hub per l’intera beverage &amp;amp; bar industry.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mixology si impone come uno dei segmenti più dinamici del mercato, capace di influenzare rapidamente anche l’offerta retail. Spirits, ready to drink, low e no alcohol, soft drink innovativi: categorie che nascono e si sviluppano nei locali, ma che trovano sempre più spazio sugli scaffali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il dialogo tra bartender e professionisti del settore diventa così motore di innovazione, contaminazione e nuove opportunità di business.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al beverage, il settore food completa l’esperienza espositiva con soluzioni dedicate alla ristorazione veloce, prodotti ready to serve, specialità regionali, snack, street food, frozen e attrezzature per cucine compatte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’offerta che rispecchia l’evoluzione dei consumi contemporanei: praticità, qualità, identità territoriale e format flessibili capaci di adattarsi a contesti diversi. Anche qui, l’Horeca si conferma laboratorio di tendenze che la distribuzione organizzata osserva con crescente attenzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante i tre giorni non mancheranno appuntamenti di rilievo come l’International Horeca Meeting e i Campionati della Cucina Italiana nell’arena FIC, con la competizione Street Food d’Autore pronta a mettere in scena creatività e tecnica attraverso team di professionisti provenienti da tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rimini si prepara così a diventare il baricentro internazionale del settore, tra dati di mercato, previsioni, analisi e opportunità di networking ad alto valore strategico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food racconta i protagonisti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche quest’anno La Gazzetta del Food sarà presente a Beer&amp;amp;Food Attraction 2026 per raccontare da vicino i tre giorni di manifestazione, dando voce ai protagonisti, alle aziende e ai professionisti che stanno ridisegnando il panorama del beverage e dell’eating out.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso interviste, approfondimenti e reportage, seguiremo le novità di prodotto, i trend emergenti e le visioni strategiche che guideranno il mercato nei prossimi mesi, offrendo ai nostri lettori una lettura puntuale e autorevole di uno degli eventi più significativi per il comparto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Beer&amp;amp;Food Attraction 2026 si conferma così non solo una vetrina espositiva, ma un vero osservatorio sulle trasformazioni del consumo contemporaneo: un luogo in cui il fuori casa dialoga con la distribuzione moderna e dove le tendenze diventano opportunità concrete di valore.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 13 Feb 2026 14:43:07 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sanremo 2026, Gambero Rosso firma il Roof di Casa Sanremo: alta cucina e pizza d’autore al centro del Festival</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-2026-gambero-rosso-firma-il-roof-di-casa-sanremo-alta-cucina-e-pizza-dautore-al-centro-del-festival</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:48:17 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Emma Prunella referente FIPPA: la Federazione Italiana Panificazione entra nel progetto editoriale “La Gazzetta del Food”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/emma-prunella-referente-fippa-la-federazione-italiana-panificazione-entra-nel-progetto-editoriale-la-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La FIPPA – Federazione Italiana Panificazione entra ufficialmente nel progetto editoriale La Gazzetta del Food, rafforzando la presenza del comparto arte bianca all’interno del panorama dell’informazione enogastronomica nazionale. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001149518.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Federazione sarà Emma Prunella, referente FIPPA, figura impegnata nella valorizzazione del settore e nella promozione della cultura del pane italiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso della Federazione segna un passaggio significativo: il mondo della panificazione assume un ruolo centrale nel racconto del patrimonio agroalimentare italiano, non solo come tradizione, ma come filiera economica, identità territoriale e innovazione professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La “polis” della panificazione: identità, comunità, futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La FIPPA si configura come una vera polis del pane italiano: una comunità strutturata che riunisce panificatori, maestri artigiani, imprese, scuole di formazione e giovani professionisti. Un sistema che tutela la qualità, promuove la formazione continua e difende il valore del prodotto artigianale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra gli obiettivi principali della Federazione:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tutela e rappresentanza della categoria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Promozione del pane artigianale e delle tradizioni territoriali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Formazione tecnica e aggiornamento professionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Innovazione sostenibile e ricerca sulle materie prime
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Educazione alimentare e cultura del consumo consapevole
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un momento storico in cui il pane torna al centro del dibattito su salute, sostenibilità e filiere locali, la FIPPA rafforza il proprio ruolo istituzionale e culturale, diventando interlocutore attivo nel dialogo tra professionisti, istituzioni e consumatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Informazione e rappresentanza: una sinergia strategica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La collaborazione con La Gazzetta del Food nasce con l’obiettivo di raccontare il mondo della panificazione con autorevolezza, competenza e visione contemporanea. Non solo cronaca di settore, ma approfondimento culturale, tecnico ed economico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con Emma Prunella nel ruolo di referente FIPPA, il progetto editoriale si arricchisce di una voce capace di coniugare tradizione e innovazione, dando spazio ai protagonisti del comparto e valorizzando una delle espressioni più identitarie del Made in Italy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un passo importante per consolidare la centralità del pane italiano nel panorama gastronomico nazionale.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Feb 2026 09:41:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/emma-prunella-referente-fippa-la-federazione-italiana-panificazione-entra-nel-progetto-editoriale-la-gazzetta-del-food</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SANREMO 76: QUANDO LA MUSICA INCONTRA L’ALTA CUCINA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-76-quando-la-musica-incontra-lalta-cucina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Alba Marte e la sua squadra firmano l’esperienza gastronomica più esclusiva della settimana sanremese
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001148784.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo note, luci e riflettori: alla 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, Sanremo si racconta anche attraverso il linguaggio dell’alta cucina. Dal 23 al 28 febbraio, tra gli eventi collaterali più attesi della settimana sanremese, spicca il progetto firmato Alba Marte Eventi, che porta il gusto d’autore al centro della scena nella prestigiosa cornice del Victory Morgana Bay.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare questo percorso è Alba Marte, chef e imprenditrice vastese, che arriva a Sanremo con una squadra di chef altamente qualificati, dando vita a un palcoscenico sensoriale dove gastronomia, spettacolo e comunicazione dialogano senza confini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           UNA SQUADRA DI CHEF, UN LAVORO CORALE
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto ad Alba Marte, una brigata selezionata di professionisti, chef con competenze complementari e un’unica visione: garantire eccellenza, organizzazione e creatività anche nei contesti più complessi e mediaticamente esposti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una squadra capace di coniugare:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           alta cucina creativa,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           gestione di grandi eventi,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           precisione tecnica,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          lavoro sotto pressione senza rinunciare all’identità dei piatti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un lavoro corale che trasforma ogni servizio in un’esperienza elegante e coerente, dove ogni chef è parte integrante del racconto gastronomico firmato Alba Marte Eventi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ALTA CUCINA SU MISURA DURANTE LA SETTIMANA DEL FESTIVAL
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la settimana del Festival di Sanremo, Alba Marte Eventi cura la cucina e la progettazione di percorsi degustativi esclusivi, studiati per accompagnare serate private, incontri istituzionali e appuntamenti di grande visibilità mediatica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un lavoro sartoriale, pensato per un pubblico selezionato e internazionale, che conferma la visione della chef: la cucina come esperienza, racconto ed emozione condivisa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il momento clou – sottolinea Donato Fioriti, referente nazionale dei Giornalisti Enogastronomici Figec/Cisal, con oltre 15 presenze professionali al Festival – sarà la cena della Sala Stampa, un evento di grande rilievo che unisce alta gastronomia e spettacolo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la serata è prevista anche la premiazione di Arisa, alla presenza di Carlo Conti, volto simbolo e storico del Festival. Tra gli ospiti: imprenditori, artisti, cantanti e personaggi di spicco del mondo della TV e dello spettacolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           INTERVISTA – ALBA MARTE
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro le quinte del gusto alla 76ª edizione del Festival di Sanremo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Marte, Sanremo è un palcoscenico unico e durante la settimana del Festival lei firma uno degli eventi gastronomici più esclusivi. Cosa rappresenta per lei portare la sua cucina in un contesto così simbolico?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “È un’occasione straordinaria. Sanremo non è solo musica, è identità italiana, racconto, visibilità internazionale. Essere presenti con un progetto gastronomico durante questa settimana significa portare la nostra cucina in un contesto di grande valore mediatico e culturale, con grande responsabilità ma anche con enorme entusiasmo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lei arriva con una squadra di chef. Quanto è importante il lavoro di squadra in un evento di questo livello?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “È fondamentale. Non esiste alta cucina senza una brigata forte. Ho scelto professionisti che condividono la mia visione, chef capaci di interpretare ogni servizio come parte di un progetto più ampio. Qui a Sanremo il lavoro di squadra fa davvero la differenza.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come nasce un percorso degustativo pensato per eventi così esclusivi?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nasce dall’ascolto e dal confronto continuo con il team. Studiamo il contesto, il pubblico, il ritmo delle serate. Ogni piatto deve dialogare con l’atmosfera, con la musica, con le emozioni. Nulla può essere lasciato al caso.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La cucina come parte dell’esperienza è il cuore del progetto Alba Marte Eventi?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Assolutamente sì. Vogliamo creare format culinari su misura, dove il cibo diventa linguaggio. Non è solo nutrimento, è esperienza sensoriale, è memoria. E questo è possibile solo grazie al lavoro di squadra.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza di Alba Marte e della sua squadra di chef durante la settimana della 76ª edizione del Festival di Sanremo rappresenta non solo un importante traguardo professionale, ma la conferma di come la cucina italiana d’autore possa essere protagonista nei grandi eventi culturali e mediatici, anche al di fuori del palco dell’Ariston.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra musica, riflettori e grandi nomi dello spettacolo,
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sanremo 2026 parla anche il linguaggio del gusto.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            E lo fa con una firma chiara, elegante e riconoscibile: Alba Marte Eventi.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 10 Feb 2026 20:33:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sanremo-76-quando-la-musica-incontra-lalta-cucina</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Montanara è parte della mia storia prima ancora che del mio lavoro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-montanara-e-parte-della-mia-storia-prima-ancora-che-del-mio-lavoro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Napoli -
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             La montanara è un prodotto antico, nato nei vicoli di Napoli, che non ha bisogno di effetti speciali né di forzature per raccontarsi. Va solo rispettato. Per questo la preparo così com’è sempre stata: una frittura asciutta, un impasto soffice, un condimento misurato, mai invadente. Ogni dettaglio conta.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Appartengo a una famiglia che da generazioni vive la pizza non come moda, ma come cultura. Custodire questa eredità significa conoscere a fondo la tradizione e avere il coraggio di mantenerla attuale senza snaturarla. L’equilibrio tra memoria e presente è fragile, e va protetto con rigore e consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un tempo in cui tutto rischia di essere etichettato come tendenza, la montanara resta ciò che è sempre stata: un pilastro della gastronomia popolare napoletana. Nelle mani di chi la rispetta, diventa un racconto vivo, autentico, che parla di Napoli senza bisogno di spiegazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            È questo il mio modo di intendere la pizza: non reinventarla a ogni costo, ma farla vivere oggi con la stessa dignità di ieri.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:52:23 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Napoli, seconda apertura per Giuseppe Scicchitano: la cucina di mare arriva sul lungomare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-seconda-apertura-per-giuseppe-scicchitano-la-cucina-di-mare-arriva-sul-lungomare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         NAPOLI – Giuseppe Scicchitano firma la sua seconda apertura e porta la cucina di mare napoletana sul lungomare cittadino. Il nuovo ristorante è stato inaugurato ufficialmente il 4 febbraio 2026 alle spalle di Santa Lucia, in una delle zone più suggestive della città, con affaccio sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio.t
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001146183.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un investimento significativo, che arriva dopo il successo del primo locale in
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            via Foria 180
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , e che conferma la volontà dell’imprenditore di rafforzare un progetto gastronomico fondato su qualità, identità e riconoscibilità. Aprire oggi un ristorante a Napoli, in un’area simbolica come il lungomare, rappresenta una scelta imprenditoriale netta e consapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il contesto non è casuale. Il lungomare di Napoli, storicamente legato alla vita marinara della città, è da sempre luogo di incontro tra tradizione popolare, lavoro e cultura. È in questo scenario che Scicchitano colloca il suo nuovo progetto, pensato come naturale estensione di una cucina che affonda le radici nella tradizione partenopea ma guarda al futuro con linguaggi contemporanei.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il riscontro del pubblico è stato immediato: tavoli pieni e sold out già nei giorni successivi all’apertura. La Gazzetta del Food ha visitato il locale l’8 febbraio, documentando la nuova apertura e l’atmosfera del ristorante a pochi giorni dall’inaugurazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Elemento centrale del progetto resta la figura di Giuseppe Scicchitano, terza generazione di ristoratori, figlio di Nunzio Scicchitano e Assunta Pacifico, storici volti de ’A Figlia d’ ’o Marenaro.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Cresciuto tra cucina e sala, Scicchitano ha ereditato dal padre la tecnica nella lavorazione dei frutti di mare e dalla madre il rispetto per la materia prima e per la cucina napoletana più autentica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esuberante e creativo, è presente sia ai fornelli sia in sala, dove la relazione con l’ospite diventa parte integrante dell’esperienza. La proposta gastronomica si muove tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio della cucina di mare senza snaturarne l’anima popolare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa seconda apertura, Scicchitano consolida una visione chiara: elevare la cucina di mare napoletana a un modello di eccellenza riconoscibile, mantenendo un forte legame con il territorio. Un traguardo che rappresenta non solo una crescita imprenditoriale, ma anche un segnale di continuità e rinnovamento della tradizione gastronomica cittadina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:20:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’ortofrutta cooperativa italiana sotto i riflettori internazionali a Berlino: un sistema da 8 miliardi protagonista a Fruit Logistica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lortofrutta-cooperativa-italiana-sotto-i-riflettori-internazionali-a-berlino-un-sistema-da-8-miliardi-protagonista-a-fruit-logistica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           BERLINO – Si è chiusa il 6 febbraio a Berlino Fruit Logistica, il principale appuntamento mondiale dedicato all’ortofrutta, che ha visto una forte e qualificata presenza del sistema cooperativo italiano. Un’occasione strategica che ha confermato il ruolo centrale dell’Italia nel panorama agroalimentare internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla manifestazione hanno partecipato oltre 200 cooperative e imprese aderenti a Confcooperative, espressione di un sistema che coinvolge 45.000 produttori e sviluppa più di 8 miliardi di euro di fatturato. Numeri che raccontano la solidità e il peso economico di un comparto chiave del Made in Italy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una vetrina globale per il Made in Italy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fruit Logistica si è confermata una piattaforma privilegiata per il confronto tra operatori, buyer e stakeholder internazionali. Le cooperative italiane hanno portato a Berlino un modello produttivo fondato su qualità, sostenibilità, innovazione e radicamento territoriale, rafforzando relazioni commerciali e aprendo nuove opportunità sui mercati esteri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza compatta delle imprese cooperative ha rappresentato un segnale forte di coesione e capacità competitiva in un contesto globale segnato da crescenti criticità, dall’aumento dei costi di produzione alle tensioni sui mercati internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al centro il futuro del comparto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto agli aspetti commerciali, l’edizione 2024 ha dato spazio anche al confronto istituzionale sul futuro del settore. Un momento centrale è stato l’incontro ospitato presso l’Ambasciata d’Italia a Berlino, che ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso del confronto si è discusso delle principali sfide che attendono l’ortofrutta italiana: dalla tutela del reddito dei produttori alla sostenibilità ambientale, fino alla necessità di rafforzare la competitività delle imprese sui mercati internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cooperazione come risposta alle sfide globali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’esperienza berlinese ha ribadito come il modello cooperativo rappresenti una leva strategica per affrontare le trasformazioni del settore, garantendo aggregazione dell’offerta, maggiore forza contrattuale e valorizzazione delle produzioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione a Fruit Logistica si chiude dunque con un bilancio positivo per l’ortofrutta cooperativa italiana, che da Berlino rilancia il proprio impegno per un futuro fondato su innovazione, sostenibilità e identità produttiva, confermandosi protagonista sui mercati globali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 23:38:55 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il cuore rosso di febbraio tra Carnevale, San Valentino e il colore delle emozioni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-cuore-rosso-di-febbraio-tra-carnevale-san-valentino-e-il-colore-delle-emozioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Febbraio è il mese in cui il cuore prende il sopravvento. Breve ma intenso, si accende di colori vivaci, profumi dolci e feste capaci di scaldare l’anima. Il filo conduttore che attraversa questo periodo è uno solo: il rosso, simbolo universale di amore, passione ed energia, protagonista assoluto di tradizioni, sapori e stile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rosso che anima il Carnevale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il mese si apre con l’esplosione di allegria del Carnevale, una festa che invita a giocare, sorridere e trasformarsi. Maschere, costumi sfavillanti e scenografie colorate riempiono le strade, regalando un momento di leggerezza e fantasia. Anche qui il rosso trova spazio, tra dettagli audaci e accenti vivaci che rendono ogni outfit più scenografico e originale. È il tempo dell’osare, del lasciarsi andare, anche solo per qualche giorno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           San Valentino, la festa dei sentimenti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A metà febbraio arriva San Valentino, la ricorrenza dedicata agli innamorati. Cuori, fiori e cioccolatini diventano il linguaggio visivo di un sentimento che va oltre le mode e le generazioni. Il rosso domina vetrine, tavole e abbigliamento, trasformando anche il gesto più semplice in un’espressione di affetto e romanticismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tradizioni dolci che scaldano l’inverno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Febbraio è anche il mese dei sapori della tradizione. Dalle frappe e chiacchiere del Carnevale ai biscotti a forma di cuore e alle cioccolate dedicate all’amore, i dolci accompagnano le celebrazioni e diventano un rito condiviso. Piccoli piaceri che raccontano storie di convivialità, memoria e calore umano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un mese breve, ma intenso
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Febbraio, con la sua durata ridotta, concentra emozioni forti e simboli potenti. È un mese che invita a sorridere, amare e concedersi qualche momento di leggerezza, ricordandoci che il cuore non conosce stagioni. In fondo, febbraio è proprio questo: un concentrato di vita, colore ed emozione, tutto racchiuso nel battito rosso del cuore.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 23:20:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-cuore-rosso-di-febbraio-tra-carnevale-san-valentino-e-il-colore-delle-emozioni</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001141948.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Massari reinterpreta il Cremino di San Valentino: pistacchio e lampone in edizione limitata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/massari-reinterpreta-il-cremino-di-san-valentino-pistacchio-e-lampone-in-edizione-limitata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Per San Valentino, il maestro Massari sceglie di raccontare l’amore attraverso una nuova creazione di alta pasticceria: il Cremino di San Valentino, ripensato in una veste inedita e raffinata, ora disponibile in edizione limitata.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001127118.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuore della ricetta è un intenso pralinato al pistacchio, morbido e avvolgente, racchiuso in una nuova copertura di cioccolato al lampone. Un incontro di sapori studiato per sorprendere: la dolcezza rotonda del pistacchio dialoga con le note fresche e leggermente acidule del lampone, dando vita a un equilibrio elegante e contemporaneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La rivisitazione mantiene l’identità del cremino tradizionale, ma ne amplia il linguaggio, trasformandolo in un piccolo gesto d’amore dal gusto sofisticato. Anche l’estetica segue questa filosofia: essenziale, moderna e pensata per celebrare un’occasione speciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Cremino di San Valentino Massari è disponibile ora sullo shop ufficiale ed è pensato per chi desidera regalare — o regalarsi — un’esperienza di gusto che va oltre il cioccolatino, diventando un simbolo da condividere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 Jan 2026 12:55:16 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Includere è un atto d’amore: i miei tortelli senza confini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/includere-e-un-atto-damore-i-miei-tortelli-senza-confini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Questi to
         &#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          rtelli nascono dalle mie mani, sì, ma soprattutto da una scelta precisa: includere, non escludere.
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Una scelta che è diventata filosofia, pratica quotidiana, identità.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001125017.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono preparati senza uova e senza glutine, pensati per chi convive con limitazioni alimentari, intolleranze o esigenze particolari, ma non vuole rinunciare al piacere della buona cucina. Perché mangiare non è solo nutrirsi: è cultura, è emozione, è condivisione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E nessuno dovrebbe sentirsi escluso a tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta come linguaggio universale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da pastaia artigianale credo profondamente che la pasta sia un linguaggio universale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un linguaggio che può — e deve — parlare a tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavorare senza glutine e senza uova non significa “togliere”, ma ripensare. Studiare le farine, ascoltare gli impasti, trovare nuovi equilibri. È un lavoro di precisione e sensibilità, dove la tecnica incontra il rispetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni tortello è il risultato di ricerca, prove, errori e tanta passione. Non esistono scorciatoie, esiste solo la volontà di fare bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Intolleranze e gusto: un falso mito da sfatare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è ancora chi pensa che cucinare per chi ha intolleranze significhi scendere a compromessi sul gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Io credo esattamente il contrario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto dimostra che anche con le intolleranze si può mangiare bene, con gusto e consapevolezza. Sapori pieni, consistenze curate, ripieni pensati per sorprendere. La cucina inclusiva non è una cucina “di serie B”: è una cucina evoluta, attenta, contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche l’occhio vuole la sua parte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché sì, diciamolo: anche l’occhio vuole la sua parte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La bellezza nel piatto non è un dettaglio, è parte dell’esperienza. Colori, forme, equilibrio: ogni tortello è pensato per essere guardato prima ancora che assaggiato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cibo accessibile non deve rinunciare all’estetica. Al contrario, deve raccontare che la cura passa anche da lì.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cibo come atto di responsabilità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Credo in una cucina che si prende responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Responsabilità verso le persone, verso le loro esigenze, verso il loro diritto di sentirsi accolte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per me, fare pasta oggi significa questo: creare senza escludere, innovare senza dimenticare, portare a tavola un’idea di cucina che sia davvero per tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Senza compromessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con rispetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con amore..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 10:17:26 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Lombardia entra nel Guinness dei Primati con il treno di cioccolato più lungo del mondo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-lombardia-entra-nel-guinness-dei-primati-con-il-treno-di-cioccolato-piu-lungo-del-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un treno interamente realizzato in cioccolato, lungo 55,27 metri e dal peso di 28 quintali, ha conquistato il Guinness World Records, stabilendo un nuovo primato mondiale durante “La Giornata del Record” ospitata a Palazzo Lombardia. L’opera straordinaria, frutto della maestria del cioccolatiere maltese Andrew Farrugia, è stata realizzata grazie alla collaborazione di scuole, consorzi e realtà del territorio lombardo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La costruzione del treno è stata un’impresa titanica: diversi mesi di progettazione e preparazione, seguiti da 30 giorni intensi di assemblaggio, con i pasticcieri impegnati dal mattino fino alle otto di sera, alternandosi per dare vita a ogni dettaglio. Il risultato è un capolavoro di precisione e pazienza, in grado di conquistare il palato e lo sguardo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto, presentato al CAST – Istituto Italiano di Arti Culinarie e Ospitalità di Brescia, rientra nel programma delle Olimpiadi della Cultura, promosso dalla Regione Lombardia in concomitanza con Milano Cortina 2026, e si caratterizza per un obiettivo altrettanto importante: la solidarietà. Parte del ricavato sarà infatti destinata agli hospice di Bergamo e Malta, in collaborazione con l’Associazione Cure Palliative, rappresentata durante l’evento dalla presidente Aurora Minetti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La Lombardia non è solo la regione del lavoro e dell’impresa – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – ma anche una comunità dal grande cuore. Questo treno di cioccolato dimostra che sviluppo, creatività e solidarietà possono andare di pari passo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti istituzionali, tra cui gli assessori regionali Paolo Franco (Casa e Housing Sociale), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile), Massimo Sertori (Montagna e Enti locali), i consiglieri regionali Giovanni Malanchini e Roberto Anelli, e l’eurodeputata Lara Magoni. Tra gli ospiti anche i presidenti dei consorzi dei pasticceri di Bergamo e Brescia, Andrea Bonati e Luigi Groli, e Pierre Fenech, AD dell’istituto Maltese del Turismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’assessore Paolo Franco, l’evento è un chiaro esempio di come la collaborazione tra istituzioni, scuole e associazioni possa trasformarsi in un aiuto concreto per chi è più fragile, valorizzando al contempo le competenze artigiane e la creatività dei giovani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il treno di cioccolato – ha sottolineato l’assessore Franco Lucente – non è solo un record mondiale, ma un messaggio di solidarietà e un tributo al talento e alla sapienza dei nostri Maestri artigiani. Dimostra come eccellenza, tradizione e impegno sociale possano camminare insieme”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questo straordinario progetto, la Lombardia conferma la sua leadership anche nell’ambito agroalimentare, con un fatturato di circa 50 miliardi di euro, pari al 19% del totale nazionale, e si distingue non solo per produzione ed export, ma anche per la capacità di unire creatività, sviluppo economico e valori sociali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il treno di cioccolato più lungo del mondo non è dunque solo un primato da Guinness, ma un simbolo di dedizione, ingegno e generosità, capace di lasciare un segno indelebile nel cuore della comunità lombarda e internazionale.ce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:34:26 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ziti spezzati alla lardiata: il connubio perfetto del gusto partenopeo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ziti-spezzati-alla-lardiata-il-connubio-perfetto-del-gusto-partenopeo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se la cucina italiana è un mosaico di sapori regionali, la Lardiata napoletana ne rappresenta una delle tessere più autentiche e vigorose. Questo piatto, pilastro della cucina povera campana, incarna la filosofia del recupero, nobilitando il lardo di maiale a protagonista assoluto di un sugo denso, avvolgente e profumatissimo. Dall'osteria all'eccellenza Gourmet. Un tempo confinata esclusivamente alle tavole contadine, oggi la lardiata vive una seconda giovinezza. È diventata una delle prelibatezze campane più rinomate, proposta con orgoglio alla carta nei ristoranti di alto livello della regione. In molti casi, si è evoluta in un vero e proprio piatto gourmet: gli chef ne reinterpretano la struttura giocando con contrasti di consistenze — come l'aggiunta di polvere di lardo croccante o l'utilizzo di varietà rare di pomodori — elevando una ricetta umile a simbolo del fine dining territoriale. Le Origini: Tra Dispensa e Genio Contadino. La Lardiata nasce nelle campagne che circondano Napoli. In passato, il lardo — conservato sotto sale e spezie — era la principale fonte di sostentamento. Il nome deriva dal battuto: il lardo veniva tritato finemente al coltello fino a ridurlo in una crema, pronta a sciogliersi nel soffritto per creare una base saporita e arrabbiata grazie all'aggiunta sapiente del peperoncino, che regala al piatto il suo carattere deciso. L'Importanza degli Ziti Spezzati. Nella preparazione, il formato di pasta è una scelta tecnica fondamentale. Gli Ziti spezzati a mano sono d'obbligo: la rottura manuale crea piccole schegge di amido che, legandosi al lardo fuso e al pomodoro, generano un connubio perfetto e una cremosità naturale, impossibile da ottenere con altri formati. Un invito alla scoperta: tra Napoli e provincia. Per chi desidera scoprire l'essenza vera di questo piatto, l'invito è quello di addentrarsi nel cuore della tradizione. Nonostante la sua ascesa gourmet, l'anima della lardiata pulsa ancora con forza nelle trattorie storiche di Napoli e della sua provincia. È qui, tra i tavoli di legno e i profumi dei vicoli, che questo piatto sprigiona la sua magia più sincera. Vi invitiamo a provarlo nei luoghi dove la ricetta si tramanda intatta, per assaporare un pezzo di storia campana che continua a conquistare palati generazione dopo generazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 17:13:38 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Andrea De Stefano campione mondiale di pizza classica al Sigep di Rimini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/andrea-de-stefano-campione-mondiale-di-pizza-classica-al-sigep-di-rimini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Maestro Istruttore Andrea De Stefano, titolare della pizzeria The Barrel di Morano Calabro (CS), ha conquistato il primo posto nella competizione mondiale “Pizza Senza Frontiere”, svoltasi il 20 gennaio nell’ambito del prestigioso Sigep di Rimini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla manifestazione hanno preso parte oltre 800 concorrenti provenienti da tutto il mondo, che si sono confrontati davanti ai forni mettendo in mostra competenze tecniche, creatività e capacità di valorizzazione delle materie prime, sotto l’attento giudizio della giuria internazionale del campionato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          De Stefano ha presentato tre pizze, ideate per esaltare prodotti calabresi di eccellenza affiancati da ingredienti selezionati provenienti da altre regioni italiane. La sua performance gli ha permesso di imporsi nella categoria “pizza classica”, considerata la più ambita del campionato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel commentare il risultato, Andrea De Stefano ha dichiarato che la vittoria è arrivata dopo sei tentativi affrontati negli anni, in un’edizione alla quale aveva preso parte senza particolari aspettative di successo. Il Maestro ha spiegato di aver partecipato alla manifestazione insieme al proprio staff e alla famiglia, con l’obiettivo principale di visitare la fiera e contribuire alla crescita professionale dei collaboratori dei suoi locali. Un risultato che, ha sottolineato, non era previsto, ma che rappresenta la realizzazione di un sogno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il successo è il frutto di un percorso formativo strutturato e di alto profilo. Andrea De Stefano è diplomato presso l’Accademia Internazionale Pizzaioli di Enrico Famá, la prima e unica accademia a disporre di una certificazione internazionale degli studi e dei diplomi conseguiti. Presso la stessa Accademia ha conseguito anche il titolo di Istruttore pizzaiolo, qualifica che gli consente di insegnare ufficialmente per nome e per conto della scuola, rilasciando diplomi di pari livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla formazione nel settore pizza si affianca una preparazione completa nel mondo della ristorazione. De Stefano è diplomato in cucina, in latte art e caffetteria, è conoscitore delle materie prime di eccellenza ed è anche diplomato in food &amp;amp; beverage management, competenze che applica quotidianamente nella gestione del proprio locale, puntando su qualità, organizzazione e professionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i prossimi obiettivi del Maestro De Stefano figura l’apertura di un’Accademia Pizzaioli a Morano Calabro, con l’intento di contribuire alla formazione di nuovi professionisti e di rafforzare il ruolo del territorio calabrese nel panorama nazionale e internazionale della pizza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 15:15:04 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo chef Mirco Antonio Vigna sul palco di L’Arcimboldo International 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-chef-mirco-antonio-vigna-sul-palco-di-larcimboldo-international-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Napoli, 28 gennaio 2026 – Teatro Totò
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Napoli ospita uno degli appuntamenti più prestigiosi della gastronomia italiana: L’Arcimboldo International 2026. Tra i protagonisti attesi sul palco spicca lo chef Mirco Antonio Vigna, interprete raffinato e innovativo della cucina italiana, pronto a ricevere prestigiosi riconoscimenti per la sua carriera, frutto di passione, tecnica e profondo rispetto per la tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si terrà lunedì 2 febbraio 2026 alle ore 15:00 presso il Teatro Totò, nel cuore del centro storico. Chef, produttori e professionisti del settore provenienti da tutta Italia e dall’estero parteciperanno a una celebrazione dell’eccellenza e della creatività gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i premi più prestigiosi, la statuina de L’Arcimboldo e la targa con i “pennelli d’eccellenza”, simboli di talento e innovazione. Accanto allo chef Vigna sarà presente l’azienda agricola Brunitta, eccellenza pugliese nella produzione artigianale di pasta e grani antichi, a testimonianza della qualità e autenticità della filiera italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Brunitta propone un prodotto che unisce amore per la terra e rispetto per la natura, offrendo l’opportunità di entrare a far parte di una tradizione che celebra l’eccellenza dell’agricoltura italiana. La mission dell’azienda è valorizzare le proprie radici, garantendo un futuro alle tradizioni locali e promuovendo la qualità dei grani italiani, evitando dipendenze da produzioni estere dove standard e lavorazione non raggiungono i livelli italiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food sostiene con orgoglio lo chef Vigna, riconoscendo il suo ruolo di ambasciatore del gusto italiano, capace di raccontare il patrimonio culinario del Paese con passione, visione e maestria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Arcimboldo International 2026 conferma Napoli come palco della gastronomia italiana di eccellenza, unendo tradizione, innovazione e creatività in una manifestazione imperdibile per chi ama il gusto autentico e l’arte del cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 10:42:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-chef-mirco-antonio-vigna-sul-palco-di-larcimboldo-international-2026</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UN CATERING SLOVENO PER LE OLIMPIADI MILANO/CORTINA E BUONI ULTIMI PER “LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UMANITA”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/un-catering-sloveno-per-le-olimpiadi-milano-cortina-e-buoni-ultimi-per-la-cucina-italiana-patrimonio-dellumanita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Addio sogni di gloria, addio castelli in aria”: le parole del capolavoro cantato, tra i decenni, da Carlo Buti, Claudio Villa, Luciano Pavarotti… ben si addicono alle riflessioni di Edoardo Raspelli su due momenti della attuale storia italiana, su due “trionfi” che, in quattro e quattro otto, si sono ridimensionati, se non scomparsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al centro dell’attenzione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1- il presunto primato, quel “per la prima volta” che il riconoscimento assegnato dall’ Unesco, il PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’, va ad un Paese, in questo senso l’Italia e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2-la grande occasione per i prodotti, le ricette, i piatti della cucina italiana, di trionfare  tra 200 mila visitatori delle Olimpiadi Milano-Cortina, disseminati in 12 siti, tra l’inizio milanese a San Siro e la fine all’ Arena di Verona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cominciamo dalle Olimpiadi. Alla Fiera Fuori Milano, a Rho, il 10 aprile dell’anno scorso, era stato annunciato che gli ospiti che si fossero iscritti alla On Location avrebbero avuto a disposizione almeno 175.000  pasti d’eccellenza curati da un famoso chef e ristoratore piemontese, Carlo Zarri, del San Carlo di Cortemilia, in provincia di Cuneo, la patria della nocciola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Valtellina avrebbe visto la presenza, tra l’altro, di  montagne di Bresaola, di Bitto e Casera, il Trentino Alto Adige lo speck, il meraviglioso  formaggio Puzzone di Moena, lo yogurt artigianale, le mele… per non parlare poi, di Prosecco e di Grana Padano…ovviamente il tutto accostato anche ai ravioli del plin di Cuneese ed Astigiano. Decine di persone erano presenti, tra cui Edoardo Raspelli, Joe Bastianich, il celebre blogher (e prossimo conduttore di Sanremo Giovani) Gianluca Gazzoli ed atleti del calibro della nuotatrice Federica Pellegrini e della pattinatrice di velocità sul ghiaccio Francesca Lollobrigida ( pronipote di Gina Lollobrigida e cugina di Francesco Lollobrigida).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma il 4 dicembre su Facebook lo chef e patron del San Carlo annunciava che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro per quei 175.000 pasti all’insegna del Made in Italy… Da allora silenzio assoluto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Edoardo Raspelli, da” cronista della gastronomia” si è incuriosito. Carlo Zarri lo ha rimandato all’ufficio stampa di On Location, l’ufficio stampa ha detto di rivolgersi al responsabile dell’organizzazione, l’esperto italiano ma di provenienza francese Tommaso Cavallari. Il conduttore de “L’Italia che mi piace…In viaggio con Raspelli” ha mandato email a destra ed a sinistra, ha telefonato e messaggiato per giorni… senza alcun risultato…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poi ha cercato altrove le informazioni. Il sommo chef altoatesino Norbert Niederkofler (del ristorante omonimo di Brunico) non ne sapeva niente. Idem Michil Costa della Perla di Corvara in Badia. Il celeberrimo Tivoli di Cortina e l’Huberlain di Anterselva (all’interno dell’area del biatlon) si occupano solo del Casa Italia… Ma allora i pranzi e le cene dei  175.000/200.000 sportivi ma golosi annunciati l’anno scorso ?!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poi, chiedendo all’intelligenza artificiale, in particolare a ChatGPT, sono saltati fuori nomi importanti, tutti sloveni, quelli della Jezeršek Catering, Vita Catering e Vivo Catering…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nella mia vita non ho mai avuto né mai avrò preclusioni di nessun tipo, né sessuale né razziale; per me non ci sono colori o tratti somatici diversi e problematici… -dice Edoardo Raspelli- però, io sono italiano, amo l’Italia… Mio nonno (che si chiamava come me ) era Tenente dei Carabinieri Reali, mio padre (prima di diventare segretario nazionale degli Ospedalieri per la CISL lo era del Sindacato Unico Fascista, anche se in casa sua nascondeva gratis una vecchina ebrea salvandola dai campi di sterminio nazi fascista… Io ho imparato a memoria sin da bambino quel celebre passo del libro Cuore di Edmondo De Amicis: “ Perché amo l’Italia ?! Perchè mia madre è italiana, perché il sangue che mi scorre nelle vene è italiano, perché è italiana la terra dove sono sepolti i morti che mia madre piange e che mio padre venera, perché la città dove sono nato, la lingua che parlo….è italiano”…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclude Edoardo Raspelli “Vedremo un catering straniero, di qualunque Nazione sia (se la notizia viene confermata) che ruolo, che peso darà ai prodotti ed alle ricette del nostro Paese”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UMANITA’” ?!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          MA NON ESAGERIAMO: ARRIVIAMO ULTIMI O QUASI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altro trionfo annunciato quello dell’assegnazione all’Italia, PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO del riconoscimento da parte dell’Unesco della CUCINA ITALIANA PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UMANITA’. Anche qui, più che ricerche negli archivi od in biblioteca, Edoardo Raspelli ha avuto il pronto soccorso, di nuovo, dell’intelligenza artificiale, di nuovo la ChatGPT, che in un attimo ha fatto un copioso elenco di alcuni recenti analoghi riconoscimenti. “Che la CUCINA ITALIANA riceva una medaglia mi sta anche bene (anche se i ristoratori ed i cuochi di oggi la stanno massacrando), ma prima, qualcuno ci ha preceduto”:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Altre iscrizioni culinarie recenti (esempi dal 2020 al 2024)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Caffè arabo come simbolo di generosità   Paesi Arabi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cultura della colazione in Malesia      Malesia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mulgi puder (purè tradizionale) Estonia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pane di manioca (conoscenze e pratiche) Cuba
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formaggio Minas artigianale     Brasile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al-Manâ ouchâ (pratica culinaria)       Libano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Harees (cucina tradizionale)    Arabia Saudita &amp;amp; Emirati Arabi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ceviche (preparazione e consumo)        Perù
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cultura della cucina del borscht        Ucraina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pratiche sociali legate a Sljivovica    Serbia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecniche di lavorazione del tè  Cina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ceebu Jën (arte culinaria)      Senegal
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zuppa Joumou    Haiti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Couscous (produzione/consumo)   Algeria, Mauritania, Marocco, Tunisia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          LE ULTIME GHIOTTONERIE ASSAGGIATE DA RASPELLI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          NEGLI ULTIMI MESI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi, ecco le ghiottonerie (anche non esclusivamente di piccolissime produzioni) che mi hanno particolarmente colpito e che mi sono piaciute negli ultimi tempi: vale la pena di assaporarle degustarle farle conoscere ancora di più:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -ACQUA MINERALE Calizzano Fonti Bauda (Calizzano, Savona); Cerelia (Cerelio di Vergato, Bologna)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -LINGUE DI SUOCERA e PAN D’ARIA Mario Fongo (Asti)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -OLI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Jugale Carvelli (Mesoraca, Crotone);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Garda Trentino ( valorizzato dallo chef Peter Brunel, Arco, Trento)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molino del Torrone (Gaglietole di Collazzone, Perugia); Gina Durante (Stellanello, Savona, selezione Piero Sattanino); La Porrona (Montalcino, Siena, selezione ristorante Pescatore Santini, Canneto sull’Oglio, Mantova)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -PASTA: Martelli (Lari, Pisa ); Latini (Osimo, Ancona ), La Campagna di Francesca (Torre del Lago Puccini dí Viareggio Lucca); Berruto (Carmagnola, Torino)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -TORTELLINI (valorizzati dal ristorante Boni, Bologna)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -CAPPELLETTI DI CARPI DE.CO. Pasta&amp;amp;Pasta (Carpi, Modena)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -ZUPPE E VELLUTATE Zerbinati, Borgo San Martino (Alessandria)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -FORMAGGI ARTIGIANALI STAGIONATI Guffanti (Arona, Novara)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -BURRO E FORMAGGI Latteria Sociale Antigoriana (Crodo, VB Verbano Cusio Ossola); Diego Ceresa (Borgomanero, Novara)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -PARMIGIANO REGGIANO: Sua Maestà il Nero del Caseificio Pieve Roffeno (Rocca di Roffeno Castel d’Aiano, Bologna, valorizzato dal ristorante Boni di Bologna) ed Auricchio (valorizzato dal ristorante Pescatore Santini, di Canneto sull’Oglio, Mantova).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -ABTM Aceto Balsamico Tradizionale di Modena La Vecchia Dispensa (valorizzato dal ristorante Boni di Bologna)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -ACETO BALSAMICO ED OLIO EXTRA VERGINE OLIVE VARIETÀ MINUCCIOLA Relais Villa Zagara (Sorrento, Napoli)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -PROSCIUTTO CRUDO E SALAMI Fattoria Ca Dante di Stefano Pelloni (Fanano, Modena)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -SALAME SARDO SALSICCIA AFFUMICATA salumificio Rovajo (Dèsulo, Nùoro)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -MORTADELLA DI FEGATO SALAME DI TESTA e COTECHINO di Ugo Facciola, ristorante Edelweiss, Viceno di Crodo, VB Verbano Cusio Ossola)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -COTECHINO CRUDO DI CARPI DE.CO. salumeria Beltrami(Carpi, Modena)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -BRESAOLA E BITTO La Fiorida (Mantello, Sondrio)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -MOSTARDA FINA DI CARPI ristorante L’Incontro (Carpi, Modena)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          —————————————————————----------------------------------------------------------------------------------------------
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -BERGAMOTTO puro succo e BERGAMIEL Azienda Agricola Patea (Brancaleone, Reggio Calabria)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -MARMELLATA DI CHINOTTO(Augusto Vincenzo Besio, Legino di  Savona, valorizzato dal ristorante La Reserve Piero Sattanino, Bordighera, Imperia).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -PANETTONE Antica Corona Reale (Cervere, Cuneo); Loison (Costabissara,Vicenza).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -BISCOTTINI Loison (Costabissara, Vicenza)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -NOCCIOLATO E CREMA con nocciole solo piemontesi Novi (Novi Ligure, Alessandria ).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -CIOCCOLATINI Domori Illy, None (Torino)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -RUBATÀ’ grissini di Mario Fongo al cioccolato Bodrato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -TORRONE Torronificio Gennargentu (Desulo, Nùoro)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -AMARO Moreno Cedroni(Senigallia, Ancona)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -KINA Barbieri (Maierato, Vibo Valentia)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -GRAPPE Distilla (Magreta di Formigine, Modena).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -LIMONCELLO ristorante Quattro Passi (Nerano, Napoli)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -CAFFÈ Kimbo (Melito di Napoli)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ———————————————---------------------------------—
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          VINI:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -GAJA, (Barbaresco, Cuneo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -CA’DEL BOSCO (Erbusco, Brescia).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -FERRARI , Lunelli (Ravina di Trento)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -VELENOSI, Ascoli Piceno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -MARISA CUOMO, Costa d’Amalfi DOC(Furore ,Salerno)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          -VERMENTINO DI GALLURA Tenuta Paltusa (Calangianus, Sassari)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 28 Jan 2026 09:59:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/un-catering-sloveno-per-le-olimpiadi-milano-cortina-e-buoni-ultimi-per-la-cucina-italiana-patrimonio-dellumanita</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dalla Tradizione al Vegetariano: nasce “Sulle Note del Benessere”, la nuova corrente di Chef Giovanna Cuomo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-tradizione-al-vegetariano-nasce-sulle-note-del-benessere-la-nuova-corrente-di-chef-giovanna-cuomo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina evolve, ascolta il cambiamento e risponde alle nuove esigenze del gusto contemporaneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È da questa consapevolezza che nasce
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "Sulle Note del Benessere",
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          la mia nuova corrente gastronomica, un percorso che segna il passaggio dalla tradizione a una cucina vegetariana moderna, inclusiva e attenta al benessere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mia cucina è da sempre in continua evoluzione, alimentata dallo studio costante delle materie prime e delle tecniche innovative. Il mio obiettivo è interpretare le richieste di un mercato in forte crescita, sempre più orientato verso una filosofia del “senza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Senza glutine.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Senza lattosio.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Senza carne e senza pesce.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una cucina che non rinnega la tradizione, ma la rilegge in chiave contemporanea, dando vita a una linea di salumi e formaggi vegetariani capace di unire gusto, ricerca e benessere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulle Note del Benessere nasce con un obiettivo chiaro: rendere la tavola un luogo di inclusione. Metto al centro l’esperienza dell’ospite, affinché chi convive con intolleranze, allergie o segue una scelta alimentare vegetariana non sia costretto a rinunciare alla convivialità, ma possa sentirsi pienamente accolto grazie a un menù dedicato, studiato con attenzione e rispetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           In questa nuova corrente culinaria, il benessere diventa parte integrante del piacere gastronomico, mentre la convivialità resta il valore fondante. Sulle Note del Benessere è il mio modo di raccontare evoluzione, ascolto e inclusività, aprendo nuove prospettive alla cucina vegetariana contemporanea.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Chef Giovanna Cuomo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 14:45:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-tradizione-al-vegetariano-nasce-sulle-note-del-benessere-la-nuova-corrente-di-chef-giovanna-cuomo</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Emergenza maltempo a Catania: Ristoworld al fianco della popolazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/emergenza-maltempo-a-catania-ristoworld-al-fianco-della-popolazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Catania è stata messa in ginocchio da una nuova ondata di maltempo che ha provocato allagamenti, disagi e momenti di forte difficoltà per molti cittadini. In questo scenario critico, la squadra Ristoworld Emergency è scesa in campo per fornire assistenza concreta alle persone colpite.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le immagini degli interventi sono state pubblicate sui social da Andrea Finocchiaro, fondatore e presidente dell’associazione Ristoworld, documentando il lavoro dei volontari impegnati sul territorio: supporto logistico, presenza costante e aiuto diretto a chi ha visto la propria quotidianità stravolta dall’emergenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ristoworld, nata come organizzazione attiva nella valorizzazione della cultura enogastronomica e del Made in Italy, dimostra ancora una volta di essere molto più di una realtà legata alla ristorazione. Accanto alla promozione culinaria e ai progetti culturali, l’associazione ha costruito negli anni una forte identità basata sulla responsabilità sociale e sull’impegno solidale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Andrea Finocchiaro, figura di riferimento nel panorama gastronomico e associativo italiano, è noto per il suo lavoro nella promozione della cucina come strumento di dialogo e inclusione. Un percorso che ha ricevuto un importante riconoscimento istituzionale: su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito, il 27 dicembre  del 2024, il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, rendendolo uno dei più giovani cavalieri d’Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’onorificenza che oggi assume un valore ancora più profondo alla luce dell’impegno dimostrato durante l’emergenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Ristoworld Italy è anche questo: esserci quando serve», è il messaggio che emerge dalle immagini e dalle parole condivise sui social.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un momento in cui Catania conta i danni e cerca di rialzarsi, la presenza di realtà come Ristoworld rappresenta un segnale di speranza: la solidarietà può diventare un motore concreto di rinascita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:46:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/emergenza-maltempo-a-catania-ristoworld-al-fianco-della-popolazione</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Hospitality Riva 2026: svelata l’edizione dei 50 anni del Salone dell’Accoglienza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hospitality-riva-2026-svelata-ledizione-dei-50-anni-del-salone-dellaccoglienza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è conclusa con grande successo la conferenza stampa di presentazione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza 2026, l’evento di riferimento per il mondo HoReCa, in programma dal 2 al 5 febbraio presso il Quartiere Fieristico di Riva del Garda. L’edizione 2026 segna un traguardo storico: i 50 anni del Salone, mezzo secolo di innovazione, cultura e valorizzazione delle persone che animano il settore dell’ospitalità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, leader di settore, espositori storici e nuovi protagonisti dell’ospitalità, tutti uniti dall’entusiasmo per un’edizione che promette di combinare tradizione e visione futura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con oltre 750 espositori e 45.000 metri quadrati di area espositiva, Hospitality Riva 2026 si conferma come piattaforma strategica per il networking e lo sviluppo professionale. L’evento offre un ampio ventaglio di contenuti che spaziano dal food &amp;amp; beverage, al contract, fino alla tecnologia e innovazione digitale, ponendo grande attenzione alla formazione e alla crescita professionale degli operatori del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ruolo di spicco è riservato al progetto Out&amp;amp;About, che porta la manifestazione oltre i padiglioni, con eventi diffusi nel territorio di Riva del Garda. Attraverso degustazioni, laboratori, visite guidate e momenti di incontro, il progetto mira a valorizzare il territorio, promuovere esperienze uniche e rafforzare il legame tra fiera, operatori e pubblico, offrendo uno sguardo completo sulle ultime tendenze e innovazioni del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questa edizione speciale celebra mezzo secolo di evoluzione dell’ospitalità,” ha dichiarato il direttore della manifestazione. “Hospitality non è solo una fiera: è un osservatorio privilegiato sui cambiamenti del settore, un punto di incontro tra professionisti, innovatori e giovani talenti, dove la cultura dell’accoglienza diventa protagonista”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione dei 50 anni di Hospitality guarda al futuro del settore, puntando su sostenibilità, digitalizzazione e internazionalizzazione, senza dimenticare la centralità delle persone e delle relazioni che costituiscono il cuore pulsante dell’ospitalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per operatori, aziende e appassionati, Hospitality Riva 2026 rappresenta quindi un’occasione unica per esplorare le ultime innovazioni, aggiornarsi sulle tendenze emergenti e costruire nuovi contatti professionali, in un ambiente che celebra al contempo la storia e la modernità dell’ospitalità italiana e internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 22 Jan 2026 16:47:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/hospitality-riva-2026-svelata-ledizione-dei-50-anni-del-salone-dellaccoglienza</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sigep World 2026: l’edizione più internazionale di sempre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-ledizione-piu-internazionale-di-sempre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food racconta cinque giorni di business, innovazione e relazioni globali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rimini, 20 gennaio 2026 – Cala il sipario su Sigep World 2026, un’edizione destinata a segnare un punto di svolta nella storia della manifestazione. Dal 16 al 20 gennaio, la Fiera di Rimini si è trasformata nel cuore pulsante del foodservice mondiale, accogliendo operatori, aziende e buyer da ogni continente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per cinque giorni, La Gazzetta del Food ha seguito passo passo l’evoluzione dell’evento, raccontando incontri B2B, novità espositive, panel di discussione, showcooking e networking di alto profilo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un palcoscenico globale: operatori da 160 Paesi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2026 ha consacrato Sigep World come uno degli hub più internazionali del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli operatori presenti provenivano da 160 Paesi, mentre la quota di visitatori esteri ha sfiorato il 25% del totale, confermando una crescita costante dell’internazionalità della manifestazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolarmente significativo il balzo degli espositori internazionali: +33% di aziende straniere, con presenze provenienti da 45 Paesi. Tra le novità, l’ingresso di mercati emergenti come Canada, Arabia Saudita, Ecuador, Singapore, Nepal e Algeria, insieme ai ritorni dei Paesi consolidati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1.300 brand e migliaia di incontri d’affari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre 1.300 brand espositori hanno portato a Rimini soluzioni tecnologiche, ingredienti, format e modelli di business per il foodservice contemporaneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuore operativo della fiera sono stati i 5.650 business meeting, occasioni concrete di confronto tra aziende e operatori internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Top Buyer Program ha attratto 500 buyer da 75 Paesi, con forte rappresentanza da Stati Uniti, Canada, India, Cina, Brasile, Emirati Arabi Uniti e Singapore, confermando il ruolo strategico di Sigep World come piattaforma globale di sviluppo commerciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Trend globali e dialogo tra culture
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          SIGEP World 2026 non è solo numeri: è confronto, visione e cultura del gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la prima volta, hanno partecipato delegazioni africane da Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Zimbabwe e Guinea, ampliando ulteriormente l’orizzonte internazionale dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei padiglioni sono emersi temi chiave:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostenibilità delle filiere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Digitalizzazione e automazione dei processi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nuovi format di consumo internazionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Temi che La Gazzetta del Food ha approfondito quotidianamente con reportage, interviste e analisi dedicate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Interviste ai protagonisti: voci dal cuore di SIGEP World
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Francesco Lollobrigida: difendere il Made in Italy
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha ribadito l’importanza della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La cucina italiana non è soltanto un insieme di ricette – ha dichiarato – ma un sistema di valori che unisce territori, tradizioni, qualità delle materie prime e lavoro delle imprese. Difendere il Made in Italy significa tutelare la nostra identità e garantire futuro alle filiere agricole e alimentari».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lollobrigida ha sottolineato la necessità di contrastare l’Italian sounding e sostenere le aziende che innovano senza rinunciare alle radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Michele De Pascale: SIGEP, vetrina e patrimonio UNESCO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, ai microfoni de La Gazzetta del Food Live, ha evidenziato il ruolo strategico dell’evento: «SIGEP non è solo esposizione e innovazione tecnologica, ma punto di riferimento per la valorizzazione della tradizione gastronomica italiana, con uno sguardo al futuro e alla sostenibilità».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Iginio Massari: tradizione e innovazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Maestro pasticcere ha raccontato le sue novità per SIGEP 2026: «Le macchine che ho sempre sognato combinano tradizione artigianale e innovazione tecnologica, anticipando le tendenze del futuro del settore».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’occasione imperdibile per lasciarsi ispirare dall’eccellenza di uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Media e visibilità internazionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            L’eco di SIGEP World 2026 ha superato i confini dei padiglioni grazie alla presenza di 802 giornalisti accreditati, con crescente rappresentanza estera, generando un impatto globale sul settore.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la chiusura dell’edizione 2026, SIGEP World guarda già oltre: nuove tappe strategiche in Nord America e Asia rafforzeranno la presenza dei suoi iscritti nei mercati più dinamici del foodservice internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per cinque giorni,
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Gazzetta del Food ha raccontato storie, innovazioni e connessioni che trasformano una fiera in una vera piattaforma di sviluppo globale, confermando che il futuro del food italiano passa da SIGEP World.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 10:54:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-ledizione-piu-internazionale-di-sempre</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gelato World Cup 2026: Singapore incanta Rimini. La Gazzetta del Food racconta dal vivo la nuova geografia del gelato artigianale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-world-cup-2026-singapore-incanta-rimini-la-gazzetta-del-food-racconta-dal-vivo-la-nuova-geografia-del-gelato-artigianale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rimini – Sigep Worl
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           d.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
            Tra profumi di vaniglia, agrumi, spezie e cioccolato, il gelato artigianale si è confermato linguaggio universale capace di unire tecnica, creatività e cultura.
           &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001109875.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gelato World Cup 2026 ha incoronato Singapore Campione del Mondo, davanti a Francia e Argentina, al termine di quattro giorni di competizioni ad altissimo livello che hanno trasformato i padiglioni di Sigep World in un vero teatro del gusto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food era presente a Rimini per seguire da vicino ogni fase della manifestazione, osservando non solo le prove in gara, ma anche l’energia, la tensione e l’orgoglio dei team provenienti da ogni parte del mondo. Dodici squadre internazionali, nove sfide tecniche e narrative, un solo grande obiettivo: dimostrare che il gelato artigianale oggi è molto più di un dessert, è un’esperienza culturale completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Singapore, il trionfo dello stupore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A conquistare la giuria è stato il Team Singapore, che ha costruito il proprio successo attorno al tema “Circus”, un omaggio all’equilibrio, alla precisione e alla meraviglia. Guidata da Jason Tan insieme a Dexter Lee, Loh Cheng Kit e Chew Wei Lung, la squadra asiatica ha saputo tradurre il concept in ogni prova, creando una narrazione coerente fatta di tecnica impeccabile, design emozionale e sapori audaci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il loro percorso è stato un crescendo: dalle monoporzione ai dessert da ristorazione, fino al Final Grand Buffet, dove ogni creazione era parte di uno stesso racconto. Una vittoria che segna simbolicamente l’ascesa di Singapore come nuovo punto di riferimento nella scena mondiale del gelato artigianale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Francia e Argentina: arte, poesia e identità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo posto per la Francia, che con “The Dance of Animals” ha proposto una visione elegante e dinamica, ispirata al movimento e all’armonia della natura. Il team guidato da Hervé Dartois ha unito l’eredità della pasticceria francese a un’estetica moderna, conquistando il pubblico con una tecnica cristallina e una forte identità visiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Terzo gradino del podio per l’Argentina, che con “The Garden of Butterflies” ha portato in gara una narrazione poetica, ricca di colori e simboli legati alla trasformazione e alla biodiversità. Sotto la guida di Eduardo Zacaria, la squadra ha espresso grande equilibrio gustativo e una sensibilità artistica capace di emozionare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un laboratorio globale del futuro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso della competizione, i team si sono confrontati con prove che hanno spaziato dal gelato gastronomico ai dessert da ristorazione, dalle torte gelato ai gelati su stecco, fino alla temuta mystery box a base di frutta. Ogni prova ha messo in luce approcci culturali diversi, raccontando un mondo in cui il gelato diventa strumento di ricerca, racconto e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi, come La Gazzetta del Food, ha seguito l’evento sul campo, la Gelato World Cup 2026 ha rappresentato molto più di una gara: è stata una finestra sul futuro del settore, dove artigianalità, sostenibilità, storytelling e innovazione si fondono in un’unica visione globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gelato non è mai stato così contemporaneo. E Rimini, ancora una volta, ne è stata la capitale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 21 Jan 2026 10:27:21 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La vera storia della  Pizza Fritta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-vera-storia-della-pizza-fritta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra le macerie del dopoguerra e i vicoli umidi dove il sole fatica ad arrivare, il mito della pizza fritta non nasce da un ricettario regale, ma dall'ingegno di chi non aveva più nulla, se non la propria dignità. Mentre i forni a legna erano un lusso inaccessibile, le donne del popolo trovarono la salvezza in un calderone d'olio bollente posto sulla soglia del "basso".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Regina del Basso e il Patto del "Sette"
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Fu così che la pizza divenne democratica. Non servivano braci ardenti; bastava una fiamma, un po' di strutto e la maestria delle pizzaiole, figure quasi sciamaniche che trasformavano pochi grammi di farina in un miracolo gonfio d'aria. Era la celebre "pizza a otto": si mangiava subito per placare la fame, ma si pagava otto giorni dopo. Un patto d’onore basato sulla speranza che la fortuna avrebbe bussato alla porta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L’Essenza Intoccabile: La Tradizione Originale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La vera anima della pizza fritta risiede nella sua immutabile semplicità, partendo indissolubilmente da due pilastri sacri:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Ricotta e Cicoli: Il punto di partenza assoluto, dove la cremosità incontra la sapidità dei ciccioli di maiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ​Pomodoro, Provola : L'abbraccio filante arricchito dal morso deciso del pepe nero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Fondamentale è la gestualità del rito: la pizzaiola stende il disco e depone il cuore di ripieno, poi con un movimento rapido e deciso sigilla i bordi con la pressione dei palmi, creando un cordone ermetico. Questa chiusura è essenziale: deve trattenere il vapore e impedire all'olio di violare l'intimità del ripieno, permettendo alla pasta di gonfiarsi come un pallone dorato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Simbolo dello Street Food Moderno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Oggi, quella che era una necessità è diventata il simbolo assoluto dello Street Food. Passeggiando per via Toledo o tra i Decumani, il profumo della frittura è la colonna sonora olfattiva di Napoli. Avvolta nella "carta paglia" che assorbe l'unto in eccesso, la pizza fritta è oggi l'icona del cibo da strada: un lusso democratico che si consuma in piedi, tra la folla, mantenendo intatto quel legame viscerale con il popolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Un Amuleto di Farina e Fuoco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Più che un pasto, la pizza fritta resta un talismano. La sua forma turgida simboleggia l'abbondanza che scaccia la carestia. Mangiarne una significa incorporare la resilienza di Napoli; è un atto scaramantico che trasforma il "niente" nel "tutto". Il vapore che sprigiona al primo morso è il "respiro di Partenope", un segno di buon auspicio per chiunque cerchi di cambiare il proprio destino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L'Invito: Perdetevi nei Vicoli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Non cercate questa magia nei menu patinati o nei locali asettici. Per conoscere il vero Oro di Napoli, dovete perdervi tra i vicoli, lasciarvi guidare dal crepitio dell'olio e dal richiamo dei maestri friggitori. Solo lì, tra un "basso" e una chiesa barocca, potrete stringere tra le mani un pezzo di storia bollente. Assaggiate la vera pizza fritta, quella che non ammette compromessi, e lasciate che la fortuna di Napoli vi baci al primo morso..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 11:10:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-vera-storia-della-pizza-fritta</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il cuore di Napoli conquista il SIGEP World 2026: l’Accademia Nazionale Pizza DOC presenta la sua collana editoriale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-cuore-di-napoli-conquista-il-sigep-world-2026-laccademia-nazionale-pizza-doc-presenta-la-sua-collana-editoriale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rimini – Il cuore pulsante di Napoli ha battuto forte al SIGEP World 2026, dove l’Accademia Nazionale Pizza DOC ha presentato ufficialmente al pubblico la propria collana editoriale, portando in fiera non solo libri, ma un vero e proprio manifesto culturale dedicato all’arte della pizza.This is a subtitle for your new post
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001107927.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La collana, firmata da Errico Porzio, Salvatore Lioniello e Cristian Zaghini, è un progetto editoriale che racconta la pizza attraverso esperienze, visioni e percorsi professionali differenti, offrendo uno sguardo contemporaneo su un mestiere che affonda le radici nella tradizione ma guarda con decisione al futuro. Un racconto corale che mette al centro la formazione, la consapevolezza tecnica e il ruolo evolutivo del pizzaiolo nel panorama gastronomico attuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione, accolta con grande interesse da professionisti, operatori e appassionati del settore, è stata moderata dal presidente Antonio Giaccoli, che ha guidato il confronto valorizzando i temi chiave della collana: cultura della pizza, identità territoriale e crescita professionale. Presente in fiera anche Filomena Giaccoli, impegnata in questi giorni di SIGEP tra incontri, attività formative e momenti di dialogo con il pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formazione, tecnica ed esperienza dal vivo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo stand dell’Accademia Nazionale Pizza DOC si è trasformato in un laboratorio aperto. Demo pratiche e masterclass formative hanno animato l’area, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e concreta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli istruttori dell’Accademia hanno guidato momenti di approfondimento tecnico, mostrando dal vivo metodi, gesti e processi di lavoro. Teoria e pratica si sono intrecciate in un percorso chiaro e accessibile, permettendo di comprendere appieno il valore del metodo formativo Pizza DOC. Le masterclass hanno favorito il confronto diretto con i professionisti, mentre le demo hanno reso visibile il risultato di un approccio basato su tecnica, studio e consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non semplici dimostrazioni, ma esperienze reali, culminate nella degustazione dei prodotti realizzati: un’espressione concreta di qualità, equilibrio e identità mediterranea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una festa di gusto e tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata si è conclusa in un clima di grande entusiasmo. Dopo la presentazione della collana, lo stand è letteralmente esploso in una festa spontanea fatta di canti e balli della tradizione napoletana, coinvolgendo espositori, visitatori e addetti ai lavori. Un momento autentico, che ha raccontato più di mille parole lo spirito dell’Accademia: condivisione, passione e appartenenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande l’affluenza e la partecipazione, a conferma del forte interesse verso un progetto che unisce editoria, formazione e cultura gastronomica. Al SIGEP World 2026, l’Accademia Nazionale Pizza DOC ha ribadito il proprio ruolo di riferimento, portando in scena non solo la pizza, ma il suo valore più profondo: quello umano, culturale e identitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          e.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 09:28:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-cuore-di-napoli-conquista-il-sigep-world-2026-laccademia-nazionale-pizza-doc-presenta-la-sua-collana-editoriale</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001107903.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sigep World 2026, la pizza a fette al centro del dibattito sul gusto contemporaneo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-la-pizza-a-fette-al-centro-del-dibattito-sul-gusto-contemporaneo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         RIMINI – Al Sigep World 2026 la pizza “che si mangia a fette” conquista il centro della scena e si afferma come uno dei fenomeni più dinamici del panorama gastronomico italiano. Un formato solo apparentemente semplice, che oggi diventa terreno di confronto culturale, tecnico e imprenditoriale, capace di intrecciare artigianalità, identità e nuovi modelli di consumo.t
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001106682.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A introdurre e guidare il dibattito è stato Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino e volto di 50 Top Pizza, che ha tracciato il perimetro di un settore in costante evoluzione, sospeso tra tradizione e sperimentazione. Due i panel in programma, condotti da Albert Sapere e Barbara Guerra di 50 Top Pizza, che hanno restituito una lettura ampia e articolata del fenomeno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul palco si sono alternati alcuni tra i più rappresentativi interpreti della pizza a fette contemporanea: Francesco Arnesano, Maestro Pizzaiolo – Lievito; Daniele Biagioni, Maestro Pizzaiolo – Tiella; Daniele Campana, Maestro Pizzaiolo – Campana Pizza In Teglia; Jacopo Chieppa, Maestro Pizzaiolo – Kilo; Davide Fiorentini, Maestro Pizzaiolo – ‘O Fiore Mio. Attraverso esperienze e visioni differenti, i relatori hanno raccontato come la pizza a fette stia ridefinendo il concetto di gusto, servizio e condivisione, mettendo al centro impasti evoluti, topping calibrati, tecniche di lavorazione avanzate e una crescente attenzione alla sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il confronto è proseguito con gli interventi di Alessandra Provasi, Direttrice Marketing di Alice Pizza, Ruggero Ravagnan, Maestro Pizzaiolo di Grigoris, Pierluigi Roscioli, Maestro Pizzaiolo dell’Antico Forno Roscioli, e Alessandro Santilli, Maestro Pizzaiolo di Frumentario. Tra analisi di mercato, dimostrazioni pratiche e degustazioni, è emersa con forza la sfida di coniugare qualità, accessibilità e identità artigianale, in un dialogo sempre più diretto con un pubblico attento e consapevole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il dibattito ha confermato la pizza a fette come uno dei linguaggi più vivi e contemporanei della scena gastronomica italiana: non più semplice risposta a un consumo veloce, ma espressione matura di un nuovo modo di pensare la pizza, capace di evolversi senza perdere profondità culturale e gastronomica. Al Sigep World 2026, la pizza a fette si impone così come simbolo di un cambiamento già in atto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 20:18:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-la-pizza-a-fette-al-centro-del-dibattito-sul-gusto-contemporaneo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SIGEP World 2026, Lollobrigida rilancia il Made in Italy: “La cucina italiana è identità, cultura e valore UNESCO”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-lollobrigida-rilancia-il-made-in-italy-la-cucina-italiana-e-identita-cultura-e-valore-unesco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         RIMINI – Si è tenuto a Rimini SIGEP World 2026, il più importante salone internazionale dedicato al foodservice artigianale, che ha riportato al centro del dibattito il valore strategico del Made in Italy agroalimentare. Un comparto che rappresenta non solo un pilastro economico del Paese, ma anche un simbolo riconosciuto della cultura e dell’identità nazionale.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001106546.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Protagonista della giornata è stato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, intervenuto davanti a una platea composta da operatori, imprese e rappresentanti delle istituzioni. Nel suo discorso, il Ministro ha sottolineato la portata storica del riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, definendolo un traguardo che porta con sé anche una forte responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «La cucina italiana non è soltanto un insieme di ricette – ha dichiarato Lollobrigida – ma un sistema di valori che unisce territori, tradizioni, qualità delle materie prime e lavoro delle imprese. Difendere il Made in Italy significa tutelare la nostra identità e garantire un futuro solido alle filiere agricole e alimentari».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso dell’intervento, il Ministro ha ribadito la necessità di rafforzare le politiche di tutela dell’origine e della tracciabilità, strumenti fondamentali per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding, che continua a sottrarre valore e credibilità alle produzioni autentiche. Centrale anche il richiamo al sostegno delle aziende che investono in innovazione, mantenendo però un legame saldo con le radici e i saperi tradizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          SIGEP World 2026 si è confermato così una piattaforma strategica di confronto tra istituzioni e mondo produttivo, in un contesto globale in cui qualità, sostenibilità e identità territoriale rappresentano leve decisive per la competitività internazionale. Dai temi della politica agricola alle eccellenze dell’arte dolciaria, della panificazione e della ristorazione, la manifestazione ha offerto uno spaccato aggiornato sullo stato di salute del food italiano nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra incontri, showcooking e momenti di approfondimento, l’evento ha messo in luce le nuove sfide del settore e le opportunità di crescita di un comparto che guarda al futuro partendo dalla tradizione. Un messaggio chiaro è emerso dai padiglioni di Rimini: il Made in Italy agroalimentare resta un patrimonio da difendere e valorizzare, non solo come eccellenza produttiva, ma come espressione viva della cultura italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 20:16:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Al centro il ruolo dell’informazione agroalimentare tra qualità, territori e sostenibilità. Un confronto aperto sulle nuove sfide della comunicazione del cibo.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/al-centro-il-ruolo-dellinformazione-agroalimentare-tra-qualita-territori-e-sostenibilita-un-confronto-aperto-sulle-nuove-sfide-della-comunicazione-del-cibo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           RIMINI – L’informazione agroalimentare come strumento di cultura, responsabilità e valorizzazione dei territori è stata protagonista al Sigep World 2026, grazie all’incontro promosso da La Gazzetta del Food Live, che ha visto al centro il contributo di Roberto Zalambani, presidente nazionale UNARGA (Unione Nazionale delle Associazioni Regionali Giornalisti Agroalimentari).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un appuntamento che ha messo in dialogo giornalismo, filiere produttive e cultura del gusto, in un contesto – quello del Sigep – da sempre crocevia internazionale per le eccellenze del foodservice, della pasticceria, del gelato, del cioccolato e del bakery.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il valore dell’informazione agroalimentare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel suo intervento, Zalambani ha richiamato il ruolo strategico dell’informazione specializzata nel raccontare il cibo non solo come prodotto, ma come espressione di identità, territorio e sostenibilità. Un racconto che richiede competenze, etica professionale e capacità di interpretare i cambiamenti in atto, dal consumo consapevole alle trasformazioni delle filiere agroalimentari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’informazione, in questo senso, diventa ponte tra produttori e cittadini, contribuendo a rafforzare la fiducia, a contrastare semplificazioni e fake news, e a valorizzare il lavoro di chi opera nel rispetto della qualità e dell’ambiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un confronto a più voci sul gusto e sui territori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al presidente UNARGA, il panel ha visto la partecipazione di figure rappresentative di diversi ambiti del racconto gastronomico:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stefano Bugamelli, della Compagnia del Cioccolato – Viaggiatori del Gusto, ha portato l’esperienza del racconto sensoriale e culturale del cioccolato, tra artigianalità, ricerca e divulgazione;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Antonio Fabbri, segretario stampa San Marino USGI, ha offerto uno sguardo sul rapporto tra comunicazione istituzionale e informazione specializzata;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alessandro Maresca, tesoriere ARGA ed esperto di biologico, ha approfondito il tema della sostenibilità e delle produzioni certificate, sempre più centrali nel dibattito pubblico;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Paolo Agostino Davani, delegato ARGA Montefeltro, ha richiamato l’importanza dei territori e delle identità locali nel racconto del cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cultura del cibo e nuove sfide della comunicazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il confronto ha evidenziato come la comunicazione agroalimentare sia oggi chiamata a misurarsi con nuove sfide: dalla velocità dei media digitali alla necessità di mantenere autorevolezza e approfondimento, dal racconto delle eccellenze alla capacità di spiegare temi complessi come sostenibilità, filiere e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario, eventi come il Sigep World si confermano luoghi privilegiati di incontro e riflessione, dove il giornalismo agroalimentare può riaffermare il proprio ruolo di interprete del gusto e della qualità, contribuendo a costruire una narrazione consapevole e condivisa del cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa de La Gazzetta del Food Live al Sigep World 2026 ha ribadito l’impegno di UNARGA e delle ARGA regionali nel promuovere un’informazione seria, competente e radicata nei territori, capace di accompagnare l’evoluzione del settore agroalimentare e di dialogare con un pubblico sempre più attento e informato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un racconto del gusto che non si limita alla cronaca, ma diventa cultura, conoscenza e responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 20:13:15 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il rispetto come fondamento dell’ospitalità: successo al Sigep per la presentazione di “99+1 per l’Ospitalità”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-rispetto-come-fondamento-dellospitalita-successo-al-sigep-per-la-presentazione-di-99-1-per-lospitalita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         RIMINI – Il rispetto come valore fondante dell’ospitalità contemporanea è stato il filo conduttore della presentazione del volume “99+1 per l’Ospitalità” di Federico Menetto, che si è svolta con grande partecipazione al Sigep di Rimini, presso lo stand Callebaut – Masters of Taste.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001107156.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’incontro ha registrato un vivo interesse da parte di operatori del settore food, professionisti dell’accoglienza e giornalisti enogastronomici, confermando la centralità del tema e la rilevanza culturale del progetto editoriale. Il volume raccoglie contributi di autori ed esperti che interpretano l’ospitalità non solo come servizio, ma come pratica quotidiana fondata su relazioni autentiche, responsabilità e qualità umana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli interventi più apprezzati, il contributo firmato Loison, “Il rispetto come fondamento dell’Ospitalità”, ha offerto una riflessione profonda sul significato dell’accoglienza intesa come atto di trasparenza, ascolto e attenzione reale verso l’altro. Un approccio che supera la dimensione tecnica del servizio per restituire centralità alla relazione, al valore della parola data e alla coerenza tra ciò che si promette e ciò che si offre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione è stata curata dallo stesso Federico Menetto insieme all’editore Manfredi Nicolò Maretti, in un dialogo aperto con il pubblico che ha sottolineato come l’ospitalità rappresenti oggi una competenza culturale oltre che professionale, capace di incidere sulla reputazione delle imprese e sulla sostenibilità del sistema food &amp;amp; beverage.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Numerose le presenze istituzionali e associative che hanno voluto testimoniare il valore dell’iniziativa editoriale. Tra queste Roberto Zalambani, presidente nazionale Unarga, Stefano Bugamelli di Compagnia del Cioccolato – Viaggiatori del Gusto, Antonio Fabbri (USGI San Marino), Alessandro Maresca (Arga, esperto di biologico), Buga e Paolo Agostino Davani, delegato Arga Montefeltro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione qualificata e il confronto sviluppatosi durante l’incontro hanno confermato “99+1 per l’Ospitalità” come un progetto editoriale capace di unire riflessione, esperienza e visione, offrendo al settore uno strumento di lettura e interpretazione dell’accoglienza come valore etico, culturale e strategico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 20:09:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-rispetto-come-fondamento-dellospitalita-successo-al-sigep-per-la-presentazione-di-99-1-per-lospitalita</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Antonio Bachour a Sigep World 2026: la nuova era della viennoiserie tra tecnica, visione e creatività</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/antonio-bachour-a-sigep-world-2026-la-nuova-era-della-viennoiserie-tra-tecnica-visione-e-creativita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Rimini – Sigep World 2026 si conferma ancora una volta palcoscenico internazionale d’eccellenza per l’alta pasticceria. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001107152.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i protagonisti più attesi dell’edizione 2026 spicca Antonio Bachour, chef pasticcere di fama mondiale e pluripremiato, che presenta ufficialmente il suo nuovo libro The New Era of Viennoiserie, pubblicato in doppia lingua, inglese e spagnolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con quest’opera, Bachour firma un manifesto contemporaneo dedicato alla viennoiserie, ridefinendone linguaggi e confini. Il volume si colloca infatti a metà strada tra tradizione e avanguardia, proponendo un dialogo evoluto tra la viennoiserie classica e la pasticceria moderna d’autore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al centro del progetto editoriale c’è una visione internazionale del prodotto lievitato: croissant, pain au chocolat e grandi classici della colazione vengono ripensati attraverso tecniche distintive, geometrie innovative e abbinamenti di gusto audaci. Il risultato è una viennoiserie che supera il concetto di consumo quotidiano per trasformarsi in vera e propria creazione di alta pasticceria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la sua presenza a Sigep World 2026, Bachour ha illustrato come il controllo della fermentazione, la precisione nella stratificazione del burro e l’approccio estetico siano oggi elementi chiave per portare il prodotto lievitato a un livello superiore. Non più solo fragranza e sviluppo, ma identità, narrazione e impatto visivo diventano parte integrante dell’esperienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          The New Era of Viennoiserie non è soltanto un ricettario, ma uno strumento formativo pensato per professionisti del settore, pastry chef e imprenditori che desiderano anticipare le tendenze e rispondere a un mercato sempre più esigente e globale. Ogni creazione racconta un metodo, una filosofia e una precisa idea di futuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione del libro a Sigep World rafforza il ruolo della manifestazione come hub di innovazione e confronto internazionale, capace di attrarre le firme più autorevoli del panorama dolciario mondiale. Per i visitatori, l’incontro con Bachour rappresenta un’occasione unica di ispirazione e aggiornamento professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un momento storico in cui la pasticceria evolve verso contaminazioni sempre più sofisticate, Antonio Bachour lancia un messaggio chiaro: la viennoiserie non è più un confine, ma un territorio creativo da esplorare. Un appuntamento imperdibile per chi guarda al futuro del settore con ambizione e visione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 20:07:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/antonio-bachour-a-sigep-world-2026-la-nuova-era-della-viennoiserie-tra-tecnica-visione-e-creativita</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gianluca Aresu, il cioccolato come linguaggio d’autore: al Sigep World 2026 nasce un manifesto di stile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gianluca-aresu-il-cioccolato-come-linguaggio-dautore-al-sigep-world-2026-nasce-un-manifesto-di-stile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Al Sigep World 2026 Gianluca Aresu presenta Al cioccolato, un’opera che va oltre il concetto tradizionale di ricettario per affermarsi come vero manifesto d’autore. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001105919.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cinquanta ricette, un unico filo conduttore e una passione senza tempo: il cioccolato, interpretato attraverso lo sguardo maturo e consapevole di uno dei protagonisti più riconosciuti della pasticceria contemporanea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il percorso professionale di Aresu è il risultato di oltre cinquant’anni di lavoro, studio e ricerca continua. Una carriera costruita tra laboratorio e insegnamento, tra sperimentazione tecnica e profondo rispetto della tradizione artigianale, che lo ha portato a confrontarsi con i grandi nomi del settore e a diventare punto di riferimento per intere generazioni di pasticceri. La sua esperienza si riflette non solo nella pratica quotidiana, ma anche in un’intensa attività editoriale, attraverso la quale ha contribuito a diffondere una visione della pasticceria come disciplina culturale prima ancora che tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I suoi precedenti libri – ormai considerati testi di riferimento per professionisti e appassionati evoluti – hanno raccontato negli anni un metodo rigoroso, fatto di equilibrio, pulizia dei sapori e attenzione al dettaglio. Pubblicazioni che hanno sempre unito l’aspetto didattico a una forte identità personale, ponendo al centro il valore del gesto artigiano e la necessità di una pasticceria consapevole, capace di dialogare con il presente senza perdere le proprie radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al cioccolato rappresenta però un punto di sintesi e, al tempo stesso, un’evoluzione. Le cinquanta creazioni raccolte nel volume non sono semplicemente ricette, ma capitoli di un racconto coerente e strutturato. Dai dolci da forno alle torte moderne, dai mignon alle interpretazioni più creative, il cioccolato diventa materia viva, linguaggio espressivo, strumento narrativo. Ogni preparazione è il risultato di un pensiero preciso, dove tecnica, gusto ed estetica convivono in un equilibrio maturo ed elegante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il libro si distingue per un approccio contemporaneo, capace di parlare al professionista quanto a chi vive la pasticceria come forma di espressione culturale. Aresu non impone uno stile, ma lo condivide: accompagna il lettore in un viaggio fatto di rigore e libertà, dimostrando come il cioccolato possa essere declinato in infinite forme senza mai perdere identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa nuova opera, Gianluca Aresu conferma il suo ruolo di maestro autorevole e, al tempo stesso, di interprete sensibile del nostro tempo. Al cioccolato non è solo un libro da consultare in laboratorio, ma un progetto editoriale che invita alla riflessione, alla condivisione e alla crescita professionale. Un tributo a una materia prima iconica e, soprattutto, alla visione di chi ha fatto della pasticceria una vera arte del pensiero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 19 Jan 2026 10:00:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gianluca-aresu-il-cioccolato-come-linguaggio-dautore-al-sigep-world-2026-nasce-un-manifesto-di-stile</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PRUNELLA EMMA, DIRETTORE EVENTI FIPPA, PARLA DELLA MISSIONE 2026 E DEL CONVEGNO “IL PANE DEL FUTURO”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/prunella-emma-direttore-eventi-fippa-parla-della-missione-2026-e-del-convegno-il-pane-del-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Prunella Emma, direttore eventi della FIPPA (Federazione Italiana Panificatori e Produttori Alimentari), ha illustrato l’importanza strategica della Federazione nel panorama agroalimentare nazionale e internazionale, sottolineando i progetti e le iniziative previsti per il 2026.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001104266.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Il nostro impegno – ha spiegato Emma – è quello di rappresentare e valorizzare l’intero settore della panificazione, promuovendo innovazione, sostenibilità e qualità. La missione della FIPPA per il 2026 si concentra sull’educazione, sulla ricerca tecnologica e sulla valorizzazione delle eccellenze italiane, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle nostre aziende nel contesto globale”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Particolare attenzione è stata dedicata al convegno “Il Pane del Futuro”, evento di punta del calendario FIPPA. “Questo incontro non sarà solo un momento di confronto tra esperti, ma una piattaforma di innovazione e divulgazione – ha proseguito Emma. – Parleremo delle nuove tecniche produttive, delle tendenze di consumo, dell’importanza della filiera corta e della sostenibilità ambientale, senza dimenticare la tradizione che rende unico il nostro pane”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emma ha inoltre evidenziato il ruolo della Federazione come punto di riferimento per i professionisti del settore: “La FIPPA non è solo un’associazione di categoria, ma un vero e proprio motore culturale e formativo. Attraverso corsi, workshop e convegni, accompagniamo i panificatori italiani verso una crescita costante, garantendo standard elevati di qualità e innovazione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Concludendo l’intervista, il direttore eventi ha ribadito come la Federazione si impegni a consolidare la reputazione internazionale del pane italiano, unendo tradizione, innovazione e sostenibilità per costruire il futuro del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:57:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/prunella-emma-direttore-eventi-fippa-parla-della-missione-2026-e-del-convegno-il-pane-del-futuro</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SIGEP World 2026, Giorilli e Giaccoli: quando pane e pizza parlano di futuro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-giorilli-e-giaccoli-quando-pane-e-pizza-parlano-di-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Al SIGEP World 2026, due eccellenze del food italiano hanno catalizzato l’attenzione del pubblico: Piergiorgio Giorilli, maestro della panificazione, e Antonio Giaccoli, presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001104195.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giorilli ha presentato il suo nuovo libro, il più personale della sua carriera, in cui intreccia la vita professionale e le passioni personali, dal ciclismo ai viaggi, fino all’innovazione continua nel mondo del pane. Dopo anni di testi dedicati a ricette e tecniche, il maestro condivide un racconto intimo e riflessivo, svelando che il vero segreto del successo risiede nella capacità di formarsi senza mai fermarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto a lui, Antonio Giaccoli ha sottolineato il valore della formazione come pilastro della crescita professionale e della qualità nel settore della pizza. Il presidente del Campionato Mondiale Pizza DOC ha illustrato il ruolo dell’Accademia Pizza DOC nella valorizzazione dei talenti e nella diffusione della cultura artigianale, confermando come studio, aggiornamento e pratica siano fondamentali per eccellere in un mercato in continua evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro ha messo in luce un filo comune tra pane e pizza: passione, innovazione e formazione costante come chiavi del successo nel food contemporaneo. Un dialogo che ha celebrato l’arte del fare bene, l’importanza di continuare a imparare e il futuro di due mondi simbolo dell’eccellenza italiana..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 18 Jan 2026 13:38:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-giorilli-e-giaccoli-quando-pane-e-pizza-parlano-di-futuro</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Maglio, 150 anni di cioccolato d’eccellenza: al Sigep World la storia di una famiglia che guarda al futuro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maglio-150-anni-di-cioccolato-deccellenza-al-sigep-world-la-storia-di-una-famiglia-che-guarda-al-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Centocinquant’anni di storia, sei generazioni, un filo rosso che unisce tradizione artigianale, ricerca continua e una visione lucida del futuro. Al Sigep World 2026, tra i protagonisti più attesi della manifestazione internazionale dedicata al foodservice dolce, Cioccolato Maglio celebra un traguardo che è molto più di un anniversario: è il racconto di un’eccellenza italiana che ha saputo evolversi restando fedele alla propria identità.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001101988.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 16:33:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/maglio-150-anni-di-cioccolato-deccellenza-al-sigep-world-la-storia-di-una-famiglia-che-guarda-al-futuro</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>World Pizza Day: il 17 gennaio si celebra l’eccellenza della pizza italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/world-pizza-day-il-17-gennaio-si-celebra-leccellenza-della-pizza-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi si celebra in tutto il mondo il World Pizza Day, una giornata dedicata a uno dei simboli più rappresentativi della cultura gastronomica italiana. La data non è casuale: coincide con la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei fornai e dei pizzaioli, figura da sempre legata al fuoco, elemento centrale nell’arte bianca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa ricorrenza è l’occasione per rendere omaggio all’arte del pizzaiolo napoletano, una tradizione tramandata di generazione in generazione che nel 2017 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un traguardo che ha sancito il valore culturale, sociale e identitario di un mestiere che unisce tecnica, passione e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pizza non è soltanto un alimento, ma un linguaggio universale capace di raccontare storie di territorio, convivialità e condivisione. Dal gesto dell’impasto alla cottura nel forno a legna, ogni fase rappresenta un sapere antico che continua a evolversi, mantenendo salde le proprie radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il World Pizza Day diventa così un momento di celebrazione collettiva, un invito a riconoscere e valorizzare una tradizione che ha conquistato il mondo, restando profondamente legata alla sua origine: Napoli, culla di un’arte che è oggi patrimonio di tutti.e
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 17 Jan 2026 10:44:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/world-pizza-day-il-17-gennaio-si-celebra-leccellenza-della-pizza-italiana</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Zalambani al Sigep: la copertina storica de "Molini Italiani" celebra l’eccellenza italiana tra farine e pizza napoletana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/zalambani-al-sigep-la-copertina-storica-de-il-molino-celebra-leccellenza-italiana-tra-farine-e-pizza-napoletana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Al Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelateria, pasticceria e panificazione, si è svolto un appuntamento di grande valore simbolico e culturale con la demo a quattro mani “Chella Allà: oggi la pizza napoletana non è un miracolo”, organizzata da Molino Spadoni.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001100286.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento che ha unito tecnica, tradizione e racconto del territorio, ponendo al centro l’arte della pizza napoletana e la qualità delle farine come elementi fondanti dell’eccellenza italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dimostrazione, realizzata in collaborazione con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Matteo del Vescovo e l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ha offerto al pubblico un momento di approfondimento sulla maestria dei pizzaioli e sull’importanza delle materie prime, ribadendo come il risultato finale sia frutto di conoscenza, esperienza e rispetto delle regole della tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i protagonisti della giornata,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Leonardo Spadoni,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          figlio del presidente di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Libero Spadoni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e rappresentante della terza generazione della famiglia, ha sottolineato l’impegno dell’azienda nel coniugare innovazione e rispetto della tradizione, confermando la centralità della ricerca e della qualità nel mercato delle farine speciali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A suggellare l’incontro, il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dott. Roberto Zalambani, Presidente dell’Unione Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca ed Energie (ARGA – UNARGA),
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          insieme al
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           giornalista Stefano Buganelli,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha consegnato la copertina originale de “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Molino del 1907”.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Un gesto dal forte valore simbolico, che richiama oltre un secolo di storia, passione e cultura molitoria, rappresentando il legame profondo tra memoria, impresa e identità agroalimentare italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento ha rappresentato un autentico momento di fusione tra cultura agroalimentare e tradizione culinaria, confermando il ruolo del Sigep come spazio di dialogo tra filiere, saperi e generazioni. Ancora una volta, l’Italia si racconta attraverso le sue eccellenze: farine di qualità, pizza napoletana e una storia che continua a rinnovarsi nel segno della tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 15:59:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/zalambani-al-sigep-la-copertina-storica-de-il-molino-celebra-leccellenza-italiana-tra-farine-e-pizza-napoletana</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sigep World 2026: tradizione, innovazione e il gusto del patrimonio UNESCO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-tradizione-innovazione-e-il-gusto-del-patrimonio-unesco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La 47ª edizione di Sigep World ha aperto i battenti con entusiasmo e un grande afflusso di pubblico, confermandosi come punto di riferimento globale per il foodservice, tra pasticceria, gelato, panificazione, pizza e caffè. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001099933+%281%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sigep World 2026
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             inaugura la sua nuova edizione con un segnale chiaro di forza e maturità, confermandosi come appuntamento centrale per il foodservice italiano e internazionale. La manifestazione si presenta sempre più come una piattaforma evoluta, capace di coniugare tradizione artigianale, innovazione tecnologica e nuove dinamiche di mercato, attirando operatori, istituzioni e professionisti da tutto il mondo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Presente all’inaugurazione,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha raccolto le voci dei protagonisti che hanno segnato l’avvio dell’evento. Al centro del dibattito, il ruolo strategico di Sigep World nel raccontare l’eccellenza italiana in chiave contemporanea, valorizzando il cibo non solo come prodotto economico, ma come espressione culturale e identitaria del made in Italy.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In questo contesto si inserisce l’intervento del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , che ha sottolineato come Sigep rappresenti oggi molto più di una fiera di settore. L’evento diventa infatti promotore attivo della cucina italiana riconosciuta patrimonio UNESCO, rafforzando il legame tra tradizione gastronomica, filiere produttive e futuro sostenibile del comparto. Un riconoscimento che amplia la portata culturale della manifestazione e ne consolida il valore a livello internazionale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’edizione 2026 segna così un’evoluzione chiara: Sigep World non è solo esposizione e innovazione tecnologica, ma luogo di confronto, visione e valorizzazione del patrimonio gastronomico italiano, capace di dialogare con i mercati globali senza perdere la propria identità.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A rafforzare ulteriormente il profilo culturale e professionale della manifestazione è la presenza di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Iginio Massari
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , simbolo della pasticceria italiana nel mondo. Ai microfoni de La Gazzetta del Food, il Maestro ha rivolto un invito diretto a professionisti e appassionati a vivere il SIGEP come spazio di ispirazione e crescita. All’interno di uno spazio esclusivo, Massari presenterà “Le macchine che ho sempre sognato”: strumenti pensati per unire il rigore della tradizione artigianale con l’innovazione tecnologica, anticipando le tendenze future del settore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La partecipazione di Massari incarna perfettamente lo spirito di Sigep World 2026: un dialogo continuo tra sapere artigiano, ricerca, tecnologia e visione internazionale. L’apertura della manifestazione conferma così il passaggio definitivo da fiera a hub di idee, competenze e relazioni, capace di interpretare le trasformazioni del foodservice e di proiettare le filiere italiane in una dimensione sempre più globale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 16 Jan 2026 15:40:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-world-2026-tradizione-innovazione-e-il-gusto-del-patrimonio-unesco</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'eterna giovinezza e il nuovo codice della longevità tra scienza e mitologia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-eterna-giovinezza-e-il-nuovo-codice-della-longevita-tra-scienza-e-mitologia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre il Mito: La Biologia del Tempo. L’umanità ha sempre inseguito il sogno dell'eterna giovinezza, dai racconti sulla Fonte della Giovinezza alle moderne bio-tecnologie. Tuttavia, nel 2026, la scienza ha cambiato paradigma: non cerchiamo più un elisir magico, ma la comprensione dei meccanismi cellulari. Invecchiare è un processo biologico di ossidazione e infiammazione che possiamo influenzare attivamente attraverso le nostre scelte quotidiane.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Paradosso del Piatto: Nutrizione in un Mondo Inquinato.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Oggi il dilemma non è solo cosa mangiare, ma come districarsi in un ambiente contaminato. Ricercatori di fama come il Prof. Valter Longo e il Prof. Franco Berrino hanno dimostrato che il cibo invia segnali precisi al nostro DNA, ma la purezza totale è un miraggio. Il Dilemma del Pesce: Sebbene ricco di Omega-3, il pesce oggi porta con sé il peso delle microplastiche. La strategia scientifica suggerisce di puntare sul pesce azzurro di piccola taglia (alici, sarde), che avendo un ciclo di vita breve accumula meno tossine rispetto ai grandi predatori. La Questione Carne: Oltre ai residui di allevamento, la carne rossa stimola l'ormone mTOR, noto per accelerare l'invecchiamento. La scienza moderna ne consiglia un uso estremamente sporadico. La Soluzione nelle Piante: I legumi e i cereali integrali emergono come le fonti proteiche più "pulite" e protettive, pilastri fondamentali delle popolazioni più longeve della terra. Le Lezioni delle Zone Blu: Stress e Comunità. Le Zone Blu, dalla Sardegna a Okinawa, ci insegnano che la longevità non abita solo nel piatto. La vera giovinezza risiede nella capacità di gestire lo stress. La scienza della PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) conferma che il cortisolo alto accorcia i telomeri, le estremità dei nostri cromosomi. I centenari combattono questo processo non con i farmaci, ma con il senso di comunità, il movimento naturale e uno scopo di vita definito (Ikigai). 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Decalogo Pratico per una Giovinezza Sostenibile: 1. Scegli il "Piccolo"; 2. Proteine Vegetali; 3. Ritmo 12/12; 4. Supporto Epatico; 5. Movimento Organico; 6. Igiene Mentale; 7. Grassi Protettivi; 8. Taglia gli Zuccheri; 9. Idratazione Profonda; 10. Vivi con Scopo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'eterna giovinezza nel 2026 è un concetto di resilienza biologica. In un pianeta complesso e spesso inquinato, restare giovani significa dare al corpo il tempo di ripararsi e la qualità nutritiva necessaria per non infiammarsi. La longevità è un'arte che si coltiva ogni giorno, bilanciando scienza, tavola e serenità .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 13 Jan 2026 14:24:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cucina come vocazione: Rosalba Marte e la magia della sua crostata di mele alla cannella</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-come-vocazione-rosalba-marte-e-la-magia-della-sua-crostata-di-mele-alla-cannella</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         È un onore far parte della Gazzetta del Food e dare vita a una rubrica che racconta la cucina come esperienza di vita, fatta di passione, dedizione e amore autentico per il cibo.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001088498-47c86fda.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi presento: sono Rosalba Marte, executive chef del ristorante Plistia di Pescasseroli e anima creativa di Alba Marte Eventi. Una chef del mondo, per vocazione e per scelta, che ha fatto della cucina la propria vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa rubrica nasce dal desiderio di condividere molto più di semplici ricette. È uno spazio dedicato alla cucina come emozione, memoria e condivisione, dove ogni piatto racconta una storia, ogni profumo riporta a casa e ogni sapore diventa un gesto d’amore. Un viaggio tra tradizione e creatività, tra ricette di famiglia, eventi, esperienze vissute e momenti che uniscono le persone attorno a una tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la conclusione delle festività natalizie, abbiamo salutato questo periodo speciale con la Befana, celebrando insieme a tanti bambini un momento di gioia, sorrisi e profumi avvolgenti. Protagonista assoluta della giornata è stata una delle mie creazioni più amate: la crostata di mele alla cannella, un dolce che racconta semplicità, tradizione e calore familiare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina, per me, non è solo tecnica o creatività: è vita vissuta, è ricordo, è condivisione sincera. Ogni ricetta nasce dal desiderio di regalare un’esperienza, e questa crostata ne è l’esempio perfetto. Un dolce che profuma di casa, capace di unire grandi e piccoli intorno a un morso autentico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguitemi in questo percorso: attraverso questa rubrica condividerò nuove ricette, progetti ed eventi, continuando un viaggio fatto di sapori veri, emozioni e passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Ricetta – Crostata di mele alla cannella di Alba Marte
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la frolla
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          250 g di burro a pomata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 uova intere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          700 g di farina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 bustina di lievito per dolci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la farcia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di crema pasticcera
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5 mele tagliate a pezzetti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          200 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Succo di 1 limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaino di cannella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparare la frolla lavorando il burro a pomata con lo zucchero. Unire le uova e successivamente la farina setacciata con il lievito, fino a ottenere un impasto omogeneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendere la maggior parte dell’impasto in una teglia da 28 cm, tenendo da parte una porzione di frolla.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la farcia, cuocere le mele in padella con lo zucchero, il succo di limone e la cannella per circa 15 minuti. Lasciare raffreddare, quindi unirle delicatamente alla crema pasticcera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versare il composto di mele e crema sulla base di frolla, sbriciolare sopra l’impasto restante e infornare in forno statico a 170°C per circa 45 minuti. Lasciare raffreddare prima di servire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Perché la cucina è vita, è passione, è condivisione.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E ogni dolce racconta una storia.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 18:13:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-come-vocazione-rosalba-marte-e-la-magia-della-sua-crostata-di-mele-alla-cannella</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gennaio: ripartire con gentilezza, consapevolezza e colore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gennaio-ripartire-con-gentilezza-consapevolezza-e-colore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo le feste siamo tutti alla ricerca di qualcosa di miracoloso che ci aiuti a ripartire. E no, non parlo solo di forma fisica, ma soprattutto di ritrovare entusiasmo, energia e gioia. Gennaio porta con sé freddo, giornate grigie e poca luce: elementi che spesso spengono anche il nostro umore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per molti la soluzione sembra essere una corsa agli integratori “a go go”. Ma non è sempre la risposta giusta. Certo, se il nostro corpo lo richiede,  a causa di stanchezza persistente, carenze evidenziate da esami o situazioni specifiche,  è corretto affidarsi al consiglio di un medico. Diversamente, assumere integratori senza una reale necessità non è la strada migliore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esistono metodi più gentili e naturali per ritrovare equilibrio e benessere. Prima di tutto una buona alimentazione, fatta di cibi veri e sani. Poi il riposo, spesso sottovalutato, e un movimento adeguato, anche semplice come una camminata quotidiana. A questo si aggiungono pratiche come la meditazione, il concedersi pause di piacere come un caffè, una tisana, una chiacchierata, una passeggiata o un pomeriggio di shopping con le amiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E poi c’è il potere dei colori. Indossare tonalità “vitaminiche” può influenzare positivamente il nostro stato d’animo. Il giallo, simbolo di ottimismo e gioia; l’arancione, che stimola creatività ed entusiasmo; il verde, colore della natura e della rinascita; il rosso, energia pura e passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Integrare nella vita quotidiana gentilezza, consapevolezza, cura di sé e colore è un atto semplice ma potente. Perché, in fondo, siamo anche i colori che scegliamo di indossare ogni giorno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 09 Jan 2026 17:46:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gennaio-ripartire-con-gentilezza-consapevolezza-e-colore</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Addio confezioni pronte: La Befana quest’anno si prepara a casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/addio-confezioni-pronte-la-befana-questanno-si-prepara-a-casa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 2026 segna un cambiamento epocale nelle abitudini legate alla festa della Befana. Sempre più famiglie italiane optano per preparare in casa dolci e leccornie da donare: tortini al cioccolato, cupcake, croccanti artigianali, frolle ricoperte di cioccolato e frutta secca caramellata. Un vero tripudio di creatività e gusto, pronto a riempire le calze dei più piccoli e non solo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro questa tendenza ci sono diversi fattori determinanti: il caro vita, che porta a preferire prodotti fatti in casa rispetto a confezioni sempre più costose e spesso ingannevoli; il desiderio di gustare prodotti genuini e caserecci; un cambiamento nello stile di vita alimentare; e il recente riconoscimento dell’Italia da parte dell’UNESCO, che ha sensibilizzato alla riscoperta delle specialità locali. Inoltre, il fatto che il 6 gennaio cada di martedì favorisce le preparazioni domestiche, offrendo tempo per dedicarsi alla famiglia prima del ritorno al lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi elementi favoriscono non solo la creatività culinaria, ma anche il momento di unione familiare e la consapevolezza che il vero valore del cibo sta nell’amore e nella cura con cui viene preparato. Anche se il risultato finale non sarà sempre perfetto, i dolci fatti in casa hanno la capacità unica di scaldare il cuore, rendendo più dolci anche le prime fredde giornate di gennaio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Gregori Nalon – Cooking Strategist
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 07 Jan 2026 10:57:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/addio-confezioni-pronte-la-befana-questanno-si-prepara-a-casa</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Pranzo della Befana: un viaggio tra i sapori della tradizione italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pranzo-della-befana-un-viaggio-tra-i-sapori-della-tradizione-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, in tutta Italia le famiglie si riuniscono intorno alla tavola per celebrare la Befana. Dal Nord al Sud, ogni regione custodisce piatti e dolci che raccontano storie antiche e sapori unici. Scopriamo insieme come si festeggia a tavola, regione per regione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Pranzo della Befana in Italia: un percorso tra tradizione e gusto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Epifania segna la chiusura delle feste natalizie, ma porta con sé una tradizione culinaria che cambia da regione a regione. Dalla minestra ricca del Nord ai dolci fragranti del Sud, ogni tavola riflette la storia e i prodotti locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nord Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piemonte e Lombardia: Qui la tradizione è legata ai piatti della montagna e alla cucina contadina. Non mancano bolliti, cotechini e zampone, accompagnati da lenticchie, simbolo di prosperità per il nuovo anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Veneto e Friuli-Venezia Giulia: Sul tavolo non può mancare il pane speziato e i dolci tipici come le galani (chiacchiere) o il pinza, un dolce rustico a base di frutta secca e fichi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trentino-Alto Adige: La Befana porta piatti sostanziosi come i canederli e zuppe di verdure invernali, spesso accompagnati da vin brulé e miele.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Centro Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Toscana: Il pranzo della Befana è semplice ma ricco di gusto: zuppe di legumi, cavolo nero e la famosa crostata di marmellata per i più piccoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lazio: Tra piatti rustici e dolci natalizi, spiccano le frittelle di riso e i dolcetti di mandorle, accompagnati da un bicchiere di vino locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Umbria e Marche: La tradizione vuole zuppe calde a base di legumi e carne, con dolci tipici come il panpepato, un dolce speziato che richiama i sapori del Natale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sud Italia e Isole
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Campania: La Befana porta dolci come le struffoli, palline di pasta fritta immerse nel miele e decorate con confettini colorati, insieme a piatti di carne e verdure di stagione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puglia: Le famiglie preparano focacce dolci e salate, accompagnate da calzoni ripieni e dolcetti alle mandorle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sicilia: Tra i dolci più celebri ci sono le cannole e le cartellate, mentre sulle tavole non mancano zuppe di legumi e piatti a base di carne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sardegna: La tradizione è legata ai dolci: seadas ripiene di formaggio e miele, e altre specialità locali come il pane frattau.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dolci e simboli della Befana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tutte le regioni italiane, i dolci sono protagonisti. Caramelle, cioccolato e le immancabili calze della Befana rappresentano il momento più atteso dai bambini. Ma non solo: molti piatti del pranzo hanno un significato simbolico, come le lenticchie per la prosperità e i dolci speziati per scacciare l’inverno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il pranzo della Befana in Italia non è solo cibo, ma un vero e proprio viaggio tra cultura, storia e tradizione. Da Nord a Sud, ogni piatto racconta una storia e regala un momento di convivialità che unisce generazioni. Così, tra zuppe calde, dolci profumati e sorrisi, la Befana continua a portare gioia sulle tavole italiane.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 07 Jan 2026 10:54:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Whisky in Italia: mercato stabile, passione in crescita Dal calo dei consumi alla rinascita culturale del distillato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/whisky-in-italia-mercato-stabile-passione-in-crescita-dal-calo-dei-consumi-alla-rinascita-culturale-del-distillato</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, il whisky in Italia ha registrato una fase di consolidamento più che di espansione. I dati sul valore pro capite indicano un trend decrescente tra il 2012 e il 2022, con un calo medio annuo di circa il 3,5 % negli ultimi cinque anni, riflettendo una flessione dei consumi domestici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A livello europeo, però, il mercato degli spirits cresce lentamente ma in modo costante. Nel 2024 il comparto ha segnato un incremento complessivo del 2,1 % rispetto ai livelli pre-pandemia, trainato soprattutto da gin e altre categorie emergenti, mentre il whisky mostra aumenti più contenuti ma stabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una comunità di appassionati in fermento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se i numeri raccontano una stabilità dei consumi, la realtà culturale del whisky in Italia sta vivendo un vero rinascimento. Festival, degustazioni guidate e club specializzati stanno creando una comunità di appassionati sempre più informata e partecipe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’interesse va oltre il semplice sorso: si approfondiscono le diverse tipologie di whisky, le tecniche di produzione e le modalità di degustazione, trasformando la bevanda in un’esperienza sensoriale ed educativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Whisky italiano nel mondo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche all’estero l’Italia si fa notare. L’export di whisky italiano registra crescite sia in volume sia in valore, segno di un riconoscimento crescente della qualità dei prodotti del Bel Paese. Sempre più consumatori internazionali iniziano a associare l’Italia non solo al vino o alla grappa, ma anche a distillati premium di alto livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Curiosità e trend
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eventi in crescita: festival e degustazioni dedicate al whisky aumentano anno dopo anno, con una partecipazione sempre più ampia di giovani e appassionati esperti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premium e artigianale: cresce l’interesse per le produzioni limitate, le etichette rare e i whisky invecchiati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cultura e formazione: corsi di degustazione e club del whisky diffondono conoscenze su stili, provenienze e tecniche di produzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In sintesi, il mercato italiano del whisky resta stabile nei volumi, ma la passione e la cultura attorno al distillato continuano a espandersi. Tra eventi, degustazioni e produzioni artigianali, il whisky in Italia si conferma sempre più come simbolo di esperienza e piacere condiviso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 02 Jan 2026 14:53:26 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fagottini alla rapa rossa con gorgonzola, crema di asparagi selvatici e fiori di rosmarino</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fagottini-alla-rapa-rossa-con-gorgonzola-crema-di-asparagi-selvatici-e-fiori-di-rosmarino</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colore, stagionalità e rispetto della materia prima: sono questi gli elementi che definiscono un piatto capace di raccontare una cucina essenziale ma profondamente contemporanea. I fagottini alla rapa rossa con gorgonzola, crema di asparagi selvatici e fiori di rosmarino nascono da un’idea semplice, quasi “povera”, ma trovano forza e identità in una scelta tecnica precisa e consapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il colore intenso dell’impasto non è affidato a scorciatoie o polveri, ma esclusivamente alla rapa rossa, cotta lentamente nel forno a legna. Una lavorazione che concentra sapori e pigmenti naturali, valorizzata da un dettaglio tutt’altro che secondario: la selezione di rape rosse di piccole dimensioni. Più dolci, meno fibrose e cromaticamente più vive, sono la chiave per ottenere una sfoglia brillante e setosa, capace di stupire già al primo sguardo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ripieno di gorgonzola introduce una nota cremosa e decisa, bilanciata dalla delicatezza del burro fuso utilizzato come condimento. La base di crema di asparagi selvatici aggiunge profondità vegetale e richiama il territorio, mentre le scaglie di Parmigiano Reggiano completano il piatto con una sapidità elegante e persistente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A chiudere, un dettaglio floreale: i fiori di rosmarino, scelti non solo per l’aroma delicato ma anche per il loro tenue colore azzurro, che dialoga con le tonalità rosse e verdi del piatto, trasformando la composizione in un piccolo quadro gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Completamente vegetariano, questo piatto si presta perfettamente alla tavola della vigilia o a qualsiasi occasione in cui si desideri una proposta senza carne, ma ricca di carattere. È la dimostrazione che, con un tocco di fantasia e una profonda attenzione agli ingredienti, anche la cucina più semplice può evolvere in un’esperienza gastronomica raffinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buone feste e buon appetito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 29 Dec 2025 12:29:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/fagottini-alla-rapa-rossa-con-gorgonzola-crema-di-asparagi-selvatici-e-fiori-di-rosmarino</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’ammollo del baccalà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lammollo-del-baccala</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Il primo atto d’amore verso il piatto
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Quando parlo di baccalà, parto sempre dall’ammollo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non lo considero una semplice fase preparatoria, ma il primo, vero atto d’amore verso questo piatto. È in questo momento che il baccalà inizia il suo percorso di ritorno alla cucina e alla vita, ed è qui che si decide gran parte del risultato finale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il baccalà va sempre immerso completamente in acqua fredda, in un contenitore capiente, senza alcuna costrizione. Deve avere spazio, libertà, possibilità di distendersi. Forzarlo significa compromettere l’ammollo in modo irregolare e alterare la struttura delle sue fibre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cambio l’acqua almeno due volte al giorno, per un minimo di tre giorni. Ma tengo sempre a precisare una cosa: non esiste una regola unica valida per tutti i baccalà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni pezzo è diverso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tempo necessario dipende dallo spessore, ma soprattutto dalla parte del pesce da cui proviene. Alcuni tagli si ammorbidiscono più rapidamente, altri richiedono più attenzione, più pazienza. Per questo l’ammollo non va semplicemente contato, va seguito. Bisogna osservare, toccare, capire quando il baccalà è pronto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio fondamentale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è un aspetto che considero essenziale: quando sostituisco l’acqua, la nuova deve avere la stessa temperatura di quella già presente, oppure essere più fredda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli sbalzi termici stressano inutilmente la fibra del pesce e ne compromettono la qualità. Per questo tengo sempre sia il baccalà che l’acqua di ricambio in frigorifero. In questo modo garantisco continuità di temperatura durante tutta la fase di ammollo e rispetto pienamente la materia prima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima dell’acqua, prima del fuoco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ammollo richiede pazienza, costanza e rispetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è un passaggio da eseguire in fretta, ma un gesto di cura. È qui che si costruisce la base di un grande piatto di baccalà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un grande baccalà nasce prima in acqua,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          e solo dopo arriva in cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 14:18:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/lammollo-del-baccala</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Oro di Partenope: Il Rito Intramontabile degli Struffoli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-oro-di-partenope-il-rito-intramontabile-degli-struffoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è Natale a Napoli senza la cascata di miele  che avvolge ogni singola pallina dorata. Gli struffoli non sono semplici dolci, ma minuscole pepite di storia che racchiudono l'essenza della convivialità partenopea. La loro origine risale ai Greci della Magna Grecia, che portarono a Napoli i primi prototipi di queste palline di pasta fritta chiamandole strongoulos. Tuttavia, la versione attuale è nata tra le mura dei conventi napoletani: le monache della Croce di Lucca e di Santa Maria in Aracoeli furono le prime a "cristallizzarli" nel miele per offrirli come dono prezioso alla nobiltà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Curiosità e Leggende tra i Vicoli
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i vicoli di Napoli, si dice che gli struffoli siano così piccoli perché devono "invadere" ogni spazio del piatto, proprio come la gioia dovrebbe fare in ogni angolo della casa. Anticamente rappresentavano un augurio di prosperità: la loro forma sferica richiama le monete d'oro zecchino che il miele tiene unite. Un tempo, la "prova della nonna" consisteva nel lanciarne uno: se era abbastanza leggero da non far rumore cadendo, la frittura era considerata perfetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Segreto della "Maturazione"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vero segreto risiede nella pazienza. La tradizione esige che vengano preparati con 2 o 3 giorni di anticipo. Questo riposo permette al miele di cristallizzarsi e penetrare nel cuore della pasta fritta, assorbendo gli oli essenziali degli agrumi. Solo dopo 48 ore il bouquet aromatico di anice e arancia si sprigiona completamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Ricetta e il Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti: 500g di Farina 00, 3 Uova + 1 Tuorlo, 50g di Burro, 2 cucchiai di Zucchero, scorza di limone/arancia e un bicchierino di liquore all'Anice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per condire: 350g di Miele millefiori, diavolilli (confettini) e canditi (arancia e cedro).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'Impasto: Lavorate gli ingredienti fino a ottenere un panetto liscio; lasciatelo riposare per 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Formatura: Create cordoncini sottili e tagliateli in cubetti minuscoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Frittura: Immergeteli in olio di semi bollente finché non risulteranno dorati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Mielatura: Sciogliete il miele a fuoco lento, unite gli struffoli e mescolate con cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Composizione: Formate una corona e decorate con i diavolilli mentre il miele è ancora caldo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Anima del Natale Campano: Brindisi e Tradizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Campania, sebbene il panettone e il pandoro siano ospiti graditi, gli struffoli restano i protagonisti assoluti. Rappresentano l'anima della festa: mentre i dolci industriali si affettano con precisione, lo struffolo si condivide "a pizzichi", un rito collettivo che unisce le generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chiudere in bellezza, l'abbinamento ideale spazia dai classici del territorio, come un Nocillo artigianale o un Limoncello ghiacciato, a scelte più ricercate come un Prosecco di Valdobbiadene, perfetto per pulire il palato, o un Passito di Pantelleria, capace di esaltare la persistenza aromatica del miele senza sovrastarla.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Che questa corona dorata porti dolcezza e abbondanza in ogni casa. Buon Natale a tutti!
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Dec 2025 14:09:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/l-oro-di-partenope-il-rito-intramontabile-degli-struffoli</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sol and the City Sud debutta in Calabria: boom di presenze a Catanzaro nella prima giornata, Manuela Arcuri ha inaugurato l’evento</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sol-and-the-city-sud-debutta-in-calabria-boom-di-presenze-a-catanzaro-nella-prima-giornata-manuela-arcuri-ha-inaugurato-levento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buona la prima, grande successo anche nella seconda giornata. Sol and the City Sud sta registrando un’elevata affluenza di pubblico all’area fieristica di Catanzaro, confermandosi già come uno degli eventi enogastronomici più rilevanti del Sud Italia. La manifestazione, in programma il 19 e 20 dicembre, è entrata oggi nel vivo, dopo l’inaugurazione ufficiale di ieri che ha visto Manuela Arcuri tagliare il nastro, dando il via alla prima edizione calabrese dell’evento dedicato all’olio extravergine d’oliva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Promosso dalla Regione Calabria – Dipartimento Agricoltura, in sinergia con Veronafiere e con il supporto organizzativo di Arsac, Sol and the City Sud rappresenta la declinazione meridionale di SOL Expo, la prestigiosa rassegna internazionale dedicata all’olio EVO che si svolge a Verona. Un format che rafforza il percorso avviato con Vinitaly and the City e con il Merano Wine Festival a Cirò, puntando sulla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella seconda giornata, in contemporanea con altri grandi appuntamenti fieristici di settore come il SIGEP, Catanzaro si conferma polo attrattivo per pubblico, operatori e appassionati. Sono circa cento le aziende presenti, provenienti non solo dalla Calabria ma anche da Campania e Basilicata, a testimonianza di una manifestazione che guarda al Mezzogiorno come sistema produttivo integrato e competitivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma, fitto e articolato, alterna momenti di approfondimento tecnico e culturale a degustazioni guidate, focus su benessere e cosmesi, attività dedicate alle famiglie e show cooking di alto livello, capaci di coinvolgere un pubblico trasversale e numeroso. L’evento sta generando anche un significativo indotto turistico, con presenze arrivate da diverse aree della regione e da fuori Calabria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A impreziosire la manifestazione, una lunga lista di ospiti di rilievo del mondo della cucina, della comunicazione e dello spettacolo: dal maestro Luciano Sorbillo a Fabio Campoli, Andrea Mainardi, Federico Fusca, Francesco Aquila, Peppone Calabrese, Andrea Micale e Michele Monopoli, fino a Bianca Luna Santoro, Gioacchino Bonsignore e Francesca Gambacorta. Presenze che contribuiscono a rafforzare la visibilità nazionale dell’evento e a raccontare l’olio come prodotto identitario, contemporaneo e strategico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sol and the City Sud si conferma così non solo una fiera, ma una piattaforma di promozione territoriale e culturale, capace di unire tradizione e innovazione e di posizionare la Calabria al centro del racconto dell’olio extravergine d’oliva di qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 20 Dec 2025 08:46:39 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ostriche crude nelle feste: fascino senza tempo, ma conviene davvero?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ostriche-crude-nelle-feste-fascino-senza-tempo-ma-conviene-davvero</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’immagine è iconica: una tavola delle feste, flute di Champagne e un piatto di ostriche crude per inaugurare la cena di Natale o di Capodanno. Un rituale che evoca lusso, freschezza e raffinatezza. Tuttavia, dal punto di vista della sicurezza alimentare, non è mai una scelta priva di rischi, soprattutto nei mesi invernali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un errore molto comune è confondere la freschezza con la sicurezza. Essere in un ristorante stellato, acquistare in una pescheria rinomata o pagare un prezzo elevato non garantisce l’assenza di virus. La contaminazione da norovirus, il principale responsabile di gastroenteriti legate al consumo di molluschi crudi, non dipende dalla qualità del locale né dalla competenza dello chef.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le ostriche, come tutti i molluschi bivalvi, sono organismi filtratori: concentrano nel loro organismo tutto ciò che è presente nell’acqua in cui vivono. Se l’area di raccolta è contaminata, il prodotto arriva ugualmente contaminato, sia nel ristorante di lusso sia nel banco refrigerato del supermercato o nella boutique gourmet.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché il rischio aumenta proprio durante le feste?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Il norovirus è più diffuso nei mesi freddi, proprio tra novembre e marzo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Le ostriche spesso non vengono cotte, eliminando l’unico trattamento realmente efficace contro i virus
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • I controlli sanitari riducono il rischio batterico, ma non eliminano completamente quello virale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Bastano pochissime particelle virali per causare l’infezione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato? Un alimento apparentemente “nobile” può trasformare una cena memorabile in giorni di nausea, vomito, diarrea e febbre, soprattutto in soggetti fragili come anziani, bambini e persone immunodepresse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consigli pratici per consumare pesce crudo in sicurezza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se non vuoi rinunciare al crudo durante le feste, segui queste regole fondamentali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Preferisci il pesce abbattuto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il pesce destinato al consumo crudo deve essere abbattuto a -20 °C per almeno 24 ore (obbligatorio per legge).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attenzione: l’abbattimento elimina i parassiti (come Anisakis), ma non i virus.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           2. Evita i molluschi crudi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ostriche, cozze, vongole e fasolari sono gli alimenti a maggior rischio virale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Se li ami, consumali ben cotti: la cottura è l’unico metodo davvero efficace.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Non fidarti solo dell’aspetto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’ostrica viva, profumata e appena aperta può comunque essere contaminata. Il virus è invisibile, inodore e insapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Fai attenzione a casa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se prepari crudi in casa:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Usa utensili separati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Lava accuratamente le mani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Mantieni la catena del freddo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Consuma subito il prodotto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. Valuta chi hai a tavola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se ci sono anziani, bambini, donne in gravidanza o persone con difese immunitarie ridotte, il pesce crudo è sconsigliato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le ostriche crude restano un simbolo di festa e mondanità, ma non sono mai una scelta completamente sicura, soprattutto a Natale e Capodanno. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La vera eleganza oggi è la consapevolezza: conoscere i rischi, fare scelte informate e proteggere la salute propria e degli ospiti.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 18:34:31 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pasta Valdoro: eccellenza italiana che racconta tradizione e innovazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pasta-valdoro-eccellenza-italiana-che-racconta-tradizione-e-innovazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La cucina italiana, riconosciuta oggi come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, rappresenta molto più di una semplice arte culinaria: è un linguaggio universale che unisce storia, territorio e cultura del saper fare. Ogni piatto racconta storie antiche, trasmette valori e mantiene viva l’identità di un Paese che sa trasformare ingredienti semplici in esperienze uniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto, Pasta Valdoro emerge come un autentico ambasciatore della qualità italiana. La sua linguina, frutto di una lavorazione artigianale attenta e rispettosa della materia prima, offre una consistenza perfetta e una tenuta impeccabile in cottura, caratteristiche fondamentali per esaltare ogni condimento senza mai comprometterne il gusto. La bontà di Pasta Valdoro non risiede solo nel sapore, ma nella capacità di coniugare tradizione e contemporaneità, rendendo ogni piatto un omaggio alla cultura gastronomica italiana. Chef e appassionati la scelgono non solo per la qualità tecnica, ma per la sua capacità di raccontare, in ogni forchettata, la storia e l’eccellenza del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario, la cucina italiana patrimonio UNESCO non è soltanto memoria: è innovazione che rispetta le radici. La sua valorizzazione passa attraverso eccellenze come Pasta Valdoro, capaci di interpretare il presente senza tradire l’autenticità delle tradizioni. È questo equilibrio tra passato e futuro che rende la gastronomia italiana un vero tesoro culturale, da preservare e rinnovare ogni giorno, anche nel piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta di Chef Pamela Liccardo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 16:28:04 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sgarri di Natale:come ritrovare l’equilibrio senza sensi di colpa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sgarri-di-natale-come-ritrovare-lequilibrio-senza-sensi-di-colpa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le festività natalizie sono, per tradizione, un periodo di convivialità e abbondanza. Pranzi lunghi, dolci tipici, brindisi ripetuti: concedersi qualche eccesso è del tutto normale. Una delle preoccupazioni più frequenti tra le persone che hanno intrapreso un percorso nutrizionale, soprattutto dopo aver perso diversi chili, è quella di riprendere peso e vanificare i sacrifici fatti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È importante chiarire fin da subito un concetto fondamentale: gli sgarri di Natale non vanno puniti, ma riequilibrati. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un messaggio che ripeto spesso anche nel mio studio, invitando i pazienti a vivere le feste con serenità, senza sensi di colpa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nostro organismo, infatti, possiede meccanismi di autoregolazione molto efficienti e, soprattutto, il peso perso non può essere ripreso in pochi giorni. Per questo motivo non serve allarmarsi, ma adottare alcuni semplici accorgimenti per favorire il ritorno all’equilibrio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo passo è una corretta idratazione. L’eccesso di sale, zuccheri e alcol tipico delle festività favorisce la ritenzione idrica e appesantisce il lavoro di fegato e reni. Bere acqua in modo regolare, affiancata da tisane digestive o drenanti e brodi leggeri, aiuta l’organismo a eliminare le scorie accumulate e a ritrovare una sensazione di leggerezza. In alcuni casi può essere utile anche il supporto di un drenante, sempre valutato con criterio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei giorni successivi alle feste è consigliabile semplificare l’alimentazione, eliminando i cibi ultra-processati. Verdure crude e cotte, proteine magre, cereali integrali in quantità moderate e grassi di buona qualità, come l’olio extravergine d’oliva, rappresentano una base equilibrata. L’obiettivo non è togliere, ma alleggerire, restituendo al sistema digestivo tempi e spazi fisiologici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro aspetto spesso trascurato riguarda l’equilibrio intestinale. Gonfiore addominale, alvo irregolare e senso di affaticamento sono disturbi frequenti dopo periodi di alimentazione disordinata. Ripristinare una corretta funzionalità intestinale, attraverso l’introduzione di fibre e alimenti fermentati, è fondamentale per sostenere il metabolismo e migliorare la digestione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il movimento gioca un ruolo chiave, ma va interpretato correttamente. L’attività fisica non deve essere vissuta come una punizione per “smaltire” ciò che si è mangiato. Camminate quotidiane, attività dolce e una graduale ripresa dell’esercizio aiutano a stimolare la circolazione, migliorare la sensibilità insulinica e favorire il benessere generale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, è importante ridimensionare il ruolo della bilancia. Nei giorni successivi al Natale, l’aumento di peso è spesso legato a ritenzione idrica e infiammazione, più che a un reale incremento della massa grassa. Parametri come energia, qualità del sonno e sensazione di leggerezza sono indicatori molto più affidabili dello stato di salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, il periodo post-festivo non richiede soluzioni drastiche, ma un ritorno graduale alla normalità. Un’alimentazione equilibrata e consapevole non è quella priva di eccezioni, ma quella capace di adattarsi ai diversi momenti della vita, senza sensi di colpa e senza estremismi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buone feste
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 19 Dec 2025 16:14:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sgarri-di-natale-come-ritrovare-lequilibrio-senza-sensi-di-colpa</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo stile natalizio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-stile-natalizio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         È arrivato il periodo natalizio, e quale momento migliore se non questo per riscoprire e rivivere le nostre tradizioni più autentiche. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001041267.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            In Puglia il Natale è un intreccio di storia, cultura e identità: sagre, mercatini, fiere e mostre animano borghi e città, trasformandoli in luoghi di incontro, di luce e di memoria condivisa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni paese pugliese custodisce tradizioni uniche, dolci tipici, profumi inconfondibili, giochi di luci e colori che raccontano un territorio ricco di valori e di bellezza. A dominare il periodo natalizio sono tonalità simboliche e senza tempo: il rosso, il verde, l’oro e il bianco, veri protagonisti di questa stagione magica. Proprio ispirandomi alla volontà di rivivere le tradizioni, tipica di questo periodo, mi piacerebbe citare una mostra, ideata dall’associazione culturale" I colori dell’anima" dedicata all’evoluzione degli abiti da sposa, dagli anni Venti fino ai giorni nostri. Un percorso che attraversa epoche diverse, mettendo in luce le tradizioni pugliesi legate al matrimonio, le usanze, i valori familiari e sociali che da sempre accompagnano questo rito, celebrando uno stile autentico e inconfondibilmente pugliese. Infatti essa ha riscontrato molto successo proprio per questo mix di tradizioni, costumi e storia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Questo legame tra Natale e matrimonio si ritrova anche nel simbolismo dei colori: il rosso rappresenta l’energia e la forza che ci sostengono, il verde è emblema di speranza e rinascita, l’oro richiama la luce divina, mentre il bianco racconta la purezza e l’innocenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso tradizioni, colori e abiti, il Natale in Puglia diventa così un racconto corale, capace di unire passato e presente, memoria e identità, in un’unica, preziosa narrazione. #lostilepugliesetianimalavita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:30:15 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Host Arabia debutta a Riyadh: Fiera Milano porta l’eccellenza italiana dell’hospitality nel cuore del Medio Oriente</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/host-arabia-debutta-a-riyadh-fiera-milano-porta-leccellenza-italiana-dellhospitality-nel-cuore-del-medio-oriente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Riyadh diventa per quattro giorni il crocevia internazionale dell’ospitalità professionale. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/HOSTARABIA_Nastro.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha preso ufficialmente il via Host Arabia, il nuovo format fieristico organizzato da Fiera Milano in collaborazione con Semark e Hospitality Services, con la partnership strategica della Culinary Arts Commission (CAC). L’evento, in programma fino al 17 dicembre 2025 presso il Riyadh Front Exhibition &amp;amp; Conference Center, segna il primo progetto internazionale di Host Milano, manifestazione leader globale per il settore dell’hospitality, del fuoricasa e del food retail.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un debutto di grande rilevanza strategica, che conferma la capacità di Fiera Milano di esportare format di successo e di creare piattaforme di business in mercati ad alto potenziale. Host Arabia si svolge in contemporanea con Horeca Riyadh, Salon du Chocolat et de la Pâtisserie Riyadh e Saudi Elite Chefs, dando vita a un ecosistema fieristico integrato che riunisce oltre 500 espositori da 60 Paesi, su un’area complessiva di 42.000 metri quadrati, con 50.000 visitatori professionali attesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ponte strategico tra Italia e Arabia Saudita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Host Arabia concretizza l’impegno di Fiera Milano a cogliere le opportunità dei mercati internazionali per le aziende italiane”, ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente di Fiera Milano. “Portare il format di Host Milano in Arabia Saudita significa valorizzare il Made in Italy e il know-how delle nostre imprese, favorendo collaborazioni strategiche in un contesto reso particolarmente attrattivo dal piano Vision 2030, che prevede investimenti per 800 miliardi di dollari nel settore dell’ospitalità”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla stessa linea Roberto Foresti, Vicedirettore Generale di Fiera Milano, che ha sottolineato come l’iniziativa rientri nella strategia di internazionalizzazione del Gruppo: “Attraverso progetti come Host Arabia rafforziamo il ruolo di Fiera Milano come hub globale, capace di connettere mercati, culture e competenze, supportando le aziende in mercati in forte espansione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per Jad Taktak, CEO di Semark Group, Host Arabia rappresenta “una piattaforma unificata che riunisce decenni di esperienza e innovazione da tutto il mondo, a supporto dell’ambiziosa visione del Regno di trasformare Riyadh in una destinazione globale di eccellenza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di particolare rilievo la partecipazione italiana, che conferma il ruolo centrale del nostro Paese nel settore dell’ospitalità professionale. Accanto a importanti aziende presenti individualmente – tra cui Ali Group, Angelo Po Grandi Cucine, Caffè Carraro, Giganplast, IMA Group, Principessa, Pasolini, Sanelli Ambrogio e Studio54 – spicca una collettiva ufficiale di 15 imprese italiane, organizzata con il supporto di ICE – Agenzia e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La delegazione rappresenta il meglio della manifattura e della tecnologia italiana nei comparti delle attrezzature, degli arredi, del caffè e dei semilavorati, con marchi come Poltrona Frau, Caffitaly System, Laudarte, Trismoka, Fhiaba, Tessitura Perego e molte altre realtà simbolo di qualità, design e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eventi, competizioni e alta formazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre all’offerta espositiva, Host Arabia e le manifestazioni collegate propongono un ricco programma di eventi, masterclass e competizioni, con il coinvolgimento di oltre 70 chef e relatori internazionali. Tra gli appuntamenti di punta figurano l’Hospitality Salon Culinaire, i contest Saudi Barista e Mocktail Competitions, oltre agli Horeca Talks, dedicati a innovazione, sostenibilità e futuro dell’ospitalità nel Regno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande attenzione anche al mondo della pasticceria con il Salon du Chocolat et de la Pâtisserie Riyadh, che riunisce 40 maestri pasticceri e cioccolatieri internazionali, e alla valorizzazione della cucina locale con Saudi Elite Chefs, competizione promossa dalla Culinary Arts Commission per celebrare e far crescere i talenti sauditi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo hub globale per l’hospitality
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con Host Arabia, Riyadh si afferma come hub strategico per l’ospitalità nel Medio Oriente, in linea con gli obiettivi di sviluppo del turismo e del food service del Golfo. L’alleanza tra competenze internazionali e talento locale inaugura una nuova fase di leadership regionale, in cui business, cultura e innovazione si intrecciano per definire il futuro dell’industria hospitality.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un debutto che guarda lontano e che, ancora una volta, vede l’Italia protagonista sulla scena globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Dec 2025 20:20:08 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Celebrare il Cinema, onorare la Tradizione: la firma della Cena di Gala al Vesuvius Film Festival</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/celebrare-il-cinema-onorare-la-tradizione-la-firma-della-cena-di-gala-al-vesuvius-film-festival</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In una serata in cui il Cinema ha incontrato l’anima più autentica del territorio, il
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Vesuvius Film Festival
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , dedicato al genio immortale di Federico Fellini, ha acceso i riflettori non solo sul grande schermo, ma anche sull’eccellenza gastronomica partenopea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La brigata protagonista dell’evento ha avuto l’onore di firmare la Cena di Gala riservata agli illustri ospiti della serata: artisti e attori pluripremiati in Italia e all’estero, fino a Los Angeles, protagonisti di cortometraggi girati nella amata Campania. Tra i momenti più significativi, l’incontro con gli autori e i protagonisti di opere premiate come “Mozzarella”, cortometraggio simbolo di identità, radici e talento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un menù che racconta Napoli
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Cena di Gala è stata concepita come un autentico racconto gastronomico, un viaggio sensoriale attraverso i sapori più rappresentativi della tradizione partenopea, interpretati con eleganza, rispetto e uno sguardo contemporaneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Antipasto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salumi artigianali di nicchia firmati I Mandriani, con picagna e bresaola impreziosite da colatura di alici, raffinato omaggio al mare campano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Primo piatto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pacchero al ragù napoletano con salsiccia affumicata, espressione autentica della cucina di casa, simbolo di convivialità e memoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Secondo piatto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spezzatino di fassona con ribes nero e cannella, adagiato su crema di zucca e petali di zucca brasata, in un equilibrio armonico tra intensità, delicatezza e ricerca.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dessert
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A chiudere la serata, la Delizia ai Limoni di Amalfi, emblema di freschezza, luce e identità territoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La brigata: il cuore pulsante dell’evento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere possibile questa esperienza gastronomica è stata una brigata affiatata, competente e profondamente appassionata, capace di trasformare una cena di rappresentanza in un momento memorabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La brigata di cucina:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Giovanna Cuomo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Salvatore Auletta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Ubaldo Pucillo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Nicola De Falco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Adele Camerlengo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Professionisti che hanno operato in perfetta sinergia, mettendo tecnica, sensibilità e amore per la cucina al servizio dell’evento e dei suoi ospiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un incontro tra Arte e Identità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata ha rappresentato molto più di una Cena di Gala: è stata la celebrazione di un legame profondo tra cinema, cultura e territorio, tra visione artistica e tradizione culinaria. Un palcoscenico d’eccellenza in cui la Campania ha saputo raccontarsi con orgoglio, emozione e grande professionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché, proprio come il grande Cinema, anche la cucina sa lasciare il segno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Articolo a cura della Redazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:03:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/celebrare-il-cinema-onorare-la-tradizione-la-firma-della-cena-di-gala-al-vesuvius-film-festival</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001036522.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1001036522.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pasticceria artigianale e torrefazione: una sinergia che definisce il futuro del gusto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pasticceria-artigianale-e-torrefazione-una-sinergia-che-definisce-il-futuro-del-gusto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama gastronomico italiano ed europeo, stanno emergendo con sempre maggiore forza realtà capaci di integrare la pasticceria artigianale con piccole torrefazioni di caffè, dando vita a veri e propri hub sensoriali in cui dolce e caffè dialogano attraverso proposte curate, identitarie e ad alto valore aggiunto. Questo modello risponde a una domanda crescente di autenticità, qualità e storytelling, elementi ormai centrali nelle scelte dei consumatori contemporanei.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Trend di mercato: dolce e caffè in sinergia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il mercato dei dolci e della pasticceria artigianale continua a mostrare segnali di vitalità. Secondo i dati dell’Osservatorio Sigep, la categoria dessert è cresciuta del 6% in Europa e del 2,3% in Italia negli ultimi dodici mesi, sostenuta da un interesse sempre più marcato verso prodotti artigianali, creativi e legati al territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parallelamente, il comparto del caffè sta vivendo una fase di profonda evoluzione: il consumo si orienta verso miscele premium e caffè di qualità, con una particolare attenzione alla provenienza del chicco e ai processi produttivi. Le torrefazioni italiane registrano infatti un incremento delle esportazioni del +22% verso i mercati asiatici, trainato dalla domanda di prodotti autentici e fortemente identitari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La torrefazione artigianale rappresenta oggi uno dei segmenti più dinamici del settore. Le realtà di dimensioni contenute si distinguono per la capacità di valorizzare: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           le origini del caffè, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la tracciabilità della filiera, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           profili aromatici complessi e riconoscibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi elementi incontrano le aspettative di un consumatore sempre più consapevole ed esigente e favoriscono un’integrazione naturale con la pasticceria artigianale, dando vita a abbinamenti dolce–bevanda di alto livello, capaci di elevare l’esperienza complessiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’unione tra produzione dolciaria e tostatura interna del caffè consente di ottenere benefici concreti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’esperienza cliente distintiva, in cui la lavorazione artigianale diventa parte integrante del momento di consumo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una brand identity forte, capace di differenziarsi dai format tradizionali di bar e caffetteria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Maggiore marginalità, grazie alla proposta di prodotti premium, dalle specialità di pasticceria ai blend di caffè personalizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Valorizzazione del locale come luogo di cultura gastronomica, non solo come spazio di consumo rapido.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cokito: un modello di eccellenza italiana
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo scenario si inserisce in modo autorevole Cokito, realtà che da oltre 40 anni rappresenta un’eccellenza calabrese nel mondo del caffè artigianale. L’azienda incarna perfettamente il modello integrato di qualità, competenza e visione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guidata oggi dalla nuova generazione, sotto la direzione di Marisa Manna, Cokito continua a portare avanti gli ideali del fondatore Domenico Angiuli, con uno sguardo rivolto al futuro. La crescita dell’azienda è sostenuta da un team in continua evoluzione, formato e coinvolto in ogni fase del processo produttivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cokito segue internamente tutte le fasi della filiera:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ricerca e selezione della materia prima,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tostatura del caffè, 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           distribuzione del prodotto finito, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con l’obiettivo di garantire la miglior tazzina di caffè possibile. La conoscenza, la formazione continua e la condivisione del know-how sono valori centrali, trasmessi a collaboratori e professionisti del settore affinché ciascuno si senta parte integrante della famiglia Cokito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Elemento distintivo dell’azienda è il lavoro dei Mastri Tostatori, veri custodi dell’arte della miscelazione e della tostatura. La selezione di caffè provenienti da origini differenti e il delicato processo di arrostimento definiscono il carattere unico delle miscele Cokito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la tostatura, il chicco attraversa continui mutamenti chimico-fisici che richiedono massima attenzione, esperienza e sensibilità. Al termine del processo, ogni lotto viene sottoposto a rigorosi test di assaggio per garantire costanza qualitativa, equilibrio aromatico e riconoscibilità del prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la crescita dell’export del caffè artigianale italiano e l’espansione internazionale delle pasticcerie di qualità, il modello di pasticceria con torrefazione integrata è destinato a rafforzarsi ulteriormente nel 2026 e oltre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La valorizzazione delle competenze artigianali, l’attenzione alle materie prime e la costruzione di un’esperienza cliente multisensoriale rappresentano i principali fattori di successo. In questo contesto, Cokito si conferma come interprete autentico del Made in Italy, capace di unire tradizione, innovazione e cultura del gusto, promuovendo l’eccellenza italiana anche sui mercati internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 14 Dec 2025 11:06:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>11 dicembre – Giornata Internazionale della Montagna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/11-dicembre-giornata-internazionale-della-montagna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Montagna, ghiacciai e cultura del cibo: l’Italia celebra un patrimonio fragile e prezioso
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’11 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna, lo sguardo del mondo torna sulle vette che custodiscono un patrimonio naturale e culturale di valore inestimabile. Le montagne non sono soltanto paesaggi mozzafiato: sono ecosistemi delicati, territori di identità profonde, luoghi in cui l’uomo ha imparato a convivere con la natura sviluppando tradizioni, saperi e una cucina capace di raccontare secoli di resilienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i simboli più intensi della montagna ci sono i ghiacciai, vere “sentinelle del clima”. Oggi il loro arretramento è un allarme globale: custodiscono risorse idriche fondamentali, influenzano gli equilibri ambientali e testimoniano i cambiamenti climatici in atto. Proteggerli significa proteggere la biodiversità, l’agricoltura di quota e le comunità che vivono grazie alle loro risorse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rispetto della montagna passa anche dai comportamenti quotidiani: percorrere i sentieri con attenzione, ridurre l’impatto ambientale del turismo, sostenere pratiche agricole tradizionali e piccoli produttori che mantengono vivo il paesaggio culturale delle terre alte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il cibo di montagna: un’eredità culturale che parla di identit
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          à
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La vita in quota ha forgiato una gastronomia autentica, nata dalla necessità e divenuta oggi una delle espressioni più riconoscibili del territorio. Le cucine di montagna – dalle Alpi agli Appennini – raccontano una storia fatta di materie prime essenziali, lavorazioni antiche e sapori netti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formaggi d’alpeggio, burri profumati, salumi affumicati, zuppe nutrienti, polente, erbe spontanee, funghi e castagne: ogni piatto narra un rapporto intimo con l’ambiente, con la stagionalità e con la ritualità del lavoro agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste ricette non sono solo tradizioni gastronomiche: sono un modo per preservare l’identità dei piccoli borghi, sostenere l’economia locale e difendere una biodiversità che oggi rischia di perdersi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia e l’UNESCO: un riconoscimento alla cultura del cibo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il recente inserimento della cucina italiana nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO rappresenta un riconoscimento al valore sociale e comunitario del nostro modo di produrre e condividere il cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La montagna ha un ruolo decisivo all’interno di questo patrimonio: molte delle eccellenze italiane nascono proprio nelle terre alte. Pensiamo ai formaggi d’alpeggio a latte crudo, ai vini eroici coltivati su pendii estremi, ai pani di lunga conservazione, alle carni conservate con tecniche tramandate da generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono prodotti che parlano di sostenibilità, di adattamento, di creatività e di un legame profondo con l’ambiente. La montagna contribuisce così a definire l’immenso mosaico gastronomico italiano, rendendolo unico al mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Giornata Internazionale della Montagna invita a riflettere su quanto questi territori siano preziosi e vulnerabili. Difendere le montagne significa difendere le comunità che le abitano, la memoria culturale, i paesaggi e il cibo che da essi prende vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi più che mai, la tutela della montagna è una responsabilità condivisa: un impegno verso le generazioni future e verso un patrimonio che ci rappresenta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 11 Dec 2025 13:31:03 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La cucina italiana entra nella storia: proclamata Patrimonio UNESCO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-italiana-entra-nella-storia-proclamata-patrimonio-unesco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         New Delhi, 10 dicembre 2025.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           L’Italia scrive una pagina destinata a rimanere impressa nella memoria culturale del Paese: la cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO. Una proclamazione attesa, desiderata, costruita nel tempo con determinazione e visione, e annunciata oggi durante la sessione plenaria del Comitato intergovernativo
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un traguardo che non premia un singolo piatto, né una tecnica in particolare, ma l’intero universo gastronomico italiano: una rete di pratiche, saperi, gesti quotidiani e rituali che definisce da secoli l’identità del nostro popolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un patrimonio vivo: l’Italia raccontata attraverso la sua cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La decisione dell’UNESCO mette al centro un concetto semplice quanto rivoluzionario: la cucina italiana non è solo cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È educazione familiare, cultura del convivio, memoria collettiva, rispetto per la materia prima e per il territorio, tramandati attraverso generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dai pranzi della domenica alle mani che impastano pasta fresca, dalle ricette custodite nei quaderni delle nonne alle evoluzioni contemporanee degli chef: tutto concorre a formare un ecosistema gastronomico unico, capace di unire regioni, storie e tradizioni diverse in un linguaggio condiviso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro il riconoscimento c’è un percorso complesso, frutto di cinque anni di ricerca, consultazioni e lavoro culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i protagonisti di questa lunga marcia, spicca il contributo delle istituzioni, delle associazioni gastronomiche storiche e delle comunità del cibo. Un ruolo fondamentale è stato quello della direttrice de La Cucina Italiana, Maddalena Fossati Dondero, che ha saputo trasformare un’idea in un movimento culturale nazionale, sostenendo la candidatura con passione e autorevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il dossier presentato all’UNESCO ha valorizzato non solo la ricchezza culinaria italiana, ma anche la sua forza sociale: la capacità della cucina di creare legami, includere, educare alla sostenibilità e alla biodiversità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un riconoscimento che apre nuove prospettive
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso nella lista UNESCO non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Significa tutelare la qualità delle tradizioni, difendere i prodotti del territorio, investire nella formazione e nella trasmissione dei saperi alle nuove generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal punto di vista economico e turistico, gli esperti prevedono ricadute significative: il marchio UNESCO rafforzerà il ruolo dell’Italia come capitale mondiale della gastronomia, con un prevedibile incremento del turismo enogastronomico e dell’interesse internazionale verso le filiere alimentari italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La proclamazione dell’UNESCO non celebra soltanto una cucina, ma un modo di vivere.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina italiana è un patrimonio che si costruisce ogni giorno nelle nostre case, nelle trattorie, nelle scuole, nei mercati, nei campi. Un patrimonio fatto di autenticità, creatività e rispetto: valori che, oggi più che mai, dobbiamo proteggere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questo riconoscimento, l’Italia non conquista solo un titolo prestigioso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rafforza la propria identità culturale e rinnova l’impegno a preservare un’eredità che appartiene al passato, ma soprattutto al futuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 11:28:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cucina-italiana-entra-nella-storia-proclamata-patrimonio-unesco</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La pizza classica ti tenta, la low carb ti conquista</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-pizza-classica-ti-tenta-la-low-carb-ti-conquista</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho scelto di creare una pizza low carb con l’intento di coniugare il piacere di un piatto iconico della nostra tradizione culinaria con un approccio alimentare più equilibrato. L’obiettivo era dimostrare che è possibile gustare una pizza saporita e appagante senza un eccessivo apporto di carboidrati, mantenendo così un miglior controllo dell’energia quotidiana e valorizzando la qualità degli ingredienti. Una scelta nata dalla volontà di proporre un’alternativa leggera, inclusiva e adatta a chi segue un’alimentazione bilanciata, senza rinunciare al gusto e alla convivialità che solo una vera pizza sa offrire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricerca della combinazione perfetta non è stata immediata: ho sperimentato diverse farine e miscele prima di individuare quella in grado di avvicinarsi, per gusto, consistenza e lavorabilità, all’impasto tradizionale. Un percorso fatto di prove, studio e continui aggiustamenti, sostenuto dalla convinzione che fosse possibile ottenere una base innovativa ma rispettosa della memoria gustativa della pizza italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In linea con il mio percorso accademico in biologia, il mio obiettivo era creare un impasto che rispondesse alle esigenze di chi segue una dieta ipocalorica, ma che potesse adattarsi anche a necessità più specifiche: un’alternativa adatta a chi deve tenere sotto controllo la glicemia, a chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile o altre sensibilità intestinali. Una ricetta pensata per essere digeribile, nutrizionalmente equilibrata e realmente innovativa, senza compromessi sul sapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 18:09:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-pizza-classica-ti-tenta-la-low-carb-ti-conquista</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gran Galà “La Mia RaViola”: ad Amendolara una serata che celebra gusto, territorio e visione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gran-gala-la-mia-raviola-ad-amendolara-una-serata-che-celebra-gusto-territorio-e-visione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Gran Galà “La Mia Raviola” ha illuminato Amendolara con una serata elegante e sentita, dedicata alle eccellenze gastronomiche del territorio e al dialogo sulla cucina contemporanea. Un appuntamento che ha unito degustazioni, riflessioni e confronti costruttivi grazie alla presenza di istituzioni, professionisti e grandi interpreti dell’arte culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A inaugurare l’evento, il sindaco Maria Rita Acciardi, insieme all’intera giunta comunale, ristoratori e imprenditori locali, che hanno saputo creare un clima di autentica ospitalità e appartenenza. Protagonista anche La Gazzetta del Food, rappresentata dall’editrice e direttrice Maria Giovanna Labruna e da Chef Gregori Nalon, cooking strategist e fondatore della testata, la cui partecipazione ha impreziosito il confronto culturale e gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Momento centrale della serata, l’omaggio a Chef Rocco Gerundino, vincitore del Premio La Mia Raviola: un riconoscimento meritato per la sua capacità di trasformare la tradizione in emozione, con una cucina che racconta identità, tecnica e sensibilità. Accanto a lui, hanno arricchito il dibattito e la degustazione gli chef Biagio Girolamo, Domenico Guarino (tesoriere URCC) e Carmelo Fabricatore (presidente URCC), confermando il valore della brigata calabrese nel panorama gastronomico nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In fine l’intervento del giornalista Andrea Berardi, l’incontro ha assunto un tono ancora più ricco e stimolante. Berardi, forte della sua lunga esperienza nel settore dell’informazione, ha offerto una lettura lucida e approfondita dei temi trattati, mettendo in evidenza aspetti spesso trascurati dal dibattito pubblico. La sua analisi, chiara e diretta, ha contribuito a creare un confronto vivo e partecipato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata si è conclusa con una raffinata degustazione di prodotti tipici del territorio, esaltati da interpretazioni creative che hanno ribadito la ricchezza della cultura agroalimentare locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal Gran Galà è nata inoltre la nuova Fiera del Gusto di Amendolara, appuntamento che debutterà nell’estate 2026: una manifestazione pensata per celebrare sapori, saperi e tradizioni, e per proiettare il territorio verso nuove opportunità di valorizzazione e turismo enogastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un evento che non solo ha premiato l’eccellenza, ma ha posto le basi per un progetto ambizioso e condiviso, nel segno della qualità e della visione.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 23:17:06 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pizza DOC Awards 2025: il 10 dicembre la cerimonia che celebra l’eccellenza dell’arte bianca italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-doc-awards-2025-il-10-dicembre-la-cerimonia-che-celebra-leccellenza-dellarte-bianca-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La grande notte dedicata alla pizza italiana sta per prendere il via. Mercoledì 10 dicembre, durante la prestigiosa cerimonia di gala dei Pizza DOC Awards 2025, saranno svelati i nomi dei professionisti e delle realtà che nell’ultimo anno si sono distinti per talento, innovazione e qualità. L’evento, considerato tra i più autorevoli nel panorama della pizza d’autore, si conferma un riferimento nazionale capace di raccontare l’evoluzione del comparto attraverso i suoi protagonisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per l’edizione 2025, il Comitato Scientifico dei Pizza DOC Awards ha individuato le categorie che rappresentano i pilastri dell’arte bianca italiana. I candidati sono stati selezionati in base alla capacità di interpretare la pizza con eccellenza tecnica, ricerca costante e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le categorie in gara:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizzaiolo dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizzaiola dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizzeria dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Apertura dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Catena dell’Anno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni riconoscimento premia figure e attività che hanno lasciato un segno significativo nel settore, contribuendo alla diffusione di una cultura gastronomica moderna, consapevole e in continua evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche quest’anno l’interazione con il pubblico ha rappresentato un elemento centrale della manifestazione. Migliaia di appassionati hanno partecipato alle votazioni digitali, che si sono ufficialmente chiuse il 5 dicembre alle 23:59.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato del voto popolare, combinato con le valutazioni del Comitato Scientifico, determinerà i vincitori che saranno annunciati durante la serata di gala del 10 dicembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un trio di conduttori d’eccellenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare l’evento sarà un team di presentatori scelto per professionalità, carisma e forte legame con il mondo della comunicazione e dell’enogastronomia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rossella Pisaturo,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          collaboratrice Rai, speaker di RCS75 e volto di “Casa Sanremo”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Stefania Sirignano,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          storica voce di “Radio Punto Zero”, speaker e conduttrice di lunga esperienza;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Fresolone,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          food creator noto sui social come “La cucina del Presidente” ed esperto di comunicazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alla loro conduzione, la serata promette eleganza, ritmo e un ricco approfondimento dei temi più rilevanti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento che racconta una filiera in crescita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Pizza DOC Awards non rappresentano soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione strategica per fotografare lo stato attuale e le prospettive future del settore pizza. La manifestazione si conferma infatti una piattaforma privilegiata per l’incontro tra professionisti, imprenditori, giornalisti e stakeholder, favorendo il dialogo e il confronto sulle principali tendenze di mercato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’innovazione tecnica alla valorizzazione delle materie prime, dalla sostenibilità ai nuovi stili di consumo, i Pizza DOC Awards intercettano ogni anno le trasformazioni della filiera, contribuendo all’affermazione di standard qualitativi sempre più elevati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La proclamazione dei vincitori, prevista per il 10 dicembre, segnerà un nuovo capitolo nella storia della pizza italiana.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 06 Dec 2025 21:42:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-doc-awards-2025-il-10-dicembre-la-cerimonia-che-celebra-leccellenza-dellarte-bianca-italiana</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’eccellenza italiana in vetrina: emozione e grande partecipazione alla Conferenza Stampa del Team Italia per la Finale Europea del Bocuse d’Or 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/leccellenza-italiana-in-vetrina-emozione-e-grande-partecipazione-alla-conferenza-stampa-del-team-italia-per-la-finale-europea-del-bocuse-dor-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è svolta nella mattinata del 1° dicembre, nella splendida e prestigiosa
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sala Mengoni del Ristorante Cracco a Milano,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           la
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Conferenza Stampa di Presentazione del Team Italia che rappresenterà il nostro Paese alla Finale Europea del Bocuse d’Or 2026, in programma a Marsiglia.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro, caratterizzato da un’intensa partecipazione emotiva e da un alto profilo professionale, ha riunito istituzioni, partner, esponenti dell’alta gastronomia e la dirigenza dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, organismo ufficiale dedicato alla preparazione e al supporto del team italiano impegnato nella prestigiosa competizione internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla guida dell’Accademia si trovano
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Enrico Crippa, Presidente, Chef Carlo Cracco, Vicepresidente, e Chef Luciano Tona, Direttore: un vertice di altissimo livello che garantisce visione, competenza e un sostegno strategico fondamentale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la conferenza sono stati presentati ufficialmente i componenti del Team Italia 2026, insieme al percorso di preparazione, alla filosofia culinaria e al progetto gastronomico con cui l’Italia si confronterà a livello internazionale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Matteo Terranova, Candidato Bocuse d’Or Team Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Chef Alessandro Bergamo, Coach Bocuse d’Or Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Chef Edoardo Magni, Commis Bocuse d’Or Team Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Chef Noel Moglia, Junior Coach Bocuse d’Or Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare il gruppo, con visione e determinazione,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Lorenzo Alessio, Direttore Bocuse d’Or Italia.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un momento particolarmente significativo è stato l’intervento di Chef Carlo Cracco, pluristellato padrone di casa, che ha rivolto al Team parole di forte incoraggiamento, sottolineando l’onore e la responsabilità di rappresentare la cucina italiana in una competizione di tale rilevanza. Cracco ha ricordato come il Bocuse d’Or sia molto più di una gara: una celebrazione del talento, della tecnica e della cultura gastronomica internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La conferenza è stata ulteriormente arricchita dal messaggio di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Enrico Crippa, tre stelle Michelin
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che ha condiviso un pensiero colmo di stima e motivazione, invitando i giovani chef a credere nel proprio percorso, nella disciplina quotidiana e nella forza dell’identità culinaria italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molto apprezzato anche l’intervento di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Rocco Pozzulo, Presidente della Federazione Italiana Cuochi,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che ha ribadito il sostegno dell’intera comunità dei cuochi italiani e ha ricordato come il Bocuse d’Or sia una delle competizioni più importanti e rappresentative al mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’atmosfera è stata segnata da una profonda commozione e da una partecipazione sentita, alimentate dall’entusiasmo dei giovani chef, che hanno mostrato orgoglio e determinazione nell’onore di rappresentare l’Italia in una sfida di tale prestigio. I loro racconti sulla preparazione e sull’emozione della competizione hanno offerto uno dei momenti più coinvolgenti dell’intera mattinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza de La Gazzetta del Food, rappresentata da
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           llo Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist e fondatore della testata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ha arricchito ulteriormente l’evento con interviste approfondite ai protagonisti, offrendo uno sguardo privilegiato sulla visione e sulle ambizioni del Team Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Il Bocuse d’Or, universalmente riconosciuto come la più importante competizione culinaria al mondo, rappresenta per l’Italia un’opportunità straordinaria per esprimere talento, creatività ed eccellenza gastronomica.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La strada verso Marsiglia 2026 è appena iniziata, ma l’energia, la professionalità e la passione del Team Italia fanno già presagire una partecipazione memorabile.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 01 Dec 2025 21:13:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/leccellenza-italiana-in-vetrina-emozione-e-grande-partecipazione-alla-conferenza-stampa-del-team-italia-per-la-finale-europea-del-bocuse-dor-2026</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Rivoluzione Verde nel Piatto: Paccheri con Crema di Friarielli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-rivoluzione-verde-nel-piatto-paccheri-con-crema-di-friarielli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La magia di questo piatto parte dalla pasta. Per me non esiste alternativa ai Paccheri di Gragnano I.G.P., e per una tavolata generosa ne utilizzo 700 grammi. La loro forma imponente, nata per “schiaffeggiare” (paccarià) il condimento, unita alla trafilatura al bronzo, offre una porosità unica. È proprio questa rugosità, frutto di un processo artigianale, che cattura il sugo e lo trattiene in modo impareggiabile, trasformando ogni boccone in un’esperienza autentica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla pasta, i protagonisti verdi: i friarielli, le tipiche cime di rapa campane. Un tempo considerati un contorno povero, oggi sono diventati uno dei simboli più rappresentativi della cucina regionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Storia e Tradizione: l’Origine di un “Matrimonio” Rustico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’unione tra friarielli e pasta è l’evoluzione naturale di un binomio nato nelle cucine contadine: friarielli e salsiccia, piatto robusto e sostanzioso dei pranzi dei lavoratori. Solo più tardi le trattorie napoletane hanno trasformato questo contorno in un primo sontuoso, scegliendo il Pacchero come compagno ideale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il mio tocco personale è la crema di friarielli: un ponte tra tradizione e modernità. Frullarne una parte con l’acqua di cottura crea una vellutata intensa e avvolgente, che si lega perfettamente all’amido dei paccheri trafilati al bronzo, valorizzando quel retrogusto piacevolmente amaro che tanto amo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Ricetta:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 5-6 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          700 g di Paccheri di Gragnano I.G.P.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 kg di friarielli freschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 spicchi d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peperoncino fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale grosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parmigiano q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Provola affumicata a cubetti (facoltativa)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pulizia e soffritto: Pulite i friarielli. In una padella ampia scaldate abbondante Olio EVO con aglio e peperoncino: è il cuore del sapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cottura dei friarielli: Unite i friarielli al soffritto, salate e cuocete finché non risultano teneri. Conservate un mestolo dell’acqua di cottura della pasta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crema: Frullate metà dei friarielli cotti con un filo d’olio e un po’ di acqua di cottura, fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Riunite tutto in padella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mantecatura: Lessate i paccheri in acqua salata, scolateli al dente e trasferiteli nella padella. Mantecate fuori dal fuoco fino a ottenere un condimento cremoso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per un tocco più goloso, unite qualche cubetto di provola affumicata: farà da contrappunto perfetto all’amaro dei friarielli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nota di presentazione: All’impiattamento aggiungo sempre qualche ciuffo di friarielli interi. Un dettaglio semplice che esalta freschezza e vivacità cromatica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buon appetito!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 27 Nov 2025 11:50:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-rivoluzione-verde-nel-piatto-paccheri-con-crema-di-friarielli</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Masterclass di Giovanna Cuomo: l’arte del formaggio vegano incanta Food &amp; Wine 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/masterclass-di-giovanna-cuomo-larte-del-formaggio-vegano-incanta-food-wine-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La chef Giovanna Cuomo è stata tra le protagoniste più attese della seconda giornata di Food &amp;amp; Wine 2025, portando sul palco dell’Area Masterclass un tema oggi centrale nel panorama gastronomico contemporaneo: il formaggio vegano. Con la sua competenza, il suo stile elegante e una profonda sensibilità verso l’evoluzione delle abitudini alimentari, ha guidato professionisti, studenti e appassionati in un viaggio sorprendente tra tecniche, materie prime vegetali e nuove frontiere del gusto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La masterclass: creatività, tecnica e innovazione vegetale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la lezione delle 11:00, la chef Cuomo ha mostrato come sia possibile ricreare consistenze, aromi e piacevolezze tipiche dei formaggi tradizionali attraverso ingredienti naturali, lavorazioni mirate e conoscenza scientifica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I prodotti presentati hanno entusiasmato il pubblico per equilibrio, originalità e versatilità in cucina:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Finto formaggio alle mandorle – cremoso, profumato e perfetto per preparazioni sia dolci che salate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Finto pecorino – sapido, avvolgente, sorprendentemente simile alla versione classica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Ricotta di noci pecan – una variante elegante e delicata, ideale per farciture e dessert.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Finto stracchino alla soia – morbido, fresco e ideale per piatti vegetali moderni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vegan grattugiato – pratico, aromatico, perfetto per primi piatti e torte salate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Finto parmigiano di ceci – intenso e ricco di personalità, eccellente come finitura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una dimostrazione che ha unito ricerca, tecnica, gusto e sostenibilità, aprendo nuovi scenari per la cucina professionale e domestica. La chef Cuomo ha trasmesso non solo ricette, ma una vera filosofia: rendere il cibo inclusivo, consapevole e capace di parlare a tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Food &amp;amp; Wine 2025: un evento che racconta il cuore della Campania
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La masterclass di Giovanna Cuomo è stata solo uno dei tanti momenti di spicco di Food &amp;amp; Wine 2025, l’importante manifestazione ospitata il 24 e 25 novembre nelle affascinanti Fabbriche Riunite Torrone Benevento S.p.A.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un luogo simbolo della storia produttiva locale trasformato, per due giorni, in un percorso multisensoriale dove gastronomia, cultura, formazione e territorio si sono fusi in un’unica grande narrazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una macchina organizzativa guidata dalla passione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sotto la guida dello chef Ubaldo Pucillo, presidente dell’Associazione Cuochi e Territorio “I Pentri”, l’evento ha proposto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • aree tematiche specializzate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • masterclass professionali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • confronti tra istituzioni e produttori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • percorsi di degustazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • momenti formativi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • spazi espositivi ricchi di eccellenze
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata del 25 novembre è stata interamente dedicata alle masterclass coordinate dallo chef Italo Schipani, mentre quella del 24 ha dato spazio al Wine Panel e all’Area Food, con interventi di esperti, chef, sommelier e rappresentanti del mondo agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Wine e Food: dialogo, identità e territorio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Wine Panel, moderato dalla Dr.ssa Anna Rubino, ha sottolineato il valore economico e culturale del vino sannita e campano, richiamando temi come sostenibilità, tutela delle denominazioni e identità produttiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Area Food, moderata dal Dr. Nicola De Leonardis, ha offerto invece un viaggio nella tradizione e nell’innovazione agroalimentare: produzioni artigianali, tecniche moderne, confronto tra esperti e visioni per il futuro della cucina campana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Espositori e giovani talenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Sala Espositori ha accolto aziende agricole, produttori e artigiani che hanno raccontato storie, metodi e sapori del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonisti assoluti sono stati anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Montesarchio, impegnati in showcooking e degustazioni che hanno rivelato impegno, talento e voglia di crescere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gran Galà “I Pentri”: la celebrazione dell’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima giornata si è chiusa con il prestigioso Gran Galà I Pentri, curato dagli chef Teo Barbato e Italo Schipani: un momento magico, esclusivo, dedicato a chi ogni giorno lavora per valorizzare il patrimonio gastronomico campano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un evento che lascia il segno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Food &amp;amp; Wine 2025 ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di un appuntamento fieristico: è un laboratorio culturale, un luogo d’incontro, un ponte tra generazioni e professioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento che celebra e rilancia il valore del Sannio e della Campania attraverso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • cultura culinaria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • ricerca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • formazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • dialogo tra istituzioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • valorizzazione delle eccellenze
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            E la masterclass di Giovanna Cuomo ne è stata una delle testimonianze più brillanti: un esempio di come la cucina possa evolversi senza perdere identità, tradizione e piacere.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 26 Nov 2025 12:42:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/masterclass-di-giovanna-cuomo-larte-del-formaggio-vegano-incanta-food-wine-2025</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sapori di Natale: Viaggio nei Cenoni della Tradizione Lucana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sapori-di-natale-viaggio-nei-cenoni-della-tradizione-lucana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l cibo delle feste natalizie nel Sud Italia, e in particolare in Basilicata, rappresenta un mondo ricco di storia, riti e convivialità. Durante il Medioevo, il periodo di Natale era vissuto come un tempo sospeso, dedicato alla gioia collettiva, allo stare insieme, e soprattutto alla preparazione di pietanze che avevano il ruolo di unire famiglie e comunità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cenoni: un rituale di abbondanza e condivisione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cenone natalizio non era semplicemente un pasto, ma un vero e proprio banchetto che riuniva parenti, amici e vicinato. Le tavolate imbandite seguivano regole tramandate nel tempo: ingredienti locali, ricette semplici ma ricche di significato, e un alternarsi di portate salate e dolci che celebravano l’identità culinaria del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I piatti salati della tradizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le pietanze più rappresentative troviamo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • La Caponata, preparata con cappone, verdure e spezie, simbolo di abbondanza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • La “Sausizza cu’ peperoni”, profumata e rustica, emblema della cucina contadina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Il Baccalà, spesso servito con patate e olive, protagonista della vigilia e legato ai riti religiosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Le Verdure ripiene, generose e nutrienti, farcite con carne, formaggio e aromi locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I dolci delle feste
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La parte più attesa era senza dubbio quella dei dolci, veri scrigni di tradizione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Il Calzone dolce, fritto e ripieno di ricotta zuccherata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • I Mostaccioli, biscotti di miele e noci dal sapore antico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • I Raffiuoli, delicati dolci fritti dalla forma floreale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Il Vin cotto, una preparazione a base di vino ridotto e spezie, usato per dolci robusti e profumati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Natale di suoni, colori e radici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cenone non era solo cibo: era musica, canti popolari, giochi e racconti davanti al camino. Le famiglie si ritrovavano per celebrare non solo il Natale, ma anche i valori della comunità, della gratitudine e del tramandare tradizioni che ancora oggi resistono nei ricordi e nelle cucine di chi mantiene vivo questo patrimonio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 16:38:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sapori-di-natale-viaggio-nei-cenoni-della-tradizione-lucana</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Raspelli ai Sindaci d’Italia: “Il Tricolore è indossato al contrario. L’ANCI intervenga”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/raspelli-ai-sindaci-ditalia-il-tricolore-e-indossato-al-contrario-lanci-intervenga</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei giorni che hanno preceduto l’Assemblea Nazionale dell’ANCI, Edoardo Raspelli è tornato su un tema che da anni porta avanti con convinzione: il modo corretto di indossare la fascia tricolore. Una questione che, per il giornalista e divulgatore, non è affatto un semplice dettaglio estetico, ma un atto di rispetto verso la storia nazionale e verso il ruolo istituzionale ricoperto dai sindaci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raspelli – che nei suoi ricordi familiari intreccia il senso civico ereditato dal nonno, Tenente dei Carabinieri Reali, e l’impegno civile del padre Giuseppe – ha ribadito un principio semplice e, a suo avviso, innegabile: «Il Tricolore è verde, bianco e rosso. E così dev’essere anche sulla fascia dei sindaci, da sinistra a destra per chi guarda». Una regola confermata dalla storia e dall’iconografia, che dunque non dovrebbe essere ignorata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eppure, osservava Raspelli nella sua lettera, la prassi è ben diversa: nella maggior parte delle cerimonie ufficiali, la fascia indossata dalla spalla destra mostra al pubblico prima il rosso, poi il bianco e infine il verde. «Una distorsione – commentava – che non si vede nelle fasce dei sindaci francesi, sempre correttamente bleu-blanc-rouge, e che dovrebbe farci riflettere».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A colpirlo, in particolare, era stato quanto visto il 2 giugno: mentre al Colosseo il Tricolore appariva perfettamente disposto, a Piacenza Raspelli ha raccontato di aver visto esporre una grande bandiera capovolta, «con il rosso a sinistra, proprio nel giorno della Repubblica».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non mancano però gli esempi virtuosi. Alcuni sindaci – ricordava – hanno scelto nel tempo di correggere il modo di indossare la fascia. Tra loro, Gianni Montano (Olgiate Olona) e, in diverse occasioni, Piero Fassino e Felice Magnacca. A loro Raspelli ha rivolto un plauso, auspicando che la corretta esposizione diventi una prassi diffusa e non un’eccezione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il giornalista ha ricordato anche un episodio del suo periodo come consigliere incaricato alla cultura del Comune di Bresso: nel gonfalone cittadino era comparso un “sole che ride” aggiunto per scherzo. Dopo ricerche d’archivio, fece ripristinare l’emblema autentico. «Se è stato possibile correggere quel sole, figuriamoci la fascia tricolore», ha osservato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel suo appello ai sindaci e all’ANCI, Raspelli non ha invocato nuove norme, ma consapevolezza e attenzione. E ha concluso richiamando una pagina del Cuore di Edmondo De Amicis – il celebre brano “Io amo l’Italia” – come monito e dichiarazione d’amore verso la patria: un invito a valorizzare i simboli che rappresentano la storia e l’identità del Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il suo messaggio resta semplice e diretto: la fascia tricolore non è un accessorio, ma un simbolo. E indossarla correttamente significa onorare la comunità che si rappresenta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 16:20:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La mia Pappardella al  nero ripiena</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-mia-pappardella-al-nero-ripiena</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi è un giorno speciale, un giorno che pesa nel cuore e profuma di futuro: sono esattamente venticinque anni da quando sono arrivata in Italia. Venticinque anni di vita nuova, di radici che si intrecciano alla terra che mi ha accolta, di sapori che hanno trovato casa nelle mie mani e nel mio cuore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E proprio oggi, come un segno che chiude un cerchio, il mio piatto approda sulla Gazzetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da ragazzina avevo due sogni semplici e immensi: ascoltare dal vivo un concerto di Ennio Morricone e fare in modo che la mia passione per la cucina potesse diventare esperienza, emozione, nutrimento per gli altri. Oggi quei sogni sono realtà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E allora lo dico con sincerità: credete, sognate, amate. La vita è unica e sorprendente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mia pappardella ripiena
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : il coraggio di un formato difficile, la generosità di un abbraccio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricetta che presento oggi è una delle più intime e rappresentative della mia cucina: la pappardella ripiena al nero di seppia, un formato complesso da domare ma capace di regalare una ricchezza che ripaga ogni cura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La sfoglia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La base è una sfoglia sottile e setosa al nero di seppia, elegante, profonda, quasi scenografica. È il mio modo di unire il mare alle radici della pasta fresca, un dialogo che non smette mai di emozionarmi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ripieno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuore del piatto nasce da una ricotta freschissima, appena presa al caseificio e lasciata sgocciolare fino a diventare cremosa e compatta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La unisco a code di mazzancolle pulite con precisione, private del budello e tritate a coltello per mantenere quella piacevole matericità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le salto rapidamente in padella con un olio d’oliva di alta qualità, un soffio leggero di scalogno e una sfumatura di un infuso alcolico di finocchietto selvatico e nepeta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tutto si chiude con una grattugiata appena accennata di limetta, un raggio di luce che attraversa il ripieno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La base: una crema che avvolge
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pappardella cotta riposa su una crema di piselli morbida, vellutata, dal colore che richiama la primavera. È il contrasto che ammorbidisce, che accoglie, che lega.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il tocco finale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Completo il piatto con code di mazzancolle saltate al burro, foglie fresche di nepeta del mio orto, una pioggia misurata di semi di papavero e fiori di iperico e nepeta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           È un finale poetico, quasi botanico, che racconta il mio modo di cucinare: naturale, sensoriale, vivo.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La mia cucina è un ponte
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Ogni piatto che creo è un ponte tra ciò che sono e ciò che sogno.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           In questa pappardella c’è il mare che mi ha formato, la terra che mi ha accolta, le mani che hanno imparato e quelle che non smettono mai di cercare.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La mia mente e la mia creatività non hanno confini. Ringrazio Dio per questo dono che mi accompagna ogni giorno.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Oggi festeggio venticinque anni in Italia con un piatto che è molto più di una ricetta: è il mio percorso, la mia gratitudine, la mia voce.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 23 Nov 2025 20:54:11 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Federazione Italiana Cuochi traccia la rotta al 2026: a Palazzo Brancaccio il Corporate Meeting con aziende e istituzioni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-federazione-italiana-cuochi-traccia-la-rotta-al-2026-a-palazzo-brancaccio-il-corporate-meeting-con-aziende-e-istituzioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ROMA – Si è svolto lunedì 17 novembre, negli spazi storici di Palazzo Brancaccio, il Corporate Meeting della Federazione Italiana Cuochi, l’appuntamento annuale dedicato al confronto con le aziende partner e alla programmazione delle attività future. L’incontro, promosso da FIC Promotion, ha avuto come filo conduttore il tema “FIC &amp;amp; Partner: destinazione 2026”, sintesi del lavoro svolto finora e dei nuovi obiettivi del prossimo anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad aprire i lavori è stato il presidente di FIC Promotion, Carlo Bresciani, affiancato dal CdA composto dal presidente nazionale FIC Rocco Cristiano Pozzulo, dal segretario generale Salvatore Bruno e dai consiglieri Roberto Lodovichi e Seby Sorbello. Bresciani ha ringraziato le aziende partner per il sostegno continuo alla Federazione, ribadendo il valore di una collaborazione non puramente commerciale ma orientata alla crescita professionale condivisa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel suo intervento, il presidente Pozzulo ha sottolineato come Federcuochi stia crescendo non solo nei numeri, ma soprattutto nella qualità delle iniziative e delle sinergie in atto: «A questo tavolo – ha evidenziato – siedono realtà prestigiose, spesso con una lunga storia, che rappresentano punti di riferimento nazionali e internazionali. Siamo orgogliosi che facciate parte del nostro percorso».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Numerosi i dirigenti FIC presenti, insieme ai saluti portati in videocollegamento dal presidente onorario Enrico Crippa, dal presidente DSE Gian Carlo Cliceri e dalla responsabile Lady Chef Alessandra Baruzzi. Durante l’incontro sono intervenuti anche l’assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre – che ha espresso fiducia per la candidatura della cucina italiana a Patrimonio Unesco – e i rappresentanti delle principali realtà istituzionali e associative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima parte dei lavori, moderata dal giornalista Antonio Iacona, è stata dedicata alla presentazione del calendario eventi 2026, con un approfondimento sui principali appuntamenti fieristici: HOST 2027, Cooking Quiz, Hospitality 2026, Beer &amp;amp; Food Attraction (con focus sui Campionati della Cucina Italiana e sulla selezione della International Catering Cup), Sirha Mediterranée, Bocuse d’Or – con la presentazione del nuovo candidato Matteo Terranova e del team italiano – Horeca Expoforum, Expocook Roma, Gustus 2026 e tutte le attività associative Federcuochi: Assemblea, Congresso nazionale, Global Chefs, Expogast, Festa nazionale del Cuoco, Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La seconda parte è stata riservata agli interventi delle aziende partner, suddivise per categoria:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner Istituzionali: FIPE, UCI, CNA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Main Partner: Unilever Food Solutions, Bragard, Conserve Italia, Barilla for Professional – Harrys, Electrolux Professional, Ballarini Professionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Food Service Partner: Cateringross
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premium Partner: Lurisia Premium Beverages, Bugatti, Surgital, Oleificio Zucchi, Coltellerie Sanelli, Prodemar, Elle&amp;amp;Vire, Montosco Professional, Bonduelle Food Service, Zorzi, Cantine Riunite, Riso Grazia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Official Partner: Tre Valli – Hoplà, Reflexx, Polar Seafood, Cast Alimenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Technical Partner: Kulinaryos
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner NIC: Orogel
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner Bocuse d’Or: La Stua de Michil, Meat Japan
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner Catering Cup: Remo Pasquini, Carlini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al termine della giornata, gli ospiti hanno potuto degustare un Business Lunch preparato dalla Nazionale Italiana Cuochi – Compartimento Eventi, guidata dal responsabile Chef Vito Amato, con il coordinamento del responsabile nazionale Eventi FIC Seby Sorbello. Un percorso gastronomico che ha valorizzato le materie prime delle aziende partner, con ricette contemporanee che guardano alla tradizione italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla segreteria nazionale, guidata da Alessandro Laudadio, con Sabrina Trombino e Valeria Pizzutilo, e al team marketing di FIC Promotion, Vito Mastrosimini e Virginia Bellini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento per il prossimo Corporate Meeting è già fissato per il 2026, mentre la collaborazione con le aziende partner proseguirà fin dai prossimi giorni con le numerose attività in programma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 20:42:33 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-federazione-italiana-cuochi-traccia-la-rotta-al-2026-a-palazzo-brancaccio-il-corporate-meeting-con-aziende-e-istituzioni</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>A 21 Anni al Top: Kevin Auletta, Pizzaiolo Juniores DOC 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-21-anni-al-top-kevin-auletta-pizzaiolo-juniores-doc-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Auletta, 21 anni, è già considerato un giovane talento nel mondo della pizza, capace di sorprendere per la sua maturità e professionalità, che spesso fanno apparire il suo percorso molto più avanzato rispetto alla sua età. Cresciuto nel locale di famiglia, Kevin ha scoperto fin da bambino la passione per l’arte della pizza, imparando il valore del lavoro, della dedizione e dell’amore per ciò che si fa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la giovane età, Kevin dimostra una determinazione e una voglia di mettersi in gioco che vanno ben oltre i suoi 21 anni. La sua curiosità lo spinge costantemente ad aggiornarsi, a sperimentare nuove tecniche e sapori, e a migliorarsi ogni giorno, confermando una grande ambizione e un forte spirito di crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo percorso professionale lo ha portato a vivere e lavorare in contesti internazionali, da Malta a Parigi, fino alla splendida Costa Cilentana. Ogni esperienza ha arricchito le sue competenze, ampliato la sua visione della cucina e rafforzato la sua creatività, rendendolo un pizzaiolo capace di coniugare tradizione e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre alla pizza, Kevin coltiva una forte passione per i viaggi e per la moda, che riflettono la sua personalità eclettica e la voglia di esprimersi in modi diversi, con stile e autenticità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La famiglia resta il suo punto di riferimento più importante, fonte di affetti sinceri e supporto, che hanno contribuito a costruire il carattere determinato, curioso e creativo che lo distingue.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Grazie alla sua esperienza, al talento e alla costante voglia di migliorarsi, Kevin Auletta si è affermato come Pizzaiolo Juniores DOC 2025 al prestigioso Campionato Mondiale Pizza DOC, confermando il suo ruolo emergente e la promessa di un futuro brillante nel panorama della gastronomia internazionale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 18:56:41 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Michelin toglie la stella a Gianfranco Vissani: lo chef reagisce con amarezza «Fanno come gli pare»</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-michelin-toglie-la-stella-a-gianfranco-vissani-lo-chef-reagisce-con-amarezza-fanno-come-gli-pare</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 71ª edizione della Guida Michelin per il 2026 ha appena svelato i suoi verdetti e, come ogni anno, non mancano le sorprese. Tra le novità più clamorose c’è la decisione di togliere la stella a Gianfranco Vissani, uno dei volti più noti della cucina italiana. Lo chef, visibilmente amareggiato, ha commentato con una punta di ironia: «E vabbè: ognuno prende le sue decisioni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre a Vissani, diversi altri ristoranti di prestigio hanno subito lo stesso destino, perdendo il riconoscimento che per anni ha rappresentato un simbolo di eccellenza. La Guida Michelin, che da oltre un secolo premia la qualità, l’innovazione e la costanza dei ristoratori, conferma anche per questa edizione la sua capacità di influenzare profondamente il mondo gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione della guida, svoltasi oggi 19 novembre al Teatro Regio di Parma, ha visto emergere sia conferme importanti sia clamorose defezioni. Chef e ristoratori commentano tra orgoglio e delusione, mentre gli appassionati attendono di scoprire quali indirizzi saranno da segnare nella loro lista dei desideri gastronomici per il 2026.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra chi perde la stella, oltre al celebre Vissani, figurano anche altri nomi storici della cucina italiana, dimostrando come la Michelin non faccia sconti nemmeno ai grandi del settore. Una scelta che, inevitabilmente, alimenta dibattiti e discussioni tra esperti e appassionati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 17:07:37 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chocoland Napoli: il Vomero si trasforma nella capitale del cioccolato artigianale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chocoland-napoli-il-vomero-si-trasforma-nella-capitale-del-cioccolato-artigianale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il quartiere collinare del Vomero, a Napoli, si è nuovamente immerso in un’atmosfera densa di aromi caldi e avvolgenti. Dal 13 al 16 novembre Piazza degli Artisti ha ospitato la diciassettesima edizione di Chocoland – La Terra dei Golosi, confermandosi tra gli appuntamenti più attesi e rilevanti del Centro-Sud dedicati al cioccolato artigianale d’eccellenza. Una manifestazione che, più che una semplice fiera, rappresenta un vero rituale per appassionati, artigiani e famiglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il legame tra Napoli e il cacao affonda le sue radici nel XVI secolo, quando gli Spagnoli introdussero il prezioso ingrediente nella Penisola. A trasformarlo in arte furono però i Borbone, e in particolare la nota passione per i dolci del re Ferdinando IV. Fu nelle cucine reali e tra i pasticcieri di corte che il cioccolato divenne, da bevanda aristocratica, un elemento identitario della tradizione dolciaria partenopea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’eredità che ancora oggi vive nei profumi, nei sapori e nella cura artigianale che caratterizzano la kermesse organizzata da D2 Eventi, ormai marchio riconosciuto nel panorama enogastronomico nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quattro giorni, la piazza si è trasformata in un vivace mosaico di botteghe e laboratori a cielo aperto. Le caratteristiche casette di legno hanno accolto maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia, offrendo un’ampia gamma di prodotti: dalle praline tradizionali alle sperimentazioni più audaci, fino alle creazioni artistiche in puro cacao.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le iniziative più apprezzate spicca il laboratorio dedicato ai più piccoli, “Art Attack: Fabbrica di Cioccolato”. Un progetto che ha permesso ai giovani visitatori di avvicinarsi all’artigianato attraverso attività di modellazione e decorazione, restituendo al cioccolato la sua natura di materia creativa oltre che gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La chiusura dell’edizione 2025 lascia un bilancio positivo in termini di partecipazione e interesse, confermando l’appeal di un evento ormai radicato nella vita culturale e commerciale del quartiere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al momento non è stata ancora ufficializzata una nuova edizione, ma l’entusiasmo dei visitatori e il valore della manifestazione lasciano intravedere la possibilità di un futuro prosieguo. L’unica certezza è che l’aroma del cacao continuerà a restare nella memoria del Vomero ancora a lungo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 16:41:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Risotti d’Autore – La Firma di Antonio Peluso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/risotti-dautore-la-firma-di-antonio-peluso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Rubrica di Antonio Peluso Chef Scellato 
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando penso al comfort food che più rappresenta la mia cucina, immagino sempre un risotto. È un piatto che mi permette di raccontare una storia, di unire territori, profumi e consistenze. Oggi voglio portarvi con me in un viaggio che parte dalla tradizione veneta, attraversa il mare e arriva dritto alla mia idea di cucina contemporanea: il risotto con baccalà, provola affumicata e radicchio tardivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo piatto nasce dal desiderio di accostare sapori decisi ma armoniosi. Il baccalà, con la sua sapidità gentile, incontra la nota leggermente amarognola del radicchio tardivo, un prodotto che amo per la sua eleganza. A legare tutto è la provola affumicata, che aggiunge rotondità e profondità grazie al suo profumo persistente. Ne deriva un risotto cremoso, materico, che avvolge il palato senza appesantire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 4 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 400 g di baccalà già spinato e dissalato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 360 g di riso Carnaroli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 100 g di provola affumicata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 radicchi tardivi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 1 cipolla
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Olio EVO q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Burro q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Brodo vegetale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Difficoltà: &amp;#55356;&amp;#57188;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tempo: &amp;#55357;&amp;#56658; 1h
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inizio sempre stufando dolcemente una cipolla in casseruola con un filo di buon olio extravergine: la base profumata che accoglierà il resto degli ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando la cipolla è trasparente, aggiungo il baccalà tagliato a dadini e il radicchio a striscioline, lasciandoli insaporire lentamente. Copro con brodo vegetale e lascio cuocere a fuoco basso per circa 30 minuti; è il tempo necessario perché il baccalà si ammorbidisca e il radicchio rilasci il suo colore e il suo carattere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una casseruola a parte, tosto il riso Carnaroli con una noce di burro: un passaggio imprescindibile per ottenere un chicco integro e una cottura perfetta. Unisco poi la mia salsa di baccalà e radicchio, continuando la cottura con l’aggiunta graduale di brodo caldo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando il riso è al punto giusto, arriva il momento che preferisco: la mantecatura. Aggiungo provola affumicata, Parmigiano Reggiano e un ultimo tocco di burro. Il risotto diventa lucido, cremoso, avvolgente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per completare il piatto, decoro con radicchio tagliato alla julienne, che dona freschezza e un contrasto cromatico elegante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Questo è un risotto che parla di me, della mia cucina e della mia idea di gusto: tradizione, identità e creatività, fusi in un piatto che amo prepararvi e raccontarvi. Buon viaggio tra i miei sapori.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            — Chef Antonio Peluso
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 19 Nov 2025 10:54:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/risotti-dautore-la-firma-di-antonio-peluso</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Mia Raviola del Mediterraneo di Chef Rocco Gerundino Mandorle, pesce spada e patata viola: il piatto che conquista gusto, eleganza e leggerezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-mia-raviola-del-mediterraneo-di-chef-rocco-gerundino-mandorle-pesce-spada-e-patata-viola-il-piatto-che-conquista-gusto-eleganza-e-leggerezza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È firmata dallo Chef Rocco Gerundino, vincitore del prestigioso Premio La Mia Raviola, la ricetta che sta incantando il mondo della nuova cucina mediterranea contemporanea. Una raviola elegante, eterea, completamente gluten free, pensata per il benessere senza rinunciare alla creatività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato è un piatto scenografico, armonioso nei colori, sorprendente nei sapori: la Raviola Mandorle, Pesce Spada e Patata Viola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la pasta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 500 g di amido di mais
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 300 g di farina di mandorle De.Co di Amendolara
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 200 g di fiocchi di patate disidratate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 5 uova intere (50 g l’una)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 30 g di acqua tiepida
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 100 g di rapa rossa disidratata (in polvere)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la farcia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 500 g di pesce spada
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 1 cipolla rossa di Tropea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 patate viola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Brodo di pesce q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Scorza di 1 limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 20 g di finocchietto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il pesto viola:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 200 g di cavolo viola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 patate viola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Brodo di pesce
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 200 g di mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Decorazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Foglioline di menta fresca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Cialde di corallo al basilico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Scaglie di mandorle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Preparazione della pasta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In planetaria unire:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • amido di mais,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • farina di mandorle,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • fiocchi di patate disidratati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lasciare amalgamare le farine, quindi aggiungere le uova e infine i 30 g di acqua tiepida, fino a ottenere un impasto morbido, omogeneo e compatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dividere la pasta in due panetti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • uno rimarrà chiaro,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • nell’altro incorporare la polvere di rapa rossa fino a ottenere un viola intenso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riposo: 30 minuti coperti da pellicola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Preparazione della farcia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una pentola soffriggere in olio evo la cipolla di Tropea tritata finemente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere il pesce spada a cubetti, far rosolare e unire:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • scorza di limone grattugiata,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • brodo di pesce,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 patate viola a pezzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere finché le patate risultano morbide.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lasciare intiepidire e frullare con mixer a immersione fino a ottenere una crema compatta e asciutta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Preparazione del pesto viola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere nel brodo di pesce le patate viola e il cavolo viola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta morbidi, frullare con:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • mandorle,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • olio evo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passare la salsa al colino fine per ottenere un pesto setoso, lucido ed elegante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Stesura e formatura dei ravioli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendere i due impasti (chiaro e viola) con il mattarello fino a ottenere una sfoglia di 1,5 mm.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coppare dei dischi, spennellarli con uovo e farcirli con la crema di pesce spada utilizzando una sac à poche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiudere a mezzaluna e unire le estremità creando una forma ispirata al cappelletto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. Impiattamento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un piatto moderno stendere il pesto viola formando una mezza luna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saltare i ravioli in un filo d’olio evo e disporli alternando i colori, uno dopo l’altro, per un colpo d’occhio raffinato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Decorare con:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • scaglie di mandorle,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • foglioline di menta fresca,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • cialde di corallo al basilico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piatto secondo lo Chef
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa raviola è pensata per una ristorazione contemporanea, rispettosa delle nuove esigenze alimentari: senza glutine, senza lattosio, leggera e altamente digeribile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un omaggio ai colori del Mediterraneo, alla biodiversità calabrese e alla creatività che rende la cucina un’arte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 18 Nov 2025 08:28:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-mia-raviola-del-mediterraneo-di-chef-rocco-gerundino-mandorle-pesce-spada-e-patata-viola-il-piatto-che-conquista-gusto-eleganza-e-leggerezza</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Calamarata “Nostrana” ai Crostacei dell’Adriatico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/calamarata-nostrana-ai-crostacei-delladriatico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore pulsante del mercato ittico di Chioggia, dove l’alba accende profumi di mare autentico e i banchi traboccano di prodotti “nostrani” dell’Adriatico, nasce questa ricetta firmata dallo Chef Gregori Nalon. Un piatto che celebra la freschezza assoluta di mazzancolle, canocchie e cannolicchi vivi, trasformando la semplicità del pescato locale in un’espressione gastronomica raffinata, intensa e profondamente legata al territorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una calamarata che racconta il mare con rispetto, delicatezza e gusto, rendendo omaggio a quella tradizione veneta fatta di materia prima eccellente e tecnica pulita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricetta prende forma in un sabato qualunque, durante una visita al mercato del pesce di Chioggia. L’etichetta “nostrano — prodotto pescato nel Mar Adriatico, zona FAO 37.2.1” ha guidato la scelta degli ingredienti: mazzancolle, canocchie e cannolicchi vivi, nel pieno del loro profumo e della loro freschezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da questa selezione accurata non poteva che nascere un piatto saporito, gustoso e al tempo stesso delicato, espressione autentica del nostro mare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per 4 person
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          400 g pasta calamarata Valdoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12 canocchie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12 mazzancolle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12 cannolicchi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          100 g polpa di pomodoro fine
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          60 g olio extravergine di oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          50 g vino bianco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          20 g brandy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          20 g mix di erbe fresche tritate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10 g prezzemolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6 g basilico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 g timo limoncino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 g menta fresca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          20 g aglio fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6 g peperoncino fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe macinato al momento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 g buccia di limone non trattato (solo parte gialla)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facoltativo: pecorino grattugiato per la mantecatura finale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Pulizia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavare, mondare e pulire con cura mazzancolle, canocchie e cannolicchi, mantenendo intatta la loro freschezza naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Base aromatica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una padella capiente unire l’olio, l’aglio fresco schiacciato (da rimuovere successivamente), il peperoncino a rondelle e 100 g di acqua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scaldare a fuoco dolce: inizialmente l’acqua porterà a una lieve bollitura, poi l’aglio inizierà a rosolare conferendo il suo aroma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Crostacei e molluschi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alzare la fiamma e aggiungere mazzancolle, canocchie e cannolicchi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Flambare con brandy e sfumare con vino bianco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rimuovere i cannolicchi dal guscio e tenere da parte tutti gli elementi scottati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Il sugo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire la polpa di pomodoro alla padella e cuocere per alcuni minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Regolare di sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. La pasta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocere la calamarata in acqua salata e scolarla quando è a ¾ di cottura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trasferirla nella padella con il sugo e proseguire la cottura a fiamma viva per ottenere una perfetta amalgama.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           6. Finitura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungere il mix di erbe fresche, la buccia di limone e infine mazzancolle, canocchie e cannolicchi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mantecare con delicatezza (eventualmente con un velo di pecorino).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E,,,, Buon Appetito!
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 15:05:44 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gustus 2025: il grande taglio del nastro alla Mostra d’Oltremare apre l’11ᵃ edizione del Salone dei Sapori Mediterranei</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gustus-2025-il-grande-taglio-del-nastro-alla-mostra-doltremare-apre-l11-edizione-del-salone-dei-sapori-mediterranei</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NAPOLI — Con il suono della forbice e sotto i riflettori della Mostra d’Oltremare, è stata inaugurata l’undicesima edizione di Gustus, il salone professionale dedicato all’agroalimentare, all’enogastronomia e alla tecnologia. Dal 16 al 18 novembre, la fiera si conferma come un momento di grande rilevanza per il Centro‑Sud Italia, portando in scena le eccellenze del Mediterraneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Promossa da Progecta S.r.l., Gustus 2025 si svolge nei padiglioni 2, 3 e 3B della Mostra d’Oltremare. L’evento è riservato esclusivamente a operatori di settore e punta forte su un’anima business-to-business.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno dei pilastri di questa edizione è l’internazionalizzazione: sono attese più di 13 delegazioni di buyer selezionate da ICE / I.T.A., provenienti da Paesi quali Svizzera, Germania, Polonia, Turchia, Grecia, Regno Unito, Tunisia, Bulgaria e altri. Questa rete di relazioni internazionali rende Gustus non solo una vetrina per le aziende locali, ma anche un ponte verso i mercati esteri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Regione Campania è fortemente presente, con un’area dedicata alla filiera ittica. Nel programma: show cooking con chef stellati, degustazioni di prodotti ittici campani e talk su sostenibilità e valorizzazione delle risorse marine, in collegamento con il Programma FEAMPA 2021‑2027.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli “ospiti fissi” di Gustus non mancano le federazioni di settore: la Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC) torna con la finale del concorso “The Best Panettone of the World”, nelle sue categorie classico, innovativo, salato e decorato. La Federazione Italiana Cuochi (FIC), così come la Federcarni Campania, saranno protagoniste di corsi, dimostrazioni di taglio, cucina, techniques di frollatura e altro ancora, offrendo una full immersion per cuochi, macellai e operatori dell’ospitalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo una fiera, ma un vero e proprio catalizzatore di networking: grazie al “Meet &amp;amp; Match” organizzato da ICE, le aziende espongono i propri prodotti direttamente a buyer internazionali, creando opportunità concrete di export e crescita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo il report ufficiale dell’edizione precedente (2024), la fiera ha visto la partecipazione di 13.300 operatori professionali, 198 espositori, e oltre 4.000 chef coinvolti in showcooking e corsi. Le prospettive per questa edizione sono alte e gli organizzatori puntano a superare questi numeri, consolidando Gustus come punto di riferimento del Mediterraneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Giuliana Gargano
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , exhibition manager di Gustus, ha dichiarato: «Vogliamo consolidare sempre di più Gustus come piattaforma dove le aziende trovano non solo visibilità, ma relazioni reali con ristoratori, catene alberghiere e buyer internazionali». (parafrasi basata su interviste passate)
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            L’11ᵃ edizione di Gustus è molto di più di una fiera: è un hub dell’innovazione agroalimentare, un ponte tra Sud Italia e mercati internazionali, e un palcoscenico per chef e imprese che vogliono crescere in un contesto globale. Con la forte partecipazione istituzionale e l’attenzione alle filiere tradizionali come quella ittica, Gustus 2025 si conferma un evento strategico per lo sviluppo sostenibile e competitivo dell’agroindustria mediterranea.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 12:11:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Gazzetta del Food dà il benvenuto alla Personal Chef Antonella D’Alfonso</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chef abruzzese dell’entroterra teatino, Antonella D’Alfonso porta con sé una storia personale e professionale che affonda le radici nella cultura contadina e nella profonda devozione per la terra. Sin da bambina, nella sua famiglia abituata a “fare tutti la propria parte”, le veniva affidato con naturalezza – e grande gioia – il compito della cucina. È lì, tra i prodotti genuini coltivati in casa, che nasce la sua identità di “piccola cuoca”, una passione che non l’ha mai abbandonata e che è diventata il filo conduttore della sua vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La filosofia culinaria di Antonella prende forma e si rafforza durante gli studi presso l’istituto alberghiero ad indirizzo enogastronomico, dove il contatto con la cucina professionale alimenta e struttura il suo talento naturale. A soli 18 anni entra nel mondo della ristorazione, inaugurando una carriera che oggi supera i 45 anni e che l’ha portata a lavorare in ogni settore del comparto: dalle piccole realtà familiari alle grandi strutture, fino alla gestione in proprio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spinta da un’instancabile creatività e da un profondo desiderio di divulgazione gastronomica, fonda l’Associazione Culturale Percorsi Gastronomici, con la quale ottiene grande successo nella realizzazione di eventi, catering, progetti di cake design e attività didattiche di alta formazione culinaria. Il suo impegno instancabile e la qualità del suo lavoro vengono riconosciuti ufficialmente nel dicembre 2019 quando, presso la Camera dei deputati a Roma, riceve dalla Federazione Italiana Cuochi l’onorificenza del Collegium Cocorum, uno dei più prestigiosi riconoscimenti alla carriera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi Antonella D’Alfonso è Executive Chef in un hotel a cinque stelle, ruolo che ricopre con la stessa passione con cui da bambina curava i piatti della sua famiglia. La sua cucina rimane saldamente ancorata alla tradizione regionale abruzzese, interpretata come punto di partenza e mai come limite: un patrimonio identitario da rispettare, innovare, e raccontare attraverso nuove armonie di gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo stile? Una continua ricerca di prodotti locali d’eccellenza, selezionati con pazienza e dedizione, unita a una creatività che sa osare sempre con misura. Ne è esempio il suo celebre Arrosticino 2.0: un’interpretazione moderna di un grande classico abruzzese, preparato con agnello biologico locale marinato in erbe spontanee di montagna, cotto a bassa temperatura e servito con una riduzione di Montepulciano d’Abruzzo e tartufo nero. Un piatto che, nelle sue parole, “racconta una storia millenaria con un linguaggio contemporaneo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Antonella D’Alfonso si riconosce pienamente in quel movimento culturale che valorizza la cucina regionale come radice e trampolino verso nuovi orizzonti gastronomici. Con orgoglio, determinazione e una sensibilità unica, continua a costruire un percorso che celebra l’Abruzzo e il suo immenso patrimonio culinario, portando sulla tavola non solo sapori, ma identità, memoria e visione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:32:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Salvatore Bocchetti: un viaggio nel Mediterraneo contemporaneo su La Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/salvatore-bocchetti-un-viaggio-nel-mediterraneo-contemporaneo-su-la-gazzetta-del-food</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             La cucina mediterranea incontra l’innovazione: La Gazzetta del Food inaugura la rubrica “Mediterraneo Contemporaneo”, firmata dallo chef napoletano Salvatore Bocchetti, interprete di una gastronomia che sa raccontare storie attraverso sapori autentici e creatività.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Originario di Napoli, Bocchetti porta con sé l’esperienza maturata tra hotel di lusso a Milano e Napoli e tra le splendide location della costiera sorrentina, dove ha saputo trasformare ogni piatto in un racconto di tradizione e innovazione. Alla guida della brigata della Tenuta Re Ferdinando, ha reinterpretato la cucina mediterranea con uno sguardo contemporaneo, rendendo ogni menu un’esperienza sensoriale memorabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la sua influenza va oltre i fornelli. Come consulente culinario, Bocchetti collabora con 42 ristoranti in Europa e nel mondo, portando la sua visione distintiva e il tocco raffinato che lo contraddistingue. Nella rubrica, i lettori avranno accesso a storie, ricette esclusive e i segreti della cucina d’eccellenza, entrando in contatto con il dietro le quinte di una gastronomia che unisce passione, tecnica e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo alta cucina: Bocchetti è anche impegnato in iniziative di solidarietà, dimostrando come la buona cucina possa essere un veicolo di bellezza e responsabilità sociale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con oltre 11 milioni di lettori all’anno, La Gazzetta del Food invita tutti a seguire questo nuovo percorso culinario, dove la tradizione mediterranea si fonde con la modernità, e ogni piatto diventa un viaggio nel gusto, nell’emozione e nell’arte della tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 16 Nov 2025 12:17:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/salvatore-bocchetti-un-viaggio-nel-mediterraneo-contemporaneo-su-la-gazzetta-del-food</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Giovanna Cuomo, Presidente AIC Regione Campania, debutta come nuova penna della Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-giovanna-cuomo-presidente-aic-regione-campania-debutta-come-nuova-penna-della-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food dà il benvenuto a Giovanna Cuomo, chef di lungo corso, figlia d’arte e nuova voce del giornale. Classe 1970, la Chef Cuomo è la più piccola di cinque figli e cresce praticamente in cucina, osservando i genitori lavorare con dedizione. Fin da bambina, la passione per la cucina prende forma anche nei giochi: le viene regalato un piccolo forno per imitare i genitori e sperimentare con dolci e ricette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la giovinezza, però, si rende conto che il lavoro in cucina l’avrebbe portata lontana dalla famiglia. Decide così di intraprendere studi psicopedagogici, pur mantenendo viva la passione per il cibo. In questo periodo conosce quello che diventerà suo marito, anch’egli appassionato di cucina e già impegnato nel locale di famiglia, dove apprende preziosi insegnamenti dal suocero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo qualche anno, Giovanna e suo marito aprono un ristorante tutto loro, che gestiranno con successo per 23 anni. Un imprevisto di salute li costringe a rallentare il ritmo frenetico, ma non a fermarsi: nasce così la nuova fase della carriera di Giovanna, dedicata all’avviamento di nuovi locali e al lavoro come personal chef. L’amore per questo lavoro è così contagioso che anche i suoi tre figli hanno scelto di seguire le sue orme nel mondo della cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre alla carriera culinaria,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Giovanna Cuomo è Presidente dell’AIC Regione Campania
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ruolo in cui guida i professionisti del settore e sostiene i giovani talenti attraverso formazione, mentorship e iniziative concrete. La sua filosofia è chiara: “Il vero ristoratore non sta a guardare, ma fa parte del lavoro, pronto a sostenere la squadra in ogni momento”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il debutto come nuova penna della Gazzetta del Food, Giovanna Cuomo porta lettori e appassionati alla scoperta di storie, ricette, tradizione e innovazione culinaria, unendo esperienza, passione e leadership… sempre con il cuore e nel DNA.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 16 Nov 2025 10:31:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-giovanna-cuomo-presidente-aic-regione-campania-debutta-come-nuova-penna-della-gazzetta-del-food</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DeGusto 2025: una prima giornata inaugurale all’insegna della qualità e della grande partecipazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/degusto-2025-una-prima-giornata-inaugurale-allinsegna-della-qualita-e-della-grande-partecipazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Catanzaro, 16 novembre 2025 – È iniziata con grande entusiasmo la 5ª edizione del Salone DeGusto, che ieri ha aperto i battenti registrando una notevole affluenza di operatori del settore HO.RE.CA., buyer, produttori e stampa specializzata. La rassegna, ospitata presso la Fiera di Catanzaro, ha confermato sin dalle prime ore il proprio ruolo di punto di riferimento per l’alta qualità agroalimentare italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata inaugurale si è aperta con il tradizionale taglio del nastro, seguito dalla tavola rotonda “Buona come il Sud”, momento dedicato alla presentazione ufficiale dell’evento e alla valorizzazione delle eccellenze meridionali. Un confronto che ha sottolineato il forte radicamento territoriale della manifestazione e la sua vocazione a promuovere identità, qualità e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Subito dopo, l’attenzione si è spostata sull’arena delle competizioni con le selezioni SCA Italy valide per il titolo di Miglior Barista d’Italia 2026, appuntamento che ha richiamato professionisti e appassionati del mondo del caffè.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma della giornata è poi proseguito con una serie di appuntamenti dedicati al mondo della cucina e dell’editoria gastronomica:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ore 12 – Cooking show a cura della Federazione Italiana Cuochi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ore 13 – Cooking show Conpait
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ore 16 – Presentazione del libro di Antonella Amodio, “Pizza e vino in 100 abbinamenti”, un approfondimento sugli abbinamenti tra lievitati d’autore e vini italiani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’atmosfera si è confermata dinamica e fortemente orientata al confronto professionale, grazie alla presenza di tante aziende di eccellenza e di un pubblico attento alle nuove tendenze dell’agroalimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione prosegue oggi con nuovi ospiti, degustazioni, incontri e numerosi eventi che arricchiranno ulteriormente il programma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            DeGusto 2025 continua a distinguersi come luogo privilegiato dove il cibo incontra le persone e dove il business incontra l’innovazione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 16 Nov 2025 08:29:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/degusto-2025-una-prima-giornata-inaugurale-allinsegna-della-qualita-e-della-grande-partecipazione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA GAZZETTA DEL FOOD DÀ IL BENVENUTO A CHEF ANTONIO PELUSO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gazzetta-del-food-da-il-benvenuto-a-chef-antonio-peluso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food è lieta di accogliere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Antonio Peluso, il re del baccalà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che da oggi firma una rubrica dedicata al mondo del baccalà e alle sue infinite interpretazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           In esclusiva, Antonio Peluso si racconta:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Ognuno è re nella propria casa”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo percorso nasce per caso, lontano dai fornelli: piccolo imprenditore ed ex DJ dell’hinterland casertano, il baccalà lo incontrava solo a Natale. Nel 2015 decide di rilevare un piccolo locale a Marcianise e dà vita alla prima Locanda del Baccalà, scoprendo la complessità e la ricchezza di un ingrediente che diventerà la sua firma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con studio e dedizione, il progetto cresce: dalla storica Tracklander del ’76, con cui porta il suo cuoppo nei migliori street food campani, alla Boutique del Baccalà, spazio dedicato alla vendita e alla formazione, fino al ricettario “50 sfumature di baccalà”, che include anche il celebre cioccolatino al baccalà, un’esclusiva mondiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un percorso fatto di sacrifici, cadute, ripartenze e innovazione continua, che culmina nella nascita del Baccalà Village, il villaggio itinerante che celebra questo prodotto 365 giorni l’anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Non siamo chef stellati, ma chef scellati” – afferma Peluso
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una frase che racconta perfettamente la sua autenticità, la creatività e la voglia di rompere gli schemi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food dà ufficialmente il benvenuto a Chef Antonio Peluso.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Inizia con lui un viaggio ricco di gusto, identità e nuove sfumature di baccalà.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 14:16:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gazzetta-del-food-da-il-benvenuto-a-chef-antonio-peluso</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>LO SAPEVI CHE… Il carciofo…</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-sapevi-che-il-carciofo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il carciofo è senza dubbio uno degli ortaggi miei preferiti. Si può usare in moltissime preparazioni e si può preparare in svariate tipologie: fritto, grigliato, stufato, in padella, sott’olio e molte altre. Ma il mio preferito, da buon veneziano, è senza dubbio quello crudo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qui di seguito cerchiamo di scoprirlo in tutte le sue sfumature, segreti e caratteristiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quante tipologie di carciofo ci sono in Italia?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esistono molte varietà di carciofi, distinte per forma, colore e presenza di spine. Le principali sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Romanesco (o “mammola”): tondo, grande, senza spine, tenero. Tipico del Lazio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spinoso Sardo: con spine, sapore deciso, colore verde con riflessi violacei.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Violetto di Toscana: medio-piccolo, forma allungata, colore viola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Violetto di Sicilia: precoce, molto diffuso nel Sud Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Brindisino: allungato, di colore verde, molto tenero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Paestum IGP: tondo, privo di spine, tenerissimo, coltivato in Campania.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spinoso di Albenga: ligure, aromatico, con spine dorate e gusto intenso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da cuoco veneziano non posso non fare una parentesi sul nostro carciofo rarissimo da trovare:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Carciofo Violetto di Sant’Erasmo è una varietà pregiata e tipica della laguna di Venezia, conosciuta per la sua delicatezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Viene coltivato sull’isola di Sant’Erasmo, nella laguna veneziana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un prodotto autoctono e simbolo della tradizione locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La particolarità del terreno sabbioso e salmastro della laguna conferisce al carciofo un gusto unico e introvabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le sue caratteristiche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Violetto di Sant’Erasmo (discendente del Violetto di Chioggia) ha un colore viola scuro con sfumature verdi, una forma allungata e compatta, con spine presenti ma sottili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo cuore è tenerissimo e le foglie dolci, ottime anche da crude.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si raccoglie prima della piena fioritura, quando è ancora giovane e tenero, ed è chiamato “castraùre”, il primo carciofo della pianta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il raccolto va da aprile a giugno; le “castraùre” si trovano solo per poche settimane, tra fine aprile e inizio maggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ottimo crudo in pinzimonio o a fettine sottili con olio e limone; i carpacci di pesce ne esaltano il sapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si può gustare anche alla veneziana, in risotto, con polenta morbida o appena fritto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricco di cinarina, antiossidanti e sali minerali, favorisce la funzione epatica e la digestione. Basso contenuto calorico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un prodotto presidio Slow Food.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua raccolta è ancora manuale, secondo antiche tecniche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo il “castraùro” si sviluppano i “botoli”, carciofi successivi, ugualmente buoni ma più grandi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni anno a Sant’Erasmo si tiene la Festa del Carciofo Violetto (maggio).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2) Stagionalità dei carciofi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il carciofo è una verdura invernale e primaverile, da ottobre a giugno, a seconda della varietà e della zona di coltivazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le varietà autunnali (precoci) si trovano da ottobre a dicembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le varietà primaverili (tardive) da febbraio ad aprile/maggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3) Valori nutrizionali (per 100 g di parte edibile)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Calorie: circa 47 kcal
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acqua: 84–86 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proteine: 3 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Carboidrati: 10 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zuccheri: 1 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fibre: 5 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grassi: 0,2 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sodio: 94 mg
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Potassio: 370 mg
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vitamina C: 11 mg
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acido folico, vitamina K, magnesio e ferro in buone quantità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4) A cosa serve
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il carciofo è noto per le sue proprietà depurative e digestive: stimola la funzione epatica e la produzione di bile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aiuta la digestione dei grassi, ha un effetto diuretico e detox e riduce il colesterolo cattivo (LDL).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È utile in caso di gonfiore addominale o ritenzione idrica; è depurativo e favorisce la disintossicazione del fegato stimolando la secrezione biliare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie a polifenoli e flavonoidi è un ottimo antiossidante e aiuta a eliminare liquidi in eccesso riducendo il colesterolo totale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Utile nel controllo della glicemia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5) Curiosità sul carciofo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nome “carciofo” deriva dall’arabo “al-kharshuf”, poi diventato “artichaut” in francese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Già conosciuto dai romani, ma coltivato intensamente solo nel Rinascimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il carciofo crudo si consuma con olio, limone…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 13:57:03 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cutraro incoronato re della pizza al Mondiale Pizza DOC 2025: l’edizione dei record raccontata dalla Gazzetta del Food</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cutraro-incoronato-re-della-pizza-al-mondiale-pizza-doc-2025-ledizione-dei-record-raccontata-dalla-gazzetta-del-food</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CAPACCIO–PAESTUM — Tre giorni, oltre 600 concorrenti da più di 30 Paesi, più di mille pizze sfornate e un’unica corona: quella del nuovo Campione Mondiale Pizza DOC, titolo che per l’undicesima edizione va al napoletano di Francia Giuseppe Cutraro, classe 1988, fondatore del Gruppo Peppe e ormai riferimento assoluto della pizza contemporanea in Europa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cutraro – otto locali tra Parigi e Lione – ha conquistato il gradino più alto del podio vincendo la categoria Pizza Classica con una creazione solo all’apparenza semplice: provola e pepe, arricchita da un pomodoro San Marzano arrostito e completata da un pomodoro confit in uscita. Un omaggio alla tradizione, interpretato con una mano moderna che ha convinto la giuria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “La pizza mi ha cambiato la vita – ha raccontato emozionato –. A 18 anni vivevo in un basement a New York, e sognavo un giorno così. Porterò avanti la pizza del popolo, quella che unisce tradizione e contemporaneità”.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alle sue spalle, nella classifica assoluta, altri due big partenopei:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincenzo Abbate, vincitore della categoria Pizza Contemporanea, e Daniele Gagliotta, già campione assoluto 2024, trionfatore quest’anno nella Pizza a Ruota di Carro. Quarto posto per il francese Pierre James Quirin, vincitore della Pizza Margherita DOC e premiato anche come Miglior Pizzaiolo Estero 2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un’edizione da record
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’undicesimo Pizza DOC World Championship, organizzato dall’Accademia Nazionale Pizza DOC presieduta da Antonio Giaccoli, si è svolto dall’11 al 13 novembre negli spazi del NEXT – ex Tabacchificio di Capaccio–Paestum, con il sostegno del Comune di Capaccio, della Provincia di Salerno, della Regione Campania e della Camera di Commercio di Salerno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Questa è l’edizione dei record – ha dichiarato Giaccoli –. Oltre 600 concorrenti e un livello tecnico altissimo. È la prova che stiamo valorizzando la figura del pizzaiolo e il Made in Italy”.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagoniste anche numerose aziende partner del settore – dal Mulino Caputo a Latteria Sorrentina, da Solania a Mecnosud – insieme alle 70 realtà che hanno animato gli spazi dell’Expò DOC.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le categorie e tutti i vincitori
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Innumerevoli le sfide che hanno animato la tre giorni, dalle classiche alle più innovative. Ecco alcuni dei titoli assegnati:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Classica – 1. Giuseppe Cutraro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Margherita DOC – 1. Pierre James Quirin
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Contemporanea – 1. Vincenzo Abbate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza a Ruota di Carro – 1. Daniele Gagliotta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza in Teglia – 1. Vincenzo Marco Della Rocca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza in Pala – 1. Felice Mellone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pinsa Romana – 1. Gianluca Piersanti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza senza Glutine – 1. Rosa Anna Citro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Fritta – 1. Isabella De Cham (anche Miglior Pizzaiola DOC 2025)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Gourmet – 1. Giuseppe Cutraro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Romana a Mattarello – 1. Vanessa Savi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza Parigina – 1. Fabio Ciano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza in Team – 1. Team New Sud
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza a Due – 1. Tamer Mohamed Ali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Brand di Pizzeria – 1. Manuè Ristorante Pizzeria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza DOC School – vincitore Istituto “Ancel Keys”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Free Style – 1. Francesco Valente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza più larga – 1. Susana Sanchez Cruz
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza più veloce – 1. Alfio Cavallaro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trofeo Panuozzo DOC – 1. Fabio Strazzella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trofeo Pizza e Vino – 1. Cosimo Chiodi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trofeo Pizza e Drink – 1. Michele Friello
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizza DOC Lovers – 1. Antonio Castiello
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le menzioni speciali, oltre ai già citati Quirin e De Cham, spicca il riconoscimento Pizza DOC Special 2025 attribuito a Giuseppe Cutraro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           DOC Talk, workshop e solidarietà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A confermare la crescita della manifestazione, anche la ricca programmazione dei DOC Talk, guidati dal divulgatore Luca Fresolone, con ospiti come Luciano Pignataro, Antonella Amodio e chef stellati quali Peppe Guida e Paolo Gramaglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non sono mancati incontri dedicati a cause sociali, tra cui progetti rivolti a bambini con disabilità e pizzaioli sordomuti, che hanno dato un valore ulteriore alla kermesse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Verso i Pizza DOC Awards 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si apre ora la corsa alla categoria Pizza DOC Social: tutte le pizze fotografate durante la competizione saranno votabili online dal 20 novembre al 5 dicembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vincitore sarà premiato il 10 dicembre al Teatro Mediterraneo di Napoli durante i Pizza DOC Awards 2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cutraro guarda al futur
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          o
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il neo campione mondiale, questo titolo rappresenta un nuovo inizio: “Siamo nel 2025, la pizza deve evolvere senza perdere il legame con il popolo. Continuerò su questa strada, con ancora più energia”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Con una partecipazione internazionale mai vista prima e un livello sempre più alto, il Campionato Mondiale Pizza DOC si conferma una delle competizioni più importanti al mondo per chi vive e crea con la pizza.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Nov 2025 13:25:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cutraro-incoronato-re-della-pizza-al-mondiale-pizza-doc-2025-ledizione-dei-record-raccontata-dalla-gazzetta-del-food</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Olimpo della Pizza DOC: A Paestum, dove 500 Pizzaioli Globali Riscrivono la Perfezione (Cottura, Aspetto, Gusto: il Verdetto)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-olimpo-della-pizza-doc-a-paestum-dove-500-pizzaioli-globali-riscrivono-la-perfezione-cottura-aspetto-gusto-il-verdetto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Il Trionfo di Giuseppe Cutraro: Campione del Mondo Pizza DOC 2025
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Giuseppe Cutraro è il Campione del Mondo Pizza DOC 2025. L'apice dell'Undicesima Edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC è culminato questa sera, giovedì 13 novembre 2025, vedendo il pizzaiolo (noto come Peppe) incoronato a Capaccio Paestum.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Napoletano verace, originario dei Quartieri Spagnoli, Cutraro rappresenta l'eccellenza italiana che ha conquistato il mondo. La sua carriera è un esempio di successo internazionale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​L'Impero Parigino: Cutraro ha costruito la sua fama soprattutto a Parigi, dove è titolare della catena di pizzerie Peppe Pizzeria, che oggi vanta diverse sedi nella Ville Lumière e un locale sugli Champs Elysées.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Vincitore Seriale: La vittoria a Paestum non è la prima consacrazione per "Peppe". È già stato Campione del Mondo (vincitore di un altro prestigioso trofeo internazionale nel 2019) e il suo locale è stato eletto Migliore Pizzeria d'Europa per due anni consecutivi (2021 e 2022) secondo la prestigiosa classifica 50 Top Pizza (categoria Europa, Italia esclusa).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Pizza Contemporanea: La sua maestria si concentra sulla Pizza Contemporanea Napoletana, caratterizzata da un impasto ad alta idratazione, leggero e digeribile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La sua vittoria a Paestum è la prova tangibile che la combinazione di talento, disciplina e rispetto per i canoni della tradizione, unita a una visione internazionale, è la chiave per raggiungere l'eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​ L'Olimpo della Pizza DOC: Paestum Incorona l'Eccellenza Globale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Oltre 500 pizzaioli da 30 nazioni si sono sfidati al NEXT di Capaccio Paestum per il verdetto su Cottura, Aspetto e Gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Dall'11 al 13 novembre 2025, il NEXT di Capaccio Paestum è stato il cuore pulsante di un’arte antica e globale. Oltre 500 pizzaioli da 30 nazioni si sono sfidati, incoronando il talento e la tecnica di Cutraro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Piana dei Templi: Palcoscenico della Maestria Globale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La piana di Paestum, custode dei suoi millenari Templi, ha ospitato l'eccellenza culinaria globale per tre giorni. L'Undicesima Edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC non è stata un semplice concorso, ma un meticoloso saggio di maestria gestito con una logistica di altissimo livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ​La Visione Dinamica: Antonio Giaccoli e le Nuove Frontiere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Dietro l'imponente macchina organizzativa, il merito è della guida visionaria del Presidente dell'Accademia Nazionale Pizza DOC, Antonio Giaccoli. È grazie a lui che l'evento è giunto alla sua undicesima edizione, evolvendo costantemente fino a diventare un Festival Internazionale di tre intense giornate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Campionato, pur saldamente ancorato alla tradizione, ha dimostrato una straordinaria capacità di guardare al futuro, in particolare con l'introduzione di nuove, stimolanti categorie: la Pizza Lovers, pensata per coinvolgere il pubblico, e soprattutto le sfide sul pairing di alta scuola, come Pizza e Cocktail e Pizza e Vino. Queste categorie hanno elevato la competizione a un vero e proprio laboratorio gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Sfida dei Giganti: Oltre 500 Professionisti da 30 Nazion
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il dato che definisce la grandezza di questa edizione è il numero dei partecipanti: oltre cinquecento pizzaioli che si sono alternati con rigore scientifico nelle aree gara, un numero che certifica il Campionato come un evento di massima professionalità internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Gli sfidanti sono giunti da ogni angolo del globo, rappresentando oltre 30 nazioni, tra cui Stati Uniti, Brasile, Francia, Svezia e Corea del Sud.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La credibilità e l'imparzialità del giudizio sono state garantite da un panel di esperti di altissimo livello, presieduto dalla giornalista
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Antonella Amodio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ogni pizza è stata valutata in base a tre canoni fondamentali e imprescindibili: la Cottura, l'Aspetto e il Gusto.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            l Campionato Mondiale Pizza DOC chiude i battenti con un nuovo campione, ma con lo sguardo già rivolto alla dodicesima edizione, in programma nel 2026, confermando Paestum come il punto di riferimento assoluto per il futuro dell'arte bianca globale.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 21:58:22 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Campionato Mondiale della Pizza DOC 2025: l'Ex Tabacchificio NEXT di Cappuccio Paestum diventa capitale mondiale della pizza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/campionato-mondiale-della-pizza-doc-2025-l-ex-tabacchificio-next-di-cappuccio-paestum-diventa-capitale-mondiale-della-pizza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È partita con un successo annunciato la 11ª edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC, che si sta svolgendo dall’11 al 13 novembre 2025 presso la struttura NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio a Capaccio Paestum (Salerno).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima giornata ha offerto grande entusiasmo, con oltre 200 pizzaioli in gara, gustose degustazioni, due workshop formativi e le prime premiazioni della sezione scuola, a testimonianza dell’ampia dimensione educativa e competitiva dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, nella gara riservata alla sezione studenti – la Pizza DOC School – sono saliti sul podio:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           al primo posto l’istituto IIS Ancel Keys di Castelnuovo Cilento;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           al secondo posto l’IPSAR Ugo Tognazzi di Velletri;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           al terzo posto l’IIS Piranesi di Capaccio Paestum.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul palco del Salottino, momento conviviale e di confronto dell’evento, si susseguiranno volti noti del mondo pizza: il presidente della kermesse, Antonio Giaccoli, il padre-pizzaiolo don Antonio Starita, e protagonisti come Filippo Di MBS (MBS), Vincenzo (Latteria Sorrentina), Carlo Fumo (Pizza Girls) con le pizzaiole Jessica Sorrentino e Helga Liberto, e la giornalista/autrice Antonella Amodio. Un momento perfetto per respirare l’atmosfera della manifestazione e raccogliere spunti tecnici, trends e networking.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’organizzazione dell’evento è curata dalla
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Accademia Nazionale Pizza DOC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che ha reso la manifestazione internazionale: sono infatti iscritti pizzaioli provenienti da più di 30 nazioni. Le categorie in gara sono numerose – professionisti, amatori, scuole – con un regolamento che prevede, tra le altre cose, che il titolo assoluto venga assegnato al concorrente con miglior punteggio in quattro categorie principali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La struttura “NEXT – Ex Tabacchificio” è una location al coperto dotata di zone dedicate alle gare professionali (10 forni tra a legna e elettrici), alle gare amatoriali, a quelli per le scuole, all’area espositiva e al salotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food seguirà con interesse tutti e tre i giorni di gara, offrendo aggiornamenti quotidiani sui vincitori, sugli approfondimenti del Salottino e sui momenti più significativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il campionato prosegue domani con le gare tra i “pizzaioli del futuro”, nuove sfide e un pubblico sempre più appassionato: che vinca il migliore!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 12 Nov 2025 00:33:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/campionato-mondiale-della-pizza-doc-2025-l-ex-tabacchificio-next-di-cappuccio-paestum-diventa-capitale-mondiale-della-pizza</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La gentilezza è uno stato d'animo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gentilezza-e-uno-stato-d-animo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Novembre è un mese di transizione: la natura rallenta, i colori si fanno più caldi e le giornate più brevi ci invitano a guardare dentro di noi. È un periodo perfetto per riscoprire il valore della gentilezza, un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario. Non a caso, il 13 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Gentilezza,  un invito a scegliere parole e azioni che costruiscano ponti invece di muri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo spesso affrettato e rumoroso, la gentilezza diventa un atto di coraggio. È rispetto, empatia, ascolto. È dire “grazie”, ma anche “mi dispiace”. È una carezza, un sorriso, un aiuto concreto. E proprio da questo spirito nasce anche la riflessione su un altro tema che novembre ci porta ad affrontare: la lotta contro la violenza sulle donne,  celebrata il 25 novembre con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non c’è gentilezza senza rispetto, e non c’è rispetto dove c’è violenza. Ogni donna che subisce un abuso, fisico o psicologico, è una ferita aperta nella nostra società. Il rosso, colore simbolo di questa giornata, ci ricorda il sangue versato ma anche la forza, la passione e la rinascita. Un invito a non restare in silenzio, a educare al rispetto, a scegliere relazioni fondate sulla libertà e non sul possesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche la moda e il cibo, due espressioni profondamente umane e quotidiane, possono farsi veicolo di questi valori. La moda gentile è quella che rispetta il corpo, la diversità e l’ambiente. È sostenibile, inclusiva, libera dagli stereotipi. Indossare un capo non è solo una questione estetica, ma un atto di comunicazione: scegliamo cosa raccontare di noi e del mondo che vogliamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allo stesso modo, anche il cibo può essere un gesto di cura e consapevolezza. Preparare un pasto, condividere la tavola, scegliere ingredienti locali e di stagione significa rispettare la terra e le persone. È un modo per dire “ti voglio bene” senza parole, un linguaggio universale di attenzione e amore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo novembre, lasciamoci quindi ispirare dalla gentilezza in tutte le sue forme: nelle relazioni, nelle scelte, nei gesti quotidiani. Perché solo una società gentile può essere davvero giusta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 11 Nov 2025 23:57:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gentilezza-e-uno-stato-d-animo</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rubrica “Lo sai che?” – Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist Broccolo Romano: il tesoro verde che nutre corpo e mente</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rubrica-lo-sai-che-chef-gregori-nalon-cooking-strategist-broccolo-romano-il-tesoro-verde-che-nutre-corpo-e-mente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Ciao amici della mia cucina consapevole,
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          oggi vi porto nel cuore della stagione con un ortaggio che amo per forma, colore e personalità: il b
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           roccolo romano.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un capolavoro di madre natura, elegante e perfetto nelle sue spirali. Ogni volta che lo cucino mi ricorda che la cucina è una forma d’arte, ma anche un atto di equilibrio tra nutrimento e bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Lo sapevi che il broccolo romano è una figura geometrica naturale, costruita da una serie di spirali che si ripetono in proporzioni perfette?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È l’unico ortaggio che unisce scienza, estetica e salute in un solo colpo d’occhio!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma oltre a essere affascinante, è anche un alimento ricchissimo di vitamine, sali minerali e antiossidanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Valori nutrizionali e benefici
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In 100 g di broccolo romano troviamo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 30 kcal, pochissime calorie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 90% d’acqua, per idratazione naturale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vitamina C in quantità superiore agli agrumi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vitamina K, acido folico, calcio, ferro, potassio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Fibre che aiutano il transito intestinale e la depurazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Io lo chiamo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “il mio detox verde”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : sostiene il fegato, rafforza il sistema immunitario e aiuta a combattere lo stress ossidativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La cottura perfetta: dove salute e gusto si incontrano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come Cooking Strategist, per me la cottura è un atto di precisione e rispetto: ogni metodo cambia la texture, il sapore e il valore nutrizionale del cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco quindi i miei metodi ideali per cucinare il broccolo romano, mantenendo tutto il suo potenziale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A vapore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il metodo più classico e salutare. In soli 5-6 minuti le cimette restano croccanti, verdi e piene di vitamine. Perfetto come base per insalate, contorni o vellutate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Saltato in padella
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con olio extravergine, aglio e peperoncino, in 4-5 minuti, sprigiona tutto il suo carattere mediterraneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un contorno veloce, vivace e pieno di energia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Al forno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A 190°C per circa 15 minuti, con un filo d’olio, pangrattato integrale e curcuma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diventa croccante, aromatico e irresistibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Crudo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi ama la purezza: in pinzimonio o insalata, con limone e semi di sesamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’esplosione di freschezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sottovuoto (cottura sous-vide
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          )
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E qui entra in gioco la mia parte più “strategica” in cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cottura sottovuoto è un metodo meraviglioso per preservare tutti i nutrienti, il colore e la consistenza naturale del broccolo romano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come la eseguo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Taglio le cimette e le condisco con un filo d’olio evo, sale leggero e una scorzetta di limone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Le chiudo in sacchetto sottovuoto e cuocio a 85°C per circa 20 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Una volta pronte, le passo un attimo in padella per dare profumo e una nota croccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Risultato: un broccolo dolce, intenso, dalla texture perfetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cottura sottovuoto è ideale quando vogliamo un piatto elegante e leggero, senza dispersione di nutrienti o sapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mia ricetta del cuore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Amo preparare le linguine con broccolo romano, acciughe, limone e mollica croccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un piatto semplice, ma strategico: il broccolo dona cremosità naturale, le acciughe sapidità, il limone freschezza e la mollica una nota di croccantezza. Un equilibrio perfetto, proprio come la sua forma.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Quando e dove trovarlo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il broccolo romano è protagonista dei mercati da ottobre a marzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sceglilo sodo, compatto, dal colore verde brillante, segno di freschezza e ricchezza nutrizionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché lo amo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Per me il broccolo romano rappresenta la connessione perfetta tra natura e nutrizione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            È bello da vedere, buono da mangiare e fa bene al corpo e alla mente.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “In cucina, la strategia più vincente è quella che unisce emozione, benessere e conoscenza.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il broccolo romano racchiude tutto questo in una spirale di salute e sapore.”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            — Chef Gregori Nalon, Cooking Strategist
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 10:20:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/rubrica-lo-sai-che-chef-gregori-nalon-cooking-strategist-broccolo-romano-il-tesoro-verde-che-nutre-corpo-e-mente</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gennaro Avallone: L'Anima di MSC e la rivoluzione del Direttore di Crociera Il cuore pulsante della tradizione marittima</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gennaro-avallone-l-anima-di-msc-e-la-rivoluzione-del-direttore-di-crociera-il-cuore-pulsante-della-tradizione-marittima</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel panorama delle crociere di lusso, la figura del
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Direttore di Crociera
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          riveste un'importanza cardinale, fungendo da ponte tra l'autorità della navigazione e la gioia degli ospiti. Tra i professionisti che hanno elevato questo ruolo a vera e propria arte, il nome di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gennaro Avallone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          spicca per carisma, dedizione e una visione che travalica il semplice intrattenimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua ascesa non è frutto del caso, ma di una solida gavetta. Avallone ha imparato l'arte dell'ospitalità marittima partendo dai gradini più bassi, forgiando la sua esperienza a contatto diretto con ogni sfumatura della vita di bordo. Questa profonda conoscenza, maturata sul campo, gli ha conferito non solo la competenza tecnica, ma soprattutto l'empatia necessaria per comprendere e anticipare i desideri di un pubblico globale. Egli incarna l'eccellenza della tradizione MSC, dimostrando che il successo in questo settore richiede un mix di rigore professionale e umanità sincera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò che rende Gennaro Avallone una figura unica nel settore è la sua brillante capacità di unire il prestigio del suo incarico con la modernità della comunicazione digitale. Con la creazione del brand
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            "Gennaro in Crociera"
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , Avallone si è trasformato in un autentico influencer e tiktoker, traghettando l'esperienza della crociera dal teatro di bordo alle piattaforme social.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa mossa non è mero personal branding, ma una strategia pionieristica che ha ridefinito il concetto di marketing per la navigazione. Attraverso i suoi contenuti, Avallone non si limita a mostrare il dietro le quinte o il lusso della nave; egli trasmette la sua passione contagiosa, invitando milioni di follower a vivere l’esperienza in prima persona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Gusto del Mare: Tra Buffet e Alta Cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un aspetto che ha attirato particolare attenzione è il modo in cui Avallone valorizza l’esperienza gastronomica di bordo. Nei suoi video, infatti, racconta con entusiasmo i buffet, i ristoranti tematici e i menù raffinati delle navi MSC, mostrando l’eccellenza culinaria che accompagna ogni viaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non a caso, la sua sensibilità verso la buona tavola è stata notata anche dalla Gazzetta del Food, che gli ha dedicato un approfondimento per il modo genuino e accattivante con cui presenta le pietanze nazionali e internazionali servite a bordo. Dai piatti tipici italiani – come la pasta fresca, la mozzarella di bufala e i dessert napoletani – alle creazioni gourmet ispirate alle cucine di tutto il mondo, Avallone riesce a far percepire il buon cibo come parte integrante del viaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulle navi MSC, la ristorazione diventa un’esperienza multisensoriale: i buffet ricchi e scenografici, le cene di gala curate da chef stellati e la possibilità di gustare specialità di diversi continenti rendono ogni pasto un momento di scoperta e convivialità. Attraverso i suoi contenuti, Gennaro mostra come una crociera non sia solo mare e intrattenimento, ma anche un viaggio nel gusto, dove la cultura culinaria incontra l’eleganza del servizio e l’autenticità dei sapori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi ha avuto la fortuna di interagire con lui testimonia una figura che va oltre l'immagine pubblica. Gennaro Avallone, con le sue radici profondamente campane, porta a bordo una passione e una capacità comunicativa che affondano in una terra di forte tradizione e accoglienza. Questa indole calorosa e naturalmente capace si riflette pienamente nel suo lavoro: la sua comunicazione, sia sul palco che nei messaggi quotidiani indirizzati agli ospiti, è caratterizzata da una scrittura precisa, semplice ma irresistibilmente accattivante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa chiarezza riflette il suo approccio manageriale: un’orchestrazione impeccabile del divertimento, dove ogni dettaglio è curato per far sentire l’ospite non un numero, ma un membro privilegiato di una grande famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impegno di Avallone nel promuovere la cultura, l’ospitalità e la gioia del viaggio lo rende non solo un eccellente Direttore di Crociera, ma un ambasciatore del Made in Italy nel mondo, un professionista che ha saputo evolvere una professione storica in una dinamica moderna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua capacità di trasformare il ruolo del Direttore di Crociera in un brand accessibile e carismatico ha innescato una vera tendenza nel settore. Oggi, la sua visione è un modello che molti cercano di emulare, confermando Avallone non solo come un professionista eccellente, ma come un faro per la navigazione moderna, capace di unire mare, emozione e gusto in un’unica, straordinaria esperienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 10 Nov 2025 07:34:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gennaro-avallone-l-anima-di-msc-e-la-rivoluzione-del-direttore-di-crociera-il-cuore-pulsante-della-tradizione-marittima</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Eccellenza pugliese: Michele Stasi, il Pastry Chef di Bisceglie che conquista il mondo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/eccellenza-pugliese-michele-stasi-il-pastry-chef-di-bisceglie-che-conquista-il-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo nome pugliese si impone nel panorama internazionale dell’alta pasticceria. Michele Stasi, originario di Bisceglie e oggi Executive Pastry Chef presso i prestigiosi Park Hyatt di Dubai e Abu Dhabi, ha conquistato il Bocuse d’Or, il più ambito riconoscimento del mondo gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stasi, già apprezzato per la sua straordinaria creatività e per la capacità di fondere tradizione e innovazione, si è distinto aggiudicandosi anche il titolo di Campione Nazionale di Pasticceria e Cioccolateria. La sua vittoria è il risultato di una combinazione di tecnica impeccabile, eleganza stilistica e profonda sensibilità estetica, qualità che lo hanno reso uno dei talenti più promettenti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il successo ottenuto apre ora la strada verso una nuova sfida internazionale: la Coppa del Mondo di Pasticceria, le cui semifinali si terranno in Arabia Saudita nel 2026, tappa decisiva per accedere alla finalissima di Lione nel 2027, capitale mondiale dell’alta gastronomia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Regione Puglia ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto da Stasi, sottolineando come il suo percorso rappresenti un motivo d’orgoglio per l’intero territorio. “Il talento e la dedizione di Michele Stasi – si legge nella nota – testimoniano la capacità della Puglia di esprimere eccellenze riconosciute in tutto il mondo, ambasciatrici del gusto, della cultura e della qualità che contraddistinguono la nostra regione.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un traguardo che conferma il valore di una generazione di professionisti capaci di portare la pasticceria pugliese oltre i confini nazionali, facendone un simbolo di passione, innovazione e autenticità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Orgoglio pugliese, eccellenza mondiale.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 05 Nov 2025 08:06:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/eccellenza-pugliese-michele-stasi-il-pastry-chef-di-bisceglie-che-conquista-il-mondo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Daniel Guarnera conquista il Trofeo Filippo Matellicani: sul podio anche Ivan Correnti e Saviana Antonio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/daniel-guarnera-conquista-il-trofeo-filippo-matellicani-sul-podio-anche-ivan-correnti-e-saviana-antonio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel prestigioso scenario del 24° Campionato Mondiale di Pizza Piccante, il Trofeo Filippo Matellicani ha celebrato la maestria e la passione dei pizzaioli che hanno saputo distinguersi per tecnica, creatività e sensibilità umana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A conquistare il gradino più alto del podio è stato Daniel Guarnera, seguito da Ivan Correnti, secondo classificato, e Saviana Antonio, terzo. Tre professionisti che, con il loro talento, hanno reso omaggio allo spirito del trofeo: unire eccellenza e solidarietà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dedicato alla memoria del figlio di Francesco Matellicani, il Trofeo rappresenta un forte messaggio di impegno e speranza. Le quote d’iscrizione vengono infatti devolute in beneficenza, sostenendo la ricerca e progetti di aiuto concreto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora una volta, la manifestazione ha dimostrato come la pizza, simbolo di condivisione e passione, possa trasformarsi in un linguaggio universale capace di unire gusto, memoria e solidarietà, rendendo il Trofeo Filippo Matellicani uno dei momenti più sentiti del Campionato Mondiale di Pizza Piccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 13:20:52 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cipolla, il bulbo della salute: proprietà, varietà e segreti di un alimento millenario Lancio breve per La Gazzetta del Food Dalla Rossa di Tropea alla dolcissima Acquaviva delle Fonti, la cipolla è u</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cipolla-il-bulbo-della-salute-proprieta-varieta-e-segreti-di-un-alimento-millenario-lancio-breve-per-la-gazzetta-del-food-dalla-rossa-di-tropea-alla-dolcissima-acquaviva-delle-fonti-la-cipolla-e-u</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pochi alimenti vantano una storia e una diffusione così universali come la cipolla (Allium cepa L.). Coltivata fin dai tempi degli Egizi e dei Babilonesi, oggi è un pilastro della cucina mediterranea e mondiale. Dietro la sua semplicità si nasconde un alimento funzionale, ricco di nutrienti e sostanze benefiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cipolla è povera di calorie (circa 40 kcal per 100 g), ma abbondante in fibre, vitamina C, vitamina B6, potassio e composti solforati, responsabili del suo caratteristico aroma. Questi composti, insieme a flavonoidi come la quercetina, hanno effetti antiossidanti, antibatterici e antinfiammatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protezione cardiovascolare e riduzione del colesterolo LDL.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Supporto al sistema immunitario e alla risposta antinfiammatoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Effetto depurativo e diuretico naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostegno alla digestione e alla salute intestinale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Varietà italiane: un patrimonio di biodiversità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia custodisce oltre 30 varietà locali di cipolla, ciascuna legata al proprio territorio e alle sue tradizioni culinarie. Tra le più rinomate:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP: dolce, croccante e succosa, perfetta a crudo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cipolla di Giarratana (Sicilia): grande, chiara e delicata, ideale per confetture e cotture lente.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cipolla di Cannara (Umbria): equilibrata, versatile, ottima sia cruda sia cotta.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cipolla di Certaldo (Toscana): dal gusto intenso, protagonista di zuppe e soffritti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cipolla dorata di Parma: aromatica, regina dei sughi tradizionali.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E tra le eccellenze spicca anche un gioiello pugliese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti: il dolce gigante di Puglia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Originaria dell’omonimo comune in provincia di Bari, la Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti è una varietà unica, riconosciuta come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e Presidio Slow Food.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo bulbo tondo e schiacciato può superare i 500 grammi, con tuniche esterne rosso-violacee e un cuore bianco-rosato. Ma ciò che la rende celebre è il suo sapore straordinariamente dolce e delicato, che la rende ideale anche cruda, in insalate o come contorno marinato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coltivata con tecniche tradizionali e irrigazione naturale, la cipolla di Acquaviva è ricca di antociani e quercetina, potenti antiossidanti che contribuiscono a proteggere il cuore e contrastare l’invecchiamento cellulare. Ogni anno, ad Acquaviva, una grande Festa della Cipolla Rossa celebra il legame tra prodotto, territorio e cultura contadina, simbolo di identità e orgoglio pugliese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come gustarla al meglio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per esaltare i benefici nutrizionali della cipolla è consigliabile non sottoporla a cotture eccessive: la versione cruda mantiene intatti i composti antiossidanti, ma anche grigliata, al forno o caramellata regala profumi e sapori irresistibili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un trucco dei cuochi: aggiungerla cruda, sottilissima, a piatti freddi, carpacci o panini gourmet per un tocco dolce e aromatico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Che sia bianca, dorata o rossa, la cipolla resta un superfood naturale che coniuga gusto, salute e cultura.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Cipolla Rossa di Acquaviva delle Fonti, insieme alle altre varietà italiane, dimostra come un semplice ortaggio possa trasformarsi in un simbolo di biodiversità e tradizione gastronomica. Un bulbo che unisce l’Italia, dal campo alla tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 12:30:18 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aqua Crua, latex e stelle Michelin: Giuliano Baldessari rompe ogni schema in cucina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/aqua-crua-latex-e-stelle-michelin-giuliano-baldessari-rompe-ogni-schema-in-cucina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         di Maria Giovanna Labruna – Editrice de “La Gazzetta del Mezzogiorno”
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ci sono gesti che parlano più di mille parole. E nella cucina di Giuliano Baldessari ogni gesto è pensiero, ogni movimento diventa linguaggio. Da tempo seguo con curiosità e ammirazione il percorso di questo chef che ha fatto della libertà creativa il suo manifesto. Attraverso i social, la sua figura emerge con una forza magnetica: silenziosa, intensa, quasi mistica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Baldessari, anima e mente di Aqua Crua, ristorante stellato immerso nei Colli Berici, non è solo un cuoco: è un interprete della materia. Nelle sue mani, gli ingredienti diventano strumenti di riflessione, frammenti di un discorso che unisce arte, filosofia e percezione. Ogni piatto sembra raccontare una verità invisibile, un dialogo continuo tra uomo e natura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’immagine di lui che cucina in tuta di lattice ha fatto il giro dei social, generando sorpresa e curiosità. Eppure, osservandolo, è chiaro che non si tratta di una trovata scenica. È un gesto simbolico, una scelta consapevole. Il lattice come barriera e come pelle nuova: un modo per entrare nel cuore del gesto culinario, per eliminare distrazioni, per percepire in modo più profondo il senso stesso del creare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quella di Baldessari è una cucina che non concede spazio all’ovvio. Essenziale, introspettiva, a tratti spiazzante, parla una lingua fatta di silenzi e intuizioni. È una cucina che non si limita a nutrire, ma costringe a pensare, a sentire, a interrogarsi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Osservarlo, anche da lontano, è come assistere a una performance d’arte contemporanea: c’è disciplina, concentrazione, ma anche un senso di libertà assoluta. E forse è proprio questa la chiave della sua forza: la capacità di restare fedele a se stesso, lontano da mode e tendenze, coerente nella sua ricerca interiore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un panorama gastronomico spesso segnato dall’immagine e dalla spettacolarizzazione, Giuliano Baldessari si distingue per autenticità e coerenza. È un autore, più che uno chef. Un pensatore che ha scelto la cucina come linguaggio per raccontare l’uomo e la materia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguendolo, non si può che desiderare di varcare la soglia di Aqua Crua e vivere quell’esperienza di silenzio e ascolto che lui stesso incarna. E, come giornalista e appassionata di cucina d’autore, non posso fare a meno di augurarmi che questo articolo possa essere l’inizio di un dialogo. Perché certe figure meritano di essere conosciute da vicino, al di là dei social e delle immagini: la cucina di Giuliano Baldessari è una storia da vivere, e sarebbe un privilegio raccontarla con lui.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:27:08 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pizza Lardella: l’eleganza del gusto tra tradizione e innovazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-lardella-leleganza-del-gusto-tra-tradizione-e-innovazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C’è un confine sottile, ma meravigliosamente fertile, tra la tradizione e l’innovazione in cucina. È in quello spazio creativo che nasce la Pizza Lardella, un capolavoro di equilibrio e gusto che racconta l’Italia attraverso ingredienti d’eccellenza e sapori armoniosamente intrecciati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emblema della convivialità italiana, la pizza si trasforma qui in una vera esperienza sensoriale, dove la maestria del pizzaiolo incontra la finezza della gastronomia gourmet. Il risultato è una creazione che conquista già al primo sguardo — e definitivamente al primo morso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un viaggio tra profumi, colori e consistenze
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La base, fragrante e leggera, accoglie una fonduta di Parmigiano Reggiano allo zafferano, vellutata e dorata come il sole d’autunno. La sapidità del formaggio si fonde con le note calde e lievemente amarognole della spezia, dando vita a una crema avvolgente che prepara il palato all’incontro con ingredienti dal carattere deciso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla superficie, funghi porcini accuratamente selezionati aggiungono un tocco boschivo e aromatico, mentre le noci sbriciolate regalano croccantezza e un retrogusto dolce e rotondo. A chiudere questa sinfonia di sapori, arriva il protagonista indiscusso: il lardo di Colonnata IGP, tagliato finissimo e lasciato sciogliere appena sul calore della pizza. La sua consistenza setosa e il sapore elegante donano al piatto una profondità gustativa unica, capace di accarezzare i sensi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un equilibrio tra rusticità e raffinatezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Pizza Lardella è molto più di una semplice proposta culinaria: è una narrazione gastronomica che attraversa l’Italia da nord a sud. Ogni ingrediente evoca un territorio e una tradizione — dai pascoli emiliani del Parmigiano Reggiano ai boschi dove nascono i porcini, fino alle cave di marmo di Colonnata, dove il lardo matura lentamente nella conca di marmo, seguendo un rituale antico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il risultato è un equilibrio perfetto tra rusticità e raffinatezza, tra comfort food e alta cucina. Una pizza che non si limita a sfamare, ma invita a scoprire, assaporare e condividere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come gustarla al meglio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per apprezzarne appieno la complessità aromatica, la Pizza Lardella va servita appena sfornata, quando il profumo del lardo incontra quello del Parmigiano e dei funghi. In abbinamento, un Chardonnay barricato o una birra artigianale ambrata esaltano la rotondità e la persistenza gustativa del piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perfetta per una cena gourmet tra amici o come fiore all’occhiello di una pizzeria contemporanea, questa creazione rappresenta una nuova frontiera del gusto italiano: un dialogo continuo tra territorio, tecnica e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La Pizza Lardella è la prova che la tradizione, quando si unisce all’arte e alla conoscenza degli ingredienti, può ancora sorprendere e innovare — restando profondamente, autenticamente italiana.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 03 Nov 2025 10:28:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pizza-lardella-leleganza-del-gusto-tra-tradizione-e-innovazione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sushi: l’arte giapponese della perfezione nel piatto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sushi-larte-giapponese-della-perfezione-nel-piatto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          Un gesto, una filosofia
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Giappone, il sushi è più che un alimento: è un’espressione di armonia tra uomo e natura. La parola “sushi” (酸し) rimanda all’acidità del riso, elemento cardine della preparazione, che accoglie il pesce fresco come in un abbraccio perfetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni gesto del maestro itamae è calibrato: dalla temperatura del riso alla pressione delle dita, fino al taglio millimetrico del pesce. L’obiettivo è uno solo — l’equilibrio assoluto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come degustare il sushi nel modo corretto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Con le mani o con le bacchette?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tradizione ammette entrambe le opzioni. Il nigiri, composto da riso e pesce, può essere gustato con le dita per preservarne la struttura; il sashimi, privo di riso, si degusta rigorosamente con le bacchette.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La salsa di soia: mai esagerare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il sushi va immerso nella soia solo con la parte del pesce, mai con quella del riso, che rischierebbe di assorbirla troppo e squilibrare il sapore. Il condimento deve accompagnare, non coprire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Wasabi e zenzero, due ruoli distinti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il wasabi va applicato in piccole quantità, direttamente sul pesce, per amplificarne la freschezza marina. Lo zenzero, invece, serve a “pulire” il palato tra un assaggio e l’altro, favorendo la percezione delle diverse sfumature.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’ordine dei bocconi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come in una degustazione enologica, l’esperienza segue una progressione: si parte dai sapori più delicati — come branzino o ricciola — per arrivare ai più complessi, come tonno, salmone o anguilla.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche nel nostro Paese il sushi ha raggiunto livelli di eccellenza, grazie a chef formati nelle migliori scuole giapponesi e a un’attenzione crescente verso la qualità del pesce e la tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro ogni pezzo di sushi si cela una filosofia fatta di precisione, armonia e rispetto. Mangiarlo non significa semplicemente nutrirsi, ma partecipare a un rito culturale in cui estetica, tecnica e gusto si fondono in un unico gesto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un panorama gastronomico sempre più contaminato, il sushi autentico resta un simbolo di purezza e di dedizione assoluta alla materia prima — un’arte che continua a parlare la lingua universale della perfezione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 18:06:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sushi-larte-giapponese-della-perfezione-nel-piatto</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mandorle, il segreto per un cuore sano passa dall’intestino: la conferma dei ricercatori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mandorle-il-segreto-per-un-cuore-sano-passa-dallintestino-la-conferma-dei-ricercatori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le mandorle non fanno bene solo al cuore, ma anche all’intestino. A dirlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Reading (Regno Unito), pubblicato sulla rivista scientifica The American Journal of Clinical Nutrition, che ha messo in luce un legame sorprendente tra il consumo di mandorle e la salute cardiometabolica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo gli studiosi, mangiare regolarmente una manciata di mandorle al giorno aiuta a nutrire i “batteri buoni” dell’intestino, migliorando così l’equilibrio del microbiota. Questo effetto positivo si traduce in benefici per il metabolismo, i livelli di colesterolo e il controllo della glicemia, tutti fattori chiave per la salute del cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la ricerca, durata sei settimane, i partecipanti che avevano inserito le mandorle nella loro dieta hanno mostrato un aumento dei batteri intestinali in grado di produrre butirrato, una sostanza che contribuisce a ridurre l’infiammazione e a migliorare la sensibilità all’insulina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricche di grassi buoni, vitamina E, fibre e antiossidanti, le mandorle si confermano quindi un alleato prezioso per il benessere cardiovascolare e intestinale. Inserirle in una dieta equilibrata, spiegano gli esperti, può aiutare a prevenire le malattie cardiache e metaboliche e a favorire un equilibrio dell’organismo a 360 gradi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Il nostro studio mostra che ciò che fa bene all’intestino può avere un impatto diretto anche sulla salute del cuore — un asse sempre più riconosciuto come fondamentale per il benessere generale”, sottolineano i ricercatori di Reading.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come inserire le mandorle nella dieta: i consigli degli esperti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La quantità giusta
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una porzione ideale corrisponde a circa 30 grammi al giorno, ovvero una manciata (20-25 mandorle). È sufficiente per ottenere i benefici senza eccedere nelle calorie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Quando mangiarle
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perfette come spuntino di metà mattina o pomeriggio, le mandorle aiutano a controllare la fame e a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Possono essere aggiunte anche a yogurt, insalate o frullati per arricchirli di nutrienti e gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Meglio al naturale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per preservarne tutte le proprietà, è preferibile consumarle al naturale o leggermente tostate, evitando quelle salate o zuccherate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Abbinale a una dieta equilibrata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le mandorle non sostituiscono altri alimenti, ma si integrano perfettamente in un regime ricco di frutta, verdura, cereali integrali e proteine di qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 30 Oct 2025 13:32:31 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il peperone un viaggio tra storia e sapore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-peperone-un-viaggio-tra-storia-e-sapore</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Non è un semplice ortaggio, il peperone. È un'esplosione di colore, un'illusione di piccantezza e, soprattutto, un'anima generosa che si adatta a ogni piatto. Da quel giorno, è diventato il mio complice fidato in cucina.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un ortaggio che viene da lontano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sapevi che questo ortaggio versatile e colorato non è originario dell'Italia? Arrivato in Europa dalle Americhe dopo la scoperta di Cristoforo Colombo, è diventato un pilastro della cucina mediterranea. Il suo sapore dolce e la sua incredibile adattabilità lo hanno reso il protagonista di piatti iconici, un vero inno alla tradizione e alla semplicità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I miei amati peperoni fritti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra tutte le preparazioni possibili, però, c'è un posto speciale nel mio cuore: i peperoni fritti. Con la loro crosticina dorata e il cuore morbido, sono per me l'espressione massima di questo ortaggio. Semplicemente irresistibili, soprattutto se gustati con delle olive nere, in un trionfo di sapori che riassume l'estate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Peperonata: un classico intramontabile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La peperonata è molto più di un contorno: è un piatto della tradizione che racchiude storia e sapore. Ecco i tre passaggi per prepararla:
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1.  Taglia i peperoni e le cipolle a listarelle.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2.  Stufa la cipolla in padella, poi aggiungi i peperoni e cuoci a fuoco basso, coperti, per circa 20 minuti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3.  Completa con passata di pomodoro, un pizzico di sale, e lascia cuocere per altri 10-15 minuti, finché il tutto sarà morbido e gustoso.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Un viaggio dal Nuovo al Vecchio Mondo, dal sapore della terra a quello della storia. Un invito a esplorare, a sperimentare, a non giudicare mai un ortaggio dalla sua buccia
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 29 Oct 2025 14:05:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-peperone-un-viaggio-tra-storia-e-sapore</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DIVINO 2025: il grande mercato dei vini italiani torna a Mantova con la sua terza, straordinaria edizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/divino-2025-il-grande-mercato-dei-vini-italiani-torna-a-mantova-con-la-sua-terza-straordinaria-edizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla Fiera Millenaria di Gonzaga, il 1 e 2 novembre 2025, oltre cento produttori da tutta Italia per un weekend dedicato ai sapori, alla cultura e alla convivialità del vino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’autunno mantovano si tinge del colore del vino con il ritorno di DIVINO – Il Mercato dei Vini, la manifestazione che negli ultimi anni ha conquistato appassionati, produttori e curiosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La terza edizione, in programma sabato 1 e domenica 2 novembre 2025 presso la Fiera Millenaria di Gonzaga (MN), promette di essere la più ricca e coinvolgente di sempre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sotto oltre 2000 metri quadrati coperti e riscaldati, più di 100 cantine italiane e alcune selezionate realtà estere porteranno in degustazione migliaia di etichette tra rossi, bianchi, bollicine e distillati artigianali. Un’occasione unica per incontrare i produttori, conoscere le storie dietro ogni bottiglia e acquistare direttamente i propri vini preferiti a prezzi speciali da fiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto ai banchi di degustazione, DIVINO 2025 si arricchisce di nuove aree tematiche:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          un’ampia area street food con proposte gourmet;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          un percorso dedicato alle eccellenze gastronomiche italiane;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          noleggio gratuito di carrelli per gli acquisti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          spazio bimbi con gonfiabili gratuiti e area dog friendly;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          area camper gratuita e un forte impegno per la sostenibilità ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si conferma dunque come un grande viaggio nel gusto e nella cultura del vino, pensato per un pubblico trasversale: dagli esperti sommelier agli appassionati, fino alle famiglie che desiderano vivere un fine settimana all’insegna della convivialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Biglietti e orari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso in prevendita è disponibile a 15 euro (degustazioni illimitate, calice e pettorina omaggio), mentre in cassa il prezzo sarà di 20 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’accesso è gratuito per i minori di 18 anni accompagnati dai genitori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56517; Orari di apertura:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sabato 1 novembre: 11:00 – 20:00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Domenica 2 novembre: 11:00 – 20:00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56525; Fiera Millenaria di Gonzaga – Viale Fiera Millenaria 15, Gonzaga (MN)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si svolgerà anche in caso di maltempo, grazie agli spazi coperti, e mette a disposizione 50.000 mq di parcheggi gratuiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I biglietti sono acquistabili su www.diyticket.it.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per informazioni: &amp;#55357;&amp;#56553; eventi@vale20.it | &amp;#55357;&amp;#56542; Laura 327 6478632 (anche WhatsApp)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un brindisi all’Italia del vino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          DIVINO non è solo una fiera, ma una celebrazione della cultura enologica italiana: un luogo dove il vino diventa linguaggio, incontro e racconto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento che unisce produttori e appassionati in un brindisi collettivo al gusto, alla tradizione e alla passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 29 Oct 2025 13:58:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/divino-2025-il-grande-mercato-dei-vini-italiani-torna-a-mantova-con-la-sua-terza-straordinaria-edizione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pasta Day 2025: il simbolo della tradizione italiana che nutre il mondo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pasta-day-2025-il-simbolo-della-tradizione-italiana-che-nutre-il-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Un patrimonio gastronomico e culturale
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 25 ottobre si celebra il World Pasta Day, una ricorrenza che rende omaggio a uno dei pilastri della cucina italiana e della dieta mediterranea. La pasta, simbolo per eccellenza del Made in Italy, rappresenta molto più di un alimento: è cultura, convivialità e identità. Dalla produzione artigianale alle eccellenze industriali, la pasta italiana continua a essere ambasciatrice nel mondo di una tradizione gastronomica che unisce gusto, semplicità e valori nutrizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Energia, equilibrio e benessere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal punto di vista nutrizionale, la pasta è una fonte preziosa di energia grazie all’elevato contenuto di carboidrati complessi, che vengono digeriti lentamente e rilasciano glucosio in modo graduale, garantendo un senso di sazietà prolungato e un apporto costante di energia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In 100 grammi di pasta secca troviamo mediamente circa 350 kcal, con una percentuale di 70-75% di carboidrati, 12-14% di proteine e un contenuto minimo di grassi. Questo profilo la rende un alimento equilibrato, ideale per chi svolge attività fisica, per studenti e lavoratori, ma anche per chi desidera mantenere un regime alimentare sano ed equilibrato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta integrale, inoltre, è ricca di fibre, vitamine del gruppo B e sali minerali, favorendo il benessere intestinale e il controllo glicemico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cuore della dieta mediterranea
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Elemento cardine della dieta mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, la pasta rappresenta il perfetto equilibrio tra gusto e salute. Abbinata a verdure, legumi, pesce o un filo d’olio extravergine d’oliva, diventa un piatto completo, bilanciato e sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il modello mediterraneo — basato su alimenti semplici e stagionali — è oggi riconosciuto a livello scientifico come uno dei più efficaci nel prevenire malattie cardiovascolari, diabete e obesità. La pasta, in questo contesto, è il carburante ideale per sostenere il metabolismo e promuovere il benessere a lungo termine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un alimento che guarda al futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Pasta Day non è solo una celebrazione gastronomica, ma anche un’occasione per riflettere sul futuro dell’alimentazione. Le aziende italiane stanno investendo in innovazione, sostenibilità e nuove tipologie di grani, con l’obiettivo di coniugare tradizione e salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La pasta resta così un simbolo universale di equilibrio e qualità, capace di adattarsi ai tempi senza perdere la sua essenza: nutrire il corpo e la cultura con semplicità e gusto.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 13:50:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pasta-day-2025-il-simbolo-della-tradizione-italiana-che-nutre-il-mondo</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La bellezza dei capelli inizia a tavola: l’importanza delle verdure per una chioma sana e luminosa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-bellezza-dei-capelli-inizia-a-tavola-limportanza-delle-verdure-per-una-chioma-sana-e-luminosa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando parliamo di capelli forti, lucenti e sani, spesso pensiamo subito a trattamenti cosmetici, maschere e prodotti specifici. Tuttavia, la vera cura dei capelli comincia da dentro, attraverso ciò che portiamo ogni giorno nel nostro piatto. L’alimentazione è il primo alleato per mantenere cute e capelli in perfetta salute, e le verdure ne sono protagoniste assolute.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il potere delle verdure sulla salute dei capelli e della pelle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le verdure sono una fonte inesauribile di vitamine, minerali e antiossidanti, nutrienti fondamentali che nutrono in profondità il bulbo pilifero e migliorano l’aspetto della pelle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco alcuni dei benefici principali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vitamina A e betacarotene
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presenti in carote, zucca e spinaci, stimolano la produzione di sebo naturale, mantenendo il cuoio capelluto idratato e prevenendo la secchezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vitamina C
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Contenuta in peperoni, broccoli e agrumi, favorisce la produzione di collagene, una proteina indispensabile per la forza e l’elasticità dei capelli e della pelle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Ferro e acido folico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Verdure a foglia verde come cavolo, bietole e rucola aiutano a prevenire l’indebolimento del capello e la caduta, migliorando la circolazione sanguigna verso i follicoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Zinco e rame
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Elementi essenziali che si trovano in legumi, piselli e funghi: contribuiscono alla crescita del capello e al mantenimento del suo colore naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Antiossidanti naturali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomodori, barbabietole e cavolo rosso contrastano i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento precoce di pelle e capelli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un equilibrio tra nutrimento interno ed esterno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mangiare verdure di stagione ogni giorno, variando colori e tipologie, è un gesto semplice ma potentissimo per chi desidera capelli più vitali e una pelle luminosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il segreto della vera bellezza, infatti, nasce dall’equilibrio tra un’alimentazione corretta e una cura esterna mirata: solo nutrendo il corpo dall’interno, i trattamenti professionali e i prodotti di qualità possono esprimere tutto il loro potenziale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prendersi cura dei propri capelli significa adottare uno stile di vita sano e consapevole. Le verdure, con la loro ricchezza di nutrienti, rappresentano il primo passo verso una bellezza autentica, naturale e duratura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alessia Ferro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Hair Stylist Director – Zona-Beauty
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 25 Oct 2025 13:41:20 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Spaghetti Valdoro alla Mediterranea: la semplicità che racconta il territorio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/spaghetti-valdoro-alla-mediterranea-la-semplicita-che-racconta-il-territorio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono piatti che non hanno bisogno di orpelli per raccontare una storia: bastano pochi ingredienti veri, uniti dall’amore per la terra e dalla qualità delle materie prime. Gli Spaghetti Valdoro, simbolo della tradizione pugliese, sono protagonisti di questa ricetta semplice ma autentica: Spaghetti alla Mediterranea con pomodoro e basilico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta Valdoro, realizzata con grani duri selezionati e lavorata secondo metodi artigianali, sprigiona al dente tutto il profumo del grano pugliese. Ogni boccone è un ritorno alla genuinità, un omaggio al sole, al mare e ai sapori della nostra terra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricetta: Spaghetti Valdoro alla Mediterranea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti (per 4 persone):
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 400 g di Spaghetti Valdoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 500 g di pomodori maturi (o pomodorini del Salento)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 spicchi di aglio pugliese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Basilico fresco a volontà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Olio extravergine d’oliva 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sale marino e un pizzico di pepe nero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • In una padella capiente, scalda l’olio extravergine d’oliva e lascia imbiondire l’aglio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Aggiungi i pomodori tagliati e lascia cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, finché il sugo non diventa vellutato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Nel frattempo, cuoci gli Spaghetti Valdoro in abbondante acqua salata fino a quando non raggiungono la perfetta consistenza al dente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Scola la pasta e saltala nel sugo di pomodoro insieme a qualche foglia di basilico fresco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Servi con un filo d’olio crudo e, se vuoi, una grattugiata di ricotta dura pugliese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il valore della semplicità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo piatto, la semplicità diventa eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni ingrediente parla di territorio, sole e tradizione: la Puglia in un piatto, con la qualità inconfondibile della pasta Valdoro, che esalta anche le ricette più essenziali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un invito a riscoprire il gusto autentico delle cose semplici — perché nella semplicità si nasconde la vera bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 15:48:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/spaghetti-valdoro-alla-mediterranea-la-semplicita-che-racconta-il-territorio</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La pelle è anche e soprattutto lo specchio di quello che mangiamo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-pelle-e-anche-e-soprattutto-lo-specchio-di-quello-che-mangiamo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da sempre si dice che “la pelle è lo specchio dell’anima”. In realtà, la scienza oggi ci dimostra che è anche e soprattutto lo specchio di ciò che mangiamo. L’alimentazione incide in modo diretto sullo stato di salute della pelle: luminosità, compattezza, elasticità e capacità di rigenerazione dipendono in gran parte da ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pelle è infatti a tutti gli effetti un organo vivo  e in continuo rinnovamento. Per mantenersi giovane e sana, ha bisogno di nutrienti precisi: vitamine, minerali, proteine e acidi grassi sani. Quando questi mancano, o vengono sostituiti da zuccheri raffinati, alcol e grassi saturi, la pelle “parla”: diventa spenta secca e reattiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acne, rossori, pelle secca o grigia non sono solo questioni estetiche: spesso rivelano squilibri intestinali, carenze nutrizionali o stress ossidativo. In medicina estetica è sempre più frequente affiancare i trattamenti dermatologici a una consulenza nutrizionale personalizzata, perché la pelle migliora davvero solo quando si lavora anche da dentro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi parliamo di skin longevity: la capacità di mantenere una pelle giovane e sana nel tempo grazie a uno stile di vita equilibrato. L’obiettivo non è solo correggere, ma prevenire . Un’alimentazione ricca di cibi vivi, integrali e antinfiammatori, associata a buone abitudini (idratazione, sonno, movimento), può rallentare i segni del tempo molto più di qualsiasi crema miracolosa. E allora quali sono
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I cibi che  possono far migliorare la nostra pelle? Agrumi, kiwi, frutti rossi e peroni ricchi in vitamina C e antiossidanti fondamentali per accelerare la riparazione cellulare e favorire la rigenerazione. Pesce  azzurro, semi di lino, noci e frutta secca ricca in omega 3  che aiutano a mantenere la barriera cutanea integra e riducono l’infiammazione. Uova, legumi,  e carne bianca ricchi in proteine nobili che forniscono gli amminoacidi necessari per la rigenerazione cellulare. E non dimentichiamo l’acqua e le fibre fondamentali per eliminare tossine e favorire la luminosità naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pelle racconta la nostra storia: quello che proviamo, ma anche quello che scegliamo di nutrire ogni giorno. Curarla significa prendersi cura di sé a 360 gradi — corpo, mente e piatto inclusi. E dove non arrivano i cibi? Esistono gli integratori di cui parlerò nel prossimo articolo… a presto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:41:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-pelle-e-anche-e-soprattutto-lo-specchio-di-quello-che-mangiamo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SCARTI ALIMENTARI: UNA RISORSA PER COMBATTERE LA FAME NEL MONDO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/scarti-alimentari-una-risorsa-per-combattere-la-fame-nel-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ridurre gli sprechi per nutrire il pianeta: la sfida del futuro
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo dove oltre 800 milioni di persone soffrono ancora la fame, mentre circa un terzo del cibo prodotto finisce nella spazzatura, la valorizzazione degli scarti alimentari si impone come una delle soluzioni più concrete e sostenibili per affrontare la crisi alimentare globale. Grazie alle moderne tecnologie e a politiche mirate, ciò che oggi è considerato un rifiuto può diventare una risorsa preziosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tecnologie innovative per un'economia circolare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scienza e la tecnologia mettono a disposizione strumenti sempre più sofisticati per trasformare gli scarti alimentari in nuove opportunità. Dal compostaggio alla produzione di biogas, dalla trasformazione in mangimi animali alla creazione di bioplastiche: sono molteplici le strade percorribili per dare nuova vita ai residui alimentari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste tecnologie non solo permettono di ridurre l’impatto ambientale, ma possono anche generare energia, biocarburanti e sostanze chimiche utili, contribuendo così a uno sviluppo economico sostenibile. Non meno importante è il ruolo dell’industria alimentare, che può adottare pratiche virtuose come la donazione delle eccedenze o la trasformazione degli scarti in prodotti secondari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dalla buccia alla cura: il valore nascosto negli scarti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre più studi dimostrano che gli scarti alimentari contengono preziosi nutrienti e composti bioattivi. Ad esempio, bucce e torsoli di frutta o scarti di verdura possono essere utilizzati per estrarre antiossidanti naturali, vitamine e altri elementi benefici per la salute umana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi composti trovano applicazione non solo nell’alimentazione, ma anche nei settori farmaceutico e cosmetico, aprendo la strada a un’economia circolare che integra salute, benessere e rispetto per l’ambiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il ruolo della politica nella lotta contro la fame
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La valorizzazione degli scarti alimentari non può prescindere da un forte impegno politico. Le scelte dei governi e delle organizzazioni internazionali hanno un impatto diretto sulla disponibilità di cibo e sulla stabilità globale. Le recenti crisi internazionali, come quella in Myanmar o la cosiddetta "guerra del grano", evidenziano quanto la geopolitica possa influire sull’accesso alle risorse alimentari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È quindi fondamentale che le istituzioni promuovano normative che incentivino pratiche sostenibili e circolari, rendendo economicamente vantaggiosa la riduzione degli sprechi. Solo attraverso un’azione coordinata e globale sarà possibile affrontare in modo strutturale il problema della fame nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una responsabilità collettiva
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Valorizzare gli scarti alimentari non significa solo trovare soluzioni tecnologiche o politiche. Significa anche cambiare il nostro modo di pensare il cibo, riconoscendo il valore di ogni risorsa e riducendo gli sprechi a tutti i livelli della filiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           In un mondo dove coesistono abbondanza e scarsità, la gestione intelligente degli scarti alimentari rappresenta una delle chiavi per un futuro più equo, sostenibile e solidale.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 15:06:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/scarti-alimentari-una-risorsa-per-combattere-la-fame-nel-mondo</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Iginio Massari firma un capolavoro da collezione: il Panettone Tre Impasti in edizione speciale numerata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/iginio-massari-firma-un-capolavoro-da-collezione-il-panettone-tre-impasti-in-edizione-speciale-numerata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         220 pezzi unici, una lavorazione d’alta pasticceria e tre impasti in un solo dolce: 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000899600.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Iginio Massari, maestro indiscusso dell’arte dolciaria italiana, presenta il Panettone Tre Impasti – Edizione Speciale Numerata, una creazione destinata a diventare un oggetto del desiderio per gourmet e collezionisti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nuova proposta della pasticceria Iginio Massari Alta Pasticceria è tutt’altro che un semplice panettone. Con un peso di 1,5 kg, questa edizione limitata si distingue non solo per la complessità della lavorazione, ma anche per l’esclusività della confezione: un sacchetto in tessuto racchiuso in una cappelliera da collezione, pensata per sottolineare l’unicità di ciascun esemplare numerato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un incontro di sapori inediti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La vera novità risiede però all’interno. Per la prima volta, tre impasti convivono armoniosamente nello stesso panettone, offrendo un’esperienza multisensoriale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cedro candito, per una nota agrumata e rinfrescante
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cacao con pepite di cioccolato fondente e lampone candito, che unisce intensità e fruttato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Caramello e mandarino candito, dolcezza e morbidezza in perfetto equilibrio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            A impreziosire il tutto, una glassa al cioccolato bianco che dona un tocco vellutato e visivamente accattivante.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’edizione per pochi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Disponibile esclusivamente online sul sito ufficiale, il Panettone Tre Impasti rappresenta non solo un prodotto gastronomico d’eccellenza, ma anche una testimonianza dell’evoluzione del panettone nella pasticceria contemporanea. Una rivisitazione che non tradisce la tradizione, ma la eleva attraverso la tecnica, la ricerca degli ingredienti e una visione artistica senza compromessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           n un mercato sempre più affollato, Massari sceglie la via della selettività: soli 220 pezzi, per un Natale all’insegna del gusto, dell’eleganza e della rarità.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:40:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/iginio-massari-firma-un-capolavoro-da-collezione-il-panettone-tre-impasti-in-edizione-speciale-numerata</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Berrettini vince la sfida ai fornelli. In gara anche Sinner all’Erste Bank Open</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/berrettini-vince-la-sfida-ai-fornelli-in-gara-anche-sinner-allerste-bank-open</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         All’Erste Bank Open di Vienna i riflettori si sono accesi anche fuori dal campo, con una divertente gara di cucina che ha coinvolto alcuni tennisti in un contesto del tutto inedito.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000899603.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i partecipanti, anche Matteo Berrettini e Jannik Sinner, che si sono sfidati ai fornelli in un’atmosfera rilassata e piena di sorrisi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Creatività, spirito competitivo e un pizzico di improvvisazione hanno reso la sfida coinvolgente e imprevedibile. A distinguersi è stato Matteo Berrettini, che ha conquistato il primo posto grazie a una combinazione di gusto, presentazione e simpatia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Jannik Sinner, sempre determinato e preciso, ha dato filo da torcere all’amico e connazionale, confermando il suo impegno anche in questa prova lontana dalla racchetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa ha offerto al pubblico un’occasione unica per scoprire un lato più informale e divertente dei protagonisti del circuito ATP, in un momento di convivialità che ha messo in luce il legame tra sport e lifestyle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento speciale firmato ATP Tour e #fblifestyle, che celebra lo spirito del torneo viennese anche attraverso esperienze fuori dagli schemi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Social Berrettini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:08:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/berrettini-vince-la-sfida-ai-fornelli-in-gara-anche-sinner-allerste-bank-open</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000899612.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sapori di Calabria: la nuova rubrica firmata dallo chef Giuseppe Strati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sapori-di-calabria-la-nuova-rubrica-firmata-dallo-chef-giuseppe-strati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nasce una nuova rubrica dedicata all’enogastronomia d’autore, firmata dallo chef Giuseppe Strati, custode di sapori autentici e interprete creativo della tradizione calabrese. Un viaggio culinario che, piatto dopo piatto, ci condurrà alla riscoperta delle radici più genuine della terra calabrese attraverso ingredienti simbolo, storie familiari e memoria collettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo spazio, la cucina si fa racconto, e ogni ricetta è un ponte tra il passato e il presente, tra la Calabria delle origini e quella che guarda al futuro con orgoglio e consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chef Giuseppe Strati apre la rubrica con una creazione che parla direttamente al cuore e al palato: Scialatiello con pesce azzurro, cedro e pane raffermo al pepe crusco. Un piatto che non è solo un'esplosione di sapori, ma una dichiarazione d’amore per la propria terra, per i suoi prodotti e per la sua storia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’utilizzo del pesce azzurro, pescato nei mari che bagnano la costa tirrenica calabrese, è una scelta che onora la semplicità e la ricchezza nutrizionale del  patrimonio marinaro calabro. Il cedro, agrume simbolo della Riviera dei Cedri, porta con sé tutta la freschezza e la fragranza del territorio alto tirrenico, conferendo al piatto una nota agrumata, luminosa e inaspettata. A completare l’opera, una spolverata di pane raffermo al pepe crusco, un ingrediente antico e prezioso, che in dialetto tortorese viene chiamato “zafarana”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Croccante, profumato, intenso: il pepe crusco si trasforma in un’armonia perfetta con la morbidezza dello scialatiello e la delicatezza del pesce, donando al piatto una texture e un carattere inconfondibili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa ricetta non è solo una proposta gastronomica, ma una vera e propria narrazione del territorio: racconta il mare e la montagna, la costa e l’entroterra, le mani sapienti delle nonne e l’estro contemporaneo di uno chef che ha scelto di restare fedele alle proprie radici pur parlando un linguaggio nuovo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa rubrica, Giuseppe Strati invita i lettori a riscoprire la Calabria dei sapori veri, quella che si nasconde nei mercati di paese, nei piatti delle feste, nei prodotti che resistono al tempo e alla modernità. Un invito a sedersi a tavola e ascoltare ciò che il gusto ha da raccontare..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Oct 2025 09:37:49 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>HostMilano 2025 chiude in grande stile: una giornata tra eccellenze, innovazione e talenti dell’ospitalità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hostmilano-2025-chiude-in-grande-stile-una-giornata-tra-eccellenze-innovazione-e-talenti-dellospitalita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si conclude oggi, martedì 21 ottobre, l’edizione 2025 di HostMilano, il salone internazionale leader nell’ospitalità professionale organizzato da Fiera Milano. Una giornata densa di appuntamenti che celebra il meglio del settore attraverso talk, contest, masterclass e competizioni internazionali, con un’attenzione speciale all’innovazione, alla sostenibilità e alla formazione. La Gazzetta del Food sta seguendo tutti gli eventi in programma, raccontando le voci e i protagonisti di questa chiusura in grande stile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si apre con il design delle nuove aree social negli hotel
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata ha preso il via alle ore 11.00 con HotelSocialAreas, il contest promosso da BWH Hotels, dedicato alla progettazione degli spazi comuni negli hotel – coworking, lounge, aree relax e ristoranti – ripensati come luoghi di connessione, ispirazione e benessere. L’evento ha premiato i progetti che meglio hanno interpretato questa evoluzione, alla presenza di Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italia &amp;amp; Malta, e della giuria tecnica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ultimo Design Talk: nuovi format per l'accoglienza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alle 11.30 l’Area Design Talks ha ospitato l’ultimo incontro del ciclo, con un focus sulle nuove tipologie di ospitalità in risposta a grandi eventi e mutamenti dello scenario globale. Moderato da Cinzia Pagni, il dibattito ha coinvolto architetti, imprenditori e professionisti del settore come Cristian Catania, Marco Donati, Sara Prontera, Andrè Straja, Laura Verdi e la stessa Sara Digiesi, con riflessioni su come ripensare linguaggi, servizi e spazi per un’ospitalità in costante trasformazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Caffè protagonista tra competizioni e nuove strategie di mercato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al Salone Internazionale del Caffè è andata in scena la cerimonia finale del World Barista Championship, che quest’anno celebra il suo 25° anniversario, e la Moka Challenge, dedicata all’iconica tradizione italiana. L’Experience Bar è rimasto aperto fino alle 17.00 con degustazioni e networking, mentre l’evento Coffee Addition ha concluso il programma con un incontro sull’ibridazione tra caffè, cacao e risorse idriche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel padiglione Beyond the Cup, spazio al confronto su modelli di business vincenti con il talk “Il franchising vincente, dal bar indipendente alla catena internazionale” e all’analisi del comportamento dei consumatori nel panel “Il caffè che ci somiglia”, con Monica Fabbris di CSA Research.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pane, pizza e pasta: la chiusura dell'Arte Bianca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La creatività del made in Italy è stata protagonista anche nella giornata conclusiva del Bakery Square. Si è parlato di sinergie tra panificazione e caffetteria con il Bread Talk delle 11.00, mentre Pane e Benessere ha raccontato esperienze internazionali con il Portogallo e la Spagna. Il Campionato Europeo della Pizza, giunto alla 21ª edizione, ha premiato i migliori pizzaioli d’Europa, mentre allo stand A.P.Pa.Fre. lo show-cooking dedicato alla tradizione sarda ha deliziato i visitatori con degustazioni di pasta fresca tipica dell’Ogliastra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sCIOCk: il cioccolato tra analisi sensoriale e futuro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alle 12.30 ha preso il via l’ultima giornata di sCIOCk – Cioccolato in Movimento, con un incontro tecnico sull’analisi sensoriale del cioccolato condotto da Davide Comaschi e Luigi Odello, utile a perfezionare selezione e vendita nei canali professionali. Alle 15.00 si è parlato di innovazione, ingredienti e nuovi scenari per il cioccolato nel talk “Il futuro del cioccolato”, con interventi di esperti e accademici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ristorazione tra formazione e sostenibilità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande attenzione anche alla formazione professionale e alla cucina sostenibile. In Area Smart Food, l’incontro delle 11.30 ha visto protagonista Andrea Sinigaglia dell’Istituto De Filippi di Varese, insieme al centro di formazione ELIS di Roma, in un confronto sulle sfide educative per le nuove generazioni nel settore food. Nel pomeriggio, spazio alla cucina creativa anti-spreco con “L’arte dello Svuotafrigo” curata da APCI Chef Lab, e alla valorizzazione dei prodotti tipici con la masterclass della FIC Academy dedicata al Provolone Valpadana, seguita dalle premiazioni del Contest Philadelphia Professional.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un arrivederci tra eccellenza, passione e visione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          HostMilano 2025 si congeda così dal suo pubblico, confermandosi un punto di riferimento internazionale per tutti i professionisti dell’accoglienza, della ristorazione, della panificazione e della torrefazione. Una manifestazione che celebra non solo l’eccellenza del made in Italy, ma anche il dialogo continuo tra innovazione, cultura e futuro del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food continuerà a raccontare i protagonisti e i trend emersi da questa edizione, in attesa della prossima straordinaria avventura nel 2027.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:41:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/hostmilano-2025-chiude-in-grande-stile-una-giornata-tra-eccellenze-innovazione-e-talenti-dellospitalita</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Da Taiwan, all’Australia, dall’Italia a Milano: i sapori più insoliti e originali di domani sono a Host oggi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/da-taiwan-allaustralia-dallitalia-a-milano-i-sapori-piu-insoliti-e-originali-di-domani-sono-a-host-oggi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La manifestazione leader mondiale per l’ospitalità, il fuoricasa e il food retail si conferma come il ‘place to be’ per scoprire in anteprima cosa chiederanno i consumatori. E cosa farà crescere il business degli operatori.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/MAN_2950.JPG"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il miglior panettone classico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Viene da Taiwan
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . A decretarlo è stata la giuria del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Panettone World Championship
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che ha celebrato la sua finalissima ieri a Host 2025, che prosegue a Fiera Milano fino a martedì 21 ottobre. Ma se siete in giro per il mondo e volete gustare un buon panettone tradizionale, potete fare tappa anche in Argentina (seconda classificata) e
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Australia (in terza posizione).
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Se invece volete provare il brivido dell’originalità, stesse destinazioni, ma rimescolate le tappe del vostro viaggio: nella categoria del panettone innovativo al primo posto, servito in abbinamento con il gelato, c’è infatti il Paese ‘down under’, l’Australia, seguita dall’Argentina e da Taiwan.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cos’aveva di speciale il panettone innovativo australiano? Ha usato in maniera magistrale gli ingredienti del proprio territorio, uno dei requisiti più stringenti di questa edizione del Campionato. Per i canditi i maestri australiani hanno infatti utilizzato il lemon myrtle, una variante locale di mirto con un sentore di limone, mentre il gelato ha coniugato un classico come la vaniglia con le noci macadamia australiane. Tocco finale: il panettone vero e proprio è stato lievemente tostato, nella migliore tradizione del ‘toast’ anglosassone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il gusto del caffè italiano quest’anno è donna
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest’anno il caffè parla al femminile. Cristina Pangrazio, giovanissima bresciana è la prima donna a vincere il prestigioso
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gran Premio della Caffetteria Italiana organizzato a Host 2025 da Aicaf e Altoga, seguita al secondo posto da Antonio Tamburrino di Caserta, mentre il terzo posto è andato a Pasquale Calderone di Genova.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Ogni concorrente aveva a disposizione soltanto 13 minuti per raccontare una storia attraverso due espressi, due cappuccini e due drink freddi a base di caffè per un totale di sei bevande. Da realizzare tutte con lo stesso caffè e presentate 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in finale di battuta a giudici sensoriali che hanno giudicato tre aspetti: tecnica, gusto e mise en place. Con i suoi caffè, Cristina ha ‘raccontato’ la più avvincente storia di miscele, terroir, aromi e cremosità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            L’esplorazione del gusto continua nei padiglioni
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma a Host 2025 la scoperta dei gusti di domani non si ferma ai campionati: prosegue anche nel percorso espositivo. I gusti di gelato più top della prossima estate, per esempio? Oltre al super particolare gelato alla patata, per chi ama l’American Style imperdibile il variegato ai popcorn, mentre se siete più per le scelte salutistiche il vostro è il gelato al super food açai. Se invece siete più per i gusti trendy, non potete perdervi il gelato al cioccolato del momento, il Dubai Chocolate. E non poteva mancare il gelato caldo, grazie a un’innovativa piastra dal design compatto e contemporaneo, che può stare comodamente sia sul bancone del bar come sul top di una elegante cucina domestica: basta inserire la pallina di gelato e la piastra vi crea intorno una cialda perfetta alla temperatura ideale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché la grande tendenza di quest’anno è la qualità personalizzata, dove vuoi e quando vuoi. Dal dispenser di bevande specialty (caffè, ma anche smoothies e cocktail) a quello di bubble tea in infinite varianti, fino alla friggitrice ad aria self service che sforna in poco tempo perfetti piatti gourmet senza usare oli. Oppure potete portarvi dietro la macchina espresso portatile di design che sta in una mano e vi permette di farvi il vostro caffè preferito dove volete. O farvi la vostra crema di frutta secca personale semplicemente inserendo una cartuccia di granola in un dispositivo grande quanto una piccola macchina da caffè domestica. E oggi le cialde sbarcano anche nel gelato, basta inserire una cialda, far leggere il codice QR e versare il latte fresco: in base agli ingredienti identificati, la macchina prepara all’istante un perfetto gelato artigianale appena fatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E per restare in forma dopo avere gustato tante specialità, e rispettando anche l’ambiente, si può finire in bellezza con un allenamento sui nuovi attrezzi fitness in materiali ecosostenibili, come il legno e il metallo riciclato: caratterizzati da un design minimalista e fluido, sono pensati per l’accoglienza pluristellata e le palestre premium, ma non stonano neanche in una zona living contemporanea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il viaggio nel futuro dell’ospitalità continua a Host 2025, a Fiera Milano fino a martedì 21 ottobre.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Oct 2025 08:38:39 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cooperazione strategica Fiera Milano/ NAFEM    Obiettivo: partnership per le edizioni 2027</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/my-post0d453a6c</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chicago/Milano, Ottobre 2025 – Fiera Milano S.p.A., proprietaria e organizzatrice della manifestazione HOST Milano, e la North American Association of Food Equipment Manufacturers (NAFEM), proprietaria e organizzatrice di The NAFEM Show, hanno siglato un accordo per collaborare a nuove opportunità di sviluppo all’interno delle rispettive manifestazioni fieristiche, con l’obiettivo di ampliare la crescita globale per il settore della ristorazione professionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Fiera Milano e NAFEM, insieme, coinvolgono i buyer più importanti d’Europa e degli Stati Uniti”, ha dichiarato Francesco Conci, Amministratore Delegato di Fiera Milano S.p.A. “Lavorando in sinergia, creeremo nuove e straordinarie opportunità per gli espositori di presentare le loro innovazioni ai clienti. Siamo entusiasti di costruire questa partnership negli Stati Uniti con NAFEM”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Da anni NAFEM e Fiera Milano plasmano le tendenze del settore e promuovono l’innovazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Lavorando insieme, il valore offerto ai nostri espositori sarà impareggiabile”, ha aggiunto Steve Spittle, CFSP, presidente di NAFEM e Chief Commercial Officer di Middleby Corporation.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ulteriori informazioni sull’accordo saranno rese note nei prossimi mesi. Nel frattempo, si anticipa che il primo appuntamento frutto della cooperazione strategica è fissato dal 11 al 13 febbraio 2027 durante The NAFEM Show, presso l’Orange County Convention Center di Orlando, Florida (USA), a seguire, poi dal 22 al 26 ottobre 2027, in occasione di Host Milano a Fiera Milano, Milano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Informazioni su Host Milano e The NAFEM Show
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Host Milano è la manifestazione internazionale dedicata al settore dell’accoglienza e della ristorazione professionale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          The NAFEM Show è la principale fiera americana dedicata alle attrezzature e forniture per la ristorazione professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entrambe le manifestazioni offrono a espositori e visitatori un’ampia gamma di esperienze, tra cui seminari formativi, dimostrazioni di prodotto, occasioni di networking e molto altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 19 Oct 2025 13:04:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/my-post0d453a6c</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cooperazione strategica Fiera Milano/ NAFEM    Obiettivo: partnership per le edizioni 2027</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cooperazione-strategica-fiera-milano-nafem-obiettivo-partnership-per-le-edizioni-2027</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chicago/Milano, Ottobre 2025 – Fiera Milano S.p.A., proprietaria e organizzatrice della manifestazione HOST Milano, e la North American Association of Food Equipment Manufacturers (NAFEM), proprietaria e organizzatrice di The NAFEM Show, hanno siglato un accordo per collaborare a nuove opportunità di sviluppo all’interno delle rispettive manifestazioni fieristiche, con l’obiettivo di ampliare la crescita globale per il settore della ristorazione professionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Fiera Milano e NAFEM, insieme, coinvolgono i buyer più importanti d’Europa e degli Stati Uniti”, ha dichiarato Francesco Conci, Amministratore Delegato di Fiera Milano S.p.A. “Lavorando in sinergia, creeremo nuove e straordinarie opportunità per gli espositori di presentare le loro innovazioni ai clienti. Siamo entusiasti di costruire questa partnership negli Stati Uniti con NAFEM”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Da anni NAFEM e Fiera Milano plasmano le tendenze del settore e promuovono l’innovazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Lavorando insieme, il valore offerto ai nostri espositori sarà impareggiabile”, ha aggiunto Steve Spittle, CFSP, presidente di NAFEM e Chief Commercial Officer di Middleby Corporation.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ulteriori informazioni sull’accordo saranno rese note nei prossimi mesi. Nel frattempo, si anticipa che il primo appuntamento frutto della cooperazione strategica è fissato dal 11 al 13 febbraio 2027 durante The NAFEM Show, presso l’Orange County Convention Center di Orlando, Florida (USA), a seguire, poi dal 22 al 26 ottobre 2027, in occasione di Host Milano a Fiera Milano, Milano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Informazioni su Host Milano e The NAFEM Show
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Host Milano è la manifestazione internazionale dedicata al settore dell’accoglienza e della ristorazione professionale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          The NAFEM Show è la principale fiera americana dedicata alle attrezzature e forniture per la ristorazione professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entrambe le manifestazioni offrono a espositori e visitatori un’ampia gamma di esperienze, tra cui seminari formativi, dimostrazioni di prodotto, occasioni di networking e molto altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 19 Oct 2025 12:52:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cooperazione-strategica-fiera-milano-nafem-obiettivo-partnership-per-le-edizioni-2027</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>HostMilano 2025: Il Futuro del Food Service e HoReCa è Qui</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hostmilano-2025-il-futuro-del-food-service-e-horeca-e-qui</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Tecnologie, format, esperienze e tendenze globali: a Milano va in scena il cuore pulsante dell’ospitalità professionale
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Milano, 19 ottobre 2025 – In questi giorni la città meneghina ospita un appuntamento chiave per il settore del fuori‐casa: la 44ª edizione di HostMilano 2025, dal 17 al 21 ottobre presso il quartiere fieristico di Fiera Milano S.p.A. a Rho. Un evento che si conferma hub internazionale per tutti gli operatori dell’ospitalità professionale, del food service e del canale HoReCa (hotel, ristorazione, catering).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un palcoscenico strategico per il settore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2025 si presenta con numeri e missioni molto chiari: oltre 1.900 espositori provenienti da più di 50 Paesi e una forte componente internazionale (circa il 44 % degli espositori viene dall’estero) fungono da conferma della portata globale dell’appuntamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo è duplice: da un lato offrire alle imprese italiane e internazionali uno spazio per far conoscere le proprie soluzioni e prodotti, dall’altro creare una piattaforma di osservazione per le tendenze emergenti del mercato del fuori‑casa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I temi trainanti dell’evento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Innovazione tecnologica e attrezzature professionali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno degli assi portanti dell’edizione riguarda la tecnologia applicata al mondo della ristorazione e dell’ospitalità: digitalizzazione dei processi, automazione, connettività, sostenibilità degli impianti e delle attrezzature. Ad esempio, l’associazione ANIMA Confindustria segnala come metà delle imprese italiane del settore abbia attivato investimenti in strumenti e digitalizzazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un esempio concreto: l’azienda FAS International SPA – presente all’evento – ha lanciato “Retail Tech Suite”, “Lydia Plus” e “Food24 System”: soluzioni orientate a vending, connessioni cloud e ristorazione automatizzata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Filiera e identità del Made in Italy
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il salone mette in evidenza la italianità delle filiere legate a pane‑pizza‑pasta, gelato, cioccolato e caffè, non solo dal punto di vista del prodotto ma anche come piattaforma per innovare e internazionalizzare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, le associazioni del comparto sottolineano come queste filiere siano al contempo eredità culturale e opportunità di evoluzione: «un laboratorio di innovazione e di nuove opportunità di business».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Esperienza utente, format e contaminazio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il visitatore della manifestazione troverà non solo prodotti o attrezzature ma format esperienziali: aree dedicate a show‑cooking, concorsi internazionali, esposizioni immersive che uniscono design, layout del luogo di consumo, multiculturalità. Secondo gli organizzatori, il cambiamento dei comportamenti dei consumatori – più attenti a digitalizzazione, esperienze, comfort – richiede al comparto un salto di paradigma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Quali aree visitare e perché
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i lettori de La Gazzetta del Food (operanti nel mondo della ristorazione, food service e distribuzione), ecco alcune aree che meritano attenzione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          MIPPP – Milano Pane Pizza Pasta: un hub dedicato all’arte bianca, alla pizza, alla pasta fresca. In questa edizione ha un ruolo rafforzato, anche grazie alla collaborazione con il consorzio SIPAN.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Smart Equipment &amp;amp; Technology Area: padiglioni dedicati alle attrezzature professionali (cucine, lavaggio, refrigerazione) dove l’innovazione digitale e la sostenibilità vanno di pari passo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coffee &amp;amp; Bar / Gelato – Pastry Area: zone specialistiche che raccontano l’evoluzione del caffè, del gelato artigianale e della pasticceria, servendo anche da vetrina per l’internazionalizzazione del “fuori‐casa”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eventi e training: talk, workshop e competizioni internazionali permettono di osservare come i grandi player e gli emergenti interpretano il cambiamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le opportunità che offre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Networking e business internazionale: oltre ai numeri degli espositori, c’è la possibilità di entrare in contatto con buyer da decine di Paesi, esplorare export, partnership e distributori esteri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Benchmarking e trend‑spotting: per chi opera nel canale HoReCa e food service, la fiera è una vera e propria “mappa” per capire cosa stanno facendo i concorrenti, quali tecnologie emergono, quali layout o format stanno funzionando.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Formazione e aggiornamento: non solo prodotti, ma anche contenuti, competenze e visione strategica. Le imprese che partecipano attivamente possono uscire dalla fiera con spunti concreti per il 2026.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qualche suggerimento pratico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pianifica in anticipo quali padiglioni/aree visitare, dato che la superficie è vasta e le aree specialistiche molto popolate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Focalizzati su 2‑3 temi prioritari (es. efficienza energetica, digitalizzazione, layout moderno) per evitare di disperdere risorse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Approfitta delle sessioni formative e degli eventi: spesso le intuizioni più importanti vengono non tanto dal “prodotto” quanto dal “come lo si usa nel contesto”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raccogli contatti, scambia idee con altri operatori: la fiera è tanto vetrina quanto occasione di confronto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In sintesi: HostMilano 2025 è una tappa obbligata per chi opera nel mondo del food service, della ristorazione e dell’ospitalità. Offre una panoramica completa delle trasformazioni in atto — tecnologiche, di modello di business, di esperienza utente — e al contempo una piattaforma concreta per generare opportunità. Se vuoi, posso preparare un focus dettagliato su 5 innovazioni emerse in questa edizione (con aziende, prodotti e applicazioni) che possono interessare direttamente il canale HoReCa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 19 Oct 2025 09:29:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/hostmilano-2025-il-futuro-del-food-service-e-horeca-e-qui</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000893422.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000893422.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rocco Gerundino trionfa con gusto: conquista il Premio "La Mia Raviola" nella cornice del Premio Mia Martini 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rocco-gerundino-trionfa-con-gusto-conquista-il-premio-la-mia-raviola-nella-cornice-del-premio-mia-martini-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un connubio di arte, gusto e territorio: premiato lo Chef Rocco Gerundino
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000883656.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella splendida cornice del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Premio Mia Martini 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , tenutosi nella suggestiva città di Scalea, la musica ha aperto le porte a un'altra forma d’arte capace di emozionare e raccontare: la cucina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A ricevere il prestigioso Premio “La Mia RaViola”, pensato in onore di Mia Martini, è stato lo Chef Rocco Gerundino
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , interprete sensibile e creativo della cucina calabrese, che ha saputo fondere tradizione, innovazione e prodotti autentici della terra di Calabria in un piatto simbolico, identitario e profondamente evocativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           l premio, istituito da La Gazzetta del Food su iniziativa di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Chef Gregori Nalon
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , dell’e
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ditrice e giornalista Maria Giovanna Labruna
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , e con il sostegno del
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Patron del Premio Mia Martini, Nino Romeo,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           nasce con l’intento di celebrare anche l’arte gastronomica nel cuore di un evento da sempre dedicato alla musica e alla cultura.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Questa ravVola è un omaggio alla terra di Calabria, in onore di Mia Martini”, ha dichiarato Labruna. “Premiare Gerundino significa premiare un gesto che si fa piatto, storia e identità.”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una raViola che racconta il Mediterraneo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piatto protagonista è una raViola alle mandorle, ripiena di pesce spada e patata viola: un’armonia di colori, sapori e consistenze che racchiude l’anima del Mediterraneo e l’essenza della Calabria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Realizzata con ingredienti locali, questa creazione è espressione di un perfetto equilibrio tra radici e innovazione, esaltando la materia prima attraverso una visione gastronomica moderna e profondamente rispettosa del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cultura e sapori in omaggio a Mia Martini
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata, realizzata in collaborazione con la Regione Calabria, è stata condotta da
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Claudia Cesaroni e Marco Guacci,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          due volti noti della scena radio-televisiva.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La direzione artistica, affidata al Maestro Franco Fasano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ha saputo intrecciare musica, emozioni e riflessioni, in un evento che ha reso omaggio alla grande Mia Martini, simbolo di arte e autenticità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra lunghi applausi e momenti di intensa partecipazione, la manifestazione ha dimostrato ancora una volta che musica e cucina, come tutte le forme d’arte vere, hanno il potere di unire, raccontare e toccare il cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un meritato riconoscimento per Chef Rocco Gerundino, che con la sua raViola ha saputo trasformare gusto e memoria in un autentico atto d’amore per la terra di Calabria, nel segno indelebile di Mia Martini..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 08:48:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/rocco-gerundino-trionfa-con-gusto-conquista-il-premio-la-mia-raviola-nella-cornice-del-premio-mia-martini-2025</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000883666+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000883666+%281%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Genova, capitale dei fornelli: il mio racconto della Festa Nazionale del Cuoco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/genova-capitale-dei-fornelli-il-mio-racconto-della-festa-nazionale-del-cuoco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Festa Nazionale del Cuoco si è da poco conclusa e, anche se non ero fisicamente presente, ho seguito con grande attenzione – e con sincema emozione – ogni momento, ogni passo, ogni piatto raccontato. Perché quando la nostra comunità si ritrova, io mi sento comunque parte di quella fiamma che arde nei cuori e nei fornelli di chi ama davvero questo mestiere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal 11 al 14 ottobre, il più importante evento dedicato alla cucina italiana ha riunito oltre mille partecipanti tra cuochi professionisti, delegazioni italiane e internazionali, operatori del settore e appassionati. Il risultato? Un mosaico di tradizione, innovazione e cultura che ha acceso le strade, le piazze e l’anima di un territorio ricco di storia gastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, organizzato dalla Federazione Italiana Cuochi (FIC) insieme all’Unione Regionale Cuochi Liguri, ha coinvolto 120 associazioni provinciali, 20 unioni regionali e numerose delegazioni straniere. Ma al di là dei numeri, ciò che colpisce è la volontà condivisa di valorizzare le eccellenze italiane, anche attraverso gesti concreti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno di questi è stata la firma del protocollo d’intesa tra Gal Fish Liguria e i Cuochi Liguri per promuovere il pescato locale: un patto tra cucina e sostenibilità che guarda al futuro con responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina di strada ha avuto uno spazio centrale, con la Liguria e sei Regioni ospiti – Piemonte, Trentino-Alto Adige, Umbria, Emilia-Romagna, Basilicata e Calabria – protagoniste di una narrazione autentica fatta di prodotti, gesti e profumi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Significativa anche la Premiazione del Premio Ferrer, che ha messo in luce la creatività dei cuochi liguri alle prese con i piatti della tradizione. Una sfida bella, seguita anche sui canali social, che mostra quanto la cucina possa essere un ponte tra generazioni e linguaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra tutti i momenti, uno in particolare ha catturato la mia attenzione: la Giornata dei Cuochi, celebrata con una sfilata silenziosa e solenne di oltre 500 cuochi in divisa. Un gesto potente, carico di significato, culminato con la Santa Messa nella Cattedrale di San Lorenzo, celebrata dal Cardinale Marco Tasca.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Anche da lontano, ho sentito il peso e la bellezza di quel cammino.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ho visto volti, divise, storie camminare insieme. E ho pensato che, in quel passo collettivo, ci fosse tutto: orgoglio, appartenenza, rispetto.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa giornata non è una semplice celebrazione, ma una testimonianza silenziosa e concreta di chi siamo davvero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Noi cuochi non lavoriamo solo tra i fornelli. Portiamo valori. Costruiamo memoria. Raccontiamo il mondo attraverso il cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La divisa da cuoco non è un simbolo di status, ma di responsabilità. E si onora ogni giorno, con passione, dedizione e cura.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In serata, la Cena di Gala ha portato l’alta cucina nella splendida cornice del Palazzo Ducale, dove i Cuochi Liguri, insieme al progetto Genova Gourmet, hanno costruito un’esperienza sensoriale a più voci: piatti d’autore, prodotti di eccellenza e una mixology ricercata hanno raccontato un territorio che sa stupire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il giorno successivo, il 14 ottobre, la presenza dello chef Enrico Bartolini, unico italiano con 15 stelle Michelin, ha dato spessore al confronto sul futuro del mestiere. La sua partecipazione a una tavola rotonda, il Buffet delle Regioni, i tour tra le Botteghe Storiche e il workshop all’Istituto Alberghiero Marco Polo hanno reso quella giornata un crocevia di stimoli, idee e ispirazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Festa Nazionale del Cuoco ha raggiunto e superato i suoi obiettivi:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha promosso un territorio come eccellenza gastronomica italiana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha valorizzato i prodotti tipici con degustazioni e show cooking
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha favorito relazioni tra professionisti del settore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha proposto riflessioni autentiche sul ruolo del cuoco nella società contemporanea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Per me, è stato emozionante vedere da fuori una comunità così viva, coesa, determinata.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Non serve esserci fisicamente per sentirsi parte di un evento come questo. Basta crederci davvero.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La cucina è questo: una comunità in cammino, che non dimentica le proprie radici ma ha lo sguardo fisso sull’orizzonte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Festa del Cuoco ci ha ricordato che non cuciniamo solo per nutrire. Cuciniamo per raccontare, accogliere, tramandare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E lo facciamo, ogni giorno, con la stessa fiamma che arde nelle cucine di tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche da lontano, io c’ero. E ne sono orgoglioso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 07:41:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/genova-capitale-dei-fornelli-il-mio-racconto-della-festa-nazionale-del-cuoco</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Napoli, la Rivincita a Colori: +45% di Turisti in Tre Anni, Supera Roma, Milano e Firenze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-la-rivincita-a-colori--45-di-turisti-in-tre-anni-supera-roma-milano-e-firenze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I dati Istat e DMO parlano chiaro: il capoluogo partenopeo è la città italiana con la crescita turistica più alta. Tra mare, storia, arte e umanità, Napoli incanta e conquista. E non è più quella in bianco e nero dei luoghi comuni: oggi brilla di luce propria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Napoli non si guarda più da lontano. Si vive, si fotografa, si racconta. I dati parlano chiaro: con un impressionante +45% di crescita nel flusso turistico registrato negli ultimi tre anni, il capoluogo partenopeo si impone come la città italiana con l'incremento più alto, superando icone storiche del turismo come Roma, Milano, Venezia e Firenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A certificarlo sono i numeri diffusi dall'Istat e dalle principali DMO (Destination Management Organization), che monitorano costantemente l’andamento del turismo nelle principali destinazioni italiane. E Napoli, oggi, è la vera protagonista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da cartolina dimenticata a meta internazionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un tempo raccontata con immagini in bianco e nero, spesso vittima di stereotipi e cronaca, Napoli ha saputo ribaltare la narrativa su di sé. Oggi si presenta al mondo a colori vividi: quelli dei vicoli dei Quartieri Spagnoli, dei tramonti sul lungomare di Mergellina, delle opere d’arte del Museo di Capodimonte, della street art di San Giovanni a Teduccio e del calore umano di una popolazione che non ha eguali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I turisti non vengono più solo per il Vesuvio o per una pizza — spiega un operatore turistico — ma per respirare una città autentica, ricca di cultura, energia e storia. Qui tutto è vivo, tutto è vero.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Una crescita che sfida anche il Giubileo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sorprende ancor di più il fatto che Napoli abbia fatto registrare numeri superiori persino a Roma, che pure si prepara al Giubileo 2025 con una raffica di eventi e investimenti. Milano, capitale economica e del design, Firenze, culla del Rinascimento, e Venezia, da sempre regina del turismo internazionale, devono ora fare i conti con l’ascesa partenopea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Merito dei napoletani, protagonisti della rinascita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il boom turistico non è solo frutto di un paesaggio mozzafiato o di un patrimonio artistico straordinario. È merito anche dei napoletani, che hanno saputo trasformare la loro identità in valore. Dall’accoglienza familiare dei B&amp;amp;B di Spaccanapoli, alla creatività degli artigiani di San Gregorio Armeno, fino al talento degli chef e pizzaioli che portano nel mondo il gusto autentico della tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Napoli è cambiata, ma è rimasta fedele a sé stessa. Non ha rinunciato al suo cuore popolare per piacere ai turisti — dice una guida locale — e forse è proprio questo il segreto del suo successo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’arrivo di nuovi investimenti, eventi culturali internazionali, collegamenti aerei potenziati e una rinnovata attenzione all’offerta sostenibile, Napoli guarda avanti. Ma lo fa con i piedi ben piantati nella sua terra, fiera della sua anima e della sua storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Perché oggi Napoli non è più la città da evitare. È la città da vivere.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           E finalmente, da raccontare a colori.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 14 Oct 2025 12:35:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-la-rivincita-a-colori--45-di-turisti-in-tre-anni-supera-roma-milano-e-firenze</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Typic Awards 2025, in Svizzera si celebra la pizza napoletana ed i pizzaioli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/typic-awards-2025-in-svizzera-si-celebra-la-pizza-napoletana-ed-i-pizzaioli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Domenica 19 ottobre al Théâtre de Beausobre – Cube di Morges, in provincia di Losanna, nel cantone Vaud, si terrà la prima edizione di Typic Awards 2025, il premio interamente dedicato alla pizza ed ai pizzaioli italiani, ma non solo, presenti in Svizzera.ost
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ewew.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ùIl progetto Typic Awards 2025 nasce con l’obiettivo di celebrare e valorizzare il talento dei pizzaioli, italiani ma anche internazionali, presenti in Svizzera. Un progetto teso a valorizzare e promuovere, quindi, le eccellenze italiane e gli artigiani dell’arte bianca che vivono e lavorano in Svizzera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’evento è organizzato da:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincenzo Vitale – CEO di Typicallitaly Group, pizzaiolo napoletano che ha trasformato una passione di famiglia in un progetto di vita. Cresciuto a Napoli, ha indossato il grembiule a soli 12 anni, iniziando un percorso che lo avrebbe portato lontano. Nel 2014 arriva in Svizzera, a Losanna, dove continua a coltivare la sua arte e a farsi cono-scere per l’amore verso la pizza autentica e per l’attenzione ai prodotti di qualità. Da quell’esperienza nasce l’idea di creare un ponte tra la tradizione italiana e il mercato svizzero: così prende vita TYPICALLITALY Group SA;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Enzo Zuzù Esposito – CEO dell’agenzia di web marketing ZuzùWork. Enzo Esposito, conosciuto come “Zuzù”, è un creativo e marketer napoletano che ha fatto della co-municazione nel mondo food la sua firma personale. Fondatore di ZuzuWork, agenzia con sede a Salerno, lavora a fianco di pizzaioli, panificatori e brand gastronomici ita-
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          liani e svizzeri, costruendo strategie, eventi e contenuti che mettono al centro l’au-tenticità. La sua esperienza spazia dalla gestione social all’organizzazione di eventi in-ternazionali, fino alla creazione di format video che uniscono marketing e teatro, sua grande passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento è realizzato anche grazie al sostegno di aziende leader nel settore come: le farine di Molino Magri e le farine di Molini Ambrosio; i prodotti senza glutine di Blu Italia; i prodotti caseari del caseificio LaMara; i prodotti conservieri di Corte Salcuni; i pomodori di Tomo Tomo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partner tecnici invece sono ZuzùWork, 100 grammi e Sferagroup.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ospiti d’eccezione dell’evento saranno Marco Quintili, celebrato maestro pizzaiolo napoletano, e Filippo Rosato, tecnico di Molini Ambrosio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli iscritti, oltre 100 pizzaioli e pizzerie in tutta la Svizzera, potranno concorrere a ben 7 categorie specifiche, ovvero:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Miglior Pizza Classica, la pizza che meglio rappresenta la tradizione e gli ingre-dienti autentici della tradizione napoletana ed italiana;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Miglior Pizza Dessert, la miglior pizza dessert, tra creatività e gusto tipici di fine pasto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Miglior Comunicazione, premio alla pizzeria con la strategia di comunicazione più efficace e coinvolgente;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Miglior Pizza Contemporanea, ovvero la pizza con impasti o ingredienti speciali (es. multicereali, carbone vegetale, farine speciali) realizzate con le moderne tecniche di impasto;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · La Pizza più Bella, ovvero la presentazione visiva più accattivante e artistica di una pizza;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Miglior Pizza Senza Glutine, la miglior pizza gluten free, perfetta per chi soffre di celiachia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          · Topping più Creativo, la combinazione di ingredienti più bilanciata, innovativa e gustosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’evento verrà eletto il Miglior Pizzaiolo 2025, ovvero il pizzaiolo che nella pro-pria pizzeria si contraddistingue per tecnica, creatività e qualità complessiva delle sue pizze. Per concorrere a questa categoria, è necessario iscriversi ad almeno 3 categorie sopracitate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla sua apertura a marzo fino ad oggi, giovedì 9 ottobre, le iscrizioni sono state to-talmente gratuite per tutti i partecipanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A valutare le pizze e le pizzerie c’è stata una giuria di qualità composta da esperti del settore, critici gastronomici e chef professionisti, che da marzo scorso, dal giorno di apertura delle iscrizioni, ha iniziato il processo di valutazione visitando in maniera anonima le pizzerie. I volti dei 4 esperti verranno rivelati il prossimo 19 ottobre, giorno della premiazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I criteri di valutazione varieranno in base alla categoria e includeranno:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Gusto e qualità degli ingredienti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Presentazione e creatività;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Tecnica di preparazione e cottura;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Innovazione e reinterpretazione della tradizione;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Esperienza complessiva in pizzeria (servizio, ambiente, attenzione ai dettagli).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento importante che celebra l’eccellenza italiana ed i grandi pizzaioli presenti in Svizzera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 09:52:35 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/typic-awards-2025-in-svizzera-si-celebra-la-pizza-napoletana-ed-i-pizzaioli</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tiramisù World Cup 2025: Trionfano le italiane Tosato e De Biasio – Il miglior tiramisù del mondo parla veneto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tiramisu-world-cup-2025-trionfano-le-italiane-tosato-e-de-biasio-il-miglior-tiramisu-del-mondo-parla-veneto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La passione per il tiramisù ha infiammato Treviso nel lungo weekend
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            della Tiramisù World Cup 2025
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , che ha visto sfidarsi centinaia di aspiranti campioni del dolce al cucchiaio più iconico d’Italia. Dopo una serrata competizione fatta di mascarpone, savoiardi e tanta creatività, a salire sul gradino più alto del podio sono state due donne italiane, entrambe venete: Barbara Tosato da Mestre per la ricetta originale, e Daniela De Biasio da Farra di Soligo per la versione creativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giunta alla nona edizione, la manifestazione – ormai celebre a livello internazionale – ha celebrato quest’anno anche la figura di Giuseppe “Bepo” Maffioli, gastronomo e attore trevigiano, tra i primi a documentare le origini del tiramisù. Una dedica importante, in una cornice che mescola cultura, territorio e passione culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I sei finalisti in gara
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A contendersi il titolo nelle due categorie sono arrivati in finale:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ricetta Classica:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Daniele Giovinazzo (Aosta)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Barbara Tosato (Mestre)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Monia Salvadori (Spresiano)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricetta Creativa:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Manuel Coletti (Vazzola) – con un tiramisù alle pesche sciroppate, noci e cioccolato fondente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Daniela De Biasio (Farra di Soligo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Paolo Silvegni (Rimini) – con fava Tonka e cannella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Barbara Tosato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha conquistato la giuria con un tiramisù impeccabile nella tecnica e nell’equilibrio dei sapori. La sua interpretazione classica ha convinto per la perfetta armonia tra crema al mascarpone e bagna al caffè.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Daniela De Biasio,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          invece, ha stupito nella categoria creativa, dove è possibile aggiungere fino a tre ingredienti non canonici. La sua proposta ha unito audacia e raffinatezza, pur mantenendo l’anima del tiramisù: un equilibrio non facile da raggiungere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Tiramisù World Cup non è solo una gara: è un festival del gusto che coinvolge appassionati, turisti e operatori del settore. Degustazioni, laboratori, talk e showcooking rendono l’evento un punto di riferimento per il mondo del dessert.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa edizione, Treviso si conferma ancora una volta capitale mondiale del tiramisù. E mentre il dolce vola in giro per il mondo, il cuore del suo successo resta saldamente ancorato alla tradizione italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 09:31:17 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/tiramisu-world-cup-2025-trionfano-le-italiane-tosato-e-de-biasio-il-miglior-tiramisu-del-mondo-parla-veneto</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Hotel 2025: A Bolzano va in scena il futuro dell’ospitalità – tra sostenibilità, innovazione e nuove esperienze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hotel-2025-a-bolzano-va-in-scena-il-futuro-dellospitalita-tra-sostenibilita-innovazione-e-nuove-esperienze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fiera Bolzano, 13–16 ottobre 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Torna l'appuntamento di riferimento per il mondo dell’hotellerie e della ristorazione: Hotel 2025, la fiera che anticipa i trend dell'accoglienza del domani. Dal 13 al 16 ottobre, professionisti, aziende e operatori del settore si danno appuntamento a Bolzano per scoprire le soluzioni che ridisegneranno l’esperienza dell’ospitalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento per chi guarda avanti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Hotel 2025 si conferma punto di incontro strategico per chi vuole innovare, investire e distinguersi in un mercato sempre più attento alla qualità, all’ambiente e al benessere del cliente. L’edizione di quest’anno promette un programma ancora più ricco, con focus su:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Architettura e design sostenibile: materiali ecocompatibili, sistemi a basso impatto energetico e soluzioni per hotel a impatto zero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tecnologie smart: automazione, intelligenza artificiale e strumenti digitali per ottimizzare la gestione e migliorare l’esperienza dell’ospite.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nuovi concept di ospitalità: format ibridi che integrano turismo, wellness e gastronomia locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esperienze, formazione e networking
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l’offerta espositiva, un palinsesto di eventi collaterali pensati per ispirare e formare i professionisti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Talk e tavole rotonde con esperti del settore, architetti, chef e innovatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Showcooking con protagonisti della cucina d’autore e focus su sostenibilità e filiera corta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Momenti di networking per creare sinergie, scoprire nuovi partner e valorizzare il territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché partecipare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Hotel 2025 non è solo una fiera: è un hub di idee, una piattaforma di scambio e un’opportunità concreta per chi vuole restare competitivo in un mercato in trasformazione. Un evento imperdibile per albergatori, ristoratori, architetti, designer e operatori del turismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55356;&amp;#57247;️ Per info, programma completo e biglietti: sito ufficiale di Fiera Bolzano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 11 Oct 2025 18:50:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/hotel-2025-a-bolzano-va-in-scena-il-futuro-dellospitalita-tra-sostenibilita-innovazione-e-nuove-esperienze</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ottobre in rinascita</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ottobre-in-rinascita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .Ottobre è il mese dei nuovi inizi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo il ritmo frenetico dell’estate, ci invita a rallentare, a respirare con calma, a ritrovare equilibrio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con i suoi colori caldi e avvolgenti, l’autunno ci accompagna verso una stagione di cura e consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il marrone delle castagne richiama stabilità e radicamento: ci nutre con fibre e sali minerali, regalandoci energia naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’arancione della zucca e degli agrumi ci sostiene nelle relazioni, ci scalda l’umore e rafforza il corpo con la vitamina A e la vitamina C.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rosso intenso del melograno ci dà forza e vitalità, grazie ai polifenoli che proteggono il nostro organismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma ottobre non è solo il mese dei colori caldi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ottobre è anche rosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È il colore della prevenzione, della gentilezza verso sé stesse, della salute che parte dall’ascolto e dall’amore per il proprio corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prevenzione non riguarda solo esami e controlli: è anche prendersi del tempo, respirare profondamente, scegliere con cura ciò che ci fa bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È uno stile di vita consapevole, fatto di piccole scelte quotidiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché sì, siamo anche le scelte che facciamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ottobre ci ricorda che prendersi cura di sé è un atto d’amore. E ogni giorno è buono per ricominciare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 09 Oct 2025 14:26:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/ottobre-in-rinascita</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dazi sulla pasta, i pastifici italiani preparano azioni legali. Ue pronta a intervenire</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/titolo-dazi-sulla-pasta-i-pastifici-italiani-preparano-azioni-legali-ue-pronta-a-intervenire</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea: colpito il settore della pasta. I produttori italiani annunciano ricorsi, Bruxelles valuta misure diplomatiche e giuridiche.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ROMA – I recenti dazi imposti dagli Stati Uniti sulla pasta italiana hanno scatenato la reazione dei pastifici nazionali, che si preparano ad avviare azioni legali contro la misura ritenuta “ingiustificata e discriminatoria”. Parallelamente, l’Unione Europea si dice pronta a intervenire, annunciando un’analisi dettagliata del provvedimento americano e l’eventuale apertura di un contenzioso a livello internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Dipartimento del Commercio statunitense ha annunciato l’entrata in vigore di nuove tariffe sull’importazione di pasta secca proveniente dall’Italia, giustificate con presunti casi di dumping e sovvenzioni pubbliche. Le tariffe, che potrebbero arrivare fino al 20%, colpiscono un settore simbolo del Made in Italy, con esportazioni verso gli USA che nel 2024 hanno superato i 500 milioni di euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Reazione dell’industria italiana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I dazi sono un attacco diretto al nostro comparto e rischiano di danneggiare sia i produttori che i consumatori americani,” ha dichiarato Riccardo Felicetti, presidente di Unione Italiana Food – Pasta, la principale associazione del settore. “Stiamo valutando tutte le strade legali possibili, sia a livello nazionale che europeo, per difendere il nostro prodotto e le nostre imprese”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molti produttori temono ripercussioni pesanti, soprattutto per le piccole e medie aziende che basano una parte rilevante del proprio fatturato sull’export verso gli Stati Uniti. Alcune imprese, secondo fonti di settore, stanno già studiando possibili ricorsi presso il WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bruxelles monitora e prepara contromosse
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Commissione Europea ha fatto sapere di seguire con attenzione la vicenda. In una nota ufficiale, l’esecutivo UE ha espresso “forte preoccupazione” per i nuovi dazi, affermando che “non esiterà a difendere gli interessi commerciali dell’Unione con tutti gli strumenti a disposizione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo fonti diplomatiche, Bruxelles starebbe valutando la possibilità di avviare un procedimento formale presso il WTO e, in caso di esito negativo, non si esclude una risposta con misure simmetriche verso prodotti statunitensi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dazi, l’effetto Trump fa crollare l’export italiano del 21% solo ad agosto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli effetti delle nuove tariffe non si sono fatti attendere. Secondo i dati Istat, nel solo mese di agosto 2025 l’export di pasta italiana verso gli Stati Uniti è crollato del 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale allarmante, che il settore lega direttamente alle politiche protezionistiche della nuova amministrazione Trump.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Si tratta di un colpo durissimo per tutta la filiera – ha dichiarato Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare – e i dati di agosto potrebbero essere solo l’inizio, se non si trova presto una soluzione diplomatica e commerciale.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il crollo mette a rischio decine di aziende, soprattutto del Centro-Sud Italia, e alimenta le preoccupazioni su possibili ricadute occupazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre ai danni per i produttori italiani, i dazi potrebbero ripercuotersi anche sul mercato statunitense. La pasta italiana rappresenta oltre il 30% delle importazioni di pasta negli Stati Uniti. Con l’aumento dei prezzi dovuto alle tariffe, i consumatori americani potrebbero trovarsi di fronte a un’impennata dei costi per un prodotto di largo consumo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’imposizione dei dazi sulla pasta si inserisce in un quadro più ampio di tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, già messo alla prova da precedenti controversie su prodotti come l’acciaio, il vino, e i formaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per ora, da parte italiana si auspica una soluzione negoziale. “Confidiamo in un dialogo costruttivo con le autorità americane e con la mediazione dell’Unione Europea,” ha concluso Felicetti. “Ma siamo pronti a difendere in ogni sede il valore della nostra pasta e la dignità del nostro lavoro.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Oct 2025 15:44:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/titolo-dazi-sulla-pasta-i-pastifici-italiani-preparano-azioni-legali-ue-pronta-a-intervenire</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Pane che Parla di Noi: Altamura verso l’UNESCO, simbolo vivo di identità e tradizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pane-che-parla-di-noi-altamura-verso-lunesco-simbolo-vivo-di-identita-e-tradizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A 20 anni dalla DOP, il “pane nostro” si candida a patrimonio immateriale dell’Umanità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cotto in forni a legna tradizionali, plasmato dalle mani sapienti dei panificatori dell’entroterra pugliese, il Pane di Altamura DOP è molto più di un alimento: è un racconto millenario fatto di grano, passione e memoria collettiva. A ribadire con forza questo legame profondo tra prodotto e territorio è stata Lucia Forte, Presidente del Consorzio per la Tutela del Pane di Altamura DOP e figura di riferimento nel settore della panificazione italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Imprenditrice nata e cresciuta ad Altamura, Lucia Forte è anche CEO dell’azienda Oropan S.p.A., eredità familiare e oggi realtà industriale di primo piano. Da anni porta avanti con determinazione una visione che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità, promuovendo il valore identitario del pane simbolo della Murgia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l’audizione congiunta delle Commissioni VII e XIII della Camera dei Deputati, Forte ha rilanciato con orgoglio il valore di un pane che da oltre 20 anni detiene la Denominazione di Origine Protetta (DOP) e che ora si candida a essere riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un’eccellenza europea radicata nella pietra e nel tempo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La DOP, riconosciuta nel 2003, ha sancito il rispetto di un disciplinare rigoroso che preserva i metodi tradizionali di produzione: dalla selezione delle varietà di grano duro coltivato nell’Alta Murgia, alla lunga lievitazione naturale con pasta madre, fino alla cottura nei forni a legna. Il risultato è un pane dalla crosta spessa e croccante, dalla mollica giallo dorato, che si conserva fragrante per giorni e racconta il sapere antico dei suoi artigiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al valore culturale, il Pane di Altamura è un alimento funzionale, ricco di benefici nutrizionali. Realizzato con semola rimacinata di grano duro, è una fonte naturale di: 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           fibre e carboidrati complessi a lento rilascio, ideali per l’energia quotidiana;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          proteine vegetali; 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vitamine del gruppo B e sali minerali come ferro, magnesio e potassio; 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           basso indice glicemico, che lo rende adatto anche a diete equilibrate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un pane che nutre il corpo, ma anche l’identità di una comunità che ha saputo custodire nei secoli il proprio patrimonio gastronomico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La candidatura all’UNESCO non è solo un traguardo simbolico, ma l’opportunità di proiettare l’immagine dell’Italia più autentica sullo scenario globale. Come ha sottolineato Lucia Forte, “Il Pane di Altamura è cultura materiale, rito collettivo, memoria viva. Merita un posto tra i patrimoni immateriali dell’Umanità.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua voce è quella di chi conosce il valore del lavoro, del territorio e della filiera. Una visione imprenditoriale moderna che non dimentica mai le origini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In ogni fetta del Pane di Altamura si intrecciano storie, gesti antichi e un sapere tramandato con orgoglio. È una poesia di grano duro che profuma di forno e racconta l’anima della Puglia. Oggi, più che mai, è tempo di riconoscere il valore universale di questo tesoro che continua a lievitare nel cuore dell’Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Oct 2025 14:52:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pane-che-parla-di-noi-altamura-verso-lunesco-simbolo-vivo-di-identita-e-tradizione</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cronista del gusto, giudice delle verità scomode: Raspelli, 50 anni dopo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cronista-del-gusto-giudice-delle-verita-scomode-raspelli-50-anni-dopo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Nel 1975 l’esordio in punta di penna di un giovane cronista che avrebbe riscritto le regole del giornalismo gastronomico e d’inchiesta.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è un’immagine, apparentemente minuta, che ancora oggi resiste alla voracità del tempo: un piccolo profilo scuro, quasi una silhouette stilizzata, a fianco di una firma in calce a un articolo. Era il 1975, e su una testata milanese compariva per la prima volta il “faccino nero” di Edoardo Raspelli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un gesto grafico, sì, ma anche simbolico. Una scelta controcorrente in un’epoca in cui il giornalismo cominciava ad affacciarsi all’era della spettacolarizzazione. Mezzo secolo dopo, quel debutto appare oggi come un vero e proprio atto fondativo. Non solo di una carriera, ma di un’idea di giornalismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raspelli, allora poco più che ventenne, sceglieva di raccontare senza mettersi al centro, di indagare senza gridare, di firmare senza mostrarsi. In un tempo in cui il narcisismo era ancora una tentazione e non ancora sistema, quel “faccino nero” era già resistenza culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cronista che venne dalla cronaca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima di diventare il volto – e la voce – autorevole della critica gastronomica italiana, Edoardo Raspelli fu uomo di cronaca. Conosceva le periferie e i silenzi delle aule giudiziarie, sapeva cogliere la verità nei dettagli minimi, nelle crepe di un verbale o nei margini di una fotografia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Era, prima di tutto, un giornalista nel senso più pieno del termine: osservatore, testimone, mediatore tra il reale e il lettore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo stile si distingueva già allora: asciutto, mai retorico, spesso ironico ma mai cinico. Un equilibrio difficile da mantenere, soprattutto nel giornalismo italiano degli anni Settanta, attraversato da tensioni ideologiche e da un linguaggio spesso enfatico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raspelli andava in un’altra direzione: la sobrietà come forma di precisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il “faccino nero” non era solo un vezzo grafico. Era un programma estetico e morale. In un mondo che cominciava a raccontarsi attraverso l’immagine, Raspelli sceglieva l’ombra. Non per nascondersi, ma per lasciare spazio ai contenuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Era il racconto – e non il raccontatore – al centro della scena.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quella cifra stilistica ha accompagnato tutta la sua carriera. Anche quando, decenni dopo, è diventato volto televisivo, opinionista, autore, divulgatore, Raspelli non ha mai ceduto alla tentazione dell’effetto. Ha portato nelle case degli italiani un’idea colta e rigorosa del gusto, dell’alimentazione, della cultura materiale, senza mai scivolare nell’intrattenimento puro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ridurre Raspelli a “critico gastronomico” sarebbe un errore. La sua opera – giornalistica e culturale – è molto più ampia: è un racconto antropologico dell’Italia, delle sue trasformazioni, dei suoi riti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ha contribuito, spesso in solitudine, a dare dignità critica alla cucina come fatto sociale, storico, perfino politico. Ha raccontato territori, prodotti, ma soprattutto uomini e donne: cuochi, osti, contadini, artigiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ne ha fatto letteratura, con il lessico del cronista e la sensibilità del narratore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi, a cinquant’anni da quel primo articolo firmato con un “faccino nero”, è forse il momento di rileggere l’opera di Raspelli non solo come testimonianza di un percorso personale, ma come capitolo rilevante della storia del giornalismo italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un giornalismo che sapeva ancora ascoltare, camminare, interrogare. E che trovava forza proprio nella misura, nel dettaglio, nel dubbio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo nostalgia. È un invito a ricordare che, prima delle luci, delle firme a caratteri cubitali, dei volti ovunque esibiti, c’erano – e ci sono ancora – cronisti che scelgono la penombra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come quel piccolo “faccino nero” nato mezzo secolo fa. Silenzioso, ma più eloquente di molti proclami.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A settantacinque anni suonati, Edoardo Raspelli continua a essere una voce libera e riconoscibile nel panorama dell’informazione enogastronomica italiana. Le sue collaborazioni editoriali proseguono con regolarità, così come la sua presenza in programmi televisivi, conferenze, eventi dedicati al gusto e alla cultura del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante il cambiamento radicale dei linguaggi mediatici – sempre più orientati all’effimero e al consenso facile – Raspelli resta fedele a sé stesso: una penna fuori dal coro, capace ancora di scrivere recensioni severe, racconti appassionati, analisi documentate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Continua a viaggiare, a visitare ristoranti, a incontrare produttori, con lo stesso sguardo curioso (e critico) di sempre. E se il tono può sembrare ruvido, è solo perché non ha mai accettato di barattare la verità con la cortesia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo stile – sobrio, netto, mai ruffiano – rimane un esempio raro di coerenza per chi oggi prova a raccontare l’Italia del gusto senza perdersi tra influencer, sponsorizzazioni e storytelling autoreferenziale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ed è proprio in questo contesto che Raspelli torna protagonista anche in televisione, con un programma tutto suo: “L’Italia che mi piace – In viaggio con Raspelli”, ideato e scritto da Fabrizio Berlincioni, già autore di Mela Verde e paroliere di fama nazionale e internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ritorno importante, dopo 22 anni di successi nel format storico di Mediaset, per un progetto che riporta al centro il territorio, i prodotti tipici, le persone che fanno l’Italia vera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma ha uno stile asciutto, giornalistico, professionale. Nessuna forzatura, nessuna spettacolarizzazione: solo il racconto puntuale di un’Italia che spesso non fa rumore, ma che merita di essere vista, conosciuta, riconosciuta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cinquant’anni dopo quel primo “faccino nero”, Edoardo Raspelli continua a scrivere. E a far discutere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma soprattutto, continua a raccontare l’Italia che gli (e ci) piace. Un’Italia che lavora, che produce, che conserva saperi antichi. Un’Italia fatta di mani, di fatica, di eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E forse, in un’epoca dove tutto sembra effimero e filtrato, la sua voce ruvida e autentica è proprio ciò di cui abbiamo ancora – e sempre – bisogno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 18:44:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ottobre in tavola: Il miglior pesce di stagione da portare in cucina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ottobre-in-tavola-il-miglior-pesce-di-stagione-da-portare-in-cucina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Con l’arrivo dell’autunno, anche il mare cambia ritmo e ci offre una selezione preziosa di pesci, molluschi e crostacei perfetti per ricette ricche di gusto e sostenibilità. Ottobre è uno dei mesi migliori per acquistare pesce fresco, grazie alla grande varietà disponibile sui banchi del mercato. Scegliere pesce di stagione, infatti, non è solo una scelta di qualità, ma anche un gesto consapevole verso l’ambiente e la salute.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ecco una guida al pescato più comune e consigliato per questo mese.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I protagonisti del mese di ottobre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alice e sardina: piccoli pesci azzurri, economici e ricchissimi di Omega-3. Ottimi fritti o marinati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Calamaro, moscardino e seppia: molluschi versatili perfetti per zuppe di mare, risotti o secondi piatti leggeri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cefalo, mormora e sarago: pesci dal sapore delicato, ideali al forno o alla griglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cernia, ricciola e spigola: carnosi e pregiati, regalano piatti raffinati, da gustare al cartoccio o in crosta di sale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dentice, ombrina e orata: pesci bianchi dalla carne tenera, perfetti anche per chi segue una dieta leggera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gallinella e triglia: ideali per brodetti e zuppe tradizionali, grazie al loro sapore deciso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mazzancolla e pannocchia: crostacei gustosi e scenografici, da portare in tavola come antipasto o secondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nasello e passera: pesci semplici e salutari, adatti anche per i bambini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pesce spada e tonno: tagli nobili del mare, ottimi alla piastra o crudi in tartare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rombo chiodato e sogliola: pesce piatto perfetto per cotture al forno con patate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vongola verace: l’anima della classica pasta alle vongole, gustosa e profumata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché scegliere pesce di stagione?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Optare per il pescato stagionale significa rispettare i cicli naturali del mare, sostenere la pesca locale e gustare prodotti più freschi e saporiti. Inoltre, è spesso più economico rispetto al pesce importato o allevato fuori stagione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Consigli per l’acquisto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preferite pescherie di fiducia o mercati locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Controllate occhi, branchie e odore: il pesce fresco ha occhi lucidi, branchie rosse e profumo delicato di mare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiedete sempre la provenienza del prodotto e, se possibile, privilegiate il pescato italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, ottobre offre un vero e proprio tesoro marino da scoprire. Portare in tavola il pesce di stagione non è solo una scelta di gusto, ma anche di responsabilità. Sfruttate questa ricchezza per creare piatti sani, sostenibili e sorprendenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buon appetito… di mare!.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 10:51:57 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​Sedanini Zucca e Gorgonzola: Un connubio di tradizione e benessere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sedanini-zucca-e-gorgonzola-un-connubio-di-tradizione-e-benessere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         ​La Zucca: Un Tesoro d'Oltreoceano, Amata in Italia
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           In cucina con Gemmy
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    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000864916.jpg"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Carissimi amanti della buona cucina, preparatevi per un viaggio di gusto che unisce la dolcezza della terra al carattere intenso della tradizione casearia italiana. Oggi vi propongo una ricetta che è un vero inno all'autunno: Sedanini con Crema di Zucca e Gorgonzola, un piatto che non è solo godurioso, ma anche ricco di storia e proprietà salutari. Per elevare l'esperienza, utilizzeremo i magnifici Sedanini di Gragnano, vera eccellenza campana.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La zucca, con il suo colore caldo e avvolgente, è l'indiscussa regina dell'autunno. Le sue origini sono antichissime e si collocano in Nord America, ma in Italia ha trovato un terreno fertile, dando vita a varietà locali iconiche.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Proprietà: La Forza Dolce e Leggera
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Non fatevi ingannare dalla sua dolcezza! La zucca è un vero concentrato di salute. Essendo composta per circa il 94% di acqua e con un basso apporto calorico, è l'alleata perfetta della linea. Il suo acceso colore arancione è merito del Beta-carotene, un potentissimo antiossidante che protegge la vista e fa benissimo alla pelle. È inoltre ricchissima di Vitamina C e Potassio. 
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Gorgonzola: L'Equilibrio del Piatto
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per bilanciare la dolcezza della zucca, abbiamo scelto un formaggio dal carattere deciso: il Gorgonzola DOP. Questo erborinato è un prodotto iconico del Nord Italia, le cui origini risalgono all'epoca medievale in Lombardia.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Tradizione e Cultura: Il Contrasto Perfetto
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Il Gorgonzola è un formaggio millenario tutelato dal marchio DOP. Per la nostra ricetta, potete scegliere tra il tipo dolce, più cremoso e delicato, o il piccante, con un gusto più deciso. Il contrasto tra il sapido e l'intenso del Gorgonzola e la soave dolcezza della zucca è pura magia culinaria, che crea l'equilibrio perfetto per questo piatto autunnale.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​La Ricetta: Sedanini con Crema di Zucca e Gorgonzola
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Questa ricetta esalta l'equilibrio tra la dolcezza vellutata della zucca e l'intensità aromatica del Gorgonzola, creando un primo piatto indimenticabile, valorizzato dalla consistenza inconfondibile della Pasta di Gragnano.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Ingredienti per 4 persone
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per realizzare questa meraviglia avrete bisogno di: 500 g di Sedanini di Gragnano, 500 g di polpa pulita di Zucca (tipo Delica o Mantovana), 100-120 g di Gorgonzola DOP Dolce, 1 Scalogno, Brodo vegetale quanto basta, 2 cucchiai di Olio extra vergine d'oliva, Sale e Pepe nero, 2-3 foglie di Salvia fresca per il soffritto, un pizzico di Noce moscata (opzionale), 50 g di Noci tritate e Foglie di Basilico fresco (per il tocco finale).
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Preparazione
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Prepara la Zucca: Pela la zucca, elimina semi e filamenti, e taglia la polpa a cubetti. Trita finemente lo scalogno.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Soffritto e Cottura: In una padella capiente, scalda l'olio e fai appassire lo scalogno a fuoco dolce. Aggiungi i cubetti di zucca e le foglie di salvia. Fai insaporire per qualche minuto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Crea la Crema: Copri la zucca con il brodo vegetale, aggiusta di sale e pepe, e cuoci a fuoco medio-basso con il coperchio finché la zucca non sarà tenerissima (circa 15-20 minuti).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Frulla: Togli la salvia e trasferisci la zucca cotta in un frullatore . Frulla fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Se necessario, aggiungi un altro goccio di brodo. Aggiungi un pizzico di noce moscata se gradita.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Cuoci la Pasta: Cuoci i tuoi pregiati Sedanini di Gragnano in abbondante acqua salata e scolali rigorosamente al dente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Manteca: Versa la crema di zucca nella padella usata in precedenza. Aggiungi il Gorgonzola tagliato a cubetti. Mescola a fuoco bassissimo finché il formaggio non sarà fuso e amalgamato perfettamente alla crema. Tuffa i sedanini nella salsa, manteca bene, e il piatto è pronto per l'impiattamento!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Tocco d'Autore
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ​Per un tocco croccante e un contrasto cromatico e aromatico perfetto, guarnisci i sedanini con noci tritate grossolanamente e foglie fresche di basilico spezzettate a mano, appena prima di servire. La loro freschezza e il loro verde brillante faranno risaltare l'equilibrio di questo piatto autunnale.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 07 Oct 2025 09:53:40 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La campagna olivicola 2025 segna una netta ripartenza dopo la siccità. Coldiretti e Unaprol: “Serve una svolta strutturale per affrontare la crisi climatica e tutelare la qualità del Made in Italy”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-campagna-olivicola-2025-segna-una-netta-ripartenza-dopo-la-siccita-coldiretti-e-unaprol-serve-una-svolta-strutturale-per-affrontare-la-crisi-climatica-e-tutelare-la-qualita-del-made-in-italy</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ROMA – L’Italia dell’olio extravergine torna a crescere. Dopo un 2024 complicato dalla siccità e dal cambiamento climatico, la nuova campagna olivicola si apre con segnali incoraggianti: secondo le stime congiunte di Unaprol, Coldiretti e Foa Italia, la produzione nazionale di olio extravergine d’oliva dovrebbe raggiungere le 300mila tonnellate, registrando un aumento del 30% rispetto allo scorso anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A trainare il rilancio è soprattutto il Mezzogiorno, dove le piogge estive hanno salvato in extremis la fioritura primaverile. In particolare, Puglia e Calabria – che da sole rappresentano oltre il 60% della produzione nazionale – si attestano su un incremento tra il 30% e il 40%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Situazione molto più difficile nel Nord Italia, dove le precipitazioni violente e fuori stagione hanno compromesso la produzione, con un calo stimato intorno al 40%. Il Centro Italia presenta un quadro disomogeneo, con perdite medie comprese tra il 10% e il 15%, variabili da zona a zona.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la campagna 2025 non è solo sinonimo di quantità: arriva anche una svolta epocale sul fronte della tracciabilità. Un nuovo decreto, fortemente sostenuto da Coldiretti e Unaprol, impone l’obbligo di registrare entro sei ore l’acquisto delle olive, eliminando ogni possibilità di interruzione nella catena di controllo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Con questa norma si chiude definitivamente l’epoca delle olive senza nome e senza provenienza”, ha affermato David Granieri, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol. “È un passo fondamentale verso la trasparenza, la responsabilità e la valorizzazione del prodotto italiano”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la crescita attesa, le organizzazioni di settore mettono in guardia dal rischio di accontentarsi dei numeri. “La sfida vera resta il cambiamento climatico, che impone una strategia nazionale di lungo periodo”, prosegue Granieri. “Servono investimenti in ricerca, innovazione e infrastrutture per garantire resilienza alla filiera e tutelare il lavoro degli olivicoltori italiani”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il messaggio è chiaro: l’olio extravergine italiano, simbolo di qualità e tradizione, ha bisogno di un sistema moderno e competitivo per consolidare la propria leadership anche sui mercati internazionali.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 10:29:42 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Non Guardare il Calendario: L’Autunno si Sente, si Vive, si Gusta!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/non-guardare-il-calendario-lautunno-si-sente-si-vive-si-gusta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il profumo dell’Autunno è nell’aria: legna, castagne e tradizione
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           di Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non lasciatevi ingannare dalle temperature fuori stagione: l'autunno vero non segue il calendario, ma si riconosce con i sensi. Il primo segnale? È olfattivo. È l’aroma inconfondibile di legna che arde, fumo nell’aria e castagne che scoppiettano sul fuoco. Un richiamo antico, autentico, impossibile da ignorare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il meteo può mentire, ma il naso no. L’autunno si sente, si vive, si respira. Non è solo una stagione, è un rito collettivo che si rinnova ogni anno con la comparsa delle castagne, frutti nobili dalla lunga storia. Pensate che esistevano già 10 milioni di anni fa! Ma furono gli Antichi Romani – i veri influencer dell’epoca – a diffonderle come alimento prezioso e fonte di energia. Altro che superfood esotici: qui parliamo di radici profonde e sapori veri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le castagne non sono solo buone: sono un vero concentrato di nutrienti. A differenza della frutta secca comune, sono ricche di carboidrati complessi, perfette per ricaricare le energie nei mesi più freschi. Sono naturalmente prive di glutine, ricche di fibre e sali minerali come potassio e fosforo, utili a sostenere il benessere di muscoli e mente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma per vivere l’esperienza autunnale per eccellenza, il consiglio è chiaro: puntate sulla qualità. Le Castagne di Montella IGP rappresentano l’eccellenza italiana del settore. Hanno una polpa bianca, croccante, dolce al punto giusto e – dettaglio da veri intenditori – la pellicina interna si rimuove con facilità. Ideali per caldarroste succulente, da gustare con la classica “staffetta” tra le mani per non scottarsi: non è uno spuntino, è un rituale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche con l’aria condizionata ancora accesa e le temperature fuori stagione, le castagne restano il nostro ancora stagionale. Un comfort food che sa di casa, tradizione e autenticità. Un piccolo gesto che riconnette con il tempo che passa e con i sapori che contano davvero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il verdetto è semplice: dimenticate le previsioni meteo. Portate a casa un chilo di Montella IGP e regalatevi un pezzo di autunno vero. Croccante, nutriente, storico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 04 Oct 2025 16:54:26 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Lanterna: L'eccellenza della ristorazione elegante alle porte di Napoli</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-lanterna-l-eccellenza-della-ristorazione-elegante-alle-porte-di-napoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Due generazioni, una sola visione: l’accoglienza firmata Menna
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla guida de La Lanterna ci sono
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cristoforo Menna e sua figlia Rosangela Menna
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          , due generazioni unite da un’unica, grande passione: l’arte dell’ospitalità. È grazie al loro impegno, alla loro visione e alla loro innata capacità di far sentire ogni ospite come a casa, che La Lanterna è diventata un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza gastronomica autentica, raffinata e memorabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cristoforo, fondatore e colonna portante del ristorante, ha costruito nel tempo un luogo dove la tradizione campana trova espressione in ogni dettaglio, dal servizio alla cucina. La sua esperienza decennale nel settore è oggi affiancata dall’energia e dalla sensibilità di Rosangela, che ha saputo rinnovare con eleganza lo stile del locale, mantenendo però intatti i valori di famiglia, calore e qualità. Insieme rappresentano un esempio perfetto di continuità generazionale al servizio dell’eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A pochi chilometri dal cuore pulsante di Napoli, immerso nella suggestiva cornice della Campania, sorge La Lanterna, un ristorante che incarna la quintessenza del gusto, dello stile e dell’ospitalità. Non si tratta solo di un luogo dove mangiare, ma di un’esperienza gastronomica e sensoriale in grado di coinvolgere tutti i sensi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’ingresso si viene accolti in un ambiente raffinato e curato nei minimi dettagli: arredi eleganti, luci soffuse, profumi avvolgenti e colori sapientemente scelti creano un’atmosfera calda e sofisticata, perfetta per cene romantiche, eventi esclusivi o ricorrenze speciali. La Lanterna riesce a coniugare l’arte culinaria con il design d’interni, dando vita a un equilibrio armonioso tra estetica e sapore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il menù è un autentico viaggio tra i sapori dell’Italia, con un’attenzione particolare alla tradizione gastronomica napoletana e campana. Ogni piatto nasce dall’incontro tra ingredienti selezionati e una creatività che non tradisce mai le radici. Dalle specialità di mare freschissime ai grandi classici della cucina locale, ogni portata è un omaggio alla qualità e alla passione per la buona tavola. Il tutto accompagnato da una carta dei vini ampia e ricercata, capace di valorizzare ogni abbinamento gastronomico con etichette nazionali e internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma La Lanterna non è solo alta cucina: è anche una location d’eccellenza per cerimonie, ricevimenti ed eventi privati. Il team, composto da professionisti esperti del settore, è in grado di garantire un servizio impeccabile, curando ogni dettaglio – dall’allestimento alla mise en place – per offrire agli ospiti momenti davvero indimenticabili. La lunga esperienza nell’organizzazione di eventi si traduce in una capacità unica di interpretare e soddisfare le esigenze della clientela, trasformando ogni occasione in un evento su misura, elegante e perfettamente orchestrato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scegliere La Lanterna significa scegliere l’autenticità, la qualità e l’eleganza di un luogo dove ogni dettaglio è pensato per sorprendere, deliziare e far sentire ogni ospite parte di una grande famiglia. Un ristorante che va oltre la ristorazione, offrendo esperienze autentiche, emozionanti e difficili da dimenticare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 04 Oct 2025 12:24:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-lanterna-l-eccellenza-della-ristorazione-elegante-alle-porte-di-napoli</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Aperte le Selezioni per la Squadra Italiana alla International Catering Cup 2027 di Lione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/aperte-le-selezioni-per-la-squadra-italiana-alla-international-catering-cup-2027-di-lione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È ufficialmente online il bando di selezione per la formazione della squadra che rappresenterà l’Italia alla prestigiosa International Catering Cup 2027, la competizione mondiale dedicata all’eccellenza del catering e del buffet, che si terrà a Lione, in occasione della sua decima edizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Promossa dalla Federazione Italiana Cuochi (FIC), la selezione nazionale si propone di individuare i migliori professionisti del settore, capaci di esprimere il massimo livello tecnico, creativo e organizzativo nella preparazione di menù adatti a eventi di catering di alto profilo. Un’occasione unica per esaltare il valore della tradizione gastronomica italiana nel contesto di una competizione internazionale di altissimo livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione è aperta a squadre composte da artigiani, chef, pasticceri e professionisti del comparto banqueting e buffet, pronti a mettere alla prova le proprie competenze, il proprio spirito di squadra e la propria capacità di innovazione sotto l’egida del Team Italia FIC. La selezione rappresenta non solo un banco di prova per i talenti emergenti, ma anche una vetrina strategica per il settore catering, sempre più orientato verso standard qualitativi elevati e soluzioni gastronomiche sostenibili ed eleganti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La competizione internazionale, organizzata dal CNCT - Les Artisans Charcutiers Traiteurs, si svolgerà all'interno della prestigiosa cornice di Sirha Lyon, evento di riferimento per il mondo della ristorazione e dell’ospitalità. L’Italia, già protagonista nelle precedenti edizioni, si prepara ora a selezionare un nuovo team capace di portare in alto il tricolore, confermando l'eccellenza del nostro Paese anche nel settore del catering di alta gamma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La road to Lione 2027 è iniziata. La sfida è aperta. L’eccellenza italiana è pronta a mettersi in gioco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 04 Oct 2025 11:28:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Napoli si racconta con il profumo della pizza: Luciano Pignataro presenta il suo nuovo libro a Port’Alba</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-si-racconta-con-il-profumo-della-pizza-luciano-pignataro-presenta-il-suo-nuovo-libro-a-portalba</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Appuntamento lunedì 13 ottobre alle ore 11.30 nella Chiesa di Sant’Antoniello a Port'Alba - Piazza Bellini per la presentazione di “Le pizzerie storiche di Napoli. Un viaggio nell’anima della città”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG-20251002-WA0012.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lunedì 13 ottobre, alle ore 11.30, nella suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Antonello a Port’Alba, nel cuore di Piazza Bellini, si terrà la presentazione ufficiale del nuovo libro di
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luciano Pignataro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , “Le pizzerie storiche di Napoli. Viaggio nell’anima della città”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento che unisce cultura, tradizione e identità napoletana, proprio lì dove — tra vicoli, forni e storia — è nata e cresciuta la pizza così come la conosciamo oggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un libro che racconta la città attraverso i suoi luoghi simbolo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giornalista e firma autorevole del quotidiano Il Mattino, nonché voce di riferimento nel panorama enogastronomico italiano, Luciano Pignataro con questo volume compie un’opera di ricostruzione storica e narrativa: un viaggio tra le pizzerie più antiche e significative di Napoli, da Port’Alba a Forcella, da Via Tribunali al quartiere Stella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo un libro sulla pizza: è un ritratto corale della città, visto attraverso le sue botteghe storiche, i maestri pizzaioli, le famiglie che da generazioni impastano, infornano e servono un prodotto divenuto simbolo globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presentazione si svolgerà in un luogo tutt’altro che casuale: Port’Alba, dove si trova la prima pizzeria documentata della storia. Piazza Bellini, con la sua vitalità culturale e la sua anima popolare, farà da cornice a un incontro che promette di essere più di un semplice evento editoriale: sarà un momento di condivisione e racconto, tra carta stampata e forno a legna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un appuntamento per appassionati e curiosi
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’invito è rivolto a giornalisti, appassionati di enogastronomia, cultori delle tradizioni popolari e cittadini curiosi di conoscere meglio la storia di una città che ha saputo trasformare un piatto povero in un capolavoro universale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Lunedì 13 ottobre alle 11.30: un’occasione per ascoltare dalla voce dell’autore il racconto delle pizzerie che hanno fatto la storia e l’identità di Napoli.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 02 Oct 2025 07:20:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mense scolastiche più sostenibili: un progetto italiano dimezza lo spreco alimentare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mense-scolastiche-piu-sostenibili-un-progetto-italiano-dimezza-lo-spreco-alimentare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Europa, ogni anno si sprecano enormi quantità di cibo, anche nelle mense scolastiche. Un'iniziativa tutta italiana dimostra però che invertire la rotta è possibile. Il progetto pilota avviato a Borgarello (PV), grazie alla piattaforma digitale PlanEat Scuola, ha permesso di ridurre del 52% il cibo buttato in soli tre mesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La chiave del successo? Coinvolgere direttamente i bambini e le famiglie nella scelta del pasto, offrendo due opzioni nutrizionalmente equivalenti e la possibilità di selezionare la quantità desiderata (assaggio, mezza porzione o porzione intera). Questo ha favorito una maggiore consapevolezza e ha ridotto gli avanzi, soprattutto tra verdure e legumi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al taglio dello spreco, la piattaforma ha permesso di produrre in media il 20% in meno di cibo, migliorare la gestione delle intolleranze e semplificare l’organizzazione dei pasti. Il progetto ha mostrato come la tecnologia, unita a un approccio educativo e flessibile, possa portare benefici concreti e facilmente replicabili anche in altre scuole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 13:39:49 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tesori del gusto: i mercati storici d’Europa tra tradizione, sapori e formazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tesori-del-gusto-i-mercati-storici-deuropa-tra-tradizione-sapori-e-formazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Mercato+Rialto.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dove la cucina si impara tra i banchi, i profumi e le voci delle città
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prima ancora che ristoranti stellati e cucine gourmet conquistassero la scena, i mercati erano il cuore pulsante della vita gastronomica europea. Veri e propri crocevia di scambi, racconti e culture, hanno forgiato nei secoli non solo le abitudini alimentari, ma anche il modo in cui ogni popolo si identifica attraverso il cibo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora oggi, passeggiare tra le bancarelle di un mercato storico non significa solo fare acquisti, ma vivere un’esperienza completa: visiva, olfattiva, culturale e – per chi lavora nella ristorazione – anche educativa. I mercati sono infatti vere aule all’aperto, dove si impara a riconoscere la qualità, a capire le stagioni e a leggere il territorio attraverso i suoi ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sei mercati iconici che raccontano l’Europa gastronomica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Borough Market – Londra
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con oltre mille anni di storia, il Borough Market è tra i mercati più longevi d’Europa. Situato nel cuore della capitale britannica, è oggi un punto di riferimento per chef, appassionati e studenti di cucina in cerca di prodotti artigianali, ingredienti rari e ispirazioni da tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Boquería – Barcellona
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Adagiata lungo La Rambla, La Boquería è un’esplosione di colori e profumi. Attiva dal XIII secolo, riflette la vivacità della cultura catalana attraverso banchi carichi di frutta tropicale, pesce freschissimo e prosciutti iberici: un patrimonio gastronomico a cielo aperto, perfetto per chi studia o lavora nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marché des Enfants Rouges – Parigi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel cuore del Marais, il più antico mercato coperto della capitale francese (attivo dal 1615) offre un viaggio tra i sapori del mondo, pur restando ancorato alla tradizione culinaria francese. Un esempio di come un mercato possa evolversi senza smarrire la propria anima storica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mercato di Rialto – Venezia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel dedalo di calli e canali veneziani, il Mercato di Rialto è una tappa obbligata per chi vuole conoscere la vera essenza della cucina lagunare. Pesce appena pescato, spezie orientali e prodotti locali raccontano una storia secolare di scambi e influenze culturali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Viktualienmarkt – Monaco di Baviera
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nato nell’Ottocento come mercato contadino, oggi il Viktualienmarkt è un centro nevralgico per la cultura gastronomica bavarese. Con più di 140 banchi, fonde tradizione e innovazione alimentare in un mix irresistibile per turisti e professionisti del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nagycsarnok – Budapest
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo maestoso mercato coperto, inaugurato nel 1897, è una perla dell’architettura neogotica ungherese, con il tetto decorato dalle famose piastrelle Zsolnay. Tre piani per esplorare tutto il meglio della gastronomia locale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          al piano terra: spezie, verdure, carni e salumi tipici;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          al piano superiore: street food tradizionale con piatti come gulyás e lángos;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          al piano interrato: pescherie e negozi specializzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un luogo dove la cultura alimentare ungherese si manifesta nella sua forma più autentica, tra profumi intensi e sapori decisi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un patrimonio da custodire e valorizzare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I mercati storici non sono semplicemente spazi commerciali: sono scuole di cultura gastronomica, dove si apprende il rispetto per le materie prime, il valore della stagionalità e il legame tra cibo e identità locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per studenti, cuochi e appassionati, rappresentano un’esperienza formativa unica, in cui tradizione e innovazione dialogano continuamente. Visitare un mercato storico europeo significa immergersi in un racconto vivo, fatto di sapori autentici e di gesti antichi che continuano a educare, emozionare e ispirare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Oct 2025 12:34:21 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​ Il litchi, un piccolo tesoro dal sapore esotico</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-litchi-un-piccolo-tesoro-dal-sapore-esotico</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando penso al litchi, la mia mente vola subito a luoghi lontani e a sapori che raccontano storie millenarie. Chi non si è mai imbattuto in quel piccolo frutto dalla buccia ruvida e rosata, chiedendosi da dove arrivasse e quali segreti nascondesse? Per me, il litchi è molto più di un semplice frutto: è un viaggio nel tempo, un biglietto di sola andata per l'Oriente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua storia inizia migliaia di anni fa, nel sud della Cina. Le prime testimonianze scritte risalgono addirittura all'epoca della dinastia Han, circa 2000 anni fa. Si racconta che fosse il frutto preferito dell'imperatore Li Longji, che faceva allestire staffette di cavalli per trasportarlo fresco dalla provincia del Guangdong fino alla sua corte, a Chang'an (l'odierna Xi'an). Un vero e proprio lusso per pochi eletti!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma il litchi non è rimasto confinato in Cina. Nel corso dei secoli, ha viaggiato lungo la Via della Seta, raggiungendo il sud-est asiatico e poi, grazie ai commercianti portoghesi e spagnoli, è arrivato in India e in altri paesi tropicali. È affascinante pensare a come un seme, portato da una terra lontana, possa aver trovato nuova vita in climi diversi, pur mantenendo intatto il suo carattere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parliamo del suo nome: "litchi" deriva dal cinese "lìzhti "che letteralmente significa "nocciolo di fragola". Un'etimologia che trovo meravigliosa, perché descrive alla perfezione il frutto, con la sua buccia che ricorda vagamente una fragola e il suo seme centrale. Ma c'è di più. "Lìzhī" veniva usato anche per indicare qualcosa di raro e prezioso, a causa delle difficoltà nel trasportarlo fresco alla corte imperiale. Un nome, quindi, che racchiude in sé sia l'aspetto fisico che il suo valore storico e culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E le sue presunte proprietà afrodisiache? Si tratta di un'altra affascinante leggenda legata a questo frutto. Sebbene non ci siano prove scientifiche a riguardo, la ricchezza di vitamine del gruppo B, che supportano il metabolismo energetico e la salute del sistema nervoso, ha contribuito a consolidare la sua fama di "frutto dell'amore".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni volta che sbuccio un litchi, non assaporo solo la sua polpa dolce e succosa, ma anche un pezzo di storia. Mi immagino gli antichi giardini imperiali cinesi, le carovane che attraversavano deserti e montagne, e i marinai che lo portavano in terre sconosciute. È un piccolo promemoria di quanto il mondo sia interconnesso e di come i sapori possano essere testimoni di culture e tradizioni lontane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E tu, hai mai pensato alla storia che si nasconde dietro i tuoi frutti preferiti?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 30 Sep 2025 11:56:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-litchi-un-piccolo-tesoro-dal-sapore-esotico</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Venezia celebra l’eccellenza artigiana: al via la terza edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/venezia-celebra-leccellenza-artigiana-al-via-la-terza-edizione-del-salone-dellalto-artigianato-italiano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Venezia si prepara a tornare protagonista della scena culturale e manifatturiera italiana con l’apertura della terza edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, in programma da giovedì 2 ottobre alle ore 11:00 presso l’Arsenale.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000846243.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento ormai consolidato nel panorama nazionale, che vede riuniti oltre 160 maestri artigiani provenienti da tutta Italia, pronti a raccontare — attraverso le proprie creazioni — la ricchezza di un patrimonio fatto di gesti antichi, ma anche di sperimentazione, design e innovazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Salone si conferma così un appuntamento imperdibile per professionisti del settore, appassionati e curiosi, offrendo uno spazio di dialogo tra tradizione e futuro, tra cultura materiale e visione creativa. Un vero e proprio viaggio tra saperi e mestieri, che mette al centro l’eccellenza del “fare italiano”, inteso non solo come abilità tecnica, ma anche come espressione di identità, cultura e visione sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            «L’artigianato non è solo mestiere: è cultura, identità e futuro» – ha dichiarato il Sindaco di Venezia – «Venezia, con la sua storia e la sua vocazione internazionale, si conferma punto di riferimento per chi crede nel valore del saper fare».
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per quattro giorni, l’Arsenale diventerà un laboratorio vivo, un palcoscenico di bellezza e creatività dove il pubblico potrà assistere a dimostrazioni dal vivo, partecipare a talk tematici e immergersi in un patrimonio unico che continua a evolversi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’invito è rivolto a tutti: cittadini, turisti, professionisti e giovani. Perché sostenere l’artigianato significa credere in un’Italia che crea, conserva e innova.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Sindaco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 27 Sep 2025 07:06:55 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dott.ssa Roberta Leone: L’acqua l’ingrediente  più sottovalutato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dott-ssa-roberta-leone-lacqua-lingrediente-piu-sottovalutato</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000829781.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Ma lei beve?”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È una delle prime domande che pongo durante una visita a chi desidera intraprendere un percorso nutrizionale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E quasi sempre la risposta è la stessa: “Sì, bevo abbastanza…” oppure “Non tantissimo, ma compenso con altro…”In realtà, scavando un po’, emerge un dato comune: la maggior parte delle persone crede di bere a sufficienza ma non arriva nemmeno ad un litro di acqua al giorno e lo conferma un recente studio pubblicato su the lancet  che ha dimostrato che il 50 per cento della popolazione mondiale non apporta la corretta idratazione al proprio corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E gli effetti si vedono: stanchezza, difficoltà di concentrazione, pelle spenta, ritenzione idrica, digestione rallentata..
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’acqua è un elemento fondamentale per il nostro organismo: rappresenta oltre il 60% del peso corporeo e partecipa a tutte le funzioni vitali, dalla digestione alla circolazione, dalla termoregolazione fino al corretto funzionamento del cervello e dell’apparato scheletrico. Eppure, la trascuriamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bere in modo adeguato significa prendersi cura della propria salute a 360 gradi. L’acqua è il carburante silenzioso che ci accompagna in ogni gesto della giornata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche in cucina l’acqua gioca un ruolo nascosto ma fondamentale: nelle zuppe, nelle verdure fresche, nella frutta succosa che disseta al primo morso. Anguria, cetriolo, pomodoro, arancia: sono tutti piccoli “sorsi” che ci nutrono dall’interno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il fabbisogno varia da persona a persona,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i famosi 2 litri al giorno infatti sono indicativi (bisogna infatti considerare eta’ peso attività fisica e clima)ma un segnale semplice resta il colore delle urine: più è chiaro, più siamo idratati. E il segreto è distribuire l’acqua durante la giornata, senza aspettare la sete, che arriva quando siamo già in deficit.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Ecco qualche piccolo consiglio utile che do ai mie pazienti: iniziare la giornata sempre con un bicchiere di acqua a digiuno possibilmente con il limone, portare sempre dietro una borraccia, alternare acqua naturale con tisane senza zucchero, comprare bottigliette da mezzo litro e considerare che bisogna arrivare almeno a 3 durante la giornata meglio quattro . 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E per coloro che proprio non si ricordano? Anche  la tecnologia viene in aiuto: esistono delle app infatti che ti ricordano di bere…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            "Bere è un gesto piccolo, ma potentissimo. È il primo passo per stare meglio, migliorare l’efficacia di un percorso nutrizionale e, più in generale, prendersi cura di sé. Perché l’acqua non è solo una bevanda: è la nostra fonte di energia più semplice, economica e accessibile".
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Foto Web
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 09:11:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dott-ssa-roberta-leone-lacqua-lingrediente-piu-sottovalutato</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Alla Salumeria da Paolino, il sapore autentico della tradizione: oggi Torta della Nonna firmata Antonella</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alla-salumeria-da-paolino-il-sapore-autentico-della-tradizione-oggi-torta-della-nonna-firmata-antonella</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C'è un luogo dove il tempo sembra rallentare, dove i profumi della cucina di una volta riempiono l’aria e i prodotti del territorio raccontano storie di genuinità e passione. È la Salumeria da Paolino, un angolo di bontà che da anni celebra la tradizione gastronomica locale con amore e autenticità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Qui ogni giorno è un viaggio nei sapori della nostra terra, grazie a una selezione accurata di salumi, formaggi e prodotti tipici che parlano di qualità e artigianalità. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la Salumeria da Paolino è molto più di un punto vendita: è un piccolo tempio della cucina casareccia, dove ogni piatto nasce dalla memoria e dal cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare i fornelli c’è Antonella custode di ricette tramandate di generazione in generazione. Le sue preparazioni sono un omaggio alla semplicità e alla bontà delle cose fatte in casa, come una volta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Oggi protagonista: la Torta della Nonna
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i dolci più amati e richiesti, oggi spicca la regina delle merende e dei dessert familiari: la Torta della Nonna. Pasta frolla dorata, profumata di limone, un cuore cremoso di delicata crema pasticcera e una pioggia di pinoli e zucchero a velo. Un dolce che sa di casa, di infanzia, di domeniche in famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quella di Antonella non è una semplice torta: è una coccola autentica, preparata con ingredienti freschi e locali, secondo la ricetta che la nonna le ha insegnato con cura e che oggi continua a vivere, fetta dopo fetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ingredienti
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la pasta frolla:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g di farina 00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di burro freddo a pezzetti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          130 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 uovo intero + 1 tuorlo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scorza grattugiata di 1 limone non trattato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un pizzico di sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la crema al limone:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 ml di latte intero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 tuorli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          120 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          40 g di farina 00 (oppure 30 g di maizena per una crema più leggera)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scorza grattugiata di 1 limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Succo filtrato di mezzo limone (facoltativo, per un gusto più intenso)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per decorare:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          30 g di pinoli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero a velo q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Prepara la frolla
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In una ciotola (o nella planetaria), lavora il burro freddo con la farina fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungi lo zucchero, le uova, la scorza di limone e un pizzico di sale. Impasta velocemente fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigo per almeno 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Prepara la crema al limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scalda il latte con la scorza di limone (senza farlo bollire). In una ciotola a parte, monta i tuorli con lo zucchero, poi aggiungi la farina setacciata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versa il latte caldo a filo, mescolando bene. Riporta tutto sul fuoco e cuoci a fiamma dolce, mescolando, finché la crema si addensa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spegni il fuoco, aggiungi il succo di limone (se desideri), mescola bene e fai raffreddare con pellicola a contatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Assembla la torta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dividi la frolla in due parti. Stendi la base e rivesti una tortiera imburrata e infarinata (diametro 22-24 cm). Bucherella il fondo con una forchetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versa la crema ormai fredda, livella bene, poi copri con il secondo disco di frolla. Sigilla i bordi, spennella con poco latte o tuorlo, e cospargi con i pinoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Cottura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inforna in forno statico a 170°C per circa 40-45 minuti, finché la superficie sarà dorata e i pinoli ben tostati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lascia raffreddare completamente, poi spolvera con zucchero a velo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buon Appetito
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 26 Sep 2025 06:46:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/alla-salumeria-da-paolino-il-sapore-autentico-della-tradizione-oggi-torta-della-nonna-firmata-antonella</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000844275.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Paccheri con le vongole: quando la pasta Valdoro incontra il mare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/paccheri-con-le-vongole-quando-la-pasta-valdoro-incontra-il-mare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          L’eccellenza lucana che profuma di grano e Mediterraneo
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Immersa tra le maestose colline della Basilicata, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e la terra racconta storie antiche, nasce l’Azienda Agricola Pasta Valdoro: un’autentica ambasciatrice della tradizione cerealicola italiana
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Con oltre un secolo di esperienza nella coltivazione del grano duro, Valdoro rappresenta un modello virtuoso di filiera agricola controllata, dove ogni spiga è coltivata con amore, secondo i ritmi della natura e sotto il caldo abbraccio del sole mediterraneo.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Qui, la cultura del grano si fonde con l’innovazione agricola, dando vita a una semola di altissima qualità, ricca di profumi, sapori e sostanza.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Dalla terra alla tavola, la pasta Valdoro si distingue per la sua trafilatura al bronzo, che dona una superficie ruvida e porosa, perfetta per catturare sughi e condimenti, e per una essiccazione lenta a bassa temperatura, che preserva le qualità organolettiche del grano.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            La ricetta: Paccheri Valdoro con le Vongole
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un piatto semplice, ma capace di esprimere al meglio l’anima di due mondi: la terra e il mare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I paccheri Valdoro, corposi e avvolgenti, incontrano la delicatezza delle vongole veraci in una sinfonia di gusto tutta mediterranea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti (per 4 persone):
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          350g di paccheri Pasta Valdoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 kg di vongole veraci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 spicchi d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva (preferibilmente del Sud Italia)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ½ bicchiere di vino bianco secco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prezzemolo fresco tritato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale grosso per la spurgatura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peperoncino (facoltativo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spurgare le vongole
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lasciarle in acqua fredda salata per circa 2 ore, cambiando l’acqua un paio di volte per eliminare ogni traccia di sabbia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Preparare il condimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una padella larga, soffriggere l’aglio con un filo d’olio. Aggiungere le vongole, sfumare con il vino bianco e coprire. In pochi minuti, si apriranno rilasciando tutto il loro profumo marino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cuocere i paccheri Valdoro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In abbondante acqua salata, cuocere i paccheri al dente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La consistenza piena e la straordinaria tenuta in cottura della pasta Valdoro esaltano ogni forchettata, restituendo al palato la genuinità del grano lucano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Saltare e servire
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unire la pasta alle vongole, mescolare delicatamente per amalgamare sapori e profumi. Aggiungere prezzemolo fresco e, se gradito, un tocco di peperoncino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Un piatto che racconta una storia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Paccheri con le Vongole Valdoro non sono solo un primo piatto, ma un’esperienza sensoriale: raccontano di terre generose, di mani sapienti e di una passione agricola che si tramanda da generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pasta Valdoro è l’ingrediente che eleva anche la semplicità, regalando a ogni ricetta la forza di una tradizione autentica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56524; Pasta Valdoro: dove la terra si fa gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56798;️ La Gazzetta del Food – Settore Eccellenze Italiane
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 11:55:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/paccheri-con-le-vongole-quando-la-pasta-valdoro-incontra-il-mare</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il ristorante non è una famiglia. È un’azienda.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-ristorante-non-e-una-famiglia-e-unazienda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, è diventato comune sentire frasi come “Qui siamo una famiglia” nel mondo della ristorazione. L’intento è spesso positivo: trasmettere un senso di unità, appartenenza e collaborazione. Ma questa metafora, per quanto affettuosa, può diventare pericolosa se usata nel modo sbagliato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un ristorante non è una famiglia. È un’azienda. E va gestita come tale.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una famiglia, l’amore è incondizionato. In un’azienda, il rapporto è basato su accordi, rispetto professionale e obiettivi comuni. In una famiglia, si resta anche quando le cose vanno male. In un’azienda, se non ci sono le condizioni giuste, si cambia. È normale, ed è sano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché è importante fare chiarezza?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Usare la metafora della famiglia sul lavoro può generare aspettative irrealistiche:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aspettarsi disponibilità illimitata dai dipendenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Minimizzare il valore del contratto, degli orari, dei diritti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Confondere la gentilezza con l’obbligo di sacrificarsi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il rispetto, la collaborazione e la fiducia non richiedono finzioni emotive. Si possono costruire ambienti di lavoro sani, umani e sereni anche senza travestire l’azienda da famiglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lavorare bene insieme non significa essere una famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Significa essere un team, con regole chiare, obiettivi condivisi e rispetto reciproco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            E quando un ristorante funziona davvero come un’azienda ben organizzata, i risultati si vedono: personale motivato, clienti soddisfatti, meno stress e più qualità
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 05:59:14 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-ristorante-non-e-una-famiglia-e-unazienda</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/cucina-brigata-ruoli.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fichi frutti di stagione: Un'esplosione di gusto e benessere!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fichi-frutti-di-stagione-un-esplosione-di-gusto-e-benessere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estate sta lentamente cedendo il passo all’autunno, ma tra i frutti di stagione che possiamo ancora gustare, ci sono i fichi, un vero e proprio tesoro della natura. Dolce, succoso e ricco di proprietà benefiche, questo frutto è perfetto per concludere l’estate in bellezza. Non solo soddisfa il nostro palato con la sua dolcezza naturale, ma ci offre anche una serie di vantaggi per la salute. Scopriamo insieme i benefici dei fichi e come utilizzarli in una ricetta semplice e deliziosa!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I Benefici dei Fichi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I fichi sono una fonte eccellente di fibre, vitamine (come la vitamina A, C e K) e minerali (potassio, calcio, magnesio). Sono anche ricchi di antiossidanti, che aiutano a combattere i danni dei radicali liberi, rallentando così il processo di invecchiamento e riducendo il rischio di malattie croniche. Inoltre, le fibre presenti nei fichi supportano la digestione e favoriscono il transito intestinale, rendendoli ideali per chi cerca di mantenere un benessere digestivo ottimale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma non è tutto! I fichi sono anche un ottimo alleato per la salute del cuore, grazie alla presenza di potassio, che aiuta a regolare la pressione sanguigna, e di antiossidanti che possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           CROSTATA DI FICHI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti p
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           er la pasta frolla:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g di farina 00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 g di burro freddo a pezzetti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          120 g di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 uovo intero + 1 tuorlo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 pizzico di sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scorza grattugiata di 1 limone (facoltativa)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per il ripieno:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300–350 g di fichi freschi (maturi ma sodi)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          oppure 250 g di confettura di fichi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio di miele (facoltativo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mandorle a lamelle o tritate (opzionale)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero di canna per la superficie (facoltativo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Preparazione:
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Prepara la pasta frolla
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una ciotola (o su una spianatoia), mescola la farina con lo zucchero e un pizzico di sale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungi il burro freddo e lavora con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unisci l’uovo, il tuorlo e la scorza di limone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavora rapidamente fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Avvolgi nella pellicola e fai riposare in frigo per almeno 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Prepara il ripieno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se usi fichi freschi: lavali, asciugali e tagliali a metà o a fette.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se usi la confettura: mescolala con un cucchiaio di miele per un gusto più intenso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puoi anche usare entrambi: uno strato di confettura sotto, e fichi freschi sopra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Assembla la crostata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendi la frolla su una spianatoia leggermente infarinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rivesti uno stampo da crostata (22–24 cm) imburrato e infarinato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bucherella la base con una forchetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versa la confettura (se usata) e distribuisci sopra i fichi a raggiera o a piacere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cospargi con mandorle e un po’ di zucchero di canna, se vuoi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Cuoci
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In forno statico a 180°C per circa 35–40 minuti, fino a doratura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lascia raffreddare completamente prima di servire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57213; Consigli:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crostata è ottima a temperatura ambiente, anche il giorno dopo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puoi aggiungere un filo di miele o una pallina di gelato alla vaniglia per un tocco in più.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se ti piace, aggiungi qualche goccia di rum o cannella nella confettura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 24 Sep 2025 18:49:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/fichi-frutti-di-stagione-un-esplosione-di-gusto-e-benessere</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sapori d’autunno: Le ricette stagionali da portare in tavola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sapori-dautunno-le-ricette-stagionali-da-portare-in-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Con l’arrivo dell’autunno, la natura cambia volto e anche la cucina si veste di nuovi colori, profumi e sapori. Le temperature più fresche invitano a preparare piatti caldi, avvolgenti, capaci di riscaldare non solo il corpo, ma anche l’anima.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’autunno è la stagione dei frutti del bosco, delle castagne, della zucca, dei funghi, delle mele, delle pere e della frutta secca. Ingredienti che diventano protagonisti di ricette tradizionali, ma anche di nuove creazioni culinarie che sanno unire gusto e stagionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli ingredienti simbolo dell’autunno troviamo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucca: versatile, dolce e cremosa, perfetta per vellutate, risotti, gnocchi e anche dolci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Funghi: porcini, chiodini e champignon arricchiscono primi piatti, contorni e ripieni con il loro profumo intenso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Castagne: da gustare arrostite o trasformare in farine e creme per preparazioni dolci e salate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mele e pere: ideali per torte, crostate, composte ma anche per secondi piatti in agrodolce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frutta secca: noci, nocciole, mandorle e pinoli danno croccantezza e sapore a insalate, pani, pesti e dolci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Idee di ricette autunnali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’autunno è il momento perfetto per tornare ai fornelli e sperimentare. Ecco alcune idee di piatti stagionali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vellutata di zucca con crostini di pane integrale e rosmarino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Risotto ai funghi porcini mantecato al parmigiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gnocchi di castagne con burro e salvia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arrosto di maiale alle mele con salsa al vino rosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Torta di mele della nonna con cannella e pinoli
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Crostata di pere e cioccolato fondente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pane alle noci e farina integrale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché scegliere ricette di stagione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cucinare con ingredienti di stagione non è solo una scelta etica e sostenibile, ma anche un modo per valorizzare i sapori autentici, ridurre l’impatto ambientale e risparmiare. I prodotti autunnali sono ricchi di nutrienti, vitamine e minerali utili per affrontare i primi freddi e rafforzare il sistema immunitario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’autunno è una stagione generosa e stimolante per chi ama cucinare. Porta con sé il desiderio di rallentare, ritrovare il piacere della tavola e condividere momenti di convivialità. Che si tratti di una cena in famiglia o di un pranzo domenicale, le ricette autunnali sanno sempre creare atmosfere calde e accoglienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Preparate gli ingredienti, accendete i fornelli e lasciatevi ispirare dai colori e dai profumi dell’autunno.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 16:31:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sapori-dautunno-le-ricette-stagionali-da-portare-in-tavola</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sale grosso o sale fino? Il vero motivo per cui la pasta 'vuole' solo il primo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sale-grosso-o-sale-fino-il-vero-motivo-per-cui-la-pasta-vuole-solo-il-primo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni volta che prepariamo la pasta, compiamo un gesto quasi automatico: buttiamo una manciata di sale grosso nell’acqua bollente. Ma perché proprio il sale grosso? È solo una tradizione tramandata, o c’è una motivazione più concreta?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Non è solo questione di abitudine
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il sale grosso è da sempre il protagonista della cottura della pasta nella cucina italiana. Ma non è solo un fatto culturale: ci sono buone ragioni pratiche e anche un pizzico di scienza dietro questa scelta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Struttura e tempi di scioglimento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La differenza principale tra sale grosso e sale fino è la dimensione dei cristalli. Chimicamente sono identici (entrambi cloruro di sodio), ma si comportano in modo diverso nell’acqua bollente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il sale grosso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Si scioglie più lentamente, quindi è più adatto alla cottura in grandi quantità d’acqua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • È più facile da dosare: una manciata ti dà un controllo più intuitivo rispetto ai cucchiaini di sale fino, che si scioglie subito e può rendere più facile esagerare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • È più economico e spesso venduto in confezioni più grandi, ideali per chi cucina spesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E se usassi il sale fino?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puoi usare anche il sale fino, e il risultato finale sarà comunque una pasta salata al punto giusto… se dosi bene. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Ma è proprio lì la difficoltà: il sale fino si scioglie subito e si rischia facilmente di metterne troppo. Inoltre, se buttato nell’acqua bollente senza mescolare, può finire sul fondo della pentola e danneggiarla nel tempo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Usiamo il sale grosso per praticità, controllo e tradizione, non perché il sale fino sia sbagliato. È un’abitudine che ha radici nella cucina quotidiana, ma che continua a essere utile anche oggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prossima volta che lo prendi a manciate, saprai che c’è una buona ragione dietro quel gesto che sembra così semplice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 15:16:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sicurezza alimentare: come conservare correttamente i prodotti e prevenire la contaminazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sicurezza-alimentare-come-conservare-correttamente-i-prodotti-e-prevenire-la-contaminazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel settore della ristorazione e della preparazione alimentare, il rispetto delle norme igienico-sanitarie rappresenta un elemento imprescindibile per garantire la sicurezza del consumatore finale. Una delle principali problematiche che si riscontrano all’interno delle cucine professionali è il rischio di contaminazione crociata, ovvero il trasferimento di agenti patogeni da un alimento contaminato a un altro tramite utensili, superfici o mani non adeguatamente sanificate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco una panoramica delle buone pratiche essenziali per una corretta gestione degli alimenti e degli strumenti, con l’obiettivo di prevenire rischi igienici e mantenere elevati standard di sicurezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Taglieri: distinzione e manutenzione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I taglieri sono strumenti ad alto rischio di contaminazione, poiché vengono spesso a contatto diretto con alimenti crudi. È fondamentale utilizzare taglieri distinti per tipologie di alimenti, preferibilmente identificati da colori differenti (ad esempio, rosso per carne cruda, verde per verdure, blu per pesce), al fine di evitare sovrapposizioni dannose.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pulizia deve essere accurata e costante. Dopo ogni utilizzo, i taglieri devono essere lavati con detergenti professionali e sanificati, anche mediante l’uso di lavastoviglie industriali a temperature elevate. Inoltre, è buona norma sostituire periodicamente i taglieri usurati o danneggiati, in particolare quelli in plastica che possono sviluppare fessurazioni dove i batteri si annidano facilmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coltelli e utensili da cucina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche i coltelli e gli utensili da cucina (pinze, spatole, mestoli) possono diventare veicoli di contaminazione se non gestiti correttamente. Ogni strumento deve essere pulito e disinfettato dopo ogni utilizzo e non deve mai entrare in contatto con superfici sporche o contaminate. Gli utensili devono essere conservati in ambienti puliti, preferibilmente in contenitori chiusi o su supporti dedicati, evitando appoggi casuali su piani di lavoro non sanificati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Superfici di lavoro: sanificazione costante
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le superfici di lavoro devono essere sanificate con regolarità durante tutte le fasi operative. La pulizia va effettuata prima, durante e dopo ogni servizio, utilizzando prodotti igienizzanti certificati per uso alimentare. È necessario rimuovere immediatamente ogni residuo organico e mantenere i piani di lavoro asciutti, poiché l’umidità favorisce la proliferazione microbica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ispezioni periodiche delle superfici permettono inoltre di individuare eventuali crepe o usure che potrebbero compromettere l’igiene e richiedere interventi di manutenzione o sostituzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conservazione degli alimenti: ordine e controllo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La conservazione corretta degli alimenti è un altro pilastro della sicurezza alimentare. Tutti i prodotti devono essere riposti in contenitori chiusi, puliti e opportunamente etichettati, con l’indicazione della data di preparazione o scadenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È essenziale rispettare le temperature di conservazione raccomandate: tra 0°C e 4°C per i prodotti freschi, e a -18°C per quelli surgelati. Gli alimenti crudi devono essere sempre tenuti separati da quelli cotti per evitare contaminazioni incrociate, così come quelli di origine animale da quelli vegetali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Igiene delle mani e del personale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, l’igiene personale del personale addetto alla preparazione è una condizione fondamentale. Le mani devono essere lavate con cura prima di ogni attività, dopo ogni cambio di operazione, e ogni volta che si viene a contatto con materiali potenzialmente contaminanti. L’uso dei guanti monouso deve essere gestito in maniera corretta: non rappresentano un sostituto del lavaggio delle mani, ma un’ulteriore barriera protettiva da cambiare frequentemente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sicurezza alimentare non può essere improvvisata. Ogni fase del processo, dalla conservazione alla preparazione, richiede attenzione, formazione e responsabilità. Solo attraverso l’adozione di procedure rigorose e standardizzate, supportate da una cultura della prevenzione, è possibile tutelare la salute dei clienti e valorizzare la professionalità degli operatori del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Investire in igiene e sicurezza significa proteggere non solo i consumatori, ma anche la reputazione e il futuro della propria attività.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 12:53:20 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La vera pasta alle vongole: Tradizione, tecnica e sapore secondo lo Chef Gregori Nalon</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-vera-pasta-alle-vongole-tradizione-tecnica-e-sapore-secondo-lo-chef-gregori-nalon</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra le grandi eccellenze della cucina italiana, la pasta alle vongole occupa un posto d'onore. Semplice solo in apparenza, questo piatto racchiude una combinazione perfetta di sapori marini, tecnica e rispetto della materia prima. Una preparazione che richiede precisione, sensibilità e conoscenza, perché ogni dettaglio – dal tipo di pasta alla qualità delle vongole, fino all’emulsione finale – fa la differenza tra un piatto qualunque e un grande classico della tradizione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             1. La scelta delle vongole: cuore del piatto.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il primo ingrediente a cui prestare massima attenzione sono, ovviamente, le vongole. Le più adatte? Le vongole veraci, freschissime e di origine certificata. Prima dell’utilizzo, è fondamentale spurgarle per eliminare ogni traccia di sabbia: basta lasciarle in acqua salata (simile all’acqua di mare) per almeno 2 ore, cambiando l’acqua una o due volte.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Nota tecnica: non tutte le vongole sono uguali. Quelle di piccola taglia cuociono più rapidamente ma rilasciano meno liquido; quelle più grandi, se ben selezionate, regalano un sugo più ricco e aromatico.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            2. Pasta: lunga o corta?
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Assolutamente lunga: che siano spaghetti quadrati, spaghetti classici, linguine ecc. l’importante che il formato sia pasta lunga, trafilata e con grani certificati Italiani.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La cottura dev’essere al dente: sarà l’ultimo minuto in padella con il sugo di vongole a completare la magia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            3. Il soffritto: semplicità e attenzione
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’olio extravergine di oliva è la base. A questo si aggiungono fettine sottili di aglio aromatico perché sprigionano meglio i profumi rispetto all’aglio in camicia o schiacciato.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Opzionale il peperoncino, naturalmente delicato e fresco se possibile (non deve essere aggressivo) e un trito di prezzemolo fresco. L’obiettivo non è sovrastare il sapore del mollusco, ma esaltarlo e rendere il tutto omogeneo e ben amalgamato.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Qui la magia: nella padella spenta, mettere l’olio, l’aglio, il peperoncino e mezzo bicchiere di vino bianco secco. Accendere a fiamma molto bassa e cominciare la “bollitura” dell’aglio, del peperoncino. Quando il vino si asciuga, entra in azione l’olio extravergine che in pochi secondi da una rosolatura lieve all’aglio e il peperoncino.  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            4
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             . Apertura delle vongole: tecnica fondamentale
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A questo punto si mettono le vongole si aprono a fuoco vivo, coperte con coperchio e se necessita poca acqua di cottura della pasta. Una volta aperte, si spegna, si scolano (tenendo il sugo che andrà in padella).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
             
            &#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             5. Mantecatura: il segreto dell’emulsione perfetta
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una volta scolata la pasta molto al dente, si trasferisce direttamente in padella con il liquido delle vongole e un filo d’olio extravergine a crudo. Si manteca a fuoco medio, muovendo la padella per creare un’emulsione cremosa, senza l’aggiunta di panna, burro, farine, amidi ecc. ecc. o altri leganti. L’amido rilasciato dalla pasta farà il suo lavoro naturale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Solo alla fine, si aggiungono le vongole già aperte a fuoco spento e il prezzemolo fresco tritato finemente
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            6. Formaggio? No grazie! Forse.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un principio cardine della cucina di mare italiana è il no al formaggio con i frutti di mare. In questo caso, è fondamentale: il Parmigiano o il Pecorino coprirebbero completamente l’equilibrio delicato tra l’olio, l’aglio e il sapore iodato delle vongole, ma attenzione che un bilanciamento sapiente dona al piatto delicatezza e armonia nel palato, basta non dirlo a nessuno perché qualche marinaio a suo tempo lo usava anche se la tradizione diceva il contrario
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            7. Servizio: eleganza senza fronzoli
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La pasta alle vongole va servita subito, calda, nel suo piatto più semplice. Un filo d’olio extravergine a crudo, una spolverata di pepe nero fresco (opzionale), e nulla più. L’eleganza del piatto sta nella sua essenzialità.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vera pasta alle vongole è un omaggio al mare, alla tecnica e alla tradizione. Non ha bisogno di reinterpretazioni forzate né di stravolgimenti: il suo segreto è la precisione e il rispetto degli ingredienti. È un piatto che racconta la cucina italiana nella sua forma più pura: povera negli ingredienti, ma ricchissima nel gusto e nella storia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Come Cooking Strategist, credo che ogni piatto debba essere il frutto di un pensiero consapevole: conoscere la tecnica, scegliere la qualità, e poi lasciar parlare la materia prima.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 17:43:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Fashion and Food: emozioni da indossare ed emozioni da assaporare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fashion-and-food-emozioni-da-indossare-ed-emozioni-da-assaporare</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Moda e cibo sono da sempre due mondi affascinanti, profondamente connessi, che raccontano storie di cultura, stile, creatività ed emozione.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000837924.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrambi influenzano il nostro modo di vivere, di esprimerci e, sempre più spesso, di prenderci cura del pianeta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Già Luigi XIV, detto Re Sole, comprese l'importanza di questo connubio. Alla sua corte, l’opulenza non si manifestava solo negli abiti sontuosi, ricchi di merletti, diamanti e accessori teatrali, ma anche nei banchetti regali: vere e proprie opere d’arte culinarie, abbondanti, raffinate e scenografiche. Non a caso, fu proprio lui a portare per primo la cioccolata in Europa, considerandola un lusso riservato all’élite.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli anni ’30, il legame tra moda, arte e cibo si rafforza ulteriormente. Un esempio emblematico è la collaborazione tra Schiaparelli e Salvador Dalí, da cui nacque il celebre "abito aragosta": un vestito elegante, surrealista, decorato con un’aragosta dipinta, simbolo  di un’epoca audace e sperimentale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da allora, molti stilisti hanno continuato a giocare con il tema del cibo nelle loro collezioni. Basti pensare a Moschino, Dolce &amp;amp; Gabbana o Dior, che spesso portano in passerella riferimenti gastronomici, trasformando frutta, verdura e piatti iconici in elementi decorativi. In una delle sfilate di Dolce &amp;amp; Gabbana, ad esempio, spiccavano abiti ispirati agli spaghetti, agli agrumi siciliani e ad altri simboli culinari del Mediterraneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma tra le connessioni più interessanti tra fashion e food c’è quella legata alla sostenibilità. Diverse aziende italiane, negli ultimi anni, hanno dato vita a progetti innovativi che trasformano gli scarti alimentari in materiali per l’abbigliamento e il design. Un esempio di ciò arriva dalla Sicilia, dove dagli scarti delle arance si ricava un tessuto ecosostenibile. Allo stesso modo, dalle vinacce dell’uva si ottiene una "pelle" vegetale, così come dai funghi o dal mais nascono alternative naturali alla pelle animale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come risultato abbiamo sneaker bio 100% italiane, accessori fashion e persino biancheria intima realizzati con materiali derivati da mele, cocco, ananas, fondi di caffè e persino bucce di banana. Fibre nuove, innovative, biodegradabili, che non solo riducono gli sprechi alimentari, ma promuovono un’economia circolare sempre più necessaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, moda e cibo possono diventare alleati potenti nella sfida per un futuro più sostenibile. Scegliere capi e alimenti con consapevolezza, prestando attenzione alla provenienza, ai materiali e ai processi produttivi, significa compiere un gesto d’amore verso sé stessi e verso il pianeta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perché, in fondo, non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche ciò che indossiamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 14:08:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>OR1GINI FEST, dal 25 al 28 settembre guest internazionali, musica e spettacoli per il primo compleanno del cocktail bar di Melfi</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Buon primo compleanno ORIGINI! Dal 25 al 28 settembre ci saranno ben 4 giorni dedicati a mixology, ospiti speciali e ottimo cibo.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ORIGINI+new.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I primi 365 giorni di vita del cocktail bar pensato e realizzato dalla mente e dalle braccia del bartender Paolino Nigro, portano una ventata di aria fresca nella città di Melfi, in provincia di Potenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Ogni storia ha un capitolo uno. OR1GINI segna il primo traguardo del nostro viaggio. Comunica il primo anno di attività, con un’identità forte e visivamente stilizzata. Perché ogni passo avanti inizia da un passo indietro, a quando è cominciato il nostro percorso. È il festival, la festa di Origini, ma anche quella dei suoi clienti affezionati. Un mix di musica, drink speciali, ospiti d’eccezione e food ricercato. Vivere Origini in versione “Fest” è una sorpresa per ringraziare chi ci ha accompagnato fin dall’inizio e accogliere chi si unirà al nostro viaggio.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Si inizia giovedì 25 settembre con i bartender Luisa Polverino e Cristiano Barabba della Bartender’s Bar Accademy Salerno con il live dei Crostah ed uno spettacolo circense.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Venerdì 26 settembre toccherà ai bartender Antonio Lecciso del Prohibition di Lecce, Francesco Di Gioia del Contrabar di Bisceglie e a Stefano Leo del “Tonico” di 
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Galatina a miscelare drink alla bar station. La serata sarà accompagnata musicalmente dal djset di Antonello Croce con lo special guest di Felice Alvino.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sabato 27 settembre, invece, sarà il momento del bartender Stefano Iamparelli di DOC di Pescara a realizzare drink. Il djset di Andrea Megamix farà da sfondo alla serata con un’interessante esibizione di kickboxing da parte di Luigi Rosa della “Pro Fighting Team Rosa”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Domenica 28 settembre, infine, alla bar station ci saranno Alessandro Mannoni e Francesco Cimaglia del “La Zanzara” di Roma. Gli chef de “La Villa” di Melfi si occuperanno della proposta food, musica live de la “Jasi Band” mentre Domenico Salluce si esibirà in uno spettacolo di ventriloquo e magia con “Magic and Puppet show”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           “Origini Fest è un festival di quattro giorni studiato e pensato per premiare i clienti che in questo primo anno ci hanno dato fiducia. Abbiamo studiato delle serate di intrattenimento con guest da tutta Italia per offrire un’offerta diversa a chi ci verrà a salutare in quei giorni. Tanto intrattenimento musicale, tanti gadget in omaggio e la presenza delle aziende partner di Origini, come Tanqueray Ten, Casamigos, Martini e Amaro Lucano su tutte, che hanno preso a cuore il progetto dall’inizio e ci hanno sostenuto in questo evento bellissimo. Non vediamo l’ora di accogliere i nostri ospiti e clienti in questi quattro giorni, certi di vivere con allegria e spensieratezza l’evento” ha dichiarato entusiasta Paolino Nigro.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Una sfida ambiziosa quella di Paolino Nigro che ha voluto portare nella sua città, Melfi, nuova offerta food e drink con un vero e proprio ritorno alle Origini. Il giovane barman Paolino Nigro, dopo una lunga esperienza vissuta nei più famosi cocktail bar italiani e internazionali, è tornato nella sua città per aprire un nuovo spazio dedicato al buon bere e alla sperimentazione.
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    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Unire storia e innovazione è il concept intorno a cui ruota Origini - Esperienza Liquida. Ad ispirare la prima drink e food list era stato l'imperatore Federico II di Svevia. Guidati da un simpatico cavaliere ebbro, mascotte del locale, ci si immerge nella vita del Castello, scrigno che custodisce uno degli iconici drink “Castelli in aria” con Zacapa, castagna, frutto tipico della zona del Vulture, mandorle e limone. La seconda drink list di Origini, ancora tutt’oggi presente in carta, è stata invece OriginLand, ispirata ai cartoni animati che dagli anni ’80 ai 2000 hanno caratterizzato l’infanzia e l’adolescenza di tutti noi.
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    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           L'atmosfera di Origini segue sì il leitmotiv federiciano, ma è anche estremamente rilassata, grazie ad un'accoglienza vivace, fresca ed amicale da parte della giovane
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            squadra di professionisti under 30. Un team di cui va molto fiero Paolino, che conferma come "Origini è per me e i miei colleghi uno spazio in cui esprimere la nostra passione. Dove cultura, modernità e divertimento si mescolano perfettamente come in un cocktail ben riuscito. Dopo molte esperienze, tra cui una importante dietro il bancone del Sips di Barcellona (al primo posto nella classifica “The World’s 50 Best Bars 2023”) ho scelto di ritornare nella mia Basilicata per offrire ai nostri clienti un nuovo modo di vivere l'esperienza della miscelazione".
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Un progetto giovane e ambizioso a cui Paolino Nigro stava già lavorando da qualche anno, che ha visto la luce alla fine dell'estate. Uno spazio, all'ombra del Monte Vulture, che ha voglia di regalare momenti di relax, accompagnati da ottimi cocktail e in compagnia dello scintillante cavaliere, a cui, come promette il fondatore, non manca mai bicchiere.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:39:47 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Chef al femminile: La cucina d’autore non è più solo affare da uomini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-al-femminile-la-cucina-dautore-non-e-piu-solo-affare-da-uomini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nonostante il talento e la passione, le donne nella ristorazione d’eccellenza restano spesso in secondo piano. Ma qualcosa sta cambiando, e la rivoluzione parte dalle cucine.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per decenni, l’alta cucina è stata raccontata quasi esclusivamente al maschile. Grandi nomi, premi internazionali, copertine di riviste e stelle Michelin: un universo che ha troppo spesso dimenticato, o messo in secondo piano, le donne. Ma dietro i fornelli di molti dei migliori ristoranti del mondo ci sono anche loro: competenti, creative, determinate. Pronte a riscrivere le regole di una tradizione che oggi ha bisogno di rinnovarsi nel segno dell'inclusione e della parità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Basta scorrere l’elenco dei ristoranti stellati o dei vincitori dei premi più prestigiosi per accorgersi di quanto sia ancora esigua la presenza femminile. E non si tratta certo di una questione di talento: nelle cucine professionali le donne sono numerose, ma difficilmente riescono a emergere nei ruoli apicali. La questione non è solo culturale, ma anche strutturale: orari massacranti, difficoltà nel conciliare vita personale e carriera, stereotipi di genere ancora radicati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eppure, il panorama sta lentamente cambiando. Chef come Cristina Bowerman, con il suo approccio multidisciplinare e internazionale, o Martina Caruso, che ha conquistato la stella Michelin a soli 27 anni, sono esempi di una nuova generazione di professioniste che portano in cucina visione, tecnica e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Donne che scelgono di rimanere nei propri territori, come Valeria Piccini a Montemerano, o che decidono di portare il gusto italiano nel mondo, come Nadia Santini, ambasciatrice dell’eccellenza gastronomica tricolore. Ognuna con una propria storia, ma tutte unite dalla stessa determinazione: affermarsi non “nonostante” siano donne, ma proprio perché lo sono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cambiamento non può arrivare solo dal talento individuale: servono politiche attive, percorsi formativi inclusivi, mentorship, e soprattutto un cambio di mentalità nelle brigate di cucina. La leadership femminile non può più essere vista come un’eccezione, ma come una delle tante forme di eccellenza professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Allo stesso modo, anche la comunicazione gastronomica deve evolvere: è tempo di superare la narrazione che vede le donne solo come custodi della tradizione o madri amorevoli ai fornelli. Le chef di oggi sono manager, imprenditrici, formatrici. E meritano lo stesso spazio mediatico e istituzionale riservato ai colleghi uomini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’alta ristorazione, se vuole continuare a essere innovativa e rappresentativa, deve sapersi aprire a tutte le voci. In un’epoca in cui la sostenibilità, l’etica del lavoro e l’inclusione sono (giustamente) temi centrali, anche la cucina deve fare la sua parte. E riconoscere il valore, unico e insostituibile, delle donne chef.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta di una battaglia di genere, ma di qualità. Perché il talento non ha sesso, ma ha bisogno di essere visto, ascoltato e valorizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A cura della Redazione – La Gazzetta del Food
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 22 Sep 2025 10:24:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Latte crudo e formaggi artigianali: Slow Food rilancia l’urgenza di educare il consumatore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/latte-crudo-e-formaggi-artigianali-slow-food-rilancia-lurgenza-di-educare-il-consumatore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il latte crudo torna al centro del dibattito agroalimentare grazie all’intervento di Slow Food, che sottolinea la necessità di una maggiore educazione del pubblico sui benefici, le peculiarità e le garanzie di sicurezza dei formaggi prodotti con questo metodo tradizionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante un incontro promosso in occasione della Giornata Europea del Patrimonio Agroalimentare, l’associazione ha ribadito quanto sia fondamentale tutelare le produzioni artigianali legate al territorio, promuovendo al contempo una corretta informazione su tecniche di lavorazione, rischi e qualità organolettiche. "Il latte crudo è un patrimonio vivente che racconta storie di pascoli, biodiversità e saperi antichi — ha dichiarato un portavoce di Slow Food — ma senza un’adeguata cultura alimentare, rischia di essere frainteso o penalizzato."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appello di Slow Food si inserisce in un contesto normativo ancora frammentato, dove la valorizzazione dei prodotti locali fatica a imporsi su una narrazione che predilige l’omologazione industriale a scapito della diversità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 21 Sep 2025 10:02:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/latte-crudo-e-formaggi-artigianali-slow-food-rilancia-lurgenza-di-educare-il-consumatore</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Grassano agricoltura motore di sviluppo economico e sociale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-grassano-agricoltura-motore-di-sviluppo-economico-e-sociale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Cooperativa La Mimosa ha inaugurato un nuovo centro concludendo un progetto in favore delle persone più vulnerabili grazie a un bando del Gal Start 2020
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Agricoltura sociale volano per la Basilicata rurale è il tema del convegno che si è tenuto ieri nel centro storico di Grassano per presentare la conclusione di un progetto di inclusione sociale che si avvale del settore agricolo e sollecitare il territorio nella programmazione di nuove azioni per proseguire su questa scia. .
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Capofila la cooperativa sociale La Mimosa, che insieme ad altri partner grazie ha risposto al bando promosso dal GAL Start 2020. Gli investimenti immateriali hanno permesso rendere fruibile il vecchio lamione di proprietà della cooperativa anche alle persone con disabilità e di attrezzarlo per le attività in favore di persone vulnerabile e farne diventare un centro di riferimento. La cooperazione agricola, permette di unire le forze, superare la frammentazione e superare le sfide del mercato con maggiore competitività è stato a più voci sottolineato. Dopo i saluti del sindaco di Grassano Filippo Luberto e di Grottole Angelo De Vito è intervenuto il presidente dell’Oprol Paolo Colonna che ha parlato dell’importanza di fare rete per mettere insieme risorse e conoscenze per l’innovazione dei processi di valorizzazione delle eccellenze locali, ha poi portando all’attenzione della platea consolidate esperienze. “Anche la Cia ha detto il presidente di Oprol si avvale di una associazione di sviluppo e di solidarietà per l’agricoltura sociale che sta diventando una leva strategica per il benessere delle nostre comunità. Ognuno deve fare la propria parte nei processi di aggregazione, le imprese agricole si stanno impegnando, Oprol segue con attenzione tutti gli areali e la salvaguardia delle specie autocnone lucane è un obiettivo che si sta fortemente portando avanti, l’anno scorso sono state messe a dimora 40mila piante di olivo”. Francesco Ritrovato presidente della Cooperativa La Mimosa ha ripercorso le fasi del progetto, dei soggetti fruitori.  “Oggi abbiamo un presidio importante- un hub che ci permette di connettere aziende agricole con le nostre comunità. Agri Lamione continuerà perché utilizzeremo ogni risorsa per dare gamba a ogni inziativa rivolta alle persone più fragili, la comunità ha risposto, siamo un gruppo consolidato”.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il presidente del Gal Start 2020 Angelo Zizzamia spiegato le opportunità delle azioni Leader sia per le aziende agricole che puntano sulla multifunzionalità che per i soggetti fragili. L’agricoltura sociale capace di generare un impatto positivo e duraturo sul territorio. Alle conclusioni l’Autorità di Gestione del Programma di Sviluppo rurale della Regione Basilicata Rocco Vittorio Restaino che ha sottolineato l’importanza dei Gal, come organismi intermedi nella gestione dei fondi europei tra Regione e aree vaste, con funzioni innovative e di frontiera. Agri Lamione un esempio virtuoso di agricoltura sociale espresso spontaneamente in questo territorio dove l’organismo di riferimento è il Gal Start 2020ce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 21 Sep 2025 09:42:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Salumeria da Paolino: il cuore autentico della Lucania con un tocco di Sardegna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/salumeria-da-paolino-il-cuore-autentico-della-lucania-con-un-tocco-di-sardegna</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           VALLO DELLA LUCANIA (SA) – In Piazza Vittorio Emanuele II, al civico 18, c’è un luogo che profuma di storia, tradizione e amore per i sapori veri. È la Salumeria da Paolino, una bottega che non è solo punto vendita, ma custode di un’eredità familiare che resiste al tempo e si rinnova ogni giorno con passione.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidarla oggi è Antonella Paolino, erede di una tradizione che affonda le radici nella cultura lucana più autentica. Cresciuta tra forme di caciocavallo, conserve fatte in casa e prosciutti stagionati lentamente, Antonella ha fatto della Salumeria da Paolino un punto di riferimento per chi cerca qualità, genuinità e accoglienza casereccia.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma la vera magia di questo luogo sta nell’armonia perfetta tra radici e innovazione, tra Lucania e Sardegna. Merito anche di Antonio, presenza fissa accanto ad Antonella, che ha portato con sé l’essenza dell’isola: dagli gnocchetti sardi preparati secondo la ricetta tradizionale, ai formaggi intensi, passando per i dolci tipici sardi che incuriosiscono e conquistano i clienti affezionati.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una salumeria, una casa, una storia
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entrare nella Salumeria da Paolino è come fare un salto in una cucina di campagna: i profumi sono quelli della cucina casareccia, con prodotti che parlano di terra, mani sapienti e stagioni rispettate. Sugli scaffali e nel banco, selezioni di salumi locali, formaggi a latte crudo, pane cotto a legna, conserve artigianali e una scelta curata di specialità che raccontano il Cilento, la Lucania e la Sardegna come un viaggio sensoriale tra culture sorelle del Mediterraneo.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una parte fondamentale di questa storia è il papà di Antonella, l’indimenticabile “Paolino”, che nonostante l’età è ancora presente, ogni tanto, in salumeria. Il suo volto è quello della memoria, della sapienza tramandata e dell’identità che non si dimentica. È lui ad aver piantato il primo seme di questo progetto, quando una salumeria era più che un negozio: era un centro di relazioni, di fiducia e di comunità.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dove la qualità non è moda, ma valore quotidiano
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La forza della Salumeria da Paolino sta nella scelta accurata dei fornitori, nella valorizzazione delle produzioni locali e nell’attenzione a ogni cliente. Ogni prodotto è raccontato, spiegato, consigliato. Non esiste vendita senza relazione, e questo è ciò che ha permesso alla bottega di resistere alle logiche della grande distribuzione, mantenendo intatto il proprio carattere.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi, Antonella e Antonio rappresentano una nuova generazione di artigiani del gusto, capaci di unire mondi diversi ma affini. Lucania e Sardegna si incontrano in piatti semplici ma profondi, che sanno di casa e viaggi lontani.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un invito al gusto (e al cuore)
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se vi trovate a Vallo della Lucania, una tappa alla Salumeria da Paolino è d’obbligo. Non solo per acquistare prodotti unici, ma per vivere un’esperienza di sapori, volti e racconti. Qui ogni assaggio è un frammento di identità, ogni sorriso dietro il bancone è una storia che continua.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salumeria da Paolino
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piazza Vittorio Emanuele II, 18
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          84078 Vallo della Lucania (SA)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi cerca l’anima del Sud, con un pizzico d’isola nel cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 19 Sep 2025 16:42:28 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Il successo di "Cooking Around": Quattro giorni di magia a Cicciano</title>
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&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cicciano,  Quattro giorni di pura magia culinaria hanno trasformato viale dei Pini a Cicciano in un palcoscenico di sapori, creatività e convivialità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dall'11 al 14 settembre, l'evento "Cooking Around" ha catturato l'attenzione del pubblico, offrendo un'esperienza gastronomica senza precedenti e celebrando in particolare lo street food di altissimo livello. È stata un'occasione unica per scoprire e riscoprire la passione per il cibo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fin dal primo giorno, l'atmosfera era elettrica, con profumi avvolgenti e melodie vivaci che hanno creato un'ambientazione irresistibile. Il cuore pulsante dell'evento è stata una spettacolare cucina mobile, dove talentuosi chef si sono alternati per mostrare le loro abilità e condividere segreti culinari. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Cooking Around" non è stato solo uno show cooking, ma una vera e propria celebrazione della cultura gastronomica. Il pubblico ha assistito a esibizioni mozzafiato, dove gli chef hanno trasformato semplici ingredienti in capolavori artistici. Ogni assaggio era un racconto, un viaggio in una terra lontana o un ricordo d'infanzia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il successo di "Cooking Around" non sarebbe stato possibile senza il supporto di partner di grande calibro. La presenza di brand come MSC Crociere, Coca-Cola, Ceres e Ferrarelle ha elevato la manifestazione, garantendo un'offerta di alta qualità e una visibilità straordinaria. Una sinergia perfetta, dove ogni brand ha contribuito a creare un'esperienza indimenticabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al di là dei sapori e degli odori, l'evento ha creato un'atmosfera di comunità e condivisione. "Cooking Around" ha riunito persone di ogni età e provenienza, accomunate dalla stessa passione per il buon cibo. Famiglie, amici e sconosciuti si sono seduti insieme, hanno sorriso e condiviso storie. È stato un potente promemoria di come il cibo possa unire le persone, abbattendo barriere e creando legami.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Cooking Around" ha pensato anche ai più piccoli. La domenica mattina del 14 settembre, l'evento ha aperto le porte ai bambini con la "Cooking Class Experience". Sotto la scrivente, ideatrice e regista di questo segmento mattutino, in collaborazione con la Gazzetta del Fo
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           od con l'editrice Maria Giovanna Labruna, l'atmosfera era di totale inclusione: bambini disabili e non si sono trasformati in "piccoli chef all'opera". 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Insieme a chef di alto profilo, capitanati dallo chef Gregori Nalon e con il supporto prezioso delle associazioni di volontariato e dell'animazione, hanno imparato a impastare e creare, rendendo al contempo un omaggio speciale a Gragnano, la celebre città della pasta. Questo segmento ha aggiunto un'ulteriore dimensione, dimostrando che la cucina è un'arte accessibile a tutti e che la passione può nascere fin da piccoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Cooking Around" non è stato solo un evento straordinario, ma un vero e proprio volano per il territorio. Ha dato un valore inestimabile alla città di Cicciano che, da ben cinque anni, è diventata celebre e riconoscibile a livello nazionale e non solo, proprio grazie a questa manifestazione di altissimo profilo. E tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'eccezionale lavoro dell'Associazione Vittoria, un'organizzazione impeccabile che ha agito con lungimiranza e passione, promuovendo l'evento con un anno di anticipo. Inoltre, ogni sera, il "Cooking Around" ha offerto un concerto gratuito, trasformando l'esperienza gastronomica in una vera e propria festa per tutti i partecipanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora, dopo aver celebrato un successo incredibile, non resta che attendere il prossimo anno. Ma c'è una novità ancora più entusiasmante: il "Cooking Around" espatria. L'evento porterà il suo gusto e la sua passione oltre i confini nazionali. La storia continua, e sarà ancora più bella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 19 Sep 2025 11:03:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un’esperienza gastronomica esclusiva a Roma: a bordo del Gregory’s Boat lo chef Francesco Gotti celebra il rombo Prodemar</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/unesperienza-gastronomica-esclusiva-a-roma-a-bordo-del-gregorys-boat-lo-chef-francesco-gotti-celebra-il-rombo-prodemar</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 22 settembre 2025, nel cuore di Roma, si terrà un evento culinario d’eccezione a bordo del Gregory’s Boat, storica imbarcazione ormeggiata lungo il Tevere, in Lungotevere Arnaldo da Brescia. Una mattinata all’insegna dell’alta cucina e della sostenibilità, guidata da uno dei più autorevoli protagonisti del panorama gastronomico italiano: lo chef Francesco Gotti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento sarà dedicato alla valorizzazione del rombo Prodemar, prodotto d’eccellenza che ha conquistato per il terzo anno consecutivo il Superior Taste Award, prestigioso riconoscimento internazionale conferito dall’International Taste Institute di Bruxelles.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la giornata, lo chef Gotti condurrà una dimostrazione tecnica volta a mostrare le potenzialità culinarie del rombo in chiave contemporanea. Attraverso un percorso didattico e sensoriale, i partecipanti avranno modo di approfondire tecniche di preparazione, abbinamenti e modalità di presentazione capaci di esaltare le qualità organolettiche di questa specie ittica allevata secondo principi di sostenibilità e responsabilità ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si rivolge a chef, operatori del settore food, ristoratori e appassionati di cucina che desiderano arricchire la propria offerta gastronomica con un ingrediente versatile, raffinato e certificato per la sua qualità superiore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta della location non è casuale: il Gregory’s Boat, con la sua atmosfera suggestiva e il fascino del Tevere, offrirà un contesto ideale per un’esperienza che unisce sapere, sapore e bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dettagli dell’evento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Data: 22 settembre 2025
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Orario: dalle 9:30 alle 14:00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luogo: Gregory’s Boat – Lungotevere Arnaldo da Brescia, Roma
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso è su invito o previa registrazione. Per maggiori informazioni è possibile contattare l’organizzazione dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 15:18:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Impasti d'Irpinia: ad Avellino Scalo la prima masterclass tra gusto e tradizione con Guglielmo Capaldo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/impasti-d-irpinia-ad-avellino-scalo-la-prima-masterclass-tra-gusto-e-tradizione-con-guglielmo-capaldo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ad Avellino Scalo ha preso ufficialmente il via l’Irpinia Mood Lab, un nuovo format esperienziale che unisce territorio, cultura gastronomica e convivialità. Il debutto è avvenuto con una serata speciale dedicata all’arte della panificazione, in compagnia del baker professionista Guglielmo Capaldo, protagonista della masterclass “Soft &amp;amp; Crunch”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000829884.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evento ha visto un’entusiasta partecipazione di appassionati e curiosi che, guidati dall’esperienza e dalla passione di Capaldo, hanno potuto scoprire i segreti della pizza in pala e della focaccia genovese. La masterclass si è trasformata in un vero e proprio laboratorio del gusto, dove ogni partecipante ha potuto mettere le mani in pasta, sperimentando tecniche e consistenze, tra farina, impasti e risate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un momento di condivisione autentica, in cui il cibo è diventato veicolo di scoperta, apprendimento e socialità. Al termine del laboratorio, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di degustare le proprie creazioni, celebrando il valore del "fare insieme" in un’atmosfera accogliente e informale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Irpinia Mood Lab si conferma così un progetto innovativo che mira a valorizzare le eccellenze del territorio attraverso esperienze formative e coinvolgenti, capaci di creare connessioni vere tra persone, sapori e tradizioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Un sentito ringraziamento va a tutti i partecipanti che hanno reso possibile questa prima serata, dando il via a un percorso fatto di passione, manualità e scoperta -
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          scrivono in una nota su facebook gli organizzatori
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 14:42:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/impasti-d-irpinia-ad-avellino-scalo-la-prima-masterclass-tra-gusto-e-tradizione-con-guglielmo-capaldo</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Rocco Gerundino: la cucina del benessere tra tradizione, tecnica e territorio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-rocco-gerundino-la-cucina-del-benessere-tra-tradizione-tecnica-e-territorio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Fagottino ripieno di faraona nostrana, mela cotogna e limone IGP di Rocca Imperiale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000829666.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La passione per la cucina può nascere in tanti modi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per lo chef Rocco Gerundino, è nata tra le mura di una sala ricevimenti, seguendo da vicino il lavoro della madre presso il ristorante Miramare di Roseto Capo Spulico, suo paese natale. Aveva solo dodici anni quando ha cominciato a osservare, apprendere e mettere le mani in pasta, letteralmente, tutti i fine settimana. Un'esperienza che, protratta per tre anni, ha gettato le basi di una carriera solida e in costante evoluzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A sedici anni inizia a lavorare in altre cucine, accumulando esperienze concrete. A diciotto si iscrive all’istituto alberghiero, dove consegue il diploma, alternando gli studi con la pratica, lavorando durante le stagioni estive e nei banchetti presso strutture come il Castello di Amendolara, diversi villaggi turistici e servizi catering.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo il diploma, si trasferisce al Nord Italia, dove approfondisce il mestiere come chef di partita sul Lago di Garda, a Limone sul Garda. Ma è nel 2010/2011 che arriva il primo vero incarico da chef di cucina, al Miramare Palace Hotel di Trebisacce. Un'esperienza determinante che segna l’inizio di una visione più personale e matura della cucina. Qui, grazie a un team affiatato e a una proposta gastronomica innovativa, la struttura ottiene importanti riconoscimenti, così come lo stesso chef.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In seguito, Gerundino decide di spostarsi all’estero, dove affina ulteriormente le tecniche e approfondisce concetti fondamentali come l’equilibrio nutrizionale e la cucina funzionale. Scopre l’importanza di non sovraccaricare i piatti, evitando ad esempio l’abbinamento di più amidi in un’unica portata, favorendo piatti naturali e leggeri. Un’impostazione che lo segna profondamente e che diventerà la base della sua filosofia culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi è alla guida della cucina del Casale 700, una struttura rinomata e moderna in Calabria, dove ha dato vita a un progetto ambizioso: portare avanti una cucina del benessere. Una cucina che fa sentire bene, che non appesantisce, ma che emoziona attraverso il rispetto della materia prima, la stagionalità, la spontaneità degli ingredienti e l’equilibrio tra gusto e salute. In questo contesto, l’obiettivo non è soltanto “nutrire” ma anche educare il palato e favorire uno stile di vita più consapevole, attraverso piatti costruiti con cura, qualità e identità territoriale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Casale 700 ha visto una crescita costante e un entusiasmo crescente da parte degli ospiti, sempre più sensibili a un approccio gastronomico sostenibile e salutare. “Siamo ciò che mangiamo” – afferma spesso lo chef – ed è con questa consapevolezza che ogni piatto viene pensato e realizzato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In merito al recente caso di botulino che ha colpito la Calabria, Gerundino interviene con parole ferme ma rispettose:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "La Calabria è una terra ricca di grandi professionisti, non può essere rappresentata da errori così gravi. Nel 2025 non è accettabile morire per mancanza di conoscenza o di attenzione. Mi stringo alla famiglia colpita, ma spero vivamente che si approfitti di questo momento per investire in una formazione più approfondita, anche in collaborazione con enti ospedalieri e professionisti del settore. La sicurezza alimentare è parte integrante della qualità in cucina.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel frattempo, la missione del Casale 700 continua: offrire una cucina autentica, di qualità rara, realizzata con ingredienti semplici, locali, genuini e trattati con rispetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A seguire, una ricetta che rappresenta al meglio la sua filosofia e il suo legame con il territorio.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Fagottino ripieno di faraona nostrana, mela cotogna e limone IGP di Rocca Imperiale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Servito su coulis di pomodorino giallo e croccante di peperoni cruschi
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti per la sfoglia all’uovo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 1 kg di semola rimacinata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 50 g di farina 0
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 6 uova da 50 g
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 20 g di acqua
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Disporre la farina su un piano di lavoro, formare una fontana e inserire al centro le uova e il sale. Iniziare a mescolare con le mani fino a quando le uova avranno incorporato la farina. Se l’impasto risulta troppo duro, aggiungere i 20 grammi d’acqua. Lavorare per circa 20 minuti fino a ottenere un impasto liscio, asciutto e omogeneo. Coprire con un canovaccio umido o pellicola e lasciare riposare per 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti per il ripieno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 300 g di petto di faraona
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 patate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 2 peperoni cruschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 250 g di pomodorini gialli (cotti al forno e frullati)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 1 limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 3 o 4 mele (sbucciate e tagliate a cubetti)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Timo q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • 60 g di olio extravergine di oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Vino rosso per sfumare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una casseruola, versare l’olio e aggiungere l’aglio, facendolo imbiondire. Tagliare la faraona a cubetti e farla rosolare bene, poi sfumare con vino rosso. Aggiungere patate, mele, succo e scorza di limone, sale e timo. Coprire con acqua e lasciar cuocere per circa 3-4 ore, fino a ottenere un composto morbido e ben amalgamato. Frullare il tutto con un mixer a immersione fino a ottenere una consistenza asciutta, corposa e omogenea. Lasciar raffreddare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Composizione dei fagottini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stendere la pasta con la sfogliatrice fino a uno spessore di circa 1 mm. Tagliare dei quadrati con un coppa pasta. Spennellare i bordi con uovo sbattuto. Posizionare al centro una piccola quantità di ripieno con l’aiuto di un cucchiaino o sac à poche. Chiudere il fagottino portando verso il centro i quattro angoli, sigillandoli bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cottura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I fagottini possono essere cotti al vapore oppure in acqua bollente salata per pochi minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presentazione del piatto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Servire i fagottini su una base di coulis di pomodorino giallo (oppure crema di zucca, a piacere).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Completare il piatto con una spolverata di peperoni cruschi sbriciolati e qualche foglia di basilico fresco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa ricetta è l’espressione della cucina di Rocco Gerundino: attenta, radicata, consapevole. Una cucina capace di unire memoria e modernità, tecnica e rispetto del territorio, con l’obiettivo di far sentire ogni ospite non solo soddisfatto, ma anche in equilibrio con ciò che mangia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Una cucina che non si limita a essere buona, ma che vuole fare bene.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 13:08:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-rocco-gerundino-la-cucina-del-benessere-tra-tradizione-tecnica-e-territorio</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000829633.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“PUPILLO PURA PIZZA ”ARRIVA A LATINA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pupillo-pura-pizza-arriva-a-latina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dal 19 settembre nel cuore del capoluogo pontino: la pizza leggera, digeribile e il simbolo della tradizione reinterpretato nella Falia di Pupillo
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000829196.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pupillo Pura Pizza arriva a Latina. Dal 19 settembre alle ore 19, in via Cesare Battisti 30, la citt àpotr àaccogliere una pizzeria che ha fatto della leggerezza dell’impasto, della qualit àdelle materie prime e del legame con il territorio la propria firma. Dopo Priverno e Frosinone, il brand approda nel cuore del capoluogo pontino portando con sé una filosofia che intreccia gusto, identit àe tradizione. Il cuore del prodotto è ’limpasto in stile napoletano, frutto di anni di studio sulle farine e sulla gestione del tempo, mentre i condimenti raccontano il territorio: i broccoletti di Priverno, la mozzarella di bufala pontina’l ,olio di Itri, le olive di Gaetai , carciofi di Sezze e il prosciutto di Bassiano, accanto a eccellenze italiane provenienti da altre regioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emblema di questa filosofia è laFalia di Pupillo, una specialit àche affonda le sue radici in un antico pane di Priverno e che la pizzeria ha reinterpretato trasformandola in un simbolo della propria identità. Questa versione moderna della Falia mantiene il legame con la tradizione, rispettando forma e sapori originari, ma viene arricchita con ingredienti selezionati e abbinamenti creativi che ne esaltano la leggerezza e la digeribilità. A Latina, la Falia di Pupillo sar àdisponibile con diverse farciture, pensate per offrire un’esperienza gastronomica che unisce storia e innovazione in ogni boccone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo locale si sviluppa su più piani all’interno di un edificio storico, ristrutturato con un progetto firmato dagli architetti Sara Marchetti e Chiara Scimia per conto del Consorzio Sviluppo Sostenibile. Il design valorizza la memoria del palazzo e la unisce a un linguaggio moderno, fatto di giochi di luce e linee essenziali, creando un ambiente accogliente e armonioso in cui la pizza resta la vera protagonista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Nata nel 2017 a Priverno, Pupillo Pura Pizza è il frutto di un percorso condiviso costruito passo dopo passo da molte persone, anche con il pizzaiolo Luca Mastracci che nel corso degli anni ha proseguito la sua esperienza in maniera indipendente e al quale voglio augurare le migliori fortune”, sottolinea il gestore del locale Mauro Reali che continua a portare avanti la filosofia originaria. “Continuiamo a puntare sulla nostra tradizione –proseguono dal team –per questo Pupillo continua ad essere “Pura Pizza”: un impasto scioglievole, leggero e digeribile condito con prodotti autentici e senza fronzoli, perché la magia della pizza resti alla portata di tutti”, una visione che guida ogni scelta, dall’impasto agli ingredienti, fino alla cura di ogni dettaglio in pizzeria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli anni Pupillo ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi –dai Tre Spicchi del Gambero Rosso alle classifiche di 50 Top Pizza in Italia e nel mondo, fino al premio “Forno Verde ”per la sostenibilit – àtraguardi che hanno rafforzato un progetto nato da un’amicizia e cresciuto come esperienza collettiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il nostro obiettivo –conclude Mauro Reali – è raccontare le eccellenze della 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nostra terra attraverso la pizza, il piatto che più di ogni altro rappresenta l’italianità”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Sep 2025 08:36:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pupillo-pura-pizza-arriva-a-latina</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>La Regina dell’Autunno torna a Valle di Maddaloni: Tradizione, Gusto e Storia nella XXXI Festa della Mela Annurca</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-regina-dellautunno-torna-a-valle-di-maddaloni-tradizione-gusto-e-storia-nella-xxxi-festa-della-mela-annurca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore dell’autunno campano, tra i profumi della campagna e l’atmosfera suggestiva di un borgo che si anima di vita, Valle di Maddaloni si prepara ad accogliere la trentunesima edizione della sua storica Festa della Mela Annurca. L’evento si svolgerà nei fine settimana del 17, 18, 19 e 24, 25, 26 ottobre 2025, trasformando il paese in un vero e proprio palcoscenico all’aperto dedicato alla tradizione, ai sapori e alla cultura locale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa manifestazione non è soltanto una celebrazione agricola, ma un’esperienza immersiva che coinvolge visitatori di tutte le età in un percorso di riscoperta delle eccellenze del territorio. Protagonista indiscussa sarà la Mela Annurca, riconosciuta a livello nazionale come uno dei frutti simbolo della Campania, apprezzata per il suo gusto unico e per le sue antiche origini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel centro storico, stand enogastronomici offriranno specialità a base di mela annurca declinata in molteplici varianti: marmellate artigianali, dolci della tradizione, conserve, succhi e piatti tipici preparati secondo ricette tramandate da generazioni. Accanto a questi sapori, i visitatori potranno gustare minestre rustiche, pan cotto, fagioli, nfrennole e carne alla brace, il tutto accompagnato da vini locali e olio extravergine d’oliva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non mancheranno gli artigiani con le loro creazioni fatte a mano, spettacoli musicali, artisti di strada, esposizioni e itinerari culturali. Ogni angolo del borgo sarà animato, offrendo un’esperienza completa che unisce convivialità, folklore e scoperta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli eventi di punta, domenica 19 ottobre si terrà la decima edizione del Raduno Nazionale di Auto e Moto d’Epoca, con veicoli provenienti da tutta Italia. Un appuntamento che unisce passione motoristica e memoria storica, attirando collezionisti e curiosi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la festa sarà possibile partecipare anche a visite guidate all’Acquedotto Carolino, capolavoro di ingegneria idraulica voluto da Carlo di Borbone e progettato da Luigi Vanvitelli, oggi patrimonio UNESCO. Altro punto d’interesse saranno i melai, luoghi simbolici della lavorazione e maturazione della mela annurca, testimonianza vivente del legame tra agricoltura e cultura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A testimoniare il valore dell’evento, la Pro Loco “Valle”, organizzatrice della manifestazione con il patrocinio di numerose istituzioni, ha ricevuto nel 2024 il Marchio di Qualità “Sagra di Eccellenza”, riconoscimento nazionale conferito dal Senato della Repubblica Italiana, che premia la qualità organizzativa, la valorizzazione del territorio e la tutela delle tradizioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Festa della Mela Annurca non è solo un appuntamento gastronomico, ma un’occasione per immergersi in un patrimonio vivo fatto di storie, sapori e saperi, unendo passato e presente in un contesto accogliente e autentico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:57:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Un inno per la cucina italiana: Albano e Mogol sostengono la candidatura Unesco con 'Vai Italia'"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/un-inno-per-la-cucina-italiana-albano-e-mogol-sostengono-la-candidatura-unesco-con-vai-italia</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ROMA — Sarà una canzone a rappresentare simbolicamente la candidatura della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco. Il brano, intitolato Vai Italia, è firmato dal paroliere Mogol, musicato da Oscar Prudente e interpretato da Albano Carrisi. A impreziosire la registrazione, anche le voci di cinquanta bambini dei cori di Caivano (Napoli) e dell’Antoniano di Bologna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La canzone sarà presentata ufficialmente domenica 21 settembre durante la prima puntata della nuova stagione di Domenica In, condotta da Mara Venier. L’iniziativa è promossa dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Agricoltura, con la collaborazione dell’Antoniano, e si inserisce all’interno di una più ampia campagna di valorizzazione del patrimonio gastronomico nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella stessa giornata, in tutta Italia si celebrerà il pranzo della domenica, con grandi tavolate allestite nelle piazze, da Nord a Sud, per rendere omaggio alla tradizione culinaria e rafforzare il sostegno popolare alla candidatura. L’obiettivo è coinvolgere cittadini, istituzioni e comunità locali in un evento corale che sottolinei l'importanza sociale, culturale ed economica della cucina italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La candidatura, attualmente all’esame dell’Unesco, sarà discussa ufficialmente a dicembre a Nuova Delhi. L’Italia punta così a ottenere un riconoscimento che valorizzi non solo i piatti e le ricette, ma anche i riti, i saperi e la trasmissione orale che accompagnano la cucina tradizionale, spesso legata alla famiglia, al territorio e alla stagionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il coinvolgimento di Albano, artista legato alla terra e al mondo enogastronomico, e di Mogol, autore di alcune tra le pagine più importanti della canzone italiana, conferisce all’iniziativa una forte valenza simbolica. Vai Italia nasce proprio con l’intento di raccontare, attraverso la musica, l’identità profonda del Paese: una melodia corale che accompagna l’Italia verso un traguardo culturale di rilevanza mondiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:50:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Cooking Around Fest 2025" – Quattro Giornate di Gusto, Emozione e Condivisione a Cicciano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-around-fest-2025-quattro-giornate-di-gusto-emozione-e-condivisione-a-cicciano</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000828088.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cicciano (NA), settembre 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          – Si è concluso con un vero e proprio boom di presenze il
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cooking Around Fest 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , la rassegna gastronomica che dall’11 al 14 settembre ha trasformato Viale dei Pini in un palcoscenico a cielo aperto dedicato ai sapori, alla cultura culinaria, alla musica e alla solidarietà. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Oltre 1.200 partecipanti,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          tra famiglie, appassionati e professionisti, hanno animato un evento che ha saputo fondere tradizione gastronomica, spettacolo e valori civili in un’esperienza collettiva straordinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’11 settembre ha inaugurato il festival con una serata concerto gratuito di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Enzo Avitabile &amp;amp; I Bottari,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           presentato da
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Giovanni De Filippis.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 12 settembre un emozionante live show di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Andrea Sannino,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           che ha regalato al pubblico un’esibizione intensa e coinvolgente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 13 settembre Live Music
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 14 settembre, giornata conclusiva, è stata interamente dedicata ai più piccoli con l’evento
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Piccoli Chef,  con il Cooking Class Experience – Cooking Around.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una mattinata da ricordare tra pasta, passione e solidarietà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mattina del 14 settembre ha visto protagonisti i bambini dai 5 anni in su, impegnati nella preparazione della pasta fatta a mano sotto la guida di una squadra di chef professionisti. Il laboratorio ha unito divertimento, educazione alimentare e condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ospite d’onore dell’iniziativa, lo chef Gregori Nalon,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          nome di spicco della cucina italiana e fondatore de La Gazzetta del Food, ha guidato i piccoli chef con competenza e passione, sottolineando il valore del cucinare insieme come gesto di comunità e identità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “Cucinare insieme, soprattutto con i bambini, significa costruire memoria, identità e legami. È da qui che nasce tutto”, ha dichiarato Nalon.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare il format,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la food blogger Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ideatrice della Cooking Class Experience, realizzata in collaborazione con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Gazzetta del Food, rappresentata dalla sua editrice Maria Giovanna L
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          abruna. Una sinergia vincente che ha garantito contenuti di qualità e una regia organizzativa impeccabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una brigata d’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto a Nalon, hanno preso parte ai laboratori:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Max Costa (I Fornelli di Max), Emanuele Cuomo (Manu Food), Valerio La Rosa (Chef in Cravatta), Rosario Balzano, Arturo Fusco, Antonio Sorrentino e Gaetano Zelante. Fondamentale il supporto dell’Associazione Cuochi di Benevento e del Pastificio Somma, partner tecnico dell’evento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Durante il festival è stata messa in palio una crociera MSC, simbolo di un evento che punta a premiare la partecipazione e il coinvolgimento della comunità. L’iniziativa era stata annunciata nella conferenza stampa del 23 giugno a bordo della MSC World Europa, alla presenza dell’onorevole Francesco Iovino, del sindaco Giuseppe Caccavale e dell’assessore Raffaele Acierno.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Testimonial della pizza napoletana: Enrico Porzio e Franco Pepe
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Due grandi nomi della pizza napoletana hanno impreziosito la manifestazione: Enrico Porzio, testimonial ufficiale del festival, e Franco Pepe, che ha raccontato la sua visione della pizza come simbolo di inclusività, cultura e dialogo sociale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un evento che guarda al futuro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cooking Around Fest 2025 non è stato solo un evento gastronomico, ma un vero progetto culturale che ha saputo coniugare gusto, inclusione, sostenibilità e innovazione. Valori come la green economy, la valorizzazione delle eccellenze locali e la partecipazione attiva della comunità sono stati il filo conduttore di un’iniziativa che guarda al futuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il bilancio finale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           conclusione delle quattro giornate, soddisfazione unanime da parte dell’amministrazione comunale, dell’assessore Raffaele Acierno e del sindaco Giuseppe Caccavale, che hanno sottolineato il valore del festival per la promozione del territorio e la coesione sociale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quattro giorni di sapori, emozioni e sorrisi, che hanno lasciato il segno nei piatti… ma soprattutto nei cuori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 12:11:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-around-fest-2025-quattro-giornate-di-gusto-emozione-e-condivisione-a-cicciano</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fiera del Soco 2025, boom di presenze in attesa del gran finale: successo per food, Medioevo e spettacolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fiera-del-soco-2025-boom-di-presenze-in-attesa-del-gran-finale-successo-per-food-medioevo-e-spettacolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         GRISIGNANO DI ZOCCO (VI) – 17 settembre 2025
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si avvia verso la giornata conclusiva l’Antica Fiera del Soco, la manifestazione più attesa dell’autunno veneto, che anche quest’anno ha registrato un vero e proprio boom di presenze. Con oltre 650 stand e dieci chilometri di esposizione, la fiera si conferma come uno degli eventi popolari più radicati e vivaci dell’intero Nord Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una tradizione che unisce: food, storia e spettacolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fin dai primi giorni, la fiera ha saputo conquistare famiglie, appassionati e curiosi con un’offerta ricchissima che ha spaziato dalla tradizione gastronomica veneta – con le immancabili trippe, folpetti, grigliate e dolci locali – fino alle rievocazioni medievali, tra le più apprezzate del 2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, ha riscosso enorme successo il villaggio medievale allestito nella zona est della fiera: figuranti in costumi d’epoca, tiro con l’arco storico, sfilate in abiti antichi, animali da cortile e da lavoro, e bancarelle dedicate alla vendita artigianale di candele, oggetti in legno e ceramica. Un vero tuffo nel passato, pensato per affascinare adulti e bambini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’attesa che cresce per il 18 settembre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mentre ci si avvicina alla giornata di chiusura del 18 settembre, l’afflusso continua costante, complice anche il meteo favorevole e l’ottima organizzazione logistica. La nuova area bimbi è stata accolta con entusiasmo, portando un’ondata di famiglie e rendendo ancora più inclusiva l’offerta del Soco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da segnalare anche il successo del SocoVillage, cuore pulsante dell’intrattenimento con concerti, spettacoli e performance live, nonostante la cancellazione del tradizionale ballo liscio, sostituito da eventi più moderni e coinvolgenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Appuntamento a domani per il gran finale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Fiera del Soco si prepara quindi a vivere la sua ultima giornata con attese alle stelle. Chi non ha ancora partecipato ha tempo fino al 18 settembre per immergersi in questa festa popolare che continua, anno dopo anno, a fondere storia, gusto, commercio e comunità in un evento unico nel suo genere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56524; Info e programma completo: vicenzatoday.it – Fiera del Soco 2025
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 17 Sep 2025 11:35:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/fiera-del-soco-2025-boom-di-presenze-in-attesa-del-gran-finale-successo-per-food-medioevo-e-spettacolo</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Soffia il vento del dialogo alla 88ª Fiera del Levante: ponti di pace e musica tra culture e mercati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/soffia-il-vento-del-dialogo-alla-88-fiera-del-levante-ponti-di-pace-e-musica-tra-culture-e-mercati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storica Campionaria Internazionale di Bari è già entrata nel vivo: tra eventi, spettacoli e incontri, l’edizione 2025 celebra gli scambi come motore di connessioni globali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bari, 16 settembre 2025 – Ha preso ufficialmente il via il 13 settembre la 88ª edizione della Fiera del Levante, che quest’anno si presenta con un messaggio potente e attuale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Soffia a Levante. La pace costruisce ponti, il commercio li attraversa”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un tema che riflette l’anima più profonda della manifestazione: essere crocevia di culture, imprese, persone e idee, in un momento storico che richiede più che mai dialogo, cooperazione e scambio internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Fiera, in programma fino al 21 settembre, ha già registrato un’importante affluenza nei primi giorni, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi del Sud Italia, non solo per l’economia, ma anche per lo spettacolo, la cultura e l’innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un calendario che unisce business, cultura e spettacolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’area espositiva, aperta tutti i giorni dalle 10:30 alle 20:30 (sabato 13 dalle 12:00), ospita aziende, istituzioni e progetti provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo. Ma è con gli eventi serali che la Fiera accende i riflettori su un programma artistico di grande richiamo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i nomi già saliti sul palco:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cristiano Malgioglio, ospite speciale del Cantatour con Renato Ciardo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emanuela Aureli e Alessandro Greco protagonisti della serata “Che sera in Fiera”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il surreale e ironico Fake Concert, con sosia di grandi artisti italiani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La serata dedicata al jazz e alla comicità barese con i Bari Blues Brothers
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In arrivo nei prossimi giorni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mercoledì 17: Fiera di Farvi Ridere, con i volti noti della comicità pugliese
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovedì 18: la notte dance con Albertino e Fargetta per la M2O Night
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Venerdì 19: il live dei Coma Cose
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sabato 20: concerto con due icone della musica italiana, Ivana Spagna e Alexia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Domenica 21: gran finale con i 25 anni di Mudù insieme a Uccio De Santis
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dialogo e riflessione: il cuore dei convegni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parallelamente, un ricco programma di convegni e incontri tematici accompagna la Fiera, offrendo momenti di approfondimento sui grandi temi dell’economia, dell’ambiente, della tecnologia e della cooperazione internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli appuntamenti in programma:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Focus su innovazione e startup
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Incontri sulle nuove rotte commerciali nel Mediterraneo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Tavole rotonde su pace, sostenibilità e inclusione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          (Programma completo disponibile sul sito ufficiale della Fiera)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’edizione simbolo di connessione e rinascita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo attraversato da conflitti, instabilità e cambiamenti rapidi, la Fiera del Levante 2025 si propone come spazio di riconciliazione e visione, in cui il commercio diventa ponte tra popoli e la cultura uno strumento per abbattere le distanze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’occasione per scoprire il volto internazionale di Bari, che ancora una volta si conferma capitale dell’incontro tra Est e Ovest, tra Nord e Sud, tra passato e futuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Info utili
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56525; Bari, Quartiere Fieristico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56517; Fino al 21 settembre 2025
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56658; Orari: 10.30 – 20.30 | Eventi serali fino alle 24.00
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55356;&amp;#57104; www.fieradellevante.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 15:46:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/soffia-il-vento-del-dialogo-alla-88-fiera-del-levante-ponti-di-pace-e-musica-tra-culture-e-mercati</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Musile di Piave arriva il Festival della Carbonara: tre giorni dedicati ai sapori della cucina romana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-musile-di-piave-arriva-il-festival-della-carbonara-tre-giorni-dedicati-ai-sapori-della-cucina-romana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Dal 19 al 21 settembre 2025, in Piazza XVIII Giugno
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Musile di Piave si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell’autunno: il Festival della Carbonara – Cucine Romane, in programma da venerdì 19 a domenica 21 settembre. Organizzato da Tipico Eventi, il format promette un viaggio culinario nel cuore della tradizione romana, con piatti iconici, prodotti tipici e l’atmosfera inconfondibile della Capitale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonista indiscussa sarà ovviamente la carbonara, declinata nelle sue varianti più classiche e in reinterpretazioni creative, ma non mancheranno altre specialità romane: dalla amatriciana alla cacio e pepe, dai saltimbocca alla romana ai carciofi alla giudia, il tutto accompagnato da vini laziali e birre artigianali selezionate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La centralissima Piazza XVIII Giugno si trasformerà per l’occasione in un grande villaggio del gusto, tra stand enogastronomici, aree conviviali e allestimenti ispirati ai quartieri storici di Roma. Oltre al cibo, il programma prevede anche intrattenimento musicale, spettacoli per famiglie e animazione per bambini, per un fine settimana all’insegna della buona tavola e del divertimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, ad ingresso gratuito, si inserisce nella programmazione autunnale di Tipico Eventi, da anni attiva nella valorizzazione delle cucine regionali italiane attraverso format itineranti che uniscono gusto, qualità e accessibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Informazioni utili
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Date: 19, 20 e 21 settembre 2025
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luogo: Piazza XVIII Giugno, Musile di Piave (VE)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingresso: gratuito
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Orari indicativi: dalle 11.00 alle 24.00 (venerdì dalle 18.00)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 15:37:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-musile-di-piave-arriva-il-festival-della-carbonara-tre-giorni-dedicati-ai-sapori-della-cucina-romana</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1517219140_f055c0757a72a3a48b267d0878cf5344e3a3f6b1-1517074283.webp">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Antonio Costagliola è il nuovo Dallagiovanna Pastry Ambassador 2026–2027</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/antonio-costagliola-e-il-nuovo-dallagiovanna-pastry-ambassador-20262027</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Trionfa nella finale della Pastry Bit Competition con un panettone al cioccolato realizzato con lievito madre vivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gragnano Trebbiense (PC), 16 settembre 2025 – Si è conclusa con successo la finale della seconda edizione della Pastry Bit Competition, svoltasi presso la sede di Molino Dallagiovanna in occasione della tradizionale Festa dei Granai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A conquistare il titolo di Dallagiovanna Pastry Ambassador 2026–2027 è stato Antonio Costagliola, giovane pasticcere di Bacoli (NA), che ha saputo distinguersi grazie alla realizzazione di un panettone al cioccolato con lievito madre vivo, senza l’utilizzo di creme siringate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prova finale ha rappresentato una sfida tecnica e interpretativa di altissimo livello, richiedendo ai partecipanti competenze avanzate nella gestione degli impasti, equilibrio gustativo e rispetto delle regole della lievitazione naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I finalisti in gara erano nove, selezionati da tutta Italia attraverso un lungo percorso iniziato nei mesi precedenti con tappe regionali. Il concorso ha messo in luce il talento emergente nella pasticceria italiana, offrendo una vetrina di rilievo a professionisti capaci di innovare senza tradire le radici dell’arte bianca.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, ospitato da Molino Dallagiovanna, conferma il ruolo centrale dell’azienda nella valorizzazione della cultura gastronomica e nella promozione di una pasticceria d’eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questo riconoscimento, Antonio Costagliola rappresenterà Molino Dallagiovanna come Pastry Ambassador per il biennio 2026–2027, promuovendo i valori di qualità, ricerca e passione che contraddistinguono il brand.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 15:33:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/antonio-costagliola-e-il-nuovo-dallagiovanna-pastry-ambassador-20262027</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL VILLAGGIO COLDIRETTI A BARI OGGI 16/9 LA PUGLIA IN UN LIBRO TRA SAPORI, PAESAGGI E CULTURA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-villaggio-coldiretti-a-bari-oggi-16-9-la-puglia-in-un-libro-tra-sapori-paesaggi-e-cultura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Alla Fiera del Levante, alle ore 18,00
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche nell’estate 2025 il cibo si è confermato protagonista assoluto della spesa turistica, con un terzo del budget delle vacanze che è stato destinato alla tavola, superando perfino i costi per l’alloggio, spinto dal desiderio di convivialità e divertimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo scenario, il Villaggio Coldiretti di Bari alla Fiera del Levante ospita oggi, martedì 16 settembre alle ore 18, la presentazione del libro “Pugliamina – Armonia di sapori della mia terra” di Mina Micunco, un’opera che racconta, attraverso emozioni e ricette, l’identità profonda della tradizione pugliese a tavola, passando attraverso percorsi culturali e paesaggistici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’incontro intervengono Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, Mina Micunco, autrice del libro e Antonio Baselice, presidente degli agriturismi di Terranostra Campagna Amica Puglia, che accenderanno i riflettori sul turismo enogastronomico, sempre più centrale nelle scelte di viaggio, perché non rappresenta solo il principale canale di valorizzazione delle specialità locali, ma costituisce il motore di crescita per i territori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un appuntamento che unisce cultura, tradizione e gusto, nel segno della valorizzazione delle eccellenze agroalimentari pugliesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:55:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-villaggio-coldiretti-a-bari-oggi-16-9-la-puglia-in-un-libro-tra-sapori-paesaggi-e-cultura</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Fiera+del+levante+2019-3.jpg">
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’11 e 12 novembre 2025, la città di Firenze farà da prestigiosa cornice alla prossima Assemblea Nazionale del Sodalizio Lady Chef, un appuntamento imperdibile per tutte le professioniste della cucina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l11-e-12-novembre-2025-la-citta-di-firenze-fara-da-prestigiosa-cornice-alla-prossima-assemblea-nazionale-del-sodalizio-lady-chef-un-appuntamento-imperdibile-per-tutte-le-professioniste-della-cucina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          L’11 e 12 novembre 2025, la città di Firenze farà da prestigiosa cornice alla prossima Assemblea Nazionale del Sodalizio Lady Chef, un appuntamento imperdibile per tutte le professioniste della cucina italiana
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         .
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore della Toscana, culla dell’arte e della cultura, le Lady Chef si ritroveranno per due giornate all’insegna del confronto, dell’ispirazione e della valorizzazione del talento femminile nel mondo gastronomico. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento promosso da Federazione Italiana Cuochi, in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani, la Camera di Commercio di Firenze e PromoFirenze – Azienda Speciale della Camera di Commercio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante l’Assemblea, saranno affrontati temi di grande attualità nel settore enogastronomico, con tavole rotonde, workshop, momenti di networking e la presentazione di progetti e iniziative a sostegno delle cuoche italiane. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non mancheranno, naturalmente, momenti conviviali per celebrare l’eccellenza culinaria del territorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per ulteriori informazioni, prenotazioni e per scaricare il programma completo dell’evento, è possibile consultare il sito ufficiale al seguente link:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          fic.it/news/assemblea-nazionale-lady-chef-2026
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un’occasione unica per unire tradizione e innovazione, mettendo al centro la professionalità e la passione delle donne che fanno grande la cucina italiana.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 16 Sep 2025 09:36:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/l11-e-12-novembre-2025-la-citta-di-firenze-fara-da-prestigiosa-cornice-alla-prossima-assemblea-nazionale-del-sodalizio-lady-chef-un-appuntamento-imperdibile-per-tutte-le-professioniste-della-cucina</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cooking Around 2025: Enzo Avitabile e Andrea Sannino infiammano Cicciano nelle prime due serate dell’11 e 12 settembre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-around-2025-enzo-avitabile-e-andrea-sannino-infiammano-cicciano-nelle-prime-due-serate-dell11-e-12-settembre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Due serate di straordinario successo hanno inaugurato l’edizione 2025 di “Cooking Around”, la rassegna enogastronomica e culturale che, dall’11 al 14 settembre, sta trasformando Cicciano in un grande palcoscenico all’aperto dedicato ai sapori, alla musica e alla tradizione campana.t
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000819591.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovedì 11 settembre, l’evento ha preso il via con il concerto coinvolgente di Enzo Avitabile e i Bottari. Un’esibizione travolgente, radicata nella cultura popolare e arricchita da sonorità contemporanee, che ha entusiasmato una folla numerosissima, rimasta fino a notte fonda tra musica, energia e grande partecipazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il giorno successivo, venerdì 12 settembre, è stata la volta di Andrea Sannino. Il cantautore partenopeo ha emozionato il pubblico con una performance intensa, fatta di melodie che toccano il cuore e parole che raccontano l’anima napoletana. Piazza gremita, cori spontanei e lunghi applausi hanno scandito ogni brano, trasformando la serata in un grande momento collettivo di condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel cuore del centro cittadino, intanto, gli stand gastronomici hanno offerto il meglio del cibo di strada campano: panuozzi, pizze, fritti, dolci tipici, accompagnati da vini locali selezionati. Gli show cooking curati da chef del territorio hanno attirato l’attenzione di appassionati e curiosi, valorizzando le eccellenze locali e la tradizione culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l’offerta dell’evento: mercatini artigianali, animazione per bambini, spettacoli itineranti e intrattenimento pensato per tutte le età. L’intera manifestazione si sta svolgendo in piena sicurezza grazie all’operato di A.I.S.A. Safety srls, sotto la guida di Giovanni Cimmino, che ha garantito un’organizzazione precisa ed efficiente, inclusiva anche per persone con disabilità e operatori del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione è promossa con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, della Regione Campania, del Comune di Cicciano e dell’Associazione Vittoria, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e promuovere le sue eccellenze culturali ed enogastronomiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E il programma non si ferma qui. Dopo il successo delle prime due serate, “Cooking Around 2025” prosegue sabato 13 e domenica 14 settembre con appuntamenti ancora più ricchi: nuovi concerti, spettacoli dal vivo, laboratori, degustazioni guidate, incontri con i produttori e tante sorprese per tutte le età.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ancora due giorni da vivere intensamente, tra gusto, emozioni e scoperta, in un’atmosfera unica che celebra l’identità campana. Cicciano si conferma punto di riferimento per chi ama la tradizione, la buona cucina e la musica che unisce..
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 13 Sep 2025 08:00:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-around-2025-enzo-avitabile-e-andrea-sannino-infiammano-cicciano-nelle-prime-due-serate-dell11-e-12-settembre</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000819590.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>INSEI SRL PRESENTA BIOZONE SCIENTIFIC: LA NUOVA FRONTIERA DELL’IGIENE E DELLA PURIFICAZIONE DELL’ARIA NEL SETTORE PROFESSIONALE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/insei-srl-presenta-biozone-scientific-la-nuova-frontiera-delligiene-e-della-purificazione-dellaria-nel-settore-professionale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cosenza 12 settembre 2025 - Insei Srl è lieta di annunciare la distribuzione ufficiale per il Sud Italia delle soluzioni di Biozone Scientific, azienda leader a livello internazionale nella purificazione dell’aria e nella sanificazione di superfici attraverso tecnologie innovative e sostenibili.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000818236+%281%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel settore dell’ospitalità, della ristorazione e della grande distribuzione, la qualità dell’aria e la sicurezza alimentare rappresentano oggi un’esigenza imprescindibile. Biozone Scientific risponde a queste sfide con soluzioni tecnologiche avanzate, capaci di eliminare virus, batteri, muffe e cattivi odori in modo continuo, efficace e sicuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           TECNOLOGIA PHOTOPLASMA™: IGIENE ATTIVA, SENZA SOSTANZE CHIMICHE
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al cuore dell’innovazione Biozone si trova la tecnologia Photoplasma™, un sistema attivo di sanificazione che purifica l’aria e le superfici eliminando microrganismi patogeni, odori e contaminanti, senza l’utilizzo di prodotti chimici o interventi invasivi. Una soluzione ideale per garantire ambienti salubri, a tutela sia del personale che dei clienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           TRE LINEE DI PRODOTTI, UN’UNICA VISIONE: AMBIENTI PIÙ SICURI E SANI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ➤ GAMMA AIR
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La linea AIR è progettata per ambienti interni condivisi (hotel, ristoranti, uffici, spazi commerciali) e utilizza la tecnologia Photoplasma per neutralizzare odori, allergeni, virus e batteri, migliorando la qualità dell’aria in modo costante e a bassa manutenzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ➤ ICEZONE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Specificamente sviluppata per le macchine per il ghiaccio, ICEZONE utilizza la luce UV per igienizzare continuamente le superfici interne della macchina, prevenendo la formazione di muffa, melma e batteri, migliorando la qualità del ghiaccio e prolungando la vita utile delle apparecchiature.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ➤ SOLUZIONI HVAC
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per edifici e grandi spazi commerciali, Biozone offre l’integrazione della tecnologia Photoplasma direttamente nei sistemi HVAC, garantendo una sanificazione dell’aria capillare e il controllo efficace degli odori in ogni ambiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           UNA SOLUZIONE ANCHE PER IL SETTORE FOOD RETAIL
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Biozone Scientific rappresenta un importante alleato anche per la conservazione dei prodotti freschi. L’azione della tecnologia Photoplasma aiuta a prolungare la shelf-life di frutta, verdura e alimenti deperibili, riducendo scarti e migliorando la sostenibilità dei processi di vendita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           UN INVESTIMENTO STRATEGICO PER LA SALUTE E L’EFFICIENZA OPERATIVA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’introduzione delle soluzioni Biozone Scientific, Insei Srl conferma il proprio impegno nel promuovere tecnologie sicure, sostenibili e all’avanguardia per i professionisti del settore Ho.Re.Ca., GDO e strutture pubbliche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per ulteriori informazioni, contatti commerciali o richieste media:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Insei Srl
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56542; +39 0984483889
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           + 39 3285658266
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Insei Srl è un’azienda italiana impegnata nella selezione e distribuzione di tecnologie innovative per l’igiene ambientale, la sicurezza alimentare e la salute negli ambienti professionali. Con un approccio orientato alla qualità e alla sostenibilità, Insei affianca aziende e professionisti nel percorso verso ambienti più sani e performant
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          i.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 12 Sep 2025 11:07:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/insei-srl-presenta-biozone-scientific-la-nuova-frontiera-delligiene-e-della-purificazione-dellaria-nel-settore-professionale</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Dario Cecchini compie 70 anni: “Che culo!” – Il Re dei Macellai festeggia con ironia e cuore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dario-cecchini-compie-70-anni-che-culo-il-re-dei-macellai-festeggia-con-ironia-e-cuore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Panzano in Chiant
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           i – Settant’anni di passione, coltelli affilati e battute taglienti. Ieri
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dario Cecchini,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           il macellaio-poeta più famoso d’Italia (e non solo), festeggia un traguardo importante. E lo fa a modo suo: con un sorriso largo quanto la sua bistecca più grande e una frase che solo lui poteva pronunciare con tale leggerezza e verità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “Mi hanno chiesto se ho un messaggio da condividere... Ebbene sì: che culo!”
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una risposta che racchiude un mondo. Perché per Cecchini la vita è una festa di sapori, un’ode alla semplicità, un mestiere antico che si fa arte. La sua macelleria a Panzano in Chianti, meta di pellegrinaggi gastronomici da ogni angolo del pianeta, è diventata il cuore pulsante di una filosofia di vita basata sulla tradizione, l’etica, la gioia e la carne fatta con amore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Settant’anni vissuti con l’energia di un ragazzino e la saggezza di chi ha imparato a conoscere l’anima delle cose, non solo la loro forma. Dario è un simbolo del made in Italy più autentico: genuino, appassionato, un po’ folle, ma sempre vero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Buon compleanno, Dario, da tutta la redazione della Gazzetta del Food e dal suo fondatore Chef Gregori Nalon.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            E come dici sempre tu: Viva la ciccia! 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 11 Sep 2025 13:58:27 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Pomodoro Italiano fa breccia nel cuore di Londra: Anicav alla conquista del Regno Unito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pomodoro-italiano-fa-breccia-nel-cuore-di-londra-anicav-alla-conquista-del-regno-unito</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Londra si tinge di rosso. Non è un riferimento alla monarchia, ma al simbolo per eccellenza del Made in Italy agroalimentare: il pomodoro. In occasione della Speciality &amp;amp; Fine Food Fair, in programma nella capitale britannica dal 9 al 10 settembre, Anicav, la principale associazione di trasformatori di pomodoro in Europa, sbarca nel Regno Unito con un obiettivo chiaro: rafforzare la presenza delle conserve rosse italiane in uno dei mercati più promettenti a livello internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una Vetrina Strategica per il “Red Gold From Europe”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa si inserisce nel progetto "Eu Red Gold UK", cofinanziato dall’Unione Europea, pensato per promuovere il pomodoro trasformato italiano all’estero. E quale palcoscenico migliore della principale fiera britannica dedicata al food &amp;amp; beverage di alta qualità? Con migliaia di operatori del settore, buyer e importatori attesi, la Speciality &amp;amp; Fine Food Fair rappresenta una piattaforma ideale per mostrare l’eccellenza delle conserve italiane, dai pelati alle polpe, apprezzate per qualità, autenticità e tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Regno Unito: Un Mercato Chiave da 400 Milioni di Euro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Regno Unito si conferma un partner commerciale cruciale per il settore. Nel 2024, il valore delle esportazioni di conserve rosse italiane verso l’UK ha raggiunto i 400 milioni di euro, piazzando il paese al secondo posto tra i mercati di destinazione, dietro solo alla Germania. Un risultato ancora più significativo se si considera la crescita costante: +3% in valore e +1,6% in volume rispetto al 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il mercato britannico rappresenta un’opportunità strategica per le nostre imprese,” ha dichiarato Giovanni De Angelis, Direttore Generale di Anicav. “Il legame storico con la cultura italiana e la crescente passione per i prodotti autentici giocano a nostro favore.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Pelato Italiano: Icona di Qualità e Tradizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i prodotti più richiesti spicca il pomodoro pelato, considerato un simbolo della cucina italiana nel mondo. L’attenzione del pubblico britannico verso ingredienti genuini e di origine certificata alimenta la domanda di conserve made in Italy, rendendo fondamentale il supporto istituzionale e la promozione su larga scala.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Una Missione che Vale per Tutta la Filiera
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione alla fiera londinese non è solo un’occasione di visibilità, ma parte di una strategia più ampia per rafforzare la competitività della filiera italiana del pomodoro. In un contesto internazionale sempre più esigente e competitivo, iniziative come “Eu Red Gold UK” permettono alle imprese italiane di distinguersi e conquistare nuove fette di mercato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56628; I
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            l pomodoro italiano non è solo un ingrediente: è cultura, storia e innovazione. E ora, con Anicav in prima linea, si prepara a scrivere una nuova pagina della sua storia anche nel cuore del Regno Unito.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 09 Sep 2025 16:39:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pomodoro-italiano-fa-breccia-nel-cuore-di-londra-anicav-alla-conquista-del-regno-unito</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>La Gazzetta del Food partner ufficiale di Cooking Around Fest 2025: 4 giorni di gusto, passione e racconto live</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gazzetta-del-food-partner-ufficiale-di-cooking-around-fest-2025-4-giorni-di-gusto-passione-e-racconto-live</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000812906.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dal 11 al 14 settembre 2025, Cicciano diventa il cuore pulsante del gusto con l’attesissimo Cooking Around Fest, un evento che unisce eccellenze gastronomiche, spettacolo, tradizione e innovazione. E a raccontarlo in diretta sarà proprio La Gazzetta del Food, in qualità di media partner ufficial
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           e.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per tutta la durata della manifestazione, La Gazzetta del Food seguirà l’evento live con un team editoriale d’eccezione: reportage quotidiani, contenuti multimediali, interviste, video, riprese professionali e gallery fotografiche per catturare l’essenza autentica di ogni momento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una squadra di professionisti al servizio del racconto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A guidare il racconto ci saranno tre volti noti del panorama food &amp;amp; me
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chef Gregori Nalon, fondatore de La Gazzetta del Food
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e mente creativa dietro il progetto, da sempre impegnato nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maria Giovanna Labruna, fondatrice de La Gazzetta del Food, giornalista - editrice e creatrice di contenuti digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , punto di riferimento nel settore per professionalità, sensibilità e capacità narrativa;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gemma Caruso, food blogger e ideatrice di format digitali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          di successo, pronta a coinvolgere il pubblico con il suo stile fresco, diretto e autentico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Insieme, offriranno una narrazione immersiva, coinvolgente e multicanale, che porterà l’esperienza di Cooking Around Fest anche a chi non potrà essere fisicamente presente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento che merita di essere raccontato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cooking Around Fest non è solo un festival gastronomico: è un progetto culturale e sociale che mira a valorizzare il territorio, promuovere la cucina italiana e sostenere iniziative solidali. Con decine di espositori, show cooking, ospiti musicali, artisti di strada e food truck, la manifestazione promette di essere uno degli eventi più attesi del 2025 in Campania.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Gazzetta del Food è orgogliosa di farne parte, contribuendo con passione e competenza alla promozione e documentazione di questo importante appuntamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguite La Gazzetta del Food sui canali ufficiali per aggiornamenti, dirette, storie e contenuti esclusivi durante tutto il festival.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Vivi Cooking Around Fest, vivilo con noi.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 09 Sep 2025 16:02:41 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-gazzetta-del-food-partner-ufficiale-di-cooking-around-fest-2025-4-giorni-di-gusto-passione-e-racconto-live</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000812520.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000812520.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Iginio Massari compie 83 anni: il Maestro della pasticceria celebra la sua arte con integrità, verità e passione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/iginio-massari-compie-83-anni-il-maestro-della-pasticceria-celebra-la-sua-arte-con-integrita-verita-e-passione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Il successo dipende dall’abilità di comprendere gli altri e comunicare con chiarezza e verità, evitando esagerazioni e distorsioni. Queste capacità permettono di agire con decisione ed efficacia in ogni situazione.”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            — Iginio Massari
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi, 29 agosto, il Maestro Iginio Massari compie 83 anni. Una figura emblematica della pasticceria italiana e internazionale, che ha fatto della precisione, dell’etica e della verità i pilastri della sua lunga e brillante carriera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fondatore della pasticceria Veneto a Brescia, autore di innumerevoli creazioni d’eccellenza e formatore di intere generazioni di professionisti, Massari non è solo un innovatore del gusto, ma un uomo di rigore, capace di comunicare il valore della disciplina e dell’autenticità, in un mondo spesso dominato dall’apparenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua filosofia è chiara: senza verità e chiarezza non può esserci né arte né successo duraturo. E questa coerenza profonda si riflette in ogni sua preparazione, dal lievitato più complesso al dolce più semplice, sempre eseguito con rispetto per la materia prima, il cliente e la professione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Auguri al Maestro Massari per questi 83 anni vissuti con passione e coerenza. Che il suo esempio continui a ispirare chi, ogni giorno, sceglie la qualità e l’impegno come ingredienti fondamentali del proprio lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:52:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/iginio-massari-compie-83-anni-il-maestro-della-pasticceria-celebra-la-sua-arte-con-integrita-verita-e-passione</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Botulino scrive lo Chef Gregori Nalon: Quando la Superficialità in Cucina Diventa un Rischio Mortale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-botulino-quando-la-superficialita-in-cucina-diventa-un-rischio-mortale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         In questi giorni, telegiornali, social media e altri canali di informazione stanno dedicando ampio spazio al tema del botulino e alla sua potenza mortale.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho visto in TV numerosi servizi in cui si setacciano le cucine di stabilimenti balneari, food truck e molte realtà dove, se si sbaglia, si rischia di mandare le persone in ospedale o, peggio ancora, causarne la morte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma di cosa ci stupiamo? Serve davvero un morto — come è successo qualche settimana fa in Calabria per aver mangiato verdure mal conservate contenenti questa micidiale tossina — per capire che chi lavora in cucina deve conoscere ciò che fa?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tecnologie esistono e sono sviluppate proprio per supportare chi opera nel settore. Vanno studiate, comprese, utilizzate correttamente. Serve informazione e formazione, da parte di chi ha esperienza. Perché chi cucina, se impreparato, può diventare pericoloso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Vedo spesso cucine in condizioni disastrose — avete presente Cucine da incubo di Cannavacciuolo? Ecco, quella è una trasmissione TV. Io invece lo faccio di mestiere, e credetemi, a volte rinuncio alla consulenza quando capisco che titolari e cuochi non vogliono investire nella qualità e sicurezza. Cercano solo scorciatoie, trucchi e ricette "tradizionali", come bollire i vasetti di verdure sott’olio in pentola: un ottimo modo per generare tossine di botulino, se non si rispettano parametri basilari. In questi casi sarebbe invece opportuno procedere con sterilizzazione in autoclave.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È solo un piccolo esempio, ma utile per far comprendere quanto sia rischioso essere impreparati o superficiali. Killer inconsapevoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sano terrorismo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il termine botulino si intende sia la tossina prodotta dal batterio sia la malattia che provoca, detta botulismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È una tossina neurotossica, prodotta principalmente dal batterio anaerobico Clostridium botulinum (ma anche da altre specie come Clostridium butyricum e Clostridium baratii), che interferisce col funzionamento del sistema nervoso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           “La tossina botulinica è la sostanza più tossica conosciuta: la dose letale per una persona adulta è circa 2 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una quantità microscopica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il botulismo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è una malattia trasmissibile da persona a persona. L’infezione si contrae principalmente in tre casi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Alimentare:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingestione di alimenti contaminati dalla tossina (insaccati, conserve fatte in casa, verdure sott’olio, pesce affumicato o sott’olio, legumi conservati, funghi, sughi di carne o pesce, ecc.).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Infantile:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Colpisce i bambini sotto i 12 mesi, che possono ingerire le spore presenti in alimenti come il miele.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Da ferita:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le spore entrano nel corpo attraverso ferite o tagli in condizioni igieniche precarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come evitare il botulino
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi soffermo sul punto 1, quello alimentare, essendo chef, consulente e cooking strategist.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare conserve “fai da te” in ristorante (verdure sott’olio, sughi, carni, ecc.), senza conoscere i rischi, è altamente pericoloso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si sta giocando con la vita delle persone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bisogna essere professionisti o, in alternativa, acquistare da aziende che rispettano i criteri di sterilizzazione o pastorizzazione, con parametri corretti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad esempio, un pH inferiore a 4.2 è un ottimo sistema per ridurre i rischi (ma in alcuni casi non è sufficiente).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel caso si aprano conserve fatte in casa, consiglio di farle bollire per almeno 10-15 minuti prima dell’uso: questo inattiva la tossina, anche se le spore possono rimanere attive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prevenzione significa anche conservare gli alimenti a basse temperature e per tempi limitati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come riconoscere il botulismo alimentare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo l’ingestione di alimenti contaminati, i sintomi si manifestano dopo 12-36 ore, nei casi lievi con paralisi dei muscoli striati. Se la dose è alta, i sintomi possono comparire in poche ore e l’effetto può essere drammatico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sintomi comuni:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Visione doppia o sfocata
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bocca secca
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stanchezza persistente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paralisi facciale che si estende al resto del corpo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Palpebre cadenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Difficoltà a parlare e deglutire
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei casi gravi: paralisi respiratoria e morte
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            In caso di sintomi sospetti: chiamare subito l’ospedale, senza esitazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il rischio di incontrare il botulino è molto basso, se si seguono correttamente i processi di produzione e conservazione degli alimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma se presente, può essere letale anche in dosi microscopiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Quindi: continuiamo a consumare sughi, conserve, prodotti sott’olio, ma solo da aziende che offrono garanzie di processo, anche se il costo può essere più elevato. Il prezzo è spesso indice della qualità della lavorazione.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gregori Nalon
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cooking Strategist
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:13:07 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L'arte dell'accoglienza: il maître sommelier che fa la differenza: Agostino Coppola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-arte-dell-accoglienza-il-maitre-sommelier-che-fa-la-differenza-agostino-coppola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nella mia esperienza, ci sono figure professionali che si elevano al di sopra del semplice ruolo, diventando vere e proprie anime del loro mestiere. Tra queste, il maître sommelier occupa un posto d'onore. Non è un semplice anello della catena del servizio, ma il regista di un'esperienza culinaria. E quando si ha la fortuna di incontrare un professionista come Agostino Coppola, ci si rende conto che il concetto di ospitalità assume una nuova, più profonda dimensione.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000794424.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho avuto il privilegio di osservare Agostino all'opera e la sua maestria mi ha profondamente colpito. Per lui, il maître è prima di tutto un narratore. Ogni piatto non è solo una pietanza, ma una storia da raccontare; ogni vino non è solo una bevanda, ma un capitolo di un'epopea di sapori e territori. Con la sua eleganza discreta, Agostino sa come rendere l'ospite protagonista: non un semplice cliente, ma un invitato d'onore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La sua maestria si manifesta in ogni dettaglio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Consigli sull'abbinamento perfetto: sa sorprendere con accostamenti audaci, come quelli tra secondi piatti, tisane e cocktail.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Capacità di "leggere" i desideri dell'ospite: anticipa le esigenze prima ancora che vengano espresse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Esperienza nel flambé: un'arte del servizio in sala che, purtroppo, sta scomparendo. Agostino sa come riportare in vita questa antica tradizione, rendendo la preparazione di un piatto un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Il suo talento non è passato inosservato, tanto da essere spesso menzionato e apprezzato da guide autorevoli come Gambero Rosso, per la quale ha anche curato diversi eventi, e rientra tra i 100 migliori sommelier secondo Wine List Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma ciò che rende Agostino una figura davvero eccezionale è il suo ruolo di mentore. La sua passione per l'ospitalità va oltre il suo lavoro quotidiano e si traduce in un impegno costante per la formazione delle nuove generazioni. Egli si dedica a trasmettere un sapere che non è solo tecnico, ma etico. Da settembre sarà in collaborazione con FBM Agostino Pagano per formare e motivare i giovani addetti alla sala e parteciperà al corso sensoriale del  professor Michele Armano. Combatte l'individualismo, promuovendo il confronto e la collaborazione, convinto che il futuro della ristorazione in Italia passi dalla valorizzazione della sala come mestiere nobile e dall'investimento nella professionalità dei giovani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attualmente, se si desidera conoscerlo dal vivo, è possibile trovarlo a Casa Caldarelli Braceria Maximall Pompei a Torre Annunziata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo dove la velocità spesso prevale sulla cura, Agostino ci ricorda che l'ospitalità è un'arte e che un maître sommelier, quando ha la sua passione e la sua dedizione, può trasformare una semplice cena in un ricordo indelebile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A cura di Gemma Caruso 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Aug 2025 14:04:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Nasce DaV: Il Lusso della Moda Incontra l’Eccellenza Gourmet nel Cuore di Milano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/nasce-dav-il-lusso-della-moda-incontra-leccellenza-gourmet-nel-cuore-di-milano</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel pieno centro di via Montenapoleone, simbolo internazionale dell’eleganza e dell’alta moda, prende vita una collaborazione che unisce due eccellenze assolute nei rispettivi mondi: Louis Vuitton e il celebre gruppo ristorativo Da Vittorio, insignito di tre stelle Michelin.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/webpc-passthru+%281%29.webp"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All’interno del rinnovato flagship store milanese della Maison francese – un progetto firmato dall’architetto Peter Marino – nascono due nuovi concept gastronomici destinati a ridefinire l’esperienza del lusso: Da Vittorio Café Louis Vuitton e DaV by Da Vittorio Louis Vuitton.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il primo, pensato per colazioni eleganti, pranzi leggeri e momenti di pausa all’insegna del “luxury snacking”, offre un ambiente raffinato dove ogni dettaglio racconta l’incontro tra ospitalità italiana e savoir-faire francese. Il secondo, DaV, è un vero e proprio tempio del fine dining, dove la famiglia Cerea porta la sua inconfondibile filosofia di cucina e accoglienza nel pieno del quadrilatero della moda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questa doppia apertura, Milano si arricchisce di un indirizzo unico che celebra l’equilibrio perfetto tra arte culinaria, moda e design, in un contesto esclusivo dove ogni esperienza diventa memorabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo capitolo nell’evoluzione del lusso contemporaneo, dove il gusto incontra lo stile con maestria e visione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Aug 2025 13:56:48 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Estate Dolce 2025: I Trend Estivi da Leccarsi i Baffi tra Gusto, Sostenibilità e Creatività</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/estate-dolce-2025-i-trend-estivi-da-leccarsi-i-baffi-tra-gusto-sostenibilita-e-creativita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’estate 2025 segna un punto di svolta nel mondo della pasticceria italiana: è l’era dei dessert freschi, sostenibili e social‑media ready. Ecco le tendenze che stanno conquistando il cuore (e il palato) del Bel Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            1. Gelato naturale e sorprendente
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gelato resta un must, ma si evolve. A dominare sono varianti fatte in casa con ingredienti biologici, latte vegetale o senza additivi. Gusti originali come pistacchio salato con olio EVO, pesca con lime e basilico, cocco con mango fermentato e cioccolato crudo al pepe rosa spopolano per la loro freschezza e autenticità .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            2. Torte fredde senza cottura
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Perfette per brunch estivi o feste all’aperto, le torte gelate senza forno conquistano con leggerezza e gusto. Tra le versioni top: cheesecake vegana al frutto della passione, torta fredda allo yogurt greco con lamponi e crumble con crema di anacardi e fragole .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            3. Granite &amp;amp; sorbetti gourmet
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Via libera agli abbinamenti creativi: granita cetriolo e menta con perle di lime, sorbetto al melone con Prosecco, granita al tè matcha con latte di mandorla. Una freschezza raffinata per soddisfare palati esigenti .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            4. Mochi gelato: dalla tradizione giapponese alla modernità italiana
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il mochi gelato continua a crescere in popolarità: palline di riso ripiene di gelato con gusti come matcha, mango, frutti di bosco e latte di cocco. Monodose pratiche, belle e zero sprechi .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            5. Dessert in barattolo &amp;amp; monoporzioni irresistibili
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I dessert jar e le monoporzioni spopolano grazie alla loro praticità e bellezza Instagrammabile: tiramisù al bicchiere con caffè freddo, mousse di ricotta con fichi caramellati, panna cotta al cocco con gelée di frutti rossi .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            6. Dolci al cucchiaio plant‑based
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi ama il benessere, i dessert vegani al cucchiaio dominano: mousse di avocado e cacao, crema di cocco e mango, budino di chia con latte d’avena e mirtilli — leggeri, nutrienti, deliziosi .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            7. Stecchi gourmand
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I gelati su stecco diventano chic: coperture croccanti, frutta fresca e spezie regalano bocconi eleganti come stecco al caramello salato con nocciole, vaniglia bourbon con glassa allo zenzero, latte di riso e fragole bio .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            8. Frutta scenografica e inclusiva
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La frutta è protagonista, in versioni creative come spiedini ghiacciati al miele, anguria intagliata e ripiena, carpacci di ananas con menta e lime — zero sprechi e massima bellezza visiva .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            9. Leggerezza, salute e filiera corta
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti tipici italiani, dalla frutta alla verdura, trovano nuova vita: albicocca vesuviana, visciola, pomodoro Sorrento in semifreddi e gelati, la carota di Polignano o la zucchina in mousse e basi semifredde. Il sorbetto al pomodoro, accompagnato da aromi e tecniche innovative, bilancia dolcezza e personalità . Anche ricotta e yogurt si trasformano in basi “no‑bake” per dessert freschi, scenografici e buoni .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            10. Porzioni ridotte &amp;amp; design raffinato
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mini‑dessert e monoporzioni non sono solo pratici, ma studiati per sedurre: tartine elaborate, macarons, choux dal design curato. Il concept del “pezzetto di coccola” piace soprattutto ai Millennial e Gen Z . I dessert diventano esperienze visive, con packaging elegante, texture sorprendenti, decorazioni artistiche e multisensorialità .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estate 2025 in Italia è dolce, sostenibile e super creativa. Tra gelati raffinati, torte senza cottura, monoporzione art, dessert vegani e frutta artistica, la pasticceria si reinventa dentro e fuori il piatto. Meno zucchero, più autenticità, più estetica — e un’esperienza che conquista occhi e palato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto - WEB SIPRAL
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2025 19:22:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/estate-dolce-2025-i-trend-estivi-da-leccarsi-i-baffi-tra-gusto-sostenibilita-e-creativita</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Festa della Pasta di Gragnano si trasforma in un evento da Oscar!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-festa-della-pasta-di-gragnano-si-trasforma-in-un-evento-da-oscar</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Preparatevi a calcare il tappeto rosso: la Festa della Pasta di Gragnano torna in grande stile, trasformando l'intero borgo in un set cinematografico a cielo aperto! Da venerdì 12 a domenica 14 settembre 2025, la città si vestirà di magia e sapori per un'edizione che celebra la Pasta di Gragnano IGP come la vera protagonista di un'esperienza degna di un premio Oscar, con il tema "Walk of Taste".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Borgo, un Cinema, un'Emozione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gragnano diventerà il "Tappeto Rosso della Pasta", dove ogni angolo, vicolo e piazza si trasformerà in una "scena" dedicata a un genere cinematografico o a un film iconico. Questo evento, nato per celebrare la tradizione secolare e la qualità inimitabile della Pasta di Gragnano IGP, è promosso dal Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano IGP, in collaborazione con il Comune di Gragnano e la Regione Campania.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           All'ingresso, riceverete il vostro "biglietto" d'autore, una mappa che vi guiderà attraverso questo festival del gusto e del cinema. Seguite la strada illuminata dalle "stelle" del gusto, dedicate a pastifici di Gragnano di grande rilievo e chef stellati che hanno fatto la storia della pasta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I Set del Gusto: Un Viaggio Tra i Generi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - "Classici Neorealisti": scoprite le radici e la tradizione. Qui potrete assaggiare i piatti più autentici, quelli che raccontano la storia e la cultura di Gragnano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - "Blockbuster d'Azione": preparatevi a show cooking ad alta energia, dove chef talentuosi vi lasceranno a bocca aperta con preparazioni spettacolari e ritmi incalzanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - "Commedie Romantiche": per i più romantici e amanti dei sapori delicati, un'area dedicata a degustazioni più intime e accostamenti raffinati, in un'atmosfera da sogno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - "Documentari del Gusto": immergetevi nel dietro le quinte! Laboratori, workshop e visite ai pastifici storici vi sveleranno i segreti della lavorazione e la qualità inimitabile della Pasta di Gragnano IGP.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - "Fantasy Culinario": lasciatevi sorprendere! È il luogo dell'innovazione, dove la creatività degli chef si esprime in abbinamenti audaci e sapori inaspettati che vi porteranno in un altro mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Non solo Set... ma anche Backstage!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al "Backstage" dei produttori, potrete acquistare i prodotti tipici del territorio, portando a casa un pezzo di questa festa indimenticabile. E non mancherà la cerimonia di premiazione, con l'"Oscar della Pasta" che celebrerà i protagonisti della serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparatevi a vivere un'esperienza totalmente immersiva: ad accompagnare il vostro viaggio ci sarà una colonna sonora avvolgente, photo booth a tema cinematografico per scatti da star e un'atmosfera vibrante che vi farà sentire parte di un vero e proprio capolavoro. Il programma dettagliato della manifestazione verrà svelato nelle prossime settimane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siete pronti a vivere la magia di Gragnano? Vi aspettiamo sul tappeto rosso!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 27 Aug 2025 18:35:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-festa-della-pasta-di-gragnano-si-trasforma-in-un-evento-da-oscar</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Allarme Botulino: Quella Conserva Fatta in Casa è Davvero Sicura?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/allarme-botulino-quella-conserva-fatta-in-casa-e-davvero-sicura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tragici fatti successi di recente in Italia ci hanno riportato con i piedi per terra. Quella che per molti è una tradizione, un gesto d'amore e di risparmio, la preparazione delle conserve in casa, nasconde un rischio che non possiamo più ignorare. Parliamoci chiaro: quel vasetto di pomodori o di verdure che ti ha passato la nonna potrebbe essere pericoloso, se non è stato preparato a regola d'arte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mettiamola Così: Il Botulino Non Perdona
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Devi sapere che il botulino è una tossina terribile, che si sviluppa in ambienti dove l'aria non arriva. È una delle sostanze più letali in natura, e purtroppo, quando contamina una conserva, spesso non ti dà alcun segnale: niente odore strano, niente sapore alterato, niente colore sospetto. Lo so, fa paura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E sì, c'è chi pensa che "tanto succede solo con le cose fatte in casa". È vero, il rischio è molto più alto lì. Le aziende alimentari sono super controllate, con processi di sterilizzazione che garantiscono la sicurezza. A casa, invece, è un'altra storia: se non si conoscono le regole, quel vasetto può diventare una trappola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le Regole d'Oro per la Tua Sicurezza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma non per questo dobbiamo rinunciare alle nostre tradizioni. Dobbiamo solo imparare a farle nel modo giusto. Ecco le mie regole d'oro, quelle che uso anch'io, per essere sicura al 100%:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1.  Igiene, igiene, igiene! Dalle mani ai vasetti, tutto deve essere impeccabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2.  L'aceto è tuo amico. Il botulino odia l'acidità, quindi non lesinare su aceto e sale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3.  Sterilizza, sterilizza, sterilizza! Sia i vasetti vuoti che quelli pieni. Non è un optional, è l'unico modo per essere sicuri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4.  Controlla il sottovuoto. Premi il coperchio del vasetto. Se non fa "clic", allora sei a posto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Mio Consiglio da Amica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fare le conserve è un'arte, ma è anche una scienza. Non è il momento di improvvisare o di fidarsi ciecamente di ricette tramandate senza verificarle. Usare la testa è il miglior ingrediente che tu possa aggiungere. In fondo, il sapore della tradizione è ancora più buono se sai che è anche sicuro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A cura di Gemma Caruso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Aug 2025 14:34:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/allarme-botulino-quella-conserva-fatta-in-casa-e-davvero-sicura</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Calici di Stelle 2025: l’Italia brinda sotto il cielo d’agosto tra vino, pizza e magia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/calici-di-stelle-2025-litalia-brinda-sotto-il-cielo-dagosto-tra-vino-pizza-e-magia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         È già entrata nel vivo l’edizione 2025 di Calici di Stelle, l’evento enoturistico più amato dell’estate italiana, che dal 24 luglio al 25 agosto sta trasformando borghi, vigne, castelli e litorali in suggestivi teatri all’aperto, dove vino, stelle e convivialità si fondono in un’esperienza multisensoriale indimenticabile.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000768723.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche quest’anno, migliaia di wine lover – dagli appassionati più esperti ai semplici curiosi – stanno partecipando a un mese di appuntamenti diffusi in tutta la penisola, tra degustazioni guidate, passeggiate al tramonto tra i filari, osservazioni astronomiche in compagnia dell’Unione Astrofili Italiani, musica dal vivo, show cooking e cene sotto le stelle.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonisti 2025: Pizza &amp;amp; Vino, un amore tutto italiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tema di quest’edizione è il binomio vincente tra pizza e vino, due icone del Made in Italy che insieme regalano nuove armonie di gusto. Un’idea resa possibile dalla collaborazione con AVPN – Associazione Verace Pizza Napoletana, garanzia di autenticità e qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calendario prevede degustazioni con abbinamenti speciali, menu dedicati, eventi con pizzaioli certificati AVPN nelle cantine aderenti, collaborazioni tra enologi e maestri dell’impasto, capaci di dimostrare come la pizza – dal classico margherita fino alle versioni gourmet – si sposi perfettamente con molti dei grandi vini italiani, dal Franciacorta ai rossi strutturati del Sud.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un viaggio tra gusto e stelle, da Nord a Sud
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal rifugio di Madonna di Campiglio alle spiagge di Badesi in Sardegna, passando per la diga di Grado in Friuli Venezia Giulia, il Castello Marchionale di Taurasi in Campania e le masterclass enologiche di Cortina d’Ampezzo, ogni regione propone esperienze uniche, pensate per valorizzare il territorio e le sue eccellenze enogastronomiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le attività più apprezzate:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          picnic tra le vigne
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cene romantiche tra i filari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          osservazione guidata delle costellazioni
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          mercatini artigianali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tornei di tiro con l’arco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          safari fotografici
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          spettacoli di magia e concerti live
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tutto accompagnato dalla calda accoglienza delle cantine del Movimento Turismo del Vino, che aprono le porte per condividere non solo il vino, ma anche le storie, le tradizioni e l’identità di ogni territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’estate da vivere calice alla mano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Calici di Stelle è molto più di una rassegna enogastronomica: è una vera e propria festa collettiva dell’estate italiana, dove ogni serata diventa un’occasione per ritrovare il piacere della lentezza, della scoperta e della condivisione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ricorda Violante Gardini Cinelli Colombini, Presidente del Movimento Turismo del Vino Italia:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Vogliamo che i visitatori, entrando nelle aziende MTV, vivano un’esperienza vera, conviviale e culturalmente interessante. Tutti possono partecipare, da chi è in ferie lontano da casa a chi rimane in città ma vuole trascorrere una bella serata nei territori del vino. Calici di Stelle 2025 è l’occasione perfetta per assaggiare la pizza fatta dai pizzaioli AVPN, la cui arte è patrimonio Unesco, insieme ai grandi vini italiani, scoprendo il piacere di abbinamenti perfetti”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prossime tappe e programmi aggiornati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni sera, in una località diversa, Calici di Stelle regala momenti irripetibili sotto la volta celeste. Mentre l’edizione 2025 si avvia verso la seconda metà, è ancora possibile partecipare a numerosi eventi in tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 09:29:52 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’armonia del dettaglio: il Macaron firmato Luigi Biasetto che conquista con pistacchio, lampone e zenzero</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/larmonia-del-dettaglio-il-macaron-firmato-luigi-biasetto-che-conquista-con-pistacchio-lampone-e-zenzero</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Elegante nei contrasti, impeccabile nella tecnica, sorprendente nel gusto: il macaron pistacchio, zenzero e lampone di Luigi Biasetto è un inno alla pasticceria d’autore, dove ogni ingrediente diventa voce di una sinfonia aromatica studiata al millimetro.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Biasetto-video-1.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un equilibrio sofisticato tra la cremosità avvolgente del pistacchio, la freschezza vivace del lampone e il tocco sottile e pungente dello zenzero, che chiude la degustazione con una nota persistente e raffinata. Un gioco di consistenze e sapori che si rincorrono in perfetta armonia, lasciando il palato appagato e incuriosito al tempo stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo macaron non è solo un dolce: è una dichiarazione d’intenti. Un piccolo capolavoro pensato per chi ama i dettagli, per chi riconosce l’arte nella precisione di un morso e nella magia che si sprigiona tra tecnica e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Macaron Perfetto: un libro, una lezione di stile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa e molte altre creazioni si trovano all’interno de “Il Macaron Perfetto”, il volume firmato da Luigi Biasetto, edito da Italian Gourmet, con le fotografie di @lonati_fotografia. Un libro che non è solo una raccolta di ricette, ma un vero percorso didattico e sensoriale tra estetica, struttura e gusto del macaron.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso le sue pagine, Biasetto svela la scienza e la sensibilità necessarie per creare il macaron perfetto: precisione francese, passione italiana e un’irrinunciabile tensione verso la bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’opera da leggere, studiare, ammirare e – naturalmente – assaggiare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 09:20:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/larmonia-del-dettaglio-il-macaron-firmato-luigi-biasetto-che-conquista-con-pistacchio-lampone-e-zenzero</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Affogato alla Crema Pasticciera di Iginio Massari: quando l’eccellenza incontra il caffè</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/laffogato-alla-crema-pasticciera-di-iginio-massari-quando-leccellenza-incontra-il-caffe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un semplice gesto, una colata di caffè bollente su un cremoso gelato alla crema pasticciera. E il risultato?
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/iginio_massari_1_2_3_4.webp"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un dessert iconico che si trasforma in esperienza gourmet grazie alla firma inconfondibile di Iginio Massari Alta Pasticceria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Disponibile nelle boutique di Milano, Verona e Roma, l’Affogato con gelato alla Crema Pasticciera rappresenta l’incontro perfetto tra tradizione italiana e maestria pasticcera, in un equilibrio elegante tra caldo e freddo, dolce e amaro, morbidezza e intensità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gusto dell’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crema pasticciera, uno dei capisaldi della grande pasticceria italiana, diventa protagonista in una nuova veste: quella di un gelato vellutato, dalla consistenza setosa e dal sapore avvolgente. A renderlo unico è l’utilizzo di ingredienti selezionati e la cura che contraddistingue ogni creazione del Maestro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Su questa base raffinata, viene versato caffè caldo di qualità pregiata, sprigionando un profumo intenso e creando una fusione aromatica che conquista fin dal primo assaggio. Un contrasto perfetto, studiato per esaltare la delicatezza del gelato e la forza del caffè, in un gioco di temperature e texture capace di stupire anche i palati più esigenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’arte di Massari in un cucchiaio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro ogni preparazione firmata Iginio Massari c’è un’idea chiara: offrire un’esperienza che unisca bellezza, gusto e memoria. Con il suo affogato alla crema pasticciera, il Maestro riesce ancora una volta a elevare un grande classico a nuova forma di piacere, mantenendo intatta la sua identità ma arricchendola di stile, equilibrio e intensità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un dessert semplice, sì, ma eseguito con una precisione e una sensibilità che solo l’Alta Pasticceria sa garantire. Non è solo un affogato: è un momento di lusso quotidiano, da concedersi con lentezza, da gustare con tutti i sensi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dove trovarlo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’affogato con gelato alla Crema Pasticciera è disponibile esclusivamente nelle pasticcerie Iginio Massari Alta Pasticceria di:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Milano – Via G. Marconi, 1
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Verona – Piazza Bra, 22
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Roma – Via Cola di Rienzo, 92
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un invito a scoprire la semplicità elevata all’arte, per trasformare ogni pausa caffè in un piacere raffinato e indimenticabile.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 09:15:33 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Delizia al Limone di Sal De Riso: il sole della Costiera in un dolce senza eguali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/delizia-al-limone-di-sal-de-riso-il-sole-della-costiera-in-un-dolce-senza-eguali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un capolavoro che profuma di sole.
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Sal-De-Riso_bassa.jpg"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è un dolce che racconta la Costiera Amalfitana più di ogni altro, che racchiude in ogni cucchiaiata il profumo intenso del Mediterraneo, la brezza marina e l’eleganza di un paesaggio senza tempo. È la Delizia al Limone® di Sal De Riso, un’icona della pasticceria italiana che nasce da un frutto straordinario: il Limone Costa d’Amalfi I.G.P., simbolo autentico di questo territorio unico al mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soffice pan di Spagna, farcito e ricoperto da una crema al limone vellutata e profumata: la Delizia al Limone® è molto più di un dessert. È un inno alla freschezza, un omaggio al frutto che fa grande la Costiera. I limoni utilizzati da Sal De Riso provengono esclusivamente dalla Costa d’Amalfi e vantano la certificazione IGP, a garanzia di qualità, aroma e territorialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coltivati su terrazzamenti a picco sul mare, baciati dal sole e accarezzati dalla brezza marina, i limoni della Costa sviluppano un profilo aromatico intenso, unico al mondo. È proprio questo ingrediente il cuore pulsante della Delizia, sapientemente lavorato per conservare intatte tutte le sue note agrumate e il suo inconfondibile carattere.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sal De Riso: l’eccellenza della pasticceria italiana
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Autore di questa creazione senza tempo è Sal De Riso, Maestro Pasticcere tra i più amati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale. La sua pasticceria di Minori, piccolo gioiello della Costiera, è meta di pellegrinaggio per golosi e gourmet, un luogo dove ogni dolce è un’opera d’arte e ogni assaggio diventa un’esperienza.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Delizia al Limone, registrata come marchio esclusivo, è il dolce simbolo di una filosofia che unisce artigianalità, materia prima d’eccellenza e passione per il territorio. Ogni torta è preparata con cura maniacale, nel rispetto della tradizione ma con uno sguardo contemporaneo, per offrire sempre il massimo in termini di gusto, eleganza e freschezza.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un solo indirizzo, mille emozioni
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Per assaporare l’originale Delizia al Limone®, l’unica firmata Sal De Riso, l’appuntamento è a Minori (SA), in Via Roma 80 – unica sede ufficiale della pasticceria. Qui, in un ambiente accogliente affacciato sul mare, si può vivere l’autenticità della Costiera attraverso il gusto, lasciandosi trasportare dai profumi dei limoni, dalla bellezza dei dolci e dall’ospitalità tipica di questi luoghi.
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    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un viaggio tra dolcezza e territorio che solo Sal De Riso sa rendere indimenticabile.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto WEB
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 09:10:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Panettone non va in vacanza: la Summer Edition firmata Giuseppe Zerbato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-panettone-non-va-in-vacanza-la-summer-edition-firmata-giuseppe-zerbato</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Per troppo tempo confinato al periodo natalizio, oggi il panettone si scrolla di dosso l’etichetta di dolce “stagionale” e si riafferma come protagonista della pasticceria contemporanea anche durante l’estate.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000768703.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un cambiamento culturale e gastronomico che sta guadagnando sempre più spazio, anche grazie al lavoro instancabile di maestri artigiani, manifestazioni di respiro internazionale e nuove interpretazioni che celebrano la versatilità di questo grande lievitato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i promotori più convinti di questa evoluzione c’è la Coppa del Mondo del Panettone, ideata da Giuseppe Piffaretti, meglio noto come @MastroPiff, che da anni si impegna a valorizzare il panettone in tutte le sue forme, al di là dei confini geografici e stagionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul numero estivo della rivista Pasticceria Internazionale, il panettone conquista nuovamente la scena grazie all’estro e alla tecnica di Giuseppe Zerbato, maestro gelatiere de Il Gelataio Valdagno. La sua creazione, il Panettone Summer Edition, è una proposta fresca, innovativa e perfettamente calibrata per il consumo nei mesi più caldi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un dolce estivo con l’anima del panettone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La versione estiva di Zerbato è un vero e proprio viaggio sensoriale che fonde le caratteristiche del panettone artigianale con preparazioni tipiche del mondo della gelateria e della pasticceria fredda. Il risultato? Un dolce contemporaneo, rinfrescante e ricco di contrasti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel dettaglio, il Panettone Summer Edition si compone di:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sorbetto al mango e passion fruit, che apre la degustazione con una nota tropicale, acidula e rinfrescante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gelato al pistacchio con pesto – una combinazione audace e sorprendente, dove la sapidità del pesto esalta la cremosità del pistacchio, creando un equilibrio raffinato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Semifreddo al cioccolato fondente, che chiude con profondità e intensità, riportando al gusto avvolgente delle feste, ma in chiave estiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’insieme è racchiuso in una struttura di panettone soffice e lievitato naturalmente, che fa da trait d’union tra la tradizione e la sperimentazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una nuova stagione per il grande lievitato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Panettone Summer Edition è molto più di una variazione sul tema: è il simbolo di una rivoluzione dolciaria che sta portando i lievitati a vivere una seconda giovinezza, svincolati dal calendario e aperti a contaminazioni che li rendono sempre più trasversali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Attraverso proposte come quella di Giuseppe Zerbato, il panettone si trasforma in un prodotto da degustare tutto l’anno, capace di emozionare con nuove consistenze, temperature e abbinamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estate non è più una pausa, ma una nuova opportunità per riscoprire uno dei dolci più iconici della tradizione italiana. Con il Panettone Summer Edition, Zerbato ci ricorda che l’eccellenza non conosce stagioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto  Social
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Aug 2025 08:56:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sagra dell’Anguria 2025 a Botrugno: due serate di gusto, musica e tradizione salentina</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sagra-dellanguria-2025-a-botrugno-due-serate-di-gusto-musica-e-tradizione-salentina</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore dell’estate salentina, il pittoresco borgo di Botrugno, in provincia di Lecce, si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più amati del territorio: la Sagra dell’Anguria. L’edizione 2025 si svolgerà nelle serate di domenica 17 e lunedì 18 agosto, trasformando le vie del centro storico in un tripudio di sapori, musica e colori tipici delle feste popolari pugliesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonista indiscussa dell’evento è l’anguria, frutto simbolo dell’estate, servita in tante gustose varianti: fette fresche e dolcissime, bevande e cocktail rinfrescanti, e sorprendenti abbinamenti con prodotti tipici locali come friselle, formaggi e salumi. A completare l’esperienza enogastronomica, i vini DOC e IGP del territorio offriranno un perfetto accompagnamento ai piatti proposti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sagra è anche un’occasione imperdibile per vivere la vera anima del Salento attraverso la musica e l’intrattenimento. In programma concerti di pizzica e musica popolare, spettacoli di danza, performance di artisti di strada e scenografie luminose che renderanno l’atmosfera ancora più suggestiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ingresso è libero e gli eventi avranno inizio ogni sera a partire dalle ore 19:00, proseguendo fino a tarda notte. La Sagra dell’Anguria è molto più di un semplice evento gastronomico: è un momento di incontro, convivialità e riscoperta delle tradizioni, ideale per residenti e turisti in cerca di autenticità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non perdere l’occasione di vivere due serate indimenticabili tra gusto, folklore e magia estiva a Botrugno.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per aggiornamenti su orari, programma e attività, è consigliato consultare i canali ufficiali dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FOTO WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 10 Aug 2025 10:58:25 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Scarpetta e Avanzi”: il cibo di recupero esce di casa e diventa gourmet</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/scarpetta-e-avanzi-il-cibo-di-recupero-esce-di-casa-e-diventa-gourmet</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Dalla cucina povera alle tavole dei ristoranti: il fascino del piatto che non si butta
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta erano i piatti “della nonna”, quelli fatti con gli avanzi del giorno prima o con ciò che si aveva in casa. Oggi diventano protagonisti di una nuova frontiera della cucina sostenibile, che unisce tradizione, creatività e alta qualità. Il nuovo trend? Portare a tavola il cibo di recupero con un tocco gourmet, senza perdere l’anima semplice e autentica delle ricette popolari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla pappa al pomodoro alla focaccia col sugo: tradizione reinventata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa succede quando un piatto povero incontra la tecnica e l’estro di uno chef? Nascono proposte sorprendenti: pappa al pomodoro con pane raffermo profumato all’aglio e basilico fresco, focacce ripassate nel sugo avanzato della domenica, ma anche arancini con il risotto del giorno prima, e polpette creative con verdure dimenticate nel cassetto del frigo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A spingere questa tendenza sono sempre più ristoranti, anche in Puglia, che propongono menu stagionali e “circolari”, capaci di ridurre gli sprechi e valorizzare ogni ingrediente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           FOTO ANSA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 10 Aug 2025 10:29:58 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vincenzo Guarino: Un Maestro della Cucina Campana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vincenzo-guarino-un-maestro-della-cucina-campana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Nel cuore pulsante della Campania, in un palcoscenico di storia e raffinatezza quale Palazzo Acampora ad Agerola, si consuma una sinfonia culinaria di rara bellezza, orchestrata dal maestro Vincenzo Guarino.
        &#xD;
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&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000758491.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è semplicemente uno chef stellato, ma un artista capace di tradurre in piatti l'anima di un territorio, di evocarne la memoria e proiettarne il futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guarino, con un curriculum stellato che vanta quattro stelle Michelin conquistate in diverse prestigiose cucine italiane, è tornato alle sue radici campane, portando con sé un bagaglio di esperienze e una visione che trascende la mera tecnica. La sua cucina a "La Corte degli Dei" non è un esercizio di stile fine a sé stesso, ma un dialogo intimo con la terra, un inno ai Monti Lattari, alle coste sinuose della Costiera Amalfitana e Sorrentina, e ai tesori che custodiscono.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sua filosofia è un inno alla materia prima, elevata a protagonista assoluta. Gli agrumi profumati della Penisola Sorrentina, il pescato fresco che danza nel Tirreno, i formaggi d'eccellenza come il Provolone del Monaco DOP e il Fiordilatte di Agerola, e la pasta di Gragnano – custode di una tradizione millenaria – sono i tasselli di un mosaico gustativo che si compone con armonia e precisione. E in un gesto di profonda connessione con la natura, le primizie direttamente dall'orto del Palazzo arricchiscono la tavolozza dei sapori, garantendo freschezza e autenticità che si sentono in ogni boccone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincenzo Guarino è un custode di sapori antichi e un innovatore audace. Il suo "Cappuccino del Monaco", un'interpretazione magistrale che sposa la spuma del Provolone con la dolcezza terrosa delle patate viola e arancioni, è un esempio lampante della sua capacità di trasformare la tradizione in un'esperienza sensoriale inedita e memorabile. Ogni piatto è una narrazione, un viaggio attraverso la stagionalità e la generosità di una terra benedetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'eleganza di Palazzo Acampora, con i suoi ambienti ricchi di storia e arte, diventa la cornice perfetta per quest'arte culinaria. "La Corte degli Dei" non è solo un ristorante, ma un santuario del gusto, dove il talento di Guarino, supportato da una brigata affiatata e da un servizio impeccabile, si manifesta in ogni dettaglio. È un luogo dove la bellezza si sposa con la bontà, dove la storia si fonde con il presente, creando un'esperienza che nutre non solo il corpo, ma anche l'anima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincenzo Guarino non si limita a cucinare; egli interpreta, crea e, soprattutto, ispira. Il suo ritorno in Campania è un dono prezioso, un'opportunità unica per assaporare l'eleganza, la profondità e l'originalità di una cucina che è vera espressione d'arte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 05:59:12 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un Viaggio nel Cuore del Sapore: La Sagra del Tortellino di Castelfranco Emilia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/un-viaggio-nel-cuore-del-sapore-la-sagra-del-tortellino-di-castelfranco-emilia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          C'è un profumo che sa di festa, di tradizione e di un segreto custodito da secoli. È l'aroma inconfondibile che si sprigionerà per le strade di Castelfranco Emilia, pronta a vestirsi a festa dal 4 al 15 settembre per celebrare il re indiscusso della sua tavola: il tortellino. Non si tratta di una semplice sagra, ma di un'esperienza che dura undici giorni, dove la Piazza della Vittoria si trasforma nel cuore pulsante della gastronomia e della cultura locale. È un'ode a una ricetta che ha fatto la storia, un omaggio a ogni singola sfoglia tirata a mano e a ogni tortellino chiuso con maestria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Gran Finale: Il 15 Settembre tra Storia e Leggenda
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il culmine di questa celebrazione si raggiunge proprio il 15 settembre, in un finale che promette di togliere il fiato. Non solo per le ultime, indimenticabili forchettate, ma per la rievocazione storica che sfilerà per le vie del paese. Un corteo che non è solo una parata, ma un vero e proprio tuffo nel passato, che riporta in vita la leggenda sulla nascita di questa meraviglia culinaria. Oltre alla star indiscussa, potrete deliziarvi con altri prodotti enogastronomici tipici e godervi spettacoli gratuiti che animeranno la serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siete pronti a vivere un'emozione che va oltre il semplice piacere del palato? Il 15 settembre non è solo la chiusura di una festa, ma l'apice di un'esperienza che viaggia nel tempo: un sapore che racconta storie, una tradizione che pulsa di vita nel cuore di ogni abitante. Non venite solo per assaggiare, venite per diventare parte di una leggenda. Vi aspettiamo al cuore della tradizione, dove ogni tortellino è un'emozione indimenticabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 05:44:14 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ristoratori, così mettete a rischio salute e reputazione!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ristoratori-cosi-mettete-a-rischio-salute-e-reputazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          Caos nei congelatori: un errore gravissimo (e troppo frequente) che può costare caro.
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Di Chef Gregori Nalon Cooking Strategist – Consulente per la ristorazione professionale
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante le mie consulenze in ristoranti, hotel e cucine professionali, mi capita troppo spesso di trovare congelatori in condizioni caotiche, disordinate e totalmente inadeguate alla conservazione sicura degli alimenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo dico senza mezzi termini: è inammissibile che ancora oggi, nel 2025, ci siano professionisti del settore che trattano la conservazione con superficialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una gestione scorretta dei congelatori compromette:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • La sicurezza alimentare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • La qualità del prodotto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Il rispetto delle normative HACCP
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • La reputazione del locale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco cosa NON si deve fare nei congelatori professionali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Mescolare carni crude con prodotti già cotti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rischio incroci di contaminazione altissimo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Assenza di etichette o data di congelamento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come fai a sapere se un prodotto è ancora buono?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Alimenti conservati in confezioni aperte o non sigillate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Favorisce il deterioramento e l’assorbimento di odori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Ghiaccio e brina eccessiva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Segno di sbrinamento non regolare: può alterare la catena del freddo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Contenitori non idonei o sovraccarico del vano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Peggiora la ventilazione e compromette la temperatura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consigli pratici per una conservazione a regola d’arte:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Etichettare sempre ogni prodotto con nome, data e scadenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Usare contenitori professionali chiusi ermeticamente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Separare per tipologia: carne, pesce, verdure, prodotti cotti, dolci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sbrinare regolarmente e controllare che la temperatura sia stabile (almeno -18°C).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Applicare una rotazione FIFO (First In, First Out) per evitare sprechi e garantire la freschezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Tenere un registro aggiornato dei prodotti congelati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricorda che…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La corretta conservazione non è un’opzione, è un dovere professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chi entra nella tua cucina – clienti, ispettori, fornitori – deve trovare ordine, pulizia e rigore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un congelatore in disordine è il primo segnale di una gestione approssimativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E va detto chiaramente: non sempre è colpa dei cuochi o del personale di cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In molte situazioni, è la proprietà o la direzione a non voler investire in attrezzature adeguate o a non garantire le condizioni minime per lavorare in sicurezza e professionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sottovalutare l'importanza di un'attrezzatura funzionale e di spazi ben organizzati è un errore che ricade sull'intero servizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Io sono Chef Gregori Nalon, e da anni affianco ristoranti in tutta Italia per migliorare ogni aspetto della cucina, dalla qualità dei piatti fino alla sicurezza alimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se nella tua cucina c’è confusione nel congelatore, non stai lavorando bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È tempo di cambiare rotta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La qualità parte anche da qui.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 06 Aug 2025 12:11:21 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Borgo Rosato incanta Castellana Grotte: tre serate di gusto, musica e tradizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/borgo-rosato-incanta-castellana-grotte-tre-serate-di-gusto-musica-e-tradizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Vino rosato, sapori pugliesi e cultura hanno trasformato il centro storico in un palcoscenico a cielo aperto
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dal 2 al 4 agosto 2025, Castellana Grotte ha ospitato uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: Borgo Rosato, l’evento che ha celebrato l’eccellenza vitivinicola del territorio con un’edizione coinvolgente, autentica e ricca di emozion
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           i.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante il rinvio della serata del 3 agosto, la manifestazione si è conclusa con una straordinaria apertura eccezionale anche lunedì 4 agosto, offrendo al pubblico un’ulteriore occasione per immergersi nella bellezza del centro storico e nei sapori della Puglia più genuina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il rosato protagonista tra le vie del borgo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le cantine del territorio hanno deliziato i visitatori con una raffinata selezione di vini rosati, interpretazioni diverse ma accomunate dalla qualità e dal legame con il territorio. Passeggiando tra i vicoli, i partecipanti hanno potuto degustare:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Terrecarsiche – Murgia Rosa, Gioia Rosa, Agorà Rosato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spelonga – Marilina, Ninu Rosato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conti Zecca – Venus, Cantalupi Rosato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Pruina – Primitivo Rosato, Negramaro Rosato, Radilia (Susumaniello Rosato)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un itinerario enologico pensato per valorizzare le etichette più rappresentative della produzione locale, in un contesto suggestivo e accogliente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Sapori autentici e artigianato locale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto al vino, grande protagonista è stata anche l’enogastronomia pugliese, con stand gastronomici che hanno proposto piatti tipici preparati al momento: bombette alla brace, pasta fresca, salumi artigianali, formaggi locali e frittelle, per un'esperienza culinaria completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Spazio anche alla creatività e al talento femminile, con aree dedicate all’artigianato locale, vera espressione dell’identità e della manualità del territorio.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Musica dal vivo e atmosfera coinvolgente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere ancora più speciale l’atmosfera, le performance di band e artisti locali hanno animato le serate con musica dal vivo, creando un perfetto equilibrio tra tradizione e intrattenimento. Un sottofondo musicale che ha accompagnato i brindisi, le conversazioni e le passeggiate tra i vicoli illuminati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un successo che parla di territorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Borgo Rosato si conferma così un appuntamento capace di unire promozione del territorio, cultura, gusto e socialità. Inserito nel calendario di “Piazze d’Estate 2025”, promosso dal Comune di Castellana Grotte e da Grotte di Castellana srl, con il supporto di Multiservizi S.p.A., l’evento ha attratto centinaia di visitatori, valorizzando il cuore del borgo antico e le sue eccellenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’esperienza che lascia il segno, con il profumo del rosato ancora nell’aria… e l’attesa già accesa per la prossima edizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presenti le  telecamere di Political TV canale 86 del Digitale Terrestre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 05 Aug 2025 13:20:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/borgo-rosato-incanta-castellana-grotte-tre-serate-di-gusto-musica-e-tradizione</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un Brindisi alla autenticità  Cenando sotto un cielo diverso  Il gusto di fare del bene come inno alla vita</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/un-brindisi-alla-autenticita-cenando-sotto-un-cielo-diverso-il-gusto-di-fare-del-bene-come-inno-alla-vita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'8 luglio, la magnifica Villa Tony, con la sua eleganza intrinseca e la sua atmosfera incantevole, ha ospitato la diciassettesima edizione dell'evento "Cenando sotto un Cielo Diverso". Questa iniziativa unica, ideata da Alfonsina Longobardi, ha saputo fondere magistralmente gusto, autenticità e beneficenza, trasformando la villa in un palcoscenico di sapori e solidarietà, all'insegna del motto "Be Yourself". La serata, che ha accolto più di 1200 ospiti, è stata sapientemente condotta dalla presentatrice e direttrice artistica dell'evento Ida Piccolo, affiancata dal giornalista Antonio D'Addio. Tra i volti noti, Mario Cusitore di Uomini e Donne è stato testimone dell'evento, e numerosi ospiti dello spettacolo hanno animato la serata, tra cui i cantanti Sannino, Ludo Brusco, Luciano Caldore e i Mixed by Erry, i comici Salvatore Turco, Peppe Laurato e Marco Lanzuise, e gli attori Marika Gambardella di Mare Fuori, Luigi Zeno e Ciro Torlo. L'atmosfera è stata ulteriormente vivacizzata dal DJ set di Packy Stile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un Convito di Stelle per una Nobile Causa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con 250 postazioni elegantemente allestite nella splendida cornice di Villa Tony, l'evento ha accolto un pubblico numeroso, desideroso di contribuire a una causa benefica pur deliziando il palato. Protagonisti indiscussi della serata sono stati gli chef stellati, tra cui Michele De Leo, Domenico Iavarone, Ciro Sicignano, Danilo di Vuolo e Nicola Somma, e non, gli artigiani del gusto, i bartender, i pizzaioli, i pasticceri e i produttori, che hanno offerto un'esibizione culinaria straordinaria. Quest'anno, la pizza è stata una delle grandi novità, elevata a simbolo di inclusività e convivialità, dimostrando come anche la tradizione possa innovarsi per una nobile causa. Ogni piatto ha raccontato una storia di autenticità, in perfetta sintonia con il tema della serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Autenticità e Condivisione: L'Essenza dell'Evento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Cenando sotto un Cielo Diverso" non è stato solo un evento gastronomico, ma un vero e proprio inno alla condivisione e all'autenticità. Il motto "Be Yourself" ha invitato i presenti a riflettere sull'importanza di esprimere la propria unicità e di essere fedeli a se stessi. Questo messaggio ha permeato ogni aspetto della serata, dalla scelta degli chef alla speciale giacca indossata dai cuochi, che rendeva omaggio a Diego Armando Maradona, simbolo di autenticità e passione. L'atmosfera magica, creata dall'eleganza di Villa Tony e dalla luce soffusa di un cielo estivo, ha favorito incontri e connessioni, rendendo ogni momento indimenticabile. La visione di Alfonsina Longobardi ha preso vita in una serata dove il piacere del gusto si è unito alla gioia di fare del bene, dimostrando come la cucina possa essere un potente veicolo di solidarietà e aggregazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento si è concluso con un successo travolgente, lasciando un segno indelebile nei cuori dei partecipanti e confermando il potere trasformativo della gastronomia quando messa al servizio di nobili cause. L'appuntamento è già fissato per la diciottesima edizione, che si preannuncia ricca di nuove sorprese e, come sempre, all'insegna del buon gusto e della solidarietà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 05 Aug 2025 12:39:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/un-brindisi-alla-autenticita-cenando-sotto-un-cielo-diverso-il-gusto-di-fare-del-bene-come-inno-alla-vita</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Difendere la Dieta Mediterranea: il Cilento in prima linea contro le frodi alimentari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/difendere-la-dieta-mediterranea-il-cilento-in-prima-linea-contro-le-frodi-alimentari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel territorio che ha visto nascere e crescere il modello alimentare più studiato e apprezzato al mondo, la Dieta Mediterranea, si alza una voce decisa a difesa della qualità e dell’autenticità: è il Codacons Cilento a lanciare l’allarme contro l’abuso di denominazioni geografiche e tradizionali utilizzate impropriamente nel mercato alimentare e turistico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre più frequentemente, prodotti industriali e piatti standardizzati vengono spacciati per “tipici” o “tradizionali”, sfruttando il nome del Cilento e della Dieta Mediterranea come semplici etichette di marketing. Questo fenomeno, oltre a generare confusione nei consumatori, danneggia le imprese locali che operano nel rispetto della tradizione, della qualità e della stagionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Dieta Mediterranea non è una semplice scelta alimentare, ma un modello culturale complesso che promuove benessere, sostenibilità e legame con il territorio. Inserita nel 2010 tra i Patrimoni Immateriali dell’Umanità UNESCO, questa dieta valorizza il consumo quotidiano di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva, con un uso moderato di carne e latticini, preferendo ingredienti freschi e locali. La varietà dei sapori è accompagnata da un profondo rispetto per le stagioni, per il lavoro dei piccoli produttori e per le tradizioni culinarie tramandate da generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proteggere questo patrimonio significa anche combattere le falsificazioni alimentari, le etichette ingannevoli, l’uso di prodotti surgelati spacciati per freschi e la mancanza di trasparenza nelle filiere turistiche e gastronomiche. È una battaglia che tocca da vicino la salute dei cittadini, la credibilità delle nostre eccellenze locali e il futuro economico delle aziende agroalimentari del Mezzogiorno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Codacons Cilento propone un insieme di azioni concrete:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Un sistema di controllo più attento sui ristoratori e gli operatori del settore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – La creazione di un marchio territoriale di qualità per i locali che rispettano i valori autentici della Dieta Mediterranea
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Percorsi di educazione alimentare rivolti a scuole, cittadini e turisti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          – Sostegno attivo alle imprese agricole e artigianali del territorio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mangiare sano non è un lusso, ma un diritto e una responsabilità. Difendere la Dieta Mediterranea significa difendere la salute, la verità nel piatto, e una identità culturale che appartiene a tutti noi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Chiunque voglia segnalare casi di utilizzo improprio delle denominazioni protette può scrivere all’indirizzo: codaconscilentocomunivelini@gmail.com
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto GOOGLE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 04 Aug 2025 17:16:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/difendere-la-dieta-mediterranea-il-cilento-in-prima-linea-contro-le-frodi-alimentari</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Pollica-Cilento-Dieta-Mediterranea.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Il Futuro in Divisa da Chef: Il Nuovo Logo FIC Rappresenta un’Evoluzione di Identità e Visione”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-futuro-in-divisa-da-chef-il-nuovo-logo-fic-rappresenta-unevoluzione-di-identita-e-visione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         di Chef Gregori Nalon, associato FIC da molti anni
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel numero di luglio-agosto della rivista “Il Cuoco”, in arrivo nelle case degli associati, la copertina è dedicata a un momento di grande significato per la Federazione Italiana Cuochi: il lancio del nuovo logo ufficiale. Un gesto fortemente simbolico che segna non solo un cambiamento visivo, ma l’inizio di una nuova fase per l’intera comunità FIC.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Da associato FIC da tanti anni, ho vissuto in prima persona l’evoluzione della nostra Federazione e della professione del cuoco. Questo nuovo logo rappresenta molto più di una scelta grafica: è un segno di maturità, di visione condivisa e di volontà di parlare con un linguaggio moderno e universale, in grado di raggiungere cuochi e appassionati in tutto il mond
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          o.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La decisione è stata ufficializzata durante l’ultima Assemblea Nazionale dei Soci, tenutasi a Milano, dove si è scelto di raccontare — anche attraverso l’immagine — l'identità viva e in continua trasformazione della nostra Federazione. Una trasformazione che non rinnega il passato, ma lo valorizza, spingendo la professione del cuoco verso nuove sfide, con orgoglio e consapevolezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Come sottolinea anche il presidente nazionale FIC,
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Rocco Pozzulo,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           nell’editoriale del nuovo numero, il logo è solo la punta dell’iceberg di un percorso più profondo: è il simbolo tangibile di una comunità professionale che cresce, si rinnova e si racconta al mondo con la forza del proprio valore umano, culturale e gastronomico.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il mio pensiero personale è profondamente positivo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vedo in questo cambiamento un'opportunità concreta per rafforzare il senso di appartenenza, per dare ancora più valore a quello che facciamo ogni giorno nelle cucine, nelle scuole, nei concorsi, nei territori. Il nuovo logo è una bandiera sotto cui ritrovarsi uniti, fieri di essere cuochi italiani, pronti a guardare al futuro con entusiasmo, determinazione e spirito di squadra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Essere cuochi oggi significa custodire una storia, viverla nel presente con responsabilità e costruire, ogni giorno, un futuro solido e condiviso. Il nuovo logo è la nostra firma, il nostro volto, la nostra voce. Ed è bello sapere che parla per tutti noi.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Aug 2025 12:58:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-futuro-in-divisa-da-chef-il-nuovo-logo-fic-rappresenta-unevoluzione-di-identita-e-visione</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000752464+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“NOTTE BLU” – Marina di Torre Pali, Salve (Lecce) - 5 e 6 agosto 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/notte-blu-marina-di-torre-pali-salve-lecce-5-e-6-agosto-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/cacioppo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Presentata ufficialmente con una conferena stampa social, la seconda edizione della “Notte Blu”, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate salentina, in programma il 5 e 6 agosto 2025, precisamente in Piazza Vanini nella Marina di Torre Pali – marineria di Salve, località insignita della prestigiosa Bandiera Blu.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La Notte Blu –
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ha spiegato il sindaco di Salve Francesco Villanova
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          - nasce con l’obiettivo principale ed univoco di promuovere il patrimonio naturale e culturale del territorio di Salve, esaltare le eccellenze locali e sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale e marina. E’ soprattutto l’occasione per festeggiare l’ambito riconoscimento della Bandiera Blu, successo di caratura nazionale per tutto il nostro territorio”. Durante la conferenza, il sindaco e l’Amministrazione comunale, presenti il vicesindaco Giovanni Lecci, l’assessore alla cultura Patrizia Pizzolante e l’assessore al turismo Francesco De Giorgi, insieme ai promotori ed ai partner del progetto, è stata l’occasione utile per illustrare nel dettaglio la programmazione artistica, le attività ambientali, le iniziative solidali e logistiche che caratterizzeranno le due serate dell’evento. Soddisfatta ed orgogliosa delle iniziative programmate e previste per la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Notte Blu di Salve
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ” si è detta la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           presidente del consiglio della Regione Puglia Loredana Capone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . “Una festa collettiva della bellezza e dell'impegno civile. Una manifestazione che da una parte promuove il nostro territorio e la nostra cultura, e dall'altro rafforza il sentimento comunitario e identitario che si apre agli altri – ha evidenziato entusiasta la Capone, che poi ha lodato il territorio il legame viscerale tra pubblico e privato -.  La sinergia tra istituzioni, cittadini ed operatori del territorio genera  esperienze autentiche, capaci di attrarre turisti e far conoscere le nostre ricchezze non solo naturali ma anche culturali. Così la nostra terra può crescere e diventare un'opportunità per i nostri ragazzi".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Programmazione Notte Blu 2025 Marina di Torre Pali – 5 e 6 agosto 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Si parte martedì 5 agosto alle 17 con la Liberazione tartarughe marine, evento ambientale a cura del Centro Recupero Tartarughe Marine (CRTM) di Calimera e in collaborazione con Legambiente “Giglio delle Dune”. A seguire intorno alle 18, “Area Kids” con laboratori di Biologia Marina e percorso educativo e ludico per bambini sull’ambiente marino e l’importanza della raccolta differenziata.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            n serata alle 20 l’atteso evento del “Premio Notte Blu 2025”. Sul palco di piazza Vanini a Torre Pali, in scena un imperdibile approfondimento sul riconoscimento della “Bandiera Blu” con premiazione di personalità salentine distintesi in ambito culturale, medico, politico, gastronomico e industriale, conduzione a cura di Francesca Tocca (Mediaset) e Marco Guacci (Radionorba).
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            A seguire lo spettacolo live con le gags e l’intrattenimento di Giovanni Cacioppo che porterà in scena comicità d’autore direttamente da Zelig e Colorado, poi la musica di Marco Ligabue con un live del noto cantautore emiliano. Si chiude in bellezza con Stella Grande – Anime Bianche in Tour –, musica popolare e pizzica salentina sino a notte fonda.
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             La Notte Blu di Salve continua anche mercoledì sei agosto, sempre in piazza Vanini a Torre Pali. Alle 22 infatti previsto l’atteso spettacolo comico “73100” con il gruppo comico salentino I MalfAttori (Gianpaolo Viva, Sabina Blasi, Roberto Lezzi e Roberto Rovito)
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           Partner ed iniziative speciali. Solidarietà Internazionale – Progetto WE AFRICA 
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l’evento sarà attiva una raccolta fondi per la realizzazione di un pozzo d’acqua potabile in Burkina Faso, grazie alla collaborazione con la Fondazione We Africa. Media Partner ufficiale, Radio System che trasmetterà in diretta nazionale l’evento con collegamenti, interviste e musica live.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Notte Blu di Salve, è promossa dal Comune di Salve e rappresenta un’occasione strategica di marketing territoriale, con una forte valenza culturale, educativa e ambientale. L’evento giunto alla sua seconda edizione è pensato per coinvolgere cittadini, turisti e famiglie in un’esperienza che unisce arte, spettacolo, tradizione, sostenibilità e solidarietà.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 03 Aug 2025 12:32:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Acerra: Culla di Storie Antiche e del Servo Saggio</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Immaginate una terra dove il tempo si è fermato, ma le storie non smettono mai di essere narrate.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questa è Acerra, un luogo che non si limita a custodire il passato, ma lo vive ogni giorno. Le sue radici affondano in un'antichità profonda, forgiata dal succedersi di popoli e culture, una città che Virgilio stesso citò, quasi presagendo la sua perenne resilienza di fronte alle avversità.
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    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Ed è proprio da questa terra di contadini, di fatica e di saggezza, che nel Seicento sboccia un fiore teatrale unico al mondo: Pulcinella. Non è un personaggio nato a tavolino, ma l'anima stessa di un popolo, ispirata da un arguto contadino locale. Pulcinella è la nostra voce, un ribelle e un poeta che, con la sua maschera e le sue battute, rovescia il mondo, svelando l'ipocrisia dei potenti e celebrando la forza di chi, ogni giorno, lotta per la vita. Incarna il dualismo più profondo del nostro cuore: la fame atavica e l'astuzia per sopravvivere, il dramma della vita e la gioia di un'irresistibile risata.
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    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il legame con questa terra si sente a tavola. Pulcinella amava i maccheroni, e non a caso Acerra è oggi celebre come la "città della pizza". Non stiamo parlando di una pizza qualunque, ma di un'arte che rende omaggio alla ricchezza del nostro suolo. Qui nascono creazioni come la celebre pizza Mammarella, che deve il suo nome al pregiato carciofo che ne è l'ingrediente d'onore. Ogni boccone è un racconto dei nostri campi, fatto di fagioli cannellini "dente di morto", patate viola e albicocche profumate, un legame indissolubile tra la gente, la terra e il cibo che ci unisce.
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    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Per comprendere davvero questa storia, bisogna visitarla. Il Castello dei Conti di Acerra non è solo un edificio, ma un guardiano millenario che, sulle rovine di un antico teatro romano, ospita il Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina. Varcare le sue soglie significa entrare in un mondo di memorie, dove ogni sala racconta la nostra identità più profonda.
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    &lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Venite a Scoprire l'Anima di una Città
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Questo non è solo un invito a visitare un luogo, ma a compiere un vero e proprio viaggio nel cuore di una cultura vivace. Venite a camminare tra le mura del castello, a perdervi nelle storie del museo e, soprattutto, a sedervi a una tavola dove ogni sapore è un pezzo di storia. Scoprirete che Acerra non è una destinazione qualunque, ma una città che vi accoglierà con il sorriso saggio e sornione di Pulcinella, pronta a farvi sentire parte della sua anima.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 03 Aug 2025 12:16:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L'Inclusività della Pizza</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pizza, icona della gastronomia italiana e piatto amato in tutto il mondo, sta vivendo una vera e propria rivoluzione, trasformandosi da semplice pietanza a simbolo di inclusività. L'ideazione di una pizza che abbraccia la diversità è un processo creativo che va oltre la scelta degli ingredienti, toccando temi di accessibilità, sostenibilità e rispetto delle esigenze individuali.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Oltre la Tradizione: L'Ideazione di Nuove Proposte
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per creare una pizza inclusiva, è fondamentale partire dall'idea di base e ampliare gli orizzonti culinari. Questo significa esplorare nuove combinazioni di sapori e consistenze che possano soddisfare palati diversi. L'innovazione non si limita solo agli ingredienti principali, ma si estende anche alle farine alternative, ai condimenti innovativi e alle tecniche di cottura. L'obiettivo è offrire un'esperienza gustativa appagante per tutti, senza compromettere la qualità o il sapore.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Basi Alternative: Non più solo farina di grano tenero. L'inclusività inizia con la crosta. Farine di legumi (ceci, lenticchie), di cereali antichi (grano saraceno, farro), senza glutine (riso, mais) o a basso indice glicemico (integrali, con semi) aprono a nuove possibilità per celiaci, intolleranti e chi segue diete specifiche. L'ideazione può portare a pizze con basi di verdure, come cavolfiore o zucchine, per un'opzione ancora più leggera e ricca di fibre.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Topping per Ogni Gusto: La varietà di condimenti è infinita e può accogliere qualsiasi preferenza. Si possono ideare pizze completamente vegetali, con un'ampia gamma di verdure di stagione, funghi, legumi e formaggi vegetali. Per chi preferisce la carne o il pesce, è possibile proporre opzioni certificate, a km zero o di origine sostenibile. L'inclusività si estende anche alla diversità culturale, con l'introduzione di ingredienti etnici o spezie provenienti da diverse cucine del mondo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Personalizzazione e Libertà: L'inclusività si manifesta anche nella possibilità di personalizzare la propria pizza. Offrire un'ampia scelta di ingredienti da combinare a piacimento permette a ognuno di creare la pizza perfetta per le proprie esigenze e preferenze. Questo non solo soddisfa le necessità alimentari, ma valorizza anche il gusto personale e la creatività.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Accessibilità e Consapevolezza: Un Impegno Necessario
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'inclusività non riguarda solo il cibo in sé, ma anche l'esperienza complessiva. Per rendere la pizza veramente inclusiva, è essenziale considerare l'accessibilità a 360 gradi.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Informazioni Chiare e Dettagliate: La trasparenza è fondamentale. Un menù che indichi chiaramente allergeni, ingredienti e valori nutrizionali è un requisito imprescindibile. L'utilizzo di simboli universali per indicare opzioni vegane, vegetariane, senza glutine o senza lattosio facilita la scelta e garantisce tranquillità ai consumatori.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Formazione del Personale: Un personale consapevole e formato sulle diverse esigenze alimentari è un valore aggiunto. Saper rispondere a domande specifiche, consigliare opzioni adatte e gestire richieste particolari con professionalità e cordialità contribuisce a creare un ambiente accogliente per tutti.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            - Contesto e Atmosfera: Anche l'ambiente in cui si gusta la pizza gioca un ruolo. Un locale con accesso facilitato per persone con mobilità ridotta, un'illuminazione adeguata e un'atmosfera confortevole contribuiscono a rendere l'esperienza inclusiva per tutti.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Pizza come Strumento di Connessione
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pizza, per sua natura, è un piatto conviviale, sinonimo di condivisione e socialità. L'approccio inclusivo ne amplifica questa funzione, trasformandola in un vero e proprio strumento di connessione tra persone con esigenze e gusti diversi. Immaginare una tavola dove celiaci e non, vegani e onnivori, bambini e adulti possano gustare insieme la propria versione di pizza ideale, senza sentirsi esclusi o limitati, è il fine ultimo di questa ideazione inclusiva.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo sempre più attento alle diversità e alle esigenze individuali, l'industria della ristorazione ha l'opportunità di guidare un cambiamento culturale. L'inclusività nella pizza non è solo una tendenza passeggera, ma la nuova frontiera di un'arte culinaria che vuole continuare a essere rilevante. Dimostra che è possibile rispettare la tradizione innovando e che l'attenzione alle esigenze di tutti non è un limite, ma una risorsa creativa. In questo scenario, la pizza non è più solo un pasto, ma un manifesto di accoglienza e di rispetto, un piatto che ha la forza di unire le persone, una fetta alla volta, costruendo un'esperienza conviviale dove ogni persona si senta vista e valorizzata.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sun, 03 Aug 2025 12:12:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Estate di Gusto: Sagre, Borghi e Ricette d’Autore nel Cuore dell’Italia</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel pieno dell’estate italiana, tra il profumo di piatti antichi e l’eco di tradizioni senza tempo, Luxury Food &amp;amp; Wine apre la settimana del 1° agosto 2025 con un viaggio multisensoriale che celebra l’identità gastronomica del Bel Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le sagre diventano protagoniste assolute: dalla storica Sagra dei Osei di Sacile, che da secoli anima il Friuli Venezia Giulia, alle feste venete dedicate al Prosciutto e al riso Vialone Nano, passando per la porchetta di Ariccia nel Lazio, le orecchiette della Puglia, fino a giungere in Sicilia con la regina della tavola etnea: la Pasta alla Norma di Zafferana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In copertina, lo scatto suggestivo del Festival Rinascimentale Leonicus di Lonigo, dove tra duelli medievali, costumi d’epoca e degustazioni d’autore, la cultura si fonde con il gusto in un’esperienza indimenticabile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Focus Territorio: la Pesca di Verona IGP
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Icona dell’estate contadina, la Pesca di Verona IGP si fa raffinata protagonista in piatti che raccontano un'evoluzione gourmet. Provatela al forno con miele e mandorle o abbinata al mare, in un sorprendente Tataki di tonno rosso con pesca marinata e riduzione al Recioto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chef della Settimana: Davide Bertazzo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla cucina del ristorante Il Canzoniere, immerso nei Colli Euganei, lo Chef Davide Bertazzo ci regala una vera sinfonia estiva: risotto con fiori di zucca, stracciatella e polvere di pomodoro. Un piatto che unisce poesia, stagionalità e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’edizione che sa di piazze illuminate, tavole condivise e sapori che raccontano l’anima dei nostri territori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Aug 2025 12:06:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/estate-di-gusto-sagre-borghi-e-ricette-dautore-nel-cuore-dellitalia</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cooking _Around _Fest 2025: quattro serate sotto le stelle tra gusto, cultura e solidarietà a Cicciano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-_around-_fest-2025-quattro-serate-sotto-le-stelle-tra-gusto-cultura-e-solidarieta-a-cicciano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dal 11 al 14 settembre 2025, Cicciano si prepara ad accogliere la quinta edizione del "Cooking _Around _Fest", la kermesse enogastronomica ideata e promossa dall’associazione Vittoria, guidata dal presidente Carmine Giugliano. 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento che unisce territorio, solidarietà e cultura, trasformando viale dei Pini in un vero e proprio villaggio del gusto, tra sapori autentici, musica, tradizioni popolari e animazione per tutte le età.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un festival che celebra l’enogastronomia campana con un’anima solidale e inclusiva: street food, showcooking, artigiani del gusto, chef, pizzaioli, pasticceri, bartender e produttori locali saranno i protagonisti delle quattro serate, offrendo un viaggio sensoriale e culturale immersivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esperienze per grandi e piccoli, tra show e laboratori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande attenzione sarà riservata anche ai più piccoli, con aree gioco dedicate e attività ludico-ricreative. Il 14 settembre sarà il momento clou per i giovani aspiranti chef con la Cooking Around Class Experience, laboratorio a quattro mani condotto da chef di alto profilo, in collaborazione con il pastificio Somma e ideato dalla food blogger Gemma Caruso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Musica, spettacoli e solidarietà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Ogni serata si concluderà con un concerto gratuito condotto da Giovanni De Filippis, ospitando artisti di primo piano del panorama musicale
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           11 settembre – Enzo Avitabile &amp;amp; I Bottari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • 12 settembre – Andrea Sannino
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • 13 settembre – Inna Cantina &amp;amp; DJ set 90'S Party
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • 14 settembre – Rosario Miraggio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           In palio, anche una crociera MSC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           in un evento che vuole essere occasione di aggregazione, dialogo interculturale e rinascita sociale, come sottolineato durante la conferenza stampa del 23 giugno a bordo della MSC World Europa, alla presenza dell’onorevole Francesco Iovino, del sindaco Giuseppe Caccavale e dell’assessore Raffaele Acierno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Testimonial d’eccezione per una pizza inclusiva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            A dare ancora più valore alla manifestazione saranno due grandi nomi della pizza napoletana: Enrico Porzio, testimonial ufficiale del festival, e Franco Pepe, che racconterà la sua visione della pizza come simbolo di inclusività e cultura del dialogo.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un evento che fa rete e guarda al futuro
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Cooking _Around _Fest" non è solo gusto, ma anche sostenibilità e innovazione, abbracciando i valori della green e blue economy. Un’opportunità per scoprire e valorizzare le eccellenze del territorio, in un clima di festa, condivisione e partecipazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento è a Cicciano, dall’11 al 14 settembre 2025. Il gusto vi aspetta sotto le stelle.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Main Sponsor:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Coca-Cola
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • MSC Crociere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Mulino Caputo (Farine)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Ferrarelle
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           • Kenon Caffè
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 30 Jul 2025 12:07:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cooking-_around-_fest-2025-quattro-serate-sotto-le-stelle-tra-gusto-cultura-e-solidarieta-a-cicciano</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG-20250728-WA0078.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG-20250728-WA0078.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le telecamere di Political TV accendono Santeramo: successo travolgente per la XII Sagra della Carne Arrosto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-telecamere-di-political-tv-accendono-santeramo-successo-travolgente-per-la-xii-sagra-della-carne-arrosto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Non poteva mancare lo spazio per la solidarietà: presente infatti la Fidas – Sezione di Santeramo in Colle, con uno stand dedicato alla promozione della donazione del sangue. Un segnale importante che ribadisce come eventi di questa portata possano e debbano essere anche momenti di responsabilità sociale.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000745241+%281%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Santeramo in Colle
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           – Le braci si sono spente, ma il calore della
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            XII edizione della Sagra della Carne Arrosto
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           continua a far parlare di sé. Dal 25 al 27 luglio, le principali strade di Santeramo si sono trasformate in un’autentica capitale del gusto e della convivialità, tra fumi profumati, musica, risate e tanta partecipazione popolare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            A rendere ancora più speciale l’edizione 2025 è stata la presenza delle telecamere di Political TV, che hanno acceso i riflettori sull’evento con interviste, reportage e momenti live. Alla guida della copertura mediatica l’editrice Manila Gorio e la giornalista Maria Giovanna Labruna, che hanno raccolto le voci dei protagonisti e degli ospiti, regalando una narrazione autentica e coinvolgente dell’evento.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le interviste più seguite, quelle al
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Sindaco Vincenzo Casone, all’Assessore all’Urbanistica e Gestione del Territorio Nicola Mastrorocco, e al Presidente della Pro Loco “Francesca Santoro” APS Unpli, motore organizzativo della manifestazione. L’evento è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Santeramo in Colle, Confcommercio Bari – Delegazione Santeramo, IAT Tourist Information, oltre al Parco Nazionale dell’Alta Murgia e al GAL Terre di Murgia.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Maestri del fuoco e del gusto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonisti assoluti delle tre serate sono stati sei maestri macellai, ambasciatori della tradizione gastronomica locale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macelleria Mimmo &amp;amp; Valeria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Caseificio Macelleria Nuzzi &amp;amp; Fiorentino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macelleria Equina Lauria Vincenzo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macelleria Rosticceria Laertina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macelleria Rosticceria Giannini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Rosticceria Via Iazzitiello
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I loro stand sono stati presi d’assalto dai visitatori, attratti dalla qualità delle carni, dalla sapienza delle cotture e dall’atmosfera di festa che ha pervaso ogni angolo del centro cittadino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Comicità e musica con Renato Ciardo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A concludere in grande stile la sagra, lo spettacolo dell’irresistibile Renato Ciardo, comico, attore e musicista pugliese, che ha fatto ridere e ballare il pubblico con il suo mix di umorismo e musica dal vivo. Una performance che ha saputo unire generazioni diverse e che ha rappresentato la perfetta chiusura di un evento che continua a crescere anno dopo anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un successo che racconta un’identità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Sagra della Carne Arrosto di Santeramo non è solo gastronomia: è cultura, identità, tradizione e promozione del territorio. La partecipazione entusiasta del pubblico, l'impegno degli organizzatori e la visibilità garantita dai media come Political TV confermano la centralità di Santeramo in Colle nel panorama degli eventi enogastronomici pugliesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E mentre si spengono le ultime braci, già si guarda con entusiasmo alla prossima edizione, con la certezza che la Sagra della Carne Arrosto saprà ancora una volta superare le aspettative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La serata finale è stata presentata della giornalista Anna Larato.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 30 Jul 2025 09:56:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/le-telecamere-di-political-tv-accendono-santeramo-successo-travolgente-per-la-xii-sagra-della-carne-arrosto</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000745210+%281%29-7be134b6.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000745210+%281%29-7be134b6.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>iMEAT 2026: Nuove Radici a Bologna per una Rivoluzione del Settore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-2026-nuove-radici-a-bologna-per-una-rivoluzione-del-settore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           SAVE THE DATE: 11–12–13 OTTOBRE 2026 | BolognaFiere (Bologna, Italy)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il futuro del settore carni e alimentazione specializzata è pronto a compiere un nuovo salto evolutivo. A comunicarlo è il direttivo di iMEAT, che annuncia ufficialmente le date della prossima edizione: 11, 12 e 13 ottobre 2026, in una nuova, prestigiosa sede — BolognaFiere.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo vent’anni di crescita, innovazione e networking, iMEAT apre un nuovo capitolo della sua storia. Nuove date, nuova location, ma la stessa forza propulsiva di sempre: una community solida, appassionata, e pronta a fare la differenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Da vent’anni costruiamo insieme il futuro del settore. Ora lo facciamo con più spazio, più connessioni, più visione", scrive il presidente del comitato organizzativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Un nuovo capitolo ci aspetta, una nuova evoluzione. Sii parte di questo cambiamento, non mancare", conclude.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento che cresce con il settore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il trasferimento a BolognaFiere, uno dei poli espositivi più dinamici e accessibili d’Europa, iMEAT si prepara ad accogliere ancora più espositori, professionisti e innovazioni. Una scelta strategica, pensata per offrire maggiori opportunità di visibilità, scambio e sviluppo in un settore in continua trasformazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Più spazio. Più visione. Più connessioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2026 si prospetta non solo più grande in termini di spazio espositivo, ma anche più ricca di contenuti e proposte:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Incontri formativi e workshop per restare aggiornati sulle nuove tendenze
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazi tematici per l’artigianato alimentare, le attrezzature e la trasformazione del prodotto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un palcoscenico per l’innovazione e la sostenibilità nel food retail
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Opportunità di networking con i protagonisti italiani e internazionali del settore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La community che fa la differenza
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          iMEAT non è solo una fiera, è una comunità di macellai, operatori, artigiani, produttori e innovatori che condividono passione, know-how e spirito di collaborazione. È questo il motore che rende ogni edizione un successo, e il 2026 promette di essere la più significativa di sempre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Preparati al cambiamento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Segna le date, organizza la tua presenza e preparati a essere parte attiva di questo nuovo inizio. Perché iMEAT 2026 non sarà solo una fiera: sarà un’esperienza, una visione collettiva, un punto di svolta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’appuntamento è a Bologna. L’energia è quella di sempre. Il futuro è ades
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          so.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56525; iMEAT 2026
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56517; 11 | 12 | 13 ottobre 2026
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56524; BolognaFiere, Bologna – Italia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stay tuned per aggiornamenti su programma, espositori e registrazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Jul 2025 21:06:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-2026-nuove-radici-a-bologna-per-una-rivoluzione-del-settore</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Gateau di Patate di Gemma: Il Cuore della Tradizione Partenopea in una Torta Salata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-gateau-di-patate-di-gemma-il-cuore-della-tradizione-partenopea-in-una-torta-salata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un profumo che sa di casa, una crosta dorata che nasconde un ripieno morbido e filante: il gateau di patate di Gemma è molto più di un semplice piatto. È tradizione napoletana, storia di famiglia e gusto autentico che conquista a ogni assaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conosciuto a Napoli come "gattò", questo tortino salato è un simbolo della cucina campana, amato da grandi e piccini. Il nome deriva dal francese gâteau, che indica genericamente una torta, dolce o salata. Un termine che, passando per le mani e le bocche dei napoletani, è stato trasformato nel più affettuoso "gattò".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Una ricetta con una storia… reale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo fonti storiche affidabili, il gateau fu preparato per la prima volta nel 1768, in occasione del matrimonio tra Maria Carolina d’Asburgo e Ferdinando IV di Borbone. Il sontuoso banchetto di nozze fu affidato a cuochi francesi — chiamati "monsù" nel dialetto partenopeo — i quali portarono in tavola questo delizioso sformato di patate, che conquistò immediatamente gli ospiti di corte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Ingredienti semplici, gusto straordinario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il segreto del gattò di Gemma sta nella scelta degli ingredienti, pochi ma genuini, che uniti con amore creano una sinfonia di sapori perfetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Patate classiche (farinose, ideali per la cottura)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale e pepe q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2-3 uova per ogni kg di patate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mix di formaggi grattugiati (parmigiano, pecorino…)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salame napoletano a dadini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prosciutto cotto a dadini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Provola o fior di latte a cubetti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d'oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pangrattato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Burro o altro olio per gratinare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Procedimento: la magia inizia così
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lessate le patate in acqua salata, quindi sbucciatele e schiacciatele ancora calde.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unite le uova, il formaggio grattugiato, il sale, il pepe, i dadini di prosciutto, salame, la provola e un cucchiaio di olio EVO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Amalgamate bene fino a ottenere un composto omogeneo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ungete una pirofila o tortiera con olio o burro e spolveratela con pangrattato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versate l’impasto, livellatelo e completate con un’ulteriore spolverata di pangrattato, formaggio grattugiato e qualche fiocchetto di burro o un filo d’olio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 30-40 minuti, fino a quando non si forma una golosa crosticina dorata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il consiglio di Gemma:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Servitelo tiepido per apprezzarne tutto il sapore e la consistenza cremosa. Il giorno dopo? Ancora più buono!
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Buon appetito da Gemma e dalla tradizione napoletana!
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un piatto che racconta storie, affetti e sapori senza tempo.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 23 Jul 2025 13:11:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-gateau-di-patate-di-gemma-il-cuore-della-tradizione-partenopea-in-una-torta-salata</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>iMEAT DICE ADDIO A MODENA E GUARDA AL FUTURO: NEL 2026 SBARCA A BOLOGNAFIERE!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-dice-addio-a-modena-e-guarda-al-futuro-nel-2026-sbarca-a-bolognafiere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una nuova casa per la fiera di riferimento del mondo carne: più spazio, più innovazione, più opportunità
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È ufficiale: dopo anni di successi nella città emiliana che l’ha vista nascere e crescere, iMEAT cambia sede e si prepara a un salto di qualità importante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prossima edizione – prevista per ottobre 2026 – si terrà a BolognaFiere, uno dei poli fieristici più moderni e attrezzati d’Italia, nel cuore di una città vivace, accessibile e da sempre legata all'eccellenza gastronomica. A dichiaralo gli organizzatori dell'evento con un post su Facebook.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una decisione che parla chiaro: crescere, innovare, accogliere ancora più professionisti del settore e offrire un'esperienza fieristica all’altezza delle nuove esigenze del mercato. Con i suoi ampi spazi e la vocazione internazionale, BolognaFiere rappresenta il luogo ideale per consolidare iMEAT come punto di riferimento assoluto per macellerie, gastronomi, chef, ristoratori e aziende del comparto carne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest'anno, La Gazzetta del Food ha avuto il piacere di seguire la fiera giorno per giorno, raccontando in tempo reale tutto ciò che accadeva tra stand, cooking show, convegni e momenti di formazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto, aggiornamenti live, interviste e dietro le quinte hanno portato i lettori direttamente nel cuore dell’evento, trasformando la cronaca in emozione e coinvolgimento diretto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un'esperienza unica, nata quasi per caso, che si è rivelata una collaborazione speciale, apprezzata anche dalla direzione della fiera e da numerosi espositori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E per il 2026, l’obiettivo è fare ancora di più: offrire un racconto strutturato, creativo e professionale di ogni momento di iMEAT Bologna, dando spazio ai protagonisti e alle novità del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La carne ha trovato una nuova casa. E il futuro ha un sapore ancora più intenso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 23 Jul 2025 12:46:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-dice-addio-a-modena-e-guarda-al-futuro-nel-2026-sbarca-a-bolognafiere</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>San Marzano Land, il Gruppo Nolano celebra ad Acerra il pomodoro San Marzano con la partecipazione di maestri pizzaioli, chef, esperti del settore e agricoltori.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/san-marzano-land-il-gruppo-nolano-celebra-ad-acerra-il-pomodoro-san-marzano-con-la-partecipazione-di-maestri-pizzaioli-chef-esperti-del-settore-e-agricoltori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lunedì 21 luglio ad Acerra si terrà San Marzano Land, l’evento che inaugura la stagione di raccolta del pomodoro San Marzano, simbolo d’eccellenza della Campania nel mondo. Promosso dal Gruppo Nolano in collaborazione con l’Associazione Culturando, l’iniziativa unisce agricoltura, cultura, sostenibilità e alta cucina per valorizzare uno dei prodotti più iconici del patrimonio agroalimentare italiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento si aprirà con una visita guidata immersiva tra i campi di pomodoro San Marzano dell’azienda Nolano, situati nell’Agro acerrano, territorio oggi rinato grazie a importanti interventi di bonifica e rilancio agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La nostra cooperativa è una delle principali realtà conferitrici di pomodoro San Marzano, producendo ogni anno tra il 20% e il 30% del volume complessivo a seconda delle rese di stagione” spiega Dario Nolano, terza generazione alla guida dell’impresa familiare e presidente della Cooperativa Avvenire “San Marzano Land è un tributo a questo prodotto straordinario e agli agricoltori che ne custodiscono con dedizione la filiera. Celebriamo l’inizio della raccolta con l’orgoglio di chi lavora ogni giorno per garantire qualità, tracciabilità e rispetto della terra.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto Nolano Srl, nato da un recente processo di integrazione verticale, non si limita più alla sola coltivazione: cura anche trasformazione e distribuzione del pomodoro San Marzano DOP, oggi esportato dall’azienda in oltre 35 Paesi nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Abbiamo voluto costruire un evento che non celebrasse solo il prodotto, ma anche e soprattutto le persone che lo rendono possibile – spiega Claudio Esposito, co-fondatore e direttore commerciale di Nolano Srl – San Marzano Land nasce dall’idea di dare voce a tutta la filiera, dal campo alla cucina, passando per chi tutela, studia, racconta e difende questo patrimonio. Crediamo che oggi più che mai sia necessario ricostruire un dialogo autentico tra cittadini, produttori e istituzioni, per promuovere una consapevolezza collettiva sul valore del Pomodoro San Marzano DOP e dell’intera filiera corta. Solo così possiamo difendere questa eccellenza dalla contraffazione, rafforzare il legame con il territorio e immaginare un futuro agricolo etico, sostenibile e condiviso".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una serata di approfondimenti, sapori e ospiti d’eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La seconda parte dell’evento si terrà presso la suggestiva Tenuta Luis ad Acerra, dove prenderanno vita i “San Marzano Talks”: conversazioni di alto profilo con personalità del mondo istituzionale, scientifico e gastronomico moderati da Stefania Sirignano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i protagonisti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Franco Pepe, considerato uno dei migliori maestri pizzaioli al mondo;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Cristian Gadau, fondatore di The Best Chef e The Best Pizza Awards;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Patrizia Spigno, ricercatrice e presidente di Slow Food Campania;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Pino Coletti, fondatore della piattaforma Authentico contro l’Italian Sounding;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Tommaso Esposito, medico e giornalista gastronomico;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Tommaso Romano, presidente del Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Flora Della Valle, dirigente regionale per la Competitività e le Filiere Agroalimentari;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • rappresentanti istituzionali del Comune di Acerra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio anche ai cooking show, alle degustazioni ed alla sensibilizzazione contro il falso Made in Italy. In collaborazione con The Best Pizza Awards, protagonista sarà la creatività in cucina con degustazioni e showcooking curati da maestri pizzaioli di fama internazionale, come:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Amalia Costantini (Mater, Fiano Romano);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Antonio Cavoto (Mangia Pizza, Amsterdam);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Giovanni Senese (Pizzeria Senese, Sanremo);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • I vari Pizza Resident come Nino Pannella (pizzeria omonima ad Acerra, 2 spicchi Gambero Rosso); Fabio Ciano, icona della pizza parigina; Enzo Bastelli (Basta Pizzeria, Nola, 2 spicchi Gambero Rosso).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non mancheranno momenti di intrattenimento interattivo, tra cui:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • il Bloody Mary Bar con finger food a tema San Marzano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • il gioco “Against Fake San Marzano”, per sensibilizzare contro la contraffazione;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • una Zona Social dedicata a contenuti digitali e interviste con ospiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Numerosi anche i content creator presenti che condivideranno le esperienze e i sapori legati al pomodoro San Marzano. Tra i tanti, infatti, ci saranno Edu Lavandeira, Alex Campisi (Pizza Labo), Sofia Milani, Gabriel Reboul (Pizza Gabriel), Malati di Pizza, Fabio Amato (La cucina di Fabiuccio) ed Emanuela De Rosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un evento unico nel suo genere che punta a promuovere e a celebrare il pomodoro San Marzano, il re dei pomodori, in tutte le sue sfaccettature.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 19 Jul 2025 10:21:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/san-marzano-land-il-gruppo-nolano-celebra-ad-acerra-il-pomodoro-san-marzano-con-la-partecipazione-di-maestri-pizzaioli-chef-esperti-del-settore-e-agricoltori</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“BASILICATA ED IMMA: PARTNER IN CRIME” -  serata speciale tra fiction e realtà al Marateale 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/basilicata-ed-imma-partner-in-crime-serata-speciale-tra-fiction-e-realta-al-marateale-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Giovedì 24 luglio, alle ore 22:30, nell’ambito del Festival Marateale, il Teatro sul mare dell’Hotel Santavenere di Maratea ospiterà la serata evento “Basilicata ed Imma: partner in crime” dedicata alla serie tv “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” con Vanessa Scalera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tratta dai romanzi di Mariolina Venezia, coprodotta da Rai Fiction, IBC Movie e Rai Com, con il contributo della Regione Basilicata[1] e il sostegno della Lucana Film Commission, la serie si è confermata anno dopo anno un fenomeno televisivo e culturale con ascolti record.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’evento vedrà la partecipazione di Vanessa Scalera (l’inconfondibile volto di Imma Tataranni),  Massimiliano Gallo (che interpreta il marito di Imma Pietro De Ruggeri), Alessio Lapice (il maresciallo Ippazio Calogiuri), Nando Irene (il maresciallo Lamacchia). E ancora il regista Francesco Amato, la presidente della Lucana Film Commission Margherita Romaniello e il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Condotta da Roberto Ciufoli, la serata sarà un’occasione per rivelare aneddoti del backstage, ripercorrere il “tour lucano” della fiction, raccontare l’impatto turistico e culturale della serie tv che ha contribuito – come più volte ricordato dalla Presidente della LFC Margherita Romaniello - a un incremento importante di arrivi e presenze in Basilicata, confermando così il valore strategico dell’audiovisivo quale motore di crescita economica e occupazionale duratura nel territorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad anticipare l’evento, alle ore 17:00 nel giardino del Santavenere, si terrà una masterclass riservata ai giovani filmmakers tenuta dal regista Francesco Amato e condotta da Margherita Romaniello. Il focus sarà sull’importanza delle storie e dei territori in cui vengono ambientate: “Imma e Matera: una vera case history”. Un’occasione unica per ispirare nuove generazioni di narratori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” è una coproduzione Rai Fiction – IBC Movie – Rai Com, realizzata con il contributo della Regione Basilicata e il sostegno della Lucana Film Commission. Con Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo, Alessio Lapice, Barbara Ronchi e con la partecipazione di  Carlo Buccirosso. Liberamente tratta dai romanzi di Mariolina Venezia “Come piante tra i Sassi”, “Via del Riscatto”, “Maltempo” e “Rione Serra venerdì” editi da Einaudi Editore Spa. Soggetto di serie: Mariolina Venezia, Michele Pellegrini, Salvatore De Mola. Sceneggiatura: Salvatore De Mola, Pier Paolo Piciarelli, Michele Pellegrini, Pierpaolo Pirone, Filippo Gili, con la collaborazione di Francesco Amato. Produttori Rai Alessandra Ottaviani e Daniela Troncelliti. Produttori Beppe Caschetto e Anastasia Michelagnoli per IBC Movie. Regia di Francesco Amato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 19 Jul 2025 10:15:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sfida ai fornelli in alto mare: Gaetano e Alessandro protagonisti di MasterChef At Sea su MSC World Europa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sfida-ai-fornelli-in-alto-mare-gaetano-e-alessandro-protagonisti-di-masterchef-at-sea-su-msc-world-europa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 14 al 21 luglio, tra le onde del Mediterraneo a bordo dell'avveniristica MSC World Europa, due passeggeri italiani hanno vissuto un’esperienza da veri chef. Gaetano Melillo, 33 anni, impiegato di Salerno, e Alessandro Gomiero, 22 anni, impiegato di Padova, si sono distinti partecipando con entusiasmo alla competizione culinaria “MasterChef At Sea”, ispirata al celebre format televisivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La sfida, riservata agli ospiti della nave, si è articolata in due fasi: un quiz per testare la conoscenza gastronomica e l’emozionante prova Mystery Box, durante la quale i partecipanti hanno dovuto realizzare un piatto utilizzando ingredienti a sorpresa. I piatti sono stati giudicati da una giuria d’eccezione, tra cui lo chef esecutivo di bordo, in un’atmosfera carica di adrenalina e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gaetano e Alessandro hanno presentato un originale "Profolotterol all’italiana", un dessert raffinato a base di cioccolato fondente, topping di confettini e una selezione di frutti di bosco come mirtilli, lamponi e more. Un’esplosione di sapori che ha conquistato l’attenzione dei giudici e dei compagni di viaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oltre alla sfida MasterChef, la nave ha offerto un ricco calendario di attività gastronomiche: dalle lezioni di cucina ai live show cooking, senza dimenticare le cene di gala e la vasta scelta di ristoranti tematici, tra cui il rinomato Butcher’s Cut, il moderno Bubbles Restaurant e il buffet internazionale Il Mercato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’esperienza da ricordare per Gaetano e Alessandro, che hanno portato in alto, anche tra le onde, il gusto e la passione tutta italiana per la cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 19 Jul 2025 10:06:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sfida-ai-fornelli-in-alto-mare-gaetano-e-alessandro-protagonisti-di-masterchef-at-sea-su-msc-world-europa</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Cenando Sotto un Cielo Diverso”: Enogastronomia, Solidarietà e Autenticità sotto le Stelle di Ercolano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cenando-sotto-un-cielo-diverso-enogastronomia-solidarieta-e-autenticita-sotto-le-stelle-di-ercolano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Screenshot_20250625_222324+%281%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Prosegue il cammino di "Cenando Sotto un Cielo Diverso", l’evento enogastronomico e benefico ideato dalla psicologa ed event manager Alfonsina Longobardi, presidente dell’Associazione Tra Cielo e Mare, che ne cura l’organizzazione con il format Essenze di Gusto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Martedì 8 luglio 2025, la manifestazione giunge alla sua XVII edizione in una delle location più affascinanti della Campania: Villa Tony a Ercolano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un appuntamento che unisce l’eccellenza del mondo culinario all’impegno sociale, coinvolgendo giovani talenti degli istituti alberghieri: i ragazzi del Viviani di Castellammare di Stabia e del Don Orione di Torre del Greco, che contribuiranno con entusiasmo e professionalità a rendere la serata indimenticabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passione e Solidarietà: Una Rete che Cresce
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento rappresenta ogni anno un modello virtuoso di come la solidarietà, unita alla passione, possa diventare un autentico motore di cambiamento. Il lavoro dietro le quinte inizia con mesi di anticipo: dalla selezione degli chef ai partner, dalla logistica alla definizione dei progetti beneficiari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo è ampliare la rete solidale che ruota attorno alla kermesse, offrendo al pubblico un’esperienza gastronomica di altissimo livello, con la consapevolezza che ogni piatto gustato contribuirà concretamente ad aiutare chi ne ha bisogno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un Tema, un Valore: "Autenticità – Be Yourself"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tema scelto per questa edizione è: “Autenticità – Be Yourself”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un invito a riaffermare il valore della sincerità profonda, libera da condizionamenti, ispirandosi alla saggezza del filosofo Lao Tzu:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Preoccupati di ciò che gli altri pensano e sarai loro prigioniero.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come da tradizione, l’evento si fa anche portavoce di temi sociali spesso trascurati, accendendo i riflettori su realtà che meritano attenzione e supporto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una Squadra Straordinaria per un Obiettivo Comune
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche quest’anno l’evento vedrà la partecipazione di oltre 230 professionisti del gusto: chef stellati e non, ristoratori, produttori, pizzaioli, pastry chef, bartender e appassionati, tutti uniti da un unico obiettivo: raccogliere fondi per tre importanti progetti di solidarietà:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acquisto di materiali ludico-didattici per la Cooperativa Rugiada di Castellammare di Stabia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acquisto di doni per i bambini ricoverati nei reparti pediatrici di alcuni ospedali napoletani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostegno al progetto “Art Helps People” dell’artista Nello Petrucci, per finanziare interventi umanitari in Africa: assistenza alimentare agli anziani e supporto a un orfanotrofio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un Parterre d’Eccezione anche dal Mondo dello Spettacolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non mancheranno gli ospiti del mondo dello spettacolo: attori, cantanti, comici e testimonial tra cui Rossella Erra, Peppe Laurato, Salvatore Turco, Ludo Brusco, Ciro Torlo, Francesco Albanese, e Mario Cusitore da Uomini e Donne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A guidare la serata sarà la direttrice artistica e conduttrice Ida Piccolo, presenza immancabile e cuore pulsante dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prenota il tuo posto nel cuore della solidarietà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per partecipare alla serata è richiesto un contributo di beneficenza a partire da 60 euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coordinate bancarie per la donazione:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Intestazione: Associazione Tra Cielo e Mare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Banca: BPER Banca – Filiale di Castellammare di Stabia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          IBAN: IT53 Y053 8722 1000 0003 5241 968
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Causale: “Cenando Sotto un Cielo Diverso”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          &amp;#55357;&amp;#56542; Per info e prenotazioni: 333 3455623
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cenando Sotto un Cielo Diverso non è solo un evento, è un abbraccio collettivo fatto di gusto, impegno e cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non resta che partecipare, contribuire e… lasciarsi ispirare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 30 Jun 2025 11:45:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cenando-sotto-un-cielo-diverso-enogastronomia-solidarieta-e-autenticita-sotto-le-stelle-di-ercolano</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Estate 2025: Cosa vogliono davvero gli italiani a tavola?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/estate-2025-cosa-vogliono-davvero-gli-italiani-a-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Freschezza, sostenibilità e tradizione rivisitata: il nuovo identikit del gusto italiano nell’estate 2025
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estate 2025 porta con sé una chiara evoluzione nelle abitudini alimentari degli italiani, che si confermano attenti, selettivi e sempre più consapevoli. A dominare la scena culinaria sono tre parole chiave: freschezza, sostenibilità e identità locale. Ma con uno sguardo aperto all’innovazione e alla leggerezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ritorno degli ingredienti semplici, ma intelligenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frutta e verdura di stagione sono protagoniste indiscusse sulle tavole estive, ma non si tratta di una scelta solo salutista: cresce la domanda per i prodotti a km zero, coltivati con metodi biologici o rigenerativi. Pomodori antichi, pesche tardive, zucchine locali e basilico appena raccolto: gli italiani cercano autenticità e stagionalità, privilegiando i piccoli produttori e i mercati contadini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cucina leggera ma creativa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La voglia di mangiare bene senza appesantirsi è una costante. Si affermano piatti freschi ma curati, come insalate gourmet con cereali integrali, poke rivisitati in chiave mediterranea, carpacci vegetali, hummus aromatizzati, tartare di pesce azzurro e yogurt artigianali arricchiti con spezie ed erbe aromatiche. La parola d’ordine è equilibrio, ma senza rinunciare al gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il boom delle bevande naturali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel mondo del beverage, l’estate 2025 segna il trionfo delle bevande naturali: acque aromatizzate con frutta ed erbe, kombucha italiani, tè freddi biologici e soft drink artigianali a basso contenuto di zuccheri. Calano le vendite dei prodotti industriali e cresce l’attenzione per l’etichetta e la provenienza degli ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Street food evoluto e ristorazione sostenibile
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il cibo di strada cambia pelle: meno fritti, più qualità. Panini gourmet con pane ai grani antichi, piadine vegetali, arancini vegetariani, mini porzioni per un consumo consapevole e meno sprechi. I food truck e i ristoranti estivi si attrezzano con proposte plastic-free e menu che indicano l’impronta ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fattore esperienziale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre più italiani cercano esperienze culinarie, non solo pasti: cene nei campi, degustazioni sotto le stelle, picnic in vigna, cooking class in agriturismo. Il cibo diventa un pretesto per vivere il territorio, raccontare una storia, creare relazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’estate 2025 racconta di un’Italia che ama mangiare bene, ma anche scegliere con testa. I consumatori si muovono tra tradizione e innovazione, cercando qualità, trasparenza e rispetto per l’ambiente. La nuova tavola italiana è più verde, consapevole e legata al territorio — ma non rinuncia alla creatività e al piacere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mangiare, oggi, è un atto culturale. E gli italiani lo sanno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 30 Jun 2025 11:36:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Forest Bathing": L'Ultima Tendenza per Riconnettersi con la Natura</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/forest-bathing-l-ultima-tendenza-per-riconnettersi-con-la-natura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, sempre più persone stanno riscoprendo un'antica saggezza: immergersi nei boschi fa bene. Non si tratta solo di una passeggiata tra gli alberi, ma di una vera e propria pratica di benessere conosciuta come forest bathing o, in giapponese, Shinrin-yoku.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nata in Giappone negli anni '80 come risposta all'aumento dello stress e dei disturbi legati alla vita urbana, questa pratica consiste nel trascorrere del tempo in modo consapevole in ambienti naturali, soprattutto nei boschi, con l'obiettivo di rilassarsi, rigenerarsi e rallentare. Oggi è diventata una tendenza globale, amata da chi cerca un'alternativa autentica alla frenesia digitale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diversi studi scientifici hanno confermato che passare anche solo un paio d’ore tra gli alberi può abbassare la pressione sanguigna, ridurre i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e migliorare l’umore. I profumi degli alberi, il suono delle foglie mosse dal vento, il contatto con il suolo: ogni dettaglio stimola i sensi e contribuisce al benessere psicofisico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia stanno nascendo sempre più iniziative: passeggiate guidate nei parchi naturali, percorsi sensoriali, ritiri di disconnessione, perfino sessioni di meditazione tra i faggi e le querce. Le foreste, da sfondo per le gite domenicali, si stanno trasformando in veri e propri centri di “cura naturale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa tendenza si inserisce in un più ampio ritorno alla semplicità, al contatto diretto con la terra e alla ricerca di equilibrio. In un'epoca in cui siamo costantemente connessi, immergersi nei boschi ci invita a staccare, respirare, e tornare a sentirci parte di qualcosa di più grande.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prossima gita? Lascia lo smartphone a casa e ascolta il canto del bosco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 27 Jun 2025 11:24:55 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cresce il food italiano (+5,9%), ma i dazi USA minacciano l’export</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cresce-il-food-italiano--5-9-ma-i-dazi-usa-minacciano-lexport</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel 2024 l’agroalimentare italiano ha segnato una crescita del +5,9%, superando nettamente l’andamento del PIL nazionale. A trainare il settore è l’export, che rappresenta oltre il 40% del fatturato complessivo, con gli Stati Uniti tra i principali mercati di sbocco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, sull’orizzonte si addensano nubi: l’ipotesi di nuovi dazi USA – fino al 25% – preoccupa fortemente le aziende italiane, soprattutto nei comparti vino, formaggi, salumi e olio. Il timore è che un ritorno di politiche protezionistiche possa rallentare bruscamente la crescita, con perdite stimate fino a 2 miliardi di euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il governo italiano e le istituzioni europee sono al lavoro per scongiurare nuove barriere commerciali, mentre le imprese accelerano la diversificazione verso altri mercati. In un contesto globale incerto, il Made in Italy resta forte, ma serve una strategia comune per tutelarne la competitività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto Web
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 27 Jun 2025 10:05:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gnocchetti con Cozze, Zucchine e Pomodori del Vesuvio: Tradizione di Mare e di Terra in un Unico Piatto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gnocchetti-con-cozze-zucchine-e-pomodori-del-vesuvio-tradizione-di-mare-e-di-terra-in-un-unico-piatto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un primo piatto che racconta il meglio del territorio e della tradizione mediterranea: gnocchetti freschi con cozze, zucchine e pomodori del Vesuvio, una ricetta che unisce semplicità, gusto e raffinatezza. Perfetta per un pranzo domenicale in famiglia o per stupire gli ospiti con sapori autentici e armoniosi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dolcezza delle zucchine e l’intensità dei pomodori vesuviani si sposano con il sapore deciso delle cozze, regalando un equilibrio perfetto tra mare e orto. Un piatto ricco, ma delicato, che si prepara facilmente e in poco tempo, lasciando spazio al piacere della tavola e alla convivialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ingredienti per 4-5 persone:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di gnocchetti freschi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di zucchine
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 g di cozze sgusciate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g di pomodori rossi del Vesuvio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cipolla sminuzzata finemente
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio extravergine d’oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale grosso q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pepe e peperoncino a piacere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pecorino grattugiato (facoltativo)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A piacere: gamberetti, prezzemolo e basilico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In una padella capiente, scaldate un filo d’olio extravergine d’oliva e fate soffriggere la cipolla finemente tritata. Insaporite con un pizzico di sale, pepe e peperoncino. Unite quindi le zucchine tagliate a dadini e fate cuocere a fuoco moderato, finché iniziano ad ammorbidirsi e a creare una consistenza cremosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel frattempo, tagliate i pomodori a pezzetti e fate aprire le cozze a vapore, poi sgusciatele con cura. Mentre prosegue la cottura delle zucchine, portate a ebollizione una pentola d’acqua salata per la pasta. Utilizzate un mestolo di questa acqua bollente per ammorbidire ulteriormente il fondo di cottura delle zucchine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungete quindi i pomodori al composto e, poco dopo, anche le cozze pulite. Cuocete per pochi minuti, giusto il tempo di amalgamare bene tutti gli ingredienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lessate gli gnocchetti, scolateli con delicatezza e uniteli al sugo in padella, facendoli saltare per qualche minuto a fuoco vivo per assorbire bene i sapori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Completate con una spolverata di pecorino, un tocco di prezzemolo fresco o basilico a piacere e servite subito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consiglio dello chef:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per un tocco ancora più ricco e marinaro, potete aggiungere qualche gamberetto in cottura assieme alle cozze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un piatto dal risultato garantito, che vi farà raccogliere molti complimenti a tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buon appetito!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 27 Jun 2025 09:46:26 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Zafferano 3 Cuochi celebra l'eccellenza culinaria italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/zafferano-3-cuochi-celebra-l-eccellenza-culinaria-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Zafferano 3 Cuochi, l'iconico marchio di zafferano, festeggia il suo novantesimo anniversario. E lo fa con una campagna di comunicazione, dal titolo "90 anni insieme" che sancisce un legame indissolubile con i consumatori tanto da essere riconosciuto come "LO Zafferano degli italiani". Fondata a Milano, l'azienda celebra questo importante traguardo con un barattolino di zafferano in oro, realizzato in edizione limitata e destinato a tutti i canali distributivi Food&amp;amp;Service. "Da 90 anni, Zafferano 3 Cuochi è un pilastro della tradizione culinaria italiana, mantenendo una qualità senza pari - afferma Paolo Daperno, Direttore Generale del brand -. Il nostro impegno per l'innovazione e il legame profondo con i consumatori ci ha permesso di evolverci con i tempi pur rimanendo fedeli alla nostra eredità. Siamo orgogliosi di continuare ad arricchire i piatti italiani e ispirare nuove creazioni culinarie, assicurando che Zafferano 3 Cuochi rimanga 'LO Zafferano' per le generazioni a venire".
          &#xD;
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            Storia. 
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La storia di Zafferano 3 Cuochi inizia a Milano, in via Cappellini, il 12 giugno 1935, con l'intuizione del fondatore Gianni Mangini che decide di rivoluzionare il mercato alimentare introducendo lo zafferano in polvere confezionato in bustine pre- dosate. Si trattava a quell'epoca di un'innovazione senza pari per un prodotto che fino ad allora veniva venduto "sfuso" nelle drogherie ed era considerato d'élite. Questa innovazione ha portato di fatto lo zafferano da ingrediente pregiato riservato alle occasioni speciali a un utilizzo nella cucina di tutti i giorni. Nel 2021 il Ministero delloSviluppo Economico ha riconosciuto Zafferano 3 Cuochi quale "marchio storico di interesse nazionale".
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           L'inconfondibile confezione del marchio, contrassegnata dal disegno di tre cuochi sorridenti in fila, è stata realizzata un pittore inglese nel 1935 ed è rimasta pressoché invariata fino ad oggi, diventando iconica. Fin dalla sua nascita, Zafferano 3 Cuochi ha goduto di un primato incontrastato e di un successo costante, diventando il marchio leader in Italia. Il suo successo è decretato dalla qualità, praticità e versatilità, garantendo uno zafferano in polvere con colore, profumo e sapore superiori alla media del mercato, che si scioglie facilmente e si distribuisce in maniera uniforme nei piatti. Ancora oggi, 90 anni dopo, è riconosciuto come "Lo Zafferano" per antonomasia. Zafferano 3 Cuochi ha costantemente dimostrato la sua versatilità al di là del classico risotto alla milanese, ispirando una vasta gamma di piatti tra cui antipasti, primi, secondi, contorni e dolci fino a toccare il mondo della mixology. 
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli 
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           archivi del marchio vantano oltre 700 ricette allo zafferano, e nuove ricette vengono condivise ogni settimana sul sito web rinnovato, in ricettari interattivi e sui canali social di Zafferano 3 Cuochi.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La lavorazione di Zafferano 3 Cuochi inizia con la selezione delle migliori materie prime grazie alla passione e alla conoscenza dei mercati di approvvigionamento dal 1935. La raccolta avviene una sola volta all'anno in autunno, quando ogni fiore viene colto manualmente, senza alcun tipo di meccanizzazione. Si passa poi alla sfioratura, un lavoro che va fatto con delicatezza per non rovinare i pistilli. Lo stesso giorno si procede con l'essiccazione, un processo in cui lo zafferano perde circa i cinque sesti del suo peso. Per 1 kg di zafferano essiccato servono 150.000 fiori e 500 ore di lavoro. Con 20 fiori di zafferano e 60 pistilli si ottiene una bustina di Zafferano 3 Cuochi da 0,15 grammi.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre a un contenuto preziosissimo, anche il packaging è notevole. La bustina, oltre ad essere iconica e senza tempo, contiene uno speciale incarto la cui caratteristica distintiva è far scivolare la polvere agevolmente senza far sprecare nemmeno un granello. La confezione è realizzata con materiali esclusivi che fanno da barriera e consentono di conservare le proprietà organolettiche del prodotto.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:26:02 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Chef Nalon, quando il gelato è buono davvero: freschezza, nutrizione e gusto</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il gelato è molto più di un semplice dessert: è un'esperienza sensoriale che, se fatto con ingredienti genuini, può anche offrire sorprese positive dal punto di vista nutrizionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma quando si può davvero dire che un gelato è "buono"? Scopriamolo insieme.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            1) La Freschezza: il Primo Segreto del Gelato Artigianale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un gelato di qualità parte dalla freschezza degli ingredienti. Devono essere di stagione, sani, di qualità e senza alterazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I migliori gelatieri artigianali preparano il gelato quotidianamente, utilizzando latte fresco, panna non trattata e frutta di stagione. La mancanza di conservanti e l’assenza di lunghi stoccaggi fanno sì che il prodotto mantenga intatte le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Indizi della freschezza? Colori naturali (niente pistacchi fluorescenti, menta verde ecc.), consistenza cremosa, omogenea e non collosa, e gusto autentico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            2) Valori Nutrizionali: il Gelato può Essere un Buon Compromesso
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      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sebbene il gelato sia spesso visto come un piacere da concedersi con moderazione, in realtà può essere una fonte interessante di nutrienti, soprattutto nelle versioni artigianali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proteine: quelle del latte e delle uova (se presenti), fondamentali per muscoli e sistema immunitario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Calcio e fosforo: ottimi per ossa e denti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vitamine e antiossidanti: presenti nei gelati alla frutta fresca o al cioccolato fondente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Zuccheri e grassi: presenti, ma in dosi che variano a seconda delle ricette; un buon gelato non dev’essere eccessivamente dolce o pesante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il trucco? Scegliere porzioni moderate e preferire gusti semplici e naturali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            3) Il Gelato Buono “Esiste”: Come Riconoscerlo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un gelato buono non ha bisogno di effetti speciali. È autentico, equilibrato, fatto con ingredienti riconoscibili e senza basi industriali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si distingue anche per:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’etichetta trasparente: pochi ingredienti, chiari e senza sigle misteriose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un gusto vero: il limone sa di limone, non di caramella. Il pistacchio è delicato e naturale, non verde acceso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una temperatura giusta: se troppo freddo o duro, potrebbe non essere ben mantecato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            4) Una Nota Importante Sugli Zuccheri
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un gelato di qualità non deve essere necessariamente molto zuccherato. Anzi, spesso chi utilizza troppi zuccheri lo fa per mascherare la bassa qualità degli ingredienti, che potrebbero risultare amari o lasciare un retrogusto lungo e sgradevole in bocca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un gelato di qualità ha un sapore autentico, deciso ma non invadente, che svanisce dolcemente e ti invoglia a mangiarne ancora. Un gusto troppo persistente è spesso dato da aromi industriali e chimici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un Gelato Buono è Possibile?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sì, il gelato buono esiste, ed è quello che unisce sapore, freschezza e nutrizione in un equilibrio perfetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è solo un piacere estivo, ma una piccola opera d’arte gastronomica che – con la giusta attenzione – può far parte di una dieta equilibrata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Attenzione però: per fare un grande gelato non è sufficiente avere materie prime di qualità.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Ebbene sì, serve sapere come trattare gli ingredienti, conoscere a fondo la materia prima, e soprattutto serve il famoso sesto elemento... la passione.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Jun 2025 10:13:53 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>GIOVEDÌ 19/6 A BRINDISI IN AZIONE TECNOLOGIE ANTI XYLELLA DA DRONI A SATELLITI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giovedi-19-6-a-brindisi-in-azione-tecnologie-anti-xylella-da-droni-a-satelliti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Entrano in azione le tecnologie anti Xylella con il progetto di ricerca FYXILL, grazie al quale sono elaborate immagini acquisite da satelliti e da droni con sensori iperspettrali e termici, per il monitoraggio delle misure adottate per il contrasto della Xylella.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’appuntamento è giovedì 19 giugno, alle ore 10,30 a Brindisi presso Masseria Mozzone (Contrada Spetterrata - Montalbano di Fasano), per la giornata dimostrativa del progetto Fyxill Fight XYLeLla fastidiosa, finanziato da ASI - Agenzia Aerospaziale Italiana, organizzata da DTA in stretta collaborazione con UNAPROL Consorzio Olivicolo Italiano, Planetek.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno presentate le diverse tecnologie di telerilevamento disponibili, come satelliti, droni e sensori a terra, affrontando le sfide nell'implementazione delle tecnologie di telerilevamento in agricoltura, le opportunità di innovazione e le tendenze future nel settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma saranno illustrati anche casi studio e applicazioni concrete delle tecnologie di telerilevamento in agricoltura, come la gestione delle risorse idriche, il monitoraggio della salute delle piante, la previsione delle rese e la gestione delle malattie e dei parassiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una guerra su tutti fronti per fermare la diffusione del batterio killer, con la Piana degli Ulivi Monumentali che ha già perso 1/3 degli ulivi di inestimabile valore preservati nel tempo, ed arginare in Puglia la diffusione della Xylella fastidiosa che secondo lo studio della prestigiosa rivista americana PNAS (Atti della Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d'America) potrà causare, se non viene fermata, un impatto economico negativo in Europa d in Italia fino a 20 miliardi, conclude Coldiretti Puglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 17 Jun 2025 11:26:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giovedi-19-6-a-brindisi-in-azione-tecnologie-anti-xylella-da-droni-a-satelliti</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Paola e Marco: Cuore e Anima della Locanda della Fiorina dove il gusto incontra l’ospitalità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/paola-e-marco-cuore-e-anima-della-locanda-della-fiorina-dove-il-gusto-incontra-lospitalita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nel cuore di San Felice sul Panaro, c’è un luogo dove il tempo sembra rallentare, i sapori raccontano storie e l’accoglienza ha un volto familiare: La Locanda della Fiorina. Dietro a questo angolo di tradizione e calore ci sono Paola e Marco, due anime appassionate che ogni giorno trasformano ospitalità e cucina in un’esperienza indimenticabile.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           La cucina: il gusto della tradizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla Locanda della Fiorina, ogni piatto è un viaggio nella cucina emiliana più autentica. La pasta fresca fatta in casa, le ricette della nonna rivisitate con amore, e ingredienti selezionati solo dal territorio fanno di ogni pranzo o cena un momento speciale. Qui si mangia con il cuore, e si sente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accoglienza che scalda l’anima
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Paola e Marco sanno cosa significa far sentire qualcuno “a casa”. La loro accoglienza è genuina, calorosa, mai forzata. Che tu arrivi per una cena romantica o per una fuga dalla routine, troverai un ambiente intimo, curato e familiare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Camere coccole e relax
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E se decidi di fermarti, le camere della Locanda sono un rifugio accogliente: curate nei dettagli, silenziose, con quel tocco di calore che solo un’ospitalità sincera può offrire. Come dormire in casa di amici che ti vogliono bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’esperienza da vivere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che sia un pranzo della domenica, una cena tra amici o un weekend di pace e gusto, La Locanda della Fiorina è molto più di un ristorante con camere: è un piccolo mondo dove lasciarsi coccolare da chi ama davvero ciò che fa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 10 Jun 2025 11:09:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/paola-e-marco-cuore-e-anima-della-locanda-della-fiorina-dove-il-gusto-incontra-lospitalita</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DMED 2025: si chiude oggi a Paestum il Salone della Dieta Mediterranea – Tre giorni di gusto, persone e cultura mediterranea</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dmed-2025-si-chiude-oggi-a-paestum-il-salone-della-dieta-mediterranea-tre-giorni-di-gusto-persone-e-cultura-mediterranea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000663862.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Paestum, 1 giugno 2025 – Si conclude oggi, dopo tre giornate intense e partecipate, la quarta edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea, ideato e promosso dal Consorzio Edamus. Iniziato lo scorso 30 maggio, il salone ha trasformato Paestum nel cuore pulsante del Mediterraneo, richiamando centinaia di ospiti, delegazioni internazionali, istituzioni, produttori locali e semplici appassionati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest’anno il DMED ha proposto una visione più ampia e profonda che mai: essere un ponte vivo tra le comunità emblematiche della Dieta Mediterranea, luoghi unici riconosciuti dall’UNESCO come custodi di un patrimonio culturale immateriale universale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel suggestivo scenario del Cilento – terra madre della comunità di Pollica, emblema italiano della Dieta Mediterranea – il Salone ha ospitato per tre giorni rappresentanti da tutto il bacino mediterraneo: Tavira (Portogallo), Soria (Spagna), Chefchaouen (Marocco), Agros (Cipro), Koroni (Grecia) e le isole croate di Brac e Hvar.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una festa di culture, tradizioni e visioni condivise, che ha visto alternarsi momenti di riflessione e confronto, laboratori del gusto, talk ispirazionali, showcooking con chef provenienti da diverse sponde del Mediterraneo, mostre tematiche, percorsi esperienziali e spazi dedicati alla biodiversità e all’agricoltura sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tema centrale del DMED 2025 è stato “Persone”, una delle 5 P dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Un messaggio chiaro e potente: sono le persone – con i loro gesti quotidiani, le loro scelte, le loro mani – a custodire e rinnovare lo stile di vita mediterraneo, fatto di convivialità, stagionalità, rispetto per la terra e relazioni autentiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Restituire centralità alle persone significa valorizzare il patrimonio umano che rende possibile questo modello di vita. Non è solo ciò che mangiamo, ma come e perché lo facciamo: è un gesto culturale, sociale, identitario”, hanno dichiarato gli organizzatori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il DMED 2025 ha così rafforzato la sua identità: non un semplice evento, ma una piattaforma di dialogo, co-progettazione e visione comune, per costruire un Mediterraneo che, nella diversità dei suoi popoli, riconosce la propria unità e un futuro possibile basato su benessere, sostenibilità e giustizia sociale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi, 1 giugno, si tirano le somme di un’edizione ricca di contenuti e partecipazione, che ha lasciato un segno profondo tra gli operatori e nelle comunità coinvolte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il DMED 2025 non finisce qui: l’impegno continua nei territori, nelle scuole, tra le famiglie e nelle reti internazionali che lavorano ogni giorno per preservare e innovare la Dieta Mediterranea, come stile di vita, come identità, come strumento di pace e sviluppo sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 01 Jun 2025 20:27:23 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Marco Piccirillo, il pastry chef che racconta Napoli con dolcezza: dalla Vegayola alla AG4IN, emozioni da gustare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/marco-piccirillo-il-pastry-chef-che-racconta-napoli-con-dolcezza-dalla-vegayola-alla-ag4in-emozioni-da-gustare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000663117.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel cuore del centro commerciale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Medi di Teverola, all’interno del Vega Cafè Medi – marchio della Marican Holding
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           – si trova un laboratorio artigianale dove la tradizione napoletana prende vita in forma di dolcezza:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Le Dolcezze di Nonna Maria.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla guida di questa fucina di sapori autentici e innovativi c’è
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Marco Piccirillo, pastry chef napoletano
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           con un curriculum ricco di collaborazioni con chef stellati e una missione precisa: portare la vera essenza della
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           pasticceria partenopea in tutta Italia.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Piccirillo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è oggi conosciuto per la sua creazione più iconica, la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Vegayola
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , una crostata che incanta al primo morso. Il nome trae origine dal
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           greco "Iola", che significa viola, un richiamo simbolico alla dea Afrodite e alla bellezza armoniosa.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          Eleganza, freschezza e semplicità si fondono in un dolce dal profumo inebriante: una base friabile racchiude una crema al limone tradizionale, fresca e luminosa, creata con materie prime selezionate. Il risultato? Una fetta tira l’altra. “Non si racconta, ma si vive” è il motto che accompagna questo dolce, diventato un’esperienza sensoriale da condividere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ma la passione di Marco Piccirillo non si ferma. Quando il Napoli ha conquistato il suo storico quarto scudetto, il pastry chef ha voluto omaggiare la squadra e la città con una creazione celebrativa: nasce così AG4IN – Il Dolce del Quarto Scudetto.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una torta che è insieme grido di battaglia ed emozione pura. Quattro elementi, come i quattro scudetti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cake vellutato rosso,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           intenso e passionale come il cuore di Napoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cake vellutato verde
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , fresco e vitale come la speranza che anima ogni tifoso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mousse alla Philadelphia,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          moderna, leggera, delicata: una dolcezza che conquista al primo assaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Il tutto completato da una decorazione in pasta di zucchero con la scritta AG4IN, simbolo di una voglia inarrestabile di continuare a vincere. Ancora. Sempre.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marco Piccirillo riesce a raccontare Napoli attraverso i sapori, le emozioni e la creatività. La sua pasticceria è un viaggio nella cultura e nell’anima della città, dove ogni dolce è un tributo a un sentimento, a una storia, a un popolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi entra nel mondo delle Dolcezze di Nonna Maria non entra solo in una pasticceria, ma in un racconto fatto di passione, tradizione e visione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Perché, come dice Piccirillo, certe dolcezze non si raccontano, si vivono.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 01 Jun 2025 20:07:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/marco-piccirillo-il-pastry-chef-che-racconta-napoli-con-dolcezza-dalla-vegayola-alla-ag4in-emozioni-da-gustare</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cinghiali all'assalto: agriturismo di Altamura sotto assedio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cinghiali-all-assalto-agriturismo-di-altamura-sotto-assedio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’allarme di Coldiretti: "È un’emergenza senza fine, applicare subito il piano straordinario regionale"
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad Altamura, a ridosso del
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Parco Nazionale dell'Alta Murgia,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un agriturismo è stato letteralmente preso d’assalto da un branco di circa 100 cinghiali, tra adulti e cuccioli. Gli animali, in cerca di cibo e acqua, hanno invaso i campi coltivati attorno alla struttura, devastando raccolti e impianti agricoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            A denunciarlo è Coldiretti Puglia,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           che ha diffuso le immagini shock del branco e lanciato un nuovo appello per un intervento immediato dell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC). L’associazione agricola chiede l'applicazione urgente del Piano straordinario regionale per la gestione e il contenimento della fauna selvatica, già approvato dalla Giunta regionale su pressione degli agricoltori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Non è più una questione di convivenza, ma di sopravvivenza per le aziende agricole e agrituristiche", afferma Coldiretti. "I cinghiali distruggono raccolti, causano incidenti stradali, mettono a rischio la sicurezza alimentare e diffondono malattie come la peste suina africana".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un problema diffuso in tutta la Puglia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’episodio di Altamura non è isolato. Le segnalazioni di danni da cinghiali sono in aumento in tutto il territorio pugliese, in particolare nelle aree rurali e nei pressi dei parchi naturali. I branchi si spostano liberamente, attratti dalla disponibilità di acqua e coltivazioni, e mettono a repentaglio l’intero comparto agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Numerosi sono stati gli appelli e le manifestazioni da parte di Coldiretti, che ha mobilitato migliaia di agricoltori per protestare davanti alla sede della Regione Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cosa prevede il piano straordinario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piano approvato prevede interventi di:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cattura e abbattimento selettivo nelle zone più critiche;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          rafforzamento dei sistemi di recinzione e sorveglianza;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          monitoraggio sanitario per contenere il rischio di diffusione della peste suina africana;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          collaborazione tra enti locali, ASL e forze dell’ordine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, l’attuazione concreta del piano resta ancora insufficiente, secondo le associazioni di categoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Senza azioni rapide e coordinate, il fenomeno rischia di diventare incontrollabile. Le aziende agricole e agrituristiche, già provate dalle difficoltà economiche, si ritrovano oggi a combattere una battaglia quotidiana contro una fauna selvatica fuori controllo. Per questo Coldiretti ribadisce: "Fare presto è ormai una necessità, non più una scelta".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 19:38:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cinghiali-all-assalto-agriturismo-di-altamura-sotto-assedio</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>A Cena con la Luna”: Emozioni, risate e sapori nell’Ottava Puntata  con Chef Gregori Nalon e il Pasticciere Marco Piccirillo, ospiti in studio Gabriele Esposito e Rosario Toscano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-cena-con-la-luna-emozioni-risate-e-sapori-nellottava-puntata-con-chef-gregori-nalon-e-il-pasticciere-marco-piccirilli-ospiti-in-studio-gabriele-esposito-e-rosario-toscano</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000660993.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Continua a conquistare pubblico e critica il programma televisivo
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            "A Cena con la Luna",
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ideato e condotto da Ida Piccolo e Antonio D’Addio,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           in onda ogni martedì sera, in diretta dalle ore 21.00 alle 22.30, sul canale 83 del digitale terrestre, Tv Luna. Un format che unisce cucina, intrattenimento, musica e storytelling, regalando ogni settimana un'esperienza unica e coinvolgente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ottava puntata ha brillato in modo particolare grazie alla partecipazione di due ospiti d’eccezione:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Gabriele Esposito, giovane talento della musica italiana, e Rosario Toscano, attore comico noto per la sua verve travolgente e la capacità di improvvisare con intelligenza e ironia.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gabriele Esposito
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è un nome ormai affermato tra le nuove leve della musica italiana. Ex concorrente di X Factor, ha saputo conquistare un vasto pubblico grazie alla sua voce intensa, alle melodie contemporanee e ai testi profondi. Idolo delle nuove generazioni, Gabriele è considerato anche dalla critica musicale come uno degli artisti più promettenti del panorama nazionale. Durante la puntata ha emozionato con alcune esibizioni dal vivo, ripercorrendo anche momenti significativi del suo percorso artistico, tra aneddoti personali e riflessioni sulla scena musicale attuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rosario Toscano: comicità autentica e cuore napoletano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A portare il sorriso è stato invece Rosario Toscano, attore comico e showman dalla lunga esperienza tra teatro, televisione e cabaret. Toscano ha intrattenuto il pubblico con sketch, battute, imitazioni e momenti di genuina improvvisazione, dimostrando ancora una volta la sua abilità nel far ridere con intelligenza e spontaneità. La sua comicità, fortemente radicata nella tradizione napoletana, ha aggiunto una nota di leggerezza e allegria alla serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cucina gourmet e storytelling del gusto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Elemento centrale del format resta l’arte culinaria, curata magistralmente dallo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            chef Gregori Nalon,
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          primo Cooking Strategist in Italia, volto noto della televisione gastronomica, testimonial di grandi brand internazionali come Kikkoman e Noriberica Spagna. Con lui, in questa puntata, anche
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            il pastry chef Marco Piccirillo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          della pasticceria
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            “Le dolcezze di Nonna Maria”,
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          oggi anche tra i protagonisti del Vega Restaurant e della Marican Holding.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il menu proposto ha saputo raccontare emozioni e stagioni attraverso i sapori:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Mia Frisella Mediterranea:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          una reinterpretazione raffinata del classico piatto del Sud, arricchita con pomodorini marinati al basilico, olive, capperi, pomodori secchi, mozzarella e mandorle caramellate al limone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Mia Tagliata:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          manzo marinato al rosmarino accompagnato da verdurine in agrodolce e un tocco sorprendente di fior di sale al caffè.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In chiusura, due dessert iconici:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la Torta Scudetto Again, o
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          maggio al quarto scudetto del Napoli, e la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Vegayola,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dolce vegano e creativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un momento simbolico ha aperto la serata: la degustazione di quattro polpette, pensate come metafora culinaria del quarto scudetto vinto dal Napoli. Un gesto che ha unito tifo, tradizione e gusto in un solo boccone.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Produzione e collaborazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Il programma è una produzione
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Claudio Malfi Management,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           realizzata in
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            collaborazione con Gemma Caruso ideatrice del programma, e si sta imponendo come uno degli appuntamenti più attesi della prima serata televisiva campana, con un seguito sempre crescente anche sui social.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra ospiti di talento, ricette raffinate e momenti di autentica empatia, "A Cena con la Luna" conferma la sua formula vincente: raccontare storie e emozioni, passando per la tavola, la musica e il cuore.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 17:59:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-cena-con-la-luna-emozioni-risate-e-sapori-nellottava-puntata-con-chef-gregori-nalon-e-il-pasticciere-marco-piccirilli-ospiti-in-studio-gabriele-esposito-e-rosario-toscano</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“IL PANE DELLA SPERANZA”, GRANI FUTURI 2025 COSTRUISCE PONTI TRA SACRALITÀ E FUTURO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pane-della-speranza-grani-futuri-2025-costruisce-ponti-tra-sacralita-e-futuro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel foggiano, a San Marco in Lamis (Stignano), dal 21 al 23 giugno l’evento nazionale del pane
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le novità: ogni sera La cena del Pane che si innova e l’arte orafa artigiana locale da esplorare
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dacci oggi il nostro pane quotidiano, con i venti di guerra di questi anni recenti, non è più un gesto abituale ma ogni pagnotta ha assunto di nuovo il valore simbolico della pace. Grani Futuri, l’evento nazionale del pane che dal 2017 organizza il fornaio economista Antonio Cera con la sua associazione, risponde al desiderio che unisce con un filo di candida farina tutto il mondo e per il 2025 propone come tema di riflessione, confronto e di gustosi assaggi e workshop “Il pane della speranza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Grani Futuri dal 21 al 23 giugno 2025 mescolerà mirabilmente l’eredità del passato, attraverso tutte le attività che per tre giorni a San Marco in Lamis, in località Stignano, animeranno questo angolo incantevole della provincia di Foggia dove i campi di grano si intersecano con gli antichissimi eremi, la via Francigena e i percorsi dei Cammini da fare a piedi, in un giardino all’aperto fatto di erbe spontanee commestibili, in luoghi dove la bellezza incontaminata della natura alimenta spiritualità e meditazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      Due le novità dell’edizione 2025 di Grani Futuri:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·      Ogni sera, per tre serate consecutive, ci saranno le cene esclusive a quattro mani con chef di fama nazionale, in cui il menu verrà realizzato per valorizzare il pane, nelle sue diverse tipologie, in un vero e proprio dialogo gastronomico condito da produttori di olio e vino e dai loro racconti. La location sarà all’interno dell’Auditorium, con posti solo su prenotazione, mentre all’esterno proseguiranno le degustazioni nelle varie postazioni e gli altri eventi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·      L’arte orafa di San Marco in Lamis, frutto di sapienti artigiani, brillerà domenica 23 giugno, ultima giornata di Grani Futuri. Il pane e l’oro diventano simboli tangibili di una sapienza antica, due arti manuali, unite da gesti precisi, cura quotidiana e capacità di trasformare l’essenza della bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ed ecco quelli che saranno i tre i pilastri di Grani Futuri 2025:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·      Contesto territoriale: il Pane come nutrimento materiale e immateriale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·      Pancotto Contest e i Comuni identitari del Pane
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ·      Serate tra Pane, cultura e alta cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sotto i riflettori torna il Gargano interno, quello lontano dal mare, da esplorare tutto l’anno con la sua rete di conventi, la sua collezione di grani antichi da gustare, le tradizioni artigianali che mani sapienti hanno saputo tramandare. Sono alcuni degli ingredienti del Pane come nutrimento materiale e immateriale che, in tour riservati a giornalisti e blogger, verranno condivisi attraverso tre percorsi esperenziali. Il primo dedicato alla mietitura e molitura nei campi locali, per riscoprire il valore del lavoro agricolo e delle filiere etiche. Il secondo attraverso i conventi e i luoghi della spiritualità, per sottolineare come il pane sia stato – e sia tuttora – un elemento centrale nei riti religiosi e nella cultura monastica. Il terzo alla scoperta dell’arte orafa locale, altra preziosa espressione di San Marco in Lamis: il pane e l’oro diventano simboli tangibili di una sapienza antica, due arti manuali, unite da gesti precisi, cura quotidiana e capacità di trasformare l’essenza della bellezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      Le città identitarie del Pane della Puglia si incontreranno per Grani Futuri 2025 con il Pancotto Contest dove, domenica 22 giugno 2025, il pane raffermo diventerà il principale ingrediente interpretato da vari Comuni fra i quali Altamura, Laterza, Guagnano, Monte Sant’Angelo. L’economia circolare di un tempo, in cui di certo il pane “vecchio” non si buttava, ritornerà sulle nostre tavole e diventerà una risorsa con sapori dimenticati da riscoprire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      La full immersione di tre giorni, da venerdì 20 a domenica 22 giugno 2025, a San Marco in Lamis (Foggia) in località Stignano, darà ogni mattina l’opportunità di conoscere il Gargano interno con escursioni ed attività e assaggi dedicati ai turisti ed ai visitatori. Nella prima parte della serata si terranno salotti letterari con autori, intellettuali e giornalisti, seguiti da tavole rotonde con fornai e panificatori provenienti da tutta Italia per discutere del valore morale e sociale del “Pane della Speranza”, condividendo esperienze e progetti tra etica del cibo, sostenibilità, spiritualità e rigenerazione sociale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per info: www.granifuturi.com
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           https://www.facebook.com/granifuturi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           https://www.instagram.com/granifuturi/
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 17:42:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-pane-della-speranza-grani-futuri-2025-costruisce-ponti-tra-sacralita-e-futuro</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>2 GIUGNO: COLDIRETTI PUGLIA, PER LUNGO PONTE E’ RECORD PRESENZE IN AGRITURISMO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/2-giugno-coldiretti-puglia-per-lungo-ponte-e-record-presenze-in-agriturismo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ record di presenze negli agriturismi per il lungo ponte del 2 giugno in Puglia, con l’arrivo di turisti italiani e stranieri che stanno invadendo le città, le campagne e le località marittime, con quasi un italiano su tre (29%) che sfrutterà il ponte del 2 giugno per trascorrere almeno un giorno fuori casa. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, sulla base delle rilevazioni di Campagna Amica e Terranostra Puglia, in vista della Festa della Repubblica che rappresenta il primo “assaggio” delle vacanze estive, complice anche il ritorno del caldo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cibo diventa la voce principale del budget della vacanza – aggiunge Coldiretti Puglia - con oltre un terzo della spesa destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o souvenir enogastronomici in mercati, feste e sagre di Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “E’ un banco di prova per l’affluenza turistica nell’estate 2025. Se la tavola con la cucina a chilometri zero resta la qualità più apprezzata a far scegliere l’agriturismo è la spinta verso un turismo che privilegia l’ambiente, il paesaggio, la distintività e l’accoglienza familiare, calda ma professionale, che ha portato le strutture ad incrementare l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, ma anche attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness”, afferma Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Puglia si rivela una delle mete più gettonate per le campagne e gli agriturismi di straordinaria bellezza, ma anche per i borghi con il 33% tra i più belli d’Italia, dove si conservano – spiega Coldiretti Puglia - le antiche tradizioni enogastronomiche rurali, incrementano la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali, dove nel giro di un ventennio l’agricoltura pugliese ha potuto promuovere oltre 60 cibi e vini certificati DOP e IGP, a cui si aggiungono le 4 STG nazionali e le 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 indicazioni geografiche, oltre ai 379 prodotti pugliesi riconosciuti tradizionali dal Masaf vengono coltivati, allevati e trasformati, in quelli che rappresentano veri e propri scrigni della biodiversità. Ma anche la  superficie agricola destinata a biologico raggiunge i 311mila ettari, confermando la Puglia al top della classifica nazionale per l’agricoltura biologica e con Campagna Amica, la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I piccoli comuni pugliesi, con popolazione inferiore ai 5mila abitanti sono 85 su 257 totali su una superficie territoriale di circa 2.792 km quadrati - ricorda Coldiretti Puglia - di cui 40 in provincia di Lecce, 38 in provincia di Foggia, 5 in provincia di Taranto e 2 in provincia di Bari e garantiscono il paesaggio fortemente segnato dalle produzioni agricole, dai vigneti agli ulivi secolari, con le masserie di straordinario pregio, i verdi pascoli, le distese di grano e i terrazzamenti fioriti, con la Puglia che risulta fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con ben 1,5 milioni di arrivi dall'estero di viaggiatori stranieri e 3,8 milioni di pernottamenti internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 May 2025 17:36:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>“L’insalata in busta: il verde alleato che semplifica la vita (se sai come usarlo)"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/linsalata-in-busta-il-verde-alleato-che-semplifica-la-vita-se-sai-come-usarlo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’insalata in busta, se sai come usarla, può diventare un vero e proprio aiuto alla nostra dieta, fornendo in tempo reale valori nutrizionali importanti senza sforzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sicuramente è un alimento che ci può aiutare a soddisfare il nostro appetito senza dover utilizzare del tempo prezioso, perché è pronta, facile da condire e utilizzabile in molti luoghi fuori casa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma attenzione: la comodità non è sinonimo di leggerezza e distrazione, perché c'è bisogno di qualche accorgimento per dare il meglio di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le insalate confezionate che troviamo al supermercato oggi sono altamente controllate, selezionate, lavate, asciugate e confezionate in atmosfera protettiva per garantire freschezza e sicurezza alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il trasporto dal negozio a casa deve essere veloce e, meglio, su borse o contenitori termici.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta aperta la busta, va conservata nel modo giusto per evitare sprechi e mantenerne intatte qualità e gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'insalata che avanza va messa in un contenitore ermetico con un foglio di carta assorbente sotto, per trattenere l’umidità in eccesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così facendo, le foglie resteranno integre per 3-4 giorni circa, pronte per essere consumate in qualsiasi momento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Pochi gesti e pochi accorgimenti fanno la differenza, con pochi sprechi.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ma se qualche foglia dovesse cominciare a ossidare?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Non buttarla.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Usala in frullati detox, minestroni, creme o pesti per condire la pasta, frittate, ripieni, bruschette e qualsiasi altra idea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'insalata in busta è molto più di una scorciatoia: diventa uno strumento di sostenibilità e creatività per chi ha poco tempo ma non vuole rinunciare al benessere. È il piccolo lusso quotidiano che fa grande la cucina di ogni giorno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Poi, se avete un orto vostro? Beh, allora avete capito alcuni accorgimenti per conservarla al meglio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 14 May 2025 18:47:54 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Benedetta Parodi svela il suo menu napoletano: pizza, trippa e tradizione in tavola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/benedetta-parodi-svela-il-suo-menu-napoletano-pizza-trippa-e-tradizione-in-tavola</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Benedetta Parodi torna a sorprendere gli amanti della buona cucina con un viaggio tutto partenopeo tra i sapori più autentici di Napoli. In un recente speciale, la regina della cucina televisiva ha portato in tavola un menu che è un vero e proprio omaggio alla tradizione gastronomica napoletana: dalla pizza alla trippa, passando per dolci iconici e piatti della memoria popolare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A colpire è l’equilibrio tra semplicità e gusto: la Parodi riesce a far risplendere anche i piatti più umili, raccontandoli con il suo stile diretto e appassionato. La trippa, spesso sottovalutata, viene elevata a protagonista con una ricetta saporita e verace, mentre la pizza fatta in casa con ingredienti freschi si conferma regina indiscussa del menu.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non mancano i dolci: sfogliatelle, babà e una rivisitazione casalinga della pastiera conquistano anche i palati più esigenti. “La cucina napoletana è amore, è casa, è accoglienza”, ha commentato Benedetta, sottolineando come ogni ricetta sia un tuffo nella storia e nel cuore del Sud.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con questo menu, Benedetta Parodi non solo celebra una delle tradizioni culinarie più amate d’Italia, ma invita tutti a riscoprire il valore della cucina autentica, quella fatta con pochi ingredienti ma tanto cuore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 14 May 2025 16:50:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>GRANO, COLDIRETTI PUGLIA, PERDE ALTRI 5 EURO A TONNELLATA A FOGGIA; SUBITO TAVOLO DI CRISI  Intanto, è nata “FILIERA PASTA” per rafforzare la tutela del settore</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/grano-coldiretti-puglia-perde-altri-5-euro-a-tonnellata-a-foggia-subito-tavolo-di-crisi-intanto-e-nata-filiera-pasta-per-rafforzare-la-tutela-del-settore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il grano pugliese perde altri 5 euro a tonnellata, un trend che non si arresta, e che rischia di mettere a repentaglio anche la prossima campagna di raccolta, con la Coldiretti Puglia che chiede all’Assessore regionale la convocazione urgente di una tavolo di crisi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Chiediamo all’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, la convocazione del tavolo di crisi, perché è preoccupante lo stato di criticità del settore cerealicolo colpito dalla siccità ma anche da eventi estremi, ma il problema concreto è causato dall’abbassamento del valore del grano, a causa delle importazioni selvagge dall’estero e della scarsa valorizzazione del prodotto regionale” , denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il boom di arrivi di grano estero conferma un trend – rileva Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia - che negli ultimi anni ha visto una serie di Paesi, dal Canada alla Turchia, fino alla Russia, alternarsi di fatto nell’inondare il mercato italiano di prodotto, spesso in coincidenza con il periodo di raccolta, con il risultato di far crollare le quotazioni del grano”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siamo di fronte a manovre speculative con un deciso aumento delle importazioni di grano duro dal Canada dove il grano viene coltivato secondo standard non consentiti in Europa per uso del glifosate nella fase di preraccolta. Occorre invece – continua la Coldiretti Puglia - ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella coltivazione del grano turco vengono usate, ad esempio, sostanze da anni vietate in Europa, dal Carbendazim, un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, al Malathion un altro fungicida tossico per le api, dal Cyflutrin, insetticida anch’esso cancerogeno, al Glifosato, l’essiccante vietato in Italia in pre raccolta e usato anche sul grano canadese e su quello russo, che viene prodotto utilizzando un’altra sostanza non permessa nella Ue, l’erbicida Fenoxaprop P ethyl. Il grano ucraino viene, invece prodotto usando il Chlorothalonil, un fungicida sospetto cancerogeno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno scandalo contro il quale Coldiretti si è mobilitata nei porti per verificare gli arrivi di grano straniero per chiedere più controlli alle frontiere sulla qualità e sulla salubrità delle merci importate e il rispetto del principio di reciprocità, così da garantire che tutti i prodotti agroalimentari che entrano nel nostro Paese rispettino gli stessi standard a livello ambientale, di sicurezza e di rispetto dei diritti dei lavoratori, che sono garantiti dagli agricoltori italiani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo all’interno di Filiera Italia è nata Filiera pasta, con l’obiettivo di tutelare l’intero settore italiano della pasta e valorizzare il Made in Italy di qualità. Si pone alcuni obiettivi importanti tra cui la difesa e la tracciabilità lungo la filiera, la promozione delle tradizioni e delle distintività manifatturiere dei diversi pastifici e la ricerca e l’innovazione della produzione per aumentare produttività e sostenibilità, tutte al fine di garantire la distintività del settore e contrastare il fenomeno dell’omologazione dei processi produttivi della pasta e della corsa a ribasso degli standard che avvantaggiano altri Paesi produttori. Altro fondamentale obiettivo, è quello di spiegare al consumatore che spendere qualche centesimo  in più quotidianamente per un prodotto italiano di migliore qualità conviene e aiuta ad assicurare una più equa ripartizione del valore aggiunto tra le varie fasi della filiera a partire dalla produzione agricola nazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con Filiera pasta – aggiunge Coldiretti - l'Associazione Filiera Italia realizza anche nel settore del grano e della pasta fondamentale per il nostro made in Italy, quella alleanza tra agricoltori e industrie di trasformazione già realizzata in altre filiere. Rilancio e valorizzazione del grano italiano, contratti di filiera che assicurino un'equa ripartizione del valore aggiunto, comunicazione e promozione per differenziare sul mercato internazionale questo prodotto distintivo da quello omologato ed Italian sounding. Questi i valori alla base della neonata organizzazione di Filiera Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 14 May 2025 16:33:23 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA, CRESCE 'PUGLIA IN ETICHETTA’ CON +7,3% VALORE VENDITE IN SUPER E IPER CON REGIONALISMO A TAVOLA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/consumi-coldiretti-puglia-cresce-puglia-in-etichetta-con--7-3-valore-vendite-in-super-e-iper-con-regionalismo-a-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Coldiretti ha lanciato “Tutto in etichetta”, la serie podcast pensata per orientare i cittadini meglio nella lettura dell’etichetta e nelle proprie scelte alimentari
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cresce la ‘Puglia agroalimentare in etichetta’ grazie a 788 prodotti venduti in iper e supermercati che hanno aumentato del +7,3% il valore delle vendite, raggiungendo i 190 milioni di euro, un successo del regionalismo a tavola, frutto anche delle battaglie di Coldiretti condotte sul fronte della garanzia della tracciabilità, dell’origine e della sicurezza alimentare a beneficio dei consumatori, con il boom del regionalismo a tavola. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia sugli ultimi dati Osservatorio Immagino della Nielsen, con le buone performance  dei vini Igp/ Igt, delle passate di pomodoro e delle mozzarelle.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ svolta tricolore dunque nei consumi alimentari dei cittadini che privilegiano sugli scaffali la qualità Made in Italy – aggiunge Coldiretti Puglia – spingendo sugli acquisti familiari delle indicazioni geografiche europee di origine, con la Dop e IG Economy pugliese che vale quasi 680 milioni di euro.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò ha spinto anche la spesa diretta dall’agricoltore per la possibilità di trovare prodotti stagionali, a km zero e di qualità. Nei mercati dei contadini di Campagna Amica è possibile anche trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. La Puglia, regione che vanta numerosi primati produttivi nell’agroalimentare – dice  Coldiretti Puglia – ha dovuto imparare a difendersi dagli agropirati con l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto in etichetta e il brand ‘Puglia’ ha acquistato spazio e autorevolezza negli anni, con i consumatori sempre più attenti all’etichetta e all’acquisto consapevole di cibo prodotto in Puglia e non importato dall’estero e spacciato per pugliese.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da qui l’iniziativa di Coldiretti con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatoria l’origine degli ingredienti su tutti gli alimenti in commercio nella Ue. L’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per sostenere la campagna è stata lanciata “Tutto in etichetta”, la prima serie podcast dedicata alla spesa degli italiani, pensata per orientare i cittadini meglio nella lettura dell’etichetta e nelle proprie scelte alimentari, promossa da Coldiretti e realizzata da Chora Media. Il podcast è pubblicato sulle principali piattaforme di ascolto Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, Youtube Music, oltre che sul sito di Coldiretti (www.coldiretti.it) e di choramedia.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La trasparenza sugli scaffali Ue non potrà però essere realizzata appieno senza garantire reciprocità negli accordi internazionali, dove i prodotti alimentari dei Paesi Extra Ue devono assicurare le stesse garanzie di quelli comunitari in termini di utilizzo di pesticidi, rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Né è possibile lasciare spazio a forme di etichettatura ingannevoli, come il Nutriscore che, come rilevato anche da Hansen, penalizza le eccellenze Made in Italy e promuove paradossalmente i cibi ultra-formulati.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Foto WEB
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Apr 2025 20:13:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Cena con la Luna: Un Viaggio di Sapori e Divertimento in Diretta!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-cena-con-la-luna-un-viaggio-di-sapori-e-divertimento-in-diretta</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da martedì 1 aprile, alle ore 21.00, il palinsesto di Tv Luna si  è arricchito di un programma imperdibile: "A Cena con la Luna". Questo innovativo format, ideato dalla talentuosa giornalista e vocalist Ida Piccolo, dal dinamico giornalista Antonio D'Addio e dalla creativa foodblogger Gemma Caruso, un mix irresistibile di chiacchiere, musica, filmati e, naturalmente, prelibatezze culinarie.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In ogni puntata, Ida Piccolo e Antonio D'Addio guidano gli spettatori in un'avventura gastronomica unica, dove il cibo diventa il filo conduttore di storie e risate. Gli ospiti speciali, artisti del calibro del duo comico Enzo e Sal, l’eclettica attrice Maria Bolignano e la talentuosa cantante Monica Sarnelli, protagonisti di una cena che celebra l'arte e la convivialità.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma non è solo un programma di intrattenimento: "A Cena con la Luna" è un viaggio attraverso la cultura gastronomica campana, con piatti preparati da rinomati executive chef e pastry chef che portano l'eccellenza della cucina locale direttamente nelle vostre case. Ogni episodio è un'esperienza sensoriale che stimola non solo il palato, ma anche la mente, con aneddoti affascinanti, curiosità e sorprese che rendono ogni serata unica.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con un'atmosfera vibrante e accogliente, il programma invita il pubblico a sintonizzarsi per vivere momenti indimenticabili. Gli ingredienti della serata? Il talento degli artisti, la maestria culinaria e la magia della luna che illumina il tutto. 
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non perdetevi questa straordinaria opportunità di cena e divertimento, un evento che celebra la passione per la buona cucina e l'arte in tutte le sue forme. "A Cena con la Luna" è una produzione di Claudio Malfi Management e un invito a gustare, ridere, e lasciarsi sorprendere ogni martedì sera. Preparatevi a un viaggio indimenticabile all'insegna del buon cibo e del talento artistico!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Apr 2025 20:05:42 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mezzani di Gragnano con Besciamella e Pancetta Dolce Tostata</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'eccellenza della cucina è a portata di mano, basta essere consapevoli di ciò che scegliamo di mangiare. In questo piatto, abbiamo l'opportunità di assaporare solo ingredienti di alta qualità, evitando il cibo “fake”. Saper cucinare è un vero dono e oggi vi proponiamo una ricetta deliziosa: mezzani di Gragnano con besciamella e dadolata di pancetta dolce tostata. Un primo piatto gustoso, perfetto per ogni occasione, dalle cene quotidiane alle festività.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ingredienti per 4-5 persone:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 500 g di mezzani di Gragnano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 150 g di emmental
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 80 g di pancetta a dadini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Olio extravergine d'oliva q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la besciamella:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 30 g di burro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 30 g di farina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - 500 ml di latte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Cottura della pasta:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Iniziate mettendo sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata. Portate a ebollizione e poi calate i mezzani, cuocendoli al dente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Preparazione della besciamella:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Nel frattempo, preparate la besciamella. In un pentolino, sciogliete il burro a fuoco medio. Aggiungete la farina e mescolate con una frusta per ottenere un roux. Versate lentamente il latte, continuando a mescolare per evitare grumi. Cuocete fino a ottenere una consistenza cremosa, quindi aggiustate di sale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Cottura della pancetta:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          In una padella antiaderente, versate un filo d’olio extravergine d’oliva e aggiungete i dadini di pancetta. Tostateli leggermente fino a renderli croccanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Unione degli ingredienti: Una volta che la pasta è cotta, scolatela e unitela nella padella con la pancetta. Aggiungete la besciamella e i formaggi, mescolando bene per amalgamare il tutto. Pepate a piacere e fate saltare per qualche minuto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           5. Impiattamento:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Servite i mezzani caldi, con la possibilità di ripassarli in forno a 180° per circa 10 minuti per una crosticina dorata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Buon appetito!
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            By Gemma Caruso
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 12:50:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>15 Aprile, Giornata Nazionale del Made in Italy: omaggio al genio di Leonardo e all’eccellenza italiana nel mondo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/15-aprile-giornata-nazionale-del-made-in-italy-omaggio-al-genio-di-leonardo-e-alleccellenza-italiana-nel-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma, 15 aprile 2025 – In tutto il mondo, da Milano a Tokyo, da Buenos Aires a New York, oggi si celebra la prima Giornata Nazionale del Made in Italy, una ricorrenza fortemente voluta per riconoscere e promuovere l’identità, la creatività e la qualità che da sempre contraddistinguono il marchio italiano. La data scelta non è casuale: il 15 aprile del 1452 nasceva Leonardo da Vinci, simbolo indiscusso del genio italiano, capace di coniugare arte, scienza, tecnica e visione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Leonardo rappresenta l’essenza stessa del Made in Italy: una capacità tutta italiana di trasformare la bellezza in progetto, l’intuizione in innovazione, il talento in sistema. E proprio nel nome di questo spirito si tengono oggi oltre 600 eventi in Italia e nel mondo – tra mostre, incontri, talk, laboratori didattici, performance artistiche, degustazioni e visite aziendali – organizzati da ambasciate, istituti italiani di cultura, scuole, università, imprese e associazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa è stata istituzionalizzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il sostegno della Presidenza del Consiglio, per valorizzare non solo l’eredità culturale e produttiva italiana, ma anche il suo ruolo trainante nel panorama economico internazionale. "Il Made in Italy è il nostro biglietto da visita nel mondo, sinonimo di eccellenza, stile, competenza e sostenibilità", ha dichiarato il ministro Adolfo Urso, durante l’evento inaugurale a Roma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i settori protagonisti: la moda, il design, l’agroalimentare, l’automotive, l’artigianato e la tecnologia. Realtà diverse ma unite da un comune denominatore: l’eccellenza del saper fare italiano, che ancora oggi affascina e conquista mercati globali. E proprio per coinvolgere le nuove generazioni, la Giornata ha visto una forte partecipazione delle scuole: migliaia gli studenti coinvolti in laboratori creativi, visite in aziende simbolo del Made in Italy e incontri con imprenditori e designer.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso della giornata, anche il Quirinale ha voluto rendere omaggio all’iniziativa. In un messaggio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato come "il Made in Italy rappresenti un ponte tra la nostra storia e il nostro futuro, un modello di qualità che unisce cultura e impresa, tradizione e innovazione".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma questa non è solo una giornata celebrativa. È, nelle intenzioni del Governo, un progetto strategico, volto a rafforzare la tutela e la promozione del brand Italia nel mondo. Con una rete di iniziative permanenti, investimenti in comunicazione, tutela della proprietà intellettuale e sostegno alle filiere produttive, la Giornata del Made in Italy vuole essere anche un volano per attrarre talenti e capitali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A oltre cinque secoli dalla nascita di Leonardo, l’Italia guarda avanti, forte della sua storia ma con lo sguardo rivolto al futuro. Perché, come dimostra il successo del Made in Italy, l’arte del fare italiano continua ad essere uno dei patrimoni più ammirati e riconosciuti al mondo.
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      <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 10:58:08 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>La Pasqua su Deliveroo è tradizione e innovazione  Ecco la mappa delle eccellenze tra dolce e salato</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-pasqua-su-deliveroo-e-tradizione-e-innovazione-ecco-la-mappa-delle-eccellenze-tra-dolce-e-salato</link>
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           ● Arrivano la “Colomba Tropicale” della Pasticceria Clivati a Milano, il casatiello e la pastiera del forno Pietro Roscioli a Roma e gli agnelli di pasta di mandorle a Lecce.
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           Milano, 14 Aprile 2025 - Pasqua si avvicina così come il consumo di tutti i prodotti tipici legati a questa irrinunciabile tradizione culinaria italiana perché ciascun territorio conserva il proprio retaggio gastronomico legato alla Pasqua. Tra impasti salati e farciti e dolci tradizionali, forni e pasticcerie di ogni zona della penisola propongono ricette tramandate di generazione in generazione. Come ad esempio la pizza di Pasqua laziale, la Ciaramicola umbra, la pastiera e il casatiello napoletano, la schiacciata di Pasqua toscana, la pardulas sarda, la fugassa veneta e gli agnelli di pasta di mandorle Pugliesi. Come nascono queste eccellenze?
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           In occasione della Pasqua, Deliveroo, la piattaforma leader nell’online food delivery, con oltre 25.000 ristoranti, ha chiesto ai migliori tra propri partner come si stanno preparando alla Pasqua 2025, tra dolci della tradizione e ultimi trend gastronomici che la piattaforma rende accessibili grazie al proprio servizio di delivery. Ecco una panoramica da nord a sud:
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           ● Nord: la Colomba pasquale, nata secondo la tradizione in Lombardia, classico lievitato a base di farina, uova, zucchero e buccia d’arancia, è la regina dei dolci della Pasqua nel nord italia così come Pasticceria Clivati è un punto di riferimento della pasticceria artigianale milanese. Questa “bottega del gusto” si innesta nel solco della tradizione lombarda garantendo la qualità dei dolci tipici del territorio che, se da una parte punta sulla tradizione, dall’altra non smette di stupire una clientela sempre più esigente e variegata. “Quest’anno, grazie al lavoro in sinergia con i nostri pasticceri, è nato il concept “Pasqua Tropicale”, disponibile su Deliveroo, al cui interno sono racchiusi prodotti innovativi e di eccellenza. La colomba tropicale infatti ha un tocco esotico e dal gusto ricercato e vede al suo interno canditi di papaya e ananas e sulla crosta una ricca glassatura puntellata da intere noci pecan. Accanto alla colomba tropicale, per i più golosi, sono disponibili, sempre su Deliveroo, anche l’uovo con cioccolato bianco e pistacchio e cioccolato al latte e nocciola” ci spiega la famiglia Giampietro, proprietaria di Pasticceria Clivati. “Siamo da sempre attenti a soddisfare tutte le generazioni dei nostri clienti, dai nonni che vengono qui di persona per soddisfare il palato dei loro nipoti, i quali invece sono molto più soliti a usare il moderno servizio del delivery”.
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          ● Centro: la tradizione Romana, spesso attinge dalle regioni limitrofe come Umbria e Marche ed è proprio l’origine Marchigiana che permette al Forno Pietro Roscioli all’Esquilino di esprimere tutto il proprio carattere, come racconta Andrea Roscioli oggi al comando dell’azienda fondata da suo padre Pietro: “Dal 2019 collaboriamo in esclusiva con Deliveroo e negli ultimi tempi abbiamo registrato una significativa crescita del fatturato derivante dal delivery, che oggi costituisce una parte consolidata del nostro business. Nel nostro forno, la Pasqua inizia con il salato, a cominciare dal Casatiello, un piatto tipico napoletano che a Roma è diventato un vero e proprio simbolo delle festività. A seguire, la tradizionale Pizza al Formaggio, un must per noi che siamo di origine marchigiana. Avvicinandoci alla Pasqua, ci concentriamo sui dolci tipici. La nostra Colomba è particolarmente apprezzata, proposta in diverse varianti, tra cui quella con scorzetta d’arancia di alta qualità, quella con cioccolato e pera, e quella con albicocca sciroppata e cioccolato fondente al 70%. Un altro dolce molto richiesto è la pastiera, preparata con crema di grano cotto, ricotta fresca, scorzetta d'arancia e una consistenza alta e morbida, che la rendono un’interpretazione molto amata della tradizione pasquale”.
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          ● Sud: gli agnelli di pasta di mandorla sono una delle specialità pasquali tipiche della Puglia, realizzati un tempo dalle monache nei conventi di clausura e che oggi la Pasticceria La Dogana realizza in occasione della Pasqua e rende disponibili sulla piattaforma. “Siamo in esclusiva sulla piattaforma Deliveroo da quasi due anni e l’esperienza è estremamente positiva e quest’anno abbiamo deciso di valorizzare la Pasqua con i nostri prodotti più tipici e autentici, come l’agnello di pasta di mandorla - racconta Romina Leo amministratore dell’azienda - un dolce straordinario realizzato con il 63% di mandorle. Proprio grazie all’elevata percentuale di mandorle, abbiamo ottenuto un prodotto meno dolce rispetto ai prodotti in circolazione con un contenuto ridotto di zuccheri. La farcitura tradizionale è con la “faldacchiera”realizzata con il tuorlo d’uovo pastorizzato, una nota aromatica del liquore Strega, la morbidezza del pan di Spagna e il gusto unico di cotognata. Molto richiesta anche la nostra torta con Colomba artigianale farcita con crema chantilly, un must per i nostri clienti. L’estate resta il periodo di punta grazie agli ordini dai turisti e dagli hotel, ma anche le festività come la Pasqua rappresentano per noi momenti fondamentali per ampliare ulteriormente la nostra clientela”.
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           "La Pasqua è un momento speciale da condividere con famiglia e amici e crescono gli ordini dei prodotti tipici. Grazie a Deliveroo, i nostri clienti possono scoprire e gustare tutte le prelibatezze pasquali ovunque e alla portata di un click” - ha commentato Andrea Zocchi, Managing Director di Deliveroo Italy. "Siamo felici di portare nelle case i prodotti della tradizione italiana che, attraverso la passione dei nostri partner, valorizzano ed esaltano le caratteristiche uniche del territorio. Abbiamo selezionato un partner rappresentativo per ogni area della penisola. Il legame tra Pasqua e delivery è sempre più forte: siamo orgogliosi di essere parte di questa tradizione e offrire un servizio che rende la Pasqua ancora più speciale e gustosa."
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          Deliveroo è un servizio di consegna pluripremiato fondato nel 2013 da William Shu e Greg Orlowski. Deliveroo collabora con circa 186.000 tra i più amati ristoranti, negozi di alimentari e partner di vendita al dettaglio, nonché con oltre 135.000 rider, per offrire la migliore esperienza di consegna di cibo al mondo. Deliveroo ha sede a Londra e uffici in tutto il mondo. Deliveroo opera in 9 mercati, tra cui Belgio, Francia, Italia, Irlanda, Kuwait, Qatar, Singapore, Emirati Arabi Uniti e Regno Unito. Ulteriori informazioni su Deliveroo sono disponibili sul sito web della Società all'indirizzo https://corporate.deliveroo.co.uk/.
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           Per Ulteriori informazioni
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nicolò Marcon, ufficio stampa Deliveroo nicolo.marcon@deliveroo.it
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Emiliano Nivelli - enivelli@eidos.net Mariaclara Nitti - mcnitti@eidos.net
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      <pubDate>Tue, 15 Apr 2025 10:50:08 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>IL FUORI CASA ARRIVA IN SALOTTO: LA NUOVA FRONTIERA DEL CONSUMO ALIMENTARE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-fuori-casa-arriva-in-salotto-la-nuova-frontiera-del-consumo-alimentare</link>
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cambia il modo di mangiare, cambiano le abitudini, cambiano gli spazi. Se fino a qualche anno fa il pranzo fuori casa era sinonimo di ristorante, bar o tavola calda, oggi il concetto si è completamente trasformato. Il confine tra cucina domestica e offerta professionale si è fatto sottile, e sempre più italiani scelgono piatti pronti acquistati nei supermercati da consumare tra le mura di casa o in ufficio.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A trainare questa trasformazione è stato, senza dubbio, il periodo pandemico. In quel contesto, il delivery e il take-away hanno rappresentato una vera e propria ancora di salvezza per la ristorazione. Ma quel modello d’emergenza si è presto trasformato in un’abitudine consolidata, tanto da spingere il mercato verso nuove direzioni.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo protagonista? Il piatto pronto da banco frigo. Una soluzione pratica, veloce e spesso anche di qualità, che ha trovato spazio sugli scaffali della grande distribuzione e nei frigoriferi dei consumatori. Secondo recenti dati di settore, questo comparto sta crescendo con numeri significativi, sfiorando in Italia il 3,5% del mercato food retail, con un potenziale in espansione che guarda all’Europa, dove Paesi come Francia, Regno Unito e Germania viaggiano già su percentuali ben più alte.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro questa tendenza non c’è solo comodità. C’è un cambiamento culturale. Il consumatore moderno cerca esperienze agili, accessibili, compatibili con ritmi frenetici e stili di vita sempre più dinamici. E spesso, quel piatto acquistato al supermercato offre il giusto compromesso tra sapore, rapidità e costo.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una sfida, questa, che il mondo della ristorazione non può permettersi di ignorare. Se da un lato i numeri parlano chiaro, dall’altro resta un punto di forza imbattibile: l’esperienza. Perché nessun banco frigo può replicare l’atmosfera di un locale accogliente, il servizio personalizzato o il piacere di una cena preparata al momento.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro? Sarà sempre più ibrido. Un mix tra consumo digitale, ristorazione esperienziale e soluzioni on the go. Chi saprà interpretare meglio questo equilibrio avrà in mano le chiavi di un mercato in piena trasformazione.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
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      <pubDate>Mon, 14 Apr 2025 17:47:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>AGRIVOLTAICO: COLDIRETTI PUGLIA, AL VIA NUOVO BANDO PER ENERGIA GREEN; 16% RINNOVABILI NASCE NEI CAMPI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/agrivoltaico-coldiretti-puglia-al-via-nuovo-bando-per-energia-green-16-rinnovabili-nasce-nei-campi</link>
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al via il nuovo bando Agrivoltaico senza il consumo di suolo, quando il 16% della energia rinnovabile consumata nasce dai campi e dalle stalle offrendo un contributo strategico al fabbisogno nazionale grazie all’impiego di biomasse, biogas, bioliquidi e fotovoltaico in grado di raddoppiare.  E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in riferimento al nuovo bando Agrivoltaico, previsto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con  le domande che  potranno essere presentate, esclusivamente per via telematica, mediante il Portale Agrivoltaico disponibile sul sito del GSE, fino al 30 giugno 2025 con l’obiettivo di incentivare la realizzazione di impianti agrivoltaici innovativi in agricoltura.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La misura del PNRR che riconosce un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti innovativi in agricoltura, ha riscosso un ampio successo già con il primo bando. Il 50% dei progetti ammessi sono piccoli impianti di potenza inferiore al MW, sviluppati principalmente in Sicilia, Puglia, Lombardia e Veneto e si sono caratterizzati come progetti presentati da singole aziende agricole.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ da rilevare che la Puglia è seconda per produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con il 9,2% del totale italiano, seconda solo alla Lombardia, produce il 25% dell’energia eolica italiana e il 14% di quella solare – aggiunge Coldiretti Puglia - posizionandosi al primo posto per numero di impianti e per potenza installata di “nuove rinnovabili”.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo uno studio del Centro Studi Divulga solo utilizzando i tetti di stalle, masserie, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole sarebbe possibile recuperare una superficie utile di 155 milioni di metri quadri di pannelli con la produzione di 28.400Gwh di energia solare.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E proprio a testimoniare il costrutto della Puglia in termini di energia green, è arrivata la vigna agrivoltaica di comunità, nata dall’idea di coltivare sotto i pannelli fotovoltaici sollevati da terra, che proteggono le vigne allevate, custodite e ombreggiate. E’ stata presentata al Vinitaly  da Coldiretti Puglia, CRSFA Basile Caramia di Locorotondo, Università di Agraria di Bari e l’azienda Vigna Agrivoltaica di Comunità l’innovazione sostenibile Made in Puglia, che concilia l’allevamento dei vigneti con l’energia green.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ‘pergola’ agrivoltaica può svolgere numerose funzioni – spiega Coldiretti Puglia – perché riduce lo stress idrico, genera un microclima più fresco, riduce il fabbisogno di acqua per l'irrigazione, protegge dagli eventi climatici estremi, protegge dagli attacchi di malattie quali peronospora e oidio, determina la maturazione dell'uva più lenta e, di conseguenza, ritarda i tempi della vendemmia di 3-6 settimane con predisposizione ad una maturazione fenolica prolungata, favorendo la diminuzione del contenuto di zuccheri e una maggiore acidità in virtù della ritardata maturazione dell’uva.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Coldiretti sostiene un modello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste attraverso, ad esempio, le comunità energetiche, gli impianti solari sui tetti e l’agrivoltaico sostenibile e sospeso da terra che consentono di integrare il reddito degli agricoltori con la produzione energetica rinnovabile, con una ricaduta positiva sulle colture e sul territorio, come nel settore del biogas-biometano che – conclude Coldiretti - ha conosciuto un’importante accelerazione verso la transizione energetica attraverso il riciclaggio di sottoprodotti e la riduzione dell’impronta ambientale e di carbonio, specialmente nella zootecnia.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 14 Apr 2025 17:24:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Vinitaly 2025 chiude con successo: 97mila presenze e un terzo dall’estero, tra dazi e strategie globali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vinitaly-2025-chiude-con-successo-97mila-presenze-e-un-terzo-dallestero-tra-dazi-e-strategie-globali</link>
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           L’edizione 2025 di Vinitaly si è conclusa con un bilancio più che positivo: ben 97mila presenze, segnando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente. Un risultato significativo, soprattutto in un contesto complicato come quello attuale, dominato dall’incertezza legata ai dazi statunitensi sul vino europeo.
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          A emergere con forza è stata l’internazionalità dell’evento: il 33% dei partecipanti è arrivato dall’estero, rappresentando oltre 130 Paesi. Una risposta importante del settore, che ha mostrato compattezza e volontà di affrontare insieme le sfide del mercato globale.
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          Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha sottolineato come la città di Verona abbia saputo offrire non solo ospitalità ma anche un messaggio di coesione e visione strategica in un momento critico per l’export vinicolo.
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          Appuntamento già fissato per la prossima edizione: si riparte il 12 aprile 2026, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il ruolo di Vinitaly come punto di riferimento mondiale per il business del vino.
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      <pubDate>Mon, 14 Apr 2025 17:18:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Dazi sul Vino: Un Amaro Calice per i Produttori Italiani - La Gazzetta del Food al Vinitaly"</title>
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           Con l'avvicinarsi dell'inaugurazione di Vinitaly, la fiera internazionale dedicata al vino, cresce la preoccupazione tra i produttori italiani. "Stiamo attraversando un periodo complicato", affermano molti imprenditori, che si trovano a fronteggiare non solo le sfide del mercato interno, ma anche le nuove politiche doganali che impongono dazi pesanti sulle esportazioni.
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          Questi dazi, introdotti in risposta a tensioni commerciali globali, rischiano di compromettere la competitività del vino italiano, un settore che rappresenta un simbolo della nostra cultura e un'importante fonte di reddito. Gli imprenditori temono che tali misure possano ridurre le vendite all'estero, danneggiando un patrimonio che è frutto di anni di passione e tradizione.
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          La Gazzetta del Food sarà presente a Vinitaly per documentare le reazioni e le strategie dei produttori, dando voce a chi vive quotidianamente le difficoltà e le opportunità di un settore in continua evoluzione. Mentre ci prepariamo a celebrare l'eccellenza del vino italiano, è fondamentale non dimenticare le sfide che i nostri viticoltori devono affrontare. La fiera sarà non solo un momento di festa, ma anche un'importante occasione di confronto e riflessione.
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      <pubDate>Sat, 05 Apr 2025 18:51:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"Carbonara Day: Celebriamo la Tradizione... ma non senza polemiche!"</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           Il 6 aprile si celebra il Carbonara Day, una giornata dedicata a uno dei piatti più emblematici della cucina italiana: la carbonara. Questo piatto, originario del Lazio, è amato da milioni di persone in tutto il mondo e rappresenta un simbolo della cultura gastronomica italiana. Tuttavia, ogni anno, la celebrazione di questo giorno non è priva di polemiche.
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          Le controversie nascono principalmente dagli ingredienti. La ricetta tradizionale prevede solo guanciale, pecorino romano, tuorlo d'uova e pepe nero. Ma, con il passare del tempo, molte varianti sono emerse, utilizzando pancetta, panna e addirittura ingredienti insoliti come funghi o zucchine. Questo ha scatenato un acceso dibattito tra i puristi, che difendono la ricetta originale, e coloro che si divertono a reinterpretarla.
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          Inoltre, il Carbonara Day è anche un'opportunità per promuovere la solidarietà. Molti ristoranti e chef partecipano all'iniziativa, donando parte dei proventi delle loro carbonare a cause benefiche. Questo aspetto unisce la passione per la buona cucina a un gesto di altruismo, ma non mancano critiche da parte di chi sostiene che l'atto di celebrare un piatto tradizionale dovrebbe essere fatto senza secondi fini commerciali.
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          In conclusione, mentre ci godiamo un piatto di carbonara, è importante ricordare le sue radici e le diverse interpretazioni che ne sono derivate. Che siate sostenitori della ricetta classica o amanti delle varianti, il Carbonara Day rappresenta un momento di riflessione e celebrazione della nostra cultura culinaria, ma anche un'occasione per confrontarci su ciò che significa realmente "italiano".
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      <pubDate>Sat, 05 Apr 2025 18:21:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>CLIMA: COLDIRETTI PUGLIA, IN MEDIA SOLO 10 MQ VERDE A TESTA IN PUGLIA; NECESSARIE PIANTE MANGIA POLVERI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/clima-coldiretti-puglia-in-media-solo-10-mq-verde-a-testa-in-puglia-necessarie-piante-mangia-polveri</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La messa a dimora di nuovi alberi in Puglia che dispone di appena 10 metri quadrati in media di verde urbano per abitante è fondamentale per affrontare l’emergenza climatica, fra ondate di calore, desertificazione e alluvioni e per rompere l’assedio dello smog nelle città. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, in riferimento all’incontro a Bari degli ambasciatori del patto europeo per il clima, promosso dalla Dg Clima della Commissione europea, Alleanza per il clima Italia, il Comune di Bari ed EuCliPa.it.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nelle città capoluogo, dove si oscilla dai 9,2 metri quadri pro capite di verde di Bari ai 9 di Foggia, dai 14,4 metri quadrati di Taranto ai 9,6 di Lecce fino agli 11,9 metri quadrati a Brindisi, sono stati censiti quasi 142mila alberi in Puglia, dove a guidare la classifica c’è Bari con quasi 30mila alberi – continua Coldiretti Puglia – seguita da Foggia, Taranto, Lecce, Barletta, Brindisi e Andria, fanalino di coda con soli 15mila alberi.  Differente la disponibilità di alberi per abitante, dove la classifica si inverta con Bari che conta solo 9 alberi per 100 abitanti, Taranto quasi 11, Foggia 14 e Andria 15 ogni 100 abitanti, con Barletta, Lecce e Brindisi che offrono oltre 20 alberi ogni 100 abitanti.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con i cambiamenti climatici in atto – evidenzia Coldiretti Puglia – è strategica la presenza e la gestione del verde tanto che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi rispetto a zone dove non ci sono piante o ombreggiature verdi. Maggiore è la copertura verde maggiori sono i benefici per la salute della popolazione e più ampia è la difesa contro desertificazione e siccità.  Gli alberi infatti – continua Coldiretti - rinfrescano gli ambienti in cui si trovano grazie sia all’ombreggiatura che creano sia alla traspirazione e fotosintesi del fogliame diventando dei grandi condizionatori naturali: un’area verde urbana di 1500 metri quadrati raffredda in media 1,5 gradi e propaga i suoi positivi effetti a decine di metri di distanza.
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          Per mantenere l’impegno a contrastare i cambiamenti climatici bisogna intervenire in modo strutturale sugli ambienti metropolitani – afferma Coldiretti Puglia -  ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato considerato che in Puglia la dotazione di verde urbano nelle città. Anche in campagna negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta da frutto su quattro, fra pesche, arance, albicocche e altri frutti, per non parlare dei 21mila ulivi persi a causa della Xylella, con un gravissimo danno produttivo ed ambientale – aggiunge Coldiretti Puglia - per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un danno economico ed occupazionale rilevante – continua Coldiretti Puglia – ma che colpisce anche l’ambiente, poiché con la scomparsa dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10. Non a caso recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente – spiega Coldiretti – proprio per la capacità di catturare Co2, ruolo che potrebbe ulteriormente crescere con l’adozione di tecniche colturali finalizzate non solo alla produzione di frutta ma anche alla lotta all’inquinamento.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il verde è importante perché migliora anche la qualità della vita nelle città considerato che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno, secondo una analisi della Coldiretti. Tra le specie tipiche e autoctone di alberi e arbusti antismog ci sono – conclude la Coldiretti regionale – la farnia, il leccio, il carpino bianco, l’acero campestre, il tiglio, il frassino maggiore, il pioppo, mentre tra gli arbusti la rosa canina, l’alloro, il ligustro, il corniolo, il biancospino, ma ci sono anche le piante aromatiche come timo, lavanda e rosmarino.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          Foto WEB
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      <pubDate>Sat, 05 Apr 2025 14:46:41 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Domenico Di Bella: Un faro nella Formazione dei Giovani Chef al Tre Croci di Villa San Giovanni</title>
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             Recentemente, il compartimento formazione della Nazionale Italiana Cuochi ha visto un incontro illuminante tra lo chef Domenico Di Bella e i giovani talenti dell'Istituto Alberghiero “Tre Croci” di Villa San Giovanni. Questa giornata ha rappresentato un'importante opportunità per i futuri chef, offrendo loro spunti e conoscenze preziose per avvicinarsi al mondo delle competizioni culinarie.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo chef Di Bella, noto per la sua passione e dedizione alla cucina italiana, ha condiviso la sua vasta esperienza e il suo know-how con gli studenti. La sua carriera, costellata di successi e riconoscimenti, è un esempio di come la formazione professionale e l'impegno siano fondamentali per emergere nel settore gastronomico. Con il suo approccio pratico e diretto, ha saputo ispirare i giovani partecipanti, trasmettendo l'importanza di affinare le proprie tecniche e di affrontare le sfide con determinazione.
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          Durante l'incontro, Di Bella ha enfatizzato l'importanza della formazione continua per i giovani chef. In un settore in continua evoluzione come quello della ristorazione, rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, tecniche e ingredienti è cruciale. La competizione, sia a livello locale che internazionale, richiede non solo abilità culinarie ma anche creatività e capacità di innovare. Gli studenti hanno avuto l'opportunità di porre domande, ricevere feedback sui loro progetti e apprendere da un professionista del calibro di Di Bella, un'esperienza che arricchisce il loro percorso formativo.
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          La giornata è stata caratterizzata da dimostrazioni pratiche e discussioni stimolanti, creando un ambiente di apprendimento dinamico e interattivo. I giovani chef hanno potuto osservare da vicino le tecniche di preparazione e presentazione dei piatti, apprendendo l'importanza della qualità degli ingredienti e del rispetto per la tradizione culinaria italiana.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, l'incontro con Domenico Di Bella ha rappresentato un momento cruciale per gli studenti dell'Istituto Alberghiero “Tre Croci”, offrendo loro una visione chiara e motivante delle opportunità future nel mondo della cucina. La formazione è la chiave per sviluppare talenti e preparare i giovani chef ad affrontare le sfide del settore. Eventi come questo non solo arricchiscono il curriculum formativo degli studenti, ma fungono anche da ponte tra la teoria e la pratica, preparando la prossima generazione di professionisti a lasciare il loro segno nella gastronomia italiana e oltre.
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      <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 14:26:56 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>CAFFÈ: COLDIRETTI PUGLIA, COLAZIONE SEMPRE PIÙ ‘SALATA’ (+40%) PER CARO ESPRESSO, BURRO E LATTE SCREMATO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caffe-coldiretti-puglia-colazione-sempre-piu-salata--40-per-caro-espresso-burro-e-latte-scremato</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colazione sempre più ‘salata’ per i pugliesi costretti a pagare oltre il 40% in più già al risveglio, per l’impatto del caro prezzi dal caffè al latte intero, dal latte scremato al burro, con i prezzi del cibo che si infiammano per effetto delle tensioni internazionali sul commercio e sulle quotazioni, ma anche di fenomeni speculativi. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della giornata nazionale del caffè espresso italiano, sulla base dei dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che conferma il trend in crescita dei prezzi negli ultimi quattro anni, con gli aumenti più marcati per il caffè tostato a livello nazionale che si sono verificati proprio a Bari (+32%) dal 2021 ad oggi.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma analizzando i dati del 2022 messi a raffronto con le rilevazioni odierne del MIMIT di beni e servizi di largo consumo (quotazioni medie), la situazione è ancora più critica, con aumenti – spiega Coldiretti Puglia - nella città capoluogo di regione che vanno dal +46% del caffè al +26% del latte intero, dal +47% per il latte scremato fino a +57% per il burro. La situazione di difficoltà alimenta il rischio – sottolinea la Coldiretti regionali – che i consumatori facciano sempre più acquisti di cibo low cost nei discount alimentari, per la difficoltà in cui si trovano le famiglie che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le famiglie – sottolinea la Coldiretti Puglia – tagliano gli acquisti e vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti. Ma con la diminuzione delle quantità acquistate a causa del caro prezzi si cerca anche di fare più attenzione agli sprechi, razionalizzando i consumi. Dalla cucina degli avanzi alla doggy bag al ristorante, dal ritorno della gavetta in ufficio agli orti sul balcone, dalla lista della spesa per non farsi tentare dagli acquisti di impulso fino allo sguardo più attento alla data di scadenza secondo la Coldiretti sono solo alcune delle strategie adottate dagli italiani per salvare i bilanci familiari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma è uno scenario amaro anche per gli allevatori e le loro mucche da latte – spiega Coldiretti Puglia – con l’esplosione dei costi di produzione,  per cui è sos nelle stalle per l’alimentazione degli animali, con la siccità che ha azzerato la produzione di foraggio, ma si è dimezzata anche la produzione di mais in Italia negli ultimi 20 anni a causa dei costi di produzione, dei cambiamenti climatici e delle importazioni dall’estero che espongono gli allevatori alle conseguenze delle tensioni internazionali.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il via libera definitivo del Consiglio dei Ministri al Decreto legislativo di riforma delle accise, che ha mantenuto l’attuale regime per il carburante usato in agricoltura, è un atto importante per garantire la produzione alimentare e sostenere gli agricoltori colpiti dall’esplosione dei costi legati alle guerre e alla difficile situazione internazionale, evitando un aumento dei prezzi al consumo che si rifletterebbe sulla spesa delle famiglie. Per Coldiretti la misura approvata in CdM e concordata tra il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo accoglie le richieste della principale organizzazione agricola d’Italia e d’Europa, proprio quando i prezzi del gasolio agricolo sono aumentati del 22% rispetto a prima della guerra in Ucraina, secondo un’analisi del Centro Studi Divulga, determinando i contemporanei incrementi degli altri fattori di produzione, per cui il provvedimento va a sostenere gli sforzi delle imprese agricole e della pesca di continuare a garantire gli approvvigionamenti alimentari in un momento delicato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Foto Google
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 08:58:27 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Cappuccino_brioche-e1548838436532.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Macellai d'Italia: Un Orgoglio Nazionale in Partenza per i Campionati Mondiali di Parigi!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/macellai-d-italia-un-orgoglio-nazionale-in-partenza-per-i-campionati-mondiali-di-parigi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi, con il cuore colmo di orgoglio e passione, l
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             a Nazionale Italiana Macellai, capitanata dal Presidente Francesco Camassa, si prepara a scrivere un capitolo storico nella tradizione culinaria italiana.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           La squadra, composta dai migliori macellai del paese, partirà per i
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Campionati Mondiali di Macelleria a Parigi,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           un evento prestigioso che celebra l'eccellenza gastronomica e la maestria artigianale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I Campionati Mondiali di Macelleria, che si svolgono ogni due anni, riuniscono i migliori professionisti del settore provenienti da tutto il mondo. La competizione non è solo un'opportunità per dimostrare abilità tecniche, ma è anche un palcoscenico per esaltare le tradizioni culinarie di ogni nazione. L'Italia, con la sua ricca storia gastronomica, ha sempre avuto un ruolo di primo piano in questo contesto. La macelleria italiana non è solo un mestiere, ma un'arte che richiede dedizione, conoscenza e rispetto per gli ingredienti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sotto la guida esperta di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Francesco Camassa,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           la Nazionale Macellai è pronta a sfidare i migliori del mondo. Ogni membro del team porta con sé una storia unica e una passione ineguagliabile. I coltelli affilati non sono solo strumenti di lavoro, ma estensioni delle loro mani, capaci di trasformare la carne in opere d’arte gastronomiche. Ogni taglio è un tributo alla tradizione e alla cultura culinaria italiana, un modo per onorare il passato mentre si guarda al futuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La partecipazione a questo evento internazionale non è solo una competizione, ma un vero e proprio orgoglio nazionale. Rappresentare l'Italia a Parigi significa portare in scena la nostra identità culinaria, fatta di sapori autentici, tecniche raffinate e una passione che ci contraddistingue. La Nazionale Macellai non è solo un gruppo di professionisti, ma un ambasciatore della cultura gastronomica italiana, pronta a conquistare il palcoscenico mondiale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il sostegno di tutta la comunità italiana, la Nazionale Macellai è determinata a brillare ai Campionati Mondiali. Ogni sfida sarà affrontata con determinazione, e ogni successo sarà un passo verso la valorizzazione dell'arte della macelleria nel panorama culinario globale. L'Italia è pronta a dimostrare che la passione e la tradizione possono portare a risultati straordinari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            In bocca al lupo alla Nazionale Italiana Macellai! Che la vostra avventura a Parigi sia un viaggio di successi e soddisfazioni, un trionfo dell'arte culinaria che continua a ispirare e unire le generazioni. Forza Italia! 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La Gazzetta del Food Live
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Social Nazionale Iataliana Macellai
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 27 Mar 2025 08:45:23 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000554663.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Polo Grandi Cucine: Tradizione Familiare e Soluzioni su Misura per la Ristorazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/polo-grandi-cucine-tradizione-familiare-e-soluzioni-su-misura-per-la-ristorazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551833.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Polo Grandi Cucine rappresenta un'eccellenza nel settore dell'arredamento e delle attrezzature per la ristorazione, portando avanti una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Grazie a un approccio che privilegia le esigenze del cliente, l'azienda si distingue per la sua capacità di integrare le migliori aziende del settore, offrendo soluzioni su misura per ogni tipo di attività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La forza di Polo Grandi Cucine risiede nella sua libertà di scelta. Non essendo vincolata a nessun fornitore specifico, l'azienda è in grado di consigliare i materiali e le attrezzature più adatti in base agli obiettivi e al budget di ciascun cliente. Questo approccio consente a Polo Grandi Cucine di tenere conto delle variabili di mercato, come prezzi e qualità, per garantire ai propri clienti le opzioni più vantaggiose.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Collaborazione con i Migliori Fornitori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Polo Grandi Cucine collabora con una rete selezionata di fornitori rinomati, che offrono una vasta gamma di prodotti, dal design elegante e funzionale alle attrezzature più innovative. Questa sinergia permette di offrire ai clienti soluzioni personalizzate che rispondono alle specifiche esigenze del loro business, migliorando l'efficienza e l'estetica degli spazi ristorativi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un settore in continua evoluzione come quello della ristorazione, Polo Grandi Cucine si propone come un partner affidabile, capace di coniugare tradizione e innovazione. Con un servizio dedicato e una vasta gamma di opzioni, l'azienda si impegna a trasformare le idee dei clienti in realtà, assicurando un risultato finale che sia all'altezza delle aspettative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 10:56:44 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/polo-grandi-cucine-tradizione-familiare-e-soluzioni-su-misura-per-la-ristorazione</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551834.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551834.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dario Cecchini incanta la Fiera iMEAT2025: Un'accoglienza trionfale tra amici e colleghi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dario-cecchini-incanta-la-fiera-imeat2025-un-accoglienza-trionfale-tra-amici-e-colleghi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un incontro tra vecchi amici e colleghi.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551668.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La fiera iMEAT2025 ha avuto l'onore di ospitare una figura leggendaria nel mondo della macelleria: Dario Cecchini, l'ottava generazione di una famiglia di macellai toscani.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il suo arrivo è stato accolto con entusiasmo da una folla di appassionati e fan, desiderosi di incontrare il "macellaio filosofo" che ha rivoluzionato il concetto di macelleria artigianale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma a rendere ancora più speciale la sua partecipazione è stato l’incontro con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Codaro
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ideatore e fondatore della fiera. Il calore dell’accoglienza non si è limitato solo al pubblico, ma anche al legame di stima e rispetto tra i due, che condividono una visione comune di valorizzazione delle tradizioni culinarie italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Luca Codaro ha accolto Dario Cecchini come una vera e propria star del settore, un simbolo di qualità e passione, e ha sottolineato quanto sia importante avere alla fiera un maestro come lui, che rappresenta non solo la macelleria toscana, ma l'eccellenza e la filosofia della carne di alta qualità, lavorata con amore e rispetto.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la fiera, Dario ha avuto l'opportunità di ritrovare vecchi amici, tra cui lo c
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           hef Gregori Nalon,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con il quale ha condiviso momenti  e  aneddoti legati al mondo della gastronomia. La sua presenza ha attirato l'attenzione di numerosi colleghi macellai, con i quali ha condiviso storie e esperienze, sottolineando l'importanza della tradizione e della qualità nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La filosofia di Dario Cecchini si basa su principi di rispetto, sostenibilità e valorizzazione di ogni parte dell'animale. Cresciuto in una famiglia con una tradizione di 250 anni nella macelleria, Dario ha sempre enfatizzato l'importanza di utilizzare ogni parte dell'animale, riducendo gli sprechi e celebrando la cultura culinaria toscana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2006, ha aperto il suo primo ristorante, Solociccia, unendo la macelleria alla cucina e offrendo ai clienti un'esperienza completa che celebra la carne in tutte le sue forme. La sua filosofia si basa sul concetto che "se l'animale ha avuto una vita libera, con cibo buono e spazi per pascolare, con una macellazione onesta, la qualità della carne si esprime in tutto l'animale, 'dal naso alla coda'".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            La presenza di Dario Cecchini alla fiera iMEAT2025 sottolinea l'importanza della valorizzazione del territorio e delle tradizioni culinarie local
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          i. La sua dedizione nel promuovere la cultura gastronomica toscana e nel rispettare le pratiche sostenibili nella macellazione contribuisce a mantenere viva l'identità culturale e culinaria della regione. La sua filosofia ispira altri professionisti del settore a seguire l'esempio, creando una rete di macellai e chef che lavorano insieme per promuovere la qualità e l'autenticità dei prodotti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La partecipazione di Dario Cecchini a iMEAT2025 è stata un'opportunità per celebrare la tradizione, l'innovazione e la passione che caratterizzano la macelleria artigianale italiana, rafforzando il legame tra produttori, professionisti e appassionati del settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 08:59:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dario-cecchini-incanta-la-fiera-imeat2025-un-accoglienza-trionfale-tra-amici-e-colleghi</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551669.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551669.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​ Premio Miglior Coppa/Capocollo iMEAT2025: La Vittoria di Macelleria Giulia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/premio-miglior-coppa-capocollo-imeat2025-la-vittoria-di-macelleria-giulia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vincitrice della
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Miglior Coppa/Capocollo di iMEAT2025
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , una delle fiere più prestigiose dedicate alla salumeria artigianale: è
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Macelleria Giulia.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Un riconoscimento che celebra il connubio perfetto tra passione, esperienza e qualità. La macelleria, nota per l'attenzione ai dettagli e la cura del prodotto, ha conquistato la giuria grazie a un capocollo che esprime appieno le tradizioni culinarie italiane, un prodotto che racconta una storia di sapori autentici e radicati nel territorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Giudizio della Giuria ONAS
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giuria, composta dall'
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi),
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è una delle autorità più rispettate nel panorama nazionale per la valutazione della qualità dei salumi. Gli esperti ONAS si sono distinti per il loro approccio rigoroso e meticoloso, esaminando con attenzione ogni aspetto del prodotto: dalla materia prima alla lavorazione, fino al processo di stagionatura. La vittoria di Macelleria Giulia è un chiaro segno della qualità che contraddistingue il loro lavoro, nonché della capacità di rispondere ai criteri elevati posti da questa commissione altamente qualificata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L'importanza di iMEAT: Un Palcoscenico per il Territorio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La fiera iMEAT2025 rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il settore della salumeria artigianale, non solo per la sua capacità di attrarre produttori e appassionati da tutta Italia, ma anche per il ruolo che svolge nella valorizzazione del territorio. In un contesto in cui la tradizione culinaria e la qualità dei prodotti locali sono sempre più al centro dell'attenzione, eventi come iMEAT offrono una vetrina di alto livello per le eccellenze gastronomiche regionali. La manifestazione permette di mettere in luce i produttori che, come Macelleria Giulia, lavorano ogni giorno per preservare e tramandare le ricette autentiche, utilizzando materie prime locali e rispettando le metodologie tradizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La qualità e la passione che caratterizzano i salumi premiati a iMEAT2025 non sono solo il risultato di tecniche di lavorazione avanzate, ma anche della stretta connessione con il territorio, che si riflette nei sapori e nei profumi dei prodotti. In questo modo, la fiera contribuisce non solo alla promozione della salumeria artigianale, ma anche alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche regionali, aiutando a mantenere viva la cultura alimentare italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Macelleria Giulia, che ha saputo conquistare la giuria con il suo capocollo, simbolo di un impegno quotidiano a favore della qualità e della tradizione. Un premio che celebra il lavoro fatto con amore e rispetto per il mestiere e per il nostro patrimonio culinario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Mar 2025 08:28:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/premio-miglior-coppa-capocollo-imeat2025-la-vittoria-di-macelleria-giulia</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000551636.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gelato Day 2025: Il Gusto dell’Anno "Hallelujah" Celebra il Giubileo con Dolcezza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-day-2025-il-gusto-dellanno-hallelujah-celebra-il-giubileo-con-dolcezza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È in corso la Giornata Europea del Gelato Artigianale, l'evento ufficiale riconosciuto dal Parlamento Europeo che celebra uno dei dolci più amati al mondo. Oggi, 24 marzo 2025, il mondo intero si unisce per omaggiare il gelato artigianale, con un focus speciale sul gusto dell’anno: "Hallelujah", un sapore che rende omaggio al Giubileo con un’esperienza sensoriale unica e simbolica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un Gusto Speciale per il Giubileo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gusto "Hallelujah" è stato creato dal maestro Vincenzo Squatrito della gelateria Ritrovo Orchidea di Oliveri (ME) ed è una combinazione perfetta di gianduia, nocciole tostate e un variegato di cioccolato puro. Un’interpretazione raffinata e golosa, che racconta la tradizione artigianale italiana con una delicata nota simbolica di speranza e celebrazione del Giubileo. La sua selezione, che ha vinto il concorso Artglace al SIGEP WORLD 2025, rappresenta una fusione tra qualità, tradizione e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Giornata Europea del Gelato Artigianale è un’occasione unica per celebrare la cultura del gelato artigianale, che oggi è protagonista in tutte le principali città europee. Il gelato "Hallelujah" è disponibile nelle gelaterie aderenti all'iniziativa, e le versioni rivisitate dai maestri gelatieri di tutta Europa promettono di offrire nuove e sorprendenti varianti di questo gusto speciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 23 marzo, l’inizio delle celebrazioni ha avuto luogo a Piazza Risorgimento, nei pressi di San Pietro, dove pellegrini e turisti hanno potuto assaporare il gelato, contribuendo anche a una raccolta fondi benefica. Una vera e propria festa di solidarietà e condivisione, che ha dato il via alla grande festa del gelato artigianale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche quest’anno Gambero Rosso è partner ufficiale dell'iniziativa, coinvolgendo le gelaterie della Guida Gelaterie d’Italia nella preparazione del Gusto dell’Anno. La collaborazione con questo rinomato nome della gastronomia italiana assicura che ogni gelato preparato sia un’autentica esperienza di eccellenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un'Esperienza da Non Perdere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Gelato Day 2025 è ancora in corso, e non perdere l’occasione di assaporare il gusto "Hallelujah" nella tua gelateria di fiducia. Ogni cucchiaio racconta una storia di passione, tradizione e qualità, in un viaggio sensoriale che celebra l’arte del gelato artigianale. Partecipa anche tu a questa straordinaria celebrazione di sapori e cultura!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 11:29:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mauro Aiello di Maurone Brace Primordiale Trionfa alla Gara delle Ristomacellerie: Un Successo per iMeat</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mauro-aiello-di-maurone-brace-primordiale-trionfa-alla-gara-delle-ristomacellerie-un-successo-per-imeat</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Showcooking tra Qualità e Innovazione!
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000550531.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento che ha saputo conquistare il pubblico, celebrando la maestria nella lavorazione della carne e l'innovazione culinaria delle ristomacellerie. La
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gara tra Ristomacellerie
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ha visto sfidarsi i migliori artigiani del gusto, in una competizione che ha messo in risalto la qualità e la creatività della cucina a base di carne. Il vincitore indiscusso della giornata è stato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mauro Aiello di Maurone Brace Primordiale Quinto Quarto Macelleria &amp;amp; Cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che ha conquistato i giudici con una proposta inconfondibile, una vera e propria sinfonia di sapori e tecniche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le ristomacellerie in gara hanno dato prova di talento e passione, presentando i loro cavalli di battaglia in un showcooking emozionante e ricco di energia. I giudici, una giuria d’eccezione composta
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dal giornalista Luca Bonaccini, da Michele Ruschioni, Founder di Braciamiancora, e da Matteo Villani, macellaio e chef,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          hanno avuto il compito arduo di scegliere i migliori, valutando non solo la qualità della carne, ma anche l’innovazione e la creatività dei piatti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In gara si sono sfidate realtà che hanno scritto la storia del settore, tra cui
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Calabrese Macelleria Braceria Enoteca, D'ALE Ristomacelleria, tutte pronte a dimostrare il proprio valore.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A condurre e a rendere ancora più coinvolgente l'evento sono stati i due esperti di settore,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Elisa Guizzo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , specialista nella filiera della carne, e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Donato Turba
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , macellaio e ristoratore, che hanno saputo arricchire l’esperienza con approfondimenti tecnici e racconti coinvolgenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’entusiasmo e la partecipazione del pubblico sono stati straordinari, con tante persone che hanno avuto l’opportunità di vedere da vicino l'eccellenza del mondo delle ristomacellerie. Un evento che ha riscosso un grande successo, attirando l'attenzione di tutti gli appassionati della carne e della cucina innovativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            A fare da cornice a questo evento di grande prestigio, Luca Codaro, fondatore di iMeat, ha presenziato alla manifestazione, aggiungendo un tocco di prestigio e consolidando ulteriormente il valore dell'iniziativa.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un'incredibile celebrazione dell’arte della carne, un evento che ha esaltato non solo le tecniche tradizionali ma anche la continua ricerca dell’innovazione. Un successo che ha lasciato il segno!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto Gazzetta del food  Live e IMeat
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 11:04:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/mauro-aiello-di-maurone-brace-primordiale-trionfa-alla-gara-delle-ristomacellerie-un-successo-per-imeat</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, CON +40,8% IMPORT DA TUNISIA È CONCORRENZA SLEALE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/olio-coldiretti-puglia-con--40-8-import-da-tunisia-e-concorrenza-sleale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’invasione di olio extra Ue alimenta il rischio di frodi e inganni ai danni dei cittadini, con le esportazioni di olio di oliva dalla Tunisia che sono aumentare in quantità del 40,8% per raggiungere le 132.200 tonnellate dall’inizio della stagione della campagna fino alla fine di febbraio 2025. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, sulla base dei dati pubblicati dall’Osservatorio nazionale tunisino dell’agricoltura (Ongri), con la maggior parte delle esportazioni di olio d’oliva della Tunisia che è stata diretta al mercato europeo, pari al 59,4% del volume totale delle esportazioni, seguito dal Nord America (24%) e dall’Africa (9,5%).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da rilevare anche il crollo dei prezzi dell’olio tunisino, diminuiti del 54,9% a febbraio 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con variazioni che vanno da 8,5 dinari/kg (2,57 euro/kg) a 18,7 dinari/kg (5,6 euro/kg), a seconda della categoria, un ulteriore tassello – insiste Coldiretti Puglia – che impone di alzare la guardia contro la concorrenza sleale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia è stata il principale importatore di olio d’oliva tunisino, rappresentando il 31,4% delle quantità esportate durante i primi quattro mesi della stagione 2024/2025, seguita dalla Spagna (24%) e dagli Stati Uniti (19,4%). L ‘olio d’oliva confezionato ha rappresentato solo il 10,2% delle esportazioni, mentre le esportazioni sfuse hanno costituito il restante 89,8%. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’arrivo crescente di olio di oliva dalla Tunisia in Italia alimenta il rischio di frodi e inganni ai danni dei cittadini e fa crollare i prezzi del vero extravergine italiano, afferma la Coldiretti che denuncia la concorrenza sleale ed il rischio che venga “spacciato” come Made in Italy. A favorire le importazioni dalla Tunisia è anche l’accordo stipulato dalla Ue che prevede l’importazione annuale, nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre, di 56.700 tonnellate di oli vergini d’oliva, nella cui categoria merceologica sono compresi olio extravergine d’oliva, olio vergine d’oliva e olio lampante, senza applicazione di dazi doganali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo di chi acquista olio straniero è realizzare margini sempre più alti di profitto tramite speculazioni che mettono all’angolo i produttori nazionali e inondano i mercati di prodotto di bassa qualità. Un fenomeno che spinge ulteriormente il pericolo di frodi ai danni dei consumatori, contro i quali si sono peraltro intensificati i controlli delle forze dell’ordine, del Masaf e dell’Icqrf. Anche per questo lo scorso febbraio migliaia di agricoltori della Coldiretti hanno presidiato con decine di barche il porto di Civitavecchia in occasione dell’arrivo di una nave carica di prodotto estero.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A questo proposito, il vicepresidente della Coldiretti e presidente di Unaprol David Granieri ha sollevato un punto critico relativo al Regolamento UE 2020/761, che disciplina l’importazione preferenziale di olio d’oliva dalla Tunisia. “E’ fondamentale garantire che l’olio importato rispetti gli stessi elevati standard di qualità e sicurezza che caratterizzano l’olio extravergine d’oliva europeo – sottolinea -. L’assenza di un controllo rigoroso sulla qualità e sulla provenienza dell’olio importato potrebbe compromettere la fiducia dei consumatori e mettere a rischio la reputazione dell’olio italiano, considerato uno dei migliori al mondo”. In risposta a questa situazione, Coldiretti e Unaprol chiedono la creazione di un Registro Telematico Unico europeo, simile al sistema italiano Sian.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 10:02:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/olio-coldiretti-puglia-con--40-8-import-da-tunisia-e-concorrenza-sleale</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"iMEAT 2025: Un Successo Iniziale alla Fiera di Modena"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-2025-un-successo-iniziale-alla-fiera-di-modena</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il primo giorno di iMEAT 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ha superato ogni aspettativa,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          testimoniando l'importanza e l'interesse per il settore della macelleria e della carne di qualità in Italia. La conferenza stampa, moderata da
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luca Borghi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ha visto la partecipazione di figure di spicco come l'
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Onorevole Alessia Ambrosio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il fondatore di iMEAT, Luca Codato, e Maurizio Arosio di Federcarni.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il fondatore di iMEAT, Luca Codato,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha espresso grande entusiasmo per questa edizione della fiera, sottolineando come il successo del primo giorno sia la testimonianza dell'interesse crescente verso la qualità della carne e delle tradizioni locali. Codato ha affermato che iMEAT 2025 rappresenta un'opportunità unica per il settore della macelleria di mettere in mostra non solo i prodotti, ma anche le storie e le passioni che si celano dietro ogni taglio di carne. “Vogliamo celebrare la nostra cultura gastronomica e il lavoro degli allevatori e dei macellai italiani, che sono i veri protagonisti di questo evento,” ha dichiarato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la conferenza,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l'Onorevole Alessia Ambrosio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha elogiato l'iniziativa, evidenziando l'importanza di valorizzare il territorio italiano attraverso la promozione delle carni locali. Ha sottolineato come la carne di qualità non solo rappresenti un patrimonio gastronomico, ma anche un elemento fondamentale per lo sviluppo economico delle comunità rurali. “Investire nella valorizzazione dei nostri prodotti significa investire nel futuro delle nostre tradizioni e nella sostenibilità del nostro territorio,” ha affermato Ambrosio, incoraggiando tutti gli attori del settore a collaborare per creare sinergie che possano portare a una maggiore visibilità e riconoscimento delle eccellenze italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La fiera si configura così come un palcoscenico per mettere in luce le potenzialità del settore, dove innovazione e tradizione si uniscono per raccontare una storia di qualità. Le parole di Codato e Ambrosio risuonano forti, richiamando l'attenzione su quanto sia fondamentale sostenere e promuovere i prodotti locali per garantire un futuro prospero e sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento ha registrato una grande affluenza, con un pubblico altamente interessato alle novità e alle tendenze del mercato. Gli stand, ricchi di prodotti tipici e innovazioni, hanno attirato l'attenzione dei visitatori, confermando la vitalità e la tradizione della macelleria italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           iMEAT 2025 non è solo un evento commerciale, ma un'occasione per riflettere sulle radici della nostra cultura gastronomica, unendo produttori, consumatori e istituzioni in un dialogo profondo e costruttivo. Non vediamo l'ora di scoprire come questa edizione continuerà a ispirare e coinvolgere tutti gli attori del settore!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 24 Mar 2025 09:34:14 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>iMEAT 2025: ModenaFiere si Trasforma nella Capitale Internazionale della Carne</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/imeat-2025-modenafiere-si-trasforma-nella-capitale-internazionale-della-carne</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Modena, 23-25 marzo 2025 – ModenaFiere si prepara a ospitare iMEAT, la fiera internazionale dedicata al mondo della carne, un evento imperdibile per professionisti, produttori e appassionati del settore. Questa manifestazione promette di essere una vetrina straordinaria, presentando attrezzature all'avanguardia, tecnologie innovative per la lavorazione della carne e una selezione di prodotti d'eccellenza che celebrano la tradizione gastronomica italiana e internazionale.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel corso di tre giorni, i visitatori avranno l'opportunità di immergersi in un'esperienza unica, con aree dimostrative che metteranno in luce le più avanzate tecniche di cottura e preparazione. Esperti del settore e chef di fama mondiale si riuniranno per condividere le loro conoscenze e competenze, offrendo dimostrazioni dal vivo e workshop pratici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          iMEAT non è solo un momento di confronto e aggiornamento, ma anche un'importante occasione per stimolare il networking tra aziende, professionisti e appassionati. Con un programma ricco di eventi e conferenze, la fiera si propone di affrontare le sfide attuali del settore, promuovendo un dialogo costruttivo sulle tendenze e le innovazioni del mercato della carne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non perdere l'opportunità di essere parte di questo evento straordinario: iMEAT 2025 è pronto a diventare il punto di riferimento per il settore, unendo tradizione e innovazione in un'unica grande celebrazione della carne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 20 Mar 2025 21:59:45 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/iMEAT-2025-Banner-quadrato-1096.jpg">
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ultima Generazione in Azione: Blitz al Ristorante di Carlo Cracco per Protestare contro i Prezzi Stellari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ultima-generazione-in-azione-blitz-al-ristorante-di-carlo-cracco-per-protestare-contro-i-prezzi-stellari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/cracco-ultima-generazione.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Milano, Galleria Vittorio Emanuele II – Un gruppo di attivisti di Ultima Generazione ha dato vita a una clamorosa protesta presso il ristorante di Carlo Cracco. L'azione, parte della campagna "Il Giusto Prezzo", ha avuto come obiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui costi eccessivi della ristorazione di alta gamma.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I dimostranti hanno sollevato la questione dei prezzi, affermando che "un pasto costa quanto l'affitto di un mese", evidenziando così il divario crescente tra il costo della vita e l'accessibilità dei servizi alimentari. Durante la protesta, hanno chiesto al noto chef di introdurre un'iniziativa di "pasto sospeso" settimanale, per garantire che anche le fasce più vulnerabili della popolazione possano accedere a un pasto dignitoso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'intervento, che ha attirato l'attenzione dei passanti e dei media, ha portato alla denuncia dei partecipanti da parte della Digos, sottolineando la crescente tensione tra attivismo sociale e norme di ordine pubblico. Ultima Generazione continua a portare avanti la sua battaglia per una maggiore giustizia economica, stimolando un dibattito necessario su temi di equità e sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 20 Mar 2025 21:41:43 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vinitaly 2025: Verona celebra l'eccellenza del vino internazionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vinitaly-2025-verona-celebra-l-eccellenza-del-vino-internazionale</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/vinitaly-2025.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 6 al 9 aprile 2025, Verona ospiterà la 57ª edizione di Vinitaly, la principale fiera internazionale dedicata al vino e ai distillati, rivolta agli operatori del settore sui mercati globali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un punto di riferimento per il settore vinicolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vinitaly rappresenta un appuntamento imperdibile per produttori, acquirenti e professionisti del settore, offrendo quattro giorni dedicati alla promozione delle relazioni commerciali e allo scambio di esperienze e competenze. La fiera abbraccia l'intera filiera del vino, consolidando la sua vocazione internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          OperaWine 2025: un'anteprima d'eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 5 aprile 2025, in anteprima a Vinitaly, si terrà la 14ª edizione di OperaWine presso le ex Gallerie Mercatali. L'evento, organizzato in collaborazione con Wine Spectator, vedrà la partecipazione di 131 cantine italiane selezionate, offrendo una panoramica delle eccellenze enologiche del Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Programmi formativi: Vinitaly International Academy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vinitaly promuove la formazione nel settore attraverso la Vinitaly International Academy (VIA), che organizza corsi di certificazione per Ambasciatori ed Esperti del Vino Italiano. La 32ª edizione del corso si terrà a Verona dal 27 al 31 marzo 2025, mentre la 31ª edizione avrà luogo a New York il 1° e 2 marzo 2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eventi e degustazioni: un calendario ricco di appuntamenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante Vinitaly 2025, i visitatori potranno partecipare a numerosi eventi e degustazioni. Tra questi, il 7 aprile si terrà il "RAW WINE Verona 2025", una celebrazione dei vini naturali, biologici e biodinamici, con la partecipazione di oltre 120 produttori artigianali da tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vinitaly 2025 si preannuncia come un evento imperdibile per tutti gli operatori del settore vinicolo, offrendo un'occasione unica per aggiornarsi sulle ultime tendenze, stringere nuove relazioni commerciali e scoprire le eccellenze enologiche italiane e internazionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:50:36 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>​ mgiovi@hotmail.com ​ TUTTOFOOD 2025: Milano al centro dell'ecosistema agroalimentare globale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mgiovi-hotmail-com-tuttofood-2025-milano-al-centro-dell-ecosistema-agroalimentare-globale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 5 all'8 maggio 2025, Milano ospiterà TUTTOFOOD, la fiera internazionale B2B dedicata all'intero ecosistema agroalimentare. L'evento si terrà presso Fiera Milano a Rho, con orario dalle 10:00 alle 18:00; l'ultimo giorno, 8 maggio, l'ingresso sarà consentito fino alle 15:00 e la chiusura avverrà alle 17:00.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un palcoscenico internazionale per l'industria alimentare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          TUTTOFOOD si distingue come una piattaforma globale e innovativa, punto di riferimento nazionale e internazionale per lo sviluppo del settore agroalimentare. La manifestazione offre una panoramica completa delle eccellenze gastronomiche, con migliaia di marchi del settore food &amp;amp; beverage provenienti da tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Opportunità di networking e formazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre all'esposizione, TUTTOFOOD propone un ricco programma di contenuti: analisi delle tendenze, approfondimenti sulle principali tematiche delle filiere, ESG, innovazioni e nuovi modelli di consumo nel retail e nell'horeca saranno al centro delle discussioni nelle diverse aree tematiche della fiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          TUTTOFOOD Week: Milano celebra il cibo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Novità dell'edizione 2025 è la TUTTOFOOD Week, una settimana dedicata al gusto e all'intrattenimento che coinvolgerà l'intera città di Milano. In collaborazione con Mondadori, saranno organizzati eventi itineranti in luoghi iconici della città, con food show, talk con ospiti speciali, aperitivi esclusivi, degustazioni, mostre e festival cinematografici. Si prevede la partecipazione di oltre 500.000 visitatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come partecipare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per partecipare a TUTTOFOOD 2025, è possibile acquistare i biglietti online sul sito ufficiale dell'evento. Inoltre, per i buyer selezionati è previsto un programma VIP che offre vantaggi esclusivi, sessioni educative, cooking show e eventi di networking.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come raggiungere la fiera
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fiera Milano è facilmente raggiungibile sia dal centro città che da altre località italiane e internazionali, grazie a una rete di collegamenti stradali e aerei eccellente. È possibile arrivare in metropolitana (Linea Rossa M1, fermata Rho-Fieramilano), in auto, in treno o in taxi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          TUTTOFOOD 2025 si preannuncia come un evento imperdibile per tutti gli operatori del settore agroalimentare, offrendo un'occasione unica di aggiornamento, networking e scoperta delle ultime tendenze del mercato globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:43:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/mgiovi-hotmail-com-tuttofood-2025-milano-al-centro-dell-ecosistema-agroalimentare-globale</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quarta Giornata Regionale per i Colli Veneti: tradizione, gusto e natura ad Arquà Petrarca</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/quarta-giornata-regionale-per-i-colli-veneti-tradizione-gusto-e-natura-ad-arqua-petrarca</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Domenica 23 marzo 2025, Arquà Petrarca diventerà il cuore pulsante della Quarta Giornata Regionale per i Colli Veneti, un evento imperdibile dedicato alla valorizzazione del patrimonio naturale, culturale ed enogastronomico del territorio.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata si aprirà ufficialmente alle 11:30 in Piazza Petrarca, con la cerimonia inaugurale animata dall'esibizione della banda cittadina. A partire dalle 10:00 fino alle 17:00, i visitatori potranno immergersi nei sapori locali alla Mostra Mercato dei Colli Veneti, curata dalle Pro Loco del territorio e dai partner di Welcome Colli Veneti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli amanti della natura avranno l’opportunità di partecipare alle escursioni guidate sui Colli Euganei, in programma dalle 10:00 alle 12:00, con partenza da Piazza San Marco (prenotazione obbligatoria). Per i più piccoli e le loro famiglie, l’Associazione La Tana dei Tarli ha organizzato un’area dedicata ai giochi tradizionali, attiva dalle 11:00 alle 17:00 presso l’Oratorio della SS. Trinità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel pomeriggio, spazio alla storia e alla cultura: dalle 15:00 alle 17:00, sarà possibile visitare la Casa del Petrarca, mentre dalle 15:00 alle 16:00, i visitatori potranno assistere all’emozionante esibizione di tamburini e sbandieratori della Contrada di Monticelli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per gli appassionati del buon vino, dalle 10:00 alle 18:00, la Strada del Vino dei Colli Euganei proporrà degustazioni e visite alle cantine del territorio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’intera giornata dedicata alla scoperta e alla celebrazione di un paesaggio unico, tra storia, sapori e tradizioni. Non perdere l’occasione di vivere da vicino la magia dei Colli Veneti!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:36:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/quarta-giornata-regionale-per-i-colli-veneti-tradizione-gusto-e-natura-ad-arqua-petrarca</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nicoletta Nocerino trionfa a EmergentePastry 2025: ecco tutti i vincitori e i premi speciali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/nicoletta-nocerino-trionfa-a-emergentepastry-2025-ecco-tutti-i-vincitori-e-i-premi-speciali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/EmergentePastry+2025+Winner+Nocerino.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 27 febbraio 2025, il Capac - Politecnico del commercio e del turismo di Milano ha ospitato la grande finale di EmergentePastry 2025, il prestigioso concorso dedicato ai migliori giovani pasticceri under 30 d'Italia. Dopo intense prove tecniche e una competizione di altissimo livello, il titolo di EmergentePastry 2025 è stato assegnato a Nicoletta Nocerino, talentuosa pasticcera del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense, in Campania.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento: creatività e talento sotto gli occhi della giuria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come da tradizione, i finalisti si sono cimentati nella realizzazione di quattro diverse creazioni: un dessert al piatto al forno, un dessert al cioccolato, un finger food dolce e uno salato. Inoltre, nella giornata precedente, si è svolta una prova dedicata ai lievitati, in collaborazione con Le Sinfonie di Agugiaro &amp;amp; Figna Molini, che ha visto la selezione del miglior elaborato in questa categoria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La competizione si è svolta davanti a una giuria di Maestri pasticceri e giornalisti di settore, che hanno valutato attentamente ogni creazione, decretando i vincitori delle diverse categorie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento si è concluso con la cerimonia di premiazione, a cui hanno partecipato importanti figure istituzionali, tra cui:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marco Bestetti, Consigliere Regione Lombardia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diana De Marchi, Consigliera delegata alle Politiche del Lavoro Città Metropolitana di Milano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Simonpaolo Buongiardino, Presidente Capac e Vicepresidente Confcommercio Milano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Francesca De Lucchi, rappresentante FIPE Federazione Italiana Pubblici Esercizi;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luigino Poli, rappresentante Federalberghi;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gabriele Cartasegna, direttore Capac.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata si è conclusa con un brindisi celebrativo e la degustazione dei finger food dolci presentati dai finalisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I finalisti della competizione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Selezione Centro-Sud:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Francesco De Padova (Santa Elisabetta, Firenze);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Michele Di Leva (Un Piano nel Cielo, Casa Angelina, Praiano - Campania);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nicoletta Nocerino (Torre del Saracino, Vico Equense - Campania);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Matilde Morandi (Arnolfo, Colle Val D’Elsa - Toscana).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Selezione Nord:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Greta Campione (Villa Naj, Stradella - Lombardia);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alessandro Franchi (Hotel Splendide Royal, Lugano - Svizzera);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Federica Corvasce (Piano35, Torino - Piemonte);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Federica Bagnarelli (Hotel Lac Salin - Stua da Legn, Livigno - Lombardia);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Raffael Werner (Lamplstube Gourmet - Hotel Lamm, Castelrotto - Trentino Alto-Adige).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il trionfo di Nicoletta Nocerino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con grande maestria e originalità, Nicoletta Nocerino ha conquistato il titolo di EmergentePastry 2025 con un menu di creazioni straordinarie:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dessert al piatto al forno: Murrina Veneziana (Meringa, caprese al limone, chantilly alla fava Tonka, confit di limone, sorbetto al mandarino, spuma al kefir di bufala, clementina, mango e finocchietto);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dessert al cioccolato: Il Moro di Vico (Tortino e cremoso al cioccolato, cialda al gruè di cacao, gelato al caramello, salsa caramello e lime, pralinato e chantilly alla nocciola, salsa all’aglio nero);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Finger food dolce: La Linzer di Zio Alberto (Cremoso al caffè, pinguino, amarene, chantilly alla vaniglia);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Finger food salato: Tigella alla napoletana con genovese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I premi speciali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al titolo principale, sono stati assegnati altri importanti riconoscimenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miglior lievitato (sponsorizzato da Le Sinfonie di Agugiaro &amp;amp; Figna Molini): Michele Di Leva (Un Piano nel Cielo, Casa Angelina - Praiano, Campania);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miglior dessert al piatto al forno: Matilde Morandi (Arnolfo, Colle Val D'Elsa - Toscana) con Papaveri e Grano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miglior dessert al cioccolato (in collaborazione con Barry Callebaut): Alessandro Franchi (Hotel Splendide Royal, Lugano - Svizzera) con Ciak si gira (Croccantino al gruè, ganache al cocco, sorbetto alla papaya, composta di ananas).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’edizione all’insegna dell’eccellenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2025 di EmergentePastry si è confermata una competizione di altissimo livello, capace di valorizzare il talento e l’innovazione della nuova generazione di pasticceri. Un plauso a tutti i finalisti per la professionalità e le straordinarie capacità tecniche dimostrate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:20:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/nicoletta-nocerino-trionfa-a-emergentepastry-2025-ecco-tutti-i-vincitori-e-i-premi-speciali</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Nicoletta+Nocerino+-+EmergentePastry+2025.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Nicoletta+Nocerino+-+EmergentePastry+2025.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UE: COLDIRETTI, SOS INVASIONE DI GRANO CANADESE (+68%), CROLLANO I PREZZI PAGATI AGLI AGRICOLTORI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ue-coldiretti-sos-invasione-di-grano-canadese--68-crollano-i-prezzi-pagati-agli-agricoltori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sos invasione di grano canadese nelle campagne italiane, con gli arrivi aumentati del 68% e i prezzi pagati agli agricoltori che crollano nonostante un’annata che ha visto un calo del 20% del raccolto, mentre diminuiscono le scorte nella Ue. A lanciare l’allarme è la Coldiretti sulla base di un’analisi su dati Dg Agri relativi alla campagna commerciale 2024/2025 (da luglio a dicembre 2024). Dal Paese dell’acero sono arrivate 392mila tonnellate di grano duro, con un incremento del 68% rispetto allo stesso periodo della campagna 2023/2024 e stime di un ulteriore incremento ad inizio anno. Grano che viene trattato in pre raccolta con il glifosato, con una modalità vietata nel nostro Paese. Coldiretti è favorevole agli scambi commerciali ma serve un’armonizzazione delle regole basate sul principio di reciprocità e di trasparenza. Un obiettivo che ha portato la più grande organizzazione agricola d’Italia e d’Europa a farsi capofila della riunione a Ortigia delle associazioni agricole dei Paesi del G7.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una situazione che rischia peraltro di peggiorare a causa dei dazi. Secondo il rapporto della Commissione per lo Sviluppo del Grano del Saskatchewan la guerra commerciale tra Usa e Canada potrebbe far calare gli acquisti di cereali canadesi negli States spingendo di fatto a indirizzarli verso altri mercati se non andranno ad incrementare le scorte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il boom di arrivi conferma un trend – rileva Coldiretti - che negli ultimi anni ha visto una serie di Paesi, dal Canada alla Turchia, fino alla Russia, alternarsi di fatto nell’inondare il mercato italiano di prodotto, spesso in coincidenza con il periodo di raccolta, con il risultato di far crollare le quotazioni del grano nazionale che nella prima settimana di marzo hanno visto un calo del 12% dei prezzi pagati agli agricoltori, con 327,50 euro a tonnellate contro i 372,50 dello scorso anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati della borsa merci di Bologna.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La concorrenza di prodotto straniero sta avendo un effetto negativo anche sulle semine. Secondo le prime stime il quadro tendenziale è quello di un calo significativo delle superfici a grano duro in media del 6-7% con punte del 10% fra la Puglia e la Sicilia dove di fatto di concentra la produzione nazionale. Alla concorrenza sleale dall’estero si sono sommati, nelle aziende agricole italiane, gli effetti dell’aumento dei costi di produzione legato alla difficile situazione internazionale e quelli dei cambiamenti climatici, con la siccità che lo scorso anno ha tagliato la produzione nazionale di un quinto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è un caso che a livello globale le stime per l’annata agraria 2024-25 prevedono una riduzione dal 6% al 4% per le scorte complessive di grano nell’Unione Europea, mentre la quota delle scorte per gli Stati Uniti e la Cina è prevista in aumento, rispettivamente all’8% e al 53%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La minor disponibilità di prodotto non ha però effetto sui prezzi pagati agli agricoltori, proprio a causa delle importazioni sleali di cereali coltivati usando spesso prodotti da anni vietati in Europa. Nella coltivazione del grano turco vengono usate, ad esempio, sostanze da anni vietate in Europa, dal Carbendazim, un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, al Malathion un altro fungicida tossico per le api, dal Cyflutrin, insetticida anch’esso cancerogeno, al Glifosato, l’essiccante vietato in Italia in pre raccolta e usato anche sul grano canadese e su quello russo, che viene prodotto utilizzando un’altra sostanza non permessa nella Ue, l’erbicida Fenoxaprop Pethyl.  Il grano ucraino viene, invece prodotto usando il Chlorothalonil, un fungicida sospetto cancerogeno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno scandalo contro il quale Coldiretti si è mobilitata nei porti per verificare gli arrivi di grano straniero per chiedere più controlli alle frontiere sulla qualità e sulla salubrità delle merci importate e il rispetto del principio di reciprocità, così da garantire che tutti i prodotti agroalimentari che entrano nel nostro Paese rispettino gli stessi standard a livello ambientale, di sicurezza e di rispetto dei diritti dei lavoratori, che sono garantiti dagli agricoltori italiani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           FOTO WEB
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 13 Mar 2025 18:13:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/ue-coldiretti-sos-invasione-di-grano-canadese--68-crollano-i-prezzi-pagati-agli-agricoltori</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/grano-3.jpg">
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/grano-3.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Arte Bar: Innovazione e Qualità per la Ristorazione Professionale</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000510031.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel settore della ristorazione, affidarsi a fornitori di attrezzature professionali di alta qualità è essenziale per garantire efficienza, sicurezza e prestazioni ottimali. Arte Bar, azienda con sede in Via Roveggia 128, Verona - è un punto di riferimento per bar, ristoranti e strutture ricettive che cercano soluzioni innovative e affidabili per il proprio business.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Eccellenza e Innovazione al Servizio dei Professionisti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arte Bar offre una vasta gamma di impianti e attrezzature per la ristorazione, selezionati tra i migliori marchi del settore. Ogni soluzione è studiata per ottimizzare il lavoro in cucina e migliorare l’esperienza del cliente, garantendo il massimo delle prestazioni con un focus su innovazione, design e affidabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’ampia offerta include:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macchine da caffè professionali, per un’estrazione perfetta e costante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Forni, piani cottura e friggitrici professionali, per garantire cotture precise ed efficienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Sistemi di refrigerazione e conservazione, per il mantenimento ottimale degli alimenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Macchinari per la preparazione degli alimenti, come impastatrici, cutter e frullatori industriali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          • Lavastoviglie e sistemi di lavaggio professionale, per garantire igiene e praticità nel servizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Servizio Completo: Dalla Consulenza all’Assistenza Tecnica
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arte Bar non si occupa solo della vendita di attrezzature, ma offre un servizio completo di consulenza, progettazione e assistenza tecnica. Un team di esperti supporta i clienti nella scelta delle soluzioni più adatte alle loro esigenze, progettando impianti su misura e garantendo installazioni precise e funzionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alla presenza di tecnici qualificati, l’azienda assicura anche manutenzione programmata e interventi tempestivi, riducendo i tempi di fermo e assicurando sempre il massimo dell’efficienza operativa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I Migliori Marchi del Settore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arte Bar collabora con brand rinomati, tra cui Angelo Po, Meiko, Robot Coupe, Brema, Imesa, Hoonved e Fimar, sinonimo di qualità e innovazione nel mondo della ristorazione professionale. L'obiettivo è fornire ai clienti attrezzature affidabili e performanti, capaci di migliorare la produttività, ridurre i costi operativi e semplificare le operazioni quotidiane, sempre con un'attenzione particolare alla sicurezza e alla sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Partner di Fiducia per il Successo della Ristorazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scegliere Arte Bar significa affidarsi a un’azienda che mette al centro innovazione, qualità e assistenza su misura. Grazie a una profonda conoscenza del settore e a collaborazioni con i migliori brand, ogni cliente può contare su soluzioni affidabili, performanti e durature, capaci di migliorare l’efficienza operativa e ottimizzare i costi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla prima consulenza alla realizzazione del progetto, fino alla manutenzione continua, Arte Bar è il partner ideale per chi punta all’eccellenza nella ristorazione. Perché dietro ogni grande cucina, c’è sempre una grande squadra e le attrezzature giuste per trasformare le idee in successi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 26 Feb 2025 16:51:35 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IL ROOF: IL CUORE ESCLUSIVO DI CASA SANREMO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-roof-il-cuore-esclusivo-di-casa-sanremo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/casa-sanremo-vincenzo-russolillo-grazia-serra-carlo-conti.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Uno dei punti di forza di Casa Sanremo 2025 è stato senza dubbio il Roof, l’esclusivo ristorante realizzato in collaborazione con Gambero Rosso, che ha offerto un’esperienza culinaria di altissimo livello. Qui si sono dati appuntamento personaggi di spicco come Carlo Conti, il Maestro Vessicchio, Gabriele Corsi, Max Giusti e molti altri, gustando piatti che hanno esaltato la territorialità e la qualità della cucina italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’attenzione ai dettagli e alla selezione delle eccellenze gastronomiche ha reso il Roof un luogo di ritrovo imperdibile, contribuendo al successo della manifestazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I NUMERI DEL SUCCESSO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande soddisfazione per la diciottesima edizione appena conclusa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Incontri, talk, conferenze, musica live, cultura: due settimane di eventi da record
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Russolillo: “L’esperienza a Casa Sanremo non va raccontata, ma vissuta. Da protagonisti.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sanremo, 18 febbraio 2025 – Tempo di bilanci a Casa Sanremo Bazr, che, dopo due settimane di attività, può guardare con piena soddisfazione ai risultati ottenuti. Nel variegato palinsesto proposto, hanno trovato spazio presentazioni, format televisivi, conferenze, incontri, spettacoli, collaborazioni esclusive e, ovviamente, tanta musica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Riassumere le emozioni e le soddisfazioni che ci ha regalato la diciottesima edizione di Casa Sanremo in poche righe sarebbe sterile e riduttivo. L’esperienza a Casa Sanremo non va raccontata, ma vissuta. Da protagonisti. Grazie a tutti quanti hanno lavorato accanto a me, con infinita passione e grande competenza."
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          — Vincenzo Russolillo, Presidente di Casa Sanremo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I NUMERI DELL’EDIZIONE 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I numeri parlano da soli: 80mila accessi, oltre 10mila pass richiesti, tantissimi artisti, cantanti, volti noti dello spettacolo e della tv che hanno lasciato la propria firma sul mitico muro blu.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guardando al palinsesto televisivo, quasi raddoppiate rispetto al passato le ore di diretta, per un totale di quasi 200 ospiti. Grande successo per i format quotidiani:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia in Vetrina, condotto da Grazia Serra, dedicato alle Eccellenze italiane;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buongiorno Sanremo, la trasmissione del mattino condotta da Savino Zaba;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Studio News, a cura di Patrizia Barsotti in collaborazione con Askanews;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le pagelle di Max, condotto da Max Corfini, nato dalla collaborazione tra Rai Italia, RaiNews24, RaiNews.it e Rai Italy.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche la radio ha avuto un ruolo centrale, con oltre 100 ore di diretta fra Radio Casa Sanremo, Radioimmaginaria, Radio Rai 1 e Radio Tutta Italiana. L’innovativa Piazza Marconi, una delle novità del 2025, ha accolto 14 emittenti radiofoniche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il salotto letterario Casa Sanremo Writers ha ospitato oltre 80 presentazioni con Maurilio Giordana e 30 eventi speciali, coinvolgendo giornalisti di spicco come Grazia Serra, Maurilio Giordana e Viridiana Myriam Salerno. Grande attenzione anche per il Concorso Letterario, con due sezioni giudicate da Laura Delli Colli e Lino Guanciale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’area Underground ha dato spazio a 400 giovani talenti, mentre la sezione Performer ha visto esibirsi 1500 ballerini. Per The Club, oltre 30 artisti tra Dj e Dance Singer hanno animato le notti di Casa Sanremo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Casa Sanremo Invest ha accolto 500 investitori, una startup competition con 45 giurati e 10 startup premiate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’area The Comfort Zone, in collaborazione con CSEN, ha erogato 130 prestazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno spazio esclusivo è stato dedicato a Bazr, con uno studio radiofonico e trasmissioni in diretta durante la settimana del Festival, diventando un punto di incontro per artisti, conduttori e personaggi del mondo dello spettacolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          GLI EVENTI E I PROTAGONISTI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli eventi di maggiore rilievo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          NextGen Legality by Nextenne, un focus sulla legalità con la partecipazione di 6 procuratori e ospiti d’eccezione come Nicola Gratteri e Nino Di Matteo;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Talk con il Ministero della Salute e Regione Liguria, che ha visto protagonisti il Ministro della Salute Schillaci, il DG Rai Roberto Sergio e Carlo Conti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Amnesty International Italia, per celebrare i 50 anni della Ong in Italia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Save the Children, con un evento dedicato;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro con Noa e Mira Awad, alla vigilia della loro esibizione con “Imagine”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Omaggio a Massimo Cotto, con la moglie Chiara Buratti;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I festeggiamenti per i 38 anni di “Bamboleo” con Pablo Reyes.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I PREMI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincenzo Russolillo, Presidente di Casa Sanremo, ha consegnato tre importanti riconoscimenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soundies Awards ad Achille Lauro per il miglior videoclip con Incoscienti giovani;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio alla Carriera al Premio Oscar Vittorio Storaro;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio Eccellenza Italiana a Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il premio "Miglior spot sociale per i giovani" è stato assegnato ad Anas per lo spot "Quando sei alla guida tutto può aspettare".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2025 10:32:52 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE ESCLUSIVE EDIZIONI LIMITATE FIRMATE IGINIO MASSARI ALTA PASTICCERIA PER LA FESTA INTERNAZIONALE DELLA DONNA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-esclusive-edizioni-limitate-firmate-iginio-massari-alta-pasticceria-per-la-festa-internazionale-della-donna</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Iginio Massari Alta Pasticceria presenta due specialità in edizione limitata, pensate per omaggiare la femminilità con eleganza e raffinatezza.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Si tratta di creazioni destinate a regalare un'esperienza sensoriale unica che unisce gusto, innovazione e tradizione attraverso il linguaggio universale dell'alta pasticceria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le "Praline 8 Marzo" si vestono di nuova luce con un abbinamento sofisticato di sapori: cioccolato bianco con ganache al limoncello, per un tocco agrumato e avvolgente, cioccolato bianco con ganache al frutto della passione, per un gusto esotico e raffinato. Disponibili in confezioni da 9 e 16 pezzi, in edizione limitata, le speciali praline saranno acquistabili fino a esaurimento su iginiomassari.it e nei prossimi giorni direttamente nelle Pasticcerie e nei Pop-Up Store Iginio Massari Alta Pasticceria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l'offerta per la Giornata Internazionale della Donna, le "Gelatine 8 Marzo" presentano un bouquet di gelée ispirate ai fiori simbolo di questa celebrazione: Mimosa, con il suo profumo delicato e inconfondibile, Violetta, dal gusto intenso e floreale, Rosa, per una dolcezza raffinata e avvolgente. Anche le Gelatine 8 Marzo saranno disponibili in confezioni da 9 e 16 pezzi, acquistabili fino ad esaurimento su iginiomassari.it e nei prossimi giorni direttamente nelle Pasticcerie e nei Pop-Up Store Iginio Massari Alta Pasticceria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 25 Feb 2025 10:00:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le Fritole Veneziane: Il Dolce di Carnevale che Profuma di Tradizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-fritole-veneziane-il-dolce-di-carnevale-che-profuma-di-tradizione</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se c’è un dolce che rappresenta al meglio il Carnevale di Venezia, sono senza dubbio le fritole veneziane. Piccole, tonde e irresistibilmente fragranti, queste frittelle sono una vera e propria icona della Serenissima durante il periodo di festa. Il loro sapore inconfondibile, arricchito da uvetta e spesso da pinoli, è un richiamo alla tradizione secolare della città lagunare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Un po’ di storia: dalle botteghe ai giorni nostri
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le fritole veneziane hanno origini antiche, risalenti al XVI secolo, quando erano il dolce più amato dai veneziani e venivano vendute per strada dai "fritoleri". Questo mestiere era così importante che nel 1600 venne istituita addirittura una corporazione dei fritoleri, i quali tramandavano la ricetta di generazione in generazione. Le fritole venivano preparate su grandi banchi e vendute in tutta la città, diventando così il dolce ufficiale del Carnevale di Venezia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Gli ingredienti e la preparazione tradizionale
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricetta originale prevede un impasto semplice ma ricco di gusto. Gli ingredienti principali sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Farina
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uova
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lievito di birra
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Latte
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Zucchero
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uvetta e pinoli (a seconda delle preferenze)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un pizzico di grappa o rum per esaltare il sapore
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’impasto viene lavorato fino a ottenere una consistenza densa e omogenea e lasciato lievitare per circa un’ora e mezza. Una volta pronto, viene prelevato a cucchiaiate e fritto in abbondante olio bollente fino a quando le frittelle non diventano dorate e gonfie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il tocco finale? Una generosa spolverata di zucchero semolato—proprio come nella ricetta tradizionale—anche se oggi molti preferiscono il più raffinato zucchero a velo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Varianti e golose interpretazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sebbene la versione classica preveda solo uvetta, nel tempo le fritole veneziane hanno conosciuto alcune varianti altrettanto deliziose. Alcune delle più popolari includono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fritole ripiene:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          farcite con crema pasticcera, zabaione o crema al cioccolato, per una versione ancora più golosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fritole senza uvetta:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          per chi preferisce una consistenza più neutra e semplice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fritole alla zucca:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un'alternativa più leggera e profumata, dove la zucca viene aggiunta all’impasto per un sapore più dolce e aromatico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il dolce simbolo del Carnevale veneziano
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Passeggiando per Venezia nel periodo del Carnevale, è impossibile non essere avvolti dal profumo irresistibile delle fritole appena fritte. Che siano vendute nelle pasticcerie storiche o nei banchetti allestiti per l’occasione, le fritole rappresentano un vero e proprio rito di passaggio gastronomico per chiunque visiti la città in questo periodo.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Croccanti fuori e morbide dentro, dolci ma mai stucchevoli, le fritole veneziane sono un viaggio nella storia e nei sapori autentici della Serenissima. Se non avete ancora avuto il piacere di assaggiarle, il Carnevale è il momento perfetto per farlo
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          !
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 22 Feb 2025 20:29:48 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Bugie, chiacchiere, crostoli, frappe e galani: l'Accademia della Crusca ci spiega i dolci del Carnevale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/bugie-chiacchiere-crostoli-frappe-e-galani-l-accademia-della-crusca-ci-spiega-i-dolci-del-carnevale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Carnevale in Italia è sinonimo di allegria, maschere e soprattutto di una ricca tradizione dolciaria. Tra i protagonisti indiscussi di questa festività spiccano dolci fritti conosciuti con nomi diversi a seconda della regione: bugie, chiacchiere, crostoli, frappe, galani e molti altri. Ma da dove derivano questi nomi e quali sono le origini di queste prelibatezze?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Origini antiche e tradizioni regionali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La storia di questi dolci affonda le radici nell'antica Roma. Durante i Saturnali, festività che celebravano la fine dell'anno, si preparavano i "frictilia", dolci fritti nel grasso di maiale a base di uova e farina di farro, poi cosparsi di miele. Questa tradizione è proseguita nel corso dei secoli, evolvendosi e adattandosi alle diverse culture regionali italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una varietà di nomi per lo stesso dolce
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'Accademia della Crusca evidenzia come questi dolci siano conosciuti con nomi differenti in quasi ogni regione d'Italia. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco una panoramica:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Chiacchiere: termine diffuso in Lombardia, parte dell'Umbria, Lazio, Campania, Calabria e Sicilia.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bugie: utilizzato in Piemonte e Liguria.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Crostoli: nome comune in Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Frappe: prevalente nel Lazio e in alcune zone delle Marche.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Galani: tipico del Veneto, in particolare nelle zone di Venezia, Padova e Verona.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cenci: usato in Toscana.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sfrappole: termine bolognese.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Lattughe: diffuso nelle province di Brescia, Mantova e Cremona.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Questa varietà di denominazioni testimonia la ricchezza e la diversità culturale del nostro Paese, dove tradizioni culinarie si intrecciano con dialetti e usanze locali.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La ricetta base e le sue varianti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante i diversi nomi, la ricetta di base di questi dolci rimane simile: un impasto semplice di farina, uova, zucchero e un componente alcolico come grappa o vino bianco. L'impasto viene steso in sfoglie sottili, tagliato in strisce e poi fritto fino a diventare dorato e croccante. Una volta raffreddati, i dolci vengono spolverati con zucchero a velo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esistono anche varianti regionali che prevedono l'aggiunta di ingredienti specifici o metodi di preparazione differenti. Ad esempio, in alcune zone si utilizza il miele al posto dello zucchero a velo, mentre in altre si aggiungono aromi come la scorza di limone o l'acqua di fiori d'arancio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un dolce che unisce l'Italia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante le differenze regionali, questi dolci rappresentano un elemento unificante della tradizione culinaria italiana durante il Carnevale. La loro diffusione capillare e le molteplici denominazioni sono testimonianza di come una semplice ricetta possa essere reinterpretata in modi diversi, mantenendo però intatto lo spirito festoso e conviviale che caratterizza questa ricorrenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           In conclusione, che le chiamiate bugie, chiacchiere, crostoli, frappe o galani, questi dolci sono l'emblema di una tradizione che attraversa l'Italia da nord a sud, portando con sé storia, cultura e, soprattutto, il piacere della condivisione.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 18:03:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/bugie-chiacchiere-crostoli-frappe-e-galani-l-accademia-della-crusca-ci-spiega-i-dolci-del-carnevale</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>MasterChef Italia 14: l'abbraccio di Cannavacciuolo a Mary dopo una confessione inaspettata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/masterchef-italia-14-l-abbraccio-di-cannavacciuolo-a-mary-dopo-una-confessione-inaspettata</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la penultima puntata di MasterChef Italia 14, un momento inaspettato ha commosso il pubblico. La concorrente Mary ha confessato di provare timore nei confronti dello chef Antonino Cannavacciuolo, ammettendo di non riuscire nemmeno a guardarlo negli occhi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Chef, mi fa paura», ha sussurrato Mary con voce emozionata. Di fronte a questa rivelazione, Cannavacciuolo, noto per la sua imponente presenza ma anche per il suo lato umano, è rimasto visibilmente turbato. «Me lo potevi dire prima», ha risposto con sincerità, per poi abbracciare la concorrente in un gesto di conforto e comprensione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il momento ha rivelato un lato più intimo del talent culinario, dove la competizione spesso mette i concorrenti sotto forte pressione. La tensione di voler dimostrare il proprio valore in cucina, unita alla personalità autorevole dei giudici, può creare emozioni contrastanti nei partecipanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’abbraccio tra Cannavacciuolo e Mary ha rappresentato un momento di empatia e sostegno, dimostrando che dietro il rigore della competizione ci sono anche comprensione e umanità. Un episodio che ha reso questa edizione di MasterChef Italia ancora più intensa e coinvolgente per il pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FOTO WED
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:47:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Produzione di olio in calo nella Marca: i produttori si confrontano a Valdobbiadene</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 22 febbraio, presso Villa dei Cedri a Valdobbiadene, i soci della Cooperativa Tapa Olearia si riuniranno per discutere le difficoltà della produzione olivicola nella Marca Trevigiana. Il drastico calo del raccolto ha colpito in particolare i produttori della Pedemontana trevigiana e dell’area del Grappa, mettendo a rischio la filiera e la sostenibilità delle aziende del settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l’assemblea, gli esperti analizzeranno le cause della flessione produttiva, dalle condizioni climatiche sfavorevoli alle sfide fitosanitarie, e discuteranno strategie per il rilancio del comparto olivicolo locale. L’evento sarà un’occasione fondamentale per fare il punto sulla situazione e individuare soluzioni condivise per affrontare il futuro del settore con maggiore resilienza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:35:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Pan di Lana: il pane soffice che conquista il web e le tavole di casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pan-di-lana-il-pane-soffice-che-conquista-il-web-e-le-tavole-di-casa</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nato sui social, il Pan di Lana è rapidamente diventato un classico della panificazione casalinga. La sua particolarità? Una forma intrecciata che ricorda un gomitolo di lana e una consistenza incredibilmente soffice, perfetta per la colazione o la merenda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'idea di questo pane decorativo e scenografico è stata lanciata da uno youtuber alcuni anni fa, ma la sua popolarità non accenna a diminuire. Oltre all’aspetto elegante, il Pan di Lana conquista per il suo gusto delicato e la sua versatilità: si può gustare al naturale, con marmellata o farcito con creme e cioccolato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La preparazione segue i principi della panificazione tradizionale, con un impasto morbido a base di farina, latte, burro e lievito. Il segreto sta nella lavorazione: l’impasto viene suddiviso in strisce e arrotolato in modo da ricreare l’effetto “gomitolo”. Dopo una lenta lievitazione e una cottura dorata in forno, il risultato è un pane soffice e scenografico, perfetto per stupire ospiti e familiari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Pan di Lana è la dimostrazione di come il mondo digitale possa influenzare le tradizioni culinarie, trasformando una semplice ricetta in un’icona virale capace di entrare stabilmente nelle cucine di tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:32:16 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Cibo, corpo e salute: l’equilibrio perfetto per il benessere</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cibo-corpo-e-salute-lequilibrio-perfetto-per-il-benessere</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella nostra vita, influenzando non solo la salute fisica, ma anche il benessere mentale ed emotivo. Mangiare in modo equilibrato significa fornire al corpo i nutrienti necessari per funzionare al meglio, prevenire malattie e migliorare la qualità della vita.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’importanza di una dieta bilanciata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni alimento che consumiamo ha un impatto diretto sul nostro organismo. Una dieta ricca di frutta, verdura, cereali integrali e proteine di qualità aiuta a mantenere il metabolismo attivo, rafforza il sistema immunitario e favorisce un peso corporeo sano. Al contrario, un eccesso di zuccheri, grassi saturi e cibi ultra-processati può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e problemi digestivi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cibo e mente: un legame indissolubile
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cibo non nutre solo il corpo, ma anche la mente. Alcuni alimenti, come il cioccolato fondente, le noci e il pesce ricco di Omega-3, migliorano l’umore e favoriscono la concentrazione. Una corretta alimentazione può anche ridurre lo stress e l’ansia, migliorando la qualità del sonno e la gestione delle emozioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’attività fisica: il complemento essenziale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per mantenere il corpo in salute, una corretta alimentazione deve essere accompagnata da un’attività fisica regolare. L’esercizio aiuta a mantenere il peso sotto controllo, rafforza muscoli e ossa e migliora la circolazione. Anche una semplice camminata quotidiana può fare la differenza nel lungo termine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La chiave è l’equilibrio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguire diete rigide o privarsi di alcuni alimenti non è la soluzione ideale. Il segreto sta nel trovare un equilibrio tra gusto e salute, ascoltando il proprio corpo e scegliendo alimenti che nutrano senza appesantire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Investire nella propria alimentazione significa investire nel proprio benessere. Mangiare in modo consapevole e sano permette di sentirsi più energici, forti e in armonia con se stessi, perché il cibo non è solo nutrimento, ma anche un gesto d’amore verso il proprio corpo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 21 Feb 2025 17:25:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>BEER&amp;FOOD ATTRACTION, DAILY NEWS-2</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Feb 2025 17:59:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Paccheri rivisitati alla matriciana a modo mio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/paccheri-rivisitati-alla-matriciana-a-modo-mio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il cibo è  cultura, l 'arte del cibo è un'avventura della mente, è  un gran piacere per il palato, infatti semplici alimenti si possono trasformare in opere d 'arte, ed è  anche occasione di convivialità.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mia amatriciana rivisitata, da Amatrice a Napoli, in origine era il pasto principale dei pastori, nel 2020 è stata annoverata tra le specialità gastronomiche dell'unione europea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli ingredienti della mia amatriciana in versione rivisitata:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500gr di paccheri di Gragnano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cipolla tritata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomodori San Marzano 400 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guanciale di Amatrice 200 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale grosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pecorino romano dop 100 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peperoncino fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vino bianco circa 50 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per prima cosa mettete a bollire l'acqua per la cottura della pasta da salare poi a bollore. Potete quindi dedicarvi al condimento: prendete il guanciale, eliminate la cotenna  e tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore; riducete le fette a listarelle di circa mezzo cm 2. Fatelo rosolare a fiamma bassa per 7-8 minuti in una padella antiaderente Il grasso del guanciale dovrà diventare trasparente e la carne croccante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando il grasso si sarà sciolto, sfumate con il vino bianco ,alzate la fiamma e lasciate evaporare . Trasferite le listarelle di guanciale in un piatto e tenetele da parte. Grattugiate il Pecorino Romano DOP ,nella stessa padella con il fondo di cottura del guanciale, ponete il peperoncino intero privo di semi e versate anche i pomodorini . Cuocete il sugo a fiamma moderata, per circa 10 minuti e aggiustate di sale a piacere. Cuocete i paccheri al dente ,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Saltate molto velocemente la pasta per amalgamarla bene al condimento   versate poca acqua di cottura della pasta . Per finire spolverizzate con il Pecorino Romano DOP grattugiato. Il piatto è  pronto potete servire!
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buon appetito!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Feb 2025 17:45:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/paccheri-rivisitati-alla-matriciana-a-modo-mio</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>HO.RE.CA. Next: La Biennale delle Tecnologie e Forniture per l’Ospitalità a Pordenone</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ho-re-ca-next-la-biennale-delle-tecnologie-e-forniture-per-lospitalita-a-pordenone</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/images.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 10 al 12 febbraio 2025, Pordenone ospiterà HO.RE.CA. Next, un evento biennale dedicato alle tecnologie e alle forniture per il settore dell'ospitalità. La fiera si rivolge esclusivamente ai professionisti della ristorazione e dell’accoglienza, creando un punto di riferimento nel Nordest per il mondo della ristorazione professionale e dell’hotellerie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante le tre giornate della manifestazione, i partecipanti – tra cui ristoratori, albergatori, gestori di enoteche, gastronomie, bar e GDO – potranno accedere gratuitamente previa registrazione. L’offerta espositiva comprenderà una vasta gamma di attrezzature, tecnologie, prodotti e servizi per i settori HO.RE.CA., e sarà arricchita da seminari e incontri progettati per approfondire tematiche specifiche per gli operatori del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          HO.RE.CA. Next si propone come una vetrina innovativa, pensata per facilitare il networking e promuovere nuove soluzioni per il mondo dell’ospitalità e della ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 07 Feb 2025 13:29:36 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/ho-re-ca-next-la-biennale-delle-tecnologie-e-forniture-per-lospitalita-a-pordenone</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dal 30 maggio al 1 giugno torna a Paestum (Sa) il Campionato della Pasta Fresca fatta a mano. Iscrizioni aperte</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dal-30-maggio-al-1-giugno-torna-a-paestum-sa-il-campionato-della-pasta-fresca-fatta-a-mano-iscrizioni-aperte</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/YLENIA+PARENTE+_+Campione+Ed.+2024.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo il successo della prima edizione, torna il Campionato della Pasta Fresca Fatta a
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mano, l’unica competizione al mondo dedicata alla straordinaria arte della pasta fatta a
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          mano. L’evento celebra una tradizione millenaria, esaltando la maestria e la manualità di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          chi, con passione e dedizione, trasforma pochi semplici ingredienti in un capolavoro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          culinario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, prodotto dalla BTL Prod. in coproduzione con il Consorzio Edamus, si terrà dal
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          30 maggio al 1 giugno 2025 presso il NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio, a
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Capaccio-Paestum (SA), in occasione della quarta edizione del DMED – Salone della
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dieta Mediterranea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2024 ha incoronato Ylenia Parente, ventottenne sarda di Sant’Antioco, come
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          vincitrice assoluta della prima edizione del Campionato della Pasta Fresca fatta a
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          mano. Professionista della cucina e appassionata del suo mestiere, Ylenia ha conquistato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la vittoria con una ricetta sarda rivisitata, dimostrando talento e creatività unici, ovvero i
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          culurgiones tondi ripieni di seppia in tre consistenze con crema di piselli. Oltre alla campionessa sarda, la prima edizione del Campionato ha raccolto iscritti e tipologie di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pasta provenienti da tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Campionato della Pasta Fresca fatta a mano è diviso in due categorie:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Professionisti, ovvero a tutti operatori del settore ho.re.ca e della ristorazione in generale,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          come ad esempio aziende agrituristiche, aziende agricole, pastifici, laboratori, ristoranti,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          bar, etc, ma anche a food creator e liberi professionisti del settore;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Amanti, tutti gli appassionati della pasta fresca a mano che si dilettano in modalità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          casalinga a mettere le mani in pasta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I professionisti potranno competere rappresentando la propria attività o a titolo personale,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          mentre gli amanti parteciperanno per pura passione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A valutare i piatti in gara ci sarà una giuria di qualità composta da chef stellati, giornalisti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          enogastronomici, nutrizionisti e food creator in modo da garantire valutazioni di alto profilo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vincitore assoluto della categoria Professionisti si aggiudicherà il “Pettorello”, opera
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          d’arte realizzata dall’artista Sasà Sorrentino, che incarna appieno lo spirito del
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Campionato. L’opera in ceramica, infatti, è un matterello, strumento indispensabile per
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tirare la pasta, e la pettola, ovvero la sfoglia di pasta da cui poi vengono realizzati tutti i tipi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di pasta a mano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          COME PARTECIPARE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L e i s c r i z i o n i s o n o a p e r t e , f i n o a d e s a u r i m e n t o p o s t i , s u l s i t o
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          www.campionatodellapasta.it e dovranno essere completate entro il 20 maggio 2025.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al secondo Campionato della Pasta Fresca fatta a mano possono partecipare tutti coloro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          che abbiano compiuto 16 anni entro il 29 maggio 2025; per i minorenni è richiesta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          un’autorizzazione dei genitori o tutori legali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non perdere l’occasione di far parte di un evento unico al mondo, che celebra una delle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          arti culinarie più affascinanti e antiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per maggiori informazioni e aggiornamenti, visita www.campionatodellapasta.it. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 03 Feb 2025 20:41:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dal-30-maggio-al-1-giugno-torna-a-paestum-sa-il-campionato-della-pasta-fresca-fatta-a-mano-iscrizioni-aperte</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Hospitality 2025: Innovazione e Tendenze per il Futuro dell'Ospitalità a Riva del Garda</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hospitality-2025-innovazione-e-tendenze-per-il-futuro-dell-ospitalita-a-riva-del-garda</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%2812%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dal 3 al 6 febbraio 2025, il Quartiere Fieristico di Riva del Garda ospiterà "Hospitality – Il Salone dell'Accoglienza", la più completa fiera italiana B2B dedicata al settore Ho.Re.Ca. (Hotellerie-Restaurant-Café).
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Questo evento internazionale rappresenta un punto di riferimento per professionisti dell'ospitalità e della ristorazione, offrendo un'opportunità unica per scoprire le ultime tendenze e innovazioni del settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La fiera si articola in quattro aree tematiche principali:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Beverage:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          una vetrina esclusiva sul mondo delle bevande, dai produttori di birra ai distillati, dalle aziende di acqua minerale alle torrefazioni di caffè.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Contract &amp;amp; Wellness:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dedicata a tessuti, arredi, illuminazione e attrezzature per spa e percorsi benessere, con un focus su artigianalità e design.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Renovation &amp;amp; Tech:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          soluzioni innovative per favorire il risparmio energetico e la digitalizzazione delle strutture ricettive, coniugando sostenibilità e nuove tecnologie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Food &amp;amp; Equipment:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          area di eccellenza per produttori di materie prime e lavorati per il mondo Ho.Re.Ca., con attenzione a esigenze alimentari specifiche come bio, vegan, gluten free e altre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Oltre alle aree espositive, Hospitality 2025 propone diverse aree speciali:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Solobirra:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          focalizzata sulla valorizzazione della birra artigianale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riva Pianeta Mixology (RPM):
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dedicata al mondo del bere miscelato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Spazio Vignaiolo: i
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ncentrata sul turismo del vino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma dell'evento è arricchito da Hospitality Academy, un insieme di seminari formativi dedicati ai professionisti dell'ospitalità e della ristorazione, oltre a laboratori, masterclass, degustazioni e cooking show che favoriscono nuove collaborazioni tra hotel, bar, ristoranti e strutture ricettive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 31 Jan 2025 17:06:43 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/hospitality-2025-innovazione-e-tendenze-per-il-futuro-dell-ospitalita-a-riva-del-garda</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LE PROPOSTE DI IGINIO MASSARI ALTA PASTICCERIA PER SAN VALENTINO UN TRIPUDIO DI SAPORI, COLORI E FORME PER RACCONTARE UN DOLCE AMORE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-proposte-di-iginio-massari-alta-pasticceria-per-san-valentino-un-tripudio-di-sapori-colori-e-forme-per-raccontare-un-dolce-amore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          L’amore si gusta con il cuore e con il palato. Anche quest’anno Iginio Massari
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Alta Pasticceria celebra San Valentino con proposte esclusive dedicata agli innamorati: un’esplosione di
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           sapori, colori e forme che raccontano l’essenza più dolce dell’amore.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IGINIO+MASSARI+ALTA+PASTICCERIA5.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Disponibile sullo Shop Online Iginiomassari.it, nelle pasticcerie e nei Pop-Up Store, la Torta di San
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Valentino di Iginio Massari Alta Pasticceria a forma di cuore in edizione limitata si basa sulla ricetta della
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          torta Paradiso, rivisitata dalla Famiglia Massari senza intaccarne la sua essenza e semplicità, con
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          un’attenta lavorazione del burro chiarificato e una sottile nota aromatica di maraschino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre in edizione limitata, l’offerta per gli innamorati comprende il Cremino di San Valentino, al gusto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          lampone dal cuore di mandorle crude e vaniglia, e la Crostata di San Valentino, a forma di cuore con
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          confettura extra di lamponi e mele, in equilibrio con la base di frolla Milano arricchita con vaniglia e miele
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          d'acacia. Entrambi i prodotti sono disponibili online, nelle pasticcerie e nei Pop-Up Store.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Immancabili le Praline San Valentino a cuore, in edizione speciale da 9 e 20 pezzi: cuori di cioccolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          bianco con ripieno alla nocciola e cuori di cioccolato al lampone con ripieno alla mandorla e vaniglia. Il
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ripieno è impreziosito da pralinato alla nocciola e pralinato alla mandorla: disponibili online, nelle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pasticcerie e nei Pop-Up Store.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le Gelée a forma di cuore, invece, sono ricoperte interamente da cristalli di zucchero, in un bouquet
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          aromatico ai gusti fragola e fragola con panna: disponibili in edizione limitata online, nelle pasticcerie e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          nei Pop-Up Store.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nelle sole pasticcerie, nei giorni immediatamente prima di San Valentino, saranno disponibili la
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Monoporzione e Torta Setteveli di San Valentino, dalla base croccante di cereali estrusi e cioccolato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          fondente, mousse al cioccolato fondente 72%, cuore di crema leggera alle nocciola e con veli sottili di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cioccolato fondente, glassa a specchio al cacao nero, decorazione nocciole caramellate e oro edibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre nelle pasticcerie ecco la Monoporzione e Torta Vaniglia e Lampone: una bavarese alla vaniglia,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pan di Spagna inzuppato con bagna al lampone, gelèe al lampone, base di sablé alle mandorle e finitura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          con lamponi freschi, petali di rosa cristallizzati e oro edibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, nelle pasticcerie e nei Pop-Up Store arriva il Maritozzo in edizione limitata per San Valentino. La
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sorpresa è rappresentata da una confettura melampo e una mousse al lampone con limone candito e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cannella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 24 Jan 2025 11:17:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/le-proposte-di-iginio-massari-alta-pasticceria-per-san-valentino-un-tripudio-di-sapori-colori-e-forme-per-raccontare-un-dolce-amore</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Errico Porzio al SIGEP 2025: Innovazione e Tradizione al Servizio della Pizza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/errico-porzio-al-sigep-2025-innovazione-e-tradizione-al-servizio-della-pizza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000451169.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il maestro pizzaiolo Errico Porzio ha portato l'arte della pizza napoletana al centro della scena al SIGEP 2025,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dimostrando come innovazione e tradizione possano convivere armoniosamente. Il suo intervento è stato uno dei più attesi e seguiti dell'evento, grazie alla sua capacità di fondere la passione per le radici storiche della pizza con l'adozione di tecnologie all'avanguardia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In collaborazione con Italforni, Porzio ha illustrato come i moderni forni elettrici possano mantenere l’autenticità del gusto tradizionale, garantendo al contempo efficienza e sostenibilità. Durante le sue dimostrazioni, ha preparato pizze straordinarie, mostrando tecniche che hanno lasciato il pubblico e i professionisti del settore entusiasti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Errico Porzio ha documentato ogni momento saliente del SIGEP sui suoi profili social. Attraverso Instagram e Facebook, ha condiviso video dietro le quinte, scatti delle sue creazioni e storie interattive, permettendo ai suoi follower di vivere l'evento da vicino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il SIGEP 2025 si è confermato un appuntamento fondamentale per chiunque operi nel settore del food. La partecipazione di Porzio ha evidenziato come l’artigianalità italiana e l’innovazione possano contribuire a portare la cucina tradizionale a un pubblico sempre più vasto e internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 23 Jan 2025 10:22:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/errico-porzio-al-sigep-2025-innovazione-e-tradizione-al-servizio-della-pizza</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000451171.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Leagel Incanta al Sigep 2025 con il Corner Pistacchio Masters: Un'Esperienza di Gusto Senza Pari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/leagel-incanta-al-sigep-2025-con-il-corner-pistacchio-masters-un-esperienza-di-gusto-senza-pari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al Sigep 2025, Leagel stupisce ancora una volta con il suo iconico
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Corner Pistacchio Masters,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           un angolo di puro piacere gastronomico che celebra l’eccellenza di uno degli ingredienti più pregiati al mondo: il pistacchio. Entrando nel corner, l'atmosfera è subito avvolgente, con una selezione di piatti che esaltano il pistacchio in tutte le sue sfumature, dal dolce al salato, con preparazioni innovative e raffinate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni piatto è una vera e propria opera d'arte culinaria, frutto della passione e della maestria dei pasticceri Leagel. La qualità dei prodotti è indiscutibile, con il pistacchio che emerge in tutta la sua intensità. Dalla crema vellutata che arricchisce ogni preparazione, ai dolci dal sapore unico, ogni boccone regala un'esperienza sensoriale che conquista al primo assaggio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Corner Pistacchio Masters non è solo una degustazione, ma un’occasione per vivere un’esperienza interattiva.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          I maestri pasticceri di Leagel, con la loro incredibile abilità, mostrano in diretta come creano queste prelibatezze, svelando segreti e tecniche che aggiungono un ulteriore livello di fascino all’evento. Ogni piatto racconta una storia, quella del pistacchio, che da semplice ingrediente diventa protagonista di una gastronomia raffinata e sorprendente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un’atmosfera coinvolgente e dinamica, il Corner Pistacchio Masters rappresenta il cuore pulsante della creatività culinaria di Leagel, dove ogni dettaglio è pensato per regalare un’esperienza unica e indimenticabile. Il ritorno di Leagel a Sigep non è solo un evento, è un’occasione imperdibile per scoprire, o riscoprire, l’eccellenza del pistacchio in una veste mai vista prima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Jan 2025 13:02:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/leagel-incanta-al-sigep-2025-con-il-corner-pistacchio-masters-un-esperienza-di-gusto-senza-pari</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Blooming Bistrò: Il Format 100% Vegetale che Rinnova la Food Experience al Sigep 2025</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/blooming-bistro-il-format-100-vegetale-che-rinnova-la-food-experience-al-sigep-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al Sigep 2025, il mondo della cucina plant-based si arricchisce di una proposta unica e innovativa: Blooming Bistrò, il format 100% vegetale creato da Afa Arredamenti in collaborazione con Funny Veg. Un connubio perfetto tra creatività, inclusività e sostenibilità, che invita i visitatori a scoprire una nuova dimensione del gusto, dove il rispetto per la natura e la bellezza del pianeta si intrecciano con piatti sorprendenti e ricercati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il concept di Blooming Bistrò, simbolo di crescita e innovazione, unisce la tradizione dei bistrò con una gastronomia fresca e consapevole, che fa dei fiori il suo elemento distintivo. Non solo decorazioni, ma veri e propri protagonisti culinari che danno vita a piatti stagionali, salutari e rispettosi dell'ambiente. Ogni preparazione è un invito a riflettere su come il cibo possa diventare un atto d'amore verso se stessi e il mondo che ci circonda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A Sigep 2025, il pubblico avrà la possibilità di vivere un'esperienza immersiva nel mondo di Blooming Bistrò, entrando in uno spazio che stimola i sensi, dove ogni dettaglio è studiato per offrire comfort ed estetica in perfetta sintonia con la filosofia naturale del brand. Un viaggio gastronomico che parte dalla colazione, con dolci e salati irresistibili, per arrivare ai piatti più sofisticati, come il sushi fiorito e le bowl internazionali, passando per risotti e pappardelle rivisitati in chiave plant-based.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sigep 2025, con la sua platea internazionale, rappresenta il palcoscenico ideale per questa rivoluzione gastronomica, che promette di conquistare i palati di tutti, dai vegani ai curiosi del mondo food. Blooming Bistrò non è solo un ristorante, ma una vera e propria esperienza che invita a vivere e gustare il futuro della cucina sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Jan 2025 12:49:53 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/blooming-bistro-il-format-100-vegetale-che-rinnova-la-food-experience-al-sigep-2025</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il ‘Finale Dolce’ che Conquista: L'Evoluzione della Pizza nel Seminario a SIGEP WORLD</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-finale-dolce-che-conquista-l-evoluzione-della-pizza-nel-seminario-a-sigep-world</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Il mondo della pizza non smette mai di sorprendere e innovarsi, soprattutto quando si parla del ‘
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          finale dolce’,
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         un segmento che sta conquistando sempre più spazio nelle pizzerie di tutta Italia. A testimoniare questa evoluzione, il seminario tenutosi a SIGEP WORLD, dove il giornalista e critico enogastronomico Luciano Pignataro, insieme a Barbara Guerra e Albert Sapere, ha approfondito un tema che sta appassionando il pubblico: le pizze dolci.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'incontro ha visto la partecipazione di alcuni dei più noti pizzaioli italiani, tra cui
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Isaac Aliaga, Lollo Vuoturni, Francesco Calò, Massimiliano Prete, Pier Daniele Seu, Salvatore Lioniello, Errico Porzio, Fabrizio Polacco, Francesco Pompilio e Lorenzo Sirabella,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          pronti a raccontare come il dolce sia ormai diventato parte integrante dell’esperienza gastronomica di una pizzeria. Un aspetto che, solo qualche anno fa, sembrava una semplice curiosità, oggi è una vera e propria tendenza, grazie all'uso di impasti studiati ad hoc e ingredienti di altissima qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Luciano Pignataro,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con il suo carisma e la sua esperienza, ha saputo orchestrare magistralmente il seminario, regalando al pubblico una visione chiara di come le pizze dolci siano diventate un marchio distintivo per molte pizzerie, specialmente nel periodo post-Covid. La crisi sanitaria ha, infatti, accelerato l'innovazione, portando le pizzerie a diversificare la loro offerta con prodotti artigianali come panettoni, gelati e dolci unici che sono oggi un simbolo di qualità e creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il ‘finale dolce’ non è più visto come un semplice dessert, ma come un momento di alta gastronomia che sta cambiando le abitudini dei clienti, regalando nuove emozioni e sapori unici. Un incontro che ha confermato come la pizza continui a rinnovarsi e a conquistare i palati degli italiani, con il dolce che, più che mai, rappresenta il culmine di un'esperienza culinaria unica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Jan 2025 12:37:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-finale-dolce-che-conquista-l-evoluzione-della-pizza-nel-seminario-a-sigep-world</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>APEI annuncia due grandi eventi pubblici nel 2025 A Firenze il Seminario Pubblico, a Reggio Calabria il Campionato del Bergamotto in Pasticceria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/apei-annuncia-due-grandi-eventi-pubblici-nel-2025-a-firenze-il-seminario-pubblico-a-reggio-calabria-il-campionato-del-bergamotto-in-pasticceria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/image1.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimini, 19 gennaio 2025 - L’Associazione APEI Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, presieduta dal Maestro Iginio Massari, annuncia due appuntamenti imperdibili che, nel 2025, celebreranno il gusto, la tradizione e l’innovazione della pasticceria italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il Rinascimento del Gusto” - Nella suggestiva cornice del Convento di Santa Maria Novella di Firenze, domenica 18 maggio 2025, si terrà il Seminario Pubblico APEI dal titolo “Il Rinascimento del Gusto”, un omaggio alla rinascita dei sapori autentici e delle emozioni legate alla pasticceria italiana. Il tema, scelto dal Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, sarà sviluppato dai Maestri APEI attraverso interventi e dimostrazioni dal vivo. L’evento si concluderà con una degustazione unica, dove il pubblico potrà assaporare dolci creati appositamente per incarnare lo spirito rinascimentale del gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Campionato del Bergamotto in Pasticceria” - La città di Reggio di Calabria sarà la cornice in estate del primo “Campionato del Bergamotto in Pasticceria”, un evento dedicato all’agrume simbolo della Calabria e alle sue straordinarie proprietà nutraceutiche. Il campionato, aperto a tutti i pasticceri professionisti, vedrà i partecipanti sfidarsi nella creazione di dolci in quattro categorie: lievitati, gelati, torte da forno e torte gelato, tutte con il bergamotto come ingrediente principe. La competizione, ospitata nell’ambito del Bergafest dal 18 al 20 luglio 2025 sul Lungomare Falcomatà, sarà un’occasione per esaltare la versatilità di questo frutto unico e promuovere l’eccellenza della pasticceria italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I nostri eventi sottolineano l’impegno costante nel valorizzare la tradizione, la creatività e la qualità della pasticceria italiana, offrendo al pubblico e ai professionisti l’opportunità di condividere esperienze uniche e indimenticabili – spiega il Maestro Iginio Massari, Presidente APEI -. Il Seminario Pubblico a Firenze e il primo Campionato del Bergamotto in Pasticceria saranno due straordinarie cartoline della bellezza e della bontà del made in Italy attraverso la promozione della cultura del gusto e della pasticceria d’eccellenza e unendo i migliori professionisti del settore in un progetto unico e visionario”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal palco di SIGEP World 2025, APEI ha consegnato tre riconoscimenti ad altrettante aziende partner che condividono il percorso di valorizzazione dell’alta pasticceria avviato dall’associazione e ne condividono il sistema valoriale che anima la programmazione degli eventi. In particolare, la Medaglia d’Oro al Merito è andata ad Acquaviva “in segno di apprezzamento e riconoscimento per l'eccellenza nella produzione di lievitati e l'impegno costante volto alla realizzazione di prodotti che uniscono tradizione, innovazione e qualità”, a Tecnoarredamenti “per l’eccellenza nella progettazione e realizzazione di sistemi commerciali innovativi nel settore del food retail” e a Brazzale “per l’impegno costante nella ricerca e sviluppo di prodotti di eccellenza come il burro e il latte speciale per gelato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:49:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Elisir Borsci S. Marzano al Sigep 2025: tradizione e innovazione al servizio dei professionisti del dolce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/elisir-borsci-s-marzano-al-sigep-2025-tradizione-e-innovazione-al-servizio-dei-professionisti-del-dolce</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Le nuove creme Mastro Borsci CafCaffè e Clementino, e il rinnovato Il Borscino sono i grandi protagonisti della kermesse internazionale di Rimini
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000450957.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Elisir Borsci S. Marzano è protagonista al 46° Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione, Artigianato e Caffè in programma a Rimini dal 18 al 22 gennaio (Pad. C5, Stand 192). Questo evento, tra i più prestigiosi nel settore, rappresenta un’occasione unica per raccontare l’evoluzione di un marchio che continua a innovare senza perdere di vista le proprie radici storiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il Sigep è il luogo ideale per condividere con il mondo il nostro impegno e le nuove proposte che abbiamo sviluppato per i professionisti del settore. In questa cornice internazionale, vogliamo mostrare come la tradizione possa essere reinterpretata con creatività e innovazione. Il nostro obiettivo è non solo consolidare la presenza di Borsci nel panorama dolciario e liquoristico, ma anche raccontare un percorso che combina qualità artigianale, ricerca e una profonda passione per il nostro territorio”, dichiara Nuccio Caffo amministratore delegato di Gruppo Caffo 1915.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo il grande successo del lancio della linea professionale Mastro Borsci con le creme Vecchio Amaro del Capo e Elisir S.Marzano Borsci, quest’anno la gamma si amplia con due nuove specialità: le creme CafCaffè Borsci e Clementino della Piana Caffo, ispirate ai celebri liquori del Gruppo Caffo. La linea Mastro Borsci sinonimo di qualità, praticità e gusto, si distingue per la sua straordinaria versatilità, ideale per un’ampia gamma di applicazioni: farciture di lievitati post-forno, ganache, cioccolatini, macarons, crepes, waffle e preparazioni a temperature negative per gelato, semifreddi e mousse. Ogni crema è stata concepita per valorizzare la creatività dei professionisti, offrendo soluzioni innovative e versatili che soddisfano con precisione le esigenze degli artigiani e della loro creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tutte le proposte, preparate con ingredienti naturali e privi di aromi o coloranti artificiali, sono studiate per soddisfare le esigenze dei professionisti del dolce, dai pasticceri ai maestri gelatai. “Il lancio della linea Mastro Borsci al SIGEP 2024 è stato accolto con grande entusiasmo”, spiega Roberto Lippolis, direttore dello stabilimento Borsci di Taranto. “Le nuove creme sono il risultato di un lavoro artigianale che ha richiesto tempo e numerose 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           prove per raggiungere il livello di eccellenza in grado di soddisfare, per qualità, eleganza e versatilità, i professionisti del dolce”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prosegue Roberto Lippolis: “Sono i pasticceri, i gelatai e i mastri fornai con il loro talento e la loro creatività, a trasformare le nostre creme in opere d’arte, interpretandole in modi sempre nuovi e sorprendenti. Tra le proposte che meglio incarnano il dialogo tra tradizione e innovazione, amiamo raccontare il ‘cremino salentino’: un raffinato gelato alla mandorla impreziosito da uno strato di gelato alla crema San Marzano Borsci, una vera delizia senza pari. Ugualmente irresistibile è il pasticciotto leccese, emblema della tradizione pugliese, reinventato con la crema Borsci al posto della classica crema pasticcera. Sono esempi perfetti di come un ingrediente d’eccellenza possa riscrivere grandi classici, regalando nuove emozioni al palato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro importante protagonista di Sigep 2025 è Il Borscino, il modo nuovo di gustare Elisir Borsci S. Marzano che unisce dessert, caffè e ammazzacaffè pronto a diventare un grande classico nei bar e nei ristoranti. Un prodotto da servire al momento, che unisce il carattere unico del liquore pugliese a una deliziosa crema al caffè da granitore. Pensato per i professionisti del settore, Il Borscino si distingue per la sua semplicità di preparazione: basta un tocco di Borsci sulla crema al caffè, ruotando il bicchierino per creare una variegatura perfetta. Facile da realizzare e ancora più facile da gustare per un’esperienza di gusto che unisce il piacere del dessert, il fascino del caffè e la tradizione dell’ammazzacaffè.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ora Il Borscino si rinnova grazie alla preziosa collaborazione con Emidea, una linea esclusiva di creme e sorbetti, frutto dalla passione e dall’esperienza della famiglia Fanelli, fondatrice dell’azienda Dipral. Ideata e prodotta a Francavilla Fontana in Puglia, Emidea rappresenta l’eccellenza della tradizione italiana, combinando origini e innovazione. Partendo da una realtà locale, l’azienda è cresciuta fino a costruire una solida rete nazionale, mantenendo con orgoglio le sue radici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Siamo profondamente orgogliosi di questa collaborazione tra due eccellenze pugliesi – Angelo Fanelli, amministratore di Dipral – Questa collaborazione mette in luce l'abilità di unire il gusto della tradizione con nuove abitudini di consumo. Si tratta di una partnership che valorizza l’autenticità e storicità della Puglia, rappresentata da Elisir Borsci S. Marzano, il più antico liquore del Sud Italia ancora in commercio, e le proposte moderne e dinamiche di Emidea. Una unione che servirà a far conoscere in tutta Italia un prodotto originale e gustoso come Il Borscino, in grado di sorprendere e conquistare il pubblico da sud a nord”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In fiera oltre a Elisir Borsci S. Marzano classico, un posto d’onore è dedicato alla Riserva del 180° Anniversario, una special edition con gradazione alcolica di 45 gradi. Pensata per 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           essere gustata lentamente, questa pregiata Riserva esalta l’altissima qualità dei suoi ingredienti, tra cui spicca il rhum agricolo, ottenuto esclusivamente dalla fermentazione del puro succo di canna da zucchero e invecchiato per almeno otto anni in fusti di rovere. Questo processo dona al liquore un profilo morbido, fruttato e aromatico, rendendolo perfetto per chi cerca un’esperienza di degustazione raffinata, sia come fine pasto che come compagno di meditazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A completare l’offerta di golosità firmate Caffo, ci sono i deliziosi Bon Borsci: praline di cioccolato ripiene di morbida ganache all’Elisir Borsci. Accanto a loro, una selezione irresistibile di praline dai gusti esclusivi come Vecchio Amaro del Capo, Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition, Limoncino Portofino, CafCaffè e Grappa Mangilli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i veri intenditori, Caffo propone le specialità alla liquirizia, realizzate secondo il rigido disciplinare della liquirizia di Calabria DOP. Tra queste spiccano le liquirizie Caffo e Taitù, prodotte in Calabria con estrazione naturale dalla migliore radice, e il celebre Liquorice, il liquore calabrese di pura liquirizia DOP. Grazie al suo sapore unico e autentico, Liquorice non è solo un’eccellenza da sorseggiare, ma un ingrediente ideale anche per creazioni dolciarie di alta pasticceria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 21 Jan 2025 10:23:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/elisir-borsci-s-marzano-al-sigep-2025-tradizione-e-innovazione-al-servizio-dei-professionisti-del-dolce</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gelato Europe Cup 2025: Germania, Francia, Italia e Belgio volano alla Gelato World Cup 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-europe-cup-2025-germania-francia-italia-e-belgio-volano-alla-gelato-world-cup-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Gelato Europe Cup 2025
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , svoltasi al Sigep di Rimini, ha selezionato le quattro squadre vincitrici che accedono alla
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Gelato World Cup 2026:
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Germania (tema: Amazzonia)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Francia (tema: Alta moda - Haute Couture)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Italia (tema: Luna Park)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Belgio (tema: Luna)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questi team rappresenteranno l’Europa nella competizione mondiale che riunirà le 12 migliori squadre del globo. Tra le prove di gara affrontate: Gelato riciclato, Torta gelato e Mystery box.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           L’evento, organizzato da Sigep World e Gelato e Cultura, conferma il suo ruolo di eccellenza nel settore artigianale, aprendo la strada a innovazioni e nuove tendenze.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Jan 2025 11:36:05 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-europe-cup-2025-germania-francia-italia-e-belgio-volano-alla-gelato-world-cup-2026</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000446876.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gregori Nalon al Sigep 2025: lo chef ambasciatore di "La Mia raViola", il premio che unisce gusto e musica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gregori-nalon-al-sigep-2025-lo-chef-ambasciatore-di-la-mia-raviola-il-premio-che-unisce-gusto-e-musica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000387675.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            chef Gregori Nalon
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           è protagonista al
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sigep
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           2025, il celebre Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè. In collaborazione con La Gazzetta del Food, Nalon promuove il
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Premio "La Mia raViola",
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           un’iniziativa legata al prestigioso
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Premio Mia Martini, ideato dal patron Nino Romeo.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "La Mia raViola" celebra l’unione tra creatività culinaria e musica, rendendo omaggio all’indimenticabile figura di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mia Martini.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il progetto coinvolge chef e appassionati di cucina, invitandoli a raccontare emozioni attraverso i sapori, proprio come la Martini trasmetteva sentimenti con la sua voce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al Sigep, "La Mia raViola" trova il palcoscenico ideale per esaltare il legame tra arte e tradizione. Gregori Nalon, con la sua passione e la sua esperienza, interpreta al meglio lo spirito del premio, portando al pubblico creazioni che uniscono sapori e storie da vivere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento rappresenta un’occasione unica per celebrare l’incontro tra il mondo della gastronomia e quello della musica, creando emozioni che lasciano il segno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Jan 2025 11:25:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gregori-nalon-al-sigep-2025-lo-chef-ambasciatore-di-la-mia-raviola-il-premio-che-unisce-gusto-e-musica</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000448380.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000448380.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SIGEP 2025: Al Via la 46ª Edizione con il Ministro Lollobrigida</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-2025-al-via-la-46-edizione-con-il-ministro-lollobrigida</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000447135.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 46ª edizione di SIGEP WORLD, evento internazionale dedicato all'arte dolciaria, alla panificazione, al caffè e al gelato artigianale, ha ufficialmente aperto le sue porte alla Fiera di Rimini. A inaugurare l'evento è stato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sottolineando l'importanza del settore agroalimentare come pilastro dell'economia italiana e della sua proiezione internazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presenze Istituzionali di Alto Profilo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'apertura ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, e Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, promotori di una visione strategica per l'internazionalizzazione delle eccellenze italiane. Presenti anche il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, il presidente Nazionale FIPE, Lino Stoppani, e l’assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna, Roberta Frisoni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Numeri e Prospettive
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          SIGEP 2025 ospita oltre 1.300 espositori provenienti da 33 nazioni, rappresentando una vetrina unica per le innovazioni del settore e le nuove tendenze globali. L’evento si conferma come punto di riferimento per professionisti, imprenditori e appassionati, offrendo una piattaforma per dialogo, business e sviluppo culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento non è solo un'esposizione, ma anche un'occasione per celebrare la tradizione e l'innovazione che rendono il Made in Italy una garanzia di qualità riconosciuta a livello mondiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 20 Jan 2025 11:09:49 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000448435.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000448435.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Scialatielli allo Scoglio a modo mio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/scialatielli-allo-scoglio-a-modo-mio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco come perfettamente nutrire corpo e mente
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saggiamente : 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un'arte".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli scialatiello allo scoglio, ,un classico della cucinati tipica del sud  gustoso, che ricorda la bella stagione e il mare. Sapori che ricordano i piatti semplici sempre più buoni con materie prime di qualità, con ispirazione, passione ed esperienza necessaria per creare  il connubio perfetto tra poesia e cibo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la mia versione squisita per creare questo piatto ecco gli ingrediendi per circa 6 persone:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scialatielli di pasta fresca 500gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cozze 500 gr sgusciate 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vongole 300 gr 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Calamari 300 gr 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gamberi 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomodorini rossi e gialli del Vesuvio q.b
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 Spicchio di aglio spellato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prezzemolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peperoncino 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio evo q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale grosso q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A piacere una noce di Pecorino grattugiato 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mettete una pentola piena d'acqua a bollire sul fuoco, aggiungendo il sale solo al bollore nel frattempo mettete le cozze e le vongole in una padella larga, coprite con il coperchio e cuocete fino a quando si aprono. Soffriggete l'aglio ed il peperoncino in una padella larga per 5 minuti a fuoco basso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiungete i calamari, i pomodorini e dopo 5 minuti i gamberetti. Unite le cozze, le vongole ed il vino bianco. Lasciate evaporare a fuoco alto e cuocete per altri cinque minuti regolando di sale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lessate gli scialatielli in acqua salata. Conservate un bicchiere dell'acqua di cottura. Scolate la pasta e unitela al condimento, aggiungete l'acqua di cottura e fate rosolare per un paio di minuti. Insaporite con pepe e prezzemolo tritato prima di servire e a piacere io lo aggiungo una noce di pecorino . 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buon Appetito!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 14 Jan 2025 19:16:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/scialatielli-allo-scoglio-a-modo-mio</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Grigio+Cenere+Bianco+Grigio+Chiaro+Professionale+Salute+Notizie+Post+di+Fac_20250114_200856_0000+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Grigio+Cenere+Bianco+Grigio+Chiaro+Professionale+Salute+Notizie+Post+di+Fac_20250114_200856_0000+%281%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nei Paesi Bassi Cresce il Successo della Birra Analcolica: Una Nuova Tendenza di Consumo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/nei-paesi-bassi-cresce-il-successo-della-birra-analcolica-una-nuova-tendenza-di-consumo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, i Paesi Bassi hanno visto un significativo aumento nel consumo di birra analcolica, segnando un cambio di abitudini e preferenze tra i consumatori. Questa tendenza riflette una crescente attenzione verso stili di vita più sani e un consumo responsabile di alcol.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Mercato in Crescita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo recenti studi di settore, il mercato della birra analcolica nei Paesi Bassi è cresciuto di oltre il 30% nell'ultimo decennio. Numerosi birrifici, sia artigianali che industriali, stanno investendo nella creazione di varianti analcoliche per soddisfare questa nuova domanda. Oggi, nei supermercati o nei pub olandesi, è possibile trovare un'ampia gamma di birre "0.0%" che spaziano dalle classiche lager a versioni più ricercate come IPA, stout e birre fruttate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Perché Piace la Birra Analcolica?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ci sono diversi motivi dietro il crescente successo della birra analcolica:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Salute e benessere: I consumatori sono sempre più attenti alla propria salute, cercando alternative che permettano di gustare una birra senza assumere alcol.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Guida responsabile: Con regole severe sulla guida in stato di ebbrezza, la birra analcolica rappresenta una scelta sicura per chi vuole godersi una serata senza rischi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Maggiore disponibilità: La varietà e la qualità delle birre analcoliche sono migliorate notevolmente, rendendole una scelta gustosa e appagante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Cambiamento culturale: Sempre più persone considerano il consumo moderato di alcol una scelta di stile di vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Nuovo Trend Sociale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La birra analcolica non è più percepita come una seconda scelta o un'opzione "noiosa". Anzi, è diventata una bevanda trendy, spesso scelta anche da chi non ha necessità di evitare l'alcol. Festival e fiere birrarie in Olanda includono sempre più spesso stand dedicati alle birre analcoliche, e i pub propongono versioni alla spina per i loro clienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L'Olanda come Modello
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo fenomeno nei Paesi Bassi potrebbe influenzare anche altri mercati europei. L'Olanda, già nota per la sua apertura alle novità e la promozione di stili di vita sostenibili, si conferma un punto di riferimento per un approccio consapevole al consumo di alcolici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La crescente popolarità della birra analcolica nei Paesi Bassi è un esempio di come le preferenze dei consumatori possano evolvere verso opzioni più salutari e responsabili. Che si tratti di una moda passeggera o di una trasformazione duratura, questa tendenza sembra destinata a lasciare il segno nel panorama delle bevande internazionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Jan 2025 12:59:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/nei-paesi-bassi-cresce-il-successo-della-birra-analcolica-una-nuova-tendenza-di-consumo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Sigep World 2025, in programma dal 18 al 22 gennaio presso la Fiera di Rimini, si preannuncia come un'edizione da record</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-sigep-world-2025-in-programma-dal-18-al-22-gennaio-presso-la-fiera-di-rimini-si-preannuncia-come-un-edizione-da-record</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Secondo Flavia Morelli, Group Exhibition Manager della divisione Food&amp;amp;Beverage di Italian Exhibition Group (IEG), l'evento ospiterà oltre 1.300 aziende espositrici provenienti da 33 Paesi, distribuite su 30 padiglioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'edizione di quest'anno vedrà una partecipazione internazionale senza precedenti, con più di 3.000 buyer stranieri attesi. Le delegazioni più numerose arriveranno da Stati Uniti, India, Canada e Brasile, oltre che da Germania, Spagna, Francia e Inghilterra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una novità significativa sarà la presenza dell'Arabia Saudita come "guest country". Il paese mediorientale sta compiendo passi importanti nel settore del turismo e dell'ospitalità, con l'obiettivo di diversificare la propria economia e attrarre visitatori da tutto il mondo. A Rimini saranno presenti rappresentanti di spicco, tra cui due membri del Ministero dell'Agricoltura saudita e buyer di alto profilo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, per facilitare l'arrivo dei partecipanti internazionali, è stato introdotto un collegamento aereo diretto tra Monaco e Rimini. Questo volo agevolerà l'afflusso di buyer dall'estero, rappresentando un test per future iniziative simili in occasione di altre fiere di rilievo organizzate da IEG.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo l'evento riminese, il Sigep si sposterà in Asia con due appuntamenti: ad aprile è prevista la terza edizione di Sigep China a Shenzhen, organizzata in collaborazione con Koeln Messe, mentre a luglio si terrà Sigep Asia a Singapore. Queste manifestazioni mirano ad accompagnare le aziende italiane in mercati strategici e a incrementare la presenza di buyer ed espositori alle edizioni future di Rimini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Sigep World 2025 si conferma dunque come un appuntamento imperdibile per i professionisti del settore, consolidando il ruolo di Rimini come hub internazionale per l'industria del foodservice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Jan 2025 12:47:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-sigep-world-2025-in-programma-dal-18-al-22-gennaio-presso-la-fiera-di-rimini-si-preannuncia-come-un-edizione-da-record</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giornata Mondiale della Pizza: Come Celebrarla Senza Sensi di Colpa 9 Consigli per Gustarla al Meglio e Come Preparare la Modaiola Pizza in Padella</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-mondiale-della-pizza-come-celebrarla-senza-sensi-di-colpa-9-consigli-per-gustarla-al-meglio-e-come-preparare-la-modaiola-pizza-in-padella</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pizza è uno dei simboli della cucina italiana, amata e apprezzata in tutto il mondo. In occasione della Giornata Mondiale della Pizza, perché non concedersi questo piatto iconico senza sensi di colpa? Con qualche accorgimento, è possibile gustarla in modo bilanciato e persino prepararne una versione fatta in casa, leggera e trendy come la pizza in padella.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           9 Consigli per Gustare la Pizza Senza Rimpianti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Scegli ingredienti di qualità: Opta per farine integrali o macinate a pietra, ricche di fibre, e prediligi condimenti freschi e di stagione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Modera le porzioni: Una pizza margherita o vegetariana di dimensioni medie può essere perfetta per un pasto equilibrato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Bilancia il pasto: Se sai che mangerai pizza, riduci carboidrati e grassi negli altri pasti della giornata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Preferisci cotture leggere: Una pizza cotta a regola d’arte, ben lievitata e con il giusto calore, risulta più digeribile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5. Evita i condimenti pesanti: Riduci l’uso di formaggi calorici e salumi grassi, optando per verdure, mozzarella light o alternative vegane.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6. Aggiungi fibre: Completa il tuo piatto con una porzione di insalata o verdure grigliate per favorire la sazietà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7. Attenzione alle bevande: Accompagna la pizza con acqua o una birra leggera, evitando bibite zuccherate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          8. Prova impasti alternativi: Esplora impasti a base di farina di legumi, farro o grano saraceno per un gusto diverso e un apporto nutrizionale più vario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          9. Goditela senza fretta: Mangiare lentamente ti aiuterà a percepire la sazietà e a goderti appieno ogni morso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come Preparare la Pizza in Padella
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pizza in padella è una tendenza degli ultimi anni, perfetta per chi non ha un forno a disposizione o cerca una preparazione più veloce. Ecco come realizzarla:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 g di farina (anche integrale o di tipo 1)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          150 ml di acqua tiepida
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaino di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaino di sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5 g di lievito di birra fresco o 2 g di lievito secco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passata di pomodoro, mozzarella e condimenti a piacere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Prepara l’impasto: In una ciotola, mescola la farina con il lievito sciolto nell’acqua tiepida insieme allo zucchero. Aggiungi il sale e l’olio, poi impasta fino a ottenere un composto morbido ed elastico. Lascia lievitare per 2 ore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Stendi l’impasto: Dividilo in due parti e stendi ciascuna in forma rotonda, dello spessore di circa 1 cm.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Cuoci in padella: Scalda una padella antiaderente, ungila leggermente con olio e cuoci l’impasto a fuoco medio per 3-4 minuti per lato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Aggiungi il condimento: Versa la passata di pomodoro, la mozzarella e gli altri ingredienti scelti. Copri con un coperchio e cuoci a fuoco basso finché il formaggio non si sarà sciolto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. Servi subito: Gustala calda e fragrante, accompagnata da una fresca insalata o da verdure croccanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Giornata Mondiale della Pizza è un’occasione perfetta per celebrare questo piatto unico, che unisce gusto e tradizione. Con qualche accorgimento, puoi concederti una pizza deliziosa senza preoccuparti della linea, magari sperimentando nuove ricette come la pizza in padella. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Buon appetito!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Foto Web
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Jan 2025 12:40:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-mondiale-della-pizza-come-celebrarla-senza-sensi-di-colpa-9-consigli-per-gustarla-al-meglio-e-come-preparare-la-modaiola-pizza-in-padella</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rincari in vista: frutta secca e datteri più cari dopo le feste natalizie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rincari-in-vista-frutta-secca-e-datteri-piu-cari-dopo-le-feste-natalizie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo il periodo natalizio, caratterizzato da un forte aumento delle vendite di frutta secca e datteri, i consumatori si troveranno a fare i conti con un rincaro dei prezzi che potrebbe raggiungere il 15%. Questo incremento è il risultato di una serie di fattori: da un lato, la domanda stagionale ha spinto al limite le disponibilità, facendo lievitare i costi lungo tutta la filiera produttiva. Dall’altro, l’inflazione e l’aumento dei costi energetici e logistici hanno ulteriormente aggravato la situazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prodotti come datteri, mandorle e fichi secchi, fondamentali per molte tradizioni culinarie durante le feste, sono stati particolarmente colpiti. L’aumento della domanda globale e le difficoltà nei trasporti internazionali, unite a una produzione non sempre in grado di soddisfare i consumi, hanno portato a una scarsità relativa che si riflette sui prezzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa situazione rischia di avere un impatto diretto sulle famiglie e sui consumatori abituali di questi alimenti, oltre che sui professionisti della ristorazione e della pasticceria che utilizzano la frutta secca come ingrediente principale nelle loro preparazioni. Per molti, il nuovo anno potrebbe iniziare con una riflessione su come bilanciare le scelte alimentari in risposta all’aumento dei prezzi, scegliendo eventualmente alternative più economiche o locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 03 Jan 2025 14:47:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/rincari-in-vista-frutta-secca-e-datteri-piu-cari-dopo-le-feste-natalizie</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le migliori tradizioni e piazze italiane per celebrare la Befana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/titolo-le-migliori-tradizioni-e-piazze-italiane-per-celebrare-la-befana</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
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           In Italia, l’Epifania, il 6 gennaio, segna la fine delle feste natalizie ed è celebrata con eventi religiosi e folcloristici. La Befana, una figura legata alla tradizione popolare e religiosa, porta dolci ai bambini nelle calze o carbone per chi si è comportato male. Le celebrazioni si svolgono in diverse città:
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          Roma: Piazza Navona ospita mercatini, mentre il corteo "Viva la Befana" anima Piazza San Pietro. Al Parco degli Acquedotti si tiene la corsa podistica "Corri per la Befana".
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          Centro Italia: Urbania, nelle Marche, celebra con la Festa Nazionale della Befana, incluse la discesa dalla Torre Campanaria e la Calza più lunga del mondo. A Pistoia, la Befana scende dal campanile del Duomo. Firenze organizza la Cavalcata dei Re Magi.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          Nord Italia: A Verona si svolge il tradizionale rogo di “Brusa la Vecia”, mentre Venezia ospita la Regata delle Befane lungo i canali.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sud Italia: A Montescaglioso si celebra la “Notte dei Cucibocca”, mentre Candela, in Puglia, offre il “Volo della Befana” e il Borgo della Befana. Napoli festeggia a Piazza Plebiscito con dolci e giochi per i bambini.
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          Queste tradizioni rappresentano un'opportunità per scoprire le bellezze culturali e folcloristiche italiane.
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           Foto WEB
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      <pubDate>Fri, 03 Jan 2025 14:39:48 GMT</pubDate>
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      <title>NATALE NEI MUNICIPI, TUTTI GLI EVENTI “ASPETTANDO LA BEFANA”</title>
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Continua il calendario degli appuntamenti per le festività natalizie nei cinque Municipi di Bari. Con l’avvicinarsi dell’Epifania, i quartieri si preparano ad accogliere la Befana con tanti eventi, tra musica, dolciumi e animazione. Di seguito il calendario degli appuntamenti patrocinati o organizzati dai cinque Municipi di Bari.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I MUNICIPIO
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tante le iniziative nel I Municipio. A Bari vecchia appuntamento domenica 5 gennaio in piazza Odegitria “Aspettando la Befana” alle 17, con lo spettacolare evento voluto dai “Custodi della bellezza” in collaborazione con il negozio “Marinaridd”. Nell’ambito del cartellone “1 Natale tutto per te”, voluto dal Municipio in collaborazione con Puglia Culture, numerosi gli eventi fino al 6 gennaio nelle piazze e nei parchi dei quartieri Libertà, Madonnella, Sant’Anna, Japigia, San Nicola e Torre a Mare. Sabato 4 gennaio nel quartiere Libertà a Parco Maugeri alle ore 10.30 laboratorio di circo ludico educativo per bambini "CircoBus-un clown per amico". A seguire lo spettacolo “Duo Yun&amp;amp;Yang” di e con Viviana Mazzone e Lucio Lionetti, in cui l’arte del duo si sviluppa intorno al concetto filosofico cinese dello Yin e dello Yang. Nel pomeriggio in piazza del Redentore, a partire dalle ore 17.30, Pachamama propone “Cabaret Circense”, uno spettacolo dinamico e imprevedibile di arte circense con numeri di grande abilità, clownerie. Domenica 5 gennaio la magia di “1 Natale per tutti” arriva a Japigia: dalle ore 10.30 il Parco Troisi diventa il palcoscenico di “Circobus” (Un Clown per Amico) il laboratorio di circo ludico educativo pensato per bambini e ragazzi. Quasi in contemporanea, alle 11 viale Japigia ospita il coinvolgente ConTurBand, una marching band di 15 musicisti che, con il loro funky e jazz, faranno battere i cuori dei presenti al ritmo di una musica travolgente. Nel pomeriggio alle 17.30 si ritorna a Parco Troisi per il MagdaCabaret di MagdaClan Circo, una performance dinamica che mescola numeri circensi a momenti di poesia visiva ed emotiva. La magia del Natale continua il giorno dell'Epifania 6 gennaio nel quartiere San Nicola (Bari Vecchia) in piazza Federico II, alle 11.00, The Good Ole Boys, una rock'n'roll band con un repertorio che spazia dagli anni '50 e '60, farà scatenare tutti con i suoi successi senza tempo. A Torre a Mare, in piazza della Torre, alle 17.30, va in scena "Cuore Matto-spettacolo in aria!" (Cordata F.O.R.) , uno spettacolo di circo/teatro in aria che esplora le fasi dell'amore attraverso acrobazie mozzafiato. Selvaggia Mezzapesa, con la sua straordinaria abilità, guiderà il pubblico in un viaggio poetico e emozionante. A seguire, il Fakiro Nirname porta il suo spettacolo di fuoco, vetri e chiodi, ispirato alla tradizione indiana. Infine, ritorna il Duo Almond con lo spettacolo “Chest”.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           II MUNICIPIO
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un grande albero, la Casetta di Babbo Natale e i mercatini. A chiudere il programma natalizio del secondo Municipio, due eventi a teatro. Domenica 5 gennaio alle 20.30 il concerto dell’orchestra Metropolitan MusicArt nella Basilica Santa Fara (ingresso libero) e il 6 gennaio alle 19 lo spettacolo di Gianni Ciardo “Felice e contento” al teatro Di Cagno (ingresso con biglietto gratuito già sold out).
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          III MUNICIPIO
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Continua l’esposizione itinerante dal titolo “Quartieri Municipio III”, una mostra fotografica che toccherà le sette sedi del territorio - Centro Cunegonda, Parrocchia Divina Provvidenza, Centro servizi per le Famiglie del San Paolo, Biblioteca Lombardi, Parrocchia Santa Famiglia (Stanic), CUS Bari Centro servizi per le Famiglie di San Girolamo - composta da 33 foto suddivise secondo le aree tematiche persone, territorio, disagio, storia e futuro. L’esposizione sarà visitabile fino alla prima metà di febbraio.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          IV MUNICIPIO
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Befana arriva a Carbonara, Ceglie, Loseto, Santa Rita e Baridomani. Si parte sabato 4 gennaio, con doppio appuntamento “Aspettando la Befana” alle 18 a Santa Rita (nei pressi della parrocchia e del Centro famiglie) e in piazza De Ruggiero a Loseto, dove sarà anche allestita un’area food, animazione, trucca bimbi, musica e consegna delle calze. Domenica 5 gennaio, invece, la Befana arriva alle 10.30 a Ceglie (nei pressi della parrocchia Santa Maria del Campo), alle 11.30 a Carbonara (nei pressi della parrocchia Santa Maria della Fonte) e alle 17 nel centro residenziale Baridomani. Venerdì 3 gennaio alle 19.30, invece, è prevista la proiezione speciale nella sala del Castello di Ceglie del film/documentario “Il prezzo del silenzio”, che sarà introdotto da due giovani registi, i fratelli Masciopinto: per l’occasione porteranno le proprie testimonianze, dirette e indirette, alcuni reduci ed esperti dell’ultimo grande conflitto mondiale. Fino al 6 gennaio, poi, è ancora possibile visitare la mostra-concorso di presepi allestita nella chiesa di Sant’Agostino, a Carbonara, realizzati dai cittadini, dalle associazioni del territorio e dalle scuole e suddivisi in due categorie: tradizionali (per cittadini e associazioni del territorio) e innovativi sul tema “La pace tra popoli” (per alunni delle scuole del Municipio IV). C’è tempo fino al giorno dell’Epifania, inoltre, per ammirare la mostra fotografica storica, che ripropone i cambiamenti culturali avvenuti nel corso degli ultimi decenni, grazie alla disponibilità del fotografo locale Salvatore Tau, allestita nel Castello di Ceglie del Campo.
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           V MUNICIPIO
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Appuntamento il 3 gennaio alle 17 in piazza Capitaneo (Palese) e alle 18 nella parrocchia San Nicola (Catino) con “Un magico Natale”, animazione di Mammamonella con la magia delle bolle di sapone. Domenica 5 gennaio alle 11 in piazza dei Mille (Santo Spirito) e alle 12 in piazza Capitaneo (Palese) si replica con “Un magico Natale”. Per i più piccoli sempre il 5 gennaio, in collaborazione con l’Accademia del cinema dei ragazzi, sarà organizzato un doppio appuntamento a San Pio. Alle 17:30 accoglienza con la Lapis&amp;amp;Film e alle 18 “Il principe e il povero”, spettacolo di attori e burattini con l’associazione Granteatrino Casa di Pulcinella. Si prosegue alle 19 nel Birrificio Sociale di San Pio “Fuori Orario” con l’arrivo della Befana con regali e sorprese. A seguire alle 19:30 concerto dal vivo dei The Rumblers  con associazione Disaccordi. Lunedì 6 gennaio, infine, in piazza Bellini, dalle 9 alle 13 calze per tutti i bambini con “La Befana a Palese... insieme”, evento organizzato dall’associazione Insieme, con caldarroste e intrattenimento. Alle 10 per le strade del Municipio “La Befana vien di giorno”, leccornie per tutti bambini distribuite dalla Befana in giro per il territorio.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           FOTO WEB
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  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 03 Jan 2025 14:32:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>​ Natale in Tavola: Le Tradizioni Culinarie Italiane Regione per Regione</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Natale in Italia non è solo un momento di festa e spiritualità, ma anche un’occasione per celebrare la ricchezza gastronomica delle diverse regioni. Ogni angolo del nostro Paese ha le sue usanze, i suoi piatti tipici e i suoi rituali che rendono unica la tavola delle feste. Scopriamo insieme le tradizioni culinarie natalizie regione per regione.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nord Italia: Il calore della montagna
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Valle d’Aosta: La carbonade, stufato di carne marinata nel vino rosso, scalda le serate natalizie insieme alla polenta.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piemonte: Il bollito misto e il bagnet verd accompagnano i pranzi delle feste, seguiti dai dolci come i torcetti e il bonet.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lombardia: Il cappone ripieno e il celebre panettone sono protagonisti, spesso serviti con un bicchiere di Moscato.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trentino-Alto Adige: Lo zelten, un pane dolce con frutta secca, e i canederli in brodo portano in tavola il profumo della tradizione.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Veneto: Il baccalà alla vicentina e il pandoro, spesso accompagnato da una crema al mascarpone, sono irrinunciabili.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Centro Italia: Sapori autentici e convivialità
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Toscana: La ribollita apre i pranzi natalizi, seguita dall’arrosto misto e dai cantucci con vin santo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Umbria: Il capitone fritto e il torciglione, un dolce a forma di serpente fatto di pasta di mandorle, sono simboli delle feste.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marche: I vincisgrassi, una lasagna ricca e saporita, e i frustingo, dolce a base di fichi secchi e frutta secca, trionfano in tavola.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lazio: L’abbacchio al forno e il pangiallo sono imprescindibili per un Natale romano autentico.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sud Italia: Ricchezza e abbondanza
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Campania: Gli struffoli, palline di pasta fritta ricoperte di miele, decorano le tavole insieme al capitone e al baccalà fritto.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puglia: Le pettole, palline di pasta fritta salate, accompagnano l’antipasto, mentre i cartellate al vincotto chiudono i pasti.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Calabria: La cuddrura, un pane dolce intrecciato, e i susumelle, dolci speziati, simboleggiano la convivialità.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sicilia: Il buccellato, una ciambella ripiena di fichi secchi, e i cannoli sono dolci immancabili, spesso serviti dopo il timballo di anelletti.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Basilicata: I ferratelle, cialde croccanti spesso arricchite da miele, accompagnano i pranzi a base di baccalà con peperoni cruschi.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Isole: Tradizioni e influenze millenarie
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sardegna: La panada, una torta salata ripiena di carne o anguille, e i dolci come sebadas e pardulas rendono speciale il Natale.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla montagna al mare, ogni regione italiana racconta una storia attraverso i suoi piatti natalizi. È un viaggio di sapori che unisce tradizione e innovazione, tramandando l’amore per il cibo e per la convivialità che rendono il Natale italiano unico al mondo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buon Natale e buon appetito!
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Dec 2024 15:40:47 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/natale-in-tavola-le-tradizioni-culinarie-italiane-regione-per-regione</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gli struffoli di Gemma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gli-struffoli-di-gemma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000403154.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Come tradizione vuole
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per l’impasto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          400 gr di farina ’00 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3 uova medie
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          80 gr di burro fuso freddo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          40 gr di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 cucchiai di liquore all’anice oppure rum 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          buccia grattugiata di 1 arancia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          buccia grattugiata di 1 limone
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 cucchiaino raso di lievito per dolci
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 pizzico di sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 litro di olio di arachidi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per decorare:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          300 gr di miele 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          confettini colorati 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          confetto cannellino (detti anche “diavolilli” confetti bianchi dalla forma allungata e gusto di cannella), perline di zucchero color argento
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          frutta candita a scelta (ciliegie, scorza d’arancia, cedro)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo fonti antichissime,  gli struffoli già vengono preparati ai tempi della Magna Grecia , di cui Napoli faceva parte. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A Napoli un tempo gli struffoli venivano preparati nei conventi, dalle suore dei vari ordini, e recati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È un dolce Natalizio tipico napoletano che nel mese di dicembre spopola in ogni casa e pasticceria campana. Si tratta di piccole e morbide palline di impasto a base di farina, uova, zucchero, burro e liquore all’anice; prima fritte in abbondante olio, poi caramellate nel miele e condite con confettini colorati. Momento in cui, ancora caldi, vengono disposti in un piatto da portata e gli viene data la forma a piacere: piramide, ciambella, albero di natale,
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           stella.. e infine decorati con frutta candita a scelta! Una bontà unica che ha origini antichissime.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Sembra che il nome “struffolo” derivi dal verbo “strofinare” che in realtà è il gesto che si compie quando si arrotola l’impasto. 
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 20 Dec 2024 15:33:18 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Doppia irruzione polare sull'Italia: pioggia, neve e freddo in arrivo prima di Natale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/doppia-irruzione-polare-sull-italia-pioggia-neve-e-freddo-in-arrivo-prima-di-natale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/maltempo_neve_fg_new_2_.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Italia si prepara ad affrontare due intense ondate di freddo provenienti dal Polo Nord, che porteranno condizioni meteorologiche avverse nei giorni precedenti il Natale. La prima perturbazione è attesa già da questa sera, 19 dicembre, mentre la seconda è prevista per lunedì 23 dicembre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Secondo Andrea Garbinato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , responsabile della redazione de iLMeteo.it, l'Europa sta vivendo un rapido e significativo cambiamento climatico: dopo un periodo di stabilità, due nuclei di aria gelida stanno rapidamente scendendo verso la penisola italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Previsioni per le prossime ore:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nord Italia: Già nelle prossime ore si prevedono piogge sparse, con intensificazione dei fenomeni nel pomeriggio, accompagnati da rovesci e temporali fuori stagione. Sulle Alpi, la neve potrebbe cadere fino a quota 1000 metri, risultando localmente abbondante durante la notte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Centro Italia (Toscana, Umbria, Lazio): Attese deboli piogge, con peggioramento nel corso della giornata. La ventilazione tenderà a rinforzare dai quadranti meridionali per poi ruotare da quelli settentrionali, con temperature in aumento nei valori serali odierni e una generale diminuzione nelle massime di domani.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Allerta meteo per Venezia e il Veneto:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per la giornata di venerdì 20 dicembre, sono stati emessi i seguenti avvisi:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allerta arancione per vento: In vigore dalle 1:00 alle 18:59 CET. Si prevedono venti forti; è consigliabile prendere precauzioni e rimanere aggiornati sulle previsioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Allerta gialla per pioggia: In vigore dalle 1:00 alle 6:59 CET. Sono attese precipitazioni di moderata intensità; si raccomanda di prestare attenzione e aggiornarsi sulle condizioni meteo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste condizioni potrebbero causare disagi nelle attività quotidiane e all'aperto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tendenza per i giorni successivi:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La seconda perturbazione, attesa per lunedì 23 dicembre, potrebbe portare ulteriori precipitazioni, con neve a bassa quota nelle regioni centrali, in particolare su Marche, Abruzzo e Molise, dove la neve potrebbe spingersi fino a quote molto basse, arrivando, mista a pioggia, fino a ridosso delle coste.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 19 Dec 2024 13:51:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/doppia-irruzione-polare-sull-italia-pioggia-neve-e-freddo-in-arrivo-prima-di-natale</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OLIO: COLDIRETTI/UNAPROL, SISTEMA UNICO DI TRACCIABILITÀ CONTRO FRODI  IN EUROPA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/olio-coldiretti-unaprol-sistema-unico-di-tracciabilita-contro-frodi-in-europa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
          
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una svolta decisiva contro frodi e contraffazioni nell’olivicoltura con l’istituzione di un sistema telematico di registrazione e tracciabilità unico a livello europeo per proteggere l’olio extravergine d’oliva e garantire trasparenza lungo tutta la filiera produttiva. E’ questa la richiesta avanzata dal vicepresidente di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, in una lettera inviata al ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. L’obiettivo è chiaro: proteggere la qualità di un prodotto simbolo dell’agroalimentare italiano ed europeo e tutelare sia i consumatori che i produttori onesti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella lettera, si legge: “Le truffe, le sofisticazioni e le adulterazioni stanno erodendo il valore e l’autenticità di uno dei pilastri della tradizione agroalimentare italiana ed europea. È inaccettabile che queste pratiche fraudolente possano continuare a minacciare un patrimonio costruito sulla qualità, sulla trasparenza e sulla fiducia.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La situazione attuale vede il mercato dell’olio extravergine sotto assedio, con frodi sempre più sofisticate e la vendita di olio a prezzi insostenibili per i produttori onesti. Questo fenomeno, come sottolineano Coldiretti e Unaprol, “infligge danni irreparabili sia ai consumatori, che vengono ingannati e lesi nei loro diritti, sia ai produttori onesti, il cui impegno e dedizione vengono sistematicamente sviliti da pratiche disoneste.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per arginare queste problematiche, Coldiretti e Unaprol propongono l’istituzione di un Registro Telematico Unico a livello europeo per garantire la tracciabilità degli oli d’oliva vergini, basandosi sul modello italiano del Registro Telematico del SIAN. Questo sistema, già applicato con successo in Italia, permetterebbe di garantire ogni fase della produzione tracciabile digitalmente in modo uniforme in tutta l’UE, la garanzia di acquisti consapevoli e di prodotti dall’origine certa, un sistema di tracciabilità efficace per scoraggiare le pratiche illecite e faciliterebbe i controlli. Inoltre, la reputazione dell’olio extravergine europeo sarebbe così rafforzata e tutelata a livello internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ribadito nella lettera, “è necessario garantire il rispetto del principio di reciprocità per tutelare i produttori italiani ed europei da una concorrenza sleale messa in atto con prodotti di dubbia provenienza”. Ma è essenziale anche rivedere il meccanismo degli accordi di contingenti tariffari, “che prevedono l'importazione di olio senza dazi doganali. Tali accordi dovrebbero essere gestiti, come in passato, al termine della campagna di raccolta in modo da garantire condizioni di parità competitive per i produttori europei, anche per evitare che siano sfruttati per pratiche commerciali sleali, come l'importazione di prodotti a prezzi eccessivamente bassi, in contrasto con i rigorosi standard europei in materia di sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale previsti nell’Unione Europea”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coldiretti e Unaprol confidano nella sensibilità e nella determinazione del ministero per proteggere un simbolo del patrimonio agroalimentare e culturale dei Paesi mediterranei e invitano ad un’azione tempestiva per l’applicazione del Regolamento UE 299/2013.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 19 Dec 2024 13:40:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/olio-coldiretti-unaprol-sistema-unico-di-tracciabilita-contro-frodi-in-europa</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>STELLE DI NATALE: COLDIRETTI PUGLIA, E’ BOOM IN 6 CASE SU 10 IN PUGLIA PER FESTE 2024; VENDITE INIZIATE GIÀ A NOVEMBRE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/stelle-di-natale-coldiretti-puglia-e-boom-in-6-case-su-10-in-puglia-per-feste-2024-vendite-iniziate-gia-a-novembre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ boom di acquisti di stelle di Natale per le festività 2024 in Puglia, con le vendite partite in anticipo già a novembre per la pianta iconica che ha resistito strenuamente alla siccità e che  sarà presente in 6 case su 10, in aumento rispetto agli anni precedenti. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti Puglia sulla pianta simbolo del Natale, con i cittadini pugliesi che quest’anno vanno a caccia di stelle colorate per decorare le proprio case, scegliendo l’acquisto direttamente dai produttori o da punti vendita che ne garantiscano l’origine, per sostenere le imprese, l’occupazione e il territorio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per le Stelle di Natale – spiega Coldiretti - sono richiesti fra i 15 e i 20 gradi all’interno delle serre e con le temperature invernali è necessario compensare facendo lavorare al massimo le caldaie con un vero e proprio salasso per i vivaisti. I prezzi delle Stelle di Natale variano a seconda delle dimensioni del vaso e possono andare dai 5 euro ai 10 euro fino ai 50 euro per le varietà più strutturate o a quelle ad alberello. Le stelle di Natale – spiega la Coldiretti regionale – sono divenute protagoniste grazie al loro colore rosso intenso tipico della festa e alla disposizione delle foglie che le rendono simili ad una cometa, una forma affascinante tanto che il suo nome latino “Euphorbia pulcherrima” significa bellissima.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Puglia il settore florovivaistico si sviluppa sul distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione. In provincia di Lecce il settore florovivaistico rappresenta ben il 12,4% della produzione agricola, mentre in provincia di Bari  il settore florovivaistico costituisce il 5,8% del valore della produzione agricola. In realtà, confrontando la distribuzione delle aziende per classi di superficie, si registra che, in termini di dotazione in fattore “terra”, le aziende pugliesi sono mediamente più grandi della media nazionale. Delle 853 aziende floricole il 65% si colloca tra 1 e 5 ha mentre a livello nazionale la stragrande maggioranza delle aziende (58,2%) ha una superficie inferiore ad 1 ettaro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche se non tutti sanno – spiega Coldiretti – che i veri fiori della stella di Natale, pianta originaria del Messico, sono quelli di colore giallo all’interno, mentre le parti di colore rosso non sono altro che foglie che assumono tale colorazione in particolari periodi dell’anno. Solitamente tali brattee sono rosse, ma possono essere anche rosa o bianche e tendono, per motivi fisiologici, a cadere dopo le feste, verso la primavera. La Coldiretti ricorda che la pianta è ancora viva anche dopo la perdita delle foglie ed è molto importante tenerla all’ombra durante il periodo di “stasi”, lontana da luoghi dove possa ricevere luce artificiale (lampadine, televisioni) perché si tratta di una pianta “brevidiurna” che fiorisce in conseguenza di un adeguato periodo trascorso con un basso numero di ore di luce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proprio durante il periodo primaverile – informa la Coldiretti – sarà opportuno effettuare una potatura abbastanza vigorosa e portarla in terrazzo per riporla nelle case verso ottobre/novembre in un ambiente poco luminoso (8 ore max di luce al giorno) al fine di facilitare la crescita di nuove foglie (che assumeranno il caratteristico colore rosso) e di nuovi rami.  Un ultimo piccolo accorgimento – conclude la Coldiretti – per far rifiorire la stella di Natale è la concimazione, quest’essenza predilige concimazioni a base di potassio e fosforo, soprattutto nel periodo autunno invernale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:50:30 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/stelle-di-natale-coldiretti-puglia-e-boom-in-6-case-su-10-in-puglia-per-feste-2024-vendite-iniziate-gia-a-novembre</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Addio a Vincenzo Santoro, icona della pasticceria italiana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/addio-a-vincenzo-santoro-icona-della-pasticceria-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si è spento a 72 anni Vincenzo Santoro, fondatore della storica Pasticceria Martesana di Milano, un simbolo dell'arte dolciaria meneghina e nazionale. Nato in Puglia, Santoro si trasferì a Milano in giovane età, dove iniziò la sua straordinaria carriera nel mondo della pasticceria. La sua bottega, aperta nel 1966, è diventata un'istituzione e ha ottenuto numerosi riconoscimenti, come le "Tre Torte" della guida Gambero Rosso e il titolo di Bottega Storica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Santoro era maestro dei lievitati, celebre per i suoi panettoni e per creazioni innovative come il "Panetùn de l'Enzo", che fonde tradizione e sperimentazione. Tra le sue opere più iconiche si ricordano anche la Torta Duomo e i Capricci Salati. Sotto la sua guida, la Pasticceria Martesana ha formato talenti di fama internazionale e ampliato i suoi punti vendita a Milano. La sua eredità vivrà nei sapori e nelle emozioni che ha saputo creare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:40:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mafie e turismo: un business da 3,3 miliardi, crescono le infiltrazioni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mafie-e-turismo-un-business-da-3-3-miliardi-crescono-le-infiltrazioni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il settore turistico italiano, già colpito da una crisi economica di oltre
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            53 miliardi causata dalla pandemia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , è sempre più esposto alle infiltrazioni mafiose.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Secondo il rapporto Demoskopika, sono circa 7.000 le imprese turistiche a rischio, con la 'ndrangheta che domina il settore, gestendo il 50% degli introiti illeciti. Le mafie puntano su bar, ristoranti, hotel e grandi eventi come il Giubileo 2025 e le Olimpiadi Milano-Cortina.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fenomeno si concentra particolarmente in regioni come Campania, Calabria e Sicilia, ma si estende anche al Nord, sfruttando la fragilità del sistema economico e le difficoltà di accesso al credito.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Coldiretti sottolinea l'importanza di rafforzare i controlli e promuovere iniziative per tutelare la legalità e salvaguardare uno dei principali motori economici del Paese.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto TGCOL24
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:32:52 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Food Lover: dimmi come mangi e ti dirò chi sei</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/food-lover-dimmi-come-mangi-e-ti-diro-chi-sei</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'alimentazione è sempre più un riflesso dello stile di vita, con i
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "food lover"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          italiani divisi tra tradizione e innovazione. Secondo ricerche recenti, le preferenze culinarie si articolano in quattro profili principali:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Puristi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , legati alla semplicità e alla tradizione;
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Edonisti,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che cercano il piacere assoluto a tavola;
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sentinelle,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          attente alla sostenibilità e alla salute; e
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Seguaci
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , aperti alla sperimentazione e alle nuove tendenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra le principali evoluzioni emergono:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cibo come esperienza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : la cucina diventa un mezzo per esprimere emozioni e connettersi con gli altri. L'80% degli italiani considera il cibo un momento di benessere emotivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tendenze del delivery:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          piatti personalizzabili come poke e pizza "su misura" guidano la domanda. Milano, ad esempio, è protagonista di una gastronomia in bilico tra tradizione e novità, con il food delivery cresciuto del 30% nell'ultimo anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Superfood e funzionalità:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          alimenti come zenzero, chia e yogurt greco uniscono gusto e benefici per la salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Il  cibo, insomma, non è più solo nutrimento, ma uno specchio dei valori e delle emozioni di chi lo sceglie.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Foto Web
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2024 07:26:21 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Lo chef Gregori Nalon e La MIA raVIOLA": Un'Opera Culinaria in Onore di Mia Martini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-chef-gregori-nalon-e-la-mia-raviola-un-opera-culinaria-in-onore-di-mia-martini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000387675.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un'energia straordinaria ha attraversato la finale del
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Premio Mia Martini 2024,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           dove lo
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            chef Gregori Nalon
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ha affascinato pubblico e giuria con il suo piatto esclusivo:
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            "La MIA raVIOLA".
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Questa creazione è un tributo alla leggendaria Mia Martini e celebra la tradizione gastronomica di Bagnara Calabra, terra natale dell'artista. Realizzata nel laboratorio di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Domenico Statiola, proprietario del Pastificio e Ristorante Statiola di Bagnara, la MIA raVIOLA è un tripudio di sapori che racconta la bellezza della Costa Viola e del territorio calabrese.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La MIA raViola
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          lo chef ha utilizzato un ripieno delicato di pesce spada crudo, profumo di limone e polvere di patate viola. Il tutto avvolto da una sfoglia all'uovo decorata con la stessa polvere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La MIA raVIOLA,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dopo una cottura leggera in brodo di pesce è stata condita in padella con olio extravergine di oliva al finocchietto selvatico. Le salse di accompagnamento sono delle variazioni di fumetto di pesce spada con patate viola, il tutto finito con cipolla di Tropea in agrodolce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l'evento, lo chef Nalon ha anche lanciato con entusiasmo un nuovo contest che coinvolgerà tutti gli chef d’Italia. Le selezioni vedranno protagonisti i migliori piatti di raviola, con semifinali a Scalea e una grande finale a Bagnara, dove verrà premiata la MIA raVIOLA più originale e gustosa.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L'iniziativa è promossa dalla MGL Communication di Maria Giovanna Labruna, giornalista e responsabile delle audizioni del Premio Mia Martini, nonché speaker di Radio Medua, la radio ufficiale dell'evento. In passato, Maria Giovanna ha presentato l'evento insieme a Roberto Ciufoli e Carmen Novaldi, in collaborazione con La Gazzetta del Food.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il vincitore del contest avrà la possibilità di aggiudicarsi un montepremi in denaro, un riconoscimento per la sua maestria culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa manifestazione non solo celebra l'arte culinaria, ma sottolinea anche il profondo legame tra cucina e musica.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Come ha dichiarato Nalon, la cucina è simile alla musica: entrambe sono un’armonia di note, colori e profumi che raccontano storie e suscitano emozioni.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un sentito ringraziamento va al
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Patron Nino Romeo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          per aver reso possibile questo straordinario evento, che ha unito l'arte culinaria e la musica in un abbraccio di emozioni, cultura e tradizione che resterà nel cuore di tutti i partecipanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giuria di qualità dell'edizione 2024 è stata presieduta da
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maurizio Fabrizio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , celebre autore di successi anche di Mia Martini. Accanto a lui, il direttore artistico
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Franco Fasano, Katia Starita, Filippo Broglia e Rosmy
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          hanno arricchito il panel. Gli ospiti d'eccezione della serata includevano i G
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           emelli di Guidonia, Simona Molinari, e Lucilla, la star di Alman Kids, mentre la conduzione è stata affidata a Savino Zaba e Veronica Maya, con la partecipazione dei "disturbatori" Mago Gabriele e Endy Bellotti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 11 Dec 2024 06:40:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-chef-gregori-nalon-e-la-mia-raviola-un-opera-culinaria-in-onore-di-mia-martini</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>SIDERNO (RC) CAPITALE GASTRONOMICA PER DUE GIORNI: CAMPIONATI NAZIONALI DI CUCINA DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CUOCHI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/siderno-rc-capitale-gastronomica-per-due-giorni-campionati-nazionali-di-cucina-dellassociazione-italiana-cuochi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per due giorni, Siderno è stata il cuore pulsante della gastronomia italiana, ospitando i prestigiosi Campionati Nazionali di Cucina promossi dall'Associazione Italiana Cuochi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento, diretto dal Presidente dell’AIC Simone Falcini e dal Vicepresidente Daniele Gorini, si è svolto nella splendida cornice del Grand Hotel President ed è stato organizzato dallo chef Simonluca Barbieri, Consigliere Nazionale dell’Associazione Italiana Cuochi. La competizione ha riunito i migliori chef del Paese, pronti a sfidarsi a colpi di creatività e tecnica culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le competizioni sono state seguite da un’attenta giuria composta da autorevoli esperti, tra cui:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rosalba Marte, Delegata Nazionale AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Vincenzo Cenname, Consigliere Nazionale AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mirco Antonio Vigna, Responsabile Regionale Puglia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riccardo Pucci, Responsabile Provinciale Grosseto AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Celella Maria Grazia, Consigliere Nazionale AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Katia Malizia, Presidente FIEEA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Francesco Fortuna, Responsabile Nazionale Comparto Pizzeria AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Simonluca Barbieri, Consigliere Nazionale AIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maria Teresa Mitaritonna, Responsabile Regionale Liguria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alle gare, il pubblico ha potuto assistere agli spettacolari show cooking degli chef calabresi Francesco Luci e Marco Conforti, membri dell’Associazione Italiana Cuochi. Inoltre, grande successo ha riscosso la preparazione live di pizze, realizzata da maestri pizzaioli del calibro di Francesco Fortuna, Alex Viscomi, Simone Battigaglia e Rocco Fuda, accompagnata dalla degustazione delle pallotte cacio e ova preparate da Santa Mileno, utilizzando i prodotti dell’Azienda Agricola Galasso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i protagonisti dell’evento si sono distinti Domenico Racco di Casa Amica, Sergio Minici di Minici Dab e Vincenzo Romano del Gruppo Romano, che hanno saputo stupire giuria e pubblico con la loro maestria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vincitori e categorie premiate:                                                                                                                                      COMPETIZIONE A SQUADRE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ° Posto: Maestri Cucinieri (Campania)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2° Posto: I Frascarelli (Marche)
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3° Posto: I Fiammanti (Campania)                                                                                                                                   COMPETIZIONE CHEF PROFESSIONISTA PIATTO CALDO (VALEVOLE PER ENTRARE IN NAZIONALE)           1° Posto Domenico Ruggeri                                                                                                                                         2° Posto Danilo Romano                                                                                                                                            3° posto Daniele Colasante                                                                                                                                        COMPETIZIONE WOMAN CHEF                                                                                                                                   1° Posto Napolitano Valentina                                                                                                                      2° Posto Marina Francesca Aurora                                                                                                                                                                3° Posto Laura Lanza                                                                                                                                                   COMPETIZIONE PIATTO VEGETARIANO                                                                                                                       1° Posto Elena Schinaia                                                                                                                                                 2° Posto Onofrio Triolo                                                                                                                                                      3° Posto Marinella Loi                                                                                                                                                                                   COMPETIZIONE DESSERT AL CUCCHIAIO                                                                                                                             1° Posto Tatyana Shalapska                                                                                                                                            2° Posto Karina Solletti                                                                                                                                                   3° Posto Matteo Francesco Pantoliano                                                                                                                       COMPETIZIONE JUNIOR CHEF                                                                                                                                                                                                                                                                                1° Posto Alessio Pio Nuzzo                                                                                                                                            2° Posto Nicola Cordelli                                                                                                                                                3° Posto Jacopo Roman                                                                                                                                                 COMPETIZIONE PIATTO TRADIZIONALE                                                                                                                        1° Posto Onofrio Triolo                                                                                                                                                 2° Posto Salvatore Palma                                                                                                                                                3° Posto Anna Maria Mone.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa ha potuto contare sulla collaborazione di aziende del territorio nazionale, tra cui: Distillati Pikrò, Pastificio Cozzolino, Riso Magisa, Salumificio Nostrum, L’Acino Vini, Cantine Lavorata, Full Travel, Molino Corigliano, Boa Vista, Casa del Pane, Caffè Carichissimo, Pregis, Demetra, Offishina, Cantine Monsellato, Azienda Agricola Galasso, Eurofood Service, che hanno contribuito a rendere l’evento un’esperienza unica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Il Comune di Siderno, patrocinatore dell’evento, ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, organizzando una visita al borgo antico della città per gli ospiti, offrendo loro un’immersione nelle bellezze e nella storia del territorio.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siderno si conferma così un palcoscenico ideale per la promozione dell’enogastronomia italiana e un punto di riferimento per chi fa dell’arte culinaria una vera e propria missione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 10 Dec 2024 13:23:15 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/siderno-rc-capitale-gastronomica-per-due-giorni-campionati-nazionali-di-cucina-dellassociazione-italiana-cuochi</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le polpette al sugo di Gemma</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-polpette-al-sugo-di-gemma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le polpette al sugo alla napoletana, sono tra le ricette più conosciute della cucina campana e possono essere preparate in varie versioni, in base agli ingredienti utilizzati per fare l’impasto delle polpette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le polpette al sugo sono una preparazione antica tramandata dalle nonne partenopee. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La loro caratteristica è di contenere nell'impasto, in aggiunta ai classici ingredienti, i pinoli e l'uva passa, ingredienti molto usati nella cucina tradizionale del sud Italia. Il loro gusto e la loro consistenza sono molto particolari, dal sapore senza ombra di dubbio interessante. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa aggiunta d'ingredienti sarà di certo molto gradita a chi ama variare la propria cucina a tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da provare!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CARNE MACINATA DI MANZO o  SCOTTONA 350 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mollica di pane raffermo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uova 2
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parmigiano e romano grattugiato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pepe nero q.b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Burro oppure strutto - 10 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          UVA PASSA 60 gr a piacere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          PINOLI 20 gr. A piaceree
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il sugo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          PASSATA DI POMODORO 500 GR
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CIPOLLA sminuzzata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Basilico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA (EVO) q. b.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si possono sia friggere e poi aggiungerle nel sugo, oppure non friggerle e farle cuocere lentamente nel sugo al basilico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           PROCEDIMENTO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per preparare le polpette al sugo iniziate con l’impasto:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tritare la mollica fin quando la mollica non sarà ridotta in briciole,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Versate in una ciotola capiente la carne  macinata  Aggiungete  un pizzico di noce moscata grattugiata Infine unite il Parmigiano grattugiato  e la mollica che avete tritato precedentemente. Versate anche l'uovo  e iniziate ad impastare con le mani
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aggiustate di sale e di pepe , poi continuate ad impastare sino ad ottenere un composto omogeneo  Con l’impasto ottenuto andate formare delle sfere del peso  prelevando un pezzetto di impasto e amalgamandolo con entrambe le mani:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          fate scaldare l’olio in una pentola antiaderente e, quando l'olio sarà ben caldo, adagiate le polpette  lasciandole cuocere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poi iniziate a preparare il sugo al basilico, e dopo averle leggermente fritte calate le polpette nel sugo, fate cuocere il tutto a fiamma medio bassa per circa 30 minuti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vi raccomando di non dimenticare  di servire le polpette con del buon pane per una gustosa scarpetta finale,  consuetudine imprescindibile per questo piatto!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buon Appetito
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gemma Caruso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 10 Dec 2024 13:14:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/le-polpette-al-sugo-di-gemma</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000387586.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TROPICALIZZAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, E’ SOS SPECIE ALIENE DA PESCE SCORPIONE A GRANCHIO BLU FINO A MOSCERINO KILLER E XYLELLA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tropicalizzazione-coldiretti-puglia-e-sos-specie-aliene-da-pesce-scorpione-a-granchio-blu-fino-a-moscerino-killer-e-xylella</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ SOS  specie aliene nei mari e nei campi, con il ritrovamento nei mari di Gallipoli del pesce scorpione orientale, originario del Mar Rosso e dell’Oceano Pacifico, arrivato sulle coste pugliesi passando attraverso il Canale di Suez, una specie tossica per l’uomo, ma anche vorace predatore che si ciba di grandi quantitativi di pesce, ma ha pochi antagonisti predatori, probabilmente3 proprio a causa delle spine velenose. A lanciare l’allarme è la Coldiretti Puglia, a seguito del ritrovamento a Gallipoli del pesce scorpione, ma anche con il moltiplicarsi degli attacchi di animali, insetti e organismi portati nelle campagne e nei mari dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione degli scambi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Assieme al pesce scorpione ci sono il granchio blu, il “killer dei mari” che devasta gli allevamenti di vongole e cozze, alla Drosophila Suzukii che attacca le ciliegie, dai pappagallini verdi che divorano mandorle e frutta alla 'Tristeza' degli agrumi fino alla Xylella che ha fatto seccare 21 milioni di ulivi, una vera e propria invasione in Puglia di specie, insetti e batteri provenienti dall’estero che causano danni distruggendo coltivazioni e allevamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una invasione che è il frutto della tendenza al surriscaldamento dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra proprio nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020 mentre anche il 2024 si classifica fino ad ora in Italia nella top ten degli anni più caldi di sempre con una temperatura superiore di 0,67 gradi la media storica che lo classifica al terzo  posto tra le più alte mai registrate nel periodo dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni, secondo l’analisi della Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se il granchio blu proveniente delle coste Atlantiche dell’America sta cingendo d’assedio le coste, sterminando vongole veraci, cozze, uova, altri pesci e molluschi, a far danni nei campi è arrivato anche il pappagallo verde o parrocchetto monaco – spiega Coldiretti Puglia - una specie originaria del Sudamerica che fa strage di frutta e mandorle, diventando una presenza fissa anche a causa dei cambiamenti climatici, come anche lo storno, un uccello passeriforme originario dell'Eurasia che è divenuto stanziale sulla litoranea della piana olivetata di Bari e Brindisi e sulla fascia pedegarganica a Foggia, dove mangia fino a 20 grammi di olive e distrugge le piazzole adibite alla raccolta delle olive, ma arreca danni ai campi di ortaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E danni sta facendo anche la Drosophila suzukii il moscerino killer che colpisce le ciliegie e i frutti con colorazione dall’arancio al rosso e gli effetti – aggiunge Coldiretti Puglia - si vedono solo in un secondo momento sui frutti raccolti. La 'Tristeza' degli agrumi, causata dal Citrus Tristeza Virus (CTV) proveniente dall'Asia Minore, appartenente al gruppo dei Closterovirusche, per cui nostri agricoltori sono costretti ad esportare agrumi con foglia sui mercati comunitari solo se accompagnati da passaporto delle piante, poiché il virus si trasmette attraverso la parte vegetale e non attraverso i frutti. I controlli non sono altrettanto pressanti e stringenti su piante e prodotti provenienti dall’estero con un danno incalcolabile per l'agricoltura pugliese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Xylella è arrivata in Puglia portata da piante tropicali giunte dall’America latina e fino a oggi ha contagiato oltre 21 milioni di piante, una strage di ulivi che ha lasciato un panorama spettrale, con oltre 8mila chilometri quadrati di territorio infettato pari al 40%, secondo il monitoraggio della Coldiretti che evidenzia come il batterio killer avanzi con una media di 20 chilometri all’anno nell’ultimo decennio con un disastro ambientale ed economico per la perdita di 5mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva. Ma c’è anche il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus originario dell’Asia che ha fatto strage di palme dopo essere comparso in Italia per la prima volta nel 2004 e da allora si è dimostrato un vero flagello che ha interessato il verde pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sotto accusa è il sistema di controllo dell’Unione Europea con frontiere colabrodo – dice Coldiretti Puglia – che hanno lasciato passare materiale vegetale infetto e parassiti vari. Una politica europea troppo permissiva che consente l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. Per effetto dei cambiamenti climatici e della globalizzazione si moltiplica l’arrivo di virus e insetti che provocano stragi nelle coltivazioni e per questo serve un cambio di passo nelle misure di prevenzione e di intervento sia a livello comunitario che nazionale – insiste Coldiretti – anche con l’avvio di una apposita task force. Ma i cambiamenti climatici impongono una nuova sfida per le imprese agricole che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm alla quale la Commissione Europea, anche grazie al pressing di Coldiretti, sta finalmente aprendo le porte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 03 Dec 2024 10:15:20 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Caos a Milano: Chef Simone Rugiati minaccia i vicini con un coltello</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caos-a-milano-chef-simone-rugiati-minaccia-i-vicini-con-un-coltello</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Serata ad alta tensione giovedì scorso a Milano, dove Simone Rugiati, noto chef e personaggio televisivo, è stato protagonista di un episodio che ha lasciato il quartiere sotto shock. Secondo quanto emerso, Rugiati sarebbe sceso in strada armato di coltello, minacciando i vicini che si erano lamentati per i rumori provenienti dal suo ristorante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’episodio, avvenuto in una zona centrale della città, è stato segnalato dai residenti che hanno raccontato di un confronto acceso tra lo chef e alcuni abitanti del quartiere. Pare che le lamentele fossero legate al volume di attività serali legate al locale di Rugiati. Tuttavia, ciò che ha sorpreso è stata la reazione dell’uomo, che avrebbe affrontato i vicini in modo aggressivo e con un’arma in mano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La situazione ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno riportato la calma. Fortunatamente non si registrano feriti, ma l’episodio ha suscitato grande clamore, soprattutto considerando la notorietà dello chef, noto per la sua partecipazione a programmi televisivi di successo e per la sua immagine pubblica da sempre legata alla convivialità e alla passione per la cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non è ancora chiaro quale sia stata la dinamica completa dei fatti, né quali conseguenze legali ci saranno per Rugiati. Nel frattempo, l’accaduto sta facendo discutere, sollevando interrogativi sull’equilibrio tra attività commerciali e la tranquillità dei residenti in quartieri sempre più dinamici e affollati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 17:15:37 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/caos-a-milano-chef-simone-rugiati-minaccia-i-vicini-con-un-coltello</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Simone+Rugiati+-+LaPresse.jpg">
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Agricoltura, Mattarella: “Una sfida per tutto il Paese e il futuro delle nostre comunità”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/agricoltura-mattarella-una-sfida-per-tutto-il-paese-e-il-futuro-delle-nostre-comunita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ha ribadito con fermezza l'importanza dell'agricoltura come risorsa strategica per il presente e il futuro dell'Italia. Nel suo messaggio alla
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Confederazione Italiana Agricoltori (CIA),
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ha sottolineato che il settore primario non è solo un pilastro economico, ma anche un elemento fondamentale per preservare la cultura, l'identità e il paesaggio del Paese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Le sfide dell’agricoltura non riguardano solo chi lavora la terra, ma tutta la comunità nazionale. Dalla qualità dei cibi che portiamo in tavola alla salvaguardia del territorio, il lavoro agricolo è essenziale per garantire benessere, sostenibilità e bellezza alle future generazioni,” ha dichiarato il Presidente.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mattarella ha evidenziato la necessità di affrontare con determinazione alcuni dei problemi più urgenti: i cambiamenti climatici, lo spopolamento delle aree rurali e montane, e lo sfruttamento del lavoro. Ha poi rimarcato come il settore agricolo, se opportunamente sostenuto, possa diventare una leva per lo sviluppo e l’innovazione.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Rigenerare l’agricoltura significa dare una nuova vita ai territori, creare opportunità di lavoro per i giovani e assicurare un presidio contro il degrado ambientale.”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un tema centrale del discorso è stato il riconoscimento del valore del lavoro agricolo e l’impegno a garantire condizioni dignitose per chi opera nel settore.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Non possiamo accettare che il caporalato e altre forme di sfruttamento continuino a esistere. Il lavoro nei campi merita rispetto e giusto compenso, perché è il cuore pulsante di un sistema che sostiene l’intero Paese.”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine, il Presidente ha invitato tutti, dalle istituzioni ai cittadini, a sostenere il mondo agricolo.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “L’agricoltura non è solo produzione, ma anche tutela delle nostre radici e costruzione del nostro futuro. È una sfida che riguarda ciascuno di noi, perché da essa dipendono non solo la nostra economia, ma anche la nostra identità e il nostro equilibrio sociale.”
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il messaggio di Mattarella rappresenta un richiamo forte e chiaro a considerare l’agricoltura non come un tema settoriale, ma come una questione nazionale che richiede visione, innovazione e collaborazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 17:08:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/agricoltura-mattarella-una-sfida-per-tutto-il-paese-e-il-futuro-delle-nostre-comunita</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Siderno: Un trionfo di eccellenze ai Campionati Nazionali AIC</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/siderno-un-trionfo-di-eccellenze-ai-campionati-nazionali-aic</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000370825.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si sono appena conclusi i
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Campionati Nazionali AIC 2024,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ospitati nello splendido Grand Hotel President di Siderno, Calabria, un evento che ha riunito il meglio della cucina italiana. La manifestazione, simbolo di alta formazione culinaria, ha visto protagonisti chef emergenti e professionisti di tutta Italia, celebrando la tradizione gastronomica regionale unita all’innovazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tra i protagonisti indiscussi di questa edizione si sono distinti i rappresentanti delle Marche, che hanno saputo incantare giuria e pubblico sia nella categoria Junior Chef sia nella Squadra Senior.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Kana Francesco: il giovane prodigio delle Marche
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nella categoria Junior Chef, al quarto posto il giovane Kana Francesco, 15 anni,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          già una promessa della cucina italiana. Con il suo piatto, Pollo d’Autunno, ha saputo unire tradizione e modernità, conquistando il cuore dei giudici con tecnica, gusto e una visione matura per la sua età.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il piatto, un capolavoro di semplicità e raffinatezza, ha raccontato i sapori dell’autunno: sovracoscio di pollo disossato e ripieno di uova e piselli, cotto a bassa temperatura per preservare la morbidezza e i sapori naturali. Il contorno, composto da cavolfiori colorati saltati al burro ed erbe di campo, ha aggiunto una dimensione visiva e aromatica al piatto, esprimendo il rispetto del territorio e della stagionalità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Kana Francesco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è stato applaudito come il simbolo di una generazione giovane e talentuosa, capace di guardare al futuro con solide radici nel passato. Il suo successo rappresenta anche l’orgoglio di una tradizione familiare: suo padre,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Kana Jan, è un noto chef e figura di spicco della gastronomia marchigiana.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Squadra Senior Frascarelli: un secondo posto di altissimo livello
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nella categoria Squadra Senior, le Marche hanno brillato grazie al team Frascarelli, composto dal capitano Kana Jan, dalla talentuosa Luana Bellofiore e dallo stesso Kana Francesco.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il trio ha saputo proporre un percorso culinario unico, dedicato al coniglio marchigiano, simbolo di sapori autentici e versatilità in cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il loro menu ha incantato i giudici:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Antipasto -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "Tonno di Coniglio"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : una rivisitazione raffinata di un classico della tradizione, arricchito da una fresca insalata di patate, carote, sedano, scalogno, mandorle di Noto e arance, in un equilibrio perfetto di dolcezza e acidità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Primo piatto -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Canestrelli ripieni:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un primo piatto elegante, con rigaglie e spalla disossata racchiusi in pasta fresca, serviti su una vellutata crema di melanzane affumicate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Piatto principale -
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Arrosto di carré al cioccolato modicano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : un’esplosione di sapori, dove il coniglio, accompagnato da funghi cardoncelli e un cannolo siciliano, è stato avvolto da un’affumicatura all’ulivo, regalando un’esperienza sensoriale straordinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il secondo posto della squadra Frascarelli è stato accolto con grande soddisfazione, consolidando le Marche come una delle regioni più apprezzate e innovative del panorama gastronomico italiano.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La soddisfazione di Chef Kana Jan: un trionfo per le Marche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Kana Jan, capitano della squadra e responsabile della delegazione marchigiana per l’AIC, si è detto emozionato e orgoglioso del risultato ottenuto. Come padre di Francesco e guida del team Senior, ha sottolineato l’importanza di eventi come questi per valorizzare il talento, il lavoro di squadra e la tradizione regionale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           “Questa vittoria non è solo un traguardo personale, ma una celebrazione della cultura culinaria marchigiana e della passione per il nostro mestiere. Sono felice di aver condiviso questa esperienza con mio figlio e il mio team, che hanno dimostrato una dedizione straordinaria,” ha dichiarato Kana Jan.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I Campionati Nazionali AIC sono molto più di una competizione: rappresentano un’occasione per promuovere la formazione professionale, l’innovazione e la valorizzazione delle tradizioni culinarie italiane. L’evento celebra il dialogo tra passato e futuro, dando spazio ai giovani talenti e riconoscendo l’eccellenza di chef esperti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Siderno, con la sua ospitalità e bellezza naturale, si è rivelata una cornice perfetta per un evento che ha messo al centro la passione, la creatività e l’amore per la cucina.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un applauso a tutti i partecipanti e un augurio alle Marche per i futuri successi!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 16:52:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/siderno-un-trionfo-di-eccellenze-ai-campionati-nazionali-aic</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Premio Roma 2024: l’eccellenza enologica del Lazio e d’Italia celebra la tradizione e l’innovazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/premio-roma-2024-leccellenza-enologica-del-lazio-e-ditalia-celebra-la-tradizione-e-linnovazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Roma, 29 novembre – Nella prestigiosa cornice della Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, presso la Camera di Commercio di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Roma per i migliori vini. L’evento, che ha visto la partecipazione di 68 aziende e oltre 200 etichette, si conferma un appuntamento di riferimento per la valorizzazione dell’eccellenza vitivinicola della regione Lazio e, per la prima volta, anche del panorama nazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le etichette in gara sono state suddivise in diverse categorie: vini bianchi e rossi tranquilli Dop, Docg e Doc; vini bianchi e rossi Lazio Igp e Igt; vini spumanti e frizzanti; e vini liquorosi, passiti e muffati. Ogni campione è stato attentamente valutato da sei degustatori professionisti, che hanno selezionato i prodotti capaci di distinguersi per pregio, storicità e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra i capisaldi della produzione regionale, la Camera di Commercio di Roma ha evidenziato vini simbolo come il Frascati Superiore Docg, il Cesanese del Piglio Docg, il Roma Doc, il Cesanese di Olevano Romano Dop, il Tuscia Dop, l’Atina Dop, il Cori Dop e il Moscato di Terracina Dop.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’importante novità di questa edizione è stata l’apertura del premio a livello nazionale, con una nuova sezione dedicata ai vini bianchi e rossi tranquilli prodotti esclusivamente da vitigni autoctoni. Tra le aziende partecipanti, sette provenivano da Roma città, 29 dalla Città metropolitana di Roma Capitale, 15 da Frosinone, 12 da Latina, 3 da Viterbo e due da altre regioni italiane, la Calabria e la Valle d’Aosta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Premio, promosso dalla Camera di Commercio di Roma e organizzato da Agro Camera, in sinergia con l’Azienda Speciale Sviluppo e Territorio e il sistema camerale regionale, ha l’obiettivo di sostenere il settore vitivinicolo, valorizzandone l’unicità e favorendo il riconoscimento internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento rappresenta non solo un omaggio alla tradizione enologica del Lazio, ma anche un trampolino di lancio per le aziende che, attraverso l’innovazione, riescono a coniugare sostenibilità e qualità, contribuendo a promuovere il Made in Italy sui mercati globali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 16:16:42 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/premio-roma-2024-leccellenza-enologica-del-lazio-e-ditalia-celebra-la-tradizione-e-linnovazione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Agricoltura, il futuro che piace: per il 64% è cool"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/agricoltura-il-futuro-che-piace-per-il-64-e-cool</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’agricoltura si riscopre una scelta di vita moderna e sostenibile, tanto che per il 64% degli italiani rappresenta il futuro. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis, che evidenzia come l’attenzione per la terra e la produzione agricola stia vivendo un vero e proprio rinascimento, soprattutto tra i giovani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Complice la crescente consapevolezza ecologica, l’agricoltura non è più vista come un’attività tradizionale e faticosa, ma come un’opportunità per innovare e costruire un’economia più green. Dall’agriturismo alla vendita diretta nei mercati contadini, le imprese agricole stanno diversificando e migliorando la loro sostenibilità economica, attirando nuove generazioni di lavoratori e imprenditori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A questo proposito nasce la "diplomazia dei mercati contadini," un'iniziativa che punta a creare ponti tra produttori e consumatori, valorizzando il Made in Italy agroalimentare e garantendo filiere corte e trasparenti. Mercati locali, fiere e eventi tematici diventano luoghi non solo di scambio economico, ma anche di incontro e sensibilizzazione culturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coldiretti sottolinea inoltre come il settore stia evolvendo grazie all’uso di tecnologie avanzate: droni, sistemi di irrigazione intelligente, e strumenti di precision farming stanno trasformando il lavoro agricolo in una professione tecnologica e strategica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’agricoltura non è mai stata così "cool": un mix di innovazione, tradizione e sostenibilità che la rende il cuore pulsante del futuro economico e ambientale del Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 30 Nov 2024 16:09:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/agricoltura-il-futuro-che-piace-per-il-64-e-cool</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Host Arabia: il nuovo hub dell’ospitalità professionale debutta a Riad nel 2026</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/host-arabia-il-nuovo-hub-dellospitalita-professionale-debutta-a-riad-nel-2026</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Fiera Milano lancia Host Arabia,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           un progetto che porta il format di HostMilano in Arabia Saudita, cuore di un mercato in rapida crescita grazie al piano governativo Vision 2030. L’obiettivo è creare una piattaforma internazionale per l’ospitalità professionale in uno dei Paesi più dinamici del mondo, con investimenti significativi nel settore turistico e alberghiero, inclusi oltre 300.000 nuove camere entro il 2030, molte dedicate al segmento del lusso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie alla partnership con Semark, leader locale nell’organizzazione di eventi, Host Arabia punta a diventare il più grande evento del settore nella regione, offrendo opportunità di business e innovazione per aziende italiane e internazionali. La manifestazione si inserisce nella strategia di Fiera Milano per portare l’eccellenza del Made in Italy in mercati chiave, valorizzando settori come ristorazione professionale, caffetteria, pasticceria e arredamento tecnologico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Host Arabia rappresenta una risposta concreta alle nuove esigenze di un mercato che, entro il 2027, vedrà un aumento delle importazioni legate al settore ospitalità fino a 600 milioni di euro. Un’occasione unica per creare connessioni globali, esplorare tendenze e contribuire alla trasformazione di un’industria in piena evoluzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto SOLE24 ORE 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Nov 2024 11:29:35 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Festa dello Zampone e del Cotechino Modena Igp</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/festa-dello-zampone-e-del-cotechino-modena-igp</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 13 al 15 dicembre, nella splendida cornice di Piazza Roma a Modena, torna il tradizionale appuntamento con la Festa dello Zampone e del Cotechino di Modena Igp alla sua tredicesima edizione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tredicesima edizione della Festa dello Zampone e del Cotechino Modena Igp si terrà come di consueto nella centrale Piazza Roma di Modena, da sabato 14 a domenica 15 dicembre 2024 e sarà aperta da una serata prevista per le ore 21,00 di venerdì 13 dicembre al Teatro Storchi, dove Andrea Barbi condurrà uno spettacolo di intrattenimento con ingresso a invito e dove interverranno numerosi ospiti, artisti e personaggi di rilievo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La festa, dunque, entrerà nel cuore della città nelle giornate di sabato e domenica, quando dalle ore 10,30 lo Chef Massimo Bottura, coadiuvato da giovani cuochi, presenterà ricette originali a base di Zampone  e Cotechino Modena Igp. Alle 12,30 la cittadinanza e tutti i presenti potranno assaggiare pietanze in degustazione offerte dagli organizzatori in collaborazione con Piacere Modena.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Domenica 15, invece, sarà la giornata dell'intrattenimento per tutti, organizzata dal Consorzio Zampone e Cotechino Modena Igp, con la collaborazione di Piacere Modena. Grandi e piccini avranno la possibilità di divertirsi tra un assaggio e l'altro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Comunicato
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Nov 2024 11:18:22 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DOMANI 30/11 ARRIVA L’OLIO NUOVO NEI MERCATI CONTADINI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/domani-30-11-arriva-lolio-nuovo-nei-mercati-contadini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriva l’olio nuovo nei mercati contadini della Puglia, con l’esposizione delle varietà di oli extravergine pregiati, le degustazioni guidate e le bruschettate con i bambini, per far riscoprire la merenda più antica e genuina che ci sia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’iniziativa è di Coldiretti Puglia che domani sabato 30 novembre, a partire dalle ore 10,00, organizza la giornata dell’olio extravergine novello al mercato contadino di Foggia in Via Monsignor Lenotti 61, ma anche a Lecce in Via 95° Reggimento Fanteria 110E e a Brindisi in Viale Appia 226.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Puglia sono 330.700 gli ettari di superficie in produzione di olive da olio (31,6% in Italia), con l’olio EVO che rappresenta l’alimento cardine della Dieta Mediterranea, per cui è necessario anche rafforzare la disciplina sui condimenti, che dovrebbero avere l’indicazione dettagliata in etichetta della percentuale di olio extravergine d’oliva presente in miscele che utilizzano prevalentemente oli raffinati e devono essere nettamente separati sugli scaffali dall’olio Evo, per non ingenerare confusione nei consumatori e consentire manovre ingannevoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Nov 2024 11:13:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/domani-30-11-arriva-lolio-nuovo-nei-mercati-contadini</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cuoppo Fritto di Mare: Il Simbolo Croccante della Tradizione Napoletana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cuoppo-fritto-di-mare-il-simbolo-croccante-della-tradizione-napoletana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Napoli, città di sapori intensi e tradizioni culinarie antiche, vanta una specialità che racchiude l’essenza della sua cucina popolare: il cuoppo fritto di mare. Questo cono di carta, traboccante di pesce fresco appena fritto, è un’icona dello street food partenopeo, nato per soddisfare i palati dei passanti nei vicoli chiassosi e vivaci della città.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Origini e Storia del Cuoppo di Mare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuoppo nasce come piatto povero, simbolo di una cucina che sapeva valorizzare anche il pescato meno pregiato. In passato, i pescivendoli vendevano “fragaglia”, ovvero i pesci piccoli rimasti invenduti. Questi venivano infarinati e fritti per essere serviti in un cartoccio semplice, chiamato appunto "cuoppo", realizzato con carta di paglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Citato già nell’Ottocento da Matilde Serao ne Il Ventre di Napoli, il cuoppo era considerato un pasto gustoso e accessibile. Allora, con pochi spiccioli, si poteva assaporare una delizia croccante, con una spolverata di pepe e un tocco di limone per esaltare il sapore del pesce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Cuoppo di Oggi: Tradizione e Innovazion
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi il cuoppo di mare rimane fedele alle sue radici, ma si è evoluto, diventando uno dei cibi di strada più richiesti sia dai napoletani che dai turisti. Al suo interno si trovano spesso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Alici:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          il classico della tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Totani e Calamari:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con una consistenza tenera e una croccantezza irresistibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gamberetti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          piccoli e succulenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Seppioline:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          saporite e delicate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Polpette di alghe o verdure
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          pastellate, a volte aggiunte per arricchire l’offerta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tutto viene servito bollente, direttamente dalla friggitrice al cono, e condito con un pizzico di sale e una spruzzata di limone fresco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dove Gustare il Miglior Cuoppo a Napoli
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passeggiando per Napoli, soprattutto nel centro storico, è impossibile resistere al profumo che si sprigiona dai “friggitori”. Tra i luoghi più rinomati:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Pignasecca:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          il cuore dello street food napoletano, con friggitorie storiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Via Toledo:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          perfetta per una pausa gustosa tra una visita e l’altra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Porta Nolana:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          vicino al mercato del pesce, per un cuoppo freschissimo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molti locali offrono varianti del cuoppo, ma quello di mare resta il più autentico e rappresentativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Perché il Cuoppo di Mare È Unico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cuoppo fritto di pesce è molto più di uno spuntino. È un’esperienza che unisce i sapori del mare alla convivialità della strada, un esempio perfetto della capacità napoletana di rendere straordinario anche il più semplice dei pasti. Con ogni boccone, si assaporano secoli di tradizione, il lavoro dei pescatori e l’arte del friggere, perfezionata nelle friggitorie della città.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Se visiti Napoli, non puoi perderti questa delizia. Gustare un cuoppo di mare, passeggiando tra i vicoli, è il modo perfetto per immergersi nello spirito autentico della città.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 12:29:19 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cuoppo-fritto-di-mare-il-simbolo-croccante-della-tradizione-napoletana</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/miglior-cuoppo-di-napoli.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/miglior-cuoppo-di-napoli.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Panettone vs Pandoro: Il Testa a Testa delle Feste. Produzione e Vendite a Confronto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/panettone-vs-pandoro-il-testa-a-testa-delle-feste-produzione-e-vendite-a-confronto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni anno, durante il periodo natalizio, l’Italia si divide tra gli amanti del
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            panettone e i fan del pandoro.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Questi due dolci tradizionali rappresentano un'icona del
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Natale
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , ma quale conquista davvero i cuori – e i portafogli – degli italiani?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Produzione: il re della tradizione è il panettone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo i dati degli ultimi anni, la produzione del panettone supera quella del pandoro. Nel 2023, oltre il 60% dei dolci natalizi prodotti in Italia erano panettoni. Questo primato è dovuto all’ampia varietà di versioni artigianali, gourmet e industriali, che ne fanno un prodotto adatto a tutti i gusti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il pandoro, tuttavia, non è da sottovalutare. Originario di Verona, è il simbolo della semplicità, amato per la sua morbidezza e il profumo di burro. La produzione del pandoro si concentra maggiormente su versioni classiche, ma negli ultimi anni sono cresciuti i tentativi di innovazione, come l’aggiunta di creme o glasse.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Vendite: il panettone domina il mercato, ma il pandoro resiste
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le vendite riflettono un chiaro vincitore: il panettone è scelto dal 70% degli italiani, soprattutto nella fascia d’età adulta. Il pandoro, invece, conquista le famiglie con bambini e chi preferisce dolci meno complessi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un interessante trend degli ultimi anni riguarda l’incremento della vendita di panettoni artigianali. Nel 2023, circa il 30% dei consumatori ha optato per prodotti di pasticcerie locali, con una spesa media più alta rispetto ai dolci industriali. Il pandoro rimane invece maggiormente associato al consumo di massa, con prezzi generalmente più accessibili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Export: il panettone ambasciatore del Natale italiano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche a livello internazionale, il panettone batte il pandoro. Le esportazioni di panettoni sono in costante aumento, soprattutto negli Stati Uniti, in Giappone e in Francia, dove è apprezzato come prodotto di lusso. Il pandoro è meno richiesto all’estero, ma conserva una nicchia di estimatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una sfida senza tempo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante la superiorità del panettone in termini di produzione e vendite, il pandoro mantiene una solida base di affezionati. La scelta tra i due rimane una questione di gusto e tradizione familiare, confermando che entrambi continueranno a essere protagonisti delle tavole natalizie italiane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Qual è il tuo preferito?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto Web
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 11:55:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/panettone-vs-pandoro-il-testa-a-testa-delle-feste-produzione-e-vendite-a-confronto</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gravina in Puglia: approvato il progetto per il Parco Naturale Regionale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gravina-in-puglia-approvato-il-progetto-per-il-parco-naturale-regionale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli uffici della Regione Puglia hanno dato il via libera all’istituzione del Parco Naturale Regionale di Gravina, concludendo positivamente l’iter procedurale per il riconoscimento di questa nuova area protetta. Dopo tre conferenze di servizio e il coinvolgimento di enti, istituzioni e associazioni, è stata accettata la proposta di perimetrazione dell’area e le linee guida del progetto per la sua creazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro parco si estenderà dalla collina di Botromagno fino al centro storico di Gravina, includendo le cave, i versanti de La Gravina, il Ponte Acquedotto e tutto l’Habitat Rupestre. Un risultato significativo che consentirà di valorizzare e proteggere un patrimonio unico, fatto di chiese rupestri, siti archeologici, antichi acquedotti, muretti a secco, trulli e percorsi naturali tra acqua e pietra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'istituzione del Parco rappresenta un passo importante per preservare l’identità storica e culturale del territorio, garantendo al contempo una maggiore tutela ambientale. Ora spetta al Consiglio Regionale promulgare la legge necessaria per trasformare il progetto in realtà, rendendo ufficiale il Parco Naturalistico, Rurale e Archeologico di Gravina in Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:43:56 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gravina-in-puglia-approvato-il-progetto-per-il-parco-naturale-regionale</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Zootecniche 2024: l’evento leader per l’innovazione in agro-zootecnia dal 28 al 30 novembre a Cremona</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/zootecniche-2024-levento-leader-per-linnovazione-in-agro-zootecnia-dal-28-al-30-novembre-a-cremona</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 28 al 30 novembre 2024, la Fiera di Cremona ospita Zootecniche 2024, l’evento di riferimento in Italia ed Europa dedicato al futuro dell’agro-zootecnia ad alta produttività. Un’occasione imperdibile per scoprire le più recenti innovazioni in attrezzature e servizi per allevamento e agricoltura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione riunisce i principali marchi internazionali del settore, offrendo alle aziende una vetrina globale per presentare i propri prodotti, aumentare la visibilità e attrarre esperti, acquirenti e investitori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zootecniche 2024 si conferma un appuntamento strategico per professionisti e imprenditori interessati a conoscere le ultime tendenze tecnologiche e le opportunità di sviluppo nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:37:04 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/zootecniche-2024-levento-leader-per-linnovazione-in-agro-zootecnia-dal-28-al-30-novembre-a-cremona</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Artigiano in Fiera: un viaggio tra sapori e culture dal 30 novembre all'8 dicembre</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/artigiano-in-fiera-un-viaggio-tra-sapori-e-culture-dal-30-novembre-all-8-dicembre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 30 novembre all’8 dicembre, Fieramilano Rho ospiterà l’Artigiano in Fiera, un evento che celebra l’artigianato e le tradizioni culinarie di tutto il mondo. Con 2.800 stand espositivi da 90 Paesi distribuiti in 8 padiglioni, i visitatori potranno scoprire arti, mestieri e una straordinaria varietà gastronomica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’area food comprende 28 ristoranti e 19 Luoghi del Gusto, con proposte che spaziano dai sapori italiani – come canederli altoatesini, agnolotti piemontesi e pizza napoletana – alle specialità internazionali, tra cui samosa indiani, paella spagnola e pulled pork americano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una novità di quest’anno è la presenza di cucine provenienti da Africa e Georgia. L’evento, aperto ogni giorno dalle 10:00 alle 22:30, è un’occasione unica per immergersi nella cultura e nei sapori di diverse tradizioni culinarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:29:06 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/artigiano-in-fiera-un-viaggio-tra-sapori-e-culture-dal-30-novembre-all-8-dicembre</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VIOLENZA DONNE: COLDIRETTI PUGLIA, CORSO AUTODIFESA PER SICUREZZA IN CAMPAGNA E IN CITTÀ; CASE RIFUGIO PER VITTIME I TRATTE E ABUSI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/violenza-donne-coldiretti-puglia-corso-autodifesa-per-sicurezza-in-campagna-e-in-citta-case-rifugio-per-vittime-i-tratte-e-abusi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Protocollo anti violenza con le Donne Coldiretti, prodotti “gentili” per sostenere  associazioni e borse di studio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Corso di autodifesa dedicati alle donne dei campi per aumentare la consapevolezza delle proprie capacità, garantire il benessere psicofisico, gestendo il panico in momenti di criticità. L’iniziativa è di Donne Coldiretti che nell’agriturismo Bosco Didattico Mezzana Grande a Lucera in provincia di Foggia, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre, organizza le lezioni di autodifesa dedicate alle donne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di 12 ore di lezione suddivise in 6 giornate, dedicate alle differenti tecniche – piega Donne Coldiretti Puglia - per difendersi da aggressioni in città ma anche nelle aree rurali, spesso in balba di malintenzionati che agiscono indisturbati approfittando della condizione di isolamento delle campagne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma quasi un’azienda agricola su cinque tra quelle che fanno agricoltura sociale offre accoglienza residenziale per persone in disagio e fragilità, proprio come le donne vittime di abusi, secondo l’analisi Coldiretti su dati Welfare Index Pmi. Da qui sono nate le case rifugio nelle campagne per dare ospitalità alle vittime di tratte e abusi, grazie alle opportunità offerte oggi dal nuovo welfare agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le donne vittime di violenza o di tratte e abusi incidono per il 25% nei servizi gestiti dalle imprese di agricoltura sociale, secondo un’analisi Coldiretti sull’ultimo rapporto Welfare Index Pmi. Un esempio è quello di Miriam Zenorini che in Trentino Alto Adige accoglie nella propria fattoria le donne maltrattate che hanno un vissuto difficile, supportandole con amore e impegno nel riprendere in mano la propria vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono diverse le iniziative promosse lungo tutto il territorio con le fattorie sociali e le Donne Coldiretti che hanno sottoscritto un protocollo contro la violenza di genere con la Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, On. Martina Semenzato, e Fondazione Campagna Amica. Un esempio è la vendita dei “prodotti della gentilezza”, offerti dalle aziende agricole rosa per raccogliere fondi da destinare alle associazioni impegnate a combattere gli abusi. Le specialità presenti all’interno dei mercati di Campagna Amica sono corredate da un talloncino che riporta il numero antiviolenza 1522 accessibile gratuitamente tramite telefono e chat (da sito o da applicazione)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’ultimo anno – sottolinea Coldiretti – oltre 50mila persone hanno usufruito dei servizi nati grazie all’impegno sociale degli agricoltori, migliorando la qualità della propria vita e ricevendo formazione, con una presenza in azienda in molti casi quotidiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2024 10:20:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/violenza-donne-coldiretti-puglia-corso-autodifesa-per-sicurezza-in-campagna-e-in-citta-case-rifugio-per-vittime-i-tratte-e-abusi</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Dieta Mediterranea e Cucina delle Radici: Salute e Tradizione" - Al centro della IX Settimana della Cucina Italiana nel Mondo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dieta-mediterranea-e-cucina-delle-radici-salute-e-tradizione-al-centro-della-ix-settimana-della-cucina-italiana-nel-mondo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Dal 16 al 22 novembre 2024, torna la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          giunta alla sua nona edizione. Il tema di quest'anno, "Dieta Mediterranea e Cucina delle Radici: Salute e Tradizione", rappresenta un omaggio al patrimonio gastronomico italiano, valorizzando gli ingredienti tipici, la sostenibilità e il legame con la terra d'origine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Dieta Mediterranea come modello di salute e cultura
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'UNESCO nel 2010, la Dieta Mediterranea non è solo un regime alimentare, ma un vero e proprio stile di vita. Basata su ingredienti freschi, locali e stagionali, questa dieta si distingue per la sua capacità di combinare gusto e benefici per la salute. Durante la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, verranno proposti eventi e degustazioni che mettono al centro piatti che rispettano questa tradizione millenaria, dimostrando come sia possibile coniugare sapori autentici e benessere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Cucina delle Radici: un viaggio nella tradizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La "Cucina delle Radici" rappresenta un ritorno alle origini, un'esplorazione dei piatti tradizionali che raccontano la storia e l'identità dei territori italiani. Dai sapori delle campagne del Sud Italia ai segreti tramandati nelle cucine delle Alpi, ogni ricetta è un tassello di un mosaico che esprime l'eterogeneità e la ricchezza della gastronomia italiana. Quest'anno, verranno approfonditi anche i concetti di sostenibilità, agricoltura biologica e lotta allo spreco alimentare, temi centrali per il futuro della ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un programma ricco e internazionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Settimana vedrà la partecipazione di chef italiani, esperti di alimentazione e ambasciatori del gusto, che organizzeranno showcooking, workshop e conferenze in oltre 100 Paesi. Le ambasciate e i consolati italiani saranno il cuore pulsante di questa iniziativa, promuovendo il Made in Italy e la cultura culinaria come elementi distintivi dell'identità nazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un'opportunità per l'intero settore
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa edizione rappresenta una piattaforma unica per valorizzare i piccoli produttori, il patrimonio enogastronomico e l'innovazione culinaria, ponendo l'accento sull'importanza di una cucina autentica, comprensibile e sostenibile. Come sottolinea la tematica, la salute non è solo fisica, ma anche culturale e sociale, e il cibo gioca un ruolo chiave in questo equilibrio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2024 sarà un viaggio di scoperta, consapevolezza e celebrazione del gusto, della tradizione e della salute. Un'occasione per riaffermare il valore del cibo come ponte tra culture, simbolo di identità e portavoce del futuro.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 20 Nov 2024 13:00:08 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/dieta-mediterranea-e-cucina-delle-radici-salute-e-tradizione-al-centro-della-ix-settimana-della-cucina-italiana-nel-mondo</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Gregori Nalon "Alta Cucina in Crisi": Perché i Ristoranti Stellati Chiudono e come Ripensare il Futuro della Ristorazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-alta-cucina-in-crisi-perche-i-ristoranti-stellati-chiudono-e-come-ripensare-il-futuro-della-ristorazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’articolo di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Valentina Romagnoli
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           pubblicato sul
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Corriere della Sera
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            evidenzia un momento cruciale per l’alta ristorazione
            &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             italiana, con la chiusura di numerosi ristoranti stellati tra il 2023 e il 2024.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Tra i casi più rilevanti, si citano il trasferimento di Viviana Varese
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           al prestigioso Passalacqua sul Lago di Como, segno di un riposizionamento strategico, e la chiusura definitiva del Bistrot di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cannavacciuolo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           a Novara, che riflette le crescenti difficoltà economiche del settore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           chef Gregori Nalon, Chooking Strategist
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e consulente per la ristorazione, vedo quotidianamente molte realtà e posso confermare che queste chiusure derivano da un problema più ampio: il modello economico dell’alta cucina, così come è stato concepito, non è sostenibile. Troppi costi fissi, spese spropositate, ricerche esasperate per creare piatti minimalisti che, per il 60% dei clienti, risultano incomprensibili, anche se molti non lo ammettono. Questa situazione porta al collasso di un sistema costruito più sul marketing che sulla vera sostanza culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Come sottolineo spesso, più del 65% dei cuochi o chef stellati non sono veri cuochi, ma semplici assemblatori di cibo, incapaci di rappresentare l’essenza della cucina.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
          Questo fenomeno crea una ristorazione spettacolare ma distante dal cliente medio e, soprattutto, insostenibile dal punto di vista economico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, apprezzo l’intelligenza dell’articolo nel mettere in evidenza i grandi professionisti che fanno davvero la differenza, valorizzando chi sa cucinare e portando alla ribalta i veri talenti del settore. Utilizzare le loro immagini e storie per denunciare un sistema fallimentare è una mossa geniale, perché riesce a catturare l’attenzione su una crisi che necessita di un cambio di paradigma.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La mia esperienza da consulente mi porta a credere che il futuro della ristorazione debba puntare sulla sostenibilità e sull’autenticità, abbandonando eccessi e artifici per ritrovare il valore della cucina come arte e come mestiere. È tempo di rivedere le priorità e di costruire un sistema che premi davvero il talento e la passione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto WEB
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 20 Nov 2024 12:34:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-alta-cucina-in-crisi-perche-i-ristoranti-stellati-chiudono-e-come-ripensare-il-futuro-della-ristorazione</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Veneto Dolce Protagonista: Tre Torte e Riconoscimenti Nazionali per le Sue Pasticcerie</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/veneto-dolce-protagonista-tre-torte-e-riconoscimenti-nazionali-per-le-sue-pasticcerie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Veneto si conferma terra di eccellenze dolciarie grazie ai prestigiosi riconoscimenti assegnati dalla guida Pasticceri e Pasticcerie 2025 del Gambero Rosso, presentata a Palazzo di Varignana, Bologna. Una celebrazione dell’artigianalità e dell’innovazione che pone il Veneto sotto i riflettori nazionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tre Torte: L’Olimpo della Pasticceria
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tre pasticcerie venete conquistano il massimo riconoscimento delle Tre Torte, simbolo di eccellenza assoluta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pasticceria Biasetto (Padova): Un punto di riferimento storico per i dolci raffinati.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pasticceria Marisa (San Giorgio delle Pertiche, PD): Un nome sinonimo di tradizione e innovazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pasticceria Denis Dianin (Selvazzano Dentro, PD): Una straordinaria new entry che si è guadagnata un posto d'onore.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le Due Torte: Brillano le Stelle Emergenti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non da meno sono le pasticcerie venete premiate con le Due Torte, che continuano a elevare il panorama gastronomico regionale:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fondente (Roncade, TV)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Davenicio (Arzignano, VI)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alverà (Cortina D’Ampezzo, BL)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Caffè Commercio (Dolo, VE)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pasticceria Busato (Isola della Scala, VR)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Chiosco (Lonigo, VI)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dino Pettenò (Mestre, VE)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zizzola 1895 (Noale, VE)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Racca (Padova)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il riconoscimento del Gambero Rosso non è solo un premio alla qualità, ma una celebrazione della passione, della creatività e del duro lavoro degli artigiani dolciari veneti. Come sottolineato dal governatore Luca Zaia, queste pasticcerie sono ambasciatrici della cultura gastronomica regionale, unendo tradizione e innovazione per portare in alto il nome del Veneto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Un motivo di orgoglio per la regione e un invito a scoprire le sue delizie dolciarie, simbolo di un’arte che non smette mai di stupire.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto social Luca Zaia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 12:04:23 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/veneto-dolce-protagonista-tre-torte-e-riconoscimenti-nazionali-per-le-sue-pasticcerie</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000321743+%281%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Napoli Regina del Gusto: La Migliore Città al Mondo per il Cibo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-regina-del-gusto-la-migliore-citta-al-mondo-per-il-cibo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La celebre rivista britannica di viaggi Time Out ha decretato Napoli come la città in cui si mangia meglio al mondo. Un riconoscimento prestigioso che celebra l’unicità e la qualità della cucina partenopea, elevandola a simbolo globale del gusto e della convivialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un primato meritato
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Napoli non è solo pizza, anche se la sua versione originale, la Margherita, è un patrimonio UNESCO e un emblema della gastronomia mondiale. La città è un tripudio di sapori autentici e tradizioni culinarie tramandate di generazione in generazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla pasta fresca con il ragù, ai friarielli e salsiccia, ai dolci irresistibili come la sfogliatella e il babà, Napoli offre un’esperienza gastronomica completa, capace di conquistare ogni palato.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           Il giudizio di Time Out
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo la rivista, ciò che rende Napoli unica non è solo la qualità straordinaria dei suoi piatti, ma anche il legame profondo che la città ha con il cibo. Qui, la cucina è cultura, identità e un modo di celebrare la vita. I vicoli pieni di profumi, le pizzerie storiche, i mercati rionali vivaci: tutto contribuisce a rendere Napoli un luogo magico per chi ama il cibo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un invito a scoprire Napoli
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    &lt;/b&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo riconoscimento non è solo un premio alla tradizione culinaria, ma un invito per i viaggiatori di tutto il mondo a scoprire Napoli attraverso i suoi sapori. È un omaggio a una città che ha saputo preservare la sua identità gastronomica, rendendola un punto di riferimento globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che si tratti di una pizza al taglio gustata passeggiando o di un pranzo in una trattoria storica, a Napoli il cibo non è solo nutrimento, è un’esperienza di vita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Napoli è, oggi più che mai, il luogo dove il gusto diventa arte. Se non ci siete ancora stati, è il momento giusto per lasciarsi conquistare.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 11:55:50 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/napoli-regina-del-gusto-la-migliore-citta-al-mondo-per-il-cibo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mercato Centrale Milano: 21 Milioni di Fatturato e Migliaia di Visitatori in Tre Anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mercato-centrale-milano-21-milioni-di-fatturato-e-migliaia-di-visitatori-in-tre-anni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A tre anni dall'apertura, il Mercato Centrale di Milano si conferma un punto di riferimento per gli amanti della gastronomia e un motore economico per la città. Situato nella suggestiva cornice di Piazza Duca d’Aosta, a pochi passi dalla Stazione Centrale, questa "boutique" del gusto ha conquistato cittadini, turisti e professionisti con un’offerta culinaria unica e di alta qualità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Un successo da 21 milioni di euro
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Mercato Centrale ha registrato un fatturato di 21 milioni di euro, un risultato che testimonia l’efficacia del progetto. Con decine di botteghe artigianali e ristoratori di fama, l’hub gastronomico è diventato una tappa obbligata per chi cerca eccellenze culinarie. I numeri parlano chiaro: migliaia di visitatori ogni mese, tra cui molti turisti attratti dalla fama internazionale di Milano e dalla sua cultura del cibo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un luogo per tutti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo turisti, però. Il Mercato Centrale è anche un punto di riferimento per i lavoratori della zona, che lo scelgono per pranzi veloci, aperitivi o cene dopo il lavoro. La varietà dell’offerta, che spazia dalla cucina tradizionale italiana a proposte internazionali, rende questo spazio accessibile e adatto a tutte le esigenze.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il segreto del successo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La chiave del successo del Mercato Centrale risiede nell’equilibrio tra tradizione e innovazione. Ogni bottega è un’esperienza a sé, gestita da artigiani che raccontano storie di passione e dedizione attraverso i loro prodotti. A ciò si aggiunge un design moderno e accogliente, che trasforma l’acquisto o il pasto in un momento piacevole e conviviale.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Uno sguardo al futuro
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con un impatto economico significativo e una clientela sempre più variegata, il Mercato Centrale di Milano guarda al futuro con ottimismo. L’obiettivo è continuare a crescere, ampliando l’offerta e consolidando il suo ruolo di ambasciatore della cultura gastronomica italiana.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In soli tre anni, il Mercato Centrale ha dimostrato che il cibo può essere un linguaggio universale capace di unire persone, storie e sapori. E Milano, ancora una volta, si conferma una capitale del gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 11:50:43 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA MONDIALE POVERI: COLDIRETTI PUGLIA, OFFERTORIO CONDIVISIONE  ALLA MESSA DEL RINGRAZIAMENTO; A RISCHIO 22,3% FAMIGLIE PUGLIESI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-mondiale-poveri-coldiretti-puglia-offertorio-condivisione-alla-messa-del-ringraziamento-a-rischio-22-3-famiglie-pugliesi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ salita al 22,3% l’incidenza della povertà relativa in Puglia, con quasi 900mila pugliesi a rischio indigenza che per Natale potrebbero essere costretti a chiedere aiuto per mangiare, facendo ricorso alle mense per i poveri o ai pacchi alimentari. La denuncia arriva da Coldiretti Puglia, che nella Basilica dei Santi Medici a Bitonto ,ha dato vita all’offertorio della condivisione dei doni della terra,  proprio nella giornata mondiale dei poveri, in occasione della Giornata del Ringraziamento, la tradizionale ricorrenza che dal 1951 viene festeggiata dalla Coldiretti in tutta Italia con una manifestazione promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) per rendere grazie per il raccolto dei campi e chiedere la benedizione sui nuovi lavori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con la percentuale delle famiglie che hanno bisogno di aiuto per mangiare che è passata dal 20% del 2022 al 22,3% del 2023, sulla base dei dati ISTAT, Coldiretti ha reso strutturali le iniziative di solidarietà, un segno tangibile della filiera agroalimentare verso le fasce deboli della popolazione più colpite dalle difficoltà economiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La povertà alimentare tra i minori – sottolinea la Coldiretti regionale – è cresciuta prima per effetto della pandemia e poi della guerra con l’aumento dell’inflazione che ha colpito duramente la spesa e messo in difficoltà un numero crescente di famiglie con un balzo del 12% degli under 15 anni costretti a ricorrere agli aiuti per mangiare, ma a rischio alimentare ci sono anche gli anziani e i migranti stranieri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie, persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo fa attraverso la consegna di pacchi alimentari – insiste Coldiretti – che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In tutti i mercati contadini è attiva la ‘spesa sospesa’, dove i consumatori hanno la possibilità di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei più bisognosi, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta di frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare Made in Italy, di qualità e a km zero tra quelli proposti dagli agricoltori di Campagna Amica, con la spesa raccolta che viene poi consegnata agli enti caritativi e ai servizi sociali dei Comuni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono oltre 10 milioni i chili di cibo per le famiglie bisognose raccolti negli ultimi sei anni dagli agricoltori della Coldiretti attraverso la Spesa sospesa nei mercati contadini di Campagna Amica. E’ il bilancio dell’iniziativa di solidarietà promossa da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica per sostenere le fasce della popolazione sempre più in difficoltà., come evidenziato dal rapporto Caritas. Un’operazione che, grazie alla collaborazione e alla solidarietà dei consumatori italiani, ha consentito di dare un piccolo aiuto a oltre 400mila nuclei familiari, con circa 100mila i bambini in condizione di grave privazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:29:38 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-mondiale-poveri-coldiretti-puglia-offertorio-condivisione-alla-messa-del-ringraziamento-a-rischio-22-3-famiglie-pugliesi</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ALIMENTAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, ARRIVA IL LATTE NELLE SCUOLE; FA BENE ALLA SALUTE CONSUMARE 3 PORZIONI TRA LATTE E YOGURT AL GIORNO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alimentazione-coldiretti-puglia-arriva-il-latte-nelle-scuole-fa-bene-alla-salute-consumare-3-porzioni-tra-latte-e-yogurt-al-giorno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Domani alle ore 9,30 a Bitonto si apre la masseria didattica a cielo aperto in Piazza Cavour
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriva il latte nelle scuole, quando tra le indicazioni per una corretta alimentazione c’è il decalogo del ministero della Salute che suggerisce il consumo di tre porzioni tra latte e yogurt al giorno, con il 52,6% dei pugliesi che beve latte ed il 15,2% che mangia formaggi almeno una volta al giorno.  A darne notizia è Coldiretti Puglia che domani mattina alle ore 9,30 a Bitonto apre la masseria didattica  a cielo aperto per i bambini in Piazza Cavour, in relazione al programma “Latte nelle scuole” relativo all’anno scolastico 2024 /2025, per cui entro il 3 dicembre vanno presentati i progetti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono finanziati i progetti  per  la fornitura e la distribuzione dei prodotti previsti dalla Strategia nazionale, per la realizzazione di specifiche misure di accompagnamento a favore degli alunni. Le azioni sono finalizzate alla distribuzione di latte alimentare e derivati, secondo uno specifico calendario programmato dal soggetto richiedente e approvato dal Ministero,  alla realizzazione di materiale informativo per promuovere la conoscenza dei bambini sull’agricoltura e sulle sane abitudini alimentari, sulle filiere alimentari locali, sull’agricoltura biologica, sulla produzione sostenibile, sulla lotta agli sprechi alimentari e sull’importanza del corretto smaltimento degli imballaggi utilizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ anche prevista la distribuzione di  materiale promozionale, dalle borsette termiche alle borracce. Il progetto prevede anche visite a fattorie e aziende didattiche con l’obiettivo di avvicinare i bambini all’agricoltura; corsi di degustazione e formazione; laboratori sensoriali; giochi o attività ludico-didattiche;  iniziative divulgative sui temi della corretta alimentazione e della sostenibilità ambientale; distribuzione di prodotti editoriali per bambini (favole o fumetti). Possono presentare  i progetti  i produttori del settore lattiero caseario, le organizzazioni di produttori e le loro filiali controllate per almeno il 90%; le associazioni di organizzazioni ; le società cooperative e i consorzi;  le associazioni temporanee di impresa e di scopo. Sono fissati dei requisiti minimi: fornitura di almeno il 10% di prodotti di qualità certificata bio e/o Dop/Igp sul totale; imballaggi riciclabili e/o riutilizzabili e, comunque, biodegradabili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ stato stilato un vero e proprio decalogo per l’alimentazione quotidiana per spingere ad assumere un prodotto importante per garantire all’organismo un adeguato apporto di calcio indispensabile per la crescita ossea dei bambini, ma anche per la prevenzione dell’osteoporosi negli adulti e anziani. E allora per prima cosa è importante tenere conto delle 3 razioni giornaliere tra latte e yogurt, dove una porzione corrisponde a 125 grammi, con una tazza intera a colazione e uno yogurt come spuntino che fanno raggiungere i quantitativi raccomandati. Oltre al calcio contengono vitamina A, vitamine del gruppo B e altri sali minerali come fosforo, magnesio, zinco e selenio. Lo yogurt favorisce inoltre l’equilibrio della flora intestinale. Si può scegliere in un’ampia gamma di prodotti, tra latte fresco pastorizzato, fresco pastorizzato di alta qualità, pastorizzato, microfiltrato e a lunga conservazione, oltre ovviamente al latte crudo che va bollito. Poi la rassicurazione che il latte può essere bevuto a ogni età, perché è un alimento adeguato per bambini, adulti e anziani. Ben tollerato poi è lo yogurt. E infine la garanzia che calcio e fosforo presenti nei due prodotti sono facilmente assorbiti dall’organismo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Va garantita la stabilità del settore lattiero – caseario che ha un’importanza per  l’economia regionale ma anche una rilevanza sociale e ambientale – insiste Coldiretti Puglia - perché quando una stalla chiude  si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate. Da difendere secondo la Coldiretti Puglia c’è un sistema composto da 2mila stalle da latte pugliesi che garantiscono una produzione di 108.000 tonnellate di latte  che esprime un valore di oltre 130 milioni di euro e oltre 40.000 tonnellate di formaggi che alimenta una catena produttiva lattiero-casearia regionale e garantisce il lavoro ad oltre 6.000 persone fra occupati diretti e indotto con una ricaduta positiva in termini di reddito e coesione sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La chiusura di un’azienda zootecnica significa anche che non riaprirà mai più, con la perdita degli animali e del loro patrimonio genetico custodito e valorizzato da generazioni di allevatori. Per questo è necessario intervenire subito per contenere i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro, conclude Coldiretti sottolineando che fondamentali sono gli accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            Foto WEB
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 15 Nov 2024 12:01:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/alimentazione-coldiretti-puglia-arriva-il-latte-nelle-scuole-fa-bene-alla-salute-consumare-3-porzioni-tra-latte-e-yogurt-al-giorno</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Gregori Nalon:"Perché molti ristoranti rifiutano di partecipare a '4 Ristoranti': una riflessione sul format televisivo e il rispetto per la ristorazione"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-perche-molti-ristoranti-rifiutano-di-partecipare-a-4-ristoranti-una-riflessione-sul-format-televisivo-e-il-rispetto-per-la-ristorazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Il format di Alessandro Borghese - 4 Ristoranti
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
            riscuote grande successo tra il pubblico televisivo, ma sta incontrando difficoltà nel coinvolgere ristoratori, come sembra accadere a Treviso, dove nessun locale pare voler partecipare. Se ufficialmente il problema sembra essere il tempo richiesto per le riprese (una giornata intera per il proprio ristorante e altre tre per visitare e giudicare gli altri), la realtà potrebbe nascondere ragioni più profonde.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come consulente della ristorazione attivo in tutta Italia, mi è capitato spesso di sconsigliare ai ristoratori di prendere parte alla trasmissione. Non sempre, infatti, la selezione dei partecipanti rappresenta il meglio del panorama gastronomico locale. Talvolta, per chiudere le registrazioni, vengono coinvolti locali di qualità discutibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il programma funziona per il pubblico,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ma pone rischi per i ristoratori.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Solo uno vince, beneficiando spesso di un notevole incremento di clienti, mentre gli altri partecipanti subiscono un contraccolpo negativo, con critiche che mettono in luce errori marginali o situazioni che possono essere mal interpretate. Ad esempio, un errore di cottura o un appunto sulla pulizia diventano pretesti per giudizi che possono danneggiare la reputazione di un ristorante.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un altro problema è l'approccio competitivo che punta più a fare spettacolo che a valorizzare la ristorazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Perché non creare un format che metta in luce le potenzialità di ogni locale, rispettandone il lavoro quotidiano? Chi lavora in cucina sa quanto siano impegnative giornate che iniziano all'alba e finiscono a tarda sera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Questa riflessione vale anche per programmi come
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cucine da Incubo,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           dove la spettacolarizzazione dei problemi di un locale può generare effetti irreversibili, portando in alcuni casi alla chiusura. La ristorazione italiana ha bisogno di sostegno concreto, di format che informino e aiutino, non che puntino solo al sensazionalismo.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Serve una ventata di freschezza, con volti nuovi e genuini in televisione, che riportino al centro il rispetto per il lavoro duro, la passione e la vera arte culinaria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto web 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Borghese
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 15 Nov 2024 11:37:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-perche-molti-ristoranti-rifiutano-di-partecipare-a-4-ristoranti-una-riflessione-sul-format-televisivo-e-il-rispetto-per-la-ristorazione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Le migliori trattorie d'Italia: due locali napoletani conquistano la top 10 secondo 50 Top Italy 2025"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-migliori-trattorie-d-italia-due-locali-napoletani-conquistano-la-top-10-secondo-50-top-italy-2025</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La guida 50 Top Italy 2025
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ha svelato la classifica delle migliori trattorie d’Italia, celebrando l’eccellenza della tradizione gastronomica regionale.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Nella prestigiosa top 10 spiccano due locali di Napoli, riconosciuti per la loro capacità di mantenere viva la cultura culinaria partenopea con passione e qualità.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           La presenza di ben due trattorie napoletane nella parte alta della graduatoria conferma il ruolo centrale della città nel panorama gastronomico italiano. Napoli, con la sua tradizione culinaria unica, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca autenticità e sapori genuini.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La guida premia l’autenticità, la qualità delle materie prime e l’atmosfera familiare che contraddistinguono queste realtà, elementi fondamentali per rendere unica l’esperienza della cucina italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per i napoletani, il risultato è motivo di orgoglio e ulteriore testimonianza dell’importanza della cucina locale come ambasciatrice della cultura italiana nel mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La classifica completa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa la classifica completa di "Trattorie e Bistrò Moderni 2025 – Guida ai Migliori Ristoranti Italiani 2025" di 50 Top Italy
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1          Antica Osteria del Mirasole – San Giovanni in Persiceto (BO), Emilia-Romagna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2          Abraxas Osteria – Pozzuoli (NA), Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3          Trattoria Da Burde – Firenze, Toscana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4          Roscioli Salumeria con Cucina – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5          Sora Maria e Arcangelo – Olevano Romano (RM), Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          6          La Brinca – Ne (GE), Liguria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          7          Ristorante Al Cambio – Bologna, Emilia-Romagna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          8          Mimì alla Ferrovia – Napoli, Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          9          Mammaròssa – Avezzano (AQ), Abruzzo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10        Casa Torrente – Al Convento – Cetara (SA), Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          11        Vecchia Marina – Roseto degli Abruzzi (TE), Abruzzo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          12        Lo Stuzzichino – Massa Lubrense (NA), Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          13        NU’ Trattoria Italiana 1960 – Acuto (FR), Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          14        Arcangelo Vino e Cucina – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          15        Locanda Mammì – Agnone (IS), Molise
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          16        Trippa – Milano, Lombardia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          17        Ristorante Consorzio – Torino, Piemonte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          18        Trecca – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          19        SantoPalato – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          20        Gerani Ristorante – Sant’Antonio Abate (NA), Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          21        Osteria Botteghe Antiche – Putignano (BA), Puglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          22        Osteria Ophis – Offida (AP), Marche
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          23        I Banchi – Ragusa, Sicilia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          24        Antica Trattoria Ballotta – Torreglia (PD), Veneto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          25        Corona Trattoria – Palermo, Sicilia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          26        Osteria della Villetta – Palazzolo sull’Oglio (BS), Lombardia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          27        Ai Due Platani – Coloreto (PR), Emilia-Romagna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          28        Ristorante Cacciatori – Cartosio (AL), Piemonte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          29        Evviva Maria – Conversano (BA), Puglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          30        Officina della Bistecca – Panzano in Chianti (FI), Toscana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          31        Cibus – Ceglie Messapica (BR), Puglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          32        Il Capanno – Spoleto (PG), Umbria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          33        Trattoria Sarda Armidda – Abbasanta (OR), Sardegna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          34        Taverna Kerkira – Bagnara Calabra (RC), Calabria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          35        All’Osteria Bottega – Bologna, Emilia-Romagna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          36        Taverna Centomani – Potenza, Basilicata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          37        Osteria del Vicolo – Mormanno (CS), Calabria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          38        La Sangiovesa – Santarcangelo di Romagna (RN), Emilia-Romagna
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          39        Armando al Pantheon – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          40        L’Agave Framura – Framura (SP), Liguria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          41        Osteria La Torre – Cherasco (CN), Piemonte
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          42        Al Resù – Lozio (BS), Lombardia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          43        Boivin – Levico Terme (TN), Trentino-Alto Adige
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          44        Fattoria Borrello – Raccuja (ME), Sicilia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          45        Osteria Ca’ Dei Giosi – Covelo di Vallelaghi (TN), Trentino-Alto Adige
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          46        Bianca Trattoria – Roma, Lazio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          47        Trattoria La Grotta Da Concetta – Campobasso, Molise
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          48        Antica Trattoria del Gallo – Gaggiano (MI), Lombardia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          49        Antichi Sapori – Montegrosso di Andria (BT), Puglia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          50        Scannabue – Torino, Piemonte. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          © NapoliToday
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 13:40:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/le-migliori-trattorie-d-italia-due-locali-napoletani-conquistano-la-top-10-secondo-50-top-italy-2025</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SALENTO IN CRESCITA CON “PUGLIA DESTINATION GO - ORGANIZZIAMO IL TURISMO”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/salento-in-crescita-con-puglia-destination-go-organizziamo-il-turismo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Assessore regionale Lopane: “Nel lavoro di squadra definiamo il nuovo assetto turistico regionale”
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
             La tre giorni in Salento dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia prosegue all’insegna del tutto esaurito nei posti in sala, evidenziando la propensione all’innovazione ed alla crescita di un territorio in cui l’accoglienza e, quindi, la vocazione al turismo hanno radici millenarie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La necessità e l’opportunità di questo incontro ad Otranto ieri, e a Lecce oggi, è l’utilizzo di uno strumento che non si limiterà a questa seconda fase del progetto, proseguiremo ascoltando i territori anche nei passaggi successivi. Abbiamo pensato ad un percorso partecipativo che, più che sulla discussione delle DMO, debba riguardare la capacità e la possibilità, la opportunità che viene dal costruire insieme delle organizzazioni turistiche che funzionino”. Così Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della Regione Puglia, ha descritto l’approccio partecipativo che si sta portando avanti attraverso il confronto con istituzioni e operatori sui modelli operativi e i casi di studio di gestione turistica delle destinazioni. DMO, infatti, è l’acronimo di Destination Management Organization, che in prospettiva sarà lo strumento moderno da strutturare e finanziare al fine di potenziare lo sviluppo turistico locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La sinergia con i territori e lo sviluppo dei Prodotti turistici che, oramai da due anni organizzano la proposta di esperienze turistiche in Puglia, caratterizzeranno sempre di più l’azione di comunicazione e di brand dell’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione – ha dichiarato il direttore generale Luca Scandale - . Dare valore a nuovi luoghi di interesse, sempre più verso l’interno, consolidando al contempo le zone costiere, con una strategia che prosegua tutto l’anno, sono le azioni concrete con le quali accompagneremo il percorso della nuova organizzazione del turismo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le 10 tappe in svolgimento sono un percorso partecipativo rivolto a istituzioni, associazioni del Partenariato Economico e Sociale regionale ed enti pubblici, mentre gli operatori turistici privati, possono accreditarsi attraverso il servizio digitale nel DMS Puglia. L’industria turistica pugliese si rinnova attraverso il lavoro di squadra, nel quale istituzioni pubbliche e investitori privati proseguono di pari passo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Ringrazio gli operatori della filiera turistica e i rappresentanti istituzionali che hanno partecipato e interverranno nelle tappe di Otranto, Lecce e Gallipoli. In particolare, ringrazio i sindaci e le amministrazioni dei Comuni coinvolti e la Camera di Commercio di Lecce per l’accoglienza in questi tre giorni in Salento”, ha concluso l’assessore regionale al Turismo Lopane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 13:24:06 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"La Nazionale Italiana Cuochi ricevuta al Ministero degli Esteri: incontro con il Vicepremier Tajani"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-nazionale-italiana-cuochi-ricevuta-al-ministero-degli-esteri-incontro-con-il-vicepremier-tajani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi, la
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Nazionale Italiana Cuochi (NIC) è stata accolta presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dal Vicepremier Antonio Tajani,
            &#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             i
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            n un incontro che celebra il successo e l’eccellenza della cucina italiana nel mondo.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Protagonisti dell’evento sono stati i giovani cuochi campioni del mondo, reduci dalla vittoria al prestigioso
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Global Chefs Challenge
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          tenutosi a Singapore, dove hanno portato in alto il tricolore con talento e dedizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l’incontro, la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha omaggiato il Vicepremier con il libro
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            "Le Vie dell’Oro",
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          simbolo del percorso di eccellenza culinaria che rappresentano. In segno di riconoscimento, il g
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            eneral manager della squadra, Gianluca Tomasi,
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha ricevuto in dono dal Ministro il volume
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "Farnesina, Palazzo e Collezione",
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che racconta la
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           storia e il patrimonio culturale del Ministero degli Esteri.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           L’incontro ha sottolineato l'importanza della cucina italiana come ambasciatrice di cultura e tradizione nel mondo, un settore che contribuisce a rafforzare l'immagine del Paese e a valorizzarne il ricco patrimonio gastronomico.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 13:16:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-nazionale-italiana-cuochi-ricevuta-al-ministero-degli-esteri-incontro-con-il-vicepremier-tajani</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DDL SICUREZZA: COLDIRETTI, CANCELLA FILIERA DA MEZZO MLD, CANAPA ITALIANA CHIEDE MODIFICA DELLA LEGGE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ddl-sicurezza-coldiretti-cancella-filiera-da-mezzo-mld-canapa-italiana-chiede-modifica-della-legge</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Incontro con il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo che apre a una soluzione salva imprese
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “No alla legge contro la canapa! Non cancellate il nostro futuro”. E’ il grido d’allarme lanciato dai produttori di canapa italiani, riuniti a Roma con Coldiretti, Filiera Italia e ICI – Imprenditori Canapa Italia, che questa mattina hanno incontrato Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, alla presenza del presidente di Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo. Con una vasta esposizione dei propri prodotti, hanno voluto dimostrare con i fatti l’insensatezza della norma prevista dal Ddl Sicurezza che minaccia la sopravvivenza delle loro aziende. Il decreto, nella sua formulazione attuale, rischia infatti di azzerare immotivatamente una filiera che vale mezzo miliardo di euro, con tremila aziende agricole e trentamila posti di lavoro e un peso rilevante sull’innovazione green e sul rilancio delle zone interne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al termine dell’incontro De Carlo ha dichiarato la propria disponibilità ad aprire un tavolo con Coldiretti e Ici per analizzare dal punto di vista tecnico la questione. “Il mio impegno è riuscire a capire e far capire come coniugare la posizione ferma governo verso chi ha abusato della legge 242 del 2016 con le legittime aspettative di chi ha investito in un settore che è parte da sempre dell’agricoltura italiana – ha spiegato il senatore –. Ci batteremo per trovare un punto di caduta che consenta agli agricoltori italiani di continuare a fare la propria attività e al Governo di impedire che qualcuno strumentalizzi il lavoro straordinario di migliaia di giovani per aggirare le leggi dello stato e quelle europee”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Serve lungimiranza per dare continuità alle tremila imprese agricole che coltivano canapa, continuando sulle indicazioni chiare del passato e creare le condizioni perché vengano rispettate le normative europee – ha dichiarato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini -. Quel che è certo è che non lasceremo soli i nostri imprenditori di canapa, a costo di arrivare nelle sedi giudiziarie poiché non possiamo permetterci di cancellare i sogni e gli investimenti di tanti giovani che su questo settore hanno scommesso il proprio futuro, costringendoli a chiudere le attività”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla pasta alle creme, fino ai mattoni di canapa sono molti i prodotti che rischiano di scomparire a causa di una disposizione contenuta nell’articolo 18 del disegno di legge n. 1236 che vieta “importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto, invio, spedizione e consegna delle infiorescenze della canapa (Cannabis sativa L.), anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti tali infiorescenze, compresi gli estratti, le resine e gli olii da esse derivati”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bocciare l’uso delle infiorescenze anche se non destinate all’uso ricreativo va di fatto – spiega Coldiretti – ad equiparare la canapa a una sostanza illegale, nonostante l’assenza di effetti psicotropi e stupefacenti grazie ad un livello di thc inferiore allo 0,3%. Non a caso, oggi non è reato coltivare e lavorare le inflorescenze della canapa, trasportarle e commercializzarle, né usarle per produrre estratti e oli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Considerato che proprio la lavorazione delle infiorescenze rappresenta poi la parte più “pesante” del reddito dei produttori di canapa, vietarne l’utilizzo significa – sottolinea Coldiretti - cancellare definitivamente anche tutti gli altri usi in una filiera già importante per l’agricoltura italiana ma dalle incredibili potenzialità. Con il paradosso che nel nostro Paese sarebbe invece permessa la vendita degli stessi prodotti provenienti dall’estero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La canapa viene oggi già usata nell’alimentare, con la produzione di olio, semi, farine, pasta, biscotti dolci, ecc., e nella cosmetica con  creme viso e mani, scrub, shampoo e balsamo, abbronzanti e doposole, con varie proprietà anti-age, antisettiche e antiinfiammatorie. Ma permette anche di ottenere carta, risparmiando sull’uso di prodotti a base di cloro necessari per sbiancare quella tradizionale ricavata dagli alberi, mattoni e pannelli antisismici per la bioedilizia; imbottiture delle portiere, tettucci per le carrozzerie delle auto: bioplastiche, dalle pentole ai pannolini; biocarburanti; persino batterie per veicoli elettrici. Una filiera che nel giro dei prossimi cinque anni potrebbe raggiungere un valore di 8 miliardi di euro
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coldiretti, Filiera Italia e ICI – Imprenditori Canapa Italia si appellano dunque al Governo e al Parlamento affinché ritirino l’articolo 18 per discuterne in maniera puntuale in un tavolo aperto alle rappresentanze del settore, ad oggi mai consultate al riguardo, nell’interesse di un settore che da sempre ha visto il nostro Paese tra quelli più qualificati nell’impiego di tale prodotto in diverse filiere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo una stima Coldiretti in Italia i terreni coltivati a canapa sono arrivati a superare i 4000 ettari da Nord a Sud della penisola, dal Piemonte alla Puglia, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna. Fino agli anni ‘40 la canapa era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore al mondo dietro soltanto all’Unione Sovietica, poi il declino per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Teresa De Petro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 13:07:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/ddl-sicurezza-coldiretti-cancella-filiera-da-mezzo-mld-canapa-italiana-chiede-modifica-della-legge</guid>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>In cucina con Gemyy: "Rigatoni alla Norma", il capolavoro della cucina siciliana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/in-cucina-con-gemyy-rigatoni-alla-norma-il-capolavoro-della-cucina-siciliana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conosciutissimo questo primo piatto, nato in
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sicilia, in particolare a Catania,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           un primo molto gustoso e sfizioso che ha anche una storia particolare  tutta da raccontare. Il nome potrebbe derivare dalla sua bontà e dalla sua preparazione a puntino, fatta “a norma” insomma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma questa non è l’unica teoria: leggenda vuole che la bellezza e il gusto di questo piatto siano stati paragonati alla
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           protagonista di un’opera
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            lirica di Bellini, la Norma .
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si dice infatti che questo piatto così prelibato suoni proprio come l 'opera del Bellini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           INGREDIENTI per circa 4 persone 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rigatoni 500 gr
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Melanzane 300 gr 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pomodoro 400 gr 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Basilico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio evo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio di girasole
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricotta siciliana salata da grattugia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un pizzico di zucchero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pepe a piacere 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           PROCEDIMENTO:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accertiamoci dunque che l’olio sia ben caldo e friggiamo la melanzana tagliata a cubetti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tradizione vuole che la pasta alla Norma venga preparata con i maccheroni, o lisci o rigati  Scolandoli al dente terranno perfettamente la cottura e assorbiranno tutto il sugo. Prepariamo il condimento facendo un veloce sugo al pomodoro e aggiungiamo poi le melanzane fritte , basilico, ricotta salata, e saltiamo il tutto con la pasta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il piatto è pronto per essere gustato.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 14 Nov 2024 11:06:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Scopri il Gusto del Natale con il Rombo: Un Evento Culinario Imperdibile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/scopri-il-gusto-del-natale-con-il-rombo-un-evento-culinario-imperdibile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il 15 novembre si terrà un evento culinario straordinario, dedicato agli appassionati di cucina e alle delizie del rombo, il pesce perfetto per arricchire le tavole natalizie.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Organizzato in collaborazione con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Prodemar di Stolt Sea Farm,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          leader nella produzione sostenibile di prodotti ittici di alta qualità, il webinar rappresenta un’occasione unica per scoprire i segreti della cucina sostenibile e della tradizione gastronomica italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Protagonista dell’evento sarà lo chef Francesco Gotti,
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che condividerà ricette innovative, trucchi del mestiere e suggerimenti su come valorizzare al meglio il rombo nelle preparazioni natalizie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo appuntamento non è solo un'opportunità per imparare nuove tecniche culinarie, ma anche per riflettere su come promuovere pratiche sostenibili nel settore alimentare, celebrando al contempo la ricca tradizione gastronomica del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non lasciarti sfuggire questa esperienza unica! Segna la data sul calendario e preparati a vivere una serata dedicata al gusto, alla creatività e alla sostenibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Nov 2024 09:23:59 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/scopri-il-gusto-del-natale-con-il-rombo-un-evento-culinario-imperdibile</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lavazza celebra 130 anni con il Calendario 2025: "Let's Blend"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lavazza-celebra-130-anni-con-il-calendario-2025-let-s-blend</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Foto di Omar Victor Diop, tra i testimonial Jannik Sinner
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lavazza presenta il Calendario 2025, intitolato "Let's Blend - 130 years forward", celebrando 130 anni di storia con una visione corale che esalta il concetto di unione. Sotto la direzione creativa di Armando Testa e gli scatti del fotografo Omar Victor Diop, il calendario si sviluppa in quattro tableaux vivants stagionali: Blending Cultures, Blending Times, Blending Roots e Blending Minds.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto riunisce 36 testimonial attorno al simbolico bancone del caffè, con protagonisti come Jannik Sinner, Whoopi Goldberg e Big Mama. Francesca Lavazza ha sottolineato l'importanza della miscela, intesa come armonia e collaborazione. Presentato in una serata condotta da Federico Buffa, l'evento ha visto la partecipazione di Sinner, che ha raccontato il legame profondo con il brand che lo accompagna sin dagli esordi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ANSA 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto di Omar Victor Diop
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Nov 2024 09:16:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/lavazza-celebra-130-anni-con-il-calendario-2025-let-s-blend</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SALUTE: COLDIRETTI PUGLIA, A  MARATONA  SOLIDARIETÀ A TORREMAGGIORE SANA ALIMENTAZIONE E SPORT CON DIETA MEDITERRANEA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/salute-coldiretti-puglia-a-maratona-solidarieta-a-torremaggiore-sana-alimentazione-e-sport-con-dieta-mediterranea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’attività sportiva è accompagnata da una sana e corretta alimentazione con la dieta mediterranea che si è classificata, ancora una volta, come migliore dieta al mondo davanti alla dash e alla flexariana. A ricordarlo è Coldiretti Puglia, in occasione della Maratona della Solidarietà organizzata a Torremaggiore da Avis, assessorato allo sport della Regione Puglia, Comune di Torremaggiore, dove Coldiretti e Campagna Amica hanno celebrato la sana alimentazione con il cibo locale emblema della Dieta Mediterranea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dieta mediterranea – dice Coldiretti Puglia – è salutare per il cuore ed è stata associata a una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo e del peso corporeo, nonché a migliori risultati di salute cardiovascolare e tassi inferiori di malattie cardiache e ictus. L’abbondanza di frutti di mare ricchi di nutrienti, noci, semi, olio extravergine, fagioli, verdure a foglia verde e cereali integrali nella dieta mediterranea vanta anche molti benefici per il cervello. Gli antociani in bacche, vino e cavolo rosso sono considerati particolarmente benefici per la salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti Puglia – ha vinto la sfida tra 24 diverse alternative con un punteggio di 4,6 su 5 grazie agli effetti positivi sulla salute ed è anche fra le più facili da seguire, adatta alle famiglie, semplice da organizzare con alimenti di base, incoraggia un consumo moderato di grassi sani, come l’olio d’oliva, e scoraggia i grassi malsani, come i grassi saturi, con meno del 30% circa delle calorie totali provenienti dai grassi ed è adatta a chi segue prescrizioni religiose halal o kosher.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           U
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           n ruolo importante per la salute che – precisa la Coldiretti regionale – è stato riconosciuto ad oltre un decennio dall’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco avvenuta il 16 novembre 2010. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari – continua la Coldiretti – si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di un tesoro del Made in Italy che ha consentito all’Italia livelli di longevità fra più alti al mondo, ma è sotto attacco – denuncia Coldiretti – su più fronti: climatico, economico e politico europeo. Ma sulla dieta mediterranea pesano anche altre minacce come il via libera dell’Unione Europea all’immissione sul mercato degli insetti come nuovi alimenti o l’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche. Un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria allarmistica e ingiustificata, capace di influenzare negativamente le scelte dei consumatori. Un approccio semplicistico e fuorviante che si concretizza anche con lo scontro sulle etichette a semaforo tipo nutriscore che si stanno diffondendo in molti Paesi dell’Unione Europea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea – conclude Coldiretti Puglia – quando è inaccettabile spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca invece di influenzarlo nei suoi comportamenti orientandolo a preferire prodotti di minore qualità anche perché l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera come nel sistema di etichettatura a batteria, e non certo sullo specifico prodotto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Nov 2024 08:33:18 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/salute-coldiretti-puglia-a-maratona-solidarieta-a-torremaggiore-sana-alimentazione-e-sport-con-dieta-mediterranea</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Maratona+della+solidariet%C3%A0+a+Torremaggiore_Sport+e+salute+con+il+cibo+della+Dieta+Mediterranea.jpg">
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    </item>
    <item>
      <title>SAN MARTINO: COLDIRETTI PUGLIA, SI STAPPA IL VINO NOVELLO IN PUGLIA; IN VENDITA 150MILA BOTTIGLIE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/san-martino-coldiretti-puglia-si-stappa-il-vino-novello-in-puglia-in-vendita-150mila-bottiglie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A San Martino è immancabile il Novello in Puglia, un vino per tanti fatto da pochi, con una stima di 150mila bottiglie prodotte e circa 900mila euro di fatturato, un vino giovane e beverino che ha perso smalto rispetto al passato in termini di consumi e produzione, ma che resta un apprezzabile fenomeno stagionale. E’ quanto stima la Coldiretti Puglia, quando in occasione di San Martino sono immancabili in autunno le caldarroste, accompagnate dal vino Novello, per cui quest’anno il “déblocage” per legge è partito il 30 ottobre, anticipato rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vino novello – sottolinea la Coldiretti  regionale – viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste in Fiere e Sagre in un anno segnato peraltro dall’emergenza che ha colpito il settore vitivinicolo con rincari dei costi di produzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La legislazione, affinché il vino possa essere chiamato Novello, prevede l'utilizzo obbligatorio a macerazione carbonica per almeno il 30% dell'uva, mentre il restante 70% può essere vinificato con il metodo tradizionale. Leggero e con bouquet aromatico il “vino da bere giovane” deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione utilizzato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La produzione di Novello è calata negli ultimi decenni a causa – rileva la Coldiretti Puglia – di una serie di fattori, a partire dall’aumento dei costi di produzione che fanno il paio con la limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco dei prossimi 6 mesi fino alla tecnica di produzione, la macerazione carbonica, che è più costosa di circa il 20% rispetto a quelle tradizionali. Ma soprattutto – spiega la Coldiretti – gli stessi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Francia, il novello è nato nella zona di del Beaujolais con i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau. La produzione italiana è invece basata da sempre su uve di qualità Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il novello, con la tecnica della macerazione carbonica che è più costosa di circa il 20 % rispetto a quelle tradizionali, è un vino dallo stile “spremuto e bevuto” – sottolinea la Coldiretti -  con una limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco di 6 mesi. La tradizione vuole che l’apertura del novello – conclude la Coldiretti regionale – si festeggi a San Martino, l’11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 12 Nov 2024 08:30:15 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Guida Michelin 2025: Giancarlo Perbellini è il nuovo 3 Stelle italiano e pioggia di nuove stelle in tutta Italia"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/guida-michelin-2025-giancarlo-perbellini-e-il-nuovo-3-stelle-italiano-e-pioggia-di-nuove-stelle-in-tutta-italia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La Guida Michelin 2025 ha ufficialmente svelato i suoi nuovi ristoranti stellati, in un evento ricco di emozioni al Teatro Pavarotti di Modena
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           . La grande novità di quest’anno è
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Giancarlo Perbellini,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            che ottiene le ambite 3 Stelle per il suo ristorante Casa Perbellini – 12 Apostoli a Verona, diventando così uno dei pochi chef italiani a raggiungere questo prestigioso riconoscimento. Lo chef, visibilmente commosso, ha dedicato il premio alla moglie e al suo team, ripercorrendo il suo percorso professionale iniziato a soli 14 anni.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al nuovo tristellato, la cerimonia ha visto l’annuncio di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           33 nuovi ristoranti insigniti di 1 Stella,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un gruppo numeroso che conferma il talento e l’impegno della scena gastronomica italiana. Tra i nuovi stellati ci sono realtà distribuite in tutta Italia, da Nord a Sud, tra cui Cetaria a Baronissi, Volta del Fuenti a Vietri sul Mare, e Cannavacciuolo Le Cattedrali ad Asti. In particolare, Matteo Vergine, giovane chef di Grow Restaurant in provincia di Monza-Brianza, ha ottenuto la sua prima Stella Michelin e il riconoscimento come miglior giovane chef italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Guida Michelin ha inoltre premiato il sommelier Oscar Mazzoleni, il servizio di sala di Vanessa Melis e lo chef mentore Antonino Cannavacciuolo, che ha ricevuto 2 nuove stelle per i suoi ristoranti. La sostenibilità è stata un altro tema centrale, con l’assegnazione delle Stelle Verdi a 11 ristoranti distintisi per l’attenzione all’ambiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia si conferma dunque protagonista nel panorama gastronomico mondiale, con una cucina che continua a influenzare e ispirare a livello globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 05 Nov 2024 16:08:48 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gianfranco Iervolino, il Maestro della Pizza e dei Fritti premiato dal Gambero Rosso con i Tre Spicchi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gianfranco-iervolino-il-maestro-della-pizza-e-dei-fritti-premiato-dal-gambero-rosso-con-i-tre-spicchi</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000305920.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Come scrive Caramaglia,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            "la pizza veste lo spazio di colori e profumi e quando arriva in tavola si innamora il mondo".
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      
           Questo è il magico mondo della pizza creato dal
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Maestro, Chef e Musicista Gianfranco Iervolino
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , che ha appena raggiunto il massimo riconoscimento nella prestigiosa guida pizzerie d'Italia del
           &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Gambero Rosso: i Tre Spicchi.
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un traguardo che rappresenta per Iervolino la celebrazione di anni di impegno e dedizione per l'arte della pizza. La sua ricerca è continua, sia nella selezione di farine che nella sperimentazione di impasti a lunga lievitazione, per offrire una pizza leggera, soffice e altamente digeribile, frutto di studi e di esperienza sul campo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conosciuto al grande pubblico per la sua presenza in programmi TV come
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Detto Fatto su Rai Due,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dove per otto anni ha cucinato e raccontato le tradizioni gastronomiche italiane, Gianfranco ha fatto della pizza una vera opera d’arte, sempre accompagnata dalla sua amata musica napoletana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere ancora più speciale l’esperienza è la presenza di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gregori Nalon,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          chef televisivo e food manager e la giornalista
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maria Giovanna Labruna.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gianfranco ci ha accolto con una degustazione di entrée della classica tradizione napoletana:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Frittella con stracciata di bufala e gambero
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Polpetta di melanzane con fonduta di provolone del Monaco e basilico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Panzarotto napoletano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fiore di zucca in pastella con ricotta di bufala e salame paesano
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Ogni boccone racconta la ricchezza e il gusto della tradizione.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per le pizze, Iervolino ha mostrato tutto il suo talento nel creare capolavori culinari, tra cui:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pizza La Ciummarella:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          provola di Agerola, peperoncini verdi del fiume, pomodorino fresco, salsiccia a punta di coltello, clorofilla di basilico e grana padano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pizza Vesuvio:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP, mozzarella di bufala DOP, grana padano, olio EVO campano e basilico fresco
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tronchetto Foresta Nera:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          rucola, provolone del Monaco e riduzione di Piedirosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pizza Polacca
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : con crema pasticcera al limone e amarene sciroppate
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Graffa dello Chef
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il menù proposto evidenzia la passione e la dedizione di Iervolino per la qualità e l'eccellenza delle materie prime. Il suo impasto, leggero e ad alta idratazione, si scioglie in bocca, a testimonianza del suo approfondito studio e della sua esperienza pluriennale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Riconoscimenti di Gianfranco Iervolino:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tre Spicchi Gambero Rosso 2024/2025
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tre Spicchi Gambero Rosso 2015/2016
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pizzaiolo dell’Anno - Award Food 2015
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio Pizza dell’Anno Gambero Rosso 2014/2015
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio Tre Spicchi Gambero Rosso 2014/2015
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio Pizza Up 2012
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Premio Golosaria 2012 (con Paolo Massobrio)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Presenza nelle guide:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida delle migliori pizzerie della Campania di Monica Piscitelli e Luciano Pignataro (3 oliere)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida Identità Golose, Milano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida del Gastronauta di Davide Paolini
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida Gambero Rosso
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida del Touring Club
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Un viaggio indimenticabile tra sapori autentici e creatività, Gianfranco Iervolino Pizza e Fritti è una destinazione da non perdere per tutti gli amanti della buona cucina e delle tradizioni italiane.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 05 Nov 2024 10:06:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gianfranco-iervolino-il-maestro-della-pizza-e-dei-fritti-premiato-dal-gambero-rosso-con-i-tre-spicchi</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Maria Grazia Celella Giudice al Campionato Mondiale Pizza DOC per il Decimo Anniversario</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maria-grazia-celella-giudice-al-campionato-mondiale-pizza-doc-per-il-decimo-anniversario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Maria Grazia Celella
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           è stata nuovamente convocata come giudice per il prestigioso
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Campionato Mondiale Pizza DOC
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , un evento internazionale che quest'anno celebra il suo decimo anniversario. La competizione, in programma
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            dal 12 al 14 novembre a Paestum
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , raduna i migliori pizzaioli e maestri dell'arte bianca provenienti da tutto il mondo, pronti a contendersi il titolo di campione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Celella ha espresso profondo orgoglio nel far parte di una giuria così importante, sottolineando l'emozione e il privilegio di poter confrontarsi con talenti di livello mondiale.
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           "Essere parte di una giuria così prestigiosa è per me motivo di grande orgoglio," afferma Celella. "È un’opportunità per confrontarmi con i migliori talenti mondiali e scoprire le nuove tendenze che rendono la pizza un'arte sempre viva e in evoluzione."
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'edizione di quest'anno sarà caratterizzata da un programma ricco di eventi e competizioni, in cui i partecipanti mostreranno la loro creatività e maestria nelle varie categorie in gara. Non solo tradizione: questo campionato mette in risalto anche l'innovazione e le tecniche emergenti, dimostrando come la pizza possa evolversi pur mantenendo salde le sue radici nella cultura gastronomica italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "La passione, la competenza e l'autenticità saranno protagoniste di questo evento," conclude Celella. Questo campionato è un vero e proprio omaggio alla pizza italiana, simbolo di eccellenza e tradizione che, attraverso eventi come questo, continua a risplendere a livello mondiale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 05 Nov 2024 09:31:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Grande attesa per la Guida Michelin 2025: chi saranno i nuovi stellati della ristorazione italiana?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-attesa-per-la-guida-michelin-2025-chi-saranno-i-nuovi-stellati-della-ristorazione-italiana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Martedì 5 novembre si alzerà il sipario sulla Guida Michelin 2025,
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           appuntamento imperdibile per il mondo della ristorazione e per gli appassionati di alta cucina. La cerimonia di presentazione delle nuove stelle Michelin si terrà a Modena, presso il Teatro Comunale Pavarotti, a partire dalle 11.45. Un evento che riunirà i grandi protagonisti della cucina italiana e rivelerà i nomi dei ristoranti premiati, accanto ai vincitori di premi speciali nelle categorie della sostenibilità, della pasticceria, dei vini e dei giovani chef emergenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           L’Italia si conferma una delle mete più apprezzate al mondo per l’alta cucina, con 395 ristoranti stellati nell’edizione 2024. In cima alla classifica, i 13 ristoranti tristellati rappresentano l'eccellenza assoluta, con chef che portano la cucina a un livello artistico, creando piatti destinati a diventare dei classici.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con Lombardia, Campania, Toscana, Piemonte e Veneto a guidare la scena per numero di ristoranti premiati, le attese per il 2025 sono alte, tra le possibili riconferme e le sperate nuove stelle. Il territorio italiano si conferma così un autentico firmamento di sapori e creatività, in costante crescita e capace di sorprendere ogni anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento, dunque, è per martedì 5 novembre a Modena, dove si conosceranno i nuovi astri della ristorazione italiana e si celebreranno le eccellenze che continuano a rendere l’Italia uno dei punti di riferimento nel panorama mondiale della gastronomia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           FOTO CORRIERE
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 16:11:23 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-attesa-per-la-guida-michelin-2025-chi-saranno-i-nuovi-stellati-della-ristorazione-italiana</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Bacco nelle Gnostre: Il Cuore di Noci Batte di Nuovo per la Tradizione Autunnale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/bacco-nelle-gnostre-il-cuore-di-noci-batte-di-nuovo-per-la-tradizione-autunnale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 9 e domenica 10 novembre 2024, il centro storico di Noci torna a essere il palcoscenico di una delle sagre autunnali più amate e attese: "Bacco nelle Gnostre". Un evento che ogni anno richiama migliaia di visitatori da tutta Italia, desiderosi di immergersi nell'atmosfera magica e vivace di questo borgo pugliese. Per due giorni, le strade di Noci saranno inondate di aromi, sapori e colori che celebrano le tradizioni enogastronomiche locali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’aria sarà pervasa dal profumo delle caldarroste, mentre i visitatori potranno godere di un'ampia varietà di vini locali, serviti in calici sempre pieni e con pettorine personalizzate che permettono di degustare il nettare di Bacco senza fretta, ma con la dovuta attenzione ai sapori e alle fragranze. Le serate saranno animate da un programma ricco di eventi: non solo degustazioni, ma anche performance di danza acrobatica, musica dal vivo e spettacoli di danza tradizionale, tutti pensati per valorizzare le radici culturali della regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I migliori chef locali saranno presenti per proporre ai visitatori prelibatezze stagionali e piatti tipici preparati con cura e passione, offrendo un viaggio culinario che racconta la storia e la bellezza di questo territorio. Le stradine del borgo antico, illuminate e adornate per l’occasione, si trasformeranno in un percorso enogastronomico immersivo, in cui ogni angolo regalerà emozioni e sapori unici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Bacco nelle Gnostre" non è solo una festa del gusto, ma un vero e proprio inno alla gioia condivisa e all'ospitalità. Noci si impegna, anno dopo anno, a offrire ai suoi ospiti un’atmosfera accogliente e autentica, in cui ogni dettaglio è pensato per far sentire ciascun visitatore parte di una grande famiglia. Un evento imperdibile per chiunque ami le tradizioni, il buon cibo e l’allegria del convivio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 14:40:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/bacco-nelle-gnostre-il-cuore-di-noci-batte-di-nuovo-per-la-tradizione-autunnale</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Castagne in Forno, Padella e al Sale: Tutti i Trucchi per Prepararle Perfettamente a Casa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/castagne-in-forno-padella-e-al-sale-tutti-i-trucchi-per-prepararle-perfettamente-a-casa</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le castagne sono un must autunnale che porta in tavola sapori autentici e profumi inconfondibili. Ecco i metodi più facili e veloci per cucinarle a casa, con qualche trucco per renderle ancora più gustose!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Castagne al Forno
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Castagne e acqua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Incidi le castagne con un taglio orizzontale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lascia in ammollo in acqua tiepida per circa 15-20 minuti: questo rende la buccia più facile da rimuovere una volta cotte.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Riscalda il forno a 220°C, disponi le castagne su una teglia e infornale per circa 25-30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A metà cottura, spruzza un po’ d’acqua sulle castagne per mantenerle morbide.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          T
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            rucco: Una volta cotte, avvolgile in un panno e lasciale riposare per qualche minuto: la buccia verrà via facilmente.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Castagne in Padella
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : Castagne e un po' d’acqua.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Incidi ogni castagna e mettile in ammollo per 10-15 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Usa una padella forata per una cottura uniforme, altrimenti una normale padella antiaderente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuoci a fiamma medio-bassa per circa 20 minuti, girandole ogni tanto. Aggiungi un goccio d’acqua per evitare che si secchino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Trucco: Se hai a disposizione qualche foglia di alloro, aggiungila in padella per dare alle castagne un aroma più intenso.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Castagne al Sale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Castagne e sale grosso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedimento:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo aver inciso le castagne, prepara una teglia ricoperta di sale grosso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Adagia le castagne sul sale, in modo che non si tocchino tra loro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cuoci in forno a 200°C per circa 25 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Trucco: Il sale assorbirà l'umidità in eccesso, rendendo le castagne più asciutte e facili da sbucciare.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Consigli Finali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ricorda sempre di incidere le castagne per evitare che scoppino in cottura.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Le castagne cotte si conservano per un paio di giorni, ma è meglio consumarle appena pronte per godere del massimo sapore.
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto  WEB
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 14:09:29 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/castagne-in-forno-padella-e-al-sale-tutti-i-trucchi-per-prepararle-perfettamente-a-casa</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CALDO: COLDIRETTI PUGLIA, SUI BANCHI ARRIVANO LE TARDIZIE COME MELANZANE E POMODORI  MA CONTEMPORANEAMENTE CI SONO VERDURE INVERNALI COME CIME DI RAPE NOVANTINE E CAVOLI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caldo-coldiretti-puglia-sui-banchi-arrivano-le-tardizie-come-melanzane-e-pomodori-ma-contemporaneamente-ci-sono-verdure-invernali-come-cime-di-rape-novantine-e-cavoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il caldo fuori stagione, assieme alla mancanza di piogge, e le temperature del terreno ancora  alte, le tardizie affollano i banchi di vendita, con le melanzane che continuano ad entrare in produzione, a stagione ufficialmente conclusa, ma anche i pomodori e i peperoni, mentre contemporaneamente si stanno raccogliendo  verdure e ortaggi invernali, come le cime di rape novantine e i cavoli che per il caldo  sono sempre a rischio fioritura. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, quando sui banchi del mercato di Campagna Amica di Piazza del Ferrarese a Bari sono abbondanti ortaggi e verdure che continuano a maturare fuori stagione, a causa dei cambiamenti climatici in atto, mentre sono già abbondanti quelli prettamente invernali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preoccupa molto l’allungamento della fase vegetativa delle piante a  causa del caldo perdurante fuori stagione – sottolinea la Coldiretti regionale - con il rischio di far ripartire le fioriture, con il pericolo di esporle ai danni di un prevedibile successivo abbassamento delle temperature e la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni, ma danni sta causando anche l’umidità su verdure e ortaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con le temperature sopra la media per gli ortaggi e le semine – denuncia Coldiretti Puglia – sono balzati alle stelle i costi di carburante per l’irrigazione e in difficoltà per l’allarme siccità fuori stagione sono in realtà tutte le colture in campo a causa della maturazione contemporanea degli ortaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           U
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           na situazione preoccupante – sottolinea la Coldiretti Puglia - In Puglia, dove a causa della siccità grave del 2024  si registrano raccolti dimezzati dalle ciliegie al grano, dal miele fino alle olive. Per la siccità e le temperature ben al di sopra della norma sin dall’inverno ne hanno fatto già le spese le clementine che sono finite al macero, compromesse dalla mancanza di acqua che ne ha inibito l’accrescimento, ma anche la produzione di grano per fare pane e pasta risulta dimezzata per effetto della prolungata siccità che ha stretto tutta la regione in una morsa per mesi causando il taglio delle rese. La crisi idrica ha determinato un calo drastico di foraggio verde nei pascoli con l’aggravio dei costi per l’acquisto di mangimi per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle, ma anche gli apicoltori hanno dovuto dire addio ad oltre 1 vasetto di miele su 2 con le api stremate senza cibo per le fioriture azzerate, con il 60% in meno di raccolta condizionata dal caldo e dalla siccità. Ma a preoccupare è l’andamento della campagna di raccolta delle olive, dove si stima un crollo di oltre il 40% delle quantità rispetto all’anno scorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma nelle campagne gli effetti si fanno sentire anche – precisa la Coldiretti Puglia – per i parassiti che sono rimasti attivi con le temperature miti e attaccano più facilmente le colture ancora in campo, come avviene peraltro nelle città dopo sono ancora diffuse zanzare e mosche. Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che – continua la Coldiretti regionale – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            FOTO WEB
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Nov 2024 13:51:02 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PAC: COLDIRETTI PUGLIA, ACCONTI IN LIQUIDAZIONE PER OLTRE 13MLN EURO; ALTRI DECRETI ANCHE A NOVEMBRE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pac-coldiretti-puglia-acconti-in-liquidazione-per-oltre-13mln-euro-altri-decreti-anche-a-novembre</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono in fase di liquidazione con i decreti 1 e 2  gli acconti PAC 2024 pari ad oltre 13 milioni di euro, con altri decreti in pubblcazione anche a novembre, mentre i saldi arriveranno a partire da dicembre, una boccata d’ossigeno per gli agricoltori che stanno facendo i conti con la grave siccità che ha dimezzato le produzioni, l’aumento dei costi e gli eventi estremi che mettono a repentaglio la tenuta stessa delle aziende agricole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coldiretti esprime soddisfazione per la decisione di Bruxelles di autorizzare gli Stati membri a versare anticipi più elevati dei fondi della Politica Agricola Comune (PAC) ai produttori agricoli. Una misura che Coldiretti aveva fortemente richiesto anche nelle mobilitazioni a Bruxelles e che risponde alle esigenze di liquidità. Si tratta di un intervento necessario per sostenere le aziende agricole in difficoltà a causa, in particolare, dei continui cambiamenti climatici e dell’aumento dei costi di produzione e con tassi bancari ancora elevati nonostante il recente taglio della BCE.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Politica agricola comune in Europa vale 386 miliardi di euro in totale fino al 2027 – ricorda la Coldiretti – di cui trentacinque miliardi di euro in Italia, un ammontare che mette le aziende agricole dell’Unione in una situazione di svantaggio rispetto al resto del mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono necessari maggiori fondi per sostenere la produzione agricola – sottolinea Coldiretti - messa sempre più a rischio dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalle tensioni internazionali che fanno esplodere i costi di produzione abbassando il reddito degli agricoltori, con il rischio di un crollo della produzione alimentare che andrebbe a danneggiare in primis le fasce più deboli della popolazione. L’aumento della dipendenza dell’estero porterebbe un netto trasferimento di ricchezza fuori dai confini dell’Unione, tagliando risorse preziose per le misure a favore del settore produttivo e dei cittadini, a partire da quelli più poveri. Le politiche sul cibo sono strettamente dipendenti dal livello di sovranità alimentare del Paese e non è un caso che lo stesso Farm bill americano destini parte delle risorse all’acquisto di buoni alimentari per gli indigenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al tema delle risorse si abbina quello della semplificazione burocratica e del rispetto del principio di reciprocità. Dopo le manifestazioni pacifiche della Coldiretti a Bruxelles la Commissione ha compiuto un primo importante passo verso l’alleggerimento degli adempimenti a carico delle aziende agricole. Un passo che va ora rafforzato con una semplificazione ancora più profonda di tutte le regole della Pac che gravano su tutte le aziende, a prescindere dalla loro dimensione, considerato che oggi un agricoltore spende un terzo del suo tempo per riempire moduli e carte burocratiche. Ma anche con politiche “verdi” che valorizzino il ruolo dell’agricoltore nella tutela dell’ambiente, rispetto alle follie estremiste che hanno sino ad oggi caratterizzato l’applicazione del green deal.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FOTO WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pac-coldiretti-puglia-acconti-in-liquidazione-per-oltre-13mln-euro-altri-decreti-anche-a-novembre</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Fiera del Folpo: Luca Zaia celebra la Tradizione Culinaria Veneta a Noventa Padovana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-fiera-del-folpo-luca-zaia-celebra-la-tradizione-culinaria-veneta-a-noventa-padovana</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000296739.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Il presidente della Regione Veneto, Luca Zai
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
        
            a,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ha condiviso con entusiasmo la sua esperienza alla
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Fiera del Folpo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           di Noventa Padovana (PD), un evento che ogni anno celebra uno dei simboli della tradizione veneta: il "folpo" (termine dialettale per polpo). Attraverso un post sui social, Zaia ha evidenziato l’unicità di questa manifestazione che rappresenta il cuore della cucina e della cultura locale, un appuntamento atteso che unisce migliaia di persone nel segno della passione per le tradizioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una Fiera tra Storia e Sapori
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per Luca Zaia, tornare alla Fiera del Folpo è un’occasione per immergersi nei sapori autentici e nei colori di una manifestazione che, oltre al gusto, racconta una storia. L’evento infatti si svolge tra le storiche bettole, dove il folpo viene proposto in ricette tradizionali, dal semplice bollito condito con olio e prezzemolo a piatti più elaborati, che rievocano sapori del passato e svelano le radici culinarie della regione. Per i visitatori, la fiera non è solo un viaggio nel gusto, ma anche un momento per riscoprire l’autenticità della cucina veneta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Entusiasmo di una Comunità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zaia ha sottolineato come la Fiera del Folpo sia molto più di un evento gastronomico: è un momento di aggregazione che vede la partecipazione di migliaia di visitatori, tra abitanti del luogo e appassionati di cucina provenienti da tutto il Veneto e oltre. Un evento che riesce a rinnovare, anno dopo anno, un’atmosfera di festa e condivisione, portando in primo piano il valore delle tradizioni locali e della convivialità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Cucina Veneta come Simbolo di Identità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luca Zaia ha ringraziato tutti coloro che contribuiscono a rendere speciale questo evento, evidenziando come la Fiera del Folpo sia un simbolo di identità veneta. "Viva la nostra cucina, viva il folpo!", ha esclamato nel suo post, sottolineando l'importanza di sostenere eventi come questo, capaci di tenere vive le tradizioni e di raccontare una cultura attraverso i sapori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Fiera del Folpo a Noventa Padovana continua a rappresentare uno degli appuntamenti più sentiti per i veneti e per chiunque ami le tradizioni e la buona cucina. Il post di Luca Zaia testimonia quanto sia forte il legame con queste radici culturali, dove ogni piatto racconta una storia di passione e identità. Grazie a questo evento, la cucina veneta trova il suo spazio per brillare, regalando a tutti i visitatori un’esperienza autentica e indimenticabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Social ZAIA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:45:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Perché Scegliere Prodotti Italiani: Qualità che Fa la Differenza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/perche-scegliere-prodotti-italiani-qualita-che-fa-la-differenza</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Scegliere prodotti italiani non è solo una questione di gusto, ma un vero e proprio investimento nella qualità e nella sostenibilità. In un mercato sempre più globale, il "Made in Italy" rappresenta un marchio di eccellenza riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, sinonimo di tradizione, innovazione e rispetto per l'ambiente. Ma cosa rende i prodotti italiani così speciali? E perché premiare la qualità fa la differenza?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1. Tradizione e Maestria Artigianale
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dietro ogni prodotto italiano c'è una storia. Dalla pasta alle conserve, fino ai formaggi e ai vini, ogni alimento è il risultato di secoli di esperienza e passione tramandate da generazione in generazione. Le tecniche artigianali e le ricette tradizionali assicurano che i sapori autentici e le qualità nutritive vengano preservati, dando vita a prodotti unici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2. Controlli Rigorosi e Qualità Certificata
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'Italia vanta uno dei sistemi di controllo qualità più rigorosi al mondo, con certificazioni come DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), che attestano l'origine e la qualità dei prodotti. Queste certificazioni garantiscono che ogni fase della produzione sia monitorata, dal campo alla tavola, offrendo ai consumatori un prodotto sicuro e di altissimo livello.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3. Sostenibilità e Rispetto per l'Ambiente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molti produttori italiani seguono pratiche sostenibili, rispettando l'ambiente e promuovendo un'agricoltura responsabile. Dalla coltivazione biologica al rispetto della stagionalità, i prodotti italiani rappresentano una scelta consapevole, in linea con le esigenze di un futuro più verde. Acquistare italiano significa sostenere un sistema agricolo che tutela la biodiversità e promuove il benessere degli ecosistemi.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           4. Ricchezza e Varietà di Sapori
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina italiana è famosa per la sua straordinaria varietà di ingredienti regionali, ognuno con caratteristiche uniche e peculiari. Dalla mozzarella di bufala campana al Parmigiano Reggiano, passando per l’olio extravergine di oliva toscano e il vino Barolo, i prodotti italiani portano in tavola sapori autentici, frutto di climi e terreni diversi che arricchiscono il patrimonio culinario del Paese.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           5. Sostenere l’Economia Locale
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acquistare prodotti italiani significa anche supportare l’economia locale, favorendo le piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del sistema produttivo italiano. Scegliendo il "Made in Italy," si contribuisce a sostenere posti di lavoro, a preservare le tradizioni locali e a promuovere la cultura italiana nel mondo.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           6. Unicità del Gusto
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia offre una varietà di sapori che racchiude la diversità climatica e culturale del Paese. Ogni regione ha il suo profilo gustativo unico, dai formaggi ricchi e intensi del Nord ai pomodori dolci e aromatici del Sud. Questa unicità è il frutto di ingredienti autentici e metodi di produzione che rispettano la tradizione, valorizzando il gusto in ogni piatto. Un olio extravergine d’oliva toscano, una burrata pugliese o un vino siciliano sono esempi di come l'Italia sappia offrire al palato un’esperienza davvero unica.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scegliere prodotti italiani non è solo una questione di orgoglio nazionale, ma una decisione che premia la qualità e sostiene un sistema basato su valori come autenticità, sostenibilità e rispetto per le persone e l'ambiente. La prossima volta che ci troviamo davanti a un prodotto italiano, ricordiamoci che stiamo scegliendo non solo un sapore unico, ma anche un insieme di valori che fa del "Made in Italy" un'eccellenza da premiare e sostenere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           FOTO WEB
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  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:31:31 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>La Scelta Lacto-Vegetariana: Oltre la Dieta, un Approccio Etico e Salutare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-scelta-lacto-vegetariana-oltre-la-dieta-un-approccio-etico-e-salutare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sempre più persone abbracciano il regime alimentare lacto-vegetariano, una dieta che esclude carne, pesce e uova, ma include latticini. Tuttavia, la scelta lacto-vegetariana non si limita a una semplice decisione alimentare: è un modo di vivere che riflette un approccio etico e salutare, che va oltre i confini della cucina e del piatto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una Filosofia di Vita
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per molti lacto-vegetariani, questa scelta non è legata solo a motivi di salute, ma anche a una profonda convinzione etica. La dieta lacto-vegetariana si inserisce in una visione più ampia di rispetto verso gli animali e la natura. Infatti, ridurre il consumo di prodotti animali limita l’impatto ambientale legato agli allevamenti intensivi e sostiene un sistema alimentare più sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Benefici per la Salute
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dieta lacto-vegetariana è ricca di fibre, vitamine e minerali provenienti da verdure, frutta, cereali integrali e legumi. L’introduzione dei latticini offre una buona fonte di proteine e calcio, senza dover ricorrere a fonti animali. Studi indicano che questo tipo di dieta può ridurre il rischio di malattie croniche, come quelle cardiovascolari, ipertensione e alcuni tipi di tumore. Inoltre, favorisce il controllo del peso e migliora la salute intestinale, grazie a una maggiore presenza di fibre e antiossidanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Dieta Lacto-Vegetariana in Cucina
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta lacto-vegetariana apre le porte a una varietà di piatti gustosi e nutrienti. Dai curry a base di verdure, legumi e latte di cocco, ai risotti con funghi e parmigiano, passando per le zuppe di lenticchie e formaggi freschi, il ventaglio di opzioni è ampio e invita alla creatività. I piatti sono colorati, gustosi e appaganti, con la possibilità di sperimentare con spezie, erbe aromatiche e condimenti naturali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Uno Stile di Vita Consapevole
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi adotta questo approccio, il lacto-vegetarismo non è solo un insieme di scelte alimentari, ma una filosofia di vita. L’alimentazione si integra con altre scelte consapevoli: dal consumo di prodotti biologici e locali alla riduzione degli sprechi. Essere lacto-vegetariani significa prendersi cura del proprio corpo, rispettare il mondo circostante e contribuire a un futuro più sostenibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dieta lacto-vegetariana continua a guadagnare popolarità come una scelta di vita che armonizza salute, etica e benessere. Questo approccio invita chiunque, anche solo per curiosità, a sperimentare uno stile di vita che mette in primo piano non solo ciò che mangiamo, ma anche il come e il perché.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 08:17:17 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>A Mola di Bari la prima edizione del Festival che promuove l’eccellenza enogastronomica locale con una tre giorni di degustazioni,  esperienze, incontri, arte e artigianato tipico pugliese.</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Foto1.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli elementi sono quelli che, insieme, riescono a racchiudere la vera essenza della Puglia: gastronomia tipica, vini d’eccellenza, arte e artigianato, esperienze, incontri di approfondimento e grande accoglienza. La città di Mola di Bari si prepara ad ospitare la prima edizione del “Mola Paranza &amp;amp; Wine Fest”, l’evento ideato e organizzato dall’Associazione di promozione sociale SensAzioni del Sud e da Core Live Show, che gode del finanziamento della Regione Puglia nell’ambito dell’avviso pubblico “Prodotti turistici” dell’Agenzia regionale del Turismo Pugliapromozione (Poc Puglia FESR – FSE 2024-2020 Asse VI azione 6.8) e del patrocinio del Comune di Mola di Bari e che si svolgerà dall’1 al 3 novembre in Piazza XX Settembre (Mola di Bari).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una vera e propria festa del pescato di paranza e dei sapori d’autunno, capace di conciliare la passione per la buona tavola con una nuova visione del concetto di accoglienza, basato sulla condivisione e sulla convivialità, in un periodo dell’anno in cui il turismo di massa legato alle vacanze estive lascia il posto a nuove opportunità di riscoperta del territorio. E dunque non solo paranza, di cui il periodo autunnale è ricchissimo, ma anche una molteplicità di altri prodotti tipici di questa stagione dell’anno: caldarroste, melegrane, funghi e tanti prodotti DOP E IGP pugliesi, dalla mozzarella di Gioia del Colle alla cipolla rossa di Acquaviva, all’ottimo olio extravergine d’oliva, rigorosamente made in Puglia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio, allora, per tre intere serate, alle migliori proposte culinarie pugliesi cucinate da rinomati chef, a partire dall’immancabile frittura di paranza, ma senza dimenticare anche la carne e i dolci tipici del territorio; il tutto accompagnato da vini bianchi, rossi e rosati selezionati tra alcune delle migliori cantine della regione, che si occuperanno di guidare i partecipanti attraverso un viaggio alla scoperta dei metodi di vinificazione, delle caratteristiche del vino e delle sue proprietà organolettiche.   
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo enogastronomia, però, per una tre giorni ricca di esperienze dedicate agli avventori, che potranno provare l’ebrezza di salire a bordo di una barca di pescatori, oltre che di partecipare ad approfondimenti a tema a cura di esperti del settore e di ascoltare i racconti popolari ornati di antiche leggende raccontate dai marinai e dagli storici del luogo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ospiti delle tre serate, a partire dalle ore 21 in piazza XX Settembre, Ciccio Merolla &amp;amp; Band in “Malatia” (venerdì 1 novembre); Roberto Ferrari direttamente da Radio Deejay per un Dj set anni ’90 con special guest Regina (sabato 2 novembre) e I Cipurrid – pizziche, tarante e tarantelle (domenica 3 novembre). 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E ancora, tra le esperienze possibili, il Wine Tour, vero e proprio viaggio alla scoperta del territorio, della sua storia e cultura, sulle tracce del nettare di Puglia, con visita ad una cantina e degustazioni; l’Oil Tasting, durante il quale i partecipanti saranno condotti sulle vie dell’olio, alla scoperta di questo eccezionale prodotto, tra ulivi secolari, frantoi e degustazioni dei migliori olii evo pugliesi; l’evento Scopria-Mola in Bici, una visita guidata differente e sulle due ruote, attraverso percorsi mozzafiato capaci di regalare uno spaccato autentico di una Puglia assaporata con lentezza e nel rispetto dell’ambiente, per scoprirne paesaggi e borghi, il castello, le chiese, le masserie, il tutto ovviamente condito da soste utili al riposo e alla degustazione dei vini tipici; la Cooking Class, realizzata in una location esclusiva e proposta a tutti coloro che avranno voglia di mettere le mani in pasta, guidati da una massaia che svelerà tutti i segreti delle ricette più famose di Puglia; la scoperta dell’Arte della Ceramica, all’interno di un tipico laboratorio nel quale sarà raccontata la storia di questo materiale e si potrà assistere alla creazione di un manufatto in terracotta e alla sua cottura e decorazione; e infine il Laboratorio di Pizzica, tipica danza popolare pugliese di cui si potranno scoprire origini, passi e segreti attraverso la guida elegante di un’esperta danzatrice.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La paranza è un prodotto di eccellenza per la città di Mola di Bari e per l’intera Regione Puglia – spiega Manola Gungolo, presidente dell’Associazione SensAzioni del Sud – è con questa convinzione che abbiamo voluto contribuire a valorizzare questa terra a partire dalle sue tipicità, come è consuetudine e obiettivo fondante della mostra associazione. Siamo lieti e orgogliosi di cogliere questa sfida e auspichiamo nella massiccia partecipazione da parte del pubblico e dei turisti per vedere animata una città così bella anche durante il mese di novembre”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “L’Agricoltura e la pesca sono, per Mola di Bari, due assi portanti dell’economia e del turismo – aggiunge Giuseppe Colonna, sindaco di Mola di Bari -. Da anni pensavamo a come poter raccogliere la sfida della valorizzazione del nostro territorio a partire proprio da queste eccellenze, considerando anche il grande valore del mercato del pesce di Mola, uno dei pochissimi veri mercati di vendita al dettaglio. Per questa ragione abbiamo accolto favorevolmente l’iniziativa dell’associazione SensAzioni del Sud: un progetto che ci aiuta a destagionalizzare la nostra proposta turistica e che già ci vede inseriti nell’elenco regionale delle città d’arte e che ora, con questa nuova rassegna, diventa anche la capitale del buon pesce e del buon vino”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questa prima edizione del Mola Paranza &amp;amp; Wine Fest rappresenta un’idea virtuosa per raccontare e dare valore al connubio mare-terra, con il coinvolgimento attivo del partenariato e delle associazioni del territorio – ha ricordato l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia – in una rete di relazioni che valorizza i nostri comuni tutto l’anno. Il pescato ha un valore fondamentale nella Dieta Mediterranea: se le persone mangiano sano stanno meglio e l’intera economia ne trae beneficio. Ai pescatori, quindi, va il nostro grazie per quello che fanno a tutela del mare e per le proposte che portano. Con la nuova programmazione del FEAMPA, il Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura, continuerà il percorso di valorizzazione dei mercati nelle marinerie che credono nella vendita diretta del pescato locale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 28 Oct 2024 14:20:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-mola-di-bari-la-prima-edizione-del-festival-che-promuove-leccellenza-enogastronomica-locale-con-una-tre-giorni-di-degustazioni-esperienze-incontri-arte-e-artigianato-tipico-pugliese</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA PASTA: COLDIRETTI PUGLIA, CONTINUA SUCCESSO PASTA PUGLIESE NEL MONDO (+9%); MA PREZZO GRANO METTE A RISCHIO SOPRAVVIVENZA 38MILA AZIENDE AGRICOLE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-pasta-coldiretti-puglia-continua-successo-pasta-pugliese-nel-mondo--9-ma-prezzo-grano-mette-a-rischio-sopravvivenza-38mila-aziende-agricole</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ corsa alla pasta Made in Italy fatta in Puglia con gli acquisti all’estero cresciuti in valore del 9% nel primo semestre del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainati dalla tendenza dei consumatori mondiali a cercare prodotti fatti in Italia, mentre il prezzo del grano pugliese è crollato del 25% in 1 anno, mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa di 38mila aziende agricole in Puglia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia, sui dati ISTAT Coeweb diffusa in occasione Giornata Mondiale della Pasta  (World Pasta Day) che si celebra il 25 ottobre in tutto il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’Italia ha il più alto consumo di pasta pro-capite del mondo, pari a 23 kg all’anno, con una tendenza dei consumatori a ricercare pasta fatta con 100% grano italiano – sottolinea la Coldiretti – aumentati in modo vorticoso con il risultato che oggi 4 pacchi di pasta su 10 (40%) venduti in Italia utilizzano esclusivamente grano duro coltivato sul territorio nazionale. Un record storico a distanza di poco più di 11 anni dell’arrivo sugli scaffali della prima pasta tutta italiana, per valorizzare il territorio, il grano e il lavoro degli italiani, realizzata per iniziativa di Coldiretti, Legacoop Agroalimentare e Coop Italia che, accolta inizialmente con diffidenza dagli operatori, ha poi cambiato per sempre il mercato del prodotto-simbolo della cucina nazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una vera e propria svolta patriottica favorita dall’obbligo dell’etichettatura di origine del grano impiegato fortemente voluta dalla Coldiretti che ha spinto tutte le principali industrie agroalimentari a promuovere delle linee produttive con l’utilizzo di cereale interamente prodotto sul territorio nazionale, anche se molto resta da fare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma al contempo a frenare la crescita della coltivazione di grano per fare la pasta sono i bassi compensi riconosciuti agli agricoltori, con le importazioni di grano straniero in aumento dell’8% nei primi 6 mesi del 2024 rispetto allo scorso anno, con l’invasione di prodotto straniero che colpisce duramente i produttori pugliesi, facendo crollare i prezzi in un’annata in cui la produzione è risultata dimezzata a causa del clima e della siccità. Si tratta peraltro di cereali coltivati usando spesso sostanze vietate nel nostro Paese e nella Ue, come nella produzione del grano duro turco, su cui viene utilizzato – denuncia Coldiretti - ad esempio il Carbendazim, un fungicida sospettato di avere effetti cancerogeni, mentre il Glifosato, essiccante vietato in Italia in pre raccolta, si trova sul grano canadese e su quello russo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una situazione intollerabile dinanzi alla quale occorre affermare – rileva Coldiretti - il principio di reciprocità delle regole, vietando l’ingresso in Europa ai prodotti coltivati con sostanze vietate ma anche ottenuti dallo sfruttamento dei lavoratori. E serve anche garantire una etichettatura trasparente su tutti gli alimenti in commercio, a partire da pane, biscotti, cracker e altri derivati dai cereali, che oggi continuano ad essere “anonimi”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 10milioni di quintali prodotti in media all’anno, ma la domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e di concorrenza sleale delle importazioni dall’estero, soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore in Puglia ed in Italia, che nell’ultimo decennio – denuncia Coldiretti Puglia - hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati, con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre ridurre la dipendenza dall’estero e lavorare da subito nell’ambito del Pnrr per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali, conclude Coldiretti nel sottolineare che serve anche investire per aumentare produzione e le rese dei terreni con bacini di accumulo delle acque piovane per combattere la siccità, contrastare seriamente l’invasione della fauna selvatica che sta costringendo in molte zone interne all’abbandono nei terreni e sostenere la ricerca pubblica con l’innovazione tecnologica a supporto delle produzioni, della tutela della biodiversità e come strumento di risposta ai cambiamenti climatici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          FOTO WEB
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 26 Oct 2024 07:05:19 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>OGGI 26 OTTOBRE ALLE ORE 10.30 – LECCE, PIAZZA MAZZINI  HALLOWEEN: ZUCCA DAY DAL CIBO ALL’INTAGLIO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/oggi-26-ottobre-alle-ore-10-30-lecce-piazza-mazzini-halloween-zucca-day-dal-cibo-allintaglio</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             Il mercato dei contadini si trasforma in pumpkin patch.
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad Halloween arriva lo Zucca Day per scoprire i segreti della regina dell’inverno, dalla padella all’intaglio ma anche per decorare le case.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           L’iniziativa è della Coldiretti Puglia che oggi sabato 26 ottobre 2024, dalle ore 10,30, al mercato regionale dei contadini di Campagna Amica a Lecce in Piazza Mazzini, trasformato in un pumpkin patch, organizza degustazioni, esposizioni, lezioni dedicate all’ortaggio più grande del mondo, diventato il simbolo della notte delle streghe che dal Nord America ha contagiato anche l’Europa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Spazio anche ai consigli dell’agrichef per cucinarle al meglio in padella e si potranno degustare ricette a base di zucca. Nell’occasione sarà divulgato anche il report su andamento e qualità della  produzione regionale di uno dei frutti più versatili ma anche i segreti per realizzare una perfetta zucca di Halloween.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 26 Oct 2024 06:56:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Italia Brilla al Global Chefs: Tre Medaglie d'Oro per la Nazionale Italiana Cuochi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-italia-brilla-al-global-chefs-tre-medaglie-d-oro-per-la-nazionale-italiana-cuochi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000292769.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Grande trionfo per la cucina italiana al prestigioso Global Chefs, dove la Nazionale Italiana Cuochi (NIC) ha portato a casa ben tre medaglie d'oro, con un primo, un secondo e un terzo posto assoluto. Un risultato che consacra la NIC come la squadra più forte di sempre, rendendo orgogliosa l’intera nazione.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Rocco Pozzulo Presidente Nazionale Federazione Italiana Cuochi (FIC) 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
           ha espresso entusiasmo e soddisfazione per il successo della squadra:
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           "La Nazionale Italiana Cuochi più forte di sempre… Bravi ragazzi, bravi tutti!" Un segno tangibile della passione e della competenza che questi chef dedicano al proprio lavoro, dimostrando un talento e una dedizione senza pari".
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Anche Gianluca Tomasi, General Manager della NIC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ha voluto esprimere i propri ringraziamenti a tutto il team e a coloro che hanno reso possibile questo risultato:
          &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           "Questi straordinari ragazzi hanno lavorato con responsabilità e sacrificio durante i lunghi mesi di allenamento. Grazie, campioni!"
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il traguardo raggiunto conferma l'Italia come punto di riferimento mondiale non solo per la cucina, ma anche per l'alta pasticceria. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie a questi eccezionali professionisti, l’Italia rafforza il suo ruolo di leader internazionale, celebrando una vittoria che rimarrà nella storia della gastronomia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 26 Oct 2024 06:38:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vinitaly Usa Debutta a Chicago: Il Vino Italiano Conquista il Mercato Americano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vinitaly-usa-debutta-a-chicago-il-vino-italiano-conquista-il-mercato-americano</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima edizione di Vinitaly.Usa ha aperto le porte a Chicago, trasformando la città in un hub internazionale per il vino italiano. Con la partecipazione di oltre 1.500 buyer e operatori accreditati, l'evento rappresenta un'importante piattaforma di promozione per il settore vitivinicolo italiano negli Stati Uniti, uno dei mercati più strategici per l'export del Made in Italy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Organizzato da Veronafiere e Fiere italiane, l'iniziativa ha visto protagoniste 230 aziende italiane e cinque collettive regionali, con un’offerta di oltre 1.650 etichette in degustazione. L’obiettivo principale è quello di rafforzare e consolidare la presenza del vino italiano sul mercato americano, attraverso una strategia che punta a rendere Vinitaly.Usa un appuntamento fisso negli Stati Uniti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento ha avuto un’apertura istituzionale di rilievo, con interventi del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che ha evidenziato l’importanza di promuovere il vino italiano a livello globale, e del ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che in un videomessaggio ha sottolineato il ruolo chiave di queste manifestazioni nel rafforzare l'export italiano. Tajani ha definito Vinitaly.Usa uno strumento di "diplomazia della crescita", essenziale per consolidare il partenariato tra pubblico e privato nel settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anche il presidente dell'Agenzia Ice, Matteo Zoppas, ha messo in luce l'importanza della manifestazione come parte di una più ampia visione strategica per promuovere il sistema-Paese in un mercato complesso ma ricco di opportunità come quello statunitense.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l'inaugurazione, il governatore dell’Illinois, J.B. Pritzker, ha ricordato la lunga tradizione vitivinicola del suo stato, che vanta una produzione di alta qualità da oltre 150 anni. Questa cornice ha confermato l'impegno del mercato americano nell'apprezzare e valorizzare l'eccellenza del vino italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il debutto di Vinitaly.Usa, l'Italia dimostra ancora una volta la capacità di rinnovare e potenziare il proprio ruolo di leader nel settore vitivinicolo globale, puntando su eventi di spicco per aumentare la propria competitività e presenza all’estero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 22 Oct 2024 08:23:48 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Campionato Mondiale Pizza DOC 2024: La Sfida Globale dei Pizzaioli a Capaccio Paestum</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-campionato-mondiale-pizza-doc-2024-la-sfida-globale-dei-pizzaioli-a-capaccio-paestum</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/come-fare-la-vera-pizza-1764x882.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;i&gt;&#xD;
          
             La decima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC si terrà dal 12 al 14 novembre 2024 presso NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio – a Capaccio Paestum (SA).
            &#xD;
        &lt;/i&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Questa kermesse, ormai diventata un punto di riferimento per i professionisti del settore, riunisce pizzaioli da tutto il mondo pronti a sfidarsi per il titolo più ambito nel panorama della pizza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Campionato Mondiale Pizza DOC
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          non è solo una competizione, ma un vero e proprio festival dedicato all'arte della pizza, con esibizioni, degustazioni e workshop che celebrano la cultura gastronomica italiana. Ogni anno, l'evento cresce in popolarità e rilevanza, attirando concorrenti e appassionati da ogni angolo del pianeta, rendendo l'appuntamento un'occasione imperdibile per gli addetti ai lavori e per i buongustai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la tre giorni, pizzaioli esperti e giovani promesse del settore si sfideranno in diverse categorie, dalle classiche margherita e marinara, alle più originali creazioni gourmet. La competizione sarà valutata da una giuria di esperti che premierà l’innovazione, la qualità degli ingredienti e la maestria nell’esecuzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre alle gare, la manifestazione offrirà momenti di formazione e networking per i professionisti, con masterclass tenute da maestri pizzaioli e sessioni dedicate alle nuove tecnologie e tendenze nel mondo della pizza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la sua decima edizione, il Campionato Mondiale Pizza DOC si conferma come un evento di portata internazionale, che celebra non solo la tradizione della pizza, ma anche la sua continua evoluzione, rendendo onore all’eccellenza italiana che conquista il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 22 Oct 2024 07:58:57 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Caseus 2024: Il Gusto della Solidarietà tra Tradizione e Innovazione"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caseus-2024-il-gusto-della-solidarieta-tra-tradizione-e-innovazione</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Caseus_gallery_003-min.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A Caseus 2024, la passione per i formaggi si unisce a un forte impegno sociale grazie all’iniziativa Caseus Solidarietà. Quest’anno, nella splendida cornice di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD), l’evento non è solo una celebrazione del mondo caseario, ma anche un’occasione per fare del bene.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Attraverso Caseus Solidarietà, sosteniamo cause benefiche collaborando con associazioni locali. I caseifici partecipanti donano i loro migliori prodotti per aste di beneficenza e raccolte fondi, in cui i visitatori possono degustare eccellenze casearie e contribuire a progetti di inclusione sociale e supporto alle persone in difficoltà.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I fondi raccolti durante l’evento vengono destinati a iniziative solidali, che rafforzano il legame tra la tradizione gastronomica italiana e l’impegno verso il sociale. Gli ospiti di Caseus 2024 possono così godere di un’esperienza unica, sapendo di contribuire attivamente al bene comune.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Incontri, degustazioni e momenti di sensibilizzazione sul tema della solidarietà arricchiscono il programma, creando un evento che non si limita solo al gusto, ma abbraccia anche i valori della condivisione e della sostenibilità.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Caseus 2024 è già in pieno svolgimento, e ti invita a scoprire non solo il meglio del mondo caseario, ma anche a dare un contributo concreto per chi ha più bisogno.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto WEB
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 21 Oct 2024 09:56:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>"La Cultura del Caffè: Dalla Tradizione alla Modernità"</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Bere_caffe_fa_bene_al_cuore_1493218403.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Cultura del Caffè: Un Fenomeno Globale 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cultura del caffè è stata un fenomeno globale, intriso di tradizioni e innovazioni che ne hanno esaltato il fascino e la varietà. Con la Giornata Internazionale del Caffè, celebrata il 1° ottobre scorso, si è presentata l’occasione perfetta per esplorare le abitudini e le curiosità legate a questa iconica bevanda, che andava ben oltre il semplice “caffè al bar”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Abitudini Curiose nel Mondo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Svezia, ad esempio, era diffusa una pratica piuttosto insolita: l’abbinamento del caffè con il formaggio. Questa combinazione sorprendente rifletteva un’apertura al nuovo e un desiderio di sperimentare gusti inusuali. In altre parti del mondo, si potevano osservare rituali simili, che univano il caffè a piatti locali e tradizioni culinarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’altra tendenza emergente era lo "steeped coffee", una pratica innovativa per preparare caffè simile al metodo del tè. Questo approccio prevedeva l’infusione del caffè macinato in acqua calda, racchiuso in bustine simili a quelle del tè, consentendo un’estrazione più delicata e versatile. Questa modalità di preparazione stava rapidamente guadagnando popolarità, rendendo il caffè accessibile e pratico per i consumatori moderni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Varietà e Preparazioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le opzioni per gustare il caffè erano infinite, dalle tradizionali caffettiere moka e le cialde, fino a varianti più sofisticate come l’espresso e il cold brew. Gli amanti del caffè potevano sbizzarrirsi con una miriade di aggiunte, che spaziavano dai liquori alla panna, creando così una bevanda che si adattava a ogni palato e occasione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cultura del caffè si era diffusa dal Medio Oriente all’Europa e oltre, con ogni regione che aveva aggiunto il proprio tocco unico. Gli italiani, ad esempio, erano noti per la loro passione per l’espresso, servito in modo rituale nei bar, mentre i nordici tendevano a preferire un caffè più leggero, spesso accompagnato da dolci tipici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Pausa Caffè: Espressioni Internazionali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un aspetto affascinante della cultura del caffè era la varietà di espressioni utilizzate in tutto il mondo per descrivere la pausa caffè. In Spagna, il termine "café con leche" indicava un momento di convivialità, mentre in Francia si parlava di "café crème" per un caffè arricchito con panna. Ogni lingua aveva le proprie espressioni che raccontavano storie di tradizioni e usanze, evidenziando l’importanza del caffè come elemento sociale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In conclusione, il caffè non era solo una bevanda; era un simbolo di condivisione e convivialità che univa le persone. Che si trattasse di un caffè veloce al bar o di un rituale elaborato a casa, la ricchezza culturale di questa bevanda continuava a evolversi, rendendo ogni sorso un’esperienza unica da vivere e condividere. Si celebrava quindi il caffè, simbolo di culture diverse e di legami umani profondi!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:53:26 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, PIOGGIA È MANNA SU CAMPI ARSI DA SICCITÀ; MA SI TEMONO EVENTI ESTREMI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maltempo-coldiretti-puglia-pioggia-e-manna-su-campi-arsi-da-siccita-ma-si-temono-eventi-estremi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono già 145 nel 2024 con tornado, grandinate e nubifragi improvvisi e violenti che si abbattono su un territorio fragile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ manna la pioggia sui campi arsi da mesi dalla siccità, ma per essere di sollievo la pioggia deve durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa, mentre i forti temporali, soprattutto con precipitazioni violente provocano danni, con il 95,6% dei comuni pugliesi a rischio di dissesto idrogeologico, erosione costiera e frane. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell’ultimo rapporto dell’ISPRA, in relazione all’allerta arancione che persiste sulla Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono 145 gli eventi estremi che si sono abbattuti sulla Puglia nel 2024, secondo i dati ESWD, con tornado, grandinate, tempeste di vento e nubifragi improvvisi e violenti, che si abbattono su un territorio fragile – denuncia Coldiretti Puglia - ma è stata la siccità che già dall’inverno ha creato le condizioni critiche per dichiarare lo stato di calamità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la siccità e le temperature ben al di sopra della norma sin dall’inverno ne hanno fatto già le spese tutte le produzioni agricole, con  la crisi idrica che tra l’altro ha determinato un calo drastico di foraggio verde nei pascoli con l’aggravio dei costi – incalza Coldiretti Puglia -  per l’acquisto di mangimi per garantire l’alimentazione degli animali nelle stalle, ma a preoccupare sono le stime della prossima campagna di raccolta delle olive, con un crollo in media del 40%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre poi ridurre il consumo di terreno fertile con la immediata approvazione della legge sulla salvaguardia della destinazione agricola dei suoli, sostenuta dalla Coldiretti, con l’obiettivo del “saldo zero” di consumo del suolo naturale entro il 2050. Per razionalizzare gli interventi – continua la Coldiretti – è necessario un piano sperimentale per la valorizzazione dei beni pubblici prodotti in aree montane e marginali compresa la possibilità di riconoscere i crediti di carbonio ai produttori di tali aree. Ancora, è indispensabile la piena attuazione della legge di orientamento che consente alle pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Parimenti, serve rilanciare, tramite sostegno all’acquisto de capi e delle strutture di ricovero necessarie, la zootecnia di montagna e delle aree interne, che permette a tali superfici di essere pascolate e mantenute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ciò rappresenta – rileva la Coldiretti Puglia– il giusto riconoscimento della capacità delle imprese agricole di svolgere azioni costanti di tutela del territorio anche attraverso l’introduzione di misure di sostegno fiscale per chi risiede nelle aree di montagna e per incentivare l’insediamento e la prosecuzione di attività economiche in particolare nel campo dei servizi agricoli, forestali, turistici e culturali. Per limitare gli effetti devastanti del maltempo occorre inoltre contrastare ogni forma di abusivismo che espone a fallimenti e frustrazioni ogni nuova politica di pianificazione territoriale e promuovere interventi di rigenerazione urbanistica a partire dal censimento degli immobili già realizzati nelle aree a rischio. Dal punto di vista ambientale serve poi avviare un piano per la riforestazione delle aree ad alto rischio con criteri adeguati alla vulnerabilità geologico-ambientale anche con risorse già destinate alle grandi opere di infrastrutturazione energetica e di mobilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diventa strategica la semplificazione burocratica e degli impegni amministrativi per le imprese che operano nella aree interne, intervenendo sulla manutenzione del verde urbano per garantire la sicurezza anche nelle città – conclude Coldiretti – coinvolgendo direttamente le imprese agricole nelle iniziative di riqualificazione ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 20 Oct 2024 09:03:41 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Hotel FieraMesse: L'Evento Imperdibile per l'Hotellerie e la Gastronomia nel Nord-Est d'Italia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/hotel-fieramesse-l-evento-imperdibile-per-l-hotellerie-e-la-gastronomia-nel-nord-est-d-italia</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000284357.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 21 al 24 ottobre 2024, Bolzano ospita la rinomata Hotel FieraMesse, l'evento di riferimento per l'hotellerie e la gastronomia nel Nord-Est d'Italia. Considerata la fiera leader del settore, Hotel attira ogni anno oltre 400 espositori e più di 18.000 visitatori, tra albergatori, chef e professionisti della ristorazione. L’obiettivo? Offrire una piattaforma per scoprire le soluzioni più innovative e stringere relazioni professionali durature.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A rendere unica questa manifestazione è il suo focus sulla sostenibilità dell’ospitalità, un tema cruciale che viene affrontato sotto ogni punto di vista: economico, ecologico e sociale. Le aziende presenti propongono soluzioni all’avanguardia che permettono agli albergatori di restare competitivi, mantenendo un equilibrio sostenibile nel lungo periodo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un ambiente altamente curato e coinvolgente rende Hotel non solo una fiera, ma un vero e proprio punto di riferimento per l'intero settore. L’occasione ideale per conoscere nuovi attori, scoprire tecnologie all’avanguardia e ottenere una panoramica sulle tendenze future dell'ospitalità. Hotel FieraMesse si configura quindi come un appuntamento imperdibile per chi desidera rimanere all'avanguardia, rafforzare il proprio business e affrontare le nuove sfide del mercato.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante i quattro giorni dell'evento, sarà possibile visitare lo stand di Dabermatic Bolzano al padiglione CD, dove verranno presentate le ultime novità per la ristorazione, come i sistemi Cook&amp;amp;Chill per ottimizzare i tempi e le risorse, e il design inconfondibile dei blocchi cottura Angelo Po, sinonimo di eleganza e tecnologia Made in Italy.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’ospite è davvero al centro della scena: le novità presentate in fiera mirano a garantire un'esperienza d'accoglienza senza compromessi, mantenendo standard elevati e puntando alla crescita del settore.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 20 Oct 2024 07:56:43 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Torna la "Filiera di Valore": Appuntamento il 24 Ottobre alla Fondazione Benedetto XIII</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/torna-la-filiera-di-valore-appuntamento-il-24-ottobre-alla-fondazione-benedetto-xiii</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 24 ottobre la Fondazione Benedetto XIII ospiterà un importante incontro per il ritorno della Filiera di Valore, un’iniziativa che ha visto notevoli progressi nel miglioramento della produzione e della qualità della filiera delle leguminose. Agricoltori, stoccatori e trasformatori si riuniranno per condividere esperienze, risultati e nuove strategie.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie all’innovazione tecnologica fornita da xFARM Technologies, partner agrotecnico dell’iniziativa, il settore delle leguminose ha già fatto passi avanti significativi. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare e opportunità da cogliere. Terre Bradaniche, promotore dell’incontro, invita tutti i protagonisti della filiera a partecipare all’evento per discutere le prossime mosse da intraprendere per consolidare i risultati raggiunti e prepararsi alle sfide future.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro sarà un’occasione per approfondire le nuove tecnologie e soluzioni agrotecniche in grado di sostenere la filiera e rafforzare il legame tra produttori e trasformatori, con un occhio di riguardo alla sostenibilità e all’innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 19 Oct 2024 09:15:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Bambini in Pericolo: L’Urgenza di Agire</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/bambini-in-pericolo-lurgenza-di-agire</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni giorno, milioni di bambini in tutto il mondo affrontano sfide inimmaginabili. Privati di cibo, acqua pulita e cure mediche, vivono in condizioni di estrema povertà, senza accesso a un’istruzione che potrebbe dare loro la speranza di un futuro migliore. In situazioni di emergenza, come guerre, catastrofi naturali e crisi umanitarie, i più piccoli sono i più vulnerabili.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Save the Children, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei minori, ci ricorda che con una semplice donazione possiamo fare una differenza concreta nella vita di questi bambini. Il tuo contributo assicurerà loro cibo, acqua, assistenza sanitaria e la possibilità di andare a scuola. Inoltre, in caso di emergenze, la tua donazione porterà aiuti tempestivi per salvare vite.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non si tratta solo di numeri, ma di vite che possiamo cambiare. Ogni gesto conta, ogni donazione è un passo verso un mondo in cui ogni bambino ha diritto a un futuro sicuro e protetto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sostenere Save the Children significa credere in un futuro in cui nessun bambino debba più soffrire.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto WEB
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
            Dona al 45533
           &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Sat, 19 Oct 2024 09:08:32 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il World Durum and Pasta Forum ha Aperto Ieri a Palazzo Brancaccio: Un Focus sul Futuro della Pasta e del Grano Duro</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ieri, venerdì 18 ottobre, si è aperto a Palazzo Brancaccio il World Durum and Pasta Forum, il primo evento internazionale in Italia interamente dedicato ai mercati del grano duro e della pasta. La manifestazione, che proseguirà anche oggi, sta riunendo i principali attori della filiera, dai pastifici e molini ai trader e stoccatori nazionali e globali, insieme a economisti e rappresentanti istituzionali.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo del Forum è esplorare le sfide e le opportunità dell’industria agroalimentare, con un focus particolare sull’innovazione e la sostenibilità della filiera del grano duro, elemento chiave per l’Italia, primo produttore europeo con oltre 1,3 milioni di ettari coltivati. Durante la giornata inaugurale, i partecipanti hanno avuto l'opportunità di approfondire le ultime ricerche sulla coltivazione strategica e le tendenze globali, oltre a discutere dell'impatto del cambiamento climatico sulle colture e delle tecnologie per migliorare la resa e ridurre l’impronta ecologica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La seconda giornata del Forum prevede tavole rotonde e discussioni su mercati esteri strategici come Nord America, Turchia e Kazakistan, oltre a uno show cooking con lo chef stellato Alessandro Circiello, che esalterà la cucina italiana e i benefici della dieta mediterranea.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con oltre 300 delegati accreditati e una domanda globale di pasta che supera i 16 milioni di tonnellate annue, il World Durum and Pasta Forum rappresenta un'importante piattaforma di confronto e di sviluppo per il futuro dell’intero settore agroalimentare.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 19 Oct 2024 09:03:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Km 0: Viaggio tra Tradizione e Innovazione a Sinagra, con AIC Sicilia e la Celiachia al Centro del Convegno</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/km-0-viaggio-tra-tradizione-e-innovazione-a-sinagra-con-aic-sicilia-e-la-celiachia-al-centro-del-convegno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000283739.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo scorso sabato, il suggestivo borgo di Sinagra (Me) ha ospitato un evento di grande rilevanza, in occasione della tradizionale Sagra del Piturro, dedicata a uno dei piatti simbolo della cucina povera locale. L’evento ha visto la partecipazione di importanti personalità, tra cui il Presidente dell’AIC Sicilia, Paolo Baronello, che ha tenuto un intervento approfondito sulla celiachia e l’alimentazione senza glutine, nel contesto del convegno "Km 0, Viaggio tra tradizione e innovazione".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Piturro, un piatto semplice e ricco di sapori, preparato con melanzane, peperoni, patate e basilico, fritti in abbondante olio d’oliva, è stato il filo conduttore di una giornata che ha coniugato il gusto delle tradizioni con l’attenzione alle necessità alimentari moderne. La manifestazione ha offerto un’opportunità di confronto tra relatori esperti, tra cui Marcello Di Proietto, storico sostenitore dell'AIC Sicilia, che ha accompagnato Baronello nella riflessione sull'importanza di un’alimentazione inclusiva e adatta anche a chi soffre di intolleranze alimentari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un momento particolarmente significativo è stata la visita a Carmelo Agnello, giovane pasticcere talentuoso che ha deliziato i presenti con il suo innovativo gelato al melograno, completamente senza glutine e senza lattosio, perfettamente in linea con le esigenze di chi soffre di celiachia. Agnello rappresenta un esempio di come la tradizione dolciaria possa evolvere per abbracciare le nuove sfide legate alla salute alimentare, senza rinunciare al gusto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’evento ha dimostrato come l’equilibrio tra tradizione e innovazione possa essere raggiunto, valorizzando i prodotti locali e rispondendo alle esigenze dei consumatori moderni. Sinagra, con il suo legame con le radici culturali siciliane, si conferma ancora una volta un palcoscenico ideale per iniziative che puntano a celebrare la cucina genuina e l’eccellenza del territorio.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa giornata, grazie al contributo di figure come Paolo Baronello e Marcello Di Proietto, ha aperto nuove prospettive sul mondo del senza glutine, mostrando che la cucina inclusiva può essere non solo una necessità, ma un’arte da valorizzare e promuovere.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 19:46:20 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/km-0-viaggio-tra-tradizione-e-innovazione-a-sinagra-con-aic-sicilia-e-la-celiachia-al-centro-del-convegno</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Gelato in Inverno: Una Dolce Tentazione Senza Stagione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-gelato-in-inverno-una-dolce-tentazione-senza-stagione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Landscape_enogastrononia_gelato_reggio_calabria_low_0.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando si pensa al gelato, l'immaginario comune lo collega immediatamente all'estate: giornate calde, passeggiate al mare e coni traboccanti di freschezza. Tuttavia, negli ultimi anni, il gelato ha dimostrato di essere un piacere senza stagione, conquistando sempre più spazio anche nei mesi freddi. Ma cosa spinge le persone a gustare gelato in pieno inverno? E perché questa dolce tentazione continua a deliziare anche quando le temperature scendono?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Fascino del Gelato Invernale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Uno dei motivi principali per cui il gelato viene apprezzato tutto l'anno è la sua versatilità. I maestri gelatieri, infatti, arricchiscono l’offerta invernale con gusti più cremosi e intensi, spesso legati alla stagione. Cioccolato fondente, castagna, zabaione, marron glacé, mandorla tostata e cannella sono solo alcune delle proposte che si sposano perfettamente con il clima più freddo, riscaldando il palato con le loro note avvolgenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, il gelato si presta come complemento ideale di dolci tipici invernali, come torte al cioccolato, strudel e panettone, creando un contrasto di consistenze e temperature che esalta i sapori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gelato e Benessere: Un Connubio Sorprendente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per molti, il gelato rappresenta un momento di gratificazione e benessere. Contrariamente a quanto si possa pensare, non esiste una controindicazione legata al consumo di gelato nei mesi freddi. Anzi, per chi è amante del dolce e cerca di mantenere uno stile di vita sano, il gelato artigianale – preparato con ingredienti naturali e di qualità – può essere una scelta di piacere bilanciata, purché consumato con moderazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gelato può inoltre rivelarsi un ottimo alleato contro i malanni stagionali. Grazie alla sua consistenza cremosa e alla temperatura fredda, è perfetto per alleviare il mal di gola o dare sollievo in caso di infiammazioni, agendo come una sorta di analgesico naturale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Esperienza Sensoriale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una delle ragioni per cui il gelato è irresistibile anche in inverno è la sua capacità di stimolare i sensi. Il freddo non annulla, ma anzi amplifica la percezione dei sapori, facendo sì che ogni cucchiaio di gelato diventi un'esperienza unica. Mentre fuori le temperature scendono, il contrasto tra il gelo esterno e la dolcezza cremosa del gelato crea una sensazione di conforto e piacere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inoltre, il cambiamento delle abitudini alimentari stagionali porta con sé una naturale curiosità verso gusti più ricchi e corposi. La possibilità di gustare gelati abbinati a cioccolate calde o accompagnati da crumble e biscotti appena sfornati, offre nuove occasioni per esplorare il gelato sotto una luce diversa.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gelato Gourmet: Un Lusso Da Provare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre più ristoranti e pasticcerie di alta cucina stanno inserendo nei loro menù il gelato invernale, trasformandolo in un vero e proprio dessert gourmet. Gelati al tartufo, al vino o arricchiti con spezie esotiche, si abbinano a piatti salati o a vini da meditazione, creando percorsi sensoriali sorprendenti. Queste sperimentazioni culinarie testimoniano come il gelato sia ormai entrato a far parte di una cultura gastronomica che va oltre il semplice dessert estivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Conclusione
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gelato in inverno non è solo una moda passeggera, ma una conferma che certi piaceri non conoscono stagioni. Che sia per una coccola serale, un dolce da condividere o un accompagnamento per un dolce più complesso, il gelato rimane un classico che sa reinventarsi, regalando emozioni gustative in ogni momento dell’anno. Allora, perché privarsi di una pallina di bontà, anche quando fuori fa freddo?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 19:16:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Luvigliano di Torreglia (PD): Festa della Zucca e dei Frutti Antichi a Villa dei Vescovi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/luvigliano-di-torreglia-pd-festa-della-zucca-e-dei-frutti-antichi-a-villa-dei-vescovi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un'Immersione nei Sapori d'Autunno
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Domenica 20 ottobre, Villa dei Vescovi si trasforma in una cornice suggestiva per celebrare l'autunno con la Festa della Zucca e dei Frutti Antichi, un evento che unisce tradizione, cultura e sapori stagionali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per gli amanti della natura e delle atmosfere autunnali, sarà un’occasione unica per immergersi in un paesaggio ricco di colori e profumi tipici di questa stagione. Il programma prevede visite guidate per scoprire la bellezza architettonica e storica della Villa, un patrimonio culturale straordinario immerso tra i Colli Euganei.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I più piccoli saranno i protagonisti grazie a laboratori creativi pensati per le famiglie, che stimoleranno la loro fantasia con attività manuali a tema autunnale, come decorare le zucche e scoprire le curiosità sui frutti antichi. Questo sarà anche un momento di apprendimento e divertimento, perfetto per trascorrere del tempo di qualità all’aria aperta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per chi desidera esplorare i sapori della stagione, non mancherà un mercatino enogastronomico con prodotti locali, dedicato alle prelibatezze d'autunno. Dalle zucche ai frutti dimenticati, sarà possibile degustare e acquistare prodotti di eccellenza, che valorizzano il territorio e le sue antiche tradizioni culinarie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Festa della Zucca e dei Frutti Antichi a Villa dei Vescovi è un appuntamento imperdibile per chi desidera riscoprire la bellezza della natura e i sapori autentici del passato, in un’atmosfera calda e accogliente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ti aspettiamo il 20 ottobre per vivere insieme una giornata all’insegna della tradizione e dell’autunno!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 18:24:35 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Rutigliano la quinta edizione del Festival organizzato dall’Aps “SensAzioni  del Sud” che coniuga cultura, arte, musica ed enogastronomia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-rutigliano-la-quinta-edizione-del-festival-organizzato-dallaps-sensazioni-del-sud-che-coniuga-cultura-arte-musica-ed-enogastronomia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
            Dal 25 al 27 ottobre 2024 - Piazza XX Settembre e centro storico di Rutigliano
           &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/PWF7.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tre serate interamente dedicate al nettare di Puglia, che coniugano l’amore per il vino con l’eccellenza enogastronomica del territorio e con il folklore, attraverso un perfetto mix di spettacoli itineranti, musica tradizionale, arte e cultura. E ancora incontri, convegni e promozione del territorio, con visite guidate ai monumenti storici di una città che per l’occasione si presenterà al pubblico vestita dei colori d’autunno. Sono questi tutti gli ingredienti della 5^ edizione del Puglia Wine Festival, organizzato e promosso dall’Associazione di promozione sociale SensAzioni del Sud e che, dopo lo straordinario successo delle quattro precedenti edizioni, torna a Rutigliano dal 25 al 27 ottobre 2024. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una vera e propria festa del vino e dei sapori di Puglia, promossa e sostenuta dal Comune di Rutigliano e che si pone l’obiettivo di far conoscere le bellezze del territorio a partire dalle sue eccellenze enogastronomiche, attraverso la degustazione di vini e piatti tipici, all’interno di un’atmosfera capace di raccontare bellezza: dal Primitivo al Negramaro passando per il Novello, Puglia Wine Festival propone un viaggio sensoriale in compagnia di selezionate cantine di Puglia, che faranno il paio, con i propri calici, alla degustazione di piatti tipici della tradizione, rielaborati da chef provenienti da tutta la Puglia e gustati nella suggestiva Piazza XX Settembre e lungo le vie del centro storico di Rutigliano.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo enogastronomia, però, per un evento che fa dell’accoglienza e della promozione territoriale il suo marchio di fabbrica: le tre serate saranno infatti arricchite da visite guidate di siti e monumenti di interesse turistico come la Torre Normanna, il Centro Storico e il Museo del Fischietto; e ancora dalla mostra d’arte dal titolo “Ebbrezze Cromatiche” a cura dell’Associazione culturale Contaminazioni d’Arte, dalle mostre fotografiche “Il mio Ade” e “Aiir, N’sterz, Diaterz” a cura di Giuseppe Moccia, dalla scoperta del Grano Buono di Rutigliano a cura dell’Associazione Portanuova, dall’incontro dal titolo “Decantami” di Agnese di Noia e Teresa Garofalo, dagli stand del Mercatino Artigianale e degli Hobbisti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E ancora musica e spettacolo con lo show di illusionismo di Luciano De Lucia e con Il Circo in una Valigia, la musica e la danza tradizionale pugliese del Maccaroni Show, del Dertum Popolare e del Giro di Pizzica a cura di Giuseppe Fanelli e Rosanna Ottomano. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grande attesa, poi, per i concerti delle tre serate: ospiti della giornata inaugurale, alle ore 21, in viale della Repubblica, saranno i BeatSka, band pugliese famosa per i suoi riarrangiamenti in chiave ska, rocksteady, beat e rock dei grandi classici italiani degli anni ’60, ma anche dei successi più recenti. Uno show dall’atmosfera esilarante, con riff che improvvisamente ripropongono colonne sonore di film, telefilm e cartoni animati famosissimi, per uno spettacolo live di puro e sfrenato divertimento. Sabato 26 ottobre alle ore 21 sarà la volta dei Calanti, gruppo salentino composto da cinque musicisti e due coppie di ballerini, che rinnovano una tradizione musicale impregnata della passione per la cultura popolare del Salento. Un’esperienza musicale senza tempo, in cui la storia della terra che affonda le sue radici nella Grecìa classica è narrata attraverso le note tipiche del Salento e il ritmo della tradizione tra le mani. Ad animare la serata conclusiva, domenica 27 ottobre, alle ore 21, sarà invece la Banda Eufonica con il suo energico mix di ritmo e armonia, emozione e felicità: un sound tutto nuovo per una serata esilarante all’insegna del divertimento e della grande musica. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Da parte nostra e del nostro pubblico ci sono grandi aspettative per la quinta edizione del Puglia Wine Festival – è il commento di Manola Gungolo, Presidente dell’Aps SensAzioni del Sud – la comunità ci da conferma, di anno in anno, della sua presenza e questa è una grande dimostrazione di amicizia e fiducia. Lo stesso accade con le cantine che riconfermano ancora una volta la propria presenza e di quelle che, per il primo anno, parteciperanno al nostro evento. E poi c’è Rutigliano: un paese che ci ospita e ci aspetta con ansia e con grande voglia di essere parte attiva del nostro festival”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Siamo felicissimi di ospitare questa nuova edizione del Puglia Wine Festival – dichiara il sindaco di Rutigliano, Giuseppe Valenzano – una collaborazione che si rinnova tra noi e l’associazione organizzatrice dell’evento. Una collaborazione per noi molto importante perché promuovere l’enogastronomia a livello locale significa anche promuovere il nostro territorio, aprire i nostri luoghi della cultura ai tanti visitatori e far sì che Rutigliano possa essere conosciuta anche in altri contesti e in altri periodi rispetto a quelli estivi a cui siamo abituati. Quindi destagionalizzazione dell’offerta turistica ma soprattutto apertura del territorio e dei nostri musei a chi verrà a visitarci”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “La quinta edizione del Puglia Wine Festival è un’occasione per valorizzare il nostro territorio e la nostra comunità – aggiunge l’assessora alla Cultura e al Marketing Territoriale di Rutigliano, Milena Palumbo – le piazze, le strade, i nostri palazzi saranno aperti e pronti ad ospitare i turisti temporanei. Saranno tre giorni indimenticabili dove potremo sicuramente vivere l’enogastronomia ma anche la bellezza del nostro territorio, la nostra identità. Passeremo attraverso l’argilla, il fischietto, il museo archeologico: tutto aperto e pronto ad accogliere tutti coloro che vorranno far parte di questa grande festa”.  
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un evento organizzato da Aps SensAzioni del Sud, con il sostegno del Comune di Rutigliano e in partnership con: Associazione Biancofiore, We Padel, Associazione Portanuova e associazione Contaminazioni d’Arte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 17:49:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Premio 5 Stelle d'Oro della Cucina 2025 Amorosi (Bn)</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Premio 5 Stelle d'Oro della Cucina 2025 Amorosi (Bn)
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000283527.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'Associazione Italiana Cuochi è lieta di annunciare l'evento più atteso dell'anno: il prestigioso Premio 5 Stelle d'Oro della Cucina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Questo evento nazionale, simbolo di eccellenza nel panorama culinario, si terrà il 24 e 25 marzo 2025 ad Amorosi in provincia di Benevento, presso l'Hotel La Piana. Evento patrocinato dalla regione Campania, provincia di Benevento e comune di Amorosi.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'inizio ufficiale delle celebrazioni avverrà
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il 24 marzo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          con l'assemblea mondiale
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dell'Associazione Italiana Cuochi (AIC),
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un'occasione unica per riunire professionisti del settore provenienti da ogni parte del mondo. La giornata si concluderà con una cena esclusiva che permetterà agli ospiti di degustare un menù dedicato alle tipicità sannite, offrendo un'esperienza gastronomica indimenticabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Il 25 marzo sarà una giornata ricca di emozioni e celebrazioni.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Centinaia di chef, indossando la tradizionale giacca bianca e il cappello, sfileranno per le strade, onorando i luoghi che li ospitano e creando un'atmosfera di festa e rispetto per la tradizione culinaria. La giornata culminerà con la cerimonia di premiazione presso l'Hotel La Piana, dove verranno riconosciuti gli chef, i junior chef, i food blogger, gli chef stellati e le personalità influenti che si sono distinte per il loro contributo alla diffusione della buona cucina nel mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Premio 5 Stelle d'Oro, assegnato gratuitamente, rappresenta un riconoscimento di enorme valore sia a livello nazionale che internazionale, celebrando coloro che hanno saputo elevare l'arte culinaria italiana. L'evento vedrà anche la partecipazione attiva di aziende e produttori locali, che avranno l'opportunità di presentare i propri prodotti agli chef e agli ospiti internazionali, sia durante la cena che negli spazi per l esposizione dedicati all'interno dell'hotel.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quest'anno, il Premio 5 Stelle d'Oro torna in Campania per la seconda volta, grazie al forte impegno del responsabile regionale Vincenzo Cenname e della consigliera nazionale Maria Grazia Celella, anche grazie all appoggio del sindaco del comune sannita Carmine Cacchillo e l Assessore Nicola Miletti, manifestando da subito grande entusiasmo e patrocinando l evento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il loro contributo è fondamentale per sostenere e valorizzare i produttori locali e il territorio, promuovendo una nuova immagine della Campania.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo evento rappresenta una chiave di volta per rilanciare e offrire nuove opportunità alle realtà locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Invitiamo tutti a partecipare al prossimo Premio 5 Stelle d'Oro della Cucina ad Amorosi, un'occasione imperdibile per celebrare l'eccellenza culinaria italiana e sostenere il patrimonio gastronomico della nostra terra. Non mancate!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 18 Oct 2024 17:35:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/premio-5-stelle-d-oro-della-cucina-2025-amorosi-bn</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Guance di Manzo Irlandese su Purea di Patate: Un'Eleganza di Sapore Semplice targato Chef Jan Paul Kana</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/guance-di-manzo-irlandese-su-purea-di-patate-un-eleganza-di-sapore-semplice-targato-chef-jan-paul-kana</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000281951.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel panorama culinario moderno, è raro trovare piatti che riescano a coniugare semplicità e raffinatezza in modo così armonioso.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Lo chef italo-canadese Jan Paul Kana,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Responsabile Regionale delle Marche per l'Associazione Italiana Cuochi (AIC),
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           ci propone una sua creazione che incarna perfettamente questo equilibrio:
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            le guance di manzo irlandese su purea di patate.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Delicatezza delle Guance di Manzo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le guance di manzo sono una scelta di carne particolare e pregiata, apprezzata dagli intenditori per la sua straordinaria morbidezza e intensità di sapore. Si tratta di un taglio che richiede una lunga cottura per esprimere al meglio la sua ricchezza gustativa, diventando estremamente tenero e succulento. La provenienza irlandese delle guance selezionate dallo chef garantisce una qualità superiore, grazie all’alimentazione naturale e al clima ideale per l’allevamento del bestiame in Irlanda. Questa carne si distingue per il suo sapore pieno, profondo, e per la consistenza burrosa, frutto di una cottura lenta e attenta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Soffice Purea di Patate: L'Accompagnamento Perfetto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A bilanciare e completare il piatto troviamo una purea di patate, soffice e vellutata, che si sposa perfettamente con la carne. Lo chef Jan Paul  utilizza patate di alta qualità, lavorate con cura per ottenere una consistenza leggera ma allo stesso tempo cremosa. La purea diventa un complemento ideale per esaltare la profondità delle guance di manzo, offrendo una piacevole contrapposizione tra la morbidezza della carne e la leggerezza setosa della purea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Visione dello Chef
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per lo chef Jan Paul, questo piatto rappresenta un'ode alla cucina tradizionale, ma con un tocco moderno. Nonostante l'apparente semplicità, la preparazione richiede grande tecnica e attenzione. La cottura lenta delle guance e la lavorazione della purea sono eseguite con maestria per assicurare che ogni boccone offra un'esperienza di gusto equilibrata e raffinata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scelta degli ingredienti e la loro preparazione non sono casuali. Lo chef, grazie alla sua doppia cultura italo-canadese, porta in tavola una visione culinaria che mescola la robustezza della cucina nordamericana con l'eleganza e l'attenzione ai dettagli della tradizione italiana. La sua esperienza come Responsabile Regionale delle Marche per l'AIC lo rende un ambasciatore della qualità e della professionalità nel mondo della cucina, capace di valorizzare materie prime d'eccellenza come le guance di manzo irlandese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un Piatto Perfetto per Ogni Occasione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le guance di manzo irlandese su purea di patate sono un piatto versatile, ideale per occasioni speciali ma anche per cene eleganti e familiari. La semplicità degli ingredienti è ingannevole, poiché dietro ogni dettaglio si nasconde un attento lavoro di bilanciamento di sapori e consistenze. Il risultato è una pietanza che non solo soddisfa il palato, ma che porta con sé un senso di comfort e di piacere genuino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo in cui la cucina tende spesso verso la complessità e l'eccesso, lo chef Jan Paul ci ricorda l'importanza di ritrovare il valore della semplicità e della qualità, presentandoci un piatto che parla di tradizione, passione e cura per ogni dettaglio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Oct 2024 13:45:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FURTI: COLDIRETTI PUGLIA, I PREDONI DEGLI OLIVETI FANNO RAZZIA DI OLIVE NELLE CAMPAGNE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/furti-coldiretti-puglia-i-predoni-degli-oliveti-fanno-razzia-di-olive-nelle-campagne</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/olive1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’avio della campagna olivicola e olearia, si riaccende il fenomeno delle razzie di olive che vanno sorvegliate di notte e scortate di giorno e di notte durante i trasferimenti nei frantoi. E’ la denuncia di Coldiretti Puglia, rispetto a quanto sta già avvenendo negli oliveti a partire dalla ‘zona calda’ a Bitonto, dove le bande criminali hanno riavviato i furti di olive, ma il fenomeno annualmente riguarda l’intera regione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I gruppi di malfattori in 3/5 minuti riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero – aggiunge Coldiretti Puglia -  battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta, ma a rischio sono anche i mezzi, camion e autocarri che trasportano le olive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la raccolta 2024 delle olive in Puglia per la produzione dell’olio extravergine che segna in media un crollo del 40% rispetto allo scorso anno a causa della siccità, il fenomeno dei furti  rende lo scenario ancora più critico. Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri non riescono a portare via, aggiunge Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:19:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/furti-coldiretti-puglia-i-predoni-degli-oliveti-fanno-razzia-di-olive-nelle-campagne</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Il Settore Agroalimentare in Italia: Crescita e Innovazione nel Futuro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-settore-agroalimentare-in-italia-crescita-e-innovazione-nel-futuro</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ortaggi-biologici-verdure-biologiche-biologico-orticoltura-mani-casse-generata-con-intelligenza-artificiale-by-tisha-adobe-stock-1200x800.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il settore agroalimentare aggregato in Italia, che comprende agricoltura, industria, distribuzione e ristorazione, rappresenta una forza economica significativa. Con oltre 600 miliardi di euro di fatturato, questo settore contribuisce per circa il 32% al prodotto interno lordo (Pil) del Paese. Il panorama agroalimentare è composto da 1,3 milioni di imprese e oltre 3,6 milioni di occupati, con una crescita costante dei principali indicatori di performance, come dimostrato nel 2023, con un aumento del fatturato del 7,1% e dell'export del 6,6%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, nonostante queste cifre incoraggianti, l'ecosistema dell'innovazione Agrifoodtech in Italia è ancora in una fase embrionale. Nel 2023, gli investimenti complessivi nel settore hanno raggiunto circa 250 milioni di euro, un importo notevolmente inferiore rispetto a quelli registrati in altri paesi europei e inimmaginabile rispetto agli standard della Silicon Valley. Inoltre, un'analisi di Forward Fooding ha rivelato che, sebbene l'Italia occupi il quarto posto in Europa per il numero di startup Agrifoodtech, è solo al decimo posto per capitali raccolti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In risposta a questa situazione, è stata avviata una partnership tra Federalimentare, il fondo Linfa gestito da Riello Investimenti Sgr e il Centro di Ricerca Luiss X.ITE. L'obiettivo di questa collaborazione è creare un legame virtuoso tra le imprese del settore e l'ecosistema delle startup e dell'innovazione, promuovendo un ambiente favorevole allo sviluppo e alla crescita delle iniziative innovative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il futuro dell'agroalimentare in Italia dipende dalla capacità di integrare tradizione e innovazione, creando opportunità di sviluppo che possano attrarre investimenti e stimolare la competitività a livello internazionale. La sfida è quella di trasformare un settore già potente in un modello di riferimento per l'innovazione sostenibile, contribuendo così a una crescita economica duratura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Oct 2024 09:10:18 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COME L’ENERGIA DELLA PALLAVOLO “ALLENA” IL TEAM DI PUGLIAPROMOZIONE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/come-lenergia-della-pallavolo-allena-il-team-di-pugliapromozione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il coach Fefè De Giorgi avvia il percorso motivazionale dell’Agenzia regionale del Turismo
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quattro giornate speciali, in cui apprendere come passare la palla al compagno di squadra, per riuscire a portare più risultatati finali per tutto il team. Hanno preso il via oggi, nel campo di pallavolo del CUS Bari e insieme ai suoi giocatori, le giornate di “allenamento” di corpo e mente del personale dell’Agenzia regionale del Turismo Pugliapromozione con il coach della Nazionale Fefè De Giorgi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “L’evoluzione di un’organizzazione aziendale si caratterizza per la valorizzazione delle risorse umane: la generosità, la fiducia, la capacità di unire serietà e divertimento rappresentano i capisaldi senza compromettere la credibilità del ruolo - ha dichiarato Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione - . Sulla base dell’unicità ed esclusività dell’esperienza di allenamento del coach De Giorgi, oggi realizziamo un percorso motivazionale per il personale di Pugliapromozione, che permetterà di valorizzare il talento a favore dello spirito di squadra, mediante metodo e gestione della leadership”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pallavolo permette di realizzarti insieme ad altre persone e ti insegna che non c’è io senza il noi. Solo sforzandosi di vivere i valori è possibile che vengano effettivamente trasmessi ad altri. Attraverso l'attività sportiva è possibile trasferire al mondo lavorativo metodologia e dinamiche per migliorare la collaborazione all'interno dei gruppi di lavoro. Le giornate di team building così saranno un'esperienza sportiva, motivazionale, divertente per garantire il benessere dei dipendenti a favore della produttività, ad elevato valore formativo, secondo la filosofia dello sport e del team che, da sempre, guida il coach Fefè De Giorgi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:59:23 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Grande Successo per la Festa Nazionale del Cuoco 2024 a Bologna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-successo-per-la-festa-nazionale-del-cuoco-2024-a-bologna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000279066.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bologna ha ospitato la Festa Nazionale del Cuoco 2024, un evento che ha celebrato la cucina emiliana e il talento degli chef locali. "La grande partecipazione di tutti ripaga il grande sforzo organizzativo, reso possibile anche grazie all’aiuto di istituzioni e aziende locali", ha dichiarato Giuseppe Boccuzzi, presidente dell’Unione regionale cuochi dell’Emilia-Romagna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione è iniziata lunedì 14 con un tradizionale corteo che ha attraversato le vie del centro storico, seguito da una funzione religiosa alla Basilica di San Petronio. La serata è culminata con una cena di gala organizzata dall’Unione regionale cuochi dell’Emilia-Romagna, che ha accolto numerosi ospiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un momento particolarmente atteso è stata la premiazione degli studenti e degli istituti partecipanti al concorso "La cucina bolognese verso il futuro nel solco della tradizione", che ha messo in luce l'importanza di preservare le radici culinarie mentre si guarda avanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento ha beneficiato del sostegno della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e di ConfCommercio Ascom Bologna, a dimostrazione dell'importanza della sinergia tra istituzioni e professionisti del settore nella promozione della gastronomia locale. La Festa Nazionale del Cuoco 2024 ha ribadito il ruolo fondamentale della cucina emiliana nel panorama gastronomico italiano, celebrando la tradizione e l'innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 17 Oct 2024 08:46:58 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ARRIVA L’OLIO NUOVO AL VIA RACCOLTA OLIVE NELL’OLIVETO D’ITALIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/arriva-lolio-nuovo-al-via-raccolta-olive-nelloliveto-ditalia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriva il primo olio extravergine d'oliva pugliese del 2024/2025 con l’inizio a livello regionale della raccolta delle olive Made in Puglia in una stagione profondamente segnata dalla siccità e dai rincari dei costi di produzione che pesano sulle aziende, sui prezzi di vendita e sulla spesa delle famiglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento è per domani martedì 15 ottobre, alle ore 9,30, a Bitonto nell’azienda agricola Albergo in Via di Santo Spirito, dove saranno raccolte le prime olive. Con il presidente e il direttore di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo e Pietro Piccioni, ci saranno il responsabile del settore olio di Coldiretti Nazionale e direttore Unaprol, Nicola Dinoia ed il presidente di Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano, David Granieri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell'occasione verrà diffuso l’esclusivo report “2024, la forza dell’olio Made in Italy” sulle produzioni degli uliveti da sud a nord della Puglia dell’alimento base della Dieta Mediterranea che non può mancare dalle tavole degli italiani.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Foto Web
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 14 Oct 2024 14:59:19 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Km Zero: Tradizione e Innovazione. Oggi a Sinagra si Parla di Cibo del Territorio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/km-zero-tradizione-e-innovazione-oggi-a-sinagra-si-parla-di-cibo-del-territorio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000276040.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi, nel suggestivo borgo di Sinagra, in provincia di Messina, si terrà un incontro di grande rilievo sul tema del chilometro zero, dove tradizione e innovazione si fondono per riscoprire il valore del cibo locale. L'evento, che vede la partecipazione di autorevoli relatori del settore agroalimentare e gastronomico, mira a promuovere una riflessione su concetti fondamentali come stagionalità, sostenibilità ed estetica nel mondo della cucina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il tema del chilometro zero rappresenta una filosofia sempre più centrale nelle pratiche culinarie e agricole moderne, volta a valorizzare i prodotti locali e ridurre l’impatto ambientale. Favorire l'uso di materie prime del territorio significa sostenere le piccole aziende agricole, rispettare i cicli naturali della terra e ridurre le emissioni legate ai trasporti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante l'incontro, verranno affrontati vari argomenti legati alla stagionalità, con l'importanza di utilizzare frutta e verdura nel loro momento migliore, garantendo freschezza e qualità. La sostenibilità sarà un altro pilastro della discussione, sottolineando come la filiera corta rappresenti una soluzione per diminuire gli sprechi e promuovere un consumo consapevole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un aspetto innovativo del dibattito riguarderà l'estetica del cibo: non solo nutrimento, ma anche piacere visivo. L'arte di presentare i piatti in modo creativo e attraente sarà esplorata come una tendenza in crescita, in grado di valorizzare ulteriormente le eccellenze locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro si prospetta come un’occasione per riflettere su come la cucina del futuro possa mantenere solide radici nel passato, riscoprendo il valore del territorio e portando avanti uno sviluppo sostenibile. Sinagra diventa, quindi, il centro di un dialogo fondamentale per chi desidera promuovere un'alimentazione più consapevole, rispettosa dell'ambiente e in sintonia con la tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 12 Oct 2024 10:16:52 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>In cucina con Gimyy: Le mie "Tagliatelle ai funghi"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/in-cucina-con-gimyy-le-mie-tagliatelle-ai-funghi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ricetta dai profumi autunnali,  ma che si può preparare tranquillamente anche tutto l 'anno.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le tagliatelle ai funghi porcini sono un primo piatto tipico della cucina italiana. Perfetto per un appetitoso pranzo domenicale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Unione di due ingredienti simbolo degli Appennini, trova la sua origine nella regione tosco-emiliana. Preparata con tagliatelle fresche  e un sugo bianco ai funghi porcini è una portata sempre presente nei ristoranti e nelle trattorie, semplice, ma golosa. Nulla vieta di utilizzare altre varietà di funghi per completare il piatto, tuttavia la ricetta originale prevede la presenza dei porcini, che grazie alla loro consistenza donano cremosità al piatto più di altre tipologie di funghi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ingredienti per circa 6 persone
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          500 gr tagliatelle
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          600 gr funghi (anche misti)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          olio extravergine d’oliva
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio di aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          sale grosso q. B.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pepe
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          prezzemolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una noce di mix di formaggi grattugiati
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Procedimento :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per prima cosa, pulire i funghi porcini,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi tagliare metà dei funghi a cubetti piccoli e metà a fettine sottili. In una padella larga far scaldare due cucchiai di olio e unire uno spicchio di aglio tagliato a metà. Una volta dorato, e aggiungere i funghi tagliati a cubetti irregolari,salare a piacere e aggiungere del pepe macinato fresco. Cuocere la pasta, saltarla nella padella dove i funghi si sono cotti con un mestolo di acqua di cottura, amalgamare il tutto e servire.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un po' di storia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Facciamo un tuffo nel passato, la loro leggenda ha inizio nel XV secolo, in un viaggio svolto da Lucrezia Borgia per convogliare a nozze con il duca Alfonso I d’Este, nella città di Ferrara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La donna, prima di giungere a destinazione, aveva fatto tappa nella città di Bologna, in visita al signore Giovanni II Bentivoglio, il quale diede ordine al suo cuoco di fiducia, noto come mastro Serafino, di creare una pietanza capace di renderle omaggio, ispirandosi ai capelli della giovane, dalla pasta delle lasagne tradizionali sono state ricavate delle strisce.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo scrittore  Olindo Guerrini gli ha dedicato una poesia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           By Gemma Caruso
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 12 Oct 2024 08:59:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I Soci AIMA in Prima Linea come Giudici a The Golden Steak: Eccellenza Italiana nelle Competizioni Internazionali</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/i-soci-aima-in-prima-linea-come-giudici-a-the-golden-steak-eccellenza-italiana-nelle-competizioni-internazionali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L'Associazione Italiana Macellai (AIMA) continua a distinguersi per la grande competenza ed esperienza dei suoi soci, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000274590.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo riconoscimento si riflette nei numerosi inviti che i membri dell'AIMA ricevono per ricoprire ruoli di esperti e giudici in alcune delle competizioni più prestigiose del mondo gastronomico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Recentemente, il presidente dell'AIMA,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Francesco Camassa,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          insieme a
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Orlando Di Mario
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , già giudice per il rinomato
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           World Butchers' Challenge,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          hanno portato il loro contributo come giudici a The Golden Steak, il campionato dedicato alla cottura delle bistecche con l'osso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione di Camassa e Di Mario a questa competizione, uno degli eventi più seguiti nel mondo della carne, ha sottolineato ancora una volta il livello di eccellenza professionale che contraddistingue i soci AIMA. Il loro ruolo di giudici è stato svolto con grande zelo e professionalità, garantendo un'analisi attenta e qualificata delle performance culinarie dei partecipanti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           The Golden Steak
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è un evento che celebra la maestria nella cottura delle bistecche con l'osso, un vero e proprio emblema di qualità per chef e macellai. Durante la competizione, i partecipanti si sono sfidati nella preparazione di questo iconico taglio di carne, mettendo alla prova tecniche e abilità che sono state valutate con attenzione da esperti del calibro di Camassa e Di Mario.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il contributo di AIMA a questo tipo di eventi non è solo motivo di orgoglio per l'associazione, ma rappresenta anche un'opportunità per rafforzare il ruolo della macelleria italiana nel contesto internazionale. La presenza di soci AIMA in competizioni di alto livello, come The Golden Steak, contribuisce a mantenere alti gli standard del settore, promuovendo l'innovazione e la qualità che da sempre caratterizzano la tradizione italiana.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grazie a professionisti come Francesco Camassa e Orlando Di Mario, l'AIMA continua a essere una figura di riferimento nel panorama gastronomico, dimostrando che la qualità italiana è apprezzata e riconosciuta in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La partecipazione a The Golden Steak rappresenta solo l'ultimo esempio dell'impegno dell'AIMA nel sostenere e promuovere l'eccellenza della macelleria italiana, contribuendo a diffondere la cultura delle carni di alta qualità e delle tecniche di cottura innovative a livello globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 12 Oct 2024 08:27:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/i-soci-aima-in-prima-linea-come-giudici-a-the-golden-steak-eccellenza-italiana-nelle-competizioni-internazionali</guid>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tre Bicchieri 2025: Alla scoperta dei vini premiati dal Gambero Rosso</title>
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           Il Gambero Rosso ha rivelato l'attesissima lista dei vini premiati con i Tre Bicchieri per l'edizione 2025 della sua celebre guida. Questo prestigioso riconoscimento, simbolo d’eccellenza nel mondo del vino, è assegnato ogni anno ai migliori vini italiani, celebrando la grande qualità e la varietà del patrimonio vinicolo del nostro Paese.
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          Le Tre Bicchieri rappresentano il massimo traguardo per produttori e appassionati, e quest'anno la selezione del Gambero Rosso spazia da cantine storiche a nuove realtà emergenti, riflettendo la vivacità di un settore in continua evoluzione. I vini premiati provengono da tutte le regioni d'Italia, dimostrando come ogni angolo del Bel Paese abbia qualcosa di speciale da offrire.
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          Tra i protagonisti della selezione 2025 troviamo i grandi classici come il Montepulciano d'Abruzzo, simbolo di forza e carattere, e il Pecorino, un bianco sempre più apprezzato per la sua freschezza e versatilità. Dall’Alto Adige, regione rinomata per la sua eccellenza vinicola, brillano ancora una volta i raffinati Pinot Nero e Gewürztraminer, mentre dalla Campania spiccano le etichette di Taurasi e Greco di Tufo, vini che esprimono tutta la profondità di questa terra vulcanica.
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          Scendendo fino alla Sicilia, l’isola si conferma un punto di riferimento grazie ai suoi Nero d’Avola, Etna Rosso e Grillo, varietà che continuano a incantare per la loro complessità e mineralità. Ma non è solo il Sud a risplendere: anche regioni come la Toscana e il Piemonte, con i loro immancabili Brunello di Montalcino, Barolo e Barbaresco, mantengono alta la reputazione dei grandi rossi italiani, affermandosi come icone del panorama vinicolo mondiale.
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          Il riconoscimento Tre Bicchieri non si limita solo ai vini rossi. L'attenzione verso i bianchi e i rosati italiani è sempre più marcata, con Vermentino dalla Sardegna, Fiano dalla Campania e Friulano dal Friuli Venezia Giulia, che confermano la versatilità dei nostri vigneti.
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          Il risultato di questa selezione rappresenta un vero viaggio tra i sapori e i profumi dell'Italia, con un focus crescente sulla sostenibilità e il rispetto del territorio. Sempre più cantine premiate lavorano infatti in modo biologico o biodinamico, puntando su tecniche di produzione che esaltano la purezza e l’autenticità del vino.
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          La guida Tre Bicchieri 2025 è una bussola indispensabile per orientarsi tra le eccellenze vinicole del nostro Paese, e un invito a scoprire nuovi territori, vitigni e produttori che con passione e dedizione continuano a far brillare l’Italia nel mondo del vino.
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          Un’occasione unica per appassionati e professionisti di esplorare le migliori etichette italiane, con una selezione che racchiude tutta la magia e la diversità della nostra cultura enologica.
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      <pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:56:21 GMT</pubDate>
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      <title>Città di Castello celebra il tartufo bianco: in arrivo il Festival dedicato al prezioso fungo ipogeo</title>
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           In Italia, un terzo della produzione di tartufi arriva dall’Umbria, e Città di Castello, nel cuore dell’Alta Valle del Tevere, è pronta a festeggiare uno dei suoi prodotti più pregiati con il Festival del Tartufo Bianco. Questo evento rappresenta un appuntamento irrinunciabile per appassionati di gastronomia, chef e visitatori desiderosi di scoprire e gustare il miglior tartufo bianco, che in questa zona abbonda e si distingue per la sua qualità eccellente.
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          L’Alta Valle del Tevere, grazie al suo terreno ricco e al clima favorevole, è considerata una delle aree più vocate in Italia per la proliferazione del tartufo bianco, un fungo ipogeo dal sapore e dall’aroma inconfondibili. La raccolta di questo prodotto è un vero e proprio rito, tramandato di generazione in generazione, che ha reso questa regione un punto di riferimento per chi cerca il meglio della produzione nazionale.
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          Il festival, che si terrà nelle prossime settimane, sarà una celebrazione della cultura enogastronomica locale e del tartufo, con un ricco programma di eventi che includerà mercati di prodotti tipici, degustazioni, show cooking e incontri con chef stellati, che interpreteranno il tartufo bianco nelle loro creazioni culinarie. Inoltre, ci saranno escursioni guidate nei boschi dell’Umbria per scoprire il fascino della ricerca del tartufo, un'attività che combina tradizione, conoscenza del territorio e passione per la natura.
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          Tra gli espositori del festival ci saranno anche aziende locali che proporranno specialità a base di tartufo, oltre a vini e oli di qualità, che fanno da perfetto accompagnamento a questo prezioso ingrediente. Non mancheranno momenti dedicati alla valorizzazione del territorio, con conferenze e workshop che illustreranno le proprietà del tartufo e le tecniche sostenibili per la sua raccolta e conservazione.
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          Per Città di Castello, il Festival del Tartufo Bianco è un’occasione per mettere in luce l’importanza di questo prodotto, che rappresenta non solo una risorsa economica, ma anche un simbolo di identità culturale e gastronomica. Il tartufo bianco, infatti, è molto più di un ingrediente: è un tesoro della terra, che sa raccontare la storia, le tradizioni e le eccellenze di un territorio straordinario come quello dell’Umbria.
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          Questo evento attira ogni anno migliaia di visitatori, appassionati di tartufi e gourmet da tutta Italia e oltre, trasformando Città di Castello in una vera e propria capitale del tartufo per l’intera durata del festival.
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      <pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:50:36 GMT</pubDate>
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      <title>Gustus 2024: Il Salone Professionale dell'Agroalimentare, Enogastronomia e Tecnologia</title>
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           Dal 17 al 19 novembre 2024, Napoli ospiterà l'attesissimo Gustus, il Salone Professionale dell'Agroalimentare, Enogastronomia e Tecnologia, che si conferma come l'unica fiera di riferimento per il ricco mercato del Centro e Sud Italia. Questo evento si distingue per essere un imperdibile punto di incontro per produttori, buyer, distributori e professionisti del settore, desiderosi di esplorare nuove opportunità commerciali e innovative.
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          Gustus è una vetrina d’eccellenza per il Made in Italy, mettendo in risalto la qualità e la tradizione dei prodotti alimentari italiani, con un'attenzione particolare alla Dieta Mediterranea. Qui, i visitatori avranno la possibilità di scoprire le ultime tendenze nell'agroalimentare, gustare prodotti di eccellenza e partecipare a incontri e degustazioni curate da chef rinomati.
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          Il focus principale dell’edizione di quest’anno sarà su sostenibilità e innovazione tecnologica. Le aziende partecipanti presenteranno le loro soluzioni più all'avanguardia in tema di risparmio energetico, gestione sostenibile delle risorse e riduzione dello spreco alimentare. Verranno esposte anche tecnologie per la cucina professionale, con dimostrazioni live che mostreranno come migliorare efficienza e produttività nelle attività di ristorazione.
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          La fiera offrirà una piattaforma completa per lo sviluppo di nuovi contatti e partnership strategiche, con una presenza significativa di buyer nazionali e internazionali. Grazie alla sua posizione centrale, Gustus rappresenta una porta d’accesso ideale per chi vuole entrare in contatto con il mercato del Centro Sud, regione caratterizzata da un settore enogastronomico particolarmente vivace.
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          Seminari, cooking show e incontri formativi arricchiranno ulteriormente l’evento, fornendo momenti di approfondimento sulle nuove tendenze culinarie, la gestione della ristorazione e le sfide della transizione ecologica nel settore alimentare.
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          Gustus 2024 si preannuncia come un evento strategico per tutti coloro che operano nel mondo dell’agroalimentare e della tecnologia applicata alla ristorazione, offrendo non solo un’occasione di aggiornamento professionale, ma anche l’opportunità di stringere nuove collaborazioni in un contesto dinamico e stimolante.
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      <pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:41:14 GMT</pubDate>
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      <title>La Dieta Mediterranea: Il Segreto di una Vita Sana secondo lo Chef Gregori Nalon</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           La Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità UNESCO, rappresenta un modello di alimentazione equilibrato e sostenibile, celebrato a livello mondiale per i suoi numerosi benefici per la salute. Lo chef Gregori Nalon, volto noto della TV e figura di spicco nel panorama gastronomico internazionale, ci racconta come questo regime alimentare non sia solo una moda, ma un vero e proprio stile di vita.
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          "La Dieta Mediterranea si basa su alimenti semplici e genuini, che rispettano la stagionalità e la qualità delle materie prime", spiega lo chef Nalon. "Si tratta di una cucina che esalta il sapore naturale dei prodotti, utilizzando ingredienti che tutti possiamo trovare nelle nostre cucine, come olio extravergine di oliva, verdure fresche, legumi, cereali integrali, frutta e pesce."
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          Secondo Nalon, il punto di forza della Dieta Mediterranea risiede nella varietà degli alimenti e nell’equilibrio nutrizionale che offre. "La presenza di grassi sani, come quelli contenuti nell'olio d'oliva, combinata con le proteine magre del pesce e le fibre delle verdure, contribuisce a mantenere il cuore sano e a prevenire malattie croniche come il diabete e l'ipertensione."
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          Ma la Dieta Mediterranea non è solo una questione di cibo. "È anche una filosofia di vita che promuove il piacere di mangiare in compagnia, la convivialità, e l’importanza della moderazione. Questo aspetto sociale è spesso sottovalutato, ma è parte integrante della cultura mediterranea e del benessere psicofisico."
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          Lo chef Gregori, con la sua esperienza internazionale, aggiunge che la Dieta Mediterranea è facilmente adattabile anche in contesti non mediterranei. "Ho visto persone in tutto il mondo adottare questo regime alimentare con successo. L’importante è mantenere l’essenza: cibo sano, fresco, e cucinato con amore."
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          Concludendo, Nalon sottolinea l'importanza di educare le nuove generazioni a questo stile di vita. "Dobbiamo fare in modo che i giovani comprendano il valore della Dieta Mediterranea, non solo per la salute, ma anche per la sostenibilità ambientale e il rispetto delle nostre tradizioni culinarie. Solo così potremo preservare questo prezioso patrimonio per il futuro."
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          La Dieta Mediterranea, come ricorda lo chef Nalon, non è solo un modo di mangiare, ma un modo di vivere che ci insegna l’importanza dell’equilibrio, del gusto e della salute in ogni aspetto della nostra vita quotidiana.
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      <pubDate>Tue, 08 Oct 2024 08:10:42 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>MADE IN ITALY: COLDIRETTI PUGLIA, ALLA FIERA LA FOCACCIA DA GUINNESS DI 2 METRI DI DIAMETRO E 40KG DI PESO</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Primati che vanno però difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           Presentata a Bari la focaccia barese da Guinness dei primati, un gigante dal peso di 40Kg e 2 metri di diametro, la versione oversize di uno dei 365 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero dell’Agricoltura, ottenuti secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. E’ stata presentata da Coldiretti Puglia alla Fiera del Levante, al mercato regionale dei contadini di Campagna Amica per chiudere in bellezza con i cittadini – consumatori la kermesse della Campionaria.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gigante del Made in Italy del territorio pugliese, è stato fatto con 25 chili di farina, 5 litri di olio extravergine di oliva e 20 chili di pomodori, ingredienti rigorosamente prodotti in Puglia, un elogio alla Dieta Mediterranea per una maxi degustazione di bontà dedicata ai cittadini presenti nel quartiere fieristico, dove il cibo ha dominato la scena durante la 87^ Fiera del Levante con i testimonial della Dieta Mediterranea portati nel mercato di Campagna Amica dagli agricoltori custodi della biodiversità.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Primati che vanno però difesi dal fenomeno del “fake in Italy”, il cibo straniero spacciato per italiano sfruttando il concetto di ultima trasformazione sostanziale per gli alimenti, quello che tecnicamente si chiama codice doganale. In questo modo cosce di prosciutto estero dopo essere state salate e stagionate vengono vendute per italiane e lo stesso capita col latte straniero che diventa mozzarella italiana. Una frode contro la quale è partita dal Brennero una grande mobilitazione di Coldiretti con obiettivo la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Made in Italy dal campo alla tavola targato Puglia è rappresentato da un totale di 60 Cibi e Vini certificati DOP IGP, la regione numero 8 in Italia per prodotti DOP IGP STG, a cui si aggiungono le 4 STG nazionali e le 2 bevande spiritose IG regionali, per un totale di 66 Indicazioni Geografiche. La Puglia può contare su 623 specie autoctone vegetali a rischio di estinzione – aggiunge Coldiretti Puglia - 365 prodotti riconosciuti tradizionali dal Ministero dell’Agricoltura, 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle), 9 IGP per l’olio di Puglia, la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la Cipolla Bianca di Margherita, l’Uva di Puglia, il Carciofo Brindisino, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto e 29 vini DOC e 6 IGP. Ma anche la  superficie agricola destinata a biologico raggiunge i 321mila ettari in Puglia dove il settore torna a crescere, con un aumento del 12% in 1 anno, confermando la Puglia al top della classifica nazionale per l’agricoltura biologica e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Va tutelato quotidianamente il Made in Italy agroalimentare contro l’import di prodotti agricoli e agroalimentari  da Paesi stranieri che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale e di rispetto dei diritti dei lavoratori e che spesso vengono spacciati per tricolori sfruttando il codice doganale che consente di “italianizzarli” grazie a minime lavorazioni La campagna può essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti e sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 06 Oct 2024 15:22:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/made-in-italy-coldiretti-puglia-alla-fiera-la-focaccia-da-guinness-di-2-metri-di-diametro-e-40kg-di-peso</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Evento: Un viaggio tra gusto, musica e cultura</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/evento-un-viaggio-tra-gusto-musica-e-cultura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Castagne-al-microonde-830x625.webp"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un'esperienza indimenticabile tra sapori autentici, arte e spettacolo è pronta a prendere vita grazie a un ricco programma di eventi dedicati al gusto e alla cultura del territorio. Saranno numerose le iniziative che coinvolgeranno il pubblico in un'esplorazione delle eccellenze locali, proponendo un percorso che va dalla tradizione gastronomica alla musica dal vivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli stand gastronomici offriranno un'ampia varietà di prodotti tipici, con degustazioni di prelibatezze locali che permetteranno ai visitatori di scoprire il meglio del territorio. Dai formaggi ai salumi, dai vini alle conserve artigianali, ogni angolo del festival sarà dedicato al gusto e alla valorizzazione delle materie prime locali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma l'evento non si ferma solo alla gastronomia: mostre d'arte, spettacoli teatrali e mercatini dell’artigianato arricchiranno l'atmosfera, offrendo un'opportunità per immergersi completamente nella cultura e nella tradizione della regione. Gli artigiani locali presenteranno i loro manufatti unici, dai tessuti lavorati a mano ai gioielli e agli oggetti in ceramica, in un'esposizione che celebra l'autenticità e la creatività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le serate saranno animate da coinvolgenti DJ set al tramonto, creando un'atmosfera suggestiva e rilassata. E per gli appassionati di musica, non mancheranno i grandi concerti dal vivo con artisti di fama nazionale. Tra i nomi di punta ci saranno Enzo Avitabile, con il suo sound che mescola tradizione e innovazione, e i Modena City Ramblers, famosi per il loro folk rock energico e trascinante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un’occasione unica per vivere un’esperienza completa, tra gusto, arte, musica e divertimento, capace di coinvolgere tutti i sensi e regalare momenti di puro piacere.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 04 Oct 2024 17:26:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>DOMENICA 6/10 ARRIVA IN FIERA LA FOCACCIA DOC DA GUINNESS DEI PRIMATI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/domenica-6-10-arriva-in-fiera-la-focaccia-doc-da-guinness-dei-primati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriva alla Fiera del Levante la focaccia da guinness dei primati, la più grande al mondo, il gigante fatto esclusivamente con i prodotti Made in Italy del territorio pugliese, un elogio alla Dieta Mediterranea, dall’olio extravergine di oliva alla farina pugliese, fino ai pomodori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ’appuntamento è domenica 6 ottobre, alle ore 10,30, al mercato regionale dei contadini sul Viale Italo Orientale per chiudere in bellezza con i cittadini – consumatori la Kermesse della Campionaria del Levante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sarà una maxi degustazione di bontà per i cittadini presenti nel quartiere fieristico, dove il cibo ha dominato la scena durante la 87^ Fiera del Levante con i testimonial della Dieta Mediterranea portati nel mercato di Campagna Amica dagli agricoltori custodi della biodiversità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 04 Oct 2024 11:22:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rinnova la tua cucina con Ristor Impianti: qualità e affidabilità al tuo servizio!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rinnova-la-tua-cucina-con-ristor-impianti-qualita-e-affidabilita-al-tuo-servizio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pro-wEHbMp7S.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sei alla ricerca di soluzioni innovative per rinnovare la cucina del tuo locale? Ristor Impianti, con oltre 25 anni di esperienza nel settore del Food Service Equipment, è il partner ideale per trasformare il cuore pulsante della tua attività. Da Frosinone e provincia, l'azienda offre un servizio completo per la fornitura di cucine professionali, impianti per la ristorazione e soluzioni di arredo per ogni tipo di attività ristorativa e ricettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Cosa rende Ristor Impianti un leader nel settore?
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consulenza personalizzata: ogni cliente riceve un preventivo su misura e un sopralluogo gratuito, senza impegno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Progettazione e fornitura su misura: dalla fase di progettazione fino all'installazione, il team garantisce soluzioni efficienti e durature.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Assistenza tecnica e manutenzione:
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           con servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria, Ristor Impianti assicura che le attrezzature siano sempre al top.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esclusività del marchio Angelo Po: come agenzia esclusiva per la provincia di Frosinone, Ristor Impianti collabora con i migliori produttori del settore, offrendo soluzioni all'avanguardia e garantite.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grazie all’adesione al consorzio
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Assogi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           e a un costante studio del mercato, Ristor Impianti è sempre al passo con le ultime innovazioni, fornendo attrezzature che sposano tecnologia e praticità. Se vuoi dare una nuova vita alla tua cucina, non aspettare: chiama subito per il tuo preventivo e sopralluogo gratuito!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 04 Oct 2024 10:46:27 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I programmi importanti e popolari della tv nazionale tornano a Matera.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/i-programmi-importanti-e-popolari-della-tv-nazionale-tornano-a-matera</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/The+voice+kids.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Sono iniziate ieri, 3 ottobre, e proseguiranno fino al prossimo 8 novembre, a Matera le riprese della quarta stagione della serie televisiva “Imma Tataranni- Sostituto Procuratore”, che ormai dal 2020 sceglie la città dei Sassi come location simbolo della storia del magistrato di origini materane. La trasmissione è prevista per la prossima primavera 2025 su Rai 1. La quarta serie avrà una durata di 4 puntate di circa 110 minuti ciascuna, affronterà il tema della giustizia attraverso il racconto delle vicende di Imma, sostituto della Procura di Matera, donna forte determinata e integerrima paladina della legge. Abituata a risolvere i casi che le vengono affidati con metodi spesso scontrosi. Ad accompagnarla nelle sue indagini attraverso la Basilicata è l’appuntato Ippazio Calogiuri, diventato serie dopo serie sempre più intrigante per il suo carattere timido e insicuro, con cui si instaura un rapporto di grossa complicità. L’autorizzazione a eseguire le riprese è stata richiesta per le vie: Giolitti, Ridola, Bruno Buozzi; e poi piazza Sedile, zona Industriale La Martella, borgo Venusio, località San Francesco, piazza San Giovanni Battista, piazza Duomo, piazza Vittorio Veneto, via Roma, via Lucana, via San Potito, via Cererie, parco della Murgia materana, centro storico e rioni Sassi, oltre che in località specifiche da individuare di volta in volta durante la fase realizzativa del progetto. Sempre in questi giorni sta girando a Matera “The voice kids 3”, programma di Rai 1 dedicato ai giovani talenti del canto. In questo caso, il lavoro consiste nella realizzazione di un pezzo di una puntata del talent show in cui dei piccoli concorrenti si sfidano cantando davanti alla giuria formata da quattro famosi cantanti. Per ciascun concorrente giunto alla puntata finale, in diretta televisiva, sarà raccontato, attraverso delle “schede” il viaggio del cantante in una città a cui è legato e lo rappresenta. In questo caso un concorrente di Matera passeggerà lungo le vie più iconiche dei Sassi e i luoghi da lui frequentati quotidianamente. Le riprese saranno inserite all’interno del programma che andrà in onda su Rai1 il prossimo novembre 2024. L’autorizzazione a eseguire le suddette riprese è stata richiesta per Matera città, Campo Scuola via delle Nazioni Unite, centro storico e rioni Sassi, oltre che in località specifiche da individuare di volta in volta durante la fase realizzativa del progetto. «Accogliamo con grande soddisfazione questi due progetti televisivi -commenta il sindaco Domenico Bennardi con l’assessore al Cinema Tiziana D’Oppido- per Imma Tataranni è un sempre gradito ritorno, mentre per The voice kids 3 siamo di fronte a un nuovo programma, che porterà ulteriore visibilità nazionale alla nostra splendida Matera».
        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 04 Oct 2024 10:15:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/i-programmi-importanti-e-popolari-della-tv-nazionale-tornano-a-matera</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Vanessa+Scalera+nelle+vesti+di+Imma+Taratanni+%281%29.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Tradizione Unica della Pizza Napoletana: Il Segreto dei Maestri Pizzaioli e il Gusto della Polacca Dolce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-tradizione-unica-della-pizza-napoletana-il-segreto-dei-maestri-pizzaioli-e-il-gusto-della-polacca-dolce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La pizza napoletana è molto più di un piatto: è un simbolo culturale, una tradizione che ha resistito al tempo, tramandata di generazione in generazione dai maestri pizzaioli.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000259965.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Gianfranco Iervolino,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           maestro pizzaiolo di fama, sottolinea che ciò che rende unica la pizza napoletana è proprio la sua tradizione. Custodita gelosamente da secoli, la ricetta originale è sempre rimasta fedele agli ingredienti semplici e genuini, e alla maestria artigianale che la distingue.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa tradizione va oltre la semplice preparazione della pizza. Gianfranco ci introduce anche a una dolce sorpresa che si riallaccia alle sue radici: La
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "Pizza  dolce Polacca"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . La cui  crema pasticcera al limone con amarene sciroppate è il cuore goloso della pizza polacca di Iervolino, una versione rivisitata e moderna della classica polacca aversana, un dolce iconico della tradizione campana. Questo dessert si caratterizza per un impasto di morbida pasta brioche, che avvolge una farcitura generosa e profumata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crema pasticcera, arricchita con la freschezza del limone, dona un'esplosione di gusto delicato e agrumato, mentre le amarene sciroppate aggiungono una nota piacevolmente dolce e leggermente acidula, bilanciando perfettamente i sapori. La versione di Iervolino esalta la ricetta tradizionale, mantenendo intatta la sua autenticità ma aggiungendo quel tocco di innovazione che lo rende unico e contemporaneo, trasformando un dolce semplice in una delizia raffinata e irresistibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In un mondo in cui la velocità e l'innovazione spesso prevalgono, Gianfranco Iervolino ci ricorda che il vero valore della cucina risiede nella sua storia e nelle radici profonde che essa rappresenta. Sia che si tratti di una classica pizza napoletana o di un dessert come la polacca dolce, il segreto è sempre lo stesso: l'amore per la tradizione e il rispetto per le ricette di una volta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Iervolino celebra la cucina come un'arte, con un profondo legame alla sua terra e alla sua famiglia, rendendo ogni piatto un omaggio alla cultura e alla passione che vivono attraverso la pizza e i dolci tradizionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 04 Oct 2024 10:04:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-tradizione-unica-della-pizza-napoletana-il-segreto-dei-maestri-pizzaioli-e-il-gusto-della-polacca-dolce</guid>
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    <item>
      <title>FESTA NONNI: COLDIRETTI PUGLIA, SONO QUASI IL DOPPIO DEI BAMBINI IN PUGLIA; SPESSO SOSTENGONO BILANCIO DOMESTICO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/festa-nonni-coldiretti-puglia-sono-quasi-il-doppio-dei-bambini-in-puglia-spesso-sostengono-bilancio-domestico</link>
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         Dalle antiche ricette antispreco ai consigli per la casa, con la loro esperienza e il loro supporto in più di una famiglia su tre (34%) sono i nonni spesso a salvare il bilancio domestico messo a rischio dall’inflazione che colpisce il carrello della spesa, direttamente con un aiuto economico, badando ai figli al posto delle babysitter o del doposcuola o dando una mano all’attività lavorativa, in una regione come la Puglia dove gli anziani sono quasi il doppio dei bambini. Ad affermarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati del Sismografo di Unioncamere Puglia, in occasione della festa dei nonni che quest’anno si festeggia al mercato regionale di Campagna Amica alla Fiera del Levante.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Puglia l’indice di vecchiaia tocca quota 193,6%, con il rapporto percentuale fra popolazione residente con età maggiore di 65 anni e quella con età inferiore ai 14 che segna con buona approssimazione quanto gli anziani in Puglia siano quasi il doppio dei bambini. Oltre a sostenere il bilancio domestico in più di una famiglia su tre – sottolinea Coldiretti Puglia – l’esperienza degli over 70 può essere di grande aiuto per affrontare un momento di drammatica difficoltà come quella attuale.
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra quanti beneficiano della presenza di un pensionato in casa, oltre la metà (57%) – rileva Coldiretti – guarda a loro come un valido aiuto per accudire i propri figli, magari per portarli a scuola e seguirli anche una vola tornati a casa, mentre un 35% dichiara che i nonni sono un fattore determinante per contribuire proprio al reddito familiare. Ma esiste anche una ridotta percentuale dell’8% – aggiunge Coldiretti regionale – che trova dai nonni un aiuto a livello lavorativo, soprattutto per chi ha un’attività, dall’agricoltura all’artigianato, fino al commercio, e può così beneficiare dell’esperienza accumulata da chi è ora in pensione.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Come nella migliore tradizione agricola – spiega Angelo Marseglia, presidente dei Senior di Coldiretti Puglia – la presenza degli anziani fra le mura di casa è quindi quasi sempre considerata un valor aggiunto all’interno di un welfare familiare che deve fare i conti sia con la gestione delle risorse economiche disponibili sia con quella del tempo e dei figli in situazioni dove molto spesso entrambi i genitori lavorano e sono fuori casa la maggior parte della giornata. La presenza dei nonni – sottolinea ancora Marseglia – è sempre più importante anche rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani verso abitudini più salutari nelle scuole e nelle case”.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno stile nutrizionale – ricorda Coldiretti regionale – basato sui prodotti della dieta mediterranea come pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito – continua Coldiretti Puglia – una speranza di vita tra le più alte a livello mondiale.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           Ma la tradizione rurale insegna anche a usare come ingredienti anche quelle parti della preparazione dei cibi che solitamente si gettano. L’acqua della pasta, soprattutto se abbiamo cotto paste ripiene come gli agnolotti, è acqua arricchita dagli amidi e dalle proteine del grano. Si può dunque conservare in frigo per usarla come base per il brodo per risotti, carni, verdure in padella. L’acqua della bollitura delle verdure ha lo stesso utilizzo. E che dire del brodo delle carni e dei pesci lessati che sono i liquidi più preziosi perché sono brodi ricchi delle proteine delle carni e del pesce. Vanno congelati e utilizzati per cotture successive o per piatti liquidi come le minestre.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           a festa dei nonni – conclude la Coldiretti Puglia – è stata istituita in Italia nel 2005 e riguarda nel nostro paese circa 12 milioni di persone mentre in America esiste dal 1970 e cade la prima domenica di settembre grazie all’idea di Marian Mc Quade, una casalinga del West Virginia mamma di 15 figli e nonna di ben 40 nipoti, anche se è nel 1978 che viene proclamato Grandparents Day dall’allora presidente americano Jimmy Carter poi Premio Nobel per la Pace.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 03 Oct 2024 07:48:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>WORLD PRESS PHOTO EXHIBITION 2024  Bari, Teatro Margherita  11 ottobre – 8 dicembre 2024</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono vite, storie ed emozioni quelle cristallizzate negli scatti della World Press Photo Exhibition 2024, che torna per l’undicesimo anno nel Teatro Margherita di Bari dall’11 ottobre all’8 dicembre, organizzata da Cime, realtà pugliese tra i maggiori partner europei della Fondazione World Press Photo di Amsterdam, con il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mostra sarà inaugurata venerdì 11 ottobre alle ore 18 all’interno del Teatro Margherita di Bari, alla presenza del direttore del dipartimento Cultura e Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno, del presidente del Teatro Pubblico Pugliese, Paolo Ponzio, del sindaco di Bari Vito Leccese, dell’Assessora alle Culture del Comune di Bari, Paola Romano, della soprintendente regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Maria Piccarreta e del direttore di Cime, Vito Cramarossa.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per accedere all’evento inaugurale è necessario inviare una richiesta di accredito all’indirizzo email press@worldpressphotobari.it entro e non oltre le ore 12.00 di mercoledì 11 ottobre 2023. Nella mail dovrà essere indicato: nome e cognome del giornalista e, laddove presente, dell’operatore video, testata, indirizzo e-mail.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 03 Oct 2024 07:40:54 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ALLA FDL OGGI 3/10 SI PARLA DI SICUREZZA E LAVORO PER 1.2MLN OCCUPATI IN AGRICOLTURA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alla-fdl-oggi-3-10-si-parla-di-sicurezza-e-lavoro-per-1-2mln-occupati-in-agricoltura</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il settore agricolo in Puglia conta oltre 1.200.000 occupati, impegnati nelle aziende agricole e negli agriturismi nei più disparati segmenti di attività, in uno scenario in veloce cambiamento che impone politiche attive per la sicurezza sia dei luoghi di lavoro per gli operai agricoli, ma anche nelle campagne spesso rese un far west per gli agricoltori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si parlerà di sicurezza e lavoro nelle campagne alla Fiera del Levante, oggi 3 ottobre 2024, presso la sala 3 del Centro Congressi, alle ore 10,30, con il presidente ed il direttore di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo e Pietro Piccioni, il Viceprefetto di Bari, Michelangelo Montanaro, Fulvio Longo, Direttore del Dipartimento di Prevenzione di ASL Bari, Giuseppe Gigante, Direttore Regionale INAIL PUGLIA, Rosa D’Eliseo, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bari e Romano Magrini, Capo Area Lavoro e Relazioni Sindacali di Coldiretti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per l’occasione saranno forniti i dati sul lavoro in agricoltura, sugli infortuni e uno spaccato sugli episodi di criminalità che rendono difficile il lavoro degli agricoltori nelle campagne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 03 Oct 2024 07:38:32 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>CERIMONIA INAUGURALE 87^ FIERA DEL LEVANTE  IL DISCORSO DEL SINDACO DI BARI VITO LECCESE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cerimonia-inaugurale-87-fiera-del-levante-il-discorso-del-sindaco-di-bari-vito-leccese</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/28-09-24+cerimonia+inaugurale+87+Fiera+del+Levante+02.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Autorità, signore e signori, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ministro Urso, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è per me un grande onore darvi il benvenuto a Bari in una giornata così speciale per la mia città
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            - Inizia cosi
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            il primo cittadino di Bari  il discorso per la cerimonia inaugurale dell'87^ Fiera del Levante.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
             Di seguito il discorso del sindaco di Bari Vito Leccese 
            &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Una giornata speciale, se posso dirlo, anche per me. E mi perdonerete l’emozione. Inutile negarlo, indossare questa fascia, su questo palco, ha un significato che va molto al di là di una inaugurazione. La fiera resta, per me, la passeggiata di un bambino tra i viali, le luci colorate, i profumi delle merendine appena sfornate. La fiera è il bianco e nero dei film trasmessi di mattina dalla Rai. La fiera è il giro del mondo nella Galleria delle Nazioni, una specie di Google Earth pieno di facce, parole, sorrisi e oggetti da toccare, senza la mediazione di uno schermo.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           La fiera, da sempre, sancisce la ripresa dalla pausa estiva e, in questo caso, anche l’avvio del nuovo governo della città.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sono stati mesi intensi quelli appena trascorsi. Tanta strada è stata fatta, grazie a chi mi ha preceduto, e tanta altra ce n’è ancora da fare. Ci vorranno pazienza e temperanza per costruire un tempo nuovo per tutti quei cittadini che vorranno realizzare insieme a noi la Bari del futuro. Questo è il tempo del lavoro, della costruzione, della semina.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Semina, una parola a cui tengo particolarmente. La semina è il lavoro complicato di chi costruisce con pazienza. Chi semina non si accontenta di guardare il presente, ma con cura, dedizione e coraggio prepara il terreno per il futuro. Un futuro migliore.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           È questo l’auspicio che rivolgo a tutti voi porgendovi il saluto della città di Bari: benvenuti all’87esima Fiera del Levante!
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Benvenuto a lei, ministro Urso: benvenuto nella città di Bari, dove l’Oriente incontra l’Occidente. Le do il benvenuto a nome della città dove i confini, nei secoli, si sono trasformati in margini porosi, ponti per i popoli che in cammino l’hanno attraversata, facendola crescere e maturare. Di ognuno di quei popoli, conserviamo testimonianze: nelle nostre strade, nelle nostre case e, più di tutto, nel nostro DNA.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Benvenuto nella città dove l’accoglienza, il rispetto per l’altro, la forza del multiculturalismo si sono incarnate nella figura del nostro santo patrono, San Nicola, che con il suo patrimonio di fede e di cultura ha reso la nostra città terra di incontro e di condivisione. Proprio qui, non molto tempo fa, il Santo Padre ha richiamato i patriarchi e i capi delle chiese del Medio Oriente al dialogo, in una giornata storica di preghiera per una terra martoriata dalla guerr
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Preghiere che, evidentemente, non hanno raggiunto il cuore degli uomini, che ormai da diversi mesi sono protagonisti di una nuova guerra, ancora più feroce. Una guerra ingiusta, come ingiuste sono tutte le guerre, per cui più volte abbiamo invocato con forza il cessate il fuoco. Perché per noi riportare la pace in Palestina significa riportare la pace in Medio Oriente.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Siamo costretti a parlare ancora e sempre di guerre, nel 2024, e sembra incredibile. Ne è pieno il mondo. Persino in Europa, nel cuore di quella che negli ultimi decenni sembrava essere una culla di pace, si torna a parlare di corsa al riarmo.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Come dice David Grossman, il più grande intellettuale israeliano vivente: “La pace è l’unica strada, perché ogni spada è sempre un’arma a doppio taglio”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Per questo da Bari, città operatrice di pace, vorrei che si levasse, ancora una volta, un appello accorato affinché tacciano le armi.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Bentornato ministro Urso in questa terra, che grazie al suo Governo solo qualche mese fa ha ospitato il vertice del G7, una vetrina eccezionale che ha nuovamente permesso ai pugliesi di far conoscere al mondo le eccellenze della nostra terra. Da qualche anno stiamo sperimentando le ricadute e i benefici di eventi internazionali di tale portata. Già nel 2017 con il G7 Finanze, e poi nel 2021 con il G20 Esteri, Bari aveva richiamato su di sé l’attenzione di tutto il mondo.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Occasioni in cui siamo stati in grado di dimostrare la maturità e la vocazione internazionale della nostra città e della nostra terra. Occasioni che, sfruttate al meglio soprattutto da cittadini, imprenditori e da tutto il tessuto sociale della città, ci hanno permesso di scalare le classifiche delle mete turistiche internazionali. Di questo non possiamo che essere orgogliosi. Ma, al tempo stesso, siamo consapevoli che quelli che sembrano traguardi straordinari devono rappresentare per Bari punti di partenza per nuove sfide, altrettanto straordinarie.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il turismo è oggi una leva economica importantissima per la città, ma si tratta di un fenomeno che va governato e indirizzato con un approccio strategico. Dobbiamo intervenire sui servizi per qualificare l’offerta ed evitare che, per vincere la classifica dei clic sui portali turistici, Bari perda la sua autenticità, la sua identità.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Il cosiddetto “overtourism” riduce drasticamente l’offerta di alloggi disponibili, contribuendo a determinare per i cittadini un disagio abitativo che va affrontato con urgenza e determinazione per scongiurare la possibilità che la nostra diventi una città di “persone senza case e di case senza persone”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Da baresi, ogni giorno siamo orgogliosi di vedere migliaia di turisti passeggiare nelle nostre strade, fermarsi nelle nostre piazze, entrare e uscire dai portoni dei nostri palazzi, con la disinvoltura di chi si sente a casa. Ma questo orgoglio non può cancellare una consapevolezza: oltre 400 famiglie baresi, donne, uomini, bambini, persone anziane sono alla ricerca di un tetto sulla loro testa. Ebbene, se la città, come dice Lévi-Strauss, è il progetto umano per eccellenza, noi davanti a questa richiesta di aiuto non possiamo voltarci dall’altra parte.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni, a causa del covid, della crisi economica e dell’inflazione, le famiglie sono diventate indubbiamente più povere. E questo fenomeno non coinvolge soltanto le fasce sociali più vulnerabili, ma anche la classe media. È un disagio evidente, che incrocio ogni mattina, al mio arrivo a Palazzo di Città, dove da 15 anni non si vedevano persone cercare un giaciglio per la notte tra le colonne del Teatro Piccinni.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           E purtroppo piove sul bagnato, perché questo quadro di disperazione viene aggravato dai tagli alle risorse previste sul contributo alloggiativo o sul reddito di cittadinanza, misure di protezione sociale che in questi anni hanno aiutato tanti sindaci a sostenere famiglie e persone in difficoltà.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Nella sola città di Bari, oltre 20.000 persone rischiano di restare indietro. E noi siamo preoccupati, ministro Urso, inutile nasconderlo. Siamo preoccupati per i nostri concittadini.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Siamo pronti a lavorare, non ci spaventa, non ci ha mai spaventato. Siamo pronti a prendere decisioni, anche complicate. Siamo pronti a portare avanti, a tutti i costi, le opere importanti, fondamentali che il PNRR ha finanziato. Ma sappiamo che da soli non ce la faremo. Non ci interessa tagliare il nastro di un asilo per pubblicare un selfie su instagram, se quel nastro verrà riannodato subito dopo, perché quell’asilo, senza i soldi per gestirlo, resterà chiuso.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Le chiedo dunque, ministro Urso, di farsi portavoce presso il Governo affinché ascolti i sindaci, tutti i sindaci d’Italia, che reclamano una nuova intesa tra Governo centrale ed enti locali. Le chiedo di farsi promotore di un’alleanza civile nell’interesse esclusivo dei cittadini.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Glielo chiedo senza alcuna polemica. In tanti anni di servizio, pur senza rinunciare alle mie idee e ai miei principi, ho sempre preferito l’incontro allo scontro, il dialogo alla dialettica muscolare. E oggi, da sindaco, sento di appartenere a una comunità molto più grande della mia parte politica: quella della mia città.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Una città che ha faticato per arrivare fin qui. Una città alla quale non è stato regalato niente e che ha scelto di investire su se stessa e sui suoi talenti. Una città che rivendica certamente più autonomia, purché questa non sia una formula ambigua, utile ad aumentare le distanze tra chi ha di più e chi ha di meno. Purché non sia la firma in bianco su un contratto capestro in cui si scopre, alla fine, che stiamo svendendo il nostro futuro
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           .Abbiamo lavorato tanto per arrivare fin qui e arrendersi non è un’opzione. E non perché siamo ostinati, anzi sì, forse un po’ lo siamo, devo ammetterlo, ma lo siamo perché amiamo profondamente questa città. Anche nei momenti più difficili abbiamo scelto di andare avanti a testa alta, senza paura né vergogna.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            La nostra città è stata vigilata speciale per sei mesi. Sei lunghissimi mesi.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           E noi, dopo lo sgomento iniziale per le modalità e la tempistica (argomenti su cui non voglio tornare), abbiamo fatto tutto il possibile, da servitori dello Stato, per consentire agli ispettori di svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro. Abbiamo collaborato con senso istituzionale e spirito di servizio, con disciplina e onore, gli stessi con cui abbiamo lavorato negli anni per far crescere la nostra comunità e provare a liberarla dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata. E se qualcosa non è andato come doveva, siamo pronti a fare ammenda.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Ciò che non possiamo permettere, è di essere accusati di connivenza con le mafie. Non possiamo permetterlo. E non per difendere il nostro onore ma per difendere la storia, l’impegno, i sacrifici di una città intera e della sua comunità negli ultimi vent’anni.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Nei prossimi mesi lavoreremo alla nuova pianificazione urbanistica generale avendo come principio guida la Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, entrata in vigore lo scorso agosto dopo il voto del Parlamento europeo: espansione degli spazi verdi urbani, mobilità sostenibile, tutela della biodiversità, recupero degli habitat negli ecosistemi marini.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Questi sono solo alcuni degli obiettivi che ci siamo dati. La nostra sfida sarà rendere Bari protagonista di un cambiamento possibile.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Qualcuno, ascoltandomi, potrebbe dire che sono un sognatore. Eppure una cosa posso darvela per certa: io ci proverò. Ogni giorno, ogni ora di questa nuova avventura. Anzi, ci proveremo. Insieme. Perché un sindaco, senza la sua comunità, non può fare nulla.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Ci proveremo insieme, con determinazione, certo. Ma con temperanza. Una parola che è per me un simbolo.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Perché il coraggio non sempre ruggisce. Il coraggio a volte parla con una voce piccola ma ferma. Quella voce che, alla fine del giorno, porti a casa con te, e che ti fa dire: “ci proverò di nuovo domani!”.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Questo farò nei prossimi cinque anni: ci proverò ogni giorno. E, se non ci riuscirò, ci proverò ancora domani
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Buona Fiera del Levante a tutti!
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Sep 2024 10:57:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Matherarium - biglietto a tariffa speciale dedicato ai materani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/matherarium-biglietto-a-tariffa-speciale-dedicato-ai-materani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         “Matera col segno più” è stata la conferenza di presentazione dei dati del turismo materano e lucano, in occasione di un dibattito aperto alla presenza di Nicola Morea, Consigliere Regionale, Leo Montemurro, Presidente CNA Basilicata, Fabio Di Gioia, Curatore Matherarium.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Matera+col+Segno+Pi%C3%B9_Matherarium_.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’innovativa ‘experience’ immersiva è nata dall’intuizione di Fabio Di Gioia, curatore di grandi eventi internazionali, che ha annunciato la nuova tariffa speciale dedicata ai Materani. La riduzione sarà del 50% sul prezzo di ingresso, ed il biglietto avrà quindi un costo di 6 euro per gli adulti e 4 euro per i bambini residenti a Matera.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad introdurre i lavori è stato l’intervento di Michele Motta, ‘padrone di casa’  assieme alla famiglia che ha inteso ospitare Matherarium negli ipogei di cui è  proprietaria. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tavola rotonda “Matera col segno più” è partita dall’analisi dei dati APT relativi ai primi sette mesi del 2024, che sono stati presentati a fine agosto e raccontano di un turismo in crescita e di un +5% di arrivi e presenze rispetto allo scorso anno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Matera col segno più” indica una città che ha guidato il flusso turistico della Regione con un +60% negli arrivi e del 41% nelle presenze straniere rispetto al 2019. Gli USA sono diventati il secondo mercato estero con un +67% negli arrivi e +51% nelle presenze, subito dopo la Francia. Sulla costa ionica, la stagione turistica segue la crescita regionale, mentre Maratea ha segnato un +4% di arrivi e +15% di presenze rispetto al 2023.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nicola Morea, consigliere Regionale, che sottolinea l’opportunità di ripartire dalle aree interne per valorizzare e sostenere la crescita di una Regione che deve fare sistema per proporre un itinerario di esperienze che si sviluppi a largo raggio per promuovere un turismo sostenibile che valorizzi l'intero territorio lucano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Leonardo Montemurro Presidente CNA Basilicata, rappresenta un comparto che, nonostante la ricaduta positiva  ha ricevuto una ricaduta positiva, ma forse ci si aspettava un ritorno più consistente. Di recente la categoria ha espresso una richiesta precisa, quella di dotare la città di un ‘destination manager’ figura specifica che dialoghi con tutti i livelli delle istituzioni, facendosi interprete delle esigenze reali e promuovendo il territorio e la città sui canali internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fabio Di Gioia  ideatore e curatore di Matherarium, l’unica esperienza immersiva che ha già affascinato materani e turisti negli ultimi mesi arrivando a contare circa 5000 presenze da luglio a settembre, con una grande predominanza di stranieri ed un 30% di italiani. Di Gioia aveva sperimentato con successo questa formula di ‘narrazione immersiva’ negli anni passati, a cominciare dalla mostra su Van Gogh che fu inaugurata a Milano per arrivare poi a Roma e anche a Bari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal dibattito emerge la necessità di guidare la città e l’intera Regione con una nuova programmazione e visione, strategie che riguardino i settori più ‘promoting’, pensiamo al cinema ed al fatto che la visita di Mel Gibson dei giorni scorsi sia bastata a far riemergere la notizia di Matera a livello internazionale. In primis la necessità di soddisfare le esigenze di programmazione a lungo termine di larga fascia del target internazionale, che organizza le vacanze spesso con un anno di anticipo. Bisognerebbe ad esempio dotarsi di una programmazione di eventi che si proietti già alla stagione successiva, per rendere la città di Matera un contenitore culturale di grande rilievo ed impatto, sul lungo termine, con strategie ed azioni anche finanziarie che bisogna mettere in campo per confermare Matera quale attrattore col segno più. Il turismo rappresenta una leva strategica per lo sviluppo della Basilicata, e con gli investimenti giusti, Matera continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nel panorama turistico nazionale e internazionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Sep 2024 08:25:02 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Political TV: Gran Galà per il Debutto sul Digitale Terrestre Canale 86 in Puglia e Basilicata</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/political-tv-gran-gala-per-il-debutto-sul-digitale-terrestre-canale-86-in-puglia-e-basilicata</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Grande entusiasmo e partecipazione al gran galà per il lancio di Political TV, il nuovo canale televisivo approdato sul digitale terrestre, visibile sul canale 86 in Puglia e Basilicata. Un progetto ambizioso che si prefigge di rivoluzionare il panorama televisivo del Sud Italia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000256805.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la serata, l'editrice Manila Gorio, assieme al direttore Michele Traversa, ha commentato con grande entusiasmo: "Faremo la storia!", sottolineando l’importanza e il potenziale di questo nuovo spazio mediatico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento non ha deluso le aspettative, regalando momenti di grande emozione. Uno dei più iconici è stato l'urlo liberatorio della Gorio, "Political TV!", che ha segnato ufficialmente l'inizio delle trasmissioni. Ma la serata ha riservato anche una sorpresa speciale: una romantica dichiarazione accompagnata da un anello, che ha commosso tutti i presenti, aggiungendo un tocco di intimità e magia all'occasione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Political TV si propone come un vero e proprio contenitore di notizie, eventi e cronaca a 360°, con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per l'informazione locale e non solo. Il canale offrirà una vasta gamma di programmi dedicati all'attualità, alla politica e alla cultura, coinvolgendo esperti, giornalisti e ospiti illustri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con il suo spirito innovativo e la promessa di portare al pubblico una visione più ampia e approfondita della realtà, Political TV punta a fare davvero la storia nel panorama mediatico del Sud Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Sep 2024 08:08:48 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/political-tv-gran-gala-per-il-debutto-sul-digitale-terrestre-canale-86-in-puglia-e-basilicata</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fiera del Levante 2024: al via l'87ª edizione della campionaria internazionale a Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fiera-del-levante-2024-al-via-l-87-edizione-della-campionaria-internazionale-a-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Fiera del Levante,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           uno degli eventi fieristici più importanti del Mediterraneo, si prepara ad accogliere espositori e visitatori da tutto il mondo per la sua 87ª edizione, che si terrà a Bari dal 28 settembre al 6 ottobre 2024. Questa storica manifestazione, nata nel 1930, continua a essere un punto di riferimento per il settore economico e culturale, mettendo in luce l'innovazione e le eccellenze dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura e dei servizi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Un appuntamento internazionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Fiera del Levante non è solo un’occasione per scoprire le ultime novità del mondo industriale e commerciale, ma anche un evento che celebra l’incontro tra culture diverse. Con oltre 2.000 espositori provenienti da decine di paesi, questa edizione si concentrerà sulle nuove sfide economiche, tecnologiche e ambientali. Saranno presenti padiglioni dedicati all’economia green, alla digitalizzazione, alle start-up e all’artigianato, evidenziando l’importanza della sostenibilità e dell’innovazione nel contesto globale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Programma ricco di eventi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
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          L’edizione 2024 si prospetta particolarmente ricca di eventi, tra cui convegni, workshop e incontri B2B pensati per favorire lo scambio di idee e il networking tra imprenditori, istituzioni e investitori. Non mancheranno momenti di intrattenimento, con spettacoli e aree espositive dedicate anche al pubblico più giovane, con spazi per la gastronomia, l’arte e la moda.
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           Bari: ponte tra Oriente e Occidente
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          Bari, città ospitante della Fiera, si conferma un crocevia culturale e commerciale di primaria importanza nel Mediterraneo. Grazie alla sua posizione strategica, la Fiera del Levante rappresenta da sempre un punto di incontro tra Oriente e Occidente, dove le realtà economiche di diversi paesi si fondono per creare nuove opportunità di sviluppo.
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           L’obiettivo della Fiera: futuro e crescita
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           Con lo slogan "Innovare per Crescere", la Fiera del Levante 2024 punta a fornire risposte alle esigenze del mercato attuale, mettendo al centro la crescita sostenibile e l’inclusività. Tra i temi principali ci saranno il cambiamento climatico, la digitalizzazione e la transizione energetica, con un occhio attento alle opportunità per le piccole e medie imprese.
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           La Fiera del Levante 2024 promette di essere un evento imperdibile per chiunque sia interessato alle nuove tendenze del mercato e al futuro dell’economia globale. 
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           Per partecipare, è possibile acquistare i biglietti online o direttamente presso la Fiera durante le giornate dell'evento.
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           FOTP: WEB
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  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 26 Sep 2024 12:59:03 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Turismo &amp; Sport, Regione Puglia e Pugliapromozione partner agli Italian Padel Awards</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/turismo-sport-regione-puglia-e-pugliapromozione-partner-agli-italian-padel-awards</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per due giorni a Roma, nel tempio dello sport che è il Foro Italico, per il padel si sono dati appuntamento campioni di fama internazionale, insieme ad ambassador dal mondo del calcio e dello spettacolo. L’Italian Padel Awards - Oscar del padel, organizzati dal Corriere dello Sport-Stadio, racconteranno quanto il padel sia uno sport che ha conquistato veramente tutti. In questo contesto internazionale, la Regione Puglia e l’Assessorato al Turismo/Pugliapromozione sono partner istituzionali.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si sono allineati i pianeti e abbiamo avuto il piacere di portare la Puglia al Foro Italico il giorno dopo la designazione a Regione europea dello Sport per il 2026: un impegno che abbiamo voluto legare alla partecipazione della Regione Puglia agli Italian Padel Award – ha detto Raffaele Piemontese, assessore allo Sport della Regione Puglia - . Il padel è una disciplina in fortissima ascesa in Puglia e la grande popolarità, spinta anche dagli exploit dei fratelli maggiori del tennis, è una leva su cui puntare per spronare alla pratica sportiva in impianti al chiuso o all’aperto i pugliesi di ogni età e condizione sociale.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Esiste un potenziale legato alla pratica di una disciplina sportiva, quale il padel, in crescita esponenziale, di largo accesso popolare per ogni fascia di età, con una Federazione Internazionale Padel che affilia ormai 65 federazioni nazionali con oltre 18 milioni di praticanti nel mondo. È a questo target che mira l’Assessorato regionale al Turismo/Pugliapromozione nell’ambito del Prodotto turistico Sport, Natura, Benessere. Il padel, a livello nazionale, vede la Puglia attestarsi come una delle regioni più in crescita, registrando un incremento dei campi superiore al 100% rispetto all'anno precedente, con oltre 4.000 tesserati 80 strutture affiliate alla Fitp e oltre 400 campi indoor e outdoo
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per galvanizzare l’interesse degli appassionati di padel, ieri a Roma è stato presentato in anteprima il video promozionale del brand Puglia per il padel. Seguiranno altre attività on/offline ed attività di comunicazione specifiche dedicate nelle città di Bari e Foggia. La manifestazione si concluderà oggi mercoledì 25 settembre a Roma, nel Foro Italico, con le clinic e cioè le prove gratuite aperte al pubblico insieme ai maestri della Federazione Italiana Tennis e Padel ed ai campioni italiani Alessandro Tinti ed Emily Stellato.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 26 Sep 2024 12:38:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FATTORIE SOCIALI: COLDIRETTI PUGLIA, WELFARE VERDE DA AGRINIDO AD INSERIMENTO LAVORATIVO EXTRACOMUNITARI FINO A PET THERAPY E ONOTERAPIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fattorie-sociali-coldiretti-puglia-welfare-verde-da-agrinido-ad-inserimento-lavorativo-extracomunitari-fino-a-pet-therapy-e-onoterapia</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Con le crisi economiche e sociali degli ultimi anni, si sono aperti scenari in cui l’agricoltura ha dimostrato di essere concretamente “sociale” offrendo un nuovo welfare verde, dall’agriasilo all’inserimento dei lavoratori extracomunitari e delle persone fragili, dall’agribenessere psicofisico fino alla pet therapy. E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia, con le fattorie sociali che in Puglia hanno ripreso appieno le attività, come l’onoterapia per persone diversamente abili in provincia di Taranto, nella Valle degli Asini.   
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dalla pet therapy a servizi di benessere psicofisico fino all’agrididattica, con quasi 9 cittadini su 10 (89%) che sognano l’agrinido per i propri figli con un gradimento in crescita per un servizio fondamentale per le famiglie, l’agricoltura sociale offre sostegno alle famiglie e implementa il rapporto tra chi vive disagi e la comunità svolgendo una funzione straordinaria.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Puglia la legge regionale consente di promuovere l’agricoltura sociale che – spiega Coldiretti Puglia – diviene formalmente strumento utile anche all’inserimento socio-lavorativo di immigrati e soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, integrati in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli e dalle donne in agricoltura.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Puglia sono già 95 le aziende agricole che hanno esperienza di accoglienza e di agricoltura sociale e svolgono – aggiunge Coldiretti Puglia - un ruolo importante nell’ambito della multifunzionalità, accogliendo le fasce più deboli della società nelle aree rurali. Ed è proprio in quelle aree, spiega Coldiretti Puglia, che stanno nascendo esperienze molto diversificate di agricoltura sociale che vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza all’agricoltura terapeutica, con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate e l’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità, come l’agriasilo, ospitalità per gli anziani e orti sociali.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto, con famiglie che hanno bisogni e problemi sempre più diversificati – sottolinea la Coldiretti Puglia – il nuovo welfare offerto dalle fattorie sociali lungo tutta la penisola rappresenta una boccata di ossigeno per tanti italiani ma anche per il sistema dei servizi pubblici messo sotto pressione.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sostenere i genitori di bambini e ragazzi con disabilità intellettiva e autismo ci sono fattorie che hanno realizzato – spiega Coldiretti regionale -  percorsi di formazione, recupero e apprendimento garantendo opportunità che in molte aree non sarebbe possibile offrire. Ma sono molte anche le aziende che hanno reso possibile un modo diverso, più gratificante e più sicuro di vivere la vecchiaia rispetto al modello delle case di riposo. Gli anziani ospiti degli agriospizi, residenze rurali, passano la giornata all’aria aperta – continua Coldiretti regionale – dedicandosi all’ortoterapia, ai corsi di cucina, ai corsi di ginnastica e rieducazione posturale fino alle escursioni in campagna, in modo da favorire la socializzazione e il mantenimento di una buona condizione psicofisica.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 26 Sep 2024 12:30:58 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LUPO: COLDIRETTI PUGLIA, ORA SALVIAMO PECORE ASINI E AGNELLI; IN PUGLIA PICCHI DENSITÀ CON 6 LUPI PER 100 KM2</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lupo-coldiretti-puglia-ora-salviamo-pecore-asini-e-agnelli-in-puglia-picchi-densita-con-6-lupi-per-100-km2</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisogna salvare pecore e capre sbranate, mucche sgozzate e asinelli uccisi dal Gargano al Salento dove la presenza del lupo si è moltiplicata negli ultimi anni con il ripetersi di stragi negli allevamenti, con picchi di densità di 6 lupi per 100km2 nelle province di Bari, Taranto e BAT, ma anche a Foggia si contano 5,3 lupi per 100Km2, con il fenomeno che sta crescendo in provincia di Lecce. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, sulla base delle stime ISPRA sulla densità media di lupi nelle aree soggette a campionamento genetico non invasivo, in relazione alla decisione degli Stati membri Ue alla riunione del Coreper di declassare "la protezione del lupo da rigorosa a semplice”, che sarà portata alla riunione del Comitato della Convenzione di Berna di dicembre.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo una stima dell’Ispra la popolazione dei lupi in Italia – ricorda Coldiretti - è aumentata attestandosi intorno ai 3.300 esemplari, 950 nelle regioni alpine e quasi 2.400 lungo il resto della penisola. Dati secondo i quali il lupo non è più a rischio estinzione – sottolinea la Coldiretti – mentre aumenta il pericolo della scomparsa della presenza dell’uomo delle montagne e delle aree interne, con effetti devastanti sull’economia e sull’occupazione di questi territori, ma anche sull’assetto idrogeologico. Senza la costante opera di manutenzione assicurata dalle aziende agricole - conclude Coldiretti –  cresce il degrado ambientale che porta con sé frane e alluvioni, rese ancora più devastanti dagli effetti dei cambiamenti climatici.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo gli attacchi dei lupi, agli animali a volte feriti o uccisi si aggiungono – precisa la Coldiretti Puglia – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti. Sono essenziali misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le aree rurali più difficili dove l'allevamento è l'attività principale, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora 'Gentile' di Altamura o la 'Moscia' leccese. Il problema dei grandi carnivori sta diventando insostenibile ed è necessario trovare una soluzione in tempi rapidi.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Negli ultimi anni si è reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo. La resistenza degli agricoltori è al limite – spiega la Coldiretti regionale – è urgente trovare nuove modalità di azione che permettano di organizzare in maniera più efficace un sistema di gestione di questi animali predatori, che non sono più specie in via di estinzione.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Del resto, questa situazione si somma – aggiunge Coldiretti Puglia - ai problemi di sovrappopolamento di numerose altre specie selvatiche, dai cinghiali agli storni, dai cormorani alle lepri fino ai pappagalli verdi, che si moltiplicano in una situazione di assoluta mancanza di adeguate misure di programmazione necessarie per evitare il conflitto con il lavoro agricolo.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare le montagne e a garantire la bellezza del paesaggio. Senza i pascoli – conclude la Coldiretti Puglia – le montagne muoiono, l’ambiente si degrada e frane e alluvioni minacciano le città.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Foto : WEB
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 26 Sep 2024 12:25:57 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>I consiglieri Stigliano e Sarlo al lavoro per costituire il Tavolo permanente provinciale a sostegno del settore agricolo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/i-consiglieri-stigliano-e-sarlo-al-lavoro-per-costituire-il-tavolo-permanente-provinciale-a-sostegno-del-settore-agricolo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo il Tavolo di emergenza provinciale sulla crisi del settore agricolo riunitosi lo scorso 10 luglio, all’esito della quale su proposta dei consiglieri Carlo Ruben Stigliano (Insieme per la provincia di Matera) e Concetta Sarlo (Provincia cívica), si assunse all’unanimità l’impegno di costituire un Tavolo permanente provinciale per l’agricoltura, è entrato nel vivo il lavoro per formalizzare l’organismo. Un sostegno importante al settore primario, asse portante dell’economia provinciale ormai sempre più vessato da crisi idriche e di mercato, con eventi calamitosi distruttivi più frequenti. Anche se la competenza non è provinciale, Stigliano e Sarlo si sono offerti di interloquire con gli agricoltori, le associazioni di categoria e la Regione Basilicata. I consiglieri vogliono ottemperare agli impegni assunti, e per questa ragione convocheranno nelle prossime settimane un tavolo di lavoro tra più parti, cercando soluzioni efficaci a sostegno del comparto agricolo ormai in crisi su tutta la provincia di Matera. Si vuole costituire tavoli tematici, in cui si rendano partecipi esponenti politici e Università della Basilicata (Unibas), cercando di recepire i problemi degli agricoltori e trovare soluzioni tecniche efficaci. «L’intero territorio della provincia di Matera vive soprattutto di agricoltura -spiega Sarlo- ed è fondamentale ascoltare gli operatori, per riattivare e incentivare l’economia della nostra regione. L’obbiettivo è fornire uno strumento, con il quale si possa riuscire a dialogare con l’assessorato regionale alle Politiche agricole, facendosi promotori di soluzioni e proposte finalizzate a indirizzare correttamente l’azione política». Stigliano sottolinea la necessità di connettere il tessuto produttivo con quello tecnico e politico della regione: «L’Università di Basilicata deve essere meglio connessa al cuore pulsante dell’economia regionale, compreso il settore agricolo -rimarca Stigliano- perché alla nostra Basilicata mancano certamente collegamenti infrastrutturali efficienti, ma troppo spesso è deficitario anche il legame indispensabile di idee, proposte e competenze tra soggetti che potrebbero dialogare e collaborare di più e meglio. Non si può pensare, ad esempio, che la facoltà di Agraria sia attestata a Potenza e non collegata in modo virtuoso con le sue competenze specifiche a tutto il territorio regionale, compresa la stessa provincia potentina. E’ necessario, quindi, agevolare e promuovere il contributo tecnico dell’Unibas a sostegno del settore primario lucano, affinchè problemi storici e nuove criticità possano essere affrontati con soluzioni concrete ed efficaci. Il nostro lavoro andrà anche in questa direzione -conclude Stigliano- ovvero quella di favorire una maggiore e migliore connessione con la realtà accademica regionale». 
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    &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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      <pubDate>Sat, 21 Sep 2024 10:25:18 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Da+sinistra-+Andrea+Ciccarelli-+Concetta+Sarlo+e+Carlo+Ruben+Stigliano.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, GRANDINATA KILLER SI ABBATTE SU OLIVETI A NEL BARESE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maltempo-coldiretti-puglia-grandinata-killer-si-abbatte-su-oliveti-a-nel-barese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Una grandinata killer ha colpito duramente le campagne del nord barese con epicentro a Ruvo di Puglia, dove i chicchi di grandine si sono abbattuti sugli oliveti spazzando via le olive e spezzando rami e foglie. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia sugli effetti del maltempo improvviso che si sta abbattendo sulla Puglia.  
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’arrivo di grandinate improvvise e di nubifragi violenti fa salire il conto dei danni nelle campagne in un territorio duramente provato dal caldo e dalla siccità che ha seccato la terra, scottato la frutta e la verdura, impoverito i raccolti di grano, danneggiato il pomodoro da conserva e l’uva da vino e tagliato la disponibilità di foraggio per gli animali nei campi arsi dal sole o andati a fuoco per gli incendi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – continua la Coldiretti  Puglia – si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo è da rivedere a fondo – afferma Coldiretti Puglia – anche il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale per le calamità naturali che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche la gestione del rischio e le scelte in tema di assicurazioni in agricoltura vanno profondamente riviste – aggiunge Coldiretti Puglia - perché incidono sulla redditività e sulla liquidità delle imprese agricole, insieme alla corretta programmazione e gestione aziendale. I fenomeni estremi, oltre ad azzerare le produzioni, danneggiano piante e alberi, con una frequenza e una violenza che gli agricoltori non possono in alcun modo gestire e sopportare in solitudine.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le evidenze climatiche di questi ultimi anni mostrano come soprattutto sulle colture più diffuse in Puglia, a partire da frutteti, uliveti, ortaggi in pieno campo, pomodori e cereali, sono gli andamenti climatici (pioggia persistente, mancanza di acqua prolungata e siccità, sviluppo conseguente di malattie ecc.) che determinano la diminuzione delle produzioni e quindi dei redditi. La tropicalizzazione del clima con fenomeni violenti e controversi che si abbattono sulle campagne – insiste Coldiretti Puglia - ha provocato 3 miliardi di euro di danni in Puglia negli ultimi 10 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sostenere le produzioni pugliesi che rappresentano il 50% delle olive Italiane, resistere ai cambiamenti climatici e difendere la sovranità alimentare nazionale – afferma Coldiretti Puglia – occorre realizzare nuovi impianti olivicoli con varietà italiane, contrastare l’aumento vertiginoso dei costi di gestione delle aziende agricole e dei frantoi e realizzare nuovi sistemi di irrigazione ma – continua Coldiretti regionale – servono anche opere infrastrutturali di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana in modo da raccoglierla quando è troppa e gestirne l’utilizzo quando serve. Non è più rinviabile un piano strategico nazionale dell’olivicoltura che metta al centro le aziende che sono sul mercato, producono reddito e occupazione, oltre al recupero dei tanti uliveti abbandonati – conclude Coldiretti - che devono essere rinnovati per ridare ossigeno e speranze ai territori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Sep 2024 10:13:25 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Grandinata+killer+si+abbatta+su+oliveti+nel+barese.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le "Tette delle Monache" conquistano la Francia: l'eccellenza pugliese di Erasmo e Francesco Gesia protagonista a Marsiglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-tette-delle-monache-il-celebre-dolce-tipico-pugliese-stanno-conquistando-i-palati-francesi-grazie-alla-maestria-dei-pasticcieri-erasmo-e</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Le
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           "Tette delle Monache"
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         , il celebre dolce tipico pugliese, stanno conquistando i palati francesi grazie alla maestria dei pasticcieri
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Erasmo e Francesco Gesia,
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         originari di Santeramo in Colle.
         &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Presenti alla prestigiosa Fiera Internazionale di Marsiglia, che si svolge dal 20 al 30 settembre
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  
         , i due artigiani pugliesi hanno portato un pezzo di Puglia in Francia, raccogliendo il plauso di professionisti e appassionati del settore dolciario.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000248499.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La loro creazione, frutto di una tradizione antica e di tecniche perfezionate nel corso degli anni, ha saputo catturare l'attenzione di un pubblico sempre più internazionale. La dolcezza delicata e la consistenza soffice di queste prelibatezze, unite a un’attenzione maniacale nella scelta delle materie prime, hanno subito conquistato i francesi, da sempre estimatori dell’eccellenza gastronomica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La direzione commerciale di questa espansione sui mercati esteri è stata affidata a un altro santermano,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gianni Difilippo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , il quale prevede un rapido posizionamento del prodotto nei mercati internazionali. Con la fiera di Marsiglia, infatti, si aprono nuove opportunità di business per i fratelli Gesia, che puntano a rendere le
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           "Tette delle Monache"
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          un dolce ricercato non solo in Italia, ma anche oltreconfine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Con dedizione e passione, Erasmo  e Francesco portano avanti una tradizione dolciaria che valorizza la Puglia e le sue eccellenze, e che ora si prepara a conquistare il mondo, partendo proprio dalla Francia.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Sep 2024 09:58:47 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000248498.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000248498.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I miei mezzi "Paccheri di Gragnano allo Scarpariello"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/i-miei-mezzi-paccheri-di-gragnano-allo-scarpariello</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un primo piatto tradizionale di Napoli e Aversa, in origine come formato di pasta si usavano gli spaghetti avvolti da un sugo cremoso di pomodorini freschi, basilico e parmigiano grattugiato.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000248379.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            È una ricetta partenopea
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , si dice che sia nata decenni fa tra i
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si dice che gli antichi calzolai, i cosiddetti
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            "scarpari"
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , lavoravano tutto il giorno e il pranzo doveva essere necessariamente veloce. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un’altra storia narra che questa pasta veniva preparata dagli scarpari
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            il lunedì,
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           con il sugo avanzato della domenica e il formaggio che essi ricevevano dai clienti al posto dei soldi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           O
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ggi la pasta allo "scarpariello" è uno dei primi piatti più apprezzati e richiesti nei vari ristoranti dal nord al sud Italia e non solo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           INGREDIENTI:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mezzi paccheri di Gragnano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pomodori rossi del Vesuvio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 spicchio d’aglio
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1 peperoncino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pecorino
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parmigiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Olio evo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Basilico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           QUESTO È UN PIATTO CHE VI FARÀ FARE LA SCARPETTA OBBLIGATORIA.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
           Basilico, olio evo e Pomodorini rossi del Vesuvio, questo trio inseparabile dai sapori squisitamente mediterranei è da sempre protagonista di moltissime ricette.
          &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Preparazione :
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La preparazione tradizionale di questa pietanza prevedeva uno spicco d’aglio da far soffriggere in padella su un fondo d’olio; quando l’aglio diveniva dorato si aggiungeva il pomodoro, il basilico e un pizzico di sale e lo si lasciava cuocere lentamente per 15 minuti circa, dopodiché si scolava la pasta 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           si faceva saltare il tutto in una padella, aggiungendo parmigiano e pecorino grattugiato e facendo amalgamare per qualche minuto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta pronto si aggiungevano; qualche altra foglia di basilico fresco, peperoncino e un filo d’olio a crudo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Questo è un primo piatto che vi farà fare la scarpetta obbligatoria. 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Buon Appetito! 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            Alla prossima ricetta. 
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
            By Gemyy
           &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Sep 2024 08:04:55 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/i-miei-mezzi-paccheri-di-gragnano-allo-scarpariello</guid>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000248372.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>TURISMO: COLDIRETTI/NOTO SONDAGGI, ECO-VACANZE PER 1 ITALIANO SU 4;  PUGLIA AL TOP PER CIBO ED ENOGASTRONOMIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/turismo-coldiretti-noto-sondaggi-eco-vacanze-per-1-italiano-su-4-puglia-al-top-per-cibo-ed-enogastronomia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cresce l’attenzione per le ferie green, le scelte a tavola considerate determinanti per la lotta al cambiamento climatico.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un italiano su quattro (25%) pratica il turismo sostenibile, con un trend spinto dalla crescente sensibilità verso il rispetto dell’ambiente e la necessità di ridurre il consumo energetico, puntando a tavola sul km zero, sulla Dieta Mediterranea e sul biologico, ma anche scegliendo strutture ricettive “green”. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Noto Sondaggi presentato in occasione dell’incontro a Palazzo Rospigliosi a Roma alla presenza, tra gli altri, del presidente di Coldiretti Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo, del presidente del Comitato Scientifico Fondazione Campagna Amica e promotore della Cucina Italiana Patrimonio Unesco Alfonso Pecoraro Scanio, della presidente di Terranostra Dominga Cotorella, del direttore di Fondazione Campagna Amica Carmelo Troccoli, dell’amministratore delegato di Enit Spa Ivana Jelinic, la professoressa dell’università degli studi di Bergamo e presidente dell’associazione italiana del turismo enogastronomico Roberta Garibaldi, dello Chef dell’Enoteca La Torre Domenico Stile, del Sindaco di Pollica Stefano Pisani, del Presidente dell’associazione nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa, del direttore del Consorzio Birra Italiana Carlo Schizzarotto e del Pizzaiolo dello storico Pepe in Grani Franco Pepe. Per l’occasione è stata anche allestita una grande mostra con i piatti green delle diverse regioni preparati dai cuochi contadini di Terranostra e Campagna Amica.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il cambiamento climatico si batte a tavola.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “I nostri agriturismi con il racconto di storia e tradizioni, di tutela dell’ambiente e di enogastronomia, con degustazioni guidate di olio, vini e formaggi, con le cooking class, fanno vivere attività indimenticabili con un forte impatto personale che colpiscono tutti i sensi e creano connessioni a livello fisico, intellettuale, sociale ed emotivo, sociale”, afferma Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se la percentuale dei turisti italiani che scelgono le ferie sostenibili è praticamente raddoppiata nello spazio degli ultimi dieci anni (dal 12% al 25%), cresce anche la sensibilità verso i singoli aspetti della vacanza. Quasi sei italiani su 10 (59%) dichiarano di porre attenzione a fare scelte che non danneggino l’ambiente al momento di pianificare la vacanza, dalla meta al mezzo di spostamento, fino al tipo di struttura da prenotare. Un ruolo importante spetta, in tale ambito, alla tavola. Tra i servizi offerti, la presenza di menu a km zero e a basa di prodotti bio è indicata come la prima caratteristica a qualificare il rispetto dell’ambiente di una struttura ricettiva, davanti al riciclo dei rifiuti. E anche al ristorante le specialità locali e biologiche godono di una maggiore popolarità rispetto ai menù vegetariani e vegani, che continuano a rappresentare una nicchia di mercato. La maggioranza dei consumatori non considera questi ultimi fattori determinanti nella scelta di un locale dove mangiare.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sorprende, dunque che a livello generale la buona tavola con la scoperta dei prodotti delle varie regioni è indicata come la prima esigenza associata alla vacanza in Italia, davanti a cultura e divertimento, secondo Noto Sondaggi. Il cibo e i prodotti enogastronomici italiani continuano a essere considerati un pilastro del turismo nazionale – rileva Coldiretti -, con il 95% dei cittadini che li reputa fondamentali per attrarre turisti. il 46% ritiene che siano adeguatamente promossi dalle istituzioni, evidenziando una necessità di maggiore impegno e strategie di marketing mirate. Ma la scelta del cibo è importante anche nella lotta al cambiamento climatico come dimostra il fatto che il 70% è favorevole al consumo di cibi a km 0, mentre il 73% preferisce seguire i principi della Dieta mediterranea, considerata la più sostenibile e salutare.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La campagna è diventata così centrale per le vacanze green, forte dell’affermazione ormai consolidata dell’agriturismo ma anche del crescente appeal di fenomeni come l’enoturismo, il birraturismo o l’oleoturismo. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat, in Italia sono 25849 le aziende agrituristiche quasi il doppio del 2014 (+84%) mentre il valore della produzione agrituristica è salito a 1,5 miliardi di euro grazie a 15,5 milioni di presenze nel 2023, di queste ben il 58% composto da agrituristi stranieri. La durata media della permanenza nelle strutture in generale è di 3,8 giorni, con differenza tra gli stranieri (4,6) e gli italiani (3,1).
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un boom legato anche a una crescente consapevolezza sugli impatti negativi del turismo sull’ambiente che, secondo gli italiani, vedono ai primi tre posti cementificazione e la speculazione edilizia (54%), l’inquinamento (20%) e l’iper-affollamento in alcuni periodi (18%). Tali preoccupazioni evidenziano la necessità di una maggiore pianificazione e regolamentazione, a fronte della crescente domanda di viaggi più sostenibili.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un altro fenomeno emergente è il "turismo delle radici", che interessa circa il 60% degli italiani. Questo tipo di turismo, legato alla riscoperta delle proprie origini familiari, è particolarmente rilevante per contrastare lo spopolamento dei territori meno urbanizzati, offrendo al contempo opportunità di sviluppo locale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Sep 2024 11:45:49 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/turismo-coldiretti-noto-sondaggi-eco-vacanze-per-1-italiano-su-4-puglia-al-top-per-cibo-ed-enogastronomia</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>UE: COLDIRETTI, BENE NOMINA FITTO A COMMISSARIO E VICEPRESIDENTE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ue-coldiretti-bene-nomina-fitto-a-commissario-e-vicepresidente</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         La nomina di Raffaele Fitto a nuovo vicepresidente esecutivo della Commissione Ue e Commissario alle Politiche di coesione e sviluppo è importante per l’Italia anche per assicurare un efficace utilizzo dei fondi europei nella direzione dell’innovazione e della crescita. Un ruolo che secondo la lettera di incarico va anche a rafforzare la competitività e la sostenibilità del settore agricolo, alimentare, della pesca e del turismo. E’ il commento della Coldiretti dopo la presentazione del nuovo esecutivo dell’Unione Europea da parte della presidente Ursula von der Leyen.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’auspicio è che la grande esperienza di Fitto possa contribuire a un cambio di passo generale dell’impostazione delle politiche europee anche per quanto riguarda il settore agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A tale proposito Coldiretti rivolge i migliori auguri di buon lavoro a tutto l’esecutivo a partire dal nuovo Commissario all’Agricoltura e all’Alimentazione Christophe Hansen (Lussemburgo), che lavorerà proprio sotto la supervisione del vicepresidente Fitto, assicurando la piena disponibilità a un confronto costante sulle politiche per il settore. L’unione delle deleghe dell’agricoltura e dell’alimentazione è importante, in particolare, poiché evidenzia la centralità della sicurezza e della sovranità alimentare come parte integrante di quella europea, poiché una produzione agricola forte è essenziale per ridurre la vulnerabilità dell’Europa, come richiesto da Coldiretti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sarà ora essenziale tradurre in fatti concreti le aperture venute dopo le mobilitazioni della Coldiretti a Bruxelles per chiedere una decisa svolta rispetto a un approccio ideologico che ha causato gravi danni a tutto il mondo agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Sep 2024 11:35:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/ue-coldiretti-bene-nomina-fitto-a-commissario-e-vicepresidente</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MALTEMPO: COLDIRETTI PUGLIA, SI CONTANO DANNI A BRINDISI DOPO NUBIFRAGI; SPAZZATE VIA PIANTINE ORTAGGI INVERNALI, CON ALLAGAMERNTI DI OLIVETI E VIGNETI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maltempo-coldiretti-puglia-si-contano-danni-a-brindisi-dopo-nubifragi-spazzate-via-piantine-ortaggi-invernali-con-allagamernti-di-oliveti-e-vigneti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si contano i danni in provincia di Brindisi dopo il violento nubifragio che ha colpito la zona sud allagando campi e masserie, con le bombe d’acqua che si sono abbattuti su uliveti e vigneti di uva da vino, ma anche su pomodori e meloni e gli ultimi ortaggi estivi, ma ha anche spazzato via i nuovi trapianti di verdure e ortaggi autunno vernini. E’ Coldiretti Puglia a tracciare un primo bilancio della violenta ondata di maltempo che ha colpito centri abitati e campagne ad Erchie, Torre Santa Susanna, Mesagne, San Pancrazio Salentino, dove sono già state attivate le verifiche tecniche per poter chiedere alla Regione di avviare i rilievi per poter richiedere lo stato di calamità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il violento nubifragio si va ad aggiungere ai 121 eventi estremi che si sono abbattuti sulla Puglia nel 2024, di cui 20 solo in questi primi giorni di settembre, con tornado, grandinate, tempeste di vento e nubifragi improvvisi e violenti, che si abbattono su un territorio fragile – denuncia Coldiretti Puglia - dove l’89% del suolo è a rischio idrogeologico, ma è stata la siccità che già dall’inverno ha creato le condizioni critiche per dichiarare lo stato di calamità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con 36 tornado, 25 grandinate violente, 28 nubifragi e 28 bufere di vento, oltre a 5  tempeste di fulmini, siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea la Coldiretti Puglia – che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi, ma solo il 2,6% della superficie agricola risulta assicurata in Puglia. Sono 230 su 257 i comuni pugliesi a rischio di dissesto idrogeologico e a pagarne i costi – segnala Coldiretti Puglia – oltre ai cittadini residenti soprattutto nelle aree rurali, sono proprio le 11.692 imprese che operano su quei territori. Il rischio idrogeologico, con differente pericolosità idraulica e geomorfologica, riguarda – rileva Coldiretti Puglia – il 100% dei comuni della BAT, il 95% dei territori di Brindisi e Foggia, il 90% dei comuni della provincia di Bari e l’81% dei comuni leccesi e sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre poi ridurre il consumo di terreno fertile con la immediata approvazione della legge sulla salvaguardia della destinazione agricola dei suoli, sostenuta dalla Coldiretti, con l’obiettivo del “saldo zero” di consumo del suolo naturale entro il 2050. Per razionalizzare gli interventi – continua la Coldiretti – è necessario un piano sperimentale per la valorizzazione dei beni pubblici prodotti in aree montane e marginali compresa la possibilità di riconoscere i crediti di carbonio ai produttori di tali aree. Ancora, è indispensabile la piena attuazione della legge di orientamento che consente alle pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale. Parimenti, serve rilanciare, tramite sostegno all’acquisto de capi e delle strutture di ricovero necessarie, la zootecnia di montagna e delle aree interne, che permette a tali superfici di essere pascolate e mantenute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ciò rappresenta – rileva la Coldiretti Puglia– il giusto riconoscimento della capacità delle imprese agricole di svolgere azioni costanti di tutela del territorio anche attraverso l’introduzione di misure di sostegno fiscale per chi risiede nelle aree di montagna e per incentivare l’insediamento e la prosecuzione di attività economiche in particolare nel campo dei servizi agricoli, forestali, turistici e culturali. Per limitare gli effetti devastanti del maltempo occorre inoltre contrastare ogni forma di abusivismo che espone a fallimenti e frustrazioni ogni nuova politica di pianificazione territoriale e promuovere interventi di rigenerazione urbanistica a partire dal censimento degli immobili già realizzati nelle aree a rischio. Dal punto di vista ambientale serve poi avviare un piano per la riforestazione delle aree ad alto rischio con criteri adeguati alla vulnerabilità geologico-ambientale anche con risorse già destinate alle grandi opere di infrastrutturazione energetica e di mobilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Diventa qui strategica la semplificazione burocratica e degli impegni amministrativi per le imprese che operano nella aree interne, intervenendo sulla manutenzione del verde urbano per garantire la sicurezza anche nelle città – conclude Coldiretti – coinvolgendo direttamente le imprese agricole nelle iniziative di riqualificazione ambientale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Sep 2024 11:30:22 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Primo+bilancio+violenta+ondata+di+maltempo+in+provincia+di+Brindisi+%281%29.jpg">
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    </item>
    <item>
      <title>#WEAREINPUGLIA SULLA MAGLIA AZZURRA DELLA NAZIONALE ITALIANA CICLISMO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/weareinpuglia-sulla-maglia-azzurra-della-nazionale-italiana-ciclismo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lopane: “Bicicletta mezzo promozionale, di accoglienza e buone pratiche per il cicloturismo in Puglia” – Al via domani il Giro di Puglia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Turismo, la Puglia pedala veloce insieme alle maglie azzurre delle nazionali italiane del ciclismo. Ha preso il via l’attività di Comunicazione con media partner la Federazione Ciclistica Italiana (FCI) nell’ambito del Piano media Italia dell’Assessorato regionale al Turismo / Pugliapromozione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      Il sogno di ammirare la maglia azzurra oggi, al Teatro Kursaal Santalucia, è diventato una realtà condivisa da scuole, ciclisti professionisti e amatoriali, società sportive arrivate da tutta la Puglia per la presentazione delle nuove attività del 2024 che consolideranno il nostro territorio come Bike Destination.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel 2024 è stata confermata la media partnership Federciclismo – Regione Puglia con #l'hashtag che, nel frattempo è diventato un marchio registrato, sulle maglie di tutte le Squadre Nazionali FCI Strada - Pista - Fuoristrada – Paraciclismo. In più, è stata confermata la presenza del brand sui pullman delle squadre nazionali, nei roll up delle interviste in posizione main sponsor che FCI utilizzerà in occasione dei Campionati Europei/Limburgo (BEL)/11-15 settembre e dei Campionati Mondiali/Zurigo (SUI)/21-29 settembre 2024, sul sito della Federazione nazionale ciclistica attraverso un box con indirizzamento verso il sito www.viaggiareinpuglia.it.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi, nel corso della conferenza stampa, sono state mostrate al pubblico la maglia della nazionale con l’intervento del CT Daniele Bennati che allena la categoria “Prova in linea – Elite uomini” che gareggerà il 29 settembre ai campionati del mondo a Zurigo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      Con il via dato dall’inno di Mameli, Pugliapromozione nel Kursaal Santalucia ha organizzato un momento di sport, promozione, salute e benessere che, nel turismo, si sono ritrovati dando l’opportunità di osservare anche l’azione proficua di network fra più istituzioni pugliesi che il ciclismo ha saputo creare, con l’emozione di vedere sul grande schermo del Kursaal gli spot che promuovono la Puglia su due ruote. Numerose le scolaresche che hanno partecipato da tutta la regione all’evento del Kursaal.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’intenzione della Regione Puglia e in particolare di Pugliapromozione di sostenere la Nazionale italiana di ciclismo, è un atto di amore e di riconoscenza verso questa Federazione del CONI che esprime una storia straordinaria del ciclismo italiano – ha detto Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia -. Ma è anche una idea di marketing che serve a diffondere la bike economy. Un’idea vincente che ha creato una partnership stabile tra Regione Puglia e Federazione Ciclismo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Tutto questo avviene attraverso una scientifica programmazione degli investimenti – ha proseguito il presidente Emiliano - che si collega ad una strategia complessiva che prevede altri importanti interventi, come la ristrutturazione dei percorsi cicloturistici”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La maglia azzurra della nazionale di ciclismo sarà brandizzata con #WeAreinPuglia per il secondo anno consecutivo, interessando per la prima volta tutte le categorie – ha dichiarato Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della Regione Puglia - . Confermiamo un investimento ed una partnership importante con FCI, all’interno di un'attività promozionale che punta a posizionare la nostra destinazione come meta ideale per il cicloturismo, per lo sport e per il benessere: si viene in Puglia per stare bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un messaggio che accompagnerà anche gli imminenti Campionati mondiali di ciclismo a Zurigo, la Ciclostorica a novembre e il Puglia Challenge, che prenderà il via domani e attraverserà l’intera regione dandoci la possibilità di valorizzare i piccoli comuni, i nostri borghi e l’entroterra accanto alle località più note.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavoriamo affinché la Puglia, soprattutto nei mesi ‘spalla’ e di bassa stagione, sia sempre più attrattiva per quei turisti che amano vivere esperienze a contatto con la natura, in una terra che offre un clima mite tra enogastronomia e spirito di accoglienza tutto pugliese.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto, la bicicletta diventa anche un mezzo per stimolare buone pratiche per lo sviluppo delle infrastrutture del territorio, con la creazione, grazie alla collaborazione con ANCI e dei comuni, di percorsi ciclabili adatti anche a chi ama camminare”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La maglia azzurra della nazionale di ciclismo sarà brandizzata con #WeAreinPuglia per il secondo anno consecutivo, interessando per la prima volta tutte le categorie.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Confermiamo un investimento ed una partnership importante con FCI, all’interno di un'attività promozionale che – ha detto Raffaele Piemontese, assessore al Turismo Regione Puglia - punta a posizionare la nostra destinazione come meta ideale per il cicloturismo, per lo sport e per il benessere: si viene in Puglia per stare bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un messaggio che accompagnerà anche gli imminenti Campionati mondiali di ciclismo a Zurigo, la Ciclostorica a novembre e il Puglia Challenge, che prenderà il via domani e attraverserà l’intera regione dandoci la possibilità di valorizzare i piccoli comuni, i nostri borghi e l’entroterra accanto alle località più note.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lavoriamo affinché la Puglia, soprattutto nei mesi ‘spalla’ e di bassa stagione, sia sempre più attrattiva per quei turisti che amano vivere esperienze a contatto con la natura, in una terra che offre un clima mite tra enogastronomia e spirito di accoglienza tutto pugliese.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo contesto, la bicicletta diventa anche un mezzo per stimolare buone pratiche per lo sviluppo delle infrastrutture del territorio, con la creazione, grazie alla collaborazione con ANCI e dei comuni, di percorsi ciclabili adatti anche a chi ama camminare”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “È straordinario che si abbini il nome della nostra Regione alla maglia azzurra. Ciò non solo incoraggia la Puglia – ha fatto notare Vito Leccese, sindaco di Bari - a raggiungere mete più ambiziose ma crea anche un legame di solidarietà fra la maglia azzurra, che rappresenta l’intero Paese, e la Regione Puglia, che orgogliosamente partecipa alla vita sociale e sportiva nazionale. Ovviamente questa azione viene fatta nel segno di una maggiore attrattività turistica del nostro territorio. Grandi cose sono state fatte sino ad oggi dall'Agenzia regionale Puglia promozione che promuove il turismo in Puglia. Siamo una terra in grado di accogliere grandi eventi, politici e internazionali ma anche sportivi. Pertanto, auspico come già successo in passato, di poter ospitare i mondiali di ciclismo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “ANCI Puglia è da sempre molto attenta ai temi dello sport, che consideriamo fondamentale per i giovani come insegnamento di vita, abbinato all'istruzione. Tuttavia, lo sport è importante per tutte le fasce d'età, per il benessere psicofisico e sociale delle comunità – ha proseguito Fiorenza Pascazio, presidente ANCI Puglia - . Questo impegno è portato avanti con determinazione dai sindaci pugliesi nelle scelte amministrative. Insieme alla Regione, Pugliapromozione e alla Federazione Ciclistica Italiana, abbiamo avviato un percorso di valorizzazione del territorio, coinvolgendo una rete di Comuni con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo del cicloturismo come volano per il turismo sostenibile e la crescita economica. Crediamo fermamente che sia cruciale sviluppare la mobilità ciclistica tra i Comuni, creando percorsi e collegamenti che uniscano i nostri splendidi borghi, le città d'arte e le aree naturali, offrendo un'esperienza unica ai ciclisti e ai turisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L'evento di oggi è un esempio tangibile di come sport, territorio e promozione turistica si intrecciano, generando nuove opportunità di sviluppo per la Puglia e per i nostri Comuni”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                      “La scelta strategica di investire sulla bicicletta e sulla maglia azzurra è un ulteriore a completamento del tassello di numerose attività che, negli ultimi tre anni, stiamo portando avanti per far crescere il bike in Puglia – ha ricordato Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione - . Ogni evento, professionale o per dilettanti, contribuisce a rendere vivo il territorio, a riempire le strutture ricettive nei mesi non estivi, con target di sportivi, di famiglie e tanti stranieri. La bicicletta fa assaporare il piacere di vivere il Prodotto turistico Sport Natura Benessere, di cui il bike fa parte. In cifre ciò significa mirare a dialogare con circa 1 italiano su 4 che, negli anni più recenti, hanno vissuto almeno un’esperienza di turismo lento (cammini, cicloturismo, borghi, trekking e i viaggi outdoor in generale). Il 43 % degli Italiani è interessato a provare questa esperienza, il 40% degli italiani preferisce destinazioni autentiche fuori dalle rotte turistiche di massa. Il cicloturismo è economia, coinvolge l’8,4% del turismo complessivo in Italia, con circa 6.500.000 turisti che utilizzano la bici nel corso delle loro vacanze e un fatturato di circa 7,5 miliardi di euro che, negli ultimi anni, ha registrato un incremento del 40%.”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La Puglia in questi anni, da quando sono diventato presidente della FCI, ha mostrato una grande attenzione nei confronti del ciclismo come strumento in grado di favorire la promozione dei territori, sia attraverso l’organizzazione dei grandi eventi che come mezzo ideale per un turismo lento e consapevole. Si è stretto un legame forte tra questa regione e il nostro sport – ha detto Cordiano Dagnoni, presidente nazionale Federciclismo - . La presenza dell’hashtag #WeareinPuglia per gli anni 2023 e 2024 sulle Maglie Azzurre è la reale dimostrazione che questo legame è costruito su basi solide, fra soggetti capaci di condividere gli stessi valori. Ringrazio per questo il Presidente Emiliano, gli assessorati al Turismo e allo Sport e Pugliapromozione. Strutture e istituzioni, ma soprattutto persone, con le quali la F.C.I. è felice di collaborare, perché credono fermamente nei valori dello sport.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un saluto, poi, agli organizzatori del Giro della Puglia che racchiude nello spazio temporale di pochi giorni quattro manifestazioni alcune delle quali da tempo sono diventate punto di riferimento del calendario. Se il 1° Giro della Daunia e la 3^ Costa dei Trulli rappresentano in qualche modo delle novità, la 64^ Coppa Messapica e la 74^ Targa Crocifisso hanno ormai una lunga tradizione che ha permesso alla regione di crescere anche dal punto di vista organizzativo.  Auguro a tutti i partecipanti di poter raggiungere gli ambiti traguardi che si sono posti quando hanno iniziato a dare i primi colpi di pedale ad una bicicletta, e che vinca il migliore. Viva il ciclismo, viva il Giro di Puglia Challenge U23, viva la Puglia”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In particolare, l’edizione 2024 del Giro di Puglia con le sue quattro tappe conta di coinvolgere oltre 300 persone tra atleti, tecnici e accompagnatori, con il seguente percorso:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1^ Tappa: Lucera-Roseto Valfortore (prende avviso domani 19 Settembre)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2^ Tappa: Modugno-Locorotondo (20 settembre)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3^ Tappa: Ceglie Messapica - Ceglie Messapica (21 settembre)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4^ Tappa: Polignano a Mare - Polignano a Mare (22 settembre)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’evento stamattina in platea, fra gli altri, nel teatro Kursaal sono intervenuti il colonnello Carlo Calcagni, di Guagnano (Lecce), che a giugno 2024 è diventato campione del mondo di atletica paralimpica nella disciplina dei 100 metri Frame running t72, con una performance sensazionale che ha tracciato il record del mondo, primo italiano nella storia. Presente anche l’atleta Oscar Carrerr, di Corato (BAT), campione italiano 2024 di ciclocross categoria esordienti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 18 Sep 2024 11:25:28 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/weareinpuglia-sulla-maglia-azzurra-della-nazionale-italiana-ciclismo</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Area Marina Protetta Porto Cesareo  Devastazione ed incuria lungo la costa.  Distrutti i muretti di pietra per arrivare più velocemente al mare.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/area-marina-protetta-porto-cesareo-devastazione-ed-incuria-lungo-la-costa-distrutti-i-muretti-di-pietra-per-arrivare-piu-velocemente-al-mare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Le telecamere beccano i responsabili e scattano denunce per i bagnanti incivili.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/amp+cronaca+3.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è la prima volta e purtroppo, siamo sicuri che non sarà neppure l’ultima, ma quello che è certo è che l’attività di controllo, tutela e monitoraggio dell’Amp Porto Cesareo in collaborazione con le forze dell’ordine e le Istituzioni del territorio, non arretrerà di un millimetro. Anzi grazie ai circuiti di videosorveglianza attivi in ogni angolo degli oltre 21 chilometri di costa dell’Amp cesarina, permetterà sempre più spesso di risalire ai responsabili di atti barbari, e che senza alcun dubbio, non sono degni di una società civile. La storia è semplice e purtroppo delle peggiori: i muretti a secco che fanno da scudo e protezione al cordone dunale di tante spiagge di Porto Cesareo, per evitare la creazione di varchi anomali che amplificano e modificano mortalmente la duna, la sua flora e la sua fauna, unico e solo ammortizzatore naturale antierosione degli arenili, distrutti da bagnanti che non hanno alcun rispetto per la località che li ospita, per il solo scopo di aprirsi un varco al mare senza utilizzare le passerelle pubbliche d’accesso. Una tendenza pessima dell'estate salentina, soprattutto sulla costa ionico-cesarina. E’ accaduto infatti, foto e video alla mano, che diversi turisti, giovani e persino famiglie, abbiano creato dei varchi d’accesso alle spiagge, di fatto abusivi, con il solo scopo di accedere più facilmente alla battigia. Un calcio, magari due o tre, la collaborazione per spostare di forza le pietre vive, ed ecco distrutto il muro a secco e creato il passaggio verso il mare. Tutte persone ignare delle conseguenze in termini danni arrecati all’ambiente ed anche e delle conseguenze amministrative e penali personali, a cui con queste condotte illecite, si va in corso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partendo proprio da questi fatti di cronaca, l’Area Marina Protetta in diversi luoghi oggetto di simili condotte incivili, ha dapprima provveduto a monitorare con apposite telecamere a circuito chiuso la situazione, poi una volta ottenuti i video, ha denunciato i responsabili alle forze dell’ordine, e garantendo la privacy ha deciso di diffondere i video della condotta illegale. “L'ultimo di tanti davvero troppi, episodi di malcostume ambientale, si è verificato sia pochi giorni prima di Ferragosto sia successivamente, precisamente a Torre Chianca dove non solo si devono fare i conti con i soliti rifiuti abbandonati ovunque – spiega Paolo D’Ambrosio direttore di Amp Porto Cesareo - ma addirittura di di pietre e rocce sradicate proprio dai muretti e poi abbandonate sull’arenile che accoglie migliaia di bagnanti. Una tipologia di turismo incivile, che distrugge e mortifica il nostro delicato territorio e mortifica l'immagine della nostra città. Anche per questo è scattata la tolleranza zero e sono partite, di concerto con le forze di pubblica sicurezza (Polizia locale, Carabinieri, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza) - conclude D’Ambrosio - le prime denunce a carico di soggetti individuati e riconosciuti grazie all’utilizzo dei filmati a devastare o sporcare cordone dunale, spiagge e territorio in generale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Soddisfatto per l’attività condotta a nome del Consorzio di Gestione di Amp si è detto il presidente Pasquale Coppola. “Purtroppo quello che sta accadendo sul nostro territorio da diverse estati a questa parte, è una situazione non più sostenibile ne tollerabile. Da questa situazione di inciviltà diffusa si esce tutti sconfitti, residenti, villeggianti, pendolari e turisti. Anche e soprattutto per questo da settimane abbiamo alzato il livello di attenzione e iniziato ad agire denunciando i responsabili di gravi reati ambientali”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Sep 2024 10:02:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/area-marina-protetta-porto-cesareo-devastazione-ed-incuria-lungo-la-costa-distrutti-i-muretti-di-pietra-per-arrivare-piu-velocemente-al-mare</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/amp+cronaca+6.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CDA  Territori in tour  Il Cilento da scoprire e valorizzare. Il mondo Ho.Re.Ca si organizza  Capaccio Paestum (Sa), 16 settembre 2024</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cda-territori-in-tour-il-cilento-da-scoprire-e-valorizzare-il-mondo-ho-re-ca-si-organizza-capaccio-paestum-sa-16-settembre-2024</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Lunedì 16 settembre dalle ore 15.00 alle ore 19.00 presso NEXT - Nuova Esposizione Ex Tabacchificio SAIM nel Borgo di Cafasso a Capaccio - Paestum (Sa), si tiene la seconda tappa di “Territori in tour – Turismi, logistica e sostenibilità nelle piattaforme territoriali dell’Horeca”, iniziativa promossa dal CDA (Consorzio Distributori Alimentari) in collaborazione con l’azienda di distribuzione Bevande Vitantonio.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG_3341.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’obiettivo dell’incontro è di condividere con gli operatori Horeca, dei servizi turistici, delle istituzioni locali e delle rappresentanze di settore, i risultati di un’attività di ascolto e ricerca territoriale affidata al Consorzio Aaster finalizzata a delineare l’evoluzione di un settore sempre più rilevante nel determinare le traiettorie dello sviluppo economico, sociale e urbano del territorio del Cilento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’incontro, oltre ad un panel di operatori del settore Horeca attivi nel Cilento,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          interverranno tra gli altri:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - il direttore del Cda Lucio Roncoroni;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Antonietta Di Stasi, titolare di Bevande Vitantonio;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Aldo Bonomi, fondatore e direttore del Consorzio Aaster;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Ernesto Pappalardo, direttore di Salerno Economy;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Giovanna Truda, docente Università degli Studi di Salerno;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Carmine Farnetano, coordinatore GAL Casacastra;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Marianna Iannone, presidente Coop ArcheoArte;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Rosario Pingaro, Ceo Convergenze Spa;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          - Andrea Volpe, consigliere Regione Campania.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’interno dei diversi sotto-sistemi campani, il Cilento, area storico-naturale posta ai margini meridionali del cuore della piattaforma turistica partenopea e il prolungamento amalfitano, rappresenta un contesto emergente alla ricerca di un posizionamento più strutturato nel quadro della progressiva articolazione dell’offerta turistica campana in ascesa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’area cilentana, formata da una rete di 80 piccoli e micro comuni con 150.000 abitanti e pochi centri urbani significativi (Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri), rientra storicamente in quelle che Manlio Rossi Doria denominò a suo tempo “aree dell’osso” del Mezzogiorno, ovvero a margini dei processi di sviluppo industriale, contrapposte a quelle della “polpa”, geograficamente corrispondenti alle aree costiere dell’industrializzazione fordista. Ed in effetti anche i 130 Km di coste del Cilento sono da tempo abbastanza valorizzate sotto il profilo turistico, ancorché, almeno ai suoi albori, secondo logiche di investimento esogene, sostanzialmente concentrate in alcune specifiche località, con il contorno dei ritornanti estivi nelle case di famiglia, fortemente legate alla stagionalità balneare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo modello periferico e marginale negli ultimi anni ha sperimentato alcuni cambiamenti significativi, almeno sotto il profilo della proliferazione e dell’auto-propulsività di attività riconducibili alla filiera Horeca e, almeno in parte, alle connessioni con le produzioni tipiche delle aree dell’entroterra montano, peraltro decisamente sfavorite sotto il profilo della dotazione infrastrutturale di prossimità, dei servizi logistici e dei collegamenti rapidi di accesso dall’esterno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le difficoltà demografiche, ancora persistenti, per quanto meno evidenti rispetto al passato delle grandi emigrazioni, convivono con percorsi di qualificazione dell’offerta turistica ed eno-gastronomica, facendo leva sui lasciti di una marginalità che prova a farsi “centro” mettendo a valore il vasto capitale ambientale e il multiforme capitale culturale, supportato da nuove leve di restanti e ritornanti che investono su progetti di vita incardinati su una rinnovata operosità, che si compone di cultura dell’accoglienza, di capacità di fare narrazione storico-culturale e di qualificazione enogastronomica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad accompagnare questo tentativo di crearsi opportunità di sviluppo sostenibile una cornice istituzionale debole, con le dovute eccezioni dei sindaci, delle comunità montane e del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, della rete dei GAL e delle BCC, dell’associazionismo volontario incardinato sulle Pro Loco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Temi complessi per i quali non esistono risposte semplici e preconfezionate. L’incontro di Capaccio Paestum vuol essere una piccola occasione per comprendere sfide e opportunità del settore, per contribuire ad alimentare un patrimonio comune di saperi e conoscenze territoriali e provare ad
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          assumere “una coscienza di luogo” adatta ai tempi del turismo come flusso globale, per la quale è importante contribuire alla costruzione di uno spazio di rappresentazione territoriale e di visione di un futuro condiviso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il CDA, che raggruppa un centinaio delle principali imprese di distribuzione di bevande presenti in Italia, porta avanti ormai da oltre un ventennio una serie di attività rivolte ai soci orientate a renderli sempre più competenti e consapevoli dell’ambiente nel quale essi operano, offrendo occasioni di crescita professionale e imprenditoriale rispetto alle grandi sfide della managerializzazione, della digitalizzazione, della sostenibilità e dell’economia circolare, della responsabilità sociale d’impresa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’ambito delle celebrazioni del 35° anniversario dalla fondazione avvenute nello scorso anno, CDA ha deciso di promuovere per il 2024 un piccolo itinerario territoriale nell’ottica di ascoltare, apprendere e condividere con operatori della filiera Horeca, esperti e rappresentanti delle istituzioni locali, riflessioni e iniziative utili a rendere i territori più competitivi e coesi, partendo dal punto di vista di chi presidia l’ultimo miglio della distribuzione di bevande nel settore Horeca. Lungo questo itinerario, che si snoderà lungo tutto la penisola, il CDA è accompagnato dal Consorzio Aaster, diretto e fondato da Aldo Bonomi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Horeca, settore praticamente inesistente nell’Italia degli anni ’90, è ritenuto oggi il tondino di ferro del loisir post-pandemico, intorno a cui si ridefinisce la socialità e il valore economico dei territori, di cui la complessa figura del turista è uno dei riferimenti centrali. L’esito delle trasformazioni dell’Horeca e del turismo oggi non si giocano “solo” sul registro della capacità di incorporare innovazione dentro le mura dell’impresa, ma passano anche dalla consapevolezza e dalla capacità delle imprese di partecipare nell’attrezzare il campo fuori dalle mura dell’impresa nell’intento di contribuire a rendere sostenibile nel medio e lungo periodo la crescita di un settore che deve preservare le risorse territoriali sulle quali si regge: risorse umane e professionali, risorse ambientali e patrimoni culturali, centri storici, sistemi di mobilità e di gestione dei servizi urbani. Operare nel settore turistico, oggi più di ieri, significa posizionarsi, come imprese, filiere e sistemi locali, all’intersezione tra relazioni di mercato e relazioni sociali più ampie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un incontro utile a mettere in rete le varie realtà del territorio per un rilancio compatto e coeso dell’intero settore Ho.Re.Ca del Cilento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 12 Sep 2024 09:55:03 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/cda-territori-in-tour-il-cilento-da-scoprire-e-valorizzare-il-mondo-ho-re-ca-si-organizza-capaccio-paestum-sa-16-settembre-2024</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FINALE REGIONALE OSCAR GREEN 2024 – PREMIAZIONE 18 SETTEMBRE ORE 10.30 BACOLI (NA) – SAVE THE DATE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/finale-regionale-oscar-green-2024-premiazione-18-settembre-ore-10-30-bacoli-na-save-the-date</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         PREMIAZIONE OSCAR GREEN 2024 - RADICI PER IL FUTURO
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Sep 2024 17:44:22 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Alborosie&amp;Friends2024. Tutto Pronto ecco gli ospiti del concertone.  J Ax, Nina Zilli, Africa Unite, Dani Faiv, Apres La Classe, Vacca, Bunna, Shade, Ensi e Danti nella doppia veste di rapper e art di</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alborosie-friends2024-tutto-pronto-ecco-gli-ospiti-del-concertone-j-ax-nina-zilli-africa-unite-dani-faiv-apres-la-classe-vacca-bunna-shade-ensi-e-danti-nella-doppia-veste-di-rapper-e-art-di</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         San
         &#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          Foca - Melendugno -
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          Piazza del Popolo  - 
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
          6 settembre 2024 ore 22.00
         &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/J+AX.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tutto pronto a San Foca - Marina di Melendugno – Lecce, per l’edizione 2024 di “Alborosie&amp;amp;Friends Music Festival”, evento annuale dedicato alla musica reggae e dancehall che si tiene ogni anno in Italia ed ospita i migliori interpreti ed artisti nazionali ed internazionali. La storia del festival ha radici che affondano nella passione per questo genere musicale, che vede proprio Alborosie, riconosciuta star mondiale, oltre che suo sostenitore e storico precursore. Il Festival ha avuto un grande successo sin dalla prima edizione, ma è nel 2022 che ha visto la sua massima espressione con l’edizione tenutasi a Lecce. Il festival si è arricchito di nuovi artisti e di iniziative collaterali. Hanno partecipato Nina Zilli, Clementino, Danti, Après La Classe, Dani Faiv, Inoki con la partecipazione straordinaria di Aurora Ramazzotti. Poi il sigillo con la grande affermazione ottenuta lo scorso anno (2023) a Nardò con ospiti tra gli altri Boomdabash, Guè Pequeno, l'immancabile Nina Zilli ed altri amici del rapper siciliano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’annuale edizione del festival come detto, si svolgerà come detto a San Foca, marina di Melendugno a partire dalle ore 22. L’organizzazione dell’annuale edizione del Festival è del Comune di Melendugno, in collaborazione con Terzo Millennio, laboratorio di umana solidarietà. Fondamentale a partnership con GetUp Music. La direzione artistica sarà, come sempre, dell’ecclettico e geniale DANTI.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli ospiti di Albo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tanti i grandi musicisti già annunciati sui canali social ufficiali dell'evento dell'artista siciliano. Da J Ax a Nina Zilli, da Danti nella doppia veste di rapper e art director agli Africa Unite, da Dani Faiv agli Apres la classe a Vacca e poi ancora Bunna, Shade ed Ensi. Di fatto una notte di grande musica, letteralmente imperdibile ed a ingresso gratuito. Il partner televisivo e radiofonico di Alborosie&amp;amp;Friends Music Festival sarà il gruppo Norba.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alborosie, pseudonomio di Alberto D’Ascola, nato a Marsala, il 4 luglio del 1977, è un cantautore e beatmaker italiano naturalizzato giamaicano, da anni trasferitosi in Giamaica per confrontarsi con la cultura reggae e rastafari. La sua carriera musicale di Alborosie è iniziata nel 1992, quando ha fondato la sua prima band reggae i “Reggae National Tickets”. Da allora ha collaborato con numerosi artisti e ha ottenuto successo a livello internazionale grazie alla sua voce potente e alle sue canzoni dai testi impegnati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quest'anno come noto, tocca a San Foca, splendida marina di Melendugno ospitare Alborosie, i suoi amici, la loro musica ed i tantissimi spettatori. Sarà infatti la grande piazza del Popolo ad ospitare la “reunion” musicale, con inizio previsto per le 22. Il festival ha anche una forte connotazione sociale e solidale: ogni anno una parte del ricavato viene devoluto in progetti umanitari in Giamaica, il paese che ha dato origine alla musica reggae. Con il passare degli anni, l’Alborosie&amp;amp;Friends Festival è diventato un appuntamento fisso per gli appassionati di reggae, dancehall e pop in Italia e non solo. Il mix di generi, rende il festival trasversale, adatto ai più giovani ed ai più adulti, rendendolo unico, originale ed imperdibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le dichiarazione del sindaco di Melendugno Maurizio Cisternino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Questa è una delle manifestazioni di punta del calendario BluFestival 2024, rivolta soprattutto ai giovani, ma anche a tutti gli appassionati di questo genere musicale. E’ di fatto la prima volta sul nostro territorio, un grande evento che coinvolgerà operatori e strutture ricettive con una ricaduta importante visto anche il periodo. Come amministrazione comunale cerchiamo infatti di offrire una programmazione interessante non solo nel pieno della stagione estiva, ma anche in periodi più di bassa stagione per cercare di destagionalizzare e allungare così il periodo di vacanza. Ci auguriamo che tutti si divertano e che sia una serata piacevole all’insegna della buona musica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Sep 2024 17:36:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>MADE IN ITALY: COLDIRETTI PUGLIA, CRESCE DOP ECONOMY CON 4,300 OPERATORI E OLTRE 54MILA ETTARI DI SUPERFICIE IMPEGNATA; VALE QUASI 680MLN EURO IN PUGLIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/made-in-italy-coldiretti-puglia-cresce-dop-economy-con-4-300-operatori-e-oltre-54mila-ettari-di-superficie-impegnata-vale-quasi-680mln-euro-in-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%2810%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Dop Economy pugliese cresce con 4.300 agricoltori e trasformatori impegnati a produrre 60 cibi e vini DOP, IGP e STG per un valore che ha raggiunto quasi 680 milioni di euro, guadagnando terreno nel panorama nazionale con un patrimonio agroalimentare di campi e stalle inestimabile. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat sui prodotti agroalimentari italiani di qualità riconosciuti dalla Ue a fine 2022, che segnano l’aumento in Puglia dello 0,8% di operatori, del +3% di allevamenti – sono 169 - che producono formaggi certificati e una superficie impegnata nella DOP Economy di 54.769 ettari, cresciuta dell’1,3% nel 2022 rispetto all’anno precedente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con un totale di 22 cibi DOP e IGP, la Puglia è la regione numero 9 in Italia per prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica, ai quali si aggiungono le 4 STG che insistono sul territorio nazionale, quando a livello economico, secondo le ultime stime dell'Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore del cibo DOP e IGP in Puglia vale 47 milioni di euro, con il comparto dei prodotti agroalimentari che ha un peso del 6,9% sul totale del paniere delle Indicazioni Geografiche del Paese, mentre sono 38 i vini DOP e IGP che posizionano la Puglia al quinto posto in Italia per prodotti certificati – aggiunge Coldiretti Puglia – con un valore di 631 milioni di euro (93,1% del paniere IG del Paese).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Bene in questo scenario la riforma delle Indicazioni geografiche (IG) dopo due anni di negoziato, con un nuovo quadro giuridico che prevede una procedura semplificata per la registrazione con l’unificazione delle norme attualmente in vigore per i tre settori, alimentare, vino e alcolici. Riducendo i tempi si punta all’obiettivo di aumentare il numero di produttori del sistema Ig. E’ prevista poi una maggiore tutela delle Ig come ingrediente in un prodotto trasformato e in particolare on line. La protezione ex-officio varrà anche nei domini internet.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Viene riconosciuto il valore delle pratiche sostenibili (ambientale, economica e sociale) compreso il benessere animale. La sostenibilità diventa così un ulteriore elemento di valorizzazione delle Ig. Il provvedimento attribuisce maggiore potere ai gruppi di produttori Ig che possono anche istituire un sistema volontario finalizzato a rafforzare la posizione nella catena del valore. Introdotto l’obbligo di indicare nell’etichetta di una Dop o Igp del nome del produttore per garantire così la massima trasparenza ai consumatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La riforma semplifica e tutela ed è importante – conclude la Coldiretti – per lo snellimento delle procedure, i maggiori poteri ai consorzi di produttori, una tutela rafforzata, in particolare nel commercio online, e il divieto all’uso di menzioni generiche che emulano le indicazioni geografiche di altri Stati membri.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Sep 2024 17:29:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La Food Blogger Gemma Caruso approda alla "Gazzetta del Food"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/my-post1a202ae3</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La mia vita da foodblogger e non solo.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000231723.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il nome del mio blog instagram In_cucina_con_gemyy deriva dal mio nome Gemma, dove tutte le ricette che pubblico sono collaudate, e anche preparate per la mia famiglia, infatti cucino per coloro che amo e per gli amici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La cucina, come avrete capito, è la mia passione, poi uso fantasia, perché nelle mie ricette c’è quel tocco in più che non guasta mai, il tutto mantenendo però la semplicità. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non amo le ricette troppo cariche di ingredienti strani sono per le rivisitazioni ma fino ad un certo punto, ci sono piatti tradizionali che per me non vanno toccati. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Le ricette che amo realizzare di più? I primi piatti ovviamente, la vita da food blogger mi ha dato la possibilità di creare e testare nuove ricette, sto cercando di fare del mio blog un vero e proprio lavoro, sto iniziando a fare raccolta delle mie ricette ben presto uscirà un mio libro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Della mia passione ne vorrei fare un lavoro, è quello che auguro a tutti perché è una sensazione bellissima!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la Gazzetta del Food è nata una collaborazione dove vi delizierò con le mie ricette gustose e le tante novità del mondo del food.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buon Appetito a tutti!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 06 Sep 2024 17:20:21 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/my-post1a202ae3</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo chef Gregori Nalon e la giornalista Maria Giovanna Labruna al DMED – Salone della Dieta Mediterranea</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-chef-gregori-nalon-e-la-giornalista-maria-giovanna-labruna-al-dmed-salone-della-dieta-mediterranea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
          Venerdì 24 e sabato 25 maggio 2024, nell’ambito della terza edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea, è andata in scena a Paestum (Sa) il primo Campionato della Pasta fatta a mano.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1000116068.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ll’interno degli spazi del NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (Sa) si è tenuta la prima edizione italiana dell’evento dedicato al patrimonio culturale ed enogastronomico dell’Italia intera: la pasta fresca fatta a mano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo chef camponogarese
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gregori Nalon
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ha dichiarato non mi aspettavo che ci fossero concorrenti molto preparati, il livello era molto alto sono stati due giorni intensi tra i professionisti e gli amatori. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I criteri del mio giudizio sono stati: la pulizia durante l’esecuzione, la manualità nella realizzazione dell’impasto e del formato della pasta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una pasta di buona qualità dovrebbe avere: un profumo ed un gusto percepibile e gradevole di grano, un buon nervo ed una buona durezza, una buona elasticità, una superficie liscia (collosità assente) e una consistenza omogenea durante la masticazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Yenia Parente,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          chef cagliaritana ha conquistato il titolo di campionessa assoluta alla prima edizione del Campionato della Pasta a mano fatta sezione professionisti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Parente ha conquistato la giuria capitanata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro e il supervisore tecnico chef Gregori Nalon con il suo piatto "Seppia e piselli": culurgiones tondi al nero di seppia e zafferano, ripieni di seppia cotta a bassa temperatura e fegatini, su una crema di piselli, salsa di scalogno al nero di seppia, polvere di pomodoro e pelle di seppia essiccata e soffiata. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la sezione amatori vince
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maria Teresa Russo, 84 anni,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          cilentana, primo posto assoluto. Ha sbaragliato la concorrenza preparando un prelibato piatto di “Fusilli alla Capaccese” con sugo di pomodoro, basilico e cacioricotta, conquistando l’intera giuria.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa è la dimostrazione continua lo chef Nalon che la bontà sta nelle cose semplici, la cucina è tradizione è un tripudio di sapori e di ricordi. Ha vinto il classico piatto della domenica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Conclude
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nalon
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è stata un’esperienza straordinaria fatta di persone straordinarie. I tre giorni si sono conclusi con il Cooking Show dello chef
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Nalon
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e la giornalista
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Maria Giovanna Labruna compagna di vita.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Hanno riprodotto live la fortunata serie andata in onda su
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ALMA TV “A casa di Gregori”.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          E proprio li che sul palco principale sono stati ringraziati tutti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 05 Jun 2024 10:21:02 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MALTEMPO: COLDIRETTI, GRANDINE SU FRUTTETI E VIGNE, SEMINE BLOCCATE DAL FANGO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/maltempo-coldiretti-grandine-su-frutteti-e-vigne-semine-bloccate-dal-fango</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%288%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           31 maggio 2024 - Un elenco senza fine quello relativo ai danni causati dal maltempo che ha segnato il Veneto nel mese di maggio. Anche oggi l’ennesimo fenomeno: vento, acqua, grandine nel vicentino e sul padovano. A macchia di leopardo - sostiene Coldiretti Veneto - si registrano criticità sull'intero territorio regionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Continuano le segnalazioni di smottamenti e frane  sui Colli in particolare sui Berici mentre intere campagne coltivate sono allagate in gran parte della provincia di Vicenza con situazioni di asfissia per le colture in pieno campo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella Bassa Padovana - spiega Coldiretti - ieri è stata colpita la località di Agna e Frapiero, una zona ad alta vocazione agricola, con una violenta grandinata accompagnata da vento forte e pioggia intensa. In un’area di oltre 300 ettari pressoché tutte le colture presenti hanno subito danni che vanno dal 70 al cento per cento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad avere la peggio anche i vigneti, le piante di ciliege, gli ortaggi e le coltivazioni come mais, frumento e soia. In questa zona i danni raggiungono il 100 per cento, anche se si vorranno giorni per avere un quadro completo. "I terreni sono rimasti allagati per più di un giorno e in molti casi sarà necessario riseminare - dicono i tecnici di  Coldiretti Veneto impegnati nelle rilevazioni -  Per il momento, però, con i terreni così inzuppati è impossibile entrare in campo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 05 Jun 2024 10:13:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L' 84enne capaccese Maria Teresa Russo vince  il Campionato della Pasta fatta a mano sezione amatori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-84enne-capaccese-maria-teresa-russo-vince-il-campionato-della-pasta-fatta-a-mano-sezione-amatori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cucino per i miei figli e i miei adorati nipoti.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/FB_IMG_1717335586886.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Alla prima edizione del Campionato italiano della ‘Pasta fatta a mano’ 2024, tenutosi sabato scorso presso il DMED – Salone della Dieta Mediterranea al Next di Capaccio Paestum, trionfa Maria Teresa Russo, 84 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Primo posto assoluto nella sezione amatori per l’arzilla Maria Teresa, madre esemplare di tre figli e super nonna di sei nipoti. Ha sbaragliato la concorrenza preparando un prelibato piatto di Fusilli alla Capaccese con sugo di pomodoro, basilico e cacioricotta, conquistando una giuria di esperti del settore alimentare ed enogastronomico e il super visore tecnico chef Gregori Nalon che afferma vince la semplicità e il piatto della domenic.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2024 14:04:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA PATATE: COLDIRETTI PUGLIA, SOTTO ATTACCO DI TAROCCHI ESTERI E CLIMA; IN PUGLIA SE NE PRODUCONO 600MILA Q.LI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-patate-coldiretti-puglia-sotto-attacco-di-tarocchi-esteri-e-clima-in-puglia-se-ne-producono-600mila-q-li</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/images.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le patate pugliesi, con primati come la ‘patata rossa’ tipica della provincia di Lecce, quella di Calimera, la Sieglinde, le patate di Zapponeta  e la patata di Galatina DOP, sono sotto attacco del clima pazzo e dell’invasione di prodotto estero, con le importazioni che nel 2024 sono cresciute del 18% e quelle dall’Egitto che sono addirittura triplicate nei primi due mesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat, in occasione della prima giornata internazionale della patata, indetta dalla FAO il 30 maggio con lo scopo di mettere in evidenza il ruolo chiave di questo prodotto nell’alimentazione globale, con una produzione mondiale che si aggira intorno ai 3,75 miliardi di quintali. Un evento celebrato al Mercato di Campagna Amica al Circo Massimo a Roma, con un incontro alla presenza dell’assistente direttore generale e capo scienziato a.i. dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l'alimentazione e l'agricoltura, Beth Crawford. Per l’occasione è stata allestita un’esposizione sulla biodiversità del prodotto italiano con i cuochi contadini  protagonisti di uno show cooking con la preparazione del piatto più tradizionale della cucina Made in Italy a base di patate: gli gnocchi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma il tubero più usato in cucina, che in Puglia vanta una produzione di 600mila quintali, subisce anche gli attacchi della tropicalizzazione del clima, tra siccità e grandinate, come quella – aggiunge Coldiretti Puglia - che ha colpito nelle scorse ore i campi a Nardo e Copertino, azzerando in pochi minuti la produzione di patate in pieno campo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’aumento delle importazioni quest’anno segue un 2023 durante il quale hanno attraversato le frontiere nazionali 791 milioni di chili di patate straniere, in crescita del 39% rispetto a dodici mesi prima, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat. A questi ne vanno aggiunti altri 288 milioni di chili congelate e 74 milioni di chili cotte e congelate, oltre a 10 milioni di chili di patatine già pronte tipo quelle fritte dei sacchetti. Prodotto che spesso finisce per essere venduto come italiano grazie al principio dell’ultima trasformazione permesso dal codice doganale sull'origine dei cibi. Ma sono state scoperte anche delle truffe con patate francesi vendute come nazionali. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione – conclude Coldiretti Puglia - con la riforma dei reati in materia agroalimentare perché l’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali rendono ancora più pericolose le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Piatto povero per eccellenza, le patate – sottolinea la Coldiretti Puglia – sono tra gli alimenti più presenti sulle tavole in case e nei ristoranti, consumate tal quali o come ingrediente in mille modi diversi, fritte, bollite, croccanti al forno o in padella, a purea ma anche in ricette dolci o salate. Originarie del continente americano, nello specifico delle Ande, raggiunsero le coste europee solo nel XVI secolo per poi conquistare le cucine del mondo per la loro versatilità, contenuti nutrizionali e il basso costo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Circa l’80%  dei consumatori mangia patate almeno una volta a settimana e tra i principali criteri di acquisto spicca il rapporto qualità/prezzo – conclude Coldiretti -  fattore decisivo per il 53% dei consumatori coinvolti che si posiziona poco più in basso la provenienza nazionale, importante per il 45% degli intervistati, secondo l’indagine promossa da Unapa, l’Unione nazionale di settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2024 13:27:13 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-patate-coldiretti-puglia-sotto-attacco-di-tarocchi-esteri-e-clima-in-puglia-se-ne-producono-600mila-q-li</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>VALENTINO TAFURI LANCIA A BATTIPAGLIA UN NUOVO CONCEPT DI LOCALE BASATO SULLA TRASPARENZA RADICALE DI PIZZA, PASTA E LIEVITATI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/valentino-tafuri-lancia-a-battipaglia-un-nuovo-concept-di-locale-basato-sulla-trasparenza-radicale-di-pizza-pasta-e-lievitati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Valentino Tafuri, già Pizzaiolo dell’Anno per la Guida Espresso 2020, rinnova radicalmente il suo 3Voglie di Battipaglia (Sa) con un nuovo laboratorio esperienziale sulla farina con al centro Pizza, Pasta e Bakery.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Valentino+e+il+pane.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Valentino Tafuri, classe 1989, a 10 anni dall’apertura del pizzificio 3Voglie di via Serroni a Battipaglia (Sa), lancia un nuovo format di locale, organizzato come un vero e proprio laboratorio esperienziale sulla farina, che immerge i clienti non solo nel gusto ma anche nei processi di lavorazione di pizza, pasta e bakery.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A partire dal 1 giugno, infatti, tutto il talento e la tecnica di Tafuri saranno al servizio dei suoi clienti con pasta fresca, pizza in teglie, pizza tonda, pizza cilentana, pane, dolci e grandi lievitati, ponendo l’accento sui sapori e sulla massima limpidezza della produzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 3Voglie amplia e va oltre la già rodata offerta serale e prevedrà il servizio delivery, il take away con il banco della rosticceria, la pizza a pranzo e nelle mattine del weekend pasta fresca in diverse trafile, oltre ad una straordinaria apertura mattutina di sabato e domenica per offrire colazioni con il meglio dalle tradizioni delle boulangerie francesi, dei panifici italiani e del breakfast inglese. Nella parte bakery saranno presenti diversi tipi di pane, dal pane di segale al pane con le patate, dal grano duro fino ai multicereali. Seguirà un’ampia offerta anche di viennoiserie, tra croissant, girelle, cornetto italiano e pain au chocolat.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Avevo quasi perso lo stimolo per una veste che non mi apparteneva più. Nato con la pizza e cresciuto con il pane, ed ora, dopo 10 anni di 3 Voglie, metto tutti i puntini assieme per tracciare i prossimi 10 che verranno. Pasticceria, rosticceria, pizzeria, boulangerie, pastificio, racchiuse in un solo nome: pizzificio. La mia nuova casa avrà un laboratorio con vista su strada ed in sala, trasparente e visibile a chiunque. Il laboratorio sarà il nostro teatro quotidiano, dove vengono sfornati prodotti da colazione a cena, dove il protagonista sarà sempre il prodotto”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il nuovo 3Voglie, attraverso la spettacolarizzazione dal vivo dei processi di produzione, vuole garantire inoltre esperienze di gusto dalla grande qualità. L’obiettivo è lavorare per restituire ai consumatori ed alla comunità conoscenze e pratiche condivise di una tradizione che ha un valore inestimabile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Note su Valentino Tafuri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Valentino Tafuri è un pizzaiolo di poco più di 30 anni e più della metà della vita già passata davanti a un forno e in giro per l’Italia. Oggi prepara impasti di pizza in teglia, tonda, pane, pizze cilentane e tanto altro nel suo pizzificio 3Voglie di Battipaglia, a pochi chilometri da Salerno. Anche volto del programma “Mica Pizza e Fichi” di La7, nella guida del Gambero Rosso Pizzerie d’Italia 2019 è stato insignito del premio Pizzaiolo Emergente e per L'Espresso è stato il pizzaiolo dell'anno nel 2020. È inoltre coordinatore e docente del reparto pizzeria e panificazione della scuola di formazione In Cibum di Pontecagnano (Sa), che è il riferimento per la formazione professionale in cucina del Centro-Sud.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2024 13:15:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/valentino-tafuri-lancia-a-battipaglia-un-nuovo-concept-di-locale-basato-sulla-trasparenza-radicale-di-pizza-pasta-e-lievitati</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Ylenia Parente vince il primo Campionato della Pasta fatta a mano con i culurgiones</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ylenia-parente-vince-il-primo-campionato-della-pasta-fatta-a-mano-con-i-culurgiones</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pro-FkYFVYXW.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           E’ di Cagliari,  Ylenia Parente la vincitrice della prima edizione del Campionato di Pasta fatta a mano.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           Tenutasi nell’ambito della terza edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea Paestum (Sa) all’interno degli spazi del NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum (Sa), la prima edizione italiana dell’evento dedicato alla pasta fresca fatta a mano ha visto una donna come sua regina incontrastata.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           La giovane chef sarda si è imposta su tutti gli altri concorrenti professionisti con il piatto “Seppia e piselli”, ovvero culurgiones tondo a base di nero di seppia e zafferano, ripieno di seppia cotta a bassa temperatura e fegatini centrali, su una crema di piselli, salsa di scalogno al nero di seppia, polvere di pomodoro e pelle di seppia essiccata e soffiata.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           Anche i premi speciali per il “Miglior Impasto” e per miglior equilibrio nutrizionale “Dieta Mediterranea” sono andati alla sarda Ylenia Parente, premi rispettivamente consegnati da Emanuele Pizzuti del Molino Pizzuti e da Gennaro Velardo di Italia Ortofrutta. Per la giovane vincitrice del Campionato della Pasta fatta mano c’è anche una masterclass gratuita messa a disposizione da InCibum, scuola di alta formazione. A premiare la vincitrice del primo Campionato della Pasta fatta a mano ci ha pensato Emilio Ferrara, presidente del Consorzio Edamus.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           Tanti i concorrenti che si sono messi in gioco e sono arrivati a Paestum da ogni parte d’Italia. Chef, cuochi, cesarine, uomini e donne di laboratori di pasta provenienti dal Veneto alla Sicilia, dalla Sardegna alla Puglia passando per l’Umbria e le Marche.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           A presiedere la giuria è stato il giornalista Luciano Pignataro, soddisfatto dalla qualità dei piatti presentati dai concorrenti. “Il concorso è stata una brillante iniziativa perchè ha raccolto professionisti da tutta Italia che si sono messi in gioco ed è stato un grande successo – commenta il presidente di giuria Luciano Pignataro – La tradizione della pasta fresca unisce la Penisola dal Nord al Sud e abbiamo avuto la dimostrazione della straordinaria ricchezza e biodiversità alimentare del nostro bellissimo Paese”. Assieme a lui, hanno giudicato i piatti in gara: il giornalista Leonardo Ciccarelli; le nutrizioniste Monica Marro, Anna Gloria Caliendo, Renata Bracale; gli chef stellati Christian Torsiello, Fabio Pesticcio, Marco Cefalo. La parte tecnica è stata guidata dallo chef Gregori Nalon con il supporto di Gabriella Auricchio e Alessia Petrosino. Non si può non menzionare Luca  Fresolone e Aldo Padovano ideatori del contest.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 02 Jun 2024 09:46:01 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>TURISMO, IN PUGLIA MARKETING SPORTIVO PER LA PROMOZIONE DEL TERRITORIO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/turismo-in-puglia-marketing-sportivo-per-la-promozione-del-territorio</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si può partecipare entro il 4 giugno per la stagione 2023/24 ed entro il 1 luglio per quella 2024/25
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Puglia, per valorizzare il territorio tutto l’anno, si punta sullo sport e sull’impatto mediatico che talune discipline offrono in termini di audience e grande pubblico. Va in questa direzione il bando pubblicato dall’Agenzia regionale del Turismo (A.Re.T) Pugliapromozione, Assessorato regionale al Turismo, pubblicato on line (disponibile cliccando qui https://tinyurl.com/5ek32uxs) e sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 38 del 9-5-2024. Il contributo pubblico potrà essere concesso alle società sportive dotate di attrazione mediatica, determinata sulla base della relativa audience ai sensi della Legge Regionale 32/2022, articolo 85.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          OGGETTO DELL’AVVISO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono oggetto di concessione di contributo le iniziative promozionali realizzate nell’ambito della stagione sportiva 2023/24 e della stagione sportiva 2024/25, quali: iniziative di comunicazione finalizzate alla promozione e conoscenza del brand Puglia attraverso personalizzazioni di spazi e mezzi (es. divise da gioco, campi di gara, bus per atleti, social media, web e tv, ecc.) in occasione di eventi sportivi di impatto mediatico; attività di animazione erogate a titolo gratuito volte alla conoscenza, promozione e valorizzazione del territorio regionale, della sua cultura e della sua enogastronomia, con il coinvolgimento di atleti, team, squadre ospiti, spettatori, operatori turistici locali, ecc.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CHI PUÒ CANDIDARSI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono ammesse a presentare domanda di contributo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1)     le associazioni/società sportive maschili e femminili, con sede legale in Puglia, che per la stagione sportiva 2023/24 o per la stagione sportiva 2024/25 competono a livello professionistico con squadre/atleti in discipline riconosciute dalle rispettive federazioni ai sensi della Legge n.91 del 23/03/1981;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2)    Sono altresì ammesse a presentare domanda le associazioni/società sportive maschili e femminili, con sede legale in Puglia, che per la stagione sportiva 2023/24 o per la stagione sportiva 2024/25 competono a livello dilettantistico con squadre/atleti impegnati in campionati di massima serie in discipline riconosciute dalle rispettive federazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si precisa che, per “massima serie”, si intende la massima divisione di un campionato riconosciuto dalla federazione sportiva di riferimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          DOTAZIONE FINANZIARIA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È prevista una copertura finanziaria complessiva di € 360.000,00 (IVA Inclusa) con una agevolazione a fondo perduto che sarà calcolata come percentuale delle spese ammissibili, pari al 80% del costo complessivo delle attività finanziabili e delle spese ammissibili di cui alla domanda di contributo e, comunque, nel limite massimo di € 30.000,00 (IVA inclusa).
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          LE DUE SCADENZE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
            Le date entro e non oltre le quali le società sportive posso candidarsi sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1)     per la stagione sportiva 2023/2024 la domanda di contributo dovrà essere inviata dalle ore 09:00 del 20/05/2024 alle ore 17:00 del 4/06/2024;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2)     per la stagione sportiva 2024/2025 la domanda di contributo dovrà essere inviata dalle ore 09:00 del 17/06/2024 alle ore 17:00 dell’1/07/2024.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Eventuali informazioni o chiarimenti relativi al presente avviso potranno essere richiesti entro e non oltre il 17.05.2024, esclusivamente via mail scrivendo a f.leone@aret.regione.puglia.it oppure a valorizzazione@aret.regione.puglia.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La domanda di contributo dovrà essere inviata solo ed esclusivamente tramite format predisposto dall’A.Re.T. Pugliapromozione (leggere l’Allegato A) all’indirizzo di posta certificata valorizzazionepp@pec.it.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 May 2024 17:04:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Intothepark 2024: Un Festival di Cultura, Musica e Divertimento a Lecce  Parco Belloluogo. Lecce – Domenica 2 Giugno 2024 dalla 10 a.m.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/intothepark-2024-un-festival-di-cultura-musica-e-divertimento-a-lecce-parco-belloluogo-lecce-domenica-2-giugno-2024-dalla-10-a-m</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cuore naturale della città di Lecce, si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dell'inizio della bella stagione: Intothepark 2024. Si tratta di un festival unico nel suo genere, che abbraccia diversi stili e modi di intendere l’arte. Intothepark 2024 infatti è dedicato alla cultura, alla musica ed al divertimento, e come la prima edizione nel 2023, promette di regalare un'esperienza indimenticabile per tutta la famiglia. "Intothepark è molto più di un semplice festival, è un'esperienza che unisce la comunità in un momento di gioia, creatività e connessione" – dichiarano gli organizzatori di IntoThePark2024. "Siamo entusiasti di collaborare con il Comune di Lecce e riproporre questo evento straordinario nel cuore della nostra città." Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sull'evento, si prega di visitare i canali social ufficiali di Intothepark 2024.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Organizzato da “Tsunami Concerti e Servizi” con il sostegno ed il patrocinio del Comune di Lecce, Intothepark 2024, alla sua seconda edizione, si terrà al Parco di Belloluogo domenica 2 Giugno 2024, con inizio alle ore 10:00. L'ingresso è gratuito ed aperto a tutti gli appassionati di avventure, artisti, musicisti e curiosi che desiderano vivere una giornata all'insegna della creatività e della scoperta oltre che della musica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Concerti, performances, food&amp;amp;drink. Di tutto e di più per tutte le età
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I visitatori potranno immergersi in una serie di incredibili esperienze, tra cui: concerti live con esibizioni di artisti locali ed nazionali che coloreranno ed animeranno il parco con luci suoni e colori. Attività Culturali e Ludiche: dalle dimostrazioni di scherma storica leccese all'esplorazione di mondi fantastici grazie ai giochi di ruolo dal vivo, passando per le esposizioni d'arte ed i tornei di giochi da tavolo. Insomma c’è di tutto e per tutti i gusti. Cucina tipica e delizie Culinarie. I visitatori potranno deliziare il proprio palato con le prelibatezze della cucina locale e rinfrescarsi con una vasta selezione di bevande, incluse birre artigianali e altre specialità. Attività per Bambini e Famiglie: Animazione, musica, truccabimbi e tanto altro ancora per garantire un'esperienza indimenticabile anche per i più piccoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 May 2024 16:59:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/intothepark-2024-un-festival-di-cultura-musica-e-divertimento-a-lecce-parco-belloluogo-lecce-domenica-2-giugno-2024-dalla-10-a-m</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>CILIEGIE. COLDIRETTI PUGLIA, DIMEZZATA PRODUZIONE ‘FERROVIA’; VERIFICHE IN CAMPO PER RICONOSCIMENTO CALAMITÀ</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ciliegie-coldiretti-puglia-dimezzata-produzione-ferrovia-verifiche-in-campo-per-riconoscimento-calamita</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 May 2024 16:54:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA BIODIVERSITA’: COLDIRETTI PUGLIA, ALBICOCCHE REGINE DELLE VARIETA’ A TAVOLA CON FICHI E UVA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-biodiversita-coldiretti-puglia-albicocche-regine-delle-varieta-a-tavola-con-fichi-e-uva</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ma ci sono anche le pesche, le pere e le mandorle; nei mercati contadini al top sigilli biodiversi.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1621674564301.jpg--.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         The body content of your post goes here. To edit this text, click on it and delete this default text and start typing your own or paste your own from a different source.
        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 May 2024 16:50:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Al via a Paestum il Salone della Dieta Mediterranea</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/al-via-a-paestum-il-salone-della-dieta-mediterranea</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/tabacchificio_capasso_1-1030x670.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Da venerdì 24 a domenica 26 maggio al NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio, al borgo Cafasso di Capaccio – Paestum (Sa), si terrà la terza edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La terza edizione del DMED sarà caratterizzato da talk istituzionali, workshop, degustazioni, cooking show, gare di cucina, presentazione di libri, approfondimenti scientifici e tanto altro. Eventi che vedranno coinvolti talent della TV, Maria Grazia Cucinotta, Roberta Giarrusso e Tinto, maestri pasticceri, Sal De Riso, Chef Gregori Nalon e Tommaso Foglia, maestri pizzaioli come Errico Porzio, chef, Federico Fusca, Luca Pappagallo e Roberto Valbuzzi, giornalisti, Maria Giovanna Labruna,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gioacchino Bonsignore e Luciano Pignataro, poi istituzioni, consiglieri regionali, rappresentanti di istituzioni locali, regionali, nazionali e tanti altri ancora.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto DMED è organizzato dal Consorzio Edamus e vede il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Regione Campania, della Regione Basilicata, della Regione Calabria, la Regione della Sicilia e della Provincia di Salerno, di Italia Ortofrutta, di Confindustria. Oltre alla partnership con Legambiente e Poste Italiane e con diverse fondazioni nazionali, all’interno del DMED 2024 si vedrà la presenza istituzionale del Parco archeologico di Paestum e Velia ed anche del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Animerà la manifestazione l’Associazione Borghi Autentici d’Italia con circa 30 espositori provenienti da tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’obiettivo dell’edizione 2024 del DMED è di elevare ulteriormente gli standard di una iniziativa che il consorzio Edamus ha pensato per la valorizzazione della dieta mediterranea a beneficio della collettività. Ogni ragionamento sullo stile di vita Dieta Mediterraneo deve diventare sempre più ampio e aperto, raggiungendo nel tempo anche tutte le altre comunità emblematiche”, ha dichiarato in merito proprio il Presidente del Consorzio Edamus Emilio Ferrara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partendo dalla comunità emblematica del Cilento, il Salone è la manifestazione di respiro nazionale sulla Dieta Mediterranea. Un vero e proprio forum sullo stile di vita mediterraneo che nasce come collettore delle esperienze sul tema della dieta mediterranea, oggetto di confronto a Paestum tra il 24 e il 26 maggio. Oltre a parlare di cibo, di buona agricoltura, di pesca sostenibile, di culture e tradizioni, di ambiente e territori, largo spazio sarà dato al confronto scientifico sul tema. Il centro studi dieta mediterranea  “Angelo Vassallo” del Comune di Pollica presenterà il ciclo di incontri “MED TALK – Dialoghi con la Scienza”, guidato dall’esperta internazionale di politiche alimentari ed educazioni dei buoni stili di vita Sara Roversi, un’opportunità unica per esplorare gli aspetti scientifici e culturali della Dieta Mediterranea. Le attività scientifiche del Salone saranno coordinate dal centro studi secondo un filo conduttore che mette insieme CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e diverse università del centro sud Italia tra le quali Università di Salerno, Università di Napoli Federico II e Università della Basilicata. Il salone sarà arricchito anche da altre iniziative scientifiche legate alla  “Scuola Medica Salernitana: precetto nutrizionale” con la Fondazione Scuola Medica Salernitana presieduta dall’onorevole Enrico Indelli e con Guglielmo Borsellino, presidente della Fondazione Trotula – Centro Studi di Medicina Preventiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il DMED è l’evento che offre la visione omnicomprensiva degli aspetti preminenti di uno stile di vita esemplare divenuto patrimonio UNESCO.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fra gli obiettivi dell’edizione di quest’anno c’è la presentazione del Manifesto della Dieta Mediterranea, strumento annunciato già durante la scorsa edizione, utile a definire da un lato ed allargare dall’altro gli orizzonti della Dieta Mediterranea.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto DMed – Salone della Dieta Mediterranea – trae la propria ispirazione dalla consapevolezza del valore rappresentato dalla Dieta Mediterranea per lo sviluppo sostenibile dei territori, alla luce del riconoscimento quale patrimonio immateriale Unesco.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’obiettivo dell’iniziativa, infatti, è quello di promuovere, in chiave innovativa ed inclusiva, i valori dello stile mediterraneo di tutto il bacino italiano che affaccia sul Mare Nostrum. Parliamo di tutto ciò che riguarda l’attivazione di relazioni virtuose e solidali, della produzione sostenibile di cibo, della tutela della biodiversità, del rispetto della terra e dell’ambiente, dei ritmi naturali delle genti, della valorizzazione delle tradizioni in chiave innovativa, delle eccellenze e delle tipicità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande novità di quest’anno è la prima edizione italiana del Campionato della Pasta Fatta a mano, evento dedicato al patrimonio culturale ed enogastronomico dell’Italia intera: la pasta fresca fatta a mano. Il progetto “Campionato della Pasta fatta a mano” è realizzato da BTL Prod srl, in coproduzione con il Consorzio Edamus e che vede già il supporto di partner di rilievo come la Fondazione Vincenzo Agnesi dedicata alla valorizzazione della pasta italiana nel mondo, della scuola di alta formazione In Cibum e dell’azienda Molini Pizzuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Moltissime inoltre le manifestazioni di interesse provenienti dal mondo istituzionale, degli operatori del food, del turismo, della cultura e dello sviluppo dei territori. Oltre ai rappresentanti istituzionali dell’AIC – Associazione Italiana Cuochi, l’AMPI – Accademia maestri pasticceri italiani e l’Accademia Nazionale Pizza DOC, saranno presenti:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fulvio Bonavitacola, Vicepresidente della Regione Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nicola Caputo, Assessore all’agricoltura della Regione Campania
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fabio Leone, Dirigente del Servizio Qualità e Marketing Brand Sicilia, Regione Siciliana,  Assessorato Regionale dell”Agricoltura,  dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea,  Dipartimento Regionale dell’ Agricoltura
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gianluca Gallo, Assessore all’Agricoltura, Risorse agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alessandro Galella, Assessore Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gennaro Velardo, Presidente di Italia Ortofrutta Unione Nazionale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Franco Alfieri, Sindaco di Capaccio Paestum e Presidente della Provincia di Salerno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Stefano Pisani, referente della comunità emblematica italiana del Cilento e sindaco di Pollica
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giuseppe Coccorullo, Presidente del Parco del Cilento e del Vallo di Diano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tiziana D’Angelo, Direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Michelina Ruocco, Dirigente Centro Nazionale di Ricerca(CNR)
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          l’attrice Maria Grazia Cucinotta, la sua partecipazione è legata alla presentazione ufficiale della serie tv “Mediterranean Melodies”;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Roberta Giarrusso, attrice e personaggio televisivo;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Salvatore De Riso, Presidente dell’AMPI e maestro pasticcere italiano;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gioacchino Bonsignore, giornalista Tg5 Mediaset;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Federico Fusca, chef e food influencer
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Roberto Valbuzzi, chef e volto di“Cortesie per gli Ospiti”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tommaso Foglia, maestro pasticcere e volto  di “Bake Off Italia”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Luca Pappagallo, cuoco e personaggio TV
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Errico Porzio, maestro pizzaiolo in collaborazione con l’Accademia Nazionale Pizza Doc.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione, oltre a tutte le attività scientifiche ed istituzionali, sarà arricchita da spazi di convivio e relazione, nell’ambito del giardino mediterraneo con la degustazione di tipicità della dieta mediterranea, spettacoli itineranti, musicali e di comicità, con molti gruppi di musica popolare proveniente da ogni parte di Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il DMED 2024 sarà l’occasione per andare oltre, per approfondire i temi legati all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU, per la cura e la salvaguardia del nostro Pianeta. In particolare, l’attenzione sarà posta sulla “Partnership”, uno dei cardini del programma di azione nonché una delle 5P alla base di ogni indicazione di crescita dell’Agenda 2030, insieme a “Persone”, “Pianeta”, “Pace”, “Prosperità”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Durante la presentazione ufficiale dello scorso 14 maggio a Paestum erano presenti diverse istituzioni. Dapprima è intervenuto Giuseppe Coccorullo, Presidente del Parco del Cilento: “L’area del Parco del Cilento è il luogo in cui la dieta mediterranea è stata codificata e poi diffusa in tutto il mondo. Una manifestazione come il DMED è utile a valorizzare la nostra identità, la nostra cultura e le tante eccellenze che provengono dal nostro territorio. Per noi è motivo di orgoglio essere la terra da cui si è partiti per lanciare uno stile di vita sano, in linea con la salvaguardia dell’ambiente e con i tempi naturali delle stagioni. È fondamentale valorizzare la nostra identità e la nostra cultura per tramandarle alle future generazioni”. A seguire Gennaro Velardo Presidente di Italia Ortofrutta Unione Nazionale: “Come Italia Ortofrutta Unione nazionale sosteniamo il Consorzio Edamus in questa importante iniziativa, in quanto il mondo dell’ortofrutta attraverso il DMED ha la possibilità di valorizzare l’enorme lavoro e la grande qualità delle produzioni agricole italiane. È un lavoro di promozione e valorizzazione che ci consente di celebrare l’attività agricola in tutti i suoi aspetti. Un patrimonio da tutelare assieme al rispetto per l’ambiente”. E ha concluso Tiziana D’Angelo Direttrice del Parco archeologico di Paestum e Velia: “Realizzare il salone della dieta mediterranea per raccontare lo stile di vita (δίαιτα) virtuoso nel cuore della Magna Grecia è una grande occasione per valorizzare il patrimonio storico ed archeologico dei parchi archeologici di Paestum e Velia. Attraverso la dieta mediterranea e il tema della partnership, focus dell’edizione di quest’anno, si determina l’incontro tra patrimoni Unesco, per promuovere cultura, benessere, tradizioni e storia millenaria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sponsor tecnici di quest’anno che hanno riconosciuto nel Salone un valore per la valorizzazione dei propri brand sonoi Paolozza Arredamenti e grandi impianti con il supporto di Angelo Po Grandi cucine, De Luca Attrezzature per la ristorazione con il supporto di Zwilling Ballarini ed Industria Grafica FG.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Novità per la comunicazione di questa edizione saranno Radio Dmed e DmedTv che racconteranno l’evento in diretta. Radio Dmed, la radio del Salone della Dieta Mediterranea, sarà una postazione radio dedicata per raccontare in diretta gli appuntamenti, le curiosità e tutti gli eventi del DMED 2024. Radio DMED si avvarrà della direzione di Lucio Rossomando di RadioRcs75, in collaborazione con Radio Club91, Radio One, Canale 100, Radio Crt, Radio Potenza Centrale e TeleOne16.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 May 2024 16:34:46 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>San Marco: premiato lo Chef Gregori Nalon</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/san-marco-premiato-lo-chef-gregori-nalon</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La cerimonia si è tenuta giovedì pomeriggio nella splendida cornice di Palazzo Ducale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/photostudio_1714425497615.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ tornato nel giorno della Festa della Liberazione e del patrono di Venezia, il consueto appuntamento con il “Premio San Marco”. Giunta alla sua sesta edizione, l’iniziativa è stata ospitata come da tradizione nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giornata è stata promossa dall'amministrazione comunale per rendere omaggio alle "eccellenze veneziane metropolitane": cittadini e enti che hanno portato prestigio alla città e a tutto il territorio metropolitano, con opere concrete nelle scienze, arti, industria e artigianato, lavoro, sport, scuola, sicurezza o con iniziative di carattere sociale, assistenziale, filantropico. Ad aprire la manifestazione le note del Coro del Teatro La Fenice, diretto dal Maestro Alfonso Caiani, che si è esibito con l’Inno di Mameli e La Barcarola, tratta dai “Due Foscari” di Giuseppe Verdi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molti i cittadini del Comune di Venezia che hanno ricevuto l’osella e la pergamena, tra cui spicca lo Chef Gregori Nalon di Camponogara accompagnato dall’assessore ai LLPP, Sport, Viabilità, e Polizia Municipale, dott. Fabris Paride.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La motivazione: Divulgatore della cucina veneziana e veneta, nelle innumerevoli consulenze e formazioni, a: istituti alberghieri, scuole professionali, alberghi 5stelle lusso, ristoranti e prestigiose cucine di chef stellati che scelgono la consulenza e formazione dello chef veneziano, che si distingue per professionalità, innovazione adeguando la cucina veneziana e veneta alle nuove tendenze con sempre solide radici tradizionali a livello nazionale ed internazionale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una fusione perfetta tra tradizione e innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Inventore del sugo “serenissima”, per condire la pasta speciale a forma di Leone di San Marco menzionato ed elogiato dal Presidente della Regione Veneta Luca Zaia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo chef Nalon visibilmente emozionato dedica il premio ai suoi genitori Evelina Marin e Gianfranco presenti all’evento perché senza di loro nulla sarebbe stato possibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 21:50:43 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>GIORNATA API: COLDIRETTI PUGLIA, -80% MIELE PER MALTEMPO CON BOMBE D’ACQUA E VENTO FORTE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-api-coldiretti-puglia-80-miele-per-maltempo-con-bombe-dacqua-e-vento-forte</link>
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         Il maltempo, con temperature più basse della media stagionale, bombe d’acqua e vento forte, dopo la lunga siccità, colpisce gli alveari e taglia i raccolti di miele in primavera con una perdita di produzione dei mesi di aprile e maggio 2023 pari anche dell’80% rispetto alla scorsa stagione. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, in occasione della giornata mondiale delle Api celebrata con gli apicoltori al mercato di Campagna Amica di Brindisi, sulla base dei dati dell'Osservatorio miele, con gli apicoltori che fanno i conti con i danni provocati dall’ondata di maltempo che sta caratterizzando anche il mese di maggio.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le bufere di pioggia e vento e il crollo delle temperature hanno impedito alle api di volare e danneggiato i fiori facendo crollare le produzioni dopo che – sottolinea la Coldiretti regionale – già nel 2022 in Puglia avevano subito una diminuzione del 35% a causa del maltempo e della siccità perdurante.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Puglia sono 1070 le aziende apistiche che si prendono cura di 32.000 alveari e 13.00 sciami, che producono – aggiunge Coldiretti Puglia - numerose tipologie di miele, dal ricercato alle mandorle agli agrumi, dalle clementine al rosmarino al timo, fino al fiordaliso, sulla, eucalipto, coriandolo, trifoglio e millefiori, con una crescita sensibile della presenza di donne e giovani a condurre le aziende apistiche.  
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le difficoltà delle api – sottolinea la Coldiretti — sono un pericolo grave per la biodiversità considerato che quelle  domestiche e quelle selvatiche sono responsabili del 70% della riproduzione di tutte le specie vegetali, sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente e servono al lavoro degli agricoltori con l’impollinazione dei fiori. Infatti – prosegue Coldiretti – ben 3 colture alimentari su 4 dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra queste ci sono le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni secondo la Fao. Il ruolo insostituibile svolto da questo insetto è confermato da Albert Einstein che sosteneva che: “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calo delle produzioni ha lasciato spazio alle importazioni dall’estero che nel 2022 sono cresciute del +12% per un quantitativo di oltre 26,5 milioni di chili, provenienti anche da Paesi che non sempre brillano per trasparenza e sicurezza alimentare. Non è un caso, infatti, che – sottolinea Coldiretti - fra i campioni di miele importati nella UE fra il 2021 e il 2022, quasi 1 su 2 (46%) sia sospettato adulterazione, secondo l’indagine “From the hives” del Centro Comune di Ricerca (Ccr) della Commissione europea. Il numero assoluto più alto viene fatto registrare dalla Cina (74%), con la Turchia che ha la percentuale relativa maggiore di campioni sospetti (93%) mentre il Regno Unito ha registrato un tasso campioni dubbi ancora più elevato (100%), probabilmente perchè si tratta di miele prodotto in altri paesi e ulteriormente miscelato prima di essere rispedito in Europa. Uno scenario preoccupante in cui – sottolinea Coldiretti – l’Italia ha importato dall’estero oltre 26,5 milioni di chili di miele nel 2022, con gli arrivi dalla Turchia cresciuti del +146%, dalla Cina del +66%, dalla Romania del +134% e dall’Ucraina del +83%.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina, è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere presente per legge sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale (Es. Miele italiano) mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’unione Europea, l’etichetta – continua la Coldiretti – deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della Ue” indicando il nome dei Paesi (ad esempio, se viene da Italia e Ungheria sul barattolo dovrà esserci scritto Italia, Ungheria); se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della Ue” con il nome dei Paesi, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della Ue”, anche qui con l’indicazione dei nomi dei Paesi.
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          In Italia – conclude la Coldiretti – si consuma circa mezzo chilo di miele a testa all’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi ma un terzo rispetto alla Germania. Il Belpaese però vince in biodiversità con più di 60 varietà da quelli Dop come il Miele della Lunigiana, e il Miele delle Dolomiti Bellunesi e il miele Varesino, fino a quelli speciali in barrique o aromatizzati, dal tiglio agli agrumi, dall’eucalipto all’acacia. 
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 25 May 2023 08:20:27 GMT</pubDate>
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      <title>Milano Design Week, boom di presenze nonostante i prezzi alle stelle: in città arriva anche la regina Maxima d’Olanda</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          di Ilaria Mauri | 17 APRILE 2023
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2023 del Salone del Mobile di Milano segna il ritorno dei visitatori cinesi e un forte aumento di quelli provenienti da Stati Uniti e Brasile, dopo gli anni di stop dovuti alla pandemia da Covid e, a una settimana dal via, un incoraggiante +25% di vendita dei biglietti rispetto allo scorso anno. Sono buone le premesse per l’avvio della 61/a edizione dell’evento di riferimento del settore dell’arredamento che si terrà dal 18 al 23 aprile alla Fiera di Milano a Rho. L’evento torna quindi nella sua tradizionale collocazione primaverile, dopo tre anni di rinvii o slittamenti estivi che tuttavia, ricorda la presidente del Salone del Mobile Maria Porro, hanno lasciato nel festival qualcosa di importante: la capacità di rinnovarsi e adattarsi alle continue trasformazioni e alle emergenze che hanno caratterizzato questi tempi. “Abbiamo fatto un grande lavoro di promozione e racconto del nuovo Salone in Italia e all’estero, puntando ad avere visitatori profilati”, ha dichiarato la presidente Porro. “Più che alla quantità, puntiamo alla qualità“.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per prepararsi a questa nuova edizione del Salone e del Fuorisalone, la città di Milano si sta attrezzando al meglio, con strade che diventeranno pedonali e il divieto di vendere bottiglie in vetro per tutta la durata dell’evento. Le tre zone interessate, segnate da cartelli con la scritta “Milano design district”, saranno la classica via Tortona, già in passato pedonalizzata per l’evento, via Durini e, nella zona di Brera, via Palermo, largo Treves e parte di via Solferino.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come ha dichiarato il Comune: “Nelle aree delle 5 Vie, Brera, Quartiere Brolo, Durini, Isola, Monumentale, Porta Venezia e Tortona, oltre al divieto di accesso con mezzi a motore, saranno vietati il commercio itinerante su area pubblica e la somministrazione di alimenti e bevande (anche gratuita) da asporto in bottiglie di vetro e in contenitori di latta dalle 19,30 alle 5 del giorno successivo”.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molte le novità annunciate per questa ‘classica” nuova edizione 2023: da quest’anno infatti il Salone si svolgerà interamente su un unico livello, con quasi 170mila mq di superficie espositiva, che ospiterà quasi 2mila aziende, inclusi 550 giovani designer del Salone Satellite. Lo stesso format della manifestazione è stato visto e rivisitato, a partire dalla biennale dedicata all’illuminazione, Euroluce, realizzata con un layout completamente rinnovato dallo studio Lomardini22, ideato in modo da rendere più fruibile la visita agli operatori.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All’inaugurazione del Salone del Mobile 2023 sarà presente anche Máxima d’Olanda. Ad annunciarlo, durante un incontro con la stampa, è Marva Griffin, fondatrice del SaloneSatellite. La moglie del re Guglielmo Alessandro non è la prima testa coronata a partecipare al Salone del Mobile ma è da alcuni anni che i reali europei mancano alla kermesse. Ad inaugurare questa attesissima nuova edizione 2023 sarà la premier Giorgia Meloni. Lo ha confermato la stessa presidente Porro durante un incontro con la stampa. “Questo a rimarcare l’importanza del Salone del mobile per tutto il Paese”, ha commentato Porro.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il giorno prima, lunedì 17, il presidente del Senato Ignazio La Russa sarà presente all’evento che anticipa l’inaugurazione del Salone al teatro alla Scala di Milano, che sarà aperto a mille invitati. Nella settimana del Salone del Mobile oltre alla premier Giorgia Meloni sono attesi in visita anche diversi ministri. Tra questi il ministro delle Infrastrutture e Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del Turismo Daniela Santanchè, dell’Istruzione Giuseppe Valditara, delle alle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e all’Università e Ricerca Anna Maria Bernini.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione 2023 del Salone del Mobile di Milano darà quindi una grande mano all’economia del capoluogo lombardo. Con i suoi 800 e più eventi nei giorni del Fuorisalone, per la città di Milano si stima un indotto di 223,2 milioni di euro, con incremento del 37% rispetto al 2022. I dati sono emersi da un’analisi compiuta dall’Ufficio Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre secondo le stime, nelle giornate di Salone e Design Week, gli alberghi toccheranno un’occupazione media di oltre l’80%, ma con picchi superiori al 90% e vicine al 100% tra il 18 e il 20 aprile. Naturalmente, anche il settore extralberghiero aumenterà le prenotazioni, con una media del +26% nelle prime 3 giornate, fino a raggiungere il +28% nelle giornate di martedì e mercoledì.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo Epam, l’associazione dei pubblici esercizi, nei quartieri di Milano interessati dal Fuorisalone, i ristoranti lavoreranno a pieno regime, specialmente a cena. Per non parlare delle vendite nei negozi, con un incremento previsto del 10% rispetto al 2022.
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      <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 09:15:12 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>A Milano inizia il Fuorisalone: guida agli eventi gratuiti</title>
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      <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 09:09:56 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Quale vino per le scaloppine al vino bianco?</title>
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La scaloppina al vino bianco è un piatto profumato e gustoso, da preparare utilizzando il vino giusto.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un bianco da scegliere fra i tantissimi presenti su Vinebrio. Parliamo infatti di una ricetta salva cena, ma anche molto saporita, da realizzare a pranzo oppure a cena a seconda delle esigenze, per la famiglia o per un pasto fra amici.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scaloppina al vino bianco, la ricetta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non solo la pasta, anche la carne si può cucinare facilmente e velocemente, rendendola golosissima. Come?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Usando le scaloppine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si tratta di fettine di carne succulente da accompagnare con un condimento delizioso come le patate arrosto oppure i funghi trifolati. La scaloppina al vino, condita con il prezzemolo, è un piatto tipico milanese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il vino è un ingrediente fondamentale perché conferisce alla carne un tocco leggermente acidulo, migliorandone il sapore e consentendo di ottenere un condimento cremoso e succulento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il prezzemolo, chiamato in milanese anche “erborin”, rappresenta il tocco in più per rendere la carne saporita e fresca. Il risultato è un secondo che stuzzica il palato e piace davvero a tutti, grandi e bambini.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli ingredienti che serviranno sono 350 grammi di vitello (circa 8 fettine), 10 grammi di prezzemolo, 80 grammi di burro, farina 00 quanto basta, vino bianco, brodo vegetale, sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La preparazione della scaloppina al vino bianco
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricetta della scaloppina al vino bianco è molto semplice, in pochi semplici passaggi è subito pronta:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per prima cosa prepara il brodo vegetale, poi mettilo da parte, assicurandoti che sia caldo. Pulisci il prezzemolo, staccando dai rametti le foglioline, e sminuzzalo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricava poi otto fettine dal tuo pezzo di carne di vitello, inumidiscile e battile utilizzando il batticarne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedi piano piano, allungandole e schiacciandole sino a quando saranno molto sottili, ma senza strapparsi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta preparata la carne metti il burro in una padella e fallo sciogliere ad una temperatura medio-alta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta che il fondo si sarà scaldato bene, infarina le fettine e mettile in padella. Falle dorare per pochi istanti, prima da un lato, poi dall’altro, girandole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine sfuma utilizzando il vino bianco, lasciando evaporare tutto l’alcol.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando il vino sarà completamente evaporato, bagna la carne con il brodo, aggiungendo sale e pepe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Continua a cuocere sino a quando il condimento non si sarà ristretto, tenendo la fiamma media. Oscilla bene la padella per realizzare un’emulsione, poi gira le fettine.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quando la carne sarà pronta spegni la fiamma e aggiungi il prezzemolo per insaporire, infine impiatta e servi a tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che vino bianco scegliere
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Che vino scegliere per preparare la scaloppina al vino? Su Vinebrio è disponibile un’ampia selezione di vini bianchi da provare per rendere questa ricetta deliziosa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nello store infatti sono presenti migliaia di etichette con vini aromatici, leggeri, fruttati e unici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con centinaia di bottiglie che arrivano dalle migliori regioni d’Italia, ma anche del mondo. Dalla Sicilia al Trentino, passando per la Campania e la Puglia, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta semplicemente ordinare e tutto arriva a casa in pochissimi giorni, con la possibilità di tracciare la spedizione tramite un sistema semplicissimo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acquistare su Vinebrio conviene per tantissimi motivi. Si tratta infatti di uno fra i migliori siti che offrono vendita di vino online. A disposizione ci sono migliaia di etichette con condizioni di vendita vantaggiosissime.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I prezzi sono concorrenziali e i servizi di spedizione e assistenza hanno uno standard qualitativo alto. I prodotti vengono spediti scegliendo un packaging adeguato per assicurare la massima integrità. In più il sito online è stato strutturato per agevolare al massimo la scelta del vino, dunque non serve essere degli esperti per trovare quello adatto. Basterà leggere con attenzione le tantissime schede dettagliate con gusto, colore, abbinamenti, profumo, cantina di produzione e servizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 08:04:30 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il migliore ristorante del mondo perde la terza stella Michelin</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-migliore-ristorante-del-mondo-perde-la-terza-stella-michelin</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Colpo di scena nel mondo della gastronomia: a meno di una settimana dalla cerimonia di presentazione della Guida Michelin Francia 2023, che si terrà il 6 marzo a Strasburgo, il Guy Savoy , miglior ristorante del mondo guidato dall'omonimo chef a La Monnaie de Paris, è stato retrocesso. Lo chef, che è stato in cima alla classifica de La Liste per sei anni, ha perso la sua terza stella ed entra così a far parte della cerchia dei locali a doppia stella.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Finora ho conosciuto solo momenti migliori nella mia carriera. Ora penso solo alla mia squadra, parlerò con loro. Quest'anno abbiamo perso la partita, ma la rivinceremo l'anno prossimo", ha dichiarato Guy Savoy all'indomani dell'annuncio della sua retrocessione. La stessa sorte è toccata a Christopher Coutanceau, lo chef-pescatore di La Rochelle, che aveva ricevuto la terza stella nel 2020 e un premio speciale per il suo impegno nella pesca sostenibile nel 2019.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Guida Michelin Francia 2023: tre big perdono la stella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Si tratta di ristoranti eccezionali, quindi potete immaginare che si tratta di decisioni attentamente ponderate, supportate da numerose visite dei nostri ispettori nel corso dell'anno", ha dichiarato all'AFP Gwendal Poullennec, capo della Guida. È la prima volta dal 2020 e dall'inizio della pandemia globale che uno chef con tre stelle, il massimo riconoscimento della Guida Michelin, viene retrocesso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ma Guy Savoy e Christopher Coutanceau non sono gli unici ad aver ricevuto cattive notizie da Gwendal Poullennec. Altri tre ristoranti a due stelle saranno declassati nella Guida Michelin 2023: si tratta di La Table de l'Alpaga a Megève, Jean-Luc Tartarin a Le Havre e del ristorante di Michel Sarran a Tolosa, che ora sono listati come ristoranti a una stella.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo due anni di calma, funestati dalla crisi dovuta al Covid-19, la Guida Michelin torna dunque implacabile a ricordare che "le stelle si conquistano ogni anno" e che nessuno chef è immune dal giudizio. Non è tuttavia la prima volta che la Rossa in Francia suscita scalpore: ricordiamo in particolare lo "scandalo" provocato dalla perdita della terza stella di Marc Veyrat nel 2019, poi quella del ristorante Paul Bocuse nel 2020, anno della morte di uno dei padri della gastronomia universalmente riconosciuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          DIMATHILDE BOURGE,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          28 Febbraio, 2023
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 18 Apr 2023 07:55:44 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FARINE D’INSETTI IN ETICHETTA CON RISCHIO ALLERGIE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/farine-dinsetti-in-etichetta-con-rischio-allergie</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         L’indicazione della presenza di farine di insetti con grande evidenza in tutti i prodotti alimentari è importante per tutelare la salute dei cittadini dai rischi di reazioni allergiche ma deve essere prevista anche in bar e ristoranti ed occorre garantire sempre  la trasparenza dell’informazione sul paese di provenienza. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/farina_Agenfood.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 12:19:33 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PREZZI: COLDIRETTI PUGLIA, DA GRANO A PANE AUMENTANO PREZZI FINO A 13 VOLTE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/prezzi-coldiretti-puglia-da-grano-a-pane-aumentano-prezzi-fino-a-13-volte</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Per effetto delle speculazioni e delle importazioni selvagge di prodotto dall’estero con pagnotte e panini spacciati come italiani all’insaputa dei consumatori. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/FB_IMG_1677516420260.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A denunciarlo è la Coldiretti Puglia, quando il grano tenero non è stato quotato ad Altamura e a Foggia, ma si registrano tensioni al ribasso anche per il grano duro per fare pane e pasta.  
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un chilo di grano tenero in Puglia è venduto a circa 32 centesimi mentre un chilo di pane costa in media 4 euro al chilogrammo. Peraltro i prezzi al consumo – continua la Coldiretti regionale – non sono mai calati negli ultimi anni nonostante la forte variabilità delle quotazioni del grano che per lungo tempo sono state al di sotto dei costi di produzione. Una dimostrazione che a pesare sul prezzo finale del pane per oltre il 90% sono altri fattori come l’energia, l’affitto degli immobili ed il costo del lavoro piuttosto che la materia prima agricola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una situazione che evidenzia le difficoltà delle aziende agricole costrette a fare i conti – sottolinea la Coldiretti regionale – con compensi in calo e alle prese con i problemi causati alle produzioni dalla siccità e dagli sbalzi termici estremi legati ai cambiamenti climatici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ai danni alle colture si sommano poi gli aumenti dei costi, a partire dal riscaldamento delle serre, ma anche dei carburanti, dell’energia, i fitofarmaci e i fertilizzanti, fino agli imballaggi, con gli incrementi che colpiscono dalla plastica per le vaschette, le retine e le buste, alla carta per bollini ed etichette fino al legno o al cartone ondulato per le cassette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le superfici seminate – aggiunge Coldiretti Puglia - potrebbero raddoppiare con la produzione di grano che deve puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale. Con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue può essere garantita anche in Puglia la messa a coltura di oltre 100mila ettari lasciati incolti per la insufficiente redditività, per gli attacchi della fauna selvatica e a causa della siccità che va combattuta con investimenti strutturali per realizzare piccoli invasi che consentano di conservare e ridistribuire l’acqua per aumentare la produzione aggiuntiva di grano duro per la pasta, di tenero per fare il pane e di mais per gli allevamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi occorre – afferma la Coldiretti regionale - realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Una necessità – conclude la Coldiretti - per ridurre la dipendenza dall’estero da dove oggi arrivano oltre 6 chicchi di grano su 10 consumati in Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 11:00:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CLIMA: COLDIRETTI PUGLIA, AUMENTANO ALBERI IN CITTÀ (+24%); ANCORA POCHI CONTRO INQUINAMENTO ED EVENTI ESTREM</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/clima-coldiretti-puglia-aumentano-alberi-in-citta--24-ancora-pochi-contro-inquinamento-ed-eventi-estrem</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cresce il numero degli alberi nelle città capoluogo della Puglia con un aumento del 24%, ma sono ancora pochi per contrastare l’inquinamento ambientale e i cambiamenti climatici dagli effetti sempre più dirompenti. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Istat sull’ambiente urbano aggiornati al 2021 relativi alle città capoluogo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nelle città capoluogo sono stati censiti quasi 142mila alberi in Puglia, dove a guidare la classifica c’è Bari con quasi 30mila alberi – continua Coldiretti Puglia – seguita da Foggia, Taranto, Lecce, Barletta, Brindisi e Andria, fanalino di coda con soli 15mila alberi.  Differente la disponibilità di alberi per abitante, dove la classifica si inverta con Bari che conta solo 9 alberi per 100 abitanti, Taranto quasi 11, Foggia 14 e Andria 15 ogni 100 abitanti, con Barletta, Lecce e Brindisi che offrono oltre 20 alberi ogni 100 abitanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per mantenere l’impegno a contrastare i cambiamenti climatici bisogna intervenire in modo strutturale sugli ambienti metropolitani – afferma Coldiretti Puglia -  ripensando lo sviluppo delle città e favorendo la diffusione del verde pubblico e privato considerato che in Puglia la dotazione di verde urbano che nella maggior parte delle città non supera i 10 metri quadrati per abitante con una situazione preoccupante per i grandi centri dove si oscilla dai 9,2 di Bari ai 9 di Foggia, dai 14,4 metri quadrati di Taranto ai 9,6 di Lecce fino agli 11,9 metri quadrati a Brindisi, secondo l’Istat.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pesa dunque la carenza di verde urbano quando si stima che una pianta adulta – evidenzia Coldiretti regionale – sia capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno. In Puglia però si dispone al massimo di scarsi 15 metri quadrati di vede urbano per abitante, con i valori peggiori proprio nelle metropoli secondo l’analisi della Coldiretti su dati istat. Grazie ai fondi del Pnrr però – sottolinea Coldiretti - sono in arrivo 6,6 milioni di nuove piante per creare corridoi verdi fra città e campagne, mitigare le isole di calore in estate, rafforzare il terreno contro le bombe d’acqua e ripulire l’aria inquinata dallo smog.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Anche in campagna negli ultimi venti anni è sparita quasi una pianta da frutto su quattro, fra pesche, arance, albicocche e altri frutti, per non parlare dei 21mila ulivi persi a causa della Xylella, con un gravissimo danno produttivo ed ambientale – aggiunge Coldiretti Puglia - per il ruolo che svolgono nella mitigazione del clima anche ripulendo l’aria dall’anidride carbonica e dalle sostanze inquinanti come le polveri PM10.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un danno economico ed occupazionale rilevante – continua Coldiretti Puglia – ma che colpisce anche l’ambiente, poiché con la scomparsa dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10. Non a caso recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente – spiega Coldiretti – proprio per la capacità di catturare Co2, ruolo che potrebbe ulteriormente crescere con l’adozione di tecniche colturali finalizzate non solo alla produzione di frutta ma anche alla lotta all’inquinamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo contesto la piantumazione di nuovi alberi e la crescita del verde viene favorita dalla proroga del bonus verde che pone l’Italia all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici.  Saranno piantati 446mila alberi entro il 2024 nella città metropolitana di Bari – 41 comuni – spiega Coldiretti Puglia -  in cui vivono più di 1.224.756 di abitanti – per contrastare l'inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, oltre alla necessità di far rifiorire in tutta la Puglia città, giardini, aree pubbliche e private per combattere lo smog e gli effetti dei cambiamenti climatici, finanziati con le risorse del PNRR.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di fronte al cambiamento climatico è necessario realizzare un piano invasi per contrastare la siccità ed aumentare la raccolta di acqua piovana oggi ferma ad appena l’11%, sostiene Coldiretti nel precisare che insieme ad Anbi e soggetti pubblici e privati abbiamo pronti una serie di interventi immediatamente cantierabili che garantiscono acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita. Un intervento necessario – conclude Coldiretti – anche per raggiungere l’obiettivo della sovranità alimentare con l’aumento della produzione Made in Italy, la riduzione della dipendenza dall’estero e la fornitura di prodotti alimentari di alta qualità e al giusto prezzo con l’irrigazione che può fare la differenza consentendo anche di triplicare le rese in campo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 10:54:26 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/clima-coldiretti-puglia-aumentano-alberi-in-citta--24-ancora-pochi-contro-inquinamento-ed-eventi-estrem</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>AVANZI IL PROSSIMO, ARRIVA IN TV PRIMA GARA DI CHEF SUL RICICLO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/avanzi-il-prossimo-arriva-in-tv-prima-gara-di-chef-sul-riciclo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Su Tv2000 Tinto e Fede dal 1 marzo gara su cultura dello scarto
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           'Avanzi il prossimo' è il primo programma tv dedicato interamente al recupero del cibo e alla lotta contro lo spreco alimentare, in cui la cucina s'intreccia all'economia e alla "cultura dello scarto'.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una gara culinaria, in otto puntate, tra istituti alberghieri italiani, condotta da Tinto e Fede (Nicola Prudente e Federico Quaranta), in onda su Tv2000 a partire dal 1 marzo, il mercoledì in prima serata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La giuria è composta dallo chef Cesare Marretti e dalla esperta di cucina Anna Moroni, più un terzo giudice che cambia di volta in volta, legato al tema di puntata. La scuola vincitrice avrà la possibilità di frequentare un master presso l'accademia di uno chef con tre stelle Michelin che verrà svelata nel corso della semifinale del programma.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Le nuove tendenze del food sostengono che il futuro della cucina sia nel suo passato, le avanguardie culinarie hanno lasciato le sperimentazioni e le soluzioni molecolari per puntare tutto sull'artigianalità e la qualità della materia prima. A marcare il passo è un ritorno deciso al metro contadino, ai prodotti della campagna, quelli coltivati da mani sapienti nel rispetto della terra e delle stagioni. È questa la vera avanguardia, l'unica in grado di contrastare gli sprechi alimentari che hanno raggiunto dimensioni preoccupanti. 'Avanzi il prossimo' avrà il compito di insegnare a non sprecare il cibo e lo farà attraverso i meccanismi di un'appassionante sfida di cucina, a colpi di riciclo: a sfidarsi saranno dei ragazzi, provenienti da scuole alberghiere di tutta Italia, e lo faranno attraverso: - una ricetta con ingredienti di recupero - un food quiz - la mise en place.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Il tutto sotto l'occhio vigile di una giuria composta da tre esperti: lo chef Cesare Marretti, che giudicherà la tecnica impiegata nella realizzazione del piatto; Anna Moroni, esperta di cucina che valuterà il gusto delle ricette e un imprenditore, un'imprenditrice, un/a artigiano/a, un/a contadino/a, legato al tema di puntata e quindi diverso ogni volta; tutti protagonisti di scelte "etiche" nel loro settore specifico che daranno un giudizio relativo al coefficiente di recupero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              A vincere non sarà solo il piatto più buono o realizzato meglio, ma quello che ha ottimizzato e riciclato al massimo gli ingredienti avanzati. La scuola vincitrice di tutto il torneo avrà come premio un master in una delle strutture di uno chef stellato, personaggio sensibile ai temi legati all'ambiente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Sarà proprio il master il contenuto principe dell'ultima puntata di questa prima edizione. Nella prima puntata, sul tema 'pane e cereali' si sfidano gli istituti alberghieri De Filippi di Varese e Tor Carbone di Roma. Il terzo giudice della gara culinaria è Franco Di Pietro Founder and CEO di Biova (azienda di Bosconero - Torino), che ha ideato una birra fatta da pane recuperato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 28 Feb 2023 10:46:06 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SIGEP: GUIDA GELATERIE D´ITALIA 2023 DI GAMBERO ROSSO, PREMIATE LE MIGLIORI D´ITALIA</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il premio al miglior Gelatiere emergente è andato al trentaduenne di Bentivoglio Alessandro Cesari, di Sablè Gelato a Bologna. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/gelato-giusto.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante la presentazione della Guida Gelaterie d´Italia di Gambero Rosso, ospitata all´interno della Gelato Arena del Sigep, nella terza giornata di manifestazione, oltre ad essere premiate le migliori gelaterie dello Stivale, sono stati presentati i principali trend che interessano la professione. In primis curiosità e formazione, intese come interessi a conoscere profondamente le materie prime, e la contaminazione, intesa come apertura e dialogo con altri settori della produzione artigianale dolce, nell´ottica di destagionalizzare il consumo di questo alimento portabandiera della qualitá made in Italy. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il premio al miglior Gelatiere emergente è andato al trentaduenne di Bentivoglio Alessandro Cesari, di Sablè Gelato a Bologna. Come miglior gelato al cioccolato è stato premiato quello di Stefano Ferrara di Gelato Lab di Roma. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad aggiudicarsi il premio per la valorizzazione delle produzioni locali è la gelateria Tonka di Aprilia, di Valerio Esposito. Infine, il premio Innovazione è andato a Paolo Brunelli di Combo (Senigallia), Jurri (Legnago) e a Casa Marchetti (Torino).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Jan 2023 12:46:51 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gélami, l'eccellenza pugliese al SIGEP 2023</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-eccellenza-pugliese-al-sigep-2023</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Gelami, la rivoluzione del settore gelatiero alla Fiera di Rimini
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/20230124_114101.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gélami è un marchio Fepa Srl, azienda con sede a  Conversano, nel cuore della Puglia. Abbiamo maturato una decennale esperienza nel settore di basi e preparati per gelato, prima di studiare l’innovativa ricetta che ci permette di essere un riferimento importante in Italia di un nuovo mercato, quello del
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          gelato artigianale italiano già pronto da mantecare, grazie all’innovativo processo UHT.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Noi di Gélami vogliamo portare in tutto il mondo la  nostra rivoluzione nel settore gelatiero, frutto del connubio tra passione artigianale per il gelato e innovazione tecnologica, fedele alla tradizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’analisi del settore effettuata, su scala nazionale e internazionale, dal reparto commerciale di Gélami, abbiamo delineato un quadro ben definito di problematiche e criticità da risolvere, quali la bassa qualità dei preparati, principalmente in polvere, utilizzati per la produzione del gelato, le tempisti che molto lunghe di lavorazione, la necessità di competenze e personale specializzato, gli standard non elevati di sicurezza alimentare e conservazione e i costi esosi per macchinari ed energia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gélami parte da queste criticità e nasce con l’obiettivo di risolverle, puntando a farlo in maniera capillare e globare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le novità presentate al sigep 2023 di Rimini,riguardano la nuova linea senza lattosio,e la linea paste e variegati per la preparazione de gelato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 24 Jan 2023 11:09:34 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/l-eccellenza-pugliese-al-sigep-2023</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SIGEP 2023: Bagno di folla per Carlo Cracco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-2023-bagno-di-folla-per-carlo-cracco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Carlo Cracco infiamma  il Sigep.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/20230123_122326+%282%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           CARLO CRACCO A SIGEP: È UNA MAGNIFICA FIERA ED UNA GRANDE FESTA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Era fra gli ospiti più attesi di Sigep 2023 e il pubblico lo ha accolto con calore. Carlo Cracco questa mattina è stato protagonista di uno degli incontri del calendario della Vision Plaza, dal titolo ´I trends, a livello internazionale, dell´alta pasticceria nella ristorazione e nell´hotellerie´. ´La pasticceria ha sempre avuto un ruolo importante nella proposta di un ristorante. E´ l´ultimo piatto, lascia il ricordo più recente e se magari compiamo un errore all´inizio, un dolce di qualità ne offusca l´effetto. Certo che al ristorante abbiamo meno spazio per la creatività, il dolce deve essere coerente con la proposta del ristorante, del suo menu. In pasticceria è diverso, c´è più margine per la creatività e in questi anni i progressi compiuti sono enormi. Si è passati da una dimensione quasi famigliare ad esprimere straordinari Maestri, sempre più giovani, in Italia e nel mondo. Mi piace SIGEP perché crea occasione di confronto fra scuole e culture, scambia conoscenze e quindi genera progresso. E´ una festa, ed una fiera è bello sia anche questo. Ci si ritrova dopo un paio di anni complicati e il potersi vedere è un valore impagabile. Chi come noi non si avvale per fortuna dello smart working, ha la ricchezza di un valore fondamentale, quello di stare insieme in una brigata di cucina. Ciò genera ulteriore arricchimento´. Stimolato sulle dichiarazioni che il Ministro Lollobrigida ha rilasciato ieri durante il suo video collegamento con Sigep in merito alla necessità di tutelare e valorizzare il made in Italy gastronomico, Cracco è stato netto: ´Condivido, è il tempo di scrivere regole chiare e immediatamente da osservare. Entro quanto tempo? Adesso, entro quest´anno, altrimenti sarà irrimediabilmente tardi´. Insieme a Cracco, anche Loretta Flanella, pastry chef nota a livello internazionale: ´Dobbiamo mirare alla qualità, saperla riconoscere e valorizzarla - ha sottolineato -. Meno quantità e più attenzione a ciò che produciamo. Solo così ne usciremo vincenti´. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 23 Jan 2023 15:24:22 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-2023-bagno-di-folla-per-carlo-cracco</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Italia vince la Gelato Europe Cup al Sigep di Rimini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/litalia-vince-la-gelato-europe-cup-al-sigep-di-rimini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La squadra dell’Italia si aggiudica la prima edizione della Gelato Europe Cup che si è svolta in questi giorni nell’ambito del 44. Sigep a Rimini.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Screenshot_20230123-153050_Gallery.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le prime quattro classificate hanno accesso alla Gelato World Cup che si svolgerà in Italia, all’interno del salone SIGEP di Rimini, ad inizio 2024.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Giuria era composta dai presidenti Giancarlo Timballo e Angelo Musolino e dai team manager di ciascuna squadra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Queste le squadre classificate ai primi quattro posti, quindi, qualificate alla Gelato World Cup nel 2024:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Italia, 2. Germania, 3. Ungheria, 4. Austria
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La squadra italiana era composta da Rosario Nicodemo, Vincenzo Donnarumma e Davide Malizia Team manager.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 23 Jan 2023 15:05:55 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“La grande pasticceria italiana”, Il nuovo libro di Iginio Massari presentato a Sigep 2020</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-grande-pasticceria-italiana-il-nuovo-libro-di-iginio-massari-presentato-a-sigep-2020</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dire pasticceria italiana, oggi, significa anche dire Iginio Massari.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/20230121_161114-01.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           SIGEP 2023: La Grande Pasticceria Italiana, il nuovo libro firmato da Massari e presentato in due momenti prima all’interno del grande stand di Italian Gourmet al centro della hall Sud, poi in una Pastry Arena gremita, il Maestro Massari ha illustrato il libro che hanno catalizzato l’attenzione dei visitatori, con bagno di folla e grande partecipazione del pubblico di Sigep per l’iniziativa del firma-copia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il maestro, imprenditore, soprattutto grande pasticcere che Italian Gourmet ha voluto come autore, con la A maiuscola, del più celebre, consultato e diffuso progetto editoriale, in più volumi, di pasticceria. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un sapere che oggi ritorna in un importante volume che non poteva non intitolarsi semplicemente “grande pasticceria italiana” perché è ciò che Massari per tutti rappresenta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 23 Jan 2023 14:52:46 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-grande-pasticceria-italiana-il-nuovo-libro-di-iginio-massari-presentato-a-sigep-2020</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Buona la prima, al SIGEP boom di presenze</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/buona-la-prima-al-sigep-boom-di-presenze</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ritorno alla normalità con operatori in arrivo da un’ottantina di Paesi. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/20230121_120116-01.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Buona la prima, al SIGEP boom di presenze
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Boom di presenze alla giornata inaugurale, dopo tre edizioni fortemente “ridisegnate” dalla pandemia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saranno migliaia gli addetti del settore e i semplici appassionati che fino a mercoledì varcheranno le porte dei vari padiglioni riminesi. Ci siamo, si apre il Sigep del ritorno alla normalità con operatori in arrivo da un’ottantina di Paesi. In fiera sono presenti più di 1.000 brand espositori provenienti da 34 Paesi che occuperanno tutti i 28 padiglioni, per oltre 130.000 mq di superficie espositiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            LE DICHIARAZIONI
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ´Sigep è tornato nella sua collocazione temporale ideale ha ricordato il Presidente di IEG Lorenzo Cagnoni alla cerimonia di inaugurazione - dopo due anni molto difficili per i consumi fuori casa. Eppure, a scorrere i dati con lo spirito dell´ottimismo che per noi è un obbligo professionale, oggi possiamo dire che il Dolce italiano si è ripreso bene ed è addirittura in crescita. Questa ritrovata fiducia nel mercato coincide, a nostro parere, con il piacere riconquistato di consumare fuori casa, in stile italiano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Sigep rappresenta un pezzo importante della storia della nostra città e dell´industria dell´ospitalità riminese´, gli ha fatto eco il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. ´Queste giornate, in una delle fiere più importanti a livello internazionale, mostrano che questo territorio può dare un contributo importante all´economia del Paese. Lo testimonia anche il livello internazionale degli espositori presenti".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Questa manifestazione è fondamentale per il nostro indotto economico ed è un punto di riferimento assoluto´, ha evidenziato Emma Petitti, presidente dell´Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna. ´La nostra regione è conosciuta anche come la ÔFood Valley´ d´Italia e cibo è sinonimo di identità e cultura. Non è un caso che Sigep si svolga proprio a Rimini".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           TRA I PADIGLIONI, MILLE NOVITA´
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tantissime le novità proposte dagli oltre mille marchi in esposizione, altrettante solo in queste ore vengono svelate al pubblico di Sigep, dove ogni stand è in sostanza una gelateria, un forno, un bar o una pasticceria a cielo aperto, stand animati dai grandi Maestri del dolce artigianale. Uno show dolcissimo, immortalato dagli smartphone dei visitatori di tutto il mondo che stanno rilanciando nei cinque continenti le immagini di Sigep.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Curiosità per lo spaghetto-Eis, di cui ogni anno se ne consumano 40 milioni di porzioni, un gelato che alla vista pare un piatto di pasta al pomodoro. Moltissime iniziative legate alla sostenibilità e al gelato solidale come il Ôgelato sospeso´, ma anche tanta attenzione ai materiali e alle soluzioni per contenere i consumi energetici. E poi gelati a volontà: da quello che recupera i sapori della crostata della nonna a quello botanico con acque termali, fino a quello per cani e lo yougurt per gatti. Nell´area dedicata al caffè, la prima capsula con valvola di degasazione, ma anche il formaggio fresco in bomboletta, oppure la produzione in diretta a caccia di record delle famose orecchiette di Bari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 21 Jan 2023 14:04:58 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/buona-la-prima-al-sigep-boom-di-presenze</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coldiretti Lazio: Palombara Sabina “verso la città dell’olio” tra dibattiti e visita del ministro Lollobrigida al Frantoio Op Latium</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coldiretti-lazio-palombara-sabina-verso-la-citta-dellolio-tra-dibattiti-e-visita-del-ministro-lollobrigida-al-frantoio-op-latium</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Appuntamento oggi 9 gennaio, presso Op Latium alle 17 e alle 18 dibattito all’Istituto Alberghiero I.P.S.A.R. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/olio-1.webp"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Palombara Sabina “Verso la Città dell’Olio” tra turismo ed enogastronomia. E’ il tema del dibattito che si svolgerà domani, Oggi 9 gennaio alle ore 18, presso l’Istituto Alberghiero I.P.S.A.R. - I.P.S.S.E.O.A. con la partecipazione del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che sarà presente con il vice presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio, Giancarlo Righini. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al dibattito prenderà parte anche il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, il sindaco di Palombara Sabina, Alessandro Palombi e il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Michele Sonnessa, oltre ad altri rappresentanti istituzionali e di settore. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Turismo ed enogastronomia, ma anche innovazione rappresentata da alcune realtà territoriali come Op Latium, l’Organizzazione di filiera dei produttori olivicoli del Lazio diretta da Francesco Bosio, dove il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, si recherà in visita prima del dibattito, alle ore 17, per visitare il nuovo frantoio “Colli Sabini” da poco realizzato con tecniche innovative.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impianto di Palombara Sabina, che si estende su una superficie di oltre duemila metri quadri presso la Strada Pascolare 87, è stato completamente ristrutturato con tecniche all’avanguardia a partire dal 2020 in piena pandemia. Utilizza per la lavorazione delle olive, metodi innovativi e sostenibili, nel rispetto dei disciplinari delle diverse DOP e del nuovo IGP olio Roma, che consentono di lavorare e stoccare oltre 1 milione di litri di olio. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La struttura, infatti, oltre all’innovazione tecnologica sta lavorando da oltre un anno  alla divulgazione del nuovo marchio IGP Olio Roma, che sta già dando grandi risultati economici sia in Italia che all’estero. Uno dei punti di forza del frantoio è l’impianto di stoccaggio e conservazione dell’olio che consente di diluire la vendita dell’olio durante tutto l’anno. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Jan 2023 15:16:00 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>IL POST FESTE A TAVOLA, PAROLA D'ORDINE 'DETOX'</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-post-feste-a-tavola-parola-d-ordine-detox</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Buoni propositi e rimedi naturali dopo gli eccessi alimentari di Natale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         E ora detox: se queste feste hanno lasciato il segno, se la ripresa della routine è più faticosa del previsto  ecco cosa fare per il benessere del nostro organismo.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quali sono le conseguenze degli eccessi alimentari sul nostro organismo? "Quando ci lasciamo andare alle tentazioni della tavola, distratti dal piacere della compagnia e dall’ebbrezza dei festeggiamenti, è facile perdere di vista il senso del limite.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Peccato però che poi ci si ritrovi a pagare a più o meno caro prezzo le conseguenze del nostro banchettare. Infatti, come spiega il direttore scientifico del brand  Naturalsalus Dr. Luigi Alberto Marrari, Specialista in Farmacologia, Le classiche “abbuffate” natalizie e di Capodanno possono comportare l’innalzamento della pressione sistolica dovuta al maggiore introito di sali e zuccheri con conseguente dilatazione dello stomaco, all’aumento momentaneo della ritenzione dei fluidi, del colesterolo e del livello degli zuccheri nel sangue. Soprattutto se i cibi che andiamo a consumare, come spesso accade durante le feste, sono ricchi di carboidrati, grassi, sale e zuccheri raffinati la prima conseguenza tangibile risulta essere, nell'immediato post-pranzo, la classica nausea con o senza mal di testa e difficoltà digestive comportando essenzialmente l’alterazione del metabolismo basale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In queste condizioni dovute agli eccessi festivi diversi organi risentono di queste “abbondanze alimentari” tra i quali sicuramente implicati risulta essere l’apparato gastroenterico, in particolare la cistifellea o colecisti, organo del sistema digerente preposto all'accumulo ed alla concentrazione della bile che produce i sali biliari in grado di solubilizzare i grassi ingeriti e le vitamine liposolubili facilitandone la digestione e l'assorbimento. Infine, e non da ultimo, un altro organo molto sollecitato nel periodo natalizio risulta essere il fegato che, essendo il laboratorio chimico del nostro organismo è deputato anche alla disintossicazione delle sostanze nocive».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dobbiamo imparare a rieducare il corpo a mangiare correttamente, a svolgere un’attività fisica costante e a riposare. Spesso rompere con un’abitudine può rivelarsi difficile e faticoso. Per questo è importante stilare dei propositi e ricorrere al contributo fondamentale di principi naturali in grado di aiutare il nostro organismo a stare bene. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Buoni propositi e rimedi naturali
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Parola d’ordine “DETOX”: il nostro organismo ha bisogno di iniziare un processo di detossificazione e depurazione. Inseriamo nella nostra routine quotidiana 2 litri d’acqua, carote, mele, zenzero e curcuma, carciofi, agrumi, senza dimenticare la quinoa e il riso integrale. Le fibre hanno un ruolo fondamentale nei processi depurativi. Il the verde, grazie alle sue proprietà antiossidanti e depurative, sarà il compagno ideale di pause e momenti di relax.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Abbassiamo il colesterolo: e soprattutto, riportiamo un giusto equilibrio tra colesterolo buono e colesterolo cattivo. Per farlo iniziamo dal mattino, con una colazione a base di avena, poi aggiungiamo ai nostri pasti l’immancabile olio d’oliva e ricorriamo a frutta a guscio e frutta fresca (mele e agrumi) come spuntini tra un pasto e l’altro. Non devono mancare i legumi, la verdura, il pesce azzurro e cereali integrali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Attiviamo il metabolismo. Per stimolare il metabolismo la cosa migliore è contrastare al massimo uno stile di vita sedentario. L’attività fisica e la riduzione della massa grassa a favore di tessuto muscolare sono fattori fondamentali per accelerare l’attività metabolica. Inoltre, un aiuto importante arriva dal consumo di agrumi, ricchi di vitamina C, il pesce azzurro, ricco di iodio, e i pomodori, che oltre alla vitamina C sono ricchi di ferro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Stop all’assorbimento calorico. Il controllo e la diminuzione del peso corporeo e la riduzione dei grassi nel sangue mantengono sano l’organismo e prevengono le malattie cardiovascolari. Per questo è importante riportare in forma il nostro organismo e ridurre l’assorbimento calorico. I cibi perfetti sono le patate dolci, la frutta secca, e l’insostituibile zenzero. Non dimentichiamo di bere molta acqua e di assumere fibre in grande quantità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Jan 2023 15:06:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/il-post-feste-a-tavola-parola-d-ordine-detox</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sigep 2023</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-2023</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           44° salone 21 - 25 gennaio 2023
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sigep è l'appuntamento professionale più importante al mondo dedicato al Gelato Artigianale e all'Arte del Dolce.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da oltre 40 anni, è il punto di riferimento per le innovazioni dell'intero settore e fornisce una panoramica completa di tutte le novità del mercato: materie prime ed ingredienti, macchinari e attrezzature, ma anche arredamento, packaging e servizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sigep è anche il punto di incontro per lo scambio di idee, tendenze e visioni presentate ogni anno dai più importanti esperti e opinion leader del settore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nelle Arene tematiche, infine, si riaccendono i riflettori su competizioni internazionali, dimostrazioni, talk show, workshop e incontri di formazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 09 Jan 2023 14:49:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Natale e Capodanno a tavola, cosa mangeranno gli italiani e quanto spenderanno?</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/natale-e-capodanno-a-tavola-cosa-mangeranno-gli-italiani-e-quanto-spenderanno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Tra piatti tradizionali e qualche innovazione, la stima su cosa mangeranno gli italiani e quanto spenderanno. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/miglior-panettone-artigianale-natale-2020.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La crisi non tocca la tavola di Natale e Capodanno, che sarà ricca e imbandita. Ma cosa porteranno a tavola gli italiani?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Panettone e Pandoro: gli italiani non ci rinunciano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Crisi sì, ma non a tavola. E non il giorno di Natale. Gli italiani hanno deciso di destinare ben 4,1 miliardi di euro per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno. I dati sono forniti da Coldiretti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Natale sulle tavole degli italiani’, in cui si sostiene che la quota della spesa per il cibo risulta pari al 35% del budget, rispetto a quella per i regali che si ferma al 25%.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un terzo della spesa di Natale, quindi, è destinata a pranzi e cenoni,  con un aumento del 10% rispetto allo scorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In tanti hanno deciso di risparmiare, per questo Natale, sulle cose inutili e sul ‘di più’: ben il 40 per cento risparmierà sulle vacanze, il 38 per cento sui divertimenti e il 36 per cento sull’abbigliamento. C’è anche un 35% che si comporterà come lo scorso anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La buona notizia è che la maggior parte degli italiani, il 69%, porterà in tavola prodotti Made in Italy, il 27% addirittura locali o a chilometri zero e il 10% prodotti biologici, mentre un 17% sceglierà in base alle offerte e al prezzo. ‘Acquistare prodotti italiani in un difficile momento di crisi significa anche sostenere il lavoro, l’economia e il territorio’, conclude il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 02 Dec 2022 11:03:10 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/natale-e-capodanno-a-tavola-cosa-mangeranno-gli-italiani-e-quanto-spenderanno</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Alla coppa del Mondo una nazionale che vince C’È!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alla-coppa-del-mondo-una-nazionale-che-vince-ce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il presidente Rocco Pozzulo: La Nazionale Italiana Cuochi torna in patria con una medaglia d’oro nella categoria Chef’s Table e una medaglia d’argento nella categoria Hot Kitchen.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/67328180_2447119248841113_7177437770967678976_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Due riconoscimenti ai “mondiali” di cucina che si sono svolti in Lussemburgo. La Nazionale Italiana Cuochi, guidata dal vicentino Gianluca Tomasi di Creazzo, torna a casa con una medaglia d’oro nella categoria Chef’s Table e una medaglia d’Argento nella categoria Hot Kitchen.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La grande soddisfazione del presidente Rocco Pozzulo che commenta così sui social: Grazie infinite ai nostri Campioni per l’impegno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La squadra composta da Pierluca Ardito (Team Manager), dai responsabili di cucina Angelo Biscotti e Fabio Mancuso, dal pastry chef Antonio Dell’Oro e da Marco Tomasi, figlio di Gianluca, Francesco Locorotondo, Francesco Cinquepalmi, Keoma Franceschi, Luca Bnà e Giorgia Ceccato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella categoria Chef’s table la nazionale italiana ha presentato il tema Sound of Italian Taste 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           un percorso particolare – l’ha definito Tomasi – "che punta sull’abbinamento tra la musica e l’impatto scenico delle nostre creazioni".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordiamo anche che: la squadra a maggio ha trionfato ad Abu Dhabi, conquistando la medaglia d’oro della categoria Senior nella Global Chef Challenge, tra le più importanti competizioni culinarie al mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 02 Dec 2022 10:27:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ENERGIA: COLDIRETTI PUGLIA, CRISI 20MILA RISTORANTI, TRATTORIE E PIZZERIE TRAVOLGE 1/3 SPESA ALIMENTARE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/energia-coldiretti-puglia-crisi-20mila-ristoranti-trattorie-e-pizzerie-travolge-1-3-spesa-alimentare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/forno_pizza.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 10 Nov 2022 17:53:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/energia-coldiretti-puglia-crisi-20mila-ristoranti-trattorie-e-pizzerie-travolge-1-3-spesa-alimentare</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Guida Michelin 2023, Antonino Cannavacciuolo conquista la terza Stella con il suo ristorante Villa Crespi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/guida-michelin-2023-antonino-cannavacciuolo-conquista-la-terza-stella-con-il-suo-ristorante-villa-crespi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         «La aspettavo dal ’99»
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Nei piatti lo chef Cannavacciuolo ci mette il cuore ma anche tecnica, equilibrio e precisione estetica che si traducono per l’ospite in pure emozioni" commenta il direttore guida Michelin Italia Sergio Lovrinovich.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Lo chef napoletano Antonino Cannavacciuolo conquista la terza stella Michelin per il suo ristorante Villa Crespi di Orta San Giulio in Piemonte ed entra nell’Olimpo della ristorazione mondiale. “È un momento magico, oggi è anche l’anniversario del matrimonio e mia moglie mi ha perdonato per questo festeggiamento a distanza. Il nostro è un progetto partito 20 anni fa ci saranno altre aperture e questa enorme, nuova emozione è la benzina per andare avanti”, ha dichiarato a caldo lo chef. Sono meno di 140 i ristoranti in tutto il mondo che hanno conquistato la prestigiosa terza stella: il Gotha della ristorazione mondiale. “Non l’ha presa Cannavacciuolo la terza stella, l’ha presa l’Italia. In Piemonte oggi ci sono due tre stelle e lo straniero verrà in Piemonte perché vuole mangiare in due tre stelle. Perciò la stella è di tutti”, ha detto a Rainews.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La premiazione è avvenuta in Franciacorta, alla presentazione della guida Michelina Italia 2023, 68esima edizione. Lo chef napoletano, diventato anche volto televisivo grazie alla sua partecipazione al talent-show Master Chef, aveva conquistato la sua prima stella nel 2003 e la seconda nel 2006. Ha confessato che quello della terza stella era un obiettivo fin dall’apertura. Gli undici ristoranti già a tre stelle Michelin in Italia sono stati tutti confermati nella Guida 2023 e sono, oltre alla new entry, Piazza Duomo ad Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) e Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 10 Nov 2022 16:35:32 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Aiuti: Bonus Chef finalmente operativo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/aiuti-bonus-chef-finalmente-operativo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Comunicato pubblicato dalla Gazzetta ufficiale
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/cuoco-chef.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "E' stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto applicativo del bonus cuochi per sostenere questo particolare comparto della ristorazione. Il bonus è destinato a tutte le categorie di cuochi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nato per sostenere la categoria in periodo di lockdown, il bonus si rivela oggi prezioso per acquistare macchinari destinati alla conservazione, trasformazione e cottura dei prodotti alimentari di classe energetica elevata. E' anche incentivato l'acquisto di strumenti professionali e la partecipazione a corsi di formazione. Si accede al beneficio presentando una istanza telematica sul sito del Mise. L'emergenza bollette in atto richiede di rifinanziare la misura non appena possibile, per consentire a questo comparto di resistere. Nel frattempo, mi sto adoperando per portare a conoscenza degli interessati questa opportunità, resa possibile grazie dall'attenzione dell’On. Maria Spena Vice Presidente Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, che ha sempre rivolto al mondo della ristorazione".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-09-15&amp;amp;atto.codiceRedazionale=22A05150&amp;amp;elenco30giorni=false
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 Sep 2022 09:07:27 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>MENO WELLNESS E PIÙ SAPORE, LA GEN Z SUL CIBO CAMBIA GUSTI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/meno-wellness-e-piu-sapore-la-gen-z-sul-cibo-cambia-gusti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           I ragazzi e i giovani adulti, bombardati di messaggi su cibi in chiave wellness (per un supposto benessere fisico e mentale), stanno mostrando un senso di insofferenza iniziando a non disdegnare patatine, snack al formaggio, caramelle gommose e altre golosità  che piacciono, anche se fanno meno bene.I sapori che soddisfano il palato vincono sui cibi dall’aria pulita e sana in chiave fitness? Il junk food sembra una controtendenza del momento.  “Le aspirazioni stanno cambiando, - segnala Beth McGroarty, a capo della recente indagine sui trend del fitness del Global Wellness Institute. - Le pressioni per essere perfettamente felici, belli e "sani" vengono sostituite da una cultura più realistica e rilassata, anche meno consumistica”.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           La chiave del rispetto per l’ambiente vale ancora, ma gli intenti wellness sono in caduta libera?
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Lo chiede anche il Los Angeles Times che ha titolato 'La Goop-ification of wellness is  on the way out' prendendo ad esempio tutta la filosofia del consumismo in chiave benessere  - che ha fatto la fortuna di Goop, il milionario portale fondato da Gwyneth Paltrow , che contamina dall'abbigliamento al food -  come stile di vita su cui la Gen Z ora ha uno sguardo più critico.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Si riferiva del nuovo lancio di prodotti wellness della rinomata attrice, premio Oscar, e guru del benessere alternativo (di lusso):  Gwyneth Paltrow è stata sommersa di commenti feroci dai suoi fedelissimi per il lancio di pannolini per bebè con ‘cristalli per la serenità emotiva del piccolo’. Già le uova di giada per lavaggi vaginali fecero clamore (ma andarono sold out), ora invece le sue iniziative sono seguite dalla Gen Z per farne meme e prese in giro che rimbalzano sui social. Negli USA perfino i prodotti alla cannabis salutare, infilata un po’ ovunque in snack e bevande per rinforzare la memoria e sentirsi meglio, stanno diventando un affare meno allettante, - segnala il quotidiano americano. Anche il make-up risente la trasformazione e i nuovi slogan puntano a trucchi più ‘audaci’ piuttosto che in chiave ‘benessere’. In calo anche i prodotti cosmetici ‘biologici’ e la bellezza pulita, la ‘clean beauty’ che pareva avere scalzato tutto il resto.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Quello che emerge è un movimento che poco sopporta il marketing aggressivo, salvifico sul benessere, meglio la ‘moderazione’ negli slogan dei brand che vogliono essere apprezzati dalle nuove generazioni che dimostrano un elevato e nascente senso di scetticismo verso promesse che si sono rilevate anche esagerate. Il Covid pare abbia inciso nel fare aumentare il livello di conoscenza dei consumatori sui temi scientifici in modo da fargli valutare i reali benefici di tanto ‘clamore wellness’.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Questa è solo la punta di un iceberg con alla base un generazione che si fa paladina di un nuovo comportamento più orientato a ricercare sapori che soddisfano il palato piuttosto che alimenti che fanno bene e a voler vedere cosa c’è dietro uno slogan che punta tutto sulla salute, anche quando non si dimostra con niente. Piuttosto controllano che la filiera di produzione abbia seguito regole ferree di rispetto dell’ambiente e degli animali.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           E l’Italia? Mentre i nostri supermarket hanno fatto abbondante spazio sugli scaffali per le bevande fitness, con acque e tè drenanti, snellenti e salutistici (con azioni comunque tutte da dimostrare), vedremo cosa succederà. Sono molte le indagini di mercato recenti che evidenziano come in Italia la ricerca di cibi biologici e prodotti nel rispetto dell’ambiente sia mainstream soprattutto tra le Generazioni Z e i Millennials ma i più giovani sembrano sempre meno interessati ai brand, che spesso neanche conoscono perché loro la tv la guardano di sfuggita e, perciò, vedono poca pubblicità. Loro si informano sui social, patria dei ribelli dall’imperativo fitness e delle promesse salutistiche esagerate.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 30 Sep 2022 08:52:31 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Angelo Po festeggia 100 anni di attività</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 22 settembre, nella splendida cornice di Villa Cavazza a Bomporto (MO), Angelo Po ha festeggiato il prestigioso traguardo dei 100 anni con la presenza di quasi 500 invitati tra autorità, dipendenti, partner commerciali e l’executive team di Marmon.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Partiti nel 1922 in una bottega artigiana, oggi Angelo Po è leader di mercato nella progettazione e produzione di impianti completi per la ristorazione professionale, in tutto il mondo. Oggi, come ieri, disegna il futuro del suo mercato. Con un approccio che coniuga design e funzionalità, cultura, qualità dei materiali, Angelo Po disegna cucine dalle forme armoniose, progettate a partire dall’osservazione e dall’ascolto del mercato e dei suoi clienti. Ed è così che da cento anni realizza cucine uniche, che coniugano azione e contemplazione, forza e precisione, sostanza e bellezza, funzionalità e creatività.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oggi Angelo Po opera con due stabilimenti: la storica fabbrica di Carpi, Modena, dove disegna e produce la cottura professionale, dai forni combinati alle friggitrici, cuoci pasta, induzione, fuochi aperti e molto altro, e la sede di Ascoli Piceno, dove produce e progetta la refrigerazione professionale dagli armadi frigoriferi agli abbattitori-surgelatori di temperatura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal 2016 è parte del gruppo Marmon, azienda americana appartenente alla nota Holding statunitense Berkshire Hathaway Inc. Grazie alla solidità del gruppo Marmon, Angelo Po può accelerare il percorso di crescita e rappresentare il made in Italy nel mondo, spingendosi verso nuove forme di eccellenza e destinazioni sempre più ambiziose. Per dare forma alla cucina del domani, dove accogliere i propri clienti, nel rispetto della vocazione del fondatore
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Massimo Aleardi, presidente di Angelo Po, ha dichiarato durante l’evento “Abbiamo creato questo evento con la volontà di collegare e ringraziare tutte le persone che quotidianamente contribuiscono al successo del nostro marchio. Questa è la comunità di Angelo Po. Una realtà nata nel 1922, in una bottega artigiana di Carpi, caratterizzata fin da subito da una grande passione, energia ed ambizione che si è evoluta in un’impresa centenaria con vendite in oltre 60 paesi nel mondo. Un gruppo che ha preservato i valori storici e che oggi può contare sulla forza di Marmon che garantisce ad Angelo Po grande solidità e possibilità di rinnovamento e sviluppo. Il centenario è un’opportunità per rafforzare il nostro marchio e per disegnare il futuro con la stessa ambizione con cui il nostro fondatore ha sviluppato il suo progetto imprenditoriale. I Valori fondanti di Angelo Po ancora oggi caratterizzano il nostro DNA: Carattere, Coraggio, Creatività e Comunità.”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 24 Sep 2022 14:49:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>DA BEVANDA IMPERIALE A TREND DELL'ESTATE ROVENTE, VIVA LA 'GRATTACHECCA'</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/da-bevanda-imperiale-a-trend-dell-estate-rovente-viva-la-grattachecca</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ghiaccio tritato grossolanamente e sciroppo. La nuova ricetta è con il gin
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/b538e0a2f02b23e9fd47f5bb31a33da7.jpg"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Gratta, gratta Checca”: con queste parole un marito dell’antica Roma chiedeva alla propria moglie di grattare la “checca”, ovvero il blocco di ghiaccio recuperato sui monti e conservato sotto terra, per preparare la famosa “grattachecca”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una bevanda tradizionale talmente rinfrescante e gustosa che, a distanza di secoli, persino Caterina de’ Medici fece richiesta di uno specialista da portare con sé alla corte del Re di Francia per avere la propria razione quotidiana di “ghiaccio zuccherato e profumato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dal Rinascimento si passa alla storia contemporanea: la gustosa miscela di origine romana conquista i cuori e i palati di tutta Italia a tal punto da essere chiamata in diversi modi a seconda della provincia di riferimento. Come riportato da Treccani il nome corretto in italiano è “ghiacciata”, anche se a volte viene denominata “granatina”, a Napoli la chiamano “rattata” o “cazzimbocchio”, a Palermo “grattatella”, a Bari “grattamarianna” e in Calabria “scirubetta”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A prescindere dal nome e dal dialetto, resta costante la ricetta classica che prevede l’utilizzo, appunto, di ghiaccio tritato con l’aggiunta di vari tipi di sciroppo, tra cui menta, orzata, limone, latte di mandorla oppure tamarindo, amarena e limone. Il tutto talvolta viene arricchito da pezzi di frutta tropicale come cocco e cedro. A livello di preparazione, inoltre, è importante mettere in risalto il fatto che il ghiaccio va tritato grossolanamente (in questo si distingue dalla granita e dal cremolato) e lasciato riposare per un breve lasso di tempo. Altro punto da ricordare: la grattachecca va consumata in fretta perché, se si scioglie, perde tutta la sua unicità. Questo suo tratto distintivo ha consentito alla nota miscela d’impazzare ancora oggi nei chioschi di tutta Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E non è finita qui, la grattachecca ha assunto infatti una rilevanza tale per essere scelta anche come protagonista di “Unusually Refreshing Summer Tour” organizzato da Hendrick’s Gin, brand internazionale specializzato nella realizzazione del noto distillato, in programma dal 22 luglio al 18 settembre. “Porteremo in Italia la freschezza necessaria per combattere il caldo estivo – afferma Solomiya, Brand Ambassador Italia di Hendrick’s Gin – La tradizionalità della grattachecca, bevanda storica e soprattutto made in Italy, si sposa alla perfezione con il gin. Realizzeremo tante ricette gustose e dissetanti per soddisfare i cuori e i palati degli appassionati dell’intero territorio nazionale durante un tour della durata di circa otto settimane.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La ricetta della nostra personalissima grattachecca, come da tradizione, prevede l’utilizzo di ghiaccio tritato arricchito da circa 3 ml di Hendrick’s gin e 6 ml di sciroppo a disposizione in tre varianti, ovvero limone, cetriolo e rosa. In questo modo, le persone potranno evadere momentaneamente dalle città più calde per vivere la freschezza della Scozia, Paese di origine del nostro gin. In aggiunta al tour, abbiamo approfittato del periodo estivo anche per lanciare un nuovo cocktail: si tratta di «Hendrick’s &amp;amp; T», frutto dell’incontro tra il gin scozzese e il thè freddo che vengono miscelati con una foglia di menta e un pizzico di succo di lime, donando freschezza ed energia”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          BREVE STORIA DELLA GRATTACHECCA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La storia della grattachecca, come già accennato, parte da lontano: nell’epoca dell’antica Roma, infatti, lo scrittore Plinio il Vecchio all’interno dell’opera “Naturalis Historia” la descrive come un’antenata del sorbetto, definendola come “una bevanda composta da ghiaccio finemente tritato e miele con un’altra porzione di ghiaccio e succo di frutta”. Un’altra curiosità interessante riguarda la neve necessaria per ottenere il ghiaccio utile a realizzare la bevanda che veniva raccolta dai cosiddetti “nevaroli”: in seguito la neve stessa veniva imballata nella paglia e trasportata sui carri, una volta giunta a destinazione veniva pressata e conservata nelle apposite “neviere”, ovvero ambienti freschi e spesso interrati. Il percorso alla scoperta della storica granita prosegue con gli “acquafrescai vesuviani”: questi trasportavano il ghiaccio attraverso appositi carretti e lo consegnavano ai chioschi proprio per realizzare la bevanda. Negli anni ‘50, in assenza di bicchieri monouso, l’ambulante di turno grattava il ghiaccio e depositava il tutto nel palmo delle mani dei bambini, versando infine lo sciroppo al gusto desiderato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Passando all’attualità, oggi la grattachecca viene rigorosamente preparata a mano nei chioschetti storici dei Rioni Trastevere (tra i più famosi quello sul Lungotevere), Testaccio e Prati, situati nella zona di Ponte Milvio e nei quartieri Trieste e Trionfale. E non è finita qui: a testimonianza della sua notorietà su scala nazionale, la grattachecca è apparsa addirittura in una domanda di logica dei test d’ammissione per le professioni sanitarie all’Università La Sapienza. Entrando più nello specifico delle celebrazioni nazionali della grattachecca, lo “Unusually Refreshing Summer Tour” si suddivide in due fasi. In primo luogo, è stato organizzato un tour diurno con tanto di “Hendrick’s Cargo Bike” nelle principali città italiane che offrirà gratuitamente ai consumatori il cocktail al cucchiaio. In secondo luogo, inoltre, si svolgerà anche un tour serale con due “Hendrick’s Cargo Bikes” posizionate all’interno di ben 90 locali selezionati in tutta Italia. Per l’occasione saranno organizzate due serate al giorno nella stessa città all’interno di due locali differenti, ovvero i due più influenti della zona. Le città del tour: Palermo (dal 22 al 26 luglio), Catania (dal 27 al 31 luglio), buona parte della Calabria tra cui Reggio Calabria (dal 3 al 7 agosto) e Crotone (dal 9 al 12 agosto), Lecce (dal 13 al 17 agosto), Bari (dal 18 al 21 agosto), Salerno insieme alla Costiera Amalfitana (dal 24 al 28 agosto), la Versilia (dal 31 agosto al 3 settembre), Roma (dall’8 all’11 settembre) e Milano (dal 14 al 17 settembre).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 06 Sep 2022 10:02:13 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ENO WELLNESS E PIÙ SAPORE, LA GEN Z SUL CIBO CAMBIA GUSTI</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/wellness-1024x683.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bibite ‘infuse’ di erbe in chiave wellness? Shampoo senza glutine? Barrette fitness? Gelati che rinforzano il sistema immunitario? Basta così grazie, pare rispondere la Gen Z, i nati tra il 1997 e il 2012.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I ragazzi e i giovani adulti, bombardati di messaggi su cibi in chiave wellness (per un supposto benessere fisico e mentale), stanno mostrando un senso di insofferenza iniziando a non disdegnare patatine, snack al formaggio, caramelle gommose e altre golosità  che piacciono, anche se fanno meno bene.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I sapori che soddisfano il palato vincono sui cibi dall’aria pulita e sana in chiave fitness? Il junk food sembra una controtendenza del momento.  “Le aspirazioni stanno cambiando, - segnala Beth McGroarty, a capo della recente indagine sui trend del fitness del Global Wellness Institute. - Le pressioni per essere perfettamente felici, belli e "sani" vengono sostituite da una cultura più realistica e rilassata, anche meno consumistica”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La chiave del rispetto per l’ambiente vale ancora, ma gli intenti wellness sono in caduta libera?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo chiede anche il Los Angeles Times che, i giorni i scorsi, ha titolato 'La Goop-ification of wellness is  on the way out' prendendo ad esempio tutta la filosofia del consumismo in chiave benessere  - che ha fatto la fortuna di Goop, il milionario portale fondato da Gwyneth Paltrow , che contamina dall'abbigliamento al food -  come stile di vita su cui la Gen Z ora ha uno sguardo più critico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si riferiva del nuovo lancio di prodotti wellness della rinomata attrice, premio Oscar, e guru del benessere alternativo (di lusso):  Gwyneth Paltrow è stata sommersa di commenti feroci dai suoi fedelissimi per il lancio di pannolini per bebè con ‘cristalli per la serenità emotiva del piccolo’. Già le uova di giada per lavaggi vaginali fecero clamore (ma andarono sold out), ora invece le sue iniziative sono seguite dalla Gen Z per farne meme e prese in giro che rimbalzano sui social. Negli USA perfino i prodotti alla cannabis salutare, infilata un po’ ovunque in snack e bevande per rinforzare la memoria e sentirsi meglio, stanno diventando un affare meno allettante, - segnala il quotidiano americano. Anche il make-up risente la trasformazione e i nuovi slogan puntano a trucchi più ‘audaci’ piuttosto che in chiave ‘benessere’. In calo anche i prodotti cosmetici ‘biologici’ e la bellezza pulita, la ‘clean beauty’ che pareva avere scalzato tutto il resto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quello che emerge è un movimento che poco sopporta il marketing aggressivo, salvifico sul benessere, meglio la ‘moderazione’ negli slogan dei brand che vogliono essere apprezzati dalle nuove generazioni che dimostrano un elevato e nascente senso di scetticismo verso promesse che si sono rilevate anche esagerate. Il Covid pare abbia inciso nel fare aumentare il livello di conoscenza dei consumatori sui temi scientifici in modo da fargli valutare i reali benefici di tanto ‘clamore wellness’.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa è solo la punta di un iceberg con alla base un generazione che si fa paladina di un nuovo comportamento più orientato a ricercare sapori che soddisfano il palato piuttosto che alimenti che fanno bene e a voler vedere cosa c’è dietro uno slogan che punta tutto sulla salute, anche quando non si dimostra con niente. Piuttosto controllano che la filiera di produzione abbia seguito regole ferree di rispetto dell’ambiente e degli animali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E l’Italia? Mentre i nostri supermarket hanno fatto abbondante spazio sugli scaffali per le bevande fitness, con acque e tè drenanti, snellenti e salutistici (con azioni comunque tutte da dimostrare), vedremo cosa succederà. Sono molte le indagini di mercato recenti che evidenziano come in Italia la ricerca di cibi biologici e prodotti nel rispetto dell’ambiente sia mainstream soprattutto tra le Generazioni Z e i Millennials ma i più giovani sembrano sempre meno interessati ai brand, che spesso neanche conoscono perché loro la tv la guardano di sfuggita e, perciò, vedono poca pubblicità. Loro si informano sui social, patria dei ribelli dall’imperativo fitness e delle promesse salutistiche esagerate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 06 Sep 2022 09:57:41 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Caltanissetta l’11 Settembre si tenta il Guinness World Records “Il cannolo più lungo del mondo” Presenti i militari del Gruppo Volo Antisommergibile VP-9 della Marina USA Base Nato di Sigonella</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-caltanissetta-l11-settembre-si-tenta-il-guinness-world-records-il-cannolo-piu-lungo-del-mondo-presenti-i-militari-del-gruppo-volo-antisommergibile-vp-9-della-marina-usa-base-nato-di-sigonella</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Madrina dell’evento Anna Martano, prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          numerose pubblicazioni e saggi sulla cucina e pasticceria siciliana, formatrice ed esperta di grani antichi. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Domenica 11 settembre 2022 a Caltanissetta, Ristoworld Italia, con il patrocinio della Regione Sicilia Assessorato Turismo,
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sport e Spettacolo, Città di Caltanissetta, Sac Società Aeroporto Catania, Camera di Commercio Caltanissetta, Proloco,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Confcommercio e partner pubblici e privati, darà vita al Guinness World Records “Il Cannolo più lungo del mondo”,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tentativo autorizzato da Londra e coordinato dal Maestro Pasticcere Lillo Defraia, Cavaliere della Repubblica Italiana,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          coadiuvato da Luigi Li Veli, esperto procedure Guinness. Saranno presenti cuochi e pasticceri delle diverse associazioni da
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          tutta Italia. Attualmente il record è di 5 metri e il gruppo di lavoro conta di raggiungere una lunghezza a due cifre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Caltanissetta – commenta il presidente Ristoworld, Marcello Proietto di Silvestro - nella giornata del record si
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          trasformerà nella culla ideale della pace e del dialogo fra i popoli, proponendo uno scambio culturale e ribadendo valori
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          imprescindibili del rispetto e della dignità della persona, della legalità, della pace e del dialogo. In questa ricorrenza
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          particolare, fra gli Americani di Sigonella e la Comunità di Caltanissetta, con i Vigili del Fuoco in prima fila, un momento di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          grande emozione». Il tentativo di battere il record del mondo sarà una ottima occasione per presentare al grande pubblico
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          il Cannolo di Caltanissetta al centro di una attività di promozione destinata alla produzione ed esportazione del simbolo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          della pasticceria nissena.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nutrito il calendario degli eventi che accompagnerà il tentativo: venerdì 9 settembre alle 17 e 30 la presentazione ufficiale
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          e un momento di confronto con le categorie produttive in vista dei lavori per la definizione della De.Co (denominazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          comunale “Cannolo di Caltanissetta”) ed esportazione del prodotto in Europa e nel mondo. Sabato 10 settembre le
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          iniziative culturali proseguiranno al mattino con la passeggiata alla riscoperta dei luoghi dolciari della Città di Caltanissetta
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          e alle 17,30 con la presentazione degli altri record detenuti dalla Città di Caltanissetta; visita alla mostra e conversazione
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          con Franco Di Guardo, autore che richiama alle prerogative della cucina siciliana e italiana nel mondo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Domenica 11 
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           settembre alle ore 15 il taglio del nastro e via al tentativo Guinness World Records: al termine proclamazione “ufficiosa” 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           alla presenza del delegato Guinness Robert Sherman e distribuzione gratuita del dolce al pubblico. La parte restante del 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           cannolo sarà messa a disposizione di enti benefici, nel rispetto delle disposizioni di legge in tema di sicurezza alimentare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sempre domenica 11 settembre alle ore 17, incontro pubblico di saluto fra i rappresentanti istituzionali, le autorità
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          religiose, civili e militari: ospite d’onore la delegazione dei militari appartenenti al Gruppo Volo Antisommergibile VP-9
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          della Marina USA e dei militari dell'Aeronautica USA (US Air Force) della base di Sigonella che, proprio in quella data,
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ricordano uno degli eventi che ha segnato la recente storia del mondo. Spazio anche al gemellaggio fra i militari di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sigonella e i Vigili del Fuoco di Caltanissetta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Madrina dell’evento Anna Martano, prefetto per la Sicilia dell’Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia, autrice di
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          numerose pubblicazioni e saggi sulla cucina e pasticceria siciliana, formatrice ed esperta di grani antichi. La prestigiosa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          rivista di settore Pasticceria Internazionale è media partner dell’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Quando si parla di cannolo – commenta Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta che ha fortemente voluto questo
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          evento, assieme a tutta l’amministrazione comunale, il Consiglio Comunale e gli uffici preposti - non si può non pensare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          alla “guantiera” piena di dolci appena farciti servita la domenica a tavola con la famiglia riunita. Il cannolo rappresenta la
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cultura e le tradizioni del nostro territorio, nonchè il calore e lo spirito di condivisione che caratterizza la nostra gente. Per
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          la Città di Caltanissetta è un immenso piacere pubblicizzare la pasticceria tipica siciliana grazie alla realizzazione del
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          cannolo più lungo del mondo. Collaboreranno alla realizzazione maestri pasticceri provenienti da tutta la Sicilia e da altre
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          regioni. Tutto questo – conclude entusiasta il sindaco Gambino - è stato possibile grazie al coordinamento di Ristoworld
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Italia, che si occupa di salvaguardare i patrimoni enogastronomici italiani»
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 06 Sep 2022 09:45:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/a-caltanissetta-l11-settembre-si-tenta-il-guinness-world-records-il-cannolo-piu-lungo-del-mondo-presenti-i-militari-del-gruppo-volo-antisommergibile-vp-9-della-marina-usa-base-nato-di-sigonella</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GELATO DAY 2022, LA ´SINFONIA´ DELLA DECIMA EDIZIONE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-day-2022-la-sinfonia-della-decima-edizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Artglace accende dal Sigep . The Dolce World Expo, in corso a Rimini sino a mercoledì 16 marzo, i riflettori sulla X edizione della Giornata Europea del Gelato Artigianale. Unica giornata che il Parlamento europeo abbia mai dedicato a un alimento, celebrata in tutto il vecchio continente il 24 marzo di ogni anno per contribuire alla valorizzazione di questo prodotto e di tutta la sua filiera, in grado di sostenere un giro d´affari da 8,7 miliardi di euro, con oltre 65.000 punti vendita e 300.000 addetti solo in Europa. Nella terza giornata della 43ª edizione di Sigep, il salone internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Italian Exhibition Group, Artglace ha presentato la seconda edizione del Videocontest Gelato Day, con cui chiama tutti i gelatieri europei a realizzare un video di 90 secondi in cui mostrare la preparazione di ´Dolce Sinfonia´ il Gusto dell´Anno 2022 a base di cioccolato, nocciole, ricotta fresca e fichi sciroppati al rhum. Nell´occasione, si sono tenute le premiazioni di Silvia Chirico, la titolare della Tenuta Chirico ad Ascea (Salerno) che ha firmato la ricetta ufficiale di ´Dolce Sinfonia´, e dei vincitori dell´edizione 2021 del Videocontest ´Gelato Day´: Taila Semeraro della gelateria Ciccio in Piazza di Ostuni (BR), Luca Coccè della gelateria Peccati di Gola di Gallarate (VA) e Andrea Lunardon della gelateria Temptations di Soave (VR).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 09:36:39 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gelato-day-2022-la-sinfonia-della-decima-edizione</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>UCRAINA: COLDIRETTI PUGLIA, NON SOLO PETROLIO, PREZZO GRANO BALZA AL TOP DA 14 ANNI MA SCENDE PER MADE IN ITALY</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ucraina-coldiretti-puglia-non-solo-petrolio-prezzo-grano-balza-al-top-da-14-anni-ma-scende-per-made-in-italy</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come il petrolio e il gas anche il prezzo del grano balza e raggiunge i massimi da 14 anni ad un valore di 33,3 centesimi al chilo che non si raggiungeva dal 2008 ma su valori alti si collocano anche le quotazioni di mais e soia necessarie per l' alimentazione degli animali negli allevamenti, ma sono in netto calo le quotazione del grano pugliese che ha già perso 2 euro al quintale. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, alla manifestazione dei giovani sugli effetti economici della guerra che hanno determinato un balzo delle quotazioni mondiali al Chicago Board of trade, punto di riferimento per le materie prime agricole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A far volare i prezzi del grano e degli altri prodotti agricoli è la sospensione a causa della guerra delle spedizioni commerciali dai porti sul mar Nero dell’Ucraina che insieme alla Russia rappresenta quasi 1/3 del commercio mondiale di grano (29%) ma anche il 19% delle forniture globali di mais per l’allevamento animale e ben l’80% delle esportazioni di olio di girasole.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una emergenza mondiale che riguarda direttamente l’Italia che è un Paese deficitario ed importa addirittura il 64% del proprio fabbisogno di grano per la produzione di pane e biscotti e il 53% del mais di cui ha bisogno per l’alimentazione del bestiame, secondo l’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia peraltro che l’Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota di poco superiore al 20% ma garantisce anche il 5% dell’import nazionale di grano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro dove è vietato l’uso del glifosate in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri Paesi. Improbabili e dannosi per il tessuto economico del territorio percorsi di abbandono e depauperamento dell’attività cerealicola che deve, invece, specializzarsi, puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale”, ribadisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia è costretta ad importare materie prime agricole a causa dei bassi compensi riconosciuti agli agricoltori che sono stati costretti a ridurre di quasi 1/3 la produzione nazionale di mais negli ultimi 10 anni durante i quali è scomparso anche un campo di grano su cinque con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati perché molte industrie per miopia hanno preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale attraverso i contratti di filiera sostenuti dalla Coldiretti. E quest’anno sono praticamente raddoppiati in Puglia i costi delle semine per la produzione di grano per effetto di rincari di oltre il 50% per il gasolio necessario alle lavorazioni dei terreni ma ad aumentare sono pure i costi dei mezzi agricoli, dei fitosanitari e dei fertilizzanti che arrivano anche a triplicare, per cui per seminare un ettaro di grano gli agricoltori spenderanno 400 euro in più dell’anno scorso.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nonostante questo il grano duro italiano – sottolinea la Coldiretti regionale – è pagato agli agricoltori nazionali meno di quello proveniente dall’estero da Paesi come il Canada dove è coltivato peraltro con l’uso del diserbante chimico glifosato in preraccolta, vietato in Italia. La Puglia che è già il principale produttore italiano di grano duro, con 343.300 ettari coltivati e 9.430.000 quintali prodotto ed era paradossalmente – denuncia Coldiretti Puglia - anche quello che ne importa di più, tanto da rappresentare un quarto del totale del valore degli arrivi di prodotti agroalimentari nella regione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nella sola provincia di Foggia la superficie coltivata a frumento duro è pari a 240.000 ettari e una produzione media di grano duro di 7.200.000 quintali. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy – insiste Coldiretti Puglia - mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          grano spesso in aree interne senza alternative produttive e a rischio desertificazione. Alla perdita economica e di posti di lavoro si aggiunge il rischio ambientale in un Paese che con l’ultima generazione ha perso oltre un quarto della terra coltivata per colpa dell’abbandono, della cementificazione e delle speculazioni che sottopagano i prodotti agricoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’aumento di mais e soia sta mettendo in ginocchio gli allevatori italiani che devono affrontare aumenti vertiginosi dei costi per l’alimentazione del bestiame (+40%) e dell’energia (+70%) a fronte di compensi fermi su valori insostenibili. Il costo medio di produzione del latte, fra energia e spese fisse – sottolinea Coldiretti Puglia – ha raggiunto i 46 centesimi al litro secondo l’ultima indagine Ismea, un costo molto superiore rispetto al prezzo di 38 centesimi riconosciuto a una larga fascia di allevatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per fermare le speculazioni a livello internazionale e garantire la disponibilità del grano – continua la Coldiretti – occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali. Ci sono le condizioni per incrementare la produzione in Italia dove – precisa la Coldiretti – secondo l’Istat si stimano 500.596 ettari seminati a grano tenero per il pane, con un incremento dello 0,5% mentre la superfice del grano duro risulta in leggera flessione dell’1,4% per un totale di 1.211.304 ettari anche se su questa prima analisi pesano i ritardi delle semine per le avverse condizioni climatiche che potrebbero portare a rivedere il dato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 02 Mar 2022 13:55:27 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>17 Gennaio: Giornata mondiale della pizza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/17-gennaio-giornata-mondiale-della-pizza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un piatto super amato con record di #pizza
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pizza-rossini1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 17 gennaio si festeggia la Giornata mondiale della pizza, un piatto super amato e comfort food per eccellenza che quest'anno ci aiuterà a superare anche il Blue Monday
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sarà un “Blue Monday“ meno malinconico del solito quello del 2022. Sì, perché quello che è considerato il giorno più triste dell’anno (il terzo lunedì di gennaio che sancisce definitivamente la fine delle festività natalizie e il ritorno alla normalità) cade questa volta il 17 gennaio, la stessa data in cui si celebra la Giornata mondiale della pizza. Comfort food per eccellenza, la pizza sa sempre consolarci e lo farà soprattutto in questo “triste lunedì” in cui viene celebrata come piatto italiano amato in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Giornata mondiale della pizza contro il Blue Monday
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non resta allora che fronteggiare il Blue Monday andando in pizzeria, ordinando una pizza a domicilio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 17 Jan 2022 13:46:02 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/17-gennaio-giornata-mondiale-della-pizza</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>43° Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè 12-16 marzo 2022 - Quartiere Fieristico di Rimini</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/43-salone-internazionale-della-gelateria-pasticceria-panificazione-artigianali-e-caffe-12-16-marzo-2022-quartiere-fieristico-di-rimini</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/porticati23.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 43a edizione di Sigep, inizialmente programmata a gennaio, data l’attuale evoluzione della pandemia è stata rinviata in presenza dal 12 al 16 marzo 2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La manifestazione, appuntamento leader al mondo per il Foodservice Dolce, è stata posticipata nella miglior data possibile per mantenere alti standard qualitativi e quantitativi di visitazione, nazionale e internazionale e garantire agli operatori un evento di business ampio e performante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Jan 2022 14:10:17 GMT</pubDate>
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      <title>Coldiretti Puglia: "Per acquistare il grano italiano basta pagare il giusto prezzo agli agricoltor"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coldiretti-puglia-2wper-acquistare-il-grano-italiano-basta-pagare-il-giusto-prezzo-agli-agricoltor</link>
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per arginare al contempo il balzo dei prezzi della pasta che può essere affrontato con una adeguata programmazione che consenta di aumentare la produzione di grano duro made in Italy in una situazione in cui il Belpaese importa circa il 40% del grano di cui ha bisogno, con un evidente e scontato aumento dei costi a carico dell’industria molitoria. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, stigmatizzando nuovamente l’assenza reiterata di Italmopa in seno alla Commissione Unica Nazionale sperimentale del grano duro, in riferimento alle dichiarazioni del presidente dei Pastai di Union Food-Confindustria Riccardo Felicetti. 
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          Come riconoscono i pastai – sottolinea la Coldiretti regionale - il grano italiano viene sottopagato a prezzi inferiori di quello estero nonostante sia “appetibile” e sicuro perché ottenuto senza l’impiego del diserbante glifosato in preraccolta, una modalità consentita invece da Paesi dai quali importano come il Canada. Nonostante questo, molte industrie hanno infatti preferito continuare ad acquistare per anni in modo speculativo sul mercato mondiale, anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale attraverso i contratti di filiera sostenuti dalla Coldiretti. Una miopia che – precisa la Coldiretti Puglia  - ha costretto gli agricoltori italiani a ridurre le superfici coltivate e a cercare mercati alternativi che riconoscono prezzi più equi. Oggi ci sono le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori e di qualità dell’industria investendo sull’agricoltura nazionale con rapporti di filiera virtuosi che – conclude la Coldiretti - valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano una giusta distribuzione del valore.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “E’ assordate il silenzio dei pastai e la prolungata assenza al tavolo della CUN sperimentale, dove dalla prima convocazione in avanti non si riesce a procedere ad una corretta e trasparente valutazione dell’andamento del mercato, in quanto la parte acquirente non si presenta in commissione e non invia le schede di mercato, con la mancata quotazione sul listino. Con la CUN dovremmo riportare in trasparenza costi di produzione e prezzi del grano, sottoposto a speculazioni inaccettabili, oltre a controlli serrati con una cabina di regia coordinata tra ICQRF, NAS, ASL e gli altri organi deputati alle verifiche ”, spiega Maddalena Rignanese Rinaldi, componente di Coldiretti Puglia in sede CUN.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 360.000 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 – aggiunge Coldiretti Puglia - dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente, dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese.
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni – ricorda la Coldiretti Puglia – che con l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) nel 2020 le importazioni di grano canadese in Italia sono aumentate del 70% rispetto all’anno precedente per un totale di circa 1,7 miliardi di chili provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare proprio con l’utilizzo del glifosato.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per fermare le speculazioni e garantire la disponibilità del grano e degli altri prodotti agricoli – sottolinea la Coldiretti - occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali. Ci sono le condizioni per incrementare la produzione di grano in Italia dove – precisa la Coldiretti - è peraltro vietato l’uso del diserbante chimico glifosato in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada.
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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          In questo contesto – sottolinea la Coldiretti regionale – un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni fa. Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – conclude la Coldiretti Puglia – valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’Italia – continua la Coldiretti - è il secondo produttore mondiale con un quantitativo di 3,85 milioni di tonnellate ma è anche il principale importatore perché molte industrie anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale hanno preferito acquistare sul mercato internazionale approfittando delle basse quotazioni dell’ultimo decennio. Ora – precisa la Coldiretti Puglia - la situazione è cambiata anche sotto la spinta dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano voluto dalla Coldiretti che ha favorito il boom delle paste 100% Made in Italy.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una trend spinto dalla crescente richiesta di prodotti 100% Made in Italy da parte dei consumatori. Infatti secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ l’82% degli italiani con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. Una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. Una svolta patriottica favorita anche dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta sotto il pressing delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti.
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          Le industrie di trasformazione stanno quindi adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso accordi per aumentare le coltivazioni in Italia. In questo contesto un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da pasta Milo fino a Barilla che ha deciso di rinnovare la sua pasta classica con grani 100% italiani.
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità – insiste Coldiretti Puglia - realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale. L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere – conclude Coldiretti Puglia - una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Jan 2022 13:52:39 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Mense, in crisi un intero settore: a rischio 60 mila lavoratori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mense-in-crisi-un-intero-settore-a-rischio-60-mila-lavoratori</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mensa.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono circa 20mila, di cui l’80% donne, gli addetti alle mense aziendali che rischiano di rimanere senza stipendio da fine ottobre. Uno su quattro si trova nel Milanese, uno dei territori con la più alta concentrazione di industrie e uffici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È  l’effetto collaterale dello smart working, a cui sinora il governo non ha dato nessuna risposta nonostante i ripetuti allarmi dei sindacati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A Milano, oltre 5000 dipendenti provenienti dalla capitale lombarda e provincia, hanno manifestato per esprimere il loro disagio e la loro preoccupazione su ciò che sarà dei loro posti di lavoro. Tra il gruppo di manifestanti si è distinta Graziella Restano che con microfono in mano ha rappresentato i colleghi “Lo smart working incide tantissimo sulle mense aziendali: gli impiegati rimangono a casa e per noi il lavoro non è ancora ripreso. Non abbiamo sicurezza. Siamo ancora in stand by, mentre si avvicina la fine del divieto di licenziamenti’.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo la prova riuscita dello Smart working durante la pandemia globale, molte multinazionali e imprese stanno valutando di mantenere un sistema ibrido anche una volta tornati alla normalità. Ciò incide moltissimo sul settore della ristorazione aziendale, che di fatto non è mai ripartito.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Compass Group Italia, colosso della ristorazione che gestisce anche le mense dell’Eni a San Donato Milanese, per esempio prima della pandemia serviva circa otto mila pasti al giorno mentre oggi ne serve solo mille. Di conseguenza diminuendo il volume di lavoro rischieranno di diminuire anche in posti di lavoro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il prossimo 31 ottobre terminerà il blocco dei licenziamenti (prorogato fino a questa data solo per alcuni settori) e i sindacati hanno già ricevuto le prime indicazioni dell’intenzione di alcune aziende di aprire procedure di licenziamenti collettivi. Una volta scaduta la cassa Covid, anche le imprese che volessero farlo non possono infatti ricorrere agli ammortizzatori ordinari, che possono essere attivati solo su richiesta del committente. Quelle in questione, infatti, non sono di imprese colpite da una crisi aziendale ma semplicemente società che hanno meno bisogno di pasti per i dipendenti e di servizi di pulizia degli uffici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 14 Jan 2022 13:44:21 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Dai bisturi ai fornelli , il chirurgo palermitano dei vip in cucina con lo Chef Gregori Nalon</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dai-bisturi-ai-fornelli-il-chirurgo-palermitano-dei-vip-in-cucina-con-lo-chef-gregori-nalon</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cucina per passione, per la sua famiglia e per gli amici il chirurgo dei Vip Massimiliano Sparacello.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un nuovo modo di parlare e di emozionare, che arriva dalla cucina con i corsi dello Chef Gregori Nalon da Alice TV a Rai 1.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A tavola, davanti a un buon piatto  preparato con ingredienti del territorio, cucinati con onestà - racconta alla Gazzetta del Food Sparacello - accadono sempre le cose migliori. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa mia inclinazione naturale mi ha portato a cucinare sempre con piacere anche per gli amici. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La mia vita è costellata di occasioni in cui mi sono trovato a casa, a spadellare per una cena organizzata o improvvisata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Così con lo Chef Gregori Nalon  ho deciso di fare un corso di cucina e imparare le nuove tecniche che fondano la tradizione e l'innovazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Seguire una ricetta e cucinare sono concetti molto diversi. L’ho sto capendo ora. Ci vuole tecnica, ma ci vogliono soprattutto passione, cuore e sensibilità. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La tecnica rende virtuosi, la sensibilità aggiunge qualcosa che nient’altro può dare. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con lo Chef Nalon ci sono tante cose che bollano in pentola che sveleremo all'anno nuovo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 17:05:10 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Più pesce sulle tavole degli italiani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/piu-pesce-sulle-tavole-degli-italiani</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pesce-1024x432.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
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        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 16:26:32 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Palermo, piange lo chef Salvo D’Antoni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/palermo-piange-lo-chef-salvo-dantoni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           L’ultimo saluto
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           luto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci ha lasciati a solo  48 anni lo chef palermitano Salvo D’Antoni da tutti noto come Chef Salvò.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chef per vocazione Salvò ha viaggiato tantissimo dagli Stati Uniti alla Francia, fino alla Spagna e poi in diverse città italiane. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il suo motto: "la passione non ha limiti”.  E non hanno limiti i tanti messaggi postati sui social.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra questi riportiamo l
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ’ultimo saluto delegazione Puglia 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ristoworld Italy .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Sentite condoglianze per la perdita di un amico e chef, maledetto Covid, Salvo D’Antoni è tornato alla casa del Padre, sarai presente in noi”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ristoworld è l’associazione nazionale di cui Salvò era delegato per la sezione Palermo e provincia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come annunciano i familiari su Facebook, il funerale si terrà nella chiesa parrocchiale Mater Dei di Valdesi, a Mondello, il 24 dicembre alle 9.30, 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 16:06:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/palermo-piange-lo-chef-salvo-dantoni</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’IMPRENDITORE È IL NUOVO PERSONAGGIO DEL PRESEPE 2021; STATUINA DONATA AI VESCOVI DELLA PUGLIA  INIZIATIVA DI FONDAZIONE SYMBOLA, CONFARTIGIANATO E COLDIRETTI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/limprenditore-e-il-nuovo-personaggio-del-presepe-2021-statuina-donata-ai-vescovi-della-puglia-iniziativa-di-fondazione-symbola-confartigianato-e-coldiretti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La statuina per il Presepe 2021 promossa dalla Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti, nell’ambito del Manifesto di Assisi, è l’imprenditore che usa la tecnologia a significare la centralità dell’impresa che affronta nuove sfide per la crescita economica e sociale del Paese, opera dell’artigianato locale donata a tutti i Vescovi della Puglia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Presepe è una delle tradizioni che trasmette speranza e serenità anche nei momenti difficili che stiamo attraversando. Con la spinta delle energie vere e buone raccolte sotto l’egida del Manifesto di Assisi, Fondazione Symbola, Confartigianato, Coldiretti vogliono portare un loro contributo, volto a diffondere la straordinaria attualità e forza di questa narrazione gentile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questo 40% sale fino al 48% tra le persone più anziane e al 49% nel Mezzogiorno dove il Presepe è praticamente presente in una casa su due. Ma che il Presepe abbia ancora un peso forte nella percezione lo dimostra il fatto che oltre 6 cittadini su 10 (61%) lo considera importante per la famiglia e in maniera ancora più marcata (64%) per la comunità. Il Mezzogiorno conferma un maggiore attaccamento a questa usanza natalizia, con percentuali che raggiungono il 70% di italiani che lo considerano importante a livello famigliare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La straordinaria ricchezza di fonti narrative, evangeliche e popolari, ha consentito, sin dal XIV secolo, di differenziare anche in Puglia – spiega Coldiretti Puglia - la rappresentazione della Natività da quella del Presepe che si è diffuso in Puglia dall’800, quando in ogni famiglia venivano allestite riproduzioni in miniatura della scena della Natività, utilizzando materiali naturali e artigianali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si è sviluppata così l’arte presepiale, arrivando ad un alto grado di affinamento artigianale con la lavorazione della cartapesta a Lecce, dove gli artigiani iniziarono a realizzare strutture e pupazzi per presepi a base di cartapesta, in forma policroma, trattata a fuoco e drappeggiata su uno scheletro realizzato con fili in ferro. I presepi artistici sono diventati così una delle caratteristiche natalizie della Puglia. Da allora la tradizione si è mantenuta fino ai giorni nostri ed è stata esportata anche al di fuori del territorio pugliese, con luoghi che conservano gruppi statuari rappresentanti la natività, che risalgono persino  al XIV e XV secolo, come il Presepe di Altobello Persio nella Cattedrale di Maria SS. Assunta ad Altamura, il Presepe di Stefano da Putignano nella Chiesa di Maria SS. degli Angeli a Cassano Murge (Bari), nella Cattedrale di Maria SS. Assunta a Polignano a Mare, a Grottaglie nella Chiesa di Maria SS. del Carmine e a Putignano nella Chiesa di San Pietro Apostolo, il Presepe Ligneo dell’Ottocento ad Andria (Barletta Andria Trani) nella Cattedrale di Maria SS. Assunta, il Dolmen con Gesù Bambino nel sito archeologico di Montalbano di Fasano – aggiunge Coldiretti Puglia - il presepe di Nuzzo Barba, il più antico risalente al XV secolo, nella Chiesa di S. Caterina d’Alessandria a Galatina, il Presepe Ligneo dell’Ottocento nella Basilica di San Martino a Martina Franca e il Presepe Poliscenico Antico nella Chiesa del Sacro Cuore a Torremaggiore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Presepe – spiegano Coldiretti, Symbola e Confartigianato - è una tradizione molto italiana, la cui origine viene fatta risalire a quello realizzato da San Francesco nel Natale del 1223 a Greccio e che da allora si è sviluppato in tutte le aree del Paese per raccontare la devozione, ma anche la sofferenza, la gioia e l’impegno nel lavoro e in famiglia attraverso personaggi figli dell’ispirazione religiosa ma anche della modernità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’agroalimentare è uscito dalla crisi generata dalla pandemia Covid più forte di prima grazie ad un esercito di 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, con la ridotta disponibilità di manodopera – conclude Coldiretti Puglia - ai blocchi alle frontiere per i trasporti, un impegno quotidiano senza sosta che è stato sostenuto anche dalle consegne a domicilio, dall’asporto e da importanti momenti di solidarietà verso i 200mila indigenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 15:41:04 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Imprenditore_Statuina+Presepe_2021_seconda+foto.jpg.png">
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA, A NATALE PIU' PESCI SU TAVOLE PUGLIESI; STRANIERI 8 SU 10 OCCHIO AD ORIGINE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/consumi-coldiretti-puglia-a-natale-piu-pesci-su-tavole-pugliesi-stranieri-8-su-10-occhio-ad-origine</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Cresce l’acquisto in Puglia di pesce fresco, dal baccalà alla spigola fino allòe ombrine, ma soprattutto di molluschi dai polpi (+20%) alle seppie (+14%) fino alle vongole (+27%), un fenomeno che si spiega soprattutto con gli effetti del cambiamento degli stili di vita e la nuova tendenza da parte dei consumatori a preferire tipologie di pescato più facile da utilizzare in cucina, meglio se privo di spine o comunque semplice da pulire. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pesce-fresco-come-riconoscerlo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ l’analisi di Coldiretti Puglia, condotta in occasione delle festività natalizie che porteranno sulle tavole dei consumatori pugliesi una maggiore quantità di pesce, prodotto simbolo delle tradizioni gastronomiche del tacco d’Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Quasi 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano, soprattutto a causa della mancanza dell’obbligo dell’indicazione di origine sui piatti consumati al ristorante che consente di spacciare per nostrani prodotti provenienti dall’estero che hanno meno garanzie rispetto a quello Made in Italy. Per questo abbiamo attivato nei Mercati di Campagna Amica eventi di informazione per far conoscere caratteristiche, qualità ed aiutare a fare scelte di acquisto consapevoli, soprattutto di pesce dei nostri mari a miglio0”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei mari italiani si pescano ogni anno circa 180 milioni di chili di pesce cui vanno aggiunti gli oltre 140 milioni di kg prodotti in acquacoltura – spiega Coldiretti Impresapesca – mentre le importazioni dall’estero hanno ormai superato il miliardo di chili, secondo un’analisi su dati Istat relativi al 2018. Una situazione che lascia spazio agli inganni dal pangasio del Mekong venduto come cernia al filetto di brosme spacciato per baccalà, fino all’halibut o la lenguata senegalese commercializzati come sogliola. Una frode in agguato sui banchi di vendita in Italia e soprattutto nella ristorazione dove non è obbligatorio indicare la provenienza. Tra i trucchi nel piatto più diffusi in Italia ci sono anche – continua la Coldiretti Impresapesca – il polpo del Vietnam spacciato per nostrano, lo squalo smeriglio venduto come pesce spada, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, il pagro invece del dentice rosa o le vongole turche e i gamberetti targati Cina, Argentina o Vietnam, dove peraltro è permesso un trattamento con antibiotici che in Europa sono vietatissime in quanto pericolosi per la salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un rischio confermato dai dati del Rassf, il sistema europeo di allerta rapido che, su un totale di 399 allarmi alimentari segnalati nel 2018 nel nostro Paese, ha visto ben 154 casi riguardare proprio il pesce (101) e i molluschi bivalvi (53), ovvero circa il 40% del totale secondo un’analisi Coldiretti. In testa alla black list ci sono le importazioni dalla Spagna – denuncia Coldiretti - da cui sono arrivati ben 51 allarmi, dal pesce con presenza eccessiva di metalli pesanti come il mercurio o contaminato con il parassita Anisakis ai molluschi infettati da escherichia coli e Salmonella, fino al cadmio nei cefalopodi come seppie e calamari. Al secondo posto si piazzano gli arrivi dalla Francia con 39 casi, di cui ben 26 riguardanti la presenza del batterio Norovirus nelle ostriche, ma anche dell’Anisakis nel pesce e dei crostaci con solfiti, mentre al terzo c’è l’Olanda, anche qui con pesce all’Anisakis e Norovirus sui molluschi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia Coldiretti Puglia, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, segnala Coldiretti, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni – rileva Coldiretti Puglia – in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative nei Mercati di Campagna Amica che hanno come obiettivo la vendita diretta, la semplificazione e la tracciabilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          IL FALSO PESCE MADE IN ITALY
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nome vero del prodotto                                    Spacciato per:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pangasio del Mekong                                           Cernia
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Halibut                                                                     Sogliola
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Squalo smeriglio                                                Pesce spada
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Filetto di brosme                                                Baccalà
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pesce ghiaccio                                                   Bianchetto
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pagro                                                                  Dentice rosa
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I SEGRETI PER SCEGLIERE IL PESCE FRESCO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Acquistarlo, laddove possibile, direttamente dal produttore che garantisce la freschezza del pescato;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Verificare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Per i gamberi verificare che non abbiano la testa annerita;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          •         Meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          * Fonte: Coldiretti – Impresapesca
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 22 Dec 2021 15:36:24 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/consumi-coldiretti-puglia-a-natale-piu-pesci-su-tavole-pugliesi-stranieri-8-su-10-occhio-ad-origine</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>CNA Grosseto:  Ultimi posti per il corso di cucina tanto atteso del 2021 con lo chef Gregori Nalon</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cna-grosseto-ultimi-posti-per-il-corso-di-cucina-tanto-atteso-del-2021-con-lo-chef-gregori-nalon</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ultimi posti
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/255068832_10227841467130547_6626320235241989596_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Natale ai tempi del Covid: i piatti della tradizione nel rispetto delle norme” è il titolo del seminario gratuito organizzato da CNA Servizi, l’agenzia formativa di CNA Grosseto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giovedì 16 dicembre lo chef Gregori Nalon, uno dei maggiori innovatori del settore in Italia, noto per la sua applicazione delle tecnologie al mondo della ristorazione, per la partecipazione a importanti trasmissioni televisive di show cooking, come “La Prova del cuoco” su Rai Uno, co-conduttore di ““Piatti e Misfatti” su Alice Tv e protagonista della prima food comedy all’Italiana “A Casa di Gregori” su Alma Tv, terrà un incontro dedicato ai piatti della tradizione rivisti e ripensati in modo da garantire una maggiore sicurezza alimentare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’incontro, aperto alle imprese associate, della ristorazione e non solo, si terrà dalle 8.30 alle 14.30 nel laboratorio dell’azienda Cortecci srl.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saranno preparati alcuni piatti natalizi tradizionali affrontando gli aspetti organolettici, il rispetto della materia prima ed il concetto di cook &amp;amp; chill.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo chef, inventore della figura del “Food coach”, insegnante di “Emotional food” e primo cooking strategist italiano, dimostrerà inoltre qualche tecnica per ottimizzare i processi di lavoro così da abbattere i costi di produzione e da aumentare il margine di guadagno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per prendere parte al seminario è sufficiente comunicare la propria adesione a Debora Pizzetti: tel. 0564 471214, email: d.pizzetti@cna-gr.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 14 Dec 2021 09:43:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Accordo Coldiretti – Princes  per la crescita della filiera del pomodoro 100% italiano</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/accordo-coldiretti-princes-per-la-crescita-della-filiera-del-pomodoro-100-italiano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pomodoro.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Coldiretti, la principale associazione di rappresentanza degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo, e Princes Industrie Alimentari, società che gestisce a Foggia il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione del pomodoro e parte di Princes, primario gruppo internazionale del food&amp;amp;beverage del Regno Unito, hanno stretto un nuovo Accordo Nazionale di Filiera per tutelare il pomodoro “100% Made in Italy” e sostenerne lo sviluppo mettendo al centro le persone, l’ambiente e la crescita economica.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per la prima volta in Italia il nuovo Accordo di Filiera con Coldiretti, integrato dalla collaborazione di Princes con Oxfam Italia su attività di monitoraggio e supporto alla formazione dei lavoratori, delinea un quadro di riferimento per promuovere la sostenibilità sociale, economica e ambientale della filiera del pomodoro italiano. Un patto che rafforza la lotta contro il fenomeno dell’Italian Sounding: un mercato che ha superato i €100 miliardi, il doppio del valore dell’export di cibo italiano nel mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Coldiretti e Princes si impegnano a valorizzare l’elevata qualità e l’identità nazionale della filiera del pomodoro italiano per ridare competitività a un comparto strategico per la ripresa del Paese. L’Italia, infatti, rappresenta il 15% della produzione mondiale di pomodoro per un comparto che vale oltre €3,7 miliardi di fatturato. La Puglia da sola contribuisce per circa il 30% all’intero volume del pomodoro italiano da industria e per circa il 60% a quello coltivato nel Sud Italia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Con le importazioni di derivati di pomodoro dalla Cina che quest’anno sono praticamente raddoppiate (+93%) e raggiungeranno ben oltre i 100 milioni di chili nel 2021 è importante garantire la tracciabilità sugli scaffali e la qualità e sostenibilità del Made in Italy” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “occorre combattere la concorrenza sleale di prodotti importati dall’estero facendo in modo che tutti gli alimenti in vendita in Italia ed in Europa rispettino le stesse regole su ambiente, salute e diritti dei lavoratori. Con questo accordo” - conclude Prandini - prosegue il nostro lavoro per filiere più giuste, moderne e sostenibili”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Nato da obiettivi condivisi con Coldiretti e i nostri partner, questo accordo è un ulteriore passo in avanti per dare concretezza al futuro della filiera del pomodoro e, di conseguenza, all’Italia. Come impresa ci impegniamo direttamente a favore dell’ambiente e applichiamo pratiche di lavoro etico e condizioni economiche eque. Con questo nuovo accordo proponiamo un modello di riferimento che possa ispirare e incentivare iniziative condivise fra imprese, associazioni e istituzioni - sottolinea Gianmarco Laviola, Amministratore Delegato di Princes Industrie Alimentari
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Congratulazioni a Princes per il rinnovo dell’accordo con Coldiretti. La continuità di quest’accordo è la testimonianza della stretta ed efficace collaborazione che esiste tra Italia e Regno Unito nell’ambito del settore agricolo e, più specificatamente, della filiera del pomodoro italiano. Tale accordo, che vuole non solo promuovere questo settore, ma anche garantire condizioni lavorative eque nel rispetto dei diritti umani dei lavoratori, è in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, che il Regno Unito sostiene fortemente, e rende onore a entrambe le parti coinvolte", ha aggiunto Jill Morris, Ambasciatore britannico presso la Repubblica Italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La sostenibilità sociale è una priorità assoluta per il Gruppo Princes, che da sempre investe per il rispetto dei diritti umani non solo tra i propri fornitori ma in tutta la filiera pugliese. La collaborazione con Oxfam Italia è un segno importante della volontà di Princes di fare sistema lungo tutta la filiera in modo rafforzare l’impegno contro le pratiche di sfruttamento, fra cui il fenomeno del caporalato. Princes e Oxfam Italia lavoreranno per rendere più efficaci le iniziative che coinvolgono le cooperative agricole e lavoratori impiegati nella raccolta di pomodoro - attraverso procedure di monitoraggio – ed il supporto alla formazione in merito a pratiche agronomiche, aspetti normativi, buone pratiche dei rapporti di lavoro ma anche supporti tecnologici e di sicurezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Coldiretti e Princes vogliono innovare la filiera avviando un percorso di ammodernamento tecnologico riducendone al contempo l’impatto ambientale. Le principali direzioni di azione prevedono l’implementazione di tecnologie di agricoltura 4.0 che coinvolgono anche l’uso delle più sofisticate rilevazioni satellitari per monitorare lo sviluppo delle colture e intervenire in modo veloce ed efficace per contenere gli impatti negativi del climate change, il supporto per l’acquisto di attrezzature di precisione e di controllo, la riduzione dell’utilizzo di concimi chimici, erbicidi e plastiche non biodegradabili, implementazione di progetti di waste e water management ed economia circolare. In particolare, si punterà sui prodotti da bioeconomia circolare, a partire dalle pacciamature in bioplastica, sviluppate con MaterAgro e Novamont. Saranno inoltre organizzati training di formazione dedicati agli agricoltori e ai tecnici delle cooperative partner.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Princes conferma ai produttori associati a Coldiretti la possibilità di sottoscrivere contratti di fornitura della durata di tre anni riconoscendo anche un prezzo “equo” per il pomodoro, cioè basato sugli effettivi costi sostenuti. L’azienda definisce il prezzo equo di acquisto della materia prima sulla base del conto culturale elaborato dall’Università degli Studi di Foggia. Per i conferimenti di pomodoro 2021, Princes ha confermato alle aziende partner la remunerazione prevista nel 2020 che ha rappresentato un aumento storico per gli agricoltori della Capitanata. Inoltre, l’azienda riconosce un incentivo addizionale a quegli agricoltori che investono sul conferimento di pomodoro di qualità superiore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Date le caratteristiche fortemente innovative, l’Accordo di Filiera sarà soggetto a una revisione annuale per cogliere le indicazioni provenienti dai partner di Princes e Coldiretti con l’obiettivo di un continuo e costante miglioramento dei contenuti dell’Accordo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Princes lavora nello stabilimento di Foggia - il più grande sito industriale d’Europa - unicamente pomodoro di origine pugliese e si rifornisce esclusivamente da produttori che rispettano i più alti standard in tema di lavoro etico, secondo le certificazioni “Global G.A.P. GRASP” o “SA8000”. Inoltre, Princes richiede l’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità a tutti i suoi fornitori agricoli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Coldiretti
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con 1,6 milioni di associati la Coldiretti è la più grande Organizzazione agricola italiana ed europea a cui fanno capo la maggioranza assoluta delle imprese che operano nell’agricoltura italiana e circa il 70 per cento degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. La Coldiretti è una organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con il suo nuovo ruolo di sindacato imprenditoriale di filiera ed il progetto per una Filiera Agricola tutta Italiana. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 97 federazioni interprovinciali e provinciali, 724 Uffici di Zona e 5.668 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione è presente in quasi ogni comune del nostro Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Dec 2021 08:48:06 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FURTI: COLDIRETTI PUGLIA, OLIVE COME DIAMANTI; IN 3 MINUTI RUBATI FINO A 30 KG AD ALBERO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/furti-coldiretti-puglia-olive-come-diamanti-in-3-minuti-rubati-fino-a-30-kg-ad-albero</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Plauso ai Carabinieri per gli arresti a Bitritto in flagranza di reato con una ‘refurtiva raccolta’ di 1 quintale di olive
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/10660260.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I predoni delle campagne in Puglia stanno facendo razzia di olive che come diamanti andrebbero sorvegliate di notte e scortate durante i trasferimenti nei frantoi. E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia che palude agli arresti a Bitritto in provincia di Bari di tre persone che con teloni e aste per battere gli ulivi sono state colte in flagranza di reato dai Carabinieri mentre avevano già ‘raccolto’ una refurtiva di 1 quintale di olive.  
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le bande di malfattori stanno letteralmente depredando gli oliveti del barese e del foggiano, dove in 2/3 minuti – insiste Coldiretti Puglia - riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami – spiega Coldiretti Puglia - per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calo della produzione del 30-40% rispetto alla media produttiva pugliese – aggiunge Coldiretti Puglia  – sta facendo degenerare la situazione. E’ un fenomeno che preoccupa e non poco gli imprenditori olivicoli pugliesi, vittime di razzie di olive ad opera di squadre organizzate. Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri, trascinando velocemente le reti di raccolta, non riescono a portare via.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 30 Nov 2021 14:28:36 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Norma UNI sulla professione del cuoco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/norma-uni-sulla-professione-del-cuoco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         This is a subtitle for your new post
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Pubblicata a settembre la prima norma tecnica UNI sulla professione del cuoco.  Essa stabilisce competenze e criteri professionali che definiscono la figura del Cuoco. La normativa disegna il profilo e standard di chi lavora nelle cucine inserendosi nel quadro normativo della “Legge 4/2013 sulle Professioni non non-ordinistiche”. Un punto fermo e un quadro normativo finalmente condiviso e riconosciuto da organi terzi, per fornire riferimenti e certificare le competenze di una professione non regolamentata da un albo professionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Federazione Italiana Cuochi ha coordinato il tavolo di redazione della norma che sarà d'ora in poi un vero riferimento e avrà fra i suoi principali scopi quello di garantire al mercato ristorativo e al consumatore, proprio attraverso i percorsi di conformità e certificazione volontaria di organi esterni, l’adeguamento dei professionisti del settore e gli standard ottimali nelle cucine professionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni cuoco potrà dunque uniformarsi all’applicazione di linee guida comuni, già coerenti con il “Quadro Europeo delle Qualificazioni (EQF), e favorire un nuovo percorso di riconoscimento europeo alla professione del cuoco.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La norma può essere scaricata ed acquistata sul sito UNI al link:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          https://www.uni.com/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=10903:la-figura-professionale-del-cuoco&amp;amp;catid=170&amp;amp;Itemid=2612
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 29 Nov 2021 16:30:05 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>OGGI SI E' TENUTO IL XIX FORUM INTERNAZIONALE DELL’AGROALIMENTARE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/oggi-si-e-tenuto-il-xix-forum-internazionale-dellagroalimentare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/258780889_5153977051285484_5758906547611278169_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al via la giorni del XIX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti, che si trasferisce per quest’anno a Villa Miani a Roma fino a venerdì 19 novembre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Forum è l’appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, finanziarie e politiche nazionali ed estere. Nell’arco dei due giorni si affronteranno, con la presenza di prestigiosi ospiti nazionali ed internazionali, temi correlati all’ambiente, alla salute e all’economia con spazi di approfondimento e la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione di quest’anno si è aperta con la conferenza stampa di presentazione del Rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani nel post Covid e del nuovo censimento del patrimonio enogastronomico alimentare nazionale con l’esposizione delle specialità salvate dalla pandemia. Sono intervenuti: Massimiliano Valerii (Direttore Generale, CENSIS), Stefano Patuanelli (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) e Ettore Prandini (Presidente, Coldiretti).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ci sono state specifiche sessioni dedicate ai pericoli in arrivo sulle tavole degli italiani, ai nuovi modelli di consumo, all’innovazione e competitività delle imprese, alla sfida energetica e alla transizione ecologica, con la presentazione dal vivo del primo trattore al mondo alimentato a biometano che taglia emissioni ed inquinamento. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra gli altri sono intervenuti in questa giornata di apertura Catia Bastioli (Amministratore Delegato, Novamont), Giorgio Calabrese (Presidente, Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute), Gian Marco Centinaio (Sottosegretario per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Roberto Cingolani (Ministro della Transizione Ecologica), Massimo D’Alema (Presidente, Italianieuropei), Jean-Paul Fitoussi (Economista; Sciences Po, Francia), Mariastella Gelmini (Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie), Roberto Gualtieri (Sindaco di Roma), Luigi Gubitosi (Amministratore Delegato, TIM), Maurizio Martina (Vice Direttore Generale, FAO), Stefano Patuanelli (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali),  Carlo Petrini (Slow food), Roberto Speranza (Ministro della Salute), Giulio Tremonti (Presidente, Aspen Institute Italia) e Carlo Tamburi (Direttore Italia, Enel).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’appuntamento è stato trasmesso anche in diretta streaming sul sito www.coldiretti.it
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ELENCO COMPLETO RELATORI NELLA GIORNATA DI APERTURA DI GIOVEDÌ 18 NOVEMBRE intervenuti in presenza come relatori, in ordine alfabetico, Felice Adinolfi (Università di Bologna), Catia Bastioli (Amministratore Delegato, Novamont), Vittore Beretta (Presidente e AD, Flli Beretta), Renato Brunetta (Ministro per la Pubblica amministrazione),  Giorgio Calabrese (Presidente, Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute), Gian Marco Centinaio (Sottosegretario per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Roberto Cingolani (Ministro della Transizione Ecologica), Massimo D’Alema (Presidente, Italianieuropei), Ben Feldman (Farmers Market USA), Jean-Paul Fitoussi (Economista; Sciences Po, Francia), Mariastella Gelmini (Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie), Vincenzo Gesmundo (Segretario Generale, Coldiretti), Giancarlo Giorgetti (Ministro dello Sviluppo Economico) da confermare, Roberto Gualtieri (Sindaco di Roma), Luigi Gubitosi (Amministratore Delegato, TIM), Agnes Kalibata (Special Envoy of the UN Secretary-General for the 2021 UN Food Systems Summit; President of AGRA) in collegamento, Marco Lucchini (Segretario Generale, Banco alimentare), Matilda Ho (Farmers Market Cina) in collegamento, Maurizio Martina (Vice Direttore Generale, FAO), Marino Niola (Antropologo), Claudio Palladi (Amministratore delegato, Rigamonti),  Stefano Patuanelli (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali),  Mauro Raffaele Petriccione (Direttore Generale per l’Azione per il clima, DG CLIMA, Commissione Europea) in collegamento, Carlo Petrini (Slow food), Ettore Prandini (Presidente, Coldiretti), Alessandro Rosina (Professore ordinario di Demografia, Università Cattolica di Milano), Roberto Speranza (Ministro della Salute), Giulio Tremonti (Presidente, Aspen Institute Italia), Alberto Villani (Pediatra), Massimiliano Valerii (Direttore Generale, CENSIS), Roberto Weber (Centro Studi Divulga/Ixè), Francesca Zarri Direttore R&amp;amp;S e Digitale, Eni) in collegamento, Carlo Tamburi (Direttore Italia, Enel), Dino Zardi (Climatologo; Gruppo di Fisica dell’Atmosfera, Università di Trento).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Nov 2021 12:24:20 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, MAGAZZINI PIENI DI PRODOTTO STRANIERO (15MILA TONNELLATE); STOP SPECULAZIONI SUI PREZZI DELL’EVO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/olio-coldiretti-puglia-magazzini-pieni-di-prodotto-straniero-15mila-tonnellate-stop-speculazioni-sui-prezzi-dellevo</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il report Frantoio Italia dell’ICQRF (MIPAAF) registra la presenza di olio UE ed Extra UE
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/olio_oliva_come_sceglierlo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stop alle speculazioni che deprimono i prezzi dell’olio extravergine pugliese proprio quando sotto la spinta salutista determinata dall’emergenza Covid i consumi di olio delle famiglie sono in crescita sull’onda del successo della Dieta Mediterranea, proclamata patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco, con più di 8 italiani su 10 (82%) che cercano sugli scaffali prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, per cui è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come pugliese il prodotto importato di minore qualità, con i magazzini in Puglia pieni di 14mila tonnellate di olio comunitario e quasi 1000 tonnellate di olio extracomunitario, secondo i dati del report Frantoio Italia redatto dall’organismo di controllo ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Non possiamo consentire che ci siano pesanti ripercussioni sugli operatori seri della filiera, agricoltori e frantoiani,  che rischiano di vedere non remunerato il valore del nostro pregiato EVO di qualità. Coldiretti Puglia vigilerà affinché vengano stanate e perseguite eventuali speculazioni, sostenendo tutte le necessarie azioni di contrasto messe in campo dagli organismi di controllo e dalle forze dell’ordine, a partire proprio dall’Ispettorato Centrale della Repressione Frodi”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’andamento dei prezzi di olive e olio è inaccettabile, l’ennesimo colpo alla liquidità delle imprese, per cui Coldiretti chiede alla Regione Puglia sostegni mirati allo stoccaggio privato dell’olio, attivando anche rapporti tempestivi con l’ABI per fare in modo che le banche intervengano con tassi agevolati, in modo da dare respiro agli olivicoltori e ai frantoiani. Determinante che nel dibattito nazionale sulla PAC e il PSR la Regione Puglia si imponga – aggiunge Coldiretti Puglia - affinché vengano destinati importanti sostegni all’olivicoltura, anche in vista della perdita dei titoli storici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ad influenzare la stagione olearia l’assenza di piogge e la siccità che ha colpito il polmone olivicolo del Paese, la Puglia, regione – aggiunge Coldiretti Puglia - che produce la metà del prodotto italiano, dove sono raddoppiati i costi di produzione, come quello per irrigare. Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti Puglia – si abbatte ulteriormente sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dal vetro per le bottiglie di olio fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Serve una ulteriore stretta sui controlli, per stoppare le pratiche sleali, grazie alla direttiva comunitaria recepita dal Consiglio dei Ministri, un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della Gdo non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se – denuncia la Coldiretti regionale - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta – precisa la Coldiretti regionale - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – aggiunge Coldiretti Puglia - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare sulle tavole degli italiani e hanno un effetto calamita sui clienti a partire proprio dall’olio di oliva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A livello regionale e nazionale vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano – conclude Coldiretti Puglia - in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia, l’olio extravergine di oliva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 18 Nov 2021 11:59:44 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, RIMODULATO PIANO RIGENERAZIONE OLIVICOLA DA 300MLN EURO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/xylella-coldiretti-puglia-rimodulato-piano-rigenerazione-olivicola-da-300mln-euro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/140a582911c5035ffd2a7e78e3dd277e.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimodulato il Piano di Rigenerazione olivicola da 300 milioni di euro, spostando i fondi destinati alla rimozione degli ulivi disseccati di 20 milioni sui reimpianti degli ulivi resistenti per cui sono già pervenute alla Regione Puglia 8133 domande singole e 26 collettive per un fabbisogno di 222 milioni di euro. E’ quanto definito nel corso del tavolo di coordinamento sulla Xylella, presieduto dal sottosegretario di Stato all’Agricoltura, Francesco Battistoni, fortemente voluto da Coldiretti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Abbiamo lavorato, condividendo la rimodulazione con il Ministero dell’Agricoltura e l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, sottolineando l’urgenza di attivare le misure per gli agricoltori, i frantoiani e i vivaisti, perchè in Salento gli olivicoltori sono senza reddito da 7 anni, si contano milioni di ulivi secchi, i frantoi sono stati svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, sono andati persi 5mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile, se non si interviene con strumenti adeguati e una visione strategica, con la necessaria deroga ai vincoli paesaggistici del Ministero dei Beni Colturali, per affrontare dopo anni di tempo perduto il disastro avvenuto in Puglia”, ha detto Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sulla salvaguardia degli ulivi monumentali sono giunte 94 domande per 2,8milioni di euro, per cui l’Assessorato provvederà a pubblicare un secondo bando per assorbire il totale di 5 milioni in dotazione sulla misura che non ha sortito gli effetti sperati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Procedure semplificate per gli interventi sui frantoi oleari che ha riguardato 271 frantoi per 5,7 milioni per la prima annualità ed è stato stabilito di attivare la misura anche per i 2 anni successivi al 2020, richiesta avanzata da Coldiretti Puglia che ha chiesto di lasciare le risorse sulla misura per assorbirla completamente considerati i danni subiti dai frantoi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La misura relativa alle imprese vivaistiche è stata modificata – spiega Coldiretti Puglia - consentendo di intervenire non solo sugli investimenti e per attivare misure compensative in favore dei vivai.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Saranno 5 le linee di ricerca prevalenti – una volta approvato il programma dal Comitato di sorveglianza – con 11 milioni per il miglioramento genetico ddi specie tolleranti e resistenti alla Xylella, 3 milioni di euro per indagini e prove per metodi di controllo della presenza della Xylellsui vegetali, 3 milioni di euro per indagini e prove per metodi di controllo sugli insetti vettori, 2 milioni di euro per tecniche di diagnosi sul materiale vegetale della presenza di Xylella e insetti vettori, 1 milione di euro per studi per la migliore gestione agronomica del materiale resistente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La ricerca è indispensabile per trovare ogni possibilità per uscire dallo stato di grave emergenza e continuare a pensare che la Xylella sia un problema solo dell’agricoltura – ha ribadito il presidente Muraglia - è la dimostrazione della miopia di quanti non hanno preso coscienza del danno arrecato dalla malattia a tutta l’economia, dall’agricoltura al turismo, fino agli investimenti per l’indotto commerciale e artigianale legato all’agroalimentare e alla ricettività, per cui serve un impegno corale di tutti che vada oltre la Puglia, perché la Xylella è un problema nazionale ed europeo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il contagio della Xyella ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi, lasciando un panorama spettrale – insiste Coldiretti Puglia - con oltre 8mila chilometri quadrati di territorio colpito dalla fitopatologia pari al 40% del territorio regionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Xylella ha provocato effetti più disastrosi di un terremoto – conclude Coldiretti Puglia - con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica, lavorativa, con esigenze di contenimento, di ricostruzione, di sostegno che vanno affrontate in maniera strategica, univoca e di sistema, rendendo i procedimenti fluidi e fruibili.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 12 Nov 2021 10:42:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>ADDIO AL PAPÀ DEL TIRAMISÙ, IL DOLCE DIVENTATO SIMBOLO D'ITALIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/addio-al-papa-del-tiramisu-il-dolce-diventato-simbolo-d-italia</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Tiramisù, che secondo gli enogastronomi 'nasce' a Treviso negli anni '60, perde oggi il suo 'papà', Aldo Campeol, scomparso a all'età di 93 anni. Patron dello storico ristorante "Le Beccherie" di Treviso, Campeol e la moglie Alba, co-autrice della preparazione originaria assieme allo chef Roberto Linguanotto, non aveva mai brevettato la ricetta. Questo negli anni ha fatto fiorire varie ricette e leggende sulla sua origine, dalle quali sono nati dolci talvolta completamente diversi. La ricetta delle Beccherie fu poi depositata con atto notarile presso l'Accademia Italiana della Cucina solo nel 2010.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              L'enorme successo del dolce, anche all'estero, ha dato vita ad una battaglia commerciale sulla sua paternità, in particolare tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Ma secondo l'Accademia del Tiramisù le sue origini 'quasi certe' sarebbero in un'antica locanda del trevigiano diventata nel tempo il locale Beccherie di Treviso. Certo è, invece, che il Tiramisù è diventato un classico proposto nei ristoranti di ogni continente. E anche nell'anno della pandemia, il 2020, è stato il re del food delivery in Italia, con oltre 22.000 kg di tiramisu' ordinati, come da report di Just Eat. Roma e' la citta' del tiramisu' a domicilio per eccellenza, con oltre 7.300 kg ordinati nel 2020.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Alle Beccheria, ancora oggi, vi sono commensali che arrivano nel locale trevigiano solo per assaggiare il gusto autentico di una delizia piena di morbidezza e di contrasti dolce-amaro. Al Tiramisù sono stati intitolati nel tempo tornei e campionati di ogni tipo, compresa la "Tiramisu' World Cup", una gara virtuale con 30 concorrenti in programma il 21 marzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Alle Beccheria, ancora oggi, vi sono commensali che arrivano nel locale trevigiano solo per assaggiare il gusto autentico di una delizia piena di morbidezza e di contrasti dolce-amaro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Per la scomparsa del 'papà' del Tiramisù ha espresso il proprio cordoglio anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Con Aldo Campeol - ha detto - Treviso perde un'altra stella della sua storia enogastronomica, che brillerà anche lassù. La sua lunghissima attività di ristoratore, e le sue Beccherie, hanno attraversato decenni della trevigianità migliore, fatta di accoglienza e qualità, e di quel sorriso garbato che sul suo volto non mancava mai". 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 12 Nov 2021 10:12:33 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Arriva “Pasta &amp; Fagioli. Un piatto italiano”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/arriva-pasta-fagioli-un-piatto-italiano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Presentato lunedì 8 novembre nella suggestiva cornice dell’Hotel Danieli a Venezia il nuovo volume “Pasta e Fagioli. Un piatto italiano”. fra gli chef anche lo chef Gregori Nalon.
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&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presentato lunedì scorso nella stupenda cornice dell’Hotel Danieli a Venezia il nuovo libro “Pasta e Fagioli. Un piatto italiano”, un prestigioso e ricco volume monografico, unico nel suo genere e primo in Italia a rendere omaggio ad un grande classico che ha fatto la storia della cucina italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          69 ricette d’autore raccontano uno dei piatti più celebri della tradizione.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Presenti più di 30 giacche bianche che insieme a giornalisti e partner hanno assaggiato tre diversi tipi di Pasta e Fagioli dell’Executive chef Alberto Fol che ha ospitato l’evento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo prestigioso volume ci sono 69 grandi chef tra cui lo chef di fama internazionale Gregori Nalon reinterpretano e personalizzano una specialità preparata in tutto il Bel Paese, da nord a sud, valorizzando la pasta e i fagioli nella forma che sentono più vicino alla propria sensibilità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla presentazione sono intervenuti autorevoli studiosi in materia alimentare e storico-gastronomica, come quella dell’antropologo alimentare Sergio G. Grasso, della nutrizionista Mirella Giuberti, del gastronomo, nonché esperto di formaggi, Alberto Marcomini, del Maître sommelier Massimo Biagiali e dello chef-docente Marco Valletta.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A dare il benvenuto: Ferruccio Ruzzante, presidente del Consorzio Zafferano e di Studioverde e Nereo Marzaro, presidente di Sirman Spa., nonché le aziende partner che con il loro contributo e la loro professionalità hanno sostenuto e continuano a sostenere la cucina italiana di qualità: Afinox, Berto’s, GhisaNativa, Pasta Frentana, Fulgor Milano, Tenuta d’Asolo – Progress, Royal Greenland, Danish Crown, Virtus e Venix.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ospite Rocco Pozzullo presidente della Federazione Italiana Cuochi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quindi 69 creative versioni di un caposaldo del nostro patrimonio gastronomico, differenti per ingredienti, lavorazioni, tecnologie e mise en place, ma accomunate dalla logica del piatto unico che combina carboidrati e proteine per donare un gusto impareggiabile e un altissimo valore nutrizionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ecco tutti gli chef presenti nel volume: Leo Amato; Andrea Angeletti; Paolo Antinori; Pierluca Ardito; Stefano Baiocco; Simone Baleani; Fabrizio Barontini; Gianluca Battistin; Christoph Bob; Massimo Bomprezzi; Peter Brunel; Vincenzo Cammerucci; Michele D’Agostino; Alessandro Dal Degan; Stefano De Gregorio; Angelos De Polis, Nino Di Costanzo, Angelo Giovanni Di Lena, Donato Episcopo; Gaetano Farucci; Luigi Ferraro; Alberto Fol; Keoma Franceschi; Walter Frontalini; Michele Gilebbi; Rocco Giubileo; Francesco Gotti; Giorgio Graziano; Serghei Hachi; Davide Larise; Paolo Lavezzini; Alessio Longhini; Fabio Mancuso; Ambra Marca; Cesare Marretti; Sergio Mei; Federico Mocci; Fabio Momolo; Gregori Nalon; Giorgio Nardelli; Michele Nardelli; Rocco Pace; Lara Pasquarelli; Paolo Pavarino; David Perissinotto; Paolo Piovan; Gianfranco Pulina; Gaetano Ragunì; Matteo Righetto &amp;amp; Matteo Fiorotto; Giuseppe Romano; Paolo Rossetti; Marcantonio Sagramoso; Matteo Sangiovanni; Piergiorgio Siviero; Massimo Spallino; Fabio Tacchella; Efrem Tassinato; Gianluca Tomasi; Marco Tomasi; Giovanni Torrente &amp;amp; Giuseppe Alongi; Gaetano Trovato; Mauro Uliassi; Andrea Valentinetti; Marco Valletta; Luca Verdolini; Giuliano Viaggi; Nicola Vizzarri; Filippo Zoncato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 11 Nov 2021 13:45:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LA NAZIONALE ITALIANA MACELLAI SCELTA DAL PUBBLICO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-nazionale-italiana-macellai-scelta-dal-pubblico</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         LA NAZIONALE ITALIANA MACELLAI SCELTA DAL PUBBLICO
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
          L'Italia della Macelleria: CAMPIONI D’Europa per il grande pubblico
         &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Clermont-Ferramd, 8 novembre 2021 - Si è appena conclusa la prima Coupe d’Europe Boucherie a Clermont-Ferramd dove si sono battute 4 delle più grandi nazioni della lavorazione carne in Europa. L’Italia torna a casa con due fantastici risultati: primo posto secondo il pubblico, secondo posto per la giuria dietro ai padroni di casa di soli 6 punti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quattro le squadre in gara: Francia, Spagna, Germania e Italia. Le rispettive nazionali si sono sfidate in una due-giorni di eventi tecnici in cui i migliori macellai hanno dato prova delle prove abilità su diverse specie come vitello, manzo, maiale, agnello e pollame.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le esibizioni e le prove di velocità individuali si sono tenute all’interno di una vetrina di quattro metri per squadra ed ognuno delle nazioni in gioco ha voluto rappresentare il proprio territorio sia nel modello di lavoro sia nell’esposizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Una gara molto combattuta” - ci racconta Andrea Laganga, portavoce della Nazionale Italiana Macellai – “Prima la notizia del secondo posto secondo giudici, con un punteggio subito dietro ai francesi padroni di casa, per solo 6 punti di differenza. Poi arriva la decisione del pubblico, formato da macellai presenti alla manifestazione e del pubblico che ha seguito in streaming la competizione. Uno schiacciante SI che porta il team ITALIA sul gradino più alto del podio vincendo il primo campionato europeo secondo la valutazione esterna”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Sicuramente un meritato primo premio anche per la Francia” - ci racconta Francesco Camassa, capitano del Team Italia – “Un primo premio per una manciata di punti ottenuti dalla somma dei voti dei giudici. Per noi non era importante il risultato ma collaudare e mettere a punto la formazione in campo in vista dei prossimi appuntamenti mondiali. Tornare a casa con il titolo decretato dal pubblico presente ci onora ancor di più e ci rende orgogliosi nel rappresentare la categoria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Ha vinto la nostra italianità” - racconta Mara Labella, Coach della Nazionale Italiana Macellai – “Abbiamo voluto presentarci fin da subito svelando chi siamo veramente. Abbiamo infatti scelto di servire ogni nostro prodotto su vassoi in cornice con le stampe delle più importanti opere d’arte Italiane (Gioconda compresa). Per noi il nostro lavoro di tutti i giorni è un’arte, fatta di tradizioni e insegnamenti quotidiani e, proprio questo nostro essere a fatto sì che arrivasse al cliente finale (in questo caso il pubblico presente) chi veramente siamo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Essere l’unica nazione a tornare a casa con due premio ci rende veramente orgogliosi” – precisa Orlando Di Mario, presidente della NIM(Nazionale Italiana Macellai) – “ma quello che più conta è aver sentito  il calore di una categoria solida e compatta,   la categoria dei macellai d’Europa. Solo insieme e attraverso questi eventi riusciremo a crescere sempre più forti e uniti. Colgo l’occasione per annunciarvi una novità.” - conclude il Presidente – “Dopo la gara ad Augusta in Germania e 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          questa della Francia, è giunto il momento di accogliervi a casa nostra. Il 2023 sarà l’anno degli europei in Italia. Vi aspettiamo!”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Ora non dobbiamo perdere la concentrazione” – conclude Francesco Camassa – “Dobbiamo far tesoro di quanto fatto, rielaborarlo e renderlo ancora più perfetto in vista dei Mondiali del 2022. Se tutto va bene, settembre 2022 sarà infatti la data dei Mondiali di Macelleria del World Butcher Challenge in America, a Sacramento. Intanto godiamoci questo piccolo sogno raggiunto. Evviva la Ciccia, evviva i Macellai d’Italia”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           LA SQUADRA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Titolari
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Francesco Camassa CAPITANO
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Andrea Laganga 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gianni Giardina
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Anna Moretti
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Simone DiCiano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           RISERVA
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Marco Iuculano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           COACH
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mara La bella
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           GIUDICI
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Orlando Di Mario
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Davide Cecconi
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Manuele Avagliano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           STAFF TECNICO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Daniele Gargano
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Martino Demita
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Andrea Laganga
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Portavoce Nazionale Italiana Macellai
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 10 Nov 2021 15:19:38 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gianluca Vacchi punta al settore food e lancia Kebhouze, nuovo brand di kebab</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gianluca-vacchi-punta-al-settore-food-e-lancia-kebhouze-nuovo-brand-di-kebab</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad annunciarlo, lo stesso imprenditore da oltre 41 milioni di followers tra Instagram e TikTok, in una serie di video nella sua villa di Bologna insieme a Keb, un misterioso personaggio in costume alto oltre 2 metri con una grande testa a forma di kebab su cui si poggia una corona d'oro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cinque le aperture previste a inizio dicembre di cui tre a Milano, (Corso Buenos Aires, Via Paolo Sarpi e Porta Genova) e due a Roma (Centro Commerciale Euroma2 e a Via Ostiense). Altre 20 sono programmate in tutta Italia e all'estero per il 2022.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              "Quando mi hanno descritto il progetto - spiega Vacchi - ho colto immediatamente l'enorme potenziale del format: nel 2021 è molto difficile avere un'idea così innovativa in un settore maturo come quello del food". La novità di Kebhouze è nel prodotto: esistono infatti molteplici brand per ogni cosa, dal burger al gelato, tranne che per il kebab, sino ad ora. Kebhouze presenta un kebab in due versioni: pollo 100% italiano o di black angus (novità del mercato). Ma sarà possibile ordinare anche burger di kebab, caesar salad, un'ampia selezione di fritti come i nuggets, chicken popcorn, onion rings e patatine fritte. "C'è un problema di diffidenza verso il kebab. Lo avevo anche io - aggiunge Vacchi - Non c'è un piatto più semplice: piadina, carne e qualche condimento. Ovviamente ho richiesto che ogni ingrediente e materia prima siano di massima qualità".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Grande attenzione poi al tema sostenibilità ambientale: il food packaging è completamente eco-friendly, comprese le acque naturali in tetrapack brandizzate Kebhouze. E si è optato per una valorizzazione delle aziende italiane, da cui viene fornita tutta la carne, e dei produttori locali, con cui ad esempio si è instaurata una collaborazione sulla produzione di due diverse birre artigianali. (ANSA).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 12:31:54 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gianluca-vacchi-punta-al-settore-food-e-lancia-kebhouze-nuovo-brand-di-kebab</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>HALLOWEEN, E’ ZUCCA DAY  DA PADELLA A INTAGLIO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/halloween-e-zucca-day-da-padella-a-intaglio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 ore 10,00 a Campagna Amica
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/HALLOWEEN-LEGGENDA.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ad Halloween arriva lo Zucca Day per scoprire i segreti della regina dell’inverno, dalla padella all’intaglio ma anche per decorare le case. L’iniziativa è della Coldiretti che nei mercati di Campagna Amica in Puglia organizza degustazioni, esposizioni, lezioni dedicate all’ortaggio più grande del mondo che è diventato il simbolo della notte delle streghe che dal Nord America ha contagiato anche l’Europa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sabato 30 ottobre, a partire dalle ore 10,00, a Taranto al mercato di Campagna Amica di Viale Virgilio 33 ci sarà il tutorial sull’intaglio di zucche a KM zero  che saranno donate all’asilo nido Montessori Bilingue Mamà, insieme ad altri prodotti tipici d’autunno, mentre a Brindisi al mercato contadino di Viale Virgilio 226 spazio all’esposizione di mostruose sculture ma anche ai consigli dell’agrichef per cucinare le zucche al meglio in padella. Domenica 31 ottobre le ‘zucche vengono dal mare’ al mercato contadino di Campagna Amica al porto antico sulla banchina solfatara a Monopoli con il Festival della zucca e la loro decorazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno organizzate esposizioni dei vari tipi di zucca con focus sulla biodiversità, lezioni di intaglio, show cooking e per i bambini laboratori didattici e omaggi gustosi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’occasione sarà divulgato anche il Dossier Coldiretti “Fra clima e Covid, le zucche degli italiani” sulla produzione nazionale ma anche i segreti per realizzare una perfetta zucca di Halloween.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 12:04:22 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LATTE: COLDIRETTI PUGLIA, SOTTOSCRITTO PATTO ETICO DI FILIERA TRA ALLEVATORI E TRASFORMATORI  PRIMO PASSO PER SALVARE STALLE PUGLIESI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/atte-coldiretti-puglia-sottoscritto-patto-etico-di-filiera-tra-allevatori-e-trasformatori-primo-passo-per-salvare-stalle-pugliesi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dovranno seguire contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori siano concordati compensi equi
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/s/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Siglato+patto+etico+di+filiera+sul+latte.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sottoscritto il “patto etico di filiera” tra allevatori e trasformatori per riconoscere una adeguata remunerazione del  latte alla stalla e privilegiare sugli scaffali il Made in Italy a tutela dell’economia, dell’occupazione e del territorio come sostenuto dalla campagna Coldiretti #mangiaitaliano. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della firma del protocollo d’intesa per la stabilità, la sostenibilità e la valorizzazione della filiera lattiero – casearia pugliese, intesa etica di filiera fortemente voluta da Coldiretti e promossa e sostenuta dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intesa siglata a livello regionale fa il paio con l’accoglimento della proposta di Coldiretti a livello nazionale per un adeguato aumento del prezzo minimo del latte alla stalla in Italia senza che vi sia un impatto sui consumatori, con la disponibilità espressa da Conad, Coop, Granarolo, Federdistribuzione e Assolatte, al tavolo convocato dal Ministro Stefano Patuanelli sulla crisi del latte su sollecitazione della Coldiretti.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “E’ un primo passo importante rispetto al principio sancito che i prezzi del latte devono partire dai costi lievitati di produzione, a cui dovranno seguire contratti di fornitura fra le industrie di trasformazione e gli allevatori in cui siano concordati compensi equi perché a fronte dei rincari delle materie prime alla base dell’alimentazione degli animali è fondamentale assicurare la sostenibilità finanziaria degli allevamenti, sottraendoli al rischio di chiusura a causa di prezzi sotto i costi di produzione”, dichiara Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A pesare nelle stalle – sottolinea la Coldiretti Puglia - sono gli effetti di fenomeni estremi come la siccità e l’afa con il forte aumento dei costi di produzione a partire da quelli energetici e per l’alimentazione degli animali nelle stalle con il mais che registra +50%, la soia +80% e le farine di soia +35% rispetto allo scorso anno. Con 3 DOP (canestrato pugliese, mozzarella di Gioia del Colle e mozzarella di bufala) e 17 formaggi riconosciuti tradizionali dal MIPAAF (burrata, cacio, caciocavallo, caciocavallo podolico dauno, cacioricotta, cacioricotta caprino orsarese, caprino, giuncata, manteca, mozzarella o fior di latte, pallone di Gravina, pecorino, pecorino di Maglie, pecorino foggiano, scamorza, scamorza di pecora, vaccino) – aggiunge Coldiretti Puglia – il settore lattiero–caseario garantisce primati a livello nazionale e Sigilli della biodiversità dal valore indiscutibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre intervenire urgentemente per salvare la “Fattoria Puglia”, dove sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà in Puglia – conclude Coldiretti Puglia – appena 1.400 stalle per la produzione di latte, decisivo  presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali a causa principalmente del prezzo del latte spesso non remunerativo, dovuto non solo alla crisi, ma anche e soprattutto alle evidenti anomalie di mercato con i prezzi alla stalla che subiscono inaccettabili ‘fluttuazioni’ e agli alti costi di gestione degli allevamenti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 07 Oct 2021 18:17:38 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Italia vince il campionato del mondo di pasticceria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-italia-vince-il-campionato-del-mondo-di-pasticceria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Seguita da Giappone e Francia. Attesa ora per il Bocuse d'Or
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/coppa-del-mondo-pasticceria-1200-690x362.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tre italiani sul tetto del mondo per l'alta pasticceria: Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia hanno vinto il campionato del mondo di pasticceria a Lione. Lo annuncia in una nota, il presidente nazionale Conpait (la Confederazione dei pasticceri italiani) Angelo Musolino. Nelle dieci ore a disposizione il team ha realizzato, gareggiando con altre dieci nazioni, il dessert al cioccolato da condividere, la torta gelato, il dessert da ristorante, la scultura di zucchero alta 165 cm e, con la stessa altezza, una pièce al cioccolato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Secondo posto per il Giappone e terzo per la Francia. È la terza volta che l'Italia si aggiudica questo riconoscimento. "Precisione, concentrazione e fantasia hanno permesso ai pastrychef tricolore di aggiudicarsi il prestigioso premio a Lione con opere d'arte dedicate alla natura. Siamo orgogliosi di Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia che hanno vinto il campionato del mondo di pasticceria. Abbiamo portato anche fortuna e siamo convinti che il lavoro degli ultimi tempi stia facendo crescere a dismisura tutto il comparto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La vittoria in Francia ci riempie di felicità, evviva la pasticceria italiana, evviva i giovani pasticceri del nostro territorio". L'associazione di categoria si è impegnata, in questi mesi, a supportare il lavoro dei tre giovani pasticceri, oltre che risultare tra i soci fondatori del club coppa del mondo di pasticceria. "Merito ed orgoglio anche per l'allenatore della squadra Alessandro Dalmasso", conclude il presidente Musolino che festeggia la vittoria anche sul profilo social dell'associazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E ora lo sguardo si sposta su un'altra competizione: l'Italia provera' a vincere anche nella sfida per il Bocuse d'Or, campionato mondiale di cucina per cuochi a cadenza biennale che si tiene sempre a Lione e nominato così in onore dello chef Paul Bocuse. A guidare il team italiano c'e' il giovane chef Alessandro Bergamo, già sous chef del ristorante Cracco di Milano. L'Italia e' scesa in campo da oggi con una squadra composta oltre che da Bergamo, da Francesco Tanese (commis) e dai membri della Federazione Italiana Cuochi, lo chef Lorenzo Alessio in qualità di coach, Filippo Crisci (vice coach) e gli helpers, Noel Moglia, Graziano Patanè e Andrea Monastero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nazionale azzurra del Team Italia della Bocuse d'Or Italy Academy arriva a Lione dopo le qualificazioni europee di Tallinn che si sono tenute ad ottobre 2020 e con tante aspettative fanno presente gli esperti del settore: l'Italia è infatti più volte arrivata tra le prime dieci.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 27 Sep 2021 11:58:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Balzo dei prezzi della pasta</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/balzo-dei-prezzi-della-pasta</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/filiera-grano-pasta.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il balzo dei prezzi della pasta può essere affrontato con una adeguata programmazione che consenta di aumentare la produzione di grano duro made in Italy in una situazione in cui il Belpaese importa circa il 40% del grano di cui ha bisogno. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, in riferimento all’ aumento del prezzo della pasta dovuto al dimezzamento dei raccolti in Canada che è il principale produttore mondiale e fornitore dell’Italia.  
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro, con 360.000 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. “La domanda di grano 100% Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente, dalla concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni – ricorda la Coldiretti Puglia – che con l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) nel 2020 le importazioni di grano canadese in Italia sono aumentate del 70% rispetto all’anno precedente per un totale di circa 1,7 miliardi di chili provenienti soprattutto da Paesi come gli Stati Uniti e il Canada dove vengono fatti seccare proprio con l’utilizzo del glifosato.
          &#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per fermare le speculazioni e garantire la disponibilità del grano e degli altri prodotti agricoli – sottolinea la Coldiretti - occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali. Ci sono le condizioni per incrementare la produzione di grano in Italia dove – precisa la Coldiretti - è peraltro vietato l’uso del diserbante chimico glifosato in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           “Le migliori varietà di grano duro selezionate, da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix e al grano Maiorca, sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce – aggiunge il presidente Muraglia - più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano”.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           In questo contesto – sottolinea la Coldiretti regionale – un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni fa. Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – conclude la Coldiretti Puglia – valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’Italia – continua la Coldiretti - è il secondo produttore mondiale con un quantitativo di 3,85 milioni di tonnellate ma è anche il principale importatore perché molte industrie anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale hanno preferito acquistare sul mercato internazionale approfittando delle basse quotazioni dell’ultimo decennio. Ora – precisa la Coldiretti Puglia - la situazione è cambiata anche sotto la spinta dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano voluto dalla Coldiretti che ha favorito il boom delle paste 100% Made in Italy.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Una trend spinto dalla crescente richiesta di prodotti 100% Made in Italy da parte dei consumatori. Infatti secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ l’82% degli italiani con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. Una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. Una svolta patriottica favorita anche dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta sotto il pressing delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le industrie di trasformazione stanno quindi adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso accordi per aumentare le coltivazioni in Italia. In questo contesto un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da pasta Milo fino a Barilla che ha deciso di rinnovare la sua pasta classica con grani 100% italiani.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità – insiste Coldiretti Puglia - realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale. “L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza”, conclude il presidente Muraglia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 22 Sep 2021 12:58:55 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PENSIONI: COLDIRETTI PUGLIA, DEROGA OPERAI AGRICOLI PER LAVORI USURANTI VALGA ANCHE PER COLTIVATORI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pensioni-coldiretti-puglia-deroga-operai-agricoli-per-lavori-usuranti-valga-anche-per-coltivatori</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Pensioni+in+agricoltura.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo gli operai agricoli, ma anche i lavoratori autonomi agricoli, ovvero i coltivatori diretti, che svolgono i medesimi lavori e anche con maggiore intensità, devono essere ricompresi tra le attività usuranti da esentare dall`adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Lo chiede la Coldiretti Puglia, in merito al ricalcolo da parte della Commissione sui lavori gravosi che starebbe allargando a 203 le mansioni pesanti che potrebbero permettere di anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni tramite l’Ape sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’estensione alla categoria degli operai agricoli e dei pescatori riconosciuti quali soggetti che svolgono lavori usuranti deve naturalmente ricomprendere i lavoratori autonomi agricoli, ovvero i coltivatori diretti, che svolgono i medesimi lavori. Una spinta per il ricambio generazionale in un settore dove si assiste ad una crescente domanda di lavoro da parte di giovani ma anche una necessità per ridurre, con nuove energie, l’impatto degli infortuni sul lavoro in agricoltura”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le malattie più diffuse per chi lavora nel comparto dell'agricoltura sono l'ernia discale lombare – spiega Coldiretti Puglia - provocata da lavorazioni svolte principalmente con macchine che espongono a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo come trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente, oltre a tendiniti e sindrome del tunnel carpale, allergie, dermatiti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al di là della discussione sulle pensioni anticipate, gli assegni pensionistici degli agricoltori restano tra i più bassi d’Europa – denuncia la Coldiretti regionale – dove in Puglia sono circa 210 mila i pensionati del lavoro autonomo, tra cui ben 63 mila coltivatori diretti, con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che non superano i 515 euro al mese – aggiunge Coldiretti Puglia – che stanno vivendo un momento di grande difficoltà anche a causa della crisi causata dal Covid, ma che nonostante tutto sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali, dove sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Da qui la necessità di intervenire per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse – spiega Angelo Marseglia, presidente dell’Associazione regionale dei Pensionati di Coldiretti –  eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza, definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al fine di una migliore programmazione socio-sanitaria Coldiretti Puglia ha proposto l’istituzione di un tavolo regionale della terza età presso l'assessorato al welfare, al fine di condividere le scelte per la riformulazione del piano regionale delle politiche sociali e darne piena attuazione negli ambiti territoriali pugliesi. I continui tagli apportati alla spesa sociale, la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza stanno scaricando sulle famiglie l’inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La presenza degli anziani all’interno della famiglia in generale, e di quella agricola in particolare, è stata considerata come una forma arcaica da superare mentre con la crisi – sostiene Coldiretti Puglia – si sta dimostrando fondamentale per affrontare le difficoltà economiche e sociali di molti cittadini. La solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è – aggiunge Coldiretti Puglia – un modello vincente per vivere e stare bene insieme e non un segnale di arretratezza sociale e culturale come è stato spesso affermato. Le pensioni aiutano i bilanci per più di una famiglia su tre – conclude Coldiretti Puglia - con la presenza dei nonni in casa che viene giudicata positivamente per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Pensioni+in+agricoltura+1.jpg" length="14206" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 22 Sep 2021 09:42:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Fiere alimentari 2021-2022 in Italia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fiere-alimentari-2021-2022-in-italia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Consigli ai Produttori 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Le fiere alimentari sono ancora una grande opportunità di business per i produttori del food Made-in-Italy. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scopriamo insieme quali sono e in che paese si svolgono
          &#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Quali sono le fiere del settore food in Italia  a cui vale la pena partecipare?
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sapere quali sono le fiere alimentari più importanti e frequentate da professionisti del settore è diventato un aspetto fondamentale per investire tempo e denaro nel modo corretto. Le fiere nascono ed evolvono nel tempo e non sempre riescono a mantenere alto il livello di partecipazione e qualità dei loro partecipanti.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Inoltre, a seguito della pandemia, molte fiere internazionali sono state posticipate, hanno subito e probabilmente subiranno ancora delle modifiche.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Per questi motivi abbiamo deciso di creare questa agenda digitale aggiornata periodicamente che vi darà la possibilità di rimanere informati sulle prossime fiere del food 2021 e 2022.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Di seguito trovate le principali fiere alimentari in Italia del 2021 e del 2022. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;font&gt;&#xD;
          &lt;br/&gt;&#xD;
        &lt;/font&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          &lt;font&gt;&#xD;
            
              Fiere alimentari in Italia per il 2021 e 2022
             &#xD;
          &lt;/font&gt;&#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Nome Fiera	Città	Date
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Beer Attraction	Rimini	20 – 23 Febbraio 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Cheese	Bra (Cuneo)	17 – 20 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Cibus	Parma	31 Agosto – 3 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Cosmo Food	Vicenza	6 -10 Novembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Expocook	Palermo	28 – 30 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Golosaria	Milano
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Monferrato	6 – 8 Novembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           11 – 12 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Golositalia	Brescia	26 Febbraio – 2 marzo 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Gustus	Napoli	21 -23 Novembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Host	Milano	22 – 26 Ottobre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Macfrut	Rimini	7 – 9 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Marca	Bologna	19 – 20 Gennaio 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sana	Bologna	9 -12 Settembre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Seed &amp;amp; Chips	Milano	N.A.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sigep	Rimini	22 – 26 Gennaio 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Sol&amp;amp;Agrifood	Verona	10 – 13 Aprile 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Taste	Firenze	26 – 28 Marzo 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Taste of Roma	Roma	N.A.
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Tutto Food	Milano	22 – 26 Ottobre 2021
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Vinitaly
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Verona	10 – 13 Aprile 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           VitignoItalia
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
           Napoli	22 – 24 Maggio 2022
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Casa-Sapori-fiere-vitivinicole-italia.jpg" length="88808" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 20 Sep 2021 09:23:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Casa-Sapori-fiere-vitivinicole-italia.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Domani, Giovedì 16 settembre 2021, ore 9,00 A Firenze in piazza Santa Croce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/domani-giovedi-16-settembre-2021-ore-9-00-a-firenze-in-piazza-santa-croce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    
          G20: I GIOVANI CONTADINI 
         &#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  
         SCENDONO IN PIAZZA
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il G20 dell’agricoltura di Firenze inizia con i giovani contadini che lasciano le campagne per scendere in piazza contro il furto e la distruzione di terra fertile in Italia e nel mondo che favorisce il dissesto ambientale e la speculazione sui prezzi del cibo e sulla fame. L’appuntamento è per domani giovedi 16 settembre a partire dalle ore 9,00 in piazza Santa Croce a Firenze per la prima mobilitazione verde tra trattori, vanghe, campanacci e balle di fieno dove non mancheranno flash mob e provocazioni, con i giovani provenienti anche dalla Puglia per combattere il consumo selvaggio di suolo. Sarà presentato l’appello firmato dai giovani contadini del G20 dei diversi continenti su iniziativa della Coldiretti con lo studio sull’impatto degli accaparramenti e della cementificazione della terra sull’ambiente e sulla fame con un focus sulle produzioni che nel mondo salvano la terra dalle speculazioni, portate in piazza per l’occasione. Saranno presenti tra gli altri la delegata nazionale dei giovani Veronica Barbati e il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La mobilitazione coinvolge l’’intera piazza trasformata in una maxi fattoria del futuro per salvare l’agricoltura che verrà, tra innovazione e tradizione. Dalla lotta allo spreco con i cuochi contadini all’educazione alimentare con l’agriasilo, dal recupero della biodiversità alla difesa dei suoli fertili, dal ruolo di giovani e donne in agricoltura alla rivoluzione tecnologica nei campi fino alle forme innovative di solidarietà con la spesa sospesa per i piu’ bisognosi sono alcuni degli obiettivi del nuovo modello di sviluppo sostenibile proposto dalla Coldiretti a Firenze in piazza Santa Croce fino alla sera del 19 settembre dove sarà presente anche un grande farmers market realizzato appositamente per il G20 dove i consumatori insieme alle delegazioni internazionali e nazionali potranno vivere l’esperienza di contatto diretto con gli agricoltori, anche attraverso la degustazione dei prodotti e delle ricette tipiche preparate dai cuochi contadini.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alle ore 12,00 di giovedi 16 settembre nell’area workshop della Coldiretti in piazza Santa Croce presentazione anche in diretta streaming sul sito www.coldiretti.it di Mater Agro la prima realtà specializzata nella bioinnovazione realizzata da Novamont (leader mondiale) con la partecipazione di Coldiretti con l’obiettivo di creare un laboratorio a cielo aperto per condividere la ricerca agroalimentare in campo e in laboratorio, su temi strategici come risparmio idrico, qualità ambientale e sostenibilità delle produzione. Parteciperanno il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e l’amministratore delegato di Novamont Catia Bastioli.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alle ore 19,00 di giovedì 16 settembre la visita dei rappresentanti del G20 delle istituzioni locali, nazionali ed internazionali tra i banchi degli agricoltori, nella fattoria didattica e nello spazio dei cuochi contadini.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 15 Sep 2021 15:12:59 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Turismo estate 2021: boom di arrivi in tutta la Puglia</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Aldo Patruno: “Abbiamo investito molto sul turismo di prossimità, sfruttando un trend nazionale. A luglio abbiamo superato i flussi del 2019, anno record di arrivi”.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Turismo-in-Puglia-1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ complessivamente molto positivo il bilancio degli arrivi turistici nella stagione estiva 2021 in Puglia: a luglio i numeri hanno superato quelli dell’estate 2019, l’ultima prima della pandemia. E ad agosto le cose sembrerebbero essere andate ugualmente bene mentre si spera di proseguire così nei prossimi mesi di settembre e di ottobre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          " La Puglia si è confermata tra le mete più ambite del turismo. A trainare la ripresa è stato soprattutto il turismo nazionale, sul quale avevamo investito anche con la nostra campagna di comunicazione; sebbene si sia registrato anche il ritorno dei turisti internazionali. A luglio poi i flussi turistici hanno superato quelli dello stesso mese del  2019, l’ anno record di arrivi. Dopo un Ferragosto da tutto esaurito, che ha visto le nostre spiagge tra le preferite dai turisti italiani, alberghi pieni e un boom delle seconde case, anche le settimane successive ribadiscono il trend: la Puglia è stato il luogo da non perdere dell'estate 2021, come hanno scritto anche testate straniere come thetimes.co.uk o Figaronautisme.fr.” Lo afferma Aldo Patruno, il Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia , attendendo i dati di giugno e luglio, che mostrano un trend positivo, e quelli ancora non definitivi di agosto che sicuramente dovrebbero superare i flussi del 2020. Sulla base di questi dati positivi si aprirà il confronto con le forze sociali in vista dell’autunno e del 2022.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei primi sette mesi del 2021, secondo l’Osservatorio  Regionale sul Turismo, il turismo pugliese ha registrato un incremento del +45% degli arrivi (1.327.000) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A giugno gli arrivi sono più che raddoppiati rispetto al 2020 (+125%) e luglio segna invece il +40%. A luglio poi i flussi turistici hanno superato quelli dello stesso mese del  2019, anno pre-pandemia, con un incremento del +1,5% sul totale e del +11,5% sugli arrivi nazionali.  A trainare la ripresa è stato soprattutto il turismo nazionale: i flussi nazionali nel 2021 aumentano del +40% rispetto al 2020,  per via soprattutto del turismo interno, dei pugliesi in Puglia, cui seguono Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Veneto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si è registrato anche il ritorno dei turisti internazionali (+82% rispetto al 2020). Tra i mercati stranieri che stanno contribuendo alla ripresa troviamo nell’ordine Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Polonia. Il tasso d’internazionalizzazione, che nel 2019 rappresentava il 28% del totale degli arrivi, raggiunge il 13% nei primi 7 mesi del 2021, con un recupero di 2 punti rispetto al 2020.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il comparto quindi ha già recuperato 18 punti percentuali in un anno, passando da una perdita del -60% registrata tra il 2019 e il 2020, al -42% tra il 2019 e il 2021, un calo che potrebbe essere recuperato a partire dal 2022 con la ripresa del turismo business, scolastico e di bassa stagione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A dimostrare il bilancio positivo sono  anche i numeri dei voli e dei passeggeri presenti negli aeroporti di Bari e Brindisi: il traffico passeggeri  di luglio e agosto ha raggiunto 1 milione 337mila 245 unità, di cui 490mila 293 sono i passeggeri internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rispetto al 2020 Lecce è il territorio che ha registrato l’incremento maggiore da gennaio a luglio 2021 (+109mila arrivi), cui segue Foggia (+104mila arrivi) e Bari con +36mila arrivi. Il Salento e il Gargano sono le aree che hanno incrementato la propria quota d’incoming tra il 2019 e il 2021 mentre si è ridotto il peso di Bari e la costa. Nel 2021, il 61% dei turisti ha soggiornato in strutture ricettive del comparto alberghiero (+41% rispetto al 2020), dato favorevolmente condizionato anche dal buon andamento del luxury (+54%). L’extralberghiero cresce del +50% per via delle buone performance degli agriturismi e dei villaggi turistici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 09 Sep 2021 07:37:07 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Alimenti, Coldiretti: da grano a pane prezzo aumenta 12 volte</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal grano al pane il prezzo aumenta di dodici volte. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
            
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  
         Dal grano al pane il prezzo aumenta di dodici volte. 
         &#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti, in riferimento all’analisi di Assopanificatori sull’aumento dei prezzi in autunno nel sottolineare che la produzione di grano in italia ha subito un taglio stimato pari al 10% per il clima pazzo, nonostante l’aumento delle superfici coltivate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un chilo di grano tenero è venduto a circa 26 centesimi, ricorda l'associazione, mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini ad un valore medio di 3,1 euro al chilo con un rincaro quindi di dodici volte, tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito. Che il prezzo del grano incida poco su quello del pane, ricorda inoltre Coldiretti, lo dimostra anche l’estrema variabilità dei prezzi del pane in Italia mentre quelli del grano sono fissati a livello internazionale. Se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,2 euro, a Roma si viaggia sui 2,63 euro mentre a Palermo costa in media 2,95 euro al chilo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          "Peraltro i prezzi al consumo – continua la Coldiretti - non sono mai calati negli ultimi anni nonostante la forte variabilità delle quotazioni del grano, che per lungo tempo sono state al di sotto dei costi di produzione". Per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi l'associazione, ricorda infine la nota, è impegnata nel realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto 'equo', basato sugli effettivi costi sostenuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 09 Sep 2021 07:32:28 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cerimonia inaugurale del supersalone alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Salone del Mobile</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Un Salone che è laboratorio di sperimentazione e contaminazione, luogo di incontro e di nuove opportunità per riflettere sul mondo del design e del progetto.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un palcoscenico che da sempre coniuga business e cultura, facendo la storia del design e dell’arredo di ieri, oggi e domani. E che si presenta al mondo con un’offerta di prodotti di altissima qualità ripartiti nelle tre tipologie stilistiche: Classico, che attinge ai valori di tradizione, artigianalità e maestria nell’arte di realizzare mobili e oggetti in stile classico; Design, prodotti espressione di funzionalità, innovazione e grande senso estetico; xLux, settore dedicato al lusso senza tempo riletto in chiave contemporanea. Un’offerta che coniuga qualità e tecnologia, frutto della creatività delle migliori imprese del settore, capaci di sviluppare la propria attività investendo ogni anno nell’innovazione di prodotti e soluzioni per l’abitare.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I numerosi espositori e le migliaia di prodotti esposti confermano il profondo valore del Salone Internazionale del Mobile quale palcoscenico internazionale della creatività e forum degli addetti ai lavori – in media, ogni anno, oltre 370.000 presenze da 188 Paesi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          All'avanguardia anche la proposta culturale, con l'evento collaterale in città che, ogni anno, affianca il Salone del Mobile firmato da un importante artista e progettista di calibro internazionale. Un progetto di straordinario valore, capace di intrecciare design, tecnologia, e storia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Sep 2021 12:37:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>COVID: COLDIRETTI PUGLIA, MAGAZZINI PIENI DI OLIO STRANIERO (+45%); STOP SPECULAZIONI SUI PREZZI DELL’EVO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-coldiretti-puglia-magazzini-pieni-di-olio-straniero--45-stop-speculazioni-sui-prezzi-dellevo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Proprio quando sotto la spinta salutista determinata dall’emergenza Covid sono cresciuti del 9,5% i consumi.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stop alle speculazioni che deprimono i prezzi dell’olio extravergine pugliese proprio quando sotto la spinta salutista determinata dall’emergenza Covid sono cresciuti del 9,5% i consumi di olio extravergine. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, per cui è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità con i magazzini in Puglia pieni di olio straniero con un aumento del 45% rispetto all’anno scorso, secondo i dati del report Frantoio Italia redatto dall’organismo di controllo ICQRF del Ministero delle Politiche Agricole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il rischio è che ci siano pesanti ripercussioni sugli operatori seri della filiera, frantoi e produttori,  che rischiano di vedere  non remunerato il valore del nostro pregiato EVO di qualità, anche in vista della prossima campagna  olearia. Coldiretti Puglia vigilerà affinché vengano stanate e perseguite eventuali speculazioni, sostenendo tutte le necessarie azioni di contrasto messe in campo dagli organismi di controllo e dalle forze dell’ordine”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In queste condizioni è importante verificare attentamente l’etichetta anche se – denuncia la Coldiretti regionale - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta – precisa la Coldiretti regionale - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “A livello regionale e nazionale vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia, l’olio extravergine di oliva. Serve una ulteriore stretta sui controlli, per stoppare le pratiche sleali, un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della Gdo non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato”, aggiunge Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – aggiunge Coldiretti Puglia - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente ci sono quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare sulle tavole degli italiani e hanno un effetto calamita sui clienti a partire proprio dall’olio di oliva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per questo serve intensificare l’attività di controllo e vigilanza anche per evitare che vengano spacciati come nazionali prodotti importati ma è anche necessario al più presto il recepimento della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 – continua Coldiretti Puglia - per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti, con l’introduzione di elementi contrattuali e sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Occorre, inoltre, approvare la proposta di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, presidente del comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti, perché i contratti tra gli attori che operano lungo le filiere del cibo sono presupposto di valore per le produzioni locali, di remunerazione dignitosa per gli imprenditori agricoli e di qualità per i consumatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio è il nostro obiettivo – conclude il presidente Muraglia – perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio. In Puglia aziende agricole e frantoi hanno saputo cogliere gli spunti positivi offerti dal mondo del vino, abile nell’attività di marketing e di grande promozione delle etichette pugliesi a livello nazionale e internazionale. Da qui stanno nascendo sale di degustazione all’interno delle aziende olivicole e dei frantoi, il packaging sta divenendo sempre più ammiccante, sta salendo il livello qualitativo degli oli”, tiene a precisare il presidente Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Puglia detiene un patrimonio di 60 milioni di ulivi – conclude Coldiretti Puglia – su una superficie di 383.650 ettari, con una PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario pari al 20% della totale PLV del settore agricolo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni – sottolinea Coldiretti – con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. L’Italia è il primo consumatore mondiale di olio di oliva con una media negli ultimi 5 anni di 504 milioni di chili, seguita dalla Spagna con 483 milioni di chili e dagli Stati Uniti con ben 320 milioni di chili. A sostenere la domanda mondiale – conclude la Coldiretti - sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione, soprattutto in tempi di pandemia Covid.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 02 Sep 2021 11:36:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Prosciutto cotto, ritiro massiccio per rischio listeria: ecco le marche che lo vendono</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/prosciutto-cotto-ritiro-massiccio-per-rischio-listeria-ecco-le-marche-che-lo-vendono</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           Rappel Conso, il sito francese di avviso sui prodotti pericolosi, ha allertato i consumatori sul sospetto della presenza di listeria nelle vaschette di prosciutto Herta, vendute in molte marche. Questo prodotto è attualmente in fase di ritiro dai negozi. Si tratta di vaschette di prosciutto "Le Bon Paris à étouffée - 6 fette" commercializzate tra il 25 e il 27 agosto 2021 e la cui data di scadenza è fino al 22/09/2021. Un prodotto venduto da molte catene di supermercati, tra i quali: Système U, Leclerc, Monorpix, Metro, Leader Price, Intermarché, Francap, Atac, Schiever, Carrefour, Casino e Franprix.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      
           La listeriosi è un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato e pertanto classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti (tossinfezioni alimentari). Nonostante evidenze della malattia siano state descritte fin dalla fine dell’800 in diverse specie animali, il primo caso umano di listeriosi è stato riportato nel 1929, e il primo caso perinatale nel 1936.
          &#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nei Paesi occidentali, la malattia si sta rivelando sempre più un importante problema di sanità pubblica. Seppur relativamente rara, infatti, si può manifestare con un quadro clinico severo e tassi di mortalità elevati soprattutto in soggetti fragili quali neonati, anziani, donne gravide e adulti immuno-compromessi. Inoltre, negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sintomi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La dose infettiva di Listeria è non è certa: il rischio di sviluppare la malattia si ha anche con bassi livelli di carica batterica, anche se la maggior parte dei soggetti adulti in buona salute non presenta alcun sintomo dopo il consumo di alimenti contaminati o può presentare sintomi gastroenterici quando la contaminazione è molto elevata. La listeriosi può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile più tipica delle tossinfezioni alimentari, che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione (ed è autolimitante nei soggetti sani), a quella invasiva o sistemica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte Messaggero
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 01 Sep 2021 17:13:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pasta ritirata dai supermercati, trovati cloroetanolo e ossido di etilene: il marchio da evitare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pasta-ritirata-dai-supermercati-trovati-cloroetanolo-e-ossido-di-etilene-il-marchio-da-evitare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pasta-decalogo-di-pronto-uso-per-la-cottura.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Probabile contaminazione con cloroetanolo e ossido di etilene". Questa la motivazione che ha portato alcuni prodotti di pasta biologica di lenticchie, riso rosso e curcuma e di pasta biologica di fave a essere richiamate a scopo precauzionale dal ministero della Salute e ritirate dai supermercati. Le confezioni sono del marchio Pastificio Fiorentino Renaissance, come riportato dal sito ilfattoalimentare.it. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           I
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           n particolare, sono interessate dal provvedimento le confezioni da 250 grammi della pasta di lenticchie, riso e rosso e curcuma con il Tmc 28 dicembre 2023 dei formati calamarata, risoni, paccheri e penne.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E ancora le confezioni da 250 grammi della pasta di fave, riso rosso e curcuma con il Tmc 8 gennaio 2024 dei formati calamarata, paccheri e fusilli, e con il Tmc 28 dicembre 2023 del formato risoni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pasta richiamata è stata prodotta per l’Azienda Agricola Bio Floriddia C. da Pasta Natura Srl nello stabilimento di via Agricoltura 10, a Busca in provincia di Cuneo. Nella giornata del 30 agosto erano stati richiamati dal Ministero della Salute, sempre per la presenza di ossido di etilene, alcuni gelati confezionati di diversi lotti e gusti a marchio Nuii e Milka per la “possibile presenza di tracce di Eto (ossido di etilene) nell’ingrediente farina di semi di carrube”. Alcuni richiami sono stati diffusi anche da Sogegross e Gros Cidac. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i prodotti sospesi i gelati del marchio Nuii mandorle e vaniglia di Java, in confezioni da 268 grammi (4 pezzi) appartenenti ai lotti numero MI0008 e MI0009 con il termine minimo di conservazione (Tmc) 01/2022, MI0076, MI0077 e MI0078 con il Tmc 03/2022, MI0148, Mi0149, MI0150 e MI0151 con il Tmc 05/2022, MI0295, MI0296 e MI0297 con il Tmc 10/2022, MI1107, e MI1108 con il Tmc 04/2023, MI9308 con il Tmc 11/2021, e con i lotti numero UE1123, UE1124, UE1125, UE1127, UE1128, UE1130, UE1131, UE1132, UE1137 e UE1138 con il Tmc 05/2023, UE1162, UE1163, UE1165, UE1166 e UE1167 con il Tmc 06/2023, UE1193, UE1194 e UE1195 con il Tmc 07/2023 (venduti da Sogegross tra il 08/02/2021 e il 18/08/2021). Ora il ritiro precauzionale della pasta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fonte: Ilfattoalimentare.it
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Corriere dell'Umbria
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pasta.jpg" length="66934" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 01 Sep 2021 16:58:50 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FERRAGOSTO: COLDIRETTI PUGLIA, SOLD OUT VACANZE GREEN; CALDO AFRICANO SPINGE “FUGA” NELLE CAMPAGNE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ferragosto-coldiretti-puglia-sold-out-vacanze-green-caldo-africano-spinge-fuga-nelle-campagne</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
           Il caldo africano, con il ciclone Lucifero che non cede, spinge la fuga dei pugliesi nelle campagne
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Sold+out+vacanze+green+in+Puglia+1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il caldo africano, con il ciclone Lucifero che non cede, spinge la fuga dei pugliesi nelle campagne con le vacanze green da sold out tra campi, parchi e oasi naturalistiche con il massimo delle presenze in corrispondenza del Ferragosto per il turismo di prossimità. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia, anche se l’incremento dei vacanzieri nazionali arriva solo parzialmente a compensare l’assenza degli ospiti stranieri, bloccati a causa della risalita dei contagi e dal diffondersi delle varianti nonostante il green pass.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Grande protagonista delle vacanze verdi è l'agriturismo dove, dopo le difficoltà causate dalle chiusure - sottolinea la Coldiretti regionale - ha ripreso a pieno ritmo la ristorazione, assieme all'accoglienza, grazie alla maggiore capacità di garantire il distanziamento sociale anche a tavola con la disponibilità di ampi spazi all’aperto. Basti ricordare che appena lo 0,3% delle denunce di infortunio da Covid-19 al lavoro registrate dall’Inail in Italia riguarda l’agricoltura.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La spinta verso un turismo “sicuro” e di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, ha portato gli agriturismi ad incrementare l’offerta di attività, dal pranzo sul plaid con i piedi sull’erba, all’agri-aperitivo a bordo piscina o tra i filari, ma c’è anche chi si è attrezzato per ospitare i commensali nel granaio o sulle balle di fieno nell’aia o ha organizzato cene romantiche tra i vigneti. Proposte che vanno ad aggiungersi servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, come l’equitazione, il tiro con l’arco, il trekking o attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici, ma anche corsi di cucina e wellness.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A disposizione dei turisti ci sono – sottolinea la Coldiretti Puglia - oltre 900 aziende agrituristiche presenti in Puglia che sono in grado di offrire un potenziale di più di 262mila posti letto e 462 mila coperti per il ristoro, oltre a 11.600 mila piazzole per l’agricampeggio e a oltre 1500 attività di fattoria didattica per i più piccoli. L’agriturismo è apprezzato anche per gli acquisti dei souvenir alimentari delle vacanze in frantoi, malghe, cantine, aziende agricole dove sono offerti prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “L’agriturismo svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Italy post Covid perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Gli agriturismi spesso situati in zone isolate in strutture familiari, dove le distanze si misurano in ettari - con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi più sicuri dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”, dice Filippo de Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti. Molte aziende agrituristiche quindi – continua la Coldiretti regionale – si sono attrezzate con l’offerta di alloggio e di pasti completi ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione di spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di Campagna Amica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il turismo in Puglia impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali – insiste Coldiretti Puglia – una ricchezza straordinaria a cui contribuisce il turismo esperienziale negli agriturismi, come dimostrato dalla quota percentuale di soddisfazione nel rapporto con il territorio. Ai primi posti di gradimento c’è l’offerta di olio di qualità all’85%, di prodotti agroalimentari all’83%, paesaggi e colori per il 75%, l’ospitalità al 72% e l’offerta vitivinicola al 70%, continua Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio è di rivolgersi – spiega la Coldiretti – a siti come www.campagnamica.it che permette di scegliere le strutture dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana. Il vademecum della Coldiretti per il relax nel verde consiglia di verificare il possesso dell’autorizzazione comunale o dei relativi permessi per l’esercizio dell’attività agrituristica ed è preferibile scegliere gli agriturismi in cui il lavoro agricolo è visibile e dove l’accoglienza sia di tipo cordiale e curata direttamente dall’imprenditore agricolo o dalla sua famiglia. Ma poiché per la maggioranza degli ospiti l’agriturismo significa soprattutto cibi genuini e buona alimentazione è determinante – sottolinea la Coldiretti – controllare il legame dell’azienda con l’attività agricola, il tipo di azienda e i prodotti coltivati direttamente ed accertare che nel menu offerto siano indicati alimenti stagionali e tipici della zona. Vanno preferite le aziende che aderiscono a una associazione come Terranostra e che presentano le garanzie di accreditamento offerte da Campagna Amica. Infine prima di partire vale sempre la pena di prendere contatto con l’imprenditore agricolo per informazioni dettagliate su cosa offre l’azienda e sui prezzi, sul modo per raggiungerla e sulla distanza da altre mete interessanti ma anche per verificare quali attività ricreative e culturali ma anche servizi (ospitalità animali) sono offerte e comprese nel prezzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Sold+out+vacanze+green+in+Puglia.jpg" length="125500" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 13 Aug 2021 10:42:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, ALTRI 7 ULIVI INFETTI A FASANO; DA MAGGIO AD OGGI GIÀ 43 PIANTE MALATE TRA BARI E BRINDISI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/xylella-coldiretti-puglia-altri-7-ulivi-infetti-a-fasano-da-maggio-ad-oggi-gia-43-piante-malate-tra-bari-e-brindisi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         DAL 2013 AREA DEMARCATA SCHIZZATA AD OLTRE 8000 KM QUADRATI
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La conta degli ulivi infetti con il monitoraggio partito a maggio 2021 registra altre 7 piante malate a Fasano, portando a 43 gli ulivi colpiti dalla malattia tra le province di Bari e Brindisi, per cui è necessario intervenire con urgenza per estinguere i focolai attivi e salvare la Piana degli Ulivi Monumentali. E’ quanto riferisce Coldiretti Puglia, in riferimento ai risultati diffusi da #infoxylella e dal sito Emergenza Xylella, secondo cui dei sette olivi infetti a Fasano, il più a nord dista circa 200 metri dalla zona cuscinetto e dall’agro del comune di Monopoli, proprio nel cuore della Piana degli Ulivi Monumentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Secondo lo studio e il monitoraggio dell’andamento della malattia del CNR di Bari, la diffusione della malattia è passata dagli 8mila ettari del 2013 ad oltre 8mila chilometri quadrati dell’attuale area demarcata, numeri che spaventano la Puglia ma anche il resto d’Italia. La numerosità delle infezioni riscontrate a Fasano, come già avvenuto a Carovigno, disegnano uno scenario oscuro già visto a Oria e Francavilla. Intervenire tempestivamente è un richiamo che abbiamo ripetuto quasi ossessivamente in questi anni per non mandare in fumo l’enorme patrimonio olivicolo, economico, turistico e paesaggistico della Puglia”, sostiene il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere – denuncia Coldiretti Puglia - che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 8 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La stessa Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – precisa la Coldiretti regionale - ha lanciato l’allarme sulla diffusione della Xylella che minaccia la maggior parte del territorio Ue dove tra l’altro sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo con il contagio che avanza inarrestabile verso nord. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – continua Coldiretti Puglia – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, fino ad arrivare in provincia di Bari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Monitoraggi, campionamenti ed espianti in caso di ulivi infetti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano – aggiunge Coldiretti Puglia - l'unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L'efficacia e sistematicità – conclude Coldiretti Puglia - sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/593912199a636-xylella.jpg" length="413902" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 13 Aug 2021 10:37:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Gelato artigianale siciliano, unico e inimitabile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/my-post</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Il gelato artigianale siciliano è un vero e proprio vanto per l’isola. Le ricette autentiche sono una tradizione che si tramanda da una generazione all’altra. La preparazione del gelato affonda le sue radici nel passato e trae origini da quella dominazione araba che tanto ha influenzato la cucina siciliana. Per preparare l’antico antenato del gelato, la neve veniva conservata nelle apposite neviere, scavate in particolari aree dell’Etna, quindi si univa a miele, frutta e succhi.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/GelatiSiciliani.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La fama del gelato siciliano era tale che già Caterina de’ Medici, in occasione del suo banchetto nuziale con Enrico II di Valois, fece giungere appositamente a Parigi i maestri siciliani, per preparare uno speciale sorbetto a base di latte.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’invenzione del gelato, tra l’altro, si deve a un siciliano: Francesco Procopio Cutò, che sviluppò una formula per preparare un gelato esclusivo: sostituì il miele con lo zucchero e aggiunse sale e ghiaccio per farlo durare di più. Cutò si trasferì a Parigi, dove aprì il suo Cafè Procope, primo caffè letterario d’Europa. Perfino Voltaire impazziva per i suoi gelati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quello del gelato artigianale siciliano è un culto. Se vi trovate a Palermo, dovete necessariamente assaggiare i cosiddetti “pezzi duri“, cioè tranci di gelato multigusto, come il tradizionale giardinetto (al gusto di fragola, limone e pistacchio). Tra i locali storici c’è, ad esempio, la gelateria Ilardo, che si trova al foro italico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il gelato artigianale siciliano è speciale…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Entrando nelle gelaterie siciliane, si rimane subito colpiti per i colori e la varietà di scelta. Che siano gusti a base di frutta o le classiche creme, è difficile sbagliare, soprattutto se si sceglie una bella brioscia con gelato. Molto buono e particolare, in estate, è scursunera, cioè gelsomino: un gusto che richiama la migliore tradizione di Sicilia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Si trova sia la granita, che il gelato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La parte orientale dell’isola, rispetto a quella occidentale, è più specializzata nella preparazione delle granite: la bontà di quella del Messinese, ad esempio, è ben nota. Il consiglio è quello di prendersi tutto il tempo che serve e dedicarsi agli assaggi!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          redazione https://www.zerounotv.it/gelato-artigianale-siciliano-unico-e-inimitabile/
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 12:34:24 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA, ARRIVA FERMO PESCA PER MARINERIE DA MANFREDONIA A BARI; ESTERI 8 PESCI SU 10 NEL PIATTO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/consumi-coldiretti-puglia-arriva-fermo-pesca-per-marinerie-da-manfredonia-a-bari-esteri-8-pesci-su-10-nel-piatto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Estendere l’obbligo dell’indicazione di origine del pesce anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria ”carta del pesce’
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/fermo-pesca.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stop al pesce fresco a tavola per l’avvio del fermo pesca proprio quando il comparto ittico e della pesca registra segnali di ripresa, con l’aumento dei consumi del 15% trainati principalmente dal boom del pesce fresco che cresce del 28,5%, dopo lunghi mesi di lockdown con il blocco della ristorazione. E’ quanto afferma Coldiretti ImpresaPesca Puglia, in relazione alla pubblicazione del decreto ministeriale per il fermo pesca 2021 che prevede il fermo obbligatorio e continuativo per le unità da pesca che utilizzano reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi e reti gemelle a divergenti, dal 31 luglio al 29 agosto per i compartimenti da Manfredonia a Bari e dal 6 settembre al 5 ottobre per il resto della Puglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Oltre al fermo obbligatorio, le medesime imbarcazioni devono rispettare – aggiunge Coldiretti ImpresaPesca Puglia - un ulteriore periodo d’interruzione temporanea obbligatoria dai 18 ai 26 giorni a seconda della grandezza dell’imbarcazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il fermo pesca risponde ad un esigenza ambientale del mare per la ripopolazione della risorsa marina, ma l’allungamento dei giorni di fermo – afferma Coldiretti ImpresaPesca Puglia -  rischia di mettere a repentaglio la redditività delle imprese pesca che dovrebbero poter gestire tutto il periodo di fermo in maniera autonoma, garantendo un abbassamento della pressione di pesca, ma lasciando l’interruzione della pesca alle specifiche esigenze delle imprese. Tale meccanismo eviterebbe, tra l’altro, che nel periodo estivo di grande richiesta di pescato per i ristoranti – incalza Coldiretti ImpresaPesca Puglia - arrivino sulle tavole dei pugliesi  prodotti di provenienza estera senza che i consumatori ne siano consapevoli.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Con le modalità attuali del fermo pesca si rischia di dare un ulteriore impulso alle importazioni, considerato che già in periodi ordinari provengono dall’estero 8 pesci su 10 che finiscono sulle tavole”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia che denuncia quanto il crollo delle attività di trattorie, ristoranti e agriturismi abbia avuto un effetto negativo a valanga sulla pesca con le marinerie pugliesi che hanno registrato una perdita di valore di oltre 30 milioni di euro. “Per non cadere in inganni pericolosi per la salute – insiste il presidente Muraglia - occorre garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori dal mare alla tavola estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria ”carta del pesce’. Passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall’indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato”, conclude Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia la Coldiretti regionale, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%. Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, segnala Coldiretti, che conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, il sud Barese, il Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni – rileva Coldiretti Puglia – in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, organizzando iniziative nei Mercati di Campagna Amica di Foggia e Brindisi che hanno come obiettivo la vendita diretta e la tracciabilità del pescato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consiglio di Coldiretti Impresapesca è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Per quanto riguarda il pesce congelato c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG_8737-W-2-copia-649x367.jpg" length="38137" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 12:05:31 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Finalmente una Food Comedy all'italiana ci hanno pensato la coppia Nalon  Labruna</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/finalmente-una-food-comedy-all-italiana-ci-hanno-pensato-la-coppia-nalon-labruna</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Grande successo per la food Comedy " A Casa di Gregori"
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/218844433_10227161431410079_4724853647491454527_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Grande successo per la prima food comedy all’italiana “A casa di Gregori” andata in onda sabato 17 luglio su Alma Tv canale 65 del digitale terrestre.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Trucchi e segreti dello chef, imprevisti, situazioni imbarazzanti, tutto questo succede nella cucina Nalon. Un buon inizio, la trasmissione è piaciuta mancava una food comedy in tv ci hanno pensato Gregori e Maria Giovanna Labruna giornalista e presentatrice tv.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni sabato alle 16.30 i due raccontano la vita quotidiana di coppia con ricette e strani personaggi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una Food Comedy di 6 puntate. Ogni episodio narra una bizzarra iniziativa della coppia Nalon, che termina sempre con una ricetta completa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Alla fine di ogni puntata lo chef Nalon, nella sua cucina svela i segreti della ricetta del giorno mentre il suo cameriere, Gennaro Calabrese show man cerca con ogni stratagemma di rubarle. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ogni giorno arriva una telefonata da un personaggio diverso del mondo della politica e dello spettacolo seguito da una visita serale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fatalità ogni sera il cameriere sparisce. Nella prima puntata uno strepitoso Luca Giurato interpretato da Gennaro che ha creduto di aver rubato la ricetta. Non ci resta che scoprire le altre ricette e segreti e i vari personaggi che si susseguiranno.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La coppia Nalon – Labruna vi aspettano ogni sabato alle ore 16.30 con replica la domenica alle ore 7.30 su Alma Tv canale 65 del digitale terrestre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La trasmissione è visibile anche in streaming su: https://www.grupposciscione.it/alma-tv/?fbclid=IwAR29S2IlcFzQRUlMn052UyFCgnCPm4btiBLaIEGm91kiOPh7goUrDh5DfdY
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I personaggi: 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gregori Nalon è un cuoco deciso e tenace, che ad ogni puntata svela la ricetta segreta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Giò la compagna, una donna ottimista e diretta. Stanca della solita vita ha voluto  a tutti costi un cameriere in casa. Ma colpi di scena smuovono l'animo investigativo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gennaro Calabrese: Finto cameriere che per rubare i segreti dello chef si trasforma in mille personaggi nella sua cameretta segreta. Il cameriere vuole rubare i segreti di Nalon per aprire un suo ristorante al centro di Roma. Così ogni giorno cerca di scoprire e di sottrarre con i vari travestimenti le ricette dello chef.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ideato da Gregori Nalon e Maria Giovanna Labruna con la partecipazione dell'attore Gennaro Calabrese, regia e testi di Maria Giovanna Labruna , super visore il regista Gianni Coi, a cura di Maria Elena Curzio, aiuto regista Gabriele Caponio, cameraman  montaggio Mario Lucio Pati, secondo cameraman Marco Cuda.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si ringrazia Romina Agostino e tutte le aziende che hanno partecipato alla realizzazione di questa prima edizione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La food comedy è stata girata in Calabria a Gioiosa Ionica e Gioiosa Marina nel B&amp;amp;B “Le Camere di Rosanna”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 13:29:08 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    <item>
      <title>PREZZI: COLDIRETTI PUGLIA, INACCETTABILE ‘SVENDITA’ DI UVA DA TAVOLA 1 KG A 99 CENTESIMI</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Quando in Puglia, primo produttore in Italia con il 74% della produzione nazionale, la raccolta non è ancora entrata nel vivo
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/uova.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È inaccettabile la speculazione in atto sui prezzi dell’uva da tavola che non coprono neanche i costi di produzione in forte aumento anche a causa del maltempo, quando in Puglia non è neppure ancora entrata nel vivo la raccolta. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, nel denunciare il comportamento di alcune catene della grande distribuzione che dal 30 luglio vendono in offerta 1 chilo di uva da tavola a 0,99 centesimi, lasciando ai produttori in campagna meno di 40 centesimi al chilo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “E’ una vergogna che a campagna non ancora partita si assista a tentativi di deprimere i prezzi di mercato dell’uva da tavola che quest’anno, complice la siccità, è di qualità straordinaria, con un grado zuccherino elevato. Serve una ulteriore stretta sui controlli e l’approvazione della legge contro le pratiche sleali fortemente voluta da Coldiretti per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della GDO non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi di produzione dovuti al maltempo con gelate, nubifragi e grandinate e alla difficile ripresa dopo l’anno del Covid ”, aggiunge Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – aggiunge Coldiretti Puglia - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti, dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo – denuncia Coldiretti Puglia - per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “All’Assessore regionale all’agricoltura Pentassuglia e allo Sviluppo Economico Delli Noci chiediamo di convocare al più presto un tavolo di filiera prima che la campagna di raccolta dell’uva da tavola entri nel vivo – dice il presidente Muraglia - per evitare quanto già accaduto durante la campagna delle ciliegie, rilanciare il settore e tutelare il reddito dei nostri produttori, ponendo immediatamente fine a tali comportamenti scorretti”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Puglia è il primo produttore in Italia di uva da tavola, con il 74% della produzione nazionale e, grazie all’enorme contributo pugliese, l’Italia è il primo produttore al mondo – aggiunge Coldiretti Puglia - con il 16% sulla produzione globale e la provincia di Bari fa la parte del leone, con 10500 ettari e 2,2 milioni di quintali di produzione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “I nostri imprenditori hanno aumentato la qualità delle produzioni e al contempo – insiste il presidente Muraglia - è stato diminuito l’impatto ambientale e la percentuale di residui, la più bassa al mondo, con pratiche agronomiche mirate, come la potatura invernale agli interruttori di dormienza, la rimozione delle prime infiorescenze e le potature in verde per la formazione di infiorescenze ritardate, la copertura dei filari, la modulazione dell’irrigazione, i trattamenti antisalini e l’inerbimento controllato, con l’impiego di manodopera altamente specializzata”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per sostenere le esportazioni – conclude Coldiretti Puglia - la crescita e le nuove opportunità di lavoro legate all’uva da tavola occorre investire sulla competitività del Made in Italy a partire dall’apertura a nuovi mercati esteri, attraverso l’avvio e la promozione di un progetto “Ortofrutta italiana” attraverso il quale vengano sponsorizzati i prodotti a marchio Italia sui mercati europei ed extra europei, così come stanno facendo la Spagna e la Francia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 23 Jul 2021 13:20:39 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Xylella: da Regione Puglia 17 mln per aziende danneggiate</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La Regione Puglia metterà a disposizione altri 17 milioni di euro per interventi in favore delle aziende agricole danneggiate
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Regione Puglia metterà a disposizione altri 17 milioni di euro per interventi in favore delle aziende agricole danneggiate dalla Xylella, di cui 11 milioni da destinare per la forestazione. Lo ha detto l'assessore per le Politiche agricole della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, durante l'audizione che si è svolta oggi in IV commissione sullo stato di attuazione del Psr e sull'uso delle risorse della transizione 2021-2022.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La nuova dotazione finanziaria a disposizione della Puglia ammonta, complessivamente, a 544 milioni di euro e consentirà, ha spiegato l'assessore, di portare avanti le strategie della Regione a supporto delle aree rurali, rispettando in primo luogo gli obiettivi del "Green Deal" per un'agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Tra gli obiettivi, c'è la rigenerazione del territorio salentino colpito dalla Xylella per il quale è stata condivisa la necessità di stanziare ulteriori risorse da destinare al Piano nazionale di rigenerazione olivicola, con particolare attenzione alla riforestazione e alla filiera del legno. Dei 544 milioni, 153 saranno utilizzati per lo scorrimento delle vecchie graduatorie del Psr. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 07 Jul 2021 10:20:07 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COVID: COLDIRETTI PUGLIA, LA PUGLIA RIFIORISCE DA GALATINA CITTÀ NATALE DEL ‘PASTICCIOTTO’</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-coldiretti-puglia-la-puglia-rifiorisce-da-galatina-citta-natale-del-pasticciotto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Ripartiamo+con+un+fiore+in+Puglia+1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Puglia rifiorisce da Galatina, città che ha dato i natali al dolce tipico leccese ‘il pasticciotto’, dove Piazza Dante Alighieri con il monumento ai Caduti sono stati adornati con fiori e composizioni floreali, mentre i floricoltori salentini hanno donato lisianthus, statici e gerbere ai turisti tornati in Puglia dopo un anno di assenza a causa del Covid. E’ la 'mobilitazione gentile' green e floreale nel pieno rispetto delle misure di sicurezza anti virus a colpi di petali e colori organizzata dalla Coldiretti Puglia in collaborazione con AFFI (Associazione Floricoltori e Fioristi Italiani) e Federfiori a Galatina, ma anche in altre città italiane per dare la possibilità a tutti di partecipare alla giornata nazionale dedicata al florovivaismo Made in Italy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Annoverata da Forbes come una delle città del sud Italia che vale la pena visitare, le piazze e le vie del centro storico di Galatina – spiega Coldiretti Puglia - sono come i corridoi e le sale di un museo a cielo aperto, in cui ci si imbatte in una moltitudine di chiese cinquecentesche e palazzi antichi, testimonianza delle origini signorili di questa città che è stata colorata dalle opere d’arte floreale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le composizioni floreali della durata di 24 ore per l’iniziativa “Ripartiamo con un fiore” sono il segnale di ripartenza – sottolinea la Coldiretti regionale – e di benvenuto con i fiori in regalo ai turisti italiani e stranieri che stanno tornando in Puglia, una delle mete più gettonate dell’estate 2021, da parte di un settore strategico per l’economia, il lavoro e la qualità della vita, con le aziende di fiori, piante fiorite ed ornamentali che rappresentano il 41,5% delle imprese florovivaistiche attive nel Mezzogiorno, messe a rischio dall’emergenza Covid, con la concorrenza sleale di importazioni dall’estero ed il crollo delle vendite causato dalla pandemia con il record storico negativo di piante e fiori mandati al macero.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Far rifiorire città, piazze e viali è un segnale di speranza per sostenere il ritorno alla vita di comunità nelle piazze, dei musei, dei luoghi di cultura e arte – insiste Coldiretti Puglia - dopo l’isolamento imposto dal Covid con garofani, gerbere, lilium, achillee, limonium, solidago, statici, lisianthus, aspidistre, aralie, monstere, ruscus e gerbere coltivate in Italia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pandemia ha spinto quasi 7 cittadini su 10 (68%) ad andare a caccia di piante e fiori nei vivai per abbellire le proprie case e i giardini – aggiunge Coldiretti - per combattere afa e caldo, per difendersi da zanzare e insetti molesti o addirittura per coltivare direttamente frutta e ortaggi da portare in tavola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una vera piante-mania – sottolinea la Coldiretti - evidenziata dalla stessa Bankitalia che nell’ultima relazione annuale del Governatore Ignazio Visco ha rilevato come nell’anno della pandemia sia raddoppiato l’interesse per le case con giardino con un profondo cambiamento nel mercato immobiliare spinto dalla voglia degli italiani di spazi verdi sia all’interno che all’esterno delle abitazioni. Per godersi un po’ di piante il 74% delle famiglie può contare almeno su un balcone mentre il 42% vive proprio in una casa con giardino che nell’anno della pandemia è stato un vero e proprio sfogo per adulti e bambini spiega Coldiretti secondo dati Gfk Sinottica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se in passato erano soprattutto i più anziani ad avere il pollice verde, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso – sottolinea la Coldiretti – la passione per le piante dopo le lunghe settimane di lockdown si sta diffondendo anche tra i più giovani o tra persone che di solito non si occupavano di vasi, torbe e trapianti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’uscita dalla pandemia ha rafforzato la voglia di verde dei cittadini con il settore florovivaistico che ha pagato però - continua Coldiretti - un prezzo pesantissimo all’emergenza Covid, un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell’Italia – sottolinea la Coldiretti Puglia - con l’azzeramento eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e sposalizi oltre al rallentamento se non la paralisi della manutenzione di parchi e giardini e degli investimenti in verde pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Il settore florovivaistico è fra quelli più duramente colpiti dagli effetti economici generati dalla pandemia ma dimostrando una grande capacità di resilienza è anche fra quelli che si sta riprendendo più rapidamente con una forte domanda anche dall’estero dove si registra un aumento record del 33% delle esportazioni di piante Made in Italy nel primo trimestre del 2021 che impone la tutela di un comparto e chiave del Made in Italy agroalimentare con un valore della produzione di fiori e piante che arriva a 300 milioni di euro in Puglia”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia di Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo, e altre realtà aziendali sparse nel resto della regione – denuncia Coldiretti Puglia – ha vissuto un crack senza precedenti nel 2020 a causa dell’emergenza Covid con il crollo degli ordini e il blocco dei mercati esteri ed internazionali con milioni di fiori e piante rimasti invenduti per un settore che sviluppa in Puglia una Produzione Lorda Vedibile di oltre 300 milioni di euro. In provincia di Lecce il settore florovivaistico rappresenta ben il 12,4% della produzione agricola, mentre in provincia di Bari l’agricoltura il settore florovivaistico costituisce il 5,8% del valore della produzione agricola. In realtà, confrontando la distribuzione delle aziende per classi di superficie, si denota che, in termini di dotazione in fattore “terra”, le aziende pugliesi sono mediamente più grandi della media nazionale. Delle 853 aziende floricole il 65% si colloca tra 1 e 5 ha mentre a livello nazionale la stragrande maggioranza delle aziende (58,2%) ha una superficie inferiore ad 1 ettari.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il settore florovivaistico ha pagato un prezzo pesantissimo alla crisi causata dalla pandemia. Un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell’Italia dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio – evidenzia Coldiretti Puglia – sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e sposalizi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per aprire nuovi mercati – continua Coldiretti Puglia – va finanziata la promozione del settore e dei consumi nazionali ed esteri per un vero rilancio di piante e fiori Made in Italy. Infine grandi aspettative dal Recovery Plan: digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici sono – conclude Coldiretti - assi strategici di intervento anche per il settore dei fiori e delle piante, per dare sostenibilità alla crescita e garantire la sicurezza ambientale del Paese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 06 Jul 2021 08:43:53 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Hub vaccinale di Coldiretti Foggia - Viale Sant'Alfonso Maria dè Liguori, 1</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/7c68976f6e2c4dff04fa8a2f77ae2c6f.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Accelera in Puglia la campagna anti-Covid con le vaccinazioni della popolazione che vive e lavora in campagna e dei braccianti extracomunitari. E’ quanto annuncia la Coldiretti Puglia che ha organizzato le prime vaccinazioni aziendali domani, domenica 13 giugno 2021, alle ore 9,30, per le aziende agricole del territorio e per i lavoratori extracomunitari di Ghetto Out - Casa Sankara presso l’hub vaccinale di Coldiretti Foggia, allestito in Viale Sant'Alfonso Maria dè Liguori, 1 a Foggia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E’ stato creato un percorso dedicato ad accoglienza, triage, 2 postazioni vaccinali e area osservazione, con la procedura di prenotazione che ha previsto l’individuazione degli elenchi su liste raccolte da Coldiretti Foggia dalle aziende agricole della provincia che hanno presentato la richiesta di vaccinazione.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La somministrazione delle dosi in campagna è una opportunità resa possibile dalla estensione del piano vaccinale alle categorie produttive che ha visto la Coldiretti protagonista a tutela della salute dei propri dipendenti e associati su tutto il territorio regionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La battaglia contro il virus – conclude Coldiretti Puglia – è la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle Istituzioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 12 Jun 2021 09:29:59 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L'estate a tavola</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-estate-a-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Dal blog: https://www.westwing.it/guida/lestate-a-tavola/
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Food_bnr_top.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’arrivo dell’estate il nostro organismo ha esigenze diverse da quelle estive, l’alimentazione cambia insieme alle nostra abitudini quotidiane. La parola chiave in cucina è “leggerezza”, stare in forma mangiando sano, con una dieta meno calorica: il desiderio di arrivare con un fisico asciutto e perfetto alla fatidica “prova costume” val bene qualche sacrificio. Westwing vi offre qualche utile consiglio per pranzi, cene e spuntini tipicamente estivi. Con le alte temperature si suda di più e c’è bisogno di reintegrare liquidi: per questo motivo è fondamentale assumere tanta frutta e verdura, ricca di vitamine e sali minerali. Bisogna inoltre ridurre il consumo di alimenti grassi, fritti e dal grande apporto calorico. Preferire il consumo del pesce a quello della carne, assumere molta acqua (almeno 1 litro e mezzo al giorno) e evitare gli alcolici e superalcolici.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CIBO: LA TOP TEN DELL’ESTATE
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1.Cereali: sono un must-have per le colazioni d’estate. Ricchi di ferro, vitamine, zinco e acido folico. Raccomandato il consumo di cereali anche a pranzo con orzo, farro e riso da preferire alla pasta.
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2.Tacchino: alla piastra, affettato, in insalata. Il tacchino è la carne più estiva che ci sia: il giusto contenuto proteico unito a proprietà nutrienti uniche e ad un gusto piacevole. Nessuno vi chiede di rinunciare a succulenti barbecue della domenica a base di hamburger, salamelle e spiedini ma, durante la settimana lavorativa, optate per la classica fesa di tacchino. Anche il vostro umore ne risentirà positivamente grazie alle proprietà benefiche del triptofano, sostanza di cui questa carne bianca è ricca.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            3.Carote: sono probabilmente la verdura “estiva” per eccellenza. Contengono betacarotene e vitamina A, toccasana per la pelle e gli occhi. La carota ha anche delle proprietà anti-ossidanti, benefiche per il sistema diuretico, gastrico e intestinale. Crude, cotte o centrifugate si possono consumare in ogni momento della giornata.
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      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             4.Cetriolo: E’ un ottimo antinfiammatorio e diuretico. Contiene pochissime calorie, particolare che lo rende l’alimento perfetto per una dieta dimagrante, magari accompagnato con del pane integrale.
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        &lt;/span&gt;&#xD;
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    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             5.Peperoncino: il peperoncino è meglio di una medicina: le sue proprietà benefiche sono infinite. Largamente usato nella cucina mediterranea, asiatica e messicana, ci aiuta a smaltire le tossine tramite la sudorazione e, grazie alle endorfine, ha influsso positivo anche sull’umore.
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        &lt;/span&gt;&#xD;
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    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             6.Ciliegie: sono uno dei frutti estivi più buoni. Hanno proprietà disintossicanti e depurativi e migliorano la qualità del sonno grazie alla melatonina. Sono un grande alleato per la nostra bellezza: rivitalizzano la pelle del viso e proteggono la pelle dal sole. Tenerine, duracine, amarene e marasche sono perfette a fine pasto, sul gelato, per la produzione di liquori e conserve: una tira l’altra…sono semplicemente irresistibili.
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        &lt;/span&gt;&#xD;
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    &lt;/span&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             7.Anguria: conosciuta anche come “cocomero”, è un altro dei simboli dell’estate. Dissetante, disintossicante e diuretica è la chiusura perfetta per un pranzo estivo, un picnic o una grigliata con gli amici.
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
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             8.Frutti di bosco: fragoline, mirtilli, ribes, lamponi e more sono frutti che nascono margini dei boschi di montagna e di collina oppure nel sottobosco. In estate sono diventati parte della nostra alimentazione: sono una delizia per il palato e un toccasana per la salute.
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        &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          9.Pesche e Albicocche: questi frutti, “parenti” tra loro, soddisfano il nostro fabbisogno di vitamina A e vitamina C. Sono deliziose anche gustate nella loro versione “nature” ma sono anche ingredienti ideali per confetture, torte e macedonie.
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          10.Gelato: nell’elenco dei dieci cibi “top” dell’estate non poteva mancare il gelato. In questo caso è lecito fare uno strappo alla dieta e gustarsi un cono o una coppetta in santa pace. Il sorbetto ha un apporto calorico minore rispetto al gelato tradizionale ed è un digestivo perfetto durante i pasti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 12 Jun 2021 09:21:30 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nonne chef con i sapori tradizionali di Maratea, Craco e Melfi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/nonne-chef-con-i-sapori-tradizionali-di-maratea-craco-e-melfi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1621848564708.jpg--.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Nonne chef è un’iniziativa social, ideata ed organizzata dall’omonima associazione, che come obiettivo ha quello di tramandare alle future generazioni i piatti tipici della tradizione del territorio. L’idea è cresciuta di anno in anno ottenendo, nel frattempo, il patrocinio di Regione Basilicata, Apt Basilicata, Provincia di Matera, 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Promuovere i piatti della tradizione e la cucina antispreco, ridurre i passaggi che vanno dal campo alla tavola, trasmettere alle nuove generazioni le antiche ricette della cucina contadina è questa la missione che si sono date le Nonne Chef.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Le Ricette della tradizione – scambio tra comunità» è il progetto social lanciato dall’associazione Nonne chef, nello spirito della diffusione della buona pratica di valorizzare i luoghi attraverso il cibo e la buona tavola. Ogni città, paese o regione ha le sue tradizioni culinarie, usi e costumi che caratterizzano l’identità culturale e “Le ricette della tradizione - Scambio tra comunità” accoglie le diverse sfumature e le vuole raccontare e tramandare alle future generazioni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Partendo dalla Basilicata – spiega la presidente dell’associazione Tiziana Fedele- abbiamo iniziato a raccogliere le ricette tipiche del luogo delle nonne di tutta Italia, per dar vita alla più grande community social di nonne che hanno voglia di raccontare e raccontarsi. Mai come in questo periodo, tutti ci siamo cimentati nel preparare piatti tipici legati alla nostra tradizione culinaria. Abbiamo scelto di creare con le nostre mani, di riprendere le antiche ricette della cucina "antispreco" e le abbiamo condivise sui canali social. Allora perché non coinvolgere anche le nostre nonne in questa piazza virtuale». In attesa di poter ampliare il progetto con la realizzazione di un libro o di un ricettario, iniziative laboratoriali e servizi multimediali, l’associazione ha già messo in campo un piano di divulgazione strutturata sui social e ha ottenuto una visibilità prestigiosa, anche grazie al Comitato regionale Pro loco Unpli Basilicata.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 12 Jun 2021 09:16:36 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DALLA COCA-COLA AGLI OREO, IL CIBO CHE HA FATTO L'AMERICA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dalla-coca-cola-agli-oreo-il-cibo-che-ha-fatto-l-america</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Snack Wars, Tutti i segreti del 'junk food' o meglio dell'industria alimentare americana
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/5eb50429ada9e52d6315c4b5-large.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Prima che fossero grandi marchi o multinazionali erano persone brillanti, visionarie e anche spesso spietate. Portavano cognomi come Kraft, Hershey, McDonald, Monaghan, la cui storia, il cammino che li ha portati a costruire grandi colossi del cibo, non sempre è nota al grande pubblico.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          'Snack Wars, Tutti i segreti del junk food made in Usa' (titolo originale The Food That Built America, di History Channel), dal 13 maggio in onda su Blaze (canale 124 di Sky), è la serie che svela i segreti dell'industria alimentare made in Usa. 'Snack Wars' ha come voce narrante quella degli stessi produttori dei diversi marchi, con testimonianze di esperti e il commento di Adam Richman (il 'masticatore' del programma Man VS Food). "E' molto riduttivo definire 'junk food' questi marchi - ha spiegato all'ANSA Richman -. E' vero, non è il cibo più salutare, ma bisogna inserirlo in un contesto all'epoca rivoluzionario. Questi marchi non solo hanno creato lavoro per milioni di persone, ma hanno anche contribuito alla sicurezza alimentare. E hanno reso note città prima sconosciute, le hanno rese vive".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              La serie accende i riflettori sul 'dietro le quinte' di prodotti iconici come Oreo, Cheetos, Domino Pizza, le barrette di cioccolato Hershey, la stessa Coca-Cola.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La storia di una delle bevande più popolari al mondo, la Coca-Cola, è iniziata nel 19/o secolo nello scantinato di un farmacista di Atlanta, John Pemberton. Da veterano della Guerra Civile, Pemberton stava cercando di creare un modo per alleviare il dolore delle sue vecchie ferite di guerra con una bevanda frizzante e dissetante.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In 60 anni Domino's, da un solo negozio in Michigan specializzato in un piatto italiano poco noto negli anni '50 - la pizza - è diventato un impero da 15 miliardi di dollari. Oltre che la prima catena di pizzerie al mondo con una moderna organizzazione in franchising e con il lancio della consegna a domicilio, garantita in 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
              Richman spiega anche che ogni famiglia americana ha un ricordo legato a questi marchi e prodotti. "I miei - continua - sono legati agli anni del college, quando ci veniva data la possibilità di usare Domino come refettorio. Oppure le barrette Hershey durante Halloween. Ci tengo di nuovo a sottolineare che è vero che non sono il massimo da un punto di vista culinario, ma questi marchi hanno messo cibo sulle tavole di chi non poteva permetterselo, hanno esportato tecnologia in tutto il mondo e sicuramente hanno contribuito a diffondere globalmente cibi una volta conosciuti solo a livello locale, come la pizza".
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/5eb50429ada9e52d6315c4b5-large.jpg" length="72351" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 12 Jun 2021 09:11:18 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Chef Gregori Nalon: "Serenissima" un inno al territorio e alla memoria</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/chef-gregori-nalon-serenissima-un-inno-al-territorio-e-alla-memoria</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Un nuovo formato di pasta che celebra il territorio e le tradizioni
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una pasta “ruggente”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/178000068_730510397625484_5470464146466772246_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Presentato ieri 25 aprile un nuovo formato di pasta che celebra il territorio e le tradizioni venete.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In occasione della festa di San Marco, che viene celebrata il 25 aprile in memoria di San Marco evangelista, è stato lanciato nel mercato un nuovo formato di pasta, il leon venesian (leone veneziano in dialetto veneto), che riproduce il celebre Leone Marciano, la rappresentazione simbolica dell'evangelista San Marco raffigurato sotto forma di leone alato. Quel leone che trasmette maestà, potenza, saggezza, giustizia, pace e pietà religiosa. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “È dal 2020 che mi frulla in testa questa idea quando, in tempo di elezioni regionali, mi passava continuamente sotto gli occhi l’immagine del leone. Da lì ho avuto l’idea di trasformarlo in pasta con la volontà di trasmettere un messaggio di appartenenza al territorio e di riscatto contro questo virus”- spiega l'imprenditrice  Cristina Andretta dell'azienda Visvita.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto ha coinvolto il Comune di San Martino di Lupari per il riconoscimento di Denominazione comunale d’origine, il pluripremiato chef cooking strategist Gregori Nalon, oggi Ambasciatore per la Difesa e Valorizzazione del Made in Italy nel Mondo, che ha ideato per l’occasione la ricetta Serenissima.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Soddisfatto lo chef Gregori Nalon che spiega che “Serenissima” è il nome che raggruppa Venezia nelle sue bellezze, culture e tradizioni. Città contaminata da moltissimi anni da tantissime culture, tradizioni, sapori ed ingredienti davvero unici e particolari che hanno reso Venezia una delle città con più ingredienti di vario genere, tra cui spezie, verdure, pesci, crostacei e anche particolari carni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ho utilizzato i piselli - spiega Nalon -, perché erano ingredienti principe donati ai Dogi dal popolo della terra ferma che portavano in omaggio i famosi “risi e bisi”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I piselli piccoli, dolci sono primizie che si trovano per pochi giorni.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Baccalà mantecato, un’eccellenza assoluta Veneziana, forse il primo concetto di cucina Fusion tenendo conto che lo stoccafisso non è sicuramente un prodotto veneziano, ma che i veneziani hanno saputo rendere unico unendo poco olio, leggera cottura e una mantecatura particolare che lo rende una eccellenza a livello mondiale. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Le “Schie”, ovvero i gamberetti di laguna, piccoli, dolcissimi, delicati, presenti nella laguna Veneziana. Il nome “schia”significa “poco”, quindi gamberetto piccolo, ma di grande qualità.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I carciofi Violetto ovvero le “Castraure di Sant’ Erasmo” particolarissimi ed unici carciofi che si trovano solo nell’isola di Sant’Erasmo”, un’isoletta felice detta “l’orto di Venezia” che grazie al suo microclima rende unici questi carciofi, inimitabili e presenti solo pochi giorni - conclude lo chef Nalon.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alla presentazione è intervenuto anche l’Assessore della regione Veneto dei Fondi Ue – Turismo – Agricoltura Commercio estero Federico Caner,  soddisfatto di questo prodotto in quanto racconta attraverso il gusto la tradizione culinaria del Veneto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/178635727_964175857719912_621589611837434670_n.jpg" length="58715" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 26 Apr 2021 11:52:43 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Zona gialla rafforzata dal 26 aprile: «Ristoranti aperti a cena solo all'aperto», coprifuoco resta alle 22</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/zona-gialla-rafforzata-dal-26-aprile-ristoranti-aperti-a-cena-solo-all-aperto-coprifuoco-resta-alle-22</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ristoranti aperti anche di sera all'aperto dal 26 aprile, come teatri, cinema e spettacoli, mentre al chiuso gli spettacoli dovrebbero essere consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ristoranti-all-aperto-verona.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È quanto emerge da fonti di governo al termine della cabina di regia sul Covid a Palazzo Chigi. L'ipotesi, dunque, è di procedere con le riaperture prima della ventilata data del 3 maggio per i ristoranti, ma solo all'aperto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coprifuoco resta alle 22
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A quanto si apprende da fonti di governo, la cabina di regia avrebbe valutato, nel piano delle riaperture previste, di mantenere il coprifuoco fino alle 22, come attualmente in vigore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           «Se noi prevediamo una gradualità nelle riaperture si può ipotizzare di tenere il coprifuoco fino alle 22 per un periodo per poi ampliare i termini - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a SkyTg24 parlando della proposta avanzata dalle Regioni al governo -. Penso però che la cosa importante sia quella di iniziare a dare una prospettiva». 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 26 aprile dovrebbero tornare le zone gialle, con un «giallo rafforzato» e l'apertura di tutte le attività di ristorazione, sport e spettacolo nelle aree a basso contagio da Covid, ma solo all'aperto. È quanto si apprende da fonti di governo al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spiagge e piscine all'aperto dal 15 maggio, palestre dal 1 giugno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli stabilimenti balneari e le piscine all'aperto, invece, dovrebbero riaprire il 15 maggio e il primo giugno dovrebbero riaprire al chiuso anche le palestre. È quanto si apprende da fonti di governo, all'esito della cabina di regia sul Covid di questa mattina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Riaprono tutte le scuole tranne quelle in zona rossa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dal 26 aprile dovrebbero riaprire in presenza tutte le scuole, anche le superiori, tranne che nelle zone rosse. È quanto si apprende da fonti di governo al termine della cabina di regia sul Covid a Palazzo Chigi. Dovrebbero tornare in presenza anche le università.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Zaia: «Due metri di distanza in ristorante vuol dire tenerli chiusi»
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, ipotizzare «due metri di distanza nei ristoranti vuol dire, di fatto, voler che rimangano chiusi». Zaia spiega che con il governo «sta lavorando sulle prossime aperture. Sono intervenuto su questo tema - rileva - e ritengo che una soluzione sarà trovata». «Vedremo - aggiunge - come si esprimerà il Cts». «Se si aprirà lo stadio per l'incontro di calcio Italia-Turchia a giugno, allora si affronti anche il tema delle aperture, almeno delle attività delle aree all'aria aperta». Sulle possibili aperture avverte che «non vuol dire liberi tutti. Il rischio è sempre dietro all'angolo. Ci sarà un continuo monitoraggio della situazione - conclude - e questo comporterà una classificazione delle diverse regioni».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          «Non vedo posizioni fondamentaliste del premier Draghi - osserva Zaia - . Partendo dal presupposto che la salute dei cittadini viene prima di tutto, c'è da sottolineare che c'è un'emergenza economica che deve essere affrontata. Spero che il Governo, al suo interno, alla luce di tutto quello che è il quadro sanitario, le proposte delle Regioni, prendano una decisione rispetto al 'tagliandò». «Il decreto scade il 30 aprile - spiega - e quindi qualcosa di nuovo ci deve essere dal primo maggio . E la vedo dura ripresentare l'attuale decreto con zone arancioni, gialle e rosse. Non faccio né il 'chiusuristà né 'l'aperturistà : guardo solo in faccia alla realtà. Ci sono però - conclude - ancora 10 giorni al 30 aprile che segna la scadenza del decreto».
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sardegna ancora in zona rossa
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Sardegna entra per la seconda settimana in zona rossa. Un passaggio fissato per legge dopo la retrocessione di lunedì scorso: le regole infatti obbligano il mantenimento dello stesso colore per due settimane. L'Isola segna un altro primato negativo: ha l'Rt puntuale più alto d'Italia, a 1.38, e potrebbe anche peggiorare in serata con i dati definitivi. Segue la Valle d'Aosta con 1.26. Il quadro emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute relativo al 5-11 aprile, ora all'esame della cabina di regia e poi del comitato tecnico scientifico a supporto delle decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza che firmerà le ordinanze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sul fronte dei contagi, si registrano 1.635 nuovi casi nella settimana 5-11 aprile con una incidenza di 102 casi ogni 100mila abitanti, ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il ritorno in zona gialla (ora abolita) o bianca, di cui la Sardegna ha beneficiato, unica in Italia, per 3 settimane. La pressione negli ospeali si mantiene sotto la soglia critica: secondo il report di Agenas aggiornato a ieri, i posti letto in terapia intensiva toccano il 26% di occupazione, il 22% invece quelli in area medica. Il totale degli indciatori emersi dalla bozza, danno per l'Isola una classificazione di rischio moderato.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Campania zona arancione, Puglia, Sardegna e Valle d'Aosta in rosso. 
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Calabria zona arancione ma «a rischio alto»
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ristoranti-aperti-ferragosto-milano.jpg" length="282272" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 17 Apr 2021 06:55:52 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/zona-gialla-rafforzata-dal-26-aprile-ristoranti-aperti-a-cena-solo-all-aperto-coprifuoco-resta-alle-22</guid>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Carbonara Day: l’origine di uno dei piatti di pasta più amati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/carbonara-day-lorigine-di-uno-dei-piatti-di-pasta-piu-amati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         CARBONARA, UNA STORIA ROMANO-STATUNITENSE
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/carbonara.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il 6 aprile si festeggia il Carbonara day, ed è l'occasione giusta per parlare delle origini di questo piatto. Malgrado noi Italiani lo consideriamo parte della nostra tradizione, in particolare quella romana, le evidenze sembrano restituirci un'altra verità circa la sua origine. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impressione è quella che la carbonara sia uno dei piatti cardine della cucina italiana, uno di quelli amati in tutto il mondo, imitati, sbagliati, discussi. Eppure quando Ada Boni fece, nel 1930, una sorta di censimento delle ricette della tradizione culinaria romana con il volume Il Talismano della Felicità, di questa preparazione non c’era nessuna traccia. Qual è allora la vera origine?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’impressione è quella che la carbonara sia uno dei piatti cardine della cucina italiana, uno di quelli amati in tutto il mondo, imitati, sbagliati, discussi. Eppure quando Ada Boni fece, nel 1930, una sorta di censimento delle ricette della tradizione culinaria romana con il volume Il Talismano della Felicità, di questa preparazione non c’era nessuna traccia. Qual è allora la vera origine?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Scopriamo di più sulla carbonara, la sua storia e la ricetta che, si dice, sia l’originale per sfatare qualche mito e goderci il piatto di pasta, ancor di più se si tratta di quella preparata dalla chef di “Marzapane” Alba Esteve Luiz, intervistata qualche tempo fa da Luca Sessa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CARBONARA, UNA STORIA ROMANO-STATUNITENSE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          pasta alla carbonara
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Se è vero che fino agli anni Trenta non c’è traccia della preparazione della carbonara a Roma, questa ricetta inizia a comparire a partire dal 1944. Una simile coincidenza di date fornisce un prezioso indizio per capire a chi attribuire l’invenzione di questo saporito piatto.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si racconta, infatti, che i soldati Alleati impegnati durante la Seconda guerra mondiale sulla linea Reinhard, tra Lazio, Molise e Campania, ebbero l’opportunità di assaggiare e affezionarsi alla tipica pasta “Cacio e ova” abbruzzese. Fu naturale, almeno secondo quanto si narra tra realtà storica e leggenda, aggiungere il guanciale, tipico della zona, e eventualmente la pancetta affumicata importata proprio dagli Stati Uniti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Erano i sapori che ricordavano “casa” ai soldati, ma ciò non impedì ai romani, una volta scoperta la ricetta, di far propria la carbonara, che è stata letteralmente adottata al punto che, oggi, nessuno oserebbe metterne in dubbio la paternità geografica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/carbonara.jpeg" length="110795" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Apr 2021 12:45:42 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Colomba Pasquale, la ricetta e curiosità di questo fantastico dolce</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/colomba-pasquale-storia-e-curiosita-di-questo-fantastico-dolce</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ricetta della colomba di Pasqua
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/colomba-pasquale-light-1140x570.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La colomba è certamente il dolce più consumato durante le feste di Pasqua; ispirato alla tradizione biblica in cui la colomba simboleggia la pace, questo dolce dalle origini antiche ed incerte non può mancare sulle tavole imbandite durante le festività pasquali, tanto quanto le uova di cioccolato, altro prodotto legato indissolubilmente alla tradizione culinaria del periodo di Pasqua. In questo articolo vedremo come e quando è nata la colomba pasquale secondo diverse tradizioni e qual è la ricetta da seguire per prepararla in casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La ricetta della colomba di Pasqua
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quasi sempre si predilige acquistare le colombe confezionate, per via della preparazione piuttosto complessa che prevede due (o tre) impasti e una lavorazione particolarmente impegnativa. Chi vuole cimentarsi in questa ‘sfida’ di pasticceria può adoperare il seguente procedimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per il primo impasto, gli ingredienti necessari sono:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farina (270 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lievito naturale maturo (70 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Acqua (100 ml);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero (100 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuorli d’uovo (70 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Burro (110 g).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Come procedere: mescolare acqua e zucchero a temperatura ambiente, fino ad ottenere uno sciroppo, poi aggiungere farina e lievito. Incorporare il burro ammorbidito e i tuorli; la pasta così ottenuta va lavorata per una ventina di minuti, fin quando non diventa lucida, e poi messa a lievitare per almeno dieci ore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il secondo impasto viene preparato utilizzando:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Farina (70 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Zucchero (70 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Miele (30 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuorli (50 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Burro (150 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sale (5 g);
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Aroma all’arancia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Vaniglia;
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Arancia candita a cubetti e uva passa (a seconda dei gusti).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questa seconda fase della preparazione, all’impasto ottenuto in precedenza vengono aggiunti la farina e gli aromi; si procede poi a lavorarlo nuovamente, fin quando non diventa di nuovo liscio. A questo punto, vanno aggiunti lo zucchero, il miele e una parte dei tuorli (un terzo); gli ingredienti vanno incorporati lavorando nuovamente l’impasto, ripetendo l’operazione prima con il sale e poi con il burro, aggiungendo ogni volta un terzo dei tuorli d’uovo. Infine, vanno aggiunti l’acqua e la frutta, lavorando il tutto fin quando l’impasto fino a quando non risulta nuovamente liscio.Successivamente, si adagia nello stampo a forma di colomba e si lascia lievitare per altre sei ore. Prima della cottura, è necessario preparare la glassa: servono mandorle (40 g), nocciole tostate (10 g), zucchero (80 g) e un cucchiaio di farina di mais e fecola di patate, assieme a 30 g di albume. Gli ingredienti vanno frullati e mescolati, aggiungendo l’albume per ultimo. La colomba va quindi glassata, decorata con granella di zucchero e mandorle e cotta in forno per circa un’ora a 160°.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 03 Apr 2021 12:09:50 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pastiera napoletana: la ricetta perfetta per Pasqua</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pastiera-napoletana-la-ricetta-perfetta-per-pasqua</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Ha ispirato poeti, musicisti e artisti, eppure è sulla tavola che continua a ottenere il suo successo più grande. La pastiera, delizia della tradizione partenopea e del sud in generale, ha attraversato i secoli imponendo il suo gusto tradizionale sulle più recenti innovazioni in tema gastronomico.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pastiera-napoletana-gp.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La ricetta originale, che nasce da una base di frolla sulla quale si versa una crema di grano cotto e ricotta e crema pasticcera al profumo di fiori d’arancio, continua infatti a mettere d’accordo tutti, conquistando anno dopo anno il suo posto sulle tavole pasquali degli italiani e rispettando, come prassi, la tradizione dei conservatori. In alcune zone del sud la tradizione impone che in questo periodo dell’anno, per la gioia di grandi e piccini, gli appassionati di cucina si mettano all’opera per preparare e regalare un grosso quantitativo di pastiera ad amici e parenti. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La pastiera napoletana è a base di pasta frolla, grano, ricotta, uova, il cui tratto distintivo è il profumo intenso di fiori d’arancio. Per preparane una bastano pochi ingredienti. Per una pastiera del diametro di circa 30 centimetri servono 330 gr di farina, 165 gr di burro morbido a temperatura ambiente, 130 gr di zucchero semolato, 1 uovo medio, 2 tuorli piccoli, 1 cucchiaino di lievito e di aroma di fiori d’arancio (bastano 2 gocce se si usa quello concentrato), buccia grattugiata di un limone e un pizzico di sale. Per preparare la crema di ricotta, invece, si devono avere a disposizione 350 gr di ricotta di pecora, 300 gr di zucchero, 3 uova medie, 2 tuorli medi, mezzo cucchiaino di cannella, 4 cucchiai di aroma di fiori d’arancio (la dose si riduce a un cucchiaio se si usa quello concentrato) e 70 gr di canditi misti. A questa crema si aggiunge quella di grano, fatta da 300 gr di grano cotto, 200 gr di latte intero fresco, buccia intera di un’arancia e un limone, e 25 gr di burro.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricetta per la pasta frolla della pastiera napoletana
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per realizzare la pastiera perfetta occorre la pasta frolla perfetta. È consigliabile prepararla almeno 12 ore prima. Innanzitutto bisogna montare il burro morbido con lo zucchero , la buccia di limone e l’aroma di fiori d’arancio e ottenere un composto cremoso. A questo bisogna aggiungere l’uovo e poi i tuorli, uno alla volta. Infine ci vuole un pizzico di sale. A questo punto si incorpora la farina setacciata con il lievito. È importante impastare poco. Una volta finito, si lascia riposare il tutto in frigo per 12 ore.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Pastiera napoletana: ricetta originale del ripieno
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una volta finito di realizzare l’impasto, si passa al ripieno. Il passaggio fondamentale è sgocciolare perfettamente la ricotta, strizzandola più volte in un strofinaccio di cotone. A questo punto si unisce lo zucchero e si lascia marinare. Per preparare la crema di grano bisogna versare in un pentolino il grano, il latte, il burro e le bucce degli agrumi e cuocere a fuoco bassissimo per circa 30 minuti, girando di continuo. Per gli ultimi passaggi occorre aggiungere, alla ricotta setacciata, cannella, le uova e i tuorli, uno alla volta, e l’aroma di fiori d’arancio. Ecco pronta una crema liscia e morbida. Infine, quando la crema di grano è perfettamente fredda, la si incorpora alla crema di ricotta e si aggiungono i canditi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricetta originale della pastiera: i tocchi finali prima di infornare
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Adesso è il momento di assemblare tutti i componenti. Si stende la frolla e la si adagia nello stampo, precedentemente imburrato. Un segreto è bucherellare il fondo con la forchetta! Infine si versa il ripieno. Dal resto dell’impasto si ricavano le strisce per la decorazione finale. Si sigillano gli estremi delle strisce sui bordi ed è tutto pronto per infornare. La pastiera va cotta a lungo e lentamente in un forno già caldo a 150° per circa un’ora. Il tocco finale per rendere la pastiera perfetta è semplice: bisogna lasciar riposare la pastiera nel forno spento aperto per circa 30 minuti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 03 Apr 2021 12:01:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Le zeppole di San Giuseppe</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/le-zeppole-di-san-giuseppe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/zeppole-di-san-giuseppe.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le Zeppole di San Giuseppe sono il dolce simbolo di oggi 19 Marzo, giorno in cui si festeggia San Giuseppe e la festa del papà. Questo è un dolce diffuso un pò in tutta Italia e ogni regione, ma anche città, o addirittura provincia ha la sua variante, si tratta  di dolci fatti di pasta choux di forma circolare con un foro centrale che vengono farciti di crema pasticcera e guarniti con amarene sciroppate. Esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe che si possono preparare sia in casa che ovviamente acquistare in pasticceria: fritte o al forno , una versione più leggera ma altrettanto golosa. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A Napoli il nome zeppola viene utilizzato anche per indicare un altro dolce tipico di questa festa, le zeppole di patate e, anche le zeppoline di pasta cresciuta, un prodotto venduto nelle friggitorie, completamente diverso perchè salate e spesso arricchite con alghe, cicinielli o anche salame.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Auguri a tutti i papà 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/zeppole-di-san-giuseppe.jpg" length="183092" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 19 Mar 2021 16:03:37 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Masterchef, vince il pugliese Francesco Aquila. Ascolti tv, edizione record</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/masterchef-vince-il-pugliese-francesco-aquila-ascolti-tv-edizione-record</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Francesco Aquila orgoglio murgiano
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/masterchef-10-vincitore10.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una finale accesissima, equilibrata e avvincente, che ha portato alla proclamazione del decimo MasterChef Italia: Francesco Aquila il vincitore di questa edizione del cooking show di Sky prodotto da Endemol Shine Italy.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Francesco, 34enne cuoco amatoriale murgiano, nato ad Altamura vive a Gravina maître di sala e docente di sala, è stato proclamato dai giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli al termine di una finale accesissima, equilibrata ed avvincente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il premio: 100mila euro in gettori d’oro e la possibilità di pubblicare il proprio primo libro di ricette con Baldini&amp;amp;Castoldi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una finale premiata anche da un ottimo risultato negli ascolti: su Sky Uno/+1 e on demand, l’ultimo appuntamento di questa edizione ha conquistato 1.040.372 spettatori medi e il 3,87% di share, un dato che nonostante la messa in onda in contemporanea con il Festival di Sanremo segna un +3% rispetto alla scorsa settimana. Nel dettaglio, il primo episodio ha raggiunto 1.081.191 spettatori medi e il 3,41% di share, con il 68% di permanenza e 1.601.429 contatti; il secondo, la finalissima a 3, ha totalizzato 999.553 spettatori medi e il 4,44% di share, con il 71% di permanenza e 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 05 Mar 2021 19:56:31 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>PESCA: COLDIRETTI PUGLIA, CON USCITE RIDOTTE A 1/3 ADDIO PESCE PUGLIESE</title>
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La drastica riduzione delle giornate di pesca a circa 130 all’anno mette a rischio il futuro della flotta a strascico pugliese, il segmento più importante per occupazione e produzione ittica, dopo che le marinerie hanno già perso un fatturato da 30 milioni di euro a causa dell’emergenza Covid. E’ quanto denuncia Coldiretti Impresapesca, a seguito della pubblicazione del decreto della Direzione Generale della Pesca e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche agricole che impone un nuovo taglio all’attività di pesca nei mari italiani colpendo un settore che ha già pagato un conto salato all’emergenza Covid per effetto di produzione invenduta, crollo dei prezzi e chiusura dei ristoranti, assieme alle forniture di pesce sulle tavole, aprendo  un varco sempre più ampio alle importazioni dall’estero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “La situazione delle marinerie in Puglia è molto grave per il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri a causa del Covid con l’azzeramento degli ordini, per la chiusura 7 giorni su 7 dei ristoranti. L’effetto della pandemia è stato il crollo delle vendite del pesce fresco, a favore del prodotto surgelato, mentre 8 pesci su 10 consumati sono stranieri spesso senza che i consumatori lo sappiano. Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni  in un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con la riduzione delle uscite della flotta operante con sistemi a traino – sottolinea Coldiretti Puglia - le giornate di effettiva operatività a mare passano a non più di 130/160 gg. di media all’anno. Un numero di giornate che varia da zona di pesca a zona di pesca (Gsa) e dimensione delle barche e che rende non più sostenibile l’attività di pesca per la flotta nazionale,  considerata anche l’assenza di sostegni  e di ammortizzatori capaci di rendere sostenibile le interruzioni e l’economica delle imprese.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “In Puglia paradossalmente i consumi di pesce sono già tra i più bassi d’Italia – insiste il presidente Muraglia - nonostante sia una regione con una tradizione marinara molto forte. Solo il 56,6% dei pugliesi consuma pesce almeno una volta alla settimana, al 14esimo posto della classifica nazionale, ne mangiano meno di campani, marchigiani, lucani, umbri, abruzzesi, toscani, valdostani e liguri. La diminuzione del consumo di pesce azzurro impatta direttamente anche sulla salute, visto che questi prodotti hanno importanti caratteristiche nutrizionali, essendo i più ricchi in assoluto per contenuto di Omega3, che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Coldiretti-Impresapesca chiede che, con il nuovo Ministro, si possa, nel più breve tempo possibile, affrontare il problema delle giornate di pesca, rinegoziando la riduzione delle giornate di pesca oppure dando le opportune coperture di sostegno alle imprese costrette alla inattività.   Va infine valutato il danno che tale restrizione sta causando a tutta la filiera ed alle imprese che operano a monte ed a valle della produzione.   Novità del Decreto, contestate delle imprese del settore, sono la scelta irrevocabile per l’anno 2021 dell’utilizzo esclusivo dell’attrezzo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Gli operatori lamentano che siamo difronte solo a restrizioni senza efficaci sostegni in materia di sostenibilità economica e sociale, con una flotta che ha ormai un età media che si avvicina a 40 anni ed addetti che hanno un età media interno ai 51 anni, a fronte di una mancanza di supporti comunitari alla flotta e senza un valido sistema di ammortizzatori sociali per i lavoratori è inutile sperare in un rilancio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una misura che impatta sulla sopravvivenza delle 1.500 imbarcazioni pugliesi – ricorda Coldiretti - ma anche sulla salute dei cittadini poiché con la riduzione delle attività di pesca viene meno anche la possibilità di portare in tavola pesce Made in Italy, favorendo le importazioni dall’estero di prodotti ittici che non hanno le stesse garanzie di sicurezza di quelle tricolori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il consumo pro capite degli italiani è di circa 28 kg di pesce all’anno – sottolinea Coldiretti - superiore alla media europea ma decisamente basso se confrontato con quello di altri Paesi che hanno un’estensione della costa simile, come ad esempio il Portogallo, dove se ne mangiano quasi 60 kg, praticamente il doppio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E intanto la flotta peschereccia pugliese, denuncia Coldiretti regionale, ha perso oltre 1/3 delle imprese e 18.000 posti di lavoro, con un contestuale aumento delle importazioni dal 27% al 33%.Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, conclude Coldiretti, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 18 Feb 2021 15:26:41 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Ricevimenti da aprile e la proposta al Governo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ricevimenti-da-aprile-e-la-proposta-al-governo</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Ricevimenti da aprile e la proposta al Governo
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
           E' l’auspicio degli operatori del settore, che si preparano a presentare al Governo un piano che contiene protocolli e regole per poter permettere la ripresa dei matrimoni già dalla primavera, dal mese di aprile. Il 2021 inizia con i migliori auspici e i prossimi giorni saranno fondamentali per il settore wedding, uno dei più penalizzati dall’emergenza Covid.
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Al momento in tutta Italia è attivo il confronto per far ripartire l’industria dei matrimoni. “È arrivata dagli operatori del settore una segnalazione che prevedeva un’indicazione su un protocollo già in atto firmato dai Ministeri dell’Economia e della Sanità, che prevede l’esecuzione del tampone 72 ore prima dell’evento. Ma al momento è solo una idea, nulla di concreto”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le aziende stanno lavorando e stanno elaborando un piano al fine di farsi trovare preparati una volta arrivato il momento delle riaperture. “Dobbiamo riuscire a far diventare il momento più bello di una coppia un momento sicuro“.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fino al 5 marzo tutti gli eventi sono inibiti ma con il prossimo Dpcm del Governo Draghi la situazione potrebbe iniziare a volgere verso un cambiamento. Non è escluso, infatti, che il settore degli eventi possa iniziare a programmare una riapertura, con i dovuti accorgimenti, certo, ma con molta positività.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Gli sposi hanno bisogno di certezze”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Non possiamo ripetere gli errori del passato, dobbiamo tornare a svolgere i matrimoni con allegria ma non dobbiamo commettere gli errori della scorsa estate – queste le parole del presidente di Assoeventi -. Noi stiamo lavorando solo per il bene dei matrimoni e significa tutelare strutture, sposi, invitati e personale”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Obiettivo è non snaturare l’evento matrimonio e garantire la sicurezza degli ospiti. Secondo il presidente Assoeventi, “le coppie di aprile e maggio avranno delle condizioni aggiuntive un po’ più serie rispetto a quelle di giugno. L’estate permetterà di applicare il protocollo estivo che ha visto svolgere in sicurezza i matrimoni”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Infine l’appello alle coppie che attendono di sapere se da aprile potranno sposarsi è di “non avere nessuna fretta e nessuna ansia”. “Non abbiate fretta di rimandare – aggiunge Michele Boccardi -. In estate le coppie che ci hanno creduto si sono sposate in tranquillità. Il mio invito è di restare calmi. So che ansia e preoccupazione sono altissime ma dobbiamo resistere”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 16 Feb 2021 15:21:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER OPERATORE DI FATTORIA DIDATTICA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/formazione-obbligatoria-per-operatore-di-fattoria-didattica</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono aperte le iscrizioni al corso "FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER OPERATORE DI FATTORIA DIDATTICA".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La durata del corso è di 58 ore totali di cui 52 ore saranno svolte in modalità online su piattaforma ZOOM e 6 ore di visita presso una fattoria didattica.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il corso avrà inizio il 20 Marzo 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2021 19:42:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Campagna Amica, la spesa di febbraio al mercato di Crema</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/campagna-amica-la-spesa-di-febbraio-al-mercato-di-crema</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/60salumicampagnaamica.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Febbraio, colorato dal Carnevale e dalle varietà di frutta e verdura tipicamente invernali, è il mese giusto per depurarsi, ma anche per mettere al riparo le nostre difese immunitarie dalle temperature che restano rigide. Parola degli agricoltori di Coldiretti, che ricordano l’appuntamento con il mercato di Campagna Amica, fissato per domenica 7 febbraio a Crema, dalle ore 8 alle 12 sotto la quarta pensilina di via Verdi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Un pieno di vitamina C
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A colorare il mercato di Campagna Amica ci saranno broccoli, cavoli e cavolfiori, che si sono guadagnati la nomea di alimenti antitumorali per eccellenza. Per non disperdere le loro preziose caratteristiche nutritive, Campagna Amica consiglia di cucinarli a vapore o in pentola a pressione. Spazio anche alle verdure a foglia verde, come gli spinaci, poco calorici e ricchi di proprietà nutritive. Tra la frutta di stagione, non mancheranno i kiwi, per garantire un pieno di vitamina C. Ma non di sola frutta e verdura si alimenta il “febbraio in tavola” proposto dagli agricoltori di Coldiretti Cremona: domenica al mercato ci saranno anche formaggi (di capra e bufala), miele e confetture, salumi tipici, pane e prodotti da forno, dolci. Ed anche riso e vino, in arrivo da altre province lombarde.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il calendario del mercato a Crema
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A Crema il calendario 2021 prevede 28 domeniche di mercato. Campagna Amica è presente in via Verdi, presso la quarta pensilina, sempre la domenica mattina, dalle ore 8 alle 12. Appuntamento domenica 7 e 21 febbraio, domenica 7 e 28 marzo, domenica 11 e 18 aprile. Da maggio a luglio il mercato avrà tre uscite al mese: domenica 2, 16 e 30 maggio; domenica 6, 20 e 27 giugno; domenica 4, 18 e 25 luglio. Due le uscite nel mese più caldo, domenica 8 e 22 agosto. Poi tre domeniche a settembre (5, 19 e 26 settembre) e ottobre (3, 17 e 31 ottobre). Il calendario proseguirà con le uscite del 7 e 21 novembre, poi domenica 5 e 19 dicembre.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per ogni aggiornamento e per scoprire i temi delle domeniche al mercato, sempre strettamente legati alla stagionalità dei prodotti, Coldiretti Cremona invita a consultare la pagina facebook (Coldiretti Cremona), instagram (cremonacoldiretti) e il sito www.cremona.coldiretti.it.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 04 Feb 2021 19:36:37 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Sigep Exp si trasforma: da ibrido a full digital</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sigep-exp-si-trasforma-da-ibrido-a-full-digital</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Join the Digital Experience
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/142763468_705935363451163_6505122564492311336_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Sigep e l’out of home dolce non si fermano
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La situazione pandemica non ci consente di poterci incontrare dal vivo, in fiera.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’industria del Foodservice Dolce ha comunque bisogno di ritrovarsi ed avere un unico punto di incontro per lo scambio professionale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          È per questo che Sigep Exp si trasforma da evento ibrido a full digital.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’edizione completamente digitale rappresenta un’occasione imperdibile per moltiplicare le opportunità di business, approfondimento e networking tra le aziende produttrici e gli operatori professionali di tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nell’attesa di ritrovarci di nuovo dal vivo a SIGEP 2022, incontriamoci virtualmente dal 15 al 17 marzo 2021.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Per saperne di più:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          https://www.sigep.it/?utm_term=69150+-+lancio+digital&amp;amp;utm_campaign=Sigep+-+INFORMATIVA+ITALIA+-+Lancio+digital&amp;amp;utm_medium=newsletter&amp;amp;utm_source=MagNews&amp;amp;utm_content=44092+-+8212+%282021-01-27%29
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 15:10:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>IEG: NUOVO PERCORSO STRATEGICO PER IL MONDO HORECA BEER&amp;FOOD ATTRACTION IN FULL DIGITAL NEL 2021 E DAL VIVO NEL 2022</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/ieg-nuovo-percorso-strategico-per-il-mondo-horeca-beer-food-attraction-in-full-digital-nel-2021-e-dal-vivo-nel-2022</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Italian Exhibition Group, d’intesa con gli stakeholders e per sostenere la ripresa del mercato, inaugura un format articolato in step per la fiera dedicata 
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           alle eccellenze birrarie, beverage e al food per l’Ho.re.ca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/143438390_447612099820644_3742555489376242039_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L' Italian Exhibition Group ha definito un nuovo percorso strategico per Beer&amp;amp;Food Attraction, la manifestazione dedicata alle eccellenze birrarie, beverage e al food per l’Ho.re.ca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo staff di IEG, di comune intesa con gli stakeholders e per sostenere la ripresa del mercato, ha previsto un fattivo cammino di avvicinamento all’edizione dal vivo, che si terrà dal 20 al 23 febbraio 2022 alla Fiera di Rimini e che vedrà anche la contemporanea presenza di una Rimini Beer Week, un nuovo evento diffuso che collegherà la presenza tra i padiglioni con quella in città, integrando un evento esclusivamente b2b con uno aperto al pubblico.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La prima tappa di questo nuovo percorso, funzionale alla presentazione e al lancio di nuovi prodotti in vista della stagione 2021, è rappresentato da un evento full digital – Beer&amp;amp;Food Attraction, The Digital Event for Eating Out - in programma nelle giornate dal 12 al 14 aprile 2021 che consentirà alle aziende e agli operatori di fare matching e networking grazie ad una formidabile piattaforma tecnologica che IEG ha già collaudato con successo in questi mesi. L’evento sarà organizzato con la collaborazione e il sostegno di tutte le associazioni rappresentative del mondo beverage e food per l’horeca e dell’Agenzia ICE per la selezione e l’organizzazione di business meeting con buyer internazionali selezionati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Beer&amp;amp;Food Attraction avrà una connotazione strettamente B2B e offrirà agli operatori strumenti di competizione globali, sia nell’edizione digital, sia in quella dal vivo.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In parallelo all’edizione digitale di Beer&amp;amp;Food Attraction, sono confermati anche gli appuntamenti professionali di BBTECH Expo, il salone dedicato alle tecnologie per la produzione e il confezionamento di birre e bevande e l’International Horeca Meeting di Italgrob. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Beer%26Food_2020_ingressoesterno_IMG_6061.jpg" length="257856" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 13:08:54 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Covid, da Bari vecchia l'appello dei ristoratori: "Ennesimo stop sarebbe colpo definitivo al settore"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-da-bari-vecchia-l-appello-dei-ristoratori-ennesimo-stop-sarebbe-colpo-definitivo-al-settore</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         "Stiamo valutando se fare causa allo Stato e chedere un risarcimento”. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ristorante-a-cagliari.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Stiamo valutando se fare causa allo Stato e chedere un risarcimento”. Gianni De Mastro è uno dei decani tra i ristoratori di Bari.  Gestisce L’Osteria del Borgo antico in piazza Mercantile, da sempre impegnato dal basso in politica è uno degli operatori più attivi in questi mesi di pandemia e chiusure nell’organizzare la protesta degli esercenti. “Siamo riusciti a creare una rete regionale - spiega – formata da ristoratori, gestori di bar, take away, pub, discoteche e strutture consolidate sul territorio formando un coordinamento. Stiamo verificando con uno studio di Roma la fattibilità di un'eventuale richiesta di risarcimento allo Stato. Non si tratta di una class action ma di una serie di rivalse individuali, riunite in un’unica cabina di regia. Siamo nella fase istruttoria, se ci sono fondamenti inoltreremo la causa”. La base dell’eventuale citazione in giudizio dello Stato sarebbe da ricercare in una presunta discriminazione della categoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Siamo coscienti – aggiunge De Mastro - che si tratterebbe della prima azione del genere in Italia. Riteniamo che i Dpcm con i quali il governo ha chiuso o limitato le nostre attività sia discriminatorio, perché il tratto unificante di ogni provvedimento governativo era quello di individuare nella ristorazione la causa dei contagi. È una visione capovolta della realtà. Gli studi scientifici finora hanno dimostrato che la ristorazione incide solo per il 3 per cento, solo teatri e cinema di meno, l’1 per cento. Mentre i trasporti, ad esempio, del 50 per cento”. Del Mastro lamenta l’impossibilità di programmare l'attività in queste condizioni e l’incedere inarrestabile delle spese. “A febbraio mi aspetta il pagamento della Tari, la tassa comunale dei rifiuti. Ma il mio locale è chiuso da novembre, dovrò pagare 900 euro senza aver prodotto un grammo di spazzatura. Domando al sindaco Antonio Decaro: ‘Possibile che non si possa avere una moratoria?”. Lo chiediamo a lui come presidente Anci e a tutti i sindaci. A queste spese vanno aggiunte quelle degli altri tributi e dell’affitto: il mio locale, se pur piccolo, ha un mensile di 2 mila e 100 euro e il proprietario non ha voluto farmi risparmiare in questo periodo neanche un centesimo”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Questa situazione, comune a molti esercizi di Bari, secondo Del Mastro potrebbe portare alla chiusura definitiva della maggior parte delle attività. “Ho percepito un ristoro dallo Stato di 7 mila e 500 euro. Tra utenze e tasse non coprono neanche due mesi di inattività, visto che su dieci mesi di pandemia ho dovuto chiudere sei. Era stato detto al governo di chiudere con un lockdown totale tra ottobre e novembre per salvare il Natale, che per noi è garanzia di introiti, fieno da mettere in casina. Ma non siamo stati ascoltati. Si continua con questa modalità che procura ancora numeri alti di contagi e morti. Nel frattempo i nostri dipendenti, io ne ho cinque, si ritrovano con una cassa integrazione che copre sì e no il 53 per cento dello stipendio, con fitti di casa da pagare e famiglie da sostenere. E a noi le spese corrono, tra la primavera e l’estate ci troveremo indebitati e con difficoltà enormi per ripartire: credo che solo il 30 per cento possa arrivare a giugno”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una situazione che favorirebbe le infiltrazioni malavitose, sempre prodighe di liquidità da riciclare. “Ci sono tante situazioni che andrebbero monitorate – spiega ancora Del Mastro – ma non mi risulta che questo accada. Rimaniamo perciò in stato di agitazione, pronti alla mobilitazione. Abbiamo chiesto al governatore Michele Emiliano un tavolo di confronto permanente, per vedere se nelle maglie del bilancio regionale ci siano risorse per sostenere la nostra categoria. Ce l’ha promesso ma non abbiamo visto ancora nulla. Eppure noi siamo quelli per cui la rivista Lonely Planet ha riconosciuto la Puglia come prima meta desiderata dai turisti di tutto il mondo, che la scelgono per le sua enogastronomia. Quella che offriamo noi per attrarre visitatori e rilanciare l’immagine della regione”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 27 Jan 2021 12:14:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-da-bari-vecchia-l-appello-dei-ristoratori-ennesimo-stop-sarebbe-colpo-definitivo-al-settore</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ristorante-a-cagliari.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PSR. BANDO INTEGRATIVO PER I RISTORI IN AGRICOLTURA. COLDIRETTI VENETO:”OPPORTUNITA’ PER LE AZIENDE ESCLUSE DAL PRIMO INTERVENTO”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/psr-bando-integrativo-per-i-ristori-in-agricoltura-coldiretti-veneto-opportunita-per-le-aziende-escluse-dal-primo-intervento</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         PSR. BANDO INTEGRATIVO PER I RISTORI IN AGRICOLTURA. 
         &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          COLDIRETTI VENETO:”OPPORTUNITA’ PER LE AZIENDE ESCLUSE DAL PRIMO INTERVENTO”
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/trattore-contadino.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
         Ricevuto il nulla osta della terza Commissione Consiliare, la Regione del Veneto pubblicherà il bando per la presentazione delle domande di ristoro riservate agli orticoltori veneti che hanno subito perdite a causa dell’emergenza sanitaria. A renderlo noto è Coldiretti Veneto che ha sollecitato il provvedimento presso l’Assessorato regionale competente al fine di risolvere alcune criticità emerse nella prima stesura inerenti la classificazione delle colture che ha impedito ad alcune centinaia di aziende l’accesso ai fondi di sostegno. Integrando la documentazione probatoria le imprese escluse dalla precedente interpretazione ora potranno accedere alle risorse rimaste coprendo almeno parzialmente i danni subiti a causa della pandemia. Coldiretti Veneto sottolinea che lo stanziamento è relativo alla misura straordinaria 2.1.1 Covid 19 del Programma di Sviluppo Rurale che grazie alla disponibilità di 23milioni di euro ha aiutato oltre 6mila imprese dei vari comparti in sofferenza: dall’orticolo al florovivaistico, dagli allevamenti alle fattorie didattiche e alle strutture agrituristiche.  Questo disimpegno del residuo finanziario  predisposto dalla Giunta del Veneto – conclude Coldiretti - completa definitivamente l’operazione rivolta alle realtà agricole che non si sono mai fermate garantendo occupazione anche durante il lock down e la fornitura di cibo milioni di cittadini attivando, inoltre,  iniziative di solidarietà per famiglie in difficoltà, persone bisognose non trascurando neppure l’attenzione al fenomeno in crescita delle nuove povertà.
        &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/trattore-contadino.jpg" length="230098" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:46:56 GMT</pubDate>
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      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/trattore-contadino.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SOS API CON ALIMENTAZIONE DI SOCCORSO; ARNIE IN ADOZIONE A DISTANZA PER AIUTARE ECOSISTEMA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sos-api-con-alimentazione-di-soccorso-arnie-in-adozione-a-distanza-per-aiutare-ecosistema</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         “Serve una stretta sulla proposta di modifica della legge regionale per aiutare un settore determinante per l’economia e per l’ecosistema pugliese, che ogni anno perde il 40% della produzione di miele anche a causa della tropicalizzazione del clima, insieme a piani mirati con i sostegni previsti per l’apicoltura nella PAC 2021-2027, in considerazione dello scenario che si sta registrando negli ultimi anni”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ape.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alimentazione di soccorso per le api in Puglia che hanno bisogno di fare scorte dopo la mancata fioritura dell’ottobre scorso per non far crollare la produzione di miele. E’ l’allarme di Coldiretti Puglia che lancia l’adozione delle arnie a distanza per aiutare le api e contribuire alla difesa dell’ecosistema con la famiglia adottiva che può scegliere il nome della propria Ape Regina, ricevere annualmente una parte del miele dell’arnia, oltre ad altri prodotti dell’alveare, e un certificato di adozione temporanea.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Serve una stretta sulla proposta di modifica della legge regionale per aiutare un settore determinante per l’economia e per l’ecosistema pugliese, che ogni anno perde il 40% della produzione di miele anche a causa della tropicalizzazione del clima, insieme a piani mirati con i sostegni previsti per l’apicoltura nella PAC 2021-2027, in considerazione dello scenario che si sta registrando negli ultimi anni”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In quasi 10 anni, dal 2009 al 2018, sono aumentate del 61,5% le aziende che in Puglia producono miele, un trend positivo che, eccezion fatta per Brindisi che non ha segnato alcun aumento, interessa tutte le province pugliese, con punte del 63,3% a Foggia e del 90% a Lecce, secondo quanto rileva Coldiretti Puglia sulla base dei dati della Camera di Commercio di Milano.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “In Puglia il settore ha mostrato un grande dinamismo negli ultimi 10 anni – tiene a precisare Daniela Margarito, referente del settore apistico della Coldiretti Puglia - nonostante il difficile andamento climatico che ha determinato il crollo della produzione di miele ‘made in Italy’ del 70%, mentre il mercato è letteralmente invaso da prodotto straniero, falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso. Per essere certi di portare in tavola miele ‘made in Italy’ occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Rilevanti sono le importazioni dall’estero pari a 27,8 milioni di chili, con quasi la metà di tutto il miele estero che in Italia arriva da due soli paesi: Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare, conclude Coldiretti.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:35:45 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/sos-api-con-alimentazione-di-soccorso-arnie-in-adozione-a-distanza-per-aiutare-ecosistema</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>CINQUE CONSIGLI PER ORGANIZZARE MEGLIO IL FRIGO E RIDURRE GLI SPRECHI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cinque-consigli-per-organizzare-meglio-il-frigo-e-ridurre-gli-sprechi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Commettere errori nella conservazione dei cibi ha come conseguenza lo spreco alimentare e di conseguenza di migliaia di euro all’anno per ciascuna famiglia. Una ricerca europea  condotta su 20.000 persone in 11 Paesi per Samsung, ha rivelato la Svizzera come paese a più elevato tasso di spreco alimentare, seguita da Norvegia, Italia e Francia.
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/frutta-verdura-1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È addirittura il 59% del cibo acquistato quello che gli italiani buttano senza averlo consumato: un dato di grande impatto non solo in termini di sostenibilità ma anche economici, visto che si traduce in 5.108 euro per famiglia che ogni anno finiscono nel cestino. Tra gli alimenti a più alto rischio di spreco c’è la frutta: la maggior parte delle persone conserva pere, mele e arance in modo non corretto, riponendole in una fruttiera sul tavolo o in dispensa, quando in frigorifero si conserverebbero più a lungo. I dati hanno però dimostrato che i piatti pronti (70%), la verdura fresca (70%) e le salse/condimenti (67%) sono le tipologie di alimenti che più spesso finiscono nei nostri cestini senza essere consumati. Stupisce inoltre come prodotti mediamente più costosi come i piatti pronti, che in gran parte nascono per essere tenuti in congelatore e poi cotti, vengano invece conservati in frigorifero, occupando spazio prezioso, e finendo poi per non essere consumati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Lo spreco di salse e condimenti, come ad esempio il ketchup, potrebbe essere dovuto a due motivi: molti non sanno dove conservarlo, con un solo 15% degli intervistati che lo tiene correttamente in frigorifero. In realtà il ketchup può essere riposto in un armadio o dispensa quando ancora sigillato, mentre va conservato in frigorifero una volta aperto. Salse e condimenti pagano anche il fatto di essere spesso posizionati in luoghi poco visibili, fatto che si traduce nell’acquisto di “doppioni” che inevitabilmente producono sprechi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Mentre tre quarti degli italiani (75%) si sentono in colpa per la quantità di rifiuti prodotti e tre su cinque (61%) sono diventati, durante i periodi di lockdown, più consapevoli dei loro sprechi alimentari, solo il 63% dichiara di avere un piano per affrontare e cercare di risolvere il problema in casa.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le ragioni più comuni dello spreco c’è la mancata pianificazione dei pasti prima di fare la spesa: ne è “colpevole” il 35% degli intervistati. Il 30% non controlla le date di scadenza, e il 26 si dimentica quello che ha nel proprio frigorifero, spesso perché questo è troppo pieno o perché gli alimenti non sono disposti secondo uno schema adeguato. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Con l’obiettivo di combattere lo spreco alimentare ed aiutare i consumatori a prolungare la durata dei prodotti nel frigorifero, ecco una serie di semplici consigli su come organizzarlo:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          1. Personalizzare il frigorifero in base alle proprie esigenze. C'è sempre una bottiglia alta o un contenitore di avanzi che non possono essere riposti come si vorrebbe, e togliere gli scaffali è una seccatura. Nei nuovi frigoriferi i ripiani possono essere facilmente ripiegati, sollevati e abbassati per creare la soluzione più adatta in base ai prodotti da conservare e alle diverse necessità, in modo da non lasciare nulla fuori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          2. Frutti e verdure non sono tutti uguali: alcuni tipi, come l'avocado, le pesche e il melone, dovrebbero essere tenuti fuori dal frigorifero fino al completamento della maturazione, ma riposti all’interno una volta maturi per evitare sprechi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          3. Per mantenere una temperatura uniforme all'interno del frigorifero, è fondamentale scegliere quelli che offrono la tecnologia No Frost. Non solo il cibo rimarrà più fresco più a lungo, si eviterà anche la formazione di ghiaccio, risparmiando il fastidio dello scongelamento e mantenendo il frigorifero frost-free.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          4. Non solo è importante la temperatura, ma anche l'umidità: quindi è importante utilizzare i cassetti che permettono di regolare le impostazioni a seconda delle dell’alimento che contengono…nessuno vuole una lattuga appassita!
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          5. È consigliabile conservare sempre la carne cruda, il pollame e il pesce sul ripiano inferiore del frigorifero e tenerli incartati. In questo modo si eviterà che gli odori degli alimenti si diffondano e che i liquidi gocciolino, creando il rischio di contaminazione crociata e causando ulteriori sprechi.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Fonte ANSA FOOD.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 18 Jan 2021 07:52:35 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>"Il 15 gennaio #io apro, perché lavorare è un diritto": dai ristoratori parte la disobbedienza gentile</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-15-gennaio-io-apro-perche-lavorare-e-un-diritto-dai-ristoratori-parte-la-disobbedienza-gentile</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ciabatta-crudo-100_orig.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Saranno in  50mila o forse più il 15 gennaio i ristoratori che sceglieranno di non attenersi più alle fasce orarie imposte loro per l'apertura al pubblico e, quale che siano le norme contenute nel prossimo Dpcm, riprendere a lavorare normalmente. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ristoranti che sfidano il Dpcm apparecchiando i tavoli anche a cena venerdì 15 gennaio, ma sempre nel rispetto delle norme: è la protesta nazionale #ioapro - Dpcm autonomo (ovvero Decalogo pratico commercianti motivati), che si sta diffondendo in diverse città italiane. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Una sorta di “disobbedienza civile” che si muove sui social con gli hastag #ioapro, #nonspengopiùlamiainsegna e #ioapro1501.  
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           Una protesta partita da un esercente di Pesaro, poi diffusa e gestita tramite i social network. Gli organizzatori sostengono anche di aver ingaggiato un gruppo di legali per opporsi alle inevitabili multe.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da Confesercenti Como, per voce del presidente Claudio Casartelli, arrivano parole di “solidarietà ai titolari esasperati”. “La nostra associazione – continua Casartelli – considera fondamentale il rispetto della legalità in ogni manifestazione di protesta, ma comprende comportamenti dettati da quello che prima era stato di sopportazione e frustrazione e che ora rischia di sfondare nella disperazione. Senza un corposo piano di stanziamento di ristori, molti imprenditori rischiano addirittura di non poter più riaprire, si rischiano conflitti sociali e tensioni che non auspichiamo né incitiamo, che rischiano di sfociare in comportamenti al di fuori della legalità. Non si comprende quale sia la logica del ventilato divieto di asporto dopo le ore 18.00 – conclude il presidente di Confesercenti Como – né si comprende quale siano le analisi oggettive che portino a massacrare e chiudere il settore della ristorazione per far fronte all’emergenza”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ciabatta-crudo-100_orig.jpg" length="136204" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 13 Jan 2021 10:41:31 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il 2021 si apre con un’onorificenza per lo chef Gregori Nalon e un’ intervista al presidente dell’associazione Ristoworld Italy  Marcello Proietto Di Silvestro</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-2021-si-apre-con-unonorificenza-per-lo-chef-gregori-nalon-e-un-intervista-al-presidente-dellassociazione-ristoworld-italy-marcello-proietto-di-silvestro</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         "Gregori Nalon rappresenta, con il suo bagaglio professionale e l'alto spessore umano, un esempio e modello da seguire".
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/136060971_429030464904419_2526782974591141785_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Dopo un 2020 fuori dal comune e dai risvolti inaspettati, quali saranno le nuove tendenze del 2021 nel mondo della ristorazione, uno tra i settori più colpiti dalla pandemia di Covid-19? 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ce ne ha parlato Marcello Proietto Di Silvestro, presidente di Ristoworld Italy in occasione del conferimento del Blasone di Ambasciatore per la Difesa e Valorizzazione del Made in Italy nel Mondo, al pluripremiato chef cooking strategist Gregori Nalon, che ha ricevuto così l’onorificenza più alta della giovane associazione di ristorazione e turismo. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Di seguito la motivazione: «Gregori Nalon rappresenta, con il suo bagaglio professionale e l'alto spessore umano, un esempio e modello da seguire.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ripercorrere le tappe della sua strepitosa e pluripremiata carriera costituisce un ottimo viatico per gli studenti e le giovani generazioni che si affacciano alla Professione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Presente in Ristoworld Italy sin dalla sua costituzione, Gregori Nalon ha sempre contribuito al rafforzamento del brand Made in Italy nella consapevolezza che il settore agroalimentare e, perciò, ristorativo rappresenta la corazzata economica del nostro Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A Gregori Nalon gli Auguri e i Complimenti di tutto il Consiglio Direttivo e dell'Associazione Ristoworld Italy, con la promessa di rivederci presto di presenza e rinnovare il sentimento di stima umana e professionale che indissolubilmente ci lega!».
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tornando alla chiusura della ristorazione nel 2020 con circa 200 giorni di inattività ha inferto un colpo durissimo al comparto che, per anni sicuramente, si trascinerà con effetti economicamente devastanti. Adesso l’imperativo non è tanto “riaprire” ma “come” riaprire: nulla sarà più come prima è stato detto. Lo ribadiamo e aggiungiamo  - continua Proietto Di Silvestro -,che nei primi due mesi quindi gennaio e febbraio sarà necessario una ulteriore full immersion per capire e prevenire atteggiamenti che andranno evitati per il prosieguo dell’anno. Il 2021 sarà un anno straordinariamente intenso e pieno di opportunità: sta a noi saperle cogliere, preparandoci e preparando il nostro personale con una adeguata formazione da aggiungersi a quanto abbiamo già fatto nel corso dell’anno ormai alle spalle. Alla Ristorazione e ai pubblici esercizi bisogna guardare con fiducia e gratitudine: un comparto che si era preparato a resistere con notevoli sforzi economici e che poi è stato travolto dall’ondata di provvedimenti restrittivi a garanzia della salute pubblica. L’augurio è che si possano raccogliere in questo 2021 i frutti della sofferta semina precedente senza abbassare la guardia ma senza vittimismi – conclude Proietto Di Silvestro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Jan 2021 19:42:18 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>L’Italia si conferma protagonista nelle vendite di spumanti nel mondo anche nell’anno del Covid-19</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/litalia-si-conferma-protagonista-nelle-vendite-di-spumanti-nel-mondo-anche-nellanno-del-covid-19</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Per le feste si beve tricolore
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/134317668_2836994959910962_3610985847041388035_o.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il risultato, secondo le stime sui consumi di bollicine per le festività rilasciate dall’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e da Ismea, è in linea con lo scorso anno sul fronte dei volumi, con 273 milioni di bottiglie tricolore vendute nel mondo sotto le feste (+1,3% sul 2019) di cui quasi 74 milioni in Italia (-2,3%), per un totale su scala globale di oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati. Diverso invece il trend a valore, segnalato complessivamente in contrazione del 9% tra domanda interna ed estera.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In Italia consumi in leggera flessione:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          -2,8%, a 77 milioni di bottiglie sotto le feste
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sono oltre 77 milioni le bottiglie di bollicine consumate in Italia tra Natale e Capodanno, di queste solo 3,5 milioni parlano straniero sulle tavole delle feste più autoctone degli ultimi anni. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Complessivamente a Natale e Capodanno si è stappato un po’ meno (-2,8%) ma soprattutto per effetto del calo degli sparkling d’importazione (-12,5% meno del 5% del totale), con lo spumante italiano a -2,3% (quasi 74 milioni di bottiglie).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Va meglio l’export tricolore, in crescita del 2,7% con quasi 200 milioni di spumanti italiani.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Secondo il forecast Uiv-Ismea, le feste hanno visto circa il 35% delle vendite annuali di sparkling in Italia, grazie alle vendite in Gdo e nei canali off-trade che terranno a galla un mercato del fuori casa in coprifuoco. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un effetto sostituzione della domanda italiana che se da un lato mitiga notevolmente la variazione in volume, in valore potrebbe creare al sistema una flessione del fatturato di oltre il 12%, previsto a circa 199 milioni di euro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La produzione totale di spumanti tricolore nel 2020 si dovrebbe confermare sugli stessi livelli dello scorso anno, a 776 milioni di bottiglie a fronte di un mercato d’importazione che non arriva a 10 milioni di pezzi (-12,5%). 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’incidenza dell’export a volume supera il 73% e quest’anno ha premiato soprattutto le denominazioni export oriented, mentre quelle a metodo classico, il cui mercato è più indirizzato all’horeca italiana, hanno avuto maggiori problemi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A cura di Unione Italiana Vini
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/134317668_2836994959910962_3610985847041388035_o.jpg" length="61965" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 03 Jan 2021 19:42:57 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/litalia-si-conferma-protagonista-nelle-vendite-di-spumanti-nel-mondo-anche-nellanno-del-covid-19</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pugliapromozione attiva un Fondo di Solidarietà a sostegno delle famiglie pugliesi in difficoltà</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pugliapromozione-attiva-un-fondo-di-solidarieta-a-sostegno-delle-famiglie-pugliesi-in-difficolta</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il personale dell’Agenzia regionale del turismo attiva un fondo destinato al volontariato pugliese, Banco Alimentare e Caritas Puglia. Il direttore Minchillo: “Un atto di altruismo e un segnale di sensibilità sociale”.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pugliapromozione.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Diecimila euro a favore delle famiglie assistite dal Banco Alimentare Puglia e dalla Caritas Puglia. È la cifra raccolta dai dipendenti dell’Agenzia regionale del turismo Pugliapromozione, per mezzo di un fondo di solidarietà attivato con una trattenuta dalla retribuzione su base volontaria, da destinare all’emergenza alimentare di questi giorni.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dall’inizio della pandemia, la perdita del lavoro per interi nuclei familiari ha spinto verso la povertà nuove fasce della popolazione, spesso carenti di adeguato sostegno alimentare. Sono i minori e le donne i soggetti più esposti alla povertà alimentare, e il lockdown annunciato per queste particolari feste natalizie ha aumentato l’insicurezza per le famiglie in condizioni di precarietà e indigenza. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il fondo attivato dal personale di Pugliapromozione, su proposta del direttore generale Matteo Minchillo, in poco tempo ha raggiunto la cifra di 10 mila euro e nell’immediato può essere di aiuto alle famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza da Covid-19. Di qui la decisione di donare la cifra raccolta alle due più importanti associazioni impegnate nel volontariato su tutto il territorio regionale, il Banco Alimentare Puglia e la Caritas Puglia, che provvederanno ad assistere le famiglie in stato di necessità durante le feste natalizie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La donazione dei dipendenti di Pugliapromozione è “un gesto di coscienza civile in un momento drammatico per il Paese e per la nostra regione, – commenta il direttore generale di Pugliapromozione Matteo Minchillo – e tutti abbiamo il dovere di aiutare chi ha più bisogno. La mia proposta, che non può costituire la soluzione ai problemi del turismo per i quali abbiamo attivato le giuste misure, è stata accolta dai colleghi che hanno così dimostrato come il personale della Pubblica Amministrazione sia solidale con le persone e le famiglie bisognose di aiuti immediati. Il volontariato, dal quale proviene e al quale è destinata la somma raccolta, innesca reazioni positive tra i lavoratori e diffonde la sensibilità sociale, che sarà ancor più necessaria quando usciremo dall’attuale stato di emergenza”. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Dec 2020 15:23:31 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pugliapromozione-attiva-un-fondo-di-solidarieta-a-sostegno-delle-famiglie-pugliesi-in-difficolta</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Milano, torna il panettone sospeso</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/milano-torna-il-panettone-sospeso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Come regalarne uno a chi è in difficoltà | Panettone sospeso 2020
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Panettone-Sospeso-a-Milano-e1575554196583.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Un piccolo gesto per rendere più dolci le feste di chi è in difficoltà. Anche quest’anno dal 7 al 22 dicembre in alcune pasticcerie di Milano si potrà lasciare un panettone "in sospeso" per consentire a chi non ha la possibilità di averne uno per celebrare il Natale con il dolce della tradizione.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L'iniziativa lanciata nel 2019 è cresciuta: le pasticcerie che hanno aderito al progetto sono diventate 14 (tre in più rispetto all'anno scorso): si sono infatti aggiunti "I Dolci del Paradiso", il cake hub di Comunità Nuova, la onlus presieduta da don Gino Rigoldi), la storica insegna "Martesana Milano" e il laboratorio di pasticceria dello Chef Carlo Cracco. Non solo: anche chi non vive a Milano potrà sostenere l’associazione e lasciare il proprio contributo "a distanza" attraverso una donazione sul sito: il denaro raccolto verrà poi"trasformato" in panettoni.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Panettone sospeso 2020
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          panettone Alvin's (8)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Panettone Alvin's (14)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Panettone Alvin's (16)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Panettone Cake l'HUB (3)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Milano, si ispira chiaramente alla tradizione partenopea del"caffè sospeso". Per ogni panettone lasciato"in sospeso", le pasticcerie ne aggiungeranno un altro, raddoppiando così la donazione effettiva. Al termine della raccolta, e soprattutto prima di Natale, i"panettoni sospesi" verranno consegnati a"Casa Jannacci", la Casa dell’Accoglienza in Viale Ortles che offre assistenza ai senza fissa dimora, e a"Milano Aiuta" la rete di solidarietà creata dal Comune di Milano per sostenere i cittadini e le famiglie in difficoltà a causa dell'emergenza da Covid-19.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Non sarà un Natale come gli altri – spiegano Gloria Ceresa e Stefano Citterio, ideatori e fondatori dell’Associazione Panettone Sospeso – ed è per questo che proprio quest’anno la nostra iniziativa assume un significato ancora più potente. Purtroppo, la crisi legata all’emergenza sanitaria ha colpito duramente le fasce più deboli e le persone più fragili, ma noi siamo convinti che la proverbiale generosità dei milanesi sarà più forte della pandemia. Una generosità che lo scorso anno ci ha consentito di raccogliere – e donare – ben 1.644 panettoni. Speriamo di raccoglierne tanti anche quest’anno e aiutare chi è in difficoltà a sentirsi meno solo: il panettone, emblema del Natale e della condivisione, può diventare una piccola carezza per colmare, in parte, un grande bisogno."
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Panettone sospeso, l'elenco delle pasticcerie di Milano
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Alvin's, via Melchiorre Gioia 141
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cake l'Hub - I Dolci del Paradiso, via Luigi Mengoni 3
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Davide Longoni, via Gerolamo Tiraboschi 19, Via Fratelli Bronzetti 2 e Mercato del Suffragio - piazza Santa Maria del Suffragio
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gelsomina, via Carlo Tenca 5 e via Fiamma 2
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giacomo, via Pasquale Sottocorno 5
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Marlà, corso Lodi 15
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Martesana, via Card. G. Cagliero 14, piazza Sant'Agostino 7 e via Paolo Sarpi 62
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Massimo 1970, via Giuseppe Ripamonti 5
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Moriondo, via Marghera 10
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Panettone Cracco Pasticceria, Galleria Vittorio Emanuele II
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          San Gregorio, via San Gregorio 1
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sant Ambroeus, corso Giacomo Matteotti 7
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ungaro, via Ronchi 39
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Vergani, corso di Porta Romana 51 e via Mercadante 17
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/panettone-1.jpg" length="180262" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 04 Dec 2020 18:15:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Senza i cenoni natalizi a rischio l'economia. Meno incassi anche dal turismo</title>
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           Cattive notizie in arrivo per l’economia. Secondo un’analisi della Coldiretti, se quest’anno non si potranno organizzare i cenoni tipici delle festività natalizie, saranno circa 5 i miliardi che non saranno immessi nel circuito economico del nostro paese.
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Senza cenoni natalizi a rischio l’economia
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In base all’ultimo studio effettuato dalla Coldiretti, in collaborazione con Ixè, se non si potranno organizzare i classici cenoni natalizi, quest’anno l’economia italiana potrebbe perdere circa 5 miliardi di euro, dati dal mancato introito della spesa degli italiani, in casa e fuori, solo per imbandire le tradizionali maxitavolate delle feste di fine anno che rischiano di sparire per l’emergenza Covid.
         
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          Secondo Coldiretti a pesare maggiormente sulla scelta degli italiani, saranno oltre alle limitazioni anti-Covid, con “rischio lockdown per ristoranti e locali pubblici, anche il divieto alle feste private e ai tradizionali veglioni ma anche i limiti posti agli spostamenti, dal coprifuoco e l’invito a non ricevere nelle case persone non conviventi, in una situazione in cui lo scorso anno la tavolata media per gli appuntamenti di fine anno degli italiani era composta di ben 9 persone”. Come precisa Coldiretti: -“La riduzione dei commensabili è infatti destinata a provocare un taglio nei consumi di 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci spariti dalle tavole lo scorso anno solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno”.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          Senza considerare poi, il blocco del settore turistico. Da quando l’Italia è stata travolta dalla seconda ondata di Covid, il turismo, non solo nazionale, ma anche proveniente dall’estero, Europa compresa, ha subito notevoli ripercussioni, con diversi paesi come la Germania, che hanno inserito l’Italia nella black list dei paesi a rischio.
         
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          Il turismo natalizio, ogni anno porta alla nostra economia un incasso pari a 4.1 miliardi di euro, di cui quasi 1/3 della spesa turistica destinata proprio all’alimentazione.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Come dichiarato da Coldiretti: -“Occorre quindi salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui, con l’emergenza Covid 19, il cibo ha dimostrato tutta la sua strategicità per difendere l’Italia e l’Europa dalle turbolenze provocate dalla pandemia che ha scatenato corse agli accaparramenti e guerre commerciali con tensioni e nuove povertà”.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 23 Nov 2020 16:03:56 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL CIBO COME 'VACCINO', COSÌ LA PANDEMIA CAMBIA LO STILE ALIMENTARE DEGLI ITALIANI</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Cibi più freschi, frutta e verdura, meno sprechi e più manicaretti
        
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Il cibo è un vaccino?", il tema nel 2020 della pandemia è interessante. Come è cambiata la tavola degli italiani in questo periodo? Dopo il primo lockdown 4 su 10 hanno cambiato il loro stile alimentare e 6 italiani su 10 dichiarano di privilegiare abitualmente un regime nutrizionale ispirato alla dieta mediterranea perché più salutare, con cibi freschi, molta frutta e verdura, legumi e proteine prevalentemente vegetali.
          
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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           Il 43,5% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato più verdure fresche, il 43,1% degli intervistati di aver acquistato più frutta fresca e il 36,8% di aver acquistato più legumi. Il 60,3% degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato più farina e lievito. Sono le evidenze di una ricerca dell’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market / Swg) realizzata in occasione del 16 novembre 2020, decennale della proclamazione della Dieta Mediterranea patrimonio immateriale Unesco.
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il 27% degli intervistati ha dichiarato di essere attento alle scelte di una alimentazione proteica per affrontare le difficoltà del 2020 fra la prima e la seconda ondata pandemica. Una percentuale superiore, il 33%, guarda anche ai “comfort food” come dolci e cioccolata per smorzare l’ansia del periodo e ritrovare momenti di gratificazione. 
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La dieta mediterranea è al centro di un’evoluzione più complessa negli stili di vita e di scelte alimentari: la lunga permanenza fra le mura domestiche, nel 2020 del covid-19, ha introdotto buone pratiche nella pianificazione dell’acquisto, gestione e fruizione del cibo, favorendo la prevenzione degli sprechi. Il 68% considera la dieta mediterranea determinante o utile per la prevenzione dello spreco alimentare. Un italiano su 2 (51,6%) dichiara di sprecare senz’altro di meno adesso, malgrado sia aumentato l’acquisto dei generi alimentari nel 58% dei casi. In particolare si è ridotto lo spreco di farina e lievito per il 43,2% dei cittadini, di avanzi dei pasti precedenti nel 45% dei casi, di carni rosse e bianche e di latte per 4 italiani su 10 (dati Distal Università di Bologna/SprecoZero). La maggiore disponibilità di tempo, favorita dallo smart working, permette agli italiani di dedicare più tempo alla cucina: lo dichiara il 58.6% degli intervistati. A sorpresa: il pesce (38%) attira più della carne, e di pari passo con l’attrazione per i fornelli cala l’interesse per i prodotti pronti di gastronomia (27%) e solo 1 italiano su 5 pratica talvolta il take away (21%). 
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella ricerca emerge che ben sei italiani su 10 dichiarano di aver cambiato il modo di fare la spesa: il 25% anche in ragione di un diminuito potere d’acquisto, per sostenere i costi, ma il 18% dichiara di essere più selettivo nella qualità del cibo acquistato. Un italiano su 10 riscopre i negozi al dettaglio e il 9% si dedica all’e-commerce anche per l’acquisto di prodotti alimentari. Ancora: 1 italiano su 2 (il 47,2%) ha introdotto la lista della spesa e il 20% dichiara di averla sistematicamente adottata, mentre 1 consumatore su 10 ha riscoperto i negozi al dettaglio. Un italiano su 2 acquista più di prima prodotti a lunga conservazione e ingredienti per piatti da preparare in famiglia (dolci, focacce, ecc). Alimentarsi in modo sano e sostenibile costa 7,28€ in meno a persona a settimana, visto che forse a sorpresa, il carrello settimanale per la spesa della dieta mediterranea costa infatti 46,27€, a differenza di quello standard che ha un costo di 53,55€.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market e campagna Spreco Zero osserva che "i dati dell’indagine Waste Watcher sono importanti perché gli attuali sistemi alimentari non generano problemi solo per la salute umana, ma anche all'ambiente in cui si produce il cibo L'agricoltura è responsabile del 30% delle emissioni di gas serra e del 70% dello sfruttamento e dello spreco delle risorse naturali. Una dieta sostenibile dovrebbe garantire la sicurezza alimentare, promuovere stili di vita sani, evitare perdite e sprechi alimentari, contribuire alla riduzione degli impatti ambientali e al miglioramento del benessere delle generazioni attuali e future. La dieta mediterranea va appunto in questa direzione: la riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari contribuisce a migliorare la sostenibilità dei sistemi e può contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra. Il raggiungimento di un sistema di produzione alimentare sostenibile e la riduzione dello spreco di cibo sono fondamentali per contrastare la malnutrizione e la sottoalimentazione di larghe fasce di donne e uomini sulla terra».
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Nov 2020 15:51:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COVID: COLDIRETTI PUGLIA, STOP VENDITE SOTTOCOSTO PER CIBI E BEVANDE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-coldiretti-puglia-stop-vendite-sottocosto-per-cibi-e-bevande</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           In un momento difficile per l’economia e l’occupazione occorre intervenire con decisione per impedire le vendite sottocosto di cibi e bevande che si spingono le aziende agricole ed alimentari alla chiusura in un momento in cui è fondamentale difendere la sovranità alimentare del Paese con l’emergenza pandemia che ostacola gli scambi e favorisce accaparramenti e speculazioni. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla necessità di un serio intervento normativo del parlamento contro le pratiche commerciali sleali ad integrazione della Direttiva UE 2019/633.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali da parte della distribuzione – sottolinea la Coldiretti - non può essere scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato. Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia – precisa la Coldiretti - vanno a remunerare il prodotto agricolo per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Con le pratiche sleali si aggravano le distorsioni dal campo alla tavola, visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi. La crisi causata dal Covid rischia di peggiorare la situazione, con ripercussioni sugli anelli più deboli della catena alimentare, gli agricoltori e i consumatori”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ lunga la lista delle pratiche commerciali sleali - dice Coldiretti Puglia - messe al bando dalla direttiva approvata in via definitiva dal Parlamento Ue e seguita fin dall’inizio da Paolo De Castro, coordinatore S&amp;amp;D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo e relatore della direttiva. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Pagamenti in ritardo (oltre 30 giorni dal termine stabilito di consegna per i prodotti agroalimentari deperibili e superiore ai 60 giorni nel caso di non deperibilità), annullamento dell’ordine da parte dell’acquirente con preavviso breve (inferiore a 30 giorni) e che non consente al fornitore di trovare acquirenti alternativi ai suoi prodotti, modifica unilaterale delle condizioni di un accordo di fornitura – aggiunge Coldiretti Puglia - richiesta al fornitore di pagamenti che non sono connessi alla vendita e di indennizzi per deterioramento o perdita di prodotti agricoli e alimentari che si verificano quando sono già di proprietà dell’acquirente o comunque già nei suoi locali, rifiuto di confermate in un contratto scritto le condizioni di vendita, divulgazione illecita da parte dell’acquirente di segreti commerciali, minaccia al fornitore di ritorsioni commerciali quando il fornitore rivendica i suoi diritti contrattuali, addebito al fornitore del costo sostenuto per i reclami dei clienti anche se questi non ha alcuna responsabilità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E ancora – insiste Coldiretti Puglia - la restituzione dei prodotti senza alcun pagamento, la richiesta di un pagamento per la messa a disposizione del mercato e di un contributo del costo degli sconti per la promozione e per la pubblicità, il marketing o per il personale impegnato ad organizzare gli spazi dove avviene la vendita dei prodotti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ fondamentale – continua la Coldiretti - presidiare il pieno esercizio della delega da parte del Governo ai fini dell’attuazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali secondo l’impianto dei principi e dei criteri stabiliti dal Senato in sede di approvazione del disegno di legge di delegazione europea. In particolare appare necessario rendere l’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentare (ICQRF) funzionale al rispetto del funzionamento del mercato e delle filiere per le acquisite competenze in ambito agroalimentare. Mentre si tratta di segnalare le modalità della vendita sottocosto come parametro di controllo obbligatorio per accertare la violazione della condotta commerciale dell’operatore economico in base al semplice superamento dei costi medi di produzione elaborati dall’ Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) per evitare forme di abuso derivante dalla posizione di forza che le imprese della trasformazione e della distribuzione mostrano rispetto alle imprese agricole.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 23 Nov 2020 15:21:21 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Dieta Mediterranea Unesco compie 10 anni</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-dieta-mediterranea-unesco-compie-10-anni</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L’Associazione nazionale di protezione ambientale G.R.E. Gruppi Ricerca Ecologica
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          ricorda il riconoscimento
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Per l’Italia, tra gli altri, sottoscrisse il documento, come riferisce Umberto Balistreri presidente nazionale G.R.E., Amilcare Troiano allora Presidente del Parco nazionale del Cilento, ora responsabile nazionale aree protette dei G.R.E.
          
                    &#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L'associazione è presente anche in Puglia e Basilicata.
          
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           Dieci anni fa il Comitato Intergovernativo dell’ Unesco, riunitosi a Nairobi in Kenya, iscrisse la dieta mediterranea nella prestigiosa lista del patrimonio immateriale e culturale dell’ umanità. Questo ambito e sofferto riconoscimento fu il frutto di un intenso e concertato lavoro svolto da quattro nazioni: Italia, Spagna, Grecia e Marocco, rappresentate dalle loro comunità emblematiche: Pollica - Cilento, Soria, Corone e Chefchaouen. Il momento determinante per proporre la candidatura all' Unesco avvenne il 13 marzo 2010 quando, in Marocco, i rappresentanti istituzionali delle quattro nazioni e delle comunità emblematiche sottoscrissero la dichiarazione di Chefchaouen, l'atto finale per ottenere il riconoscimento Unesco. Per l' Italia sottoscrissero il documento il dott. Francesco Ambrosio, capo gabinetto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il compianto Angelo Vassallo, sindaco di Pollica ed Amilcare Troiano, presidente del Parco nazionale del Cilento. La dieta mediterranea, individuata dal prof. Ancel Keys, il noto nutrizionista americano che trascorse più di trenta anni a Pioppi per studiare le abitudini alimentari, lo stile di vita ed i benefici che tale alimentazione apportava alle longeve popolazioni cilentane, rappresenta un patrimonio culturale condiviso che si tramanda di generazione in generazione e che va salvaguardato e praticato. Quindi non è solo un modello nutrizionale rimasto costante ed inalterato nel tempo e nei luoghi del mare nostrum, ma è soprattutto uno stile di vita che promuove le interazioni sociali, conserva e sviluppa le attività tradizionali ed i mestieri legati alla pesca ed alla agricoltura che si svolgono nel pieno rispetto dell’ ambiente e della biodiversità come avviene in tante piccole comunità del mediterraneo dove le donne svolgono un ruolo particolarmente importante nella trasmissione dei rituali e delle conoscenze che identificano le comunità interessate e che variano dal paesaggio alla tavola. A dieci anni di distanza possiamo affermare che la dieta mediterranea, patrimonio dell'umanità, rappresenta il valore aggiunto delle eccelse produzioni tipiche, del turismo naturalistico ed enogastronomico del nostro paese, nella consapevolezza che lo sviluppo sociale, culturale ed economico del territorio non può prescindere dalla valorizzazione delle sue identità e specificità che, mai come adesso, sono rappresentate anche dalla dieta mediterranea. Amilcare Troiano responsabile nazionale aree protette dei Gruppi Ricerca Ecologica (G.R.E.) già presidente dei Parchi nazionali del Vesuvio e del Cilento.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 17 Nov 2020 16:42:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Alessandro Borghese  a Bari saluta i fan con foto scattate sul lungomare</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Alessandro Borghese è a Bari! Proprio nel capoluogo pugliese lo chef sta girando una puntata della nuova stagione del programma tv 4 ristoranti, in onda su Sky Uno e su TV8.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Non si conoscono ancora i ristoranti che parteciperanno alla puntata: sono quattro i locali che partecipano alla sfida. Il vincitore si aggiudica 5mila euro da investire nella propria attività. Nel video Instagram lo chef precisa che tutto si sta svolgendo in sicurezza e nel rispetto delle normative anti Covid.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Alessandro Borghese assicura sui social che saranno giorni di divertimento e buon umore ma sempre in sicurezza non dimenticando le regole anticovid importanti per la salvaguardia della salute dei concorrenti e di tutto lo staff del programma.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 14 Nov 2020 19:14:32 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Botta e risposta tra Conte e i cuochi: "Ma ora dal premier aiuti concreti"</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         "Siamo grati al Presidente del Consiglio per la disponibilità mostrata - dichiara Pozzulo - ma ora ci aspettiamo che dia seguito alle parole con aiuti concreti ".
         
                  &#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
          2
         
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte risponde al grido d'aiuto ricevuta da Federcuochi e, in una lunga lettera indirizzata al presidente FIC Rocco Pozzulo, si dichiara pronto a condividere le proposte della Federazione e a collaborare fattivamente per il rilancio del settore. "I ristoratori sono veri e propri ambasciatori della sapienza e della ricchezza culinaria dell'Italia, che è apprezzata in tutto il mondo, e costituiscono un elemento qualificante dell'attrattiva turistica del Paese" scrive il presidente Conte.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           "Siamo grati al Presidente del Consiglio per la disponibilità mostrata - dichiara Pozzulo - ma ora ci aspettiamo che dia seguito alle parole con aiuti concreti e non generalizzati che tengano conto dei sacrifici fatti finora e della drammatica situazione economica in cui versano tante piccole e medie attività, ulteriormente aggravata dal secondo lockdown e oggi al tracollo. Imprese familiari distrutte, colleghi che si sono uccisi di fronte all'impossibilità di pagare i debiti contratti per aprire la propria attività... Il nostro settore rappresenta una fetta considerevole della quota lavoro e dell'economia del nostro Paese, non può essere trattato come la ruota di scorta di un sistema che privilegia i grandi gruppi di interesse a scapito delle piccole imprese e delle numerosissime partite IVA che, vogliamo ricordargli, sono le principali sostenitrici del bilancio dello Stato".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 12 Nov 2020 12:10:21 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Enogastronomia, è pugliese il miglior panettone tradizionale d'Italia</title>
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&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
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      <pubDate>Wed, 11 Nov 2020 15:03:51 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Contributi a fondo perduto agricoltura e pesca: la misura specifica nel DL Ristori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/contributi-a-fondo-perduto-agricoltura-e-pesca-la-misura-specifica-nel-dl-ristori</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         DL RISTORI BIS: PRANDINI (COLDIRETTI) BENE TAGLIO COSTO LAVORO
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pesca_1-1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Abbiamo ottenuto il taglio del costo del lavoro con l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali in agricoltura protratto alla fine dell’anno, importante per sostenere le imprese agricole duramente colpite a cascata dalle chiusure della ristorazione. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente l’annuncio del Ministro delle Politiche Agricoe Teresa Bellanova di aver stanziato con il decreto Ristori bis approvato dal  consiglio dei ministri  ulteriori 340 milioni di euro per garantire, anche per il mese di dicembre,  l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali delle imprese, operanti su tutto il territorio nazionale e appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra. Si tratta di una misura importante di fronte agli effetti della chiusura delle attività di ristorazione che – conclude Prandini – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.
        
                &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 09 Nov 2020 10:21:48 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COVID: COLDIRETTI PUGLIA, 200MILA POVERI SENZA CIBO A NATALE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-coldiretti-puglia-200mila-poveri-senza-cibo-a-natale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Necessario accelerare nella presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mensa_caritas-2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Sono più di 200mila i poveri in Puglia che con l’aggravarsi della situazione sono costretti per Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o soprattutto con la distribuzione di pacchi alimentari. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Puglia dopo l’entrata in vigore del nuovo DPCM, sulla base dell’andamento delle richieste degli Enti impegnati nel volontariato che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “In Puglia ci sono ormai oltre 200mila affamati che sono costretti a chiedere aiuto per mangiare. Il problema alimentare non riguarda solo il terzo mondo ma anche i Paesi più industrializzati dove le differenze sociali generano sacche di povertà ed emarginazione. Tra le categorie più deboli degli indigenti in Puglia si contano 30mila bambini di età inferiore ai 15 anni che hanno bisogno di essere assistiti”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fra i nuovi poveri – sottolinea la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie. Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà si presentano persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ necessario subito accelerare nella presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con i 250 milioni stanziati per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualità da distribuire ai nuovi poveri – chiede Coldiretti Puglia - in riferimento alla avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.276 del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al "Programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La stragrande maggioranza di chi è stato costretto a ricorrere agli aiuti alimentari lo fa attraverso la consegna di pacchi alimentari – insiste Coldiretti – che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che, per vergogna, prediligono questa forma di sostegno piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per far fronte alle crescenti richieste occorre – sottolinea Coldiretti – rendere al più presto disponibili i prodotti alimentari da acquistare con le importanti risorse stanziate nel Decreto Rilancio da destinare alle famiglie più povere per l’emergenza sociale senza precedenti che l’Italia sta affrontando. Si tratta di un primo intervento urgente – continua Coldiretti Puglia – per fare fronte alle crescenti richieste di aiuto che vengono agli Enti impegnati nel volontariato e, allo stesso tempo, sostenere il lavoro e l’economia del sistema agroalimentare tricolore duramente colpito dalle difficoltà delle esportazioni e della ristorazione in grave crisi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Non c’è tempo da perdere e occorre al più presto procedere alla pubblicazione dei bandi per rendere operativo un intervento atteso da una ampia fascia della popolazione. Una misura importante per le famiglie e per le attività produttive con l’acquisto di prodotti autenticamente Made in Italy e denominazione di origine per aiutare anche aziende agricole ed allevamenti in difficoltà”, insiste il presidente Muraglia.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In realtà il piano di aiuti pubblico – sottolinea la Coldiretti – è stato già anticipato nei fatti dall’impegno di quasi 4 cittadini su 10 (39%) che dichiarano di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori di Campagna Amica con la spesa sospesa, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.  Con la ‘Spesa Sospesa’ degli agricoltori di Campagna Amica vengono raccolti e donati alle famiglie indigenti frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, olio e legumi, attraverso le parrocchie, i Comuni e gli enti caritativi. Si tratta di un risultato ottenuto grazie alla generosità degli agricoltori e dei frequentatori e sostenitori delle fattorie e dei mercati di Campagna Amica che continuano a lavorare, anche con consegne a domicilio, per non far mancare cibi di qualità sulle tavole dei pugliesi.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          La lista dei prodotti 100 % italiani da acquistare per distribuire ai piu’ indigenti prevista dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole comprende – sottolinea la Coldiretti – 36 milioni di euro per l'acquisto di prosciutto crudo Dop, cotto e salumi Dop/Igp; 8,4 milioni per salumi non da carne suina (tacchino, bresaola); 50 milioni per formaggi DOP; 20 mln per olio extravergine di oliva. Inoltre omogeneizzati di carne (5 milioni), omogeneizzati di frutta (4 milioni , pastina per infanzia (4 milioni), biscotti prima infanzia (5 milioni), latte crescita 2-3 per infanzia (1 milione), carne bovina sottovuoto - polli interi surgelati (10 milioni), carne in scatola (12 milioni), spezzatino con fagioli e piselli per mense (1,5 milioni) e nel formato 400 grammi (5 milioni), zuppe di cereali con verdure (6 milioni), minestrone con verdure (6 milioni), pasta secca nel formato 500 grammi di cui il 10% senza glutine (10 milioni), riso nel formato da 1 kg (6 milioni), preparati per risotti (6 milioni), passata di pomodoro (12 milioni), polpa di pomodoro o pelati formato per mense (1 milione), sughi pronti al ragu' e al basilico (8 milioni), verdure in scatola e in vetro (8 milioni) e nel formato per mense (2 milioni), legumi in scatola - fagioli e lenticchie (3 milioni), macedonia di frutta e frutta sciroppata (7 milioni), succo di frutta (6 milioni), purea di frutta (4 milioni) e, infine, cracker di cui il 10% senza glutine (4 milioni). Inoltre la copertura dei costi dei servizi logistici ed amministrativi prestati dalle organizzazioni di volontariato sono ammissibili nel limite del 5% del costo di acquisto di derrate alimentari per singola aggiudicazione della fornitura del prodotto alimentare.
         
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          Bari, 9 novembre 2020
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 09 Nov 2020 09:53:58 GMT</pubDate>
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      <title>Coldiretti Puglia: “In zona arancione restrizioni per 4 milioni di pugliesi. A rischio 69 miliardi di PIL”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coldiretti-puglia-in-zona-arancione-restrizioni-per-4-milioni-di-pugliesi-a-rischio-69-miliardi-di-pil</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           In Puglia si produce un PIL del valore di 69 miliardi di euro
          
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    &lt;/font&gt;&#xD;
    
                    
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&lt;/div&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le misure più restrittive colpiscono 4 milioni di pugliesi che risiedono nella zona arancione, caratterizzata da ‘uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto’ per il numero di contagi registrati, con pesanti effetti sulle attività produttive che trainano l’economia regionale E’ quanto emerge dalla prima analisi di Coldiretti Puglia sull’impatto economico e sociale delle misure decise dal nuovo DPCM nelle regioni arancioni, dove sono stati disposti restrizioni stringenti che colpiscono in Puglia 4,1 milioni di persone con effetti pesanti sul PIL regionale.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In Puglia si produce un PIL del valore di 69 miliardi di euro – aggiunge Coldiretti Puglia – con importanti segmenti economici che fanno da volano ad occupazione ed investimenti, dall’industria al commercio fino all’agricoltura che in queste aree rappresenta una realtà strategica del sistema produttivo. La spesa media mensile in Puglia è di 1.996 euro a famiglia – continua Coldiretti Puglia – mentre per la spesa alimentare i pugliesi spendono 453 euro a nucleo familiare per la tavola.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “La spesa alimentare è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 nonostante che in termini percentuali si sia verificato un aumento rispetto alle altre spese. I consumi alimentari dei pugliesi fanno segnare un calo del 10% nel 2020 per effetto del crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica, mentre  si sono ingenerate le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità, che vanno fermate per difendere la capacità degli pugliesi di rifornire le dispense di casa con cibo e bevande e garantire un giusto compenso agli agricoltori”, dice Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In zona arancione sono sospese tutte le attività di ristorazione e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte degli agriturismi. E’ consentita - precisa la Coldiretti - solo la consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In complesso – sottolinea Coldiretti Puglia - quasi 20000 ristoranti, bar, mense e pizzerie  e gli 875 agriturismi operanti in Puglia sviluppano un fatturato annuale di oltre 5 miliardi di euro che ora è praticamente azzerato, con i pesanti effetti che si trasferiscono direttamente – conclude Coldiretti Puglia - lungo tutta la filiera a causa del taglio delle forniture di alimenti e bevande colpendo le aziende agricole ed alimentari per le quali è necessario prevedere adeguati ristori.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione – conclude Prandini – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per effetto della chiusura della ristorazione è a rischio – denuncia Coldiretti Puglia - un sistema agroalimentare che in Puglia è assicurato dal lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione che nel 2020 a causa dell’emergenza Covid è sostenuta dalle consegne a domicilio e dall’asporto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Alle limitazioni alle attività di impresa devono corrispondere in tempi stretti i sostegni economici agli agriturismi e a tutte le imprese lungo la filiera per dare liquidità ad aziende che devono sopravvivere all’emergenza Covid, oltre al deciso taglio del costo del lavoro con l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali in agricoltura protratto alla fine dell’anno e ad interventi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti”, conclude il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           IL LOCKDOWN DELL’ECONOMIA IN PUGLIA - ZONA ARANCIONE
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          POPOLAZIONE (milioni)                                   
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4,1
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          PIL (miliardi di euro)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          69
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          SPESA MENSILE/FAMIGLIA (euro)                 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
                                   1.996  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          SPESA CIBO MESE FAMIGLIA (euro)              
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          453
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          LOCALI RISTORAZIONE                                  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          19.688
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          AGRITURISMI
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          876
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fonte: elaborazione dati Coldiretti Puglia
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 07 Nov 2020 13:53:58 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>COVID: COLDIRETTI PUGLIA, BENE DL PIANO CONTROLLO CINGHIALI; PROLIFERANO IN PARCHI ALTAMURA E GARGANO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-coldiretti-puglia-bene-dl-piano-controllo-cinghiali-proliferano-in-parchi-altamura-e-gargano</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         C’è molta preoccupazione tra gli allevatori per la peste suina africana (PSA) che si sta diffondendo in diverse parti della Germania
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Bene il decreto legge per l'adozione di un Piano nazionale per la gestione ed il controllo dei cinghiali che hanno invaso i Parchi in Puglia e le aree rurali arrivando fino ai centri cittadini, anche per prevenire la diffusione della peste suina africana. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia che torna a denunciare la necessità di intervenire subito e con determinazione con l’attività di controllo e contenimento contro l’invasione dei cinghiali con avvistamenti continui nelle are del Parco dell’Alta Murgia, del Gargano, nella Murgia Barese e Tarantina, nel Subappennino Dauno, nei pressi della Foresta di Mercadante, fino ad arrivare ai centri urbani.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          C’è anche molta preoccupazione tra gli allevatori per la peste suina africana (PSA) che si sta diffondendo in diverse parti della Germania e che – ricorda la Coldiretti - può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani, per cui è necessario fermare immediatamente le importazioni di animali vivi provenienti o in transito dalle zone interessate per tutelare gli allevamenti nazionali. Questo virus può passare facilmente da un animale all’altro attraverso stretti contatti tra individui, o con attrezzature contaminate (camion e mezzi con cui vengono trasportati gli animali, stivali, ecc.) o attraverso resti di cibo che trasportano il virus e abbandonati dall’uomo. Un possibile veicolo di contagio possono essere peraltro i cinghiali il cui numero negli ultimi anni si è moltiplicato in Italia dove si stima la presenza di circa 2 milioni di esemplari. Un pericolo denunciato recentemente dalla stessa virologa Ilaria Capua che ha parlato del rischio effetto domino se oltre al coronavirus la peste suina passasse in Italia dagli animali selvatici a quelli allevati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “L’escalation di danni, aggressioni e incidenti che causano purtroppo anche vittime è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Puglia che nel giro di dieci anni sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita di agricoltori e automobilisti, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città, oltre alle evidenti ripercussioni igienico -sanitarie”, ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In Puglia sono enormi le perdite registrate in campagna causate dalla fauna selvatica, con un danno pari ad oltre 13 milioni di euro, per cui Coldiretti Puglia chiede una cabina di regia tra ministeri alle Politiche Agricole, Ambiente e Salute con la Regione Puglia di lavorare insieme ad una radicale modifica della legge 157 del 1992 per salvare le campagne dove ormai ci sono più cinghiali che lavoratori agricoli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Oltre al tema dei risarcimenti risibili e sempre in grande ritardo, è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regione ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci burocratici. Le aree rurali e anche le città, vedi quanto accade nel capoluogo di regione a Bari, sono invase da cinghiali che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, fanno razzia nei campi di frutta, legumi, piantine, ortaggi, con inevitabili ripercussioni anche di natura igienico-sanitaria”, insiste il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Particolarmente grave e ingestibile la situazione nelle aree rurali della Murgia barese e tarantina e in Capitanata, soprattutto nell’area del Gargano dove l’habitat risulta particolarmente favorevole.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si tratta di una situazione insostenibile – denuncia Coldirteti Puglia  – che sta provocando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. Gli imprenditori agricoli ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza – conclude Coldiretti Puglia - i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette ma che, inevitabilmente, sconfinano nelle aziende agricole, sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I cinghiali – sottolinea la Coldiretti - hanno preso possesso del territorio delle aree protette e si sono spinti anche nei centri abitati con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città, oltre che nelle aree coltivate. In pericolo – conclude la Coldiretti - non ci sono solo le produzioni agricole necessarie per soddisfare la domanda alimentare dei cittadini ma anche la sicurezza delle persone che in alcuni territori sono assediate fin sull’uscio di casa, senza dimenticare gli incidenti stradali ed i pericoli per i mezzi di soccorso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 11:55:29 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>PSR. PRONTO L’ULTIMO BANDO PER NEO AGRICOLTORI. COLDIRETTI: VENETO AI PRIMI POSTI PER CAPACITA’ DI SPESA, MA LE RISORSE NON BASTANO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/psr-pronto-lultimo-bando-per-neo-agricoltori-coldiretti-veneto-ai-primi-posti-per-capacita-di-spesa-ma-le-risorse-non-bastano</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         PSR. COLDIRETTI VENETO: PRONTO L’ULTIMO BANDO PER NEO AGRICOLTORI
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/img_7097-2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 11:49:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Covid, i funerali della ristorazione di scena a Monza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/covid-i-funerali-della-ristorazione-di-scena-a-monza</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/BB1aAoH4.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I ristoratori di Monza e Brianza aderenti al movimento RiUn celebrano il funerale del settore. Ieri pomeriggio una cinquantina di baristi e ristoratori sono scesi in piazza Trento e Trieste per un flash mob davanti al monumento ai caduti. E' accaduto a Monza.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Sono scesi in piazza pochi rappresentanti di categoria, per non creare assembramenti .
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Monza e Brianza hanno un fatturato pari a 1.8 miliardi di euro in somministrazione, con 3.400 aziende che danno occupazione a 18.500 lavoratori. " Di noi, almeno il 60% ci lascerà le penne - dicono senza mezzi termini - ci stanno mandando in trincea a combattere il nemico Covid, senza dotazioni".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per questo i ristoratori chiedono indennizzi sino al punto di pareggio, al netto del costo delle risorse umane, calcolato sui valori medi di fatturato degli ultimi due anni; credito d’imposta immediatamente esigibile e cedibile a terzi, banche o locatori; cassa integrazione al 100%; esenzione di imposte dirette e indirette, tasse e tributi, oneri previdenziali e contributivi, centrali e periferiche per tutto il periodo della pandemia. Chiedono inoltre di poter utilizzare gratuitamente il suolo pubblico e accesso al credito agevolato e garantito, sul valore patrimoniale dell’azienda a base trentennale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Fonte: Il Giorno di Monza
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Nov 2020 11:40:50 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo spreco alimentare</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lo-spreco-alimentare</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Lo spreco alimentare non è solo una questione di cibo. 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/no-spreco-826x532-1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Secondo la Commissione Europea, per spreco alimentare si intende “l’insieme dei prodotti scartati dalla catena agroalimentare, che – per ragioni economiche, estetiche o per la prossimità della scadenza di consumo, seppure ancora commestibili e quindi potenzialmente destinati al consumo umano – sono destinati ad essere eliminati o smaltiti”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Waste Resources Action Program (WRAP) propone una definizione di food waste che distingue lo spreco di cibo in:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          evitabile (cibo e bevande finiti in spazzatura ma ancora edibili, come pezzi di pane, mele, carne, ecc.)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          possibilmente evitabile (cibo e bevande che alcune persone consumano, per esempio le croste del pane, e altre persone no; ma anche il cibo che può essere consumato se cucinato, per esempio la buccia di patate)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          inevitabile (ossi di carne, bucce d’uovo, d’ananas ecc.).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La crescita economica nell’Unione europea è accompagnata da un’incredibile quantità di spreco alimentare, che a sua volta causa una perdita di materiali ed energie, danni ambientali ed effetti negativi sulla salute e sulla qualità di vita. Negli ultimi dieci anni lo spreco alimentare ha ricevuto grande attenzione perché considerato causa di effetti negativi economici, ambientali e sociali e rappresenta uno dei temi più importanti correlato al concetto di sostenibilità. Infatti, lo spreco alimentare sul pianeta costa ogni anno 1.000 miliardi di dollari, una cifra che sale a 2.600 miliardi se si considerano i costi «nascosti» legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo pari a circa 1/3 della produzione totale destinata al consumo umano (dati Fao). L'UE getta 90 milioni di tonnellate di cibo così come in Italia lo spreco domestico vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno (Rapporto Waste Watcher 2015).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tale rapporto sottolinea inoltre che, a livello nazionale:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il 32% si perde nella fase di produzione agricola (510 milioni di tonnellate)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il 22% (355 milioni) si spreca nelle fasi successive alla raccolta e nello stoccaggio
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'11% (180 milioni) va perso durante la lavorazione industriale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il 22% (345 milioni) è lo spreco domestico
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il 13% si spreca durante la distribuzione e nella ristorazione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sebbene numerose ricerche indichino che i rifiuti alimentari domestici siano aumentati nel corso degli ultimi anni (nell'UE tra il 2004 e il 2010), dati più recenti suggeriscono che, con azioni correttive specifiche, si potrebbe andare verso una loro riduzione. In tutta Europa, ci sono oltre cento iniziative per ridurre l’accumulo di scarto alimentare. Le strategie comprendono l’aumento di consapevolezza attraverso campagne, informazioni, istruzione, misurazione dello spreco e miglioramento della logistica. In alcuni paesi europei che hanno adottato misure di intervento, la riduzione dello spreco è già visibile: ad esempio in Gran Bretagna dal 2007 al 2012 è stata evidenziata una diminuzione di scarti del 21%, e in Danimarca il 19 % degli intervistati riferisce di sprecare molto meno cibo rispetto a prima dell’intervento correttivo. In questi paesi, le organizzazioni e gli attivisti sostengono che il dibattito sociale e le azioni intraprese hanno quindi un impatto positivo. Per avere successo nella lotta globale agli sprechi alimentari, bisogna agire anche sul consumatore: è necessario avere una chiara visione e comprensione dei fattori che influenzano la percezione e i comportamenti del consumatore che influiscono sullo spreco di cibo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per la prevenzione dello spreco alimentare ci sono alcune regole utili che sarebbe bene tener presenti come: acquistare senza eccedere nelle quantità, prepararsi con cura un elenco di ciò che serve, guardare le date di scadenza, conservare con cura e secondo le indicazioni ciò che si acquista.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Importante dunque il tema dell’educazione alimentare che deve essere sicuramente la base di ogni intervento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rispettare il cibo, attribuirgli il giusto valore in un senso culturale ancor prima che economico, è un aspetto chiave se si vuole vincere la battaglia. In Italia, dai dati di letteratura esaminati, emerge che una quota significativa dello spreco alimentare è imputabile al comportamento dei consumatori individuali e delle famiglie. Da qui nasce l’esigenza di fornire un’informazione volta a promuovere stili di vita corretti dei componenti individuali e di una famiglia che può mirare al tempo stesso ad arginare il fenomeno specifico dello spreco ma anche alla prioritari tutela della salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In Italia la Legge 19 agosto 2016 n.166 "Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi" prevede interventi per la riduzione degli sprechi nelle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di tali prodotti attraverso la realizzazione dei seguenti obiettivi prioritari:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          favorire il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari a fini di solidarietà sociale, destinandole in via prioritaria all'utilizzo umano;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          favorire il recupero e la donazione di prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarietà sociale;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          contribuire alla limitazione degli impatti negativi sull'ambiente e sulle risorse naturali mediante azioni volte a ridurre la produzione di rifiuti e a promuovere il riuso e il riciclo al fine di estendere il ciclo di vita dei prodotti;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali stabiliti dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti e dal Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare previsto dal medesimo Programma nonché alla riduzione della quantità dei rifiuti biodegradabili avviati allo smaltimento in discarica;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          contribuire ad attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione dei consumatori e delle istituzioni sulle materie oggetto della presente legge, con particolare riferimento alle giovani generazioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E' stato istituito, presso la Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione (ufficio 5), con Decreto direttoriale un Tavolo Tecnico per la predisposizione delle Linee di Indirizzo rivolte agli enti gestori di mense scolastiche, aziendali ed ospedaliere, sociali e di comunità, per prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione di alimenti (il Tavolo avrà la durata di un anno dalla data di insediamento). A settembre 2016 è stato avviato presso DGISAN, Ufficio 5, un accordo di collaborazione tra pubbliche amministrazioni per la realizzazione di un Progetto di ricerca pilota denominato “SPAIC- Cause dello spreco alimentare ed interventi correttivi”, condotto da INAIL Dipartimento Ricerca, con intesa del MIUR.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’approccio metodologico del Progetto fa riferimento al concetto di “nudging” per il quale la spinta verso un comportamento corretto dev’essere gentile per non essere ricusata, e dunque efficace e acquisibile culturalmente; tale approccio al contrasto agli sprechi alimentari tratta di un modello psico-comportamentale da applicare alle scelte consapevoli dei consumatori, percorso orientato su un modello educativo, che stimoli l’adozione di buone pratiche e comportamenti virtuosi nella quotidianità: il ricorso a semplici, piccoli aggiustamenti, che possono però portare impatti enormi e influenzare le scelte delle persone. Il Progetto di ricerca avviato si propone inoltre di porre lo studente al centro del percorso formativo, favorendo la conoscenza del tema, la consapevolezza, e stimolando la proposta di soluzioni innovative e creative ed efficaci. L’atteggiamento responsabile verso il cibo viene proposto come aspetto collegato al rispetto del proprio stile di vita alimentare e del proprio benessere. Gli obiettivi saranno quelli di fornire un’informazione volta a promuovere stili di vita corretti dei componenti individuali e di una famiglia e ci si propone una revisione analitica degli specifici stili di vita del consumatore, esplorando le motivazioni che comportano lo spreco, per informare un gruppo selezionato di studenti da coinvolgere nella proposta di azioni correttive, partendo dall’evidenza che gli atteggiamenti e i comportamenti individuali possono influenzare significativamente le quantità di alimenti direttamente e indirettamente sprecati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           (Ministro della salute).
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 29 Oct 2020 14:23:04 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Da Bottura a Nalon tutti gli chef scendono in campo contro un assurdo Dpcm</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/da-bottura-a-nalon-tutti-gli-chef-scendono-in-campo-contro-un-assurdo-dpcm</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Nalon: "L'economia della ristorazione è il cuore del nostro paese e voi ci state iniettando il virus, per soffocarci e bloccarci". 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/122944270_378603000168713_6925212857381566085_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Da Bottura che scrive a Conte: "I ristoranti stanno morendo, salviamoli” a Nalon che continua la formazione e sostiene i ristoranti incitandoli a non mollare.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Bottura: "I ristoranti sono ambasciatori dell'agricoltura, sono il motore del turismo gastronomico, sono i protagonisti di una rivoluzione umanistica che coinvolge il sociale. Ma con le misure contenute nell'ultimo Dpcm approvato dal presidente del consiglio Conte, tanti ristoranti sono destinati a sparire. E così sparirà un pezzo fondamentale della cultura del Paese. Così scrive Massimo Bottura, il più famoso e premiato chef italiano, in una lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo chef Gregori Nalon, Cooking Strategist ci va giù pesante e afferma in una nota inviata alla nostra redazione - dopo aver girato in questi mesi per l'Italia, dove c'è la voglia di ripartire, costruire e investire siamo appesi al nulla, siamo in mano a chi ha stipendi fissi, garantiti, comunque vada, stiamo diventando una miscela mondiale di cibo. Ci vogliono globalizzare, distruggere i piccoli per aver il controllo sui grandi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'economia della ristorazione è il cuore del nostro paese e voi ci state iniettando il virus, per soffocarci e bloccarci. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con queste mie considerazioni vorrei trasmettere un messaggio di risveglio e di consapevolezza. Mai avuto fatturati così devastanti, la nostra bella Italia invidiata nel mondo per storia, cultura, cibo, e creatività sta diventando parte del consumismo globale, parte di un sistema che fa bene solo a chi non ha nulla da perdere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A voi politici, gestori dei soldi e sacrifici altrui ma aimè non imprenditori qualche consiglio per non umiliarci fino alla fine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chiedo che siano valutate alcune mie idee: la liberazione degli orari di lavoro per tutte quelle strutture (ristoranti, alberghi, bar, ecc.) che sono in regola e rispettino le leggi in vigore. Chi non rispetta, verrà chiuso per 1 mese; a partire da subito venga fatta una riduzione delle tasse per la ristorazione al 15% una tantum fissa; che le tasse maturate nel 2020 e quelle che matureranno nel 2021 siano lasciate alle aziende per reinvestire nell'azienda stessa (dipendenti ecc.); che tutte le aziende che utilizzano prodotti alimentari italiani abbiano una tassazione del 5-10% al massimo per rilanciare l'economia agricola, il mondo del pesce e l'artigianato alimentare; che i paesi stranieri che vogliono cibo italiano abbiano forti agevolazioni fiscali in bonus da spendere in Italia in viaggi, soggiorni, ristoranti ecc. nei prossimi anni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Queste potrebbero essere davvero alcune cose importantissime per non vederci crollare, sparire come si è fatto nella prima fase – continua Nalon -. Ci avete poi dato un po’ di speranza solo perché le elezioni richiedevano cene, conferenze, ecc. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ora ci richiudete, per aprire a Natale? Ovvio. Dovete passare le feste in allegria, tanto poi con questa assurdità richiuderete dal 6 gennaio “assurdo”. Mi appello a Conte, ai ministri, ai Governatori italiani delle regioni e a tutti coloro che vogliano avere un confronto con chi è sul campo da anni, di che si occupa di formazione e conosce tutte le dinamiche aziendali della ristorazione – conclude Nalon.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 28 Oct 2020 21:25:02 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ALIMENTARE. ETICHETTA NUTRINFORM SALVA MADE IN ITALY.</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/alimentare-etichetta-nutrinform-salva-made-in-italy</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         COLDIRETTI VENETO: LA RISPOSTA ITALIANA AI MODELLI FUORVIANTI EUROPEI”
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/NutrInform-696x522.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Salvagno: “La risposta italiana ai modelli fuorvianti europei”
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            “L’etichetta Nutrinform è la risposta italiana ai modelli fuorvianti introdotti nei paesi del Nord Europa”. E’ il commento di Daniele Salvagno presidente di Coldiretti Veneto in merito alla dichiarazione di Ettore Prandini,  presidente nazionale Coldiretti, durante il suo intervento all’assemblea di Origin Italia dove la ministra delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova ha annunciato che è in corso di emanazione il decreto interministeriale che introduce la possibilità di informare, volontariamente, il consumatore in merito al contenuto di energia, grassi, zucchero, sale con una “porzione” denominato NutrInform. Si salva così il Made in Italy – precisa Salvagno – dalle varie proposte come Nutriscore francese e dei Semafori inglesi che penalizzano la dieta mediterranea e le grandi produzioni di qualità Dop e Igp italiane. Protette dunque molte specialità dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dall‘extravergine di oliva ai salumi che sotto la spinta delle multinazionali rischiavano di essere bocciati anziché essere valorizzati dalla stessa UE.  Secondo Coldiretti si tratta di sistemi discriminatori ed incompleti che finiscono per escludere paradossalmente gli alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. Si rischia –continua Coldiretti – di promuovere bevande gassate con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche specialità come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il prosciutto di Parma le cui semplici ricette non possono essere certo modificate. L’etichetta nutrizionale dei prodotti alimentari a batteria, denominato Nutrinform – ha sottolineato Prandini – non attribuisce presunti “patentini di salubrità” ad un alimento e soprattutto esclude i prodotti a marchio Igp e Dop che sono già soggetti ad una forte regolamentazione europea ed a disciplinari specifici che ne garantiscono la qualità e la sicurezza.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/NutrInform-696x522.jpg" length="47232" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 28 Oct 2020 13:00:14 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, Antonio Minenna: “Economia agricola al collasso”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-antonio-minenna-economia-agricola-al-collasso</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Minenna: "I produttori pugliesi sono al collasso"
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/123036945_1645559655625801_1944913387125661224_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La grave emergenza sanitaria da coronavirus sta compromettendo duramente il tessuto dell’economia agricola in Puglia ma in tutta Italia mettendo in ginocchio ogni singolo segmento di attività produttiva.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I produttori pugliesi sono al collasso, a parlare questa volta è l'imprenditore pugliese Antonio Minenna del  “Frantoio Oleario Bitontino" che nasce nel 1915 da Francesco Minenna grazie alla voglia di iniziare un nuovo tipo di lavorazione e produzione di olio extravergine d’oliva dalle caratteristiche pregiate in agro di Bari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dobbiamo evitare - afferma Minenna - che la catena alimentare venga compromessa. La pandemia rischia di mettere l'agricoltura asse trainate in ginocchio. Potremmo fare a meno di tante cose ma non di beni di prima necessità, il “mondo agricolo” non può fermarsi. La situazione ci sta sfuggendo di mano. Dobbiamo evitare che la catena alimentare venga compromessa. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In questi mesi abbiamo affrontato la crisi che ha colpito il nostro paese con gli strumenti di contenimento che ci sono stati indicati dal governo, attenendoci alle decretazioni che si sono susseguite. Considerato che ad oggi non esistono strumenti finanziari idonei e sufficienti a compensare un disastro economico di tale entità, è necessario attivare tutte le procedure utili per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’intero comparto agricolo della Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il settore agricolo e agroalimentare ha necessità di risorse finanziarie perché non si può dovendo garantire la produzione e il cibo per le comunità locali e per tutta la distribuzione, ha bisogno di liquidità attraverso interventi mirati e urgenti per compensare tutti gli investimenti vanificati in poco più di un mese, attivando ogni provvedimento azzera burocrazia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 27 Oct 2020 09:27:27 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>DPCM Covid , FEDERCUOCHI: “PRIMA CI FANNO COMPRARE STRUMENTI ANTICOVID POI CI CHIUDONO”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dpcm-covid-federcuochi-prima-ci-fanno-comprare-strumenti-anticovid-poi-ci-chiudono</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         "Ai ristoratori è stato chiesto a più riprese di investire per adeguare il proprio ristorante in funzione dei vari decreti che si sono succeduti e delle diverse modalità di erogazione del servizio". 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/122976222_3879824935380320_7363219379474229630_o.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Siamo molto amareggiati - spiega la Federazione - per l'atteggiamento del Governo, che sembra non tener conto di un comparto che produce migliaia di posti di lavoro e rappresenta fonte di reddito per altrettante piccole e medie imprese, oltre ad essere un importante soggetto di acquisto per tutta la filiera enogastronomica”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Ai ristoratori è stato chiesto a più riprese di investire per adeguare il proprio ristorante in funzione dei vari decreti che si sono succeduti e delle diverse modalità di erogazione del servizio. Quelli che lo hanno fatto, distanziando i tavoli, creando nuovi percorsi, comprando strumenti che consentano di poter offrire il servizio in piena sicurezza per clienti e lavoratori, ora vengono premiati dal governo con la chiusura serale delle proprie attività". E' questo il commento della Federazione Italiana Cuochi, a poche ore dalla firma del nuovo DPCM, che impone lo stop della ristorazione a partire dalle ore 18.00.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per far fronte "al drammatico impatto economico del nuovo decreto sul mondo della ristorazione, si parla di contributi a fondo perduto e compensazioni 'una tantum' che arriveranno direttamente sui conti dei soggetti aventi diritto da parte dell'Agenzia delle Entrate. Speriamo non vada a finire come per la cassa integrazione, che malgrado le promesse ricevute in tantissimi non hanno ancora percepito"
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/122976222_3879824935380320_7363219379474229630_o.jpg" length="365147" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 26 Oct 2020 18:29:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Vasocottura: Nuovo trend in cucina per stupire gli ospiti e pause pranzo pratiche e gustose</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vasocottura-nuovo-trend-in-cucina-per-stupire-gli-ospiti-e-pause-pranzo-pratiche-e-gustose</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La cottura in vasetto è una tecnica dalle origini piuttosto antiche 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/vasocottura1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La cottura in vasetto è una tecnica dalle origini piuttosto antiche che, come dice il nome, consente di cucinare direttamente nei vasi di vetro, un po' come facevano le nostre nonne quando preparavano le conserve. Questa tecnica è stata recentemente riscoperta da vari chef (Montersino, Mometti; Tacchella) e una foodblogger (Rosella Errante, pioniera della tecnica largamente diffusa tra i blogger) perchè ricca di vantaggi: - la cottura in vasetto necessita di poco sale e poco olio, quindi risulta un metodo di cottura dietetico - nella vasocottura non vi è dispersione di sostanze nutritive, risulta quindi un metodo dei cottura sano - si mette tutto in un vasetto quindi si sporca pochissimo - sapori e aromi restano chiusi nel vasetto, sprigionandosi all'apertura... un metodo che, se usato con mateia prima di qualità, esalta il gusto e appaga tutti i sensi!
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La vasocottura può essere effettuata in vari modi: in lavastoviglie (per i più green), nel forno tradizionale, sul gas, o nel microonde! Inoltre si può scegliere di cuocere ad alte o basse temperature. Il termine vasocottura non indica quindi una tecnica univoca, visto che operativamente può essere realizzata in diversi modi e a diverse temperature. Tra le varie tipologie di vasocottura, la vasocottura al microonde sta riscuotendo molto successo: è una cottura rapida che prevede pochi minuti di cottura in microonde, un tempo di riposo in cui la pietanza continuerà a cuocere nel vasetto; inoltre,raffreddandosi, il vasetto andrà sottovuoto garantendo una più lunga conservazione della pietanza. I vasi idonei a questo tipo di cottura sono i vasi weck che funzionano come una specie di piccola pentola a pressione, ma più scenografica!
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il vapore generatosi all'interno del vasetto sfiaterà attraverso la guarnizione (un po' come la valvola della pentola a pressione) garantendo dei tempi di cottura ridotti rispetto alla pentola tradizionale. Nel caso della vasocottura al microonde, rispetto ai vantaggi già citati, se ne aggiungono altri: - ogni vaso da 500 ml corrisponde ad una porzione singola - si possono preparare le pietanze con diversi giorni di anticipo e conservarle in frigorifero per diversi giorni: questo consente sia di avere sempre dei piatti pronti, sia di evitare gli sprechi cucinando e conservando pietanze che, se non consumate, si sciuperebbero. Inoltre, con cotture così rapide, si possono preparare anche pietanze personalizzate a seconda del gusto dei commensali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tempo medi di cottura in vaso:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I vasetti da 300 ml cuociono in 4 minuti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I vasetti da 500 ml cuociono in 6 minuti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I vasetti da 750 ml cuociono in 9 minuti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I vasetti da litro cuociono in 12 minuti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da questi tempi sono esclusi latticini e uova..
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 26 Oct 2020 16:38:33 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cannavacciuolo: “Noi ristoratori non ci meritiamo un nuovo lockdown”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cannavacciuolo-noi-ristoratori-non-ci-meritiamo-un-nuovo-lockdown</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il NO di Antonino Cannavacciuolo: Da maggio abbiamo rispettato tutte le leggi
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/antonino-cannavacciuolo-novit%C3%A0-foto-famiglia-ricettasprint.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Antonino Cannavacciuolo il noto chef televisivo afferma : "Noi ristoratori da maggio abbiamo rispettato tutte le leggi, ridotto i coperti, distanziato, riaperto in sicurezza e ora rischiamo di dover chiudere di nuovo? No, non ce lo meritiamo proprio".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           A questo punto non ci si doveva nemmeno arrivare. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ci organizzeremo come abbiamo sempre fatto. Intanto già da prima, anche per far sentire al sicuro i clienti, i tavoli da otto non li facciamo più e quelli da quattro sono diventati da due. Dopo di che, però, perché ci siamo ridotti così? Quest’estate abbiamo visto feste ovunque, barche piene.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E i ristoratori che hanno, giustamente, rispettato le regole ora si trovano di nuovo a rischio chiusura. No, bisognava evitare di allentare troppo nei mesi scorsi. Del resto, l’Italia ha fatto un ottimo lavoro chiudendosi per mesi. All’estero, invece, dove hanno aperto troppo presto o non hanno mai chiuso stanno peggio di noi. Questo vantaggio non andava sprecato - conclude.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 25 Oct 2020 11:15:01 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'export della pasta pugliese in crescita: + 26% rispetto al 2019</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-export-della-pasta-pugliese-in-crescita---26-rispetto-al-2019</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Cresce l'esportazione della pasta pugliese rispetto al 2020:  ecco i dati
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/177714994.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nei primi 6 mesi del 2020 è aumentato l'export di pasta dalla Puglia del 26% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A fornire un ritratto del settore è l'associazione di agricoltori in occasione della Giornata Mondiale della Pasta che si celebra oggi anche a Bari e Lecce con la preparazione dei formati tipici di pasta regionale, a partire da orecchiette e cavatelli.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le migliori varietà di grano duro selezionate, da Emilio Lepido a Furio Camillo, da Marco Aurelio a Massimo Meridio fino al Panoramix e al grano Maiorca - sottolinea Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - sono coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano". Pasta fatta con grano 100% made in Puglia, con il grano 'Cappelli', fino ad arrivare alle modaiole alternative a base di farina di legumi, di ceci, di lenticchie e di piselli - sottolinea Coldiretti - perché tradizione e innovazione contraddistinguono la Puglia, il Granaio d'Italia, principale produttore italiano di grano duro con 343.300 ettari coltivati e 9.430.000 quintali prodotto.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/formati-pasta.jpg" length="143122" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 25 Oct 2020 10:25:41 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/formati-pasta.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/formati-pasta.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>A Italian Taste Summit 35 cantine incontrano buyer esteri</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/a-italian-taste-summit-35-cantine-incontrano-buyer-esteri</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Wine Global Aspect, nei calici importatori cercano tipicità
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mail_1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           A Roma, presso il Grand Hotel de la Minerve, la seconda edizione di Italian Taste Summit, l’evento, riservato agli addetti ai lavori, nato per facilitare la conoscenza e il business tra aziende vitivinicole del Bel Paese, di alto livello, e importanti buyer internazionali.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Per l’occasione, ben 30 importatori provenienti da 4 continenti (Europa, Asia e Americhe) e circa 12 Paesi differenti (tra i quali Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Gran Bretagna, Francia, Olanda, Danimarca e Polonia), strategici per il mercato del vino, hanno incontrato oltre 35 selezionati produttori italiani, rappresentanti di 14 diverse regioni. Organizzatore e presidente di Italian Taste Summit è Joanna Miro, titolare di Wine Global Aspect, realtà specializzata nella vendita export dei vini italiani attraverso un attento studio del mercato in grado di garantire una gestione e un posizionamento adeguato del prodotto, grazie soprattutto a una fitta rete di collaboratori disseminati in tutto il globo. “Il made in Italy – evidenzia Miro – è sicuramente uno dei brand più rinomati e importanti al mondo, che non dovrebbe incontrare alcuna difficoltà a imporsi su tutti i mercati. Con questa convinzione, e con lo scopo di sviluppare a pieno il potenziale immenso delle aziende italiane, è nato il progetto Italian Taste Summit. Se solitamente sono i vignaioli a recarsi all’estero per far conoscere i propri prodotti, noi facciamo l’inverso, portando sul suolo italiano i player che riteniamo fondamentali. Riusciamo tra l’altro in questo modo a far percepire meglio il vero valore del vino italiano, che risiede indiscutibilmente nel legame con i diversi territori che compongono la Penisola”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/vini-territorio1.jpg" length="50153" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 22 Oct 2020 17:46:30 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>BEER&amp;FOOD ATTRACTION “RADDOPPIA”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/beer-food-attraction-raddoppia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Physical &amp;amp; Digital dall'11 al 13 Aprile 2021
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          e Digital Agenda dal 14 al 15 Aprile
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%282%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Beer&amp;amp;Food Attraction lancia il nuovo format che prevede tre giorni di fiera fisica con estensione digitale, da domenica 11 a martedì 13 aprile e due giornate di digital agenda il 14 e 15 aprile. Attraverso una tecnologica piattaforma online, sarà potenziato il matching tra aziende e buyer internazionali. 
        
                &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%282%29.jpg" length="14641" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Oct 2020 11:51:51 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/beer-food-attraction-raddoppia</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%282%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%282%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Bonus Ristoranti” – contributo a fondo perduto per gli operatori della ristorazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/bonus-ristoranti-contributo-a-fondo-perduto-per-gli-operatori-della-ristorazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Crisi della ristorazione
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/risto-ing-768x507.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Tra le misure contenute nel maxi-emendamento al Decreto Agosto approvato il 6 ottobre 2020 dal Senato, è stata inserita un’estensione del contributo a fondo perduto riservato alla filiera della ristorazione
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’art. 58 del Decreto di Agosto ha istituito il cosiddetto “bonus ristoranti” per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima del territorio.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’ammontare del Fondo è di 600 milioni di euro per l’anno 2020.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Chi potrà beneficiarne?
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Potranno beneficare del contributo a fondo perduto le imprese registrate con codice ATECO:
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           56.10.11 (ristorazione con somministrazione)
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          56.29.10 (mense)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale)
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          già in attività alla data di entrata in vigore del decreto-legge (14 agosto 2020), che abbiano registrato un ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Per chi ha iniziato l'attività dal 1° gennaio 2019
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con una rettifica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2020 è stato specificato che per i soggetti che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1 gennaio 2019, per i quali viene confermata l’applicabilità della disposizione, non valgono i limiti di fatturato sopra indicati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Come verrà erogato il contributo?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’importo del contributo sarà erogato in due tranches:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           un anticipo del 90% al momento in cui la domanda verrà accettata, dietro presentazione dei documenti fiscali comprovanti gli acquisti effettuati – anche senza quietanza – e l’autocertificazione sulla sussistenza dei requisiti richiesti e sull’assenza delle condizioni ostative
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          il saldo del contributo verrà corrisposto una volta presentata la quietanza di pagamento eseguito con le modalità tracciabili previste (bonifico, assegno, ecc).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I soggetti interessati possono presentare apposita istanza per l’elargizione del contributo secondo le modalità che saranno fissate con un successivo decreto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/risto-ing-768x507.jpg" length="60277" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2020 14:53:07 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/bonus-ristoranti-contributo-a-fondo-perduto-per-gli-operatori-della-ristorazione</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/risto-ing-768x507.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Identità Golose 2020 diventa digitale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/identita-golose-2020-diventa-digitale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L’edizione 2020 dell’evento sarà online: Identità Golose On The Road – Digital Edition 2020. Ecco le parole degli organizzatori.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/03-overlay-1170x450-on-the-road.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cari amici,
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          di fronte a una situazione che muta di ora in ora, non possiamo che decidere di posticipare il Congresso IDENTITÀ GOLOSE nella sua forma tradizionale e in presenza al 2021.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non ci ha tuttavia mai abbandonato la convinzione che sia necessario, oggi più che mai, restare uniti in spirito di solidarietà per condividere informazioni, idee e nuove energie fotografando una realtà in evoluzione, costretta quest’anno a un formidabile cambio di passo e di pensiero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           È per questo motivo che Identità Golose diventa IDENTITÀ GOLOSE ON THE ROAD – DIGITAL EDITION 2020 e si svolgerà quest’anno in forma straordinaria per rispondere al dovere di documentare ciò che sta accadendo nella vita professionale di chi, come noi e voi, è costretto a reagire con agilità per trovare nuove risposte e affrontare il cambiamento.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Si tratta, come è facile immaginare, di uno sforzo fuori dal comune che vedrà forze in campo impegnate on the road.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Che cosa significa? Poiché la situazione che vivremo nei prossimi giorni potrebbe non consentire a relatori e ospiti (che mai hanno dato forfait al congresso) di essere a Milano, sarà Identità Golose con la sua redazione ad andare da loro, nelle loro strutture, nelle loro cucine, nelle loro fabbriche.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Identità Golose sarà quest’anno anche e più che mai una fucina di comunicazione: 3 strutture a Milano – in primo luogo l’Hub di via Romagnosi 3 – ospiteranno in assoluta sicurezza giornalisti, troupe televisive e fotografi in grado di documentare tutto ciò che sarà possibile registrare grazie alla disponibilità di chi – relatori, partner commerciali, giornalisti e media partner – non è venuto meno a un impegno comune.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I contenuti di IDENTITÀ GOLOSE ON THE ROAD – DIGITAL EDITION 2020 saranno resi disponibili in modalità digitale a partire da Lunedì 16 novembre nelle forme e nei modi che saranno presentati Venerdì 16 ottobre nel corso di una conferenza stampa in programma alle ore 11.30.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il 2020 sarà ricordato (anche) per la ristorazione come un anno funesto. Le continue (e purtroppo in alcuni casi dovute) restrizioni dei diversi Dpcm, di cui uno firmato da poche ore, colpiscono anche gli eventi. Tante kermesse legate all’enogastronomia stanno gettando la spugna davanti all’impossibilità di gestire un evento con i divieti e le restrizioni. Altre, come Identità Golose, sembra stiano rimodulando il programma e l’organizzazione per scongiurare un ennesimo rinvio (da marzo a luglio, poi da luglio a fine ottobre 2020).
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La soluzione al problema – le voci a riguardo si fanno sempre più insistenti, in attesa della comunicazione ufficiale e della conferenza prevista a breve – pare sia l’online. I patron dell’evento, Paolo Marchi e Claudio Ceroni, potrebbero prendere ispirazione da Gastronomika 2020, che pochi giorni fa da San Sebastian ha trasmesso la kermesse in formato digitale. Attendiamo news confermate, vi aggiorneremo presto.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/03-overlay-1170x450-on-the-road.png" length="185999" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 16 Oct 2020 11:39:57 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/identita-golose-2020-diventa-digitale</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/03-overlay-1170x450-on-the-road.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/03-overlay-1170x450-on-the-road.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>16 OTTOBRE GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/16-ottobre-giornata-mondiale-alimentazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La spesa SOSpesa
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/spesa-sospesa.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;div&gt;&#xD;
        
                        
            La Giornata Mondiale dell'Alimentazione fa appello alla solidarietà globale per aiutare i più vulnerabili a risollevarsi dalla crisi e a rendere i sistemi alimentari più resilienti e solidi affinché possano resistere alla crescente volatilità e agli shock climatici, garantire alimenti sani, economici e sostenibili a tutti, nonché offrire mezzi di sussistenza dignitosi agli operatori dei sistemi alimentari.
           
                      &#xD;
      &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In questo momento di grande difficoltà non dimentichiamoci di chi questa difficoltà la vive quotidianamente. A causa dell’emergenza sanitaria in corso, la Caritas ha ormai poche risorse per sostenere i più bisognosi tra noi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica arriva l’iniziativa “Spesa sospesa del contadino a domicilio”. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con la ‘spesa sospesa’ Coldiretti e Campagna Amica vogliono portare le eccellenze delle campagne italiane anche sulle tavole degli ultimi, dei più bisognosi, con prodotti freschi, di qualità e a km zero soprattutto in questo periodo di grande difficoltà.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le iniziative di solidarietà sono in tutta Italia .
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Oct 2020 19:01:12 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L’incontro con la Giunta dei presidenti dell’Organizzazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lincontro-con-la-giunta-dei-presidenti-dellorganizzazione</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
          COVID: COLDIRETTI PUGLIA AD ASSESSORE PENTASSUGLIA “STRETTA SU SPESA 32MLN EURO PSR PER SOS AGRICOLTURA”
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Su Xylella subito espianti chirurgici e monitoraggi a tappeto anche su piante asintomatiche e insetto vettore
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Serve una stretta per attivare il piano straordinario per l’emergenza Covid nelle campagne in Puglia con un contributo forfettario fino a 7mila euro per agricoltore e 50.000 per le piccole medie imprese agroalimentari. E’ quanto ha chiesto Coldiretti Puglia al nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia che ha preso parte alla Giunta dei presidenti dell’Organizzazione, in merito allo stato di attuazione regionale della nuova misura semplificata dello Sviluppo rurale introdotta dalla Commissione Ue per aiutare le imprese agricole e agroalimentari a superare l’emergenza economica e la crisi di liquidità provocate dal Covid 19.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “In Puglia la Misura 21 vale 32 milioni di euro, pari al 2% dell’intero ammontare del PSR Puglia 2014-2020, di risorse non ancora impegnate da destinare ai settori che maggiormente hanno risentito della crisi, dall’agriturismo al vitivinicolo fino al florovivaismo”, ha affermato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il settore florovivaistico ha perso durante il lungo lockdown milioni di euro di fiori andati al macero e piante rimaste invendute – aggiunge Coldiretti Puglia – quello agrituristico è stato bloccato per la chiusura delle strutture ricettive e l’incoming, mentre si sono registrate punte fino al 90% di mancate vendite di vino per la chiusura di ristoranti e bar, con un rinvio del 30% degli ordini dall’estero.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Se è vero che agricoltura, industria di trasformazione e distribuzione hanno tenuto duro – ha detto ancora il presidente Muraglia - non si può negare che molte filiere siano in profonda crisi. Sono migliaia le attività e quei servizi forniti al settore dell'Horeca che hanno bisogno vitale di interventi concreti. Ma è Sos anche per molte attività che rientrano tra quelle che integrano la produzione, meglio note come "attività connesse". L'agriturismo in primis, ma non solo, ci sono anche le masserie didattiche. Le nostre imprese non possono essere lasciate sole, devono essere sostenute. Sono fondamentali sul piano economico e sociale”, ha insistito il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sul fronte Xylella, a Monopoli sono in totale 62 gli ulivi su cui è stata confermata la malattia Xylella fastidiosa dalle analisi molecolari – hanno denunciato i presidenti della Giunta di Coldiretti Puglia - di cui 61 in zona cuscinetto e 1 ricadente in area indenne, una virata grave e preoccupante della malattia per cui deve essere organizzata subito una lotta senza quartiere al batterio con l’eradicazione delle piante malate e all’insetto vettore la ‘sputacchina’.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Come ripetutamente segnaliamo e denunciamo da anni, il monitoraggio degli ulivi non può essere esclusivamente visivo, perché la Xylella è come il Covid, la malattia è asintomatica per un lasso di tempo imprecisato, per cui le piante appaiono sane alla vista. Per accertare la presenza della malattia nell’area a forte rischio vanno effettuati campionamenti e analisi anche di ulivi apparentemente sani, senza che sia ancora ben visibile alcun segno di disseccamento”, ha detto il direttore regionale, Pietro Piccioni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sarà ridemarcata l’area infetta, considerato che la presenza dell’ulivo infetto in area indenne – aggiunge Coldiretti Puglia - farà ‘salire’ la zona cuscinetto e serve un ragionamento serio circa le misure da attuare, anche rispetto al nuovo regolamento comunitario che ha ridotto da 100 a 50 metri il raggio entro cui andrebbero tagliate anche le piante non infette da Xylella fastidiosa e anche la riduzione dell'ampiezza della zona cuscinetto”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dall’autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, la malattia – continua Coldiretti Puglia – si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, fino ad arrivare in provincia di Bari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Monitoraggi delle piante e dell’insetto vettore ‘la sputacchina’, campionamenti ed espianti in caso di ulivi infetti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, restano – aggiunge Coldiretti Puglia - l'unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L'efficacia e sistematicità – aggiunge Coldiretti Puglia - sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Xylella è certamente la peggior fitopatia che l'Italia potesse conoscere – conclude Coldiretti Puglia - che ‘cammina’ ad una velocità impressionante, considerato che in 7 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Oct 2020 18:08:10 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il fritto fa bene</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-fritto-fa-bene</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Non è uno scherzo: lo dice la scienza 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il fritto fa bene. No, non è uno scherzo: lo dice la scienza — secondo un recente studio dell’università di Granada, la frittura aumenta le proprietà antiossidanti delle verdure, contribuendo a prevenire sul lungo periodo cancro, diabete e perdita della vista — e lo dicono i medici. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Una frittura ben fatta è la cottura che preserva al meglio le proprietà degli alimenti – afferma lo chef Gregori Nalon.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Friggere, non è diabolico. Nell'olio d'oliva soprattutto. Se in quantità moderata, la frittura non solo non nuoce alla salute, e nemmeno alla bilancia, se si seguono alcuni accorgimenti (per ridurre l’assorbimento dei grassi basta mantenere la temperatura dell’olio vicino ai 180°C e basta friggere un poco alla volta e ricordarsi di asciugare gli alimenti su carta assorbente), ma addirittura può essere inserita in una dieta sana ed equilibrata che, insieme al giusto stile di vita, aiuta a prevenire l'insorgere di molte malattie.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 15 Oct 2020 06:16:23 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La crisi dei ristoranti: la rabbia del presidente dell'Associazione Ristoworld</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-crisi-dei-ristoranti-la-rabbia-del-presidente-dell-associazione-ristoword</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           MARCELLO PROIETTO: GIUSTI I CONTROLLI MA LASCIATECI LAVORARE! 
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           COSI’ SI UCCIDE L’INTERO SETTORE RISTORATIVO.
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I contagi da coronavirus stanno nuovamente aumentando anche in Italia e il Governo ha emanato un nuovo decreto con regole più stringenti per superare questo momento difficile ed evitare nuove chiusure. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel frattempo, il settore della ristorazione, così come quello legato al turismo, faticano a ripartire da qui lo sfogo su faceboook del presidente dell'Associazione Ristoworld Marcello Proietto di Silvestro.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           "Ristoranti, bar e sale ricevimento sono luoghi sicuri! Monta  la rabbia all’interno del mondo della ristorazione, del catering e banqueting contro il nuovo decreto del 12 ottobre che, concretamente, sancisce lo stop a matrimoni (quel che resta di una stagione già disastrata) ed eventi privati.  
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           A suonare la carica il consiglio direttivo di Ristoworld Italy, l’associazione di cucina, turismo e difesa del Made in Italy che si è riunita d’urgenza proprio per esprimersi, fra l’altro, su quella che viene definita una vera e propria ingiustizia sociale.  
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           «Le limitazioni allo svolgimento di cerimonie nuziali, feste e ricorrenze – commenta il presidente dell’associazione Marcello Proietto di Silvestro facendosi portavoce dell’intero consiglio direttivo – è una assurdità perchè si compie un atto di ingiustizia. Il decreto varato qualche giorno è incoerente: da un lato si consente che ad esempio sugli aerei persone sconosciute stiano una accanto all’altra, che sui treni e sui bus o all’uscita delle scuole ci sia assembramento e dall’altro, imponendo un limite di 30 persone per partecipare ad una cerimonia nuziale, si applichi un rigore assoluto. Tutto ciò diventa un motivo in più a scoraggiare le coppie a coronare il loro sogno d’amore, dopo tutti gli sforzi che sono stati fatti per cercare di recuperare una stagione già disastrata».
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Se il Governo continua su questa strada – continua il documento del consiglio nazionale di Ristoworld - deve sapere che di fatto decreterà la scomparsa di 2mila imprese e la creazione di 100mila nuovi disoccupati. Perché è evidente che se ci fosse un secondo lockdown, il settore non sarà più in grado di riprendersi. Siamo di fronte a prospettive drammatiche! 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Un plauso da Ristoworld Italy giunge all’associazione degli imprenditori del banqueting e del catering che sta dimostrando grande senso di responsabilità, come del resto quella dei ristoratori e dei baristi.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           «Obiettivo generale, degli imprenditori, addetti ai lavori e della classe politica nella sua interezza – conclude il documento di Ristoworld Italy - è fornire le condizioni perché gli imprenditori seri possano continuare a lavorare nel rispetto della garanzia della salute, così come fatto fino ad oggi. Bloccare la crescita e le occasioni di lavoro è un suicidio di massa! Se il Governo continua su questa linea allora deve intervenire immediatamente con fondi di sostegno seri e concreti, immediati e congrui per sostenere i lavori e le famiglie di un comparto messo in ginocchio dalla crisi e dalle decisioni spesso prese da soggetti che di questo mestiere non conoscono neanche i rudimentali»" conclude.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2020 10:19:27 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>CONSUMI: ARRIVA L’OLIO NUOVO IN PUGLIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/consumi-arriva-lolio-nuovo-in-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         DIMEZZATA PRODUZIONE (-48%) MA LA QUALITÀ E' ECCELLENTE
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/IMG_4426.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Al via ufficialmente la campagna olivicola in Puglia, caratterizzata dalla produzione di olive di qualità eccellente ma dimezzata del 48% a causa del clima pazzo, dal maltempo alla siccità, senza dimenticare gli effetti della Xylella che ha di fatto devastato gran parte degli uliveti del Salento. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia e Unaprol, in occasione del via alla raccolta delle olive in Puglia nella Piana degli Ulivi Monumentali, a Monopoli nell’azienda agricola Barnaba dove è stato presentato il rapporto “L’olio pugliese al tempo del Coronavirus”, con l’arrivo del primo olio nuovo Made in Puglia del 2020, particolarmente atteso in un anno segnato dall’emergenza coronavirus che ha sconvolto produzione e mercati.  
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Il settore oleario è forse quello che ha resistito meglio all’emergenza sanitaria, con un calo solo del 2% delle esportazioni di olio extravergine pugliese all’estero nei primi 6 mesi del 2020, quando la domanda estera di olio imbottigliato è arrivata soprattutto dagli Usa (+28) e dalla Francia (+42%)”, ha affermato il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, presentando le previsioni della campagna olearia 2020/2021 con il direttore regionale, Pietro Piccioni e il nuovo Assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Anche se bisognerà fare i conti con il clima, si stima – sottolinea Coldiretti Puglia – una produzione  di circa 101mila tonnellate rispetto alle 194mila tonnellate dell’annata precedente, in una regione dove si concentra oltre il 50% della produzione olearia nazionale.  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “La sensibile flessione quantitativa della produzione è accompagnata da ottima qualità e ciò deve portare – ha insistito il presidente Muraglia - ad un recupero dei prezzi che l’anno scorso sono stati spesso deludenti. A livello regionale e nazionale vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia che è l’olio extravergine. Il settore ha bisogno di liquidità e sostegno senza burocrazia”, aggiunge Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nella culla della produzione olivicola e olearia delle province di Bari e BAT la siccità e il maltempo – stima Coldiretti Puglia - hanno ridotto le produzioni rispetto all’anno scorso del 30% nella zona costiera di Barletta, Trani, Bisceglie e il calo del 60% nella zona interna di Andria, Palo del Colle, Bitetto, con qualità alte.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Qualità straordinaria in termini di qualità – aggiunge Coldiretti - ma con un calo della produzione del 50% in provincia di Foggia, dove le olive risultano decisamente più grandi rispetto alla media e sono giunte a maturazione in leggero anticipo rispetto al consueto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Si profila una ottima annata in provincia di Brindisi con un aumento del 40% della produzione di olive – insiste Coldiretti Puglia - nonostante l'avanzamento verso nord della Xylella, con piante positive e sintomatiche, che in alcune zone della parte sud della provincia sono già particolarmente evidenti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La provincia di Taranto risente in alcun aree degli effetti della violenta grandinata del 4 luglio, mentre nei restanti comprensori la qualità è buona e la produzione non ha subito variazioni rispetto allo scorso anno.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A causa della Xylella fastidiosa sono andate perse 3 olive su 4 in provincia di Lecce con il crollo del 75% della produzione di olio di oliva anche nell’annata 2020. E’ il risultato dell’analisi elaborata da Coldiretti Puglia che fotografa uno scenario a tinte fosche, dove il crollo produttivo ha subito un crollo incontrovertibile dal 2015 ad oggi. Agricoltori senza reddito da ormai 7 anni, milioni di ulivi secchi, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile – denuncia Coldiretti Puglia – se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il ‘disastro colposo’ nel Salento e rilanciare la più grande fabbrica green italiana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio è il nostro obiettivo – aggiunge il presidente Muraglia – perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio. In Puglia aziende agricole e frantoi hanno saputo cogliere gli spunti positivi offerti dal mondo del vino, abile nell’attività di marketing e di grande promozione delle etichette pugliesi a livello nazionale e internazionale. Da qui stanno nascendo sale di degustazione all’interno delle aziende olivicole e dei frantoi, il packaging sta divenendo sempre più ammiccante, sta salendo il livello qualitativo degli oli”, tiene a precisare il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “E’ un percorso virtuoso che va alimentato e implementato ed è per centrare l’obiettivo - necessariamente corale - della promozione dell’olio che è nata la Evoo School Italia – ha spiegato il presidente Muraglia - la scuola dell’olio promossa da Unaprol, Coldiretti e Campagna Amica a Roma in via Nazionale, dotata di una sala panel per l’analisi sensoriale degli oli conforme alle linee guida del C.O.I., aule corsi, sale riunioni e tutte le attrezzature tecniche e logistiche necessarie allo svolgimento delle attività formative, per poter diffondere la conoscenza dell’olio, formare professionisti del settore, supportare lo sviluppo delle aziende olivicole e dialogare con le istituzioni e con i consumatori, un nuovo centro di riferimento per tutti gli operatori della filiera olivicola”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A questo scopo l’Ismea è impegnata in una campagna di comunicazione, promossa dal Ministero delle Politiche agricole e che vedrà proprio negli ultimi mesi dell’anno – conclude Coldiretti Puglia - un grande dispiegamento di azioni e risorse per valorizzare presso il grande pubblico questo prodotto simbolo del Made in Italy.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 14 Oct 2020 10:01:08 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Vino buono, light e senza solfiti, nuovo trend consumo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/vino-buono-light-e-senza-solfiti-nuovo-trend-consumo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Produrre un vino buono e senza solfiti aggiunti è una sfida per enologi e agrotecnici che in questi giorni sono alle prese con la vendemmia.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Secondo un sondaggio di Nomisma Wine Monitor commissionata nel 2019 da Pasqua Vigneti e Cantine il 71% degli interpellati è interessato e vorrebbe sapere di più sui vini naturali, prodotti senza derivati e solfiti. "L'anidride solforosa aggiunta in un vino è soggetta ad attacchi molto pesanti e spesso addirittura demonizzata, ma il vino - sottolinea Daniele Cernilli, esperto critico enologico e curatore della guida DoctorWine - è uno degli alimenti che ne contiene di meno.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Specialmente quello rosso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 13 Oct 2020 09:36:04 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LATTE: COLDIRETTI PUGLIA, IL PREZZO ALLA STALLA NON SI TOCCA; STOP AD ALLARMISMI INGIUSTIFICATI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/latte-coldiretti-puglia-il-prezzo-alla-stalla-non-si-tocca-stop-ad-allarmismi-ingiustificati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il prezzo del latte alla stalla in Puglia non si tocca perché non può andare sotto i costi di produzione calcolati da ISMEA, quando nella forbice tra produzione e consumo ci sono margini da recuperare per garantire un prezzo giusto e onesto che tenga conto dei costi degli allevatori e la necessaria qualità da assicurare ai consumatori.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/unnamed+%282%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
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                &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 13 Oct 2020 09:14:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Oggi 13 ottobre celebrazione della festa nazionale dei cuochi</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/oggi-13-ottobre-celebrazione-della-festa-nazionale-dei-cuochi</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il Presidente della Fic Rocco Pozzulo annuncia: Oggi è la nostra festa
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/festa_del_cuoco_mix.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Oggi 13 ottobre è la Giornata della nascita del Santo Patrono dei Cuochi San Francesco Caracciolo e proprio per celebrare questa festa la Federazione Italiana Cuochi in questo giorno, per iniziativa del compianto Gian Paolo Cangi, ogni anno,  mobilita tutte le proprie Associazioni per realizzare nelle piazze italiane manifestazioni, convegni e iniziative che “celebrino adeguatamente –scrivono nel sito della Fic- questa ricorrenza del lavoro e della buona tavola, senza mai dimenticare, la solidarietà verso i meno fortunati, quella fatta in silenzio e senza sventolarne il vessillo”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Il Presidente della Fic Rocco Pozzulo annuncia: 
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Oggi è la nostra festa.. la #festanazionaledelcuoco…
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In momenti bui e particolari come questi che stiamo vivendo ci si affida ad una guida che possa dare speranza e fiducia ad andare avanti... 
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I #cuochi della #FIC ricordano il nostro Patrono San Francesco Caracciolo…
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Avevamo in mente un altro tipo di festa, ma ci siamo limitati ad un incontro sui social della #FederCuochi..
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Vi aspettiamo alle 16.. e chissà che questa non sia un’opportunità per essere in numero maggiore che in presenza, per ricordare un grande uomo come San Francesco Caracciolo..
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Auguri a tutti i Cuochi.. Rocco Pozzulo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 13 Oct 2020 09:02:49 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-migliore-pizzeria-del-mondo-e-a-caserta-i-masanielli-di-francesco-martucci</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         50 Top Pizza 2020: vincono I Masanielli di Francesco Martucci 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/192011184-c419ab86-7310-433b-aacf-e6cb140f5859.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La migliore pizza del mondo? Si trova a pochi passi dalla Reggia di Caserta, in una pizzeria il cui nome è già un programma: I Masanielli. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            E' Francesco Martucci, a pochi passi dall'apertura di due nuove avventure tra cui la Pizza Farm in Puglia, ad aggiudicarsi il primo posto della Guida 50 Top Pizza 2020. Guida che, arrivata quest'anno alla quarta edizione si veste di abiti totalmente Covid free e ,messe da parte per un anno le assi del palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli si è spostata online con la conduzione di Federico Quaranta. 
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           50 Top Pizza 2020: vincono I Masanielli di Francesco Martucci 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Una classifica ripensata per questo anno particolare ma con l'acceleratore ben pigiato sulle novità, che evidenziano un lavoro ben pensato e calibrato - quello dei curatori Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro - e un consapevole investimento sul digitale. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Oltre alla presentazione di 50 Top Europa, che ha visto trionfare per il secondo anno consecutivo Ciro Salvo con la sua 50 Kalò London. 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Su 50 pizzerie considerate eccellenti, solo 14 sono in Campania. 
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La classifica 50 Top Pizza 2020 
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             1
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
            Pizzeria I Masanielli di Francesco Martucci - Caserta (CE) - Pastificio Di Martino Award Pizza dell'anno per Futuro di marinara 
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            2
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pepe in grani - Caiazzo (CE) 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             3
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
            I Tigli - San Bonifacio (VR) - Latteria Sorrentina Award Pizzaiolo dell'anno 
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La migliore pizzeria del mondo è a Caserta: I Masanielli di Francesco Martucci
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             4
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
            50 Kalò - Napoli - Prosecco Award Miglior carta dei vini 
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             5
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
                      
           La Notizia 94 - Napoli - Solania Award Margherita dell'anno 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            6
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Fratelli Salvo - Napoli - Latteria Sorrentina Award Miglior servizio di sala 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            7
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Seu Pizza Illuminati - Roma - D'Amico Award Pizza dolce dell'anno per Pizza Colada 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            8
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Dry Milano - Milano - Olitalia Award Miglior Pasticceria 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            9
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           'O Scugnizzo - Arezzo - San Pellegrino e Acqua Panna Award Giovane pizzaiolo dell'anno a Gennaro Police
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            10
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Le grotticelle - Caggiano (Sa) - Solania Award Innovazione e sostenibilità ambientale 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            11
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Apogeo - Pietrasanta (LU) - Birrificio Fratelli Perrella Award Migliore carta delle birre 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            12
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           La gatta mangiona - Roma 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            13
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Patrick Ricci Terra Grandi ed Esplorazione - San Mauro Torinese (TO) 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            14
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Sbanco - Roma 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            15
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Le follie di Romualdo - Firenze  
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            16
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Fandango - Potenza 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            17
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Crosta -  Milano - Latteria Sorrentina Award Best Format dell'anno
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            18
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           I Quintili - Roma - Solania Award Novità dell'anno
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            19
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Grigoris - Mestre (Ve)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            20
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           10 Diego Vitagliano - Napoli 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            21  Piz
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           zeria Da Lioniello - Succivo (CE)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            22
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Sirani  - Bagnolo Mella (BS)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            23
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Carlo Sammarco 2.0 - Frattamaggiore (NA) - Pastificio Di Martino Award Miglior frittatina di pasta 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            24
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Enosteria Lipen - Triuggio (MB) 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            25
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pizzeria da Ezio - Alano di Piave 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            26
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Giangi pizza e ricerca - Arielli (CH) - Birrificio Fratelli Perrella Award Miglior carta degli oli extravergine di oliva
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            27
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Cocciuto  - Milano
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            28
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pupillo pura pizza -  Priverno (LT)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            29
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Ristorante pizzeria Ciarly - Napoli - D'Amico Award Performance dell'anno 
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             30
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
            Framento - Cagliari 
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            31
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Frumento - Acireale (CT) - Olitalia Award Miglior proposta di fritti
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            32
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Officine del cibo  - Sarzana (SP)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            33
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           I Masanielli di Sasà Martucci - Caserta
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            34
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           La braciere  - Palermo
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            35
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Antica Friggitoria La Masardona - Napoli
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            36
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Le Parule - Ercolano
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            37
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pizzeria Panetteria Bosco - Tempio Pausania (SS)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            38
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           400 Gradi  - Lecce
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            39
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Piccola Piedigrotta  - Reggio Emilia
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            40
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Casa Vitiello - Tuoro (CE)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            41
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           La ventola - Rosignano Marittima (LI)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            42
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Giotto Pizzeria Bistrot - Firenze
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            43
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Gusto divino  - Saluzzo (CN)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            44
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pizzeria 450° Pizza e Fritti di Gianfranco Iervolino - Pomigliano d’Arco
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            45
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           L’osteria di birra del borgo - Roma
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            46
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pizzeria Gigi Pipa - Este (PD)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            47
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Pizzeria Mamma Rosa  - Ortezzano
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            48
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           La cascina dei sapori - Rezzato (BS)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            49
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Battil’oro - Querceta (LU)
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            50
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           Concettina ai Tre Santi - Napoli
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
            
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Thu, 01 Oct 2020 14:04:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>VENERDÌ 2/10 OSCAR AGLI INNOVATORI DI NATURA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/venerdi-2-10-oscar-agli-innovatori-di-natura</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
            
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           Il 2 ottobre 2020, alle ore 17,00 
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Nicolaus Hotel, Via Cardinal Ciasca 9 a Bari
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/img_200228_Acqui-Codiretti_ok.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Sarà allestito il Salone dell’Agricreatività
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Arriva dai giovani nei campi la spallata al Covid con i geni contadini che con lungimiranza ed estro anche nel 2020 in piena emergenza pandemica hanno inventato prodotti e servizi innovati rigorosamente ‘Made in Puglia’.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’appuntamento con gli ‘Innovatori di Natura’ sarà venerdì 2 ottobre 2020, alle ore 17,00, al Nicolaus Hotel a Bari, dove saranno consegnati i premi agli ‘Innovatori di Natura’ durante la cerimonia di consegna degli OSCAR GREEN 2020, premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa arrivato alla quattordicesima edizione che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l'agricoltura.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Nell’ambito del ‘Salone dell’Agricreatività’ sarà presentato lo studio ‘Agricoltura Green ai tempi del Covid’ con l’identikit, gli interessi, le scelte patriottiche ed il giudizio dei giovani agricoltori pugliesi rispetto alle politiche agricole ed economiche messe in campo nel 2020.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Insieme a Veronica Barbati e Benedetta Liberace, leader nazionale e regionale di Coldiretti Giovani Impresa, con i giovani agricoltori pugliesi si confronteranno Luigi Roselli dell’Università di Bari su innovazione e sostenibilità ambientale nel sistema agroalimentare e Gianna Berlingerio della sezione competitività e ricerca dei sistemi produttivi della Regione Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 30 Sep 2020 14:19:40 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Progetto LIFE FOSTER, nuovi aggornamenti</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/progetto-life-foster-nuovi-aggornamenti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         LIFE FOSTER promuove azioni dirette e indirette volte alla sensibilizzazione riguardo il problema degli sprechi alimentari e sulla corretta conservazione degli alimenti.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/spreco-alimentare-1280x720.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Federazione Italiana Cuochi mette a conoscenza gli aggiornamenti e contributi di interesse rispetto alle attività di LIFE Foster.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Il progetto LIFE FOSTER, cofinanziato con il sostegno dello strumento finanziario LIFE della Commissione europea e guidato da ENAIP NET, mira a ridurre gli sprechi alimentari nella ristorazione.
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il progetto si concentra su questi ambiti principali: FORMAZIONE ED EDUCAZIONE, PREVENZIONE E COMUNICAZIONE.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Data la correlazione tra dinamiche ambientali, sociali ed economiche, la formazione e l’educazione sono diventate la chiave per implementare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile (SDG 2 Fame Zero; SDG 12 Consumo e produzione responsabili).
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il progetto verrà promosso nei seguenti paesi: Francia, Italia, Malta, Spagna.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           LIFE FOSTER promuove azioni dirette e indirette volte alla sensibilizzazione riguardo il problema degli sprechi alimentari e sulla corretta conservazione degli alimenti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Viste le diverse iniziative già intraprese da diversi paesi dell’UE per sensibilizzare cittadini, produttori e supermercati, il progetto LIFE FOSTER ha scelto di puntare sul settore della ristorazione, responsabile del 12% sul totale del cibo sprecato.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          LIFE FOSTER andrà ad integrare le altre iniziative già esistenti e sarà l’anello mancante della catena: unirà il rispetto per i produttori e quello per i cittadini.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           I NUMERI DEL PROGETTO
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           70 centri di istruzione e formazione professionale coinvolti
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          500 formatori da educare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          7.000 studenti da formare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          3.600 aziende e 10.000 professionisti coinvolti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          20 stand fieristici e 100.000 visitatori coinvolti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          6 seminari tecnici e organizzazione di attività pratiche
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1 incontro con la piattaforma dell’UE sulle perdite e gli sprechi alimentari
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          4 tavoli istituzionali nazionali e 200 istituzioni politiche coinvolte
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1 sistema di monitoraggio della riduzione dello spreco alimentare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          1 rete con altri progetti UE sullo spreco alimentare
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/slide-life-foster_newsletter.jpg" length="35406" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2020 07:26:12 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/slide-life-foster_newsletter.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>The Vegan Italian Chef sbarca in Puglia</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/the-vegan-italian-chef-sbarca-in-puglia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Una troupe televisiva a caccia di ricette pugliesi , “naturalmente” Vegane.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Nadia+Ellis++e+Simone+De+Siato.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Puglia è stata scelta come protagonista di tre puntate della serie tv internazionale, The Vegan Italian Chef, in onda su Ananey Communications, il più importante network israeliano. La troupe è già in Puglia dal 25 settembre per girare le tre puntate e si fermerà fino al 2 ottobre. La produzione della serie è affidata a Marco Tricomi, che è anche il regista, esperto di format televisivi (My Planet Vegan in onda su Sky, ad esempio), e alla chef talent Nadia Ellis, americana, milanese di nascita, che in Israele è la prima host vegana di cucina italiana grazie a EatWith (piattaforma di prenotazione di home cooking per esperienze culinarie).
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La serie tv, approdata in Puglia  grazie all’attività di educational tour di Pugliapromozione e ad una serie di relazioni stimolate dall'Ambasciatrice della Puglia, Nancy dell'Olio, sarà successivamente lanciata su scala europea. Il progetto nasce su incarico ufficiale della Direttrice della Camera di Commercio e Industria di Israele (primo Paese Vegano nel mondo), l'Agenzia Nazionale del Turismo Italiano ENIT, con il supporto dell’Ambasciata Italiana di Israele. Il format tratta luoghi, territorio, cultura, tradizioni e soprattutto cibo nelle più svariate forme locali, ma unicamente in versione vegan. Il turismo ecofriendly è una delle nuove frontiere su cui tour operators di tutto il mondo stanno investendo risorse importanti. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Prima tappa di Nadia Ellis è stata Lecce con lo chef Simone De Siato. A seguire Nardò, Santa Maria al Bagno, Gallipoli e Supersano presso la masseria Le Stanzie. Quindi alla volta della Valle d’Itria, Ostuni e masserie Torre Maizza e Il Frantoio. Oggi Polignano, Alberobello, Locorotondo  e Masseria Le Carrube. Domani il tour si sposta nelle terre di Federico e la Murgia con una sosta a Trani, Castel del Monte e Biomasseria Lama di Luna. Il 1 ottobre riprese da Antichi Sapori e  nell’ Azienda Conte Spagnoletti Zeuli, sosta a
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ruvo, e cena da Mezzapagnotta. Il rientro è previsto per il 2 ottobre.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “L’esperienza Pugliese è una festa per i tutti i sensi -  commenta la chef  Nadia Ellis -  i paesaggi spettacolari, i profumi inebrianti delle erbe locali, il silenzio meraviglioso delle campagne attorno alle masserie, e naturalmente la parte del gusto e del tatto che sono emozione pura, grazie alla tradizione gastronomica pugliese. Scoprire così tante ricette che sono vegane fin dall’origine e che sono così saporite e ricche è una vera gioia!”
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “La Puglia è la destinazione naturale per i consumatori di nutrimento Vegano.   Un ulteriore frontiera per la nostra filiera Enogastronomica – commenta Nancy Dell'Olio, ambasciatrice della Puglia -   Per la Puglia  l’ Enogastronomia é un canale di promozione turistica, culturale,  prioritario. Elemento fondamentale del Brand Puglia .  Attraverso  il nostro cibo si trasmettono esperienze,  emozioni e valori che identificano il territorio nel mondo.  Bello leggere tanta meraviglia , entusiasmo,  da parte di chi scopre che la Puglia è naturalmente Vegana. Origine che si trasforma costantemente passato... futuro,  presente”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Secondo i dati dell’Osservatorio turistico della Regione Puglia, Israele rappresenta per la Puglia un mercato turistico di grande rilievo, con oltre 7 mila arrivi e 16 mila pernottamenti in Puglia nel 2019 e una crescita dei flussi del +41% rispetto al 2015. La propensione al viaggio degli israeliani è altissima, sicuramente una delle più elevate al mondo. Un recente sondaggio Enit rileva che su una popolazione totale di 8,8 milioni di persone, ben 6,5 milioni si sono recati all'estero, di cui il 92,5% ha lasciato il Paese per via aerea.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le destinazioni più richieste della Puglia dagli israeliani nel 2019 sono state Bari, Lecce, Vieste, Alberobello, Trani, Corato e Polignano con viaggi concentrati soprattutto nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Nadia+Ellis+e++Nancy+Dell-Olio+a+Il+frantoio.jpeg" length="247658" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Sep 2020 07:02:47 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cibo di strada - Street food: Non è una novità</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/cibo-di-strada-street-food-non-e-una-novita</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il cibo di strada ha origini antichissime, esisteva già all'epoca dei Greci e dei Romani.
        
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&lt;/h3&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           ll cibo di strada ha origini antichissime, esisteva già all'epoca dei Greci e dei Romani, durante la quale si potevano trovare molti banchetti in strada che vendevano pesce fritto (ancora oggi una specialità di Roma, Venezia), zuppa di ceci o altre leccornie. Anche nel'Antico Egitto c'era l'abitudine di vendere riso con carne di agnello in strada, e così in tutto il Medio Oriente (si pensi al kebab), in Cina e un po' in tutto il mondo.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Praticamente tutti i poveri delle epoche passate consumavano esclusivamente cibo di strada, poiché le loro case non erano dotate di cucine.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Oggi, secondo i dati della FAO  circa 2,5 milardi di persone mangiano cibo di strada quotidianamente, per vari motivi: perché è economico, rapido, perché è un modo per scoprire sapori etnici e diversi dalle proprie abitudini, per nostalgia dei sapori dimenticati dell'infanzia.  
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Negli ultimi anni stanno aumentando le sagre e i festival dedicati al cibo da strada, se ne trovano un po' in tutte le regioni soprattutto nel periodo primaverile o autunnale, ed anche i grandi chef si stanno cimentando con i piatti tipici dello street food, decretando così la nascita di una nuova moda. Nasce così, "Luxury street Food" con nuove idee, e interessanti tipologie di cibo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 27 Sep 2020 18:30:39 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il ritorno dell’emergenza Covid spinge il fai da te casalingo</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il ritorno dell’emergenza Covid spinge il fai da te casalingo con i consumatori pugliesi che quest’anno, con l’arrivo dell’autunno, riscoprono i consigli della nonna e si mettono al lavoro tra matterelli, pentole e vasetti nella preparazione di conserve, per riempire la dispensa e non farsi cogliere impreparati da un eventuale peggioramento della situazione. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il fenomeno sarà analizzato e mostrato nel primo weekend d’autunno domani sabato 26 settembre 2020 nel mercato di Campagna Amica di Via Appia 226 a Brindisi (programma su www.campagnamica.it), insieme al nutrizionista ed a esperti, oltre ai cuochi contadini, sveleranno ai pugliesi i segreti del fai da te, a partire da sottoli e paté fatti con il ‘re di Puglia’, il carciofo brindisino IGP, con dimostrazioni pratiche per non sbagliare nelle preparazioni anche di confetture e altre conserve. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Per l’occasione sarà presentata l’indagine Coldiretti/Ixe’ sul “Il ritorno delle conserve fai da te al tempo del Covid” con numeri e tendenze della svolta in cucina dei pugliesi favorita anche dallo smart working.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 25 Sep 2020 15:16:03 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>NIENTE CUCINA MOLECOLARE NÉ INSETTI, GLI CHEF STELLATI TORNANO ALLA TAVOLA SEMPLICE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/niente-cucina-molecolare-ne-insetti-gli-chef-stellati-tornano-alla-tavola-semplice</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           cotture minime e fermentazione. E dopo le birre artigianali, è la volta dei drink
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         La cucina cerebrale, molecolare, ha fatto il suo corso.
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il futuro delle cucine è ritornare alla semplicità nel piatto, dando priorità a materie prime eccelse, di origine locale, cucinate e trattate il meno possibile. E’ la cosa più difficile da fare in questo momento in cui spopola la cucina fusion, i menù sono contaminati da cibi esotici ed influenze dal mondo. Ma la cucina tradizionale resiste.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 25 Sep 2020 13:42:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'importanza del sottovuoto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-importanza-del-sottovuoto</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il confezionamento sottovuoto allunga la conservazione di molti cibi freschi, riducendone l'ossidazione e impedendo la proliferazione microbica (batteri e muffe). 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Molti cibi freschi contengono sufficiente umidità per favorire la crescita di microrganismi che possono svilupparsi con poca o senza aria. Per prevenire il deterioramento di questi cibi è essenziale la conservazione a bassa temperatura.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il deterioramento del cibo è causato da reazioni chimiche intervenute nel cibo esposto all'aria, alla temperatura, all'umidità, all'azione degli enzimi, alla crescita dei microrganismi o alla contaminazione degli insetti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il confezionamento sottovuoto prevede una riduzione della pressione assoluta dell'aria all'interno della confezione, sottraendo ossigeno ed eliminando i composti volatili. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I microrganismi, quali muffe, lieviti e batteri, sono presenti ovunque ma possono causare problemi solo in certe condizioni. Ad esempio le muffe non crescono in ambienti a basso contenuto di ossigeno o in assenza di umidità. I lieviti per svilupparsi necessitano di umidità, zucchero e di una temperatura moderata, ma possono crescere in presenza o assenza di aria. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La refrigerazione rallenta la crescita di lieviti ed il surgelamento lo blocca completamente. I batteri possono moltiplicarsi con o senza aria a seconda della loro natura.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L'ossigeno nell'aria causa il deterioramento del cibo, in primo luogo tramite il processo di ossidazione, che causa la perdita dei valori nutritivi, del sapore e di tutte le sue qualità. L'aria, inoltre, contribuisce alla crescita della maggior parte di microrganismi e determina le bruciature da gelo che si verificano sul cibo surgelato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il confezionamento sottovuoto allunga la conservazione di molti cibi freschi, riducendone l'ossidazione e impedendo la proliferazione microbica (batteri e muffe).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Clostridium botulinum è un tipo di batterio molto pericoloso che può svilupparsi in ambienti che non contengono acidi, sono privi di ossigeno e sono esposti per periodi prolungati a temperature superiori a 4°C.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I cibi attaccabili dal Botulino, quindi, sono quelli a bassa acidità (come carne, pollame, pesce, frutti di mare, olive in salamoia, uova, funghi, verdura) e cibi a media acidità come quasi tutti gli ortaggi e molti frutti (pomodori maturi, cipolle, peperoncino rosso, fichi e cetrioli). Per impedire la contaminazione di questo patogeno è indispensabile operare in osservanza delle misure di igiene e per impedirne una pericolosa proliferazione nei cibi conservati, questi devono essere refrigerati per conservazioni di brevi periodi e/o surgelati per conservazioni di lunghi periodi. E' necessario, comunque, consumarli immediatamente dopo averli riscaldati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2020 07:29:34 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Smart working, ecco com'è cambiata la pausa pranzo degli italiani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/smart-working-ecco-com-e-cambiata-la-pausa-pranzo-degli-italiani</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il 42% delle persone che pensano che il pranzo in smart working sia più complicato percepisce il momento della pausa come meno rilassante con l'impossibilità di staccare davvero dal lavoro.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Il coronavirus ha stravolto abitudini e consuetudini anche nel mondo del lavoro. Svolgere la propria attività lontano dall’ufficio sta modificando le pause pranzo delle persone. Nel nostro Paese, secondo un’indagine, per un lavoratore su due il pasto a casa è più complicato e meno vario .
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Una ricerca condotta da Praxidia per Elior, ha rivelato che il 50% dei lavoratori dipendenti italiani ritiene che la pausa in smart working sia più complicata da gestire rispetto al pranzo in ufficio.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In particolare, tra gli intervistati che reputano più difficile gestire il break lavorando da casa, il 39% ritiene che sia più complesso mantenere un menu vario e bilanciato. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Smart working, 77% italiani supportato da datori lavoro
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ricette-mangiare-ufficio-modo-sano-sostenibile.jpg" length="81469" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 22 Sep 2020 10:11:53 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La cottura lenta della carne fa bene alla salute</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-cottura-lenta-della-carne-fa-bene-alla-salute</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
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           La cottura lenta della carne fa bene alla salute. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
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      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Infatti, tutte quelle modalità come la frittura, la grigliata ma anche la caramellizzazione ad alto calore, possono essere dannose. A dirlo è uno studio svolto dall'Università dell'Australia Meridionale e dalla Gyeongsong National University che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients.
           
                      &#xD;
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    &lt;/div&gt;&#xD;
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      &lt;br/&gt;&#xD;
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           "Quando la carne rossa viene scottata ad alte temperature, come nel grigliare, nell'arrostire o nel friggere, crea composti chiamati 'prodotti finali di glicazione avanzata' (Age) che, se consumati, possono accumularsi nel corpo e interferire con le normali funzioni cellulari", spiega Permal Deo, ricercatore che ha condotto lo studio. Il consumi di cibi ad alto livello di Age, "può aumentare l'assunzione giornaliera totale di Age fino al 25%", con livelli più elevati che "contribuiscono all'irrigidimento vascolare e miocardico, all'infiammazione e allo stress ossidativo, tutti segni di malattia degenerativa", aggiunge Deo.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
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           Gli studiosi hanno scoperto che una dieta ricca di carne rossa ha aumentato significativamente i livelli di Age nel sangue, suggerendo come questo potrebbe contribuire alla progressione delle patologie cardiovascolari. "Il messaggio è abbastanza chiaro: se vogliamo ridurre il rischio di malattie cardiache, dobbiamo ridurre la quantità di carne rossa che mangiamo o considerare di più come la cuciniamo - aggiunge lo studioso - Friggere, grigliare e rosolare possono essere i metodi di cottura preferiti dai migliori chef, ma questa potrebbe non essere la scelta migliore per le persone che cercano di ridurre il rischio di malattie. Se si vuole ridurre il rischio di Age in eccesso, i pasti cucinati lentamente potrebbero essere un'opzione migliore per la salute, a lungo termine".
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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          Fonte: https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/cibo_e_salute/2020/09/07/la-cottura-lenta-della-carne-fa-bene-alla-salute_c1102d05-741c-43aa-9b16-db66094e9ed9.html
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 22 Sep 2020 09:18:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Al Vinoforum di Roma produttori pugliesi, esperti e assaggi di gelato all’olio</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/al-vinoforum-di-roma-produttori-pugliesi-esperti-e-assaggi-di-gelato-allolio</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Alla prima scuola dell’olio extravergine di oliva Made in Italy, la Puglia si è presentata in grande spolvero con l’evo 100% italiano ‘studiato’ per svelarne i segreti, gli abbinamenti più efficaci e anche per capire come leggere le etichette e difendersi da falsi e truffe, con ‘assaggi notturni’ di gelato all’olio extravergine.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           L’iniziativa si è svolta nell’ambito della manifestazione Vinoforum 2020, realizzata da Unaprol in collaborazione con Coldiretti, Fondazione Evoo School e Campagna Amica, che chiuderà i battenti domenica 20 settembre.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “La cultura dell’olio deve crescere in Italia e all’estero, costruendo percorsi di promozione e valorizzazione anche grazie alla legge sul turismo dell’olio, passata proprio con l’ultima Legge Finanziaria che ha esteso alle attività di “oleoturismo” le disposizioni della legge di bilancio 2018 relative all’attività di enoturismo”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, patron dell’antico frantoio oleario.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “I consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio che in Puglia è rappresentato da un patrimonio inestimabile – insiste il presidente Muraglia - con 5 gli oli che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario della Denominazione di Origine Protetta (DOP), Terra di Bari, Terrae Tarentine, Terra d’Otranto, Colline di Brindisi e Dauno, considerato che il 23 dicembre scorso è stata pubblicata l’iscrizione definitiva dell’Olio di Puglia nell’elenco delle Indicazioni Geografiche Protette nella Gazzetta Ufficiale dell’UE.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel 2020 il valore delle produzioni agricole è tornato a crescere, attestandosi su 3.6 miliardi di euro, principalmente grazie al recupero della filiera olivicola e olearia – aggiunge Coldiretti Puglia - che nel 2019 ha segnato un aumento del 128% rispetto all’anno precedente e la crescita sarebbe stata anche più alta se le quotazioni delle olive in campagna fossero state più soddisfacenti, un patrimonio da valorizzare attraverso tutti gli strumenti a disposizione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “In una una vera e propria oleoteca dotata di sala corsi, si sono susseguiti assaggi guidati di oli extravergine di oliva ed olive da tavola ed eventi di abbinamento olio-cibo per avvicinare i visitatori alla degustazione consapevole ed alla conoscenza dell’olio e delle olive da tavola di qualità con la guida esperta degli assaggiatori di Unaprol e degli agrichef di Campagna Amica”, racconta Floriana Fanizza, leader nazionale di Coldiretti Donne Impresa, che ha illustrato le caratteristiche dell’olio extravergine pugliese, accompagnata dal direttore di Unaprol, Nicola Dinoia, che ha creato una opportunità per conoscere e apprezzare prodotti di altissimo pregio provenienti da tutta Italia e dal cuoco contadino d’Italia Diego Scaramuzza, presidente di Terranostra, associazione agrituristica di Coldiretti, che nella calda notte romana ha preparato il gelato all’olio extravergine.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione le etichette e acquistare bottiglie di extravergine sulla cui etichetta sia esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Serve maggiore chiarezza nei ristoranti con cui Campagna Amica, Coldiretti Puglia e PugliaOlive stanno avviando delle collaborazioni per l’utilizzo di olio in cucina, dove andrebbero fatte rispettare le normative vigenti in una situazione in cui nei locali è fuorilegge 1 contenitore di olio su 4 (22%) che non rispetta l’obbligo del tappo antirabbocco, entrato in vigore con la Legge 30 Ottobre 2014, n. 161 che prevede anche sanzioni e la confisca del prodotto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un olio extravergine di oliva (EVO) di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo – conclude Coldiretti Puglia - deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 21 Sep 2020 08:23:16 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Out Of Home riparte da Beer&amp;Food Attraction e dalla Rimini Beer Week!</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/l-out-of-home-riparte-da-beer-food-attraction-e-dalla-rimini-beer-week</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Ecco le prime anticipazioni: 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-09-11T184546.297.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un Evento Professional Only
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Beer&amp;amp;Food Attraction, che si terrà dal 21 al 24 febbraio 2021 presso il Quartiere Fieristico di Rimini, da questa edizione è dedicata esclusivamente ai professionisti dell’Out Of Home.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cambiano le giornate di apertura che saranno dalla domenica al mercoledì con l'obiettivo di rendere la fiera completamente B2B e verticalizzata sul canale Horeca.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le “Birre” ancora una volta protagoniste della manifestazione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I birrifici artigianali italiani troveranno nel padiglione C3 la narrazione della loro creatività e autenticità. Caratteristiche uniche che gli interlocutori di settore cercano in un periodo strategico dell'anno per lanciare la stagione estiva.  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’offerta rappresentativa del mercato sarà arricchita dal ritorno delle birre mainstream e delle speciali nazionali ed internazionali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rimini Beer Week
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          É il nuovo evento diffuso che collegherà la presenza in fiera con quella in città, integrando un evento esclusivamente b2b tra i padiglioni con il territorio di Rimini, pronta a diventare la capitale italiana delle birre e del beverage.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 11 Sep 2020 16:53:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GRANDE SUCCESSO PER IL DOCUFOOD: #THISISPADOVA SBARCA AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-successo-per-il-docufood-thisispadova-sbarca-al-festival-del-cinema-di-venezia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Presenti anche lo Chef ufficiale del "Festival della Cucina Veneta" Gregori Nalon e Luigi Bressan eclettico Enogastronomo e Food&amp;amp;Beverage Consultant.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
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      <pubDate>Tue, 08 Sep 2020 07:52:04 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-successo-per-il-docufood-thisispadova-sbarca-al-festival-del-cinema-di-venezia</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FASE 3: COLDIRETTI PUGLIA, NON SOLO ORO, IN PUGLIA IN PEGNO 29 VINI DOC, 5 OLI DOP E 1 IGP EVO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/fase-3-coldiretti-puglia-non-solo-oro-in-puglia-in-pegno-29-vini-doc-5-oli-dop-e-1-igp-evo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Non solo oro e gioielli, ora con la crisi anche vini, formaggi e oli extravergine di alta qualità possono essere dati in pegno in cambio di prestiti. 
         
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in relazione alla pubblicazione del decreto del Ministero delle Politiche Agricole che dà il via libera della misura del “pegno rotativo” sui prodotti agricoli e alimentari a denominazione d'origine protetta o a indicazione geografica protetta (Dop/Igp) recentemente introdotta dal decreto “Cura Italia”.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Puglia vanta 5 oli extravergine di oliva DOP e l’IGP Olio di Puglia, 2 formaggi DOP canestrato e caciocavallo, oltre a 27 vini DOC, 4 DOCG e 6 IGP che generano nel settore vitivinicolo 1 miliardo di ero di fatturato a regime.
          
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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           Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di un tesoro diffuso particolarmente apprezzato a livello internazionale che fa gola anche alle banche interessate ad investire nella qualità e nel valore del Made in Italy.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il pegno rotativo – precisa la Coldiretti - è infatti esteso dalla legge a tutti i prodotti agricoli e alimentari a denominazione di origine per supportare le attività aziendali necessari alla ripresa in una situazione in cui l’emergenza Covid ha tagliato il 10% dei consumi alimentari degli italiani nel 2020.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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           Le specialità alimentari - spiega la Coldiretti - possono essere date in pegno, a decorrere dal giorno in cui sono collocate nei locali di produzione e/o stagionatura e/o immagazzinamento in cambio di prestiti che vengono incassati mantenendo la proprietà del prodotto, che può essere sostituito senza ulteriori stipulazioni.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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           Una forma di finanziamento innovativa particolarmente adatta – precisa la Coldiretti - per alimenti che chiedono tempo per completare il ciclo produttivo come ad esempio l’invecchiamento dei vini, la stagionatura dei formaggi o l’affinamento dei salumi, la produzioni di oli extravergine di oliva.
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           Si tratta di specialità Made in Italy di alta gamma particolarmente colpiti dal crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica che trovano nella ristorazione un importante mercato di sbocco 
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “I consumi alimentari dei pugliesi fanno segnare un calo del 10% nel 2020 – afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - per effetto del crollo del canale della ristorazione che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica”.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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           La spesa alimentare è tornata indietro di dieci anni su valori del 2010 – aggiunge Coldiretti Puglia - nonostante che in termini percentuali si sia verificato un aumento rispetto alle altre spese che hanno avuto un crollo maggiore secondo Confcommercio.
          
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           Il presidente Muraglia sostiene che “le quotazioni riconosciute ai produttori in molti settori non coprono più’ neanche i costi di produzione e mettono a rischio il sistema agroalimentare ‘made in’”. In gioco c’è un sistema assicurato in Puglia “grazie al lavoro di oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione alimentare – insiste il presidente Muraglia - una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. Se è vero che l’agricoltura sta tenendo duro di fronte alla crisi generale, non si può negare che molte filiere siano in profonda difficoltà dalla quale occorre uscire con una robusta iniezione di liquidità ma anche realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Puglia con impegni pluriennali”, conclude il presidente Muraglia.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel 2020 la Coldiretti stima in Italia una riduzione di ben 24 miliardi della spesa a tavola ma anche una diffusa difficoltà nelle esportazioni agroalimentari che hanno determinato spesso un aumento delle scorte di magazzino che ora possono essere date in garanzia per consentire il superamento della crisi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 07 Sep 2020 10:48:14 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>LUPO SUL NEVEGAL. COLDIRETTI VENETO, GARANTIRE SICUREZZA DI CITTADINI E ALLEVAMENTI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/lupo-sul-nevegal-coldiretti-veneto-garantire-sicurezza-di-cittadini-e-allevamenti</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindici pecore azzannate. La rassegnazione di Marco Vuerich giovane allevatore della razza alpagota a Belluno
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          LUPO SUL NEVEGAL. COLDIRETTI VENETO, GARANTIRE SICUREZZA DI CITTADINI E ALLEVAMENTI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindici pecore azzannate. La rassegnazione di Marco Vuerich giovane allevatore della razza Alpagota a Belluno
          &#xD;
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    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1 settembre 2020 - Il lupo aggredisce un gregge di pecore alpagote sul Nevegal nel bellunese a poca distanza da un ristorante. Il racconto di Marco Vuerich, giovane allevatore, gestore della Malga Faverghera e titolare della allevamento esprime tutta l’impotenza davanti ad una situazione ormai fuori controllo e richiama l’attenzione sul tema della sicurezza dei cittadini, dei turisti oltre che delle aziende zootecniche messe in pericolo dalle ripetute incursioni  in baite, rifugi e malghe. “I capi sono tutti di una razza in via d’estinzione – spiega Marco Vuerich – cresciuti al pascolo, in un’area di pregiata bellezza attrazione per famiglie ed escursionisti. Una quindicina gli animali azzannati, ma manca all’appello ancora qualche esemplare della cinquantina di ovini allevati”. “Ennesimo caso che manifesta le difficoltà di chi lavora e vive sul territorio – denuncia Coldiretti Veneto – Gli agricoltori hanno fatto di tutto: applicato i sistemi di protezione dalle recinzioni elettriche ai cani da guardiania, anche in contesti particolari, rispettando le regole. Ora sono ormai al limite, in  circolazione ci sono sempre più branchi di lupi che si aggirano indisturbati in aree rurali fino al limite dei centri urbani. Dalla Lessinia fino alle Dolomiti  il proliferare dei grandi predatori rappresenta un grave rischio non solo per l’incolumità delle persone ma anche per le attività economiche, dall’agricoltura al turismo, alle prese con una difficile ripartenza dopo l’emergenza coronavirus. Negli ultimi anni si è reso così necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti.  Agli animali uccisi si aggiungono – precisa la Coldiretti – peraltro i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti nei capi sopravvissuti. Gli agricoltori hanno messo in campo tutti i sistemi di protezione – spiega Coldiretti Veneto –che purtroppo si stanno dimostrando insufficienti visto quello che sta succedendo. Occorre ripristinare l’equilibrio naturale con azioni decisive e strategiche - evidenzia Coldiretti Veneto – per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per tutelare la biodiversità con il recupero delle storiche razze italiane. Serve dunque responsabilità nella tutela del lavoro di pastori e allevatori che – conclude Coldiretti Veneto – con coraggio continuano ad operare e a dare servizi alla collettività, contro degrado, frane e alluvioni che minacciano anche le città.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Sep 2020 10:39:29 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>IL DOCUFOOD #THISISPADOVA SBARCA AL 77° FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-docufood-thisispadova-sbarca-al-77-festival-del-cinema-di-venezia</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Presenti anche lo Chef ufficiale del "Festival della Cucina Veneta" Gregori Nalon e l'eclettico Enogastronomo Luigi Bressan.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/118765991_1005767623166806_1710142371858945764_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ prevista per venerdì 4 settembre alle 14.00- la proiezione integrale del Docu Food #THISISPADOVA in occasione della 77.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mostra Internazionale d’Arte cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia Sulla scia del successo ottenuto nel 2019 con #Thisisveneto è stata partorita la produzione di un Docufilm/Docu Food sulla città di Padova e le sue eccellenze enogastronomiche. Il Docufilm ha ritratto - in differenti location di Padova del suo hinterland - alcune tra le più significative realtà della Cultura enogastronomica del territorio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           #ThisisPadova è un’opera di storytelling dai risvolti emozionali: il regista è Matteo Menapace di Videoe20, l’ideatore Paolo Caratossidis già promotore del Festival della Cucina Veneta. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il Docufilm sarà presentato nella prestigiosa cornice dell’Hotel Excelsior Lido, nello spazio della Regione Veneto alla presenza di autorità e dei protagonisti. Per il Comune di Padova sarà presente il dinamico assessore al commercio Antonio Bressa che è entusiasta del prezioso riconoscimento: “ Abbiamo creduto fortemente in questo progetto che mette in luce l’ampiezza della nostra offerta gastronomica. Il mangiar bene, le tradizioni secolari alimentari della Città del Santo sono una leva fondamentale per l’economia del Territorio e un volano eccezionale per il commercio, alle prese con una difficile ripresa del post-covid”. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sullo stesso tenore l’
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           ideatore Paolo Caratossidis
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          , promotore del Festival della Cucina Veneta: “ E’ il secondo anno di fila che presentiamo un’opera documentaristica al Festival del Cinema di Venezia. E’ un importante riconoscimento per tutta la città e gli attori economici che la impreziosiscono. Padova non è solo culla di Storia e Cultura, ma, anche un luogo dove si mangia bene e si beve meglio, ed il turismo in futuro dovrà investire ancora su questo tema.” Il regista Matteo Menapace di Videoe20 gongola: “Affrontare il mondo che sta dietro al cibo ed alla sua identità non è stata di certo una passeggiata. Abbiamo selezionato 7 storie diverse che hanno un unico comune denominatore: il cibo, il suo piacere e l’umanità che esso racchiude. Ci hanno paragonato a ‘Sei Venezia’ del compianto Mazzacurati. Per me è un onore!” Le riprese iniziarono proprio in uno dei luoghi simbolo della crisi: nella residenza per anziani Civitas Vitae ‘Angelo Ferro’ a documentare un’originale sfida ai fornelli tra chef dei vari centri cottura della struttura. Per poi passare a descrivere la storia di entità come le confraternite enogastronomiche, attivissime nel nostro territorio: dalla Pia Confraternita dei macellai dell’Immacolata custode delle reliquie di Sant’Antonio, a quella della carne equina con i suoi mantelli purpurei. E dove inizia la storia di questa devozione? Proprio tra le botteghe storiche Sotto il Salone. E’ li fuori che incontriamo il gigante dello street food padovano che ha raccolto apprezzamenti in ogni parte del globo: la Folperia in Piazza della Frutta. E ancora la torta Pazientina della Pasticceria Estense dei Forcellini, con una ricetta tramandata come un mistero eleusino dalla famiglia Luni. Passando per Raixe, una cichetteria veneta gestita da un giovane ingegnere cino-italiano con gli occhi a mandorla e grande appassionato di Cucina veneta e padovana. Per poi chiudersi in un vero e proprio tempio della spiritualità quale l’Abbazia benedettina di Praglia ai piedi dei Colli Euganei, dove la sapienza dei monaci ha dato vita – in cantine con secoli di Storia – allo spumante del Monaco, uno champagne euganeo dal perlage salvifico. L’eclettico Paolo Caratossidis , ideatore del format conclude: “ E’ stato un piccolo viaggio nel nostro profondo. L’imperativo era far emergere il ‘fattore umano’, il valore non solo del cibo, ma di quella incredibile humanitas che lo circonda”. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non potevano mancare lo
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Chef ufficiale del Festival della Cucina Veneta Gregori Nalon
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          con il suo stile culinario rivolto alla qualità, alla salute, ma soprattutto al futuro. Gregori Nalon, chef e consulente di cucina e cooking strategist. La sua attenzione è rivolta alle novità nel campo delle tecnologie applicate alla ristorazione, per questo lo rende leader nel settore delle consulenze per ristoranti, hotel e industrie alimentari.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’Originalità per Gregori è anticipare le tendenze, ad esempio nella realizzazione della cucina dei cinque elementi, derivata dalla dottrina cinese, di cui è pioniere in Italia e
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Luigi Bressan eclettico Enogastronomo
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          , Food&amp;amp;Beverage Consultant, ama la  cucina naturale e la sua terra, il cibo ed vino. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           GUARDA IL TEASER https://www.youtube.com/watch?v=-dFfveFl40Q GUARDA L’INTERO DOCUFILM https://www.youtube.com/watch?v=Aa7Cp6bICbA&amp;amp;t=5s
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 03 Sep 2020 09:14:45 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Prato: MarBlu tra le eccellenze raccomandato dagli chef</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/prato-marblu-tra-le-eccellenze-raccomandato-dagli-chef</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         L'eccellenza servita a casa tua
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/116114194_2381546985472084_8591850808056641551_o.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La pescheria MarBlu è presente sul territorio pratese dal 1984. Da allora persone altamente qualificate collaborano con la famiglia Torrini con professionalità e disponibilità per soddisfare al meglio le richieste dei clienti. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da MarBlu si trovano prodotti ittici di prima qualità - sia freschi che surgelati - con una particolare attenzione a quelli provenienti dal mar Mediterraneo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Non solo pesce, infatti entrando vi è un reparto di  gastronomia, ricco di pietanze preparate con cotture a bassa temperatura o con la tecnica del sottovuoto, specialità regionali italiane, prodotti da agricoltura biologica e tanti piatti pronti cucinati da Isabella .
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Non poteva mancare il vino, infatti, per accompagnare i vostri pasti,  Maurizio vi guiderà nella scelta del vino perfetto.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            Le migliori bottiglie italiane e internazionali vi aspettano nell' enoteca personale di MarBlu.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Ilio Pesca Prato - Viale Montegrappa, 83/85 - Prato
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            CONTATTI
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Telefono: (+39) 0574 582873
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Email: info@iliopescaprato.it
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2020 16:36:08 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA CREATO: COLDIRETTI PUGLIA, SALVAGUARDARE AGRICOLTURA EROICA E 623 SPECIE AUTOCTONE A RISCHIO ESTINZIONE</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-creato-coldiretti-puglia-salvaguardare-agricoltura-eroica-e-623-specie-autoctone-a-rischio-estinzione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
          In Puglia va salvaguardata l’agricoltura. 
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            In Puglia va salvaguardata l’agricoltura eroica con gli agricoltori custodi che preservano presidi di eccellenza della biodiversità anche in condizioni climatiche estreme, lavorano in terreni con rese molto basse o con difficoltà eccessive nel processo produttivo e salvano dal rischio estinzione le 623 specie autoctone pugliesi. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata mondiale per la custodia del Creato, un’iniziativa voluta dalla Conferenza Episcopale Italiana dedicata a riaffermare l’importanza, anche per la fede, dell’ambientalismo con tutte le sue implicazioni etniche e sociali. La ricorrenza ufficiale è il 1 settembre, ma alle singole diocesi viene lasciata l’iniziativa di sviluppare attività locali lungo tutto il mese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           “La Puglia può contare – ricorda il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – su 245mila ettari di aree naturali protette, di cui il 75,8% rappresentato da parchi nazionali – del Gargano e dell’Alta Murgia – e l’8,3% da aree naturali e riserve naturali marine. Le provincie che presentano la più alta percentuale di territorio soggetta a protezione sono quella di Foggia (51,5%) e Bari (27,7%). In questi luoghi protetti la varietà vegetale comprende 2.500 specie. Va rispettato il modello di agricoltura costruito attorno al territorio e alla certezza di sicurezza alimentare e ambientale da garantire ai cittadini-consumatori, perché il territorio è lo strumento per offrire bellezze, bontà e genuinità, quindi, anche occasione di autentico miglioramento della qualità della vita, non sacrificabile sull’altare di uno sviluppo apparente e non sostenibile”, insiste Muraglia.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La Puglia è tra le prime 3 regioni produttrici di cibo biologico con 4.803 produttori e la prima – aggiunge Coldiretti Puglia - per numero di trasformatori con 1.796 operatori.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In Puglia sono 276 i prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAF, oltre a 11 prodotti DOP (5 oli extravergini, patata novella di Galatina, Pane di Altamura, canestrato pugliese, mozzarella di bufala e oliva Bella di Cerignola, caciocavallo silano, oltre alla DOP ‘mozzarella di Gioia del Colle’ in via di definizione comunitaria), 9 IGP per l’olio di Puglia, la lenticchia di Altamura, la burrata di Andria, la Cipolla Bianca di Margherita, l’Uva di Puglia, il Carciofo Brindisino, l’Arancia del Gargano, il Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto e 29 vini DOC e 6 IGP.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La grande attenzione dei consumatori alla tutela della salute e dell’ambiente attraverso scelte agroalimentari consapevoli è testimoniata quotidianamente dall’affluenza nei Mercati di Campagna Amica regionali che hanno puntato proprio sui Sigilli della biodiversità per offrire prodotti eroici ai consumatori, a rischio estinzione, garantiti da agricoltori altrettanto eroici che quotidianamente ne garantiscono l’esistenza.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per questo per i consumatori il KM0 garantisce l’impatto 0, considerato che a livello globale è stimato che un pasto medio – continua Coldiretti Puglia - percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave o aeroplano prima di arrivare sulle tavole e spesso ci vuole più energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia – secondo Coldiretti –  può arrivare ad abbattere fino a 1000 chili di anidride carbonica l’anno. E’ stato ad esempio calcolato che un chilo di prugne dal Cile devono volare 12mila chilometri con un consumo di 7,1 kg di petrolio che liberano 22 chili di anidride carbonica, mentre l’uva dal Peru’  - conclude Coldiretti Puglia - percorre quasi 11mila chilometri con un consumo di 6,5 chili di petrolio e l’emissione di 20,2 chili di anidride.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2020 15:05:02 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-creato-coldiretti-puglia-salvaguardare-agricoltura-eroica-e-623-specie-autoctone-a-rischio-estinzione</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Grande ritorno di Shooting Street Murgia MGL a Matera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/grande-ritorno-di-shooting-street-murgia-mgl-a-matera</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Alla scoperta della bellezza paesaggistica tra i sassi e il centro storico e i saperi e i sapori con l’obiettivo di valorizzare il territorio.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/118694055_680401056152493_671364607832515485_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Venerdì scorso presso MH Matera Hotel e nel cuore delle colline lucane si è tenuta la 4° edizione di “Shooting Street Murgia MGL”, grazie alla grande ospitalità della famiglia Castellano e al Dir. Commerciale Rosa Lentini, la trasmissione televisiva ideata e condotta dalla giornalista e presentatrice TV Maria Giovanna Labruna.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Protagoniste modelle/i : Miss Italia Matera e Basilicata 2019 Maria Zito assieme a Silvia Possidente, Claudia Tinelli, Morena Sasso e Morad Charlie sono stati i protagonisti di questa stupenda giornata. Come sempre la città di Matera, i materani e i turisti hanno fatto da cornice a questo grande spettacolo.  La direzione artistica è stata affidata alla stilista di fama internazionale Carmen Clemente di Ginosa che ha affascinato tutti con i suoi abiti gioiello made in Italy. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il prestigio dell’Industria italiana - afferma Clemente - è dovuto a una serie di prodotti di eccellenza ai quali vengono riconosciuti: un alto livello qualitativo dei materiali utilizzati, stile raffinato, innovazione, cura dei dettagli, fantasia delle soluzioni adottate, capacità di durare nel tempo. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Shooting Street Murgia ML, è un programma di successo nazionale ed internazionale, che ha riportato sulle maggiori testate giornalistiche e in Tv, la Moda Mady in Italy e la bellezza del territorio murgiano, tra gusto, tradizione, innovazione attraverso gli scatti d’autore di professionisti che hanno saputo catturare nelle diverse tappe programmate, a partire da Altamura, Gravina, Cassano, Santeramo, Laterza, Ginosa, Ginosa Marina, Castellaneta, Matera e Miglionico nel Castello del Malconsiglio, ogni singolo istante incastonando come pietre preziose tutte le emozioni della giornata. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I fotografi Cesare Ricchiuti, Adolfo Carulli, Ciro Giuliani, Michele Basile provenienti dalla Puglia e dalla Basilicata hanno garantito con la loro professionalità il successo della trasmissione coordinati dal fotografo di fama nazionale il romano Emanuele Tetto. Per lui la fotografia è amore, amore per ciò che fotografa, che sia un volto umano oppure un paesaggio, un’animale oppure un oggetto. Seguire questa passione - racconta Tetto - mi ha portato a cambiare radicalmente la mia vita, un cambiamento importante.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un mood studiato dall’Art Director Carmen Clemente, dalla Designer Dalila Recchia, Lina Carlen dell’azienda Carlen Food &amp;amp; Fashion, Emanuela Giovannelli Dream Hair di Santeramo che ha curato il look delle modelle, un lavoro certosino per garantire un ottimo risultato finale e la makeup artist Romina Apollaro. Presente anche l’imprenditore e on. Massimo Romagnoli con la sua linea di cosmesi. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con la mia presenza a Matera in occasione della trasmissione “Shooting Street Murgia MGL” ho voluto rendere noto che intendo diventare il Rappresentante per la valorizzazione delle imprese del mezzogiorno, una terra ricca di risorse  con tante opportunità mai sfruttate – afferma l’on. Romagnoli. Attraverso i Fondi Europei utilizzeremo queste risorse per mettere in atto progetti di sviluppo, con l’intento di fermare la fuga di cervelli all’ estero e far diventare un sogno realtà per tanti giovani imprenditori del Sud Italia - conclude.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A breve l’ideatrice della trasmissione la giornalista Maria Giovanna Labruna, renderà noto la seconda tappa della 4° edizione della trasmissione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 01 Sep 2020 14:24:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tenute Muròla: Simposio dei sensi… gustando al tramonto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tenute-murola-simposio-dei-sensi-gustando-al-tramonto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Venere Nera presenta "Simposio dei sensi"
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/locandina_simposiodeisensi.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         Al via il secondo evento targato "Venere Nera" nella  splendida location con un panorama mozzafiato si potranno assaporare deliziose proposte gourmet abbinate ai migliori vini della cantina Murola. 
         
                  &#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ben 5 chef si cimenteranno nella preparazione di ottimi piatti che si potranno gustare .
          
                    &#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Il tutto verrà preparato live nella splendida cucina a vista
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Venere Nera.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Ad intrattenere il pubblico, oltre a una magnifica atmosfera, 
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Riccardo Messi
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           , rinomato artista che donerà un ricordo indelebile di questa esperienza.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Ad animare la serata ci penserà la
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            giornalista e presentatrice Maria Giovanna Labruna
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           che coglierà ogni minimo particolare di quanto è stato ideato e preparato per l’occasione.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           All'evento interverranno lo
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Special Guest Chef Gregori Nalon
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           e gli
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Chef: Barbara Settembri, Roberta Mazza, Andrea De Carolis, Andrea Illuminati.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Ecco il programma:
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Potrai scegliere di degustare tutte le proposte gourmet al prezzo di € 38.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           In alternativa è possibile scegliere il piatto che preferisci:
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Polenta con costine e salsiccia in bicchiere € 8
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Spiedini di fritto misto (cremino, oliva, bocconcino di agnello con salsa maionese allo zafferano salato) € 8
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Lasagnetta con ragù bianco di verdure miste
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Paninetto ai 5 cereali farcito con coniglio in porchetta e gelato di erba di stagione € 8
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Selezione di piccola pasticceria € 6
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Acqua € 1
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           – Per i bambini abbiamo previsto un menù dedicato di € 10.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           E’ inoltre disponibile il servizio di baby-sitting per permettere anche alle famiglie di gustare ogni attimo di questa serata.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           * la quota di prenotazione di € 8 euro non è rimborsabile in caso di mancata partecipazione e  in caso di maltempo l’evento verrà rinviato a data successiva.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 25 Aug 2020 15:47:32 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PENSIONATI COLDIRETTI TOSCANA: IL FUTURO HA UN PASSATO FATTO DI IMPEGNO E DIGNITÀ</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pensionati-coldiretti-toscana-il-futuro-ha-un-passato-fatto-di-impegno-e-dignita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;font&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           GUARDIAMO AVANTI CON GIOVANI E DONNE PER UN IMPRESA MODERNA E MULTIFUNZIONALE. 
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Si è tenuto il 29 luglio l'incontro intergenerazionale a Firenze con il presidente nazionale dei pensionati Coldiretti Grenzi.
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           PENSIONATI COLDIRETTI TOSCANA: IL FUTURO HA UN PASSATO FATTO DI IMPEGNO E DIGNITÀ .
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           GUARDIAMO AVANTI CON GIOVANI E DONNE PER UN IMPRESA MODERNA E MULTIFUNZIONALE .
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Coldiretti-toscana-crisi-liquidita-per-6-aziende-su-10-chiusi-4.500-agriturismi-e-70-ordini-agroalimentare_articleimage.jpg" length="32931" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 04 Aug 2020 14:22:09 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/pensionati-coldiretti-toscana-il-futuro-ha-un-passato-fatto-di-impegno-e-dignita</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dalle friselle alla fregula, menu amici di salute e ambiente</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/dalle-friselle-alla-fregula-menu-amici-di-salute-e-ambiente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Fondazione Barilla,identificati i piatti estivi più sostenibili
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/30098-freselle-al-pomodoro.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Tre volte buono: per il gusto, la salute e per l'ambiente. Così potrà essere il menu dell'estate 2020 secondo la Fondazione Barilla che ha analizzato i piatti tipici di ciascuna regione, identificando quelli sostenibili da gustare almeno una volta in vacanza nei ristoranti locali o semplicemente preparandole a casa. Tra i candidati ad essere i piatti della tradizione italiana sostenibili dell'estate 2020 vengono indicati friselle, sarde alla beccafico e pappa al pomodoro. Una selezione possibile tra tante ma valutata in base - spiega una nota- alle mete più gettonate per chi sceglierà il Belpaese: Puglia (grado di preferenza 12,4%), Sicilia (11%), Toscana (10,6%), Trentino-Alto Adige (7,2%) e Sardegna (6,5%).
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Nell'ambito della selezione, Fondazione Barilla, oltre a proporre nel complesso 5 ricette della tradizione gastronomica regionale (Friselle pugliesi al pomodoro, Sarde alla Beccafico, Pappa al pomodoro,Stragolapreti burro e Salvia, Fregola con Arselle) da provare in vacanza o a casa e nel rispetto dell'ambiente e del gusto, ricorda che "le pietanze che mettiamo nel piatto ogni giorno hanno un impatto sulla nostra salute ma anche su quella del pianeta", segnalando che "la produzione di cibo è l'attività dell'uomo che contribuisce di più al cambiamento climatico (fino al 37%)". Viene anche sottolineato, in questo contesto, che "l'adozione di diete sostenibili è il modo migliore per rispettare l'ambiente, portando a tavola piatti che garantiscano anche un bilanciato apporto nutrizionale". Fondazione Barilla, con il progetto Su-Eatable Life, ha introdotto menu sostenibili nelle mense di grandi aziende e università, in Italia e Uk, già a partire da febbraio.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-07-27T133034.296.jpg" length="7664" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 27 Jul 2020 11:34:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il peperoncino calabrese</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-peperoncino-calabrese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il peperoncino calabrese
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/2019_peperoncino.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Spagnolicchio, diavolicchio, pipu, pipe o pipi bruscenti, ruggianti... innumerevoli sono i nomi che indicano sempre lui, il protagonista indiscusso della tavola calabrese.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se si parla di piccante in Italia subito entra in gioco il peperoncino calabrese, un prodotto dal sapore piccante e al tempo stesso aromatico in grado di dare sapore senza bruciare le papille gustative. Per via delle sue eccellenti caratteristiche, è particolarmente adatto per la preparazione di numerose ricette e prodotti tipici caratterizzando in maniera inequivocabile la cucina tipica regionale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Complici di questo successo sono sicuramente le particolari condizioni meteoclimatiche della Calabria e il terreno di tipo sabbioso e argilloso di questa regione che rappresentano il luogo ideale per la crescita di un ottimo peperoncino, esportato in tutto il mondo. In genere il peperoncino calabrese viene piantato a metà inverno, fra gennaio e febbraio, in terreni ben esposti al sole che possano essere adeguatamente innaffiati e dove le temperature non scendano mai sotto i 5° C. La raccolta avviene poi in estate, tra agosto e settembre perché i frutti maturano relativamente tardi e, quando non consumato fresco, il peperoncino viene posto a seccare al sole e poi conservato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il primo riferimento scritto riguardante il peperoncino calabrese risale al 1635, quando il teologo domenicano Tommaso Campanella descrisse le proprietà benefiche del Piper rubrum indicum nella sua opera Medicinalium Iuxta Propria Principia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La diffusione del peperoncino fu notevole sin dall’inizio, tanto da divenire un importante prodotto alimentare e di scambio per le fasce meno abbienti della popolazione e da essere soprannominato “il lardo della povera gente”. Era,infatti, considerato un alimento molto importante non solo da consumare fresco, ma anche da utilizzare come condimento economico per la conservazione dei cibi (sia carne che pesce) e per la produzione di formaggi tipici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il peperoncino calabrese può avere diverse denominazioni a seconda della forma della bacca (allungata, a cornetto, tondeggiante) e del suo colore (rosso, violetto, verde, bicolore), ma la caratteristica presente trasversalmente alle varie tipologie è la sua notevole ma gradevole piccantezza. Ecco una panoramica dei peperoncini calabresi, tutti apparteneti al genere Capsicuum e alla specie C.annum.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fonte ed approfondimenti :
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           http://www.deliziedicalabria.it/il-peperoncino-calabrese-2
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 21 Jul 2020 15:23:20 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/peperoncini1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Emiliano: Presentato ieri l'edizione 2020 della Fiera del Levante di Bari</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/emiliano-oggi-a-presentazione-edizione-2020-della-fiera-del-levante-di-bari</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Emiliano: Presentato ieri l'edizione 2020 della Fiera del Levante di Bari
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           ﻿
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Fiera+2jpg-2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato oggi alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2020 della Fiera del Levante di Bari,  insieme al sindaco Decaro e al presidente della Fiera Ambrosi. La campionaria si terrà dal 3 al 10 ottobre.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Ieri – ha detto Emiliano - ricomincia il cammino della Fiera del Levante: ricomincia soprattutto con l’applicazione di regole e attenzioni legate alle prescrizioni che abbiamo dato. La Fiera del Levante non si ferma, va avanti, riprende il suo ruolo di promozione dell’economia e dell’immagine della Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           C’è un sistema che abbiamo predisposto per la sorveglianza epidemiologica di tutta la regione, che verrà completato a giorni con l’arrivo dei macchinari per realizzare i tamponi, con il  protocollo di intesa tra i dipartimenti di prevenzione e le forze dell’ordine per le indagini epidemiologiche,  con l’autosegnalazione di tutte le persone che vanno e vengono dalla Puglia che ci sta consentendo di trovare tutti i positivi che vengono da altri Paesi. Non escludiamo di rafforzare in modo particolare la collaborazione con la Repubblica di Albania perché è la regione con la quale abbiamo maggiori scambi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’attenzione generale a tutto il sistema sanitario pugliese potrà consentire alla nostra economia di contrastare in maniera adeguata la probabile ondata di ritorno del Covid prevista in autunno che potrebbe tornare a minacciare tutta l’Italia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Perché il mondo in questo momento è in fiamme per l’epidemia del Covid e quindi dobbiamo fare molta attenzione, ma è evidente che non è con le chiusure che potremo fronteggiare l’epidemia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           Dobbiamo avere un sistema ci consenta di limitare al massimo i danni e proseguire tutte le attività. La Fiera è il simbolo dell’economia pugliese che riparte a tutto regime.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Voglio cogliere l’occasione per lanciare un appello a tutti i sindaci della Puglia che sono molto cauti sulla ripresa di alcune attività che però sono fondamentali per l’economia e per il turismo: mi riferisco alle sagre, alle fiere, a tutte quelle manifestazioni che consentono a tante persone di lavorare e non essere rovinate da quello che sta accadendo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ chiaro che chi ha uno stipendio ogni mese vorrebbe tutto il resto del mondo chiuso, ma si deve sapere che se finiranno le entrate fiscali non sarà neanche più possibile pagare loro gli stipendi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quindi noi l’economia la dobbiamo tenere aperta. I sindaci ci devono dare una mano anche con riferimento a sagre, giostre, piccole bancarelle, venditori di dolci, attività che vanno riprese con criterio, compresa l’attività sportiva: a settembre ricominceremo anche la scuola.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ecco, la giornata odierna noi la dobbiamo dedicare, all’economia aperta che non si difende più con il lockdown ma con la quarantena mirata, con le indagini epidemiologiche, che consentono alla Puglia di non rovinarsi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Abbiamo già perso 10 punti di Pil e il presidente del Consiglio sta girando in Europa per avere quegli aiuti senza dei quali il Paese rischia di crollare.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Tutti coloro che hanno timori dal punto di vista epidemiologico, si devono ricordare che cosa può succedere se ci fosse un crollo economico. Le guerre mondiali, le crisi sociali più gravi, il terrorismo, i conflitti più violenti di razza, di religione, di natura politica, si svolgono durante le crisi economiche.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quindi dovete tutti considerare che l’Italia, sotto la guida del presidente del Consiglio Conte - che davvero sto ammirando in questo frangente -  sta combattendo per tenere coeso il Paese e quindi tutti quelli che in questo momento badano solo a fare le campagne elettorali o ai singoli interessi, rischiano di far saltare l’Italia intera. Questo è lo schema di battaglia, questo faremo in Italia e questo faremo in Puglia”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/michele_emiliano_-%2854%29.jpg" length="73621" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 21 Jul 2020 14:58:34 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/michele_emiliano_-%2854%29.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/michele_emiliano_-%2854%29.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Senigallia Gourmet 2020</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/senigallia-gourmet</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         Sabato 11 luglio il luogo simbolo del turismo marchigiano ospita la quarta tappa del Grand Tour delle Marche
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’estate della “nuova” convivialità, la “capitale” italiana del buon cibo rilancia sul futuro con “Senigallia Città Gourmet”. Sabato 11 luglio, presso la mitica Rotonda a Mare, un’intera giornata dedicata a celebrare cibo e cucina nella città rivierasca che vanta ben cinque stelle Michelin!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’iniziativa è una tappa inedita del Grand Tour delle Marche, organizzato da Tipicità ed ANCI Marche con la partnership di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking, voluta dall’Amministrazione comunale per valorizzare la “vocazione” gourmet di un centro conosciuto in tutto il mondo anche per la rinomata “spiaggia di velluto”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella città che ospita il tri stellato Mauro Uliassi, il “due stelle” Moreno Cedroni ed è sede del prestigioso istituto alberghiero “Panzini”, saranno protagonisti tanti personaggi del “gotha” tricolore dell’accoglienza e dell’ospitalità, a partire da Enrico Derflingher, presidente di Euro-Toques Italia ed Euro-Toques International, già chef della Regina Elisabetta II, e Rocco Cristiano Pozzulo, presidente della Federazione Italiana Cuochi, con opinionisti d’eccezione Gioacchino Bonsignore, Caporedattore del TG 5, e Alberto Lupini, direttore di Italia a Tavola.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In mattinata spazio al confronto, con un talk show che esplora idee e progetti per il futuro “buono” del Belpaese, ripartendo proprio da cibo ed ospitalità. Nel pomeriggio, nella piazza antistante la Rotonda, scende in campo l’Accademia di Tipicità, con degustazioni d’autore sul tema “Adriatico, nutraceutica e gusto gourmet”, abbinate alle bollicine del Vigneto Marche selezionate dall’associazione Marchigianamente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La manifestazione, che si atterrà in ogni caso a tutte le prescrizioni di sicurezza e di distanziamento previste dalle normative vigenti, rappresenta un’eccellente occasione per scoprire l’incantevole ed ondulato paesaggio collinare che cinge la città di Senigallia, mirabilmente immortalato dal genio di Mario Giacomelli. Il celebre fotografo senigalliese è protagonista di una mostra che, a 20 anni dalla scomparsa, evidenzia il confronto con i suoi contemporanei, i compagni dell’associazione Misa e i grandi maestri della fotografia del Novecento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sul portale www.tipicitaexperience.it e sulla app ufficiale di Tipicità tutte le attrattive di Senigallia e del territorio marchigiano, con l’indicazione delle strutture che offrono proposte speciali a tema.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           INFO: 0734.277893, segreteria@tipicita.it
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:38:25 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mai più confusione tra alimentazione e nutrizione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/mai-piu-confusione-tra-alimentazione-e-nutrizione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Fotolia_136396643_Subscription_Monthly_M.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  
                  
         C'è un confine sottile tra i termini alimentazione e nutrizione. Spesso però non è noto. Vediamo subito il significato specifico dei termini. AlimentazioneL'alimentazione è semplicemente il fornire di cibo l'organismo, che attraverso il metabolismo ne estrarrà energia e sostanze fondamentali per rigenerarsi e stare in salute. Alimentarsi significa introdurre cibo nel corpo. NutrizioneLa nutrizione è la scienza che studia il corretto apporto di principi alimentari attraverso il cibo e l'alimentazione. Ogni alimento si compone di un certo numero di sostanze semplici, appartenenti a uno dei tre gruppi principali (glucidi, lipidi e protidi), che in modo diverso contribuiscono alla costruzione del nostro organismo e al mantenimento della sua salute.Nutrirsi significa dare al nostro corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per stare bene. Alimentazione e nutrizioneAlimentazione fa rima con nutrizione solo quando i cibi assunti sono equilibrati, ricchi di sostanze che possono rigenerare il corpo e mantenerlo in salute.Per intenderci, i cibi precotti, preconfezionati, super raffinati sul modello di quelli dei fast food, rientrano nella nostra alimentazione ma non hanno effetti nutritivi di nessun tipo. Forniscono solo “calorie vuote”: energia e sostanze che possono addirittura intossicare e far ammalare il nostro corpo. Siamo sempre più super-alimentati ma sotto-nutriti, in costante carenza di vitamine, sali minerali e fibre.Il nostro esempio devono essare i bambini piccoli e gli animali selvatici. In loro l'alimentazione è nutrizione: mangiano solo i cibi che a loro “piacciono”, cioè che istintivamente riconoscono come nutritivi e salutari, non mangiano più del necessario, se sono malati non mangiano. Qualche consiglio per un'alimentazione “nutriente”Vi suggeriamo qualche alimento utile al benessere fisiologico del corpo umano:- Alimenti biologici- Proteine di ottima qualità (soia, lupini, pesce azzurro, carne bianca, formaggi freschi di capra)- Grassi “buoni”: olio extrevergine di oliva spremuto a freddo, semi di lino- Frutta e verdure di stagione, fresche- Cereali integrali non raffinati: le fibre rallentano l'assorbimento degli zuccheri, e mantengono pulito l'intestino
        
                &#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/la-differenza-tra-lalimentazione-e-la-nutrizion.jpg" length="97739" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 07 Jul 2020 07:16:01 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/mai-piu-confusione-tra-alimentazione-e-nutrizione</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/la-differenza-tra-lalimentazione-e-la-nutrizion.jpg">
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    </item>
    <item>
      <title>Se in cantina spunta un prato fiorito e all’Arena di Verona un vigneto: Timo Helgert per Pasqua</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/se-in-cantina-spunta-un-prato-fiorito-e-allarena-di-verona-un-vigneto-timo-helgert-per-pasqua</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         In tempi in cui la natura si è ripresa i suoi spazi, la cantina veneta incontra l’artista tedesco le cui opere raccontano le città colpite dal Covid
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/VinoServizioRistorante-300x200.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Una carrellata dall’alto sulla barricaia svela lo sbocciare di un prato fiorito, mentre filari a perdita d’occhio conquistano il parterre dell’Arena di Verona, che solitamente ospita i suoi grandi concerti: in tempi in cui la natura si è ripresa i suoi spazi , tra cervi e orsi che si muovono per i borghi, delfini avvistati in prossimità dei litorali, cigni e germani reali che passeggiano per le vie delle città vuote e silenziose per il lockdown, la cantina veneta Pasqua affida il suo racconto a Timo Helgert, art director ed artista tedesco autore di “The Return of Nature”, ciclo di digital installation sul suo profilo Instagram dove compaiono ad esempio la Galleria Vittorio Emanuele di Milano adagiata su un tappeto di fiori, il ponte di Brooklyn trasformato in una giungla, e lo stadio di Wembley a Londra “invaso” dalle farfalle. Un tributo a Verona e alla Valpolicella (sempre su Instagram), ma anche al rinascimento della natura che ha recuperato la salute della sua flora e della sua fauna, de-urbanizzando le città più colpite dal Covid.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con lo stesso approccio creativo dedicato alle città del mondo, il founder e creative director di Vacades ha rivolto il suo guardo a Verona, alla Valpolicella e alla cantina Pasqua, da sempre sostenitrice di giovani talenti artistici, perché “in un mondo sempre più proiettato verso il futuro, sono oggi le nuove generazioni a ispirarci e offrirci nuove visioni - spiega Riccardo Pasqua, ad Pasqua Vini - per questo sosteniamo l’espressione della loro creatività e del loro talento in tutte le sue manifestazioni. È successo così anche con Timo Helgert: il suo “The Return of Nature” è un progetto innovativo, portatore di valore”. E che rappresenta un messaggio di speranza per chi è stato colpito dal lockdown da Covid-19. Invece di creare paura, come succede spesso quando si parla di questo tema, Timo Helgert, concentrando la propria arte sull’esplorazione della potenzialità della realtà aumentata, ha deciso di riportare l’attenzione sulla bellezza delle cose semplici, per apprezzare la natura e creare speranza, anche nei momenti difficili.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Fonte: https://winenews.it/it/se-in-cantina-spunta-un-prato-fiorito-e-allarena-di-verona-un-vigneto-timo-helgert-per-pasqua_419885/
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jun 2020 09:25:28 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>La spesa contadina torna al completo nei mercati bresciani</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-spesa-contadina-torna-al-completo-nei-mercati-bresciani</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         La spesa contadina è tornata, più forte di prima.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mercato-522982.660x368.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Con la ripartenza del mercato agricolo di Mompiano (Brescia), ogni lunedì in via Vivanti, dalle 8 alle 12.30, si completano gli appuntamenti settimanali con il meglio dell’agroalimentare a km0.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “La riapertura dell’atteso appuntamento di inizio settimana – commenta Massimo Albano, direttore di Coldiretti Brescia -, completa il percorso post emergenza dei nostri mercati e sigla una ripartenza importante per l’economia agricola locale. Un’ulteriore occasione per metterci al servizio della comunità, con tutto l’entusiasmo e la passione che caratterizzano gli imprenditori di Campagna Amica, al lavoro anche nei momenti più difficili”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Spesa contadina in tutta sicurezza
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In ogni mercato di Campagna Amica, i consumatori bresciani trovano un vasto assortimento di prodotti freschi e genuini del territorio: frutta e ortaggi di stagione, carne, salumi, miele e formaggi, uova, confetture, biscotti, farine e prodotti da forno. Tutto nel pieno rispetto della normativa sanitaria vigente: la vendita avviene garantendo distanziamento tra i banchi, distanza minima tra le persone e utilizzo di mascherine, guanti e gel disinfettanti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Ci troviamo a vivere una nuova normalità, che ci permette di offrire le nostre eccellenze produttive in tutta la provincia - spiega Elvira Lazzari, recentemente confermata presidente di Agrimercato Brescia, l’associazione che gestisce i mercati di Campagna Amica e Coldiretti a Brescia e imprenditrice agricola di Bedizzole -. Le difficoltà non mancano, dopo il lungo periodo di stop che ha inevitabilmente segnato le nostre attività, ma oggi torniamo promuovere il “patto” con i consumatori che apprezzano il made in Italy, la filiera garantita e cibo di qualità”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il calendario aggiornato dei mercati settimanali
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gli appuntamenti settimanali del mercato agricolo sono dunque tornati a pieno regime, secondo il seguente calendario:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lunedì a Mompiano (Brescia), Piazza Vivanti
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Martedì a Erbusco, parcheggio via Verdi
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mercoledì a Rovato, Piazza Palestro
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giovedì a Gussago, Piazza Vittorio Veneto
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giovedì a Passirano, all’interno del mercato rionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giovedì a Pilzone, nella piazza principale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Venerdì a Palazzolo sull’Oglio, Piazza Zamara
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sabato a Sale Marasino, Largo Marinai
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sabato a Lonato del Garda, Piazza Martiri della Libertà
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sabato a Brescia, sede Coldiretti via San Zeno 69
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jun 2020 09:16:45 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’importanza della prima colazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/limportanza-della-prima-colazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Tutto ciò che dovresti sapere
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Colazioni-a-Barcellona.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La colazione è un pasto spesso sottovalutato in confronto al pranzo o alla cena. Per iniziare la giornata con grinta e anche con il giusto apporto energetico, invece, la prima colazione è un pasto fondamentale: ogni dieta sana prevede al suo interno un primo piatto della mattina, in grado di dare al tuo fisico le energie per iniziare la giornata con il piede giusto.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quante volte ce lo siamo sentiti dire non solo da genitori e nonne, ma anche da medici e nutrizionisti? In effetti, a livello scientifico le dimostrazioni dell’importanza di questo primo pasto della giornata non mancano e la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomanda di assumere con il primo pasto del mattino circa 1/5 delle calorie totali giornaliere che dovrebbero essere così distribuite: 
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           colazione: 15-20%; 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           pranzo: 40%; 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           cena: 30% e 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           spuntini (mattino e pomeriggio): 10-15%.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La colazione è  un pasto fondamentale per una sana alimentazione perché consente una corretta distribuzione dell’apporto calorico nell’arco della giornata. Ma ci sono anche altri motivi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Molti studi scientifici hanno dimostrato che riduce il rischio di obesità e malattie cardiovascolari. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Anche il sistema digestivo è più sano: prendere solo un caffè può farti correre il rischio di infiammare e irritare il tratto digerente.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           È stato evidenziato che questo pasto aumenta di molto il livello delle prestazioni fisiche e intellettuali degli adulti e dei bambini a scuola.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Qual è il menù ideale?
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La colazione deve essere ricca di carboidrati complessi ma anche semplici in certa misura. Inoltre, deve essere completa, cioè deve contenere, oltre ai carboidrati, anche proteine, sali minerali, grassi e fibre.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           1° esempio: 1 tazza di latte senza zucchero macchiato con caffè, tre fette biscottate con un velo di miele o marmellata, un’arancia o spremuta.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           2° esempio: 1 yogurt bianco con cereali di fibre, due kiwi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           3° esempio: Latte con biscotti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           In tutti e tre gli esempi, la presenza del latte o di suoi derivati fornisce le proteine e consente di modulare il senso di sazietà e l’indice glicemico del pasto. Mentre i cereali e la frutta ti forniscono il giusto apporto di zuccheri, carboidrati e fibre.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Colazione salata: attenzione alle proteine di origine animale
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il nutrizionista consiglia di non introdurre troppe proteine di origine animale nel corso della giornata, se già queste sono presenti nella tua colazione salata.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Uovo, omelette, bacon, pancetta o prosciutto non fanno parte della nostra tradizione, ma possono far parte, a piccole dosi, di una colazione più allargata”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Infatti, l’importante è considerare mangi nell’arco della giornata. Se sai che ti concederai un pasto più completo, comprendente anche questi alimenti, allora devi essere più cauto nell’utilizzo di proteine di origine animale nel corso della giornata.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Jun 2020 13:42:29 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA MENSA AZIENDALE DEL POST-CORONAVIRUS CAMBIA</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-mensa-aziendale-del-post-coronavirus-cambia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Pause pranzo “contactless” e sicure
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mensa_aziendale-id21372.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Niente più cucine, lunghe file con vassoi e tavoli condivisi: la mensa aziendale del post-coronavirus cambia insieme alle esigenze di aziende e lavoratori e diventa contactless, digitale e diffusa.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’emergenza Coronavirus, in effetti, ha cambiato e sta cambiando radicalmente il modo di lavorare, probabilmente in modo irreversibile; dalla distanza sociale allo smart working, le aziende italiane ed europee stanno infatti attraversando un momento di trasformazione che avrà impatto non solo sul modo di lavorare, ma anche sull’organizzazione degli spazi e degli uffici, sulle pratiche di welfare e sui servizi al dipendente. A cominciare da quello più classico e tradizionale: la mensa aziendale. Ecco, quindi, che le startup guidano l’innovazione nel workplace, sviluppando nuovi modelli di mensa “diffusa” e completamente contactless abilitati dalla tecnologia - dall’app per ordinare il pranzo o la spesa dalla postazione e ritirarla take away in degli speciali frigoriferi smart, fino a dei nuovi modelli di “canteen 4.0”, senza cucina per la consegna. Così, gli spazi tradizionalmente dedicati alle mense cambieranno, in favore di nuovi format senza cucina e spazi più aperti e flessibili nella loro destinazione d’uso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La chiave è abilitare pause pranzo “contactless” e sicure. «Foorban sta lavorando a quattro mani con le aziende per sviluppare due soluzioni per l’ufficio, entrambe contactless, prive di cucina e di personale, che sfruttano la tecnologia per garantire luoghi di consumo accoglienti e sicuri» - spiega Marco Mottolese, CEO e cofounder di Foorban, startup del food-tech leader nel segmento della pausa pranzo aziendale - «In primis, un frigorifero smart, che diventerà una base di pickup per i dipendenti il pranzo o la spesa ordinata dall’app; ma anche delle canteen 4.0 del tutto prive di cucina e personale, con delle grandi vetrine refrigerate da cui prelevare i propri pasti cucinati freschi, già confezionati in monoporzione, evitando code e assembramenti. Anche le aree di ristoro, allestite in prossimità dei punti di pickup, possono trasformarsi all’occorrenza in postazioni di lavoro aggiuntive, per favorire il distanziamento sociale.»
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ma non c’è solo l’ufficio. L’emergenza, infatti, ha consolidato l’adozione di pratiche di lavoro agile, con il 60% dei lavoratori che dichiara di voler continuare a lavorare da casa anche post-pandemia (fonte Indagine Cgil/Fondazione Di Vittorio sullo Smart working). L’emergenza Covid-19, infatti, ha accelerato in modo incredibile le trasformazioni del posto di lavoro e, di conseguenza, anche quelli dei servizi e del welfare al dipendente: con lo smart working, le aziende e i lavoratori hanno sviluppato esigenze nuove, “ibride” rispetto a un passato fatto di una dicotomia molto più netta tra posto di lavoro e casa.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          «Oltre ai classici piatti pronti e ad alcuni prodotti di gastronomia, infatti, è possibile anche fare anche una spesa di base, scegliendo tra oltre 80 referenze - conclude Mottolese - Per chi lavora da casa, il momento di consumo della pausa pranzo rientra in una più ampia routine di alimentazione quotidiana, ed è comune che l’acquisto di un piatto pronto si accompagni a quello più classico da “spesa”. Ed anche le aziende preferiscono dare al dipendente un servizio più completo e flessibile: a tutti gli effetti, una mensa diffusa.»
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Fonte:  ANSA
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Jun 2020 13:09:17 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FESTEGGIARE DOPO IL LOCKDOWN, LE TORTE DEL 'NON COMPLEANNO' SONO TREND</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/festeggiare-dopo-il-lockdown-le-torte-del-non-compleanno-sono-trend</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Festeggiare il compleanno passato?In tanti, costretti a spegnere le candeline a distanza dai propri cari o dagli amici, riscaldati appena dall'happy birthday cantato su zoom, vogliono rifarsi. 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-06-26T144937.021.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Con  l'avvio della fase 3 non è affatto raro festeggiare di nuovo le varie ricorrenze.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La richiesta è talmente elevata che a Milano una storica pasticceria ha avuto un'idea originale. Tutto è iniziato per caso, 
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           dalla richiesta di un cliente di una torta con su scritto "
           
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Buon Non compleanno" 
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           per dedicare un giorno di festa alla figlia che aveva compiuto gli anni a marzo scorso – spiega Lorenzo Giampietro, gestore delle Pasticceria Clivati 1969  – da lì abbiamo avuto l’idea di posizionare una torta in vetrina con la stessa dedica - conclude.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           La tendenza ha subito preso piede grazie alla fama mondiale dell’espressione “Non Compleanno”, coniata dallo scrittore inglese Lewis Carroll .
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
            
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Torta-di-compleanno-con-pan-di-Spagna-e-crema-chantilly.jpg" length="137141" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 26 Jun 2020 13:01:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>CALDO: COLDIRETTI PUGLIA, SOS GRANO, RACCOLTA AL VIA CON -20%</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caldo-coldiretti-puglia-sos-grano-raccolta-al-via-con-20</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Al via la trebbiatura del grano in Puglia con cali della produzione fino al 20%.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/45715618-mietitrebbiatrice-lavorando-su-un-campo-di-grano.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Al via la trebbiatura del grano in Puglia con cali della produzione fino al 20%. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento all’inizio della raccolta del frumento su quasi 1,8 milioni di ettari da sud a nord della Penisola. A colpire i campi pronti alla raccolta sono stati in particolare i cambiamenti climatici che – evidenzia la Coldiretti - hanno provocato prima uno slittamento delle semine a gennaio a causa delle piogge che hanno inzuppato i terreni rendendo impossibile il lavoro e poi la siccità e il caldo che stanno incidendo sulla quantità che scenderà sotto 6,7 miliardi di chili registrati invece lo scorso anno.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La regione con la maggiore produzione di grano in Italia – spiega la Coldiretti – è la Puglia con oltre 360mila ettari dove si registrano i cali più pesanti. Intanto le stime di rese in calo per la nuova campagna stanno facendo impennare le quotazioni del grano duro che – sottolinea la Coldiretti - a Foggia registrano un +42% rispetto allo stesso periodo del 2019 con i valori più alti degli ultimi cinque anni.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Gli agricoltori per una giusta remunerazione del proprio lavoro sono pronti ad aumentare la produzione di grano duro in Puglia dove è vietato l’uso del glifosate in preraccolta, a differenza di quanto avviene in Canada ed in altri Paesi. Improbabili e dannosi per il tessuto economico del territorio percorsi di abbandono e depauperamento dell’attività cerealicola che deve, invece, specializzarsi, puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietàpregiate, riconosciute ormai a livello mondiale”, afferma il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La Puglia è il principale produttore italiano di grano duro – aggiunge Coldiretti Puglia - con 346.500 ettari coltivati e 9.990.000 quintali prodotto e valore della filiera della pasta in Puglia pari a 542.000.000 euro. “La Puglia è, d’altro canto, la regione che paradossalmente ne importa di più, tanto da rappresentare – insiste il presidente Muraglia - un quarto del totale del valore degli arrivi di prodotti agroalimentari nella regione. La filiera è spesso matrigna, ma non possiamo indebolirci ancora, considerate importazioni, triangolazioni, oltre alle problematiche causate dal meteo che alimentano il rischio concreto di dinamiche di mercato speculative per ridurre in maniera ingiustificata il prezzo pagato agli agricoltori”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Una trend spinto dalla crescente richiesta di prodotti 100% Made in Italy da parte dei consumatori. Infatti secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ l’82% degli italiani con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio. Una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione. Una svolta patriottica favorita anche dall’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta sotto il pressing delle battaglie degli agricoltori della Coldiretti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le industrie di trasformazione stanno quindi adeguando gli approvvigionamenti e le proprie linee di produzione anche attraverso accordi per aumentare le coltivazioni in Italia. In questo contesto – sottolinea la Coldiretti – un segnale importante viene dal moltiplicarsi di marchi di pasta che garantiscono l’origine nazionale al 100% del grano impiegato, impensabile fino a pochi anni: da La Molisana ad Agnesi, da Ghigi a De Sortis, da Jolly Sgambaro a Granoro, da Armando a Fabianelli, da Alce Nero a Rummo, da Antonio Amato a Voiello, da FdAI – Firmato dagli agricoltori italiani fino a Barilla che proprio quest’anno ha annunciato di rinnovare la sua pasta classica con grani 100% italiani.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – evidenzia la Coldiretti – valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La ricerca di grano 100% Made in Italy si scontra però con anni di disattenzione e abbandono che nell’ultimo decennio hanno portato alla scomparsa di 1 campo su 5 dopo con la perdita di quasi mezzo milione di ettari coltivati con effetti dirompenti sull’economia, sull’occupazione e sull’ambiente.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Dopo il crollo delle importazione registrato nel 2018, è stato inaccettabile il balzo del 700% nel 2019 e di un ulteriore 59% nel 2020 di grano importato dal Canada, dove viene fatto un uso intensivo del diserbante ‘glifosato’ proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato, uso che in Italia è vietato”, denuncia il presidente Muraglia. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il settore, dunque, continua a subire la concorrenza sleale delle importazioni dall’estero soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese, come il Canada (principale esportatore mondiale) dove – conclude la Coldiretti - il grano duro per la pasta viene trattato con l’erbicida glifosato in preraccolta, secondo modalità vietate sul territorio italiano dove invece la maturazione avviene grazie al sole.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 26 Jun 2020 12:43:31 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ristoword: CONCORSO #CUCINOIN40ENA, UNA RICETTA AL GIORNO</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
          Partecipa anche tu alla gara di solidarietà, acquista ora la tua copia ebook 
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/104216870_10223807088433601_6217112898981018652_n.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Da un'idea di Andrea Finocchiaro e Marcello Proietto di Silvestro per il coordinamento editoriale nasce il CONCORSO #CUCINOIN40ENA, UNA RICETTA AL GIORNO.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ed è subito un successo editoriale che ha avuto tantissimi consensi non solo dagli addetti ai lavori.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Al progetto hanno collaborato come giurati in forma gratuita: lo chef Gregori Nalon, Angelo Sabatelli, Tano Simonato, Michele D’Agostino.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ma tanti sono i validi professionisti che hanno preso parte a questo grande progetto: da Serena Surdo (per la prima revisione testi) a Maria Ausilia Boemi (comunicazione) da InForma (che ha curato gratuitamente l’impaginazione e la grafica della presente pubblicazione) a Giancarlo Marino MediaEtnaRisto (per la consulenza strategica e supporto informatico).
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            I  partners istituzionali AIGS, Disciples d’Auguste Escoffier Sicilia, AIC Sicilia, CSVE.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il Parco Commerciale "Le Zagare" di San Giovanni la Punta www.parcolezagare.it (Catania) l’Istituto Omnicomprensivo Pestalozzi di Catania, www.pestalozzi.cc/ic che hanno creduto nel progetto sostenendolo economicamente. La pubblicazione è stata possibile grazie alla generosa donazione di InForma Agenzia Creativa Catania.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Grande impegno e collaborazione sono stati  dati da  Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini per la prefazione, Titti Dell’Erba, Anna Maria De Luca, Giuseppe Milazzo, Carmelo Sapienza, Alessio Valenti per l’abbinamento vini.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Gli autori delle ricette, in ordine di pubblicazione: Nicola Schilirò, Pietro Scalisi, Cosimo Milanese, Daniela Greco, Gianluca Mignemi, Piera Parisi, Alessandro Leonardi, Manuela Di Gregorio, Rosanna De Carlo, Ottaviano Zizzi, Natale Spolverino, Silvana Felicetta Colucci, Raffaele Satriano, Leonardo Massaro, Rosario Leonardi, Roberto Trimarchi, Alessandro Maccarrone, Francesco Milazzo, Enza Arena, Giovanni Montemaggiore, Luca Giannone, Gianluca Interrante, Anna Martano, Sergio Filippini.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Si ricordano i vincitori che hanno partecipato al contest: Maria Letizia Spolverino, Antonio Franco Intelisano, Gina Schilirò, Federica Guglielmino, Sebastiano Leo, Claudio Cavadi, Nicola Macchiarella, Vincenzo Contini, Carlo D’Amato, Mariangela Celona, Antonio Muratore, Gianluca Cavallo.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Tutto il ricavato andrà in donazione all’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania per l’emergenza Covid 19. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           https://www.amazon.it/Cucinoin40ena-una-ricetta-giorno-sopravvivenza-ebook/dp/B089P4395G/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;amp;dchild=1&amp;amp;keywords=ristoworld+italy&amp;amp;qid=1591978467&amp;amp;s=digital-text&amp;amp;sr=1-1&amp;amp;fbclid=IwAR0BeoyBBr6YI0PDjnm1DSI41scfJ2EWCpT66FPgrqsa8Ri-QMschH5Xt
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/103955374_10223807087833586_263552394564476209_n.jpg" length="39632" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2020 08:17:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>LA DIETA DELLO SPORTIVO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-dieta-dello-sportivo</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
         La Dieta dello sportivo: consigli per una corretta alimentazione prima, durante e dopo la gara
        &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qual’è la dieta più giusta per un atleta?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In generale un atleta ha le stesse necessità qualitative in termini di nutrienti di cui necessita qualunque altra persona, quello che cambia sono le caratteristiche quantitative, cioè di quante calorie ha bisogno nell’arco della giornata. Perciò deve seguire gli stessi principi validi per la popolazione generale, in linea con la Dieta Mediterranea, ovvero:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Prediligere il consumo di carboidrati complessi assumendo quotidianamente le giuste quantità di cereali e derivati (pane, pasta, riso ecc.) .
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Frutta e Verdura di ogni genere non devono mai mancare (per assumere le necessarie dosi di vitamine,sali minerali e fibre).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non esagerare con le proteine animali (carni 3 volte a settimana), prediligendo le carni bianche, ed il pesce (2-3 volte a settimana), integrando con proteine di origine vegetale (legumi 2 volte a settimana).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non esagerare con i latticini (2-3 volte a settimana) ed utilizzare olio d’oliva come unico grasso da condimento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Alcol con moderazione, se desiderato (un bicchiere di vino rosso a pasto).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’acqua non deve mai mancare (almeno 1,5-2 L d’acqua al giorno).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          In questo modo si potrà ottenere la giusta ripartizione percentuale dei diversi macronutrienti (Carboidrati 55-60%, Grassi 25-30%, Proteine 10-15%).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tuttavia, soprattutto per l’attività agonistica possiamo citare alcuni accorgimenti…
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quali accorgimenti?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          ACQUA
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Molto importante per l’atleta agonista è l’adeguata assunzione di liquidi, in particolare acqua, per conservare buone capacità di termoregolazione ed impedire la disidratazione dell’organismo nel corso di sforzi prolungati. Durante una qualunque prestazione sportiva prolungata si può arrivare a perdere fino al 2% del peso corporeo in liquidi. In linea generale si consiglia l’assunzione di 1-1,5 L d’acqua prima della gara (200 ml ogni 15-20 minuti) e circa 500 ml/Kg peso persi con l’attività fisica, durante e dopo l’esercizio.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          CARBOIDRATI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il Glicogeno è il principale composto di riserva energetica dei nostri muscoli ed è un carboidrato. L’assunzione di zuccheri è fondamentale per il reintegro dei depositi di glicogeno. Si consiglia di assumere circa 8-10 g di carboidrati/Kg di peso corporeo al giorno. Per un esercizio di media durata, inferiore ai 90 minuti, l’assunzione di zuccheri durante la prestazione è poco utile, ma nell’esercizio di lunga durata è necessario prevedere l’assunzione di glucosio durante la gara, ad esempio tramite l’assunzione di una barretta energetica a base di fruttosio o di una bevanda addizionata di destrosio (10%). Studi recenti hanno dimostrato che l’assorbimento di liquidi è migliore se le bevande utilizzate contengono il 6% di carboidrati. Gli alimenti particolarmente ricchi in carboidrati sono i vegetali a radice e tubero (patate, carote), a granaglie (frumento, avena, riso, pane e pasta) e i legumi (fagioli e piselli).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          PROTEINE
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          La richiesta di proteine negli atleti professionisti è leggermente aumentata rispetto alla norma (0,8-1 g/Kg peso corporeo al giorno) ed ammonta a 1,2-1,7 g/Kg peso corporeo per sport rapidi o che richiedono forza, mentre ammonta a 1,2-1,4 g/Kg peso corporeo al giorno per sport di resistenza (es. maratona, fondo e mezzo-fondo, sci di fondo ecc.); questo fabbisogno negli atleti può essere soddisfatto normalmente attraverso una dieta più abbondante, non è assolutamente necessaria alcuna integrazione extra-alimentare (integratori proteici, BCAA ecc.). Le proteine da assumere devono essere di elevata qualità, come quelle animali (carni, uova, pesce, latte e derivati) e quelle vegetali (legumi).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          GRASSI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          I grassi sono utili per elevare il livello della razione alimentare, i livelli di assunzione sono quelli della popolazione generale, facendo attenzione a non superare i 300mg di colesterolo al giorno e lasciando ai grassi saturi (che si trovano nei grassi delle carni e dei formaggi) solo il 10% del totale. Prediligere quindi grassi di origine vegetale, ricchi di grassi mono e poli-insaturi, utili ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue che si trovano in particolare nell’olio d’oliva, e negli oli di semi. Limitare al massimo il consumo di dolci e di fritture, ricchi di grassi trans e di grassi idrogenati, dannosi alla salute.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          VITAMINE E SALI MINERALI
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sia per le vitamine che per i sali minerali, non è documentato scientificamente nessuna necessità superiore alla norma, per cui una corretta alimentazione generale può da sola fornire la giusta quantità di questi nutrienti, che si trovano sparsi in tutti gli alimenti già citati per carboidrati, proteine e lipidi. Integratori di vario genere non apportano alcun beneficio comprovato alla prestazione sportiva.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Cosa mangiare prima e dopo una gara?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Nel periodo di allenamento basterà seguire le regole generali; prima di una gara invece, per non avere effetti indesiderati o un calo delle prestazioni, bisogna evitare di sbilanciare la razione ed attenersi ad opportuni accorgimenti quali:
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il pasto pre-gara deve esser consumato circa 3 o 4 ore prima della prestazione sportiva, per far si che il processo digestivo sia terminato all’inizio della gara.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Poco abbondante (circa 1000 Kcal).
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ricco in carboidrati complessi, che saziano e forniscono energia immediatamente disponibile.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Ipolipidico ed ipoproteico, per non appesantire troppo lo stomaco e l’intestino.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Non eccessivo come contenuto di fibra, che fermenta e stimola l’attività intestinale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Da consigliare sono il consumo di frutta, pasta, pane, riso e confetture.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Dopo la gara, una buona razione di recupero sarà rappresentata da un pasto leggero, limitato in grassi e proteine e ricco in sali e carboidrati. Molto indicate sono le minestre di verdura ad esempio o una porzione di crostata alla frutta.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          A chi rivolgersi?
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per evitare abitudini sbagliate e per avere una valutazione dei fabbisogni personalizzati e non cadere nel rischioso “fai da te” è sempre indicato rivolgersi a degli specialisti in materia di alimentazione e nutrizione, presenti nei centri medici convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale tra cui il Centro Medico Diagnosys, che possono rispondere ad ogni vostra eventuale domanda o esigenza ed elaborare profili nutrizionali personalizzati.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          a cura del Dott. Leonardo Guasti – Biologo Nutrizionista.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/nutrizione_sportiva.jpg" length="35787" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2020 07:36:12 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/la-dieta-dello-sportivo</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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    <item>
      <title>SUOLO: COLDIRETTI PUGLIA, INDISPENSABILE BRUCIATURA STOPPIE IN PARCO GARGANO E AREA NATURA 2000</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/suolo-coldiretti-puglia-indispensabile-bruciatura-stoppie-in-parco-gargano-e-area-natura-2000</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         SUOLO: COLDIRETTI PUGLIA, INDISPENSABILE BRUCIATURA STOPPIE IN PARCO GARGANO E AREA NATURA 2000; 197MILA ETTARI 'MANGIATI' DA ERBE INFESTANTI
        
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1477298555376.jpg--.jpg"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           Sono 197mila gli ettari di campi dell’area Natura 2000 letteralmente ‘mangiati’ dalle erbe infestanti, divenute resistenti a qualunque trattamento, che soffocano grano duro e tenero, compromettendo gravemente il raccolto, con il rischio che la situazione si aggravi irrimediabilmente, mentre nel Parco Nazionale del Gargano c’è un incremento dei danni alle colture e alle produzioni a causa di patogeni e fitofagi, contrastabili con l’abbruciamento degli scarti di potatura degli ulivi. E’ la denuncia di Coldiretti Puglia che chiede la convocazione urgente di un tavolo tecnico regionale con l’Assessore regionale all’Ambiente Stea per affrontare in via definitiva sul territorio regionale nelle aree protette e nell’area Natura 2000 il delicato tema della bruciatura dei residui di potatura e delle stoppie, unico vero metodo di lotta agronomica effettivamente valido e che consente al contempo di ridurre ed eliminare l’uso di antiparassitari chimici, di accertata nulla utilità.
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          “L’impossibilità di ricorrere alla bruciatura delle stoppie, pratica vietata dai regolamenti comunitari in quelle aree, ha moltiplicato le erbe infestanti, rendendo inutile il ricorso al diserbo e a qualunque intervento fungicida, che comunque va ridotto ai minimi per tutelare l’ambiente. Per questo è necessaria la deroga da attuarsi attraverso la modifica della legge regionale, proposta già presentata all’Assessore all’Ambiente Stea, che consenta di bruciare le stoppie e i residui di potatura nelle area Natura 2000 e nei Parchi, perché il problema è diffuso su un’area estesa, pari al 12% della superficie agricola complessiva non consente di porre rimedio all’infestazione progressiva del suolo agricolo”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le tipologie colturali più rappresentate nell’ambito delle aree Natura 2000 sono costituite da seminativi (134.347,13 ha), colture legnose agrarie (34.232,11 ha), prati e pascoli (64.812,89 ha), rileva Coldiretti Puglia.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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          “La tecnica della bruciatura delle stoppie non solo non toglie fertilità al terreno, come dimostrato da numerose pubblicazioni scientifiche, non compromette la presenza della fauna selvatica e risulta pressoché indispensabile alla preparazione dei terreni e a garantire la monosuccessione dei cereali in tali aree. Inoltre, è molto valida sul piano della eliminazione di patogeni ed infestanti in genere, anche e soprattutto per l’agricoltura biologica. Tra l’altro, nelle nostre zone non si possono effettuare arature profonde per la presenza di rocce che rendono impossibile l’interramento di residui colturali. Con la bruciatura delle stoppie, le minori lavorazioni avrebbero, tra l’altro, un impatto positivo sull’ambiente, perché contribuiranno a ridurre l’emissione di 2 milioni di chilogrammi di CO2 nell’atmosfera”, aggiunge il delegato confederale di Coldiretti Foggia, Pietro Piccioni.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La pratica del ringrano è utilizzata nelle aree interne non irrigue, difficili e marginali e dove il frumento (o le graminacee in genere) rappresenta, al momento, l’unica coltivazione effettuabile – secondo Coldiretti Puglia - ed in grado di fornire reddito all’impresa agricola. Sul piano agronomico, in zone che da un punto di vista agro-ecologico vengono definite caldo-aride, la tecnica ha la funzione, quasi indispensabile, di consentire una migliore tenuta “in tempera” dei terreni, onde facilitare le lavorazioni e la successiva utilizzazione agronomica del suolo per una nuova coltura agraria.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le colture intercalari (o ripetute) vengono, invece, praticate nelle aree irrigue dove, dopo la raccolta del grano (entro giugno) quale coltura principale, si procede all’eliminazione dei residui colturali (stoppie) e alla successiva introduzione di una coltura ortiva in pieno campo (es. broccolo, cavolo, ecc…), intercalare appunto, prima della semina di una nuova coltura principale – conclude Coldiretti Puglia - con un positivo ritorno in termini di giornate lavorative e di reddito per il comparto e con evidenti miglioramenti delle caratteristiche chimico-fisiche-biologiche del terreno.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Abbruciamento-stoppie-07.19.png" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2020 13:50:46 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, l'appello di Slow Food al governo</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-l-appello-di-slow-food-al-governo</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         "Ricominciamo dalla terra"
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-06-03T113514.576.jpg"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ricominciamo bene, ripartiamo dalla terra. Un appello per ripartire dalla qualità. Anche nella ristorazione. L'alleanza Slow Food dei Cuochi invia una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Comitato di esperti in materia economica e sociale, ai ministri Gualtieri, Patuanelli, Franceschini e Bellanova e agli Assessori Regionali alla Cultura, al Turismo, al Commercio, alle Attività Produttive e all’Agricoltura. Per chiedere, tra le altre cose di "estendere il credito di imposta, già previsto per alcune spese legate all’emergenza Covid-19, agli acquisti di prodotti agricoli e di artigianato alimentare di piccola scala legato a filiere locali (dove per locale si intende la dimensione regionale), in una misura pari almeno al 20%, da aumentare al 30% nel caso in cui tali aziende pratichino un’agricoltura biologica, biodinamica, o siano localizzate in aree marginali, disagiate e di particolare valore ambientale del nostro Paese".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Ecco il testo dell'appello:
          
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Facciamo parte dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e gestiamo più di 540 locali in tutta Italia: siamo cuochi di osterie e di ristoranti, di food-truck e di rifugi alpini, siamo pizzaioli e insegnanti di scuole alberghiere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con questo appello ci facciamo portavoce anche di altri colleghi ristoratori, molti dei quali raccontati nella guida Slow Food Osterie d’Italia, e di migliaia di agricoltori, allevatori, artigiani. Prendiamo la parola a nome di tutti, perché anche se oggi siamo noi i più fragili, sentiamo l’energia e la passione necessarie per ripartire e avvertiamo la forza che deriva dall’essere parte della rete di comunità solidali di Slow Food.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grazie alla nostra cucina abbiamo diffuso conoscenza, bellezza, piacere. Abbiamo raccontato territori e culture locali. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il lavoro quotidiano di contadini, allevatori, casari, viticoltori e artigiani che producono con passione e rispetto per la terra e per i loro animali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questi produttori traggono buona parte del loro reddito dalla relazione con ristoratori come noi, che sanno rispettare i loro ritmi, riconoscere il giusto prezzo ai loro prodotti e garantire sviluppo e opportunità economiche a territori spesso difficili.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ogni giorno, servendo un buon piatto e prendendoci cura dei nostri commensali, abbiamo educato alla qualità, a un’alimentazione sana e alla convivialità, formando cittadini più consapevoli. Molti di noi, nelle settimane scorse, hanno cucinato per i più fragili e bisognosi, e siamo pronti a farlo ancora in futuro, perché crediamo nel valore della solidarietà.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Oggi siamo in crisi, e con noi lo sono i nostri produttori, una parte dei quali faticava già prima a reggere la concorrenza dell’agroindustria e le logiche del mercato e della distribuzione. La parte migliore dell’agricoltura di questo Paese dipende infatti fortemente dalla ristorazione di qualità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Crediamo che l’immagine di questo Paese sia legata alla sopravvivenza di queste aziende e di chi, proponendo i loro prodotti, li rappresenta al meglio. Gravano sulle nostre spalle non solo i destini dei nostri collaboratori, ma anche il futuro di migliaia di piccole aziende agricole che dipendono dai nostri ordinativi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Abbiamo deciso di scrivere questo appello perché pensiamo che le difficoltà dovute alla pandemia possano dare a questo Paese il coraggio della necessità e dell’urgenza; la forza di trasformare un’emergenza in una grande occasione per il settore dell’agricoltura, dell’accoglienza e della ristorazione italiana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I veri nemici da combattere nel post pandemia saranno ancora la perdita di biodiversità, l’erosione del territorio, l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, l’impoverimento della fertilità nei nostri terreni, la cementificazione, l’abbandono delle aree rurali e dei piccoli borghi, lo spreco alimentare, lo sfruttamento del lavoro, l’indifferenza per chi produce con attenzione alle ragioni e ai tempi della natura e l’individualismo, che fa prevalere l’io sul senso di comunità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La ristorazione troppe volte ha assecondato un mercato che ha rincorso il prezzo più basso e stroncato l’agricoltura di prossimità, approvvigionandosi di prodotti ottenuti grazie alla chimica, alle monocolture, facendo viaggiare derrate alimentari migliaia di chilometri.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se vogliamo porre le basi di un futuro diverso dobbiamo cambiare prospettiva.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le Istituzioni possono fare molto, sviluppando iniziative che sostengano chi genera economie e benessere per tutta la comunità e non solo per la propria impresa. Per chi acquista prodotti di agricoltori, allevatori e artigiani del proprio territorio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Chiediamo quindi di estendere il credito di imposta, già previsto per alcune spese legate all’emergenza Covid-19, agli acquisti di prodotti agricoli e di artigianato alimentare di piccola scala legato a filiere locali (dove per locale si intende la dimensione regionale), in una misura pari almeno al 20%, da aumentare al 30% nel caso in cui tali aziende pratichino un’agricoltura biologica, biodinamica, o siano localizzate in aree marginali, disagiate e di particolare valore ambientale del nostro Paese.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un provvedimento come questo rappresenterebbe una grande occasione, economica, sociale e culturale: permetterebbe di innalzare il livello dell'offerta gastronomica italiana, garantendo una maggiore qualità, e al tempo stesso sosterrebbe e rilancerebbe le piccole e medie aziende agricole locali e il turismo rurale, che vive essenzialmente di paesaggi agrari. Infine, aiuterebbe i ristoratori ad affrontare mesi e forse anni difficili.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per evitare che troppe attività non riaprano, servono anche misure immediate, ovviamente, e per questo ci associamo alle richieste delle associazioni di settore: risorse a fondo perduto per le imprese in base alle perdite di fatturato, moratoria sugli affitti per compensare il periodo di chiusura e il periodo di ripartenza, cancellazione di imposte anche locali come quelle per l’affitto di suolo pubblico fino alla fine del periodo di crisi, sospensione del pagamento delle utenze, prolungamento degli ammortizzatori sociali fino alla fine della pandemia e sgravi contributivi per chi manterrà i livelli occupazionali. Serve un piano di riapertura con modalità certe per permettere a tutte le imprese di operare in sicurezza.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È importante che sia concessa ovunque la possibilità di lavorare per asporto e contare su spazi all’aperto più ampi nel periodo di convivenza con il virus.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Da questo grave momento non possiamo riemergere se non condividiamo una visione: quella di un Paese che sa proteggere e fare tesoro dei suoi saperi, della sua storia, della sua biodiversità agroalimentare, dei suoi paesaggi. Un paese che conosce il valore del cibo, che sa accogliere e condividere con senso di comunità.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:42:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Agricoltura Sociale: oggi il Tavolo al Mipaaf. Bellanova: "Settore centrale per Welfare diffuso. Allo studio con le Regioni un intervento di sostegno"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/agricoltura-sociale-oggi-il-tavolo-al-mipaaf-bellanova-settore-centrale-per-welfare-diffuso-allo-studio-con-le-regioni-un-intervento-di-sostegno</link>
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Rafforzare la rete delle strutture di agricoltura sociale "importanti per l'azione rivolta a vantaggio delle persone più fragili", condividere la strategia della ripartenza dopo la sospensione dovuta all'emergenza Covid 19 a partire da tre campi di confronto: fisco e lavoro in materia di agricoltura sociale, armonizzazione delle leggi regionali; formazione, certificazione e inserimento lavorativo.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sono i punti indicati stamane dalla Ministra Teresa Bellanova aprendo il Tavolo Agricoltura sociale convocato in videoconferenza al Mipaaf.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Dopo aver ringraziato agricoltori, operatori e volontari per il lavoro svolto soprattutto nelle aree rurali, dove spesso costituiscono l'unico punto di riferimento proprio per
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          i soggetti più fragili e inoltre per gli interventi espressamente rivolti all'infanzia, Bellanova ha indicato la road map dei prossimi mesi in fatto di agricoltura sociale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Il nostro obiettivo", ha detto, "è arrivare entro la fine di giugno a proposte concrete in materia di fisco, armonizzazione delle leggi regionali, formazione e lavoro. Per questo, saranno necessari confronti tematici da portare successivamente al Tavolo generale".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quanto al sostegno a un segmento che Bellanova ha definito: "importante perché fonda alleanza tra inclusione sociale, inserimento lavorativo, settore primario che io considero strategico per il futuro del Paese", la Ministra ha anticipato: "Stiamo costruendo con le Regioni un'azione specifica per l'agriturismo, le fattorie didattiche e l'agricoltura sociale. Utilizzando la flessibilità concessa dalla Commissione Europea nell'utilizzo dei fondi del Psr, l'intervento allo studio potrebbe arrivare a circa 130 milioni di euro".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Il sostegno all'agricoltura sociale per noi è centrale", ha concluso infine Bellanova, "e anche per questo il confronto che si svilupperà nelle prossime settimane a partire dai bisogni concreti delle singole realtà sarà determinate".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2020 13:15:25 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Export agroalimentare italiano: dopo il riso verso la Cina si aprono i mercati per le mele in Thailandia e a Taiwan</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/export-agroalimentare-italiano-dopo-il-riso-verso-la-cina-si-aprono-i-mercati-per-le-mele-in-thailandia-e-a-taiwan</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
          Bellanova: "Ottimo segnale per le nostre imprese. Il presidio e l'espansione sui mercati globali obiettivo prioritario"
         
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/PI_Riso-basmati-con-zenzero-e-aglio.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Adesso, anche Taiwan potrà assaporare le mele italiane. E' stato approvato il 22 maggio da parte delle autorità taiwanesi, infatti, il Protocollo d'intesa per l'importazione di mele dall'Italia, risultato di un proficuo confronto iniziato nel 2016 tra le Autorità dell'Isola che conta circa 24milioni di abitanti ed il Servizio Fitosanitario Centrale, per stabilire le modalità operative per le esportazioni di mele dall'Italia.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Una "ottima notizia per le nostre imprese produttrici di mele", commenta la Ministra Teresa Bellanova. "Che si aggiunge alla conclusione nel mese di aprile del negoziato con le Autorità thailandesi sempre per l'esportazione di mele italiane; alla sottoscrizione dei Protocolli d'intesa per l'importazione in Cina di riso e carni, trattativa anch'essa lunga e complessa, e ancor prima allo sblocco del mercato brasiliano per le nostre susine nel febbraio scorso. Mercati enormi, e segnali più che incoraggianti per le nostre imprese messe a dura prova in questi mesi dall'emergenza covid. La dimostrazione, peraltro, di un impegno e una determinazione da parte nostra ben oltre l'emergenza, per garantire alla nostra filiera e alle aziende tutto l'appoggio di cui hanno bisogno e la giusta prospettiva per il rilancio. Risultati frutto di lunghe ed impegnative attività negoziali che hanno visto la rete diplomatica, il Servizio fitosanitario nazionale, le aziende, tutte le istituzioni coinvolte, operare in modo coordinato e costante per il raggiungimento degli obiettivi".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Adesso, dopo la conclusione positiva delle fasi negoziali, i Servizi Fitosanitari Regionali sono al lavoro per le verifiche dell'idoneità delle imprese interessate a partecipare ai programmi di esportazione, così da predisporre i previsti elenchi di aziende autorizzate ad esportare. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Una volta inoltrati gli elenchi alle Autorità dei Paesi interlocutori, sarà possibile dare avvio alle esportazioni in tempo per la commercializzazione della produzione 2020.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 28 May 2020 13:07:40 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“IL PERCORSO DEL VINO” - Dal progetto alla tavola”</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-percorso-del-vino-dal-progetto-alla-tavola</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         2^ PUNTATA:“DIGITAL WINE TASTING”: quando la degustazione si fa online.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/c700x420.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Continuando col distanziamento sociale e con in vigore ancora gli impedimenti ad organizzare eventi di gruppo e degustazioni nelle sedi degli eventi, proseguiamo con la nostra rubrica in rete, reduce da un grande successo e consensi per la prima puntata. Lo comunica  Vincenzo Carrasso, 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Delegato Murgia / Coordinatore Didattico AIS Puglia
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Sabato 30 maggio alle ore 18,30 sulla pagina Facebook di Sommelier AIS Murgia, https://www.facebook.com/ais.murgia andrà in onda il secondo appuntamento di video-degustazione, con “IL PERCORSO DEL VINO” - Dal progetto alla tavola”
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           L’idea di AIS Murgia che sta rendendo partecipi tutti voi, all'interno della rubrica.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Stiamo scoprendo una Puglia enologica, così meravigliosa ed intrisa di storia, cultura e progetti sempre più ambiziosi, grazie al ruolo di prestigiosi enologi pugliesi.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Continua il racconto in video-degustazione, con il Dott. Leonardo Palumbo, enologo di fama, che ci condurrà verso la scoperta di un vitigno antichissimo ed austero, come il nero di troia. Fortemente legato alle terre Federiciane, in realtà, non si concilia con le passioni di caccia e vino dell’Imperatore Federico II di Svevia. Eppure la meraviglia dell’ottagonale maniero, Castel del Monte, ci piace immaginarlo, mentre il fanciullo di Puglia (così soprannominato l’Imperatore), con una coppa del nobile vino tra le mani, osserva le meraviglie delle terre murgiane.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Alla Terra, presenziata da 3 delle 4 DOCG della Puglia, è dedicato il racconto di un altro “vino del cuore” del dottor Palumbo. In questa prossima puntata, il Puer Apuliae 2014-Castel del Monte Riserva DOCG. Storia e successi, della storica Azienda Rivera, da generazioni condotta dalla famiglia De Corato, sono un altro esempio di alta qualità del vino in Puglia.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Sarà il Dott.  Sebastiano De Corato, a raccontare di questa storia di famiglia e delle scelte che nel tempo si sono fatte, mantenendo da generazioni, vive le tradizioni. Un’altra emozione.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Un viaggio all'interno della degustazione, condotta dal Dott.  Giuseppe Baldassarre, componente di GEN, relatore AIS, responsabile eventi AIS Murgia e scrittore che, come sempre ci condurrà in un viaggio emozionale e di sensazioni vere, che potremmo vivere, col calice tra le mani.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           È diventata quindi realtà, la condivisione del calice, continuando a fornire un “kit wine experience” da ricevere direttamente a casa, composto da almeno 3 bottiglie del vino in degustazione testandolo contestualmente al team in rete o quando vorrete.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             MODALITA’ DI ACQUISTO VINI (facoltativo):
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Il kit di 3 bottiglie di Puer Apuliae 2014-Castel del Monte Riserva DOCG, al solo costo di  € 50,00 iva e costi di spedizione inclusi, dovrà essere ordinato scrivendo alla stessa cantina tramite e-mail info@rivera.it e sarà possibile ultimare la procedura di acquisto direttamente dal link https://www.paypal.me/riveraspa/50. Ricordarsi di indicare nome e cognome ed indirizzo di consegna del/dei kit. La consegna avverrà a domicilio. È possibile acquistare anche più bottiglie ma dello stesso vino.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Occorre sottolineare che l’offerta del vino è legata al progetto di collaborazione tra le parti e sarà irripetibile ed ha validità, fino giorno della rubrica.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Non mi resta che augurarvi, buona visione e buna degustazione.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 25 May 2020 07:30:59 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Covid-19 non ferma il Merano WineFestival 2020</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-covid-19-non-ferma-il-merano-winefestival-2020</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il tema dell’edizione 2020 è  “Merano WineFestival, back to the roots”.
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/meranowinefestival-2020.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Merano WineFestival 2020Torna dal 6 al 10 novembre l'appuntamento con le eccellenze del mondo vitivinicolo.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
           In un'edizione dai nuovi contenuti digitali, con un format originale che unisce tradizione e rispetto della salute e della sicurezza di produttori e visitatori
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           19 MAGGIO 2020
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Merano WineFestival torna, dal 6 al 10 novembre 2020 rifacendosi alle sue gloriose origini, con un'edizione che rende omaggio alla tradizione della manifestazione simbolo indiscusso di eccellenza ed eleganza e offre allo stesso tempo nuovi contenuti digitali, con un format originale nel rispetto della salute e della sicurezza dei produttori e dei visitatori. 
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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           Confermata le sezioni Naturae et Purae – bio&amp;amp;dynamica (produzioni sostenibili, vini naturali, biologici, biodinamici); Wine – The Official Selection (con 122 produttori tra nazionali e internazionali nelle giornate del 6 e 7 novembre e altrettanti in quelle del’8 e 9); Foods Spirits Beer – The Official Selection (con turnazione di 100 produttori per volta); The WineHunter Area (che oltre alla presenza sul podio del Kursaal si trasferisce nelle lounge degli hotel meranesi e in una lounge digitale); Catwalk Champagne. Tra i Side Events, Catwalk Bollicine (organizzato insieme a Milano Wine Week nei negozi di Merano)Gourmet Tour Merano e dintorni nei ristoranti che presentano in carta i vini della guida The WineHunter Award, la presentazione di Georgia: the Origin of Wine e il Symposium dedicato alla PAC, Politica Agricola Comune e ancora, il programma di The WineHunter Hotel Safari e di WineHunter Merano&amp;amp;Innovation.
          
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tra le novità, la guida The WineHunter Award, l’e-commerce The WineHunter per acquistare i prodotti premiati da The WineHunter e una piattaforma digitale sviluppata in collaborazione con Milano Wine Week per lo svolgimento delle Masterclass. Il Teatro Puccini ospita il 5 novembre il Gala Event con la proiezione in anteprima del teaser di "Wine Odyseey", il film sulla storia del vino dalle origini al futuro. L'iniziativa Book your own sommelier, in diretta audio e video, è dedicata a chi segue l’evento da casa e anche gli showcooking sono in loco e digitali.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Giovedì 21 maggio alle ore 17.00 appuntamento con il Live Talk organizzato da Helmuth Köcher per presentare pubblicamente, sul sito meranowinefestival.com/mwf2020-backtotheroot, la 29° edizione di “Merano WineFestival back to the roots”.
          
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    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          Tra gli ospiti Teresa Bellanova ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Gennaro Esposito chef 2 stelle Michelin, Federico Gordini presidente di Milano Wine Week, Franco Pepe miglior pizzaiolo al mondo. 
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel rispetto delle regole di distanziamento e di igiene attualmente in vigore, l'organizzazione dei tempi vede l’inserimento di una turnazione su due fasce orarie, la prima dalle 9,00 alle 13,30 e la seconda dalle 14,30 alle 19. Gli spazi sono accuratamente suddivisi ed è prevista  la misurazione della temperatura, l’uso di mascherina e disinfettanti e la registrazione all’ingresso della manifestazione. E' inoltre necessario presentare un test Covid-19 dal risultato negativo nei quattro giorni precedenti la propria presenza alla manifestazione da parte di tutti i produttori e del personale operante all’evento. E' disponibile un ambulatorio medico e un Sanitary Gate all’ingresso per la sanificazione.   .
         
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Dal 3 all'11 ottobre torna anche Milano Wine Week, che crea una piattaforma internazionale al servizio del mondo del vino, unendo esperienze digitali e fisiche per raccontare un mondo in continua evoluzione. Milano Wine Week dà vita alla prima piattaforma eventistica digitale dedicata al mondo del vino italiano. Grazie alla realizzazione di 10 sedi internazionali quali Londra, Monaco, Mosca, Pechino, Shanghai, Hong Kong, New York, San Francisco, Miami e Toronto,  le aziende potranno presentare i loro prodotti ai mercati di riferimento direttamente dall’Italia con il supporto della tecnologia, superando così le limitazioni imposte dalla pandemia da Covid-19.
          
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Tutte le informazioni sul sito meranowinefestival
          
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    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 May 2020 14:47:39 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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    </item>
    <item>
      <title>Tutti pazzi per il risotto alla milanese</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tutti-pazzi-per-il-risotto-alla-milanese</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il vero risotto alla milanese
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/135045623-bc190e80-6a7d-4064-ab15-b503ec31d7bb.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il re dei risotti per antonomasia, il riso di colore giallo più famoso in Italia vanta lontane origini. La leggenda narra del lontano 1500 quando la figlia di un vetraio del Duomo – simbolo di Milano con il suo tesoro e la passeggiata in terrazza – provò a usare lo zafferano per tingere il risotto, utilizzando il pistillo che fino a quel momento veniva usato solamente dai mastri vetrai per ottenere il colore oro nel vetro. Da qui l’ipotesi che tutto iniziò in seguito ad uno scherzo ma il consenso per questo nuovo piatto fu tale che la ricetta entrò a ben ragione tra le più rinomate del territorio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Ingredienti base
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
          : riso, zafferano, burro.
          
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;font&gt;&#xD;
        
                        
            Molti amano unirvi anche l’ossobuco creando il piatto unico più lombardo di tutti.
           
                      &#xD;
      &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/milano-how-to-risotto-1920x1080.jpg" length="252325" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 19 May 2020 13:25:37 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Salone dei Sapori</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/il-salone-dei-sapori</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         RIPARTENZA E RIGENERAZIONE
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/salone+dei+sapori+2020-2.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il ritorno del Salone dei Sapori è online. Dopo l'esordio a Padova dello scorso anno, quest'anno la seconda edizione di questo festival del gusto si sta svolgendo dal 12 al 22 maggio, con eventi in diretta streaming con grandi ospiti del mondo della cucina e della scienza, e tanti momenti di approfondimento.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non solo, I WEBINAR di MARKETERs Academy, ma  in questi giorni intensi si è potuto interagire direttamente con il relatore, facendo domande in diretta.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I temi di quest’anno sono stati la Ripartenza e la Rigenerazione che hanno visto approfondimenti di grandi ospiti del mondo della enogastronomia, della scienza, professionisti del settore, docenti universitari, personaggi dello spettacolo che ci raccontato cosa vuol dire per loro e come il mondo sta cambiando, anche in seguito all’emergenza sanitaria ancora in atto. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Salone dei Sapori
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Sulla piattaforma online del Salone dei Sapori (www.salonesapori.it) sarà possibile consultare il programma completo della manifestazione. Gli utenti potranno accedere al palinsesto calendarizzato dove ogni giorno verranno pubblicati tutti i contenuti video.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il Salone dei Sapori rappresenta un’occasione unica per esaminare un contesto, quello della ripartenza dopo il lockdown, dove sarà necessario cogliere la sfida di reinventarsi e rinnovarsi, offrendo appuntamenti di approfondimento rivolti ai professionisti del mondo food &amp;amp; beverage, che mai come in questo momento hanno bisogno di linee guida adeguate per affrontare il mondo post Coronavirus attraverso nuove idee, strumenti, strategie e linguaggi contemporanei.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/13227.jpg" length="52759" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 19 May 2020 12:01:36 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Caldo record, riaprono in massa le gelaterie ed è boom di gelati</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/caldo-record-riaprono-in-massa-le-gelaterie-ed-e-boom-di-gelati</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           Trionfa il gelato artigianale
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/SH_gelato_fragola.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il caldo record ha spinto nelle città alla riapertura anticipata oltre l’80% delle gelaterie che si sono avvalse della possibilità di svolgere l’attività di asporto a favore dei tanti pugliesi che hanno colto l’occasione del week end per passeggiare all’aria aperta. È quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che in Puglia lavorano circa 3.000 gelaterie artigianali, con oltre gelaterie ogni 100mila abitanti e 5.500 addetti, un settore che si sta espandendo anche grazie ai gelati ‘inventati’ dagli agricoltori che stanno proponendo il gelato al latte d’asina, al latte di capra, fino ad arrivare al gelato all’olio extravergine di oliva.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          «Il successo del gelato è dovuto anche alla destagionalizzazione dei consumi dovuta ai cambiamenti climatici in atto e al consumo come pasto alternativo in città nelle pause di lavoro ma anche in relax al mare in spiaggia. In questi giorni è divenuto l’emblema della ripartenza, della ripresa e della riconquista degli spazi aperti dopo il lungo lockdown che ha costretto i pugliesi a restare in casa», commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se – sottolinea la Coldiretti – cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o a chilometri zero come i gelati con frutta e verdura locali ma anche con formaggi Dop o grandi vini. Secondo i dati di Confartigianato, in Puglia è forte la vocazione alla gelateria artigianale con il 73,3% delle gelaterie artigianali sul totale e al top delle province c’è Lecce con una percentuale pari al 75,5% di gelaterie artigianali e tra le novità dell’ultimo anno si registra un vero boom delle consegne a domicilio, aggiunge Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Un settore che punta sull’avvio della fase 2 con l’adozione di tutte le precauzioni per evitare affollamenti anche perché – sottolinea la Coldiretti - sono in molti gli italiani che dopo un lungo periodo tra le mura domestiche per il lockdown contro l’emergenza coronavirus hanno colto l’occasione per gustare nuovi sapori con temperature che hanno raggiunto anche i 40 gradi in alcune città. I consumi di gelato degli italiani hanno superato i 6 chili a testa all’anno in Italia secondo stime della Coldiretti e ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se – precisa la Coldiretti – cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La produzione del gelato nel mondo ha oltre 500 anni di storia – continua la Coldiretti – con le prime notizie che risalgono alla metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana: con l’apertura della prima gelateria a New York nel 1770 grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio. Da allora – conclude la Coldiretti – la corsa del gelato non si è più fermata.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/PSX_20190408_090429.jpg" length="94368" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 19 May 2020 10:06:35 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>GIORNATA MONDIALE API: COLDIRETTI PUGLIA, TUTELARE SETTORE DINAMICO +62% AZIENDE IN PUGLIA; STRESS API CAUSATO DA CLIMA PAZZO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/giornata-mondiale-api-coldiretti-puglia-tutelare-settore-dinamico--62-aziende-in-puglia-stress-api-causato-da-clima-pazzo</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Necessaria la modifica sostanziale della legge sull’apicoltura, perché serve una stretta normativa per tutelare un settore che ha mostrato in Puglia grande dinamismo con un aumento del 61,5% delle aziende che producono miele. E’ quanto chiede Coldiretti Puglia in occasione della giornata mondiale delle api che si celebrerà domani 20 maggio, per gli effetti del maltempo con il crollo dell’80% della produzione di miele per le gelate che hanno bruciato i fiori dei ciliegi.
          
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    &lt;/span&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “L’andamento climatico siccitoso senza tregua a partire da febbraio e aggravatosi nelle ultime settimane, seguito da gelate e nevicate nella seconda decade di marzo che hanno arrecato gravi danni ai ciliegeti e un aprile particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici, non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell’alveare. La tropicalizzazione del clima, ormai una costante in Puglia, fa perdere tra il 30% e il 40% di miele ogni anno”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’inverno bollente e la pazza primavera – sottolinea Coldiretti Puglia – hanno creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare. Il poco miele che sono riuscite a produrre- spiega la Coldiretti – se lo mangiano per sopravvivere.
         
                  &#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “In Puglia il settore ha mostrato un grande dinamismo negli ultimi 10 anni, nonostante il difficile andamento climatico che ha determinato il crollo della produzione di miele ‘made in Italy’, mentre il mercato è letteralmente invaso da prodotto straniero, falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso”, insiste il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per essere certi di portare in tavola miele ‘made in Italy’ occorre verificare – consiglia Coldiretti - con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Non abbiamo mai vissuto una situazione cosi critica – denuncia Daniela Margarito, referente del settore apistico di Coldiretti Puglia – le api sono stressate dai continui sbalzi termini, dalla siccità e dai repentini nubifragi. E’ un problema che vivono ormai ogni anno. La sofferenza delle api è uno degli effetti dei cambiamenti climatici in atto che sconvolgono la natura e si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In quasi 10 anni, nonostante il clima pazzo, sono aumentate del 61,5% le aziende che in Puglia producono miele, un trend positivo che, eccezion fatta per Brindisi che non ha segnato alcun aumento, interessa tutte le province pugliese, con punte del 63,3% a Foggia e del 90% a Lecce, secondo quanto rileva Coldiretti Puglia sulla base dei dati della Camera di Commercio di Milano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Rilevanti sono le importazioni dall’estero con quasi la metà di tutto il miele estero in Italia arriva da due soli paesi Ungheria con oltre 11,3 milioni di chili e la Cina con 2,5 di chili ai vertici per l’insicurezza alimentare, conclude Coldiretti.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 19 May 2020 09:35:42 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>RIMINI, SIGEP:  FIERE IN ASSOLUTA SICUREZZA CON IL PROGETTO #SAFEBUSINESS BY IEG</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rimini-sigep-fiere-in-assoluta-sicurezza-con-il-progetto-safebusiness-by-ieg</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
           Covid-19: FIERE IN ASSOLUTA SICUREZZA, ECCO IL PROGETTO #SAFEBUSINESS DI ITALIAN EXHIBITION GROUP. AL VIA ANCHE LO SCREENING SIEROLOGICO SU TUTTI I DIP
          &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ENDENTI DEL GRUPPO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare fiere e partecipare alle fiere in Italia in tutta sicurezza, nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli sanitari, tutelando la salute di aziende e visitatori. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Si chiama #SAFEBUSINESS by IEG il progetto varato da IEG Italian Exhibition Group l’organizzatore fieristico e congressuale con sede a Rimini e operativo a Vicenza, Milano, Brescia, Roma, Arezzo e Napoli, oltre che in Cina, Stati Uniti e Dubai con società collegate.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Quotato in Borsa, IEG ha progettato questo piano grazie a un tavolo di lavoro con le sue società di allestimenti e ristorazione, tecnici e operatori internazionali.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Il progetto (a questo link il documento completo e le infografiche scaricabili, pubblicabili, libere da diritti https://www.iegexpo.it/it/safebusiness) si concentra su ogni fase dell’esperienza fieristica o congressuale.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          “Abbiamo lavorato a questo piano - dice il CEO di IEG, Corrado Peraboni - con la volontà di dare una risposta completa e affidabile ai clienti e al pubblico che, oggi più di ieri, ci chiedono di potere contare su fiere e congressi per ripartire. Lo abbiamo fatto in linea con le regole sanitarie contro il covid-19 e i documenti stilati da AEFI, FEDERCONGRESSI, UFI ed EMECA che ringrazio per la presenza costante su tema”.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Sono oltre cinquanta le indicazioni tracciate nel progetto a valle di un rigoroso protocollo normativo e organizzativo. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Tra le altre: navette tra aeroporto, hotel e fiera sanificate, munite di disinfettanti, con obbligo di mascherine a bordo e numero di  viaggiatori programmato; convenzioni con società di bike sharing e monopattini, in accordo con alberghi e territorio; biglietterie e pagamenti solo on line, ingressi programmati in base alla capacity dei padiglioni e orari d’apertura delle fiere prolungati, desk distribuzione mascherine (obbligatorio indossarle e per i diversamente abili, ausili specifici, come le mascherine trasparenti per lo staff di IEG per facilitare la relazione con i non udenti.), ingressi multipli, corridoi di sicurezza e segnaletica di distanziamento, titoli d’accesso dematerializzati, controlli sul pubblico con termoscanner e percorso di sanificazione, guardaroba con ciclo automatico e coperture monouso. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          L’intera filiera degli allestimenti progettata e gestita in sicurezza, i flussi dei visitatori monitorati con rilevamento digitale centralizzato e il presidio in loco di steward teleguidati. Sanificazione a ciclo continuo per tutte le aree, sale e servizi, igienizzazione per i filtri dei canali di condizionamento dell’aria. Materiale informativo digitalizzato, produzione multimedia e live streaming a supporto di eventi, convegni, media.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Per la ristorazione: controllo della temperatura degli addetti, guanti, mascherine, camici usa e getta, pagamenti con app saltafila, lunch box e coffee box monoporzione, delivery negli stand con processo codificato. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          Istituito un rigido protocollo di crisis management che definisce il comportamento in loco in presenza di casi sospetti. Dipendenti IEG e personale di manifestazione saranno formati per garantirsi e garantire lo svolgimento delle mansioni in sicurezza, l’uso dei DPI, il rispetto di rigide procedure per igiene personale e disinfezione, il distanziamento.
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
          E proprio sul tema dei dipendenti il presidente di Italian Exhibition Group, Lorenzo Cagnoni annuncia che la società ha deciso lo screening sierologico di massa, su base volontaria: “Lo adottiamo a tutela dei nostri collaboratori, dei dipendenti delle società controllate e di tutto il nostro sistema relazionale. Operando su diverse regioni, lo faremo secondo i protocolli emanati ed emanandi ed è già stata presentata idonea istanza alla Regione Emilia Romagna”. 
         &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2020 15:49:05 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gregori Nalon: Fiorentina e Tomahawk a confronto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gregori-nalon-fiorentina-e-tomahawk-a-confronto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/tomahawk.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Fiorentina o Tomahawk? Gregori Nalon ce lo spiega in maniera chiara e a suo modo.
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Gentili lettori de "La Gazzetta del Food" volevo parlarvi questo mese della bistecca alla Fiorentina e dei suoi segreti, qualcosa di fantastico che parli della nostra bella Italia. Un piatto simbolo della tavola toscana che affonda le radici nel passato ed è famoso in tutto il mondo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La Bistecca alla Fiorentina
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La Bistecca alla Fiorentina (composta dal filetto, controfiletto e osso dal peso non inferiore a 1,2/1,4 kg a seconda del taglio) e il Tomahawk (che arriva direttamente dagli Usa. Questo maxi-taglio dal lungo osso, indispensabile per il classico barbecue all’americana. Saporito e morbido, si è diffuso anche in Italia come alternativa alla bistecca alla Fiorentina, la costata del cowboy, ovvero l’ascia da battaglia, per la sua forma ed immagine).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La mia filosofia
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Ovviamente nel mio stile, vi indicherò la mia idea e filosofia, più che la ricetta, l’aspetto importante da valutare sarà capire: l’allevamento di qualità, la nutrizione, la vita d’eccellenza dell’animale, la macellazione corretta e il rispetto della lavorazione. Solo dopo arriva la ricetta. Cercheremo di capire inoltre come fare ad avere una cottura perfetta.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Negli ultimi anni con i programmi: “Piatti e Misfatti” su Alice tv, “La prova del cuoco” su Rai uno e nei social “Il Sapere ha Sapore”, porto avanti delle battaglie per una formazione corretta non solo per gli addetti ai lavori ma anche e soprattutto per gli appassionati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Partiamo dalla qualità delle carni che deriva dalla razza e dall’alimentazione degli animali.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Il taglio delle carni? Qualche differenza c’è!
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La bistecca alla Fiorentina è
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            ottenuta dalla lombata del vitellone più o meno in corrispondenza vertebrale verso la metà della schiena direzione coda. La razza dell’animale che ci ha resi famosi è la Chianina. Il taglio ha nel mezzo l’osso a forma di “T”, con il controfiletto da una parte ed il filetto dall’altra. Avendo due tipologie strutturali di carne, ci obbliga ad essere precisi e solo un’attenta cottura ne darebbe un risultato eccellente.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Il Tomahawk
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Una costata ottenuta da una parta pregiata del bovino chiamata cuberoll
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Come concetto sembra lo stesso taglio, ma non ha il filetto. È una costata che si ottiene dal cuberoll, ovvero una parte molto pregiata del bovino che ha come particolarità l’osso pulito e lunghissimo (ecco perché ricorda la forma ad ascia). La cottura del Tomahawk, tecnicamente è più semplice, perché parliamo di una sola struttura di carne. Facciamo attenzione però alle variazioni. Spesso mi trovo a degustare il Tomahawk con la presenza della carne anche su tutto l’osso lungo. Qui, ci sono differenze, perché abbiamo due/tre tipi di strutture diverse, e spesso la parte del cuberoll è più morbida, mentre la carne che avvolge l’osso lungo è abbastanza dura, stopposa e legnosa, ma senza dubbio gustosa. Ecco perché parlo di tecnica e non di ricetta.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La mia esperienza mi ha portato a formulare due tipologie di cotture per ottenere un risultato strepitoso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Preparazione del Tomahawk con il metodo Gregori con la presenza della carne nell’osso
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Condite la carne (aglio, rosmarino, salvia, alloro, ecc.), avvolgete l’osso carnoso con della carta da forno, chiudendo bene con lo spago. Immergete solo la parte avvolta in una vasca di acqua a temperatura controllata a 66°per almeno due ore (in alternativa mettete solo l’osso in griglia a bassissima temperatura per circa 30/50 minuti). A questo punto, si toglie la carta forno che avvolge la costola condita e cotta lentamente adagiandola sulla brace, girandola ogni minuto. Questo processo permette, per effetto fisico di portare il calore all’interno delle carni, riscaldandole, favorendone la coagulazione delle albumine, trattenendo all’interno i liquidi. Condite ogni tanto durante la cottura con sale liquido, con uno spruzzino, insaporendo bene. Tutto questo ne darà un aspetto eccezionale, carni rosse/rosate calde dentro, sapori intensi, riduzione di condimenti e grassi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            Preparazione del Tomahawk con il metodo Gregori senza la presenza della carne nell’osso
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se abbiamo l’osso pulito e solo la parte del cuore di costata, il consiglio è di effettuare, una cottura a bassa densità di calore per il pezzo intero, con sonda al cuore a 52°. Questo lungo processo permetterà di maturare la carne, donare morbidezza, bloccare i succhi all’interno e non fare fuoriuscire le albumine. Dopo cotta, abbattere di temperatura in positivo a +3°.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Grigliate come di consuetudine, con la differenza che la cottura sarà più rapida in quanto già cotta e necessita solo della finitura finale, dando sapore, di legna, carbone ecc. Una volta cotta, si può servire dopo pochi minuti, perché non rilascia liquidi. Questa tecnica è alla base delle più moderne cotture, dando precisione e qualità di risultato finale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Preparazione della bistecca alla Fiorentina con il metodo Gregori
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Mettete il lombo intero in cottura a bassa densità di calore con sonda al cuore a 52° (per circa 8/12 ore. Se invece utilizzate solo una bistecca da 1,4kg cucinerà in circa 3 ore). A questo punto la carne (rossa all’interno, maturata nelle delle diverse parti sia del filetto che del controfiletto, avrà una distribuzione dei liquidi omogenea e una coagulazione delle proteine (albumine), mantenendo i liquidi all’interno), verrà abbattuta in modo rapido a +3° al cuore e conservata in frigorifero.  
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2020 13:58:52 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/gregori-nalon-fiorentina-e-tomahawk-a-confronto</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pesce: Come riconoscere quello fresco</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/pesce-come-riconoscere-quello-fresco</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         A cosa fare attenzione
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/pesce-fresco-puglia-750x462.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Come riconoscere se il branzino che stai per acquistare è fresco? Quali segnali è bene osservare per acquistare un'orata appena pescata? Ecco a cosa fare attenzione per portarti a casa un prodotto fresco e genuino.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          A cosa fare attenzione
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se il pesce è fresco o no, è possibile capirlo dalle parti del suo corpo. L'occhio, le branchie, la pelle, le squame, il peritoneo, la colonna vertebrale e la carne possono lanciare dei segnali che, colti durante l'acquisto del pesce o quando lo prepari a casa, possono aiutarti a distinguere quello fresco da quello che ha già trascorso qualche giorno sul banco della pescheria. Ma come interpretarli?
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se il pesce è fresco...
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’occhio è bombato (convesso), la cornea trasparente e la pupilla nera e brillante;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le branchie sono di colore rosso vivace e senza muco. L'odore delle branchie (e della cavità addominale) è di alghe marine;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La pelle è di colore vivo, senza decolorazioni. Il muco cutaneo, presente naturalmente sulla superficie del pesce, è acquoso e trasparente;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le squame aderiscono alla pelle. La carne è compatta ed elastica;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il peritoneo, la membrana che riveste la cavità addominale, nel pesce fresco, aderisce alla carne;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La colonna vertebrale si spezza invece di staccarsi; internamente, lungo la colonna, non è presente alcuna colorazione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se il pesce non è fresco...
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quando il pesce non è fresco:
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          l'occhio è incavato al centro, la cornea lattiginosa e la pupilla è grigia;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il colore delle branchie tende al giallastro ed è presente muco lattiginoso. L'odore delle branchie (e della cavità addominale) è acre;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La pelle si presenta spenta o in uno stato più avanzato di deperimento; il muco è grigio-giallognolo e opaco;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le squame si staccano con facilità dalla pelle;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La carne è molle e flaccida;
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il peritoneo non aderisce alla cavità addominale e la colonna vertebrale si stacca. Inoltre, la zona lungo la colonna vertebrale, diventa di colore sempre più rosso con l'"invecchiamento".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 14 May 2020 13:01:29 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>SICCITA': COLDIRETTI PUGLIA, RAZIONAMENTO ACQUA PER PRIMIZIE E FRUTTA; SOLO 2 VOLTE AL MESE CAMPI A SECCO A TARANTO</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/siccita-coldiretti-puglia-razionamento-acqua-per-primizie-e-frutta-solo-2-volte-al-mese-campi-a-secco-a-taranto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-05-14T144540.145.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
                    
          Campi a secco in provincia di Taranto per la perdurante siccità e per il ‘razionamento’ di acqua per irrigare primizie e frutta in un momento determinante per le colture in corso e per le produzioni dei prossimi mesi. A denunciarlo è Coldiretti Puglia che da mesi sta segnalando l’assoluta mancanza di piogge, con una situazione nei campi divenuta insostenibile.
         
                  &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
                    
          “Siamo nel pieno della campagna di raccolta delle primizie e l’acqua è necessaria per gli ortaggi, ma anche per agrumi, melograno, uva da tavola, albicocche. Il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara ha comunicato il razionamento dell’acqua, con la possibilità di irrigare solo 2 volte al mese ogni 15 giorni. Così i campi seccano e le colture muoiono, deve essere rivista necessariamente dal Consorzio la pianificazione della erogazione dell’acqua”, insiste Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto che già 2 mesi fa aveva segnalato l’esigenza dell’irrigazione di soccorso.
         
                  &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
                    
          La sostanziale assenza di piogge è aggravata – aggiunge Coldiretti Puglia - dalle reti colabrodo che fanno perdere 1 litro di acqua su 2. Serve un piano infrastrutturale – dice Coldiretti Puglia - per la creazione di piccoli invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca ai fini di regimazione della acque, irrigui, ambientali e dell’accumulo/produzione di energia idroelettrica. Servono – insiste la Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.
         
                  &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    
                    
          Le aree pugliesi esposte al rischio desertificazione sono pari al 57% - conclude Coldiretti Puglia  – con gli agricoltori  stanno facendo la loro parte con un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico.
         
                  &#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1498980333566.jpg--.jpg" length="130093" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 May 2020 12:46:25 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/1498980333566.jpg--.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La burocrazia sta facendo più danni dell’emergenza Coronavirus</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/la-burocrazia-sta-facendo-piu-danni-dellemergenza-coronavirus</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/coldiretti-grano.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La burocrazia sta facendo più danni dell’emergenza Coronavirus con procedure farraginose, carte bollate e iter bancari estenuanti.  E’ quanto dichiara Coldiretti Puglia a commento del via libera della Commissione Ue ai 30 milioni di euro per i prestiti a interessi zero fino a 30.000 euro ad azienda per le imprese florovivaistiche e della pesca, un importo ancora risibile ma pur sempre una boccata d’ossigeno, sempre che le risorse arrivino tempestivamente alle imprese.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “In questo momento storico è necessario intervenire con la massima efficienza e velocità e con il minimo possibile di burocrazia per rafforzare lo scudo a protezione delle aziende agricole che possono così continuare a combattere in prima linea per assicurare i rifornimenti alimentari alle famiglie”, precisa Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Vanno snellite le procedure bancarie per l’erogazione dei mutui da 25mila euro, rimpinguare il fondo iniziale di 100 milioni di euro insufficiente a rispondere alle esigenze di migliaia di aziende agricole, agriturismi e della pesca e bisogna allungare il tempo di rimborso prestiti almeno dai 6 a 10 anni e affidarne la gestione al Fondo di garanzia dell’Ismea per l’agricoltura e la pesca e al Fondo per le Piccole e Medie Imprese per l’agroindustria e l’agroalimentare, strumenti che funzionano da anni, che sono collaudati, che hanno limiti molto meno stringenti della SACE e che non prevedono costi aggiuntivi per le imprese. Per le imprese agricole, della pesca e anche dell’agroindustria non c’è bisogno di nuovi strumenti o duplicazione di strumenti che già esistono e funzionano”, insiste il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Occorre quindi aumentare la dotazione già assegnata alle garanzie fornite da ISMEA dal decreto e agire attraverso il sistema informativo nazionale – aggiunge Coldiretti - per velocizzare le istruttorie ed evitare che evasori fiscali e aziende non in regola possano sottrarre risorse vitali per il settore. Inoltre le aziende che accedono alle garanzie devono assicurare continuità dell’attività agricola e il sistema deve prevedere penalizzazioni significative per quelle che adotteranno comportamenti opportunistici.  Per l’attivazione di tutti gli strumenti creditizi sinora messi in pista è possibile rivolgersi alla Rete Agricorporatefinance (www.agricorporatefinance.it) promossa da Coldiretti che aiuta ad evitare pericolose file alle filiali delle banche e a ridurre la burocrazia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’impatto della pandemia Covid-19 per l’agricoltura varia da comparto a comparto con picchi anche del 100% per l’agriturismo dove in Puglia sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 850 strutture, mentre tra le aziende agricole che esportano il 70% sta subendo cancellazioni di commesse anche per le difficoltà alle frontiere e si registra anche il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza. In molti casi i compensi riconosciuti agli agricoltori sono scesi sono i costi di produzione secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ dalla quale emerge che a pagare il conto più pesante all’estero sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate sui mercati anche per ortofrutta, formaggi, salumi, pesca, olio e conserve.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Per questo abbiamo chiesto alla Regione Puglia una ricognizione delle risorse disponibili per valutare le possibilità di intervento diretto e semplificato a favore delle imprese, perché servono tutte le risorse e gli strumenti disponibili a far ripartire il settore agricolo. L’agricoltura in Puglia ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità perché l'emergenza Covid-19, che pure sta confermando il valore strategico del settore agroalimentare, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità”, conclude il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 May 2020 16:35:05 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Una giornata in Casa Puglia: nuova pagina su Viaggiareinpuglia.it</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Una giornata in Casa Puglia, è l' ultima  nuova esperienza digitale alla scoperta del tacco d’Italia, online sul portale turistico viaggiareinpuglia.it. Un modo per scoprire e condividere la Puglia direttamente dal divano di casa. La giornata in Casa Puglia, scandita da quattro momenti, è ricca di suggestioni tutte pugliesi. Tanti i suggerimenti per trascorrere idealmente la giornata in Puglia. Dalla lettura di un buon libro, alle lezioni di cucina pugliese. Dai tour in 3D all’ascolto di musica locale. Dalle illustrazioni per i più piccoli da colorare ai film girati nella nostra terra.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In tempo di Covid, la Puglia rispetta le regole sulla sicurezza e aspetta l’evoluzione dell’emergenza.  E in attesa che si possa riprendere a sperimentare la Puglia dal vivo, in questi giorni così lenti, trascorsi a casa al sicuro, abbiamo smesso di muoverci, ma non abbiamo smesso di viaggiare con l’immaginazione, grazie al portale turistico della Regione  che ci consente di continuare  a sognare la Puglia e il suo mare, la Murgia che in primavera fiorisce, la natura che indisturbata si rigenera, la bellezza dei borghi storici e l’eleganza delle città d’arte. Abbiamo recuperato l’arte del ricamo a mano e quella più gustosa della cucina tradizionale e infine la nuova pagina Una giornata in casa Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E’ importante continuare a desiderare la Puglia sperimentandola online, anche se il digitale non rimarrà ancora a lungo l’unica strada per viaggiare in Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 03 May 2020 14:05:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>FIC: Allarme per il settore ristorazione</title>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+%285%29.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           "Rinviare la riapertura al 1° giugno significa morte della ristorazione". Così la Federcuochi commenta le nuove date stabilite dal Governo per la Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          "Rimandare ancora la ripartenza del settore, già agonizzante dopo mesi di mancati incassi, vuol dire dare il colpo di grazia ad un comparto enorme, fatto di migliaia di piccole grandi imprese che danno lavoro a centinaia di migliaia di addetti e che producono un indotto miliardario per tutto il Paese. Deve essere chiaro questo concetto.
           
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
          C’è la responsabilità di un fermo che oggi il sistema produttivo non riesce più a sostenere. Cosa si aspetta per far ripartire il settore, che le nostre aziende vengano prima comprate all’incanto da altre società estere? 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La nostra ristorazione ha ancora un valore, ma ogni giorno di fermo la rende sempre più debole e la svaluta sempre più. Riceviamo ogni giorno il grido d'aiuto dei nostri associati, tra loro ci sono famiglie intere impegnate nei ristoranti o nei catering rimaste senza lavoro e senza soldi, 400mila lavoratori stagionali sono restati a casa senza alcuna prospettiva di guadagno per l'anno in corso. Gli affitti continuano ad essere pretesi dai proprietari dei locali, le tasse finora sospese a breve verranno comunque pretese dallo Stato mentre nessuna certezza ci è stata fornita per il futuro: è stata concessa la cassa integrazione ma i fondi non sono ancora arrivati, così come i tanto promessi aiuti economici alle imprese. Abbiamo inviato molte proposte per la ripresa delle attività di ristorazione in totale sicurezza - prosegue Federcuochi. Malgrado ciò siamo rimasti inascoltati. Chiediamo che venga imposta la sospensione o almeno la riduzione degli affitti per i mesi di inattività, così come il rinvio e la riduzione dei versamenti delle imposte, di trovare insieme e presto le soluzioni più efficaci per non far collassare ristorazione e ospitalità. Altrimenti - conclude Federcuochi - al rischio emergenza sanitaria si aggiungerà la certezza della tragedia economica".
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 03 May 2020 13:40:03 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Via libera ai 35 milioni di euro per i frantoi oleari salentini</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/ramo.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Bene il via libera ai 35 milioni di euro per i frantoi oleari salentini deciso nel primo Comitato di Sorveglianza interministeriale Mipaaf, Mise, Sud e Coesione territoriale, con la Regione Puglia, insediato oggi al Ministero delle Politiche agricole per dare piena attuazione al Piano di Rigenerazione dell’olivicoltura da 300 milioni di euro.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Ringraziamo il Ministro Bellanova per la indispensabile stretta che sta dando alla piena attuazione agli interventi per sostenere olivicoltori, frantoiani e vivaisti. La misura relativa ai 35 milioni di euro, che sarà attivata da AGEA, un primo step importante per gli interventi ‘Salva Frantoi’ con strutture dismesse, vendute all’estero e oltre 100 frantoi che non riapriranno più i battenti a causa della grave crisi causata dalla Xylella nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto negli ultimi 6 anni”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “La Xylella fastidiosa ha minato profondamente l’intero tessuto produttivo olivicolo e oleario del Salento con una perdita progressiva della produzione lorda vendibile dai 50 milioni di euro della campagna 2016-2017 ai 300 milioni di euro della campagna 2018-2019. i frantoi cooperativi, aziendali e industriali, hanno registrato un calo significativo del quantitativo di olive molite del 50% nella campagna 2016- 2017, del 75% nella campagna 2017-2018 e del 90% nella campagna 2018-2019, con l’equivalente crollo del fatturato e la riduzione del personale impiegato del 90%, oltre al danno stimato per difetto al patrimonio olivetato di 1,6 miliardi di euro", aggiunge il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Serve di dare immediata e piena attuazione al piano con decreti attuativi e bandi ad hoc si tradurrebbe in una boccata d’ossigeno essenziale per le aziende agricole e gli agriturismi che stanno affrontando l’ennesima crisi economica a causa del coronavirus. Il Piano di rigenerazione per l’area infetta del Salento assegna maggiori risorse agli agricoltori con gli interventi compensativi sulle calamità naturali e sulla sottomisura 5.2 del PSR e non è ipotizzabile alcun ritardo o rinvio, perché il Salento ha già pagato a caro prezzo gli anni di errori, incertezze e scaricabarile nella gestione regionale della malattia”, insiste il presidente Muraglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          “Abbiamo bisogno di un impegno risoluto per salvare la filiera dell’olio extravergine di oliva, consentendo agli agricoltori di espiantare e reimpiantare sbrurocratizzando le procedure così come previsto dal Decreto Emergenze – conclude Muraglia - sostenendo gli agricoltori, i florovivaisti e i frantoiani salentini, tutti in grave crisi di liquidità. Gli agricoltori hanno bisogno di ricostruire il proprio futuro imprenditoriale, anche attraverso la diversificazione colturale, con la immediata spesa delle risorse”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nel Salento gli agricoltori sono senza reddito da 6 anni, si contano milioni di ulivi secchi, i frantoi sono stati svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia, sono andati persi 5mila posti di lavoro nella filiera dell’olio extravergine di oliva, con un trend che rischia di diventare irreversibile – conclude Coldiretti Puglia - se non si interviene con strumenti adeguati per affrontare dopo anni di tempo perduto inutilmente il ‘disastro colposo’ nel Salento.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 May 2020 18:46:35 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gianfranco Vissani contro tutti: "Non dite c*****e, nei ristoranti non ci andrà nessuno!"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/gianfranco-vissani-contro-tutti-non-dite-c-e-nei-ristoranti-non-ci-andra-nessuno</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Non dite ca...te, la rabbia di Gianfranco  Vissani
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/VISSANI1.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La rabbia dello chef Gianfranco Vissani durante la trasmissione televisiva su La 7: "Non dite cazzate, siete fuori mercato. L'onda è lunga, nei ristoranti non ci andrà nessuno".
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Il tema ristoranti è forse quello più preoccupante in questo periodo di Covid 19.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           "Le persone hanno paura - afferma Vissani -  non si sentono sicure, e preferiscono non rischiare, prendono il cibo e lo portano a casa". 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le domande che si pongono gli chef in questi giorni sono sempre le stesse. Immutabili e per ora senza una risposta ufficiale: quando potremo riaprire, come dovremo lavorare e quale clientela verrà nei nostri locali. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ma, a parte una data prevedibile ma non certa (la sensazione generale è per fine maggio-primi di giugno), le modifiche tecniche da eseguire sono praticamente note a tutti –  con le grandi complicazioni previste – e le speranze di rivedere gente seduta al tavolo sono simili.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 May 2020 14:20:39 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus:  I vantaggi di un menù digitale</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-i-vantaggi-di-un-menu-digitale</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Fase 2, il menù al ristorante sarà contactless e digitale
        
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  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/4.png"/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il prossimo 4 maggio prende il via la fase 2. Bar e ristoranti, però, già tra i più penalizzati, non saranno tra le attività contemplate dalle prime riaperture. E in attesa delle nuove regole al vaglio del Governo, c'è già chi guarda avanti e pensa a come saranno i locali del futuro: ingressi contingentati, misurazione della temperatura, distanze, igienizzazione di tutto, menù incluso.
         
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          Tra le misure di prevenzione raccomandate per la riapertura, suggerite dal Manifesto Orizzontale dell'Ospitalità e della Tavola di Fipe, c'è la digitalizzazione del menu. Un'azienda italiana, HealthyFood di Pietro Ruffoni (ideatore di Mycia), ha creato così un nuovo strumento smart per aiutare i ristoratori alla ripartenza dopo l'emergenza Covid: My Contactless Menù, un servizio smart capace di aiutare il mondo dell'horeca a rispettare le nuove normative di sicurezza.
         
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          Il menù digitale 4.0, che sostituisce il vecchio cartaceo, impossibile da igienizzare, è visionabile attraverso la scansione via smartphone di un QR code posizionato sul tavolo dal ristoratore, beneficiando anche della visualizzazione automatica dei valori nutrizionali e calorici dei piatti (se resi accessibili da parte del ristorante) e soprattutto degli allergeni. È aggiornabile in tempo reale in piena autonomia - con un risparmio di tempo e di denaro – e consente la visualizzazione da remoto: basterà accedere all'area dedicata sulla piattaforma MyCia, digitare le variazioni del menù del giorno e vedere in questo modo aggiornato automaticamente anche il link raggiungibile tramite QRcode.
         
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          Una soluzione particolarmente utile per le catene con tanti punti di ristoro sul territorio. «L'idea è nata proprio per ridurre a zero il rischio di contagio – spiega Ruffoni –, digitalizzando tutti quei processi che fino a oggi hanno potuto essere fisici e che non potranno più esserlo. In più, le nuove feature rendono il nostro prodotto e il pacchetto di servizi associato ancora più smart: come la visualizzazione dei valori nutrizionali e delle calorie resa possibile attraverso l'indicazione delle grammature dei vari ingredienti elaborate dal nostro algoritmo».Assicura, inoltre, ai ristoratori di entrare nel network degli oltre 40mila utenti della app rendendolo facilmente condivisibile attraverso qualsiasi servizio di messaggistica.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Menù con prenotazione del tavolo e conto inclusi
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Uno dei problemi della futura riapertura sarà anche quello dell'ottimizzazione dei tempi di ingresso dei clienti. Tra i servizi il nuovo menù consente la prenotazione online del proprio tavolo, direttamente dall'app. Un vantaggio per i ristoratori che possono organizzare gli ingressi in modo scaglionato senza ricorrere a un gestionale ad hoc, e per i clienti della garanzia di un appuntamento certo e confermato, riducendo tempi di attesa in coda.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          E infine, sempre come addendum, My Contactless Menù consente di attivare “Order &amp;amp; Pay by Phone”: è possibile effettuare ordini direttamente dal menù digitalizzato, ricevendo il conto in formato digitale e pagandolo dallo smartphone, evitando passaggi di carte, comande e strumenti di pagamento di mano in mano. «Le sfide che ci aspettano sono enormi, ma ognuno di noi deve aprirsi a soluzioni innovative per una nuova Cucina», afferma la stella Michelin Claudio Sadler.
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Menù in 60 lingue
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La startup conta di rendere disponibile già dal prossimo 18 maggio la app in Italia, per poi portarla dopo poche settimane anche all'estero. «L'App MyCia con il My Contactless Menù – fa sapere Luca Monica, advisor F&amp;amp;D tra i più noti in Italia ed ex patron di Peck – oltre a risolvere tutti i problemi legati alle procedure anti contagio, consente di tradurre in maniera istantanea in 60 lingue il menù, rendendolo fruibile a tutti e consentendo di ottimizzare e semplificare le operations del service». Al cliente basterà infatti leggere sul suo smartphone l'elenco dei piatti nella sua lingua madre e al cameriere sarà facile registrare l'ordinazione. «Per questa funzione non ci siamo affidati ai dei traduttori automatici, ancora poco precisi, soprattutto quando si parla di allergeni – spiega Ruffoni –, ma una società ha sviluppato algoritmi apposta per noi basandosi su diversi data base. Anche questa funzione è personalizzabile: si può infatti scegliere di lasciare invariati i nomi di alcuni piatti, come per esempio quelli iconici dei grandi chef». Tra i primi Paesi che Ruffoni intende raggiungere ci sono Shangai, Dubai, Singapore, Regno Unito e Stati Uniti. Per poi passare a Germania, Spagna e Francia a seconda delle riaperture dopo il lockdown.
         
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Foto: Il sole 24 Ore
         
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  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 30 Apr 2020 18:04:36 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Crisi del latte: salvare la filiera</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/crisi-del-latte-autarchia-salvare-la-filiera</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/unnamed+%285%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La zootecnia da latte è il comparto che sta soffrendo di più per l'emergenza covid-19. Le associazioni di categoria chiedono all'industria di evitare speculazioni e lavorare solo latte italiano. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Ma anche le stalle devono fare la loro parte riducendo la produzione per non far crollare i prezzi.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           Si invita pertanto i consumatori,  in queste settimane di emergenza per l'epidemia di coronavirus, di acquistare latte, mozzarelle e altri formaggi freschi italiani.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Coronavirus, industrie e caseifici: rallentare la produzione.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      
                      
           In questi giorni alcune delle più importanti industrie lattiero-casearie hanno inviato lettere ai conferitori avvisandoli che per via del calo dei consumi dovuto alla chiusura di bar, ristoranti, mense e alberghi, e più in generale alle restrizioni alla circolazione delle persone per contrastare la diffusione del coronavirus, non sarebbero state in grado di ritirare i volumi abituali di latte e hanno invitato gli allevatori modificare le razioni delle bovine riducendo la parte proteica per diminuire la produzione almeno del 10%.
          
                    &#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            La situazione è seria perché parecchi caseifici più piccoli hanno ridotto di molto l'attività, alcuni hanno addirittura chiuso soprattutto. Ma non solo per il calo della domanda, anche per la carenza di personale, contagiato dal coronavirus.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            L' Assolatte afferma che la situazione rischia di peggiorare: l'export, che assorbe circa il 40% delle produzioni italiane, è in fase di rallentamento.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/mucche-.jpeg" length="141267" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 30 Apr 2020 17:31:53 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, l'idea del sindaco di Bologna per bar e ristoranti: "Tavolini sulle strisce blu"</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-l-idea-del-sindaco-di-bologna-per-bar-e-ristoranti-tavolini-sulle-strisce-blu</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Utilizzare lo spazio delle strisce blu per aiutare locali e ristoranti bolognesi ad avere più spazio con cui rispondere agli obblighi del distanziamento sociale, in vista della riapertura dal 1° giugno. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          È l'idea lanciata dal sindaco Virginio Merola ieri stamattina, mentre riceveva una chiave simbolica dei locali da parte dei loro gestori in allarme per un rischio di chiusure e fallimenti a catena data la mancata erogazione di contributi dello Stato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sta iniziando una crisi legata al turismo, al fieristico, a tanti aspetti importantissimi per le attività e i fatturati che saranno falcidiati.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Purtroppo non  c'è una strategia economica.  Il rischio è di un "effetto domino" che andrà a colpire le piccole e medie imprese di commercio e pubblici esercizi, vale a dire la spina dorsale del paese, quelle che hanno il maggior numero di occupati e sono il maggior numero assoluto di imprese presenti sul territorio italiano.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 30 Apr 2020 16:55:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Torna il mercato agroalimentare di Campagna Amica</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/torna-il-mercato-agroalimentare-di-campagna-amica</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         In Puglia continua la "spesa sospesa" a favore di chi ha più difficoltà
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/camp.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Tornano i produttori Campagna Amica in piazza. Nuove disposizioni consentono la tenuta del mercato a partire da giovedì 30 aprile, con tutte le precauzioni dettate dall’emergenza coronavirus: ingresso contingentato, obbligo mascherine e distanza. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Al mercato Campagna Amica i cittadini potranno donare del cibo a chi più ha bisogno. I clienti dei produttori agricoli della rete Coldiretti, oltre alla propria spesa -ortofrutta, carne, pescato, potranno acquistare prodotti freschi che, insieme a ciò che doneranno gli agricoltori, saranno consegnati ad un’associazione benefica a fine mattinata. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          L’iniziativa “spesa sospesa” ha carattere nazionale, trae spunto dalla tradizione partenopea del caffè sospeso, con tutta la rete Coldiretti-Campagna Amica che dona direttamente prodotti e offre la possibilità di donare a tutti i cittadini: carne, salumi, ortofrutta e tante altri alimenti a filiera corta e di stagione. 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/38_SpesaSospesa-1.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 29 Apr 2020 12:07:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/torna-il-mercato-agroalimentare-di-campagna-amica</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/camp.jpg">
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/spesa2.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Coronavirus, dal 24 aprile consentita la vendita di cibo da asporto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-dal-24-aprile-consentita-la-vendita-di-cibo-da-asporto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/images+%286%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           E' iniziata la vendita da asporto, la possono effettuare tutti i ristoranti e i locali, anche artigianali, è effettuata previa ordinazione on-line o telefonica.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I locali che vendono il cibo devono garantire che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano solo per appuntamenti e dilazionati nel tempo. Questo per evitare sia assembramenti all'esterno sia all'interno del locale dove è consentita la presenza di un cliente alla volta. Ogni cliente inoltre deve permanere all'interno del locale il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento dei prodotti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Resta invece sospesa per i ristoranti ogni forma di consumo sul posto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/images+%288%29.jpg" length="5579" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 26 Apr 2020 18:22:38 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Con AIS la degustazione si fa social</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/con-ais-la-degustazione-si-fa-social</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il distanziamento sociale non ferma l’attività dell’Associazione Italiana Sommelier: il vino si degusta su Facebook e Youtube con campioni e relatori professionisti  
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/Ladistanzanoncidivide_02.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le necessarie misure che hanno stabilito l’isolamento degli italiani non impediscono agli appassionati di vino di bere un bicchiere in casa propria, meglio ancora se a trattare di Bolgheri, Etna o Barolo ci sono i campioni e i relatori della più grande associazione di sommelier del mondo. Così, con tre video-degustazioni alla settimana, pubblicate sulla propria pagina Facebook, sul canale Youtube e sul sito ufficiale, l’Associazione Italiana Sommelier ha deciso di rimanere accanto ai propri soci, e di coinvolgere tutti i wine lovers della rete, raccontando le grandi denominazioni del Paese.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Protagonisti dei video i vincitori del concorso come “Miglior Sommelier d’Italia”, e i relatori dell’Associazione, che si sono prontamente messi a disposizione dai propri schermi. Così, per fare qualche esempio, Nicola Bonera, già campione del 2010, tratterà di Franciacorta e Valtènesi; Valentino Tesi, campione in carica, le variegate zone del Chianti Classico; Eugenio Tropeano, presidente di AIS Basilicata, le sfumature dell’Aglianico del Vulture. Assieme a loro, tanti altri sommelier professionisti, incluso il presidente nazionale Antonello Maietta, pronto a parlare di uno dei vini dolci più apprezzati del mondo: il ligure Sciacchetrà.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
            La distanza non ci divide
           
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           “Abbiamo coniato un hashtag significativo per il nostro progetto: #ladistanzanoncidivide” – ha dichiarato il presidente nazionale Maietta – “perché la distanza non ci divide dal sodalizio con i nostri soci e con tutti gli amanti del vino. Per un periodo non potremo vederci nelle aule e agli eventi, ma la nostra attività di formazione non si ferma: ci vedremo comunque attraverso i canali della comunicazione AIS. I migliori sommelier d’Italia, i nostri docenti, sono felicissimi di poter condividere argomenti che stanno loro particolarmente a cuore e del quale sono profondamente a conoscenza”.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
             Non solo degustazioni
            
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
    &lt;div&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
            Le possibilità offerte dalla rete non si fermano alle degustazioni, e si estendono a quelle dell’ordinaria gestione associativa. Sull’apposita piattaforma didattica, AIS Educational, sono già a disposizione i questionari di autovalutazione relativi al primo e al secondo livello del corso, per tutti i soci desiderosi di ripassare e tenersi in allenamento in attesa di completare il proprio cammino per diventare sommelier. Intanto, adeguando le proprie procedure all'emergenza coronavirus, per la prima volta nella storia di AIS, i membri del Consiglio Nazionale hanno potuto riunirsi tramite videoconferenza, lavorando dallo schermo di casa propria per portare avanti i progetti in corso.
           
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 26 Apr 2020 16:00:09 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Tutto quello che serve sapere sulla vera pizza marinara e margherita</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/tutto-quello-che-serve-sapere-sulla-vera-pizza-marinara-e-margherita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Il made in Italy per eccellenza
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/images+%285%29.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           I Napoletani prendono la loro pizza molto seriamente.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I puristi, come nella famosa pizzeria “Da Michele” in Via C. Sersale (fondata nel 1870) sostengono 
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           che esistono solo due vere pizze: la “Marinara” e la “Margherita”, ed è tutto ciò che servono. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La "
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Marinara" è la più antica e ha un condimento di pomodoro,  origano ,  aglio   olio extra-vergine d'oliva  e
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          solitamente  basilico . 
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Era chiamata “Marinara” non come molti credono, perché contiene pesce
          
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
            ma perché era il cibo che i pescatori mangiavano quando tornavano a casa dalle lunghe 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           giornate di pesca nella  Baia di Napoli . 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La "Margherita" è invece attribuita al panettiere Raffaele 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Esposito, che lavorava alla pizzeria da "Pietro... e basta",  che fu fondata nel  1880  ed opera ancora oggi c
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           on il nome di  "Pizzeria Brandi".  Nel  1889 Raffaele Esposito  infornò tre diverse pizze per la visita del Re  Umberto I° e 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           della Regina  Margherita di Savoia . La preferita della Regina era una pizza che evocava i colori della 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           bandiera italiana – verde (foglie di  basilico ), bianco ( mozzarella ) e rosso ( pomodori ). Questa 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           combinazione fu battezzata come "Pizza Margherita" in suo onore.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-04-26T141452.973.jpg" length="13439" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 26 Apr 2020 12:34:30 GMT</pubDate>
      <author>183:823856418 (Maria Giovanna Labruna)</author>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/tutto-quello-che-serve-sapere-sulla-vera-pizza-marinara-e-margherita</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/download+-+2020-04-26T141452.973.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>FIC: Parte il nuovo percorso di Alta Formazione a distanza</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/valeria-pizzutilo-21-aprile-2020-share-on-facebook-share-on-twitter-parte-il-nuovo-percorso-di-alta-formazione-a-distanza-si-struttura-su-lezioni-pomeridiane-affidate-a-riconosciuti-profe</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/logo-act-nuovo-big-bianco.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Parte il nuovo percorso di Alta Formazione a distanza, si struttura su lezioni pomeridiane affidate a riconosciuti professionisti del settore associati alla Federazione Italiana Cuochi.  A comunicarlo il direttivo della FIC.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Le lezioni sono riservate agli Associati e sviluppano le tecniche di gestione e di organizzazione del lavoro applicate alla situazione che stiamo vivendo. Le tecniche sono rilette alla luce della sostenibilità alimentare ed operativa in prospettiva anche della prossima ripartenza della ristorazione. Il cambiamento, al quale siamo costretti ,deve permetterci di passare dall’abilità alla competenza affinché il momento difficile diventi, per tutti i cuochi, un’opportunità di miglioramento. 
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Giovanni Guadagno Dipartimento Tecnico Professionale
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          per info contattare Alessandro Laudadio: WhatsApp +39 340 828 8154 - mail segreteria@fic.it
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/850x500AF_online.jpg" length="52247" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 21 Apr 2020 20:16:32 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.lagazzettadelfood.it/valeria-pizzutilo-21-aprile-2020-share-on-facebook-share-on-twitter-parte-il-nuovo-percorso-di-alta-formazione-a-distanza-si-struttura-su-lezioni-pomeridiane-affidate-a-riconosciuti-profe</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/850x500AF_online.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, AL VIA NUOVO PIANO MONITORAGGIO ED ESPIANTO A MAGGIO; PRIORITA’ A PIANA ULIVI MONUMENTALI</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/xylella-coldiretti-puglia-al-via-nuovo-piano-monitoraggio-ed-espianto-a-maggio-priorita-a-piana-ulivi-monumentali</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Coldiretti Puglia chiede una stretta sulle attività di contenimento della malattia che ha già provocato 1,6 miliardi di euro di danni
        
                &#xD;
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           Al via a maggio il Piano di azione di contrasto alla Xylella fastidiosa per l’anno 2020, approvato dalla Giunta regionale, che prevede il monitoraggio e le attività di eradicazione e contenimento nelle aree delimitate, ovvero zona indenne, zona cuscinetto e zona di contenimento, ossia 20 km della zona infetta a confine con la zona cuscinetto in cui si applicano le misure di contenimento e sui siti indenni, con una priorità data alla Piana degli Ulivi Monumentali, mentre sono fondamentali le buone pratiche anche degli enti pubblici Comuni, Demanio e Consorzi di bonifica, perché non basta che gli agricoltori facciano doviziosamente arature e trinciature, se le stesse procedure non vengono attuate su ben più vaste aree pubbliche, troppo spesso in stato di abbandono. A dichiararlo è Coldiretti Puglia che torna a chiedere una stretta sulle eradicazioni per estinguere i focolai attivi nelle aree a forte vocazione olivicola e paesaggistica per arrestare l’avanzata della malattia che in 6 anni ha provocato danni per oltre 1,6 miliardi di euro.
          
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          Per questo Coldiretti Puglia, con una lettera a firma del Presidente e Direttore regionali, Muraglia e Piccioni, aveva chiesto al Presidente della Regione Puglia Emiliano e al Commissario dell’ARIf Ranieri lo stato dell’arte degli espianti degli ulivi infetti, sollecitando il necessario rifinanziamento del monitoraggio degli insetti vettori e una opportuna comunicazione istituzionale che garantisca informazioni certe e univoche agli imprenditori agricoli dell’area contenimento e cuscinetto.
         
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          “Il fronte della malattia in Puglia è ancora molto ampio e la Xylella è tutt’altro che sotto controllo mentre l’insetto vettore, la sputacchina, ha già superato i primi stadi giovanili ed è ormai prossima a divenire insetto adulto in molte aree e terreni.  Se fosse stata applicata per tempo e alla lettera la normativa comunitaria i focolai sarebbero stato estinti, piuttosto che risultare ad oggi ancora attivi, con piante malate che costituiscono fonte di inoculo e diffusione ulteriore della Xylella. Se le attività di espianto non saranno svolte con convinzione l’avanzata della Xylella è certa”, ha detto nella missiva il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, offrendo la collaborazione dell’Organizzazione per una stretta alle attività di contenimento.
         
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          A  questo proposito, al fine di dare supporto concreto alle misure di contenimento imposte dalla Comunità europea – ha aggiunto Coldiretti Puglia - potrebbero essere proprio le imprese agricole, in possesso di requisiti e attrezzature specifiche, a poter svolgere le attività di espianto, funzionali al contenimento della malattia, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico, attraverso la costituzione di un apposito elenco in deroga al codice degli appalti, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 228/2001 recante “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’art. 7 della legge 5/03/2001 n. 57”.
         
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          Il ricorso alle imprese agricole è già in fase di sperimentazione in provincia di Lecce, con il Comune di Ugento che ha avviato la procedura per la costituzione di un elenco di imprenditori agricoli interessati ad assumere in appalto lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico, in deroga al codice degli appalti, proprio ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 228/2001.
         
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          “Al contempo il sistema dei monitoraggi e dei campionamenti va potenziato perché ancora oggi si basa principalmente su analisi visiva di ulivi troppo spesso asintomatici”, ha aggiunto il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.  “Monitoraggi e campionamenti, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi restano l'unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione. L'efficacia e sistematicità sono garanzia per le aree indenni della Puglia e delle regioni limitrofe e non vanno messe in alcun modo in discussione. Stigmatizziamo il mancato finanziamento per il 2020 dell’attività di monitoraggio dell’insetto vettore – ha aggiunto il direttore Piccioni - attività essenziale per tracciare il percorso e lo stato di avanzamento degli stadi di vita della ‘sputacchina’ e rendere maggiormente efficaci le ‘buone prassi’ in agricoltura”.
         
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          Sin dal 22 marzo scorso sono stati rinvenuti in Salento esemplari adulti di Philaenus spumarius, le sputacchine, per cui – conclude Coldiretti Puglia - sono necessarie le lavorazioni del terreno, trinciatura ed  interramento  della  vegetazione  spontanea.
         
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2020 19:58:39 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Coronavirus, con +47% consumi riso alla riscossa</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/coronavirus-con--47-consumi-riso-alla-riscossa</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Coronavirus, con +47% consumi riso alla riscossa
        
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           Riso alla riscossa sulle tavole degli italiani con i consumi delle famiglie che fanno registrare un balzo record del 47% nelle sei settimane segnate dall’emergenza coronavirus che ha anche frenato bruscamente il commercio mondiale del cereale più’ consumato nel pianeta. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Iri dai quali si evidenzia peraltro che l’aumento della domanda del riso ha addirittura superato quello della pasta.
          
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           I grandi produttori del mondo stanno accumulando scorte strategiche con il Vietnam che – sottolinea la Coldiretti – ha contingentato le esportazioni che sono state invece bloccate dal Bangladesh per il riso locale mentre in India le consegne per l’estero si sono fermate a seguito delle pesanti conseguenze del lockdown ed in Thailandia i prezzi del riso sono saliti al valore massimo dal 2013. L’Italia fortunatamente – continua la Coldiretti – è il principale produttore di riso in Europa con le coltivazioni che si estendono su un’area di 220mila ettari con 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno pari a circa il 50% dell’intera produzione Ue, con una gamma varietale unica e fra le migliori del mondo.
          
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          A confermare la centralità della produzione di riso Made in Italy è – precisa la Coldiretti – l’accelerazione che si è avuta, dopo i ritardi accumulati, nella firma del protocollo di intesa tra il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, rappresentato dall’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari, e l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese, che consente l’esportazione in Cina di riso da risotto. Una decisione che – conclude la Coldiretti – potrebbe significare una spinta alle esportazioni di riso italiano nel mondo che nel 2019 sono già risultate in aumento del 4% per un valore di quasi 550 milioni.
         
                  &#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
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    &lt;br/&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 20 Apr 2020 15:05:27 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>TURISMO E RISTORAZIONE, LA TASK FORCE DEL GOVERNO ASCOLTI IL NOSTRO GRIDO DI AIUTO (E CI ACCOLGA TRA GLI ESPERTI)</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/turismo-e-ristorazione-la-task-force-del-governo-ascolti-il-nostro-grido-di-aiuto-e-ci-accolga-tra-gli-esperti</link>
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      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         Le 5 richieste di Ristoworld: fidi trentennali a tasso zero per le imprese garantiti dallo Stato, sospensione dei mutui, stop a imposte e utenze delle attività commerciali, proroga Cigs per tutto il 2020 e supporto agli stagionali senza paracadute sociali. Il presidente Marcello Proietto: “Noi pronti a garantire la salute degli utenti”
        
                &#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La garanzia della salute pubblica gioca un ruolo centrale e prioritario: detto questo è fondamentale assicurare il futuro su due direttrici. La prima è quella degli aiuti che devono essere a fondo perduto, erogati immediatamente, rimpinguati e trasferiti immediatamente. Più tempo passa e più aziende non riusciranno a rialzarsi. La seconda una ripresa coerente e attuabile.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ecco i 5 punti Ristoworld Italy con i quali si chiede che lo Stato e l’Europa aiutino concretamente a far ripartire l’economia e rimettere a regime le attività ristorative e turistico alberghiere.  Gli aiuti in atto disposti sono da un lato insufficienti e, dall’altro, non arrivano. Il mondo del turismo e della ristorazione non chiede elemosine ma interventi strutturali concreti.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Chiediamo che lo Stato si faccia garante verso le banche per fidi a scadenza trentennale, a tasso zero: è necessario disporre di un adeguato capitale per ricominciare, come è avvenuto in fase di start. L’imperativo è quello di rimettere in circolo liquidità.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Sospensione di leasing e mutui e il recupero delle mensilità sospese da riaccodare al periodo previsto dalla relativa misura posta in essere senza ulteriori oneri è il passo successivo.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Cancellazione immediata delle imposte nazionali e locali e la sospensione per utenze relative alle attività commerciali (luce, gas, telefono e fibra). Su questo aspetto chiederemo l’intervento dell’Anci
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Proroga della cassa integrazione straordinaria tutto il personale in forza al 23.02.2020 e fino almeno alla fine dell’anno. Questo per garantire anche la ripresa dell’attività garantendo gli standard di sicurezza nuovi che verranno imposti dall’Oms.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Erogazione di una misura straordinaria per quanti, soprattutto stagionali e non in possesso dei requisiti previsti per legge sono oggi senza contratto, senza cassa integrazione, senza disoccupazione e quindi abbandonati a se stessi.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La fase due preoccupa. Nella task force nominata dal Governo mancano gli albergatori e i ristoratori, gli operatori del turismo, i riferimenti di chi lavora direttamente sul campo.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Chiediamo al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Regione ai quali inviamo la presente nota che nelle commissioni consultive vengano inseriti professionisti del comparto ristorativo e alberghiero.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Garantiremo, di certo, la salute pubblica con le norme dettate dall’Oms. Ripartiamo dal pubblico italiano, dai gusti e preferenze della platea che fino alla ripresa del flussi turistici sarà quella di riferimento. Ripartiamo dal territorio e dai prodotti locali.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           La riapertura ha in previsione, tutta una serie di indicazioni sanitarie che rivoluzioneranno il mondo della ristorazione come fin qui inteso. Servono aiuti a fondo perduto anche per questi adeguamenti che incideranno sul conto economico delle aziende. Servono linee e indirizzi chiari e certi e che provengono da chi questo mestiere lo conosce.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Necessità non di risposte qualunque ma di indicazioni adeguate alle richieste di un settore fondamentale per l’economia italiana e globale. Altrimenti oltre alla crisi e allo sfacelo economico faremo i conti con una pericolosissima emergenza sociale.     (www.ristoworlditaly.it)
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
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  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 20 Apr 2020 14:49:32 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/93695793_515432905805184_2358485890784821248_n.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Emotional Food ce ne parla Gregori Nalon a cuore aperto</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/emotional-food-ce-ne-parla-gregori-nalon-a-cuore-aperto</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
         In cucina competenza e tanta passione
        
                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/PRIMOPIANO1-fb6843d6.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Gregori Nalon
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           in una foto curiosa, ci racconta Emotional Food
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Emotional Food ne parliamo con Gregori Nalon. Lo avevamo già conosciuto durante il Sigep, ma oggi in una piacevole intervista con Maria Giovanna Labruna, si mette sottovento e, a cuore aperto ci parla di lui e del suo concetto di “Emotional Food”. Presto, sarà ospite fisso nella nostra rubrica dedicata al Food e avremo così occasione di condividere con un guru della cucina, qualche ricetta e qualche gustosissimo segreto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Un 2020 pieno di sogni per Gregori Nalon
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Un 2020 pieno di sogni da realizzare, con tante idee e con innovazione.
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
           
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con l’uscita del primo lavoro editoriale si realizza un sogno chiuso nel cassetto da anni.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Quella di oggi è una di quelle interviste che partono con un tono rilassato, pacato con la voglia di raccontare e raccontarsi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Lo chef Gregori Nalon si è rivelato a 360 gradi, parlando non solo della sua attività (già nota al grande pubblico) bensì pure dell’innovazione che si fonde con la tradizione in cucina. La novità di quest’anno è l’avvio di un’iniziativa editoriale.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sicuramente lo chef veneziano è conosciuto dal pubblico televisivo grazie alla trasmissione
          
                    &#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           “La prova del cuoco” di Rai Uno
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    
                    
          e
          
                    &#xD;
    &lt;font&gt;&#xD;
      
                      
           “Piatti &amp;amp; Misfatti” di Alice Tv.
          
                    &#xD;
    &lt;/font&gt;&#xD;
    
                    
          Già apprezzato e stimato dagli addetti ai lavori da tantissimo tempo. In quanto è considerato uno dei più importanti chef di cucina, profondo conoscitore e comunicatore delle tecnologie applicate alla ristorazione, impegnandosi da anni nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie, nella sperimentazione, nelle consulenze di cucina per la formazione tecnica delle ricette e la formazione del personale. Scrivono di lui: “Gregori è un “cuoco” dalle mille sfaccettature, dalle inesauribili idee, dalle decine di iniziative.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Con lui la cucina e soprattutto la professione del “cuoco” non si ferma al piatto o alla ricetta ma “vola” verso le più alte sfere dell’emotività e della creatività massima, passando per lo studio della tecnica, all’innovazione fusa con la tradizione e l’attenzione alle emozioni, con il così detto Emotional Food”.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
              
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           L’intervista alla scoperta dell’Emotional Food
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Una domanda che tanti le avranno fatto ma sempre attuale per capire meglio da dove partiamo. Come nasce questa grande passione per la cucina?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Nasce per caso, ovvero la cucina mi piaceva da piccino, facendo esperimenti soprattutto a casa di mamma, bruciando qualche pentola, ma il tutto nasce per sfida nel trovare un lavoro immediato che mi potesse dare qualche soldino per acquistare il mio primo motorino. Subito dopo l’iscrizione all’alberghiero, e la mia prima stagione estiva a lavorare, con un coinvolgimento passionale a questo mestiere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Dopo tanta gavetta in Italia finalmente le grandi esperienze all’estero. Parliamo proprio di queste esperienze: differenti culture culinarie e antropologiche. Che impatto hanno avuto nei confronti della sua cucina?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In realtà ho fatto esperienze estere di varie sfumature, sempre all’insegna della formazione, ricordo in Sud Africa, Grecia, Spagna, Romania, Svizzera, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Inghilterra, Danimarca, Romania, Francia, e forse qualche altro paese che non ricordo più. Tutto questo porta a conoscere ed assimilare tecniche, situazioni, mentalità e modi di pensare diversi. Il tutto crea una formazione personale non indifferente. Lo studio approfondito poi della cultura orientale come la cucina dei 5 elementi (mi vede attualmente il primo ed unico cuoco che in Italia ha modificato e che pratica tale disciplina), mi ha fatto ampliare la mia cultura, il mio modo di pensare, creare in tempi velocissimi, proprio perché mentalmente ho assimilato schemi e mappe culinarie uniche nel loro genere.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Tornando all’Italia e alla cucina italiana, esiste un concetto che può catturarne l’essenza o un tratto particolare che la identifica?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Come spesso dico nei miei seminari, la mia logica ed il mio concetto non ha paragoni, perché nasce da me, quindi ne detengo il primato, lo studio della dottrina cinese, la cultura orientale, le mappe e schemi culinari, ne fanno una originale ideologia di cucina ed una unica semplificazione dei processi lavorativi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Quali sono gli ingredienti che utilizza più spesso? Utilizza tutta la “tavolozza dei colori”?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Direi che non ci sono ingredienti che utilizzo di più o di meno, ma di quelli che conosco ovviamente li utilizzo tutti. Sostanzialmente il mio variare di ingredienti varia da dove sono a fare formazione e consulenze in quanto ogni luogo che visito ha già di suoi ingredienti precisi, diversi e unici. Per quanto riguarda la tavolozza dei colori…. Beh! Con la cucina dei 5 elementi non si può non valorizzare questo aspetto.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Lei ha parlato della cucina dei 5 elementi + 1. Di cosa si tratta?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La cucina dei 5 elementi + 1 nasce dalla cultura cinese, cultura orientale, e non significa usare cose strane, fare ricette improponibili, ma significa utilizzare un concetto, uno schema, un insieme di semplici regole che se messe in atto ne fanno di ogni ricetta un piatto infallibile.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La cucina dei 5 elementi + 1, ricopre tutti gli aspetti che il nostro corpo, la nostra mente hanno bisogno, toccando l’aspetto cromatico, sensoriale, sollecitando tutti gli organi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non sto parlando della solita cosa che si sente dire, qui siamo su livelli di sviluppo mentale, interiore, molto più profondo e più intenso.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          I 5 elementi + 1, significa che sono io o voi, ovvero, io vi posso dare tutti gli scemi o mappe gastronomiche mentali, ma sarete solo voi l’elemento creativo in più.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Qual è il suo piatto preferito nel nuovo progetto editoriale?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non esiste “un” piatto, ma esistono una serie di nuovi concetti, di nuovi “schemi” mentali culinari, che portano ad avere tutte le ricette uniche.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           La ricetta che la rappresenta di più in questo suo primo libro?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Tutte. Perché sono scritte con i miei sentimenti, passioni e vicende che in varie situazioni della mia vita hanno portato a scrivere tutto ciò.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           A casa cucina lei?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Direi di sì. Abitando da solo, ne sono obbligato. Scherzi a parte se sono a casa mia i fornelli sono miei, se sono dai genitori o amici, mi metto da parte e rispetto chiunque cucina, perché unico nella sua modalità, cultura, passione.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Qual è secondo lei la nuova tendenza della cucina?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          La semplificazione dei processi di lavoro, la semplificazione delle lavorazioni e la valorizzazione in purezza dell’ingrediente.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
           Ritorneremo a mangiare con le mani, dobbiamo riprenderci la nostra cucina, dobbiamo assaporare un cibo toccandolo con le mani (dove possibile), tipo una frittella, una crocchetta, un cosciottino di pollo, insomma tutto quanto si può.
          
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Siamo in un’era dove tutto è tagliato, tutto è sbucciato, ma vogliamo mettere la soddisfazione di mordere una mela con i denti direttamente? Mangiare una costina di maiale alla griglia con le mani? Assaporare una fetta di torta con le mani? Ci sono sensazioni, emozioni, che legate al cibo ed all’ambiente in cui siamo in quel momento non hanno uguali. Non scordiamoci che la missione futura di chi fa il mio lavoro sarà insegnare ai ragazzi a fare un ragù di carne, un sugo al pomodoro, un cannellone, una lasagna, una bistecca perfetta, e molto altro. Tutti fenomeni a fare spume, aria e cialde, ma poi i locali che lavorano effettivamente sono quelli che realizzano piatti tradizionali secondo la cultura enogastronomica italiana.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Lo chef Gregori Nalon è stato il primo a creare in Italia la figura del Cooking Strategist. Ci può spiegare di cosa si tratta?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Cooking Strategist, ovvero colui che trova le strategie migliori nelle aziende (ristoranti, bar, hotel, e tutto quanto fa ristorazione).
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Questa figura nasce dopo anni di esperienza, dopo aver compreso e processato gli schemi mentali culinari, dopo aver fatto una esperienza in tutti i settori lavorativi del nostro ramo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sostanzialmente il Cooking Strategist, interviene in modo completo nelle cucine, collabora con gli chef o con i titolari, trova le giuste strategie, le giuste linee guida per creare business efficace, duraturo, professionale. Saper cucinare al giorno d’oggi non basta più, anzi, diventa un aspetto complementare che deve andare di pari passo con la gestione della struttura e principalmente la gestione di noi stessi, cosa più difficile da farsi.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Cos’è “l’Emotional Food”?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Emotion Food è una filosofia, un concetto da me ideato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Sono corsi fatti in team, ma anche one-to-one, dove io guido tale concetto, attraverso varie sfumature, tocco varie leve emozionali, portando lo chef che partecipa a capire determinate condizioni mentali che fanno capire come gestire le emozioni personali, come detto le più difficili.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Le ricette hanno un aspetto emozionale, che arrivano direttamente al cuore di chi legge. Tali frasi, concetti, sono scritti per essere parte di ognuno. Chiunque legge una ricetta fatta con la filosofia Emotional Food, sentirà sua quella ricetta, perché tocca profondamente ogni aspetto che tutti noi abbiamo.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           In un recente articolo è stato definito “Perseverante o testardo. Appassionato o maniacale”. Lei come si definirebbe?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Credo che nel dire il mio nome Gregori Nalon, sia chiaro che sono racchiusi tutte questi aggettivi che mi sono stati accollati. Chi mi conosce profondamente sa che sono una persona costante su ciò che credo, resto fermo nelle mie ideologie e pensieri proprio perché arrivano dopo una gavetta e tanto studio.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Non è facile entrare nel mio mondo, ma chi ci entra ne ha sempre tratto benefici.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          In cucina c’è poco spazio per chi non segue le regole, per chi non osa e per chi si sente già arrivato.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Il nostro lavoro è durissimo se visto come lavoro, ma è semplicemente passionale e magico se è visto come hobby.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
           Cosa si sente di dire a chi sta muovendo i primi passi in cucina?
          
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Se volete essere dei grandi Chef di cucina, fate tantissime esperienze. Provate di tutto, fate i cuochi, i camerieri, lavorate in ricevimento, fate i macellai, i pescatori, i contadini, studiate veterinaria, studiate scienze dell’alimentazione, fate i panettieri, pasticceri, gelatai, aprite un’attività culinaria in proprio, sperimentate, fate cucina scientifica, andate all’estero, cambiate tipologia di locali da trattorie, da stellati, in pizzerie, ristoranti, hotel, non guardate le ore di lavoro, non guardate le feste, andate in tv, fate gare, competizioni, mettetevi in discussione, insomma fate più esperienze possibili, e tutto questo se potete in pochissimi anni non più di 10/15, solo cosi potrete un giorno diventare dei Cooking Strategist..
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Per il resto fare lo chef di cucina è meraviglia.
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    
                    
          Intervista realizzata dalla giornlista Maria Giovanna Labruna
         
                  &#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/greg3-5194490d.jpg" length="61840" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 19 Apr 2020 17:33:37 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://cdn.website-editor.net/2ebbd6090cd64135a49a22a25168d1f0/dms3rep/multi/greg3-5194490d.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sfrutta al meglio la nuova stagione seguendo queste semplici linee guida</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/sfrutta-al-meglio-la-nuova-stagione-seguendo-queste-semplici-linee-guida</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    L'arrivo della nuova stagione è un ottimo pretesto per mantenere i buoni propositi e fissarne di nuovi. Che sia mangiare più sano o ripulire il garage, ecco alcuni suggerimenti per mantenere i buoni propositi.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Fai una lista
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Le liste sono un ottimo modo per rimanere concentrati. Prendi nota dei tuoi obiettivi, anche di quelli più piccoli.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Controlla regolarmente la lista
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Non dimenticare di consultarla e verificare come te la stai cavando. Solo perché non raggiungi subito gli obiettivi prefissati non significa che tu non stia facendo progressi.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Riconosci e premia i tuoi progressi
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Quando riesci a conseguire un obiettivo, che sia grande o piccolo, non dimenticare di farne motivo di orgoglio.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Pensa positivo
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Il pensiero positivo è la chiave del successo. Perciò, invece di rimuginare sui fallimenti, tieni a mente tutti risultati che hai conseguito.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 18 Apr 2020 12:27:15 GMT</pubDate>
      <author>websitebuilder@1and1.de</author>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rimani in contatto con i visitatori del tuo sito e aumenta la fidelizzazione</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/rimani-in-contatto-con-i-visitatori-del-tuo-sito-e-aumenta-la-fidelizzazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ci sono molti buoni motivi per interagire con i visitatori del tuo sito. Comunica loro le offerte e le ultime novità o tienili aggiornati con suggerimenti e informazioni.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ecco i principali motivi per bloggare regolarmente.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      È un modo semplice per interagire con i visitatori del sito
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Una volta che si impara a farlo, scrivere un post sul blog è semplice. I post non devono essere lunghi né complicati. Tratta di temi che conosci e scrivi con stile.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Mostra la tua personalità ai clienti
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Quando scrivi un post, lascia trasparire la tua personalità. È un ottimo modo per farti conoscere.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Un fantastico mezzo di comunicazione
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I blog sono un ottimo strumento di comunicazione. I post sono più lunghi rispetto a quelli degli altri social media, il che offre molto spazio alla condivisione di opinioni, consigli utili e tanto altro.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Bloggare è un ottimo modo per favorire e migliorare la SEO
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    I motori di ricerca preferiscono i siti che pubblicano regolarmente nuovi contenuti, e il blog ne è l'esempio perfetto. Con i giusti metadati per ogni post, sarà molto più facile per i motori di ricerca trovare i tuoi contenuti.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Indirizza il traffico verso il tuo sito
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Ogni volta che aggiungi un post, gli iscritti al tuo sito hanno un motivo per visitarlo. Se il post ha contenuti interessanti, verrà condiviso con altre persone, aumentando ulteriormente il traffico!
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    È gratis
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Mantenere un blog sul tuo sito è completamente gratuito. Puoi decidere di assumere dei blogger professionisti o chiedere a qualcuno della tua azienda di redigere regolarmente dei contenuti.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
    Crea il tuo marchio
  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    Un blog è un ottimo modo per dare voce al tuo marchio. Puoi scrivere sulle problematiche relative al tuo settore e ai tuoi clienti.
  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irt-cdn.multiscreensite.com/md/dmtmpl/dms3rep/multi/man_walking_street.jpg" length="285531" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 18 Apr 2020 12:27:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Suggerimenti per scrivere post interessanti e aumentare il traffico del tuo sito</title>
      <link>https://www.lagazzettadelfood.it/suggerimenti-per-scrivere-post-interessanti-e-aumentare-il-traffico-del-tuo-sito</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Tratta di argomenti che conosci. Se non sai molto riguardo a un argomento specifico, che potrebbe interessare ai tuoi lettori, invita un esperto che scriva al riguardo.
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irt-cdn.multiscreensite.com/md/unsplash/dms3rep/multi/desktop/photo-1455849318743-b2233052fcff.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Parla ai tuoi lettori
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Conosci i tuoi lettori meglio di chiunque altro, perciò tienili in considerazione quando scrivi i tuoi post. Scrivi su temi che possano trovare interessanti. Se hai una pagina Facebook della tua azienda, puoi consultarla per trovare nuovi temi di cui trattare.
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Prenditi del tempo per pianificare il post
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Se hai un'idea per un nuovo post, scrivi prima una bozza. Alcune persone preferiscono iniziare dal titolo per poi lavorare sul contenuto. Altri invece iniziano dal sottotitolo. Scegli il metodo che fa per te.
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Non dimenticare di aggiungere delle immagini
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Assicurati di aggiungere delle immagini di alta qualità. Le immagini spezzano il testo e lo rendono più leggibile. Inoltre, aiutano a trasmettere emozioni o idee che sono difficili da mettere per iscritto.
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;b&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Rileggi prima di pubblicare
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
                    
    Dopo aver completato la stesura del post, mettilo da parte per un paio di giorni e poi rileggilo. Probabilmente ti verrà in mente qualcosa da aggiungere o da eliminare. Chiedi a un amico o a un collega di controllare che non ci siano errori. Quando il post ti sembrerà corretto e completo, inseriscilo nel blog e pubblicalo.
  
                  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irt-cdn.multiscreensite.com/md/dmtmpl/dms3rep/multi/woman_coffee_street.jpg" length="417830" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 18 Apr 2020 12:27:14 GMT</pubDate>
      <author>websitebuilder@1and1.de</author>
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